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Grande successo per il Mediterraneo di Grano Awards: Trionfo di eccellenze allo Yacht Club Marina di Stabia

CASTELLAMMARE DI STABIA – Si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico e critica la prima edizione del Mediterraneo di Grano Awards. L’evento, nato da un’intuizione di Antonio Massa, ha saputo trasformare l’esclusiva cornice dello Yacht Club di Marina di Stabia in un prestigioso palcoscenico dedicato alle eccellenze italiane e internazionali del mondo della cultura, dell’informazione, delle istituzioni, dello spettacolo e del terzo settore.

Al centro dell’esclusiva serata di gala, un unico, grande filo conduttore: la celebrazione e la valorizzazione del Mediterraneo, inteso non solo come crocevia geografico, ma come inesauribile culla di identità, tradizioni secolari e spinta verso l’innovazione.

I Protagonisti Premiati: Un Trionfo di Eccellenze

Il cuore pulsante della manifestazione è stata la cerimonia di premiazione, che ha visto sfilare sul palco figure di primissimo piano, unite dall’impegno profuso nei rispettivi settori di competenza. I riconoscimenti di questa prima edizione sono stati assegnati a:

  • Carmine Maione, giornalista e ideatore della kermesse “Eruzioni del Gusto”, premiato per la sua incessante opera di promozione dell’identità enogastronomica del territorio campano.

  • Concetta Bianco, per il suo ruolo strategico nelle relazioni istituzionali e nella creazione di virtuose sinergie tra il mondo delle imprese.

  • Giuseppe Giorgio, giornalista e raffinato narratore, per il suo contributo alla divulgazione della cultura gastronomica italiana.

  • Massimo Lucidi, professore e instancabile ambasciatore del pensiero e dell’eccellenza italiana nel mondo.

  • Umberto Inverso, già dirigente di UniCredit Banca e vice presidente di fondi d’investimento, per il suo contributo al mondo economico-finanziario.

  • Gianfranco Coppola, giornalista RAI e presidente nazionale dell’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana).

  • Gianpaolo Sinno, riconosciuto come fondamentale punto di riferimento per le comunità degli italiani all’estero.

  • Vincenzo Russolillo, geniale ideatore e patron di Casa Sanremo.

  • Rossella Prezioso, autentico simbolo di dedizione e impegno civile per le sue campagne a favore della donazione del midollo osseo.

  • Giovanni Galano, garante per l’infanzia, premiato per la sua instancabile tutela dei diritti dei minori.

  • Mariarosaria Focaccio, per il suo vitale contributo alla promozione e sensibilizzazione sulla cultura della donazione.

  • Angelo Frattini, magistrato in prima linea per la strenua difesa della legalità e la tutela dell’ambiente.

  • Nello D’Auria, primo cittadino, insignito del premio per la profonda dedizione e l’impegno verso la propria comunità.

Tra Spettacolo, Alta Cucina e Solidarietà

Il Mediterraneo di Grano Awards non è stato solo un momento di riflessione istituzionale, ma anche un grande evento di intrattenimento. La serata è stata impreziosita dalla partecipazione di artisti e volti noti dello spettacolo, tra cui Gabriele Esposito, Gianni Fiorellino e l’amato attore Maurizio Casagrande, che hanno regalato al pubblico performance indimenticabili.

Un tributo speciale è stato riservato anche al palato, con momenti dedicati all’alta cucina orchestrati dallo chef Luigi Malafronte e dal social chef Valerio La Rosa, capaci di tradurre i sapori del Mediterraneo in vere e proprie opere d’arte culinaria.

Un Ponte tra Tradizione e Futuro

Il bilancio di questa prima edizione del Mediterraneo di Grano Awards conferma la nascita di un appuntamento di altissimo livello, capace di unire in una singola e potente narrazione l’impresa, la cultura, la solidarietà e lo spettacolo.

L’evento, attraverso il doveroso riconoscimento a chi si distingue nel proprio campo, ha gettato nuove basi per rafforzare il dialogo tra i territori e promuovere i valori più autentici del Made in Italy su scala globale. Un successo che consolida ulteriormente il ruolo del Pastificio Antonio Massa di Gragnano, non solo come eccellenza produttiva, ma come vero e proprio ambasciatore della cultura, della tradizione e dell’innovazione mediterranea nel mondo.

Erpen: “La passione stabiese simile a quella sudamericana. I Playoff? Con grinta e spensieratezza”

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In occasione della 30ª puntata de Il Pungiglione Stabiese, è intervenuto l’ex calciatore della Juve Stabia Horacio Erpen, il quale ha condiviso i suoi ricordi, analisi tecniche sul calcio moderno e un incoraggiamento per il finale di stagione della squadra.
Il “Fattore Menti” e la passione sudamericana
Erpen ha sottolineato come il segreto della Juve Stabia risieda nel legame viscerale tra la città e la squadra. Secondo l’ex trequartista, giocare al Romeo Menti garantisce un “plus” emotivo perché i tifosi vivono per la maglia gialloblu l’intera settimana, non solo il giorno della partita. Ha paragonato il calore e la passione di Castellammare a quelli che si respirano negli stadi in Argentina e Uruguay. Proprio questa atmosfera lo spinse, quando giocava nel Sorrento, a desiderare di vestire la maglia delle “Vespe”.
Il rapporto con Braglia e la stagione dei record
Ricordando la sua esperienza a Castellammare, Erpen ha parlato del rapporto con mister Braglia, definendolo un allenatore severo ma capace di creare un gruppo unito. Ha citato un episodio emblematico: una sfida contro il Torino di Ventura in cui Braglia lo fece giocare titolare nonostante tre settimane di stop per infortunio, basandosi solo sulla sua prova di efficienza del sabato mattina. Sul suo stile di gioco, Erpen ha ammesso con un sorriso che avrebbe dovuto essere più egoista sotto porta, pur andando fiero dei suoi 17 assist nella stagione 2011-12, record per l’intera Serie B di quell’anno.
Analisi tecnica e critica al calcio moderno
Erpen ha espresso una critica verso l’attuale tendenza del calcio a privilegiare la fisicità rispetto alla tecnica. Secondo lui, campioni del passato o giocatori brevilinei come Insigne o Verratti farebbero fatica oggi perché nei settori giovanili si guarda troppo alla stazza. Ha ricordato con nostalgia la “fantasia” di compagni come Sau — citando il suo gol acrobatico contro la Sampdoria — e il talento emergente di Simone Zaza, che già in allenamento mostrava giocate fuori dagli schemi.
La sfida Play-off e la fiducia in Abate
Guardando al presente, Erpen ha promosso il lavoro di mister Abate, che ha affrontato come avversario quando giocava nel Sassuolo. Per affrontare i play-off e la sfida contro il Modena, l’ex calciatore suggerisce alla squadra di mantenere la spensieratezza e di cercare la “giocata diversa” per superare la tensione emotiva e il caldo del periodo. Ha concluso augurando alla Juve Stabia di mettere in campo quella “mierda” (termine argentino per indicare la “cazzimma”) necessaria per raggiungere i traguardi più prestigiosi.

Juve Stabia, si scrive Sudtirol ma si legge Modena: Attesa delle Vespe tra sogni di gloria e rebus societari

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Il calendario venerdì prevede l’ultima giornata della stagione regolare, ma per la Juve Stabia il match serale al “Druso” di Bolzano ha tutto il sapore di una formalità distensiva. Di fronte ci sarà il Sudtirol dei ragazzi di Castori, una squadra precipitata in un vortice negativo di classifica e disperatamente a caccia di punti pesanti per la salvezza.

Al contrario, le Vespe di Ignazio Abate arrivano all’appuntamento con la serenità di chi ha già fatto il proprio dovere. Nonostante l’immeritata sconfitta patita contro il Frosinone, la squadra si è guadagnata il lusso di vivere una giornata di assoluto relax mentale. Qualsiasi segno esca sulla schedina al triplice fischio, non andrà a intaccare in alcun modo una classifica già cristallizzata e soddisfacente.

