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Mantova – Juve Stabia, Modesto: Prestazione bellissima e gruppo unito. Un passo avanti verso l’obiettivo

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Il Mantova brilla sotto i riflettori del Danilo Martelli e supera la Juve Stabia con un netto 2-0 nella 29ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026. Tre punti pesanti, ottenuti non solo con il cinismo richiesto alla vigilia, ma anche attraverso un’espressione di gioco corale che ha entusiasmato i tifosi. Al termine del match, il tecnico dei virgiliani, Francesco Modesto, ha analizzato con grande lucidità la prova di maturità della sua squadra.

Personalità e approccio tattico perfetto

Rispetto alla tensione vista nella precedente gara interna contro la Carrarese, il Mantova è sceso in campo con un piglio diverso. “L’episodio fortunato ce lo siamo andati a cercare” ha esordito Modesto, sottolineando come l’ottimo approccio iniziale abbia indirizzato la gara. “Sapevamo che avversario fosse la Juve Stabia. I ragazzi hanno fatto una prestazione bellissima sotto tutti i punti di vista, sia tecnico che tattico”.

La squadra si è dimostrata preparata anche di fronte all’assetto tattico dei gialloblù (scesi in campo con due esterni larghi a ridosso dell’attacco), leggendo bene le linee di passaggio e anticipando sistematicamente i trequartisti avversari grazie all’ottimo lavoro di scalata di giocatori come Kouda e Meroni. La successiva superiorità numerica (11 contro 10) è stata gestita con intelligenza, un fattore che nel calcio moderno non è mai scontato.

Il fattore Bragantini: talento da tenere “acceso”

Tra i protagonisti assoluti di questo Mantova c’è sicuramente Bragantini, giunto al suo quarto centro nelle ultime tre gare casalinghe. Il tecnico non nasconde l’importanza del suo attaccante, ma mantiene alta l’asticella delle pretese: “È un ragazzo speciale, può creare superiorità, andare in gol o fare assist. Deve però dare sempre il massimo e stare ‘acceso’. Ogni tanto, quando lo vedo camminare in campo, glielo faccio notare per rimetterlo in moto”. Una gestione bastone e carota che sta evidentemente dando i suoi frutti.

Spirito di gruppo e una difesa coraggiosa

Oltre alla tattica, a fare la differenza è la coesione dello spogliatoio. Piccoli gesti, come l’abbraccio tra Marras e Mensah prima di un ingresso in campo, certificano l’unità d’intenti della rosa. “Hanno uno spirito incredibile. È un gruppo sano, in cui lo zoccolo duro e i nuovi arrivati hanno creato un clima bellissimo. Faccio fatica anche ad alzare la voce in allenamento perché capiscono da soli l’importanza del lavoro”, ha ammesso l’allenatore.

Sul fronte difensivo, nonostante due brividi (tra cui una traversa colpita dalla Juve Stabia sugli sviluppi da palla inattiva e una disattenzione nel secondo tempo), la squadra ha tenuto bene il campo. Modesto difende e valorizza il coraggio del suo reparto arretrato: “I miei difensori rischiano molto perché giocano alti a tutto campo. Non è semplice marcare in Serie B con questo approccio, ma è ciò che ci permette di creare poi tante situazioni in avanti”.

I giovani e la rincorsa alla salvezza

C’è spazio anche per gli elogi ai giovani che si stanno integrando sempre di più negli ingranaggi della squadra, con una menzione speciale per Kouda e Benaissa (quest’ultimo in piena fase di apprendimento sia tattico che linguistico). “Hanno tutti voglia di mettersi al servizio della squadra. Ogni partita abbiamo bisogno del contributo di chiunque, anche solo per un minuto”.

Ora il mirino si sposta sulla prossima e delicata trasferta di Empoli. Il tabù dei tre punti fuori casa (che mancano dalla trasferta di Padova) è il prossimo ostacolo da superare per dare continuità a un filotto di quattro prestazioni convincenti. L’obiettivo rimane chiaro: conquistare la salvezza il prima possibile. “Se ci sarà da soffrire fino all’ultimo secondo, io ci sto,” conclude un pragmatico e fiducioso Francesco Modesto. “L’importante è continuare a combattere”.

Mantova – Juve Stabia (2-0): Le pagelle dei gialloblù

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Il verdetto del campo punisce una Juve Stabia apparsa meno brillante del solito. Nella cornice del “Danilo Martelli”, le Vespe incappano in un pomeriggio storto per la 29ª giornata di Serie BKT, cedendo il passo a un Mantova più cinico e padrone del palleggio.

Nonostante un avvio di gara coraggioso, la squadra di Castellammare ha pagato a caro prezzo alcune disattenzioni difensive e l’ingenuità di Pierobon che si fa espellere dopo 25 minuti per doppia ammonizione. Lo 0-2 finale fotografa una gara in cui la grinta non è bastata a colmare il gap di lucidità contro i virgiliani. Nelle pagelle che seguono, analizziamo chi ha provato a tenere a galla la baracca e chi, invece, è affondato sotto i colpi dei padroni di casa.

BOER 6,5: Nonostante il continuo attaccare del Mantova, poche occasioni nello specchio della porta a quale il giovane portiere prelevato dalla Roma risponde sempre presente, anche oggi nulla può sui due goal subiti .

DALLE MURA 6: Svolge sempre con semplicità i suoi compiti assegnati , il Mantova dalle sue parti non riesce mai ad essere pericolo , Bellich può recuperare con calma .

GIORGINI 6: Oggi venendo a mancare il filtro di centrocampo ha faticato più del dovuto per disinnescare gli attacchi del Mantova , ha sempre cercato la costruzione dal basso ma non c’era collaborazione, sfortunato sull’occasione della traversa colpita che poteva portare al goal .

DIAKITÉ 6,5: Con la sua fisicità lotta con gli avversari , molte volte ne esce vincitore però si perde negli appoggi di ripartenza tutto sommato nel grigiore della partita sufficiente prestazione.

CARISSONI 5: Approccio sottotono, disattento nel seguire gli uomini come nell’occasione del primo goal del Mantova , giusta e tardiva la sua sostituzione. Resta un calciatore dal quale ci si aspetta di più . Dal 46’ MANNINI 5,5: È entrato in una partita già compromessa al primo tempo , non si è capito il compito affidatogli, è sembrata una sostituzione errata .

PIEROBON 4,5: Insufficienza piena e meritata , nei minuti giocati si è visto solo in occasione dei due falli fatti inutilmente ai danni del Mantova che lo hanno portato all’espulsione compromettendo la partita che già era iniziata male.

LEONE 6,5: Nella cattiva giornata che ha coinvolto la squadra, ha cercato di dettare i tempi di gioco , ma non trovando collaborazione dai colleghi di riparto dando l’impressione di essere un genio incompreso.

CORREIA 5,5: Oggi anche lui entra sottotono e disattento, vedi occasione del secondo goal del Mantova, ammonito , sostituito giustamente . Dal 46’RICCIARDI 6: È stato schierato al posto di CARISSONI come quinto di destra , ha fatto meglio del compagno senza impegnarsi notevolmente, giocando nel suo ruolo ha messo in mostra le sue qualità con buone giocate , utile per il continuo della stagione.

CACCIAMANI 5,5: Coinvolto anche lui nella cattiva prestazione di tutto il centrocampo, poche palle giocate e tanto nervosismo,che di fatti si fa ammonire per reazione . Dal 65’ OKORO 5: Non entra con il piglio e la cattiveria agonistica nonostante partita già compromessa, nessuna giocata di rilievo, da un nazionale under 20 ci si aspetta di più.

DOS SANTOS 5,5: Non riesce ad esprimere le sue qualità, schierato nel 3-4-3 è stato poi costretto a cambiare posizione in campo ( causa espulsione Pierobon) , giocando ancora in una posizione non sua , si apprezza l’impegno, da rivedere. Dal 46’ MOSTI 5,5: Entra per dare più dinamismo nella fase offensiva e aiutare Leone nella dí interdizione,c ompito non sempre riuscito , non è ancora attrezzato per i miracoli.

GABRIELLONI 5: Lasciato isolato all’attacco gioca sempre spalle alla porta non saltando mai l’uomo , solo qualche spizzata di testa per il signor nessuno. Anche oggi maltrattato dai difensori avversari e poco protetto dall’arbitro, ma questa non deve essere una scusante. Dal 57’BURNETE 5:Partita senza piglio da solo porta un inutile pressing sui difensori. Quanta ci manca Candellone .

