La vittoria dell’Inter contro il Cagliari, sempre più in zona rossa, ha di fatto chiuso i discorsi scudetto già semichiusi la settimana scorsa con lo stop esterno degli azzurri contro il Parma. Ma, il Sassuolo che vince con il Como, riapre i discorsi Champions, soprattutto a favore di Roma e Juventus: i bianconeri giocano domani col Bologna, e possono allungare contro i Lariani, mentre la squadra di Gasperini giocherà stasera con l’Atalanta. Al Maradona, nel primo caldo primaverile, c’è la Lazio di Maurizio Sarri, che non è un ex allenatore come gli altri: al pronunciare del suo fra le formazioni delle due squadre, c’è stato un timido applauso dello stadio, che lo fa essere – forse – più amato di Spalletti, visti i sonori fischi quando è stato nel suo ex stadio; l’allenatore toscano ma di origini napoletane è fra i tecnici papabili per un’eventuale post Conte. Lo stadio è soldout, nella curva A una bandiera rossa della curva nord dell’Ancona, gemellata col Napoli, che sfiora il ritorno nel calcio professionistico vista la seconda posizione nel girone di competenza della serie D.
Dispiacerà anche a loro, oltre ai tanti napoletani, aver visto questo mesto spettacolo. Nessun intervento degno di considerazione da parte del giovane portiere della Lazio, che a loro volta hanno tirato ben quattordici volte dalle parti di Milinkovic. La Lazio espugna il Maradona per la quarta volta consecutiva: due volte Sarri, contro Spalletti e contro Garcia, poi Baroni contro Conte il giorno dell’immacolata del 2024, e questa volta al ritorno di Sarri contro Conte.
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Napoli-Lazio, la sintesi del match
La prima palla della partita è della Lazio, che al secondo minuto tenta il primo affondo con Noslin, il cui cross è recuperato dagli azzurri. Al sesto minuto, la squadra ospite passa in vantaggio: Taylor la mette al centro per Cancellieri che anticipa Spinazzola e mette alle spalle di Milinkovic-Savic; Napoli-Lazio, 0-1. Padroni di casa che non trovano spazi per la reazione. Continua a provarci la Lazio con un tiro di Basic trovato da Cancellieri a limite dell’area: para facile il portiere. Il primo approccio alla partita da parte del Napoli è tristemente ricco di errori banali: i fantastici quattro nel quadrato di centrocampo sbagliano passaggi e controlli davvero banali, come se il pallone scottasse e gli azzurri giocassero scalzi. Un’azione recuperata dalla destra, consente a Politano di servire al centro McTominay che per un soffio non la tocca, ed il pallone finisce sul fondo. Sempre dalla destra, Politano serve De Bruyne il cui tiro di sinistro nei pressi della lunetta d’area di rigore, finisce nei pressi della fermata della metropolitana Campi Flegrei. Risponde la Lazio con un cross di Tavares che di prima provava a servire Cancellieri, a sua volta anticipato da Spinazzola. Al 23°, passaggio di De Bruyne preciso per Hojlund anticipato ottimamente da Romagnoli che devia in corner.
Al 28°, un altro calcio d’angolo – il quarto – a favore del Napoli, permette ad Anguissa di andare vicino al gol del pari, ma il centrocampista si coordina male. In fase di impostazione, sbaglia Buongiorno, recupera palla Noslin che si invola verso l’area di rigore del Napoli: contrasto con Lobotka che atterra l’attaccante laziale, e l’arbitro fischia il calcio di rigore. Lo slovacco colpisce Noslin sulla gamba. Dagli undici metri c’è Zaccagni che si fa parare il rigore da Milinkovic-Savic. Continua però la squadra di Sarri ad attaccare sulla corsia di destra, dopo che la difesa del Napoli aveva recuperato il possesso dopo il penalty. 35° minuto, ancora la Lazio: Cancellieri impegna Milinkovic in parata bassa, poi Noslin spara alto da pochi passi sulla ribattuta. Al 43°, ci prova Tavares, ma è pronto ancora il portiere serbo del Napoli a deviare il tiro. Alla fine della prima frazione, il Napoli colleziona possesso palla e calci d’angolo infruttuosi, e continuano a contarsi errori tali che costano i fischi dagli spalti.
Comincia il secondo tempo, escono De Bruyne ed Anguissa, ed entrano Alisson Santos ed Elmas, ma è la Lazio che recupera il pallone ed è Taylor che conclude a lato. In fase d’attacco del Napoli, Gila ruba palla ad Hojlund, serve subito Zaccagni che passa a Noslin ma l’olandese non trova la porta. La differenza fra la facilità della squadra di Sarri di prender palla, salire in contropiede, e rendersi pericolosa è palpabile con quella del Napoli che non fa tre passaggi di fila. Al 53°, Alisson controlla un lancio di Lobotka, supera Lazzari, serve Hojlund che però non trova la deviazione. Al 56°, la Lazio raddoppia: errore di Buongiorno, recupera Noslin, poi Zaccagni che la mette al centro, non ci arriva Cancellieri, interviene Basic che a pochi passi non sbaglia; Napoli-Lazio, 0-2. La squadra non è in sintonia, non ha la testa, sembra rivedere gli spettri peggiori fra Eindhoven e Bologna. Reagisce rabbiosamente Alisson che scheggia il palo a ridosso dell’area piccola.
Verso l’ora di gioco, doppio cambio per il Napoli: escono Spinazzola e Lobotka, ed entrano Giovane e Gutierrez. Le bandiere delle curve continuano a sventolare, ed è la curva B che scandisce il ritmo con cori continui. Però, non c’è alcuna pericolosità nelle azioni azzurre, non c’è la sensazione che i padroni di casa possano ribaltare la situazione, così com’è successo con la Roma e con il Lecce. La sensazione invece è che può segnare ancora la Lazio: in solita ripartenza, Noslin approfitta di un ennesimo errore, al centro servito Tavares che non inquadra la porta. A venti minuti dal novantesimo, entra Mazzocchi che rileva capitan Politano: la fascia finisce ad Elmas. Poco da scrivere nel prosieguo di match, se non che il Napoli continua a sbagliare e non a rendersi praticamente mai pericoloso, e che la Lazio ha abbassato il ritmo beneficiando di un doppio vantaggio mai messo in discussione. Finisce senza mordente, una partita cominciata male e finita peggio.






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