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Castellammare di Stabia: Controlli a tappeto sul litorale grazie al servizio a largo raggio dei carabinieri

Operazione a largo raggio della Compagnia dei Carabinieri di Castellammare di Stabia, che nelle ultime ore ha intensificato i controlli sul territorio con particolare attenzione alle zone balneari. Al servizio hanno preso parte anche i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas), del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil), gli agenti della Polizia Municipale e la Capitaneria di Porto.

Nel corso delle verifiche è stata denunciata una donna di 42 anni, titolare di un bar con attività di noleggio di attrezzature balneari in via Gaeta. Gli accertamenti hanno consentito di riscontrare la presenza di lavoratori in nero all’interno dell’attività commerciale.

L’imprenditrice è stata inoltre ritenuta responsabile di diverse violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Secondo quanto emerso dai controlli, non avrebbe provveduto a sottoporre i dipendenti alla prevista sorveglianza sanitaria, né avrebbe garantito la formazione obbligatoria dei lavoratori sui temi della salute e della sicurezza. Contestate anche irregolarità relative ai luoghi di lavoro, giudicati non conformi ai requisiti previsti dal Testo Unico sulla sicurezza.

Ma l’operazione ha portato risultati significativi anche sul fronte della prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio.

I carabinieri, infatti, hanno intercettato e fermato un’autovettura che era da tempo nel mirino degli investigatori. Si tratta della Opel Zafira che sarebbe stata utilizzata nella notte del 28 maggio scorso per un furto all’interno del cimitero di Sant’Antonio Abate.

In quell’occasione due individui si sarebbero introdotti nel camposanto alla ricerca di rame, asportando il prezioso metallo da diverse lapidi e provocando indignazione e sdegno per il gesto compiuto in un luogo sacro e di raccoglimento.

La svolta è arrivata quando una pattuglia ha individuato il monovolume tedesco con a bordo due cittadini rumeni, residenti nel campo rom di Poggioreale in via del Macello. Sia il veicolo che i volti degli occupanti sarebbero risultati compatibili con le immagini acquisite dai carabinieri durante le indagini. Per entrambi è scattata la denuncia, mentre il mezzo è stato sottoposto a sequestro.

L’attività di controllo è proseguita anche nel centro cittadino. I militari hanno individuato un 25enne e un 22enne del posto, ritenuti responsabili di un tentativo di furto di una bicicletta elettrica. Fondamentale la tempestiva segnalazione della proprietaria al numero di emergenza 112. I carabinieri hanno rintracciato i due poco distante dal luogo del tentato colpo. Per loro l’accusa è di tentato furto e resistenza.

Non sono mancati i controlli alla circolazione stradale. Durante i posti di blocco, effettuati anche con l’utilizzo dell’etilometro, due automobilisti sono risultati positivi all’alcol test e sono stati denunciati all’autorità giudiziaria.

Sul fronte del contrasto al consumo di droga, infine, tre giovani sono stati segnalati alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti.

L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine sul territorio stabiese e lungo la fascia costiera, soprattutto in vista dell’intensificarsi della stagione estiva e dell’aumento delle presenze nelle aree balneari.

Guida pratica per ottimizzare i costi operativi nella logistica

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Per le imprese che hanno a che fare con logistica e trasporti, gestire in maniera ottimale i costi operativi richiede attenzione costante e strumenti adeguati. Margini ridotti, volatilità dei prezzi, pressione normativa e imprevisti rendono indispensabile un approccio strutturato, capace di trasformare ogni voce di spesa in una leva di efficienza. In questo articolo offriamo una panoramica concreta delle principali aree di intervento per imprenditori, fleet manager e autotrasportatori che vogliono ottimizzare l’operatività quotidiana.

I principali driver di costo nella logistica su gomma

Prima di intervenire, è fondamentale avere chiari quali sono i principali centri di costo di un’azienda che gestisce veicoli commerciali. Le voci più rilevanti sono:

  • il carburante;
  • la manutenzione dei mezzi;
  • i costi del personale;
  • le assicurazioni;
  • i costi amministrativi legati alla flotta.

Un errore comune è quello di concentrarsi esclusivamente sul costo più visibile (il carburante), trascurando inefficienze che si nascondono altrove: percorsi non ottimizzati, soste non pianificate, fermi macchina per manutenzioni in ritardo ecc.

Qual è la voce da presidiare con maggiore attenzione?

Il carburante è la quota più significativa dei costi variabili nella logistica su gomma. La sua gestione efficiente non riguarda solo il prezzo al litro, ma l’intero processo: chi autorizza il rifornimento, come vengono registrate le spese, quanto controllo ha l’azienda sull’utilizzo reale. Molte imprese gestiscono ancora il carburante con rimborsi manuali o pagamenti in contanti, con tutti i limiti che questo comporta in termini di trasparenza e carico amministrativo.

La soluzione per superare questi limiti strutturalmente è adottare delle carte carburante aziendali: ogni rifornimento viene associato al veicolo e al conducente, le spese sono rendicontate in modo centralizzato e l’azienda può impostare limiti per ciascuna card. Il risultato è una riduzione del rischio di abusi, una semplificazione contabile e, spesso, l’accesso a tariffe più competitive (grazie agli accordi con le reti di distribuzione).

L’importanza della manutenzione programmata

Un veicolo fermo è un costo che non genera ricavo; tuttavia, molte aziende adottano ancora un approccio reattivo e intervengono solo quando si manifesta un guasto. Passare a una logica preventiva (basata su chilometraggio, ore di utilizzo e dati telematici) riduce i fermi non pianificati e abbassa i costi di riparazione nel tempo. Oggi, infatti, i sistemi di telematica permettono di monitorare lo stato dei veicoli, ricevere alert su anomalie meccaniche e pianificare gli interventi – riducendo al minimo l’impatto sull’operatività.

Ottimizzazione dei percorsi e rispetto dei tempi

Un altro elemento di ottimizzazione sono i software dedicati al route planning, che consentono di ridurre i chilometri percorsi, ottimizzare le finestre di consegna e migliorare il tasso di utilizzo dei veicoli. In un contesto in cui carburante e personale pesano così tanto, anche una minima riduzione percentuale dei chilometri si traduce in risparmi rilevanti su scala annua. A questo si aggiunge la corretta gestione dei tempi di guida e riposo, disciplinata a livello europeo dal Regolamento (CE) n. 561/2006: conducenti riposati guidano meglio e consumano meno.”

Digitalizzazione: la base per decidere meglio

Tutte le strategie di ottimizzazione hanno un denominatore comune: la disponibilità di dati accurati. Senza visibilità su consumi, percorsi e costi, qualsiasi intervento rischia di basarsi su percezioni piuttosto che su evidenze.

La digitalizzazione operativa, attraverso piattaforme che connettono telematica, carburante e amministrazione, è oggi accessibile anche alle piccole e medie imprese con un investimento iniziale che, in genere, viene recuperato rapidamente grazie ai risparmi generati su più fronti. Per approfondire normative e tendenze è possibile consultare il sito web di Uomini e Trasporti, che offre aggiornamenti regolari su mercato e buone pratiche per le imprese di autotrasporto italiane.

Un approccio integrato per competere sui margini

In settori dove la concorrenza è elevata e i margini sono spesso sottili, la differenza tra chi cresce e chi fatica si gioca sulla capacità di gestire i costi con maggiore intelligenza. Non si tratta di tagliare, ma di ottimizzare: eliminare gli sprechi, automatizzare i processi manuali e dotarsi di strumenti che trasformano i dati in decisioni. Le imprese che integrano in modo coerente la gestione del carburante, la manutenzione preventiva e la digitalizzazione sono quelle meglio posizionate per affrontare le sfide del mercato attuale.

Castellammare, demolito un manufatto abusivo in via Virgilio: prosegue la lotta all’illegalità edilizia

Prosegue senza soste l’azione di contrasto all’abusivismo edilizio da parte dell’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia. Nella mattinata di oggi sono infatti iniziate le operazioni di demolizione di un manufatto realizzato abusivamente in via Virgilio, nel cuore della città, in esecuzione di un provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria.

L’intervento, coordinato dalla Polizia Municipale e attuato direttamente dal Comune, si inserisce nel più ampio programma di tutela della legalità e di ripristino del rispetto delle norme urbanistiche portato avanti dall’ente negli ultimi mesi.

Nel dettaglio, l’abbattimento riguarda una copertura di circa 15 metri quadrati e un terrazzo della stessa estensione, opere realizzate senza i necessari titoli autorizzativi previsti dalla normativa vigente. Le attività sono state avviate nelle prime ore della giornata per consentire la piena esecuzione del provvedimento disposto dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e riportare l’area alle condizioni originarie.

L’operazione rappresenta un ulteriore segnale della volontà dell’amministrazione comunale di contrastare ogni forma di abuso sul territorio, intervenendo nei casi in cui vengano accertate violazioni delle norme edilizie e urbanistiche.

Sul tema è intervenuto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che ha ribadito la linea di fermezza adottata dall’amministrazione.

«Il contrasto all’abusivismo edilizio non ammette deroghe. Ripristinare la legalità sul territorio è un dovere imprescindibile perché significa tutelare l’ambiente, garantire la sicurezza dei cittadini e difendere il futuro della città. L’azione dell’amministrazione proseguirà con determinazione e senza esitazioni, in stretta collaborazione con la Polizia Municipale e con tutte le autorità competenti» ha dichiarato il primo cittadino.

L’intervento di via Virgilio conferma dunque l’impegno del Comune nel perseguire gli obiettivi di salvaguardia del territorio e di rispetto delle regole, attraverso una collaborazione costante con le forze dell’ordine e gli organi giudiziari. Un’attività che punta non solo a reprimere gli illeciti, ma anche a promuovere una cultura della legalità e della corretta gestione urbanistica, considerata fondamentale per lo sviluppo equilibrato della città.

Juve Stabia, Omar Correia: Un leader del centrocampo, un altro capolavoro firmato Matteo Lovisa

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Ci sono acquisti che si rivelano utili, altri che diventano determinanti. Poi esistono operazioni capaci di modificare gli equilibri di un’intera squadra. L’arrivo di Omar Correia alla Juve Stabia appartiene senza dubbio a quest’ultima categoria. Una trattativa lunga, complessa, portata avanti con determinazione dal direttore sportivo Matteo Lovisa, che ha creduto nel valore del centrocampista fin dal primo momento e che oggi può rivendicare uno dei colpi più riusciti degli ultimi anni in casa gialloblù.

Quando Correia è sbarcato a Castellammare di Stabia, le aspettative erano alte, ma pochi potevano immaginare un impatto così devastante. Il centrocampista francese si è rapidamente trasformato nel punto di riferimento della squadra, diventando il fulcro attorno al quale si sviluppa il gioco delle Vespe. Una crescita costante che lo ha portato a conquistare il cuore dei tifosi del “Romeo Menti” e il rispetto degli addetti ai lavori.

Il padrone della mediana

Ridurre Correia al ruolo di semplice interditore sarebbe un errore. Il numero della Juve Stabia rappresenta il prototipo del centrocampista moderno: dinamico, completo, intelligente tatticamente e capace di incidere in entrambe le fasi di gioco.

