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Napoli, ipotesi nuovo centro sportivo a Melito: i dettagli

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Il Napoli potrebbe realizzare il nuovo centro sportivo a Melito

Nella giornata di ieri il primo cittadino di Melito, Antonio Amente, aspettava una visita da parte dei dirigenti del Napoli per esaminare l’ipotesi per la realizzazione nel suo comune del nuovo centro sportivo del club azzurro, che dal 2005 si allena nel centro sportivo di Castel Volturno.

Ieri c’è stata una telefonata con il presidente Aurelio De Laurentiis, secondo quanto riferito dal sindaco del comune in provincia di Napoli. Il progetto del centro sportivo è seguito dall’ad Chiavelli. A riportare la notizia è il quotidiano Il Mattino nell’edizione di oggi.

Torre Annunziata, ancora rischio crolli: sgomberate 10 famiglie

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Torre Annunziata, ancora rischio crolli: sgomberate 10 famiglie

Torre Annunziata, continua il rischio di crolli delle palazzine, nella città oplontina. Il rischio è talmente forte, che come riportato dal giornale online “Torresette”, il Sindaco della città, Vincenzo Ascione, ha emanato l’ordinanza di sgombero di uno stabile in vico Luna al civico 44. Dieci famiglie3 saranno sgomberate, poichè sono state riscontrate significative problematiche  al primo piano.

In base ad alcuni sopralluoghi effettuati nel settembre scorso, alcuni tecnici avevano notato, evidenziandolo, che vi erano,  negli appartamenti “notevoli lesioni di scorrimento delle murature portanti verso l’esterno con evidenti segni di cedimento della struttura verticale e lesioni nella pavimentazione”. Lo stesso può dirsi per lo stabile al piano terra, adibito a garage, dove sono stati evidenziati  “in tutti gli archi lesioni in chiave degli stessi, nonché cedimento delle pilastrature a suopporto delle coperture a volta”.

Tutta questa vicenda ha fatto sì che fosse necessario emanare un’ordinanza nei confronti dei proprietari, per la messa in sicurezza dello stabile, che però non è avvenuta. Di conseguenza, il Comune è dovuto intervenire ordinando lo sgombero del palazzo per motivi di sicurezza e la salvaguardia della pubblica e privata incolumità. Inoltre sono stati indetti, anche dei lavori di ristrutturazione e manutenzione per l’intera palazzina.

Calenda: con questi sindacati l’Ilva sarà la prima spina del nuovo esecutivo

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I sindacati hanno bocciato la proposta del governo sulla vertenza Ilva. I segretari generali di Fim, Uilm e Fiom hanno lasciato il tavolo. “Testo non condivisibile”, ha detto Palombella. “Gli esuberi restano”, ha detto Bentivogli e “Mittal non si è mossa di un millimetro”, ha detto Re David. “Incomprensibile” commenta il ministro Calenda nell’intervista al nostro giornale e avverte: “Il dossier passa al nuovo governo. Un bel guaio che dovrà essere affrontato in tempi brevi”.

Calenda: “Un altro caso di populismo sindacale”

Il ministro: “Garantivamo a tutti il posto a tempo indeterminato”

ROMA – Incomprensibile», così il ministro dello Sviluppo definisce l’epilogo della vicenda Ilva. «Una cosa – spiega Carlo Calenda – che sta a metà tra il populismo sindacale e il sindacalismo politico. Avevamo messo in piedi un meccanismo per il quale non solo nessuno sarebbe stato licenziato ma a tutti sarebbe stato offerto un posto a tempo indeterminato e gli stessi diritti e retribuzioni del contratto precedente. I sindacati lo hanno respinto. Ora la palla passa al nuovo governo».

Lega e M5s faranno meglio? 

«Spero. Di certo per loro si apre immediatamente un grosso problema visto che a luglio Ilva esaurisce la cassa e a fine giugno scadono i termini per completare l’intesa con Mittal».

I sindacati pretendono che tutti i 14mila dell’Ilva vengano assunti da Arcelor Mittal.

«Già oggi Ilva impiega molte meno persone visti contratti di solidarietà e cig. Aggiungo poi che se i sindacati chiedono di assumere 14.000 unità avendo già in mente la possibilità di esuberi successivi, non si rendono conto che i lavoratori non potrebbero godere a quel punto dei 5 anni di cassintegrazione, di incentivi all’esodo da 100.000 euro e dell’impegno delle due Società di Cornigliano e Taranto ad assumere chi, al 2023, rimarrà in amministrazione straordinaria. Quando si afferma, come se fosse una colpa, che il negoziato per da 8.500 assunzioni a 10.000 è stato condotto esclusivamente dal Governo beh, allora, vuol proprio dire che qualcosa non va».

Per qualche sindacalista lei non è più legittimato a trattare… 

«A sostenerlo sono state Fiom e Usb utilizzando peraltro le stesse identiche parole di Emiliano ma il tavolo non si è concluso per questo. Ho preso atto che la nostra proposta era stata definita irricevibile da parte di tutti, anche se la Cisl ha usato toni nettamente diversi dagli altri».

Non siete arrivati troppo tardi?

«Il Governo ha lasciato all’autonomia delle parti la possibilità di continuare a negoziare. Abbiamo fatto 32 incontri senza nessun risultato. A questo punto con l’avvicinarsi delle scadenze e il cambio di Governo ho ritenuto responsabile fare un ultimo tentativo».

