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Influenza, medici Roma: “Con ministero Salute invitiamo camici bianchi a vaccinarsi”

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(Adnkronos) – E' in arrivo l'influenza stagionale e "anche i medici dovranno vaccinarsi.Su questo tema c'è l'invito del ministero della Salute, oltre che dell'Ordine, affinché tutti i professionisti sanitari si sottopongano a vaccinazione proprio per cercare di non sguarnire il già scarso personale nel Ssn, e quindi le attività di assistenza all'interno di ospedali, pronto soccorso e ambulatori".

Così all'Adnkronos Salute il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.  "Se il medico si ammala in condizioni di carenza di personale, anche il paziente per avere una prestazione sanitaria si troverà in difficoltà – fa notare Magi – Quindi l'invito alla vaccinazione è rivolto a tutti i medici e professionisti sanitari". "Purtroppo – osserva – alcuni camici bianchi sono contrari alla vaccinazione.Ma il medico deve sempre dare il buon esempio, condividendo con i pazienti le informazioni corrette sulla vaccinazione al fine di tutelare la salute di tutti.

Se non lo fa perde la fiducia del paziente", conclude Magi.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, medici Roma: “Carenza personale e insicurezza, in 1.500 l’anno lasciano”

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(Adnkronos) – "Carenza cronica di personale, insicurezza, ricorso alla medicina difensiva per evitare contenziosi con i pazienti.Questi i principali problemi che assillano i medici italiani tanto da voler abbandonare il Servizio sanitario nazionale.

Solo a Roma, dove lavora circa il 10% di tutti medici italiani, ogni anno gettano la spugna in 1.500.Il che vuol dire che in Italia ogni 12 mesi sono 15mila i camici bianchi che per le stesse ragioni fanno richiesta per andare a lavorare all'estero.

Tra le mete preferite Gran Bretagna, Stati Uniti e Israele".Lo afferma il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, che con l'Adnkronos Salute fa il punto sullo stato di salute del Ssn.  I nostri medici lavorano sempre peggio, "si ritrovano in una situazione molto difficile in questo periodo.

Chiaramente molto è dovuto alla carenza cronica di personale, di struttura, di sicurezza sul posto di lavoro – spiega Magi – e direi anche poca serenità per il clima nel quale devono lavorare tra violenze, pressioni quotidiane e denunce.Quindi operano in condizioni non favorevoli e questo purtroppo si ripercuote sui pazienti.

Per tale motivo noi cerchiamo di far capire a tutti quanti che il medico sta sul posto di lavoro, in pronto soccorso, nei reparti, nei laboratori, solo per curare i pazienti". La spia di questo malessere "è la scelta di abbandonare il Ssn per andare all'estero, per motivi economici e di possibilità di carriera".Quello di Roma, con 48mila medici, "è l'Ordine più grande d'Europa – sottolinea Magi – Ogni anno registriamo un dato: circa 1.500 tra medici giovani e più anziani chiedono di poter andare a lavorare all'estero.

La maggioranza dei giovani sceglie Paesi quali Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele.I colleghi più avanti con gli anni e ai quali manca poco per la pensione, invece, optano per i Paesi arabi.

Per i medici giovani un altro motivo a spingerli a lasciare l'Italia è che in questi Paesi non esiste il reato penale per l'atto medico". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“L’Italia ha ottenuto quello che voleva”. Il parere degli esperti su Fitto

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(Adnkronos) –
La nomina di Raffaele Fitto a vice-presidente esecutivo con delega alla Coesione, al Pnrr e alle riforme arriva dopo settimane di ricostruzioni per lo più sbagliate sul rapporto tra Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen, e sul portafoglio che l’Italia avrebbe potuto conquistare in ragione dell’opposizione del gruppo Ecr alla conferma della presidente della Commissione.Adnkronos ha chiesto di commentare la nomina a tre esperti di Europa, economia e relazioni internazionali. Secondo Stefano da Empoli, presidente di I-Com e in questi giorni impegnato con il lancio di “Cantiere Europa” tra Roma e Bruxelles, sono stati “smentiti i pronostici negativi, non c’è affatto l’umiliazione paventata da qualcuno quest’estate dopo l’apparente scontro tra Meloni e von der Leyen.

Sotto il profilo formale, siamo al livello di Francia, Germania e Spagna.Sotto il profilo sostanziale, è tutto da vedere: sicuramente i pesi massimi sembrano il francese Stephane Séjourné e la spagnola Teresa Ribera, insieme alla finlandese Henna Virkkunen.

Ma era difficile ottenere di più – sottolinea – perché i tre che ho citato rappresentano rispettivamente Liberali, Socialisti e Popolari, ovvero i gruppi che compongono la maggioranza che ha sostenuto von der Leyen.Resta il fatto che il portafoglio di Fitto è molto importante per l’Italia”. L’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, presidente dello Iai, Istituto affari internazionali, parla di una premier che ha ottenuto “quello che voleva”, ovvero la vicepresidenza esecutiva, e che per capire meglio il significato dei portafogli assegnati, “non solo quelle di Fitto, ma anche degli altri commissari – bisognerà comunque attendere le audizioni davanti alle commissioni competenti del Parlamento europeo.

Sulla carta le deleghe ottenute non lo coinvolgono direttamente nelle strategie di punta della Commissione”. Nelle scorse settimane era circolata l’indiscrezione che Raffaele Fitto, oltre ai portafogli sulla Coesione e il Pnrr, avrebbe avuto la delega all’Economia, e dunque oggi si potrebbe pensare che sia andata peggio del previsto. “Io non ho mai creduto che all’Italia sarebbe stata data una delega importante sull’economia”, spiega all’Adnkronos Arturo Varvelli, direttore dell’ufficio di Roma e senior fellow dello European council on foreign relations. “La vicepresidenza esecutiva è un’ottima notizia”, prosegue Varvelli, “e mi sembra che Ursula von der Leyen stia sostenendo con grande vigore il fatto che l'Italia debba essere molto ben rappresentata, sorvolando sul fatto che Fitto non appartiene alla maggioranza che l'ha sostenuta in Parlamento.L’Italia avrebbe potuto evitare frizioni con gli altri gruppi (socialisti e liberali) proponendo qualcuno di Forza Italia, che fa parte del Ppe come la presidente, ma Fitto sarà comunque nella posizione di costruire un ruolo importante in questa commissione.

