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Nove anni a Verdini per bancarotta e truffa nel crac dell’ex Credito Cooperativo Fiorentino

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Bancarotta e truffa nel crac dell’ex Credito Cooperativo Fiorentino, guidato per vent’anni Interdizione perpetua da pubblici uffici. A Palazzo Chigi risarcimento di 2,5 milioni di euro

Verdini condannato a nove anni

Il Credito cooperativo fiorentino «risultava fortemente incentrato sulla figura del presidente, promotore del sostegno al comparto immobiliare e direttamente interessato a iniziative editoriali, affidate dalla Bcc e in difficoltà». Il presidente era Denis Verdini e quel giudizio redatto dagli ispettori di Bankitalia nel luglio del 2010, al termine di una lunga indagine della procura di Firenze, è costato al senatore di Ala una condanna in primo grado a nove anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per bancarotta fraudolenta.

Era tutto scritto lì, nella relazione di Bankitalia. I rapporti con i costruttori, i prestiti concessi sulla base di informazioni false o su contratti preliminari mai finalizzati, la struttura della banca piegata ai voleri dell’ingombrante presidente.

Il processo fiorentino, iniziato il 13 ottobre del 2015, vedeva imputati 43 persone e 2 società e aveva riunito una serie di inchieste che coinvolgevano Verdini e l’istituto da lui guidato. Una banca che al momento del commissariamento nel 2010 aveva 7 sportelli, 67 dipendenti e un migliaio di soci e che era di fatto il «bancomat» di Verdini, secondo la ricostruzione dei pm Luca Turco e Giuseppina Mione. Da un lato i finanziamenti per gli investimenti immobiliari del gruppo Fusi-Bartolomei, legati a Verdini da «relazioni d’affari». Dall’altro il buco della società editrice de Il Giornale della Toscana, che ha portato la presidenza del consiglio – parte civile in questo processo – a chiedere un risarcimento di 42 milioni di euro (2,5 milioni la provvisionale decisa dal tribunale, in attesa del giudizio civile). Al crac della piccola Bcc è stato collegato anche il complesso meccanismo ideato per accedere senza averne diritto – sulla base di una sorta di fatturazione circolare tra le varie società per prestazioni e servizi – ai contributi per l’editoria di alcune testate locali.

La sentenza di condanna è arrivata ieri nell’aula bunker di Santa Verdiana dopo 70 udienze. Accanto al crac del Ccf erano state legate le accuse di truffa allo stato per i fondi dell’editoria da parte della Ste, la Società Toscana di Edizioni che pubblicava il Giornale della Toscana e il crac del gruppo immobiliare Btp di Riccardo Fusi (già condannato nel processo sulla cricca degli appalti per i lavori alla Scuola Marescialli di Firenze) e Roberto Bartolomei, entrambi condannati a 5 anni e mezzo. Finanziati attraverso uno schema contratti preliminari basati su operazioni fittizie o comunque viziati da irregolarità di vario tipo. Un sistema che nel tempo avrebbe favorito una galassia di società – alcune fallite – contribuendo a svuotare il patrimonio del centenario istituto di credito, guidato da Verdini dal 1990 fino al commissariamento del 2010. Per i giudici non c’è stata però associazione per delinquere, come richiesto dai pm.

Immediato l’annuncio dei ricorsi in appello, pur in attesa delle motivazioni, dai difensori. Per tutti l’avvocato Franco Coppi, legale di Verdini («Ci aspettavamo ben altra sentenza. Per fortuna il nostro ordinamento prevede l’appello»), e del difensore di Riccardo Fusi, l’avvocato Sandro Traversi («Faremmo appello, continuiamo a credere che non esista il reato di bancarotta fraudolenta contestato a tutti» e, «tanto più, per un esterno» come Fusi). Verdini, una lunga militanza a fianco di Silvio Berlusconi, era «l’uomo che per l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi meritava di diventare Padre Costituente», ha commentato subito Michela Montevecchi, capogruppo M5s al Senato.

L’inchiesta era partita nel 2012, dopo la dichiarazione di fallimento dell’istituto. A salvare correntisti e dipendenti arrivò ChiantiBanca.

vivicentro.it/cronaca
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lastampa/Verdini condannato a nove anni GIANLUCA PAOLUCCI

Gianni Sasso Superstar all’attacco di Barcellona

 

La presentazione di Gianni Sasso

Domenica dodici marzo 2017 è il giorno tanto atteso da Gianni Sasso e dall’intera comunità sportiva. Il primatista isolano tenta un’impresa ardua ma non impossibile, quella di abbattere il tempo da lui stesso detenuto nella maratona, alla Zurich Maratò di Barcellona.