Andata male…

«In realtà credo non ci fosse alcuna intenzione di chiudere. Un po’ per ragioni politiche ed un po’ perché, forse, qualcuno ha ritenuto più conveniente non assumersi la responsabilità di firmare l’intesa, obbligando Mittal, per comprare l’azienda, a procedere direttamente con le assunzioni individuali per poi far partire le mobilitazioni rituali. Magari c’è anche chi spera che col nuovo governo si possa riparlare di nazionalizzazione, ma vorrei segnalare che si tratta di una pia illusione».

Deluso? Arrabbiato?

«Molto deluso. Abbiamo combattuto in Europa e in Italia per rilanciare la fabbrica. Lo Stato ha finanziato Ilva con 900 milioni. Abbiamo imposto standard ambientali all’avanguardia nel mondo. Ci sono 5,3 miliardi tra prezzo di vendita e investimenti. In nessun Paese al mondo un investimento in un’area depressa verrebbe “accolto” così. Dai ricorsi di Emiliano alle dichiarazioni irresponsabili dell’M5s che vorrebbero convertirla in una università per il turismo. Per fortuna abbiamo potuto contare sulla più che leale collaborazione del Governatore Toti, del Sindaco di Genova ed alla fine anche di quello di Taranto. Penso che in Italia abbiamo un serio problema di populismo sindacale, già purtroppo sperimentato con Almaviva e Alitalia».

Bel guaio per il nuovo governo.

«Non solo un bel guaio, ma anche da affrontare in tempi molto brevi. Io avrei avuto tutto l’interesse a dire che il governo, dopo aver trovato un investitore, recuperato un miliardo dai Riva per le bonifiche ed ottenuto l’ok dell’Antitrust europeo – che Emiliano e Fiom giudicavano impossibile – aveva fatto il suo dovere. In fondo, il negoziato compete alle parti ed un suo fallimento sarebbe stato esclusivamente imputabile a loro. Per senso di responsabilità abbiamo deciso di provare a fare questo tentativo lavorando notte e giorno. Ed ero pronto a rimanere in seduta permanente fino al giuramento del nuovo Governo. La posizione di totale chiusura di Uilm, Fiom e Usb ha fatto cadere ogni possibilità».

Impossibile riaprire il negoziato?

«Per me si, il Governo è alle ultime ore ma certamente andrà ripreso dalle parti. Io voglio solo esser certo che gli operai dell’Ilva siano consapevoli di quello a cui hanno rinunciato. Per questo ho fatto pubblicare la bozza di accordo sul sito del Mise. Non voglio che il Governo, qualsiasi esso sia, si trovi ad essere messo sul banco degli imputati, come è accaduto per Almaviva e Alitalia, dagli stessi sindacati che bocciando accordi giusti e ragionevoli hanno posto le premesse per licenziamenti collettivi e sperpero di soldi dei cittadini».

Reina convocato in Procura: per i pm non poteva non sapere

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Reina sarà convocato in Procura, in qualità di persona informata sui fatti

L’ormai portiere del Milan, Pepe Reina sarà sentito dai pm. Lo spagnolo ha voluto festeggiare l’addio al Napoli nella discoteca dei fratelli Esposito dunque dovrà chiarire come mai la sua scelta è caduta proprio sul Club Partenopeo di Coroglio.

Il locale è stato sottoposto a sequestro preventivo nella giornata di mercoledì, dal momento che la Procura ritiene che sia oggetto di una fittizia intestazione di beni, e che i veri titolari siano attualmente in carcere. Erano già stati arrestati nel mese di giugno dello scorso anno, anche se poi il Riesame li aveva scarcerato, ma restavano comunque indagati. La Cassazione avendo accolto il ricorso della Procura, aveva disposto un nuovo vaglio dell’ordinanza da parte di una diversa sezione del Tribunale della libertà.

Alla luce di ciò, i pm ritengono che Reina non poteva non sapere che le persone da lui frequentate avevano problemi con la giustizia (peraltro Gabriele Esposito era già stato condannato in primo grado per associazione camorristica). Una convocazione in Procura in qualità di persona informata sui fatti, quindi, è d’obbligo. Il calciatore avrà la possibilità di chiarire la natura dei suoi rapporti con gli Esposito, i quali frequentavano numerosi suoi compagni ed ex compagni di squadra.

A rivolgerli le domande saranno i pm Francesco De Falco, Enrica Parascandolo e Ida Teresi, che indagano con il coordinamento del procuratore aggiunto Filippo Beatrice.

A riportarlo è il quotidiano Corriere del Mezzogiorno nell’edizione di oggi

Macron: se l’Italia frenerà sull’Europa dovrà “scendere dal vagone di testa”

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Il presidente francese Macron parla del futuro esecutivo italiano e sottolinea i “campanelli d’allarme” per l’Unione che sono suonati a seguito dell’esito del voto italiano: se sceglieranno di frenare sulla strada europea dovranno “scendere dal vagone di testa”.

Macron: “L’Europa non si divida. Dall’Italia campanelli d’allarme”

Il presidente francese ad Aquisgrana bacchetta Merkel su surplus e budget comune

PARIGI – Ha parlato a una platea di europei eccellenti, nel municipio di Aquisgrana, un tempo capitale dell’impero carolingio: lì, a Emmanuel Macron è stato consegnato ieri il premio Carlo Magno, proprio per il suo impegno proeuropeo. Ma in realtà il presidente francese parlava soprattutto ad Angela Merkel, che lo ascoltava concentrata, talvolta con imbarazzo. Voleva spiegarle, in maniera a tratti dura o almeno franca, la sua idea d’Europa: per convincerla. E così Macron ha esortato la Germania «a prendere dei rischi» e a rinunciare «ai suoi feticismi sui surplus di bilancio e commerciali». Ha implorato il rilancio dell’Unione, che ha già vissuto alcune esperienze traumatiche, citando espressamente «Brexit ed elezioni italiane».

