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Juve Stabia e Guido Pagliuca: la fine di un’era. Grazie Mister ma ora si volta pagina

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Sono stati due anni davvero molto importanti quelli di Guido Pagliuca al timone della Juve Stabia, due campionati bellissimi che resteranno impressi nella memoria dei tifosi. Un percorso culminato con il trionfale accesso ai play off di Serie B con il sogno serie A fermatosi solo nella semifinale di Cremona. Guido Pagliuca ha vinto e, forse, avrebbe potuto continuare a farlo ma nel calcio di oggi queste dinamiche non fanno più notizia.

Ora per il tecnico di Cecina si apre una nuova sfida: avrà il compito di vincere ancora ma lontano da Castellammare, alla guida di una piazza ferita da una recente retrocessione. Un compito non dissimile da quello che seppe affrontare al suo arrivo alla Juve Stabia quando fu bravo a raccogliere in pochi mesi i resti delle gestioni precedenti e a trasformarli in un gruppo vincente. Questa capacità di ricostruzione sarà fondamentale ad Empoli dopo il disastro a firma di Mister D’Aversa che ha ridotto la squadra Toscana da squadra tosta a squadra materasso con il passare delle giornate della Serie A poi vinta dal Napoli. Una sfida da raccogliere e stimolante quella di Pagliuca, una eredità pesante per il prossimo allenatore della Juve Stabia.

La piazza di Castellammare ha già salutato con grande affetto il tecnico, come è giusto che sia. Naturalmente, come spesso accade, non è mancata qualche voce critica pronta a sputare il classico veleno su alcune scelte o su certi atteggiamenti fin troppo animati dalla panchina. Ingratitudine? Assolutamente no. Il calcio non è una scienza esatta e queste dinamiche fanno parte del gioco. Una cosa è certa: la futura partita tra la Juve Stabia e l’Empoli, nuova squadra di Pagliuca, non sarà una gara come le altre.

Ma chi è stato Guido Pagliuca per Castellammare? Un uomo sanguigno, che spesso a microfoni spenti ha “duellato” con la stampa ma che alla fine, pur partendo da vedute non sempre allineate, è riuscito in questi due anni a mettere quasi tutti dalla sua parte. Lo stesso vale per i tifosi: anche chi ha criticato un modulo o una formazione iniziale alla fine ha dovuto riconoscere che i risultati gli hanno dato ragione. È quasi superfluo ricordare ancora una volta i suoi successi, le tante emozioni che è riuscito a regalare al suo popolo. Senza dubbio il tecnico toscano occuperà un posto speciale nel cuore dei tifosi stabiesi.

Sarà strano vedere un nuovo allenatore al “Menti”, così come sarà strano vedere Pagliuca indossare la tuta dell’Empoli. Ma questo “strano” è solo una conseguenza di uno sport dove, è ormai palese, non esistono più le bandiere e nemmeno gli allenatori di lungo corso.

Piero Braglia, con i suoi quasi quattro anni (uno in condominio con Fulvio Pea), e Fabio Caserta, con i suoi tre, appartengono a un’altra epoca calcistica. Con i tempi moderni due anni possono essere considerati un ciclo più che accettabile. Persino la nostra amata Nazionale sembra aver smarrito la via della continuità su questo tema, e l’addio di Luciano Spalletti ne è l’esempio più calzante.

Insomma non è tempo di rimpianti o polemiche. È il tempo di celebrare e ringraziare Mister Guido Pagliuca per il capitolo di storia che ha scritto. Ma adesso, per la Juve Stabia, è anche tempo di voltare pagina e guardare avanti.

L’FC Pompei under 18 vince la Coppa Campania

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Al Vallefuoco di Mugnano di Napoli l’F.C.Pompei batte per due reti ad uno i pari età del San Sebastiano calcio Mazzeo e si aggiudica il trofeo regionale

Inizia col botto l’era dell’FC Pompei dei presidenti Domenico CAROTENUTO (Nolana Conserve) e Giuseppe CIRILLO (Solar Power).

I neo proprietari della compagine mariana hanno messo in bacheca il primo trofeo grazie alla formazione U18 che nella finalissima disputata domenica 15 ha conquistato la coppa Campania.

La gara disputatasi sotto un caldo afoso presso l’impianto di Mugnano di Napoli Alberto Vallefuoco, ha visto imporsi i rosso azzurri per due reti ad uno ai danni dei vesuviani del San Sebastiano calcio Mazzeo.

La formazione U18 pompeiana, magistralmente guidata da mister Carmine VITIELLO e dall’attento e meticoloso preparatore atletico professor Fabio CALABRESE, ha avuto poche difficoltà nell’avere la meglio sugli avversari dominando il match in lungo e in largo.

Numerosissime sono state le occasioni sprecate dai ragazzi di mister Vitiello che avrebbero ampiamente meritato di vincere con un risultato più rotondo.

La formazione U18 dell’FC Pompei ha così replicato il successo ottenuto l’anno scorso ai danni della Puteolana dove la maggior parte degli interpreti di questa stagione sportiva, si laurearono campioni regionali di categoria.

Lettere: Smantellata piantagione di Cannabis con cunicoli sotterranei. Sequestrate 267 piante

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Nell’ambito dell’operazione “Continuum Bellum 3”, i Carabinieri hanno inferto un duro colpo alla produzione di stupefacenti sui Monti Lattari, un’area soprannominata la “Giamaica del sud” per la sua fiorente attività illegale di coltivazione di cannabis. In una vasta operazione condotta nelle zone impervie di Lettere, sono state rinvenute e sequestrate 267 piante di Cannabis Indica e un’ingegnosa rete di cunicoli sotterranei.

L’operazione, coordinata dalla Compagnia dei Carabinieri di Castellammare di Stabia, ha visto la partecipazione dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, un’unità specializzata nel rastrellamento di aree difficilmente accessibili. Fondamentale è stato il supporto aereo del 7° Nucleo Elicotteristi di Pontecagnano, il cui occhio dall’alto ha guidato con precisione le squadre a terra attraverso la fitta vegetazione della località Mazzo.

In un’area demaniale boschiva, i militari hanno scoperto quattro distinte piazzole dedicate alla coltivazione. La scoperta più sorprendente è stata una rete di cunicoli sotterranei che collegava le diverse aree. Secondo gli investigatori queste gallerie, strette ma percorribili, servivano ai coltivatori per spostarsi tra le piazzole senza lasciare tracce in superficie, evitando così di “scalfire” la vegetazione e destare sospetti. I tunnel avrebbero inoltre potuto fungere da via di fuga in caso di irruzione delle forze dell’ordine.

Gli stessi Carabinieri hanno ispezionato il reticolo sotterraneo ricostruendo il sistema utilizzato per la sorveglianza e la manutenzione discreta della piantagione.

Complessivamente, sono state sradicate 267 piante di Cannabis Indica, con un’altezza variabile tra 100 e 150 centimetri prossime alla fioritura e alla successiva essiccazione. Come da prassi le piante sono state campionate per le analisi di rito e successivamente distrutte sul posto.

Questa operazione si inserisce in una più ampia e incessante attività di controllo del territorio dei Monti Lattari, volta a contrastare non solo la produzione di droga ma anche la detenzione di armi illegali. Le forze dell’ordine sottolineano come il clima caldo di questo periodo renda l’area particolarmente ideale per la coltivazione della cannabis intensificando di conseguenza gli sforzi di vigilanza e repressione.