L’avventura di Gianni Sasso parte da lontano e s’incrocia con il futuro per cercare di scrivere la Storia: quella di un campione, non solo dello Sport ma anche della vita. Tutto comincia a sedici anni quando Gianni Sasso, studente e promessa calcistica, subisce un duro colpo in un incidente stradale. La gamba sinistra frantumata gli è amputata e comincia un calvario che lo seguirà per tutta la vita. Gianni non si perde d’animo, la sua resilience, la sua capacità di far fronte in maniera positiva a quel traumatico evento, gli permette di riorganizzare positivamente la propria esistenza e supera mille difficoltà. Anche grazie allo sport, trova una sua identificazione e si ricostruisce, restando sensibile alle opportunità positive che la vita gli offre. Appena uscito dal decorso clinico, Gianni Sasso comincia ad allenarsi. Certo è difficile farlo con due gambe, figuriamoci con una. Ma la tenacia, la voglia di non darsi per vinto è forte e cominciano ad arrivare i risultati positivi. Come lui stesso dichiara nella conferenza stampa di presentazione per la prossima gara, presso il Ristorante Oasis, Sorriso Resort, la disabilità sta nella mente, non nel fisico.

Il Team Sasso

Nel suo ricco carnet di successi Gianni Sasso annovera decine di vittorie, podi, ottimi piazzamenti a livello internazionale. L’uomo dei record delle maratone di New York 2008, Chicago 2009, Amsterdam 2012 e bronzo a Yokohama e in Scozia, non finisce mai di stupirci e di affascinarci. Ma di là dall’atleta che colleziona vittorie, ottenute spesso su atleti normodotati, appare l’uomo Gianni Sasso. Per la sua carica positiva. A quarantasette anni ha lo stesso vigore mentale di un ventenne e le sue fatiche, sembrano non pesargli. Gli ultimi successi ottenuti alle paralimpiadi di Rio de Janeiro che l’hanno portato alla ribalta del grande pubblico, non l’hanno scalfito, continua ad allenarsi per dare il meglio. Ischia, dopo l’ottimo piazzamento nel triathlon, lo elesse Re e fu lui a impersonare Ferdinando II per la commemorazione del centosessantaduesimo anniversario del Porto. Il titolo di Ambasciatore isolano nel mondo per i suoi grandi meriti sportivi, ma anche per la capacità di comunicare ai giovani la sua verità, quella di non piangersi addosso ma stingere i denti e combattere, rivela come Gianni Sasso sia un Campione vero. Che in un’intervista rilasciata dichiara: “Non mi sono fermato, mai. In molti mi sono stati vicini, a cominciare da papà Ciro e mamma Angelina. Ritrovarsi così giovani senza una gamba, in una società assai meno inclusiva verso i disabili rispetto a quella odierna, non è stato semplice. Lo sport mi ha aiutato, eccome: è la molla attraverso la quale affrontare le sfide, una dopo l’altra. I veri ostacoli, le barriere più difficili da superare, sono quelli di una quotidianità che, soprattutto al Sud, si rivela complicata per chi ha disabilità”.

Gianni Sasso in una delle sue performance

Seguito da una folta schiera di amici, tra cui il suo personal trainer Emmanuel Scotto D’Abusco e finalmente dal Comune di Forio e dalla Feder Alberghi Ischia, Gianni Sasso si accinge a sentirsi fischiare il vento nelle orecchie, quella sensazione che solo pochi eletti sanno riconoscere, inseguendo il sogno, a Barcellona. Quello che tutti ci auguriamo, sia una meritata vittoria.

Altre notizie sul sito www.iltorrioneforio.it

Luigi Castaldi

Capello: “Battere il Real è complicatissimo, ma i blancos hanno un difetto”

Capello: “Battere il Real è complicatissimo, ma i blancos hanno un difetto”

Ai microfoni di Sky Sport, è intervenuto l’ex tecnico del Real Madrid Capello, il quale ha commentato il prossimo match del Napoli in Champions contro i blancos: “Non sarà facile, questo Real, quando giocano tutti i titolari, è molto difficile da battere, anche se fuori casa, quando viene aggredito, va in difficoltà e lascia qualcosa. I partenopei dovranno essere aggressivi e non lasciare troppo spazio in contropiede ai Blancos”.