Spazio al turnover: il ritorno di Candellone

In un contesto simile, è facile presagire un ampio e ragionato turnover da parte del tecnico gialloblù. La trasferta altoatesina diventerà l’occasione perfetta per dare minutaggio a chi, nel corso della stagione, ha trovato meno spazio. Ma soprattutto, sarà il palcoscenico per testare la condizione di chi rientra da lunghi e fastidiosi stop: gli occhi saranno puntati su Candellone, di ritorno da un brutto infortunio e pedina che potrebbe rivelarsi fondamentale nel momento più caldo dell’anno.

Il cuore a martedì: missione Modena

Se venerdì si gioca fisicamente a Bolzano, la testa e il cuore di un’intera tifoseria sono già volati a martedì prossimo. È quella la data cerchiata in rosso (o meglio, in gialloblù) col pennarello indelebile sui calendari di Castellammare.

Si scrive Sudtirol, appunto, ma si legge Modena. Ai playoff contro la formazione allenata da Andrea Sottil non ci sarà spazio per i tatticismi o per i calcoli conservativi: alle Vespe servirà esclusivamente il “segno 2” per passare il turno e consegnarsi alla gloria eterna in una notte da dentro o fuori. Inizia così una delle settimane più lunghe, un’attesa spasmodica per un appuntamento che nessun tifoso vorrebbe mai perdersi.

Il nodo societario: Francesco Agnello, lascia o raddoppia?

Mentre il campo promette emozioni forti, gli spalti e le piazze virtuali continuano a interrogarsi sul futuro extracalcistico del club. In questa settimana infinita, la speranza è che qualcosa possa finalmente iniziare a muoversi dal punto di vista societario.

A tenere banco è sempre l’annosa e paradossale questione del “proprietario ma non proprietario”, un limbo istituzionale che la piazza non merita di vivere, specialmente alla vigilia di traguardi sportivi così importanti. La città aspetta risposte, chiarezza e un progetto definito. E la domanda sorge spontanea, diretta a chi di dovere: Sig. Agnello, che fa? Lascia o raddoppia? Per citare la storica trasmissione televisiva di qualche anno fa, il tempo delle scelte è arrivato. Le Vespe sono pronte a pungere, ma hanno bisogno di certezze anche fuori dal rettangolo verde.

Juve Stabia, divieti assurdi e settori ospiti chiusi: La condanna è finita. Gli stabiesi tornano in trasferta

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La fine di un incubo. La fine di una punizione collettiva che, dal primo momento, ha colpito in massa una tifoseria appassionata e ha ingiustamente macchiato l’immagine di un’intera città. Castellammare di Stabia è stata dipinta, per troppo tempo e con troppa facilità, come una piazza violenta e non meritevole di poter vivere il calcio con la passione e il rispetto che la contraddistinguono.

Oggi, finalmente, si volta pagina. Ma non senza prima riflettere sull’inefficacia di provvedimenti che hanno penalizzato tutti per colpire i pochi.

Una Punizione Illogica e Discriminatoria

Il divieto di trasferta non ha risolto il problema alla radice e non ha estirpato il marciume da una tifoseria gialloblù che non può e non deve essere etichettata nella sua totalità con il termine “violenta”. I pochi non sono tutti.

Le decisioni assunte dal Ministero dell’Interno si sono rivelate, a tratti, un vero e proprio paradosso.

Il divieto iniziale, fissato fino al 6 febbraio 2026, è stato prolungato di altri tre mesi (fino al 6 maggio) a seguito degli scontri post Juve Stabia-Pescara.

La decisione ha assunto contorni assurdi a causa della discriminazione territoriale adottata. Ai tifosi stabiesi non residenti nella provincia di Napoli è stato permesso di seguire la squadra, ma essendo il settore ospiti chiuso in ogni stadio, questi si sono ritrovati nei settori ordinari. Una scelta cervellotica che ha paradossalmente aumentato i rischi di ordine pubblico, mischiando le tifoserie, mentre i tifosi perbene residenti in provincia di Napoli venivano lasciati a casa.

Tutta questa serie di decisioni ha di fatto privato la Juve Stabia del calore della propria gente per mesi. L’ultima immagine dei tifosi stabiesi in trasferta risaliva ormai alla lontana sfida di Padova.

Verso i Playoff: Il Ritorno a Bolzano

Adesso, però, l’attesa è finita. L’8 maggio, in occasione della delicata sfida contro il Sudtirol, il settore ospiti dello Stadio Druso sarà finalmente riaperto per la parte sana della tifoseria gialloblù.

È la fine di un’agonia sportiva per i supporters stabiesi, che potranno tornare a incitare liberamente i propri beniamini. Un rientro che arriva nel momento più cruciale della stagione: in vista dei playoff, la squadra di mister Abate potrà finalmente beneficiare dell’apporto fondamentale del dodicesimo uomo in campo.

Info Biglietti: FC Südtirol – Juve Stabia

Di seguito le informazioni ufficiali diramate dalla S.S. Juve Stabia 1907 in merito alla prevendita per la 38ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, in programma venerdì 8 maggio alle ore 20.30 allo Stadio Druso di Bolzano:

Su indicazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, ratificato in sede di GOS, la vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Campania è soggetta alle seguenti direttive: è consentita esclusivamente per il settore ospiti e solo se sottoscrittori del programma di fidelizzazione “S.S. Juve Stabia 1907’’.
La prevendita per il settore ospiti è attiva da lunedì 4 maggio alle ore 12.00 fino a giovedì 7 maggio alle ore 19.00 online sulla piattaforma Vivaticket. Il costo del biglietto è di Euro 17,00+diritti di prevendita.

La voce di Castellammare è pronta a tornare a farsi sentire. Tutti a Bolzano.

Castellammare di Stabia celebra le pioniere del sud: Invito aperto alla cittadinanza

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Tutta la cittadinanza di Castellammare di Stabia è calorosamente invitata a partecipare a un evento di grande spessore culturale e sociale: la presentazione del libro “Stefania Filo Speziale”, scritto dall’autore Rocco Romeo e curato da Osvaldo Apuzzo. L’opera traccia la straordinaria biografia di una vera pioniera, ricordata per essere stata la prima donna a conseguire la laurea in Architettura nella città di Napoli.

L’evento si terrà in una delle cornici più suggestive e storiche del nostro territorio: il Circolo Nautico di Castellammare di Stabia, mercoledì 6 maggio alle ore 18:00.

Un Appello Speciale all’Associazione “Stabiamore”

In questa preziosa occasione, l’obiettivo è quello di andare oltre la semplice presentazione letteraria, arricchendo il dibattito con voci autorevoli, sensibili e profondamente rappresentative del nostro territorio.

Per questo motivo, si rivolge un invito speciale ed accorato a tutte le socie dell’associazione “Stabiamore” e, in particolar modo, alla Presidente Angela Procida.

Il contributo dell’associazione da sempre impegnata nella valorizzazione del territorio sarebbe gradito. Gli organizzatori si aspettano un breve discorso di riflessione sul ruolo della donna nel mondo del lavoro in modo da tracciare un ponte e un significativo confronto tra le difficili sfide affrontate nel passato da donne come Stefania Filo Speziale e le prospettive, le conquiste e gli ostacoli del nostro presente. Gli organizzatori di questa presentazione/dibattito sono certi che l’esperienza e la spiccata sensibilità di Stabiamore daranno un valore aggiunto e profondo all’intera serata.

Riepilogo dell’Evento

  • Evento: Presentazione del testo biografico “Stefania Filo Speziale” (Autore: Rocco Romeo, a cura di Osvaldo Apuzzo)

  • Data: Mercoledì 6 maggio

  • Ora: 18:00

  • Luogo: Circolo Nautico di Castellammare di Stabia

Vi aspetto numerosi per condividere insieme questo importante momento culturale e di confronto, celebrando le grandi donne del passato per ispirare quelle del futuro.

La stagione di prosa del CTB si conclude con “Tre variazioni della vita” di Yasmina Reza, regia Luigi Saravo

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l sipario del Teatro Sociale di Brescia è pronto ad alzarsi su un’indagine lucida e spietata delle relazioni umane. Dal 5 al 10 maggio 2026, debutta in prima nazionale “Tre variazioni della vita”, spettacolo che chiude in bellezza la cinquantaduesima stagione del Centro Teatrale Bresciano, intitolata L’equilibrio degli opposti.