Non ha dimenticato, comunque, il suo consueto volontarismo: «Non dividiamoci, malgrado la tentazione sia grande in un periodo confuso come quello attuale, caratterizzato da un nazionalismo che pensa di poter gestire meglio le cose recuperando una sovranità che a livello europeo resta troppo evanescente». «Le divisioni – ha aggiunto – ci spingono all’inazione».

Agire, sì, ma per fare cosa? «Credo a un budget europeo più ambizioso e a una zona euro più integrata, con un bilancio proprio». Il Presidente francese non demorde. Sembra aver rinunciato ai progetti di un superministro europeo delle Finanze e di un Parlamento dell’eurozona, inconcepibili per Berlino. Ma non all’idea del budget della zona euro, che pure non convince i tedeschi, tanto meno il socialdemocratico Olaf Scholz, ministro delle Finanze in quel governo che la cancelliera è riuscita a costituire solo dopo mesi di faticosa crisi. La Germania ritiene che un budget del genere spingerebbe ancora di più al lassismo i Paesi del Sud Europa. Ma ieri, Macron non l’ha mandata a dire ai tedeschi: «La Germania non può avere un feticismo perpetuo sui surplus di budget e commerciali, anche perché questi si costituiscono a spese degli altri». Più tardi la Merkel ha preso la parola e ha notato che con la Francia «abbiamo discussioni difficili » e «diverse culture politiche e maniere di affrontare i temi europei». Ha promesso qualche passetto «in direzione dell’unione bancaria e del rafforzamento dell’eurozona ». Così prudente e timorosa rispetto al suo giovane collega.

L’Italia, anche, ha aleggiato sul discorso di Macron. Ha parlato delle ultime elezioni come di uno dei « campanelli d’allarme » suonati per il destino dell’Unione. E ha rilanciato l’idea di un’Europa a più velocità : «Non possiamo sempre aspettare tutti». Sottinteso: anche gli italiani, se sceglieranno di frenare sulla strada dell’unione, con un governo anti-europeista, dovranno scendere dal vagone di testa. Pure qui le distanze sono forti con la Merkel, che difende la necessità di andare avanti tutti i 27 insieme, giustificando forse in questo modo la paralisi interna che si ritrova a gestire.

Anche Donald Trump e la sua decisione di ritirarsi dall’accordo iraniano sul nucleare hanno aleggiato sul discorso di Macron: «Non siamo deboli – ha detto -, non subiamo! Accetteremo la regola dell’altro o la sua tirannia? Chi deve decidere delle nostre scelte commerciali, quelli che ci minacciano perché queste regole non convengono loro? Abbiamo voluto costruire la pace in Medio Oriente ma altre potenze hanno deciso di non rispettare la parola data. Dobbiamo cedere alla politica del peggio?». Su questo, almeno, la cancelliera acconsentiva. Anzi, ha rincarato la dose, riferendosi «ai conflitti che si combattono ai confini dell’Europa e per i quali gli Stati Uniti non ci difenderanno. L’Unione europea deve prendere il proprio destino nelle sue mani».

LEONARDO MARTINELLI/lastampa

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Uomo originario di Caserta, tenta suicidio sulla Statale 7bis: salvato dalla stradale

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Uomo originario di Caserta, tenta suicidio sulla Statale 7bis: salvato dalla stradale

Grazie alla prontezza degli agenti della Polizia stradale, un uomo di 5o anni, originario di caserta, è stato salvato in extremis, mentre tentava il suicidio sulla Statale 7bis, variante Nola-Villa Literno, nel territorio del Comune di Caivano. L’uomo ha tentato di togliersi la vita lanciandosi i tra i mezzi pesanti che transitavano, ad alta velocità,sulla strada Statale. Grazie all’intervento tempestivo della volante Verona 252, della Polizia Stradale del distaccamento di Nola, l’uomo è stato salvato. La volante è sopraggiunta a seguito delle segnalazioni di alcuni automobilisti. C’è ancora da investigare su cosa abbia portato alla scelta del suicidio; l’unica cosa certa è che il 50enne della provincia di caserta,  sta bene. La notizia riportata dal giornale “il Mattino”.

Ferrovia Messina-Catania-Siracusa: Treni regionali una continua odissea

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Riceviamo e pubblichiamo

Catania. Premesso che i guasti ai mezzi rotabili e le interruzioni alle infrastrutture ferroviarie  ci possano stare, quello che invece non condividiamo affatto sono gli accorgimenti che l’impresa ferroviaria Trenitalia Spa, affidataria del servizio di trasporto ferroviario in Sicilia sino al 31/12/2026, e il gestore dell’infrastruttura ferroviaria Rete Ferroviaria Italiana Spa mettono a disposizione dell’utenza ferroviaria in queste criticità.

Questo è quanto accaduto oggi alla stazione di Taormina con il primo treno regionale veloce partito da Messina per Siracusa alle ore 5.13. Il treno 3865 arrivato a Taormina viene stoppato per un guasto tra Taormina la stazione di Fiumefreddo di Sicilia e, fin qui tutto regolare. I tempi di attesa si allungano e viene inviato un bus sostitutivo alla stazione di Taormina con soli 16/20 posti, lasciando così buona parte dei pendolari a terra. Al danno la beffa, mentre i pendolari rimasti a terra aspettavano l’arrivo di un secondo bus veniva fatto partire il treno regionale 3865 lasciando a terra tutte quelle persone che erano fuori ad aspettare il bus sostitutivo. E’ inimmaginabile quanto è successo stamane alla stazione di Taormina, nessuna “tempestiva” informazione da parte di chi opera e gestisce sia il trasporto che l’infrastruttura ferroviaria. Nessun numero telefonico dove poter chiamare per avere informazioni.

