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Milik e Zielinski non andranno all’Europeo Under 21

Milik e Zielinski non andranno all’Europeo Under 21

La Repubblica approfondisce la questione legata al divieto da parte del Napoli imposto a Zielinski e Milik di partecipare all’Europeuo Under 21 con la Nazionale polacca: Milik che sembra aver messo una pietra sopra alla possibilità di disputare pure l’Europeo Under 21 a giugno. Le sue ammissioni («C’è bisogno di riposo dopo una stagione lunga») e l’atteggiamento intransigente del Napoli che vuole preservare sia lui che Zielinski hanno chiuso tale eventualità.

Milik manda un messaggio a Sarri

 

La Repubblica si sofferma sulla voglia di rientrare dal primo minuto di Arkadiusz Milik: Il doppio impegno contro la Juventus ingolosisce molto Milik che vorrebbe rientrare a Castel Volturno mettendo in valigia una prestazione positiva con la maglia della Polonia. Il resto sarebbe quasi una naturale conseguenza. Tra l’altro gli piacerebbe sfidare Gonzalo Higuain che aveva sostituito in avvio di stagione con quel pizzico di incoscienza necessario per non avvertire un peso così ingombrante sulle spalle

Rilancio di De Laurentiis per convincere Mertens, il belga può restare

Rilancio di De Laurentiis per convincere Mertens, il belga può restare

Secondo Il Mattino, De Laurentiis è pronto ad un rilancio importante per far rinnovare il contratto a Dries Mertens. Il Patron sarebbe disposto a mettere sul piatto 3.3 milioni più bonus fino al 2021 con opzione per un altro anno. Una cifra, per il quotidiano napoletano, che potrebbe convincere il belga a mettere nero su bianco con il Napoli nonostante le ricche offerte provenienti da Cina e Inghilterra.

FOTO ViViCentro – Attività di base, Juve Stabia-Virtus Junior Napoli 1-5: il tabellino

Attività di base, Juve Stabia-Virtus Junior Napoli 1-5: il tabellino

Arriva una sconfitta per i 2004 della Juve Stabia contro la Virtus Junior Napoli. I ragazzi gialloblè, sotto età rispetto agli avvesari perdono per 5-1. Il gol stabiese è di Ferraiuolo su punizione.

Così in campo:

Arrichiello (Sacco), Ventrone (Mahmmout), Ferraiuolo, Marino, Migliaccio, Noviello, Prisco, Russo (Montella), Minasi (Cavaliere), Lettera, Di Serio (Orefice).

a cura di Ciro Novellino, foto Minasi

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VIDEO ESCLUSIVO – Allievi regionali, Juve Stabia-Arenaccia 2-1: gli highlights e i gol

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VIDEO ESCLUSIVO – Allievi regionali, Juve Stabia-Arenaccia 2-1: gli highlights e i gol

Un vittoria arrivata con un po’ di sofferenza, ma a vincere è la Juve Stabia. Battuta anche l’Arenaccia al comunale di Casola con il risultato di 2-1 grazie ai gol di Scalera e Pistola, salito a quota 25 in stagione. Queste le immagini e i gol del match.

a cura di Ciro Novellino

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Siracusa vs Reggina 1-1. E’ pareggio al De Simone

Al De Simone, nel confronto Siracusa vs Reggina, il Siracusa impatta contro la Reggina di Zeman. I leoni si svegliano tardi ma non basta.