Scritto dalla pluripremiata drammaturga francese Yasmina Reza (nella traduzione di Rita Cirio), lo spettacolo vanta un cast d’eccezione composto da Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta e Laura Mazzi, guidati dalla regia di Luigi Saravo.

La Trama: una serata mondana sull’orlo del baratro

L’astrofisico Henri e sua moglie Sonia, affermata avvocata finanziaria, aprono le porte del loro elegante appartamento parigino al professor Hubert Finidori e alla moglie Inès per un aperitivo. Henri sta lavorando a un importante articolo scientifico sulla materia oscura e conta sull’appoggio dell’influente collega Hubert per la pubblicazione.

Tuttavia, le convenzioni sociali e le maschere della borghesia iniziano presto a sgretolarsi. Hubert sgancia una vera e propria bomba: un altro ricercatore sta per pubblicare uno studio sul medesimo argomento. La rivelazione innesca la frustrazione di Henri, e mentre il pianto incessante del figlio risuona dalle stanze interne, la serata si trasforma in un campo di battaglia emotivo. Tensioni sopite, vecchi rancori e verità scomode emergono prepotentemente, spazzando via le buone maniere.

Il genio della struttura: tre volte la stessa sera

L’elemento più magnetico e distintivo del testo di Yasmina Reza è la sua struttura narrativa atipica. La pièce non procede in modo lineare, ma racconta la stessa serata tre volte, declinata in tre varianti possibili.

Ogni ripetizione cambia le dinamiche, sovverte gli equilibri e sposta il punto di vista. Questo brillante espediente teatrale mette in crisi l’idea stessa di una verità oggettiva: la realtà si manifesta nella sua interezza solo attraverso diverse versioni di sé. Ogni variante corregge, smentisce e completa la precedente, trasformando l’opera in un affascinante gioco sulla percezione e sulle molteplici possibilità di stare al mondo.

Le note di regia: l’infinito del cosmo e la miseria umana

Il regista Luigi Saravo descrive l’opera come “uno straordinario gioco interpretativo che si muove su un registro di tragica comicità”. La regia punta a restituire allo spettatore una visione profondamente ironica della vita, capace di svelare la fragilità dei personaggi e la loro disperata ostinazione a esistere.

In un parallelismo suggestivo con il mestiere dei protagonisti, Saravo paragona la narrazione all’astrofisica:

“L’autrice, passo dopo passo, ci conduce attraverso le aspirazioni e le vanità dei suoi personaggi, come si trattasse di un viaggio all’interno di una delle galassie di cui nel testo si parla. E così dalla nostra casa guardiamo le stelle e, lungi dall’elevarci, quello sguardo ci getta ancora di più nella nostra solitudine.”

Il tentativo umano di esplorare l’infinito diventa lo specchio in cui si riflettono, con spietata ferocia, le nostre miserie, i nostri risentimenti e il nostro eterno bisogno di amore e riconoscimento. Una messa in scena che, per funzionare, deve tenersi in equilibrio su un “affilato crinale tra leggerezza e profondità, realismo e gioco scenico”.

Dettagli dell’Evento e Crediti

  • Spettacolo: Tre variazioni della vita di Yasmina Reza (Traduzione di Rita Cirio)

  • Date: Dal 5 al 10 maggio 2026 (tutti i giorni alle ore 20.30, la domenica alle ore 15.30)

  • Luogo: Teatro Sociale, via Felice Cavallotti 20, Brescia

  • Cast: Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta, Laura Mazzi

  • Regia: Luigi Saravo

  • Aiuto Regia: Cristian Maria Giammarini

  • Scene: Luigi Saravo

  • Luci: Cesare Agoni

  • Costumi: Bruna Calvaresi

  • Produzione: Centro Teatrale Bresciano, ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, CMC Nidodiragno, Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona.

  • Sostenitori: L’opera è realizzata con il sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano, ABP Nocivelli.

L’eredità di San Francesco, progetto “Fratello Universo”: Un antidoto moderno contro le crisi del presente

L’anno duemilaventisei segna un traguardo storico di immensa valenza spirituale: l’ottavo centenario dalla scomparsa del poverello d’Assisi. Nonostante le enormi distanze temporali, il lascito del Patrono d’Italia continua a risuonare con un’attualità disarmante. La sua eredità, infatti, varca agilmente i confini puramente religiosi per abbracciare l’intera collettività umana, offrendo un faro luminoso a chiunque scorga nella condivisione, nel ripudio del materialismo, nell’inclusione degli emarginati e nella tutela dell’ecosistema le uniche fondamenta possibili per edificare un domani più equo.

Il progetto “Fratello Universo”: la creatività che interroga

Proprio per onorare questa figura immortale, rifuggendo la vuota retorica e puntando a un coinvolgimento vibrante, prende vita il progetto espositivo “Fratello Universo”. L’iniziativa, sbocciata dall’intuizione di Giuseppe Ottaiano alla guida di Terre di Campania, sceglie la via della creatività visiva per plasmare un tributo autentico e polifonico. L’intento primario è quello di tramutare la fredda commemorazione in un viaggio esperienziale tangibile, dimostrando come gli insegnamenti del frate umbro sappiano tuttora scuotere e interrogare nel profondo le nostre coscienze.

Pur essendo un uomo visceralmente radicato nell’epoca medievale, il Santo ha saputo anticipare e comprendere le urgenze del futuro. Spogliatosi di ogni ricchezza per abbracciare l’essenzialità assoluta, ha rivoluzionato il rapporto tra l’essere umano e l’ambiente circostante. Non più padrone e dominatore, l’individuo diviene un custode all’interno di una rete vitale dove ogni elemento naturale assume una veste familiare. Questa visione pionieristica ed ecologica si rivela oggi un antidoto indispensabile per curare le emorragie di una società moderna costantemente lacerata da conflitti, squilibri e divisioni profonde.

Venticinque maestri per un’anima polifonica

L’esposizione collettiva incarna questi nobili ideali traducendoli in materia. Venticinque maestri del panorama campano sono stati invitati a interpretare l’anima del monaco, intervenendo con la propria peculiare cifra stilistica su altrettante sagome di legno che ne riproducono i lineamenti terreni. I talenti coinvolti in questa suggestiva narrazione visiva rispondono ai nomi di Elio Alfano, Silvio Amato, Antonio Avello, Biagio Cerbone, Cristina Cianci, Antonio Ciraci, Anna Colmayer, Gianfranco Coppola, Alfredo Cordova, Diana D’Ambrosio, Mina Di Nardo, Lucio d.d.t. Art, Maria Gagliardi, Sara Iuzzino, Alessandra Maisto, Carla Merone, Nunzio Meo, Pietro Mingione, Ilaria Moscato, Enzo Palumbo, Nunzia Re, Agostino Saviano, Padre Michele Spinali, Vittorio Vanacore e Raffaella Vitiello. Ciascuno ha infuso la propria sensibilità in queste opere, generando veri e propri varchi capaci di condurre verso la luce e l’introspezione.

Le tappe del cammino: da Madonna dell’Arco al cuore di Napoli

La culla naturale di questa manifestazione non poteva che essere la Campania, un territorio dove il francescanesimo ha attecchito vigorosamente fin dai suoi albori, plasmando la cultura, l’arte e il tessuto sociale, con un legame speciale che unisce l’ordine al capoluogo partenopeo. L’esposizione itinerante inaugurerà il suo percorso sostando dal ventisette aprile al tre maggio negli spazi dell’Aula Capitolare del Santuario della Madonna dell’Arco. Successivamente, dal quattordici maggio al venti giugno, l’evento si trasferirà nel cuore di Napoli, trovando solenne ospitalità nella Basilica di San Lorenzo Maggiore. Il terzo capitolo di questo lungo cammino si scriverà invece a Marigliano, all’interno della Chiesa dell’Annunziata situata nella Collegiata di Santa Maria delle Grazie, dove i capolavori saranno visitabili dal ventitré giugno fino al dodici luglio.

