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Salvitler, dopo i migranti, i Rom
Editoriali Politica

Salvitler: dopo i migranti, i ROM

Salvitler, il neo bulloministro dell’Interno, dopo la carta migranti, ha messo sul tappeto anche quella dei ROM, altri “nemici” (chiaramente inermi come si addice ad un bulletto) da combattere per conto e per nome del suo gregge. Ed anche questa volta mostra di saper scegliere i bersagli da utilizzare sia perché sono invisi al suo gregge che perché, alla fin fine, non sono certamente temibili ed in grado di fargli spegnere quel sorriso e ghigno borioso quando lancia i suoi proclami come fa il contadino quando lancia il becchime ai suoi polli.

Ora vuole, almeno così dice, una “ricognizione per vedere chi, come e quanti sono” i cosiddetti ROM e tutti abboccano. Il suo gregge ed il suo pollaio acclamandolo, l’opposizione per criticarlo (tutta vitamina per lui) e, nel farlo, lo attacca dicendo: “È faticoso essere cattivo”, mostrando così, ancora una volta, di non aver capito niente e di continuare a non capire come realmente contrastare, e non vitalizzare, il bulloministro Salvini che di queste critiche fine a se stesse si nutre e così, come una crisalide, continua la sua evoluzione verso il Salvitler che è in lui.

Per lui, per il bulloministro, per il Salvitler tutto fare, essere “cattivo” non è affatto faticoso, anzi, è la cosa che gli viene meglio perché lui, per dirla alla Totò, ci nacque e tale resta, anzi, con la crescita fisica, anche la cattiveria è cresciuta fino a renderlo come appare ora: astioso, borioso e bulletto di quartiere in evoluzione Salvitleriana.

L’opposizione, e gli italioti che si beano e si fanno tronfi a loro volta delle sue “sparate”, gli vanno dietro senza nemmeno lontanamente valutare, nel concreto, il suo blaterare perché, se così facessero, vedrebbero, come fa il bambino della fiaba danese: ‘I vestiti nuovi dell’imperatore’ di Hans Christian Andersen, che “il Re è nudo”, ed il nostro Salvitler lo è di certo, ed anche in maniera sconcia e volgare.

Per farlo, a tutti, italioti ed italiotica opposizione, basterebbe valutare ed analizzare le sue “sparate” sul terreno della realtà e, se vogliamo, anche della Costituzione.

Vogliamo provare a farlo qui? Bene!

Premesso che, ovviamente, questa è solo una mia valutazione espressa approfittando della democratica libertà ancora vigente e che come tale potrebbe quindi essere opinabile (al caso, dite pure la vostra), valutiamo quanto segue.

MIGRANTI

Al di là del becchime che Salvitler lancia ai suoi, la realtà è una ed una sola: non si possono fermare gli sbarchi, né smettere di salvare vite nel Mediterraneo, e questo il bulloministro lo sa bene. A non saperlo, a non volerlo ne vedere ne capire, è il suo gregge e pollaio. Poi c’è anche l’inesistente opposizione che, quando parla, è come se gli facesse forti iniezioni di vitamina perché lo scaltro Salvitler rigira il tutto facendosi martire: tutti contro di me, tutti mi attaccano …. allora vuol dire che sto facendo bene (SIC) e, con il vostro aiuto e permesso, andrò fino in fondo (…. e muoia Sansone con tutti i Filistei), ed anche questo fa rabbia.

Domanda: ci vorrebbe tanto a ricordare che, con la ratifica degli emendamenti alle convenzioni Sar e Solas del 2004, nonché il coordinamento di tutte le missioni di salvataggio in capo a Roma voluto da Renzi, siamo obbligati a soccorrere comunque ogni gommone alla deriva nella nostra area di “search and rescue”, così come in quella di Malta. 

Tenere indietro le navi della guardia costiera di qualche chilometro, come millanta il Salvitler tuttofare che, in questo, si fa anche Ministro della difesa, significa semplicemente che i migranti che partiranno dalla Libia saranno raccolti da altre navi – mercantili, pescherecci, imbarcazioni delle organizzazioni non governative, quel che volete – e poi trasportati a bordo delle nostre imbarcazioni militari. Da lì, nei porti italiani (come gli ultimi sbarcati a Catania). Punto.

E questo è, con buona pace del gregge e pollaio filo Salvitler che per ignoranza, boria e cattiveria, lo ignora – o mostra di ignorarlo o volerlo ignorare – e continua ad applaudire il suo “Re nudo” che, al contrario, ben lo sa ed allora eccolo pronto ad aumentare il fumo attingendo in un altro filone fruttifero: quello dei ROM.

ROM

Il censimento sui rom su base razziale è solo l’ultima provocazione.

Per nostra e loro fortuna, nonché con buona pace del bulloministro Salvitler che fa finta di non saperlo, non siamo più nel 1938. Oggi c’è un qualcosa a lui ostica chiamata Costituzione che ci protegge da idee di questo tipo e che rende frasi come «purtroppo i rom italiani ce li dobbiamo tenere», come anche dalle sue altre terribili e inaccettabili sparate fine a se stesse, come quella sulla nave Aquarius e la minaccia di chiudere i porti; “sparata” che ha portato il suo gradimento alle stelle, con la Lega che oggi è accreditata del 29,5%, mezzo punto sopra il Movimento Cinque Stelle.

E di fatto ed in effetti questa è l’unica cosa che gli interessa. A differenza di quasi tutti i suoi colleghi, opposizione inclusa, il bulloministro sa ben giocare le sue carte visto che ben conosce gli umori del Paese e, forte della sua boria ed arroganza, non si vergogna affatto a ergersi a rappresentante delle istanze più xenofobe e securitarie. E lo fa con tutta la sua improntitudine ben sapendo che poi saranno altri a non concedergli di fare quel che vuole– Di Maio, Conte, Mattarella, l’Unione Europea, la Costituzione – e che quindi, ancora più, potrà poi ergersi, ed ergere chi rappresenta, a vittima di alleati pavidi e di poteri forti che ci etero dirigono. Fino a che, ovviamente, non sarà lui al governo.

E non ci sono solo i migranti ed il censimento dei rom.

Il bulloministro, come scrive anche Cancellato su l’Inkiesta, parla come se fosse anche ministro degli Esteri, della Difesa e della Giustizia e pertanto parla di flat tax e dello stadio della Roma, propone riforme del codice penale e immagina l’introduzione di nuovi dazi. Soprattutto, interviene a gamba tesa in politica estera. In sole due settimane Salvini ha riposizionato l’Italia sullo scacchiere internazionale. Dopo aver avvicinato il Paese alla Russia di Putin, ha inaugurato nuovi canali con l’Austria e l’Ungheria di Sebastian Kurz e Viktor Orban. Nel frattempo è riuscito ad aprire almeno tre crisi diplomatiche, facendo infuriare rispettivamente Francia, Malta e Tunisia. Protagonista è dire poco.

In conclusione bisogna annotare, dandogli atto, che Salvini possiede un’alta capacità di escogitare strategie utili a dargli consenso stuzzicando, e sfruttando, il peggio dell’animo umano e, cosa ancora più importante, sa seguirle con quella improntitudine che lo distingue e che manca clamorosamente a tutti gli altri. E la cosa gli consente di dominare la scena politica attuale senza alcun freno. Nonostante i bluff, nonostante le sparate, nonostante tutto.

Stanislao Barretta

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