Ma al danno l’ulteriore beffa è quanto è stato scritto sul portale Fsnews.it (LEGGI) che riportiamo testualmente:

Palermo, 11 maggio 2018-Aggiornamento ore 6.25

Linea Messina – Siracusa: riattivato il traffico fra Giarre-Riposto e Taormina-Giardini su un solo binario. È ripresa alle 6.25 la circolazione ferroviaria fra Giarre-Riposto e Taormina-Giardini su un solo binario, a senso unico alternato, con ritardi fino a 60 minuti. Prosegue la riprogrammazione del servizio ferroviario. Ore 2.30 – Dalle 2.30 la circolazione ferroviaria fra Giarre-Riposto e Taormina-Giardini (linea Messina–Siracusa) è sospesa per un inconveniente tecnico. Attivati servizi sostitutivi con autobus fra Giarre-Riposto e Taormina-Giardini. Sul posto i tecnici di RFI.

Una domanda ci sorge spontanea se l’inconveniente tecnico era già in programma dalle ore 2.30 come descritto su Fsnews.it perché i bus sostitutivi non hanno funzionato così come previsto, visti gli enormi ritardi, disagi e disservizi?

Chi paga per tutto questo? Chi risarcirà i pendolari per le ore di lavoro perse e da recuperare? Questi i numeri dei disagi di oggi: 356 i minuti di ritardo accumulati dai primi 5 treni del mattino ancora in viaggio tra Messina-Catania e Siracusa e 191 sono i treno-km al momento soppressi.

Chiediamo al Presidente della Regione Musumeci e all’assessore regionale ai Trasporti Falcone di fare luce su questo enorme disagio/disservizio procurato a migliaia di utenti del trasporto ferroviario, tenuto conto che la Regione Siciliana paga all’impresa Ferroviari Trenitalia Spa 111,5 milioni di euro per il trasporto ferroviario e che anch’essa viene danneggiata da questi problemi tecnici, sempre più frequenti, alle infrastrutture ferroviarie.

Giosuè Malaponti Presidente Comitato Pendolari Siciliani – Ciufer

Boscoreale – Scafati, tenta di rubare un’auto ma viene scoperto: arrestato

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Boscoreale, tenta di rubare un’auto ma viene scoperto: arrestato

Boscoreale. I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, hanno arrestato A. Di Martino, 57enne di Scafati, per furto d’auto. L’uomo è stato beccato in via Passanti a Boscoreale, alla guida della Fiat Panda di un 54enne, auto rubata poco prima a Trecase. Alla vista dei carabinieri, l’uomo ha tentato la fuga a piedi, abbandonando lì l’auto: dopo aver scavalcato una recinzione, ha provato a rifugiarsi in un fondo agricolo. I carabinieri sono riusciti a raggiungerlo e a bloccarlo, arrestandolo. La vettura è stata restituita al proprietario, mentre Di Martino è ai domiciliari in attesa di rito direttissimo.

Di Martino, era già noto alle forze dell’ordine, poichè pregiudicato per furto e spaccio di droga. Questa volta è stato arrestato per furto aggravato di un’autovettura.

De Laurentiis-Sarri, nessun incontro ieri: ecco quando si vedranno

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Nella giornata di ieri non c’è stato alcun incontro tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e Maurizio Sarri, i due potrebbero incontrarsi la settimana prossima

Nella giornata di ieri il Napoli, nella sala stampa del centro sportivo di Castel Volturno, ha presentato il ritiro pre-stagionale che si terrà nella cittadina trentina di Dimaro-Folgarida. Durante la conferenza De Laurentiis era in sala, mentre risultava ancora assente Maurizio Sarri. Secondo quanto racconta l’edizione di oggi del quotidiano sportivo la Gazzetta dello Sport, ci sarebbe un retroscena:

Maurizio Sarri è arrivato ieri a Castel Volturno alle 15.35, il treno che ha riportato Aurelio De Laurentiis a Roma è partito dalla stazione di Napoli esattamente cinque minuti dopo. I due, dunque, non si sono incontrati. Lo faranno la settimana prossima, magari approfittando della cena di fine stagione per la quale sono state bloccate due date: martedì 15 e giovedì 17

Mattarella chiarisce: “No ai governi contro l’Europa”

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Tre giorni per il governo Lega-M5s. È quanto chiedono Salvini e Di Maio per trovare un accordo, ma per il premier pensano a un “nome terzo”. Il Quirinale intanto li avvisa: «No a governi contro l’Europa».

Mattarella dà più tempo ma avrà l’ultima parola su Ue, alleanze e squadra

L’avviso del Presidente della Repubblica: «Sottraiamoci alla narrativa sovranista»

ROMA – Già prima di mezzogiorno, senza attendere il gong delle ore 17, Di Maio e Salvini hanno fatto sapere al Colle che tutto procede, il macigno Berlusconi è stato rimosso e pure l’altro ostacolo (chi farà il premier) verrà presto superato. Alla luce dei passi avanti, hanno domandato altri tre giorni di tempo per concludere le trattative. Domenica faranno sapere se l’accordo Cinque Stelle-Lega è andato a buon fine e Mattarella, ancora una volta, ha detto: «Va bene, aspettiamo».

Nei tomi di storia patria, il dodicesimo Presidente non verrà ricordato certo per la poca pazienza. Secondo alcuni, anzi, ne ha avuta troppa. Ragione di più perché i «vincitori» misurino bene le prossime mosse, evitando inutili sfregi all’arbitro al primo minuto della partita. Specie i grillini, ne sono ben consapevoli. Quanti tra loro hanno più esperienza tenteranno di scongiurare lo sgarbo di rendere pubbliche domenica sera eventuali liste di ministri, già decise e in attesa soltanto del timbro presidenziale. Non solo darebbero un’immagine «poltronista» e spartitoria della trattativa, ma entrerebbero in collisione con le prerogative del Quirinale.