BEGGI/ABATE 5: Il Mantova si schiera con un 3-4-2-1 e va a prendere la Juve Stabia, con un pressing alto mettendo in difficoltà le Vespe. Dalla panchina e dalla tribuna non riescono a trovare le contromosse adatte. Anche oggi non convince la formazione iniziale e le sostituzioni in corso d’opera, non è chiara la gestione di Mosti che se non era in grado di giocare dal primo minuto , per presunti problemi fisici , perché rischiarlo in una partita già compromessa. Non è capito che apporto doveva dare Mannini in questa partita. Si continua a ribadire che questi calciatori non sono ancora pronti per fare un campionato da vertice, forse anche lo staff tecnico non è pronto per campionati di vertice in serie B visto la discutibile gestione delle ultime partite, ci sta che serva ancora fare tanta esperienza. Resta comunque un campionato all’altezza dell’obiettivo primario dichiarato: la permanenza in cadetteria, e non è un aspetto scontato.

Mantova – Juve Stabia (2-0), Lovisa: La squadra è stata molle, non ci sono alibi. Sabato serve un Menti pieno

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Una sconfitta che brucia e che impone una profonda riflessione in casa Juve Stabia. Al termine della gara persa per 2-0 contro il Mantova, valida per la 29esima giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, il Direttore Sportivo delle Vespe, Matteo Lovisa, ci ha messo la faccia. Nelle sue parole non c’è spazio per le scuse, ma solo un’analisi lucida del momento e una chiara chiamata a raccolta in vista dei prossimi impegni.

Un approccio da rivedere e i meriti dell’avversario

Il ko del “Martelli” allunga a cinque la striscia di partite senza vittorie per la formazione gialloblù. Un campanello d’allarme che il DS non ha intenzione di ignorare, partendo proprio dall’analisi dei 90 minuti: “È stata una sconfitta meritata – ha esordito Lovisa –. Il Mantova ha giocato con il coltello tra i denti, mentre noi abbiamo avuto un approccio alla gara troppo leggero. Al momento abbiamo ancora una buona posizione in classifica, ma l’atteggiamento della squadra deve assolutamente cambiare. Mi aspetto una mentalità diversa già da sabato”.

Niente scuse sull’emergenza: “Siamo responsabili, ma niente allarmismi”

La Juve Stabia è arrivata a Mantova con diverse defezioni, ma il Direttore Sportivo ha categoricamente respinto l’ipotesi di utilizzare le assenze come giustificazione per la prestazione opaca: “Gli infortuni non devono essere un alibi. Non ero preoccupato per i ragazzi a disposizione: avevamo 11 calciatori di movimento in campo e 6 in panchina, un numero sufficiente per fare un certo tipo di gara che, purtroppo, non c’è stata”.

Lovisa ha poi allargato lo sguardo, assumendosi in prima persona le colpe del momento no, ma predicando calma: “Mi assumo anche io le responsabilità di questo periodo, fa parte del ruolo. Tuttavia, non dobbiamo fare allarmismo, non serve a nulla. Per ricompattare l’ambiente nessun tesserato parlerà prima di sabato.”

L’appello ai tifosi: contro la Carrarese serve l’uomo in più

Con il traguardo che si avvicina, il focus si sposta immediatamente sulla matematica e sugli obiettivi stagionali. La Serie B è un campionato insidioso e la salvezza va messa in cassaforte il prima possibile.

“Mancano 9 partite alla fine – ha ricordato Lovisa – e dobbiamo fare presto questi punti, perché da qui in avanti ogni squadra darà il massimo per raggiungere i propri obiettivi stagionali”. Da qui, l’appello finale e accorato al popolo gialloblù per il prossimo, delicatissimo incrocio di campionato: “Dobbiamo fare velocemente i punti salvezza, e per questo ci vuole un ‘Menti’ pieno contro la Carrarese”.

La palla ora passa al campo e a mister e giocatori, chiamati a tradurre le parole del ds in una reazione d’orgoglio già dal prossimo weekend.

Mantova – Juve Stabia: 2-0 (21′ Bragantini 47′ Mancuso)

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Il campionato di Serie BKT 2025-2026 non si ferma e, per la 29ª giornata, fa tappa allo stadio “Dino Martelli”. In una domenica speciale, quella dell’8 marzo, la festa della donna incrocia la passione per il calcio in un match che promette scintille e, soprattutto, tanta voglia di rivalsa. Con fischio d’inizio alle ore 15:00, Mantova e Juve Stabia si affrontano in un momento cruciale della stagione, dove ogni punto inizia a pesare come un macigno per le rispettive ambizioni.

Voglia di riscatto

Entrambe le formazioni arrivano a questo appuntamento con il dente avvelenato. La Juve Stabia deve smaltire l’amarezza del “pareggio beffa” maturato al Menti contro la Sampdoria: una ferita ancora aperta che le Vespe vogliono chiudere subito con una prestazione di carattere in trasferta. Dall’altra parte, i padroni di casa del Mantova cercano di ritrovare il feeling con la vittoria dopo lo stop esterno subito contro il Palermo, pronti a sfruttare il fattore campo per rilanciarsi in classifica.

Assenze pesanti e il “Fattore Ex”

La sfida sarà condizionata da assenze pesanti su entrambi i fronti, soprattutto a livello di leadership:

  • In casa Juve Stabia: Panchina orfana di Mister Abate, squalificato e sostituito dal suo vice Beggi. Non sarà della partita nemmeno il D.S. Lovisa che non potrà come suo solito accomodarsi in panchina, anch’egli fermato dal giudice sportivo. Un test di maturità per il gruppo, chiamato a mostrare compattezza anche senza la sua guida principale a bordo campo.

  • In casa Mantova: Pesa l’assenza di Federico Zuccon. Il grande ex della sfida, atteso per il suo passato in gialloblù, mancherà per squalifica, privando i virgiliani di un elemento chiave nel cuore del centrocampo.

Sarà una battaglia di nervi, tattica e cuore. Chi riuscirà a farsi il regalo più bello in questa domenica di festa?

TABELLINO

Mantova (3-4-2-1): Bardi, Meroni, Cella, Castellini, Radaelli (62′ Maggioni), Trimboli, Kouda (62′ Wieser), Benaissa (54′ Goncalves), Bragantini (73′ Marras), Buso, Mancuso (73′ Mensah)

A disposizione: Andrenacci, Vukovic, Dembelè, Chrysopoulos, Falletti, Caprini, Paoletti

Allenatore: Francesco Modesto

Juve Stabia (3-4-3): Boer; Diakitè, Giorgini, Dalle Mura; Carissoni (45′ Ricciardi), Correia (45′ Mosti), Leone, Pierobon; Cacciamani (65′ Okoro), Gabrielloni (58′ Burnete), Dos Santos (45′ Mannini).

A disposizione: Signorini, Vetrò, Ciammaglichella, Kassama, Torrasi

Allenatore: Cesare Beggi (squalificato Ignazio Abate).

Direttore di gara: Sig. Ivano Pezzuto della sezione AIA di Lecce

Primo Assistente sig. Andrea NIEDDA della sezione AIA Ozieri)

Secondo Assistente:sig. Mattia PASCARELLA della sezione AIA Nocera Inferiore

IV° ufficiale: sig. Jules Roland ANDENG TONA MBEI della sezione AIA Cuneo

VAR

VAR: sig. Francesco MERAVIGLIA della sezione AIA Prato

AVAR: sig. Federico DIONISI della sezione AIA L’Aquila

Marcatori: 21′ Bragantini, 47′ Mancuso

Angoli: 5 – 1

Ammoniti: 10′ Pierobon 38′ Correia 47′ Benaissa 51′ Diakitè 57′ Radaelli 57′ Cacciamani 83′ Mannini 85′ Dalle Mura 91′ Mosti

Espulsi: 25′ Pierobon

Recupero: 2 min p.t. – 4 min s.t.

Note: Terreno in erba naturale.

PRIMO TEMPO

Al 10′ ammonito Pierobon per fallo su Radaelli

21′ Mantova in vantaggio: La Juve Stabia perde palla a centrocampo con Trimboli che serve Benaissa sulla fascia che brucia in velocità Carissoni sulla fascia e la mette in mezzo per Bragantini che si inserisce tra Giorgini e Pierobon e batte Boer con un potente e preciso tiro all’incrocio con la palla che sbatte sotto la traversa e finisce in rete.

24′ Ancora Mantova: Sulla linea di fondo fallo di Radaelli su Leone non ravvisato dall’arbitro, l’esterno del Mantova entra in area e prova a servire un compagno, la difesa della Juve Stabia con Diakitè libera l’area.