La sua presenza in mezzo al campo è costante. Recupera palloni, interrompe le azioni avversarie, protegge la difesa e allo stesso tempo avvia la manovra con qualità e personalità. La sua capacità di leggere le situazioni di gioco gli consente di essere sempre nel posto giusto al momento giusto, offrendo ai compagni una soluzione sicura in ogni fase della partita.

La forza degli inserimenti e il peso dei suoi gol

Uno degli aspetti che più hanno sorpreso durante la stagione è stata la sua capacità di rendersi decisivo anche in zona offensiva. Oltre al lavoro oscuro e indispensabile svolto davanti alla difesa, Correia ha aggiunto al proprio repertorio inserimenti puntuali e una notevole freddezza negli ultimi metri.

Le sue reti non sono state semplici statistiche da aggiornare, ma gol spesso pesanti, capaci di indirizzare partite equilibrate e regalare punti fondamentali alla Juve Stabia. Un valore aggiunto che ha elevato ulteriormente il suo rendimento, rendendolo uno dei centrocampisti più completi dell’intero campionato cadetto.

Una leadership che non ha bisogno di parole

Correia non è un leader che alza la voce o cerca continuamente i riflettori. La sua è una leadership diversa, costruita attraverso l’esempio quotidiano, l’intensità delle prestazioni e la continuità di rendimento.

La sicurezza che trasmette ai compagni è evidente. Quando il pallone passa dai suoi piedi, la squadra trova ordine e serenità. Sa rallentare o accelerare il ritmo della manovra, gestisce i momenti delicati e interpreta la gara con la maturità di un veterano nonostante la giovane età.

Quella che sembra una leadership silenziosa diventa invece fondamentale all’interno degli equilibri della squadra, soprattutto nei momenti di maggiore pressione.

Il simbolo della crescita gialloblù

La sorprendente stagione della Juve Stabia non può essere spiegata senza soffermarsi sull’importanza di Omar Correia. Le Vespe sono riuscite a confrontarsi alla pari con organici costruiti per il vertice della classifica grazie a un’identità di gioco chiara e a interpreti di altissimo livello. Tra questi, il francese ha rappresentato uno dei fattori più determinanti.

La sua onnipresenza in campo, la qualità nelle due fasi e la capacità di risultare decisivo hanno permesso alla squadra di mantenere equilibrio e competitività contro qualsiasi avversario.

A distanza di mesi dall’inizio della sua avventura stabiese, il giudizio appare ormai unanime: Matteo Lovisa aveva visto giusto. Quello che era nato come un lungo corteggiamento di mercato si è trasformato in uno dei migliori investimenti della storia recente del club.

Omar Correia oggi è il presente della Juve Stabia, il motore che alimenta il gioco delle Vespe e uno dei centrocampisti più forti dell’intera Serie B. Ma osservando la sua crescita e le sue prestazioni, viene naturale pensare che possa rappresentare anche il futuro economico del club, destinato a diventare uno dei nomi più ricercati nelle prossime finestre di mercato.

Juve Stabia, momento della svolta: Francesco Agnello si tira indietro, corsa a due per il futuro delle Vespe

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Dopo settimane caratterizzate da incertezze, indiscrezioni e forte preoccupazione tra i tifosi, il futuro della Juve Stabia sembra finalmente avvicinarsi a una svolta decisiva. Le prossime ore saranno fondamentali per delineare il destino del club gialloblù, impegnato in una delicata fase societaria che dovrà necessariamente trovare una soluzione prima delle imminenti scadenze federali.

L’elemento più significativo emerso nelle ultime ore riguarda il definitivo passo indietro della Stabia Capital Srl riconducibile al dottor Francesco Agnello. Una scelta che, di fatto, chiude ogni possibilità di prosecuzione del progetto attraverso l’attuale proprietà. Agnello avrebbe infatti deciso di non fornire le garanzie economiche necessarie e di non partecipare all’aumento di capitale richiesto per assicurare stabilità finanziaria alla società e consentire il regolare completamento dell’iter d’iscrizione al prossimo campionato di Serie B.

Una decisione che rappresenta un punto di non ritorno nella vicenda societaria e che spinge inevitabilmente gli amministratori giudiziari a valutare le proposte alternative già presentate per rilevare il controllo del club. Mancano 24 ore all’udienza in tribunale dove sarà ufficializzato il nuovo proprietario della S.S. Juve Stabia 1907.

Archiviata la pista Agnello, l’attenzione si concentra ora sulle due offerte rimaste in campo. Davanti al Tribunale di Napoli si è delineata una vera e propria sfida a due per la conquista della Juve Stabia, una battaglia che potrebbe decidere non soltanto il futuro economico della società, ma anche le prospettive sportive delle prossime stagioni.

Da una parte c’è Alfredo Guerri, imprenditore conosciuto e apprezzato nell’ambiente stabiese, già vicino alla società in qualità di sponsor e ritenuto da molti una figura in grado di garantire continuità e radicamento sul territorio.

Dall’altra emerge la candidatura della Swiss Gulf Holding, gruppo internazionale che rappresenta un’opzione che punta a rilanciare il club attraverso un progetto imprenditoriale ambizioso, sostenuto da apparenti importanti capacità finanziarie.

La decisione finale spetterà agli organi competenti e sarà valutata tenendo conto delle garanzie economiche, della sostenibilità dei progetti presentati e della capacità di assicurare un futuro stabile alla società.

Nel frattempo Castellammare di Stabia vive ore di intensa attesa. L’ansia per gli aspetti burocratici e societari si intreccia con una rinnovata speranza. La prospettiva di una nuova proprietà pronta a investire e programmare il futuro ha infatti riacceso l’entusiasmo di una tifoseria che negli ultimi mesi ha dovuto convivere con continui interrogativi sul destino del club.

L’obiettivo comune è quello di lasciarsi alle spalle le vicende giudiziarie e societarie per tornare a parlare esclusivamente di calcio, di programmazione e di una Serie B che la Juve Stabia vuole continuare a vivere da protagonista.

Il conto alla rovescia è ormai entrato nella sua fase finale. Mercoledì 10 giugno potrebbe rappresentare una data storica per il club gialloblù. L’udienza fissata presso il Tribunale di Napoli dovrà infatti indicare quale sarà il soggetto destinato a raccogliere il testimone e guidare la Juve Stabia nel prossimo futuro. I tifosi hanno annunciato che saranno presenti domani a Napoli per aspettare l’ufficialità del nome dell’imprenditore che acquisirà il pacchetto delle quote.

Castellammare trattiene il fiato. Le Vespe sono a un bivio decisivo della propria storia recente e l’intera città attende di conoscere il nome di chi avrà il compito di scrivere il prossimo capitolo della favola gialloblù.

Juve Stabia, Agnello rinuncia alla ricapitalizzazione: Il 10 giugno sarà ufficiale un nuovo proprietario

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A meno di quarantotto ore dall’udienza decisiva fissata per il 10 giugno alle ore 12.30 presso il Tribunale di Napoli, emergono indiscrezioni che potrebbero rappresentare una svolta definitiva nella complessa vicenda societaria della S.S. Juve Stabia.

Secondo fonti ritenute attendibili vicine a Stabia Capital Srl, i legali di Francesco Agnello avrebbero comunicato che il loro assistito ha deciso di non procedere alla ricapitalizzazione del club richiesta dagli amministratori giudiziari e autorizzata dal Tribunale di Napoli nell’udienza dello scorso 3 giugno. Una posizione che, sempre secondo le stesse fonti, sarebbe stata già anticipata dagli avvocati dello stesso Agnello durante la precedente udienza.

La ricapitalizzazione rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la copertura delle perdite e completare l’iter necessario all’iscrizione della Juve Stabia al prossimo campionato di Serie B. Il mancato intervento dell’attuale proprietario aprirebbe dunque scenari completamente nuovi sul futuro della società gialloblù.

Al momento non sarebbe prevista alcuna comunicazione ufficiale da parte della Juve Stabua. Tutto sarebbe stato rinviato all’esito dell’udienza del 10 giugno, considerata decisiva per comprendere quale sarà il destino del club stabiese.

Il comunicato diffuso ad una testata irpina

Nel frattempo, però, Francesco Agnello ha affidato la propria posizione ad un comunicato stampa inviato alla testata online binews.it, giornale registrato presso il Tribunale di Avellino.

Una scelta che non è passata inosservata negli ambienti calcistici e cittadini. Il precedente comunicato ufficiale diffuso dall’imprenditore, uno dei soli due diramati nei quasi due mesi trascorsi dall’acquisizione della società, era stato infatti inviato a Il Mattino, storico quotidiano napoletano con una diffusione consolidata nell’intera provincia di Napoli e quindi anche a Castellammare di Stabia, città che ospita la Juve Stabia.

La decisione di utilizzare una diversa piattaforma di comunicazione ha inevitabilmente suscitato interrogativi e curiosità, soprattutto in una fase così delicata per le sorti del club.

La contestazione agli amministratori giudiziari

Nel documento diffuso, Stabia Capital Srl prende una posizione netta nei confronti degli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale.

La società, attraverso il proprio amministratore unico Francesco Agnello, dichiara infatti di non riconoscere la validità e l’efficacia della delibera assembleare che ha approvato l’aumento di capitale, contestando apertamente l’operato degli amministratori giudiziari che hanno presenziato all’assemblea.

Una presa di posizione che lascia intravedere la possibilità di future iniziative legali.

“Con riferimento alla delibera assembleare dei soci presenziata unilateralmente dagli Amministratori Giudiziari, Stabia Capital S.r.l. rappresenta, con rammarico, di non riconoscerne la validità e l’efficacia e si riserva ogni azione innanzi alle Autorità competenti a tutela dei propri diritti”, si legge nel comunicato.

La società aggiunge inoltre che, alla luce degli sviluppi giudiziari e dell’appello presentato contro il decreto di sequestro di prevenzione, non procederà alla sottoscrizione dell’aumento di capitale deliberato.

Un addio che sembra definitivo

Al di là degli aspetti tecnici e giuridici, il passaggio più significativo del comunicato appare quello finale, nel quale Stabia Capital sembra di fatto prendere le distanze dal futuro della Juve Stabia.

Pur manifestando l’auspicio di una soluzione bonaria della controversia e scongiurando il rischio di liquidazione della società, il testo rivolge un esplicito augurio agli investitori che si sono fatti avanti per garantire continuità al club.

Parole che vengono interpretate da molti osservatori come una sorta di congedo dalla realtà gialloblù e come la conferma della volontà di non partecipare alla fase di rilancio economico richiesta dal Tribunale.

Ore decisive per il futuro delle Vespe

L’attenzione ora è tutta concentrata sull’udienza del 10 giugno. Da quella seduta potrebbero emergere indicazioni decisive sia per la governance della società sia per il completamento della procedura di iscrizione al prossimo torneo cadetto.

Nel frattempo, la tifoseria attende con apprensione sviluppi concreti, mentre la squadra che poche settimane fa ha chiuso una stagione storica in Serie B si ritrova ancora al centro di una delicata battaglia societaria e giudiziaria che però lascia intravedere il sereno che arriverà a breve.