Per evitare tensioni, basterà seguire la normale prassi degli ultimi 70 anni. Che prevede i passaggi seguenti: lunedì, al massimo martedì, Mattarella consulterà le delegazioni della futura maggioranza. Dunque non Forza Italia, che fa riservatamente sapere di sentirsi all’opposizione (si asterrà inizialmente per cortesia solo se il premier sarà Salvini, altrimenti direttamente voto contrario sulla fiducia). Alla luce di quanto Cinque Stelle e Lega vorranno comunicargli, il Presidente conferirà un incarico «con riserva», cioè con l’impegno di venirgli a riferire entro tot giorni. L’incaricata (o incaricato) terrà le sue consultazioni, e tornerà da Mattarella con una lista di ministri su cui decideranno insieme. Esiste infatti un articolo della Costituzione, il 92, che al secondo comma recita: «Il Presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri». Uno propone e l’altro, se è d’accordo, accetta. In caso contrario, nessuno lo può obbligare. Così si regolò Scalfaro nel ’94, quando Berlusconi voleva mettere Previti alla Giustizia.

Ulteriori articoli da tenere a mente sono l’81 (che fissa l’obbligo del bilancio pubblico in pari) ma soprattutto l’11 e il 117 comma uno. Stabiliscono che i patti internazionali vanno rispettati, e se nel programma grillo-leghista fosse promesso cambio di alleanze, basta Trump e avanti Putin, in quel caso il Presidente (segnala Stefano Ceccanti, costituzionalista e deputato Pd) avrebbe un preciso dovere di obiettare. Forse per questo il discorso di ieri a Firenze, in cui Mattarella ha condannato senza mezzi termini i «sovranismi» in quanto ingannevoli, e i loro obiettivi perché inattuabili, è stato inteso dai negoziatori giallo-verdi come un colpo di avvertimento o, con più garbo, come un invito a restare nel solco della nostra politica estera e di difesa.

Sempre Scalfaro, e sempre nel maggio ’94, scrisse addirittura una lettera al quasi premier Berlusconi in cui piantava alcuni paletti tra cui il seguente: «Coloro ai quali Ella riterrà di affidare responsabilità attinenti alla Politica estera dovranno assicurare piena fedeltà alle alleanze, alla politica di unità europea, alla politica di pace». Non risulta che oggi sul Colle abbiano in mente missive del genere, e in fondo l’iniziativa di Scalfaro era sembrata già ai suoi tempi un po’ irrituale. Sono sufficienti le parole di Mattarella quando condanna «una narrativa sovranista pronta a proporre soluzioni tanto seducenti quanto inattuabili, certa comunque di poterne addossare l’impraticabilità all’Unione». Non è un siluro al governo che potrebbe nascere, oltretutto il discorso era stato preparato giorni fa. Ma per chi naviga resta comunque un avviso prezioso.

UGO MAGRI/lastampa

Torre Annunziata, rubava all’interno delle auto in sosta: condannato a due anni

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Torre Annunziata, rubava all’interno delle auto in sosta: condannato a due anni

Torre Annunziata, è stato condannato A. Della Grotta, pregiudicato di 49 anni, residente a Torre Annunziata. L’uomo era stato arrestato di nuovo la scorsa settimana perchè beccato a rubare all’interno delle macchine in sosta, in via Roma, poco distante dalla sua abitazione. Il 49enne aveva scelto, per il suo furto, una  Volkswagen Golf, da cui aveva portato via lo stereo, un paio di occhiali, un paio di scarpe antinfortunistica e un lettore mp3, per un totale di circa 900 euro di refurtiva.

Della Grotta era stato notato da una pattuglia oplontina, che stava effettuando dei controlli sul territorio, di conseguenza era scattato subito l’arresto. La condanna è arrivata ieri, dove il Tribunale di Torre Annunziata, ha  condannato Della Grotta a 2 anni di reclusione.

L’uomo però non era nuovo a questo tipo di attività illecite, infatti proprio pochi mesi fa era stato arrestato e condannato perchè aveva forzato la portiera di una Lancia Y parcheggiata lungo via Vittorio Veneto, non per derubare al suo interno, ma per potere via l’auto stessa.

Della Grotta è il fratello di due personalità riconducibili al clan Gionta: si tratta di Luigi e Raffaele, detto ‘o guappone.

Sarri-De Laurentiis, stabilita la data di un possibile incontro: la situazione

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In casa Napoli continua a tenere banco il futuro di Maurizio Sarri sulla panchina azzurra

Diversamente da quanto si aspettava e dalle speranze, nella giornata di ieri non c’è stato alcun incontro tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e il tecnico azzurro Maurizio Sarri al termine della conferenza stampa per la presentazione del ritiro di Dimaro. Secondo quanto riferisce l’edizione di oggi del Corriere del Mezzogiorno, i due ieri si sono addirittura voluti evitare. E’ evidente che almeno da parte dell’allenatore ci sia la volontà di non incontrarsi anche solamente per un veloce saluto in questo momento. Tant’è che ieri i due non si sono nemmeno incrociati: il presidente De Laurentiis è andato via qualche minuto prima delle 15:00 mentre Sarri è arrivato solo mezz’ora più tardi avendo spostato l’allenamento pomeridiano di un’ora. Intanto a inizio settimana prossima, tra martedì e giovedì, è prevista la cena di fine anno e prima di allora il patron partenopeo aspetta che il tecnico gli comunichi la propria decisione. Qualora la risposta fosse negativa, dovrà portare una squadra pronta a pagare la clausola rescissoria. Niente sconti. L’incontro decisivo avverrà proprio la prossima settimana, ma non sarà facile trovare un punto di incontro.