Castellammare, Villa Gabola: Riparata la giostra danneggiata. Vicinanza: “Rispettiamo ciò che è di tutti”

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CASTELLAMMARE DI STABIA – È stata prontamente riparata e restituita ai bambini la giostra che era stata vandalizzata all’interno del parco pubblico di Villa Gabola, nel cuore del quartiere San Marco. In seguito alla segnalazione, l’Ufficio Tecnico del Comune di Castellammare di Stabia è intervenuto con tempestività per ripristinare la piena funzionalità e sicurezza dell’area giochi.

L’episodio ha suscitato l’immediata reazione del sindaco Luigi Vicinanza, che ha sottolineato l’importanza del rispetto per i beni comuni e ha lanciato un appello alla responsabilità collettiva.

“Non è solo una giostra rotta. È un gesto che colpisce l’intera comunità, soprattutto i bambini che frequentano questo spazio,” ha dichiarato il sindaco. “Dobbiamo uscire dalla logica che ciò che è pubblico non vada protetto perché tanto ‘ci pensa il Comune’. Il bene comune è responsabilità di tutti noi. Villa Gabola è uno dei polmoni verdi di Castellammare che abbiamo restituito alla città e va preservato.”

Per garantire una maggiore tutela del parco e scoraggiare futuri atti di inciviltà, l’Amministrazione ha confermato che, come già previsto, a partire da oggi l’apertura e la chiusura della villa saranno affidate a una guardia giurata. Questa misura assicurerà un controllo più costante e una maggiore presenza all’interno dell’area verde.

Il sindaco Vicinanza ha concluso con un messaggio fermo, ribadendo la tolleranza zero verso atti di questo tipo: “Ogni volta che un’area pubblica viene vandalizzata, perdiamo tempo, risorse e fiducia. È inaccettabile. Villa Gabola, al pari di altri spazi pubblici della città, deve essere vissuta con serenità e tutti noi abbiamo il dovere di custodirla. Chi danneggia non sfida l’Amministrazione: offende tutta la città. E noi non ci stiamo.”

Vicinanza e le sfide del presente: Dal No della ZES a Marina di Stabia alla lotta per la parità di genere

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CASTELLAMMARE DI STABIA – “La democrazia costa fatica, ma è proprio nella fatica che si misura la serietà della politica.” Con queste parole il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, è intervenuto in aula nel corso del consiglio comunale, affrontando i principali temi del dibattito pubblico cittadino e rivendicando con forza la linea adottata dall’Amministrazione, a partire dalla vicenda Marina di Stabia.

“Il progetto, così com’era stato presentato, non rispondeva all’interesse della città – ha dichiarato il primo cittadino – e la posizione dell’Amministrazione è stata chiara fin dall’inizio: siamo contrari alla costruzione di abitazioni in quell’area. Non si tratta di una vittoria, perché qui non si vince né si perde: si lavora per Castellammare”.

La ZES Unica ha infatti respinto la proposta progettuale chiudendo la conferenza dei servizi e aprendo ora la possibilità di un confronto autentico. “Ci siederemo al tavolo solo se verrà presentata una nuova proposta, davvero in linea con le esigenze della città. Chi ci invitava a disertare il confronto sbagliava: se non ci fossimo stati, quel progetto sarebbe passato senza la nostra voce e la città ne avrebbe pagato le conseguenze”.

Nel suo intervento, il sindaco Vicinanza ha voluto anche ricordare il carabiniere Carlo Legrottaglie, assassinato in Puglia a pochi giorni dalla pensione. “Un omicidio avvenuto a Francavilla Fontana, lo stesso paese dove nel 2000 fu ucciso un altro carabiniere, lo stabiese Antonio Dimitri. Questa coincidenza mi colpisce profondamente, e per questo il nostro tributo alla memoria di Legrottaglie non è affatto formale”.

Vicinanza ha poi rivendicato il diritto – e il dovere – di un Consiglio comunale, anche in una città come Castellammare di Stabia, di discutere temi di politica internazionale: “Abbiamo votato due mozioni legittime a sostegno del popolo palestinese. Parlare di pace, chiedere il riconoscimento di due popoli e due Stati, è un atto di responsabilità e civiltà. Anche esporre la bandiera della pace dal palazzo comunale è un gesto importante: questa città è sempre stata partecipe nei grandi processi della storia”.

Tra le azioni dell’Amministrazione, il sindaco ha ricordato l’impegno nel contrasto alla violenza di genere e nel sostegno alle donne: “Sono stati finanziati tre progetti per favorire l’inserimento lavorativo femminile, per un totale di 520.000 euro. Prosegue inoltre il lavoro del centro antiviolenza La Casa di Iole”.

Sui temi del sottopasso al San Marco e della tragedia della Funivia, Vicinanza ha ribadito: “Siamo garantisti. Non accettiamo processi sommari ma chiediamo giustizia e verità. Abbiamo riattivato il dialogo con EAV affinché gli impegni presi con la città vengano mantenuti. Continuiamo anche a lavorare per la riapertura della strada per il Faito: il Comune ha partecipato a un bando da 10 milioni di euro, ma dal Governo centrale non è arrivata alcuna risposta. Non ci arrendiamo: Castellammare non può essere trattata come una figlia di un Dio minore”.

Infine, il sindaco ha risposto alle voci sulla presunta instabilità della maggioranza: “Questa storia circola dal giorno dopo la mia elezione. In realtà, continuiamo a lavorare ogni giorno, con visioni diverse ma uniti da un obiettivo comune: fare il meglio per Castellammare. La democrazia è anche confronto, dialogo, mediazione. È difficile, è faticoso, ma è l’unica strada per costruire qualcosa di solido e utile”.

La Juve Stabia tra campo e innovazione: La mossa strategica di Langella con Vincenzo Busiello

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La Juve Stabia si sta affermando non solo come una forza sul campo di gioco, ma anche come un modello di innovazione manageriale nel panorama calcistico italiano. Al centro di questa evoluzione si trova una figura atipica per un club di calcio, ma che si sta rivelando un’intuizione vincente del presidente Andrea Langella: Vincenzo Busiello, lo strategic advisor della società gialloblù.

Con un solido background nel mondo aziendale, Busiello ha introdotto alla Juve Stabia un approccio strategico solitamente riservato a imprese di medio-grandi dimensioni. Il suo ruolo, come da lui stesso spiegato durante una puntata del talk show “Juve Stabia Live”, è quello di ampliare l’offerta di mercato del club, identificando nuove opportunità di crescita e ottimizzando le risorse per migliorare la competitività. “La mia figura in genere è inserita in aziende medio-grandi e serve ad ampliare l’offerta del mercato per la società,” ha dichiarato Busiello, sottolineando la natura pionieristica della sua presenza nel mondo del calcio.

L’inserimento di un consulente strategico di tale calibro è frutto della visione lungimirante del presidente Andrea Langella. “L’inserimento in una squadra di calcio è stata un’intuizione di Langella che mi chiese di collaborare,” ha rivelato Busiello. Questa scelta dimostra la volontà del presidente di superare i modelli gestionali tradizionali, integrando competenze esterne al fine di costruire una struttura societaria più solida e proiettata al futuro.

Un esempio concreto di questa sinergia strategica è la nascita del magazine ufficiale del club, “Juve Stabia 1907 Magazine”. Per questo progetto, Busiello si è avvalso della collaborazione di Cosimo Silva, esperto di comunicazione ed editoria, che ha assunto il ruolo di direttore della rivista. Silva in diverse occasioni ha espresso la sua gratitudine a Busiello per averlo coinvolto nella struttura strategica del club a testimonianza di un lavoro di squadra coeso. Il magazine si propone come uno strumento per andare oltre la semplice cronaca sportiva, offrendo contenuti esclusivi, approfondimenti, interviste e storie che mirano a rafforzare il legame identitario tra la squadra e la sua tifoseria.