25′ Seconda ammonizione per Pierobon per fallo su Castellini, il centrocampista gialloblù viene espulso

33′ Juve Stabia vicina al pari: Sugli sviluppi di una punizione battuta da Dos Santos la palla arriva in area con Gabrielloni che di testa serve Giorgini al centro dell’area che a sua volta calcia di prima intenzione colpendo in pieno la traversa.

38′ Ammonito Correia per fallo su Kouda

43′ Ripartenze veloce del Mantova con Bragantini che sulla trequarti vede l’inserimento Kouda, lo serve, ma il centrocampista di casa si lascia ipnotizzare da Boer che di piede gli respinge il tiro

Il direttore di gara concede 2 minuti di recupero

47′ Raddoppio del Mantova: Cacciamani libera l’area, Kouda la riprende da fuori area e serve Bragantini che appoggia per Mancuso che da fuori calcia a volo infilando la palla all’incrocio dei pali dove Boer non ci può arrivare.

SECONDO TEMPO

La Juve Stabia sostituisce Carissoni, Dos Santos e Correia con Ricciardi, Mannini e Mosti

47′ Benaissa trattiene Ricciardi che stava ripartendo in contropiede e si guadagna l’ammonizione

51′ Ammonito Diakitè per fallo al limite dell’area su Buso

54′ Nel Mantova esce Benaissa ed entra Goncalves

57′ Ammonito Radaelli per fallo su Cacciamani che viene a sua volta ammonito per una reazione sul calciatore di casa. L’esterno della Juve Stabia salterà per squalifica la prossima gara al Menti contro la Carrarese

58′ Nella Juve Stabia esce Gabrielloni ed entra Burnete

62′ Nel Mantova entrano Maggioni per Radaelli e Wieser per Kouda

65′ La Juve Stabia sostituisce Cacciamani con Okoro

67′ Mantova vicino al tris con Mancuso che riceve palla davanti a Boer ma pecca di precisione sparando addosso al portiere ospite

69′ Mantova ancora pericoloso con Meroni che crossa per Buso, provvidenziale intervento di Ricciardi in angolo

73′ Il Mantova fa entrare Marras per Bragantini e Mensah per Mancuso

80′ Primo vero tentativo della Juve Stabia con Ricciardi che dalla trequarti fa partire un tiro ad incrociare sul secondo palo che finisce di pochissimo a lato alla destra di Bardi

83′ Ammonito Mannini

85′ Ammonito Dalle Mura per fallo su Marras lanciato a rete

Il direttore di gara concede 4 minuti di recupero

91′ Ammonito Mosti per fallo su Trimboli

La partita finisce con la vittoria del Mantova che approfitta dell’ingenuità di Pierobon che si fa espellere al 25′ minuto del primo tempo lasciando la Juve Stabia già in emergenza in 10 uomini per gran parte del match. Per la prossima gara oltre a Pierobon mancherà anche Cacciamani in diffida e ammonito quest’oggi, altre 2 assenze da gestire per la gara con la Carrarese. La salvezza è ad un passo ma conquistarla quanto prima in questa situazione fisica sarà l’imperativo delle prossime gare.

Il nuovo scavo della Villa di Poppea apre al pubblico

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Maschere di scena, figure di pavoni dai vivaci colori conservati intatti sotto strati di cenere e lapillo, impronte di alberi e nuovi raffinati ambienti che stanno emergendo dallo scavo di ampliamento della villa di Poppea – la sontuosa dimora attribuita alla seconda moglie di Nerone presso il sito di Oplontis a Torre Annunziata (Napoli) – potranno essere ammirati durante il cantiere in corso. Dal 12 febbraio ogni giovedì, dalle ore 10:30 alle 12:00, i visitatori muniti di regolare biglietto di accesso alla Villa – in numero di 10 per volta – potranno accedere ad alcune aree del cantiere, accompagnati da personale del Parco. Si tratta un’occasione unica per osservare dal vivo le operazioni in corso di scavo e restauro degli eccezionali affreschi del Salone della Maschera e del Pavone, uno degli ambienti più raffinati della villa, decorato in II stile.

Il cantiere, dettato da necessità di chiarire aspetti relativi allo sviluppo del settore ovest della villa che costeggia il tratto urbano di via dei sepolcri e risolvere criticità conservative, si configura anche come occasione importante di valorizzazione del contesto archeologico e urbano. Lo scavo in corso consentirà di fatto di creare una connessione con il confinante Spolettificio Borbonico dove, nei prossimi anni, saranno realizzati spazi museali espositivi, depositi e servizi aggiuntivi.

Tra le scoperte di particolare rilievo sono emersi una figura integra di una pavonessa, speculare all’esemplare maschio rinvenuto sulla porzione meridionale della stessa parete, e alcuni frammenti con la raffigurazione di una maschera scenica riconducibile a un personaggio della Commedia Atellana, a differenza di altri presenti nell’ambiente e attribuibili alla Tragedia.

Grazie alla tecnica dei calchi, lo scavo ha anche restituito le impronte di alberi che ornavano il giardino, in posizione originale e inseriti in un preciso schema ornamentale, che raddoppiava il colonnato del porticato meridionale, richiamando schemi documentati nelle domus pompeiane e nello stesso sito di Oplontis.

Lo scavo ha, inoltre, determinato l’individuazione di quattro nuovi ambienti che si aggiungono ai 99 già noti, tra cui un vano absidato che fa verosimilmente parte del settore termale.

In contemporanea all’intervento di scavo è in corso anche un cantiere di restauro degli apparati decorativi di due piccoli e preziosi ambienti, in origine destinati ad area di riposo, detti cubicola, che affacciano nell’area sud occidentale della Villa, proprio in prossimità dell’area dell’altro cantiere. Colpisce la loro ricca decorazione, costituita da stucchi, pareti affrescate, volte dipinte e mosaici pavimentali di straordinaria bellezza, che rivela, al pari degli altri ambienti della Villa, una capacità tecnica da parte degli esecutori dell’epoca molto alta, ed una palette di pigmenti varia, costituita anche dal blu egizio.

Fonte AdnKronos

Terremoto oggi Avellino, trema la provincia

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Terremoto oggi in provincia di Avellino, dove una scossa di magnitudo 2.8 è stata registrata questa mattina alle 7.28. Il sisma, secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è avvenuto a 1 km da Forino, a una profondità di 5,6 km.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, i 21 convocati per la gara con il Mantova: Emergenza per i gialloblù e Mister Abate squalificato

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La Juve Stabia si prepara a un crocevia delicato della propria stagione. Domani, domenica 8 marzo 2026 alle ore 15:00, le Vespe scenderanno in campo al Danilo Martelli – Pata Stadium per sfidare il Mantova. Il match, valido per la 29ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, si preannuncia in salita per la formazione gialloblù, costretta a fare i conti con un’emergenza assenze che ancora una volta decimerà la rosa.

Al termine della seduta di allenamento odierna, lo staff tecnico ha diramato la lista dei 21 calciatori che prenderanno parte alla trasferta lombarda.

L’elenco completo dei convocati

Ecco la lista ufficiale divisa per reparti:

  • Portieri: 16 Signorini, 22 Vetrò, 23 Boer.

  • Difensori: 2 Ricciardi, 14 Dalle Mura, 21 Kassama, 24 Carissoni, 33 Giorgini, 46 Diakité, 76 Mannini.

  • Centrocampisti: 10 Pierobon, 17 Ciammaglichella, 28 Torrasi, 29 Correia, 55 Leone, 77 Cacciamani, 98 Mosti.

  • Attaccanti: 7 Burnete, 9 Gabrielloni, 70 Dos Santos, 90 Okoro.

Infermeria affollata e assenze pesanti

A complicare i piani tattici c’è una lista lunghissima di indisponibili. Ben otto giocatori non prenderanno parte alla trasferta per problemi fisici: restano a casa: Battistella, Bellich, Candellone, Confente, Maistro, Morachioli, Varnier e Zeroli.

Ma le assenze pesanti non si limitano al rettangolo di gioco. La Juve Stabia dovrà fare a meno della guida a bordo campo del suo condottiero: mister Ignazio Abate è infatti squalificato e non siederà in panchina al Martelli. Insieme a lui, squalificato dal Giudice Sportivo anche il direttore sportivo Matteo Lovisa.

Situazione diffidati

Massima attenzione dovrà essere prestata anche dai giocatori in campo a rischio squalifica in vista dei prossimi impegni di campionato. Nell’elenco dei diffidati figurano infatti l’esterno Cacciamani, il difensore Giorgini e l’esperto attaccante Gabrielloni: un eventuale cartellino giallo costerebbe loro un turno di stop.

