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La ricerca di consenso tramite slogan è alla base dell’attivismo di Salvini

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Invece degli slogan, il governo potrebbe fare di più contro il caporalato, concedere il soggiorno a chi ha un lavoro e facilitare gli impieghi stagionali.

La politica del governo sugli immigrati sembra orientata a colpire i bersagli deboli. Ma al di là degli slogan, un rapporto positivo tra immigrazione e sicurezza si costruisce solo promuovendo il lavoro dei migranti nell’economia legale del nostro paese, cosa non contemplata nell’attivismo di Salvini sull’immigrazione dietro il quale c’è la ricerca di consenso e una visione del mondo com’era una volta, con gli steccati a definire le relazioni internazionali.

Così si colpiscono i più deboli

In queste settimane la questione dell’immigrazione continua ad avere un ruolo di primo piano. Appena prima della vicenda della nave Aquarius, c’era stata quella della tragica morte di Sacko Soumali, il giovane maliano sindacalista dei braccianti di San Calogero. Le due questioni sono legate fra loro.

La controversia sull’Aquarius è molto più che un braccio di ferro sull’onere dell’accoglienza. Rifiutando l’approdo della nave, polemizzando con Malta e poi con la Francia e la Spagna, rilanciando l’allarme sugli sbarchi, il nostro governo ripropone un’impostazione delle relazioni internazionali che guarda al passato. È l’immagine di un mondo di confini di stato almeno apparentemente blindati, di interessi nazionali contrapposti, di bandiere da issare e difendere. Un mondo in cui non c’è posto per i diritti umani universali, ma solo per quelli filtrati dalla sovranità nazionale o dai suoi simulacri.

Subito dopo aver respinto l’Aquarius, condannando a giorni di navigazione in mare agitato persone già provate da molte vicissitudini, tra cui donne incinte e minori, il governo italiano ha accolto oltre 900 richiedenti asilo salvati dalla marina militare e dalla guardia costiera italiana e altri 40 tratti a bordo dalla marina statunitense. I naufraghi salvati dai militari che innalzano la nostra bandiera sono tollerati e così pure quelli imbarcati dal potente alleato. Il nemico, come nell’Ungheria di Viktor Orban e nella Russia di Vladimir Putin, sono le organizzazioni non governative con base all’estero: i difensori dei diritti umani universali che non arretrano di fronte ai confini nazionali.

La linea governativa sembra tracciata. Mentre sarà difficile attuare le impegnative promesse elettorali di carattere sociale (reddito di garanzia, sviluppo del Mezzogiorno e controriforma pensionistica), la coalizione a trazione leghista investe su bersagli deboli, e quindi facili da colpire: gli attori umanitari, gli operatori dell’accoglienza e naturalmente i richiedenti asilo, oggetto di un linguaggio ingiusto e irriguardoso.

Matteo Salvini ha parlato di gente in crociera nel Mediterraneo, malgrado i morti in mare dei recenti naufragi. A quanto risulta dai sondaggi, raccoglie consenso, come in genere avviene a chi eccita sentimenti nazionalisti, ma dà eco ai sentimenti peggiori della pancia del nostro paese e li fomenta. Che i numeri siano drasticamente calati dopo gli accordi con la Libia di Marco Minniti è irrilevante: 15.568 persone sbarcate nel 2018 fino al 15 giugno, contro 65.498 nel 2017 e 55.596 nel 2016 alla stessa data. Gli sbarchi stanno invece crescendo verso Grecia e Spagna, ma anche questo non conta. La retorica della chiusura nazionalista ha bisogno di qualche centinaio di malcapitati a cui chiudere la porta in faccia, additandoli come profittatori e criminalizzando le Ong che li hanno tratti in salvo.

La tragedia di Sacko Soumali, invece, ha riportato alla ribalta una questione annosa e sempre rimossa, dopo le fiammate di attenzione dovute a qualche drammatico evento: lo sfruttamento degli immigrati nelle campagne meridionali, e non solo. Non necessariamente clandestini, né sbarcati negli ultimi anni, e neppure africani. La periodica ricostruzione delle vergognose baraccopoli mostra un volto inquietante di una componente dell’agricoltura italiana: per reggere sul mercato, ha bisogno di ricorrere al lavoro sottopagato degli immigrati e di farli vivere in condizioni inaccettabili.

Il lavoro degli immigrati, per fortuna, è anche altro: 2,4 milioni di occupati regolari, tra cui 570 mila titolari di attività economiche. Un gettito fiscale e contributivo che supera ampiamente i costi dell’accoglienza dei rifugiati e dei servizi richiesti dalle famiglie arrivate dall’estero. Ma rimane in gran parte lavoro povero, subalterno. Il lavoro delle “cinque p”: precario, pesante, pericoloso, poco pagato, penalizzato socialmente.

Tre proposte

Di tutto questo nel contratto di governo non c’è traccia, come è stato già rilevato su lavoce.info. L’immigrazione è declinata soltanto come peso e minaccia per il nostro paese.

Volendo credere che il confronto con la realtà possa avere la meglio sugli slogan propagandistici, vorrei avanzare tre modeste proposte in tema di immigrazione e lavoro, che investono anche la questione dei rifugiati e richiedenti asilo, pur ricordando che si tratta attualmente di 174 mila persone in accoglienza su 5,5 milioni di immigrati residenti in Italia. Una piccola minoranza, sistematicamente scambiata con l’immigrazione in generale. Senza dimenticare che circa il 40 per cento dei richiedenti riceve una forma di protezione internazionale da parte delle commissioni governative, mentre altri (non si sa quanti, ma si stima circa la metà dei ricorrenti) ottengono ragione in tribunale. Non è vero, quindi, che si tratti per la maggior parte di falsi rifugiati.

La prima proposta deriva dai fatti di San Calogero: mandare un folto gruppo di ispettori del lavoro, scortati dalle forze dell’ordine, a identificare e denunciare i datori di lavori che sfruttano i braccianti immigrati. Non dovrebbe essere difficile: basta seguire le campagne di raccolta dei prodotti agricoli, vedere dove sorgono le baraccopoli, seguire i pullmini che li portano al lavoro. Eventualmente con i droni. Un governo che promette il carcere agli evasori fiscali dovrebbe dispiegare una severità ancora maggiore con chi calpesta la dignità dei lavoratori.

La seconda proposta riguarda la riduzione del carico dei richiedenti asilo per le casse dello stato: come in Germania e in Svezia, chi trova un lavoro dovrebbe ricevere un permesso di soggiorno, inizialmente di un anno, ponendo fine alle controversie sulla fondatezza della domanda di asilo. Potrebbe così cominciare una vita autonoma, uscendo dal sistema dell’accoglienza. Non ha senso, come invece avviene oggi, buttare per strada un richiedente asilo che ha trovato lavoro, ma poi si vede negata la domanda di protezione internazionale.