Lega Pro Girone C – Giornata numero 31. Domenica 26 marzo 2017 ore 14.30 , stadio Nicola De Simone di Siracusa.
Le Formazioni Iniziali
Siracusa : Santurro, Malerba, Diakite, Turati, Longoni, Scardina, Spinelli, Valente, Palermo, Pirrello, Azzi.
All Sottil.
Reggina : Sala, De Francesco, Krudsen, Coralli, Botta, Kosnic, Cucinotti, Porcino, Cané, Bianchimano, De Vito.
All Karel Zeman.
La Cronaca della Partita
Primo tempo: Gli amaranto partono forte ed al minuto 13 Bianchimano, impegna il bravissimo Santurro. La Reggina gioca bene e passa meritatamente in vantaggio al 38′ con Cane.
Il primo tempo sembra in controllo totale degli ospiti ma i Leoni pareggiano alla prima occasione utile: Diakite’ crossa, difesa amaranto rivedibile e pareggio di Longoni al 43′.
Si va al riposo sul parziale di 1-1.
Secondo Tempo:
La squadra di Andrea Sottil sembra piu’ determinata ed Azzi per poco non si inventa un tiro a giro che termina di poco lontano dalla porta di Sala. De Francesco alza bandiera bianca, al suo posto Bangu.
Una maledizione, si abbatte sugli uomini di Zeman: Andrea Bianchimano, colpito da un infortunio. Problemi alla schiena per l’attaccante, al suo posto Leonetti Anche Sottil si affida ai cambi e lancia sul manto erboso Catania per Longoni e De Silvestro per Azzi.
La Reggina inizia a perdere campo ed il Siracusa inizia a guadagnare metri provando a chiudere nell’angolo l’avversario.
Turati con un bel colpo di testa e Valente poi, sfiorano il vantaggio per due volte per i padroni di casa.
Nel finale arriva il rosso per Turati per un presunto colpo proibito in area amaranto, episodio che fa respirare la fromazione di Zeman che porta a casa un pareggio molto prezioso per la corsa salvezza.

Dionsia Pizzo

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VIDEO ViViCentro – Allievi regionali, De Cicco: “Mi manca il gol, speriamo di trovarlo presto”

VIDEO ViViCentro – Allievi regionali, De Cicco: “Mi manca il gol, speriamo di trovarlo presto”

Un vittoria arrivata con un po’ di sofferenza, ma a vincere è la Juve Stabia. Battuta anche l’Arenaccia al comunale di Casola con il risultato di 2-1 grazie ai gol di Scalera e Pistola, salito a quota 25 in stagione. Al termine del match abbiamo ascoltato Domenico Loffredo.

a cura di Ciro Novellino

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VIDEO ViViCentro – Allievi regionali, Loffredo: “Mi alleno sempre al massimo, con Macone un ottimo rapporto”

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VIDEO ViViCentro – Allievi regionali, Loffredo: “Mi alleno sempre al massimo, con Macone un ottimo rapporto”

Un vittoria arrivata con un po’ di sofferenza, ma a vincere è la Juve Stabia. Battuta anche l’Arenaccia al comunale di Casola con il risultato di 2-1 grazie ai gol di Scalera e Pistola, salito a quota 25 in stagione. Al termine del match abbiamo ascoltato Domenico Loffredo.

a cura di Ciro Novellino

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VIDEO ViViCentro – Allievi regionali, Pistola: “Felice di giocare con la mia squadra: ho regalato anche i tre punti”

VIDEO ViViCentro – Allievi regionali, Pistola: “Felice di giocare con la mia squadra: ho regalato anche i tre punti”

Un vittoria arrivata con un po’ di sofferenza, ma a vincere è la Juve Stabia. Battuta anche l’Arenaccia al comunale di Casola con il risultato di 2-1 grazie ai gol di Scalera e Pistola, salito a quota 25 in stagione. Al termine del match abbiamo ascoltato Dario Pistola.

a cura di Ciro Novellino

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VIDEO ViViCentro – Allievi regionali, Juve Stabia-Arenaccia 2-1: il tabellino e le parole di Macone

VIDEO ViViCentro – Allievi regionali, Juve Stabia-Arenaccia 2-1: il tabellino e le parole di Macone

Un vittoria arrivata con un po’ di sofferenza, ma a vincere è la Juve Stabia. Battuta anche l’Arenaccia al comunale di Casola con il risultato di 2-1 grazie ai gol di Scalera e Pistola, salito a quota 25 in stagione. Al termine del match abbiamo ascoltato mister Macone.