L’arte come specchio: diventare parte del messaggio

L’intero allestimento è concepito come un autentico pellegrinaggio interiore e non come una semplice sequenza di artefatti da ammirare superficialmente. A rendere unica e profonda l’esperienza è un dettaglio specifico posizionato su ogni scultura: uno specchio fissato esattamente ad altezza d’uomo. Questo accorgimento rappresenta un richiamo diretto e inequivocabile allo spettatore, il quale, riflettendosi nel volto dell’opera, cessa di essere un fruitore passivo per trasformarsi in parte viva e integrante del messaggio. Attraversare questo percorso equivale a immergersi in una dimensione introspettiva dove l’arte scruta l’anima, esortando chi guarda a fondere la propria identità con l’immortale richiamo alla fraternità.

Formula Uno, GP Miami 2026: le pagelle di Carlo Ametrano

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Semplicemente Kimi Antonelli. Il pilota italiano della Mercedes vince anche il GP di Miami davanti alle due McLaren di Norris e Piastri e conquista la terza gara consecutiva su quattro. Hamilton chiude sesto, Leclerc ottavo dopo esser stato penalizzato di 20 secondi al termine della gara. Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno. Con lo scrittore è stato fatto il punto sul Gran Premio svolto ieri a Suzuka.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“Cosa dire, Antonelli fa sul serio. Mercedes resta la scuderia da battere”.

Primo posto per Kimi Antonelli su Mercedes: magnifico! Voto?

“Straordinario. Talento incredibile, terza gara consecutiva portata a casa. Può vincere il titolo. Voto 10 e lode”.

Seconda piazza per Norris. Voto?

“McLaren in crescita dopo un inizio difficile. Voto 9”.

Terzo posto per l’altra McLaren, quella di Piastri. Che ne pensi?

“Bene anche lui. McLaren è tornata. Voto 8”.

Quarta piazza per Russell, fuori dunque dal podio mentre il suo compagno di squadra vince. Voto?

“Poteva fare di più, ormai mi sembra che stia dietro al compagno. Voto 6”.

Quinto invece Verstappen. Che ne pensi?

“La macchina non gira e lui fa troppa fatica. Voto 5”.

Sesta piazza per Hamilton. Come valuti la sua gara?

“Ferrari non ha di certo preso Hamilton per chiudere sesta. Dovrebbe fare di più, ma manca la squadra. Voto 6”.

Che mi dici della prova e della settima posizione di Colapinto?

“Sta andando bene, ne sentiremo parlare. Voto 7”.

Segue Leclerc su Ferrari, penalizzato a fine gara. Voto?

“Voto 3, disastro totale”.

Che voto dai al nono posto di Sainz?

“Voto 6”.

Cosa mi dici invece della decima piazza di Albon?

“Un punto importante. Voto 6”.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo dando appuntamento con il pagellone con il GP del Canada, in programma tra tre settimane. Per salutarci ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

“Siamo reduci da un Senna Day fantastico. Un evento unico che abbiamo svolto lo scorso 30 aprile presso le Cantine Zuffa e che ci ha regalato tantissime emozioni. Grazie a tutti coloro che sono venuti, che come sempre erano moltissimi. Ma non ci fermiamo qui: a giugno sarà tempo dell’Orgoglio Motoristico Romano, per cui ringrazio come sempre il presidente Stefano Pandolfi per l’invito e la straordinaria disponibilità che mi ha sempre dimostrato. In estate ci sarà poi il Minardi Day. Un grazie anche a Odeon Tv per avermi confermato anche quest’anno il giovedì come loro opinionista per la F1. Oden è una emittente storica e per me è un grande onore farne parte. Ringrazio Filippo Gherardi, Martina Renna, Federica Afflitto e Serana Salmi per l’occasione”.

Juve Stabia, Cacciamani brilla sempre di più: Con il Frosinone sfodera una prestazione da leader e veterano

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Una sconfitta che brucia inevitabilmente per il verdetto finale, ma che lascia in eredità segnali estremamente positivi per la mole di gioco espressa. Nel match casalingo contro il Frosinone, terminato con uno 0-1 a favore degli ospiti, la luce più vivida e rassicurante tra le fila dei padroni di casa è stata senza alcun dubbio quella di Alessio Cacciamani.

L’Anima della Manovra Gialloblù

Fin dai primissimi minuti di gioco, Cacciamani si è imposto come l’anima pulsante della manovra delle Vespe. Il numero 77 ha interpretato la sfida con una generosità tattica fuori dal comune, calamitando palloni e dettando i tempi.

E’ stato uno dei più brillanti e attivi dei suoi compagni correndo praticamente per due.

Questo il commento unanime che riecheggiava sulle tribune del Menti a fine gara. Una presenza costante e ubiqua, la sua, che ha permesso alla squadra di accorciare i reparti, mantenere l’equilibrio e alzare coraggiosamente il baricentro nei momenti di massima pressione avversaria.

Un Pericolo Pubblico per la Difesa Ciociara

Quella di Cacciamani non è stata soltanto una prova di encomiabile sacrificio in fase di ripiegamento, ma un’esibizione di pura e costante pericolosità offensiva. L’esterno ha messo perennemente in apprensione la retroguardia del Frosinone, risultando quasi impossibile da arginare negli uno contro uno e letale nei suoi guizzi senza palla.

La sua partita si può riassumere in due aspetti chiave:

  • Occasioni nitide: In almeno due circostanze, il numero 77 ha sfiorato la rete con conclusioni velenose che hanno fatto gridare al gol l’intero stadio, strozzando l’esultanza in gola ai tifosi solo per una questione di millimetri o per pura cattiva sorte.

  • Spirito d’iniziativa: Praticamente quasi tutte le azione pericolosa costruite dalla Juve Stabia sono passate dai suoi piedi, a conferma di come sia diventato il riferimento tecnico assoluto sulla fascia per tutti i compagni.

La Chiave di Volta per il Post-Season

Nonostante il tabellino finale premi il cinismo spietato del Frosinone, la prestazione di Alessio Cacciamani resta la nota più lieta e confortante del pomeriggio stabiese. Una gara giocata a ritmi vertiginosi, con un’intensità rara per la categoria, che lo elegge di diritto a migliore in campo.

Se l’intera squadra riuscirà a incanalare e replicare questo straordinario spirito d’iniziativa, trascinata dalla forma smagliante del suo golden boy, Cacciamani potrebbe rivelarsi la vera chiave di volta per recitare un ruolo da protagonisti assoluti negli imminenti play-off promozione. La strada è tracciata, e il numero 77 sa come illuminarla.

Juve Stabia: Il sogno Play-off sfida, in termini di emozioni positive, il silenzio della nuova proprietà

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Il pomeriggio del Primo Maggio ha consegnato alla Castellammare sportiva un verdetto ricco di spunti e di emozioni contrastanti. La sconfitta casalinga contro il Frosinone di mister Alvini – che con questa vittoria ha di fatto staccato il pass per la Serie A 2026/2027 – è stata tanto immeritata quanto, in fin dei conti, indolore. Le Vespe guidate da Ignazio Abate possono infatti consolarsi con un traguardo straordinario: l’accesso ai play-off promozione per la massima serie.

Un Miracolo Sportivo Oltre le Nubi Societarie

Raggiungere gli spareggi per la Serie A è un risultato di proporzioni mastodontiche, specialmente se si mettono sul piatto della bilancia i limiti di budget e le ombre che avvolgono l’assetto del club. In questo scenario, la figura della proprietà, rappresentata da Francesco Agnello, risulta come un’assenza ingiustificata e pesante. Il gruppo squadra e lo staff tecnico hanno fatto quadrato, superando ostacoli che avrebbero affossato chiunque altro.

Prossima Fermata: L’Incognita Bolzano

Il calendario non ammette soste e chiama ora le Vespe alla trasferta in casa del Sudtirol. La compagine di Fabrizio Castori è l’emblema della spietatezza di questo torneo: in poche settimane è precipitata clamorosamente da uno scenario di sicuri play-off all’incubo della zona play-out. Un crollo verticale che basta, da solo, a far capire le insidie e le immense difficoltà che nasconde il campionato cadetto.