Infine, per decongestionare il canale dell’asilo e istituire un’alternativa ai rischiosi viaggi attraverso la Libia e poi per mare, oltre a corridoi umanitari più ampi degli attuali, si dovrebbero allargare le possibilità di immigrazione per lavoro stagionale, già previste dalle nostre leggi e dai decreti flussi annuali. Gli Stati Uniti hanno ridotto l’immigrazione non autorizzata dal Messico proprio riaprendo un canale d’immigrazione legale, stagionale, per l’agricoltura. Se le persone potranno entrare, lavorare e tornare al loro paese per ripresentarsi l’anno successivo, saranno meno disposte a rischiare la vita nei viaggi della speranza.

Al di là degli slogan propagandistici, un rapporto positivo tra immigrazione e sicurezza verrà costruito solo promuovendo il lavoro degli immigrati nell’ambito dell’economia legale del nostro paese.

Maurizio Ambrosini/lavoce.info

MAURIZIO AMBROSINIambrosini è docente di Sociologia delle migrazioni nell’università degli studi di Milano, dove coordina il corso di laurea in “Scienze sociali per la globalizzazione”. Insegna inoltre nell’università di Nizza. E’ responsabile scientifico del Centro studi Medì di Genova, dove dirige la rivista “Mondi migranti” e la Scuola estiva di Sociologia delle migrazioni. E’ autore di Sociologia delle migrazioni, manuale adottato in parecchie università italiane. Suoi articoli e saggi sono usciti in riviste e volumi in inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese e cinese. Dal luglio 2017 fa parte de CNEL in qualità di esperto. Ha pubblicato ultimamente: Non passa lo straniero? Le politiche migratorie tra sovranità nazionale e diritti umani (Cittadella, 2014); Migrazioni irregolari e welfare invisibile. Il lavoro di cura attraverso le frontiere (Il Mulino, 2013) e curato Governare città plurali (FrancoAngeli, 2012) e Perdere e ritrovare il lavoro (Il Mulino, 2014).

Napoli, in tre e senza casco sul motorino si scontrano con un’auto: 11enne in prognosi riservata

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L’incidente è avvenuto in via De Curtis a Mugnano

L’incidente è avvenuto nella zona periferica di Mugnano, in via De Curtis. Tre persone viaggiavano a bordo di uno scooter e senza casco, tra cui una bambina di 11 anni, quando hanno impattato contro un’auto. L’impatto è stato violento al punto di trascinare chi era in sella sul motorino per un lungo tratto sull’asfalto.

Immediato è stato l’intervento dei soccorsi, infatti i mezzi del 118 sono arrivati subito sul posto offrendo le prime cure del caso agli incidentati. Ad avere la peggio è stata la bambina che è stata trasportata all’ospedale Santobono di Napoli. Le condizioni della piccola, che non sarebbe in pericolo di vita, sono monitorate dai medici che non hanno ancora sciolto la prognosi. La mamma della piccola è invece ricoverata al San Giuliano di Giugliano.

Napoli, De Magistris: “Ci aspettiamo fatti concreti da Salvini per il Vasto”

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“Bisogna incidere sulla sicurezza”

Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, cerca di allentare, almeno per il momento, le polemiche con il vicepremier Matteo Salvini invitando il Governo all’invio di maggiori forze dell’ordine in città ed, in particolare, nel quartiere del Vasto, una bomba sociale pronta a esplodere e centro di mix tra immigranti e camorra che ha portato allo sconforto residenti e commercianti.

Ecco quanto ha detto il primo cittadino napoletano: “Questo Governo sembra avere la forte volontà di incidere sulla sicurezza, ci aspettiamo fatti concreti, per onestà intellettuale devo dire che si è insediato da poco e dobbiamo dargli un po’ di tempo. Siamo per il dialogo istituzionale valuteremo l’operato dai fatti”.
Un pizzico di polemica De Magistris lo dedica al ministro Giorgia Meloni in visita al Vasto: “Le passerelle le lasciamo a loro. Le passerelle politiche per alimentare tensioni sociali sono molto pericolose, in tutte le città e a Napoli in particolare. C’è chi fa le passerelle e chi fa il sindaco giorno e notte, stando sui quartieri, sui problemi, ascoltando e incontrando i cittadini. Nessuno ha la bacchetta magica su questi temi, ma sono certo che, sul Vasto come altrove, si stia facendo il massimo. Napoli è esempio di cooperazione istituzionale a livello italiano, non c’è scaricabarile o scontro tra istituzioni”.

Caserta, spari verso due ragazzi maliani al grido: “Salvini”

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Uno dei due è rimasto ferito

Due ragazzi del Mali sono stati vittime di un’aggressione a Caserta dove sono beneficiari del progetto SprarDabySekou, richiedenti asilo, sarebbero stati avvicinati da una Fiat Panda di colore nero, a bordo della quale viaggiavano tre giovani italiani che hanno sparato alcuni colpi con una pistola ad aria compressa gridando “Salvini, Salvini”.

Dopo aver colpito al torace uno di loro, ferendolo lievemente, gli uomini a bordo della Panda avrebbero sparato anche all’indirizzo dell’altro migrante, ma il colpo sarebbe andato a vuoto. A denunciare l’episodio sono il centro sociale Ex canapificio, la Caritas diocesana di Caserta, il ComitatoCittà viva e il progetto Sprar di Caserta. Accompagnati da un’operatrice legale e dall’avvocato difensore francesco pugliatti, i due hanno sporto formale denuncia-querela nei confronti di persone da identificare per l’aggressione. E’ stata anche richiesto il sequestro di una telecamera nella zona. Daby, in particolare, dopo anni di attesa, è riuscito ad ottenere un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciatogli dalla commissione territoriale per la protezione internazionale di caserta. Oggi entrambi sono beneficiari del progetto sprar del comune di caserta, gestito dal centro sociale ex canapificio, dalla comunità rut delle suore orsoline e dalla caritas, sono stati vittime di un vergognoso episodio razzista.

I responsabili del centro del progetto Sprar commentano: “Siamo profondamente sconcertati e indignati per quello che è accaduto ai due ragazzi che sono tutt’ora spaventati. Questo è l’ennesimo episodio di razzismo dopo i fatti di san ferdinando, dove qualche settimana fa perdeva la vita un giovane bracciante maliano, sacko soumayla, ucciso da un colpo di fucile come un animale; dopo l’aggressione in un centro di accoglienza a sulmona del 12 giugno; e dopo la triste storia dell’aquarius. Speriamo che Salvini e Conte prendano spunto da questo episodio per interrogarsi sulle scelte da fare e propagandare, così come speriamo che i rappresentanti istituzionali eletti possano presentare interrogazioni parlamentari per chiarire ciò che è accaduto e che le forze dell’ordine agiscano adeguatamente. In questo clima difficile, bisogna essere consapevoli che non basterà bloccare una nave nè servirà moltiplicare i campi di detenzione in libia o in niger. Come cittadini crediamo che la politica del cambiamento debba puntare sull’inclusione sociale di tutti, sulle regolarizzazioni delle persone che vivono e lavorano onestamente nel nostro paese da decenni e non continuare in propagande xenofobe di programmi irrealizzabili”.