Nonostante le enormi difficoltà, la squadra è chiamata a compattarsi per cercare di strappare punti preziosi su un campo ostico come quello mantovano, in una fase caldissima della Serie BKT.

Precedenti: Mantova-Juve Stabia sono 2 in campionato al Martelli

Come lo scorso anno, nel giorno della festa della donna la Juve Stabia sfida il Mantova al Martelli

I precedenti tra virgiliani e stabiesi sono due in campionato disputati al Danilo Martelli di Mantova, il primo in serie C ad inizio anni cinquanta ed il secondo in serie B trecentosessantacinque giorni fa.

In entrambi gli incontri, le vespe non hanno conquistato l’intera posta in palio, una sconfitta ed un pari.

Questi i dettagli dei due precedenti:

– 1952 / 1953 – Campionato Nazionale di Serie C

14 settembre 1952 – 1° giornata d’andata: MANTOVA – STABIA 2 – 0 (arbitro Silvio Ferrari di Milano) Massagrande e Turrini.

– 2024 / 2025 – Campionato Nazionale di Serie BkT

8 marzo 2025 – 3° giornata d’andata: JUVE STABIA – MANTOVA 1 – 1 (arbitro Ermanno Feliciani di Teramo) Nicola MOSTI (JS) e Solini (M).

I precedenti a Castellammare

L’AZZURRO PENSIERO. Solidità e talento: il Napoli doma il Torino e ritrova i suoi big

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Il Napoli conferma il suo momento magico e, dopo aver abbattuto la Roma, si ripete contro il Torino. Una vittoria di carattere, tecnica e gestione, che lancia un segnale chiaro alla zona Champions: gli azzurri sono tornati e non hanno intenzione di fermarsi, nemmeno davanti alle emergenze.

Il Match: Alisson colpisce ancora, Elmas raddoppia

La partita si mette subito in discesa per i padroni di casa. Alisson Santos, ormai non più una sorpresa, sblocca il risultato con una giocata d’autore che ricorda la prodezza di pochi giorni fa: un destro stretto, chirurgico, che si infila sul primo palo lasciando di sasso il portiere granata.

Nella ripresa, il Napoli mette il sigillo sul match grazie a una splendida girata in area di Eljif Elmas, servito da un assist insolito (di testa!) di Matteo Politano. Nel finale, il Torino accorcia le distanze con Casadei, ma è un sussulto che non sposta gli equilibri: il Napoli amministra con maturità e porta a casa tre punti pesantissimi.


Le voci dal campo: “Niente alibi, solo risultati”

Antonio Conte a fine gara sprizza orgoglio, ma resta con i piedi per terra:

“I ragazzi sono stati bravissimi, abbiamo dimostrato equilibrio anche in emergenza. La partita è stata dominata. I rientri di De Bruyne e Anguissa sono confortanti, ci sono mancati per mesi insieme a Lukaku, ma non abbiamo mai cercato scuse. Abbiamo vinto la Supercoppa e siamo in alto: questo è il nostro percorso.”

Il tecnico ha poi speso parole al miele per i singoli:

  • Su Alisson Santos: “Sta entrando nei meccanismi, ha velocità e qualità ma deve ancora crescere.”

  • Su Elmas: “Gioca da 18 partite consecutive in ogni ruolo. È un calciatore intelligente e sono felice per il suo gol.”

Analisi Tattica

Il Napoli di Conte sembra aver trovato una quadra perfetta tra la solidità difensiva e la capacità di colpire con i suoi esterni. L’inserimento di Alisson Santos sta dando quella imprevedibilità che mancava, mentre l’infaticabile Elmas si conferma il jolly totale di questa squadra, capace di coprire i buchi lasciati dagli infortuni senza far rimpiangere i titolari.

Con i rientri di calibri pesanti come De Bruyne e Anguissa, il finale di stagione si preannuncia infuocato. Il Napoli c’è, è solido e guarda al futuro con ambizione.

Mantova – Juve Stabia, un Déjà Vu Chiamato 8 Marzo: Tra Precedenti Storici e Punti Pesanti

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Il dio del calcio, a volte, si diverte a giocare con il calendario. E così, per uno di quegli incroci curiosi e suggestivi che solo questo sport sa regalare, Mantova e Juve Stabia torneranno ad affrontarsi il prossimo 8 marzo. Una data tutt’altro che casuale per i tifosi di entrambe le compagini, che riporta inevitabilmente alla mente l’emozionante scontro andato in scena esattamente un anno fa, proprio nel giorno della Festa della Donna.

Il precedente: una battaglia ad armi pari

L’anno scorso, infatti, la sfida tra i virgiliani e le “Vespe” si disputò nella medesima cornice temporale e si concluse con un equilibrato quanto spettacolare 1-1. Fu una partita vibrante, vissuta su ritmi altissimi e caratterizzata da un continuo botta e risposta emozionante.

Ad accendere la miccia fu la Juve Stabia, capace di rompere l’equilibrio al 50′ grazie a un guizzo di Mosti, implacabile nello sfruttare un assist al bacio di Candellone. Il Mantova, confermando la sua natura di squadra mai doma, si gettò in avanti alla ricerca del pari, trovandolo al 79′. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, una perentoria girata di testa di Solini fece esplodere i tifosi di casa, sancendo la definitiva divisione della posta in palio al termine di novanta minuti di pura battaglia agonistica.

Una posta in palio ancora più alta

Ma se lo scorso anno il pareggio fotografò alla perfezione le forze in campo, per la gara di quest’anno la posta in gioco appare decisamente più pesante. Non si tratta solamente di incamerare punti fondamentali per rincorrere i rispettivi obiettivi di classifica, ma di una vera e propria questione di prestigio e slancio mentale.

Entrambe le squadre arrivano a questa sfida cruciale con la necessità assoluta di imporsi. La tensione sportiva è palpabile e le due compagini sanno benissimo che, in un incrocio così delicato, il minimo errore potrebbe costare a caro prezzo.

Gli scenari tattici: il fattore campo contro la solidità esterna

La partita del prossimo 8 marzo si preannuncia, se possibile, ancora più avvincente del precedente. Le due formazioni si presentano all’appuntamento con un profondo rispetto per la forza dell’avversario, ma con il mirino puntato esclusivamente sul bottino pieno.

  • Il Mantova: Cercherà di fare la partita sfruttando il calore e la spinta del fattore campo, provando a imporre il proprio gioco fin dai primi minuti.

  • La Juve Stabia: Arriverà agguerrita, con l’intenzione di ripetere la prestazione solida e coraggiosa della passata stagione, pronta a colpire negli spazi per portare via punti vitali in trasferta.

I tifosi, dal canto loro, si sfregano le mani. L’augurio è quello di assistere a un’altra partita-spettacolo, l’ennesima riprova di come questo scontro diretto sia ormai diventato un “classico” imprevedibile, una sfida vibrante dove il pronostico è vietato e tutti gli scenari restano aperti.

Circolo Internazionale di Castellammare: Pietro Perone presenta il suo libro “Giancarlo Siani. Terra nemica”

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Organizzato dalle Associazioni culturali “Achille Basile – Le Ali della Lettura” e “Itinerando”, si è svolto, ieri sera 5 marzo, presso il “Circolo Internazionale” di Castellammare di Stabia, l’incontro col giornalista e scrittore Pietro Perone, che ha presentato il suo libro “Giancarlo Siani. Terra nemica”, San Paolo Edizioni (2025).

Un incontro con l’autore particolarmente emozionante, perché il testo ricostruisce la vicenda umana e professionale del giovane cronista ucciso dalla camorra, un caso di cronaca che a distanza di tanti anni continua a turbare gli animi.

Ad accogliere l’autore c’erano il giornalista Filippo Angora, che ha introdotto e moderato gli interventi con grande competenza, tenendo alta l’attenzione del pubblico.

Carmen Matarazzo, Presidente dell’Associazione “Achille Basile – Le Ali della Lettura”, e Filomena Baratto, Presidente dell’Associazione “Itinerando”, con i loro interventi hanno trasformato la presentazione in un dialogo aperto, rendendo il clima vibrante e partecipe.

L’attore Rodolfo Medina ha dato voce e corpo alle parole di Perone, trasformando la lettura di alcuni passi significativi del testo in un momento di pura suggestione teatrale.

Durante la presentazione del libro si è creato un clima di commozione collettiva, trasformando l’evento in qualcosa di molto più profondo di una semplice analisi testuale.

