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Mazzola: “Sarri mi piace, il Napoli può mettere in difficoltà la Juventus”

Mazzola: “Sarri mi piace, il Napoli può mettere in difficoltà la Juventus”

Ai microfoni di Radio Punto Zero, è intervenuto Sandro Mazzola, stella della storia dell’Inter e del calcio italiano, il quale ha dichiarato: “La Juventus è capace di far tutto, nei secoli dei secoli le inventa tutte lei. In questo caso c’è una partita troppo importante contro il Napoli, dunque ci può stare il ritorno dei nazionali, ma averli sempre prima, però, mi sembra un po’ strano. Al San Paolo la Juve cercherà di giocar palla nella propria metà campo e poi ripartire in contropiede, ma il Napoli ha le qualità per mettere in difficoltà i bianconeri con la rapidità dei “piccoletti” in attacco. Insigne è bravo bravo, mi piace sempre: sa dribblare, inventare, è entrato del tutto nel clima Napoli. Quelli bravi, però, costano tanto. Sarri mi piace molto, sa entrare nella testa dei giocatori chiedendogli le cose giuste con garbo. La nazionale è il momento più importante di una carriera perché ogni calciatore rappresenta un paese intero, sta ai ct far capire questo ai proprio giocatori. L’Italia di Ventura mi piace, certo ci vorrà tempo per trovare il giusto equilibrio. Insigne esterno ci può stare, ha le caratteristiche per far bene in questo ruolo”.

Ugolini: “Il Napoli non ha bisogno di complimenti, ora solo conferme”

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Ugolini: “Il Napoli non ha bisogno di complimenti, ora solo conferme”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Italia, è intervenuto il giornalista di Sky Massimo Ugolini, il quale ha dichiarato: “Quelle con la Juve sono due partite molto difficili, servirà un’importante gestione mentale da parte di entrambe le squadre. L’accesso alla finale di Coppa Italia forse ha qualcosa in più come valore, il Napoli ha bisogno di conferme, di risultati, non solo di complimenti”.

EDITORIALE – Juve Stabia, poca testa ma tanto cuore

La vittoria al Menti per la Juve Stabia sembra diventare un miraggio. Ad una prima parte di stagione in cui lo stadio di Via Cosenza era tornato ad essere un fortino praticamente inattaccabile, con nove vittorie dei gialloblù nei primi dieci incontri casalinghi, fa seguito un 2017 in cui il giocare al Romeo Menti è diventato quasi un incubo per le Vespe. La gara di ieri contro il Catanzaro si è assestata sullo stesso copione, con gli ospiti addirittura rammaricati a fine gara per non aver portato a casa l’intera posta in palio.

Quello che colpisce della Juve Stabia versione 2017 è la fragilità mentale che ormai alla prima difficoltà si insinua nella mente dei gialloblù fino a travolgerli completamente. Il copione è sempre lo stesso: si vedano le gare con Siracusa, Fondi, Reggina, Paganese ecc. Un po’ come le ciliegie, una insicurezza tira l’altra e fa si che una squadra che era a tratti devastante sia diventata fragile psicologicamente come una compagine che lotta per una risicata salvezza. La stessa, per il momento brevissima, gestione Carboni, pur potendo vantare quattro punti in due gare, ha evidenziato tutte le insicurezze della Juve Stabia.

A Cosenza è bastata la rete dell’ex Baclet a far sprofondare le Vespe nei proprio dubbi, con i calabresi arrivati ad un passo dal clamoroso 3 – 3. Solo Turbo Lisi ha poi ristabilito le distanze permettendo di vivere gli ultimi minuti di gara senza cuore in gola.
Contro il Catanzaro sembrava che il solito copione fosse stato strappato dal gol immediato di Paponi, ancora innescato da un meraviglioso Lisi, ma non è stato così.
La amnesie difensive di Santacroce e compagni hanno permesso al Catanzaro di arrivare al facile pareggio; da quel momento in poi, nonostante i riflettori del Menti accesi poco dopo, la Juve Stabia ha spento la propria luce finendo col farsi superare da una squadra che occupa le ultime posizioni della graduatoria. Tutte le insicurezze sono venute a galla, le paure dei gialloblù si sono fatte più forti che mai, paralizzando le idee perfino del metronomo, Capitan Capodaglio.

In mancanza del fattore mentale, però, le Vespe si sono affidate al cuore; si dice che mettendoci il cuore non si sbaglia mai in quello che si fa e per la Juve Stabia così è stato. I vari Lisi, Matute, Marotta e Cancellotti hanno spinto quasi fisicamente i compagni verso la porta del Catanzaro, aumentando una pressione poi diventata fortissima. Proprio Cancellotti a tempo quasi scaduto ha avuto il coraggio di tentare e di riuscire in una accelerazione da urlo, conclusa col cross in area stoppato dalla mano di Patti.

Dopo una partita del genere, ed in attesa di una sicurezza mentale da acquisire quanto prima, diventa imprescindibile affidarsi al cuore, quello mostrato ieri in campo.
Lo stesso cuore che i tifosi hanno apprezzato, applaudendo la squadra a fine gara.
Se la testa dei gialloblù al momento fa registrare qualche battuta a vuoto, il loro cuore è caldissimo ed è l’elemento da buttare sempre in campo, nelle prossime settimane così come nei play off.