Applausi al Venezia e all’Ex Adorante

Allargando lo sguardo al vertice della classifica, i complimenti vanno indirizzati al Venezia, capace di ottenere una meritata promozione diretta. Giovanni Stroppa si è confermato il classico condottiero in grado di dominare la categoria, ma un applauso speciale dal sapore stabiese lo merita Andrea Adorante. L’attaccante, dopo aver lasciato ottimi ricordi e fatto sognare la piazza campana, si è ripetuto in Laguna: i suoi gol si sono rivelati “maledettamente decisivi” per riportare i veneti nell’Olimpo del calcio italiano.

Lo Sguardo al Futuro: Tra Campo e Scrivania

Cosa portare con sé della sfida con il Frosinone? Bisogna voltare pagina, ma senza gettare via l’ottima prestazione: nulla della prestazione dei ragazzi di Abate è da buttare. Ora l’imperativo è prepararsi al meglio per Bolzano, avendo già la testa proiettata alla successiva e delicata sfida contro il Modena.

Eppure, il match più importante si giocherà fuori dal rettangolo verde. Gli occhi di tutta Castellammare di Stabia sono puntati sulla sede del club, in trepidante attesa di comunicati stampa ufficiali. Dopo il capolavoro tecnico di mister Abate, la piazza esige e merita finalmente quella chiarezza societaria e programmatica tanto desiderata, per poter vivere il sogno dei play-off senza l’ombra dell’incertezza.

Savoia calcio, vittoria per 3 a 0 contro la Sancatadese. E’ serie C. Fotogallery

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IL SAVOIA BATTE PER 3 A 0 LA SANCATALDESE E TORNA IN SERIE C DOPO 11 ANNI

Il Savoia è promosso in serie C dopo 11 anni al termine di un campionato esaltante. Un traguardo sofferto e un sogno per una piazza che non ha mai smesso di crederci.

LA PARTITA

Il Savoia fin dai primi minuti prende in mano le ridini del gioco, imponendo una netta supremazia. Dopo alcune occasioni da entrambe le parti, una magia Muñoz porta in vantaggio i bianchi. Un gran tiro da fuori area, potente e preciso, entra in porta alla sinistra del portire siciliano e permette ai padroni di casa di indirizzare la gara verso la promozione in C.

Munoz esulta dopo la sua prodezza

Nella ripresa è sempre il Savoia che impone il gioco e raddoppia con un tiro nell’angolino sinistro di Umbaca su assist di Nassbaumer.

La partita praticamente si conclude con il terzo goal di Ledesma che le mette dentro su un tiro all’indietro dal limite di Fiasco.

La Sancataldese prova a reagire con il colpo di testa di Russo che finisce sul palo sinistro del portiere oplontino.

IL SAVOIA è PROMOSSO IN SERIE C

Finisce così l’inconto e inizia la grande festa con abbracci tra giocatori, staff e tifosi. Finalmente il Savoia torna nel calcio che conta!!!

TABELLINO

SAVOIA: Iuliano, Checa, Munoz (25’st Favetta), Umbaca, Vaccaro, Ledesma (40’st Meola), Pisacane, Nassbaumer (16’st Guida), Schiavi, Frasson (23’st Forte), Fiasco (34’st Bitonto). All. Catalano

SANCATALDESE: Maravigna, Pisciotta, Ferrigno A. (14’st Barile), Calabrese (33’st Franchi), Rozzi, Souare, Olivieri, Ferrigno F. (30’st Terrana), Russo, Di Rienzo (32’st Mariani), Romano. All. Campanella

RETI: 22’pt Munoz, 11’st Umbaca, 20’st Ledesma (SAV)

AMMONIZIONI: Calabrese (SAN) – Iuliano (SAV)

ARBITRO: Cavacini di Lanciano – ass. Colonna di Vasto e Giancristofaro di Lanciano

Tabellino a cura di Francesco Nettuno

GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY (foto di Antonio Toscano)

 

 

 

 

Trasformazione Digitale in Sanità: L’Università Federico II ospita il SIDREA International Workshop

L’11 maggio 2026, la suggestiva cornice del Centro Congressi di via Partenope dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ospiterà il SIDREA International Workshop (SIW). Il convegno, dal titolo “Digital Transformation in Healthcare: Governance, Performance and Accountability Challenges”, si preannuncia come un appuntamento di spicco per esplorare le frontiere e le sfide del settore sanitario nell’era della transizione tecnologica.

Il cuore del dibattito: Governance, Performance e Accountability

Al centro dei lavori ci sarà un’analisi approfondita delle implicazioni che la digitalizzazione comporta per le aziende e le organizzazioni sanitarie. Il workshop fornirà un’importante opportunità di confronto per comprendere come l’innovazione tecnologica stia ridefinendo i modelli di:

  • Governance: le nuove strutture decisionali e di gestione necessarie per guidare il cambiamento.

  • Performance: la misurazione dei risultati e l’impatto delle tecnologie sull’efficienza e sull’efficacia delle cure.

  • Accountability: la trasparenza, la rendicontazione e le nuove responsabilità derivanti dalla gestione dei dati e dai processi digitalizzati.

I risultati del progetto PRIN e l’organizzazione

L’evento è stato organizzato e promosso da un comitato scientifico d’eccellenza del Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni, composto dai Professori Francesca Manes Rossi, Sara Saggese, Fabrizia Sarto e Riccardo Viganò.

Oltre a rappresentare un momento di alto profilo scientifico, il workshop sarà l’occasione ideale per presentare e discutere pubblicamente i risultati emersi da un progetto PRIN (Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale), specificamente incentrato sui delicati e attuali temi della trasformazione digitale in sanità.

Un respiro internazionale e una sinergia tra accademia e professioni

Il punto di forza del SIDREA International Workshop sarà la sua capacità di unire la teoria alla pratica, creando un ponte solido tra il mondo accademico e quello dei professionisti. L’evento vedrà infatti una ricca platea:

  • Studiosi italiani e stranieri, provenienti da prestigiosi Atenei, per condividere la ricerca di base e applicata.

  • Due keynote speaker internazionali, che porteranno visioni e best practice di respiro globale.

  • Un Partner di KPMG esperto del settore, che interverrà per arricchire il dibattito con la prospettiva del mondo della consulenza e le dinamiche operative sul campo.

Il SIW di Napoli si configura dunque come un crocevia fondamentale per delineare le traiettorie future della sanità digitale, unendo la ricerca d’avanguardia alle reali esigenze operative per un sistema salute sempre più efficiente, sicuro e all’avanguardia.

Juve Stabia – Frosinone 0-1: La sfortuna non ferma il sogno Play-off delle Vespe

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Il calcio, si sa, è uno sport tanto affascinante quanto crudele. Lo ha vissuto sulla propria pelle la Juve Stabia di mister Ignazio Abate, che al termine di una battaglia agonistica di altissimo livello al “Romeo Menti” si è dovuta arrendere al Frosinone per 1-0. Una sconfitta che brucia terribilmente per come è maturata in campo, ma che viene addolcita da un verdetto fondamentale: le Vespe sono ufficialmente qualificate ai play-off promozione.

Un monologo gialloblù fermato dalla dea bendata

La partita è stata un vero e proprio monologo dei padroni di casa, capaci di mettere alle corde la corazzata guidata da mister Alvini. La sfortuna, però, venerdì pomeriggio indossava inequivocabilmente la maglia avversaria.

La cronaca dei rimpianti stabiesi è lunga e amara: Maistro e Correia hanno visto le proprie conclusioni stamparsi sui pali a portiere ormai battuto. Un salvataggio miracoloso sulla linea di porta ha strozzato in gola l’urlo di gioia dell’intero stadio. Okoro ha fallito un’occasione monumentale, spedendo clamorosamente a lato un pallone che chiedeva solo di essere spinto in rete. A questi episodi poi ci aggiungiamo anche il rigore non concesso alla Juve Stabia per un fallo del portiere Palmisani che travolge Mosti che provava a ribadire in rete la conclusione di Correia terminata sul palo (arbitro e VAR non hanno ravvisato nulla).