Dagli interventi dell’autore e delle proff. Carmen Matarazzo e Filomena Baratto sono emerse riflessioni profonde sul valore civile del giornalismo e sulla memoria attiva. Il pubblico non ha visto in Giancarlo un “eroe distante”, ma un ragazzo vicino, quasi un amico o un figlio, e il suo sacrificio una ferita ancora aperta per l’intera comunità.

Nel libro “Giancarlo Siani. Terra nemica”, Pietro Perone si concentra sulla figura di Siani a 40 anni dal suo omicidio, analizzando non solo il delitto, ma anche il contesto ostile in cui operava.

La “Terra Nemica”, a cui fa riferimento il titolo, è l’ambiente in cui Siani si muoveva, ostacolato non solo dai clan, ma anche da silenzi, omissioni e vigliaccherie all’interno del mondo dell’informazione e delle istituzioni.

Ma chi era Giancarlo Siani? Era un giornalista precario di soli 26 anni, un “abusivo” (come veniva chiamato chi lavorava senza contratto) che scriveva per Il Mattino. Fu ucciso a Napoli il 23 settembre 1985 sotto casa sua mentre era a bordo della sua Citroën Mehari verde.

Dal racconto dell’autore rivive la figura di un ragazzo determinato e coraggioso che portava avanti le sue inchieste con caparbietà in un contesto difficile. Sembra quasi di rivederlo mentre parcheggia la sua auto verde in Via Cosenza e corre alla redazione de Il Mattino di Castellammare per lavorare con passione ai suoi articoli!

“A me non è mai piaciuto che Giancarlo fosse definito un ragazzo normale – ha affermato Perone – non mi è mai piaciuto che fosse definito un bravo ragazzo, questo mi sembra l’ennesimo modo di sottovalutare la figura di Giancarlo. Quella sottovalutazione è stata fatta dopo la sua morte e continua a perdurare a quarant’anni dall’omicidio.”

Per Pietro Perone: “L’unico aggettivo con cui definire Giancarlo è coraggioso. Il coraggio non ce l’hanno tutti, perché il coraggio impone di mettere in discussione lo status quo, di andare a vedere che cosa c’è dietro le cose, di non fermarti alle apparenze, di essere pronto a far saltare il tavolo”.

l dibattito sposta l’attenzione dal passato al presente, facendoci riflettere su cosa stiamo facendo oggi contro l’indifferenza.

Perone nel testo ripercorre gli otto anni di silenzio che seguirono l’omicidio e l’inchiesta parallela condotta dal quotidiano Il Mattino a partire dal 1993, che contribuì a smascherare uno dei più gravi depistaggi della giustizia italiana.

I silenzi e le omissioni che seguirono l’omicidio di Giancarlo Siani per circa otto anni non furono casuali, ma il risultato di una precisa strategia di delegittimazione e inquinamento delle indagini, volta a proteggere gli equilibri tra criminalità e poteri locali.

Per anni si cercò di far passare l’omicidio come una “questione privata” o passionale, diffondendo false voci su presunte relazioni di Siani con la moglie di un boss o frequentazioni di case d’appuntamento. Questo serviva a sminuire il suo lavoro d’inchiesta e a distogliere l’attenzione dal movente camorristico.

Una parte del mondo politico e istituzionale dell’epoca era terrorizzata dalle rivelazioni di Giancarlo sugli appalti per la ricostruzione post-terremoto e sui legami tra politica e clan. Svelare la verità sull’omicidio avrebbe significato scoperchiare un sistema di corruzione e collusione allora intoccabile.

L’omicidio di un giornalista di 26 anni fu un messaggio brutale, che impose un “silenzio assordante” sul territorio e persino all’interno del mondo dell’informazione, dove per giorni molti colleghi scelsero di non firmare i propri articoli per timore di ritorsioni.

Pietro Perone ha ricostruito questa vicenda complessa non solo come autore del libro “Giancarlo Siani. Terra nemica”, ma come testimone diretto e parte attiva di una storica iniziativa giornalistica che ha cambiato il corso delle indagini.

Perone è stato uno dei componenti del ristretto gruppo di cronisti del quotidiano Il Mattino che, sotto la guida del direttore Sergio Zavoli e dell’esperto Paolo Graldi, avviò nel 1993 un’inchiesta parallela a quella della magistratura.

In un’epoca in cui le indagini ufficiali erano ancora segnate da depistaggi e piste infondate, il team di Perone scavò in ambiti inesplorati, recuperando documenti e testimonianze che rompevano l’omertà che circondava il delitto.

Nel suo libro, Perone analizza documenti inediti, come la parabola di TG Cooper (mensile di Torre Annunziata degli anni Ottanta), per ricostruire il contesto di omertà e silenzio della città dopo l’omicidio.

Il lavoro di Perone si sofferma sul “manoscritto sparito” di Giancarlo, che stava per essere pubblicato poco prima dell’agguato, e sulla paura che aveva iniziato a divorare il giovane cronista nelle sue ultime ore.

Avendo lavorato nella stessa redazione di Castellammare di Stabia in cui operò Siani, Perone ha potuto attingere a una memoria storica profonda, unendo il rigore della ricerca archivistica alla conoscenza diretta dei luoghi e delle dinamiche di potere locali.

Questo sforzo collettivo e individuale ha permesso di tenere desta l’attenzione fino alla riapertura delle indagini da parte della Magistratura, portando infine alla condanna dei mandanti e degli esecutori.

Mantenere vivo il ricordo di Giancarlo Siani è fondamentale, perché la sua figura è diventata nel tempo un simbolo di resistenza civile e un modello etico per il giornalismo e le nuove generazioni.

Ricordare Siani significa riaffermare che il diritto dei cittadini a essere informati e la libertà di inchiesta sono pilastri della democrazia. Il suo caso dimostra come le mafie temano la verità scritta tanto quanto le sentenze dei giudici.

La memoria di Giancarlo serve a contrastare l’indifferenza e il silenzio, che Siani stesso indicava come complici dell’illegalità; il suo sacrificio ha spinto molti, nel corso degli anni, a scegliere l’impegno civile attivo contro la camorra.

“Giancarlo Siani. Terra nemica” di Pietro Perone, è un’opera dal forte impatto emotivo, in cui la letteratura si fa memoria viva, dimostrando come il ricordo di questo giovane coraggioso abbia ancora oggi il potere di scuotere le coscienze.

Juve Stabia, il paradosso dei 40 Punti: Le Vespe a Caccia del Cinismo Perduto

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C’è un numero che rassicura e c’è uno zero che tormenta. La stagione della Juve Stabia, in questo girone di ritorno, vive di un dualismo sottile ma pungente. Da una parte ci sono i 40 punti in classifica, un bottino straordinario che a inizio anno chiunque a Castellammare avrebbe firmato col sangue, e che mantiene le Vespe in una zona decisamente nobile. Dall’altra, pesa in modo asfissiante quello zero alla voce “vittorie” nelle ultime quattro uscite.

In mezzo, c’è un dato che fa riflettere: il successo interno manca ormai da fine gennaio. Quello che era il fortino inespugnabile del “Romeo Menti” si è trasformato, quasi all’improvviso, in terra di rimonte e amari rimpianti.

L’incubo della zona Cesarini

Non si tratta più di un caso isolato, ma di una statistica che sta diventando feroce. Dopo le rimonte subite contro Padova (3-3) e Pescara (2-2), il pareggio agguantato dalla Sampdoria al 93′ rappresenta l’ennesima coltellata sportiva al cuore di una squadra che, puntualmente, per 90 minuti domina, costruisce e illude.

La rete di Correia contro i blucerchiati sembrava il sigillo perfetto della rinascita, un urlo liberatorio per scacciare i fantasmi. E invece, il triplice fischio ha portato con sé solo il sapore amaro di due punti volati via nel vento del Golfo.

Alibi reali: infermeria e coperta corta

Sarebbe ingeneroso, tuttavia, non guardare in faccia la realtà e analizzare la situazione senza le dovute attenuanti strutturali:

  • Le rotazioni ridotte: La lista degli indisponibili è lunga e costringe lo staff tecnico a scelte quasi del tutto obbligate.

  • La stanchezza fisica: Una panchina al momento “corta” fatica a garantire quell’iniezione di energia fresca e vitale necessaria nei minuti finali di gara.

  • Il calo fisiologico: Se giocatori inesauribili come Mosti e Carissoni corrono per due, è inevitabile che nel recupero la lucidità venga meno. Le chiusure si fanno meno feroci, e i fisiologici cali di tensione si pagano a carissimo prezzo, come visto nell’azione del pari blucerchiato.