Non per forza guardando alle deleghe, ma perché il governo italiano è uno dei pochi stabili, uno dei pochi a non avere grossi problemi interni in questo momento, al di là delle piccole beghe che ci sono e che continuano a esserci tra il mondo moderato-berlusconiano e l’ala più sovranista dei leghisti.Francia e Germania sono in grossa difficoltà e l’Italia dovrebbe farsi paladina delle proposte di Draghi, ne avrebbe tutto l’interesse”, conclude. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fedez, Tony Effe e la frecciatina sul cane: scintille social tra i rapper

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(Adnkronos) – Sembra essere scoppiato un piccolo litigio a distanza tra Fedez e Tony Effe.Non è passato inosservato infatti lo scambio di frasi tra i due rapper, a distanza di sicurezza, ognuno sul proprio profilo Instagram. Nelle ultime ore Tony Effe ha pubblicato tra le sue Stories una frase scritta in bianco su sfondo nero, correlata da tre emoticon che rappresentano un diavoletto: "Non svegliare mai il cane che dorme".

Difficile possa essere una coincidenza che qualche ora dopo Fedez abbia fatto una storia sul proprio profilo Instagram con la frase: "Non svegliate il cane che dorme che è un casino poi".Lo sfondo in questo caso è la foto di un cagnolino pitturato in strada, mentre il testo è accompagnato da un'emoticon ironica.

Tutto fa pensare a una frecciatina indirizzata proprio al collega romano. Il presunto scambio di attacchi conferma, secondo i fan, che i due rapper – che un tempo condividevano scatti insieme e sembravano amici – avrebbero litigato.Le ipotesi sono molte: tra chi dice che Fedez avrebbe fatto degli apprezzamenti all'ex fidanzata di Tony Effe, Taylor Mega, a chi ritiene vero il contrario, ossia che il rapper romano abbia avvicinato Chiara Ferragni.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hezbollah, perché tutti usano i cercapersone: “Smartphone armi di Israele”

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(Adnkronos) – Pochi mesi fa, il 13 di febbraio, il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, aveva chiesto a tutti i membri del partito di smettere di usare telefonini, di distruggerli, seppellirli o chiuderli in una scatola di ferro. "In questa fase, sbarazzatevi di tutti i cellulari, sono agenti di morte", aveva dichiarato dopo l'uccisione di comandanti in raid mirati di Israele (dallo scorso sette ottobre più di 20 operativi sono morti in raid mirati lontani dalla linea del fronte, fra cui tre comandanti delle forze speciali Radwan).  
Il low tech è stata quindi la scelta obbligata di Hezbollah per evadere le sofisticate tecnologie di sorveglianza israeliane anche se il 'partito di Dio' basato in Libano ha anche lanciato operazioni per "accecare" Israele, le sue telecamere di sicurezza, i sistemi di telerilevamento, droni e la sua capacità di effettuare intrusioni nei cellulari e nei computer.  Sul campo di battaglia quindi, i cellulari hanno lasciato il posto ai pager, che oggi sono esplosi in tutto il paese forse dopo una nuova fornitura difettosa o un atto di sabotaggio ai server, con l'installazione di uno script che ha surriscaldato la batteria al litio che è quindi esplosa.Hezbollah ricorre anche a messaggeri o una rete di linea fissa che risale all'inizio degli anni duemila.

E' stato anche introdotto un codice per parlare di a armi e luoghi di incontro che viene aggiornato quasi ogni giorno e trasmesso agli utenti da corrieri.  Lo scorso 28 dicembre Hezbollah aveva chiesto a tutti i residenti del sud di disconnettere le telecamere di sicurezza da internet, uno dei mezzi usati da Israele per riconoscere possibili bersagli.E a febbraio aveva chiesto a chi si trovava al fronte di non portarsi dietro un cellulare.

Con controlli a sorpresa dei comandanti.Ma anche a Beirut i vertici del partito evitano di portarsi dietro alle riunioni un cellulare.  Erano state prese anche misure per mettere in sicurezza la rete locale private di telefonia mobile, finanziata dall'Iran una ventina di anni fa con cavi di fibra ottica dalle basi del partito a Beirut agli insediamenti del sud del Paese, alla valle della Bekaa a est, dopo una sospetta intrusione di Israele.

I tecnici di Hezbollah avevano suddiviso la rete in sotto reti.  Il pager riceve notifiche o messaggi senza essere allacciato a una rete internet.Anche se sono usati molto di meno del loro periodo di gloria, negli anni novanta, sono ancora usati in alcuni settori specializzati, tipicamente negli ospedali.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, Fitto: “Incarico mi onora, grande riconoscimento per l’Italia”

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(Adnkronos) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato oggi a Strasburgo la squadra per i prossimi 5 anni.Raffaele Fitto sarà vicepresidente esecutivo a Coesione e Riforme. "Sono onorato dell'incarico, ricevuto oggi da Ursula von der Leyen" ha detto il ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnnr "e la ringrazio per la stima e la fiducia che mi ha voluto dimostrare con questa scelta, giunta a seguito della mia designazione da parte del presidente Meloni e del Governo italiano". "Questa decisione rappresenta un grande riconoscimento per l'Italia, Paese fondatore da sempre in prima fila nel processo d'integrazione europea".  "Intendo esercitare il ruolo affidatomi, una volta concluso l'iter di approvazione della nuova Commissione, con il massimo impegno e nel pieno rispetto dei Trattati e del loro spirito, nella consapevolezza che i prossimi cinque anni saranno fondamentali per il futuro dell'Unione europea e dei suoi cittadini", conclude Fitto. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, medici Roma: “Grande malessere Ssn, fondamentale investire”

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(Adnkronos) – "C'è grande malessere da parte dei medici, quindi la Manovra diventa fondamentale perché oggi abbiamo un Servizio sanitario nazionale che deve comunque investire.Rispetto a qualche anno fa il Ssn deve fare i conti con una carenza di personale, quindi la prima cosa che deve fare è investire sul personale sanitario, trovare le risorse economiche che servono per le Case comunità e Ospedali di comunità previsti dal Pnrr e dal Dm77".

Così all'Adnkronos Salute il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, guardando alla prossima legge di Bilancio.  "Curiosamente – spiega Magi – oggi abbiamo strutture, attrezzature, apparecchiature e digitalizzazione, dunque un sistema che è già finanziato chiaramente in conto capitale, per cui dobbiamo prevedere innanzitutto di riempire queste strutture e mettere professionisti, medici, infermieri che possano operare dietro ad apparecchiature, strutture e anche strumenti sanitari.Ma nello stesso momento dobbiamo essere anche preparati nel momento in cui si passerà da conto capitale a spesa corrente, perché purtroppo poi bisognerà pensare alla manutenzione per la quale bisogna chiaramente investire dei soldi".  Magi non ha dubbi: "Noi pensiamo che un investimento reale dovrebbe essere almeno in questa fase di circa 10 miliardi di euro da aggiungere al Servizio sanitario nazionale, rispetto a quei 6 miliardi che sono stati aggiunti, una buona dei quali ovviamente sarà destinata per i rinnovi contrattuali".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medici Roma: “Contro aggressioni creare percorsi separati e sicuri”

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(Adnkronos) – "Quello delle aggressioni ai medici e in generale agli operatori sanitari è un tema caldo.Contro l'escalation di tanta violenza occorre fare di tutto per evitare che il paziente o i suoi stessi familiari malintenzionati abbiano un contatto diretto con chi invece li ha in cura.