Insulti a Koulibaly, il Giudice Sportivo non sanzione la Juventus

Insulti a Koulibaly, il Giudice Sportivo non sanzione la Juventus

Il giudice sportivo, attraverso un comunicato ufficiale, ha reso noto la decisione di non prendere alcun provvedimento nei confronti della Juventus, in seguito agli insulti razzisti che i tifosi bianconeri hanno indirizzato al difensore azzurro Koulibaly: “Il Giudice Sportivo, letta la relazione dei collaboratori della Procura federale relativa alla gara in oggetto, nella quale si attestano cori di discriminazione razziale effettuati all’8° del secondo tempo, per circa cinque secondi, in occasione di un contrasto di giuoco, all’indirizzo del calciatore del Napoli Koulibaly; delibera di non adottare provvedimenti sanzionatori nei confronti della soc. Juventus, atteso che il numero approssimativo dei sostenitori che hanno intonato il coro e la percezione riportata dai collaboratori stessi non sono tali da rappresentare, per dimensione e percezione reale, un fenomeno di rilevanza tale da giustificare la sanzionabilità dell’accaduto. Ammenda di € 10.000,00 : alla Soc. JUVENTUS per avere suoi sostenitori, al 4° del secondo tempo, intonato per circa venti secondi, un coro espressivo di denigrazione territoriale; sanzione attenuata ex art. 13, comma 1 lett. a) e b) CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell’Ordine a fini preventivi e di vigilanza”.

Verso Roma-Napoli, ritorna al lavoro Allan: domani partenza per la capitale

Verso Roma-Napoli, ritorna al lavoro Allan: domani partenza per la capitale

Allenamento pomeridiano per il Napoli a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano il match dell’Olimpico contro la Roma, anticipo della 27esima giornata di Serie A, in programma sabato alle ore 15.

La squadra ha svolto attivazione in avvio e successivamente partitina a campo ridotto.

Chiusura con seduta tecnico tattica. Allan ha svolto lavoro completo col gruppo. Differenziato per Tonelli.

Domani seduta pomeridiana e poi partenza per Roma.

Fonte: SSC Napoli

Foggia vs Juve Stabia: novità importante per il settore ospiti

A conferma del divieto di trasferta per i tifosi della Juve Stabia per l’incontro Foggia vs Juve Stabia,  e considerata l’enorme richiesta di biglietti da parte dei tifosi rossoneri con un sold out che ha fatta valere la propria “legge” in pochissime ore, il settore ospiti dello stadio Zaccheria non resterà chiuso ma sarà disponibile per i tifosi di casa
Il GOS, per la sola partita del 5 marzo, stante la rilevante richiesta di biglietti da parte della tifoseria locale, decide di consentire la vendita dei tagliandi per l’ingresso al settore ospiti alla tifoseria del Foggia. Ricordiamo che in fase di acquisto non può essere dichiarato il falso relativamente ai dati inseriti (data e luogo di nascita e residenza) per ovviare alle limitazioni di ordine pubblico e che l’unico responsabile nei confronti della società di biglietteria, della società di calcio e della legge è l’acquirente.

Auguri a Sarah Cecoro, oggi laureata in Psicologia con specialistica in Neuroscienze

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Oggi Sarah Cecoro, figlia del nostro direttore, il Dott. Francesco Cecoro, ha raggiunto un traguardo importante della sua vita: ha concluso un percorso fatto di sacrifici ma anche di tante soddisfazioni ed ha conseguito la laurea in Psicologia  con specialistica in Neuroscienze presso l’Università La Sapienza di Roma con 110 /110, con una tesi sperimentale  dal titolo “Funzioni cognitive  e comorbidità  psicopatologica nei disturbi dello spettro autistico”

Ora deve prepararsi a nuove sfide e nuovi obiettivi da raggiungere.

Siamo sicuri che riuscirà con costanza e perseveranza a realizzare tutti i tuoi sogni.

Auguri dottoressa, da tutta la redazione di Vivicentro

Imprese, Marrone: credito d’imposta? Sia meritocratico

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Il presidente Confapi jr: «Premiare chi migliora anche l’ambiente»

NAPOLI «Il credito d’imposta sugli investimenti è uno strumento importante, ma non deve trasformarsi in un assistenzialismo mascherato».

A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli.

«Napoli e il Sud Italia hanno bisogno di crescita e di occupazione, e questo può avvenire solo mettendo in condizione le imprese di operare e di scommettere sul territorio – ha aggiunto –. Il credito d’imposta sugli investimenti risponde a queste esigenze a patto che funzioni in maniera “meritocratica”».