Così in campo:

JUVE STABIA – D’Agostino, Izzo, Spavone, Marrone, Loffredo, Daniele, Ruocco (Massaro), Capasso (De Cicco), Pistola, Scalera (Esposito), Guadagno (Di Maio). A disp. La Rocca, Vilardi, Gargiulo. All. Macone

ARENACCIA – Esposito (De Liguori), Frezza (Fusco), Santaniello, Russo (Giacco), Mellone (Piccolo), Fucito (Di Fiore), Di Costanzo, Crisci (Crisci), Di Michele, Di Lorenzo, Grassia (Tufano). All. Barra

AMMONIZIONI – Marrone (A), Fucito (A), Di Michele (A)

ESPULSIONI

GOL – 15′ Scalera (J), 28′ Di Costanzo (A), 25′ st Pistola (J)

a cura di Ciro Novellino

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Milik è convinto: “Sono pronto a giocare 90 minuti, sono al top”

Milik è convinto: “Sono pronto a giocare 90 minuti, sono al top”

Il Corriere dello Sport, questa mattina, riporta alcune interessante dichiarazione di Arek Milik, attaccante del Napoli, tornato disponibile dopo mesi di calvario a causa di un brutto infortunio. Ecco quanto dichiarato dal 99 azzurro: “Io mi sento prontissimo a giocare un match per intero, anche se capisco che serve del tempo per recuperare la migliore condizione possibile. Per questo motivo accetto la panchina in attesa del momento che arriverà. e sono qui significa che sto bene e sono guarito, e che posso affrontare tutti i 90′. Da quando sono ritornato in campo non è mai accaduto e mi chiedo quando ne avrò la possibilità. Sto al top ed in allenamento lavoro normalmente come fanno i miei compagni, non ho più dubbi”.

 

Dott.De Nicola è sicuro: “Pepe Reina ci sarà con la Juventus”

Dott.De Nicola è sicuro: “Pepe Reina ci sarà con la Juventus”

Presente ad un convegno svoltosi nella giornata di ieri, il Dottor De Nicola, responsabile dello staff medico azzurro, ha dichiarato in merito all’infortunio di Pepe Reina: “Pepe Reina difenderà la porta del Napoli nella prossima sfida casalinga contro la Juventus. Basta dire che è tornato dalla Spagna solo per farsi curare da noi, questo la dice lunga sulla nostra affidabilità. Milik? E’ stato strepitoso, in tempi repentini e dopo un intervento chirurgico”.

Non si ferma Pepe Reina: il portiere spagnolo oggi e domani al lavoro in vista della Juve

Non si ferma Pepe Reina: il portiere spagnolo oggi e domani al lavoro in vista della Juve

Pepe Reina continua il suo lavoro di riabilitazione in vista della Juventus: anche nei giorni liberi per la squadra concessi da Maurizio Sarri, il portiere non si ferma per recuperare dall’infortunio muscolare che ha subito in nazionale. Sia oggi che domani-riporta il Corriere dello Sport- lo spagnolo proseguirà le terapie per domenica prossima.

Mertens, ADL propone un super rinnovo: i dettagli

Mertens, ADL propone un super rinnovo: i dettagli

Il Napoli lavora per convincere Dries Mertens a restare: secondo quanto riporta il Mattino, Aurelio De Laurentiis offrirà al ragazzo un nuovo ingaggio da 3,3 milioni di euro per tre anni, più opzione per il quarto. Le sirene inglesi, tuttavia, si fanno sempre più insistenti. Il belga è ormai di fronte ad bivio: accettare l’ultima proposta azzurra o lasciare il club dopo quattro anni.

Juve Stabia vs Catanzaro, la presentazione del match

Di nuovo tempo di campionato ed è Juve Stabia vs Catanzaro dove la Juve Stabia di Carboni che ospiterà al Menti il Catanzaro di Erra.

Le vespe sono reduci dalla vittoria sul campo del Cosenza per 2-4, i calabresi invece hanno pareggiato 1-1 in casa con il Monopoli.

Gara importante per entrambe le squadre, alla ricerca di punti.

Carboni può contare su tutti gli effettivi eccezionali fatta per Atanasov.

Erra rinuncia a Pagano e Zanini.

Nel match d’andata fu vittoria stabiese per 0-2 al Ceravolo grazie alle reti di Ripa e Sandomenico.

Ecco le probabili formazioni:

JUVE STABIA (3-5-2): Russo, Santacroce, Camigliano, Morero, Cancellotti, Matute, Capodaglio, Izzillo, Lisi, Cutolo, Kanoute.

CATANZARO (4-4-2): De Lucia, Pasqualoni, Patti, Sabato, Imperiale, Mancosu, Maita, Bensaja, Cedric, Giovinco, Sarao.