Quindi per prima cosa occorre creare dei percorsi che siano separati e quindi garantiscono la sicurezza di chi lavora nel nostro Ssn".Lo sottolinea all'Adnkronos Salute il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, dopo il susseguirsi di episodi di violenza ai danni di operatori in diverse città d'Italia. "Chiaramente – evidenzia – occorre dover educare le persone al fatto che il medico sta sul posto di lavoro per aiutarle e curarle e non per creare dei problemi.

E' curioso che un paziente vada al pronto soccorso per un problema di salute e poi finisce che va a picchiare direttamente il sanitario che lo deve in qualche modo assistere.Questo è anche un fatto che va superato.

Ma per farlo dobbiamo sensibilizzare l'opinione pubblica".  Se non si ferma questa violenza, "tra poco potremmo non avere più professionisti che vogliono lavorare nel Servizio sanitario nazionale – avverte Magi – e quindi non ci saranno più medici pronti ad assisterci e curarci nel momento di massimo bisogno". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Cecchettin, processo al via lunedì: Turetta non sarà in aula

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(Adnkronos) – Filippo Turetta, in carcere con l'accusa di aver ucciso l'ex fidanzata Giulia Cecchettin, non sarà in aula nella prima udienza del processo, fissata per lunedì 23 settembre, davanti ai giudici della corte d'Assise di Venezia.Lo rende noto il suo legale, l'avvocato Giovanni Caruso che ribadisce l'intenzione della difesa di non chiedere la perizia psichiatrica per lo studente di 22 anni che rischia l'ergastolo.

La perizia potrebbe tuttavia essere imposta direttamente dai giudici. Il giovane di Torreglia è accusato di omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà, efferatezza, stalking ed occultamento di cadavere.  Nel lungo verbale dell'interrogatorio davanti al pubblico ministero di Venezia Andrea Petroni, Turetta ha ricostruito la relazione con la compagna di università, le liti finite in due occasioni con degli strattoni "per scaricare la rabbia", i rapporti di Giulia con gli amici da cui "non volevo sentirmi escluso", i ricatti emotivi ("sto troppo male perché ci siamo lasciati, non riesco a fare niente, mi farebbe stare meglio, mi aiuterebbe vederci", le diceva), la protettiva sorella Elena a cui "sentivo fin dall'inizio di non essere piaciuto".A lungo si mostra incapace di accettare la fine di una relazione, "la cosa che contava di più di tutte era sentirla e scrivere con lei o vederla e quindi il fatto che lei scrivesse meno o volesse un po' cancellare i rapporti mi faceva stare molto male, cioè, molto triste".

Una rivelazione che fa anche a uno psicologo. Il racconto dell'11 novembre del 2023 è quello di una giornata normale, quando prima di affondare il coltello – ben 75 volte dirà l'autopsia – "non è successo niente".Il giro al centro commerciale di Marghera, la cena insieme, poi la prima aggressione nel parcheggio a 150 metri da casa di Giulia.

La laureanda ha le idee chiare sul suo futuro senza Filippo.Rifiuta i suoi ultimi regali, tra cui un peluche e un libro illustrato. "Le urlavo che non era giusto, che non doveva essere cosi, che io avevo bisogno vitale di lei, del nostro rapporto, che non dovesse voler cancellarmi o altro, non dovesse voler eliminare il nostro rapporto perché mi sarei…pensavo anche di…

stavo male, pensavo di suicidarmi e che lei, insomma, invece doveva…doveva continuare col nostro rapporto…mi aveva promesso che non sarebbe mai più tornata insieme a me in qualsiasi caso".

Lei ha risposto decisa che non sarebbe tornata con me. È scesa dalla macchina, gridando 'Sei matto, vaffanculo, lasciami in pace'" racconta il ventiduenne al pm. "Ero molto arrabbiato.Prima di uscire anch'io, ho preso un coltello dalla tasca posteriore del sedile del guidatore.

L'ho rincorsa, l'ho afferrata per un braccio tenendo il coltello nella destra.Nel parcheggio a Vigonovo, la studentessa scende all'auto e lui la blocca, le sferra "alla cieca" una prima coltellata.

Lei urlava 'aiuto' ed è caduta.Allora l'ho presa per le spalle mentre era per terra.

Lei resisteva.Ha sbattuto la testa". Stordita per la caduta lui la carica in auto, sul sedile posteriore, lontano dalla borsa con il cellulare che resta davanti. "Non sapevo dove andare" poi si dirige verso la zona industriale di Fossò, mentre Giulia prova a reagire ma il secondo tentativo di fuga diventa mortale. "Mentre eravamo in macchina lei ha iniziato a dirmi 'cosa stai facendo?

sei pazzo?Lasciami andare'.

Era sdraiata sul sedile, poi si è messa seduta.Si toccava la testa.

All'inizio pensavo solo a guidare.Poi ho iniziato a strattonarla e tenerla ferma con un braccio.

C'eravamo fermati in mezzo alla strada, ho provato a metterle lo scotch sulla bocca, non mi ricordo se se l'è tolto o è caduto da solo perché non l'avevo messo bene.Si dimenava. È scesa e ha iniziato a correre.

Anch'io sono sceso".Un tentativo di mettersi in salvo ripreso, in parte, da una telecamera di una ditta (inquadra Giulia alle 23.40) che prelude l'atto finale. "Avevo due coltelli nella tasca in auto dietro al sedile del guidatore.

Le ho dato, non so, una decina, dodici, tredici colpi con il coltello.Ho colpito un po' tutto, le braccia, il collo, la faccia, il torace, la nuca" dice mimando davanti al pubblico ministero il gesto con le mani". L'ultima coltellata è sull'occhio: "Ho smesso subito, non avrei voluto colpirla in certi punti" e aggiunge: "Un po' perché non reggevo più tanto, un po' perché mi ero accorto di averle dato una coltellata sull’occhio e la cosa mi faceva troppo senso e quindi ho smesso".

