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Ancelotti avrebbe firmato il contratto, manca solo l’ufficialità: cifre e dettagli

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Ancelotti avrebbe firmato il contratto che lo lega al Napoli, manca solo l’ufficialità

Secondo quanto riporato da Ivan Zazzaroni, direttore editoriale del Corriere dello Sport, Carlo Ancelotti ha firmato il contratto che lo lega al Napoli, ed è il nuovo allenatore.

Il tecnico ex Bayern si legherà al Napoli con un contratto biennale da 6.5 milioni a stagione con opzione per il terzo. Concessioni sia per quanto riguarda i diritti d’immagine, sia per la clausola rescissoria.

Con Ancelotti sulla panchina azzurra cambieranno anche le prospettive del piano mercato – per questo motivo a Roma oggi potrebbe esserci anche Giuntoli – e non solo per i nomi altisonanti (a partire da quello di Arturo Vidal) che ora verranno accostati al Napoli. Sarri voleva degli “specialisti”, Carlo è più orientato verso gente versatile ed ha orizzonti larghi che spaziano su tutta Europa.

Ancelotti-De Laurentiis, in mattinata l’incontro decisivo: i dettagli del contratto e del piano mercato

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Potrebbe arrivare nelle prossime ore l’ufficialità che renderebbe Ancelotti il nuovo allenatore del Napoli

Secondo quanto riportato dall’edizione on line di Gazzetta dello Sport, Aurelio De Laurentiis e Carlo Ancelotti si rivedranno questa mattina, in un appuntamento che potrebbe essere quello decisivo, dopo l’incontro avvenuto ieri che ha avvicinato l’ex tecnico del Bayern alla panchina del Napoli. Questa volta potrebbero ai due si dovrebbero aggiungere i collaboratori di Ancelotti in quanto erano già stati convocati a Roma.

Ora la storia si fa più dettagliata. L’appuntamento con Ancelotti ed il suo staff era già in agenda ma ieri all’improvviso c’è stata l’accelerazione probabilmente decisiva. Si va verso un biennale, con opzione, da 6,5 milioni l’anno per il nuovo allenatore che si porterà dietro almeno quattro collaboratori: il figlio Davide, il genero Mino Fulco, il preparatore atletico Mauri ed il figlio di quest’ultimo Francesco.

Dunque, tutti già sapevano perché, a quanto pare, da venti giorni Ancelotti era l’allenatore del Napoli in pectore anche se si aspettava la decisione da parte di Maurizio Sarri per sbloccare la situazione. Decisione che non è arrivata nei tempi che De Laurentiis aveva concesso, così adesso il patron del Napoli si è portato avanti: l’idea è di pagare Ancelotti ed il suo staff, per almeno un anno, con la clausola da otto milioni di Sarri che potrebbe essere pagata a stretto giro dallo Zenit o più avanti dal Chelsea. Dunque, niente esonero in vista nonostante la società partenopea potesse liberare Sarri pagandogli una penale di 500 mila euro.

Con Ancelotti sulla panchina azzurra cambieranno anche le prospettive del piano mercato – per questo motivo a Roma oggi potrebbe esserci anche Giuntoli – e non solo per i nomi altisonanti (a partire da quello di Arturo Vidal) che ora verranno accostati al Napoli. Sarri voleva degli “specialisti”, Carletto è più orientato verso gente versatile ed ha orizzonti larghi che spaziano su tutta Europa. Anche se poi un colpo in canna sembrerebbe essere quello del milanista Suso, che con le sue qualità ed i suoi parametri piace da tempo. Di eventuali calciatori da blindare con Ancelotti si inizierà a parlare oggi, nel giorno che potrebbe segnare il suo definitivo insediamento sulla panchina azzurra.

 

Torre Annunziata, avvertimento ad un 42enne: testa di gallina mozzata e proiettili in una busta

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Torre Annunziata, avvertimento ad un 42enne: testa di gallina mozzata e proiettili in una busta

Torre Annunziata, un ritrovamento macabro quello fatto da un proprietario terriero di 42 anni. La vicenda è accaduta la mattina di domenica 20 maggio in via Torretta di Siena. L’uomo ha trovato una busta la testa mozzata di una gallina, all’entrata del suo terreno dedito alla raccolta dei fiori. All’interno della bustina c’erano 4 proiettili.

L’uomo ha subito chiamato i carabinieri che hanno avviato le indagini, per capire quali sono state le motivazioni che hanno spinto a lasciare questo avvertimento al 42enne. Intanto le forze dell’ordine stanno indagando sul passato dell’uomo, e secondo quanto appreso, alla base di questo atto intimidatorio, potrebbero esserci alcuni scontri con i vicini relativi ai confini dei propri territori, ma al omento le forze dell’ordine non escludono altre possibili piste. Intanto sono stati interpellati anche i residenti, in modo tale da poter avere più indizi possibili. Ovviamente è stata posta l’attenzione sui proiettili, con la speranza che, attraverso una loro analisi dettagliata, si possa risalire ai proprietari.

