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C’è la Juve, Sarri farà gli straordinari in difesa

C’è la Juve, Sarri farà gli straordinari in difesa

La Gazzetta dello Sport scrive sulle mosse che Maurizio Sarri ha in mente per la Juve: “L’allenatore lavorerà parecchio sulla fase difensiva, in questa settimana, perché è proprio lì dietro che si evidenziano le maggiori difficoltà. Problematiche che, in ogni modo, non possono non coinvolgere gli altri due settori, essenziali nei movimenti del collettivo in ogni zona del campo, così come prevede l’idea tattica dell’allenatore. Una sorta di calcio totale dove si predilige la fase offensiva, per poi rientrare tutti a difendere. Spesso, la difesa è stata penalizzata dagli errori dei singoli e non del reparto. E questo dovrebbe incoraggiare il tecnico che chiederà ai difensori maggiore attenzione, evitando così cali di tensione e di concentrazione. La Juve sa essere cinica, pronta a capitalizzare anche il minimo imbarazzo dell’avversario, così com’è accaduto nelle due gare allo Stadium. Stavolta, potrebbe essere fondamentale l’esperienza di Reina e Albiol”.

Sarri ha dato un indizio, Kessie è il primo obiettivo estivo

Sarri ha dato un indizio, Kessie è il primo obiettivo estivo
Non parla mai di mercato Maurizio Sarri, ma dopo la sfida con il Real Madrid una traccia l’ha disseminata: “Dobbiamo aumentare la fisicità”. Solo così il Napoli potrà lottare ad armi pari in Europa. Ecco perchè, come riporta l’edizione odierna de La Repubblica: “Franck Kessiè resta in cima alla lista delle idee da approfondire tra qualche mese. Il Napoli ha provato ad anticipare la concorrenza la scorsa estate: il diesse Giuntoli era rimasto positivamente colpito dal campionato al Cesena e ha sfiorato il colpaccio. Poi l’Atalanta ha deciso di tenerlo e adesso si trova un potenziale campione tra le mani che piace a mezza Europa. La valutazione è alta, almeno 25 milioni di euro. La Roma sta facendo sul serio da gennaio, ma il Napoli ha una carta importante da calare sul tavolo: Kessiè è convinto che il gioco di Sarri sia perfetto per esaltare le sue caratteristiche e quindi non avrebbe problemi ad accettare la destinazione. La concorrenza, comunque, è nutrita considerando che lo stesso Chelsea ha chiesto informazioni”.

Mertens-Napoli, bozza di accordo per 4 anni ma le sirene inglesi farebbero saltare il banco

Mertens-Napoli, bozza di accordo per 4 anni ma le sirene inglesi farebbero saltare il banco

La situazione di Mertens è delicata. Come scrive Il Mattino: “Negli ultimi giorni, tuttavia ci sono stati passi in avanti: l’ipotesi di contratto per 3 anni piu’ uno (in sostanza un quadriennale) per una media di circa 3.3 l’anno piu’ bonus (ovvero ingaggio a salire partendo da 2.7-2.8) e, soprattutto, l’inserimento di una clausola da 40 milioni, ma solo a partire dal 2018. Inoltre la garanzia di una centralita’ assoluta nel progetto tecnico, visto che Mertens ha ancora voglia di giocare con continuità. Su questa bozza di accordo si sta lavorando (le variazioni di cifre sono possibili), al netto di offerte irrinunciabili gia’ in estate. Se, infatti, dalla Premier arrivasse un’offerta di 40-45 milioni di euro per il cartellino con ingaggio proporzionato, Mertens (e il Napoli) la prenderebbero seriamente in considerazione”.

Ghoulam può partire, Giuntoli punta su Kolasinac!

Ghoulam può partire, Giuntoli punta su Kolasinac!

Su Ghoulam le speranze di rinnovo sono poche, tant’e’ che dall’Algeria sono certi che andra’ via a fine stagione per 15 milioni. Come riferisce l’edizione odierna de Il Mattino, il Napoli continua a monitorare il mercato dei terzini sinistri: Grimaldo, Tadic, Mendy e pure Kolasinac, bosniaco ma con passaporto tedesco a scadenza con lo Schalke 04.

Reina giocherà Napoli-Juve: c’è un indizio concreto

Reina giocherà Napoli-Juve: c’è un indizio concreto

Secondo Il Corriere dello Sport l’impiego di Pepe Reina contro la Juventus è più di una certezza. Il portiere spagnolo anche di domenica ha lavorato intensamente a Castel Volturno per recuperare dall’elongazione al soleo che l’ha costretto al rientro anticipato dalla nazionale. La sua voglia di giocare contro i bianconeri è tanta e non c’è problema fisico che lo tenga in panchina. Si attendono le certificazioni strumentali in programma mercoledì.

FOTO ViViCentro – Pareggio Sfortunato…Forlì-Fano non va oltre lo 0-0

Pareggio Sfortunato…Forlì-Fano non va oltre lo 0-0
Lo scontro diretto per la salvezza tra Forlì e Fano è subito carico di emozioni, pochi secondi, e il Forlì si rende pericoloso con una conclusione dalla distanza che impegna il portiere Menegatti. Nonostante Il match sia caratterizzato da una forte pioggia che rende la partita un pò frenetica e frizzante entrambe le squadre riescono a gestire le situazioni e creano capovolgimenti di fronte continui. Il Fano ben chiuso in difesa aspetta e appena può cercare di colpire in contropiede con i suoi esterni ma è sempre il Forlì a fare la partita e solo il palo alla mezz’ora salva Menegatti. La ripresa è sulla falsa riga del primo tempo con il Forlì a creare le occasioni migliori, al 52’ Tonelli serve cappellini ma viene pescato in fuori gioco e al 64’ l’incrocio dei pali dici di no a Carini  mentre  il Fano, chiuso nella sua metà campo, aspetta sornione di colpire in contropiede. La partita si conclude con un niente di fatto per entrambi le formazioni che, dopo i risultati del pomeriggio, rimangono in zona play out.
FORLÌ – Turrin; Conson, Cammaroto, Carini; Tonelli  (dal 89’ Croci), Alimi, Capellupo, Spinosa, Capellini  (dal 76’ Piccoli); Bardelloni, Ponsat (dal 76’ Succi). A disp. Semprini, Vesi, Baschirotto, Ferretti, Di Rocco. All. Massimo Gadda
FANO – Menegatti,  Lanini, Zigrossi, Zullo, Taino; Gualdi, Belle¬mo  (dal 64′ Carotti), Schiavini  (dal 80’ Gabbianelli); Filippini; Germinale, Fioretti (dal 87’ Melandri). A disp. Andrenacci, Ashong, Ferrani, Torta, Cazzola, Favo, Borrelli, Masini, Camilloni). All. Cuttone
AMMONITI – Ponsat, Bellemo, Germinale