Sebbene non emergano dettagli specifici sul suo coinvolgimento diretto in altre recenti iniziative cruciali come la partnership con il gruppo finanziario Brera Holdings o la creazione della Juve Stabia Academy, la sua posizione di consulente strategico suggerisce un ruolo di primo piano nella valutazione e nello sviluppo di tali opportunità, fondamentali per la crescita economica e strutturale del club.

La presenza di Vincenzo Busiello nell’organigramma della Juve Stabia rappresenta, quindi, molto più di una semplice consulenza. È il simbolo di una società che non si accontenta dei successi sportivi, ma che ambisce a costruire un futuro sostenibile attraverso la professionalizzazione e l’innovazione. La sua esperienza, unita alla visione del presidente Langella, fa di Busiello un pilastro fondamentale nella costruzione della “famiglia” gialloblù, un progetto che guarda con ambizione alle sfide del calcio moderno.

Il Circolo Velico Stabia presente alla Giornata Nazionale dello Sport: Non solo passione per kayak e mare

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Il Circolo Velico Stabia ha risposto presente all’appello della Giornata Nazionale dello Sport, animando Piazza Matteotti con la sua passione. L’evento, promosso dal CONI in occasione del Giubileo degli Sportivi, ha trasformato il cuore di Castellammare in un vibrante punto d’incontro per tutti gli amanti dello sport, e il Circolo non poteva mancare all’appello.

Sotto un sole splendente e in un’atmosfera di grande festa, lo stand del circolo ha richiamato l’attenzione di tantissimi giovani e meno giovani, curiosi di scoprire le nostre attività condotte con passione dal nostro responsabile allo sport Gianluca Merolla e dal nostro istruttore Maurizio Sollo.

“È stato entusiasmante vedere così tanti ragazzi avvicinarsi con interesse al nostro stand,” ha dichiarato il Presidente del Circolo Velico Stabia Giuseppe Esposito. “La Giornata Nazionale dello Sport è un’occasione preziosa per promuovere la cultura dello sport e, nel nostro caso specifico, per far conoscere la bellezza e i valori del kayak. Il nostro obiettivo è sempre quello di avvicinare nuove generazioni al mare e alle sue discipline, offrendo un percorso formativo completo e divertente.”

Molti i bambini e gli adolescenti che si sono fermati incuriositi dalle attrezzature esposte, hanno posto domande sui corsi e le attività proposte dal Circolo. È stato un momento importante per sottolineare come il kayak non sia solo uno sport, ma anche una scuola di vita, che insegna disciplina, rispetto per l’ambiente marino, lavoro di squadra e capacità di affrontare le sfide.

La partecipazione a questa manifestazione rientra pienamente nella missione del Circolo Velico Stabia che è quella di essere un punto di riferimento per la comunità, promuovendo uno stile di vita attivo e sano e valorizzando il patrimonio marittimo della nostra città. La presenza massiccia di pubblico e l’interesse dimostrato confermano che lo sport, e in particolare la vela, hanno un grande potenziale attrattivo per i giovani di Castellammare.

Ringraziamo il CONI e l’amministrazione comunale per l’organizzazione impeccabile dell’evento e tutti coloro che sono venuti a trovarci in Piazza Matteotti. Il successo di questa giornata ci spinge a continuare con ancora più entusiasmo il nostro impegno nella diffusione della passione per lo sport.

Ufficiale, Guido Pagliuca è il nuovo allenatore dell’Empoli: l’ex mister della Juve Stabia firma fino al 2027

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È ufficiale: Guido Pagliuca è il nuovo allenatore dell’Empoli. Dopo aver salutato la Juve Stabia con una promozione in Serie B e con lo storico piazzamento al quinto posto, il tecnico di Cecina approda sulla panchina del club toscano legandosi agli azzurri con un contratto biennale. La notizia, nell’aria da giorni, ha trovato conferma nel comunicato ufficiale diramato dalla società del presidente Fabrizio Corsi dopo la recente rescissione consensuale del contratto tra la Juve Stabia e Pagliuca.

Il Comunicato Ufficiale dell’Empoli FC

Nel pomeriggio di oggi, l’Empoli Football Club ha formalizzato l’ingaggio del nuovo tecnico attraverso una nota pubblicata sui propri canali:

“L’Empoli Football Club comunica che Guido Pagliuca è il nuovo allenatore della Prima Squadra. Il tecnico ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027.”

Nel comunicato si prosegue elencando brevemente la carriera del tecnico

Nato a Cecina il 17 febbraio 1976, Guido Pagliuca ha costruito la sua carriera partendo dalle categorie inferiori, dimostrando sul campo le sue qualità e la sua capacità di ottenere risultati importanti.

Il suo percorso inizia nei settori giovanili di Rosignano Sei Rose e Cecina, club che gli affida la prima squadra in Serie D nel 2007. La sua abilità emerge ben presto: nel 2010 approda al Borgo a Buggiano, conquistando un’immediata promozione tra i professionisti. La sua carriera prosegue con esperienze significative in Lega Pro con il Gavorrano e successivamente con il Bogliasco.

Un’altra tappa fondamentale del suo cammino è la stagione 2013/14 con la Lucchese, dove centra nuovamente l’obiettivo promozione vincendo il campionato di Serie D. Dopo aver guidato Imolese, Real Forte Querceta e Ghivizzano, Pagliuca compie un’importante esperienza in Serie B nell’ottobre 2019, diventando vice allenatore della Cremonese.

Il suo ritorno da primo allenatore lo vede protagonista con la Pianese in Serie D e successivamente in Serie C con Lucchese e Siena.

Il Capolavoro con la Juve Stabia

L’estate del 2023 segna l’inizio della sua avventura con la Juve Stabia, un capitolo che si rivelerà trionfale. Alla guida delle Vespe, Pagliuca compie un vero e proprio capolavoro, dominando il girone C di Serie C e conquistando una meritatissima promozione in Serie B. Nella stagione appena conclusa, ha guidato le Vespe fino al quinto posto in cadetteria, raggiungendo i playoff e confermando le sue grandi doti di allenatore.

Ora per Guido Pagliuca si aprono le porte di una nuova, stimolante sfida con l’Empoli, con l’obiettivo di riportare entusiasmo e risultati in una piazza che fa del bel gioco e della valorizzazione dei talenti il proprio marchio di fabbrica.

Juve Stabia, Danilo Rufini: Un amore gialloblù che supera il tempo. Il ritorno a casa per l’ex centrocampista

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C’è un legame invisibile, eppure tenace, che il tempo non può scalfire: quello tra un calciatore e la città che lo ha eletto a proprio beniamino. Ne è una dimostrazione tangibile la storia di Danilo Rufini, ex centrocampista che ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore dei tifosi della Juve Stabia, e che a distanza di anni è tornato a Castellammare, in quella che sente ancora come casa sua.

Il ritorno di Rufini non è stato un semplice viaggio, ma un’immersione totale nei ricordi, un tuffo in quelle stagioni cariche di agonismo e di successi che hanno cementato un rapporto speciale con la piazza stabiese. È la cronaca di un calcio fatto di passione, sudore e di quel senso di appartenenza che solo certi club sanno infondere.

L’ex mediano delle “Vespe” ha affidato ai social il racconto della sua giornata speciale, parole che trasudano emozione e affetto sincero: “È sempre bello ed emozionante tornare a Castellammare di Stabia, nei luoghi in cui ho vissuto, tra la gente che ho amato e che ha ricambiato il mio affetto. Una città bellissima, passionale… Sono passati 21 anni, ma sembra di essere andato via ieri.”