Castellammare, guasto alla funivia del Faito: tutto risolto, ripartirà oggi

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Castellammare, guasto alla funivia del Faito: ripartirà oggi

Castellammare di Stabia, come sappiamo domenica, presso la funivia che collega la città a Monte Faito, è stato riscontrato un guasto che ha costretto tutti a muoversi con mezzi propri per arrivare al monte. Il Presidente dell’Eav – Ente Autonomo Volturno, Umberto De Gregorio, fa sapere che l’apertura del mezzo è prevista per oggi, e sulla sua pagina ufficiale, ha deciso di pubblicare una mail a lui inviata, da un dipendente Eav, che in questi giorni ha lavorato, insieme alla sua squadra, per ripristinare il servizio. Si legge:

“Buona sera Presidente Le scrivo questo messaggio per condividere con Lei il grande lavoro svolto in qst due giorni alla funivia del faito… dopo l’inconveniente accaduto tutta la squadra dei dipendenti con sacrificio e dedizione, passione e amore per qst lavoro ha portato a termine senza sosta e senza battere ciglio, stringendo i denti pur di raggiungere il nostro obbiettivo quello di dare un servizio molto più efficace e sicuro ai clienti viaggiatori… inoltre con una spesa irrisoria facendo un lavoro curato nei minimi dettagli… Il tutto con l’appoggio fisico e morale dell’Ing. Antonio Rozza… 
Noi dipendenti della Funivia siamo rimasti sbalorditi dello stesso nostro lavoro a tale da commuovere qlcn di noi… Vi aspettiamo per un caffè in Funivia…”

Inoltre a commentare il grande lavoro dei dipendenti Eav, anche Tristano Dello Joio, Presidente del Parco Monti Lattari: “GRAZIE ALLA GRANDE FAMIGLIA EAV – Ente Autonomo Volturno srl!!! Grazie al vostro contributo ci state permettendo di pianificare, come Ente Parco, il rilancio del Monte Faito con la concessione di corse straordinarie e l’installazione di info point aperti all’utenza Turistica.”

Hamsik pronto a dire addio al Napoli: la situazione

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Hamsik potrebbe volare in Cina, De Laurentiis ha fissato il prezzo

Nella giornata di ieri la bandiera del Napoli, Marek Hamsik ha spaventato tutti con le sue dichiarazioni ai media slovacchi.  Il capitano azzurro ha parlato apertamente di un possibile futuro lontano da Napoli.

L’edizione di oggi del quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport riporta degli aggiornamenti fronte calciomercato: Marek sarebbe pronto a salutare la maglia azzurra per volare in Cina, salvo clamorosi ripensamenti. Di fatti dalla Cina sarebbe arrivata un’offerta da parte del Shandong Luneng di Pellè per contratto da 13 milioni a stagione.

Sempre secondo la Gazzetta dello Sport, il numero 17 azzurro ha salutato amici e distribuito regali a compagni e dipendenti del club, lasciando intuire che sia pronto a dire addio.

Inoltre la Rosea riferisce che De Laurentiis, il patron del Napoli, al momento chiederebbe 30 milioni di euro per far andare via Hamsik. Qualora dovesse arrivare un’offerta del genere il presidente non tratterrebbe il capitano che andrebbe a firmare il classico contratto della vita.

Reggiana-Juve Stabia: tutti precedenti a Reggio Emilia

Quattro sono le gare ufficiali disputate a Reggio Emilia tra granata e vespe

Nessun successo dei gialloblù

Reggiana e Stabia, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio Comunale “Mirabello” di Reggio Emilia due volte, la squadra di Castellammare è uscita sconfitta in entrambe le gare. Questi i due precedenti:

– 1951 / 1952 – Campionato Nazionale di Serie B

2 dicembre 1951 – 11° giornata d’andata: REGGIANA – STABIA 3 – 1 emiliani due volte in gol dopo la mezz’ora del primo tempo con Mannocci e Tieghi, nella ripresa dopo dieci minuti le vespe accorciarono con il centrocampista Evaristo MALAVASI (foto), ma Campari dopo quattro minuti suggellò la vittoria per i granata.

– 1952 / 1953 – Campionato Nazionale di Serie C

3 maggio 1953 – 14° giornata di ritorno: REGGIANA – STABIA 5 – 1 vespe in vantaggio nel primo tempo con una rete del centrocampista GATTI, nella ripresa ci fu la rimonta degli emiliani con due reti di Zucchini, poi Sandukcic, Pelloni e Benini.

Reggiana e Juve Stabia, si sono affrontate in due occasioni, una volta per la gara d’andata di coppa Italia Tim (attuale Tim Cup) e lo scorso anno per la seconda fase play off intergirone nella gara d’andata.

– 1999 / 2000 Coppa Italia Tim girone ‘ 7 ‘

18 agosto 1999 – 2° giornata d’andata: REGGIANA – JUVE STABIA 0 – 0 (arbitro Lorenzo Branzoni di Pavia).

– 2016 / 2017 – Lega Pro Play off seconda fase intergirone

20 maggio 2017 – gara d’andata: REGGIANA – JUVE STABIA  2 – 1 (arbitro Pierantonio Perotti di Legnano) vantaggio stabiese di Alessandro MASTALLI e pari degli amaranto su calcio di rigore realizzato da Cesarini. Ad inizio ripresa, l’ex Ghiringhelli siglò la rete della vittoria per gli emiliani.

I precedenti in casa della Juve Stabia

Giovanni MATRONE

Si autorizza l’uso dei contenuti ai fini di cronaca, a condizione di citare ViViCentro come fonte in riferimento alla legge n° 633/1941 sul diritto d’autore italiano.

 

Napoli, 16enne rapinata: reagisce al suo aggressore e lo mette ko

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Napoli, 16enne rapinata: reagisce al suo aggressore e lo mette ko

Napoli, la vicenda è accaduta ieri pomeriggio su Corso Umberto, nel centro storico di Napoli. Come riportato dal giornale “il Mattino”, una ragazza di 16 anni stava camminando, intorno alle 16.00, sul marciapiede che collega piazza Garibaldi con piazza Borsa, quando all’improvviso le si è avventato alle spalle un malvivente straniero che ha cercato di strapparle dalle mani l’iphone.

L’uomo nel momento in cui si è impossessato del telefono, non è riuscito a scappare pèrchè la ragazza, con grande coraggio e forse grazie anche all’adrenalina, ha subito reagito al furto, percuotendolo e riuscendone a bloccarne la fuga. La ragazza ha poi iniziato ad urlare, e le sue urla hanno attirato l’attenzione di due poliziotti che si trovavano nei pressi del luogo dell’aggressione e che sono intervenuti. Al momento dell’arresto, il rapinatore ha cercato di divincolarsi e scappare, colpendo entrambi i poliziotti e dando luogo ad una colluttazione.