Le prossime ore saranno probabilmente determinanti per capire chi guiderà il futuro della Juve Stabia e quali saranno le risorse economiche che consentiranno al club di programmare la nuova stagione.

Juve Stabia, Alfredo Guerri non ha mai abbandonato le Vespe: dal sostegno economico all’amore per la piazza

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Nel calcio esistono figure che arrivano in punta di piedi e finiscono per diventare protagonisti silenziosi ma determinanti. Persone che non cercano riflettori, ma che con i fatti riescono a lasciare un segno profondo nella storia di un club. È il caso di Alfredo Guerri, imprenditore che da quando ha deciso di avvicinarsi alla Juve Stabia ha dimostrato con continuità, concretezza e passione un attaccamento ai colori gialloblù che pochi avrebbero immaginato.

La stagione appena conclusa è stata straordinaria sul piano sportivo, ma allo stesso tempo particolarmente complessa sotto il profilo gestionale ed economico. Dietro i risultati ottenuti sul campo dalla squadra di Ignazio Abate si è infatti combattuta una battaglia quotidiana per garantire stabilità e continuità al progetto sportivo.

In questo contesto il contributo di Alfredo Guerri è stato tutt’altro che marginale.

Il suo ingresso nel mondo Juve Stabia era iniziato attraverso una sponsorizzazione, un sostegno importante ma apparentemente simile a quello di tanti altri imprenditori che decidono di affiancare una realtà calcistica. Con il passare dei mesi, però, è emerso chiaramente che il suo rapporto con il club stabiese andava ben oltre una semplice partnership commerciale.

Nei momenti più delicati della stagione, quando la società si è trovata ad affrontare scadenze federali decisive per il futuro del club, Guerri ha scelto di intervenire concretamente. Il suo contributo economico straordinario ha rappresentato una vera e propria àncora di salvezza per la Juve Stabia, consentendo alla società di superare senza conseguenze le delicate scadenze FIGC del 16 febbraio e del 16 aprile.

Due appuntamenti che avrebbero potuto avere ripercussioni pesanti sulla classifica e sul cammino delle Vespe attraverso eventuali penalizzazioni. Invece, grazie anche al suo sostegno, il club è riuscito a rispettare gli impegni richiesti dalla normativa federale, mantenendo intatto il patrimonio sportivo conquistato sul campo.

Ma il legame tra Guerri e la Juve Stabia non si è limitato agli aspetti finanziari.

Nel corso della stagione l’imprenditore ha continuato a dimostrare vicinanza alla squadra anche attraverso iniziative concrete destinate a migliorare l’organizzazione e la serenità del gruppo. Il suo intervento ha contribuito a rendere più agevoli alcune delle ultime trasferte affrontate dalle Vespe, permettendo alla squadra di preparare gli impegni più importanti nelle migliori condizioni possibili.

Un sostegno che si è trasformato anche in un ulteriore gesto di fiducia verso il progetto sportivo gialloblù. Guerri aveva infatti previsto un premio speciale nel caso in cui la Juve Stabia fosse riuscita a conquistare la promozione attraverso i play-off, ulteriore dimostrazione di quanto credesse nelle potenzialità del gruppo e nelle ambizioni della società.

Se i contributi economici raccontano una parte della storia, ce n’è un’altra ancora più significativa.

Quando si è iniziato a discutere del futuro societario della Juve Stabia, Alfredo Guerri è stato il primo soggetto a manifestare un interesse concreto per l’acquisizione di quote del club e per un coinvolgimento diretto nella gestione della società. Un segnale forte, soprattutto considerando che numerosi imprenditori stabiesi erano stati accostati o invitati a valutare un ingresso nella compagine societaria senza però compiere passi concreti.

Guerri, pur non essendo stabiese di nascita, ha dimostrato con i fatti una vicinanza e una disponibilità che molti figli di questa città non sono riusciti o non hanno voluto garantire.

Per questo motivo il suo nome è entrato rapidamente nel cuore della tifoseria. I sostenitori gialloblù hanno percepito immediatamente la sincerità del suo impegno, ricambiando con affetto e stima ogni gesto compiuto a favore della squadra.

La sensazione è che tra Alfredo Guerri e Castellammare di Stabia sia nato qualcosa che va oltre il semplice rapporto tra imprenditore e società sportiva. È nato un legame autentico, costruito attraverso la presenza costante nei momenti difficili, quelli nei quali si misura davvero il valore delle persone.

Se si volesse stilare una classifica ideale dei dirigenti e degli imprenditori che negli anni hanno contribuito economicamente alla sopravvivenza e alla crescita della Juve Stabia, il nome di Guerri meriterebbe certamente una posizione di assoluto rilievo. Per impatto, continuità e volume degli interventi, il suo contributo potrebbe addirittura collocarlo davanti a figure storiche come Roberto Fiore e Francesco Manniello in questa speciale graduatoria non ufficiale.

Non è ancora chiaro quale sarà l’esito del passaggio delle quote societarie. Gli amministratori giudiziari, che operano per conto del Tribunale nella gestione della Juve Stabia, hanno disposto la necessità di una ricapitalizzazione per coprire le perdite e garantire la stabilità del club in vista della prossima stagione.

L’attuale proprietario, Francesco Agnello, è chiamato a intervenire direttamente per effettuare la ricapitalizzazione pari a 6.901.000 euro entro le ore 23:59 di questa notte. Qualora ciò non avvenisse, Alfredo Guerri avrebbe la possibilità di subentrare con il versamento della somma prevista, assumendo di fatto il controllo della società e l’intero pacchetto azionario del club.

Tra i tifosi cresce la speranza che possa concretizzarsi proprio questo scenario, soprattutto alla luce del fatto che Agnello, nei suoi quasi due mesi di gestione (dal 17 aprile 2026), non ha mai avuto un contatto diretto con la piazza né fornito un sostegno economico concreto alla Juve Stabia, risultando di fatto una figura distante dal mondo gialloblù.

Oggi se il futuro della Juve Stabia è ancora tutto da scrivere c’è già una certezza che sembra emergere con forza: Alfredo Guerri si è innamorato della piazza stabiese e la piazza stabiese si è innamorata di lui.

Un rapporto costruito sulla fiducia reciproca, sul rispetto e sulla condivisione di una passione comune. Un matrimonio gialloblù che tifosi e appassionati sperano possa durare a lungo e trasformarsi in un percorso ricco di soddisfazioni, successi e nuovi traguardi.

Perché in un calcio sempre più dominato da numeri e interessi, ci sono ancora storie che nascono dal cuore. E quella tra Alfredo Guerri e la Juve Stabia sembra essere una di queste.

Juve Stabia, Gabrielloni: Resta il rimpianto di una scommessa mancata, un’occasione mai sbocciata

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Doveva rappresentare l’uomo della svolta, l’attaccante esperto capace di garantire peso offensivo, leadership e gol in un campionato duro come la Serie B. Invece, l’avventura di Alessandro Gabrielloni con la maglia della Juve Stabia sembra destinata a chiudersi nel segno della delusione, lasciando dietro di sé più interrogativi che certezze.

Quando la società gialloblù riuscì a portare a Castellammare il centravanti proveniente dal Como negli ultimi giorni del mercato estivo, l’entusiasmo tra gli addetti ai lavori e i tifosi era palpabile. L’idea era quella di aggiungere al reparto offensivo un calciatore abituato a palcoscenici importanti, in grado di mettere la propria esperienza al servizio di una squadra neopromossa ma ambiziosa.

La realtà, però, si è rivelata molto diversa dalle aspettative.

Fin dalle prime settimane, Gabrielloni è stato costretto a fare i conti con una condizione fisica precaria che ne ha limitato continuità e rendimento. Problemi muscolari e acciacchi vari hanno impedito all’attaccante di trovare il ritmo partita necessario per esprimersi al meglio, costringendolo spesso a rincorrere la migliore forma senza mai riuscire realmente a raggiungerla.

Le difficoltà fisiche si sono inevitabilmente riflesse sul campo. L’attaccante marchigiano non è mai riuscito a diventare un punto di riferimento stabile per il gioco offensivo delle Vespe. Le occasioni da gol sono state poche, i lampi ancora meno e, con il passare delle settimane, la sensazione di un’integrazione mai completata all’interno del sistema tattico di Ignazio Abate è diventata sempre più evidente.

I numeri raccontano una stagione ben lontana dagli standard a cui Gabrielloni aveva abituato tifosi e addetti ai lavori negli anni precedenti. La sua presenza in area di rigore, da sempre una delle sue qualità migliori, è apparsa spesso sporadica. Quella capacità di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, che aveva caratterizzato gran parte della sua carriera, è rimasta soltanto a tratti visibile.

C’è però un episodio che più di ogni altro racchiude il significato della sua esperienza stabiese. Una fotografia perfetta di una stagione complicata e sfortunata.

È il 22 febbraio e al “Romeo Menti” arriva il Modena. La Juve Stabia, sotto di due reti, trova la forza di reagire e accorcia le distanze con Mosti, alimentando le speranze di una rimonta che sembrava impossibile. A dieci minuti dal termine arriva l’occasione più importante della partita: calcio di rigore per le Vespe.

Sul dischetto si presenta proprio Gabrielloni.

Per l’attaccante è il momento ideale per cambiare la narrativa della sua stagione. Un gol avrebbe significato pareggio, avrebbe mantenuto intatta l’imbattibilità interna e, soprattutto, avrebbe potuto rappresentare la scintilla per rilanciarsi definitivamente agli occhi della tifoseria.

Ma il destino sceglie un’altra strada.

La conclusione è poco angolata e priva della necessaria forza. Il portiere del Modena, Chichizola, intuisce e blocca senza particolari difficoltà. Il “Menti” ammutolisce. La Juve Stabia perderà poi l’incontro per 2-1 e quel rigore sbagliato finirà inevitabilmente per diventare il simbolo di un’annata da dimenticare.

Da quel momento il rapporto con una parte della tifoseria si incrina definitivamente. Non sono mai mancati l’impegno, la professionalità e la disponibilità del giocatore, aspetti che nessuno ha realmente contestato. Ciò che i sostenitori gialloblù hanno faticato ad accettare è stata la mancanza di incisività nei momenti decisivi della stagione, soprattutto considerando il curriculum e l’esperienza dell’attaccante.

In una piazza passionale ed esigente come Castellammare di Stabia, le aspettative nei confronti di un giocatore del suo calibro erano inevitabilmente elevate. Per questo motivo la distanza tra ciò che ci si aspettava e ciò che effettivamente è arrivato sul campo è risultata ancora più evidente.

Per la prossima stagione la società sarà chiamata a valutare attentamente le strategie per il reparto offensivo, mentre il centravanti tornerà a Como e dovrà ripartire da una nuova sfida per ritrovare quella continuità che gli è mancata nell’ultimo anno.

Resta il rammarico per una storia che avrebbe potuto regalare ben altre soddisfazioni. Perché, al di là delle critiche e dei numeri, la sensazione è che né Gabrielloni né la Juve Stabia siano riusciti a mostrare il meglio di sé in questo matrimonio calcistico.