Sull’episodio interviene anche Luigi De Magistris, sindaco di Napoli“Caro ministro Salvini quando semini molto odio corri il rischio di alimentare odio e rancore da cui allignano anche le pulsioni criminali più pericolose. Non scherziamo perché questo Paese è complicato e per certi versi è una polveriera sociale. La smetta di seminare odio e di considerare alcune persone il pericolo per il Paese. Semmai ritroviamo la coesione nazionale che manca valorizzando le autonomie e facendo la lotta alla corruzione e alle mafie”.

Napoli, sequestrata borsa con oltre sette chili di cocaina al rione Don Guanella

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La borsa aveva un valore di circa due milioni di euro

La Polizia Municipale di Napoli ha sequestrato, al rione don Luigi Guanella una borsa contenente sette chili e mezzo di cocaina dal valore di circa due milioni di euro. Ad intervenire è stato un agente fuori servizio.

Si trovava all’interno della propria auto in sosta in attesa di un conoscente quando la sua attenzione è stata attratta da un passaggio sospetto di borsa avvenuto tra due motociclisti. Immediatamente ha intercettato l’uomo cui era stata consegnata la borsa che, per sottrarsi al controllo, ha reagito con veemenza determinando una violenta colluttazione, al termine della quale l’agente è riuscito ad impossessarsi della borsa. I due motociclisti sono fuggiti e sono ora ricercati. La centrale operativa della Municipale ha fornito il necessario supporto operativo con l’invio sul posto di tre pattuglie. All’interno della borsa sono stati rivenuti 7 panetti di sostanza bianca sigillati e sottovuoto che è risultata cocaina per un valore di mercato di due milioni.

Sorrento, il Presidente della Repubblica Mattarella incontra la giuria del “Premio Biagio Agnes”

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra la giuria del “Premio Biagio Agnes” che avrà luogo a Sorrento, in programma da venerdì 22 giugno

In vista del decennale del premio di giornalismo internazionale «Biagio Agnes», in programma da venerdì 22 giugno a domenica 24 giugno, a Sorrento, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale la giuria la presidente dell’omonima Fondazione, Simona Agnes. Insieme a lei una delegazione della Giuria del Premio e l’attuale direttore generale della Rai, Mario Orfeo. Presenti anche: Antonella Mansi, vicepresidente di Confindustria; Antonio Martusciello, commissario Agcom; Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania; Giuseppe Pasquale Marra, presidente del Gruppo Adnkronos; Gianni Letta, Antonio Polito, vicedirettore del ‘Corriere della Sera; Paolo Liguori, direttore di Tgcom 24; Guido Gentili, direttore de ‘Il Sole 24 ore’; Marcello Sorgi e Roberto Napoletano. Una delegazione del premio, intitolato alla memoria dello storico direttore della Rai, era stata ricevuta nei giorni scorsi anche da papa Francesco che aveva esortato i giornalisti ad essere vigilanti e a prestare attenzione alle periferie, facendo attenzione a non ferire le persone. In occasione dell’edizione di quest’anno, la giuria ha deciso di premiare anche Fabrizio Frizzi, amatissimo conduttore Rai scomparso prematuramente lo scorso marzo, per essersi “distinto per sobrietà e capacità di coniugare informazione e intrattenimento, un sorriso buono, un amico di casa”.

Napoli, la fontana di Monteoliveto è pulita, il Gambrinus: “Portatela al Pebliscito e ce ne occupiamo noi”

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Borrelli e Simioli: “O mettete la recinzione o accogliete la proposta del Gambrinus”

La fontana di MonteolivetoNapoli è stata ripulita. Era sommersa di rifiuti e di urina, era una discarica a cielo aperto. Per evitare che si possa verificare di nuovo questo atto di inciviltà, il bar Gambrinus ha proposto di spostare la fontana a piazza Plebiscito, assumendosi l’impegno di curarla e tenerla sempre pulita.

A tal proposito, si sono pronunciati Francesco Emilio Borrelli (consigliere regionale dei Verdi) e Gianni Simioli (speaker de ‘La radiazza’ di Radio Marte): “Se non si vuole mettere la recinzione si accolga la proposta del Gambrinus disposto ad ‘adottarla’ se la si sposta in piazza del Plebiscito Siamo stati anticipati, ma ne siamo contenti perché significa che non siamo i soli a voler difendere e tutelare le bellezze della nostra città sempre più spesso nel mirino di vandali e incivili. A occuparsi della pulizia questa mattina, dopo la nostra denuncia, sono stati i componenti della ‘Cooperativa 25 giugno’ che hanno raccolto centinaia di chili di rifiuti di vario genere, soprattutto bottiglie e barattoli. La richiesta di una recinzione per la fontana di Monteoliveto, come quella che c’era nei secoli scorsi, per evitare che continui a essere usata come panchina e come cestino per i rifiuti. E se proprio la Soprintendenza non vuole che si metta la recinzione si accolga la proposta di Massimiliano Rosati, patròn del Gambrinus, che s’è detto pronto ad ‘adottarla’ curandone la manutenzione quotidianamente se la si sposta in piazza del Plebiscito dove la sua bellezza risalterebbe ancor di più”.

Aumentano i consumi delle famiglie italiane, ma resta divario tra Nord e Sud: i dati Istat

Consumi delle famiglie italiane in rialzo nel 2017 (+1,6%): ma il divario tra potere d’acquisto tra nord e sud resta molto preoccupante

Le famiglie italiane, in media, hanno speso 2.564 euro nel 2017, l’1,6% in più dell’anno precedente e il 3,8% in più del del 2013. Questi i dati emersi da un’indagine dell’Istat, che precisa: nel conteggio entra anche “l’affitto figurativo”, ovvero quanto le famiglie dovrebbero pagare per prendere in affitto una casa con caratteristiche identiche a quella in cui vivono e di cui sono proprietarie. Se non si considerasse questa voce, la spesa media scenderebbe a 1.977 euro, comunque in aumento del +2,2% rispetto al 2016.
Sebbene si confermi in crescita per il quarto anno consecutivo, la spesa media mensile familiare rimane al di sotto dei 2.640 euro del 2011, anno cui hanno fatto seguito due di forte contrazione (-6,4% in totale)“, ricorda l’Istituto di statistica. Per altro, bisogna ricordare che nel 2017 c’è stata una ripresa dell’inflazione (i prezzi hanno fatto +1,2%, dal -0,1% del 2016), per cui se si considera la spesa in termini reali la variazione non è stata così marcata. Il quadro presenta poi molte differenze, sia a livello geografico che di capacità di spesa. Se si prendono ad esempio le spese a Nord-Ovest (2.874 euro), Nord-Est (2.843 euro) e Sud (2.071 euro) emerge un gap di ben 800 euro.