I poliziotti, di 38 e e 43 anni, insieme alla ragazzina sono stati trasportati all’ospedale Loreto Mare: per i due uomini sono stati refertati  per i traumi alle spalle e alle braccia con una prognosi di 7 giorni ciascuno, mentre la minore ha riportato contusioni al torace per una prognosi di tre giorni.

Retroscena – Lo sfogo di De Laurentiis: “Chiudo con Ancelotti e non aspetto più Sarri”

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Svelato uno sfogo del presidente del Napoli De Laurentiis

Secondo quanto riportato dall’edizione di oggi del quotidiano sportivo Corriere dello Sport il presidente De Laurentiis si sarebbe sfogato così con un suo amico stretto: “Chiudo con Ancelotti e non aspetto più Sarri. Ho già aspettato parecchio”, annunciando in questo modo praticamente Carlo Ancelotti. Dunque sta per cominciare un nuovo ciclo e il Napoli nella notte finisce nelle mani di Ancelotti, con un contratto (probabilmente triennale) che è in via di definizione ma che è lì, sul tavolo del salone di casa De Laurentiis, che dà il via ad una clamorosa ed inaspettata rivoluzione. Prende il tecnico che nel suo palmares ha scudetti vinti in ogni angolo d’Europa: in Italia con il Milan, in Inghilterra con il Chelsea, in Francia con il Psg, in Germania con il Bayern. Oltre che nella sua bacheca, interminabile, ha tre Champions: due con il Milan e la decima con il Real Madrid, due coppe del Mondo per club, tre supercoppe Europee.

Dunque Ancelotti è l’Idea di autentico spessore per lasciare al Napoli la possibilità di restare nell’elite del calcio internazionale, di viverlo attraverso una figura carismatica e rassicurante, ma anche un modo per rassicurare una tifoseria, legata affettivamente a Sarri e al suo calcio, che per tre anni ha rappresentato una favola da vivere con gli occhi spalancati. Ma la storia è già in fase di aggiornamento.

Reggiana – Juve Stabia: la presentazione e le probabili formazioni. Le Vespe cercano l’impresa

La Juve Stabia spera in una notte da sogno. Dopo il pareggio per 0 – 0 nel match interno con la Reggiana, le Vespe puntano alla vittoria nella gara di ritorno al Mapei Stadium. Solo un risultato vittorioso, infatti, aprirebbe alla squadra di Caserta le porte dei “quarti di finale” della corsa playoff.

Il match di domenica sera ha lasciato un po’ di amaro in bocca in casa Juve Stabia. Dopo 90 minuti di dominio territoriale e tecnico, i gialloblù non sono riusciti ad abbattere il muro eretto dalla squadra di Eberini, dovendosi accontentare dello 0 – 0. Ciononostante tra le Vespe c’è la convinzione di poter ribaltare il pronostico sfavorevole: la carica nel gruppo stabiese è palpabile. Sarà importante non scoprirsi troppo da subito per cercare la rete qualificazione, gestendo i momenti della gara senza farsi prendere dalla fretta. In tal senso preziosi sono stati i consigli della vigilia di Re Giorgio Corona, che di playoff se ne intende.

La Reggiana può contare su due risultati su tre, vantaggio non da poco. L’importanza della gara di stasera si era vista già domenica, con tanti pezzi pregiati emiliani tenuti inizialmente al riposo proprio in ottica return match. Inevitabilmente, la strategia di gara dei padroni di casa dovrà essere differente da quella della partita del Menti: pur non avendo l’assillo della vittoria, società e tifosi (ne sono attesi circa 7000) non si accontenterebbero di una prestazione grigia. Dopo le sofferenze inaspettate del primo turno playoff col Bassano, la Reggiana vuole scrollarsi di dosso le incertezze della seconda fase della stagione.

Caserta dovrebbe affidarsi agli uomini dell’andata, salvo qualche cambiamento nel reparto avanzato. Simeri e Canotto dovrebbero ritrovare la maglia da titolare mentre in difesa si tenta il recupero lampo di Marzorati, uomo carismatico e di casa nell’impianto di Reggio Emilia; se l’ex Prato non dovesse farcela, al suo posto ancora Redolfi.

Eberini, invece, si affiderà ancora al 3-5-2 ma con alcune variazioni. Dopo la panchina del Menti, dovrebbero infatti vedere il campo dall’inizio i pezzi da 90 della Reggiana: Bovo, Carlini ed Altinier. Ancora assenti in difesa Spanizzi e Crocchianti.

La gara (calcio di inizio alle 20.30) sarà trasmessa in diretta non solo su Sportube ma anche su RaiSport.

Probabili Formazioni:

Reggiana (3-5-2): Facchin; Ghiringhelli, Rozzio, Bastrini, Vignali, Bovo, Genevier, Carlini, Manfrin, Altinier, Cesarini.

Juve Stabia (4-3-3): Branduani, Nava, Allievi, Marzorati, Crialese, Viola, Vicente, Mastalli, Strefezza, Simeri, Canotto.

Penisola Sorrentina, interruzione idrica prevista per oggi: ecco le zone interessate

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Penisola Sorrentina, interruzione idrica prevista per oggi: ecco le zone interessate

Panisola Sorrentina, oggi, 23 maggio, è prevista un’interruzione idrica di acqua potabile. Secondo quanto comunicato dalla Gori, questa interruzione si è resa necessaria a causa di alcuni lavori programmati alla rete idrica della città. Le zone interessate sono:

SORRENTO

L’interruzione è prevista dalle 8 alle 13 in : via Sopra le Mura e Piazza Tasso, via Sersale, via Vittorio Veneto, via Marina Grande, piazza della Vittoria, via San Francesco, vico Sant’Aniello, via Santa Maria della Pietà, via Tasso, via Donnorso, via degli archi, via Padre Reginaldo Giuliani, via Fuoro e traverse, via dell’Accademia, via Strettola San Vincenzo, via San Cesareo, via Sant’antonino, via Marina Piccola e traversa, via Luigi De Maio, piazza sant’Antonino, corso Italia lato ospedale.