Questione di cinismo, non di identità

La buona notizia, a cui aggrapparsi con forza, è che il gioco c’è. La Juve Stabia non è affatto una squadra in crisi d’identità: produce occasioni in serie, spinge con costanza sulle fasce e trova gol di pregevole fattura. Il cortocircuito avviene tutto nella gestione emotiva del vantaggio.

Quando la partita entra nella fatidica “zona rossa”, la squadra tende a rintanarsi, perdendo quell’aggressività proattiva che la caratterizza dal primo minuto. Manca, in sintesi, il sano cinismo: la malizia di “sporcare” la gara, di spendere il fallo tattico intelligente al momento giusto o di congelare il pallone vicino alla bandierina.

Marzo: il mese della maturità

La classifica ribadisce che il cammino delle Vespe resta eccellente, ma per non sciupare quanto di buono costruito finora, è imperativo ritrovare i tre punti in casa. Febbraio è scivolato via tra ottime prestazioni e finali beffardi; ora marzo deve rappresentare il mese della maturità definitiva.

Gli applausi, seppur strameritati per la prova offerta contro la Sampdoria, non devono distrarre l’ambiente. Per uscire da questo loop di rimonte serve una scossa nervosa: i 40 punti sono una base solida e rassicurante, ma la fame di vittoria non può attendere oltre.

Conte: “Non abbiamo mai cercato alibi”

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Il Napoli vince ancora e nell’anticipo della 28^ giornata batte per 2-1 il Torino al Maradona. Ad analizzare la partita è l’allenatore degli azzurri Antonio Conte a Dazn: “Anche se non ci sono giocatori importanti non perdiamo mai la nostra mentalità. Non abbiamo mai cercato alibi e questa cosa è sempre stata la nostra forza”. Sui recuperi di De Bruyne e Anguissa: “Sembra che non se ne siano mai andati, anche se sappiamo che non è così. Ora devono trovare la miglior condizione Speriamo di recuperare quanto prima McTominay, che la prossima settimana potrebbe allenarsi con noi”.

Su Alisson, autore del gol del momentaneo 1-0: “Alisson sta entrando nei meccanismi di gioco, gli chiedo di non essere timido e oggi non lo è stato. Con lo Sporting non aveva fatto una partita da titolare, ma noi siamo contenti di lui. Non dimentichiamoci si Sant’Elmas, dovremmo fargli una statua. Se qualcuno gli spiega le cose lui le capisce subito, è un giocatore duttile che gioca ovunque”.

Venerdì felice per il Napoli: tre punti, ritornano De Bruyne ed Anguissa, ed Elmas ritrova la rete

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Saremo io e te per sempre, legati per la vita“. D’altronde è una dichiarazione d’amore, eterno, quella che il tifoso fa alla propria squadra del cuore. E quale miglior introduzione, per NapoliTorino, se non quella che sta cantando tutt’Italia, che è partita dal cuore di Partenope, e che è risuonata per la prima volta da uno spicchio di Liguria. Sal Da Vinci fa cantare tutto lo stadio e fa il giro di campo con il trofeo più importante della sua carriera: il Leone di Sanremo, cui è stato vittorioso appena la settimana scorsa. In barba a sedicenti giornalistoni criticoni espertoni, che accusano il colpo così tanto che non vengono neanche invitati ai matrimoni…

All’annuncio delle formazioni, applausi per De Bruyne, che ritorna fra i convocati di mister Conte dopo sei mesi di assenza. Come lui, anche Anguissa, che è in panchina. Fra le file del Toro, duo attacco dal sapore di nostalgia formato da Zapata e Simeone, che non sarà mai un avversario. Proprio gli ex sono stati decisivi in questa partita, ma in favore degli azzurri: Buongiorno ritorna leader difensivo, Elmas torna alla rete. La vittoria del Napoli è preziosa in vista del derby di Milano, e dei match delle concorrenti alla Champions. Migliore della partita, in questo 2-1 di FuorigrottaAlisson Santos, alla seconda rete in campionato, la seconda consecutiva in casa, che sembra già essersi pienamente inserito nei meccanismi Contiani.

Napoli-Torino, la sintesi del match

Il primo tiro è del Napoli: difesa del pallone di Hojlund, al limite dell’area avversaria, passaggio a Politano che, rasoterra, non impegna, Paleari. Anche se non impegnativo, questo tiro è il prologo al vantaggio dei padroni di casa. Sull’azione di calcio d’angolo – dopo deviazione eccezionale dell’estremo difensore granata su un tiro a botta sicura di Olivera – viene servito Alisson Santos, che evita un avversario guadagnandosi lo spazio per tirare insidiosamente ed infilare Paleari. Dopo otto minuti di gioco, Napoli 1 Torino 0. Reagisce il Toro, con un tiro di Vlasic, che l’ex Milinkovic-Savic para in due tempi. Ancora il portiere serbo, si disimpegna bene prima su un corner battuto sul secondo palo, e poi su una pronta deviazione ancora su Vlasic.

La rete del vantaggio, consente agli azzurri di abbassare il ritmo del gioco ma comunque di non rinunciare al pressing. Al 25°, un’azione ragionata, finisce con un diagonale di Hojlund sul fondo. La curiosità del gioco del Napoli è che a seconda di dove si muova il pallone, il trequartista dell’altra fascia si allarga per consentire l’accentramento dell’esterno. Ad esempio, se l’azione scorre a sinistra, Spinazzola si accentra e Alisson si allarga, così come succede a destra per Politano e Vergara. Poco dopo la mezzora, è proprio l’esterno mancino a servire una bella palla per Hojlund, che, di testa, spedisce alto.

All’inizio della ripresa, si rivede Anguissa, accolto dagli applausi dei suoi tifosi; il Napoli parte bene, è di Alisson – in piena forma, e già inserito – a scaldare i guanti di Paleari. Su un capovolgimento di fronte, il Torino tenta un contropiede ben controllato dalla difesa azzurra. Poi, con netto ritardo, l’arbitro fischia una posizione irregolare. Al 52°, una serie di fraseggi corti e precisi, portano al tiro Hojlund: sebbene ben marcato, il danese va al tiro e trova il corner; dalla relativa battuta, il signor Fabbri fischia un fallo in attacco ai danni del portiere granata. Lungo l’arco del secondo tempo, gli azzurri mantengono il pallino del gioco, impostando ancora un ritmo basso. Al 67°, i padroni di casa raddoppiano: Elmas in semi rovesciata, trova il suo primo gol del campionato, contro la sua ex squadra, nella sua seconda vita in maglia azzurra: Napoli 2 Torino 0. Dopo pochi minuti, ci prova Gilmour, ma il suo tiro centrale è facile per il portiere.

Ovazione anche per De Bruyne che ritorna in campo dopo sei mesi dall’ultima partita. Nel periodo decisivo della stagione, Conte ritrova gradualmente gli uomini migliori. Il campione belga prende il posto di Alisson, il migliore in campo, anche lui salutato con un applauso da tutto lo stadio. All’81°, calcio di punizione per il Napoli: alla battuta va Politano, che impegna Paleari in una deviazione in corner. Dall’altro lato, si fa vedere il Torino: punizione sulla trequarti, palla in area, c’è Anjorin pronto al taglio ma Milinkovic-Savic allontana il pericolo. Il portiere azzurro però non può far niente sul colpo di testa di Casadei che all’87° accorcia le distanze: Napoli 2 Torino 1.

L’esiguo vantaggio del Napoli spaventa la squadra in campo ed i tifosi sugli spalti: De Bruyne sale in cattedra, e su un ripiego difensivo anticipa un avversario e scarica su Milinkovic. Poi, dopo, su un contropiede, fa un cross per Lukaku – entrato per Hojlund insieme a Mazzocchi per Politano -, che però viene deviato. Nei cinque minuti di recupero si mantiene il pressing e non si pensa al palleggio: è bravo Buongiorno a guadagnare fallo a centrocampo dopo una giocata di classe. Ancora De Bruyne, nel finale di partita, tenta il diagonale che rotola lontano dalla porta avversaria.

Vito Giordano: “Peccato per i cali di attenzione sul finale. Saranno dieci finali per i Playoff”

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L’ex direttore sportivo della Juve Stabia, Vito Giordano, è intervenuto a Juve Stabia Talk Show per analizzare il momento attuale delle Vespe, alternando ricordi del passato a una lucida disamina tecnica sul presente del club gialloblù.