Raffaele Izzo

Napoli Comicon 2017, in arrivo il teaser con tre star del fumetto

Napoli Comicon 2017
Napoli Comicon 2017

Napoli Comicon 2017 è alle porte. Il XIX Salone Internazionale del Fumetto si terrà dal 28 aprile al 1 maggio nell’ormai consueta sede della Mostra d’Oltremare. Tema di quest’anno sarà il rapporto tra il fumetto e il web. L’attesa è alle stelle e gli abbonamenti sono già esauriti, mentre restano in vendita i tagliandi per i singoli giorni. È di queste ore la notizia, pubblicata sulla pagina ufficiale facebook del Comicon, che il teaser ufficiale della manifestazione avrà come protagonisti tre grandi artisti: Milo Manara, già magister dell’edizione 2015, Zerocalcare, in corsa per i premi “Micheluzzi” 2017 con la sua “Kobane Calling”, e per finire Giacomo Bevilacqua, ideatore e creatore della serie di successo “A Panda piace”. Occhi puntati quindi sul canale YouTube del Comicon https://www.youtube.com/channel/UC5YqKYELfrXece8QvtaS1Kw, che pubblicherà nelle prossime ore il video.

Bagnoli, Falco: saccheggio opere è beffa dopo danno

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Il presidente Confapi: «Puntare su pubblico-privato per rilanciare area»

NAPOLI  «Il saccheggio delle opere di Bagnoli è la beffa che si aggiunge al danno di avere un rione da vent’anni fermo in attesa di una riqualificazione che pare non arrivare mai».

Lo ha detto Gianpiero Falco, presidente Confapi Napoli.

«I mancati collaudi e il rischio di dover restituire all’Europa 100 milioni di euro di finanziamenti – aggiunge – sono il segno della difficoltà, da parte del pubblico, di portare avanti progetti che impongono una presenza e una continuità di intervento costanti».

«Bagnoli e l’area flegrea possono rappresentare un perfetto campo d’applicazione per strategie di investimento pubblico-privato – continua Falco –. Penso, ad esempio, al project financing che consente di coniugare trasparenza e meritocrazia, perché solo i progetti migliori sopravvivono alla selezione, e di creare un effetto moltiplicatore per il territorio».

«Il modello a cui guardiamo è quello di Pomigliano d’Arco dove la convergenza degli obiettivi della parte pubblica e di quella privata – sottolinea il presidente Confapi – sta dando vita, pur se tra non poche difficoltà, a un piano di investimenti su 60mila metri quadrati antistanti gli stabilimenti Fiat dove troveranno spazio un centro commerciale, un incubatore d’imprese, parcheggi e il nuovo comando gruppo dei carabinieri oggi di stanza a Castello di Cisterna».

«A Bagnoli potremmo sperimentare un progetto simile – conclude Falco –. Confapi Napoli si propone come advisor per gli Enti locali che intendono puntare sul project financing e sugli altri strumenti di partenariato pubblico-privato offerti dalla normativa come il contratto di disponibilità, il baratto amministrativo, la locazione finanziaria di opere pubbliche o di opere di pubblica utilità. Abbiamo l’esperienza, il know how e le capacità per coordinare e assistere queste progettualità».

Teatro Sociale di Brescia, ”Il mio nome è nessuno. L’ ULISSE”

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TEATRO SOCIALE
Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia
RASSEGNA ALTRI PERCORSI
DA MARTEDI’ 28 a GIOVEDI’ 30 MARZO 2017 (ore 20.30)
Sicilia Teatro presenta
Sebastiano Lo Monaco in
Il mio nome è nessuno
L’ULISSE
di Valerio Massimo Manfredi
adattamento e drammaturgia del testo Francesco Niccolini
regia di Alessio Pizzech
scene Antonio Panzuto – costumi Cristina Da Rold
musiche originali Dario Arcidiacono – Davide Summaria
disegno luci Nevio Cavina
con Maria Rosaria Carli,
e con Turi Moricca, Carlo Calderone
L’Orchestra Sax in Progress
del Conservatorio Perosi di Campobasso
Durata dello spettacolo: 1.40 (senza intervallo)

Da martedì 28 a giovedì 30 marzo 2017 alle ore 20.30 al Teatro Sociale di Brescia sarà in scena lo spettacolo Il mio nome è nessuno L’ ULISSE, di Valerio Massimo Manfredi, adattamento e drammaturgia testo di Francesco Niccolini, regia Alessio Pizzech, prodotto da Sicilia Teatro.

Lo spettacolo è interpretato da Sebastiano Lo Monaco, Maria Rosaria Carli e con Turi Moricca, Carlo Calderone, accompagnati dall’Orchestra Sax in Progress del Conservatorio Perosi di Campobasso.

Dagli scritti di Valerio Massimo Manfredi, Francesco Niccolini ricava una sceneggiatura teatrale che affonda le radici  nella tragedia classica e si dirama nel moderno teatro di narrazione. E’ Ulisse stesso che narra la sua storia  incrociandola con quella di dei olimpici, re e condottieri, soprattutto con i dieci interminabili anni della guerra di Troia, con Elena, Circe, Calypso, Nausicaa, Athena e poi con Achille e Patroclo ed alla fine con Penelope ed il figlio Telemaco.

Una sceneggiatura che punta al ripudio della guerra, ultima ratio per dirimere le questioni umane: è la parola l’arma con cui combattere, la guerra è irragionevole, è inumana. Un Ulisse contemporaneo, amante del  ragionamento e della giustizia.

La regia di Alessio Pizzech, rappresenta il lungo viaggio tra poesia, disperazione ed erotismo di un uomo che ama farsi chiamare Nessuno ed alla semplicità della narrazione si aggiunge un tocco di utopia con i vari personaggi che si confrontano con Ulisse e che sono spesso quasi fantasmi. La pièce è accompagnata dall’orchestra di ottoni Sax in Progress che ravvivano alcuni passaggi con musiche a volte ritmate e arricchiscono la rappresentazione.

Lo spettacolo rientra nella Rassegna IMPRONTE TEATRALI, rassegna teatrale a carattere multidisciplinare inserita nel progetto Circuiti Lombardia Spettacolo dal vivo, promossa dalla Regione Lombardia a sostegno del sistema teatrale lombardo, dell’innovazione dei linguaggi teatrali e della contaminazione di diverse forme di spettacolo.