E forse è proprio questo il più grande rimpianto: la consapevolezza che tra le Vespe e l’attaccante marchigiano non sia mai davvero scoccata quella scintilla che tutti, all’inizio della stagione, immaginavano potesse accendersi. Una parentesi destinata a essere ricordata più per ciò che avrebbe potuto essere che per quanto effettivamente è stata.

Castellammare, Massimo Santaniello: Scoglio di Rovigliano e Castello Angioino tornino patrimonio della città

Dopo aver acceso i riflettori sulla possibile vendita dello Scoglio di Rovigliano, una notizia che ha rapidamente fatto il giro della città e dei social network, Massimo Santaniello torna a lanciare un appello alle istituzioni. L’attuale coordinatore cittadino di Noi Moderati ritiene che il Comune di Castellammare di Stabia debba assumere un ruolo da protagonista nella tutela e valorizzazione del patrimonio storico locale.

Negli ultimi giorni, infatti, alle indiscrezioni sulla cessione dello Scoglio di Rovigliano si sono aggiunte quelle relative a una possibile vendita del Castello Angioino, storico maniero che domina la città dalla collina della Panoramica.

Secondo Santaniello, indipendentemente dalla fondatezza delle notizie circolate sui social e sulle testate giornalistiche, è arrivato il momento di affrontare concretamente il tema del futuro di due simboli della storia stabiese.

Santaniello, perché ritiene che questa possa essere un’occasione importante per Castellammare?

“Perché la città potrebbe avere l’opportunità di rientrare in possesso di due beni che rappresentano una parte fondamentale della sua identità storica. Stiamo parlando dello Scoglio di Rovigliano e del Castello Angioino, due monumenti che raccontano secoli di storia e che meritano di essere tutelati e valorizzati nell’interesse della collettività”.

Lei sostiene che il Comune debba intervenire direttamente. Per quale motivo?

“Perché non si può continuare a demandare tutto ad altri enti. Spesso si pensa immediatamente al Ministero della Cultura, alla Regione Campania o alla Città Metropolitana, ma un’amministrazione comunale deve avere la forza e la consapevolezza di assumere iniziative proprie quando si tratta di beni così importanti. Castellammare deve essere protagonista e non semplice spettatrice”.

Partiamo dal caso dello Scoglio di Rovigliano. Qual è la sua posizione?

“Da anni associazioni, studiosi e cittadini chiedono un intervento concreto. Su quell’isolotto sorgevano le vestigia di un castello che, nel corso dei decenni, è stato progressivamente abbandonato. Parliamo di un bene sottoposto a vincolo storico e culturale che, a nostro avviso, avrebbe meritato una tutela più incisiva”.

Lei richiama anche precise norme di legge.

“Assolutamente sì. Il Codice dei Beni Culturali stabilisce che i proprietari di beni vincolati sono tenuti a garantirne la conservazione. La normativa prevede inoltre che, in caso di mancata manutenzione, possano essere adottati interventi coattivi oppure si possa procedere all’espropriazione per pubblica utilità. Per questo riteniamo che il Comune debba valutare tutte le strade possibili, dall’acquisto all’esproprio, per riportare il bene nella disponibilità pubblica”.

Quale potrebbe essere il futuro dello Scoglio di Rovigliano?

“Non basta acquisire un bene, bisogna immaginare anche una destinazione concreta. Una proposta interessante potrebbe essere quella di realizzare un centro dedicato alla biologia marina e al monitoraggio delle acque, della flora e della fauna del Golfo. Sarebbe un progetto prestigioso, utile alla ricerca e alla valorizzazione ambientale, capace di restituire dignità a un luogo straordinario”.

Diversa, invece, la situazione del Castello Angioino.

“Sì, perché in questo caso il proprietario privato ha dimostrato negli anni una grande attenzione verso il bene. Il castello è stato mantenuto in ottime condizioni ed è stato valorizzato. Questo va riconosciuto con onestà intellettuale”.

Perché allora il Comune dovrebbe interessarsi anche a questa struttura?

“Perché il Castello Angioino rappresenta uno dei simboli più importanti della storia medievale di Castellammare. Le sue origini affondano nel IX secolo e il suo valore storico è indiscutibile. Se davvero fosse disponibile sul mercato, la città dovrebbe valutare seriamente la possibilità di acquisirlo e destinarlo a funzioni culturali permanenti”.

Quali potrebbero essere queste funzioni?

“Potrebbe diventare un museo dedicato all’arte e alla storia medievale, ma anche ospitare eventi culturali, mostre, convegni e iniziative istituzionali. Si potrebbe persino immaginare una gestione che consenta l’utilizzo per cerimonie o manifestazioni, attraverso regole precise approvate dal Consiglio Comunale, garantendo al tempo stesso la tutela del bene”.

L’aspetto economico rappresenta inevitabilmente un ostacolo.

“Certamente. Nessuno sottovaluta il problema delle risorse. Tuttavia il tema non può essere affrontato partendo esclusivamente dai costi. Occorre elaborare progetti credibili e poi cercare i finanziamenti necessari. Lo farebbero la Regione, il Ministero o qualsiasi altro ente pubblico. Può e deve farlo anche il Comune di Castellammare”.

Qual è il messaggio finale che vuole rivolgere all’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza?

“Mi auguro che si colga questa opportunità. Castellammare possiede un patrimonio storico straordinario che va preservato per le future generazioni. L’amministrazione deve mettere in campo tutte le azioni necessarie per reperire fondi, studiare progetti di valorizzazione e verificare la possibilità di acquisire questi beni. Non bisogna aspettare che siano altri a decidere per noi. È il momento di dimostrare coraggio, visione e amore per la città”.

Riciclo della plastica: i 10 errori che mettono in crisi persino la GenZ. La guida di Skuola.net e COREPLA

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Alzi la mano chi non ha mai pensato di fare un favore al Pianeta accartocciando a mo’ di palline le bottiglie di plastica prima di riciclarle: peccato che la procedura corretta sia quella di assottigliarle, come un foglio di carta.


Non c’è, però, da preoccuparsi troppo se anche noi abbiamo questa abitudine. Sono errori che commettono anche quelli che potrebbero insegnare a tutti la sostenibilità ambientale: le ragazze e i ragazzi appartenenti alla Generazione Zeta, che vantano una spiccata sensibilità ecologica, sicuramente maggiore rispetto agli adulti. Lo dicono i numeri.

Secondo una recente indagine condotta da Skuola.net in collaborazione con COREPLA – Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero proprio degli Imballaggi in Plastica – ben 9 giovani su 10 affermano di fare regolarmente la raccolta differenziata.

Ma non sempre le migliori intenzioni si traducono in ottima esecuzione: 1 su 5 ammette di non avere le informazioni sufficienti per differenziare in modo corretto e solo il 25% si sente davvero competente in materia.

Ecco quindi che Skuola.net ha interpellato proprio COREPLA per realizzare una guida definitiva per svelare i 10 errori più comuni nel riciclo della plastica. Ma, soprattutto, come evitarli.

1. “Tutto fa brodo”: se è plastica, va nella plastica

È lo scivolone più frequente. In Italia, la raccolta differenziata della plastica riguarda esclusivamente gli imballaggi, ovvero i prodotti che contengono, proteggono e trasportano merci in ogni fase del processo di distribuzione.

Dunque, niente giocattoli, pennarelli, utensili da cucina o bacinelle nel bidone giallo. Se non è un imballaggio, non va nella plastica.

2. Il lavaggio accurato dei contenitori: pulire è bene, sprecare acqua no

Molti pensano che flaconi e vaschette vadano sciacquati con cura prima di essere buttati. Falso: lavare gli imballaggi a casa è un inutile spreco di acqua ed energia.

Piuttosto, andrebbe applicata la regola del “vuoto”: l’imballaggio non deve essere perfettamente pulito, basta svuotarlo il più possibile dai residui di prodotto. Al lavaggio completo ci penseranno le operazioni fatte negli impianti di riciclo.

3. L’effetto “fungo”: schiacciare le bottiglie dall’alto verso il basso

Accartocciare le bottiglie d’acqua spingendo dal tappo verso il fondo è un classico. Ma questo complica il lavoro dei macchinari che smistano i rifiuti.

Meglio – anzi, quasi obbligatorio – sarebbe appiattire le bottiglie e, se possibile, i flaconi nel senso della lunghezza (longitudinalmente). In questo modo si riduce il loro volume, facilitando il riconoscimento del materiale sul nastro trasportatore quando si tratta di selezionare e avviare al riciclo.

4. Tappo e bottiglia: saremo io e te, per sempre, legati per la vita

C’è sempre il dubbio se i tappi debbano essere svitati e gettati a parte. In realtà, separarli è controproducente oltre che ormai complicato, visto che ora sono attaccati alle bottiglie. Perché, essendo molto piccoli, rischiano di creare problemi al processo di selezione.

Dopo aver schiacciato la bottiglia o il flacone, dunque, basterà richiuderli con il loro tappo. Le tecnologie degli impianti di selezione sanno benissimo come separare le plastiche diverse che compongono i due elementi, riuscendo così a valorizzarli entrambi.

5. No alla matrioska: stop agli imballaggi uno dentro l’altro

Per risparmiare spazio, si tende a riempire una vaschetta o una bottiglia tagliata con altri rifiuti di plastica, creando un unico blocco. Questo, però, manda in tilt i lettori degli impianti di riciclo.

Invece, parafrasando il proverbio, bisogna pensare che gli imballi in plastica stanno “meglio soli che male accompagnati”. Quindi, vanno conferiti sempre singolarmente, ben separati tra loro ed evitando di inserirli l’uno dentro l’altro.

6. Il polistirolo dove va? Non c’è nessuno che lo sa

Quasi 4 giovani su 10 non sanno dove buttare il polistirolo. Molti, infatti, pensano che non sia plastica riciclabile e lo gettano nel bidone generico.

Sbagliato: le vaschette in polistirolo – come quelle della carne, del gelato – o le protezioni per i piccoli elettrodomestici sono imballaggi a tutti gli effetti e, quindi, vanno anche loro nella raccolta della plastica. In questo modo, una volta svuotate e conferite, potranno essere riciclate e trovare una seconda vita.

7. Il Codice 7 e le “altre plastiche”: questo è il dilemma!

Quando, nel momento del riciclo di un involucro in plastica, ci si imbatte nel famigerato “codice riciclo numero 7” – che spesso è accompagnato dalla lettera O o dalla scritta “altre plastiche” – in molti pensano che l’imballaggio non sia riciclabile e lo gettano nell’indifferenziata.

Quel codice, invece, serve a identificare il tipo di polimero – che sia composto da combinazioni di materiali o da plastiche miste – ma non la sua maggiore o minore riciclabilità. Perché, come dice la “regola d’oro”: tutti gli imballaggi in plastica, a prescindere dal numero o dalla sigla, vanno conferiti sempre nella raccolta differenziata della plastica.