Proprio quando il pareggio sembrava il risultato più scontato (e forse anche stretto per i padroni di casa), è arrivata la doccia fredda. A pochissimi minuti dal traguardo, Bracaglia ha trovato la zuccata vincente che ha gelato il “Menti” e mandato in estasi i tifosi ciociari. Con questo successo, il Frosinone mette ufficialmente “in ghiaccio” la promozione diretta: la Serie A è praticamente una realtà (manca solo almeno il pari casalingo con il Mantova).

I motivi per sorridere: le certezze di mister Abate

Nonostante l’amarezza per il risultato finale, Ignazio Abate può guardare al futuro con estremo ottimismo. La prestazione corale è stata totale, dominata da una manovra fluida e da un’intensità da categoria superiore. Ci sono segnali precisi che fanno ben sperare per la post-season: La notizia più bella del pomeriggio è senza dubbio il rientro in campo di Leonardo Candellone. Ritrovare il proprio leader rappresenta un’arma tattica e psicologica fondamentale in vista degli imminenti spareggi. Leone e Cacciamani hanno offerto una prova sontuosa. Se il primo ha dettato i tempi a centrocampo con la sua solita classe cristallina, il secondo ha confermato di vivere uno stato di grazia, vincendo e dominando in lungo e in largo i duelli individuali.

Il triplice fischio ha sancito così un curioso ma splendido paradosso sportivo: il Frosinone esulta per il traguardo massimo, ma la Juve Stabia sorride comunque a testa altissima. La matematica certezza di disputare i play-off è il giusto premio per una stagione condotta ben oltre ogni aspettativa iniziale. Se la dea bendata smetterà di voltare le spalle alle Vespe, questa squadra ha dimostrato di avere ancora moltissimo da dire sulla strada che porta al sogno.

Juve Stabia – Frosinone (0-1): Le foto dei protagonisti e del pubblico presente al Menti

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Guarda le foto di Juve Stabia –  Frosinone realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così la sconfitta delle Vespe con i ciociari allenati da Massimiliano Alvini allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

Tabellino

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente (40′ Boer); Bellich, Giorgini, Dalle Mura; Carissoni (74′ Ricciardi), Correia (81′ Pierobon), Leone, Mosti, Cacciamani; Maistro (74′ Gabrielloni); Okoro (81′ Candellone).

A disposione: Signorini, Varnier, Mannini, Ciammaglichella, Torrasi, Luiz Dos Santos.

Allenatore: sig. Ignazio Abate.

FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani; Oyono A. (90′ Calvani), Cittadini, Monterisi, Bracaglia; Cichella, Calò (77′ Konè); Ghedjemis (90′ Koutsoupias), Gelli F., Kvernadze (63′ Fiori); Raimondo (77′ Zilli).

A disposizione: Lolic, Pisseri, Corrado, Oyono J., Fini, Vergani.

Allenatore: sig. Massimiliano Alvini.

ARBITRO: Matteo Marcenaro della Sezione AIA di Genova

Assistenti:

1° Sig. Andrea ZINGARELLI della sezione di Siena

2° Sig. Marco SCATRAGLI della sezione di Arezzo

IV uomo Sig. Valerio VOGLIACCO della sezione di Bari

VAR: Sig. Luca PAIRETTO della sezione di Nichelino

AVAR: Sig. Emanuele PRENNA della sezione di Molfetta

Marcatori: 73′ Bracaglia

Angoli: 6 – 5

Ammoniti: –

Espulsi: –

Recupero: 7 min pt – 4 min st

Note: Terreno in erba artificiale. Giornata soleggiata e ventosa. 250 i supporters provenienti da Frosinone.

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

LE FOTO DEL PUBBLICO PRESENTE AL MENTI

“Mediterraneo di Grano”: l’eccellenza della Pasta di Gragnano incontra il mare a Marina di Stabia

Tradizione artigianale, respiro internazionale e la magia del Golfo di Napoli a fare da sfondo. Domani, lunedì 4 maggio, l’esclusiva cornice dello Yacht Club di Marina di Stabia aprirà le sue porte a “Mediterraneo di Grano”, un evento imperdibile dedicato alla celebrazione della cultura gastronomica mediterranea e al suo ambasciatore per eccellenza: la Pasta di Gragnano IGP.

Dalle 17:00 alle 21:00, l’eccellenza del Made in Italy incontrerà il mare in un salotto d’eccezione, trasformando la città in un crocevia di gusto, innovazione e relazioni internazionali.

Un hub per i protagonisti del Food & Beverage

Ideato e promosso dal Pastificio Antonio Massa, “Mediterraneo di Grano” non è solo una vetrina espositiva, ma un vero e proprio format di riferimento capace di coniugare visione contemporanea e rigore artigianale. L’evento rappresenta un momento di confronto strategico e condivisione tra i massimi esponenti del settore.

Tra gli ospiti attesi all’evento figurano:

  • Chef italiani e internazionali, pronti a interpretare l’oro bianco di Gragnano.

  • Buyer esteri, alla ricerca dell’autentica qualità italiana.

  • Giornalisti ed esperti di settore, per raccontare le nuove tendenze della gastronomia.

  • Rappresentanti delle istituzioni, della cultura e dello spettacolo.

Il cuore dell’evento: I Premi “Mediterraneo di Grano”

Il momento clou della manifestazione sarà la cerimonia di consegna dei Premi Mediterraneo di Grano. Questo prestigioso riconoscimento è stato istituito per omaggiare le eccellenze — personalità o realtà aziendali — che si sono maggiormente distinte per il loro contributo alla diffusione, alla tutela e alla valorizzazione della cultura e della cucina mediterranea nel panorama globale.

Un’esperienza immersiva tra gusto e identità

Oltre ai momenti istituzionali, “Mediterraneo di Grano” promette di coinvolgere gli ospiti in un viaggio sensoriale a 360 gradi. La serata si snoderà attraverso:

  • Degustazioni d’autore: dove la pasta sarà esaltata nelle sue infinite declinazioni.

  • Storytelling: racconti di vita, di grano e di maestria artigiana.

  • Presentazioni esclusive: per scoprire le novità di un mercato in continua evoluzione.

In questa affascinante sintesi tra terra e mare, la pasta smette di essere un semplice alimento per farsi ambasciatrice di territorio, identità e qualità. Un appuntamento che ribadisce, ancora una volta, il ruolo da assoluta protagonista della Pasta di Gragnano IGP sulle tavole di tutto il mondo.

Juve Stabia, riecco Leonardo Candellone: standing ovation al Menti per il ritorno del Capitano

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Non è stata una giornata come le altre al “Romeo Menti”. Oltre il risultato, oltre la cronaca di una sfida tesa e combattuta contro il Frosinone, c’è un minuto specifico che resterà scolpito nel cuore e nella memoria dei tifosi gialloblù. È il minuto che ha segnato la fine di un incubo e il ritorno in campo di Leonardo Candellone.

Dopo un lungo e tormentato calvario, dovuto a un infortunio che lo aveva costretto lontano dal rettangolo verde per troppo tempo, il simbolo delle Vespe è tornato finalmente a calpestare l’erba di casa. Al suo ingresso, un boato liberatorio ha letteralmente scosso lo stadio: non si è trattato di un semplice applauso di bentornato, ma di un vero e proprio atto d’amore collettivo per l’uomo che, oggi più che mai, rappresenta l’anima e il cuore pulsante di questa squadra.

Un’ovazione per il numero 27

L’ingresso in campo di Candellone nei concitati minuti finali di gara è stato accompagnato da una standing ovation del tutto spontanea e carica di emozione. Ogni suo tocco di palla, dal primo all’ultimo, è stato sottolineato dall’incitamento incessante di una curva che non ha mai smesso di aspettarlo.

Il capitano, dal canto suo, ha risposto con la grinta di sempre. Lo si è visto lottare su ogni singolo pallone con il coltello tra i denti, a dimostrazione che, nonostante i mesi di stop forzato, la sua fame e la voglia di incidere sulle sorti del match sono rimaste assolutamente intatte.