La stagione di Prosa 2016/2017 è realizzata grazie al sostegno del Gruppo A2A, e della Fondazione ASM Gruppo A2A  di Brescia.

Vendita biglietti singoli:

TEATRO SOCIALE

I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa.

Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

Biglietteria tel. 030 2808600 biglietteria@centroteatralebresciano.it

PUNTO VENDITA CTB

È possibile acquistare i biglietti al nuovo punto vendita nella sede del CTB in Piazza della Loggia, 6 – dal martedì al

venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 (esclusi i sabato e festivi ) -Tel. 030 2928609

ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it

LIBRERIA SERRA TARANTOLA

Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171

Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)

Prezzo dei biglietti singoli:

Platea Intero € 27,00 – Ridotto gruppi 24,00 – Ridotto speciale 19,00

Galleria centrale Intero € 19,00 – Ridotto gruppi 17,00 – Ridotto speciale € 14,00

Galleria laterale Intero € 13,00 – Ridotto Gruppi € 12,00 – Ridotto speciale € 11,00

INFO: CTB Centro Teatrale Bresciano

Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928617 – fax 030 2928619

(dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)

e-mail: info@centroteatralebresciano.it – www.centroteatralebresciano.it

Rai – Il Napoli ha fatto un tentativo per Chiesa, la Fiorentina non vuole cederlo in estate

Quello di Federico Chiesa è un profilo che piace, e non poco, a Cristiano Giuntoli e al tecnico Maurizio Sarri. Il Napoli, alla ricerca di un esterno offensivo da alternare a Callejon, ha provato a fare un tentativo per classe ’97 di proprietà della Fiorentina. Contatti con il club viole e il papà ci sono stati in seguito alla gara del Franchi pareggiata dagli azzurri. Almeno quest’ anno il ragazzo non dovrebbe muoversi da Firenze, presto potrebbe arrivare anche il rinnovo di contratto. Lo ha rivelato Ciro Venerato, giornalista RAI esperto di calciomercato, ai microfoni di Radio Crc.

Rai – Il Napoli tenta l’ affondo per Castillejo: offerti 20 milioni al Villarreal

Ciro Venerato, giornalista di Rai Sport ed esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

 

“Il Napoli è alla ricerca di un esterno offensivo e non nasconde l’ interesse per Samu Castillejo. Il suo profilo convince tutti, una prima offerta di 20 milioni è stata rispedita al mittente. Il Villarreal lo valuta almeno il doppio considerando la concorrenza di tanti altri top club”.

Hamsik, l’entourage: “Nulla di particolare per lui, partito dalla panchina a scopo precauzionale”

Martin Petras, ex calciatore ed attuale membro dell’ entourage di Marek Hamsik, ha parlato ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

Non è successo niente di particolare per lui. Nella rifinitura ha sentito un po’ tirare il muscolo della gamba. Quando è entrato si è sentito bene, ha cambiato il volto della gara. Nella mente ha la sfida con la Juventus, ecco perché non ha voluto forzare ieri. Una vittoria contro i bianconeri renderebbe il campionato più interessante.
Obiettivo? E’ il secondo posto che permette di accedere direttamente in Champions. Pallone d’oro slovacco? Stanno emergendo tanti talenti ma Marek resta il più importante”.

Sarri: “Non me l’ aspettavo, per una volta sono arrivato davanti a Max”

Vincitore della Panchina d’ Oro, Maurizio Sarri ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti a Coverciano. Dichiarazioni raccolte dai colleghi di Tuttomercatoweb:

 

“La soddisfazione è forte perché la giuria è composta dagli allenatori, è una cosa importante. Dà soddisfazione e lustro, poi per la carriera ci vogliono i punti, non i premi. E’ una gratificazione personale fortissima, per una volta sono arrivato davanti a Max. Non me l’aspettavo, in genere questo riconoscimento viene dato a chi vince il campionato”.

Napoli-Juve parte 1-0?
No, purtroppo sul campo i valori della Juve sono tremendamente alti. Batterli sul campo è sempre molto difficile”.

Più facile batterli in campionato o ribaltare la Coppa Italia?
“Questo non lo so. La Juventus qualsiasi formazione mette in campo è la squadra più forte che c’è in Italia. Nelle prossime stagioni possiamo solo sperare in un loro logoramento”.

Che ambiente troverà Higuain?
“Non lo so, il pubblico di Napoli è estremamente generoso. Ci sono stati momenti di rabbia, ma era derivante da gelosia, da un pubblico che s’è sentito un po’ tradito. Ma Higuain a Napoli ha fatto la storia e i tifosi napoletani glielo riconosceranno”.

Cambierà il suo atteggiamento dopo questo premio?
“No, sono un rompicoglioni per natura. Stamattina ho sentito una lunga lezione sulla comunicazione, mi sembra giusta, ma poi alla fine l’importante è sempre essere se stessi”.

Lei s’è lamentato del calendario stilato dalla Lega.
“Ho detto che il calendario stilato dalla Lega non è stato fatto con grande perspicacia, si conoscevano le date delle squadre impegnate nelle coppe e sarebbe servito un occhio di riguardo. La più penalizzata mi è sembrata la Roma e l’ho detto”.

Sarri commenta: “Un premio che mi emoziona, devo ringraziare due persone”

Maurizio Sarri vince il premio Panchina d’Oro 2015/2016. Il tecnico del Napoli si è espresso così dopo la consegna del premio:

“I premi non sempre mi piacciono.Ma non è questo il caso perché a votare sono stati i miei colleghi e io, cinque anni fa, lavoravo ancora a livello dilettantistico. Devo ringraziare soprattutto due persone: Marcello Carli e Cristiano Giuntoli. Senza loro non sarei diventato quello che sono”.

Sarri ha vinto la Panchina d’oro: battuto Allegri!