«Invece di interventi a pioggia – ha proseguito l’esponente del Gruppo Confapi jr – potrebbe essere interessante studiare, e su questo magari il Governo e le Regioni potrebbero avviare una riflessione, un sistema “premiale” progressivo che tenga conto non solo degli investimenti tecnici ma del tipo di benefici apportati all’ambiente dalle imprese che investono».

«Differenziare e premiare, insomma, rispetto al “modo” in cui si investe e non solo rispetto a “quanto” si investe – ha concluso Marrone –. In questo modo, il credito d’imposta diventerebbe “selettivo” e porterebbe davvero rappresentare una risorsa per il nostro Sud».

Napoli, 2 marzo 2017

Parafrasando il comunicato di M5S sul tesseramento PD oso scrivere

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Ancora una volta un partito che nemmeno tale si definisce preferendo etichettarsi come Movimento – M5S -, sente il bisogno irrefrenabile di mettere mettere becco in casa d’altri per stigmatizzare e pontificare su cose per le quali non è proprio che essi stessi brillano o possano essere di esempio puro e cristallino per altri.

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Infatti, anche ad una lettura sia pur rapida si evidenziano subito almeno due punti che, del resto, sono distintivi del M5S:
1) Tesseramento: l’M5S stigmatizza il “tesseramento” in toto (ovviamente quello degli altri e del PD in particolare) visto che, scrivono, l’M5Snon ha bisogno del personaggio “portatore di voti e iscritti” 
Ma veramente?:  alla luce dello stato delle cose, di fatto, non è che possono stigmatizzare l’usanza visto che essi stessi sono ADDIRITTURA NATI da un ”personaggio portatore di voti e iscritti”: Beppe Grillo per cui: di cosa parlano?
Poi proseguono con un:
2) ”e soprattutto non ha bisogno di accordi e compromessi interni.”
Anche per questo punto non è che proprio loro siano i più adatti a dettare linea comportamentale visto che, in casa loro, TUTTO è dettato e gestito dal “portatore di voti e iscritti” di cui sopra: Beppe Grillo e che alla sia pur minima deviazione si scatenano battaglie virali con espulsioni ecc ecc
Sempre parafrasando: mi auspico che prima di razzolare in campo altrui, sia pur con sterpaglie, si provveda prima a ben seminare nel proprio. Se non altro per credibilità e licenza di parlare e giudicare (con decenza). Preciso inoltre che NON vuole essere un “attacco” al Movimento stesso in quanto tale, ma semplice esasperazione derivante da almeno 60 anni di ascolto di “Grilli” parlanti che, puntualmente, stigmatizzano gli altri pur se poi, alla fin fine, anch’essi non brillano e magari proprio nello stesso campo (o inciampo) di altri.
Questo è!
Stanislao Barretta

Niente trasferta a Foggia per i tifosi della Juve Stabia

Foggia vs Juve Stabia da sempre è stata una partita ad alta tensione per l’elevata rivalità storica tra i tifosi delle due squadre. Considerata la struttura dello stadio “Zaccheria” con spalti e distanze tra i settori molto elevata, è stata una partita a cui hanno potuto assistere entrambe le tifoserie. Questa volta non è stato così. In considerazione degli episodi di violenza manifestatesi al termine della gara d’andata, vinta dalle vespe con il risultato di 4 a 1, le autorità preposte alla sicurezza e all’ordine pubblico hanno deciso di vietare la trasferta per i tifosi della Juve Stabia. Quest’anno è la seconda volta, dopo la gara con la Paganese, che viene vietata un trasferta ai tifosi gialloblè.

Lo ha stabilito nel pomeriggio di martedì u.s. il Prefetto di Foggia Maria Tirone che ‘su proposta del Questore e in conformità alle determinazioni assunte dal Comitato di Analisi per la Sicurezza sulla Manifestazioni Sportive, ha disposto per la gara Foggia-Juve Stabia, valida per il Campionato di Lega Pro ed in programma domenica 5 marzo 2017 alle ore 18:30 presso lo stadio Pino Zaccheria di Foggia, connotata con profili di rischio, il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti della Regione Campania, con contestuale sospensione del programma di fidelizzazione della S.S. Juve Stabia’.