Il rientro di Candellone non è solo una splendida notizia dal punto di vista umano, ma rappresenta una vera e propria svolta strategica per mister Abate.

Con i play-off ormai alle porte, la Juve Stabia recupera infatti il suo leader carismatico proprio nel momento più delicato e decisivo della stagione.

Perché il suo rientro cambia le carte in tavola

Il ritorno a pieno regime del capitano fornisce allo staff tecnico armi fondamentali per affrontare la post-season. Ecco perché la sua presenza sarà vitale: La sua fisicità imponente e il suo innato senso del gol offrono soluzioni offensive che, inevitabilmente, erano mancate nelle ultime uscite della squadra. In partite da “dentro o fuori”, dove la tensione si taglia col coltello, avere in campo il proprio leader significa trasmettere sicurezza e tranquillità a tutto il gruppo, specialmente ai più giovani. L’infinita esperienza di Candellone sarà il vero ago della bilancia per assorbire e gestire la pressione altissima tipica degli spareggi promozione.

Verso un nuovo capitolo gialloblù

La strada verso la gloria è ancora lunga, tortuosa e tremendamente difficile. Tuttavia, con il ritorno di Leonardo Candellone, la Juve Stabia sa di aver ritrovato la sua stella polare. I tifosi hanno già risposto presente, avvolgendo il giocatore in un abbraccio virtuale che ha fatto tremare le gradinate del Menti. Ora, come sempre, la parola passa al campo: il numero 27 è pronto a prendere per mano le Vespe e a scrivere un nuovo, entusiasmante capitolo della storia gialloblù.

L’AZZURRO PENSIERO. Como-Napoli, equilibrio di ferro. Gli uomini di Conte vedono la Champions’

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In un Sinigaglia infuocato, Como e Napoli si dividono la posta in palio al termine di novanta minuti giocati a ritmi altissimi. Nonostante il tabellino reciti 0-0, la partita ha offerto un agonismo d’altri tempi, con continui capovolgimenti di fronte e una tensione tattica che ha tenuto il pubblico col fiato sospeso fino al triplice fischio. Per gli uomini di Antonio Conte si tratta di un pareggio prezioso che, seppur privo della gioia del gol, rappresenta un mattoncino fondamentale nella corsa verso il ritorno nell’Europa che conta.

La partita: equilibrio e solidità

La gara è stata una vera e propria partita a scacchi. Il Napoli ha provato a imporre il proprio gioco, scontrandosi però contro l’organizzazione di un Como che ha confermato di essere una delle realtà più interessanti del campionato. La difesa azzurra ha retto bene l’urto, mostrando una compattezza ritrovata, mentre in avanti è mancato solo il guizzo vincente per scardinare il muro lariano.


Il commento di Antonio Conte: “Un passo avanti”

Al termine del match, il tecnico azzurro si è detto soddisfatto dell’atteggiamento della squadra, sottolineando il valore dell’avversario e l’importanza del risultato in ottica classifica.

“È stata una buonissima prestazione contro una squadra di livello alto. Ci giocavamo tanto sia noi che loro, alla fine è uscito un pareggio che ritengo giusto. Ritengo questo punto un passo avanti verso il nostro cammino.”

Conte ha poi aggiunto un plauso ai suoi per lo spirito mostrato:

“È stata una partita giocata a viso aperto, entrambe le squadre volevano vincere e credo che sia stata una sfida molto ben giocata. Ho fatto i complimenti ai ragazzi, dobbiamo proseguire con questa determinazione per conquistare un posto Champions più in alto sarà possibile.”


Difesa di ferro: l’analisi di Beukema

Uno dei protagonisti della serata è stato senza dubbio Sam Beukema, autore di una prova difensiva impeccabile che ha permesso al Napoli di mantenere la porta inviolata. Il centrale ha evidenziato come la solidità arretrata sia la base su cui costruire i successi futuri.

  • Porta inviolata: “Aver chiuso il match senza subire gol è un fatto molto positivo,” ha esordito Beukema.

  • Meriti del Como: “Certamente avremmo voluto vincere, abbiamo cercato in tutti i modi di andare a rete, ma va anche riconosciuto il valore del Como.”

  • Obiettivo chiaro: “Dobbiamo essere soddisfatti della prestazione e del punto perché è importante per proseguire sulla nostra strada e arrivare all’obiettivo della zona Champions.”

Prospettive future

Il pareggio di Como lascia il Napoli con una consapevolezza rinnovata: la strada per la Champions League è dietro l’angolo, la squadra sembra avere la solidità e la maturità mentale necessarie per percorrerla fino in fondo. Con questa determinazione, il traguardo europeo appare ogni domenica più vicino.

Fonte della foto: lavocedinewyork.com

Juve Stabia, la sconfitta con il Frosinone non cancella le certezze: Giuseppe Leone è il faro delle Vespe

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Nonostante il punteggio finale di 0-1 premi il cinismo del Frosinone, il prato del “Menti” ha riconsegnato a mister Abate una certezza incrollabile: Giuseppe Leone. In una sfida decisa dagli episodi, il numero 55 delle Vespe ha disputato una gara di rara sostanza, confermandosi il vero fulcro del gioco stabiese.

Mentre intorno a lui i ritmi si facevano frenetici, Leone ha gestito il traffico in mezzo al campo con la consueta calma olimpica. Non è solo una questione di tecnica, ma di visione: il centrocampista ha dettato i tempi della manovra, garantendo un equilibrio costante tra i reparti. La sua capacità di ripulire palloni sporchi e trasformarli in tracce di gioco pulite è stata, ancora una volta, una garanzia assoluta per i compagni.

I Tre Pilastri della Prestazione

La prova di Leone contro i ciociari è stata a tutto tondo e può essere riassunta in tre caratteristiche fondamentali che hanno segnato il match:

  • Distribuzione Chirurgica: Ogni pallone passato dai suoi piedi ha trovato una destinazione precisa. Che si trattasse del tocco corto per scaricare la pressione asfissiante o del cambio di gioco per innescare le corsie esterne, la qualità tecnica è rimasta costante e cristallina per tutti i 90 minuti.

  • Posizionamento Difensivo: Oltre all’imprescindibile lavoro in fase di possesso, Leone è stato fondamentale nello schermare la difesa. Ha letto costantemente in anticipo le intenzioni degli avversari, intercettando linee di passaggio potenzialmente letali.

  • Leadership Silenziosa: In una partita di qualità, velocità e agonismo offerta da entrambe le squadre, la sua intelligenza tattica ha permesso alla Juve Stabia di restare sempre ancorata al match, gestendo i momenti di maggiore sofferenza senza mai perdere la bussola o la lucidità.

La Chiave per i Playoff

Giuseppe Leone si conferma, partita dopo partita, un giocatore di categoria superiore per maturità e lettura dei momenti di gioco. Sebbene il verdetto del campo non sorrida alla Juve Stabia, la sua prestazione resta il punto di riferimento assoluto da cui ripartire: un mix perfetto di sostanza e cervello che rende il centrocampo gialloblù uno dei più ordinati ed efficaci dell’intero campionato.

La prospettiva: In vista dei delicati impegni dei playoff, la certezza è una sola: finché le chiavi del gioco saranno nelle mani (o meglio, nei piedi) di Leone, la Juve Stabia di Abate avrà sempre un’identità chiara, un baricentro solido e la capacità di imporre il proprio calcio.

Juve Stabia ai playoff e il paradosso meraviglioso nella sconfitta con il Frosinone. I tifosi sognano ancora

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Una giornata che resterà scolpita a caratteri cubitali negli annali del calcio stabiese, in barba a un tabellino che, freddamente, segna una sconfitta. Al triplice fischio di Juve Stabia – Frosinone, il prato verde del “Romeo Menti” si è trasformato nel palcoscenico di un paradosso sportivo tanto raro quanto meraviglioso: i padroni di casa esultano per una storica qualificazione ai playoff per la Serie A (la seconda consecutiva), mentre gli ospiti mettono in cassaforte un pezzo gigantesco di promozione diretta.