Napoli, trattativa Sarri-De Laurentiis: il punto della situazione

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Il punto della situazione sul futuro di Maurizio Sarri sulla panchina del Napoli

Il futuro di Maurizio Sarri sulla panchina del Napoli è ancora avvolto dal mistero. Nella giornata di ieri durante la conferenza stampa per la presentazione del prossimo ritiro estivo in Trentino, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, ne ha parlato. Nell’edizione di oggi il quotidiano sportivo la Gazzetta dello Sport prova ad analizzare la situazione. Ecco quanto scritto dalla Rosea:

“Al faccia a faccia si arriverà con idee molto diverse, come già esplicitato da entrambi, e non è neppure detto che alla fine ci sarà chiarezza sul futuro di Sarri: il tecnico ha una clausola da otto milioni che scade il 31 maggio e potrebbe voler aspettare che il mercato delle panchine si accenda, cosa che presumibilmente avverrà solo a bocce ferme”

Pompei, condannato giovane estorsore: insieme a tre complici chiese il pizzo a due imprenditori

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Pompei, condannato giovane estorsore: insieme a tre complici chiese il pizzo a due imprenditori

Pompei, è stato condannato il 20enne Vincenzo Severino, accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il ragazzo, insieme a tre complici, chiese il pizzo di Ferragosto a due imprenditori; lui fu riconosciuto solo successivamente a causa di un  tatuaggio. Vincenzo Severino, è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione, a differenza dei  4 anni chiesti. La sentenza è stata emessa oggi dal tribunale di Torre Annunziata (presidente di collegio Francesco Todisco), su richiesta del pm Giuseppe Cimmarotta della Dda di Napoli.

I tre estorsori sono legati al clan di Dario Federico, detenuto ed elemento di spicco dei Cesarano. Si tratta di Aniello Cirillo, di 43 anni, del figlio Angelo Cirillo di 22 anni e di Valerio Varone, di 39 anni, i quali, lo scorso agosto, avevano tentato di estorcere denaro a due imprenditori del settore conserviero. Secondo le indagini fatte dalla polizia e dall’antimafia, Severino, per giunta incensurato, aveva accompagnato i due esattori.

Grazie alle telecamere di sorveglianza, padre e figlio furono subito riconosciuti, mentre del 2oenne saltò all’occhio un tatuaggio molto vistoso.  Nel giorno degli arresti dei Cirillo e di Varone, andò a salutarli in commissariato dove i poliziotti notarono il particolare tatuaggio, lo identificarono per poi arrestarlo qualche giorno dopo.

Il Napoli non cambierà la linea sul mercato: la situazione

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La Rosea analizza la situazione del mercato in casa Napoli

Nella giornata di ieri il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, ha presentato il ritiro di Dimaro-Folgarida in Val di Sole, dove si recherà per l’ottavo anno di fila per svolgerere la preparazione dal 10 al 30 luglio. Durante la conferenza ha parlato anche del futuro di Sarri ha rilasciato alcune dichiarazioni:

Auguriamoci che Sarri, ma non posso costringere con la forza le persone. Abbiamo un appuntamento la settimana prossima. Ora deve preparare la partita fuori casa, ci sono gli spostamenti e meno tempo. Ci siamo dati appuntamento per la prossima settimana. Sarri l’ho scelto io, contro il parere di tutti o quasi. Mi hanno messo i manifesti per Napoli dicendo cretino per aver preso Sarri e non ho reagito. Alla quarta partita però poi Sarri ha iniziato una cavalcata eccezionale. Sarri ha fatto bene, mi auguro resti, così come lui ha scalato le categorie, questi 3 anni gli sono stati utili per fare lui stesso un salto di qualità sull’esperienza.

Il quotidiano sportivo Gazzetta dello Sport, nell’edizione di oggi commenta così la situazione:

“La linea sul mercato non cambierà. De Laurentiis ha il merito di dirlo in anticipo e molto chiaramente. Sarri, quindi, non dovrà eventualmente aspettarsi chissà quali top player anche se il Napoli ormai ha aumentato il suo monte ingaggi, come lo stesso De Laurentiis ha provveduto a far notare”

 

Castellammare, evento “I Say Bella Storia”: i dettagli

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Castellammare, evento ” I Say Bella Storia”: i dettagli

Castellammare di Stabia, ieri presso il bar “Piazza Vanvitelli”, alle ore 18, si è tenuto l’evento “I Say Bella Storia”, promosso dall’associazione “Bella Storia”. “Bella Storia” nasce con l’obiettivo di valorizzare tutte quelle persone che vogliono impegnarsi quotidianamente nell’attività politica, sociale e culturale, ma non hanno gli strumenti per farlo. Il  gruppo vuole contribuire attivamente a rendere più bella l’Italia. E’ un associazione che si occupa anche di politica, “quella vera e leale, fatta di proposte e idee”. L’obiettivo di questa associazione è quello di abbattere le distanze tra la politica e i cittadini attraverso un’attività d’informazione costante e tanto impegno per valorizzare il  territorio italiano.