Comunicato da M5S su tesseramento PD

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Riceviamo da M5S, e pubblichiamo, il comunicato che segue:
Ancora una volta la magistratura deve mettere mano al partito con più indagati d’Italia: il PD. Ed ancora una volta deve farlo nei confronti di quello stabiese. Questo ennesimo scandalo del Partito Democratico, non solo è a stampo camorristico (in altre città) ma soprattutto è di carattere immorale. Lo stesso regolamento del partito impone che ogni tesseramento deve essere fatto personalmente dall’interessato, sia in sede che online. Ed invece a Castellammare di Stabia, troviamo addirittura circa 200 tessere pagate dalla stessa carta di credito. Cosa spinge una persona ad investire tutti questi soldi per dei tesseramenti?
 
Chi è questo Consigliere implicato nella questione? Perché il Sindaco non fa il nome e non si libera delle mele marce? Questo è un comportamento irresponsabile e connivente. Ci risulta strano, inoltre, che il Presidente del Consiglio Comunale Eduardo Melisse si sia iscritto al partito solo la settimana scorsa. Eppure era candidato nella lista del Partito Democratico alle ultime elezioni, forse non era così tanto sicuro di voler abbracciare la “causa” PD e probabilmente la scelta di eleggerlo Presidente del Consiglio gli ha fatto cambiare idea.
 
Il MoVimento 5 Stelle non ha bisogno delle iscrizioni dell’ultimo minuto, non ha bisogno del personaggio “portatore di voti e iscritti” e soprattutto non ha bisogno di accordi e compromessi interni. La politica si fa alla luce del sole, insieme ai cittadini. Noi lo facciamo in assemblee pubbliche e nei gazebo domenicali, per rendicontare le nostre attività e recepire istanze. Noi, fortunatamente, siamo diversi
 
Ci auspichiamo che la verità venga a galla al più presto ed auguriamo un buon lavoro alla magistratura.

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Il sindaco di Castellammare Antonio Pannullo interviene sul ”Tesseramento Pd”

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Tesseramento Pd, il sindaco di Castellammare Antonio Pannullo: “Episodio grave, ma siamo intervenuti subito sospendendo le tessere”

“Questa è una storia diversa, fatta di passione politica e senso di appartenenza agli ideali e principi del Partito Democratico. A Castellammare abbiamo deciso di sospendere, in autotutela, il tesseramento al Pd quando dai vertici provinciali e regionali ci hanno segnalato alcune anomalie che stavano emergendo. Vogliamo e dobbiamo raccontare la verità dei fatti anche nel rispetto di coloro che in maniera ordinaria e/o on line hanno confermato la propria adesione al PD”.

Sono le parole di Antonio Pannullo, sindaco di Castellammare di Stabia, in merito alla vicenda dei tesseramenti sospetti PD.

“Abbiamo vigilato sul tesseramento ordinario – ha continuato il primo cittadino stabiese – ed eravamo in costante contatto con i vertici provinciali e regionali che monitoravano l’andamento di quello online. Nel momento in cui ci hanno fatto notare alcune anomalie sull’acquisto di tante tessere online pagate con una sola carta di credito, abbiamo chiesto ed ottenuto di sospendere il tesseramento di concerto con i vertici provinciali e regionali. L’episodio accaduto è grave, ma la situazione è sempre stata sotto controllo da parte degli organi del Partito Democratico. Continueremo, come al solito, ad essere vigili e attenti – ha concluso Pannullo – affinché tutto quanto attiene alla vita politica del nostro partito, nella nostra città e nella nostra provincia, si svolga nel pieno rispetto della legalità”.

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Cesari sicuro: “E’ solare il fallo di Pjanic su Albiol”

Le sue parole

Graziano Cesari è il decano dei moviolisti di Mediaset, commenta la gara più importante al Corriere dello Sport: «Per me è rigore netto, non ci sono dubbi. Pjanic tocca Albiol sulle gambe, anzi, sulla gamba sinistra, proprio mentre il giocatore azzurro sta saltando. Questo ovviamente espone chi compie l’intervento ad un rischio, mentre chi lo subisce, proprio perché non è in equilibrio, è più vulnerabile. Pjanic si è preso un rischio, avrebbe dovuto usare maggiore attenzione per limitare i danni, il suo è un intervento scomposto. Ripeto, secondo me è rigore e anche solare». 