dal nostro inviato, Christian Mastalli

Il pugno di Putin sulle proteste e l’arresto del dissidente Alexei Navalny

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Nel suo editoriale su La Stampa, Giampiero Massolo scrive: Il fermo del dissidente Alexei Navalny «stride con il nostro concetto di libertà democratiche. Va riaffermata con forza la nostra identità e compattezza occidentale, con una condanna politica e la determinazione a controbilanciare passo passo le mosse russe». Un consiglio per il dialogo con Mosca arriva dall’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, che a Paolo Mastrolilli dice: «Putin non è Hitler. Negoziare con lui, a condizioni precise, è nell’interesse di tutti».

Per reagire l’Occidente deve unirsi

Che fare con la Russia di Putin? Il fermo in piazza del dissidente Navalny, solo l’ultimo e neppure il più significativo tra gli episodi di soffocamento del dissenso, stride con il nostro concetto di libertà democratiche; le condotte spregiudicate in politica internazionale, da ultimo il cinico assedio di Aleppo, fanno apparire impossibili forme di collaborazione, almeno come noi le intendiamo; i tentativi di ingerenza anche cibernetica nei meccanismi della nostra vita democratica, più o meno conclamati, sono sotto gli occhi di tutti; il disegno di una sorta di internazionale delle forze populiste e antisistema europee con riferimento a Mosca sembra sempre più delinearsi.

L’Occidente è stato doverosamente fermo sui principi, ha provato a reagire, in particolare dopo l’annessione della Crimea e la guerra ibrida in Ucraina, con lo strumento – spuntato rispetto alla resilienza russa – delle sanzioni. Ha tentato in parallelo un reset dei rapporti, prima con Obama e le sue politiche di inclusione e ora con le logiche transnazionali di Trump, rapidamente frustrate tuttavia dalle accuse di collusione con ambienti russi di parte dello staff presidenziale in campagna elettorale.

Tutto, almeno finora, inutilmente: continuiamo ad essere messi di fronte ad una sequenza di fatti compiuti. Discutere sui torti e le ragioni (le incertezze e contraddizioni del campo occidentale e l’ossessione russa di vedersi riconosciuto il diritto di cogestire il mondo con gli americani entrano in questo quadro almeno in egual misura) è tutto sommato poco utile. Meglio concentrarsi su alcuni punti fermi per cercare di definire una prospettiva. Esiste davvero una minaccia russa? Abbiamo gli strumenti per incidere sui comportamenti di Mosca? Cosa possiamo fare come comunità occidentale?

Sotto il profilo della minaccia, la Russia non lo è sul piano strategico, per dimensioni economiche inferiori ai livelli del G7, ulteriormente ridimensionate dai bassi prezzi del petrolio, e per arsenale militare, considerando difficilmente impiegabile nella realtà quello nucleare e già molto sotto pressione nei vari teatri di crisi quello convenzionale. Può influire sui singoli scenari geopolitici, come dimostra il caso siriano e forse un domani anche quello libico. Continua nei suoi tradizionali tentativi di condizionamento delle dinamiche occidentali, replicando con l’ausilio significativo delle tecnologie comportamenti tipici dell’era sovietica. Nulla, insomma – ed è un primo punto – che un Occidente determinato e forte nei suoi convincimenti non possa bilanciare.

Possiamo mutare le sue condotte? Escluso, anche nel nostro caso, il ricorso alle armi, va preso realisticamente atto che, al di là dei mezzi politico-procedurali di riprovazione e condanna propri della comunità internazionale, non disponiamo della possibilità di incidere in modo efficace. A meno, ovviamente – ed ecco un altro punto – di non ricercare caso per caso, scenario per scenario punti di convergenza d’interessi che contengano e incanalino comportamenti russi, altrimenti pronti a tracimare.

Che prospettiva allora? Va riaffermata con forza – il terzo punto – la nostra identità e compattezza occidentale: non possiamo trascurare le preoccupazioni degli alleati Est europei, direttamente esposti alle turbolenze russe. Sarebbe un cuneo insostenibile in Europa, a tutto vantaggio di Mosca e del suo interesse a dividerci. Senza contare che una pericolosa spirale involutiva potrebbe scattare, oggi come oggi, anche al di là di ogni calcolo e volontà politica. E bisogna tenerne conto, per poterlo evitare.

In definitiva, dunque: condanna politica, determinazione a controbilanciare passo passo le mosse russe, ricerca delle cointeressenze possibili, compattezza alleata. Mosca non è un nemico credibile, ma sicuramente un avversario pericoloso, per ragioni politiche prima ancora che militari. A noi il compito di reagire, senza demonizzazioni, ma con fermezza.

vivicentro.it/editoriale
vivicentro/Il pugno di Putin sulle proteste e l’arresto del dissidente Alexei Navalny
lastampa/Per reagire l’Occidente deve unirsi GIAMPIERO MASSOLO

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Putin nemmeno il pelo, e fa arrestare Navalny

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Le opposizioni scendono in piazza in Russia in una giornata di protesta convocata dal dissidente Alexei Navalny e Vladimir Putin risponde con il pugno di ferro: la polizia arresta settecento persone e ferma lo stesso Navalny, in una domenica ad alta tensione. Il fermo del dissidente «stride con il nostro concetto di libertà democratiche – scrive nell’editoriale Giampiero Massolo -. Va riaffermata con forza la nostra identità e compattezza occidentale, con una condanna politica e la determinazione a controbilanciare passo passo le mosse russe». Un consiglio per il dialogo con Mosca arriva dall’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, che a Paolo Mastrolilli dice: «Putin non è Hitler. Negoziare con lui, a condizioni precise, è nell’interesse di tutti».