Stagioni Indimenticabili e Battaglie Vinte

Rufini ha vestito con onore la maglia gialloblù per due stagioni cruciali all’inizio degli anni 2000. Arrivato nella stagione 2003-2004, fu uno dei protagonisti della memorabile cavalcata che vide la Juve Stabia conquistare la promozione dalla Serie D e trionfare nella Coppa Italia di Serie D. L’anno successivo, in Serie C2, continuò a essere un punto di riferimento in mezzo al campo, lottando su ogni pallone con la grinta che lo ha sempre contraddistinto.

Il suo post rievoca proprio l’atmosfera di quegli anni: “Calpestare ancora una volta il Romeo Menti, teatro di mille battaglie (vinte, grazie a Dio!), attraversare quel corridoio che porta agli spogliatoi, con i protagonisti della storia della grande Juve Stabia ricordati da foto e poster giganti affissi alle pareti… Sentire ancora una volta l’odore dello spogliatoio che ai nostri tempi era casa nostra, dove forgiavamo e cementavamo il gruppo…”

Il Calore degli Incontri e il Sapore della Vittoria

Parte fondamentale di questo viaggio nel viale dei ricordi è stato l’incontro con figure storiche del club, persone che lavorano nell’ombra ma che rappresentano l’anima della società. “Riabbracciare il mitico Enzo Guida, emblema e icona della Juve Stabia, rivedere Sebastiano Di Ruocco e scherzare come si faceva ogni giorno prima degli allenamenti,” scrive Rufini, omaggiando i due storici magazzinieri del club, veri e propri custodi della tradizione stabiese.

E come in ogni favola a lieto fine, la giornata si è conclusa con una nuova vittoria su quel prato tanto amato. Rufini, oggi allenatore, ha infatti alzato al cielo la Coppa Italia di Napoli League 50 con la squadra della Techmade. Un successo simbolico, che ha chiuso un cerchio perfetto: “Del resto, in questo stadio abbiamo vissuto solo momenti unici,” ha commentato.

La visita di Danilo Rufini a Castellammare di Stabia è più di una semplice notizia di cronaca sportiva. È la testimonianza che certi amori non finiscono, non conoscono la polvere del tempo e sono destinati a riaccendersi al primo sguardo, al primo respiro di quell’aria familiare. Un “Grazie, Castellammare” che suona come un arrivederci, nella certezza che il filo gialloblù che lo lega alla città non si spezzerà mai.

La rivoluzione green di Castellammare di Stabia: come la città è riuscita a superare il 60% di differenziata

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Un risultato storico per la città di Castellammare di Stabia, che sfonda il muro del 60% di raccolta differenziata nei mesi di aprile e maggio 2025. Un traguardo raggiunto grazie a un’efficace sinergia tra l’amministrazione comunale e la società Velia Ambiente, che hanno messo in campo una strategia combinata di innovazione, controllo e sensibilizzazione. Il trend positivo, in crescita costante da febbraio, testimonia l’efficacia delle misure adottate e la crescente partecipazione dei cittadini.

Alla base di questo successo vi è un approccio multifattoriale che ha rivoluzionato la gestione dei rifiuti urbani. Tra le iniziative più incisive, la modifica del calendario di conferimento, che ha visto l’inversione delle giornate dedicate all’umido e al secco indifferenziato tra domenica e lunedì, una mossa strategica voluta dall’amministrazione per ottimizzare la raccolta.

Parallelamente, è stata intensificata l’attività di controllo sul territorio. L’introduzione dei bollini “rifiuto non conforme”, applicati prima alle utenze commerciali e successivamente estesi a quelle domestiche, ha rappresentato un forte deterrente contro gli errori di conferimento. A questo si sono aggiunti i controlli congiunti degli operatori ecologici e della polizia municipale, che hanno garantito il rispetto delle nuove regole.

Fondamentale è stato anche il dialogo diretto con la cittadinanza. Il “Tour della differenziata” ha portato informazione e consapevolezza in tutti i quartieri, dalle periferie come Savorito, Cmi e Ponte Persica, fino alle frazioni collinari di Scanzano, Privati e Pozzano, passando per il cuore del Centro Antico e San Marco. L’iniziativa si è conclusa con una grande “giornata dello sport” in piazza Matteotti, durante la quale sono stati distribuiti gadget ecologici – come stoviglie riutilizzabili, shopper e borracce – oltre a kit di buste e materiale informativo, per promuovere pratiche sostenibili in ogni aspetto della vita quotidiana.

L’impegno per il decoro urbano non si è limitato alla sola raccolta dei rifiuti. È stato infatti potenziato il servizio di lavaggio delle strade, seguendo un programma dettagliato e condiviso con gli uffici comunali. Inoltre, la pulizia quotidiana della spiaggia è ormai una realtà consolidata: ogni mattina, un operatore di Velia Ambiente provvede al rastrellamento e al livellamento dell’arenile in villa comunale con una macchina “pulisci-spiaggia”, restituendo la spiaggia ai bagnanti in condizioni ottimali.

Le novità non si fermano qui. A partire da questa settimana, prenderà il via un nuovo servizio sperimentale di raccolta “porta a porta” per gli abiti usati. A partire da mercoledì 18 giugno, e successivamente ogni terzo mercoledì del mese, i cittadini potranno esporre gli indumenti usati, in sacchi ben visibili, direttamente su suolo pubblico nei pressi del proprio numero civico, facilitandone il recupero e il riutilizzo.

Questo importante traguardo rappresenta non un punto di arrivo, ma una solida base su cui costruire un futuro sempre più sostenibile per Castellammare di Stabia, confermando che l’impegno congiunto di istituzioni e cittadini è la chiave per un cambiamento reale e duraturo.

“Nabucco” all’Arena di Verona – Un Trionfo Futuristico firmato Stefano Poda (recensione)

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L’Arena di Verona si conferma ancora una volta tempio dell’opera, ospitando la visionaria produzione di “Nabucco” firmata dal regista trentino Stefano Poda.  Dopo il clamoroso successo della prima di venerdì 13 giugno, che ha visto un parterre d’eccezione tra personalità politiche, attori e volti televisivi, anche la serata di sabato 14 giugno ha replicato il trionfo, confermando l’acclamazione per un allestimento audace e innovativo.Poda ha saputo ridefinire il capolavoro verdiano con una messa in scena che trascende la tradizione per abbracciare un futurismo suggestivo e ricco di simbolismi.  Il palcoscenico è dominato da una gigantesca clessidra che sovrasta una scala illuminata lunga 20 metri, mentre ai lati, sfere rotanti monumentali completano una scenografia imponente.In alto, la scritta “Vanitas” sulla clessidra, un monito universale sulla caducità della vita.  L’innovazione si estende al corpo di ballo, che regala al pubblico una danza di schermitori con costumi a LED, creando giochi di luce e movimento di grande impatto visivo.Un ulteriore elemento di forte suggestione è la presenza di un fungo atomico che sovrasta la scena, un potente simbolo di monito e ricordo di passate tragedie.  L’intera produzione ha coinvolto ben 400 artisti tra mimi, comparse e ballerini, che hanno calcato il palco, vestendo oltre 3000 costumi studiati con cura e originalità.Nonostante il “Nabucco” di Verdi, incentrato sul conflitto tra il popolo ebraico e il re babilonese Nabucodonosor, mantenga la sua intrinseca emotività, la lettura di Poda si è dimostrata, come dichiarato, “non tradizionale”, coinvolgendo il pubblico su un piano visivo e concettuale più che puramente emotivo nel senso più classico.  Il successo della serata è stato amplificato dalle straordinarie performance dei protagonisti.Il baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat, classe ’86, ha vestito i panni di Nabucco con una voce di grande sostanza e presenza scenica.  La direzione magistrale del maestro Pinchas Steinberg ha guidato i 120 orchestrali e il Coro di Fondazione Arena, che hanno saputo rendere al meglio la grandiosità della partitura verdiana, in particolare nel celeberrimo “Va, pensiero”, momento culminante di intensa partecipazione corale.Il tenore messicano-americano Galeano Salas ha interpretato un convincente Ismaele, mentre Alexander Vinogradov ha dato voce a Zaccaria con autorevolezza.  Completano il cast la mezzosoprano Francesca Di Sauro nel ruolo di Fenena, la soprano uruguaiana Maria José Siri in quello di Abigaille, la soprano Elisabetta Zizzo come Anna, il bergamasco Gabriele Sagona nel ruolo del Gran sacerdote di Belo, e Matteo Macchioni come Abdallo.La serata è stata senza dubbio emozionante, vibrante e, come giustamente sottolineato, “scenograficamente coraggiosa” da parte di Stefano Poda.  Un’opera che, pur radicandosi nel passato, si proietta nel presente e nel futuro, offrendo un’esperienza che ha saputo catturare il pubblico non solo a livello uditivo, ma in maniera profonda e avvincente anche a livello visivo ed emotivo.