Gazzetta ironica su Rog: “Avrà imparato a mangiare italiano”

Gazzetta ironica su Rog: “Avrà imparato a mangiare italiano”

Come riporta la Gazzetta dello Sport, è stato proprio il centrocampista della nazionale croata, Marko Rog, ad entusiasmare, in una notte di grandi polemiche, per le sue qualità. Forse il ragazzo avrà imparato ad apprezzare la cucina e la lingua italiana, oltre ad aver appreso perbene gli schemi voluti dall’allenatore: sono stati questi i motivi che hanno indotto il tecnico a rimandarne l’impiego, come da lui stesso spiegato più volte. Attenuanti che non hanno mai convinto, tanto da scatenare Aurelio e Laurentiis dopo la sconfitta di Madrid.

Rocchi: “Per fortuna non sono io l’arbitro…”, la premonizione dell’arbitro

Le sue parole

Gianluca Rocchi, il quarto uomo di Juventus-Napoli, era a bordo del Frecciarossa che da Firenze lo ha portato a Torino, quando un tifoso del Napoli Francesco Caputo, funzionario aziendale, di Pozzuoli, si e’ avvicinato per salutarlo e scattare una foto. Queste le dichiarazioni riportate dall’edizione odierna de Il Mattino: “Per fortuna stasera non sono io l’arbitro…” ha detto. Caputo si avvicina nuovamente: “Mi sono avvicinato dopo la foto fatta con lui e gli ho detto: “sa, ne le ho mandate a due amici, uno juventino e l’altro napoletano… lo immagina cosa mi hanno detto?”. E lui si e’ messo a ridere”.

Il dirigente racconta anche la sua risposta. “Lo so che a Napoli ce l’hanno con me, ma si puo’ sbagliare. Ma non c’e’ mai dolo, non c’e’ mai la volonta’ di voler danneggiare qualcuno. Quando succede, i primi a star male siamo proprio noi. Un arbitro da’ sempre il massimo, sempre. Solo che qualche volta sbaglia lo stesso”.

Ma gli errori favoriscono sempre le big come la Juventus: “Non e’ vero. Succede questo perche’ le grandi sono quelle che giocano a mille all’ora e quindi puo’ succedere di non intepretare al meglio certe situazioni. Ma sempre senza dolo. Sempre in buonafede. E nessuno deve mai mettere in dubbio questo aspetto”.

Rai Sport, il direttore: “Reazione Napoli esagerata! Al San Paolo ci sarà Cerqueti!”

Le sue parole

Juventus-Napoli atto secondo. Sull’argomento polemiche Rai, la Gazzetta dello Sport ha sentito il direttore di Rai Sport Gabriele Romagnoli.

Come giudica la reazione del Napoli?

«Assolutamente esagerata. Una reazione a sangue caldo. Spero che a sangue freddo ci si renda conto che non c’era squilibrio nella telecronaca. Le partite le decidono i giocatori, gli allenatori e, qualche volta, gli arbitri. Mai i telecronisti».

E’ la prima volta, da quando lei è direttore (marzo 2016), che un club entra così a gamba tesa?

«Sì, anche perché la Rai fa poche telecronache in diretta, a parte le partite della Nazionale. Non la considero un’ingerenza, ma una reazione impropria. E’ come quando un tennista piazza un colpo, l’arbitro lo giudica fuori e, giusta o sbagliata che sia la decisione, il tennista si arrabbia e spacca la racchetta. Mi chiedo: che cosa c’entra la racchetta?».

Il ritorno al San Paolo, dopo questo velenoso 3-1 dell’andata, sarà surriscaldato.

«Per fortuna c’è tempo, la partita sarà fra un mese. Mi auguro che si capisca che ognuno fa il proprio mestiere. La Rai svolge il proprio compito in maniera serena ed equilibrata. Non vorrei che, a causa di questi episodi, si creasse un clima di tensione, magari con rischi per l’ordine pubblico. Le cose vanno messe nella giusta misura. Ripeto: Cerqueti ha fatto bene il suo lavoro e altrettanto farà nella gara di ritorno».

Foggia-Juve Stabia arbitra Francesco Fourneau di Roma 1

Due i precedenti in lega Pro di Fourneau con le vespe, entrambi al Menti contro il Cosenza

Per la nona giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà domenica 5 marzo alle ore 18 e 30 allo stadio “Pino Zaccheria” di Foggia è stato designato Francesco FOURNEAU della sezione di Roma 1 a dirigere la gara tra Foggia e Juve Stabia.