La polizia russa ferma Navalny, leader dell’opposizione. Alta tensione a Mosca

La Russia ha battuto un colpo. Bello forte. Alla giornata di protesta «contro la corruzione» indetta dal blogger e oppositore Alexei Navalni hanno infatti risposto migliaia di persone in tutto il Paese. L’epicentro della protesta, come spesso accade, è stata Mosca, nella centralissima via Tsverskaya, dove Navalni ha dato appuntamento ai suoi sostenitori raccomandando loro di arrivare `alla spicciolata´ e marciare pacificamente sui marciapiedi in modo da aggirare il divieto di assemblea imposto dalle autorità. Così ha fatto lo stesso Navalni. Che però è stato presto fermato dalle forze dell’ordine e caricato a bordo di una camionetta.

Erano da poco passate le 14.20 e, complice una bellissima giornata di sole, la Tsverskaya – l’arteria che conduce di fatto alla Piazza Rossa dedicata, in epoca sovietica, a Maxim Gorky – si stava gonfiando di persone, in maggioranza giovani se non giovanissimi. Navalni era appena sbucato da un sottopassaggio quando la polizia lo ha arrestato. L’accusa: aver infranto la legge che regola il diritto d’assemblea in Russia. La folla però ha seguito il pulmino dov’era stato caricato giù per una stretta viuzza della Tsverskaya e lo ha bloccato al grido di «fascisti, liberatelo!». La tensione è schizzata alle stelle. Le macchine malamente parcheggiate hanno impedito al bus di procedere e un gruppo di manifestanti ha iniziato a scuotere la camionetta, come per ribaltarla. È stato più o meno il momento in cui proprio Navalni è intervenuto – via Twitter – per calmare gli animi: «Oggi protestiamo contro la corruzione, non gli arresti. Continuate a manifestare pacificamente».

Il messaggio ha sortito l’effetto. Migliaia di persone – 8mila per la polizia, ma i numeri erano senz’altro più consistenti stando a quanto ha potuto verificare l’Ansa sul posto – hanno continuato a marciare sulla Tsverskaya. Le forze dell’ordine sono intervenute comunque e in serata il numero dei fermi è stato fissato dalla stessa polizia intorno a quota «500» nella sola Mosca. Un portavoce ha poi chiarito che la maggior parte dei fermati riceverà solo «sanzioni amministrative».

Lo stesso Navalni, a quanto si apprende, rischia «una multa, lavori socialmente utili o 15 giorni di arresto amministrativo». Ma si vedrà. La partita, d’altra parte, è squisitamente politica. È probabile, infatti, che ci saranno delle ripercussioni. Oltre a Mosca la gente è scesa in piazza a San Pietroburgo – negli stessi luoghi dove esattamente 100 anni fa si protestava contro Nicola II oggi i manifestanti hanno gridato “abbasso lo zar!” – e in molte altre città del Paese, tra cui Novosibirsk, Barnaul, Tomsk, Krasnoyarsk, Khabarovsk e Vladivostok in quel che è senz’altro la giornata di protesta più consistente dai moti del 2011. Persino in Daghestan, feudo elettorale di Vladimir Putin, gli arresti sembrano essere oltre un centinaio.

«Il governo è corrotto, deve dimettersi», spiegava un ragazzo di 21 anni, Ivan, mentre percorreva la Tsverskaya. «Molte persone sono stanche di Putin ma hanno paura di dire come la pensano e preferiscono restare a casa. Se Navalny si presenta alle elezioni lo voterò senz’altro». A fargli eco Turana, 72enne di Mosca: «È una persona onesta, sincera, non come questi leccaculo che sono al governo. Il ladrone che ci governa si è circondato di ladri amici suoi e stanno spolpando il Paese. Nel mentre veniamo ridotti in schiavi».

Con la crisi che morde, e la qualità della vita che peggiora, è facile capire perché il tema della corruzione faccia presa. «È normale che i ladri si proteggano», ha rincarato la dose Navalni, sempre su Twitter. «Ma non possono arrestarci tutti, siamo milioni. Chi è sceso in piazza oggi è la parte migliore del Paese, sono orgoglioso di voi».

Ora la palla passa al Cremlino. «Navalni ha testato la stabilità», commenta Gleb Pavlosky, ex spin-doctor di Putin tramutatosi in acceso critico. «Lo scenario ora è da riscrivere. O, per paura, concedere la testa di Medvedev, sperando poi che lo lasciano stare. Ma i giovani non lo lasceranno stare».

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Sarao e Mancosu: Il rigore non c’era, meritavamo di vincere

Partita sofferta per la Juve Stabia che dopo il vantaggio iniziale si vede raggiungere e superare dal Catanzaro. Solo al 93′ le vespe riescono a pareggiare grazie al rigore di Kanoute.

Queste sono le dichiarazioni di Sarao e Mancosu calciatori del Catanzaro, ai nostri microfoni:

Sarao, sappiamo che il Catanzaro proviene da una situazione difficile dove avete trovato la giusta determinazione che vi ha permesso di ottenere questo ottimo risultato?

C’eravamo ripromessi di iniziare subito bene la partita e da non farci deviare da questi episodi negativi, nonostante abbiamo subito gol nei primi minuti siamo riusciti con forza e determinazione a ribaltare il risultato con grande compattezza e grande umiltà,per quanto riguarda per il pareggio finale a mio avviso abbiamo perso due punti fondamentali a Castellammare perché meritavamo di vincere e purtroppo usciamo dal campo delusi e amareggiati.

È stato più bravo il Catanzaro a gestire la partita o la Juve Stabia più debole a non saper gestire il nervosismo?

Se giochiamo sempre così possiamo veramente giocarcela con tutte, la Juve Stabia è un ottima squadra e non mi sento di giudicare la loro prestazione.

Abbiamo visto molti battibecchi in campo come mai?

Si la partita si è innervosita, anche se questi sono battibecchi che come iniziano finiscono in campo.

Mancosu cosa ci vuoi dire sul calcio di rigore?

Non mi va di dire niente a me non piace soffermarmi sui singoli episodi.

Credi che c’è il rigore su Lisi il primo tempo? 

No quello assolutamente no infatti è stato Lisi a tirare indietro la gamba.

Dopo questa prestazione del Catanzaro come viene presa in chiave salvezza?

Sono assolutamente convinto che se continueremo con queste prestazioni potremmo ottenere tranquillamente la salvezza senza passare dai play out.