L’autopsia restituisce 75 coltellate e una morte per shock emorragico provocato dal colpo alla testa e dalle coltellate. 
Turetta non parla di raptus o blackout, ma alcuni dettagli non li ricorda e confessa di non aver avuto un piano di fuga.Racconta di essersi liberato lungo la strada degli abiti sporchi di sangue, del coltello e del cellulare della ventiduenne per guadagnare tempo, e di essersi diretto verso le montagne con due obiettivi: nascondere Giulia e suicidarsi.

Un tentativo che va a vuoto almeno un paio di volte perché "non ho avuto mai il coraggio" poi la visione dell'appello dei genitori in tv e quindi la 'resa' con l'arresto vicino Lipsia, in Germania, dopo sette giorni dall'omicidio di Giulia Cecchettin.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Intelligenza artificiale, studio Minsait: 71% settore media l’adotta per gestione contenuti

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(Adnkronos) – Dalla produzione di contenuti, alla traduzione di testi, fino alla gestione dei documenti, l'intelligenza artificiale ha contribuito a ottimizzare i processi e a trasformare le operazioni dei media tradizionali.Tanto che il 71% delle aziende del settore media ha già implementato l'intelligenza artificiale per la gestione dei contenuti, evidenziando l'importanza di queste soluzioni per migliorare l'efficienza, e l'85% di esse la utilizza per l'evoluzione dei prodotti e lo sviluppo di nuove funzionalità.

Lo rivela l'analisi settoriale contenuta nel rapporto Ascendant di Minsait (Indra) che, con il titolo Ai: radiografia di una rivoluzione in corso, analizza il suo grado di adozione nelle aziende private e nelle istituzioni pubbliche. L'uso dell'intelligenza artificiale nei media si è concentrato sulla raccomandazione e sull'iper-personalizzazione perché fornisce una maggiore precisione, migliora l'esperienza dell'utente e incoraggia il consumo di nuovi contenuti.Pertanto, il settore si è rivolto all'intelligenza artificiale per due compiti principali: la gestione dei contenuti per la distribuzione personalizzata o l'ottimizzazione dei titoli (sette su dieci) e la gestione della pubblicità per personalizzare le campagne e analizzarne le prestazioni (57%). In termini di casi d'uso specifici, il rapporto rileva che il 43% delle aziende del settore utilizza l'Ia per progettare nuovi servizi e il 29% per migliorare la conoscenza e la gestione dei clienti, stabilire strategie di pricing e identificare opportunità e minacce del mercato.

Inoltre, l'aumento dell'efficienza operativa è una delle principali motivazioni per l'integrazione dell'Ia per il 54% delle aziende del settore dei media, mentre il 46% del settore ritiene che migliori l'offerta di servizi e la conoscenza dei clienti, ottimizzando così i risultati aziendali.Il rapporto evidenzia anche che il 40% di queste aziende ha capitoli legati all'Ia nei propri piani strategici e più della metà (60%) è in grado di acquisire informazioni in tempo reale. "Il settore dei media è nel mezzo di un processo di trasformazione dovuto alla necessità di affrontare problemi economici e tecnologici.

In questo contesto, l'intelligenza artificiale è emersa come strumento chiave per affrontare queste sfide e cogliere nuove opportunità", spiega Elena Pablos, Direttore Telco e Media di Minsait. "Nel breve termine -aggiunge- si prevede che le soluzioni basate sull'intelligenza artificiale saranno in grado di rilevare contenuti manipolati o fabbricati sulla base dell'uso improprio dell'intelligenza artificiale.In Minsait stiamo già lavorando su casi d'uso che ci permettano di prevenire la diffusione di fake news e di garantire la veridicità delle informazioni". D'altra parte, secondo il rapporto di Minsait, la tendenza del settore a orientarsi verso una maggiore sostenibilità e responsabilità sociale d'impresa attribuisce un ruolo di primo piano all'IA, responsabile di ridurre al minimo l'impatto ambientale dei media con soluzioni che riducono l'impronta di carbonio e il consumo energetico.

Il documento prevede inoltre che, nei prossimi anni, le aziende del settore dei media porranno maggiore enfasi sull'etica e sulla sicurezza dei dati per garantirne la privacy ed evitare pregiudizi. La quinta edizione del Rapporto di Minsait sulla maturità digitale 2024 affronta il contesto e il grado di adozione dell'intelligenza artificiale da parte di aziende e pubbliche amministrazioni.A tal fine, sono state analizzate le informazioni fornite da oltre 900 organizzazioni in Spagna e in altri Paesi, appartenenti a 15 diversi settori di attività. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Sim fantasma? In vendita sul dark web anche a 25 euro”

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(Adnkronos) – Nel dark web così come su Telegram si annida un autentico mercato nero di 'Sim fantasma' che, a seconda delle condizioni, del livello di anonimato garantito o del Paese di origine, vengono messe in vendita a cifre tra i 25 e i 300 euro.E' quanto rivela all'Adnkronos Pierguido Iezzi, Strategic Business Director di Tinexta Cyber, che a pochi giorni dalla notizia dell'emendamento, presentato da FdI al ddl sicurezza sul divieto ai migranti privi di permesso di soggiorno di disporre di una Sim telefonica, spiega come funziona il traffico globale di Sim anonime.

Un giro d'affari fuori dalla legge che, considerando anche i crimini collegati, "coinvolge milioni di euro".  Secondo Iezzi l'emendamento presentato dimostra "la consapevolezza dei rischi e problematiche, legate al mondo delle Sim.L'uso di Sim anonime o intestate a nominativi falsi è da sempre sfruttata da organizzazioni criminali o individui per sfuggire al tracciamento".

Sono infatti diverse le "tecniche e gli stratagemmi" per mantenere l'anonimato usando una Sim.Ad esempio, sottolinea lo Strategic Business Director di Tinexta Cyber, "l'utilizzo di Sim intestate a terzi, con persone disposte a vendere la propria identità, creando allo stesso tempo un mercato per l'acquisto di identità false.

Un'altra possibilità è l'acquisto di Sim da Paesi con normative di registrazione meno stringenti, che rendono più difficile per le autorità tracciare le comunicazioni.Esiste un mercato nero di Sim fantasma acquistabili senza necessità di identificazione, spesso reperibili nel dark web o all’interno di Telegram".   "Queste Sim possibilmente non collegate a identità reali, possono essere utilizzate per attività illecite, rendendo quasi impossibile il rintracciamento degli utenti – continua – È importante notare che, come evidenziato nel prossimo report sul Dark Web di Tinexta Cyber, questo rappresenta solo una piccola parte dell'economia sommersa, che include numerose altre forme di traffico e crimine informatico che spaziano da droghe come Fentanil e Ozempic fino a carte di credito complete, credenziali di accesso a sistemi informatici, dati rubati e strumenti per attacchi informatici". Le Sim possono anche essere intestate a nominativi fittizi: ciò, spiega Iezzi, "le rende particolarmente attraenti per chi desidera operare al di fuori della legge".