Sarri ha vinto la Panchina d’oro: battuto Allegri

Maurizio Sarri è il vincitore della Panchina d’oro 2016, assegnata dagli allenatori e dai tre ct delle nazionali ai tecnici che si sono distinti nella scorsa stagione. Sarri ha battuto con 25 voti (61 i votanti) Massimiliano Allegri nella votazione avvenuta a sei giorni dalla prima di due sfide consecutive al San Paolo tra Napoli e Juventus (domenica 2 aprile in campionato e mercoledì 5 nella semifinale di Coppa Italia). Per Sarri è la prima Panchina d’oro e lo è anche per il Napoli. Al terzo posto Eusebio Di Francesco, tecnico del Sassuolo. Una Panchina speciale è stata assegnata a Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice, il paese distrutto dal terremoto dello scorso agosto, che è allenatore.

Auto storiche per la festa di primavera al Rho Center

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Auto storiche e non – Il freddo e la minaccia della pioggia non hanno affievolito la passione dei possessori di auto storiche che hanno partecipato al primo appuntamento notturno dell’anno del Team Pian Piano Arriviamo (PPA).

La ‘Festa di primavera’ si è tenuta venerdì 24 marzo nel parcheggio del Rho Center.

Oltre 200 equipaggi sono intervenuti con auto e moto ‘maggiorenni’, e quindi con almeno 18 anni dalla prima immatricolazione, dando vita ad una bellissima manifestazione all’insegna dell’amicizia e del fascino retrò. La formula degli eventi PPA è molto easy.

Gli incontri riservati alle auto storiche e non sono completamente gratuiti, e cadono in corrispondenza di ogni cambio di stagione. Sono pubblicizzati grazie all’aiuto di una pagina facebook e sul sito dedicato www.pianpianoarriviamo.altervista.org. I quattro organizzatori non fanno altro che invitare tutti i loro amici che possono invitare a loro volta altri loro amici e così all’infinito.

I 4 amici ideatori dell’evento, che condividono la passione per le auto ‘datate’, sono: Luigi Barbetta, collezionista di diversi mezzi storici, che è intervenuto con la sua pirotecnica Dyane 6 azzurro puffo, Davide Baroni, con la sua impeccabile Jaguar, Silvio Liberto a bordo della sua sensazionale Porsche 911 e Francesco Randazzo che ha tirato fuori dal suo box la sua fantastica Fiat barchetta.

La scelta di organizzare per il venerdì sera nasce dalla manifesta volontà di non rubare tempo al week-end, che si può trascorrere in famiglia, e dedicare un paio d’ore anche alla passione per le auto storiche e maggiorenni spesso snobbate dai più. Non è richiesta iscrizione a club, né quota di partecipazione, è solo importante portare un’auto che abbia compiuto almeno 18 anni.

Premiata con una scultura simbolica in ferro, appositamente creata per l’occasione dalle sapienti mani di Davide Baroni, è stata la Dune Buggy di Salvatore Caci al grido di ‘La macchina più bella è la tua’, tormentone che accompagna tutti gli appuntamenti del PPA.

Una inarrivabile maglietta dello staff di colore rosso è stata data in premio ad Andrea Marchionni, felice possessore di una rarissima Talbot Sumbean azzurra, giunta appositamente per l’occasione direttamente da Sondrio.

Il prossimo evento del Team PPA è fissato per venerdì 23 giugno dalle ore 20.00 sempre nel parcheggio del Rho Center.

Gli organizzatori durante la premiazione e i saluti finali hanno annunciato dei possibili raduni a sorpresa tipo una seconda edizione del giro notturno per le vie di Milano e un altro raduno statico dei quali daranno dettagli sui canali social e sul sito.

La fotogallery della gara Juve Stabia vs Catanzaro (2-2)

Juve Stabia vs Catanzaro

Guarda le foto di Juve Stabia vs Catanzaro realizzate dal nostro fotografo che ci racconta così il pareggio delle vespe con i ragazzi di Mister Alessandro Erra.

La Juve Stabia pareggia in extremis la partita grazie al rigore concesso al 93 minuto e trasformato da Kanoute. Le Vespe si illudono del vantaggio iniziale arrivato al secondo minuto, la reazione del Catanzaro è importante e a causa degli errori del pacchetto arretrato (Santacroce e Morero) ribaltano il risultato alla fine del primo tempo. Secondo tempo che ha visto le due squadre giocare più a calci che a calcio con i due portieri praticamente inoperosi, il pareggio arriva solo in pieno recupero e le vespe devono rinviare l’appuntamento con la vittoria casalinga in questo 2017 sempre più amaro per i colori gialloblu.

Juve Stabia: Russo, Cancellotti, Camigliano, Morero, Santacroce, Capodaglio, Matute, Lisi, Cutolo, Paponi, Kanoute.

A disposizione: Bacci, Tabaglio, Liviero, Marotta,Manari, Giron, Salvi, Izzillo, Allievi, Esposito, Mastalli e Rosafio.

Catanzaro: De Lucia, Pasqualoni, Cunzi, Giovinco, Mancosu, Sabato, Sarao, Prestia, Maita, Sirri, Van Ransbeeck.

A disposizione: Svedkauskas, Patti, Gomez, Leone, Campagna, Bensaja, Basrak, Njiki, Imperiale.

2’ Grande incursione sulla fascia di Lisi che serve Paponi in area di rigore che non sbaglia realizzando così il gol dell’ 1 a 0.

8’ Santacroce liscia un pallone al limite dell’area permettendo cosi a Sarao di insaccare il pallone alle spalle di Russo.

41’ Gol del Catanzaro: punizione per il Catanzaro per fallo di Camigliano su Giovinco. Il difensore centrale della Juve Stabia viene ammonito. Sugli sviluppi della punizione Prestia di testa impegna Russo alla deviazione in angolo. Dal seguente angolo la difesa della Juve Stabia resta immobile e Prestia questa volta fa centro di testa con la palla che colpisce il palo alla sinistra di Russo e poi finisce in rete.