Juve Stabia – Catanzaro: Erra rammaricato per il risultato finale

Juve Stabia vs Catanzaro è finita in parità con il risultato di 2 a 2. Le Vespe mancano l’appuntamento con la prima vittoria casalinga; in sala stampa per il Catanzaro si è presentato Alessandro Erra allenatore delle aquile.

Queste sono state le sue parole:

“Il risultato di parità mi lascia con l’amaro in bocca. Secondo il mio parere meritavamo la vittoria. Nel primo tempo è vero abbiamo sofferto i primi minuti, ma poi siamo stati bravi a riprendere la partita e ad andare in vantaggio. Paradossalmente il gol nei minuti iniziali ha illuso la Juve Stabia facendole abbassare la guardia e noi ne abbiamo approfittato. Nel secondo tempo abbiamo controllato la partita. Sono soddisfatto della reazione ma deluso per il risultato finale. Abbiamo perso due punti fondamentali. Questo pareggio, e soprattutto la prestazione, ci danno morale per la corsa alla salvezza, perché oggi abbiamo capito che possiamo giocarcela con tutti.

Oggi siamo venuti a Castellammare facendo a meno di alcuni elementi che sono stati temporaneamente sospesi per aver violato le nostre norme interne, sono situazioni che gestiamo noi per mantenere delle regole.

Sul rigore nei minuti finali posso solo dire che questi tipi di interventi nei minuti finali, a Castellammare, sono da rigore.”

Il Podio Gialloblù di Juve Stabia – Catanzaro 2 – 2

Esordio casalingo complesso sulla panchina della Juve Stabia per Guido Carboni. Le Vespe si fanno rimontare e superare dal Catanzaro ma un rigore nel finale di Kanoute ristabilisce la parità

PODIO
Medaglia d’oro: a Francesco Lisi, il turbo di questa spenta Juve Stabia. Come a Cosenza, anche contro il Catanzaro, Lisi è il calciatore che accende con grinta, forza fisica e corsa ogni giocata, anche quella all’apparenza meno pericolosa, sulla fascia di competenza. E’ proprio con una delle sue iniziative fatte di tecnica mista a strapotere fisico che il numero 23 indirizza subito la gara su un binario favorevole alla Juve Stabia; il suo assist è perfetto per il sinistro di Paponi che punge il Catanzaro. Se le Vespe si spengono dopo il pareggio subìto, nulla intacca la forza di volontà di Lisi, che continua a martellare praticamente da solo tutta la difesa calabrese. Il copione non cambia nella ripresa, dove sempre l’esterno ex Rimini spicca per cuore e lucidità. Clonatelo.

Medaglia d’argento: a Daniele Paponi, finalmente freddo sotto porta. La gara dell’attaccante ex Latina non ha certo brillato per tecnica o partecipazione alla manovra della squadra, ma il numero 35 ha avuto il merito di timbrare il cartellino nell’unica occasione che ha avuto. Il suo diagonale mancino con cui ha aperto le danze, deve rappresentare il punto di (ri)partenza per Paponi, attaccante che deve dare il meglio di sé in vista di un finale di stagione (play off compresi) da vivere da protagonista. Non è un caso che proprio la sostituzione di Paponi dopo circa un’ora di gioco, dettata da motivi esclusivamente fisici, privi le Vespe del punto di riferimento principale in zona gol, complicando non poco l’assalto finale.

Medaglia di bronzo: a Kelvin Matute, ancora positivo dopo la bella prova di Cosenza. Se la scorsa settimana il centrocampista ex Casertana era stato monumentale, oggi forse Matute non si è meritato un monumento, ma tanta stima per la sua prestazione, sì. Il mediano ha dato tanti muscoli al centrocampo e più volte ha interrotto con la sua fisicità le trame di “gioco” del Catanzaro. Non è inesatto dire che il centrocampo della Juve Stabia si è oggi retto solo sulle gambe di Matute, alla luce di un Capodaglio nuovamente poco reattivo e poco lucido.

CONTROPODIO
Medaglia d’oro: a Fabiano Santacroce, da horror in occasione della rete di Sarao. Rabbrividente la disattenzione con cui il difensore ex Parma e Napoli regala il pareggio al Catanzaro; l’errore grazie al quale il Catanzaro pareggia è solo la punta dell’iceberg della partita di Santacroce, che appare in costante difficoltà. Il centrale difensivo arriva costantemente in ritardo sugli avversari e lascia trasparire in ogni giocata una insicurezza inaccettabile visti i suoi trascorsi di altissimo livello. Purtroppo l’apporto di Santacroce si vede soltanto nei parapiglia finale, con il difensore italo brasiliano prontissimo a fare confusione invece di persuadere i compagni a non perdere tempo e a non cadere nelle provocazioni degli avversari.

Medaglia d’argento: a Santiago Morero, che fa degnamente compagnia a Santacroce. Il difensore argentino è ormai diventato il punto debole della difesa della Juve Stabia, in cui risulta costantemente il peggiore dello schieramento arretrato. Anche contro il Catanzaro Morero ha sbagliato quasi ogni pallone che ha avuto tra i piedi, trasmettendo sfiducia ed insicurezza a tutta la squadra: che si tratti di intervenire in chiusura su un attaccante o di servire anche con un passaggio, che dovrebbe essere semplice, un compagni ravvicinato, Morero ha sbagliato puntualmente la giocata. A questo punto risulta difficile comprendere le cause di questo rendimento; potrebbe trattarsi tanto di un problema psicologico, tanto di una condizione fisica a dir poco approssimativa. La certezza è che i calciatori di maggiore esperienza sono quelli che maggiormente stanno tradendo le aspettative.

Medaglia di bronzo: ad Aniello Cutolo, impalpabile in ogni giocata. L’ex punta della Virtus Entella cancella, purtroppo, la buona prova di Cosenza con la solita partita casalinga svogliata, priva di spunti ed in cui non ha preso nemmeno lontanamente per mano la squadra, motivo per il quale è stato acquistato a gennaio. Inevitabilmente le poche giocate rilevanti del numero 33 sono sorrette da una condizione atletica inadeguata, a maggior ragione in un campionato come la Lega Pro che basa tutto sulla forza fisica e sulla cattiveria agonistica. Molto più attivo e propositivo è stato invece Mario Marotta, che ha dato il suo contributo concreto nel forcing finale delle Vespe.

Raffaele Izzo

Juve Stabia vs Catanzaro, le pagelle

Altro passo falso interno per la Juve Stabia, che ormai al Menti non sa più vincere.