Vengono infatti usate, continua, "per attività illegali, come traffici illeciti, cybercrimine e frodi.La disponibilità di eSim ha ulteriormente aumentato le possibilità di anonimato, poiché l'attivazione di queste schede può avvenire completamente online, senza la necessità di fornire documentazione fisica.

Questo scenario complica ulteriormente gli sforzi delle autorità nel monitorare e controllare l'uso delle comunicazioni telefoniche”.  

  Ma a quanto ammonta questo giro di affari e quanto può costare una Sim di questo tipo nel mercato del web illegale? "Le Sim fantasma disponibili nel dark web possono costare tra i 25 e i 300 euro, a seconda di vari fattori.Questi fattori includono il livello di anonimato garantito, il Paese di origine della Sim e le condizioni di utilizzo.

Non esistono stime precise sul giro d'affari complessivo legato a questo mercato, ma è evidente che si tratta di un settore considerevole, parte di un più ampio ecosistema di traffico di dati e identità illegali – riferisce Iezzi – Il traffico globale di Sim anonime, inclusi i crimini collegati, coinvolge milioni di euro.Questo mercato non solo alimenta attività illecite, ma rappresenta anche una sfida significativa per le forze dell'ordine, che devono affrontare un fenomeno in continua evoluzione e sempre più sofisticato”. Lo Strategic Business Director di Tinexta Cyber sottolinea che "le azioni per affrontare il problema dell'uso anonimo delle Sim – e in senso più ampio quello del cyber crime – sono già in corso e stanno prendendo piede grazie a un importante percorso di identificazione digitale unica, che si configura come una delle misure chiave per garantire la sicurezza di tutti i cittadini.

Questo strumento innovativo, che si integra perfettamente con un processo di formazione e sensibilizzazione, è stato avviato dall'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), partendo dalle aziende.L'obiettivo principale di questo approccio è educare le imprese e anche i cittadini, per aumentare la consapevolezza sui rischi legati alla sicurezza digitale".  "È fondamentale che tutti comprendano l'importanza di proteggere i propri dati e di utilizzare strumenti di identificazione sicuri.

Inoltre, questo framework di prevenzione si basa su una collaborazione internazionale di contrasto.Già quest'anno, in Italia, abbiamo assistito a un notevole impegno delle forze di polizia, che sono state protagoniste di numerose operazioni, anche su scala internazionale – continua Iezzi -.

Queste operazioni hanno portato all'arresto di vere e proprie gang criminali specializzate in attività cyber, dimostrando così l'importanza di un'azione coordinata tra diversi Paesi.La lotta contro il crimine informatico richiede un approccio globale, poiché le minacce non conoscono confini.

Queste azioni, che combinano tecnologia avanzata, formazione e cooperazione internazionale, stanno dimostrando l'efficacia di un approccio integrato nella lotta contro le minacce cyber".  "Lungimirante e puntuale anche l’azione del governo con lo stesso ddl sulla cybersicurezza del 2024 che rafforzato con numerose azioni il perimetro digitale del nostro Paese.In questa cornice, tecnologie avanzate, come i sistemi di monitoraggio e le piattaforme di Cyber Threat Intelligence giocano un ruolo cruciale nel rilevare attività sospette e nel prevenire attacchi informatici.

La formazione, d'altra parte, è essenziale per garantire che le persone siano preparate a riconoscere e affrontare i rischi digitali – conclude l'esperto – .La cooperazione internazionale permette di condividere informazioni e risorse, rendendo le operazioni di contrasto più efficaci e tempestive.

L'approccio integrato e multidimensionale adottato in Italia rappresenta un passo significativo verso la protezione della sicurezza digitale e contro la stessa lotta contro l'uso anonimo delle Sim". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Truffe online, trappole e danni: ecco come salvarsi

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(Adnkronos) – Buona parte della nostra vita è online: lavoriamo, facciamo la spesa, parliamo con gli amici, organizziamo le vacanze e paghiamo prodotti e servizi, ma quanto ne sappiamo davvero di truffe digitali?Perché ogni giorno inseriamo i nostri dati personali in una miriade di app e siti web.

Codici per l’home banking, numero di carte di credito, password di e-mail aziendali e documenti sono un tesoro per i truffatori e sono tutti nei nostri dispositivi. "Per questo – avverte l'Unione nazionale consumatori – dobbiamo imparare a riconoscere le truffe digitali per difenderci.Nell’ambito del progetto RiGenerAzioni, finanziato dal Mimit, abbiamo realizzato una social survey chiedendo ai consumatori se fossero mai stati vittima di una truffa online e se ne sanno abbastanza per riconoscerle.

Ma non solo: partendo proprio dalle risposte dei consumatori, abbiamo realizzato un e-book dal titolo 'Come difendersi dalle truffe digitali?'. Abbiamo fatto ai 17.800 follower della pagina Instagram @consumatori qualche domanda sulle truffe digitali.Dall’indagine, senza valore statistico, sembra che i consumatori siano preparati sulla più classica delle truffe informatiche: il phishing.

Il 98% di loro sa che è questo il termine giusto per definire l’invio di e-mail false per rubare informazioni personali e non smishing, vishing o spoofing, scelta solo dal 2% dei consumatori.  Il phishing è l’attacco attraverso e-mail false che attirano le vittime (phishing viene proprio dal verbo inglese to fish, pescare) perché sembrano arrivare da un mittente affidabile come banche, società di carte di credito, poste o siti web molto conosciuti e contengono sempre un link su cui cliccare, che porta su uno sito fasullo.Qui alla vittima viene chiesto di inserire le proprie credenziali per accedere al conto corrente, inserire i dati della carta di credito o autorizzare un pagamento.

Ma anche di registrarsi o di scaricare un’app.  Come arrivano i messaggi truffa I messaggi truffa non arrivano solo via mail ma anche via sms, Whatsapp e ormai persino Telegram.In quel caso parliamo di smishing (phishing+sms).

Anche negli sms c’è un link da cliccare che porta sul solito sito fasullo dove inserire password e numeri di conto e anche stavolta il messaggio arriva da un mittente che sembra affidabile.Addirittura possiamo trovarli nella chat autentica della banca o di una istituzione reale.  Il messaggio ha spesso toni minacciosi e carattere di urgenza: bisogna inserire i dati, pena il blocco del conto corrente, della carta di credito o di un pacco ordinato online che è fermo in dogana, bisogna cliccare sul link per ricevere un rimborso dall’Inps, per riscuotere un premio appena vinto e così via.