Campania, esorcismi e abusi su donne e minori: prete assente in aula

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Via al processo nei confronti dell’ex parroco di Aversa, accusato di aver effettuato esorcismi tramite violenze sessuali su due donne ed una 13enne in Campania

Ha preso il via oggi, nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nella provincia di Caserta, il processo che vede sul banco degli imputati don M. Barone, ex sacerdote della Diocesi di Aversa, accusato di aver maltrattato e abusato sessualmente di almeno tre donne, di cui una ragazzina di soli 13 anni, durante atti di esorcismo alle quali si erano sottoposte perché, secondo il parere del prete, erano possedute dal demonio.
Don Barone, che è tuttora in carcere e che è accusato anche di aver sfregiato il volto della 13enne, in maniera permanente, durante una delle violenze, ha deciso però di non presentarsi in aula.
Insieme al prete, sono imputati anche i genitori della 13enne, che secondo gli inquirenti sarebbero stati consapevoli, avendo addirittura permesso i riti di esorcismo e le violenze sessuali sulla figlia.
Figura tra gli imputati anche il funzionario della Polizia di Stato L. Schettino, considerato tra gli adepti di don M. Barone, che avrebbe fatto pressioni sulla sorella della 13enne, che si era accorta di tutto nonostante i genitori le impedissero di vedere la 13enne, affinché ritirasse una denuncia che aveva presentato contro il prete. Le indagini sul parroco sarebbero partite proprio da una denuncia della sorella della minorenne.
Durante l’udienza, l’avvocato di don M. Barone, Carlo Taormina, ha presentato nuovamente istanza di scarcerazione e la richiesta degli arresti domiciliari. Il legale, inoltre, avrebbe giocato la carta dell’incompetenza territoriale, spiegando che il foro competente non è Santa Maria Capua Vetere, ma Napoli Nord, visto che il reato più grave, i maltrattamenti aggravati dallo sfregio permanente, sarebbe stato commesso nella cappella del Tempio di Casapesenna, dove don Barone prestava servizio e aveva il suo gruppo di preghiera, quasi una setta, lo ha definito la Procura.

 

Campania, record di adesioni per l’incentivo “Resto al Sud”: i dettagli

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Campania prima regione per numero di adesioni al fondo di Invitalia “Resto al Sud”: presentate il 44% delle domande sul totale

Campania prima della lista per le adesioni a “Resto al Sud”, l’incentivo di Invitalia che sostiene la nascita di start-up e nuove attività imprenditoriali avviate da giovani nelle regioni del Mezzogiorno.
Secondo quanto emerge dal resoconto, la Campania ha presentato 1.413 domande, pari al 44% del totale, di cui 653 relative alla sola provincia di Napoli.
I progetti approvati ad essere ammessi alle agevolazioni sono 297, corrispondenti al 45% del totale. I settori su cui si sono concentrate le richieste di agevolazione sul territorio campano sono per oltre la metà (53%) quello turistico e culturale e quello artigianale e manifatturiero (22%).
Lo ha reso noto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli aprendo i lavori del forum “Dall’idea al progetto: le opportunità di finanziamento per i giovani. Il ruolo della Banca Mps nella misura Resto al Sud”.
L’ iniziativa nasce dall’esigenza di offrire alle nuove generazioni la consulenza adeguata per poter accedere alle agevolazioni stanziate dagli enti pubblici e consentirgli, dunque, di realizzare i propri piani di impresa.
Le domande saranno presentabili fino ad “esaurimento fondo”. Possono fare domanda giovani con progetti imprenditoriali relativi alla produzione di beni nei settori dell’artigianato, dell’industria e della manifattura e nella fornitura di servizi come, ad esempio: le attività di ristorazione, le attività turistiche, le attività editoriali, di produzione audio video, di formazione, ma anche l’assistenza sanitaria e tutte le attività concernenti l’erogazione di servizi alla persona.

Napoli, il patrimonio del clan Di Lauro confiscati dallo Stato: “Usiamolo per servizi alla comunità”

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Da domani l’enorme patrimonio del clan Di Lauro passerà sotto il controllo del Comune di Napoli: “Usiamolo per servizi ai cittadini”

C’è un motivo di festeggiamento in più nel decennale della Fondazione Polis, il movimento anticamorra fondato nel 2008. Domani, riferisce NapoliToday, dovrebbe avvenire, infatti, il passaggio ufficiale dei beni confiscati al clan Di Lauro al Comune di Napoli. Un forte segnale di legalità in un periodo in cui la città partenopea ha vissuto un’escalation di violenza, tra stese di camorra e aggressioni.
Eppure, l’iter per il riutilizzo degli immobili di uno dei clan più violenti della storia potrebbe essere ancora lungo.
Da domani il Comune potrà predisporre il riutilizzo dei beni. Ciò significa che partirà l’individuazione di associazioni e movimenti che vorranno insediare attività sociali o produttive in quei luoghi. Nel frattempo, la manutenzione e la custodia di quegli immobili spetterà a Palazzo San Giacomo.
“Sappiamo quanto i comuni sono in difficoltà – afferma Fabio Giuliani della Fondazione Polis – e questo è uno dei punti deboli nella filiera di confisca e riassegnzione delle proprietà dei camorristi. Festeggeremo quando i beni dei Di Lauro saranno definitivamente riutilizzati”.
Al Pan, la Fondazione ha organizzato una celebrazione di questi primi dieci anni di attività. Un momento utile anche per fare il punto della situazione dei beni confiscati alla camorra. A Napoli sono oltre 2mila. Numeri che raddoppiano se si prende in esame tutta la Campania.

Napoli, De Magistris contro Salvini: “La Costituzione non è un optional, chi sarà il bersaglio di domani?”

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De Magistris contro le dichiarazioni di Salvini: “La Costituzione non è un optional, ha fatto un giuramento”

Le forti dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvinisul “censimento” dei Rom, hanno scatenato, così come il caso Aquarius, un’ondata di polemiche che ha coinvolto non solo l’opinione pubblica, ma anche tutte le forze politiche. In merito alla questione ha alzato la voce anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che è sceso apertamente in campo in difesa dei principi della Costituzione, senza risparmiare bordate al leader leghista.
La Costituzione non è un optional.” tuona il Primo Cittadino partenopeo.
” Abbiamo una delle costituzioni più belle al mondo, se non la più bella, nata dalla resistenza al nazi-fascismo. Nella costituzione sta scolpito, grazie a chi è morto per noi, che non puoi fare l’anagrafe degli immigrati, non puoi fare il censimento per la deportazione dei rom“.
Domani – poi si è chiesto – chi colpirà Salvini? Gli ebrei, gli omosessuali? Mi ricordano pensieri e azioni del ‘900: quello che pesava Hitler e quello che pensava Mussolini. Purtroppo questo fa il ministro dell’Interno della Repubblica Italiana. Ha giurato sulla Costituzione. Il giuramento ha un valore, non è una presa in giro“.
Quindi – ha ribadito – Salvini cominciasse ad affrontare seriamente i problemi dell’integrazione, della sicurezza, della lotta alla corruzione e della lotta alle mafie. Altrimenti, violare la Costituzione diventa un crimine.”
Non si tratta più di un atteggiamento politico. Se si dice quella frase sui rom italiani, con quel ‘purtroppo’, cosa vogliamo costruire nel nostro Paese? Vogliamo costruire l’Italia dell’odio o quella che ritrova la sua bellezza, la sua coesione, i suoi valori, il suo cuore grande, la sua forza nei confronti di un’Europa ingiusta? Un’Europa diseguale anche grazie a Salvini che è uomo del sistema, governa da tanti anni e che adesso stiamo capendo bene come si è costruito la sua fortuna politica“.