Prestazione incolore per le vespe, anche se c’è da dire che sulla gara ha influito negativamente l’arbitraggio folle del signor Capone di Palermo. Termina 2-2 nel marasma generale. Reti di Paponi e Kanoute per le vespe.

Ecco le pagelle:

RUSSO 6: Può poco e nulla sui gol subiti.

CAMIGLIANO 5.5: Gara difficile per lui, di fronte aveva un osso duro come Giovinco.

MORERO 5: Impreciso come al solito.

SANTACROCE 4.5: Abulico. Regala il primo gol a Sarao.

CANCELLOTTI 6: Poca spinta per lui oggi, si deve sacrificare in fase difensiva.

MATUTE 5.5: Gara incolore per il mediano camerunese.

CAPODAGLIO 5.5: Appannato. Passo indietro rispetto al match di Cosenza.

LISI 6.5: Inizia benissimo e diventa il nemico numero uno per il Catanzaro, poi cala vistosamente.

CUTOLO 4.5: Altra partita insufficiente per lui. Ci si aspettava decisamente di più.

KANOUTE 6: Partita negativa per lui, non salta mai l’uomo ed è molto nervoso. Ha il merito, però, di segnare il rigore allo scadere.

PAPONI 5.5: Nonostante il gol dopo pochi secondi, la sua partita è mediocre. Dopo il gol si eclissa.

LIVIERO 5: Entra e non aiuta a cambiare rotta. Nel finale si fa espellere.

MAROTTA 5.5: Qualche folata e nulla più nei pochi minuti a lui concessi.

MANARI: SV

CAPONE 3: Prima volta in cui il sottoscritto giudica anche l’arbitro. La partita odierna si è trasformata in una guerra a causa di decisioni scellerate da parte del fischietto palermitano.

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Kanoute: Il sostegno dei tifosi è stato fondamentale. Con la Casertana per i tre punti.. (VIDEO)

Abbiamo raccolto le dichiarazioni di Yaye Kanoute, autore del secondo gol della Juve Stabia contro il Catanzaro.

Di seguito le parole della esterno gialloblù:

Sono felice per il mio gol, tirare un rigore a tempo scaduto non è mai facile. Il Catanzaro stasera ha praticato l’anticalcio e noi siamo caduti nella loro trappola. Fortunatamente alla fine è arrivato questo giusto rigore e abbiamo almeno pareggiato la gara. Dobbiamo continuare così; abbiamo invertito la rotta con Mister Carboni e dobbiamo pensare ad arrivare ai play off nella migliorare condizione possibile. Ora pensiamo alla prossima gara con la Casertana, dobbiamo assolutamente ritrovare la vittoria in casa e puntiamo a farlo già domenica prossima. I tifosi devo credere in noi, siamo una grande squadra.

Raffaele Izzo

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Paponi: Siamo caduti nelle provocazioni del Catanzaro (VIDEO)

Abbiamo raccolto le dichiarazioni di Daniele Paponi, autore del primo gol della Juve Stabia contro il Catanzaro.

Di seguito le parole della punta delle Vespe:

Il mio gol è stato in buona parte merito di Lisi, che ha fatto un affondo davvero ottimo ed ho dovuto solo appoggiare la palla in rete. Purtroppo oggi siamo caduti nella trappola del Catanzaro, loro l’hanno messa sul piano nervoso e siamo stati ingenui noi ad innervosirci. Sicuramente il sostegno della Curva è stato fondamentale e senza i tifosi forse non avremmo pareggiato. Dedica? Dedico la rete ai miei figli.

Raffaele Izzo

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Carboni: Siamo ancora troppo fragili psicologicamente. Buona la reazione finale.. (VIDEO)

Al termine del rocambolesco pareggio tra Juve Stabia e Catanzaro abbiamo raccolto le sensazioni di Guido Carboni, tecnico delle Vespe.

Ecco le parole dell’allenatore gialloblù:

Credo che abbiamo disputato un buon primo tempo, anche dopo la seconda rete del Catanzaro; nella ripresa siamo caduti troppo spesso nelle loro provocazioni. Purtroppo questa squadra è ancora troppo fragile mentalmente e accusa oltre modo ogni colpo che subisce. La reazione del finale di gara è stata certamente positiva e mi fa ben sperare per il futuro; abbiamo sbagliato tante volte l’ultimo passaggio e magari, con un po’ di lucidità in più, avremmo ripreso la gara prima. Il cambio di Paponi? È stato obbligato; il ragazzo si è allenato solo due volte in settimana ed avevamo concordato di farlo giocare massimo un’ora. Devo anche considerare che ho Ripa fuori uso quindi Paponi è l’unico attaccante in rosa e va preservato. Probabilmente dopo il nostro gol immediato abbiamo pensato di avere la partita in discesa, e siamo stati puniti per il nostro atteggiamento. Gli errori di Santacroce e Morero? Sarebbe sbagliato buttare la croce solo addosso ai singoli; sicuramente gli errori ci sono stati ma si tratta di errori di squadra, non dei singoli. Ci tengo a ringraziare i tifosi che ci hanno spinto tanto fino alla fine; hanno capito il momento difficile e ci hanno incitato fino a farci trovare il pareggio. Sarà imprescindibile per il finale di stagione recuperare tutti gli infortunati; speriamo che questo possa avvenire quanto prima. Il Catanzaro si lamenta del rigore subito? Probabilmente l’arbitro poteva darcene uno anche nel primo tempo ma inutile parlare di arbitri.

Raffaele Izzo

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JUVESTABIA – NEWS

LegaPro C Trentunesima giornata, Juve Stabia vs Catanzaro (2-2). La cronaca

Trentunesima giornata del campionato di Lega Pro girone C, allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia si affrontano Juve Stabia e Catanzaro. Le Vespe…

Eccellenza-Real Forio sconfitta di misura contro l’Afragolese,decisivo Carotenuto

Ancora una partita a porte chiuse al “S.Calise”. Un vero peccato che per una sfida così affascinante con l’Afragolese (seconda in classifica), sia stato vietato l’ingresso ai tifosi; certamente, se ce ne fosse stata la possibilità, il pubblico delle grandi occasioni non sarebbe mancato. In una giornata baciata dal sole, Real Forio e Afragolese si sono date battaglia dall’inizio alla fine. La risolve un campione, il solito Carotenuto, dopo che Trofa era riuscito nel primo tempo a pareggiare proprio in risposta al vantaggio siglato dal bomber napoletano.