91’ Calcio di rigore per la Juve Stabia a causa di un fallo di mano di Pasqualon. Sul dischetto va Kanoute che spiazza l’estremo difensore ospite De Lucia.

Le Vespe mancano l’occasione di ritornare a vincere tra le mura amiche e vedono allontanarsi il Matera che oggi ha sconfitto il Messina.

La Juve Stabia potrà riprovare ad ottenere la prima vittoria casalinga del 2017 già dalla prossima gara con la Casertana di domenica.

 

 

Gori, mercoledì ci sarà la sospensione dell’erogazione idrica

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Gori, mercoledì ci sarà la sospensione dell’erogazione idrica

GORI comunica che per lavori programmati è programmata la sospensione dell’erogazione idrica dalle 14:00 alle 18:00 di mercoledì 29 marzo 2017, nelle seguenti zone del comune di Castellammare di Stabia:

  • Via Passeggiata Archeologica, Via Cosenza, Via Enaudi, Via Martuicci, Via Volta, Via Bracco, Via Brambilla, Traversa Savorito, Via D’Annunzio, Via Benedetto Croce

Zielinski: “Juve? Possiamo batterla. Premier? Napoli è bellissima!”

Le sue parole

Piotr Zielinski ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport:”Siamo contenti per il risultato, è una vittoria importantissima che dà fiducia per il futuro. A giugno c’è la gara decisiva contro la Romania che può regalarci un passo importante verso la qualificazione. Il nostro obiettivo è chiudere la primo posto nel girone. Sul piano personale penso solo a migliorarmi ogni giorno sia a Napoli che qui in nazionale. Il campionato ancora non è finito, noi vogliamo vincere tutte le partite per arrivare il più in alto possibile. In Coppa Italia possiamo farcela anche se dobbiamo recuperare due gol di svantaggio. Siamo un’ottima squadra. Futuro in Premier? Adesso penso solo al Napoli dove sto bene e mi alleno con grandi campioni, la città è bellissima. Sto in una grande società con un grande pubblico, non ho voglia di muovermi da lì”.

Convegno Lancia a Potenza – 30 anni di storia Integrale

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Sabato 25 Marzo presso la concessionaria Gruppo Maffei di Potenza alle ore 18 si è dato lo start ad una serata indimenticabile!
La scuderia Historic Club Lupi della Lucania ed il Mito Delta Club di Fisciano hanno sapientemente organizzato un convegno di grande rilievo per ricordare il trentennale dal debutto nel mondiale rally della Lancia Delta integrale.

Sembra ieri ma sono passati 30 anni da quando la Lancia schierò in campo uno dei suoi capolavori, l’auto che gli appassionati di motori con grande orgoglio chiamano “La regina”. Proprio così, perché ad oggi nessuna altra vettura ha vinto tanto e come la Lancia Delta Integrale.

Il convegno ha illustrato la storia sportiva della Lancia, delle sue auto da corsa, degli uomini che hanno contribuito a renderla vincente.
Tanta la passione, questo sentimento indescrivibile che per essere compreso può soltanto essere vissuto.Un amore grande per un marchio glorioso che di diritto fa parte della storia dell’automobile. Questo e tanto altro hanno richiamato a Potenza ospiti d’onore e relatori di portata internazionale.

Tra tutti il Dott. Cesare Fiorio, ex direttore sportivo di Fiat, Lancia e Ferrari. Un dibattito moderato con competenza e grande professionalità dal giornalista e scrittore Luca Gastaldi coadiuvato dall’intervento di benvenuto di Gennaro Guerriero, presidente dell’Historic Club Lupi della Lucania.

Nel proseguire l’ingegner Antonio Romano è intervenuto per un approfondimento tecnico sulla evoluzione della Delta integrale dal modello 4wd alla Evo2, massima espressione della sportiva torinese.
Di grande impatto l’intervento di Antonio Amabile, presidente del Mito Delta Club che ha curato la parte emotiva e ha riportato a Cesare Fiorio le domande e le speranze degli appassionati di competizioni che fiduciosi auspicano il ritorno della Lancia nel mondo delle competizioni.

Nella concessionaria Maffei sono stati esposti esemplari della Lancia Delta integrale in tutta la sua evoluzione sportiva, oltre a due Lancia Stratos, l’auto che i francesi chiamavano “la bète à gagner”, il mostro vincente.

La manifestazione ha curato anche un fine solidale con la raccolta fondi in favore delle persone affette dal morbo di Parkinson. Tali fondi hanno lo scopo di munire le persone interessate da tale patologia e segnalate da apposita equipe medica, di equipaggiamento per il “Nordik Walking”, una particolare attività sportiva efficace per il rallentamento degli effetti del Parkinson.

Guarda la fotogallery a cura di Carmine Matrone:

 

 

 

Trionfo Ferrari al debutto: le ragioni del successo e le prospettive

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La rivoluzione in casa Ferrari porta i primi frutti: al debutto stagionale in Australia la rossa ritrova la vittoria che mancava da un anno e mezzo. L’inviato de La Stampa, Stefano Mancini, analizza le ragioni del successo e le prospettive della stagione.

Ferrari da sogno, resurrezione in quattro mosse

Vittoria rossa dopo un anno e mezzo. La rivoluzione ha pagato, Marchionne: «Successo di tutti, ma è un punto di partenza»

MELBOURNE – «Forza Ferrari!». L’urlo di Sebastian Vettel risuona di nuovo via radio. È trascorso un anno e mezzo dall’ultima volta e in tutto questo tempo il pilota tedesco ha avuto modo di imparare bene l’italiano e di addolcirne la pronuncia: «Questo risultato è di tutti noi, qui e a Maranello. Grande macchina, grande lavoro». La Ferrari è tornata al centro della Formula 1, ha vinto in Australia il primo Gp della stagione (non succedeva dal 2010 in Bahrein ai tempi di Alonso) e ha fatto saltare i nervi ai rivali finora invincibili della Mercedes.