Questi messaggi non vanno mai aperti, ma eliminati, bloccando il mittente.  Se si dà seguito a una comunicazione di phishing il passo successivo potrebbe essere una telefonata, anche questa apparentemente proveniente da un numero affidabile.Questo è voice phishing: vishing.

I truffatori chiedono i dati bancari, il codice Otp (la password temporanea per eseguire le operazioni) o il Cvv, il codice di tre numeri sul retro delle carte di credito e molti cascano in queste trappole perché al telefono si ha meno tempo per ragionare e si lasciano ingannare dal fatto che il truffatore sia già in possesso di molti loro dati.Dovremmo ricordare sempre che nessuna banca chiederebbe mai codici e password per accedere al conto corrente via e-mail, sms o telefonate. Come fanno i truffatori a spacciarsi per la nostra banca?

Si chiama spoofing ed è una delle tecniche di truffa digitale più insidiosa, proprio perché consiste nella manipolazione dell’identità del mittente e ci fa credere che a mandarci un messaggio sia stata una persona che conosciamo, la nostra azienda o un dipendente della nostra banca che ci chiede i dati per accedere al conto corrente.Visto che il contatto è già in rubrica pensiamo di poterci fidare, ma l’hacker ha camuffato il mittente o il numero, spacciandosi per qualcun altro con l’obiettivo di rubare dati riservati.  E' stato chiesto ai follower di @consumatori se avessero mai ricevuto una e-mail, un sms o una telefonata sospetta che sembrasse una truffa digitale e il risultato ci fa capire quanto il fenomeno delle truffe digitali sia diffuso e quanto sia pericoloso se non siamo preparati a riconoscerle.  Ben il 97,1% ha risposto che più di una volta ha ricevuto un tentativo di comunicazione sospetto e solo il 2,9% dei consumatori ha dichiarato di non essere mai stato 'avvicinato' dai truffatori attraverso mail, chiamate o sms.

Purtroppo però, saper riconoscere una mail di phishing non sempre ci tiene al riparo dalle truffe.Ormai le tecniche usate dai criminali informatici sono sempre più sofisticate, si avvalgono anche dell’intelligenza artificiale (pensiamo ai video deep fake in cui si replica perfettamente l’immagine e la voce di una persona reale) e ci inseguono nei luoghi virtuali che frequentiamo di più: i social e gli e-commerce.

E' forse per questo che ancora tanti cadono nelle trappole dei cybercriminali: tra il nostro campione di consumatori, il 18,2% dichiara di essere stato vittima di una truffa online, contro l’81,8%.Sembra incoraggiante, ma è sempre bene tenere gli occhi aperti.

Anche perché spesso purtroppo si rischia di accorgersene quando è troppo tardi. L'Unc ha poi chiesto ai consumatori che ci seguono su Instagram 'come proteggono i propri dati online'?Tra le misure di sicurezza adottate dai follower di @consumatori c’è la Vpn, il sistema che protegge la connessione anche se navighiamo su reti wi-fi pubbliche, nascondendo l’indirizzo IP. Un’altra misura che i consumatori dicono di usare è l’autenticazione a due fattori, precauzione fondamentale per accessi ad app o siti in cui inseriamo dati personali o per i pagamenti online, che utilizza un codice inviato sul telefono per eseguire l’accesso.  Qualche consumatore, però, ha risposto che non usa nessuna misura di sicurezza per proteggere i propri dati personali online.

Attenzione!I truffatori possono rubare la nostra identità e anche i nostri soldi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Welfare, oltre 1.000 iscritti al learning forum

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(Adnkronos) – La WellWeek ha ufficialmente avuto inizio.Dopo la serata di apertura Milano Smart Life – lunedì sera presso Bosch Tec – oggi, 17 settembre, si è svolto il primo dei tre grandi appuntamenti del 'Festival itinerante della sostenibilità e del benessere': il Learning Forum.

Una giornata dedicata ai nuovi scenari della formazione e alle ricadute di quest’ultima sul benessere della persona in azienda, sul training quale strumento per favore il senso di appartenenza, ma anche sui nuovi scenari dell’upskilling e del reskilling, sul digital learning e sul ruolo del benessere quale pilastro del business. L’evento si è svolto a Milano presso l’Auditorium Testori in Piazza Città di Lombardia.Sotto la conduzione di Federico Luperi (Volocom) è andato anzitutto in scena il talk show di apertura, “Verso lo smart learning: integrare la formazione nelle strategie di wellbeing”, con l’intervento di Alessandro Rimassa (Radical HR), Selene Santacaterina (Amadori), Antonio Traversi (Prysmian) e Roberto Zecchino (Bosch). Il Keynote Speech della giornata è stato invece tenuto da Alberto Ronco (Trainect): 'Il futuro del corporate wellbeing è oggi: benessere, misurazione e business'.

Tantissime le aziende che hanno portato una testimonianza, raccontato una sfida, magari partecipando a un tavolo di lavoro a porte chiuse (ben 13 le sessioni riservate tenute presso Talent Garden Isola), per un evento che ha totalizzato oltre 1.000 iscrizioni: HR manager, formatori, direttori e direttrici risorse umane di realtà piccole, medie e grandi, che hanno trovato un’occasione di confronto e apprendimento in un evento cresciuto moltissimo nell’arco di sole tre edizioni.L’evento ha visto la collaborazione di numerosi e prestigiosi partner: i Main Media Partner Adnkronos, Corriere della Sera e Radio Dimensione Suono; i Partner Accademici Università Iulm e Università degli Studi di Milano-Bicocca; il Social Media Partner KuriU; i Content Partner Cornerstone OnDemand, Newton Group, Piazza Copernico, Preply, Radical HR, Teleskill, Trainect, U2Coach e Wolters Kluwer; e i Forum Partner: Capsula, Gility, Iama Consulting, Logotel, Skill-box, Skilla Amicucci Formazione, Skillsincloud, Skillvue e Talent Garden.