LE FORMAZIONI. Solito 3-5-2 per Impagliazzo e anche stavolta Castagna parte dalla panchina, Fanelli invece è tra i titolari. Davanti a Sollo i soliti Mora, Di Dato e Calise, a centrocampo Iacono F. e Vitagliano esterni con Trofa e Sannino insieme a Fanelli in mezzo al campo; in attacco il duo Chiaiese – De Felice. Mister Suppa risponde con il più classico dei 4-4-2. Pardo tra i pali, Maiello e De Chiara i terzini, Gatta e Gargiulo L. i centrali. A centrocampo Di Paola esterno a destra, Allegretta a sinistra, Pesce e Gargiulo A. centrali. In attacco bomber Carotenuto insieme a Borrelli.

LA PARTITA. Fase iniziale a ritmi molto bassi, si gioca prevalentemente a centrocampo e nessuna delle due squadre riesce a rendersi pericolosa. Alla prima occasione utile la gara si sblocca. Al 13′ passa in vantaggio l’Afragolese: sulla respinta di un corner, Di Paola riceve il pallone in posizione sospetta di fuorigioco, effettua il cross e la difesa si dimentica di Carotenuto che non perdona e mette a segno l’1-0. Il Forio resta comunque in partita e comincia a prendere coraggio. Al 21′ non viene concesso un rigore abbastanza netto in occasione del fallo di mano di Maiello sul cross di Iacono F. L’arbitro è ben posizionato, ma lascia proseguire. Al 22′ i biancoverdi sfiorano il gol sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Mora; De Felice prolunga di testa, sul pallone arriva Calise m il suo colpo di testa termina alto sulla traversa. Dopo 1′ l’Afragolese potrebbe raddoppiare con Di Paola. L’esterno napoletano, a tu per tu con Sollo scavalca il portiere del Forio con un pallonetto; il pallone sembrerebbe destinato a finire in porta, ma Iacono F. compie un vero e proprio miracolo salvando tutto sulla linea. La partita si accende, i ritmi si alzano e si susseguono azioni da una parte e dall’altra. Al 26′ Gargiulo A. calcia altissimo e cinque minuti più tardi Trofa, dopo uno scambio con Chiaiese, si fa parare in due tempi il tiro da posizione defilata dell’ex Ischia. Il Real Forio attacca e al 39′ dà spettacolo: grandissima discesa di Di Dato sulla destra, il pallone arriva a Chiaiese che in area scarica il pallone per l’arrivo a rimorchio di Sannino. Il giovane classe ’97 arriva al tiro col piattone e a colpo sicuro, ma il pallone sfiora il palo. In campo c’è una squadra sola ed è il Forio. Non a caso gli isolani riescono a pareggiare al 42′: cross dalla sinistra di Iacono F., Vitagliano sul lato opposto serve il pallone di testa a Trofa; l’ex Ischia tira ad incrociare e trafigge Pardo. Il primo tempo termina sull’1-1. A tre minuti dalla ripresa, il Real Forio potrebbe passare in vantaggio quando De Felice si ritrova a tu per tu con il portiere, tuttavia il giovane attaccante biancoverde si fa rimontare dai difensori avversari. Come accaduto nel primo tempo, l’Afragolese colpisce alla prima occasione utile. Al 7′ Di Paola salta Mora sulla destra, cross rasoterra, velo di Borrelli e magia di Carotenuto che manda a vuoto un avversario e con uno splendido tiro a giro supera Sollo. Il Forio subisce il colpo, ma prova comunque a reagire. I padroni di casa si rendono pericolosi prima con Trofa, il cui tiro è troppo debole, e poi con De Felice, il quale con un gran bel tiro dalla distanza mette in seria difficoltà il portiere ospite. Ad un quarto d’ora dalla ripresa viene poi annullato un gol a Di Paola (Afragolese) per fuorigioco. Impagliazzo comincia a cambiare qualcosa togliendo prima Fanelli e mandando in campo Castagna. Dopodiché, a venti minuti dalla fine, inserisce prima Costagliola L. per Chiaiese e poi De Luise M. per Vitagliano. Paradossalmente, con quattro attaccanti, il Real Forio non riesce a creare palle-gol, anche perchè l’Afragolese pensa più  che altro a difendere il vantaggio acquisito. Anche Suppa cambia le carte in tavola: Monaco prende il posto di Borrelli, Giraldi rileva invece Pesce. Fino alla fine della gara non arrivano occasioni da gol, se non quella dell’Afragolese con Allegretta che, dopo aver saltato Sollo, manda il pallone sull’esterno della rete. Il Forio si vede in avanti solo con una punizione da distanza considerevole battuta da Mora, ma il pallone termina alto sulla traversa. L’Afragolese espugna il “S.Calise”, ma non si può dire che il Real Forio non abbia tenuto testa alla seconda della classe. Più che positiva la prestazione dei ragazzi di Franco Impagliazzo. A fare la differenza le giocate di un campione – Carotenuto – che con questa doppietta sale a quota 29 in campionato. Nel prossimo turno gli isolani saranno di scena a Volla, poi il 5 aprile (turno infrasettimanale) al “Calise” arriverà la Real Albanova. Nel frattempo, l’Afragolese continua la corsa sul Portici cercando di tenersi stretto il secondo posto. Fatto sta che la squadra di Suppa ha deluso non poco. Con il (non) gioco visto al “Calise” sarà davvero difficile opporsi a Portici e Savoia.

REAL FORIO 1

AFRAGOLESE 2

 

REAL FORIO (3-5-2): Sollo, Di Dato, Mora, Calise, F. Iacono, Sannino, Vitagliano (80’ De Luise M.), Trofa, Fanelli (62’ Castagna), Chiaiese (65’ Costagliola L.), De Felice. A disposizione: Verde, Conte, De Luise V., Costagliola T.. All.: Franco Impagliazzo.

AFRAGOLESE (4-4-2): Pardo, Maiello, De Chiara, Pesce (78’ Giraldi), Gatta, Gargiulo L., Di Paola, Gargiulo A., Borrelli (76’ Monaco), Carotenuto, Allegretta (86’ Pirone). A disposizione: Maione, Portente, Novelli, Pardo. All.: Pasquale Suppa.