PIANO DI SORRENTO

L’interruzione è prevista in via Meta-Amalfi, via Mortora San Liborio, via Petrulo, via San Massimo, via Lavinola (esclusivamente la zona bassa).

META

L’interruzione è prevista in: via Tommaso Astarita, via Casa Astarita (esclusivamente la zona alta) e via Trarivi.

Ancelotti vuole due giocatori: pronto il piano mercato

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Carlo Ancelotti vuole portare al Napoli due top player

Secondo l’edizione di oggi del quotidiano il Mattino, Carlo Ancelotti vuole portare al Napoli Arturo Vidal, centrocampista cileno del Bayern, e Karim Benzema, attaccante del Real Madrid. L’affare ormai ad un passo quello che porterebbe l’ex allenatore del Bayern Monaco sulla panchina del Napoli per la prossima stagione.

Tuttavia le due operazioni risultato essere complesse, specialmente per il costo di ingaggio. Attualmente Vidal percepisce uno stipendio da 8 milioni di euro, ma ha un contratto in scadenza con solo un anno rimanente. Mentre Benzema ha un contratto da 8.7 milioni di euro con un contratto fino al 2021. Quest’ultimo, però, ha una clausola rescissoria dal valore di un miliardo di euro. Cifra evidentemente posta per far spaventare gli acquirenti. Va ricordato che le clausole rescissorie in Spagna sono obbligatorie.

 

Il possible piano mercato di Ancelotti: il primo obiettivo

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Con il possibile arrivo di Carlo Ancelotti al Napoli, è possibile che i progetti di calciomercato cambino

E’ normale che con il nome di Carlo Ancelotti molto vicino al Napoli le idee sul possibile calciomercato cambino. L’edizione di oggi del quotidiano sportivo de La Gazzetta dello Sport riferisce di voci circa l’interesse sul cileno Arturo Vidal, ex centrocampista della Juventus e attualmente in forza al Bayern Monaco con ancora un anno di contratto.

Attualmente il cileno percepisce uno stipendio di circa 8 milioni di euro netti, mentre il costo del cartellino con un anno ancora di contratto non dovrebbe essere esorbitante. Tuttavia il problema è proprio legato allo stipendio, che è oltre la portata dei parametri del Napoli. Secondo quanto riferito dal quotidiano sportivo, è più facile pensare che il nome di Carlo Ancelotti servirà a trattenere i giocatori attualmente in rosa e magari a ad avvicinare al Napoli qualche nuovo giocatore di livello internazionale.

 

Castellammare, FdI presenta la sua lista. Savoia: “Cimmino, il nostro naturale candidato sindaco”

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Castellammare, FdI presenta la sua lista. Savoia: “Cimmino, il nostro naturale candidato sindaco”

Castellammare di Stabia, Fratelli d’Italia ieri ha presentato la sua lista di candidati. All’interno di una nota del Coord. cittadino Michele Aprea, si legge: “Fratelli d’Italia-Castellammare di Stabia ha presentato questa sera alla città i 24 candidati. Hanno partecipato all’incontro il coordinatore provinciale FDI Nello Savoia, il vice coordinatore regionale FDI Pietro Diodato, il commissario cittadino FDI Michele Aprea ed il candidato sindaco del centro-destra Gaetano Cimmino. “Nonostante le difficoltà nate dalla disaffezione alla politica ed ai partiti – dichiara il commissario cittadino FDI Michele Aprea – siamo riusciti a comporre una squadra di 24 candidati , 12 uomini e 12 donne, rappresentativi di tutte le categorie sociali, professionali ed anagrafiche. Nella nostra lista di candidati ci sono professionisti, medici, insegnanti, infermieri, casalinghe, operai e non per ultimo un ampia rappresentanza di forze dell’ordine. Tutti decisi a candidarsi con unico obiettivo : contribuire alla rinascita di Castellammare di Stabia dopo i fallimenti delle ultime amministrazioni di centrosinistra”.

“Il nostro naturale candidato sindaco – prosegue il coordinatore provinciale Nello Savoia – è stato sin dal primo giorno Gaetano Cimmino in quanto, a differenza di altri, non hai mai pensato, neppur lontanamente, di creare una coalizione che non comprendesse, solo ed esclusivamente, i partiti di centrodestra con i loro simboli”.

Castellammare, Fincantieri: la posizione del candidato Sindaco Scala

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Castellammare, Fincantieri: la posizione del candidato Sindaco Scala

Castellammare di Stabia, ecco il pensiero di Tonino Scala, candidato Sindaco con Liberi e Uguali, in merito alla questione Fincantieri. Nel suo comunicato, si legge: “Non abbiamo mai giocato alla sfascio e non ci siamo mai nascosti dietro ai NO per non assumerci la responsabilità di dare un giudizio sulle prospettive di Fincantieri. Con la scelta dei tronconi , meno di due anni di lavoro,si prova a tamponare la carenza di commesse per Castellammare e a nascondere l’indecisione sulla missione da assegnare al nostro  Cantiere.

Afferma Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri nel comunicato di oggi: “Fincantieri detiene un posizionamento di mercato tale da coprire tutti i segmenti ad alto valore aggiunto della navalmeccanica……” Nonostante ciò si pensa che Castellammare debba diventare solo un “sito  polifunzionale”, non più adibito alla costruzioni di navi , ma di parti di esse : cioè un Cantiere di supporto agli altri Cantieri!!! Noi ribadiamo la nostra preoccupazione se questa dovesse davvero diventare la missione produttiva per Cmmare.