Poi, una “promessa” finale: “Sui valori della Costituzione, però, non passerà. Questo sia chiaro: se lui vuole alzare il tiro, noi siamo già sulle barricate“.

Napoli, restauro Galleria Umberto concluso: “Bella come nel 1890”

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Concluso dopo tre anni il restauro della Galleria Umberto I di Napoli: “Bella come nel 1890”

Tre anni di lavoro per riportare la Galleria Umberto I di Napoli «a come era nel giorno della prima inaugurazione del 1890». È questo il lavoro presentato oggi da Sidief, la società che si occupa del patrimonio immobiliare della Banca d’Italia e che si è occupata del restauro della parte della galleria partenopea di sua proprietà, quella che affaccia su via Verdi e verso il teatro San Carlo.
Un restauro nei minimi particolari, effettuato con strumentazioni sofisticate e costato tre milioni di euro per trattare 8.000 metri quadrati di superficie interna ed esterna alla Galleria, riferisce ilMattino.
«I lavori hanno subito una accelerazione – spiega Mario Breglia, presidente di Sidief – dopo la tragedia del ragazzo su via Toledo e siamo stati disponibili ad andare più rapidi curando l’intervento di recupero e analisi della parte originaria, rimettendo a posto tutti i fregi con un lavoro filologico di ricerca del loro stato originario».
«Tutta la progettazione – spiega Franco Martinelli, direttore tecnico – è stata fondata su una approfondita indagine diagnostica con strumenti moderni per trovare le soluzioni migliori per il recupero dei decori e il consolidamento dei fregi, tutto concordato con la soprintendenza. Oltre agli ultimi solventi, abbiamo usato sistemi laser per eliminare strati particolarmente delicati di vernice aggiunta in successione. La galleria ha subito due guerre, in particolare il secondo conflitto le ha inferto ingenti danni e ci sono state ricostruzioni improprie che sono emerse durante il restauro».

Audio choc dagli Usa: bambini migranti in gabbie di contenimento e separati dai genitori

Dagli Usa arriva un audio choc che documenta le condizioni dei bambini migranti in una struttura: chiusi in gabbie di contenimento e separati dai genitori, mentre gli agenti scherzano

«Papà, papà, papà». Questo il pianto disperato di un piccolo migrante rinchiuso in gabbie di contenimento e separato dai genitori dopo essere entrato negli Usa illegalmente.
L’audio, tradotto in italiano da Il Corriere della Sera, sarebbe stato girato in una struttura per l’immigrazione negli Stati Uniti, per poi essere recapitato all’avvocato per i diritti umani Jennifer Harbury che lo ha passato all’ong ProPublica.
«Di dove sei» chiede un agente a un piccolo. «Salvador» risponde lui. «E tu?» dice a un altro bambino. «Guatemala». E scoppia in lacrime.
Fa venire i brividi la registrazione con le voci strazianti dei minori che invocano, in spagnolo, di essere riuniti con i loro famigliari.
A stridere con il contesto drammatico è la voce di un agente che fa una battuta di cattivo gusto rivolto ai bimbi che urlano: «C’è un’orchestra qui…».
«La mia fonte ha chiesto di rimanere anonima, non si sa dove sia stato girato ma risale alla scorsa settimana» ha spiegato la Harbury. A diffonderlo, poi, è stata l’Associated Press. Dal ministero dell’Interno americano preferiscono non commentare l’audio, «non abbiamo avuto occasione di sentirlo» dicono, ma assicurano che i bambini nei centri governativi sono trattati con grande umanità.

Sorrento, Cgil contro chiusura del Centro di Igiene Mentale

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Cgil sul piede di guerra contro la chiusura del Centro di Igiene Mentale di Sorrento: il comunicato

Sono ancora in attesa di conoscere il proprio destino i circa 1000 pazienti attualmente in cura presso il Centro di Igiene mentale di Sorrento per il quale è stata disposta la chiusura: stando a quanto emerso fino ad ora, rischierebbero seriamente di dovere andare a Terzigno per seguire terapie e cure, nonostante le rassicurazione del Sindaco. Alle proteste generali di familiari e cittadini si è aggiunto ora anche l’appello degli iscritti alla Cgil del comune di Sorrento. Con un comunicato, firmato dai tre rappresentanti, Federico Esposito, Giovanni Anzalone e Antonio Izzo chiedono alle amministrazioni dei sei comuni e alla stessa Asl di rivedere il piano di sgombero.
“Rinnoviamo l’espressione della massima solidarietà ai pazienti, ai loro familiari ed agli operatori del Centro Salute Mentale sito in via del Mare a Sorrento – si legge nel comunicato – non è valsa la fiaccolata a cui hanno partecipato moltissimi cittadini per dire no alla chiusura del centro”.
Abbiamo chiesto e ottenuto la visita del consigliere regionale del Pd, Enza Amato – dice il rappresentante Giovanni Anzalone – ora ci stiamo battendo affinchè con l’appoggio delle amministrazioni locali, che siamo certi si batteranno per i più deboli, si possa trovare una soluzione che possa garantire ai pazienti di proseguire le proprie cure nel contesto sociale e urbano a loro piu’ familiare. Intanto verificheremo con la dirigenza la possibilità che fino a tale soluzione si possa garantire la permanenza della sir presso la struttura di Sorrento”.