Ecco le parole del Presidente “Bella Storia”, Manuel mangano, in riferimento all’incontro di ieri: “Abbiamo analizzato un po’ di questioni locali, presentando l’associazione ai nuovi arrivati e pianificando le prossime attività. Un momento di confronto anche sui temi di stampo nazionale, confrontando le attività in atto nelle altre regioni d’Italia. Il coordinatore regionale Mario del Gaudio ha illustrato l’evoluzione nelle tematiche e della partecipazione facendo riferimento ai primi eventi, di volta in volta sempre più partecipati. La rappresentante dell’istituto Luigi Sturzo e referente territoriale di Bella Storia, Luisa Ruocco, coordinando gli interventi ha introdotto le prossime attività da poter programmare in città con la partecipazione attività dei soci. Da Presidente nazionale dell’associazione non posso che dirmi soddisfatto dell’incontro odierno, frutto di grande impegno dei referenti territoriali che da mesi svolgono un eccellente lavoro per la comunità campana. Sono sicuro che nell’imminente futuro il gruppo sarà capace di esprimere personaggi che avranno importanti capacità nell’influire positivamente nelle relative realtà cittadine”.

Juve Stabia, #UnitiPerVincere il video e le foto della serata

Juve Stabia, una serata all’insegna dell’allegria e dell’unione

Castellammare di Stabia – Vivi le emozioni provate dalla Juve Stabia durante la serata al ristorante “Mamma Mia” attraverso il video e gli scatti fotografici dei presenti.

Si dice che nel calcio, sport di gruppo per eccellenza in cui 11 uomini si affrontano su un rettangolo di gioco per uno scopo unico quale la vittoria, sia importante essere uniti.

Ebbene durante la stagione regolamentare, questa componente è stata sempre molto presente nel DNA di “questa” Juve Stabia. Proprio per cementare ancora di più il rapporto tra i calciatori, la Dirigenza ha pensato bene di trascorrere una serata in compagnia. L’ospitalità del personale del Mamma Mia è stata eccezionale e ha permesso ai presenti di sentirsi come in famiglia.

Non sono mancate risate e sfottò tra i componenti del gruppo Juve Stabia con il tempo che è trascorso veloce.

Questa sera però alcuni stabiesi (giornalisti e semplici cittadini)  tifosissimi delle Vespe hanno voluto trasmettere alla squadra l’importanza dell’indossare la casacca gialloblè e l’importanza del terzo play off nei quattro anni successivi all’amara retrocessione del 2014.

Quando la serata volgeva al termine hanno allestito un maxi schermo sul quale è stato proiettato un video con tanti grandi ex (D’Ambrosio, Molinari, Corona, Maury, Danilevicius, Albadoro, Sau, ecc) della storia gialloblù  e stabiesi d’eccezione come Mirante, Donnarumma, Quagliarella che hanno fatto il proprio in bocca al lupo in vista dei playoff alla squadra, spronandola a dare il meglio.

La squadra quindi è pronta e consapevole del percorso che dovranno intraprendere martedì sera. Lo staff (tecnico e medico) sta lavorando in maniera importante per rimettere a “lucido” tutti i calciatori, la Società spera in questo traguardo e proverà di tutto per non farsi sfuggire l’opportunità, ora la domanda sorge spontanea: Che farà Castellammare di Stabia? Continuerà nell’indifferenza o comprenderà l’importanza di sostenere il proprio simbolo sportivo?

Per conoscere la risposta appuntamento a martedì sera al Menti… con la speranza di essere: UNITI PER VINCERE

Parco Nord Milano dedica la domenica agli amici animali

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Domenica 13 maggio la Cascina Centro Parco apre al pubblico per un nuovo appuntamento del ciclo di domeniche targate CascinAperta, un format distintivo di Parco Nord Milano capace di coniugare divertimento, sostenibilità, buon cibo, scoperta della natura e dei suoi segreti. Tema di questa domenica gli amici animali e una festa a loro dedicata.

Tante le attività previste durante l’intera giornata.

Dalle 10:00 si parte col battesimo della sella con i pony a cura dell’Azienda Agricola Fopa; la scuola di toelettatura a cura di Teste da ciotola e ACAD Confcommercio Scuola Toelettatura; la camminata ludico-istruttiva coadiuvata dall’Associazione Panchina 27;  dimostrazioni di Mobility Dog e di DiscDog a cura di Campo Hobbit ASD Cinofila;  attività ludico- didattiche per bambini e cani con Smilingdogs e consulenze veterinarie.

Presenti dalle 10:00 anche diversi stand per promozione attività e vendita prodotti: Almo Nature Spa stand con distribuzione di campioni di alimenti per gatto e cane; Code Felici con vendita di articoli per animali; Bautch&Mautch per consulenza e prova di giochi cognitivi per cani e Sogni di cuccia con vendita e presentazione delle attività e servizi.

Dalle 10:00 alle 12:00 il Gruppo Cinofilo Cinisellese- Protezione Civile propone un’esperienza ludico-istruttiva per introdurre all’addestramento dei nostri amici a quattro zampe. Dalle ore 15:30 una dimostrazione del lavoro delle Unità Cinofile del G.C.C (ubbidienza, palestra, ricerche dispersi, difesa).

Dalle 10:30 alle 17:30 la Cooperativa Sociale A passo d’asino propone diverse attività per incontrare e interagire con gli asinelli, quali giochi campestri e minitour del Parco. Le attività sono a pagamento.

Alle ore 11:30 quattro chiacchiere con la biologa del Parco Chiara Losacco sull’empatia dei nostri amici cani.

Alle 16:30 tutti in Cascina per la sfilata e l’elezione della coppia animale-padrone più elegante.

E per concludere, una foto ricordo insieme ai nostri amici a quattro zampe.

Non mancherà l’appuntamento con lo sport e con le attività che caratterizzano le domeniche di CascinAperta.