Sugli altri punti si usano affermazioni generiche come:

“Fincantieri esplorerà qualunque iniziativa in tema di ricerca promossa in ambito regionale e nazionale, cercando di attrarre finanziamenti e valutandone, volta per volta, la fattibilità e le possibili ricadute positive per il futuro dello stabilimento. Fincantieri prevede, che il suo sito stabiese verrà dedicato anche alla costruzione di nuovi traghetti di media dimensione conformi con le più recenti normative in tema di sicurezza e ambiente, impiegabili in servizi di trasporto pubblico locale, per i quali, in linea anche con il recente indirizzo del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, appare sempre più improrogabile il rinnovo. Infatti, la flotta navale di bandiera italiana impiegata in servizi di cabotaggio nazionale in modo esclusivo o prevalente è composta da 123 mezzi, di cui più della metà con età superiore a 25 anni (60% della flotta), e la contestuale introduzione di limiti sulle emissioni più stringenti, dovrebbero favorirne, se non imporne, il progressivo svecchiamento”

Ancora : “Fincantieri si impegna a verificare la possibilità di assegnare allo stabilimento di Castellammare intere nuove commesse di navi acquisite sui mercati internazionali.

Inoltre, Fincantieri svilupperà iniziative nel campo della formazione, compresa una “Academy” aziendale, promuovendo accordi con istituti professionali e università presenti sul territorio regionale, volti ad indirizzare e formare i giovani verso le numerose figure professionali e competenze richieste dal Gruppo, dagli operai specializzati, ai periti, ai laureati.”

A questo elenco di buone intenzioni, segue quello della Regione ancora più generico e vago. Dopo anni, dopo gli impegni assunti nelle varie campagne elettorale mi sembra un po’ poco per dichiararmi soddisfatto e per fugare le preoccupazioni sul futuro di Castellammare. Gli altri Cantieri italiani hanno commesse, sono quelli del Mezzogiorno che sono costretti ad  “arrangiarsi”.

Da giugno, subito dopo il voto, richiederò che si definisca una missione chiara, il futuro di Castellammare non può essere legato alla costruzione di tronconi che non riescono a fare gli altri cantieri, o alla prospettiva di rottamazione dei traghetti di media dimensione di cui si parla almeno da 10 anni. Serve  che con Fincantieri, Regione, Governo e la stessa Autorità Portuale, si arrivi ad un confronto serrato . Da Sindaco promuoverò una iniziativa che si muova in tal senso  chiedendo rispetto e impegni seri per Castellammare. I lavoratori hanno compiuto sforzi e sacrifici enormi, il nostro cantiere ha raggiunti livelli di produttività altissimi e non merita di vivere nell’incertezza.

Nei prossimi giorni mi confronterò con i sindacati e i lavoratori.”

Sarri-De Laurentiis, nessun esonero: la situazione

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Nessun esonero in vista per Maurizio Sarri, De Laurentiis ha in mente un’altra mossa

Ieri negli uffici della Filmauro a Roma si è tenuto l’incontro tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e Carlo Ancelotti. Tuttavia c’è ancora da definire il rapporto con Maurizio Sarri. Il patron del Napoli non sembra intenzionato ad esonerare il tecnico azzurro, nonostante nel contratto sia presente la clausola che gli consente di farlo, pagando una somma di 500mila euro.

Secondo quanto riportato dall’edizione di oggi del quotidiano sportivo de La Gazzetta dello Sport, il numero uno del Napoli continuerà a pagare regolarmente l’ingaggio a Maurizio Sarri da 1.4 milioni a stagione, in contratto fino al 2021. La scelta di non esonerarlo è per impedirgli di trovare subito un’altra collocazione.

De Laurentiis è consapevole del fatto che con questo modo potrebbe comunque chiedere un risarcimento per poterlo liberare da qui in avanti, magari proprio quegli 8 milioni di euro della clausola rescissoria. La mossa serve soprattutto a evitargli prospettive in divenire nel nostro campionato. E’ lecito attendersi, ora, anche qualche cambiamento sul modo di operare per quanto concerne il calciomercato.

Il Magistrato dr. Giovanni Falcone

Ricordiamo la vita del Magistrato dr. Giovanni Falcone poiché lui è sempre vivo nelle nostre menti. Le parti sottolineate sono eloquenti di quanto dovette, dovettero combattere anche contro le Istituzioni.

Giovanni Falcone nasce a Palermo il 18 maggio 1939. Dopo aver frequentato il Liceo classico “Umberto” compie una breve esperienza presso l’Accademia navale di Livorno. Decide di tornare nella città Natale per iscriversi alla Facoltà di Giurisprudenza e consegue la laurea nel 1961.

Dopo il concorso in magistratura, nel 1964 diviene pretore a Lentini per trasferirsi subito come sostituto procuratore a Trapani, dove rimane per circa dodici anni. E’ in questa sede che va progressivamente maturando l’inclinazione e l’attitudine verso il settore penale: come egli stesso ebbe a dire, “era la valutazione oggettiva dei fatti che mi affascinava“, nel contrasto con certi meccanismi “farraginosi e bizantini” particolarmente accentuati in campo civilistico.

All’indomani del tragico attentato al giudice Cesare Terranova, avvenuto il 25 settembre 1979, Falcone comincia a lavorare a Palermo presso l’Ufficio istruzione. Il consigliere istruttore Rocco Chinnici gli affida nel maggio 1980 le indagini contro Rosario Spatola, un processo che investiva anche la criminalità statunitense, e che vide il procuratore Gaetano Costa – ucciso nel giugno successivo – ostacolato da alcuni sostituti, al momento della firma di una lunga serie di ordini di cattura.