Sogliuzzo: ” Vincere a Sorrento è stata la ciliegina sulla torta “

Il centrocampista isolano doc, ora con la maglia del Sorrento Calcio ,ha conquistato la promozione in Serie D

“ Io ora come ora,per ragioni mie preferisco stare lontano dall’isola. Il calcio per me è un lavoro non è un doppio lavoro. Per adesso sull’isola non ci sono nei i modi ne le possibilità per rimanere qui . Mi farebbe sempre piacere giocare con la maglia dell’Ischia”

Se rimarrò a Sorrento? La mia voglia è quella di giocare ,partiamo da questo per poi avere una società seria come il Sorrento quest’anno. Come ho sempre fatto ringrazio sempre a mister Billone Monti.E’ uno dei mister più cari a cui voglio bene e a cui devo tanto sia sotto l’aspetto calcistico che quello umano

A cura di Simone Vicidomini. Il nostro viaggio continua a caccia degli ex Ischia Isolaverde. Oggi siamo a Sorrento per raccontarvi la promozione in Serie D. I rossoneri hanno vinto lo spareggio di misura per 1-0 contro l’Agropoli. Nella promozione che è valsa la massima serie regionale,c’è anche un pizzico di Ischia-stiamo parlando di Mario Sogliuzzo classe 1992,centrocampista dai piedi educati capace di disegnare parabole eccezionali sui calci piazzati. Se la nazionale Italiana ha avuto il lusso di avere un giocatore come Andrea Pirlo soprannominato il “Maestro” anche l’isola verde ha il suo “Direttore di Orchestra” –Sogliuzzo un calciatore abile con doti eccezionali-che farebbe gola a tanti club per la sua visione di gioco sia in fase offensiva che difensiva. Il giovane isolano dopo l’exploit della scorsa stagione con la maglia del Barano –dove ha messo a segno-18 reti in 28 presenze,conquistando la prima storica salvezza dei bianconeri in Eccellenza,si è trasferito a Portici in Serie D. Per lui si è trattato di una piccola parentesi,perché a gennaio si è nuovamente trasferito a Sorrento con il quale ha dato il suo contributo per la vittoria finale del campionato. Nella sua carriera di calciatore ha indossato anche lui la maglia gialloblu per tre stagioni, è soprattutto faceva parte di quella squadra che il 6 giugno del 2010 riuscì a conquistare quella salvezza storica in quel di Bacoli. A Sogliuzzo abbiamo chiesto come ha vissuto la sua stagione e cosa si aspetta per il suo futuro.

Mario è stato un’anno ricco di soddisfazioni. Con la maglia del Sorrento hai conquistato la promozione in Serie D attraverso lo spareggio vinto per 1-0 contro l’Agropoli e non a caso il calcio di punizione che ha propiziato il gol del vantaggio è stato tuo…

“ Si era una punizione laterale che ho messo in mezzo,con il difensore loro che commesso un fallo di mano è l’arbitro ha fischiato il calcio di rigore che ci ha portato alla vittoria finale”

Ti ritieni soddisfatto della tua stagione o hai qualche rimpianto?

Si,perché vincere un campionato è sempre soddisfacente. E’ stata la ciliegina sulla torta vincere il campionato. Se non accadeva,forse era una stagione come le altre”.

Sei arrivato a Sorrento nel mercato di dicembre. Cosa ti ha spinto a sposare il progetto,ma soprattutto a lasciare la Serie D dopo una piccola parentesi con il Portici…

“ Io conoscevo bene il mister del Sorrento-Guarracino,che già ad inizio anno mi voleva lì. Io però decisi di andare a fare questa esperienza in Serie D a Portici. A dicembre ho ricevuto un’altra telefonata dal mister e ho deciso di accettare. Il Sorrento quando sono arrivato io erano secondi in classifica a -8 dal primo posto e quindi in piena lotta per la vittoria finale. A Portici in quel periodo stavo trovando poco spazio,in virtù anche del cambio dell’allenatore.  Ho deciso di andare a Sorrento anche perché è una piazza abbastanza blasonata”.

Con la maglia del Barano hai conquistato sia una promozione in Eccellenza che la prima storica salvezza degli aquilotti. Il tuo ricordo più bello ?

“ A Barano è stato l’anno migliore per me,perché con mister Billone Monti abbiamo vinto un campionato di Promozione per poi ottenere l’anno successivo la salvezza in Eccellenza. Fare il campionato di Eccellenza per il Barano è stata una novità assoluta per tutti. Portare la maglia del Barano in una categoria superiore è stata una bella soddisfazione”.

Sogliuzzo: " Vincere a Sorrento è stata la ciliegina sulla torta "

Quando eri a Barano,mister Billone Monti ebbe la brillante idea di inventarti falso nueve,per via dell’infortunio a Pasquale Savio, facendoti così diventare un vero goleador. I numeri parlano chiaro 18 reti in 28 presenze. E’stata una bella soddisfazione?

“ Si era proprio il periodo che Pasquale si fece male ed io giocai come prima punta. Per me era una posizione inedita. Però il mister conoscendomi meglio di me stesso,alla fine ha avuto ragione. Io poi ho segnato un paio di doppiette e poi pian piano le cose venivano da sole”.

Tra i tanti gol segnati la scorsa stagione,ti porti dietro qualche ricordo importate?

“ Il gol che io ricordo ancora oggi è quello contro la Mariglianese,dove segnai una doppietta che ci regalò la salvezza in Eccellenza a tre giornate dalla fine. E’ stato il gol più soddisfacente”.

Oltre ad aver indossato la maglia del Barano,hai avuto l’onore anche di vestire i colori gialloblu. Come tanti isolani presenti in campo,c’eri anche tu in quella salvezza storica di Bacoli. Qual’e l’emozione più bella che ancora oggi raffiora nella tua mente? 

“ In quella partita giocai solo un tempo,perché poi uscì dal campo per infortunio. Ho continuato a seguire la partita a bordo campo insieme a Gigino Fiore (magazziniere). Al gol di Impagliazzo che arrivò allo scadere,ricordo le lacrime di gioia e di  soddisfazione anche da parte sua, non ci sono parole per descrivere quelle emozioni di quel giorno”.

Dopo la vittoria nel campionato di Serie D che è a valso l’accesso in Serie C2,a gennaio ci fu un restyling tra staff e giocatori. Mister Antonio Porta subentrò in panchina al posto di Campilongo. A gennaio ci furono dei contatti di un tuo trasferimento in gialloblu. Come mai la trattativa non si concluse al meglio?

“ Mister Porta in quel periodo mi fece allenare con loro quando ero ancora a Barano. Mi disse che l’anno successivo mi avrebbe portato con lui insieme nell’Ischia. Poi come sappiamo tutti è svanito tutto il resto”.

Stando lontano dall’isola,hai avuto modo di seguire le vicende calcistiche che hanno coinvolto quest’anno i tifosi a fondare la Rinascita Ischia Isolaverde .Cosa ne pensi a riguardo, e credi nel ritorno un giorno nella Lega Pro?

“ Per me è stata una grandissima cosa. Sono stati stesso i tifosi a prendersi la squadra in mano e non qualche estraneo,chi meglio di loro conosce l’Ischia Calcio. E’ stato bello rivedere tutto com’era prima con la stessa voglia e tifosi allo stadio. E’ normale che giocare una Prima Categoria non ti porta lo stesso entusiasmo di altre categorie,l’importante è iniziare poi con il tempo si vedrà”

Se un giorno dovesse arrivare una chiamata dall’Ischia,accetteresti?

“ Io ora come ora,per ragioni mie preferisco stare lontano dall’isola. Il calcio per me è un lavoro non è un doppio lavoro. Per adesso sull’isola non ci sono nei i modi ne le possibilità per rimanere qui . Mi farebbe sempre piacere giocare con la maglia dell’Ischia però per motivi personali miei preferisco rimanere fuori dall’isola”.