Un vero e proprio trionfo che rimarrà impresso nella memoria degli spettatori.

 

Lorena Pereira

Fuga dei cervelli: 97 mila laureati in 10 anni lasciano l’Italia, il Paese perde capitale umano e futuro

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Negli ultimi dieci anni, l’Italia ha visto partire circa 97 mila giovani laureati tra i 25 e i 34 anni.Un esodo costante e forse inarrestabile, che rappresenta una delle più gravi emorragie di capitale umano e potenziale economico per il Paese.

Solo nel 2023, l’incremento ha raggiunto un +21,2% rispetto all’anno precedente, con oltre 21 mila giovani che hanno deciso di costruire il proprio futuro lontano dai confini nazionali.

La quota di laureati nella fascia 25-34 anni è passata dal 7,2% del 1992 al 30,6% del 2023, il Paese e il Sistema Universitario Italiano producono menti ma continua a perdere i suoi migliori talenti.Il saldo migratorio dei laureati resta drammaticamente negativo: i rientri sono molto inferiori rispetto alle partenze, e le nuove generazioni altamente formate faticano a trovare motivi validi per restare.

I Nostri giovani, lamentano ed affermano che i fattori alla base di questa emigrazione sono molteplici. La mancanza di opportunità adeguate nel mercato del lavoro italiano, salari non competitivi e un sistema poco meritocratico, spingono molti all’estero, dove i giovani laureati trovano ambienti professionali dinamici, stipendi più alti e concrete prospettive di crescita.

Nei Paesi Bassi e in Belgio, la percentuale di italiani emigrati con laurea raggiunge rispettivamente il 45,1% e il 39,1%.

Secondo un rapporto del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), Il fenomeno ha costi enormi, sia da un punto di vista economico che sociale.Secondo questo Ente Governativo, la perdita di capitale umano legata alla “fuga dei cervelli” potrebbe ammontare a 134 miliardi di euro, una cifra che rischia addirittura di triplicare se si considerano anche i dati sommersi.

La conseguenza più grave è la compromissione del futuro stesso del Paese: meno innovazione, meno competitività, meno sviluppo.Naturalmente leggendo tale rapporto, tale mancanza di visione a lungo termine, si ripercuote sulle pensioni da pagare ai futuri pensionati, sulla Sanità, istruzione, welfare sociale ecc.

Abbiamo bisogno di lavoratori giovani e bravi.

Servono misure di politica pro giovani, una vera e propria inversione di tendenza. Investire nei giovani, creare un mercato del lavoro meritocratico, attrattivo e aperto alla mobilità verticale, garantire stipendi dignitosi e riconoscimento del merito non sono più opzioni, ma necessità.L’Italia non può permettersi di formare talenti per poi lasciarli andare.

Valorizzare chi ha studiato e investito in sé stesso è l’unica strada per costruire una società più giusta, competitiva e sostenibile.

In Conclusione, La “fuga dei cervelli” non è solo un problema demografico o economico: è il sintomo di un Paese che non riesce ancora a premiare il valore.Ma invertire la rotta è possibile, se la politica e le istituzioni sapranno ascoltare e rispondere con visione, coraggio e determinazione, le richieste e le esigenze dei nostri giovani laureati.

Oltre MiCA e euro digitale: le vere sfide della regolamentazione crypto in Europa

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Da tempo ormai sentiamo parlare di regole, vigilanza e autorità nel mondo delle criptovalute.Eppure, nonostante l’apparente fermento normativo, siamo ancora lontani da un sistema capace di tenere il passo con la rapidità tecnica dell’ecosistema blockchain.Lo ha detto senza mezzi termini anche la Banca d’Italia: né l’euro digitale né il regolamento MiCA sono sufficienti a contenere i rischi legati agli asset digitali.

È un segnale che non possiamo ignorare.Per chi è abituato a leggere tra le righe, questa dichiarazione va oltre la cronaca: è un invito a guardarci dentro, a capire dove stiamo andando e perché alcune soluzioni sembrano rassicuranti solo sulla carta.

E non è un caso che mentre si dibatte sull’efficacia dei regolamenti, gli investitori continuino a cercare le prossime crypto a esplodere, sperando di anticipare il mercato prima che la burocrazia se ne accorga.

MiCA: ordine apparente, caos sul campo

C’è una cosa che chi lavora da anni in questo settore impara presto: non tutto ciò che è regolamentato è sicuro.E non tutto ciò che sfugge ai regolamenti è pericoloso.

MiCA, il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività, cerca di portare ordine in un contesto fluido.Ma la sua struttura, pensata nel 2022, si scontra con un 2025 dominato da soluzioni decentralizzate, anonime, e sempre più modulari.

Per esempio, MiCA non tocca nel dettaglio i protocolli DeFi, non affronta con decisione il tema degli smart contract a esecuzione automatica, e lascia fuori i wallet self-hosted.

In pratica, tutto ciò che oggi rappresenta il cuore pulsante dell’innovazione crypto.

Chi si occupa di auditing tecnico lo sa: una cosa è verificare la compliance documentale di un exchange centralizzato, un’altra è tracciare le interazioni tra un DEX, un bridge cross-chain e una liquidity pool costruita su Layer 2.E sono proprio questi nodi non tracciabili che, oggi, portano i rischi più grandi.

L’euro digitale: moneta sì, ma con i freni a mano tirati

L’euro digitale è spesso visto come la risposta europea alle criptovalute private.

Ma non bisogna confondere lo strumento con l’intenzione.Qui non parliamo di una stablecoin algoritmica, né di un token di governance.

Si tratta di una versione elettronica dell’euro, garantita dalla BCE, con limiti chiari di privacy, interoperabilità e uso.

La Banca d’Italia lo ha specificato: l’euro digitale non è nato per sostituire le criptovalute, ma per integrarsi nel sistema dei pagamenti, offrendo un’alternativa pubblica ai mezzi digitali privati.Insomma, una sorta di contante elettronico più efficiente, ma con ben poco a che fare con la filosofia delle crypto native.

Il rischio, in questo contesto, è duplice.