8. Vietato “fare la linguetta” allo yogurt, a meno che…

A differenza delle classiche bottiglie, gettare il vasetto dello yogurt con il suo “tappo” – ovvero la linguetta sigillante – può rappresentare un ostacolo per la fase di selezione e il corretto riciclo dei materiali.

La chiusura dei vasetti in plastica andrebbe, infatti, staccata dal corpo principale. Soprattutto se è in alluminio – si riconosce perché quando si accartoccia resta piegata – andrà nella raccolta dei metalli. Se, invece, è in plastica – quando si appallottola tende a tornare alla forma originaria – andrà anch’essa nella plastica, ma meglio se staccata dal vasetto.

9. L’etichetta delle buone maniere… sull’etichetta

Qui è importante fare una distinzione: le normali etichette di carta o di plastica che coprono solo in parte i contenitori possono tranquillamente restare attaccate alla bottiglia (verranno eliminate durante il lavaggio industriale).

Quando, invece, la copertura dei flaconi è totale – si parla delle cosiddette sleeves, spesso riconoscibili da una linea tratteggiata lungo un lato e dal simboletto della forbice – bisogna rimuovere questo “vestito” per intero e buttarlo separatamente sempre nella plastica: se resta al suo posto può ingannare i lettori ottici negli impianti.

10. Gli “inseparabili” poliaccoppiati: cosa fare?

Ci sono, infine, casi in cui separare i materiali è impossibile: stiamo parlando di imballaggi come i pacchetti di patatine, le buste del caffè sottovuoto o le bustine di cibo per animali, che spesso rientrano nella categoria dei cosiddetti poliaccoppiati, ovvero fatti in plastica ma con un’anima in alluminio.

Anche in questo caso, il 40% dei giovani si confonde e non sa quale sia la scelta giusta. La risposta è, ancora una volta, nell’etichetta ambientale, presente su ogni prodotto per obbligo di legge dal 2023: se si vedono sigle come C/LDPE 90, C/PP 90 o C/PET 90, significa che la plastica prevale e l’intero pacchetto va conferito nell’apposito bidone.

Oltre il bidone: la battaglia alle “fake news” e l’impegno sul territorio

L’Italia, ad ogni modo, nonostante qualche errore diffuso da parte della cittadinanza, resta una delle eccellenze mondiali per quanto riguarda il riciclo, grazie a un sistema capace di valorizzare lo sforzo collettivo e di coordinare in modo mirato la gestione degli imballaggi in plastica, mettendo in rete cittadini, Comuni, imprese e impianti di recupero.

Questa eccellenza, infatti, non passa solo da bidoni di raccolta e impianti di riciclo, ma anche dalla corretta informazione e formazione delle persone, a partire dalle nuove generazioni, che devono essere accompagnate verso le scelte giuste.

È proprio qui che entra in gioco il lavoro sul campo di COREPLA, che affianca alla gestione della seconda vita degli imballaggi una vera e propria missione educativa, pensata per raggiungere anche i giovani, esattamente dove si trovano: sui social media, nelle scuole (grazie a materiali didattici e progetti formativi ad hoc) e nei grandi luoghi di aggregazione.

L’obiettivo è arginare la confusione e fornire certezze. Come spiegano dal Consorzio, “sulla Rete spopolano tantissime notizie false. Per questo abbiamo creato campagne dedicate per contrastare i falsi miti legati al riciclo degli imballaggi in plastica. Fornire strumenti di informazione ed educazione ai cittadini è, infatti, essenziale per migliorare la qualità della raccolta differenziata, massimizzando così le possibilità di riciclo”.

Juve Stabia, i tifosi chiamano a raccolta una città: “Il 10 Giugno tutti a Napoli”

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L’attesa sta per finire. Dopo settimane di indiscrezioni, ipotesi, voci di corridoio e discussioni infinite tra social network, gruppi Whatsapp e canali Telegram, il 10 giugno rappresenterà finalmente il giorno della verità per il futuro della Juve Stabia.

Mercoledì non ci sarà più spazio per supposizioni o interpretazioni. Sarà il momento delle decisioni definitive, delle comunicazioni ufficiali e delle certezze. Una data che l’intera tifoseria gialloblù ha cerchiato in rosso sul calendario e che potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase della storia della società stabiese.

Proprio per questo motivo, nelle ultime ore si è intensificato il passaparola tra i sostenitori delle Vespe. Il tam tam corre veloce da uno smartphone all’altro, da una chat all’altra, con un unico obiettivo: essere presenti e far sentire la propria vicinanza alla squadra e al futuro della Juve Stabia.

L’appuntamento è fissato per mercoledì alle ore 11:00 sul piazzale antistante il Tribunale di Napoli, luogo in cui si consumerà uno dei passaggi più importanti della recente storia societaria gialloblù. La speranza dei tifosi è quella di vedere una partecipazione numerosa, composta e appassionata, capace di trasmettere un messaggio chiaro a tutto il mondo del calcio.

La presenza dei tifosi non vuole essere una forma di pressione, ma una dimostrazione d’amore. Un segnale rivolto a chiunque sia pronto ad assumersi la responsabilità di guidare il club nel futuro, rilevando il pacchetto totalitario delle quote societarie, il cui valore è stato fissato dagli amministratori giudiziari in 6 milioni e 901 mila euro.

Chi entrerà nella storia della Juve Stabia dovrà sapere una cosa fondamentale: non sta acquisendo soltanto una società calcistica, ma un patrimonio collettivo, un simbolo identitario che appartiene a un’intera città. La Juve Stabia rappresenta Castellammare di Stabia, la sua passione, il suo orgoglio e la sua voglia di riscatto. Un patrimonio che i tifosi hanno sempre difeso e continueranno a difendere con maturità, passione e senso di appartenenza.

Nel corso degli ultimi mesi, gran parte della tifoseria ha manifestato apprezzamento nei confronti del gruppo Guerri, già vicino alla società nell’ultima stagione sportiva e considerato da molti una garanzia di continuità e progettualità. Tuttavia, al di là delle preferenze, il sentimento comune è uno soltanto: sostenere chi dimostrerà con i fatti di voler investire seriamente nella Juve Stabia e nel futuro calcistico della città delle Acque.

La giornata di mercoledì rappresenta anche il riconoscimento del lavoro svolto dagli amministratori giudiziari e dalle istituzioni coinvolte in un percorso complesso e delicato. Una presenza significativa dei tifosi potrebbe testimoniare quanto questo club sia importante per migliaia di persone e quanto forte sia il legame che unisce la squadra alla sua comunità.

Per questo motivo l’appello che circola tra i sostenitori è semplice ma potente: esserci. Essere presenti per dimostrare che la Juve Stabia non è sola. Essere presenti per accogliere idealmente chi avrà il coraggio e l’ambizione di scrivere il prossimo capitolo della storia gialloblù. Essere presenti per ricordare a tutti che dietro un numero, dietro una quota societaria o dietro una procedura amministrativa, esiste una passione che non conosce categorie e che attraversa generazioni.

Mercoledì alle 11:00 non sarà soltanto un appuntamento istituzionale. Sarà una giornata in cui Castellammare potrà ancora una volta dimostrare quanto ama la sua squadra.

La Juve Stabia ha bisogno del suo popolo. Il futuro proprietario ha bisogno di sentire il calore di una piazza che non ha mai smesso di credere. E il mondo del calcio deve vedere che dietro questi colori c’è una comunità pronta a sostenere chiunque voglia costruire, con serietà e ambizione, un futuro all’altezza della storia delle Vespe.

Castellammare, piano di disinfestazione e derattizzazione: interventi sul lungomare, cimitero e biblioteca

Prosegue l’attività di prevenzione e tutela dell’igiene urbana sul territorio di Castellammare di Stabia. L’amministrazione comunale ha infatti predisposto un nuovo programma di interventi di disinfestazione e derattizzazione che interesserà, nelle prossime settimane, alcune delle principali aree pubbliche cittadine con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza sanitaria, vivibilità e decoro urbano.

Le operazioni prenderanno il via dalla Villa Comunale, uno dei luoghi più frequentati della città, soprattutto durante il periodo estivo. Qui saranno effettuati due distinti cicli di disinfestazione e due di derattizzazione per contrastare la presenza di insetti e roditori e preservare le condizioni igienico-sanitarie dell’area.

Gli interventi di disinfestazione sono programmati per martedì 9 giugno e martedì 23 giugno, con inizio delle attività alle ore 4:30 del mattino. Le operazioni verranno eseguite nelle prime ore della giornata per limitare eventuali disagi ai cittadini e consentire una maggiore efficacia dei trattamenti.

Per quanto riguarda invece la derattizzazione della Villa Comunale, gli interventi si svolgeranno mercoledì 10 giugno e mercoledì 24 giugno a partire dalle ore 8:00.

Il piano predisposto dal Comune non si limiterà però soltanto al lungomare cittadino. Le attività di prevenzione interesseranno anche altri importanti siti pubblici. Giovedì 11 giugno, a partire dalle ore 18:00, le squadre incaricate effettueranno interventi di disinfestazione presso il cimitero comunale e la biblioteca comunale, due strutture particolarmente frequentate da cittadini e visitatori.

Un ulteriore trattamento è stato inoltre programmato per il cimitero comunale nella giornata di giovedì 25 giugno, sempre con inizio alle ore 18:00, al fine di garantire una costante attività di controllo e prevenzione.

L’iniziativa rientra nelle azioni messe in campo dall’amministrazione comunale per migliorare la qualità della vita urbana, contrastare la proliferazione di insetti e roditori e assicurare condizioni di maggiore salubrità negli spazi pubblici.

Dal Comune arriva anche un invito alla cittadinanza affinché vengano rispettate tutte le indicazioni che saranno fornite dagli operatori durante lo svolgimento degli interventi. La collaborazione dei cittadini sarà infatti fondamentale per consentire il corretto svolgimento delle attività e garantire l’efficacia dei trattamenti programmati.

Con questo nuovo calendario di interventi, Castellammare di Stabia conferma l’attenzione verso la tutela della salute pubblica e la cura degli spazi comuni, soprattutto in vista della stagione estiva, periodo in cui aumenta la frequentazione delle aree pubbliche e diventa ancora più importante mantenere elevati standard di igiene e sicurezza.

Juve Stabia, il grande rimpianto: la stagione mancata e un appuntamento solo rimandato di Thomas Battistella

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Nel calcio esistono momenti che cambiano il destino di una squadra nel giro di pochi secondi. Eventi improvvisi che stravolgono programmi, aspettative e ambizioni. Per la Juve Stabia, uno di questi momenti porta il nome di Thomas Battistella. Quella che doveva essere una delle pedine più importanti del nuovo corso targato Ignazio Abate si è trasformata, suo malgrado, nella storia più dolorosa della stagione gialloblù.

Arrivato dal Modena durante il mercato estivo, il centrocampista era stato individuato come uno degli elementi destinati ad alzare il livello tecnico e qualitativo della squadra. Giovane ma già con esperienza significativa in categorie importanti, Battistella rappresentava il profilo ideale per guidare la mediana stabiese: visione di gioco, capacità di recuperare palloni, dinamismo e personalità. Tutte caratteristiche che avevano convinto la società a puntare forte su di lui.