Una partita a scacchi giocata a viso aperto

I novanta minuti sono stati vibranti, specchio fedele di due squadre perfettamente consce dell’enorme posta in palio. Il Frosinone è sceso in terra campana con il piglio, il cinismo e la maturità della grande squadra, trovando un successo di spessore che ha finito per spegnere le legittime velleità di rimonta in classifica dei gialloblù (sesto posto occupato dal Modena).

Tuttavia, la Juve Stabia ha gettato il proverbiale cuore oltre l’ostacolo. I ragazzi di mister Abate hanno lottato su ogni singolo pallone, onorando la maglia davanti a una vera e propria bolgia: un pubblico che non ha mai smesso, nemmeno per un istante, di spingere i propri beniamini. Se il calcio fosse una scienza esatta basata sui meriti espressi, i padroni di casa avrebbero meritato quantomeno il pareggio. A gridare vendetta per i campani ci sono i due clamorosi legni colpiti e un salvataggio sulla linea che ha strozzato in gola l’urlo del gol.

Un occhio al campo, uno allo smartphone

Se sul sintetico di Castellammare si combatteva per il presente, sugli spalti si giocava una partita parallela, fatta di sguardi incollati agli smartphone e calcoli matematici. Le orecchie del settore ospiti erano sintonizzate su Mantova: la notizia della clamorosa sconfitta del Monza ha cambiato radicalmente il peso specifico della vittoria ciociara.

Ma il tifo stabiese non è rimasto a guardare. Le notizie provenienti dagli altri campi hanno trasformato la delusione per la sconfitta interna in un boato di gioia: il pareggio del Cesena e la contemporanea sconfitta dell’Avellino hanno consegnato la matematica certezza dei play off alla truppa di Abate. I playoff sono di nuovo realtà per il secondo anno consecutivo.

Il doppio sogno delle Vespe: i playoff e la “fumata bianca”

La sconfitta interna, per quanto bruciante per l’andamento del match, non ha scalfito minimamente l’entusiasmo di un ambiente che sta vivendo un sogno a occhi aperti. E qui subentra l’altro grande tema che aleggia sulla città: le oramai note questioni societarie. I risultati straordinari ottenuti sul campo dai ragazzi di Abate stridono con le incertezze fuori dal rettangolo verde.

Ora, mentre il Frosinone può iniziare a mettere lo spumante in fresco per festeggiare il tanto agognato ritorno in Serie A, la Juve Stabia ha il dovere di resettare le energie. I playoff, si sa, sono un torneo a sé stante, una lotteria in cui il cuore, la testa e i nervi contano molto più delle gambe.

Una cosa è certa: da domani, Castellammare continuerà a sognare in grande, perché queste Vespe hanno dimostrato di non avere più intenzione di smettere di volare. E la speranza, ora, è duplice: che alle grandissime gioie regalate dal manto erboso si possa presto aggiungere la notizia che tutto il popolo gialloblù attende con ansia. Quella che, per usare una metafora calzante, è già stata ribattezzata la tanto sospirata “fumata bianca” societaria. Il “Menti” ha fatto la sua parte, ora tocca alle scrivanie.

IX Giornata del Lavoro. Serafini: “Mettere al centro il personale scolastico per far ripartire il Paese”

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Napoli, 1° maggio – In occasione della IX edizione della Giornata del Lavoro, organizzata dalla Confsal nella splendida cornice di Piazza del Plebiscito a Napoli, lo Snals (Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola) ha ribadito con forza la propria identità e le proprie battaglie storiche.

Elvira Serafini, Segretario Generale dello Snals-Confsal, durante la Festa dei Lavoratori ha rilanciato la sfida del sindacato: investire su docenti e ATA come condizione necessaria per il progresso economico e sociale dell’Italia e per il futuro del comparto.

Dal palco della manifestazione, il Segretario Generale Snals ha tracciato la rotta del sindacato per i prossimi mesi, mettendo al centro la dignità dei lavoratori della scuola e riaffermando con forza il ruolo centrale dello Snals nel panorama sindacale.

Lo Snals è un sindacato autonomo e questo è il nostro baluardo, ha esordito la Serafini, rivendicando la libertà d’azione che da sempre contraddistingue la sigla. Un’indipendenza dalla politica che si trasforma in incisività grazie alla casa comune della Confederazione:

Pur essendo un sindacato autonomo, riusciamo ad essere apprezzati e ascoltati proprio grazie alla Confsal. È grazie a questa sinergia che siamo rappresentativi a tutti i tavoli negoziali.”, ha affermato.

Uno dei punti cardine dell’intervento ha riguardato la piaga del precariato, che continua ad affliggere il sistema scolastico italiano.

La Serafini ha definito la precarietà strutturale un’anomalia inaccettabile, chiedendo un piano di assunzioni che garantisca continuità didattica. Lo Snals ha rilanciato con decisione la propria proposta del “Doppio Canale” di reclutamento.

L’obiettivo è chiaro: stabilizzare il personale sfruttando parallelamente i concorsi ordinari e le graduatorie per titoli e servizio. “È l’unico modo per dare risposte concrete a chi da anni manda avanti le nostre scuole senza certezze”, ha affermato il Segretario Generale.

L’attenzione dello Snals non si limita a una sola categoria, ma abbraccia l’intero “ecosistema” scuola.

Il Segretario Generale Snals ha rivolto un messaggio di vicinanza e impegno a tutto il personale della Scuola: ai Docenti, per il riconoscimento del valore sociale ed economico della professione; al Personale ATA, spesso dimenticato, ma pilastro indispensabile per il funzionamento degli istituti; ai Dirigenti Scolastici, chiamati a responsabilità sempre maggiori in contesti complessi.

In una intervista a margine dell’evento, Elvira Serafini ha parlato delle sfide immediate che il sindacato Snals deve affrontare:

Le sfide sono tante. Abbiamo l’interesse immediato di incominciare le trattative all’Aran per il contratto. Un contratto che abbiamo già sottoscritto dal punto di vista economico, ma che ci teniamo a lavorare dal punto di vista normativo.”, ha annunciato il Segretario Generale.

Se sul fronte economico sono stati fatti passi avanti, la vera battaglia si sposta ora sulla struttura del rapporto di lavoro e sull’organizzazione scolastica:

Dobbiamo adeguare le norme ai tempi che stiamo attraversando. – ha continuato – È proprio il personale che ce lo chiede e noi dobbiamo dare una risposta. Una risposta certa va data anche al precariato, che da anni aspetta un contratto a tempo indeterminato. Ci sono stati i concorsi del Pnrr, ma tanta gente aspetta ancora una sistemazione. E il sindacato guarda a 360° al personale docente con le sue problematiche.”

Un’attenzione particolare anche al personale Ata, a quelle che sono le problematiche di lavoro che incontra nelle istituzioni scolastiche e non possiamo trascurare neanche i dirigenti Scolastici che sono una parte importante per l’andamento della vita quotidiana delle istituzioni scolastiche.”

I problemi sono tanti – ha affermato il Segretario Generale dello Snals – il problema degli organici, della denatalità degli alunni e la riduzione delle scuole.”

 Elvira Serafini in più occasioni si è schierata contro i tagli e il dimensionamento, ha criticato il taglio delle classi e la chiusura di scuole nei piccoli centri, definendo queste scelte miopi e dannose per il tessuto sociale del Paese.

“Noi come sindacato Snals diciamo: è vero che c’è la denatalità, però lasciamo il numero degli alunni così com’è, col corpo docente presente con delle classi un numero di alunni non elevato che può essere ben seguito e con interventi personalizzati. Questo è il lato positivo della denatalità: conserviamo gli organici, non tagliamo il numero delle classi.”

Secondo Elvira Serafini, la conservazione del numero delle classi è fondamentale per garantire la sicurezza, l’inclusione e una reale qualità dell’insegnamento.

Nella IX Giornata del Lavoro a Piazza del Plebiscito a Napoli per i lavoratori della Scuola un messaggio di impegno e solidarietà da parte dello Snals che, forte della sua autonomia e della sinergia con la Confsal, è pronto a difendere i diritti di chi lavora nella scuola, portando avanti proposte pragmatiche per un sistema d’istruzione più giusto e stabile.