Da un lato, si illudono i cittadini che l’euro digitale possa offrire la stessa libertà di Bitcoin.Dall’altro, si scoraggiano gli sviluppatori dal costruire prodotti più sicuri e trasparenti, perché si punta tutto su soluzioni istituzionali che, nel concreto, limitano l’innovazione.

I pericoli reali: velocità d’attacco superiore alla risposta normativa

Nel mondo crypto, il tempo è la variabile più pericolosa.

Quando un attacco viene scoperto, è spesso già troppo tardi.Basti pensare che un contratto malevolo può prosciugare una liquidity pool in meno di 90 secondi, mentre le autorità impiegano settimane solo per avviare un’indagine.

Chi si occupa di penetration testing su smart contract conosce bene il ritmo degli exploit: vulnerabilità note come reentrancy, overflow, oppure difetti nei meccanismi di token swap, vengono sfruttati da bot automatici che monitorano in tempo reale ogni nuova implementazione su Ethereum, BNB Chain o Arbitrum.

E mentre si discute su quale autorità debba vigilare su cosa, i capitali si muovono in direzioni imprevedibili, spesso verso ecosistemi dove la giurisdizione europea non può nulla.

Educazione tecnica e non solo norme

C’è un principio antico che ogni esperto rispetta: prima si capisce la materia, poi si cerca di regolarla.

E nel mondo delle crypto, questa regola vale doppio.Prima di scrivere leggi, serve costruire consapevolezza.Prima di emettere monete digitali, bisogna formare utenti, sviluppatori e investitori.

Ecco perché affidarsi unicamente a strumenti istituzionali è pericoloso.Non si tratta di respingere l’euro digitale o criticare MiCA.

Si tratta, piuttosto, di affiancarli con un lavoro di alfabetizzazione profonda.Chi investe deve saper leggere un whitepaper, analizzare la distribuzione di un token, riconoscere un honeypot o un exploit potenziale.

Chi costruisce, invece, deve conoscere le best practice di sicurezza, dall’uso di librerie affidabili fino al testing su testnet isolate.

La regolamentazione come parte, non come fine

La Banca d’Italia ha ragione a lanciare l’allarme.Ma il punto è che le regole non bastano mai da sole.

Servono come struttura, non come corazza.Nel mondo crypto, la difesa migliore è la conoscenza.Quella che ti fa fermare prima di cliccare “approva” su un contratto sconosciuto.Quella che ti fa dubitare di un token che promette 10x senza spiegare come.

Quella che ti fa capire, alla fine, che l’unico vero scudo non è il MiCA, ma il saperci muovere con testa e tecnica tra le pieghe del codice e delle dinamiche di mercato.

Il futuro delle crypto europee si giocherà sulla capacità di bilanciare regole e libertà.E se vogliamo davvero costruire un ecosistema sano, dobbiamo imparare a coniugare l’efficienza del digitale con la saggezza di chi ha visto cosa succede quando si sottovaluta una vulnerabilità.

Gaetano Musella: Il “Dieci Magico” che incantò Castellammare e che la città non dimenticherà mai

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Un talento cristallino, abituato a palcoscenici ben più prestigiosi, che scelse Castellammare di Stabia e la Juve Stabia, entrando per sempre nel cuore di una tifoseria intera. Gaetano Musella, per tutti “Nino”, non è stato solo un calciatore per le Vespe, ma un vero e proprio quadro d’autore, una pennellata di pura classe che ancora oggi illumina le gradinate dello Stadio Romeo Menti. Il suo ricordo, vivo e pulsante, è stato celebrato ancora una volta lo scorso 7 giugno, con il settimo memorial a suo nome, a testimonianza di un legame che il tempo non può scalfire.

Arrivato a Castellammare nei primi anni ’90, Musella ci mise pochissimo a incantare il pubblico del Menti. Per un giocatore con la sua tecnica, la sua visione di gioco e il suo passato in categorie superiori, conquistare la piazza fu un’impresa naturale. Il suo tocco di palla era pura fantasia, quasi danzasse sul terreno di gioco con la leggerezza e l’imprevedibilità di un “Sudamericano”. Assist geniali, giocate d’alta scuola e gol mai banali divennero presto il suo inconfondibile marchio di fabbrica. E poi c’erano le sue punizioni: arcobaleni perfetti che si insaccavano beffardi alle spalle dei portieri avversari, mandando in visibilio un’intera generazione di tifosi.

Soprannominato il “Dieci Magico” Musella rappresentava l’essenza del calcio che fa sognare. Era un artista del pallone capace con una giocata di cambiare il volto di una partita e di accendere l’entusiasmo degli spalti. Ma “Nino” non era solo questo. Dietro il calciatore straordinario si celava una persona amata da tutti: dai tifosi che lo veneravano, dalla critica che ne esaltava le gesta e, soprattutto, dai suoi compagni di squadra che ne apprezzavano le immense doti umane ancor prima di quelle calcistiche. Era un capitano vero, un leader silenzioso, che parlava con i piedi e con l’esempio.

La sua prematura scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile, ma il suo ricordo a Castellammare di Stabia è più vivo che mai. Le sue prodezze, la sua classe innata e la sua fantasia lo hanno consacrato come uno dei calciatori più forti e rappresentativi della storia gialloblù. Mentre nomi come Roberto Amodio detengono il record di presenze e talenti più recenti come Andrea Adorante hanno infiammato la piazza con i loro gol, la figura di Musella si colloca su un piano diverso, quasi mitologico.

Il suo impatto non si misura solo in statistiche ma nell’emozione che sapeva generare e nel legame viscerale creato con la gente di Castellammare. Era il simbolo di un calcio romantico e spettacolare, un “quadro” prezioso che la città custodisce gelosamente. Il settimo memorial a lui dedicato è la conferma che certe storie, certi amori, non finiscono. E il nome di Gaetano Musella continuerà a riecheggiare per sempre al Menti, come il più bel coro, come la più magica delle giocate.

Formula Uno, GP Canada 2025: le pagelle di Carlo Ametrano

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George Russell ha vinto il GP del Canada.Il pilota britannico ha chiuso davanti a Max Verstappen e al super Kimi Antonelli, che ha conquistato il suo primo podio in Formula 1 alla sola età i 18 anni.

Leclerc chiude quinto, davanti a Hamilton (sesto).Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno.

Con lo scrittore è stato fatto il punto sul Gran Premio svolto ieri a Monaco.Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“Ottima Mercedes e grande prova da parte di Russell, con anche un super podio da parte di Antonelli.

Ferrari sempre più un disastro: vergognoso, darò zero a tutti, lo dico già da adesso”.

Primo posto per la super Mercedes di Russell.Voto?

“Straordinario weekend e super prova.

Pole position al sabato e vittoria anche in gara.Voto 10 e lode”.

Seconda piazza per Max Verstappen.

Voto?

“Ha fatto il suo, non è riuscito a superare Russell ma ha comunque chiuso secondo.Di più non poteva fare.

Voto 7″.

Terzo posto per un super Kimi Antonelli.Che ne pensi?

“Meraviglioso.

Antonelli è stato incredibile.E parliamo di un pilota italiano.

Voto 10 e lode”.

Quarta piazza per Oscar Piastri.Voto?

“Quarto posto sono punti importanti per lui e per il team, considerando soprattutto il disastro di Norris.

Voto 6″.

Quinto invece Leclerc.Che ne pensi?

“Sono stanco di parlare di Ferrari.

Male, ancora una volta.Può questa squadre chiudere quinta o sesta e dire di aver fatto bene?

Voto zero”.

Sesta piazza per Lewis Hamilton.Come valuti la sua gara?

“Stesso discorso per lui.

Voto zero”.

Che mi dici della prova e della settima posizione di Alonso?