La rivoluzione è servita. Le nuove regole hanno richiesto menti fresche e idee nuove, oltre a un progetto coraggioso che permettesse di recuperare un ritardo sugli avversari che superava il secondo a giro, un’enormità per un mondo che si muove alla velocità della Formula 1. Mattia Binotto è il direttore tecnico che ha messo insieme gli ingredienti e fatto nascere questa SF70H che Vettel, dopo averla ribattezzata Gina, ha subito portato al trionfo. La filiera italiana prosegue con i progettisti Simone Resta (telaio), Enrico Cardile (aerodinamica) e Lorenzo Sassi (motori), nomi per lo più sconosciuti al grande pubblico. Nessuna star della progettazione, solo risorse coltivate a Maranello, nella fabbrica che ieri e sabato ha funzionato a pieno organico.

Gli altri segreti della svolta Ferrari? Da un punto di vista tecnico, la vettura del 2017 sa sfruttare al meglio le gomme, che fino all’anno scorso erano sempre troppo calde o troppo fredde, troppo morbide o troppo dure. Vettel ha percorso sei giri in più di Hamilton prima di fermarsi a cambiarle, così a un terzo di gara ha compiuto (ai box) il sorpasso decisivo. Di lì in avanti si è limitato a controllare la situazione, dimostrando di avere le prestazioni sufficienti per tenere gli avversari a distanza di sicurezza. Gli altri punti di forza sono il motore, che ormai pareggia i cavalli della Mercedes, e l’aerodinamica, che storicamente è sempre stata una lacuna.

Hamilton 2º, Raikkonen 4º. 

«Era ora, aspettavamo questa vittoria da un anno e mezzo – è il messaggio inviato alla squadra dal presidente Sergio Marchionne -. È stata un’emozione ascoltare di nuovo l’inno italiano. Sebastian ha fatto una grande gara e Kimi sarà presto lì a lottare con lui. È un successo di tutta la squadra, ma ricordiamoci che è solo un punto di partenza». La rivincita si disputerà tra due settimane in Cina, su un circuito che favorisce ancora le Rosse, almeno in teoria. Nella pratica dipenderà dagli aggiornamenti che le squadre porteranno a ogni gara e saranno decisivi. «Abbiamo ottenuto un buon risultato, che sarebbe stato ottimo portando anche Kimi sul podio», commenta il team principal Maurizio Arrivabene nello sforzo di trattenere l’entusiasmo.

Nervi tesi nel box tedesco  

La strategia sbagliata, i nervi di Lewis Hamilton contro il proprio ingegnere, i pugni battuti sul tavolo dal capo della Mercedes, Toto Wolff: succede quando si è sotto pressione. Lo squadrone tedesco si era disabituato a perdere (dopo un secondo e un terzo posto la Ferrari degli ultimi anni avrebbe stappato lo champagne). Scoprire di aver smarrito un vantaggio enorme è stato un trauma. A fine gara, Hamilton ha, comunque, analizzato gli aspetti positivi della situazione: ha un compagno di squadra tranquillo e un avversario del suo spessore, una situazione ideale. Lui e Vettel hanno vinto sei degli ultimi sette campionati senza mai incrociarsi. «È venuto il momento – promette Lewis -. Quest’anno ci divertiremo».

vivicentro.it/sport/motori
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lastampa/Ferrari da sogno, resurrezione in quattro mosse STEFANO MANCINI – INVIATO A MELBOURNE

Il disegno di legge sul testamento biologico è sempre fermo alla Camera

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Alberto Abburrà, con L’occhio dei lettori de La Stampa, ha raccolto le testimonianze degli italiani e ne ha raccolte storie che ci fanno entrare in contatto con il dramma umano di tanti cittadini.

Gli italiani che aspettano la legge sul fine vita

La convivenza con dolore e dubbi mentre il ddl sul testamento biologico è fermo alla Camera. Le testimonianze raccolte con L’Occhio dei lettori de La Stampa

TORINO – Il disegno di legge sul testamento biologico è alla Camera da due settimane ma rischia di non vedere la luce in questa legislatura perché tra le forze politiche restano delle divergenze, in particolare sulla possibilità di interrompere nutrizione e idratazione del paziente.

La partita decisiva si giocherà in Senato dove il ridotto margine di voti potrebbe complicare il percorso di una legge attesa da più di 10 anni. Per conoscere il parere dei lettori abbiamo aperto uno spazio sul nostro sito internet e raccolto centinaia di opinioni, messaggi, testimonianze.

La maggioranza pensa che alla base di tutto debba esserci la «libertà dell’individuo». Il 92,2% dice di essere favorevole al testamento biologico, il 71,8 quando si parla di suicidio assistito e al 70,9 a proposito dell’eutanasia. Aldilà delle cifre, quello che emerge dai racconti sono dubbi, preoccupazioni, sofferenze e dolore spesso vissuti in prima persona, un condensato di storie che alimentano un dibattito non più rinviabile.