Sei stato spettatore d’onore e soprattutto tifosi nello spareggio play out del Barano contro la Sessana al “Don Luigi Di Iorio” . Un giudizio sulla tua ex squadra sulla stagione disputata…

“Si quest’anno sono andato spesso a vedere il Barano,anche quando giocava fuori casa perché quando ero a Portici il sabato andavo a seguirli. A volte dicevo è una squadra un po’ più forte dello scorso anno. Con gli acquisti fatti in difesa compreso il portiere e con Billone Monti già dallo scorso anno,era una bella squadra. Con questi elementi immaginavo lo scorso anno dove saremo potuti arrivare altro che play off (ride Sogliuzzo). Sono stati un po’ sfortunati però,hanno perso Biondi ed Esposito a centrocampo, Angelo Arcamone si è fatto male,poi anche Rizzo lo stesso Kikko. L’esonero di Billone Monti? “ Io tutte queste vicissitudini le ho lette tramite giornali e articoli on line. Che senso aveva esonerare il mister che stava facendo bene da due anni. Sono scelte della società e di chi sta intorno.

Con i campionati giunti al termine, iniziano a circolare la prime voci di calciomercato. Ha ricevuto offerte da altre squadre?

“Stiamo ancora a giugno. Per ora non si muove ancora niente. Se rimarrò a Sorrento? La mia voglia è quella di giocare ,partiamo da questo per poi avere una società seria come il Sorrento quest’anno. Mi farebbe piacere giocare un campionato di Serie D con loro,però bisogna vedere anche i problemi logistici. E’ ancora presto…

Cosa ti auguri per il tuo futuro?

“ Io la vivo giorno per giorno,allenandomi e dando il massimo di me stesso. Quello che viene è solo il frutto del lavoro che hai svolto fino ad ora. Giocare in Lega Pro? Questi sono sogni che magari facevo quando ero più piccolo. Ora devi guardare alla realtà dei fatti,capire i tuoi limiti e dove puoi fare la differenza ed essendo un lavoro vedere dove puoi guadagnare di più”.

Siamo in chiusura,ti senti di ringraziare qualcuno in particolare ?

“ Come ho sempre fatto ringrazio sempre a mister Billone Monti,perché sto con lui da quando l’Ischia si salvò per poi passare alla promozione in Eccellenza. E’ uno dei mister più cari a cui voglio bene a cui devo tanto sia sotto l’aspetto calcistico che quello umano”.

Torre Annunziata, nuotatore disabile premiato dall’Associazione Luca Coscioni

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L’Associazione Luca Coscioni premia un nuotatore disabile di Torre Annunziata per il suo impegno nella lotta alle barriere architettoniche

L’associazione intitolata all’economista Luca Coscioni, scomparso nel 2006, ha conferito, nel corso del Memorial di Orvieto, il premio “No Barriere” a Salvatore Cimmino, nuotatore disabile di Torre Annunziata (Na) impegnato da anni con le sue imprese umane e sportive in giro per il mondo nell’ambito del progetto “A nuoto nei mari del globo – Per un mondo senza barriere”.
L’Associazione è sempre molto attiva nella tutela delle libertà civili e nella promozione della libertà di ricerca scientifica è balzata alle cronache per aver accompagnato, tramite il suo tesoriere Marco CappatoFabiano Antoniani – conosciuto come Dj Fabo – nel suo ultimo viaggio in Svizzera.
“Cimmino è il caparbio simbolo della battaglia alle difficoltà che affrontano ogni giorno le persone portatrici di handicap, alle assurde prese con barriere architettoniche, sociali e culturali. La sua grinta è la risposta a ogni discriminazione, affinchè tutti possano beneficiare di pari diritti e opportunità”, ha commentato il segretario Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo.
A livello politico il parlamento ha i numeri per continuare a conquistare riforme civili e di libertà. Definirsi ‘governo del cambiamento’, significa concretizzare una riforma della sanità che rispetti il principio di equità nell’accesso alle cure; applicare pienamente la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, rimuovere le barriere architettoniche varando politiche idonee alla conduzione di una vita indipendente e aggiornare efficacemente la lista dei Livelli essenziali di assistenza e del Nomenclatore tariffario degli ausili e delle protesi”, conclude Gallo.
Sull’ultima battaglia, in settimana, è arrivato anche l’appello della campionessa sportiva Bebe Vio.
Sono molto onorato del riconoscimento dedicato ad una grande persona come Luca Coscioni che, con il suo insegnamento, ha dato forza a tanti uomini – dice Cimmino -. Un motivo in più per continuare a combattere, e farlo fino in fondo. Non ho potuto presenziare alla cerimonia perchè sono dovuto rimanere a fianco di mia madre, colpita da una grave malattia. E’ proprio a lei che dedico questo premio poichè è grazie a lei che oggi sono quello che sono. Grazie ai suoi insegnamenti sull’amore verso il prossimo”.

Salvitler: dopo i migranti, i ROM

Salvitler, il neo bulloministro dell’Interno, dopo la carta migranti, ha messo sul tappeto anche quella dei ROM, altri “nemici” (chiaramente inermi come si addice ad un bulletto) da combattere per conto e per nome del suo gregge. Ed anche questa volta mostra di saper scegliere i bersagli da utilizzare sia perché sono invisi al suo gregge che perché, alla fin fine, non sono certamente temibili ed in grado di fargli spegnere quel sorriso e ghigno borioso quando lancia i suoi proclami come fa il contadino quando lancia il becchime ai suoi polli.

Ora vuole, almeno così dice, una “ricognizione per vedere chi, come e quanti sono” i cosiddetti ROM e tutti abboccano. Il suo gregge ed il suo pollaio acclamandolo, l’opposizione per criticarlo (tutta vitamina per lui) e, nel farlo, lo attacca dicendo: “È faticoso essere cattivo”, mostrando così, ancora una volta, di non aver capito niente e di continuare a non capire come realmente contrastare, e non vitalizzare, il bulloministro Salvini che di queste critiche fine a se stesse si nutre e così, come una crisalide, continua la sua evoluzione verso il Salvitler che è in lui.

Per lui, per il bulloministro, per il Salvitler tutto fare, essere “cattivo” non è affatto faticoso, anzi, è la cosa che gli viene meglio perché lui, per dirla alla Totò, ci nacque e tale resta, anzi, con la crescita fisica, anche la cattiveria è cresciuta fino a renderlo come appare ora: astioso, borioso e bulletto di quartiere in evoluzione Salvitleriana.

L’opposizione, e gli italioti che si beano e si fanno tronfi a loro volta delle sue “sparate”, gli vanno dietro senza nemmeno lontanamente valutare, nel concreto, il suo blaterare perché, se così facessero, vedrebbero, come fa il bambino della fiaba danese: ‘I vestiti nuovi dell’imperatore’ di Hans Christian Andersen, che “il Re è nudo”, ed il nostro Salvitler lo è di certo, ed anche in maniera sconcia e volgare.