L’analisi del pareggio con la Sampdoria
Giordano ha espresso un sincero rammarico per il pareggio maturato contro i blucerchiati, evidenziando come la partita fosse ormai nelle mani della Juve Stabia. Ha sottolineato che i numeri della gara parlano chiaro: un possesso palla tra il 65% e il 70% a favore dei gialloblù e una netta superiorità nelle occasioni create. Secondo l’ex direttore, è mancato solo un pizzico di “cazzimma” e attenzione difensiva nell’ultimo minuto per evitare il colpo di testa del pareggio doriano.

L’elogio a Lovisa e Abate
Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato l’attuale gestione tecnica e dirigenziale:
Matteo Lovisa: Giordano si è dichiarato un “fan” del giovane direttore sportivo, lodando la sua capacità di fare calcio scoprendo giovani interessanti e mantenendo la squadra costantemente nelle zone nobili della classifica.
Ignazio Abate: Il giudizio sul mister è andato oltre il semplice “buono”, definendo il suo lavoro “buonissimo”. Giordano ha sottolineato la difficoltà di gestire uno spogliatoio e una piazza come Castellammare, riconoscendo ad Abate il merito di aver trasmesso alla squadra lo spirito giusto e il coraggio necessario.

Il legame storico con Castellammare
Giordano ha ripercorso con emozione i suoi anni in gialloblù, ricordando quando da calciatore affrontava la Juve Stabia e il rapporto quasi filiale con lo storico custode “Don Giovanni”. Ha ribadito di sentirsi onorato e prestigioso per aver ricoperto il ruolo di direttore a Castellammare, una città che considera dotata di una profonda cultura calcistica.

Verso il finale di stagione: “Dieci finali”
In vista della prossima trasferta di Mantova, Giordano si è mostrato ottimista nonostante il valore dell’avversario. Ha evidenziato le fragilità difensive del Mantova (che ha subito 44 gol) e ha esortato la Juve Stabia a scendere in campo con il giusto piglio per ottenere un risultato pieno che darebbe grande autostima a tutto l’ambiente. Per Giordano, le restanti partite del campionato devono essere vissute come “dieci finali” per consolidare il piazzamento nei play-off e competere con club dai budget molto più importanti come Monza, Venezia o Palermo.
In chiusura, ha inviato un messaggio di energia a tutta la piazza, promettendo di continuare a fare il tifo per la Juve Stabia, squadra che gli è rimasta profondamente nel cuore.

Biribanti (Gazzetta di Mantova): “Il Mantova ha paura della C. Domenica è una battaglia fondamentale”

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In vista della ventinovesima giornata di campionato, il giornalista Massimo Biribanti è intervenuto a Juve Stabia Talk Show per analizzare il momento critico del Mantova, descrivendo un ambiente sospeso tra il timore della retrocessione e la voglia di riscatto.

Un clima da “dentro o fuori”
Secondo Biribanti, a Mantova si respira un forte timore di rimanere invischiati nei bassifondi della classifica. Nonostante il pubblico cerchi di spingere la squadra con iniziative e sconti sui biglietti, il clima per la sfida di domenica è quello tipico di una gara da “dentro o fuori”. Il giornalista ha definito il Mantova una squadra viva che lotta ogni partita, ma che purtroppo commette regolarmente errori individuali che costano carissimi in termini di punti.

La rivoluzione di gennaio e i limiti strutturali
Biribanti ha spiegato come la rosa sia stata completamente rivoluzionata nel mercato di gennaio, con ben 13 acquisti e 10 cessioni. Questa trasformazione radicale ha però creato evidenti difficoltà:
Mancanza di equilibrio: Ritrovare l’intesa tra tanti elementi nuovi, alcuni dei quali provenienti dall’estero e con barriere linguistiche, richiede tempo.
Approccio alle gare: Nelle ultime cinque partite, il Mantova ha subito gol nel primo quarto d’ora per ben quattro volte.
Qualità ed esperienza: Biribanti sottolinea che alla squadra mancano ancora un po’ di esperienza e qualità complessiva per uscire dalla zona rossa, nonostante una condizione atletica che permette di segnare spesso nei minuti finali.

L’analisi dell’avversario: “Juve Stabia squadra forte”
Il giornalista ha espresso grande stima per le Vespe, definendo la Juve Stabia una squadra forte con un’identità ben definita che gioca un bel calcio già dallo scorso anno. Ha ammesso chiaramente che, sul piano tecnico, la squadra di Abate possiede una qualità superiore rispetto a quella di Modesto.

Che partita sarà? Battaglia contro Tecnica
Per la sfida di domenica al “Martelli”, Biribanti prevede uno scontro tra due diverse interpretazioni del calcio:
Il Mantova di Modesto: L’allenatore, allievo di Gasperini, impone un gioco basato sull’uomo contro uomo a tutto campo. Biribanti si aspetta quindi una partita “da battaglia”, molto aggressiva e arrembante.
La Juve Stabia: Dovrà far valere la sua maggiore cifra tecnica per scardinare l’aggressività dei padroni di casa.
In conclusione, Biribanti ha ribadito che per il Mantova non si tratta ancora di “ultima spiaggia”, ma sicuramente di una risposta temperamentale necessaria dopo il pareggio amaro con la Carrarese e la sconfitta di Palermo.

Mantova – Juve Stabia: La partita a scacchi tra Modesto e lo squalificato Abate. In panchina ci sarà Beggi

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La prossima sfida tra Mantova e Juve Stabia promette scintille. Quella che andrà in scena sul rettangolo verde non sarà solo una battaglia per i tre punti, ma un vero e proprio scontro tattico e generazionale tra due degli allenatori più promettenti dell’attuale panorama calcistico italiano.

Da una parte Francesco Modesto, sbarcato da pochi mesi sulla panchina virgiliana; dall’altra Ignazio Abate, condottiero delle Vespe. Due filosofie a confronto per un match che profuma di futuro.

La “Nuova Guardia” degli anni ’80

Classe 1982 Modesto, 1986 Abate. I due tecnici rappresentano il volto fresco della nuova scuola degli allenatori italiani. Nonostante la giovane età per il ruolo, entrambi portano in dote un bagaglio tecnico e umano inestimabile, forgiato in carriere da calciatori di altissimo livello.

L’esperienza accumulata nei grandi stadi, vivendo spogliatoi importanti e pressioni enormi, si riflette oggi nel loro modo di intendere il calcio. Stanno trasferendo quel vissuto alle loro squadre, dimostrando che l’intelligenza calcistica sul campo può tradursi in una leadership carismatica in panchina.

Il peso delle eredità: Possanzini e Pagliuca

Sia Modesto che Abate condividono un destino comune in questa stagione: aver raccolto il testimone da due “giganti” della storia recente dei rispettivi club.

  • Il carisma di Modesto: A Mantova, il tecnico calabrese ha preso in mano la pesante eredità di Davide Possanzini. Con intelligenza, Modesto sta cercando di dare una nuova impronta al gioco virgiliano, senza stravolgere ma portando le sue idee tattiche innovative e un carisma contagioso per il gruppo.

  • Il coraggio di Abate: A Castellammare, l’ex terzino del Milan ha raccolto il timone di Guido Pagliuca. Abate non si è lasciato intimorire dalle aspettative e sta confermando le ottime impressioni destate finora. Ha plasmato la Juve Stabia a sua immagine e somiglianza, creando una squadra organizzata, coraggiosa e sempre pronta a stupire.

Un duello a scacchi ad alta tensione

Per entrambi i mister, questa partita rappresenta un crocevia cruciale. Il bel gioco è un requisito, ma ora non basta più: la fame è quella di confermarsi ad alti livelli, dimostrando in modo definitivo che il passato glorioso con gli scarpini ai piedi è stato solo l’antipasto di una carriera in giacca e cravatta altrettanto ricca di soddisfazioni.

Ciò che attende i tifosi è un vibrante duello a scacchi. La strategia propositiva di Modesto cercherà in ogni modo di trovare le crepe nell’impeccabile organizzazione tattica disegnata da Abate. Sarà un match fatto di strappi, letture preventive e intensità agonistica, degno del blasone e della storia recente di queste due nobili piazze.

Che vinca il migliore, o forse, chi avrà la mossa giusta al momento giusto con Beggi per la Juve Stabia che proverà a sostituire per questa gara lo squalificato Abate provando a “rispettare” le sue consegne.

Juve Stabia, missione riscatto a Mantova: Altro esame di maturità per le Vespe senza Mister Abate in panchina

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Dimenticare il recupero maledetto contro la Sampdoria e riprendere la marcia. È questo l’imperativo assoluto in casa Juve Stabia mentre il pullman gialloblù punta dritto verso il Nord. La sfida di domenica contro il Mantova non rappresenta solo una trasferta lunga e tatticamente insidiosa, ma si preannuncia come un vero e proprio test di maturità. Il gruppo è chiamato a dare un segnale forte: dimostrare di aver assorbito e metabolizzato la frustrazione per il pareggio-beffa subìto in extremis al “Menti”.