L’impatto iniziale lasciava presagire un’annata da protagonista. Ignazio Abate non aveva perso tempo e gli aveva immediatamente affidato un ruolo centrale nel progetto tecnico. La conferma arrivò nella prestigiosa sfida di Coppa Italia contro il Lecce, una vetrina importante nella quale Battistella partì dal primo minuto mostrando le qualità che avevano spinto la dirigenza a investire su di lui. Sembrava soltanto l’inizio di una stagione ricca di soddisfazioni.

Poi, però, il calcio ha mostrato il suo volto più crudele.

Quando il campionato era ormai alle porte e la Juve Stabia stava definendo gli ultimi dettagli della propria rosa, un grave infortunio, proprio a Lecce, ha improvvisamente fermato il centrocampista. Una notizia che ha colpito come un fulmine a ciel sereno l’intero ambiente gialloblù. In poche ore sono svaniti i progetti costruiti durante l’estate e le aspettative di un giocatore pronto a vivere una stagione da protagonista.

Per Battistella è stato un colpo durissimo dal punto di vista umano prima ancora che sportivo. Dopo settimane di lavoro, sacrifici e preparazione, si è ritrovato costretto ad assistere da spettatore al cammino dei propri compagni. Una situazione difficile da accettare per qualsiasi atleta, soprattutto per chi aveva appena iniziato una nuova avventura e desiderava dimostrare tutto il proprio valore.

Le conseguenze dell’infortunio si sono fatte sentire inevitabilmente anche sul piano tecnico. La Juve Stabia ha perso infatti uno dei riferimenti attorno ai quali era stato costruito il centrocampo. Lo staff di Abate è stato costretto a modificare equilibri e soluzioni tattiche, mentre la società ha dovuto correre ai ripari rivedendo alcune strategie di mercato. Quella combinazione di intensità, qualità e inserimenti che Battistella avrebbe dovuto garantire è venuta a mancare sin dalle prime battute della stagione.

Nonostante le difficoltà, le Vespe hanno saputo reagire e costruire comunque un campionato di alto livello. Eppure il pensiero di ciò che avrebbe potuto essere accompagna inevitabilmente il giudizio finale sulla stagione del centrocampista. La sensazione è che la Juve Stabia non abbia mai avuto l’opportunità di vedere realmente all’opera uno dei suoi acquisti più importanti.

Resta così un grande interrogativo destinato ad accompagnare tifosi e addetti ai lavori: quale sarebbe stato il contributo di Battistella in una squadra che ha già dimostrato di poter competere ad alti livelli? Quanto avrebbe potuto incidere la sua presenza nel cuore del gioco gialloblù?

Domande che probabilmente non troveranno mai una risposta definitiva. Ciò che resta è il rammarico per una stagione spezzata prima ancora di iniziare e la speranza che il peggio sia ormai alle spalle. Perché il calcio, spesso, sa essere spietato, ma sa anche offrire seconde occasioni. E l’augurio di tutto l’ambiente stabiese è che Thomas Battistella possa presto tornare protagonista, riprendendosi quel percorso che il destino ha interrotto troppo presto e dimostrando finalmente sul campo il valore che aveva convinto la Juve Stabia a puntare su di lui.

Formula Uno, GP Monaco 2026: le pagelle di Carlo Ametrano

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La Formula 1 ha un nuovo padrone e si chiama Kimi Antonelli. Il pilota italiano vince anche a Monte-Carlo conquistando la quinta gara consecutiva. Numeri incredibili del bolognese della Meredes, che chiude davanti a un super Lewis Hamilton e alla Red Bull di Hadjar. Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno. Con lo scrittore è stato fatto il punto sul Gran Premio svolto nel Principato.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“Kimi Antonelli ci ha preso gusto. Parliamo della quinta vittoria consecutiva. Si può dire che è il favorito per il Mondiale, un ragazzo eccezionale. Ogni Gran Premio sta nascendo un nuovo re per la Formula 1”.

Primo posto per Kimi Antonelli su Mercedes: magnifico! Voto?

“Continua con questo passo e il Mondiale lo chiuderà uno o due mesi prima. Voto 10 e lode”.

Seconda piazza per Hamilton su Ferrari. Voto?

“Il grande Hamilton. Una grande stagione, annientato Leclerc ed è anche secondo nella classifica piloti. Voto 10”.

Terzo posto per la Red Bull di Hadjar. Che ne pensi?

“Molto forte, ne sentiremo parlare. L’ho sempre detto. Voto 10”.

Quarta piazza per Piastri, fuori dunque dal podio. Voto?

“McLaren deve miglioare. Voto 6”.

Quinto invece Lawson. Che ne pensi?

“Voto 6”.

Sesta piazza per Lindblad. Come valuti la sua gara?

“Voto 6”.

Che mi dici della prova e della settima posizione di Gasly, che però è stato penalizzato.

“Voto 6”.

Segue Albon. Voto?

“Voto 6”.

Che voto dai al nono posto di Ocon?

“Voto 6”.

Cosa mi dici invece della decima piazza di Alonso? Primo punto per lui!

“Voto 6, di speranza “.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo dando appuntamento con il pagellone con il GP di Spagna, in programma la prossima settimana. Per salutarci ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

“Siamo reduci da un Senna Day fantastico. Un evento unico che abbiamo svolto lo scorso 30 aprile presso le Cantine Zuffa e che ci ha regalato tantissime emozioni. Grazie a tutti coloro che sono venuti, che come sempre erano moltissimi. Ma non ci fermiamo qui: in estate ci sarà poi il Minardi Day. Un grazie anche a Odeon Tv per avermi confermato anche quest’anno il giovedì come loro opinionista per la F1. Oden è una emittente storica e per me è un grande onore farne parte. Ringrazio Filippo Gherardi, Martina Renna, Federica Afflitto e Serana Salmi per l’occasione”.

Circolo Velico Stabia: Grande partecipazione per la presentazione di “Autopsia dell’io” di Giuseppe De Grado

Una serata all’insegna della cultura, della riflessione e delle emozioni più profonde quella andata in scena sulla suggestiva terrazza panoramica del Circolo Velico Stabia, che ha ospitato la presentazione di “Autopsia dell’io”, l’ultima opera letteraria di Giuseppe De Grado. Un appuntamento che ha saputo coinvolgere un pubblico numeroso e attento, trasformando la splendida cornice affacciata sul Golfo di Napoli in un luogo di confronto interiore e condivisione culturale.

L’evento si è aperto con il saluto del presidente del Circolo Velico Stabia, Giuseppe Esposito, che ha accolto ospiti e partecipanti sottolineando l’importanza di promuovere iniziative culturali di qualità all’interno della storica realtà stabiese. Un’occasione che conferma la volontà del Circolo di essere non solo punto di riferimento per le attività sportive e sociali, ma anche spazio privilegiato per la diffusione della cultura e del pensiero.

A guidare il pubblico nel percorso narrativo e umano dell’opera è stato Catello “Lino” Di Capua, responsabile alla Cultura del Circolo Velico Stabia, che ha dialogato con l’autore in un confronto intenso e ricco di spunti. Attraverso domande, riflessioni e approfondimenti, Di Capua ha accompagnato i presenti alla scoperta dei temi centrali del libro, mettendo in luce la sensibilità con cui De Grado affronta le fragilità dell’animo umano, le inquietudini dell’esistenza e la complessa ricerca della propria identità.

“Autopsia dell’io” si presenta infatti come un viaggio introspettivo che esplora le pieghe più profonde della coscienza. Un’opera che non si limita a raccontare emozioni e stati d’animo, ma invita il lettore a confrontarsi con le proprie ombre, trasformando la vulnerabilità in occasione di crescita e consapevolezza. Una scrittura intensa, poetica e allo stesso tempo lucida, capace di scavare nell’interiorità senza rinunciare alla delicatezza del linguaggio.

Ad arricchire ulteriormente il volume sono le raffinate illustrazioni realizzate da Roberta Lanzi, che accompagnano il testo amplificandone il valore evocativo e contribuendo a creare un dialogo armonioso tra parole e immagini.

Particolarmente apprezzato dal pubblico è stato anche l’intervento di Andrea Notarnicola, che attraverso la lettura di alcuni brani significativi ha dato voce alle pagine del libro, permettendo ai presenti di immergersi nelle atmosfere e nelle emozioni narrate dall’autore. Le sue interpretazioni hanno contribuito a rendere ancora più coinvolgente l’esperienza della presentazione, trasformando alcuni passaggi dell’opera in autentici momenti di intensa partecipazione emotiva.

A fare da colonna sonora alla serata sono state le delicate e suggestive sonorità della Sian Beach Band, composta da Mauro Moccia, Roberto Marcantonio e Ren Mc Philip. Le loro esecuzioni musicali hanno accompagnato con eleganza il susseguirsi degli interventi, creando un’atmosfera raccolta e affascinante, perfettamente in sintonia con i temi affrontati nel libro.

Tra parole, musica e riflessioni, la presentazione di “Autopsia dell’io” si è trasformata in un autentico viaggio dentro se stessi. Un’opera che, pagina dopo pagina, invita a guardarsi dentro senza paura, ad accogliere le proprie fragilità e a trasformarle in occasione di rinascita.

Non è un caso che molti dei presenti abbiano ritrovato nello spirito del libro l’eco di uno dei messaggi più profondi della poetica di Franco Battiato, quel richiamo al viaggio interiore che conduce verso una maggiore consapevolezza di sé. Come un percorso che attraversa l’ombra per giungere alla luce, “Autopsia dell’io” si propone come un invito coraggioso a esplorare i territori più nascosti dell’anima.

Una serata di grande spessore culturale che ha lasciato nei partecipanti il senso di aver vissuto qualcosa che va oltre la semplice presentazione di un libro: un incontro autentico con le emozioni, con la bellezza della parola e con la necessità, oggi più che mai, di fermarsi ad ascoltare ciò che accade dentro di noi.

Juve Stabia, da domani inizia la settimana più lunga: Il 10 giugno sarà l’alba di un nuovo trionfo

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Ci sono momenti in cui il destino di una società calcistica non si decide sul campo, tra gol, vittorie e classifiche, ma nelle aule dei tribunali, nelle stanze dove si intrecciano strategie, interessi economici e decisioni capaci di cambiare il corso della storia. Per la Juve Stabia uno di quei momenti è arrivato. Quella che si apre rappresenta probabilmente la settimana più importante e delicata degli ultimi anni per il club gialloblù.

Tutti gli occhi sono puntati sul 10 giugno, una data destinata a segnare uno spartiacque. Da quel giorno potrebbero emergere risposte definitive sul futuro societario delle Vespe, al termine di una vicenda che nelle ultime settimane ha assunto i contorni di una complessa partita giocata lontano dal terreno di gioco ma non meno decisiva per le sorti della squadra.

Al centro della scena continua a esserci il confronto tra la Procura e Francesco Agnello, figura attorno alla quale ruota gran parte dell’attuale scenario societario. L’imprenditore ha più volte manifestato la volontà di mantenere il controllo del club e di proseguire il proprio percorso alla guida della Juve Stabia. Tuttavia, il percorso si è rivelato molto più complicato del previsto, trasformandosi in una lunga battaglia fatta di ricorsi, verifiche e passaggi giudiziari che hanno inevitabilmente rallentato qualsiasi progetto di rilancio.