“Buona gara, bello vederlo andare a punti.Voto 6”.

Segue Hulkenberg.

Voto?

“Sempre a punti, ho detto che è un pilota fortissimo e che meriterebbe di più.Voto 6.5”.

Che voto dai al nono posto di Ocon?

“Nono posto, buon risultato per la Haas considerando che non partiva dalla zona punti.

Voto 6″.

Cosa mi dici invece della decima piazza di Sainz?

“Niente di straordinario, ma comunque va a punti.Voto 6”.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo dando appuntamento con il pagellone tra due settimane con il GP d’Austria.

Per salutarci ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

“Sono stati mesi incredibili!Sono di ritorno da Roma, grandissima esperienza all’Orgoglio Motoristico Romano, organizzato come sempre benissimo dal presidente Stefano Pandolfi.

Sono stato anche a Imola, dove ho visto il GP!Una bellissima esperienza e soprattutto un’altra bella pagina chiusa.

Siamo reduci inoltre anche dal fantastico Senna Day!Davvero grandioso, è stato un evento eccezionale alle Cantine Zuffa.

Un grazie ai tanti che sono venuti, tra cui una tv brasiliana, e che hanno passato con noi questa splendida serata.Per me è un sogno essere l’organizzatore di questo evento.

Ci tenevo a ringraziare Odeon tv con Filippo Gherardi, Martina Renna e Federica Afflitto per avermi confermato per questa nuova stagione di F1.Gli appuntamenti non finiscono qua: spazio a settembre al Minardi Day”.

Lite nella masseria finisce in tragedia, 17enne morto a Caserta

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(Adnkronos) – Tragedia nel tardo pomeriggio di ieri a Sant’Angelo in Formis, frazione del comune di Capua, in provincia di Caserta.Secondo quanto si apprende, una violenta lite a colpi di coltello si sarebbe scatenata nel locale cucina di una masseria e un giovane di 17 anni, forse un lavoratore in nero, è morto subito dopo l’arrivo dei soccorsi. È ricoverato in codice rosso all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta anche un altro uomo, mentre una donna – parente del proprietario della struttura – è rimasta ferita.

Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Capua.  

Vertice Juve Stabia, slitta l’incontro Langella – Lovisa per il rinnovo del contratto: Futuro ancora incerto

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Si allungano le ombre sul futuro della Juve Stabia. L’atteso incontro tra il presidente Andrea Langella e il direttore sportivo Matteo Lovisa, cruciale per il rinnovo del contratto di quest’ultimo, è stato posticipato di 48 ore. Una “fumata grigia” che alimenta la preoccupazione tra i tifosi gialloblù, ansiosi di programmare la prossima stagione dopo un’annata strepitosa. La decisione, inizialmente attesa per questo fine settimana, è ora rimandata a martedì, lasciando tutti con il fiato sospeso.

Ogni giorno che passa senza una decisione è un giorno perso per la pianificazione del futuro. La Juve Stabia, reduce da un campionato esaltante, ha bisogno di certezze per affrontare al meglio le sfide che verranno. Lovisa, il cui legame con Castellammare è profondo, ha ricevuto diverse offerte da altre società, ma la sua priorità rimane un accordo con le “Vespe”.

La distanza tra le parti non riguarda solo gli aspetti economici del compenso del D.S. pur presenti nel dibattito. Sebbene lo stipendio (compresi bonus e percentuali sulle plusvalenze) e la durata del contratto siano punti di discussione su cui si può trovare un’intesa, la vera spina nel fianco è l’operatività del direttore sportivo sul prossimo calciomercato. Al centro della discussione ci sono il budget a disposizione e le logiche contrattuali che coinvolgeranno allenatore, calciatori e le commissioni per i procuratori. Lovisa, giustamente, non cerca solo un aumento di stipendio significativo (meritato per il lavoro svolto e in linea con le figure di spicco in Serie B), ma soprattutto la possibilità di lavorare con maggiore autonomia e serenità. Il suo obiettivo è confermare le proprie ambizioni e, se possibile, replicare il successo dell’ultima stagione.

Queste 48 ore di rinvio non sembrano promettere nulla di buono. L’impressione diffusa è che le posizioni tra Langella e Lovisa rimangano distanti con entrambe le parti ferme sui numeri discussi in settimana.

Una situazione che, a nostro avviso, si fa sempre più pericolosa. Mentre le altre squadre si stanno già organizzando per la prossima stagione, il mancato accordo tra Langella e Lovisa potrebbe creare uno scossone significativo nell’ambiente gialloblù. Si dice che la continuità sia alla base del successo. Se con mister Pagliuca il desiderio di proseguire il percorso si è scontrato con la volontà dell’allenatore di intraprendere nuove strade per l’ambizione di quest’ultimo, con Lovisa la possibilità di un accordo c’è perchè il direttore sportivo, si trova bene a Castellammare e conosce a fondo la piazza, e vorrebbe continuare il proprio lavoro. Tuttavia, in queste situazioni, non si può tirare troppo la corda perché il rischio che si spezzi è concreto.

Riusciranno Langella e Lovisa a trovare un’intesa nelle prossime ore, o la “fumata grigia” si trasformerà in qualcosa di negativo con la fumata nera?

Juve Stabia: Si parla di calciatori, allenatori e dirigenti, anche il Presidente merita una menzione speciale

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In ogni grande impresa, che sia sportiva o meno, si tende a celebrare gli eroi del campo: i calciatori con le loro giocate, gli allenatori con le loro strategie e i dirigenti con le loro scelte. Ma la storia recente della Juve Stabia, un meraviglioso racconto di rinascita e ambizione, non può prescindere dalla figura del suo Presidente, Andrea Langella. È lui l’armatore della nave gialloblù che, dopo aver navigato in acque agitate, è finalmente approdata al porto tanto desiderato di Itaca, la Serie B, con lo sguardo già rivolto a nuovi orizzonti.

Una nave, quella stabiese, costruita con un progetto nato da lontano che ha dovuto però superare non poche tempeste. Le nuvole nere di una dolorosa retrocessione e di anni difficili sembravano non voler lasciare il cantiere gialloblù. L’addio dell’ex presidente Franco Manniello aveva lasciato un vuoto e la squadra faticava a ritrovare un’identità con uno stadio Romeo Menti che rifletteva la tristezza di un’intera tifoseria.

Poi, la svolta: Con passione e determinazione il Presidente Langella ha ripreso in mano il timone deciso a invertire la rotta. La mossa decisiva è arrivata con l’intuizione di affidare la direzione tecnica alla coppia composta da Matteo Lovisa e dal tecnico Guido Pagliuca. È stato l’inizio di un nuovo viaggio, la costruzione di una squadra a immagine e somiglianza del suo allenatore: tenace, organizzata, mai doma. Un percorso che ha riportato la Juve Stabia nel calcio che conta, tra i cadetti, al termine di una cavalcata trionfale nella stagione 2023-2024.

Ora, in questo 2025, la sfida si è fatta ancora più ardua. La Serie B è un campionato dove ogni partita è una battaglia e ogni punto va sudato fino all’ultimo secondo. Eppure, la strada intrapresa per la salvezza sembra quella giusta. L’obiettivo è difficile ma la compattezza della “ciurma” gialloblù e la guida sicura del suo “armatore” lasciano ben sperare che non sia impossibile da raggiungere.

Andrea Langella si è confermato in questi anni il primo tifoso della Juve Stabia, un uomo di grande passione per i colori gialloblù ma anche una personalità sempre in prima fila nelle iniziative sul territorio. Un impegno che testimonia un profondo legame e un segno importante di vicinanza non solo verso la squadra ma verso l’intera città di Castellammare.