Dalle 9.15 allenamento gratuito assistito con gli amici di RunSmile, un gruppo podistico composto da istruttori FIDAL e personal trainer AICS. Dopo l’allenamento è possibile pranzare tutti insieme presso il ristorante Mon Amour sotto il porticato della Cascina.  Ritrovo di fianco alla Cascina e iscrizione obbligatoria sul sito www.parconord.milano.it.

Dalle 10.00 apre il Mercato Q-B Quanto Basta di piccoli produttori selezionati da Slow Food Nord Milano, per un percorso gastronomico all’insegna della genuinità e della relazione diretta tra produttore e consumatore.

Dalle 10:30 apre la mostra Ritorno al Giurassico – Può contenere tracce di dinosauri a cura di Associazione Idea e Coolture, un progetto di edutainment sulla biodiversità e sull’evoluzione della vita sulla terra, attraverso animali vivi (i piranha, il pitone reale, le farfalle tropicali, il millepiedi gigante africano, le blatte soffianti del Madagascar), exhibit interattivi sul Giurassico, modelli e tracce dei 4 dinosauri ritrovati in Italia.  La mostra prosegue tutti i sabati, domeniche e festivi fino all’8 luglio.

Dalle 15:00 prende il via anche l’animazione del libro presso l’angolo biblioteca AREA Parchi, a cura di Koinè cooperativa sociale, e il laboratorio creativo Il design della Natura con i ragazzi del Liceo di Brera che coinvolgerà i più piccoli nella creazione di oggetti da esporre nella Wunderkammer, la mitica camera delle Meraviglie del Parco dove si potranno ammirare anche altri oggetti proposti dai ragazzi del Liceo e ispirati alle forme naturali.

Dalle 14.30 apre anche la Casa del Parco, il museo multimediale capace di raccontare la storia del Parco e la sua evoluzione con foto, mappe e video, dall’inizio del 1900 ad oggi, fino al 2030. La Casa del Parco prosegue l’apertura tutte le domeniche fino al 17 giugno con la presentazione di un video in 3D ogni 30’. Ingresso gratuito.

Per tutta la giornata non mancherà il buon cibo. Variate e complete sono le scelte gastronomiche della veg-cuisine del Ristorante Mon Amour, sotto il porticato, con la famosa grigliata vegetariana e molte altre pietanze sorprendenti. Ad esso si aggiungono le proposte di street food di Hortus, di Contro il Muro (cucina medorientale), del Gelato naturale e del Birrificio artigianale ARBrewing di Nembro.

Torre Annunziata, omicidio Scarpa: anche Maresca condannato

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Torre Annunziata, omicidio Scarpa: anche Maresca condannato

Torre Annunziata, continuano le condanne per l’omicidio di natale Scarpa, avvenuto nel ferragosto del 2006. Il padre del ras dei Gallo-Cavalieri, Vincenzo, fu ucciso all’esterno dello stadio Giraud di Torre Annunziata. Questa volta ad essere condannato è stato Luigi Marescal’unico degli indagati ad aver scelto di essere giudicato con rito ordinario. la motivazione che spinse ad uccidere Scarpa, fu sostanzialmente futile: il giorno di Carnevale dello stesso anno diede uno schiaffo al figlio di Aldo Gionta, Valentino, dopo che questi gli aveva lanciato un uovo contro. Il tutto fu ovviamente solo un pretesto per continuare a fomentare la rivalità tra i due clan.

L’uomo, così come chiesto dal pm della DDA,  è stato condannato dai giudici della Corte d’Assise di Napoli al massimo della pena. Secondo quanto ricostruito, il ruolo di Maresca fu quello di essere  alla guida della moto su cui viaggiava anche il killer di Scarpa, Francesco Amoruso, che lo freddò con 14 colpi di pistolaPer questo delitto sono stati condannati: Giuseppe Coppola all’ergastolo, i collaboratori di giustizia, Vincenzo Saurro ed Aniello Nasto ad otto anni mentre Amoruso è morto in carcere al 41bis prima della condanna. Scarpa venne assassinato per un motivo futile.

 

Napoli, sversava rifiuti tossici in strada: bloccato dalla municipale

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Napoli, sversava rifiuti tossici in strada: bloccato dalla municipale

Napoli. La polizia municipale di Barra San Giovanni Ponticelli, ha fermato un 40enne napoletano, pregiudicato, mentre sversava rifiuti tossici ed eternit in strada, vicino ad una scuola. Prima di procedere al fermo, gli agenti della polizia, hanno condotto delle indagini, che avevano portato all’identificazione dell’uomo.

L’episodio risale al 14 aprile, come riportato dal giornale “il Mattino”, quando erano stati scaricati, tramite un furgone, nei pressi di un isola ecologica su via Mastelloni, nel quartiere Barra, una grande quantità di rifiuti tossici e speciali tra cui un frigorifero e tubi di eternit danneggiati. L’allarme era stato lanciato dagli abitanti della zona e per prima cosa, gli uomini, diretti dal comandate Fiorillo, hanno messo in sicurezza l’area.

Da qui sono partite le indagini: sono state colte delle testimonianze e il tutto ricostruito anche con l’ausilio delle telecamere di sorveglianze poste sul territorio. Grazie proprio a queste si è riusciti a risalire  alla targa del furgone e, successivamente, il colpevole dell’abuso.

Il 40enne in questione è residente a Portici  e già conosciuto alle forze dell’ordine; ha dichiarato di aiutare privati nei traslochi ma non possedere alcuna ditta e, nello specifico, quel materiale riguardava la propria abitazione. L’uomo è stato sanzionato con una multa di  oltre 2500 euro, con l’aggiunta di altre sanzioni dovute al fatto che non era presente alcune assicurazione sul veicolo.