Le intenzioni dichiarate da Agnello si scontrano però con una realtà che ha visto da parte sua solo immobilismo e silenzio. Una situazione che ha generato preoccupazioni e frustrazione all’interno dell’ambiente stabiese. La Juve Stabia ha bisogno di garanzie e solidità per affrontare il prossimo campionato di serie BKT, aspetti che finora non sono stati evidenziati e palesati dall’attuale proprietario.

Sullo sfondo quindi si muovono altri soggetti pronti a cogliere eventuali opportunità di poter prendere le redini societarie. Tra questi continua a mantenere alta l’attenzione il Gruppo Guerri, che segue con interesse l’evoluzione degli eventi e resta alla finestra in attesa di sviluppi. Un interesse che non è mai venuto meno e che potrebbe trasformarsi in qualcosa di più concreto qualora si aprissero nuovi scenari.

A rendere ancora più intrigante il quadro complessivo contribuiscono inoltre la conferma che avrebbe manifestato interesse verso la Juve Stabia anche un fondo svizzero, la Swiss Gulf Holding, che ha avanzato la propria candidatura all’acquisizione del pacchetto quote.

Interessi che testimoniano quanto la Juve Stabia continui a rappresentare una realtà appetibile nel panorama calcistico nazionale. I risultati sportivi ottenuti negli ultimi anni, il forte radicamento sul territorio e una tifoseria passionale costituiscono infatti un patrimonio che conserva un valore significativo agli occhi di eventuali investitori.

Nel frattempo la città vive giorni di grande attesa. I tifosi seguono ogni sviluppo con apprensione, consapevoli che dalle decisioni che verranno assunte nei prossimi giorni dipenderà gran parte del futuro del club. Dopo una stagione vissuta tra emozioni sportive e incertezze societarie, l’intero ambiente attende finalmente chiarezza.

Il 10 giugno non assegnerà un trofeo e non decreterà una promozione, ma potrebbe avere un peso persino superiore. Da quella giornata potrebbe emergere il volto della Juve Stabia che verrà, la società che dovrà programmare la prossima stagione e costruire nuove ambizioni. Per le Vespe è arrivato il momento della verità. E Castellammare attende il verdetto con il fiato sospeso.

Juve Stabia, un frecciarossa sulla corsia di destra: Lorenzo Carissoni, una stagione da urlo

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Nella straordinaria stagione vissuta dalla Juve Stabia, tra i protagonisti assoluti c’è senza dubbio Lorenzo Carissoni. L’esterno gialloblù ha rappresentato una delle armi più efficaci nello scacchiere tattico di Ignazio Abate, trasformando la fascia destra in un territorio di sua esclusiva competenza. Una presenza costante, affidabile e determinante che gli ha consentito di conquistare settimana dopo settimana la fiducia dell’ambiente stabiese e l’apprezzamento degli addetti ai lavori.

La sua annata non può essere raccontata soltanto attraverso i numeri, seppur importanti. Carissoni è stato infatti uno dei simboli della continuità mostrata dalle Vespe durante tutto il campionato. Sempre pronto a macinare chilometri, l’esterno classe 1997 ha saputo interpretare alla perfezione entrambe le fasi di gioco, garantendo equilibrio alla squadra e offrendo un contributo fondamentale sia in fase difensiva che offensiva.

La sua corsia è diventata una vera e propria autostrada gialloblù. Ogni accelerazione, ogni sovrapposizione e ogni discesa sulla destra hanno creato apprensione nelle difese avversarie. Ma ciò che ha reso ancora più preziosa la sua stagione è stata la capacità di incidere direttamente sul risultato. Carissoni ha sviluppato infatti un’autentica vocazione al gol, caratteristica non comune per un esterno di fascia.

Le sue reti sono arrivate spesso nei momenti più delicati delle partite, risultando decisive per indirizzare incontri equilibrati o per regalare punti pesantissimi alla classifica della Juve Stabia. Inserimenti perfetti, tempi di gioco impeccabili e una freddezza sotto porta che hanno sorpreso più di una difesa avversaria. Un mix di qualità che gli ha permesso di diventare uno dei giocatori più incisivi dell’intera rosa.

Gli avversari hanno provato in tutti i modi a limitarlo, ma la sua intelligenza tattica e la capacità di leggere le situazioni di gioco gli hanno consentito spesso di trovare gli spazi giusti alle spalle delle linee difensive. Quando parte in progressione, Carissoni riesce ad abbinare forza fisica, velocità e precisione tecnica, qualità che lo rendono uno dei migliori interpreti del ruolo nella categoria.

A Castellammare di Stabia il suo nome è ormai entrato stabilmente nel cuore dei tifosi. Le immagini delle sue esultanze sotto la curva sono diventate una delle cartoline più belle della stagione gialloblù. Un rapporto speciale costruito attraverso prestazioni di alto livello, sacrificio e attaccamento alla maglia, elementi che il pubblico stabiese ha sempre saputo riconoscere e apprezzare.

Se la Juve Stabia è riuscita a confermarsi tra le realtà più solide e competitive del campionato, gran parte del merito passa anche dalle prestazioni di un giocatore capace di interpretare il ruolo dell’esterno moderno in maniera quasi perfetta. Difensore quando serve, incursore quando la squadra attacca, finalizzatore nei momenti decisivi.

La stagione di Lorenzo Carissoni resterà una delle più brillanti della sua carriera. Un’annata da protagonista assoluto, vissuta sempre ad altissimo livello e impreziosita da gol pesanti e prestazioni convincenti. Il treno che sfreccia sulla fascia destra del Romeo Menti continua a viaggiare a piena velocità, trascinando con sé sogni e ambizioni di una Juve Stabia che guarda al futuro con fiducia e grandi aspettative.

Napoli, il “fantasma” Allegri già detta legge: De Bruyne alla Modric è il primo nodo da sciogliere

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C’è un silenzio strano alle falde del Vesuvio, quello che precede la tempesta o, meglio ancora, la rivoluzione. Mentre Aurelio De Laurentiis continua a giocare a scacchi con il destino, dietro le quinte si muove un “uomo ombra” che, sebbene non abbia ancora firmato il contratto davanti ai fotografi, ha già iniziato a ridisegnare i confini del nuovo Napoli. Massimiliano Allegri non è ancora ufficialmente il comandante in capo, eppure le sue impronte digitali sono già su ogni singola scheda della rosa azzurra.

Il rebus De Bruyne: un “Modric” per Max?

La notizia che rimbalza tra i vicoli e sui social è di quelle che fanno tremare i polsi: Allegri ha messo gli occhi su Kevin De Bruyne. Il tecnico livornese, uomo pragmatico e mai banale, non ha mai nascosto una certa fascinazione per i campioni di classe pura. Il suo sogno, quasi una fissazione, è riproporre all’ombra del Vesuvio quel modello di calcio verticale e sapiente che fu il suo capolavoro con Luka Modric ai tempi del Milan.

Ma attenzione: De Bruyne non è un pezzo di puzzle che si incastra da solo. Il belga è un uomo ferito, reduce da una stagione dove il rapporto con Antonio Conte si è trasformato in una polveriera, conclusa con una rottura esplicita. Il giocatore vuole sentirsi al centro del mondo, ma l’entusiasmo è merce rara dopo un’annata vissuta più in infermeria che sul campo.

L’effetto farfalla: da Milano a Napoli

Chissà se Allegri ci pensa mai, a quella frattura allo zigomo di Modric che ha fatto crollare il castello rossonero, trasformando una stagione da sogno in una rovinosa caduta verso l’Europa League. È stato quello il vero “effetto farfalla”: il crollo del Milan ha spalancato le porte del destino, portando Allegri a un passo dal Napoli. Con Italiano ormai volato in Turchia, al Besiktas, la strada per il livornese è spianata. Le firme? Formalità, orpelli burocratici in attesa che il matrimonio venga consumato davanti a Dio e ai tifosi.

Il nodo ADL: cuore o portafoglio?

E qui entriamo nel territorio tipico del nostro Presidente. De Laurentiis ha un piano, e il piano spesso ha a che fare con il bilancio. Allegri, si sa, è un uomo “aziendalista”, uno che sa piegare la schiena davanti alle esigenze societarie più di quanto abbia fatto il predecessore. La domanda che si pongono tutti al bar è semplice: il patron è davvero pronto a investire ancora su De Bruyne e Lukaku, nonostante l’età e i muscoli di cristallo, o siamo davanti a un bluff tattico?

La sensazione è che Allegri voglia il 4-3-3, che voglia un centrocampo di qualità per riscattare l’onta di quel 30esimo posto in classifica di Champions’ che ancora brucia come il sale sulla pelle. Ma tra i desideri del tecnico e le strategie di De Laurentiis c’è di mezzo il Mondiale. Sarà quello il momento della verità.

Napoli è una piazza che non aspetta, che vuole sognare. Allegri lo sa: è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Perché a Napoli, come diceva qualcuno, “non si campa di passato”. E dopo la delusione dell’anno scorso, la città ha fame di riscatto. Vedremo se l’ombra di Allegri riuscirà a trasformarsi in una luce capace di illuminare di nuovo il Maradona.

Juve Stabia, attacchi mediatici e politici per destabilizzare le Vespe: Botta e risposta Melchiorre – Amato

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Mentre la Juve Stabia si avvicina a una delle scadenze più importanti della propria storia recente, attorno al club gialloblù si sta consumando una battaglia che va ben oltre il rettangolo di gioco. Le prossime ore saranno decisive per definire l’assetto societario che dovrà garantire l’iscrizione al campionato di Serie B 2026-2027, ma il confronto si è ormai spostato anche sul piano politico e mediatico, con un acceso botta e risposta che ha coinvolto esponenti istituzionali di livello nazionale.

Il nodo del 10 giugno

Il termine fissato dagli amministratori giudiziari rappresenta uno spartiacque per il futuro delle Vespe. Entro quella data si capirà se l’attuale proprietario Francesco Agnello procederà alla ricapitalizzazione richiesta oppure se il percorso porterà all’ingresso di nuovi soggetti interessati a sostenere economicamente la società (Guerri o la Swiss Gulf Holding).

Le manifestazioni di interesse presentate nelle scorse settimane lasciano aperti diversi scenari, mentre l’obiettivo comune resta uno soltanto: garantire la continuità sportiva del club e la regolare partecipazione al prossimo campionato cadetto.

In questo clima di forte tensione, una parte dell’ambiente stabiese guarda con preoccupazione a quella che viene percepita come una crescente pressione esterna sul club, alimentata da dichiarazioni, ricostruzioni e polemiche che rischiano di influire sul delicato percorso di risanamento e rilancio societario.

Dall’amministrazione giudiziaria al dibattito nazionale

La vicenda affonda le proprie radici nel provvedimento adottato dal Tribunale di Napoli circa otto mesi fa, quando fu disposta l’amministrazione giudiziaria della società su richiesta della Procura Antimafia.