Il 2024 ha segnato una novità assoluta e di portata storica: l’ingresso nella casa gialloblù della Brera Holding, società quotata al Nasdaq. Per la prima volta il calcio a Castellammare di Stabia assume una dimensione internazionale. Langella ha sempre posto l’accento su un dogma fondamentale: la sostenibilità. Tenere i conti in regola non è solo un’opzione, ma una necessità per garantire un futuro solido. L’operazione con Brera Holdings si inserisce perfettamente in questa visione mirando non solo a rafforzare la struttura finanziaria del club ma anche a far crescere il brand Juve Stabia a livello globale.

La Juve Stabia, sotto la presidenza Langella, non è più solo la partita del sabato. È diventata un cantiere di idee e progetti, una sfida continua dove il Presidente lavora senza sosta per assicurare un avvenire roseo ai colori che rappresenta. Se a Guido Pagliuca è stato associato il mitico viaggio verso Itaca, ad Andrea Langella va riconosciuto il merito di aver tracciato la rotta verso un’oasi felice.

In questo nuovo anno la prossima destinazione è ancora da scrivere. Ma una certezza accompagna i sogni dei tifosi: l’intera ciurma è pronta a salpare per nuovi affascinanti viaggi con la speranza di regalare alla città altre vittorie da scolpire nella storia.

Juve Stabia, Maistro e Mosti: La staffetta del talento che ha illuminato la stagione delle Vespe

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La stagione della Juve Stabia è stata una vera e propria epopea calcistica, un romanzo appassionante con due protagonisti che, seppur in momenti diversi, hanno saputo accendere la scintilla e trascinare le Vespe. Fabio Maistro nel girone d’andata e Nicola Mosti in quello di ritorno: una staffetta del talento che ha permesso alla squadra di Mister Guido Pagliuca di sognare in grande e di raggiungere traguardi importanti.

Maistro, il Mago del Girone d’Andata

Nei primi mesi di campionato, il Menti ha danzato al ritmo dettato da Fabio Maistro. Arrivato a Castellammare con grandi aspettative, il fantasista ha ripagato ogni fiducia riposta in lui con prestazioni di altissimo livello. Gol e assist che hanno incantato il pubblico, una visione di gioco superiore, la capacità di verticalizzare e la precisione chirurgica sui calci piazzati lo hanno reso fin da subito un elemento imprescindibile per le Vespe. Maistro era il vero e proprio fulcro della manovra offensiva, l’uomo in grado di accendere la luce e creare pericoli in ogni zona del campo. La sua leadership tecnica lo aveva proiettato tra i migliori centrocampisti del girone, un autentico trascinatore per una Juve Stabia che sognava in grande.

Poi, in maniera quasi inspiegabile, qualcosa è cambiato. Nel girone di ritorno, il nome di Fabio Maistro ha iniziato a comparire sempre meno tra i protagonisti. Le sue presenze si sono diradate, le prestazioni sono calate e quella scintilla che lo aveva contraddistinto nella prima parte di stagione si è spenta. Le motivazioni di questo calo rimangono, almeno in parte, avvolte nel mistero.

Mosti, la Scintilla del Ritorno

Proprio quando il sole sembrava tramontare su Maistro, è sorto quello di Nicola Mosti. Il centrocampista, o se preferite il fantasista, ha iniziato a diventare maledettamente utile e determinante. Con il passare delle giornate, Mosti ha preso per mano la squadra nel girone di ritorno, offrendo prestazioni di altissimo livello. La sua dinamicità, la capacità di inserirsi senza palla e la concretezza sotto porta lo hanno reso un elemento fondamentale per la Juve Stabia. Assist decisivi e una costante presenza nel vivo del gioco lo hanno trasformato in uno dei trascinatori della seconda parte di stagione.

Questa staffetta simbolica ha evidenziato come, nel calcio, il rendimento di un singolo possa variare drasticamente, ma anche come la squadra possa trovare sempre nuove risorse per continuare il proprio cammino. Mentre Maistro resterà l’indimenticabile protagonista del girone d’andata, Mosti ha saputo conquistare il suo spazio e prendersi la scena nella seconda parte della stagione, dimostrando che il talento, prima o poi, trova sempre il modo di emergere.

Oltre una Penna… C’è una Famiglia: La Cena di Fine Stagione di Juve Stabia Live

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Giovedì 12 giugno 2025, si è tenuta una serata speciale per i collaboratori di Juve Stabia Live, un progetto editoriale che, come recita il loro motto, è “molto più di una semplice penna”. Presso “C’è Posto per Te”, l’accogliente locale dell’amico e sponsor di lunga data Pasquale Esposito, si è svolta la tradizionale cena di fine stagione, un momento di ritrovo che ha consolidato ancora una volta il forte spirito di famiglia che anima il gruppo.

L’amicizia e il rispetto reciproco hanno caratterizzato l’intera serata, trasformandola in un vero e proprio incontro familiare, lontano dalla frenesia delle scadenze e degli articoli. È doveroso, per chi vi segue con affetto tutto l’anno – tifosi, follower, amici e amiche – raccontarvi di questa bellissima serata, perché dietro ogni parola scritta, c’è un legame profondo che va ben oltre la professione.

La serata è iniziata con un momento di “formazione” condotto dal Direttore Mario Vollono. Prima della cena, ha riunito alcuni membri del team per illustrare le modalità di pubblicazione e condivisione degli articoli in vista della nuova stagione. Al termine di questa sessione tecnica, il Direttore ha rivolto parole sentite e piene di gratitudine a tutto il gruppo: “Quest’anno sono accadute molte cose, mi sono ritrovato da solo nel portare avanti il progetto e quindi ci tengo a ringraziare ognuno di voi per avermi teso una mano di aiuto e per non avermi abbandonato nonostante le mille difficoltà che ogni stagione presenta. Grazie anche e soprattutto a voi se siamo arrivati alla fine di questa ennesima stagione provando a raccontare nel migliore dei modi il cammino della Juve Stabia. Ora siamo qui a progettare nuovi scenari per il prossimo campionato. Grazie davvero.”

Parole che rispecchiano la dedizione e la passione del Direttore Vollono, al quale va il ringraziamento di tutto il gruppo per la sua bontà, disponibilità e genuinità. Un professionista serio, sempre pronto a dare consigli preziosi a chi ne ha bisogno. Grazie, Direttore!

Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche a Mario Di Capua, presente alla serata in veste di fondatore del progetto editoriale Juve Stabia Live e, attualmente, Direttore della Comunicazione della nostra amata Juve Stabia. L’emozione era palpabile anche in lui, che ha rivissuto insieme al gruppo tutti i momenti salienti dell’ultimo campionato. Possiamo testimoniare la sua umiltà e disponibilità in ogni momento, dimostrandosi un prezioso supporto per tutta la stampa stabiese, messa sempre nelle migliori condizioni possibili nello svolgere il proprio lavoro.

In conclusione, anche noi possiamo dirci soddisfatti di aver concluso un “buon campionato” e siamo già proiettati verso i nuovi impegni della prossima stagione. Con la nostra penna sempre pronta, vi aggiorneremo in tempo reale su tutte le notizie delle nostre Vespe.

Tifosi, tifose, amici, amiche e follower tutti, vi aspettiamo sempre numerosi al nostro seguito. Se siamo ancora qui a organizzarci e a dedicarci a questo progetto, lo dobbiamo soprattutto a voi, che con il vostro affetto ci date la spinta per proseguire il nostro impegno.

FORZA, FORZA, FORZA JUVESTABIA!