Non ci sarà spazio per i rimpianti, ma le difficoltà non mancheranno, a cominciare dalle pesanti assenze dettate dal Giudice Sportivo.

Una panchina “orfana” della sua guida

La trasferta in terra virgiliana nasce sotto il segno dell’emergenza disciplinare per le Vespe. La tegola più pesante è indubbiamente l’assenza di Ignazio Abate. Il tecnico, fermato per una giornata dopo il concitato finale dell’ultimo turno, sarà costretto a seguire i suoi ragazzi dalla tribuna del “Martelli”.

A guidare le operazioni a bordo campo sarà il suo vice, a cui spetterà il delicato compito di mantenere alta la tensione agonistica. La vera sfida per la squadra sarà proprio questa: riuscire a mettere in campo quella grinta e quel carattere di ferro che l’ex terzino del Milan ha saputo imprimere al gruppo sin dal primo giorno di ritiro, anche senza poter contare sul suo carisma a pochi passi dalla linea laterale.

Il vuoto a metà campo: il Mantova perde l’ex Zuccon

Se la Juve Stabia piange, il Mantova di certo non ride. Sul rettangolo verde, infatti, i padroni di casa dovranno rinunciare a un pezzo pregiato del loro scacchiere tattico: Federico Zuccon.

Anche il centrocampista è incappato nella scure della squalifica, privando la mediana biancorossa di dinamismo e geometrie. È un’assenza che pesa non solo nell’economia dell’equilibrio tattico del Mantova, ma che porta con sé un forte valore simbolico. Zuccon, grande ex della sfida, sarà infatti costretto a guardare il suo recente passato dalla tribuna, saltando l’atteso incrocio contro i colori che ha difeso con onore.

I temi chiave della sfida

In sintesi, la gara di domenica si giocherà su nervi saldi e tenuta mentale: La Juve Stabia dovrà trasformare la rabbia post-Sampdoria in energia positiva e dovranno sopperire alla mancanza della leadership vocale di Abate in panchina.  L’assenza di Zuccon potrebbe aprire spazi preziosi per le ripartenze delle Vespe.

Sarà una partita a scacchi, dove la fame di riscatto potrebbe fare la differenza ben più degli schemi tattici.

Juve Stabia, l’inquisizione della prova TV ferma Ignazio Abate. Quando il calcio dimentica di essere umano

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Mercoledì al Menti abbiamo assistito al Menti ad una gara tirata e intensa tra la Juve Stabia e la Sampdoria. La partita in questione al minuto 93 si è chiusa con l’amaro in bocca per i padroni di casa che erano passati in vantaggio ma poi hanno subito per la beffa finale del pareggio. Cosa ci si aspetta in quell’istante da un allenatore di calcio dopo aver visto la sua squadra passare in vantaggio al minuto 89? Che resti impassibile come una statua di sale? Evidentemente, per la giustizia sportiva italiana, la risposta è sì.

Con una minuzia e un’attenzione al labiale che farebbero invidia ai migliori investigatori privati di Scotland Yard, la Procura Federale ha setacciato le immagini televisive per scovare il “grande crimine” di giornata. Il colpevole? Ignazio Abate, tecnico della Juve Stabia. Il reato? Un’espressione blasfema sfuggita nel concitato recupero finale.

Uomini, non divinità

Diciamolo chiaramente, senza falsi moralismi: il calcio si vive negli stadi, non nei conventi di clausura. È uno sport fatto di sudore, tensione agonistica, adrenalina e sangue freddo che, a volte, inevitabilmente ribolle. Se da un lato è puramente condivisibile il nobile intento delle istituzioni di educare i tesserati al rispetto e al decoro verbale, dall’altro è pura ipocrisia privare una squadra della propria guida tecnica per un fisiologico sfogo emotivo.

Gli allenatori sono uomini, non divinità infallibili. In un momento di massima frustrazione sportiva, al termine di una gara vissuta sul filo del rasoio, una parola di troppo (per quanto fuori luogo) resta un peccato veniale dettato dalla foga, non un atto premeditato per offendere qualcuno.

Il comunicato: la burocrazia che ingolfa il calcio

A certificare questa moderna “caccia alle streghe” ci ha pensato il comunicato ufficiale della Lega di Serie B del 5 marzo 2026. La fredda lingua della burocrazia si scontra con la realtà del campo. Il Giudice Sportivo, avv. Emilio Battaglia, ricevuta la tempestiva segnalazione via PEC (pervenuta con solerzia alle 9.25 del mattino), ha esaminato le immagini televisive sentenziando che l’allenatore è stato «chiaramente inquadrato dalle riprese televisive mentre la proferiva e, conseguentemente, individuabile senza margini di ragionevole dubbio».

Il verdetto è implacabile: squalifica per una giornata effettiva di gara per Ignazio Abate.

Ma le decisioni del Giudice Sportivo non si sono fermate qui. La scure è calata pesante anche sulla dirigenza gialloblù (e qui ce lo aspettavamo):

Il Direttore Sportivo Matteo Lovisa è stato squalificato per una giornata e 5.000€ di ammenda. La colpa? Essersi alzato dalla panchina aggiuntiva al 43° del secondo tempo per criticare «in modo irrispettoso» una decisione arbitrale, reiterando il comportamento dopo l’espulsione.

Un sistema da rivedere

Queste sono solo alcune delle tante regole assurde e incomprensibili che ingolfano il nostro calcio. Regole scritte da burocrati seduti a una scrivania per un gioco che di burocratico non ha nulla. Punire in modo così drastico lo sfogo di un allenatore a partita finita non rende il calcio migliore, più pulito o più educativo; lo rende semplicemente più finto, allontanandolo dalla sua natura sanguigna e popolare.

Il calcio è passione. E la passione, a volte, non usa il vocabolario dell’Accademia della Crusca.

Juve Stabia, doppia tegola dal Giudice Sportivo: Ignazio Abate e Matteo Lovisa saltano il Mantova

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La vibrante sfida contro la Sampdoria lascia strascichi pesanti in casa Juve Stabia. Nel comunicato diramato oggi, 5 marzo 2026, dal Giudice Sportivo avv. Emilio Battaglia, sono state infatti ufficializzate le squalifiche che priveranno le Vespe di due figure cardine in vista della delicata trasferta lombarda. Mister Ignazio Abate e il dirigente Matteo Lovisa sono stati fermati per un turno e non siederanno in panchina nella sfida contro il Mantova, valida per la 29ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026.

Prova televisiva fatale per mister Abate

Per l’allenatore gialloblù lo stop non è arrivato per un cartellino ricevuto in campo, bensì tramite la prova televisiva. Come si evince dalle motivazioni del Giudice Sportivo, la Procura Federale ha segnalato tramite PEC questa mattina (ore 9:25) un episodio sfuggito alla terna arbitrale nei minuti di recupero.

Secondo il comunicato: “Le telecamere hanno inquadrato chiaramente Abate al 48° del secondo tempo mentre proferiva un’espressione blasfema. L’acquisizione delle immagini di piena garanzia tecnica e documentale non ha lasciato margini di ragionevole dubbio”. L’applicazione dell’art. 37 del Codice di Giustizia Sportiva è stata dunque automatica, costando al tecnico una giornata effettiva di squalifica.

Rosso e multa salata per Lovisa

Finale di gara incandescente anche per il dirigente Matteo Lovisa, sanzionato non solo con un turno di stop, ma anche con un’ammenda di 5.000 euro.

Il Giudice Sportivo ha punito il suo comportamento al 43° della ripresa: “Lovisa, alzatosi dalla panchina aggiuntiva, ha mosso critiche irrispettose verso una decisione del direttore di gara, venendo espulso. A far scattare la pesante sanzione pecuniaria è stato l’atteggiamento successivo: il dirigente ha infatti reiterato le proprie proteste anche dopo aver ricevuto il cartellino rosso.”

Verso Mantova: panchina al vice

Si tratta di un doppio colpo che complica i piani della Juve Stabia in un momento cruciale del calendario. Allo stadio “Danilo Martelli”, in occasione del 29° turno, la squadra non potrà contare sull’energia e sulle indicazioni a bordo campo del proprio condottiero. Toccherà al vice allenatore fare le veci di Ignazio Abate, costretto a seguire i suoi ragazzi e a soffrire dagli spalti.