Proprio in questa prima esperienza Giovanni Falcone avverte come nel perseguire i reati e le attività di ordine mafioso occorra avviare indagini patrimoniali e bancarie (anche oltre oceano), e come soprattutto occorra la ricostruzione di un quadro complessivo, una visione organica delle connessioni, la cui assenza in passato aveva provocato una “raffica di assoluzioni”.

Il 29 luglio 1983 il consigliere Chinnici, a capo del team di magistrati di cui fanno parte Falcone, Barrile e Paolo Borsellino, viene ucciso con la sua scorta in via Pipitone; lo sostituisce Antonino Caponnetto, il quale riprende l’intento di assicurare agli inquirenti le condizioni più favorevoli nelle indagini sui delitti di mafia.

Si costituisce quello che verrà chiamato “pool antimafia“, sul modello delle èquipes attive nel decennio precedente di fronte al fenomeno del terrorismo politico. Oltre lo stesso Falcone del gruppo facevano parte i giudici Di Lello e Guarnotta, e Paolo Borsellino, che aveva condotto l’inchiesta sull’omicidio del capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, nel 1980.

L’interrogatorio iniziato a Roma nel luglio 1984 in presenza del sostituto procuratore Vincenzo Geraci e di Gianni De Gennaro, del Nucleo operativo della Criminalpol, del “pentito” Tommaso Buscetta, è da considerarsi una vera e propria svolta per la conoscenza di determinati fatti di mafia e specialmente della struttura dell’organizzazione “Cosa nostra”.

I funzionari di Polizia Giuseppe Montana e Ninni Cassarà, stretti collaboratori di Falcone e Borsellino, vengono uccisi nell’estate 1985. Si comincia a temere per l’incolumità dei due magistrati, i quali, per motivi di sicurezza, vengono trasferiti con le famiglie presso il carcere dell’Asinara.

Attraverso questa serie di vicende drammatiche si giunge alla sentenza di condanna a Cosa nostra nel primo maxiprocesso (16 dicembre 1987) emessa dalla Corte di Assise di Palermo, presidente Alfonso Giordano, dopo ventidue mesi di udienze e trentasei giorni di riunione in camera di consiglio. L’ordinanza di rinvio a giudizio per i 475 imputati era stata depositata dall’Ufficio istruzione agli inizi di novembre di due anni prima.

Gli avvenimenti successivi risentono negativamente di tale successo. Nel gennaio il Consiglio superiore della magistratura preferisce il consigliere Antonino Meli a Falcone, a capo dell’Ufficio istruzione, in sostituzione di Caponnetto che aveva voluto lasciare l’incarico.

Inoltre in seguito alle confessioni del “pentito” catanese Antonino Calderone, che avevano determinato una lunga serie di arresti (comunemente noti come “blitz delle Madonie”), il magistrato inquirente di Termini Imerese si ritiene incompetente, e trasmette gli atti all’Ufficio palermitano. Meli, in contrasto con i giudici del pool, rinvia le carte a Termini, in quanto i reati sarebbero stati commessi in quella giurisdizione. La Cassazione, allo scorcio del 1988, ratifica l’opinione del consigliere istruttore, negando la struttura unitaria e verticisti delle organizzazioni criminose, e affermando che queste, considerate nel loro complesso, sono dotate di “un’ampia sfera decisionale, operano in ambito territoriale diverso ed hanno preponderante diversificazione soggettiva”. Questa decisione sancisce giuridicamente la frantumazione delle indagini che l’esperienza di Palermo aveva inteso superare.

Il 30 luglio Giovanni Falcone richiede di essere destinato a un altro ufficio. In autunno Meli gli rivolge l’accusa d’aver favorito in qualche modo il cavaliere del lavoro di Catania Carmelo Costanzo, e quindi scioglie il pool, come il giudice Paolo Borsellino aveva previsto fin dall’estate in un pubblico intervento, peraltro censurato dal CSM. I giudici Di Lello e Conte si dimettono per protesta.

Su tutta questa vicenda nel giugno 1992, durante un dibattito promosso a Palermo dalla rivista “Micromega”, Borsellino ebbe a ricordare: “La protervia del consigliere istruttore Meli l’intervento nefasto della Corte di cassazione cominciato allora e continuato fino a oggi, non impedirono a Falcone di continuare a lavorare con impegno”. Nonostante simili avvenimenti sempre nel corso del 1988, Falcone aveva realizzato una importante operazione in collaborazione con Rudolph Giuliani, procuratore distrettuale di New York, denominata “Iron Tower“, grazie alla quale furono colpite le famiglie dei Gambino e degli Inzerillo, coinvolte nel traffico di eroina.

Il 20 giugno 1989 si verifica il fallito e oscuro attentato dell’Addaura presso Mondello a proposito del quale Falcone affermò “Ci troviamo di fronte a menti raffinatissime che tentano di orientare certe azioni della mafia. Esistono forse punti di collegamento tra i vertici di Cosa nostra e centri occulti di potere che hanno altri interessi. Ho l’impressione che sia questo lo scenario più attendibile se si vogliono capire davvero le ragioni che hanno spinto qualcuno ad assassinarmi”. Il periodo subito successivo segue con lo sconcertante episodio del cosiddetto “corvo”: alcune lettere anonime che accusano astiosamente Falcone e altri.

Una settimana dopo l’attentato il CSM decide la nomina di Giovanni Falcone a procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Palermo. Nel gennaio 1990 coordina un’inchiesta che porta all’arresto di quattordici trafficanti colombiani e siciliani, inchiesta che aveva preso l’avvio dalle confessioni del “pentito” Joe Cuffaro’ il quale aveva rivelato che il mercantile Big John, battente bandiera cilena, aveva scaricato nel gennaio 1988, 596 chili di cocaina al largo delle coste di Castellammare del Golfo.

