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Juve Stabia, De Lucia: “Sono deluso, perchè i ragazzi della Berretti non possono debuttare in Lega Pro?”

Queste le sue parole

Molto arrabbiato il presidente del settore giovanile della Juve Stabia, Andrea De Lucia per quanto sta accadendo e per la mancata possibilità data fino a questo momento ai ragazzi della Berretti di provare l’emozione di vestire la casacca della prima squadra. In esclusiva ai microfoni di Vivicentro.it ha dichiarato: “Mi inorgoglisco per quanto stanno facendo i nostri ragazzi, ma altrettanto sono deluso per l’atteggiamento della prima squadra nei nostri confronti. Io amo le statistiche e ho fatto una ricerca proprio questa mattina: ho scoperto che 150-200 ragazzi hanno avuto almeno un minuto di presenza in Lega Pro in prima squadra. Sentivo molto questo match con la Casertana, noi abbiamo dominato tutta la gara e vinto senza nessun problema, ma non posso scoprire che 3 di questi ragazzi che non ci hanno messo minimamente in difficoltà hanno fatto una presenza in Lega Pro e i miei della Berretti non possono. Noi siamo primi in classifica! La domanda che mi faccio è: come mai una società che ha tre squadre in testa ai propri gironi, tranne gli Under 17 comunque terzi, non ha un ragazzo che ha fatto un solo minuto in prima squadra? Abbiamo una Berretti che fa invidia al Napoli e ad altri club di A, ma è possibile che nessuno possa essere all’altezza della Lega Pro? Questa è la sconfitta che ho subito in questa stagione, ma il mio carattere mi consente di assorbire. Ci sono persone della prima squadra che il calcio non lo possono neanche vedere in cartolina. Non è possibile che la nostra Berretti non abbia, mi ripeto, un rappresentante in prima squadra. I dirigenti della prima squadra devono riflettere, a partire dagli allenatori di questa stagione: non è possibile una cosa del genere. Possono riuscire a farsi perdonare da Dio facendo esordire un ragazzo. Sono molto arrabbiato, ho dato tutto per i ragazzi del nostro settore, ma c’è qualcuno che non conosce la dignità umana. Sono persone che non potranno mai lavorare con me, in un calcio moderno dove c’è bisogno di essere aziendalisti. Io devo stare a nord e loro a sud”.

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