ARBITRO: Riccardo Cannata di Collegno (Ass. Giambino e Scarpa di Nocera Inferiore)

RETI: 13’ e 52’ Carotenuto, 42’ Trofa

NOTE: Ammoniti: Calise, Di Dato, Trofa (RF); Gatta Pesce, Borrelli (A). Angoli: 3-6 Recupero: 1’ p.t., 5’ s.t. Gara giocata a porte chiuse per decisione del Giudice Sportivo

LegaPro C Trentunesima giornata, Juve Stabia vs Catanzaro (2-2). La cronaca

Trentunesima giornata del campionato di Lega Pro girone C, allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia si affrontano Juve Stabia e Catanzaro.

Le Vespe puntano a tornare alla vittoria al Menti che manca dalla gara con il Catania del 22 dicembre 2016, mentre il Catanzaro ormai in profonda crisi viene dal pareggio interno con il Monopoli e cerca punti salvezza qui al Menti. Splendida giornata di sole qui a Castellammare con un clima ideale per dedicarsi al calcio giocato.

Juve Stabia: Russo, Cancellotti, Camigliano, Morero, Santacroce, Capodaglio, Matute, Lisi, Cutolo, Paponi, Kanoute.

A disposizione: Bacci, Tabaglio, Liviero, Marotta,Manari, Giron, Salvi, Izzillo, Allievi, Esposito, Mastalli e Rosafio.

Catanzaro: De Lucia, Pasqualoni, Cunzi, Giovinco, Mancosu, Sabato, Sarao, Prestia, Maita, Sirri, Van Ransbeeck.

A disposizione: Svedkauskas, Patti, Gomez, Leone, Campagna, Bensaja, Basrak, Njiki, Imperiale.

Juve Stabia vs Catanzaro La CronacaPrimo Tempo

1’ L’arbitro da il fischio d’inizio.

2’ Grande incursione sulla fascia di Lisi che serve Paponi in area di rigore che non sbaglia realizzando così il gol dell’ 1 a 0.

8’ Santacroce liscia un pallone al limite dell’area permettendo cosi a Sarao di insaccare il pallone alle spalle di Russo.

41’ Gol del Catanzaro: punizione per il Catanzaro per fallo di Camigliano su Giovinco. Il difensore centrale della Juve Stabia viene ammonito. Sugli sviluppi della punizione Prestia di testa impegna Russo alla deviazione in angolo. Dal seguente angolo la difesa della Juve Stabia resta immobile e Prestia questa volta fa centro di testa con la palla che colpisce il palo alla sinistra di Russo e poi finisce in rete.

44’Il quarto uomo concede un minuto di recupero.

45’ Ammonito Van Ransbeeck per fallo su Capodaglio.

Finisce il primo tempo con il Catanzaro in vantaggio a sorpresa per 2 a 1 avendo sfruttato le uniche due occasioni create.

SECONDO TEMPO

45’ L’arbitro da il via alla ripresa.

55’ Amminito Mancosu per fallo su Cancellotti.

59’ La Juve Stabia sostituisce Paponi per Liviero.

61’ Il Catanzaro sostituisce Giovinco per Patti.

66’ La Juve Stabia sostituisce Camigliano per Marotta e il modulo passa al 4-3-3.

72’ Continue scorrettezze da parte dei giocatori del Catanzaro che continuano a spostare il pallone dal punto di battuta, ne nasce un parapiglia dal quale ne fanno le spese, venendo ammoniti, Sanatacroce e Sarao.

75’ Il Catanzaro sostituisce Van Ransbeeck per Bensaja.

79’ Ammoniti Cancellotti e Cunzi a causa di un parapiglia avvenuto nei pressi della panchina stabiese.

82’ la Juve Stabia sostituisce Cutolo per Manari.

87’ Il Catanzaro sostituisce Cunzi per Basrak.

89’ Ammonito Liviero per fallo su Sarao.

90’ L’arbitro concede 4’ di recupero.

91’ Ammonito Capodaglio e Sarao.

91’ Calcio di rigore per la Juve Stabia a causa di un fallo di mano di Pasqualon. Sul dischetto va Kanoute che spiazza l’estremo difensore ospite De Lucia.

93’ Espulso Liviero per un battibecco con il direttore di gara.

94’ Il direttore di gara fischia la fine dell’incontro.

In campo continuano i parapiglia tra i calciatori delle due compagini.

Le Vespe mancano l’occasione di ritornare a vincere tra le mura amiche e vedono allontanarsi il Matera che oggi ha sconfitto il Messina.

La Juve Stabia potrà riprovare ad ottenere la prima vittoria casalinga del 2017 già dalla prossima gara con la Casertana di domenica.

LA FOTO – Juve Stabia, Sandomenico torna al Menti da tifoso

In occasione della gara tra Juve Stabia e Catanzaro si è rivisto al Romeo Menti Sandomenico, una vecchia ma recentissima conoscenza dei tifosi stabiesi.

Stiamo parlando di Salvatore Sandomenico, ex esterno delle Vespe che a gennaio è passato alla Viterbese.

L’ex punta esterna della Juve Stabia è tornata nel suo vecchio stadio per salutare i vecchi compagni, tifando per loro.

Durante l’intervallo Sandomenico si è intrattenuto a chiacchierate con Ripa ed Atanasov.

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IL VIAGGIO NELLA CATANIA NOBILIARE DI UN TEMPO CON I VOLONTARI FAI

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CATANIA – Visitare Catania con altri occhi. Perché spesso, immersi come siamo nella frenesia quotidiana, prestiamo scarsa attenzione alle bellezze monumentali che ci circondano, pur consapevoli del valore che possiedono, valore non solo artistico ma anche storico: testimonianze a memoria di generazioni che sono passate e hanno vissuto, abitato e animato quei luoghi. Le giornate del Fai – Fondo Ambiente Italianohanno proprio questo scopo: attivare non solo una discussione sul patrimonio artistico, storico e paesaggistico, ma anche riattivare in ciascuno di noi il senso dell’appartenenza a una comunità che nelmonumento segna un preciso momento e lo dona come documento al futuro. La Delegazione Fai Catania, guidata da Antonella Mandalà, sabato 25 e domenica 26 marzo ha spalancato le porte di nove siti storici, alcuni di chiara fama e sorprendente bellezza.