Nel corso dell’anno si sviluppa lo “scontro” con Leoluca Orlando, originato dall’incriminazione per calunnia nei confronti del “pentito” pellegriti, il quale rivolgeva accuse al parlamentare europeo Salvo Lima. La polemica prosegue con il ben noto argomento delle “carte nei cassetti” che Falcone ritenne frutto di puro e semplice “cinismo politico”.

Nel 1990 alle elezioni dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura, Falcone è candidato per le liste “Movimento per la giustizia” e “Proposta 88” (nella circostanza collegate): l’esito sarà però negativo.

Intanto si fanno più aspri i dissensi con l’allora procuratore Giammanco, sia sul piano valutativo, sia su quello etico, nella conduzione delle inchieste.

Falcone accoglie l’invito del vice-presidente del Consiglio dei ministri, Claudio Martelli, che aveva assunto l’interim del Ministero di grazia e giustizia, a dirigere gli Affari penali del ministero, assumendosi l’onere di coordinare una vasta materia, dalle proposte di riforme legislative alla collaborazione internazionale. Si apre così dal marzo 1991 un periodo caratterizzato da una attività intensa, volta a rendere più efficace l’azione della magistratura nella lotta contro il crimine.

Falcone si impegna a portare a termine quanto ritiene condizione indispensabile del rinnovamento: la razionalizzazione dei rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria, e il coordinamento tra le varie procure. Si poneva l’esigenza di un coordinamento di livello nazionale.

Istituita nel novembre del 1991 la Direzione nazionale antimafia, sulle funzioni di questa il giudice si soffermò anche nel corso della sua audizione al Palazzo dei Marescialli del 22 marzo 1992. “Io Credo – egli chiarì in tale circostanza, secondo un resoconto della seduta pubblicato dal settimanale “L’Espresso” (7 giugno 1992) – che il procuratore nazionale antimafia abbia il compito principale di rendere effettivo il coordinamento delle indagini, di garantire la funzionalità della polizia giudiziaria e di assicurare la completezza e la tempestività delle investigazioni. Ritengo che questo dovrebbe essere un organismo di supporto e di sostegno per l’attività investigativa che va svolta esclusivamente dalle procure distrettuali antimafia“. La candidatura di Falcone a questi compiti fu ostacolata in seno al CSM, il cui plenum non aveva ancora assunto una decisione definitiva, prima della tragica morte di Falcone.

E’ il 23 maggio 1992 quando alle 17 e 56, all’altezza del paese siciliano di Capaci, cinquecento chili di tritolo fanno saltare in aria l’auto su cui viaggia il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.

All’esecrazione dell’assassinio, il 4 giugno si unì il Senato degli Stati Uniti, con una risoluzione intesa a rafforzare l’impegno del gruppo di lavoro italo-americano, di cui Falcone era componente.

Nemmeno due mesi più tardi, il 19 luglio 1992, toccava a un altro magistrato cadere sotto i colpi della mafia. Paolo Borsellino veniva ucciso da un’autobomba a Palermo in via D’Amelio. Si tratta di uno dei periodi più bui della storia della Repubblica Italiana.

Falcone fu personaggio discusso, per alcuni molto odiato in vita e molto amato dopo la morte, un personaggio diffidente e schivo, ma tenace ed efficiente. Per quanto fosse un uomo normale, ha lottato in prima persona con tutte le sue forze per tutelare la propria autonomia di giudice in trincea contro la mafia, e oggi è considerato a tutti gli effetti un simbolo positivo, una storia da non dimenticare.

Fernanda CONTRI, già componente del C.S.M. il 15 dicembre 2016 “… ho molta fatica a venire al Consiglio Superiore perché i quattro anni di vita che io ho passato al Consiglio Superiore sono stati i più brutti anni della mia vita. È la verità, era la consiliatura 1986-1990, pensate al caso Falcone, Borsellino. Sono stati per me strazianti e ancora adesso quando passo, perché sono venuta a Roma per altri quindici anni poi, ma quando passo da Piazza Indipendenza dico all’autista “Vada via” perché ho paura di essere risucchiata dentro. Ovviamente il problema era la mafia, era Giovanni Falcone, era Paolo Borsellino. Voglio ricordare una cosa in positivo, in una notte famosa nello studio del Vice Presidente del C.S.M., quando alcuni suoi colleghi tentarono di mandarlo sotto processo disciplinare, con Elena Paciotti riuscimmo a ottenere una mediazione che non arrivasse a quel punto …”.

Adduso Sebastiano

Juve Stabia – Reggiana, seguila in diretta su ViViRadioWeb dalle 19:45

Segui Reggiana – Juve Stabia su ViViRadioWeb

ViViCentro.it, come sempre, anche per la gara delle 20.30 che vedrà i padroni di casa della Reggiana ospitare la Juve Stabia vi propone la diretta audio del match.

Aggiornamenti quindi sull’andamento della gara per chi si collegherà, una possibilità in più per seguire questi play off delle Vespe.

Le Vespe dopo lo 0-0 restituiranno la visita alla Reggiana nel match di ritorno del primo turno della fase nazionale dei playoff.

Il pareggio ad occhiali nella gara d’andata mette la Reggiana nella posizione di favorita per il passaggio del turno perchè potrà contare su 2 risultati su 3 visto il miglior piazzamento al termine del campionato rispetto alla Juve Stabia.

Ricordiamo inoltre che i gol in trasferta non valgono doppio per cui solo la vittoria qualificherà la Juve Stabia al turno successivo.

A partire dalle 19:45 ci saranno Mario Di Capua e Mario Vollono in compagnia di Giovanni Donnarumma e degli altri inviati della redazione sportiva di ViViCentro che vi terranno compagnia e vi faranno provare le emozioni della gara del Mapei Stadium.