Francesco FOURNEAU
Francesco FOURNEAU di Roma 1

Fourneau, nato a Roma l’11 luglio 1984, è al suo quarto campionato in Lega Pro, tre i precedenti con i gialloblù, uno con la formazione allievi nazionali e due nel campionato di lega pro, queste le gare:

2015 / 2016 – Campionato Nazionale Allievi girone ‘ C ‘

– 8 dicembre 2013 – 13° giornata d’andata: LAZIO – JUVE STABIA 2 – 1 al vantaggio delle vespette di Giuseppe VISCUSI, seguì prima il pari degli aquilotti con Pasquoloni e poi il sorpasso su calcio di rigore di Capuano.

2015 / 2016 – Campionato Nazionale Lega Pro girone ‘ C ‘

– 17 ottobre 2015 – 7° giornata d’andata: JUVE STABIA COSENZA 1 – 1 nel primo tempo vantaggio silano di Criaco e pari dopo cinque minuti per i gialloblù con Sergio CONTESSA.

2015 / 2016 – Campionato Nazionale Lega Pro girone ‘ C ‘

– 30 ottobre 2016 – 11° giornata d’andata: JUVE STABIA COSENZA 2 – 0 vespe in rete con un gol per tempo con Francesco RIPA e Salvatore SANDOMENICO.

L’assistente numero uno sarà: Matteo BENEDETTINO della sezione di Bologna;

l’assistente numero due Andrea FUSCO della sezione di Torino.

Giovanni MATRONE

Valeri “No, non ho nulla di cui scusarmi. Non ho sbagliato niente”

Il suo pensiero

“No, non ho nulla di cui scusarmi. Non ho sbagliato niente”, sono le parole di Paolo Valeri riportate da Il Mattino. L’arbitro è  andato dritto per la sua strada anche del dopo-partita quando mezzo Napoli era lì a urlare il proprio sdegno e a pretendere lo straccio di una spiegazione. E ora si attende di leggere il suo referto arbitrale, perché oltre al danno si teme la beffa: è atteso il verdetto del giudice sportivo. Magari qualche parola di troppo può essere saltata nel ventre dello Juventus Stadium e non è difficile capire, anche alla lucedelle parole ufficiali pronunciate dal ds Giuntoli e dal portiere Reina che la parola «vergogna» è stata quella più ricorrente.

Le accuse di Giuntoli e Reina creeranno problemi per Napoli-Juve

Le accuse di Giuntoli e Reina creeranno problemi per Napoli-Juve

Come scrive La Gazzetta dello Sport, il fuoco di Napoli cova ancora. La notte di coppa Italia ha generato un clima di forti tensioni. Per la sconfitta, certo. Ma, soprattutto per come è maturata. È su questi argomenti che un’intera città non ha saputo trattenere la propria rabbia. Il giorno dopo la sconfitta dello Stadium nulla s’è placato. Anzi, dopo le pesanti accuse lanciate nel dopo partita di mercoledì da Giuntoli e Reina, l’ambiente è diventato ancora più agitato. E tutto questo sicuramente creerà problemi seri per la partita di ritorno, che seguirà di tre giorni la sfida di campionato, ad inizio aprile, tra Napoli e Juventus. «Vergognoso», è stato l’aggettivo usato dal direttore sportivo napoletano e dal portiere spagnolo nel commentare l’arbitraggio di Valeri di Roma. Accuse forti, dettate da Aurelio De Laurentiis, che ha guardato la partita in tv da Los Angeles (venerdì notte rientrerà in Italia). Un attacco inadeguato, che va a colpire la classe arbitrale. Probabilmente, sarebbe stato meglio se Sarri, o chi per lui, avesse spiegato il motivo per cui il Napoli ha perso tre delle ultime quattro partite. Non c’è volontà, da parte del Napoli, di mettere un freno alla questione. L’atteggiamento dei propri dirigenti non è stato responsabile, anche l’attacco alla Rai è parso fuori luogo, oltre che illogico. Ci si sarebbe aspettato, a distanza di 24 ore, un abbassamento dei toni da parte dei dirigenti napoletani, senza alimentare ancor di più la rabbia della gente. Ma, non è stato così. A fare da capo popolo è stato Nicola Lombardo, il funzionario della comunicazione, che non ha avuto alcun momento di pentimento dopo il tweet contro la tv di Stato e i suoi giornalisti.

Indagato Tiziano Renzi, papà dell’ex premier: al setaccio i contatti con Alfredo Romeo

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Arrestato l’imprenditore Alfredo Romeo accusato di corruzione. Nelle carte spunta il nome di Renzi. Il padre dell’ex premier indagato: al setaccio i contatti. I pm: «Tiziano Renzi si faceva promettere soldi». Lui replica: falso.