Salvatore Sorrentino

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F1, la Rossa torna a vincere: Vettel vince il Gp d’Australia

Nel 2016 la Rossa non aveva vinto nessun Gran Premio

Formula 1, la Ferrari di Vettel vince il Gp d’Australia davanti alle Mercedes

La Ferrari di Sebastian Vettel apre la stagione 2017 vincendo il Gp d’Australia, prima gara della stagione. La rossa del pilota tedesco ha preceduto al traguardo le due Mercedes di Lewis Hamilton e Valterri Bottas. Vettel, passato in testa alla corsa dopo la prima sosta, ha sfruttato al meglio la sua monoposto con la scuderia di Maranello che non ha sbagliato nulla. «È stato un Gp fantastico, è stato folle in senso positivo vedere tutte queste bandiere rosse, la macchina è divertente da guidare, è stata una giornata bellissima- dice Vettel sul podio, tra una doccia di champagne, gli abbracci e le strette di mano con gli avversari-. Noi ci siamo, siamo qui per lottare. Abbiamo fatto un lavoro eccellente, la Ferrari ci permette di competere quest’anno, è molto divertente da guidare, oggi avrei potuto continuare a guidare per sempre». La Ferrari non era prima dal 20 settembre 2015 quando sul circuito di Singapore Vettel vinse la sua terza gara al volante della Rossa.

LEGGI ANCHE Il film della gara

Quarto posto per la seconda Ferrari di Kimi Raikkonen e quinto per la Red Bull di Max Verstappen, davanti alla Williams di Massa e alla Force India di Perez. Ottava posizione per la Toro Rosso di Sainz che ha preceduto il compagno di scuderia Kvyat e la Force India di Ocon. Ritirata l’altra Red Bull dell’idolo di casa Daniel Ricciardo e stessa sorte per la McLaren di Fernando Alonso.

Classifica  

Vettel si porta in testa alla classifica con 25 punti, seguito da Hamilton a 18 e Bottas a 15. Importante notare che la Ferrari è prima nel Costruttori, con 37 punti, quattro in più della Mercedes

Un italiano dopo sei anni di assenza  

Il pilota italiano della Sauber, Antonio Giovinazzi, ha chiuso al dodicesimo posto il primo Gp della sua carriera in Formula 1. Dopo 6 anni di assenza, dai tempi di Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi l’Italia, l’Italia rivede un suo driver passare sotto la bandiera a scacchi di un Gp della massima serie.

Arrivabene: “Grande macchina”

«Il week-end perfetto? Perfetto è quando hai due piloti sul podio, sono contento per tutti i ragazzi della scuderia, hanno lavorato con grande umiltà, modestia, professionalità, a casa e qua. Sono contento per la Ferrari. Abbiamo detto che la Ferrari è di tutti e questo è un successo di tutti. Grande strategia? Un successo dettato da una grande macchina, da una grande Ferrari». Sono le parole del team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene.

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lastampa/Formula 1, la Ferrari di Vettel vince il Gp d’Australia davanti alle Mercedes

Ora l’ Europa deve sbrigarsi: diventi uno Stato o tutto crolla

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L’Europa deve avere dimensione continentale per non essere stritolata

Ora la Ue deve sbrigarsi: diventi uno Stato o tutto crolla

NELLA mia documentazione dei rapporti tra l’Italia e l’Europa ho trovato due discorsi che Alcide De Gasperi pronunciò. Uno è del 1947 ed era una sorta di resa dei conti d’un Paese sconfitto dalla guerra terminata da due anni. Italia mussoliniana sconfitta, ma quella nata l’8 settembre del ’43, che aveva sostenuto e solidarizzato con la Resistenza, era stata di aiuto alle Armate americane e inglesi che operavano sul nostro territorio liberandolo dal governo fascista e nazista che ancora aveva in mano metà dell’Italia. Nel suo discorso del ’47 De Gasperi ricordava queste vicende e i governi antifascisti che si erano succeduti a Roma ed avevano realizzato la Repubblica e la nuova Costituzione repubblicana. Sette anni dopo lo stesso De Gasperi pronunciò un discorso molto più attuale del precedente nel quale era contenuto un vero e proprio programma che portasse l’Europa ad uno stadio di Stato federale, ferma restando la propria individualità di ciascuna Nazione. Quel discorso fu pronunciato insieme ad altri due interventi che confermavano lo stesso programma da parte dei due leader di Francia, Schuman, e di Germania, Adenauer.