Per ascoltare ViViRadioWEB CANALE 1 è possibile farlo in diversi modi:

collegandosi al sito https://vivicentro.it/viviradioweb/

scaricando l’app gratuita Tune In Radio

Android ( https://play.google.com/store/apps/details?id=tunein.player&hl=it )

IPhone ( https://itunes.apple.com/it/app/tunein-radio/id418987775?mt=8 )

cercando poi ViViRadioWEB tra le radio disponibili

Sulla nostra pagina facebook @vivicentroradiohttps://www.facebook.com/ViViCentroRadio ) cliccando sul tab di sinistra Ascolta ViViRadioWEB (non funziona dai dispositivi mobili)

Probabili formazioni

Juve Stabia (4-3-3): Branduani, Nava, Allievi, Marzorati, Crialese, Viola, Vicente, Mastalli, Canotto, Simeri, Strefezza.

Reggiana (3-5-2): Facchin; Ghiringhelli, Rozzio, Bastrini; Vignali, Bovo, Genevier, Carlini, Manfrin; Cianci, Cesarini.

Allora buon ascolto e forza Juve Stabia!

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Napoli, Sarri verso l’esonero: la situazione

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Il punto della situazione in casa Napoli: Sarri verso l’esonero

Secondo quanto riportato dall’inviato di Sky Sport, Luca Marchetti intervenuto ai microfoni di Sky Sport 24 in merito al futuro allenatore del Napoli:

” De Laurentiis ha atteso fino ad oggi per capire quali fossero le intenzioni di Maurizio Sarri. Il primo contratto vero l’ha proposto a Sarri mercoledì scorso nel loro incontro. Se Sarri avesse accettato quel giorno stesso allora sarebbe stato l’allenatore anche per la prossima stagione. Il presidente non ha aspettato quindi che Sarri rifiutasse questa offerta di rinnovo con adeguamento contrattuale o che Sarri andasse via. Infatti al momento con Ancelotti sempre più vicino agli azzurri e con la firma imminente sul contratto, Sarri sarà esonerato dal Napoli e non avrà nemmeno la possibilità di liberarsi tramite la clausola perché sappiamo che la clausola scade. Chi vorrà quindi Sarri dovrà trattare con il Napoli. De Laurentiis ha dimostrato che anche senza Sarri il Napoli ha un peso enorme e un grande progetto solido”. 

VIDEO – Ancelotti da De Laurentiis per firmare il contratto col Napoli

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Ancelotti da De Laurentiis per firmare il contratto col Napoli

In questo momento tra Carlo Ancelotti ed Aurelio De Laurentiis si sono incontrati a Roma. A lanciare la notizia è stato il quotidiano sportivo Corriere dello Sport che ha che ha pubblicato delle immagini in cui si vede l’arrivo di Ancelotti nella sede della Filmauro, la società di produzione cinematografica di De Laurentiis.

Secondo quanto ripotato dall’Ansa, l’ex tecnico di Milan e Real Madrid e il presidente stanno trattando i dettagli del contratto che legherà il tecnico al Napoli, in sostituzione di Maurizio Sarri. Dunque, potrebbe partire l’assalto decisivo che determinerà il futuro prossimo degli azzurri.

Castellammare, il Commissario scioglie la Sint: i dettgli del bando per la scelta del liquidatore

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Il Commissario scioglie la Sint, la società partecipata del Comune di Castellammare di Stabia: pubblicato il bando per la scelta del liquidatore

La Sint, la società partecipata del Comune di Castellammare di Stabia sarà sottoposta alla procedura di liquidazione. Non sono bastati gli incontri con gli ex termali e gli appelli dei candidati sindaco ad impedire la liquazione della società:, il commissario Cupello ha deciso di mettere in liquidazione la partecipata che detiene il patrimonio delle Terme di Stabia.

Nella giornata di oggi è stato pubblicato il bando per scelta del Commissario liquidatore che si dovrà occupare della gestione della Sint fino allo scioglimento.

Le candidature, dovranno essere indirizzate al Commissario Straordinario e dovranno pervenire all’Ufficio protocollo del Comune di Castellammare di Stabia entro e non oltre il termine perentorio delle ore 12:00 del giorno 29 maggio 2018.

I candidati dovranno avere i seguenti requisiti per poter presentare la propria candidatura: cittadinanza italiana o di uno dei paesi dell’Unione europea; godimento dei diritti civili e politici; non essere stato dichiarato interdetto o sottoposto a misure che escludono, secondo le norme vigenti, la costituzione di un rapporto di impiego preso pubbliche amministrazioni, né essere stato dichiarato decaduto da altro impiego pubblico; non essere stato destituito o dispensato, o licenziato dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione; non aver riportato condanne penali o avere procedimenti penali misure di prevenzione in corso che possano recare pregiudizio allo svolgimento dell’incarico; non essersi reso responsabile di violazioni dei doveri professionali; l’insussistenza a proprio carico di motivi generali o speciali di ineleggibilità allo specifico incarico al quale la candidatura si riferisce o di incompatibilità; l’insussistenza delle incompatibilità, di conflitti di interessi con il Comune di Castellammare di Stabia e con Sint; essere iscritti in uno dei seguenti Albi professionali: Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Il bando essendo finalizzato al conferimento di un incarico fiduciario “intuitu personae” non pone in essere alcuna procedura concorsuale o para-concorsuale e, conseguentemente, non sono previste valutazioni mediante attribuzioni di punteggi, né formulazione di graduatorie di merito. La nomina è effettuata dal Commissario Straordinario tra i soggetti, in possesso dei requisiti richiesti dal presente avviso e che non si trovino in condizioni di incompatibilità, che avranno proposto la loro candidatura.