Nelle intercettazioni spuntano i 60 mila euro alla fondazione di Renzi

I pm: “Il padre Tiziano si faceva promettere soldi”. Lui: falso

ROMA – Padre e figlio finiscono nelle carte della stessa inchiesta. Uno come indagato, l’altro come «richiedente» di un finanziamento per la propria fondazione Open. Almeno in base alle dichiarazioni fornite da altri protagonisti delle indagini sulla Consip. Tiziano Renzi è perseguito dalla procura di Roma per traffico di influenze illecite: avrebbe fatto da mediatore per ottenere aiuti in favore dell’imprenditore Alfredo Romeo arrestato ieri. Respinge ogni accusa, ma intanto le indagini vanno avanti.

Investigatori e inquirenti sono a caccia di prove del fatto che Tiziano Renzi si facesse pagare per la sua mediazione. Nel decreto di perquisizione a casa del suo amico Carlo Russo (anch’egli indagato per traffico di influenze illecite, sospettato di essere il tramite tra Romeo e Tiziano Renzi) il pm Mario Palazzi dispone il sequestro di «computer, chiavette usb, cellulari, documenti, appunti, scritti di ogni genere». Si vuole scoprire se davvero Tiziano Renzi corrisponde a quella T. scritta da Romeo con accanto la cifra di 30 mila euro.

Mentre il nome del figlio, l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, spunta – nonostante l’omissis – a pagina 31 dell’ordinanza firmata dal gip Gaspare Sturzo. Il fidato collaboratore di Romeo, l’ex deputato An Italo Bocchino, inconsapevole d’essere intercettato, un anno fa spiega all’imprenditore che ci sarebbe una volontà politica per sostenere le cooperative nell’assegnazione degli appalti per favorire il voto di scambio.

E nel constatare che una società grande come quella di Romeo ha più difficoltà a gestire i dipendenti per il voto di scambio, osserva che i politici hanno meno interesse a chiedergli soldi. Nello specifico afferma: «Perché un politico può venire da te a chiederti sessantamila euro che ti ha chiesto Renzi (si tratta di una regolare donazione elargita da Romeo alla fondazione riconducibile a Renzi, ndr), ma i mille pulitori sul territorio sono mille persone che danno cinquemila euro ciascuno… sono mille persone che fanno un’assunzione ciascuno… sono mille persone che quando voti si chiamano i dipendenti… tu, invece, i tuoi dipendenti neanche sai chi sono..».

Parole in libertà, che non hanno comunque alcuna ripercussione giudiziaria: l’ex premier è totalmente estraneo all’inchiesta. Diversa la posizione del padre, sospettato di essere stato a libro paga di Romeo. Nel decreto di perquisizione si legge come l’imprenditore Alfredo Romeo, in concerto con il suo consigliere personale Italo Bocchino, «lautamente retribuito», «si sia accordato con Carlo Russo (a fronte di ingenti somme di denaro promesse) … affinché questi», utilizzando le sue personali relazioni e quelle di Tiziano Renzi, «interferisca indebitamente sui pubblici ufficiali presso la Consip al fine di agevolare la società di cui Romeo è dominus».

Russo, in particolare, si legge nel decreto, avrebbe agito «utilizzando le proprie relazioni (di cui vi è prova diretta) e le relazioni di Tiziano Renzi (con il quale lo stesso Russo afferma di aver agito di concerto e al quale parimenti, da un appunto vergato dallo stesso Romeo, appare essere destinata parte della somma promessa)».

Ferma la smentita di Tiziano Renzi: «Alla luce delle notizie di stampa di oggi avverto la necessità di precisare quanto segue oltre alle considerazioni tecniche già esposte dal mio legale. Nessuno mi ha mai promesso soldi, né io ho chiesto alcunché. Ho 65 anni e non ho mai avuto un problema con la giustizia per una vita intera fino a due anni fa, quando sono stato indagato e poi archiviato dalla procura di Genova. Confermo la mia fiducia nei confronti del sistema giudiziario italiano e della magistratura».

Dalle carte emerge inoltre il legame di Bocchino «con i servizi segreti» per ottenere aiuti e informazioni. L’ex parlamentare tra l’altro risulta indagato per corruzione, nel filone napoletano, insieme all’ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro.

Mentre nell’inchiesta romana c’è anche un riferimento all’attuale governatore campano Vincenzo De Luca. In un documento di Romeo recuperato dai carabinieri si legge di un «voucher, nell’ottobre 2015, per offerte al presidente De Luca».