Pubblichiamo alcune delle testimonianze raccolte dai lettori de La Stampa 

La disabile: “Piuttosto che vivere così è meglio affrontare la morte”  

La vita di Paola cambia il 20 marzo del 2006, la sera in cui viene investita da un ubriaco per le strade di Roma. Ha 38 anni, progetti e sogni: si ritrova costretta in un letto d’ospedale priva di sensi. I medici non hanno dubbi: resterà in uno stato vegetativo per il resto dei suoi giorni. Dopo due mesi di coma il miracolo del risveglio viene stroncato dalla scoperta di una pesante disabilità fisica e psichica. A distanza di 11 anni la situazione non è cambiata, anzi è peggiorata: «Mentre ero in coma i miei genitori sapevano che avrebbero dovuto farmi morire – racconta – ma non potevano farlo». Dopo quello che ha vissuto, Paola ha le idee chiare sul fine vita: è favorevole al testamento biologico, al suicidio assistito e anche all’eutanasia. «Ho problemi gravissimi e non riesco ad accettare la mia condizione di disabile, piuttosto che una vita così è meglio la morte».

La sessantenne: “Sono sola, ho deciso di tenere una pistola dentro il cassetto”  

Daniela, emiliana, neo sessantenne, è in buona salute ma da anni gira con il testamento biologico in borsa. L’ha scritto a mano, ispirandosi al modello proposto da una delle tante associazioni che si impegnano per diffondere la pratica. «Con quel testo – racconta – ho fatto anche un video pubblicato sulla mia pagina di Facebook e una copia l’ho messa in vista nel soggiorno di casa». E’ convinta che «ogni persona dovrebbe essere libera di decidere cosa fare del proprio corpo» e ha il terrore che una malattia possa consumarla lentamente. La sua preoccupazione è che un’eventuale legge sul fine vita non la tuteli perché lei è da sola e non ha un fiduciario che possa garantire il rispetto delle sue volontà. «Il mio unico conforto è una pistola, legalmente posseduta, in un cassetto» spiega. «Ma anche così non v’è certezza: un incidente e il coma potrebbero impedirmi di arrivare a premere il grilletto».

Il padre: “Chiesi di porre fine al calvario di mio figlio. Ora vivo tra i rimorsi”  

Quando Danilo parla di suo figlio che non c’è più lo chiama «angelo custode» e «bimbo bellissimo». Sono passati tanti anni da quando un improvviso malore ha trasformato le loro vite in calvario. Il bambino si sente male, viene ricoverato in terapia intensiva e attaccato alle macchine che provvedono al cibo e all’ossigeno.

Per i medici «sarebbe morto a breve» e così non sopportando più di vederlo in quello stato, lui e la moglie iniziano a chiedere ai dottori «di staccare quelle macchine, di lasciarlo volare in cielo». La situazione va avanti per mesi fino a quando «una notte Gesù lo chiama a sé». Adesso però Danilo è assalito da dubbi e rimorsi: «E’ stato giusto chiedere a quei medici di staccare le macchine?». E soprattutto: «Era il bimbo a star male o erano i genitori stanchi di soffrire?».

L’ateo: “Mia madre ha lottato con la malattia 8 anni: io non l’ho dissuasa”

La storia di Alessandro in realtà è quella di sua madre. Una donna sanissima che anche da anziana guida, studia e bada alla casa. Lui è ateo, lei credente con idee precise sul fine vita: in caso di malattia vuole una morte naturale, meglio se a casa, ma in ogni caso senza aiuti né scorciatoie: insomma, vuole provarci fino alla fine. Un’emorragia con intervento d’urgenza, terapia intensiva e coma irreversibile li mette di fronte alle scelte.

Prima la tracheotomia, poi il sondino naso-gastrico, quindi il catetere. «Necessitava di mille cure» racconta oggi Alessandro. «Io non condividevo la scelta ma per otto anni l’ho sostenuta perché quelle erano le sue volontà. Sarebbe giusto che venissero esauditi i desideri di tutti, anche quelli di chi vorrebbe andarsene senza una simile agonia».

Il diciottenne: “La norma dovrebbe tutelare l’individuo e i suoi familiari”  

Spesso il dramma è una questione genitori-figli come nel caso di Ivan, che vede spegnersi la madre senza poter fare nulla. Nove mesi al fianco di una malata terminale, una prova difficile per un 18enne in un’epoca in cui la terapia del dolore è ancora più rara e difficile che oggi. «Sapeva a cosa andava incontro e non voleva pesare su di noi» racconta.

Un tentato suicidio con un mix di farmaci e alcol peggiora la situazione facendola sentire ancora più vittima del suo destino. «Ogni giorno viveva un conflitto interiore: sapeva che vivere significava farci assistere al suo disfacimento ma voleva resistere e sopravvivere per noi, anche se quella non era vita». Oggi è convinto che una buona legge debba tutelare le scelte individuali senza mettere a rischio il cittadino e i suoi famigliari: «Ho imparato che il diritto alla buona morte è un diritto alla vita».

Medici a confronto: “La volontà del malato dev’essere rispettata”, “No al suicidio assistito”  

Il dibattito sul fine vita tocca da vicino anche i medici, come Valeria, 61 anni, che lavora in provincia di Como, ha una figlia e si definisce «credente in Dio misericordioso». La madre soffre di Alzheimer e le ha già detto che vorrebbe poter morire prima che il tempo divori il suo fisico. Su questo Valeria ha fatto una tesi e oggi non ha dubbi: «Il suo desiderio dovrebbe essere un diritto intoccabile». Ma non tutti i medici la pensano così. Alberto, che di anni ne ha 64, è un collega di Torino in pensione. In quarant’anni ha gestito patologie di ogni tipo. «Dico no al suicidio assistito e all’eutanasia perché l’uomo non può disporre della vita. Sì al testamento biologico e alla sedazione profonda perché la medicina deve contenere la sofferenza e accompagnare l’uomo a vivere con dignità fino alla fine».

vivicentro/politica
vivicentro/Il disegno di legge sul testamento biologico è sempre fermo alla Camera
lastampa/Gli italiani che aspettano la legge sul fine vita ALBERTO ABBURRÀ

La realpolitik di Kissinger

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Un consiglio per il dialogo con Mosca arriva dall’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, che a Paolo Mastrolilli dice: «Putin non è Hitler. Negoziare con lui, a condizioni precise, è nell’interesse di tutti». Nel suo editoriale su La Stampa, Giampiero Massolo scrive: Il fermo del dissidente Alexei Navalny «stride con il nostro concetto di libertà democratiche. Va riaffermata con forza la nostra identità e compattezza occidentale, con una condanna politica e la determinazione a controbilanciare passo passo le mosse russe».