La WellWeek prosegue domani a Roma con il Mobility Forum presso Palazzo dell’Informazione sede del gruppo Adnkronos. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vannacci sospeso da vicepresidente Patrioti? “Devo vedere sul sito”

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(Adnkronos) – Il generale Roberto Vannacci, eurodeputato eletto nelle liste della Lega, è stato "sos

peso" dalle funzioni di vicepresidente del gruppo dei Patrioti per l'Europa.Ne dà notizia il capodelegazione del Rassemblement National Jean-Paul Garraud, a Strasburgo a margine di una conferenza stampa dedicata al processo nei confronti del leader della Lega Matteo Salvini per il caso Open Arms. "Non parlo al posto degli italiani – premette Garraud – noi siamo rispettosi delle nazioni, siamo i primi a dire che bisogna rispettare la loro sovranità e non mi permetterò certo di parlare dei miei colleghi".  Pressato dai cronisti per sapere se Vannacci sia ancora vicepresidente o meno, puntualizza: "Allora, non so che termine possa essere usato in relazione a questa vicenda, ma allo stato non è più vicepresidente in quanto tale.

Le sue funzioni sono sospese per ora".E perché? "Non lo dirò certo a voi", risponde.  Sul sito del Parlamento Europeo Vannacci risulta allo stato semplice "membro" del gruppo dei Patrioti, mentre prima della pausa estiva era "vicepresidente" dello stesso.

Interrogato prima che parlasse Garraud per sapere se sia ancora presidente o no, Vannacci ha risposto che "fino a due giorni fa sul sito era così riportato.Questa è la mia risposta".

Ma ora non lo è più? "Non ne ho idea, devo vedere sul sito", dice.  "Perché mi dovrei far carico di problemi della stampa?", risponde. "Perché siete così interessati?Io potrei chiederle – obietta al cronista, che porta la barba corta – perché non si è fatto la barba stamattina".

Perché la tengo così, risponde il cronista. "Finché non c'è un documento ufficiale è inutile che continuiamo a farci domande di questo tipo", taglia corto.Quindi lei non è più vicepresidente? "Non ho mai detto una cosa del genere", replica.  Ma sul sito del Parlamento, gli viene fatto notare, non risulta più vicepresidente dei Patrioti. "Non risulto?".

No, gli ribadiscono i cronisti. "Fino a qualche giorno fa risultavo", osserva.Per quello glielo chiediamo, spiegano i giornalisti. "Non lo so, devo vedere sul sito".

Cioè, lei deve vedere sul sito se è vicepresidente dei Patrioti? "Assolutamente – replica – sono i documenti ufficiali che cantano, non quello che si sente in giro detto dalla stampa.Io non ho ricevuto nessun documento ufficiale al riguardo".

E ancora: "Parlo italiano o un'altra lingua?Mi ha capito?

Se mi fa sempre la stessa domanda, pensa che io cambi la risposta?", replica ad un giornalista.  La domanda, ripete il cronista, è se è ancora vicepresidente dei Patrioti o no. "Fino a due giorni fa sul sito era così riportato.E' quella la mia risposta", dice.

Il fatto che ora non è più riportata quella qualifica cambia qualcosa? "Non ne ho idea.Devo vedere il sito.

Sino ad adesso – continua – non ho alcun documento ufficiale che mi dica" se è ancora vicepresidente o meno. "Me lo state dicendo voi", ribatte.Ma qualcuno le avrà pur detto qualcosa, gli viene obiettato dai cronisti. "No.

Le sembra strano?". Abbastanza.E il generale riprende: "Quello che conta sono i documenti ufficiali.

Quindi, non appena avrò modo di vedere quello che voi sembrate avere già visto, ma che io non ho visto, vedrò la questione.Però, visto che fino a due giorni fa sembrava che io fossi" vicepresidente, "a me basta.

Nessuno mi ha detto nulla.Questo è un problema che vi fate solo voi".

Insomma…"No, solo voi.Va bene?

Buona giornata e buon lavoro", conclude prima di prendere l'ascensore  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harris in vantaggio su Trump in Pennsylvania, l’ultimo sondaggio

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(Adnkronos) –
Kamala Harris ha un vantaggio di 3 punti su Donald Trump in Pennsylvania, uno dei sette stati chiave che appare cruciale nelle elezioni del 5 novembre per la Casa Bianca.E' quanto emerge da un sondaggio Usa Today/Suffolk University, secondo il quale la vice presidente è al 49% contro il 46% dell'ex presidente.  Il vantaggio della democratica cresce ancora tra gli elettori indipendenti, con una forbice tra i due candidati di 5 punti, il 43% contro il 38%.

Il punto di forza del repubblicano rimangono gli elettori maschi bianchi, tra i quali Trump raccoglie il 53% dei favori contro il 41% di Harris, che però ha un vantaggio ancora maggiore, 17 punti, tra le elettrici, con il 56% contro il 39%.  Infine la democratica può contare in Pennsylvania su tasso di popolarità più alto, al 49%, rispetto a quello di impopolarità, al 47%.Cosa su cui non può contare Trump, con il 45% che ha un'opinione positiva su di lui, contro il 54% che ne ha una negativa.  Harris intanto lancia una mobilitazione per registrare i giovani americani, base elettorale cruciale per i democratici, al voto.

E la campagna parte proprio nel giorno in cui si celebra negli Stati Uniti il National Voter Registration Day, istituito nel 2012 per aiutare milioni di americani a registrarsi per esercitare il diritto al voto.  "La posta in gioco questo novembre non potrebbe essere più alta e la vice presidente Harris sa che la nostra democrazia è più forte quanto tutti votiamo", dice il manager della campagna di Harris, Juilie Javez, sottolineando che "siamo concentrati ad incontrare giovani americani" per registrarli dal momento che "quando noi votiamo, vinciamo".Secondo un recente sondaggio, Harris negli stati chiave ha un vantaggio di 8 punti su Donald Trump tra gli elettori più giovani, tra i 18 e i 29 anni.  Tim Walz, il candidato dem alla vice presidenza, guiderà una serie di eventi negli stati chiave di Georgia e North Carolina, mentre la moglie Gwen incontrerà in Nevada i giovani che saranno esortati non solo a registrarsi ma anche a votare in anticipo.

Vi saranno eventi in università di altri stati chiave, come la Penn State dove sarà presente il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro, e l'University of Michigan dove l'attrice Jane Fonda parteciperà ad un evento sul clima.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiama l’ambulanza e si mette al volante: denunciato a Firenze

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(Adnkronos) –
Chiama l'ambulanza per essere soccorso e si mette al volante per andare da solo in ospedale.A Firenze la Polizia di Stato è intervenuta ieri pomeriggio in Lungarno Soderini dove il 118 stava soccorrendo una persona in forte stato di agitazione.