Quella fu la piattaforma dalla quale nacquero i Trattati di Roma che istituirono la Cee (Comunità economica europea). Le firme furono poche e alcune semplicemente formali: Germania, Francia, Italia, Belgio, Olanda, Lussemburgo.

Sei Stati in tutto ma poi gradualmente arrivarono a 28 (oggi diminuiti a 27 per l’uscita dell’Inghilterra che tuttavia sarà probabilmente rimpiazzata dalla Scozia).
***
Faccio qui due osservazioni storiche che mi sembrano molto importanti perché contengono una grave contraddizione: 1. L’Europa è stata il Continente nel quale è nata la civiltà occidentale, poi esportata, dopo la scoperta dell’America nel 1492, in tutto il mondo occidentale: nelle Americhe, da quella del Nord a quella centrale e a quella meridionale; e poi in una parte dell’Africa, in Australia, in Giappone, nelle Filippine, nella Malesia e in parte nell’Indonesia.

2. All’interno dell’Europa le guerre tra gli Stati membri del Continente hanno infuriato per più di un millennio, prima tra popoli migranti, Goti, Visigoti, Unni, Franchi, Longobardi e infine da Carlo Magno in poi tra singole nazioni e soprattutto tra Francia, Spagna, Inghilterra, Austria, Portogallo, Prussia, Svezia, Russia. Sono sorti imperi contrapposti: quello spagnolo, quello portoghese, quello inglese. Alcuni hanno avuto colonie e protettorati in tutto il mondo: così la Spagna in Sud America, così l’Inghilterra in Africa, in Egitto, in Arabia, in Canada, in America del Nord fino alla guerra di Indipendenza, in Australia, in India. E così la Germania che dai tempi di Bismarck dominò una parte dell’Africa centrale ma soprattutto unificò tutta l’Europa del centro e dell’Est ed infine scatenò una catena di guerre soprattutto con la Francia, che sconfisse duramente nel 1870. Passata la “belle époque”, sempre la Germania scatenò due guerre mondiali che perse entrambe gravissimamente: quella del 1914 e quella del 1939. Da quella sconfitta totale, durante la quale avvenne la “Shoah”, la spaventosa carneficina di milioni di ebrei, zingari, bambini, una strage storica durante la quale i cristiani arrivarono a dire che Dio non aveva impedito quell’orrore perché, avendolo vaticinato e previsto, si ritirò dietro le nuvole per non vederlo non essendo riuscito ad arginarlo; da quella sconfitta, dicevamo, è nata l’idea di metter fine ad ogni guerra intereuropea e quindi l’idea di costruire un Continente unito e pacificato: l’Europa federata, uno Stato che avrebbe unito quel Continente che ha generato la civiltà occidentale mentre era dilaniato da guerre intestine da oltre un millennio. E di qui nasce il progetto di un’Europa senza più guerre interne e promosso ad uno Stato federato che – qualora si riuscisse ad edificare – sarebbe tra i più ricchi, i più civili ed i più potenti del mondo, ma che procede in questo progetto con estrema lentezza e difficoltà.

Va infine aggiunto, per quanto ci riguarda come italiani, che nel millennio di guerre che ci sta alle spalle noi siamo stati sempre vittime e mai protagonisti per il semplice fatto che l’Italia non è esistita come Nazione. È rimasta dispensatrice di cultura, di letteratura, di poesia, di musica, di costume, ma priva di personalità politica e soggetta a quelle altrui. Certo siamo stati fin dall’inizio la sede centrale del cristianesimo, del Vaticano, del Papato, insomma del potere religioso, intriso fin dall’inizio d’una versione temporale che lo spinse addirittura a subire e combattere materialmente e spiritualmente guerre guerreggiate. Ma questo è un fatto del tutto particolare anche se di estrema importanza.

Forse sarà un caso che proprio in questi ultimi quattro anni un Papa di origine italiana ma di nazionalità argentina siede a Roma sul seggio di San Pietro e predica pace, misericordia, accoglienza ai poveri e ai derelitti, crede nel dio unico per tutti i viventi, spinge verso la fratellanza con un’attenzione particolare all’Europa, terra che fu religiosamente cristianizzata, quando gli dei olimpici uscirono dalla tradizione greco-romana e l’Europa rimasta per dei secoli priva d’una qualsiasi religione abbracciò quella che era la sola capace di parlare all’anima delle persone ed illuminarle.