Da allora il club è stato gestito sotto il controllo degli organi dello Stato, con un lavoro che, secondo quanto evidenziato dagli stessi amministratori e dalle istituzioni coinvolte, avrebbe consentito di allontanare dall’indotto tutte le realtà finite sotto osservazione per presunti collegamenti con ambienti criminali.

Una fase complessa che sembrava avviata verso una soluzione ordinata, ma che nelle ultime settimane è tornata al centro dell’attenzione politica.

L’iniziativa del senatore Melchiorre

A riaccendere il dibattito è stata la richiesta avanzata dal senatore Filippo Melchiorre, componente della Commissione parlamentare Antimafia e del Comitato dedicato alle infiltrazioni criminali nello sport.

Il parlamentare ha chiesto una convocazione urgente dei vertici della Juve Stabia per approfondire la situazione societaria e acquisire ulteriori elementi informativi.

“Ho ritenuto opportuno trasmettere una nota al Comitato per valutare la convocazione urgente dei dirigenti del club stabiese, al fine di acquisire ogni utile elemento di conoscenza sull’attuale situazione”, ha dichiarato Melchiorre.

Secondo il senatore, l’obiettivo sarebbe quello di fare piena chiarezza su questioni delicate che riguardano il mondo del calcio, dalle infiltrazioni criminali al controllo delle tifoserie, passando per bagarinaggio e scommesse illegali.

“È necessario fare piena luce nell’interesse della legalità, della tutela dello sport e dei tifosi”, ha aggiunto.

Parole che, tuttavia, hanno provocato immediate reazioni a Castellammare di Stabia.

I sospetti dell’ambiente stabiese

Nella città delle Vespe l’iniziativa parlamentare è stata accolta da molti con diffidenza.

Il motivo è legato soprattutto al momento in cui la richiesta è arrivata. Per una parte della tifoseria e del mondo politico stabiese, infatti, l’intervento rischierebbe di generare ulteriore incertezza proprio mentre la società sta lavorando per definire il proprio futuro e completare l’iter necessario all’iscrizione.

A rendere ancora più delicato il contesto è la situazione del Bari, retrocesso sul campo al termine della stagione e potenzialmente interessato a un eventuale ripescaggio qualora si liberasse un posto in Serie B.

Proprio questo elemento ha alimentato sospetti e polemiche, sebbene non esistano prove che colleghino direttamente l’iniziativa parlamentare a interessi sportivi legati al club pugliese.

Resta però il fatto che il dibattito si è rapidamente trasformato in uno scontro tra due piazze calcistiche e due visioni opposte della vicenda.

La replica di Gaetano Amato

A rispondere alle dichiarazioni del senatore è stato il deputato stabiese Gaetano Amato.

L’esponente del Movimento Cinque Stelle ha difeso il lavoro svolto in questi mesi dagli amministratori giudiziari e ha contestato l’impostazione dell’iniziativa promossa da Melchiorre.

“Il senatore Melchiorre evidentemente era distratto negli ultimi mesi”, ha dichiarato Amato. “Invece di ringraziare gli amministratori giudiziari che hanno salvaguardato il club, prova a sollevare dubbi, forse per qualche interesse particolare”.

Il deputato ha poi ribadito la propria fiducia nella possibilità che la Juve Stabia riesca a superare senza problemi le imminenti scadenze.

“Questo interesse svanirà il giorno 9. O l’attuale proprietario verserà l’aumento di capitale deliberato dagli amministratori giudiziari, oppure ci sono già due manifestazioni d’interesse di società pronte a farlo. La Juve Stabia si iscriverà regolarmente al campionato. Mi chiedo dove sia stato Melchiorre fino a oggi: non si preoccupi, la Juve Stabia è in buone mani”.

Il nuovo affondo e la controreplica

Sembrava la conclusione della polemica, ma il confronto è proseguito anche nei giorni successivi.

Intervenendo ai microfoni di una radio pugliese, Melchiorre ha risposto alle accuse ricevute, sostenendo che Amato sarebbe “in cerca di visibilità”.

Parole che hanno provocato una nuova replica del deputato stabiese.

“Non voglio alimentare una polemica che si basa sul nulla, ovvero sulla scarsa informazione del senatore di Fratelli d’Italia, che genera solo disinformazione”, ha affermato Amato.

Entrando nel merito della vicenda, il deputato ha ricordato che la società è attualmente sottoposta ad amministrazione giudiziaria.

“Ha chiesto che vengano convocati i dirigenti della Juve Stabia. Dovrebbe sapere che, essendo le quote sequestrate, a venire in Commissione sarebbero i funzionari del Tribunale di Napoli. La verità è che il grosso lavoro svolto dagli amministratori giudiziari in questi mesi, con il supporto delle forze dell’ordine e della Procura Antimafia, ha permesso di estromettere dal circuito dei servizi tutte le ditte accusate di infiltrazioni della criminalità organizzata”.

La questione del deferimento

Nel corso del confronto è emerso anche il tema del recente deferimento relativo al mancato pagamento di alcune somme legate alla mutualità alla Lega Pro per la stagione 2023/2024 anno della promozione in B.

Anche su questo punto Amato ha cercato di ridimensionare gli allarmismi riportando inoltre il tutto alle date reali della vicenda. Nell’intervista si parla di anno 2003/2004 e non 2023/2024, con l’intervistatore che si indigna per questo ritardo da parte del mondo del calcio.

“Ho sentito parlare di un debito risalente ad anni fa, altra fuffa. La scadenza era fissata a due mesi fa, ma proprio la situazione societaria che si è creata non ha permesso di soddisfarla. Una vicenda che era già nota agli amministratori giudiziari e che non a caso è stata prevista nell’aumento di capitale necessario per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B”.

Secondo il deputato, le conseguenze sportive della vicenda sarebbero limitate.

“Con il pagamento del 16 aprile, la Juve Stabia non può rischiare altro che una multa, al massimo”.

Oltre la polemica

Al di là dello scontro politico, Amato ha ribadito di essere favorevole a qualsiasi attività di controllo e prevenzione contro le infiltrazioni criminali nel calcio.

“L’inchiesta Doppia Curva che ha interessato Inter e Milan deve spingerci a tenere sempre alta l’attenzione e a mio avviso va approfondita ancora meglio rispetto a quanto fatto finora”.

Un principio che nessuno contesta, ma che a Castellammare molti ritengono debba essere accompagnato dal riconoscimento del lavoro svolto dalle istituzioni che da mesi stanno gestendo la delicata situazione del club.

La partita più importante

Mentre politica e media continuano a confrontarsi, la vera partita si gioca lontano dalle telecamere.

Entro pochi giorni dovranno arrivare le risorse necessarie per completare il percorso di ricapitalizzazione e garantire l’iscrizione della Juve Stabia al prossimo campionato.

È su questo fronte che si concentrano le attenzioni di tifosi, istituzioni e operatori economici del territorio.

Le polemiche, le accuse reciproche e le contrapposizioni tra piazze rischiano infatti di passare in secondo piano rispetto all’obiettivo principale: assicurare continuità a una società che negli ultimi due anni ha conquistato sul campo risultati straordinari e che ora vuole continuare a difendere il proprio posto in Serie B attraverso i fatti, i numeri e il rispetto delle regole sportive.

Juve Stabia, il sindaco Vicinanza chiama a raccolta gli imprenditori: Sosteniamo Guerri per una società forte

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Sono ore che possono cambiare il destino della Juve Stabia. Il prossimo 10 giugno rappresenta una data cruciale per il club gialloblù, quando si conoscerà il nome di chi garantirà il sostegno economico necessario per affrontare il campionato di Serie BKT 2026-2027.

Sul tavolo restano diversi scenari. Da un lato c’è la possibilità che Francesco Agnello decida di procedere alla ricapitalizzazione richiesta dagli amministratori giudiziari, mantenendo così il controllo della società. Dall’altro, prende sempre più corpo l’ipotesi di un passaggio di consegne che potrebbe favorire l’ingresso del Gruppo Guerri o del fondo Swiss Gulf Holding, entrambi interessati al futuro del club stabiese.

Nel frattempo, attorno alla vicenda si sta sviluppando una vera e propria battaglia mediatica. Voci, indiscrezioni e ricostruzioni contrastanti si susseguono senza sosta, alimentando un clima di incertezza che rischia di destabilizzare l’ambiente proprio nei giorni che precedono le scadenze decisive per l’iscrizione al prossimo campionato.

In questo contesto è intervenuto direttamente il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che ha lanciato un appello pubblico all’imprenditoria locale affinché sostenga il progetto guidato da Alfredo Guerri, figura che nelle ultime settimane ha raccolto ampi consensi tra i tifosi delle Vespe.

“È il momento di tifare tutti insieme per la Juve Stabia. Mancano pochi giorni per ottenere l’iscrizione e la permanenza in Serie B per il terzo anno consecutivo, dopo due stagioni esaltanti”, ha dichiarato il primo cittadino.

Vicinanza ha sottolineato come Guerri abbia già dimostrato il proprio attaccamento ai colori gialloblù negli anni passati, sostenendo il club in qualità di sponsor, e che oggi sarebbe pronto a compiere un ulteriore passo in avanti assumendosi un importante impegno economico e finanziario per rilevare e rilanciare la società.

“Mi rivolgo all’imprenditoria sana stabiese affinché affianchi e sostenga Alfredo Guerri. Ha manifestato agli amministratori giudiziari l’intenzione di rilevare e risanare la società sportiva. È un impegno notevole e non va lasciato solo”, ha aggiunto il sindaco.

Nel suo intervento, Vicinanza ha inoltre evidenziato il valore che la Juve Stabia ha assunto negli ultimi anni per l’intera città, andando ben oltre il semplice aspetto sportivo.

“La Juve Stabia è diventata un simbolo che identifica non solo i tifosi e gli appassionati di calcio. È un veicolo di promozione dell’immagine vincente della città”, ha spiegato.

Parole di riconoscenza sono state rivolte anche agli amministratori giudiziari Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, impegnati negli ultimi mesi nella gestione della delicata fase societaria.

Il sindaco ha quindi invitato gli imprenditori stabiesi a partecipare concretamente al progetto di rilancio, ciascuno secondo le proprie possibilità, attraverso formule che potranno essere concordate con gli amministratori giudiziari.

L’obiettivo è quello di costruire una società solida, trasparente e radicata sul territorio, senza escludere in futuro forme di partecipazione popolare che possano coinvolgere direttamente la cittadinanza.

“La prospettiva è quella di una società forte, pulita e coesa. Più avanti si potrà valutare anche l’ipotesi dell’azionariato popolare. Adesso, però, è il momento delle scelte e delle responsabilità individuali. Per una grande squadra, una Grande Stabia”, ha concluso Vicinanza.

Mancano ormai pochi giorni alla data che potrebbe segnare una svolta storica per il club gialloblù. L’attesa cresce tra i tifosi, mentre la città si stringe attorno alla propria squadra nella speranza che il futuro della Juve Stabia possa continuare a essere all’altezza delle ambizioni costruite sul campo nelle ultime due straordinarie stagioni.