Per farlo, a tutti, italioti ed italiotica opposizione, basterebbe valutare ed analizzare le sue “sparate” sul terreno della realtà e, se vogliamo, anche della Costituzione.

Vogliamo provare a farlo qui? Bene!

Premesso che, ovviamente, questa è solo una mia valutazione espressa approfittando della democratica libertà ancora vigente e che come tale potrebbe quindi essere opinabile (al caso, dite pure la vostra), valutiamo quanto segue.

MIGRANTI

Al di là del becchime che Salvitler lancia ai suoi, la realtà è una ed una sola: non si possono fermare gli sbarchi, né smettere di salvare vite nel Mediterraneo, e questo il bulloministro lo sa bene. A non saperlo, a non volerlo ne vedere ne capire, è il suo gregge e pollaio. Poi c’è anche l’inesistente opposizione che, quando parla, è come se gli facesse forti iniezioni di vitamina perché lo scaltro Salvitler rigira il tutto facendosi martire: tutti contro di me, tutti mi attaccano …. allora vuol dire che sto facendo bene (SIC) e, con il vostro aiuto e permesso, andrò fino in fondo (…. e muoia Sansone con tutti i Filistei), ed anche questo fa rabbia.

Domanda: ci vorrebbe tanto a ricordare che, con la ratifica degli emendamenti alle convenzioni Sar e Solas del 2004, nonché il coordinamento di tutte le missioni di salvataggio in capo a Roma voluto da Renzi, siamo obbligati a soccorrere comunque ogni gommone alla deriva nella nostra area di “search and rescue”, così come in quella di Malta. 

Tenere indietro le navi della guardia costiera di qualche chilometro, come millanta il Salvitler tuttofare che, in questo, si fa anche Ministro della difesa, significa semplicemente che i migranti che partiranno dalla Libia saranno raccolti da altre navi – mercantili, pescherecci, imbarcazioni delle organizzazioni non governative, quel che volete – e poi trasportati a bordo delle nostre imbarcazioni militari. Da lì, nei porti italiani (come gli ultimi sbarcati a Catania). Punto.

E questo è, con buona pace del gregge e pollaio filo Salvitler che per ignoranza, boria e cattiveria, lo ignora – o mostra di ignorarlo o volerlo ignorare – e continua ad applaudire il suo “Re nudo” che, al contrario, ben lo sa ed allora eccolo pronto ad aumentare il fumo attingendo in un altro filone fruttifero: quello dei ROM.

ROM

Il censimento sui rom su base razziale è solo l’ultima provocazione.

Per nostra e loro fortuna, nonché con buona pace del bulloministro Salvitler che fa finta di non saperlo, non siamo più nel 1938. Oggi c’è un qualcosa a lui ostica chiamata Costituzione che ci protegge da idee di questo tipo e che rende frasi come «purtroppo i rom italiani ce li dobbiamo tenere», come anche dalle sue altre terribili e inaccettabili sparate fine a se stesse, come quella sulla nave Aquarius e la minaccia di chiudere i porti; “sparata” che ha portato il suo gradimento alle stelle, con la Lega che oggi è accreditata del 29,5%, mezzo punto sopra il Movimento Cinque Stelle.

E di fatto ed in effetti questa è l’unica cosa che gli interessa. A differenza di quasi tutti i suoi colleghi, opposizione inclusa, il bulloministro sa ben giocare le sue carte visto che ben conosce gli umori del Paese e, forte della sua boria ed arroganza, non si vergogna affatto a ergersi a rappresentante delle istanze più xenofobe e securitarie. E lo fa con tutta la sua improntitudine ben sapendo che poi saranno altri a non concedergli di fare quel che vuole– Di Maio, Conte, Mattarella, l’Unione Europea, la Costituzione – e che quindi, ancora più, potrà poi ergersi, ed ergere chi rappresenta, a vittima di alleati pavidi e di poteri forti che ci etero dirigono. Fino a che, ovviamente, non sarà lui al governo.

E non ci sono solo i migranti ed il censimento dei rom.

Il bulloministro, come scrive anche Cancellato su l’Inkiesta, parla come se fosse anche ministro degli Esteri, della Difesa e della Giustizia e pertanto parla di flat tax e dello stadio della Roma, propone riforme del codice penale e immagina l’introduzione di nuovi dazi. Soprattutto, interviene a gamba tesa in politica estera. In sole due settimane Salvini ha riposizionato l’Italia sullo scacchiere internazionale. Dopo aver avvicinato il Paese alla Russia di Putin, ha inaugurato nuovi canali con l’Austria e l’Ungheria di Sebastian Kurz e Viktor Orban. Nel frattempo è riuscito ad aprire almeno tre crisi diplomatiche, facendo infuriare rispettivamente Francia, Malta e Tunisia. Protagonista è dire poco.

In conclusione bisogna annotare, dandogli atto, che Salvini possiede un’alta capacità di escogitare strategie utili a dargli consenso stuzzicando, e sfruttando, il peggio dell’animo umano e, cosa ancora più importante, sa seguirle con quella improntitudine che lo distingue e che manca clamorosamente a tutti gli altri. E la cosa gli consente di dominare la scena politica attuale senza alcun freno. Nonostante i bluff, nonostante le sparate, nonostante tutto.

Stanislao Barretta

Castellammare, fiaccolata di solidarietà per la 12enne stuprata: i dettagli

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Castellammare, fiaccolata di solidarietà per la 12enne stuprata: i dettagli

Castellammare di Stabia, è stata organizzata una fiaccolata di solidarietà per la 12 di Gragnano, stuprata dal branco. L’organizzazione è ad opera delle associazioni “Centro italiano femminile” e “Donne per Stabia”, che hanno dato via a questa iniziativa per sollevare l’attenzione della città sui casi di violenza che si stanno registrando negli ultimi tempi e con molta frequenza, soprattutto a danno di minori.

La fiaccolata avrà luogo questa sera alle ore 20, partendo dall’hotel Miramare. «Percorreremo il lungomare e la villa comunale di Castellammare fino alla Cattedrale» spiega la presidente del Cif, Fiorella Girace, a nome delle due associazioni di Castellammare di Stabia.

E’ un mese ormai che non si parla d’altro in città, ed è per questo e per sensibilizzare la cittadinanza tutta all’argomento, che si è pensato di fare questo gesto, per esprimersi anche nei confronti di tutte le bambine e i bambini e le donne vittime di violenza.

FOTO ViViCentro – III Memorial ‘Musella’, il racconto in scatti dell’evento

III Memorial ‘Musella’, il racconto in scatti dell’evento

Si è chiusa una due giorni di emozione pura, si è chiuso il terzo Memorial ‘Gaetano Musella’ organizzato dall’ASD San Paolo. Vivientro.it, media partner dell’evento, vi racconta tutta la manifestazione in foto: dal calcio d’iznio alle gare, passando per l’emozione della consegna di un quadro alla Signora Simona fino al talk con gli ospiti e la premiazione finale.

Foto di Enrico Varone