L’altro ieri ho ripubblicato un articolo che avevo scritto nel novembre del 1957, a proposito della Cee, che nelle intenzioni di chi l’aveva fondata avrebbe dovuto essere l’inizio concreto dell’Europa, anzitutto confederata e poi finalmente federata. Purtroppo le promesse non avevano dato alcun risultato concreto, ma soltanto qualche progresso formale e non sostanziale.

Sono passati sessant’anni da allora e non si tratta più di prevedere ma di concreta realtà. Tra l’altro si è creata una società globale che con le nuove tecnologie abbraccia il mondo intero: l’Europa deve ormai assumere dimensioni continentali per avere un peso nella globalità e ricavarne i vantaggi non solo tecnologici ma anche economici che quel tipo di società comporta. Purtroppo l’Europa non è riuscita a rendersi conto che questa è la dimensione necessaria non solo per godere della globalità ma per non esserne stritolati per la propria incapacità.

Sarà forse per questa ragione che i capi degli Stati confederati europei, che sono 27 dopo il Brexit inglese, si sono riuniti ieri a Roma per celebrare e rilanciare quel progetto che ha certamente realizzato avanzamenti notevoli e definitivi ma anche alcuni arretramenti dovuti a cause che qui indico con breve elencazione: Primo: la nascita appunto della società globale che affrontiamo utilmente con la libertà che ci consente nel libero movimento dei capitali, nelle crescenti dislocazioni delle imprese, il libero confronto delle varie monete e la nascita di ceti medi, prima del tutto inesistenti in paesi come la Cina, l’Africa, o la montagna di isole sparse nell’Oceano indiano e nel Pacifico centrale.

Secondo: la posizione insistente delle migrazioni verso l’Europa, da Est, Sud Est, Sud mediterraneo.

Terzo: la nascita di movimenti e partiti populisti, antieuropei e anti-euro, le cui dimensioni sono favorite dall’arrivo di Donald Trump alla presidenza degli Usa.

Quarto: la guerra in Siria, la guerra connessa dell’Isis non solo attorno alle sue capitali di Mosul e di Raqqa, ma in tutto il mondo, dagli Usa fino (e soprattutto) nella periferia d’Europa come radicalizzazione e nei centri urbani come risultato.

Questi malanni hanno avuto in Europa effetti estremamente negativi accrescendo la rivalità tra vari paesi, erigendo confini materiali oltre che politici tra i vari paesi e soprattutto tra quelli che non sono entrati e non fanno parte della moneta comune.

Per bloccare e possibilmente invertire questa situazione i 27 paesi d’Europa non si sono limitati, come di solito hanno fatto negli anni scorsi, ad una veloce celebrazione con un paio di discorsi commemorativi e una dozzina di strette di mano tra il Campidoglio e il Quirinale. No, questa volta no. Hanno prodotto un documento firmato da tutti i 27 paesi e che contiene affermazioni e impegni di notevole importanza se puntualmente fossero rispettati con la dovuta velocità. Ne cito alcuni.

“L’Unione europea è confrontata a sfide senza precedenti, sia a livello mondiale che al suo interno: conflitti regionali, terrorismo, pressioni migratorie crescenti. Renderemo l’Unione europea più forte e più resistente, attraverso l’unità e una solidarietà ancora maggiori tra di noi e nel rispetto di regole comuni. L’unità è sia una necessità che una nostra libera scelta. Agendo singolarmente saremmo tagliati fuori dalle dinamiche mondiali. Restare uniti è la migliore opportunità che abbiamo di influenzarle e di difendere i nostri interessi e valori comuni. Agiremo congiuntamente, a ritmi e con intensità diversi se necessario, ma sempre procedendo nella stessa direzione.

Un’Europa sociale, un’Unione che, sulla base di una crescita sostenibile, favorisca il progresso economico e sociale nonché la coesione e la convergenza. Un’Unione che tenga conto della diversità dei sistemi nazionali e del ruolo fondamentale delle parti sociali; che promuova la parità di donne e uomini e diritti e pari opportunità per tutti e che lotti contro la disoccupazione, la discriminazione, l’esclusione sociale e la povertà e dove i giovani ricevano l’istruzione e la formazione migliori e possano studiare e trovare un lavoro in tutto il continente.