Secondo quanto ricostruito dalle volanti della Questura, un cittadino marocchino di 30 anni avrebbe prima aggredito verbalmente i sanitari e poi si sarebbe addirittura messo alla guida dell’autombulanza verosimilmente con l’intento di raggiungere, in autonomia, il nosocomio più vicino. Il sistema di sicurezza del mezzo, che messo in movimento senza la chiave inserita nel cruscotto prevede lo spegnimento automatico del motore, ha interrotto la corsa del 30enne dopo pochi metri.Gli agenti hanno fermato l'uomo che è stato prima curato e poi denunciato per tentato furto aggravato del mezzo di soccorso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia: Le decisioni del giudice sportivo dopo la gara con il Palermo

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Il comunicato ufficiale n.34 della Lega Serie B, con le relative decisioni del Giudice Sportivo, ha tenuto con il fiato sospeso i tifosi della Juve Stabia e gli addetti ai lavori. L’episodio di vandalismo ai danni della telecamera VAR, un gesto inqualificabile e potenzialmente molto grave, aveva destato preoccupazione per possibili sanzioni pesanti, come la squalifica del campo.

Le sanzioni inflitte:

Alla fine, la Juve Stabia è stata punita con una multa di 2000 euro. Una sanzione sicuramente non leggera, ma decisamente inferiore rispetto a quanto si poteva temere. I Commissari di campo presenti al Menti hanno infatti evidenziato solo un altro episodio, meno grave rispetto al danneggiamento della telecamera VAR ma comunque da condannare: il lancio di una bottiglia in campo.

Le conseguenze:

Questa vicenda rappresenta un campanello d’allarme per la Juve Stabia e per tutte le società calcistiche. È fondamentale che si attui una forte azione di prevenzione e repressione di questi episodi di violenza, che danneggiano l’immagine del calcio e mettono a rischio la sicurezza di tutti.

Conclusioni:

La sanzione inflitta alla Juve Stabia è un monito a tutti: l’inciviltà non può essere tollerata. È necessario che i tifosi comprendano che questi comportamenti danneggiano la propria squadra e mettono a rischio la possibilità di disputare le partite in casa.

Crevani (Sanofi): “Scienza e politica unite in prevenzione diabete e celiachia”

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(Adnkronos) – "Siamo molto orgogliosi di aver contribuito e supportato la realizzazione di questo White paper che ha avuto l'obiettivo di riunire un gruppo di persone che sono fra i più importanti esperti nel campo del diabete di tipo 1, passando dalla pediatria all'endocrinologia.Oltre al comparto scientifico, anche quello politico ha tanto spinto per l'attuazione in Italia di questa legge sullo screening".

Così Alessandro Crevani, General Manager Business Unit General Medicines Italy & Malta di Sanofi, alla presentazione del documento 'Screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia', oggi a Roma, ricorda che "l'obiettivo del paper era di sviluppare delle raccomandazioni pratiche, che in realtà sono 16, per passare velocemente da quello che è la fase pilota propedeutica, che oggi si realizza in 4 regioni – Lombardia, Marche, Campania e Sardegna – allo screening nazionale, che noi ci auguriamo avvenga, grazie anche a queste raccomandazioni, in modo più omogeneo possibile in tutte le regioni, senza differenze".  La scelta di prevedere lo screening pediatrico delle due patologie, diabete e celiachia, "non è casuale – spiega Crevani – Entrambe possono essere identificate precocemente attraverso l'espressione di autoanticorpi, il che significa che, con un solo prelievo, è possibile intercettare più patologie.Si tratta di due condizioni con caratteristiche e impatto diverso, anche con rischi diversi, ma sono due malattie che sono portate ad avere l'espressione di autoanticorpi e, quindi, conviene testarle in un unico momento da parte del pediatra". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Buzzetti (Sid): “In fase precoce ritardare diabete migliora qualità di vita”

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(Adnkronos) – "E' un momento epocale.Dopo anni e anni di tentativi di aggiungere qualcosa alla terapia insulinica, la possibilità di intervenire in una fase precoce della malattia è importantissima.

Anche solo ritardare l'esordio della malattia di un solo anno ha un notevole impatto sulla qualità della vita del paziente, in quanto si evitano le eventuali complicanze legate alla patologia, alla quotidianità della terapia insulinica e si riduce il numero di controlli".Così Raffaella Buzzetti, presidente eletto della Società italiana diabetologia (Sid), partecipando al convegno per la presentazione del White paper 'Screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia', oggi a Roma, spiega l'importanza dello screening sottolineando che, "in futuro, la speranza è quella di prevenire la malattia".  Come presidente della società scientifica, Buzzetti assicura il "forte impegno nei prossimi anni anche per cercare di riconoscere la malattia già in una fase molto più precoce rispetto alla diagnosi clinica e poter seguire i soggetti a rischio, consentendo loro di effettuare con esenzione le varie analisi.

Cercheremo – conclude – di instaurare un dialogo attivo e sinergico con i vari interlocutori amministrativi per permettere di riconoscere gli stadi precoci della patologia e migliorare la qualità della vita sia dei pazienti pediatrici che di quelli in età adulta". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mulè: “Italia prima al mondo su screening di diabete di tipo 1 e celiachia”

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(Adnkronos) – "Grazie alla legge 130 approvata esattamente un anno fa dal Parlamento, oggi abbiamo i primi dati sul programma nazionale di screening per rilevare la predisposizione genetica al diabete di tipo 1 e alla celiachia.Il progetto pone l'Italia al primo posto al mondo nello sviluppo di un programma di screening sicuro e non invasivo" per le patologie.

Così Così Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati, nel corso del convegno 'Screening pediatrico per diabete di tipo 1: nuove raccomandazioni per l'implementazione a livello nazionale', che si è tenuta oggi a Roma.  "Le indagini svolte a campione che hanno coinvolto 4 regioni per l'avvio del progetto di screening su base nazionale – spiega Mulè – dicono, aldilà di ogni ragionevole dubbio, come grazie allo screening siano stati intercettati numerosissimi casi destinati altrimenti a essere sconosciuti, con conseguenze probabilmente gravi o gravissime per gli interessati.Per esempio, nel caso di diagnosi tardiva di diabete di tipo 1 può svilupparsi una condizione nota come chetoacidosi, che è una patologia che porta in modo molto repentino all'accesso al pronto soccorso e che ha esito potenzialmente fatale.

Si tratta della conferma del valore dell'iniziativa che pone il nostro Paese all'avanguardia nell'attività di prevenzione per due patologie sempre più diffuse nella popolazione pediatrica.Grazie all'operato dell’Istituto superiore di sanità, assieme al ministero della Salute, i medici pediatri e le associazioni di pazienti, si è compiuto questo primo passo.

Stiamo percorrendo la strada giusta – conclude – continueremo a lavorare con la stessa determinazione per raggiungere nuovi obiettivi". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)