Kissinger: “Ma Vladimir non è Hitler. La strada del dialogo è nell’interesse di tutti”

L’ex segretario di Stato americano agli europei: il Cremlino non ha una politica di conquista. Ed esorta alla cautela con Trump: guardare alla sostanza

WASHINGTON . «Putin non è Hitler. Negoziare con lui, a condizioni precise, è nell’interesse di tutti». È il consiglio che Henry Kissinger lancia con il suo intervento all’incontro annuale della Trilateral Commission, avvenuto a Washington durante il fine settimana. L’ex segretario di Stato aggiunge di essere contrario ad un intervento unilaterale americano in Corea del Nord, dove la soluzione è un accordo complessivo con la Cina per la sicurezza dell’intera regione, mentre agli europei offre questo suggerimento per gestire il rapporto con l’amministrazione Trump: «Non date troppo peso alle dichiarazioni estemporanee, ma concentratevi sulla sostanza, perché il totale fallimento di un Presidente americano non conviene neppure a voi».

Kissinger ha un lungo rapporto di amicizia con Donald Trump, e nelle settimane scorse ha lavorato per facilitare il dialogo tra Washington e Mosca, dove tra pochi giorni andrà in visita il segretario di Stato Tillerson, per valutare le possibilità di negoziare e presumibilmente sondare il terreno per un vertice tra il capo della Casa Bianca e quello del Cremlino. È da questo punto, quindi, che lo stratega dell’apertura alla Cina durante l’amministrazione Nixon comincia la sua riflessione: «Sulla Russia credo ci sia una certa incomprensione. Putin non è la replica di Hitler, e non intende lanciare una politica di conquista. Il suo obiettivo è ripristinare la dignità del proprio Paese, da San Pietroburgo a Vladivostok, come è sempre stato. Ciò risponde ad un antico nazionalismo, ma anche ad una storia diversa dalla nostra. Considerare Mosca come un potenziale membro della Nato è sbagliato». Quindi «dipingere Putin come il super cattivo globale è un errore di prospettiva e di sostanza».

L’ex segretario di Stato ritiene anche che ci sia una dose di esagerazione nella minaccia posta dal Cremlino: «Sul piano militare, la Russia non è in grado di batterci. Ha un’economia più piccola di quelle di tutti i Paesi europei del G7 presi singolarmente, e il suo peso non è paragonabile a quello della nostra rivalità strategica con la Cina». Nello stesso tempo, anche se l’Occidente fosse in condizione di provocare la disintegrazione della Russia, «questo non dovrebbe essere il nostro obiettivo», perché creerebbe una situazione di instabilità che non giova a nessuno.

Tutto ciò spinge Kissinger a favorire il dialogo, perché «l’alternativa sarebbe uno scontro dannoso per tutti, anche se Mosca non è in grado di sconfiggerci sul piano militare». La ripresa della mediazione diplomatica, però, va ancorata ad alcune condizioni ben precise: «L’Ucraina deve restare indipendente, ma senza entrare nella Nato», mentre il destino della Crimea può fare parte del negoziato. Quanto alla Siria – dove Putin si è preoccupato di puntellare Assad più che combattere l’Isis – e all’intera regione, bisogna stabilire con chiarezza che «la Russia non ha diritto a stare in Medio Oriente». Partendo da questi punti, sarebbe possibile avviare un dialogo finalizzato a neutralizzare la minaccia di Mosca, in cambio della sua reintegrazione dignitosa nella comunità internazionale responsabile.

Kissinger suggerisce un simile approccio realista anche al problema della Corea del Nord, e quindi della Cina: «Sono contrario – dice con fermezza – ad un intervento militare unilaterale americano contro le strutture nucleari di Pyongyang». La soluzione, secondo lui, sta invece in «un negoziato diretto tra Washington e Pechino, per raggiungere un accordo complessivo sulla sicurezza dell’intera regione. In altre parole, non possiamo discutere delle atomiche della Corea del Nord, senza accennare a quelle esistenti nel Sud e alla presenza militare americana». Il suggerimento implicito è che gli Usa potrebbero rinunciare ad alcune posizioni in Estremo Oriente, se la Repubblica popolare si impegnasse non solo a neutralizzare il programma nucleare di Pyongyang, ma anche a dare garanzie di sicurezza agli altri alleati come Tokyo, Seul, e tutti i Paesi coinvolti nella disputa sulle isole del Mar Cinese Meridionale.

Quanto all’Europa, Kissinger la esorta ad avere pazienza: «Il fallimento totale di un Presidente americano non conviene neppure a voi. Quindi non guardate troppo alle dichiarazioni estemporanee, ma concentratevi sulla sostanza del rapporto transatlantico». Alcune prese di posizione di Trump hanno messo in discussione proprio le due colonne storiche di tale rapporto, cioè la Nato e la Ue, ma secondo il suo consigliere anche questo potrebbe essere trasformato in uno spunto per migliorare le relazioni: «Io ero contrario alla Brexit, ma ora che è avvenuta penso possa diventare un’occasione per ridiscutere il futuro dell’Unione, che non può avere solo una dimensione burocratica». Come quello della Nato, che «resta essenziale, ma è anche giusto rivedere i suoi strumenti e i suoi obiettivi nel corso del tempo».

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vivicentro/La realpolitik di Kissinger
lastampa/Kissinger: “Ma Vladimir non è Hitler. La strada del dialogo è nell’interesse di tutti” PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A WASHINGTON