Lungo il Viale Regina Margherita, due beni culturali, uno di fronte all’altro, hanno suscitato l’interesse dei visitatori: l’ex Sanatorio Clementi, gioiello eclettico dei primi del ‘900 progettato da Carlo Sala (già coadiutore del progetto architettonico del Teatro Massimo Bellini) di cui, lungo il perimetro esterno dell’edificio, si scorgono le vetrate delle sale operatorie. E poi l’Istituto Tecnico “Archimede” una sorpresa per quest’edizione delle giornate Fai. Attraversando gli ampi corridoi della scuola, improvvisamente, si accede a un Chiostro di grande valenza, decorato da lunette dipinte con immagini di Santi Francescani. Sì, perché il chiostro, oggi appartenente alla scuola, un tempo era parte dell’annessa Chiesa di Santa Maria di Gesù e dunque struttura conventuale dei Frati Francescani. Tra le rappresentazione pittoriche presenti spicca anche il martirio di Sant’Agata, Patrona della nostra città. Nella Chiesa di Santa Maria di Gesù la scultura marmorea con decori dorati della Madonna con Bambino di Antonello Gagini si frappone alla visione dell’altare, decorato con tarsie lignee, e alle altre opere pittoriche su tela.

In piazza Teatro Massimo si apre al pubblico uno storico palazzo: la Casa del Mutilato, opera dell’architetto del regime Ercole Fischetti, incorniciato dal Palazzo delle Finanze e dal Teatro Massimo Bellini. Un complesso architettonico che celebra le gesta eroiche dei sopravvissuti alla guerra, che con le loro mutilazioni fisiche hanno dimostrato coraggio e dedizione alla patria. Gli alti portali e i marmorei rivestimenti lo innalzano quale tempio laico agli onorabili militi.

Il sipario delle giornate Fai si apre anche sui teatri cittadini. Il Teatro Massimo Bellini con il suo impianto architettonico, il suo foyer, i palchi, il sontuoso palco reale e il trionfale palcoscenico rinnova l’ammirazione per la sede teatrale cittadina. Il Teatro Sangiorgi con la sua ricca facciata e i drappeggianti stucchi scuri e aurei si affaccia sul bastione del giardino pensile di Palazzo Manganelli, altro monumento visitabile in occasione della manifestazione. Le lussuose sale riccamente stuccate, le alte specchiere, il pregiato mobilio e i tavoli da biliardo ci portano nella Catania di un tempo animata da nobili ed eleganti signori.

Anche la dimora del letterato catanese Giovanni Verga, sita in via Sant’Anna, ha accolto numerosissimi visitatori. Il pubblico del FAI ha ammirato gli scaffali colmi di libri nella biblioteca, le camere dove Verga passava le ore di riposo, le primissime edizioni delle sue opere letterarie, i manoscritti con dediche augurali di altri scrittori e intellettuali suoi ammiratori. Un mondo ricco e pieno di conoscenza dentro pochi metri quadri che ancora oggi trasmettono una memoria culturale imponente.

A pochi passi dalla casa di Verga, in Via Vittorio Emanuele un’altra meraviglia: la Chiesa di San Martino dei Bianchi sede dell’Arciconfraternita dei Bianchi, un’antica organizzazione che sosteneva i condannati a morte e le loro famiglie i cui membri erano nobili signori della città. Nella sacrestia si osservano i ritratti su tela dei Governatori dell’Arciconfraternita abbigliati con il tipico camice bianco. La Chiesa ad aula unica, possiede lungo le pareti perimetrali, file di scranni dove sedevano i Confrati e le Dame che partecipavano alle funzioni religiose.

Due giornate ricche e intense (dallo scopo non solo divulgativo) occasione per raccogliere fondi necessari alla salvaguardia del patrimonio, ad arricchire la lista di opere “salvate” dall’incuria, dal tempo e dal degrado.

Protagonisti fondamentali di questa XXIV edizione delle Giornate FAI di primavera sono stati i giovanissimi Ciceroni, gli studenti che hanno accompagnato i visitatori lungo il percorso trasmettendo entusiasmo, freschezza vitale e donando prospettive nuove per accostarsi al futuro con l’amore, la dedizione, il rispetto del passato da custodire e tramandare.

Juve Stabia, De Lucia: “Sono deluso, perchè i ragazzi della Berretti non possono debuttare in Lega Pro?”

Queste le sue parole

Molto arrabbiato il presidente del settore giovanile della Juve Stabia, Andrea De Lucia per quanto sta accadendo e per la mancata possibilità data fino a questo momento ai ragazzi della Berretti di provare l’emozione di vestire la casacca della prima squadra. In esclusiva ai microfoni di Vivicentro.it ha dichiarato: “Mi inorgoglisco per quanto stanno facendo i nostri ragazzi, ma altrettanto sono deluso per l’atteggiamento della prima squadra nei nostri confronti. Io amo le statistiche e ho fatto una ricerca proprio questa mattina: ho scoperto che 150-200 ragazzi hanno avuto almeno un minuto di presenza in Lega Pro in prima squadra. Sentivo molto questo match con la Casertana, noi abbiamo dominato tutta la gara e vinto senza nessun problema, ma non posso scoprire che 3 di questi ragazzi che non ci hanno messo minimamente in difficoltà hanno fatto una presenza in Lega Pro e i miei della Berretti non possono. Noi siamo primi in classifica! La domanda che mi faccio è: come mai una società che ha tre squadre in testa ai propri gironi, tranne gli Under 17 comunque terzi, non ha un ragazzo che ha fatto un solo minuto in prima squadra? Abbiamo una Berretti che fa invidia al Napoli e ad altri club di A, ma è possibile che nessuno possa essere all’altezza della Lega Pro? Questa è la sconfitta che ho subito in questa stagione, ma il mio carattere mi consente di assorbire. Ci sono persone della prima squadra che il calcio non lo possono neanche vedere in cartolina. Non è possibile che la nostra Berretti non abbia, mi ripeto, un rappresentante in prima squadra. I dirigenti della prima squadra devono riflettere, a partire dagli allenatori di questa stagione: non è possibile una cosa del genere. Possono riuscire a farsi perdonare da Dio facendo esordire un ragazzo. Sono molto arrabbiato, ho dato tutto per i ragazzi del nostro settore, ma c’è qualcuno che non conosce la dignità umana. Sono persone che non potranno mai lavorare con me, in un calcio moderno dove c’è bisogno di essere aziendalisti. Io devo stare a nord e loro a sud”.

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