Un’Unione impegnata a rafforzare la propria sicurezza e difesa comuni.

Noi leader, lavorando insieme nell’ambito del Consiglio europeo e tra le istituzione, faremo sì che il programma di oggi sia attuato e divenga così la realtà di domani. L’Europa è il nostro futuro comune”.

Ciò detto, debbo notare con totale soddisfazione che il corteo antieuropeo che doveva svolgersi a Roma nel primo pomeriggio di ieri e contava di radunare circa ventimila persone ne ha radunate molte di meno.
Nel frattempo papa Francesco a Milano, in tutti i siti della città, nelle sue periferie e nella messa celebrata nel parco di Monza, è stato festeggiato da centinaia di migliaia di persone. Lo aspettavano nella piazza del Duomo, a San Vittore, erano assiepati nelle strade che percorreva. I milanesi hanno ascoltato e condiviso la predicazione che il Papa ha diffuso in ogni modo: l’accoglienza, la misericordia, l’aiuto ai poveri e agli esclusi, il perdono. Francesco è il più moderno, il più rivoluzionario, il più convinto della fede e della sua modernità. Io, non credente, lo ripeto spesso. È anche molto interessato all’unità dell’Europa, la vuole anche lui e lo disse apertamente parlando al Parlamento di Bruxelles. A me nell’ultima telefonata che abbiamo avuto una ventina di giorni fa parlando della celebrazione di oggi sui Trattati di Roma, ha detto: “Sbrigatevi, per l’Europa il tempo stringe”.

È esattamente così.

vivicentro.it/editriale
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repubblica/Ora la Ue deve sbrigarsi: diventi uno Stato o tutto crolla EUGENIO SCALFARI

Giovanissimi regionali, Accademia Acerra-Juve Stabia 2-0: il tabellino

Giovanissimi regionali, Accademia Acerra-Juve Stabia 2-0: il tabellino
Ottima gara su un campo al limite della praticabilita’, un grande possesso palla, una traversa con Martino, numerose occasioni gol con Iengo, Romilli, Damiano. La squadra di casa, con solo due tiri in porta, di cui il primo in dubbio fuorigioco iniziale ed il secondo al 3′ minuto di recupero, trova la vittoria. Solo il risultato è negativo, una prova positiva davanti gli occhi del Presidente De Lucia, molto divertito in panchina e del direttore Turi oltre che del responsabile Mainolfi.

Così in campo:

a cura di Ciro Novellino

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Juve Stabia vs Catanzaro : I convocati di Mister Carboni

Al termine dell’allenamento di rifinitura, svolto questo pomeriggio presso lo Stadio “Romeo Menti”, il tecnico Guido Carboni ha reso nota la lista dei nr.24 calciatori convocati per il match Juve Stabia vs Catanzaro, valevole per la 31^ giornata del campionato di Lega Pro Unica Girone C, in programma domani, domenica 26 marzo 2017, con inizio alle ore 18,30 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.
Portieri: Bacci, Russo e Tabaglio.
Difensori: Allievi, Camigliano, Cancellotti, Giron, Liviero, Morero e Santacroce.
Centrocampisti: Capodaglio, Esposito, Izzillo, Mastalli, Matute e Salvi.
Attaccanti: Cutolo, Kanoute’, Lisi, Manari, Marotta, Paponi, Ripa e Rosafio.
Indisponibili: Atanasov e Montalto.
S.S. Juve Stabia

FOTO ViViCentro – Berretti, il racconto in scatti di Juve Stabia-Casertana

FOTO ViViCentro – Berretti, il racconto in scatti di Juve Stabia-Casertana

La capolista se ne va, è proprio il caso di dirlo. Vince e convince la Juve Stabia, categoria Berretti, allenata da Domenico Panico. Lo fa per 3-0 contro la Casertana grazie ai gol di Chirullo, Mauro e Del Prete. Sono 8 i punti di vantaggio sul Catania, già a Catanzaro può arrivare la certezza matematica del primo posto. Questo il racconto in scatti di Antonio Gargiulo.

a cura di Ciro Novellino

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