Il Mattino ha esaltato la prestazione del francese di origini marocchine
Ieri una grande partita da parte di Malcuit, che ha creato il panico sulla destra con le sue scorribande offensive, infatti, l’edizione odierna de Il Mattino ha esaltato la prestazione del francese:
”Sarà perché è stato sul punto di smettere che tutto il calcio di Kevin Malcuit appare come una evasione dalla sua difesa. Non sale verso il centrocampo, scappa per tornare a quell’area dove voleva stare e aspettare i palloni per segnare. Si, perché Malcuit nasce attaccante, poi viene spostato da Michel Estevan, allenatore dell’Etoile Football Club Fréjus Saint- Raphael, sulla fascia, e il resto è una storia di pallone sperimentale e derivazione del principio di Archimede: più lo immergevano nelle retrovie, maggiore era la forza che lo riportava nelle aree avversarie, adesso lo sa e bene anche Pippo Inzaghi. Due dei tre gol del Napoli al Bologna sono nati dalle evasioni di Malcuit e dai cross conseguenti.”
Hamsik ha abbandonato il campo contro l’Inter per un problema
Marek Hamsik è uscito dal campo contro l’Inter per un problema al flessore. Secondo l’edizione del Corriere dello Sport, per rivederlo in campo ci vorrà un mese. Hamsik potrebbe ritornare a fine gennaio o anche inizio febbraio tra i titolari, a cavallo tra le partite con Milan e Sampdoria.
Dopo il successo sul Bologna il Napoli riposerà per la sosta invernale.
Il Napoli riprenderà la preparazione il 7 gennaio a Castelvolturno. Tornerà in campo il 13 gennaio per l’ottavo di Coppa Italia contro il Sassuolo al San Paolo.
La serie A, invece, comincerà per il Napoli domenica 20 gennaio, al San Paolo c’è la Lazio, posticipo della 20esima giornata (ore 20.30)
Marek Hamsik, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul suo sito ufficiale. Ecco riportate le sue parole:
”Abbiamo iniziato il 2018 primi in classifica giocando un ottimo calcio, ma non siamo riusciti a replicare alla Juventus che ha vinto il campionato. Ricorderemo il nostro l’accoglienza dopo essere tornati vittoriosi da Torino contro la Juventus. Quasi 25.000 tifosi ci stavano aspettando all’aeroporto di Capodichino. Bellissima! Siamo al secondo posto in campionato ora. Siamo a nove punti sulla prima, ma ci sono ancora 19 partite che ci aspettano fino alla fine del campionato. Tutto è possibile”.
Sulla Champions League
”Sono molto felice di essere entrato nella storia del grande Napoli dopo aver superato Maradona per gol. Apprezzo tutti i record che ho battuto, sono orgoglioso di essere qui da 12 stagioni, è davvero incredibile. Faccio parte della storia di questo club e ne vado orgoglioso, i tifosi sono unici”.
Da Sarri ad Ancelotti
”Sono due fantastici allenatori. Sarri ha fatto un ottimo lavoro. Per tre anni abbiamo giocato un bel calcio, il nostro gioco è stato ammirato da tutti. Poi abbiamo cambiato in estate. Sulla nostra panchina c’è Ancelotti, che ha già vinto molti trofei. Abbiamo cambiato il nostro modo di giocare, ma stiamo andando bene e stiamo giocando ancora un bel calcio.”
Obiettivi entro il 2019
”La cosa più importante è la salute. Credo che servirà a tutta la mia famiglia. Sarei felice di vincere un trofeo con questa maglia. Siamo competitivi in serie A, in Coppa Italia e in Europa League. L’anno 2019 sarà importante e impegnativo anche per la Nazionale”.
In attesa del via libera (definitivo?) alla legge di bilancio, un provvedimento contestato dalle opposizioni che accusano la maggioranza di aumentare le tasse per finanziare reddito di cittadinanza e quota 100 vediamo le pagelle stilate da Alessandro Penati, su Il Sole 24 ore, sul grande spettacolo offerto dal cosiddetto governo del cambiamento, e della sua Legge finanziaria, che – tra dirette FB e Twitter – hanno tenuto banco per nove mesi, catalizzando l’attenzione di milioni di spettatori in tv, sulla stampa e sui social.
Purtroppo, come anche da noi espresso da tempo, non tutte le performance sono state all’altezza delle aspettative alimentate dalle parole del DUO tant’è che, sin dall’inizio avevamo subito identificato il governo gialloverde come un connubio tra il Di Maio Masanielloed il Salvini Brighella e Gioppino (Brigino) con l’aggiunta, poi, del Conte Robespierre.
Oggi, sull’autorevole Il Sole 24 ore, Alessandro Penati stila le sue pagelle sugli ultimi nove mesi del ns governo, e non solo, e in esse ci siamo ritrovati per cui, con piacere, le riportiamo alla vostra attenzione:
Di Maio e Salvini bocciati, opposizione inesistente
I Dioscuri Di Maio e Salvini
Scritturati per i ruoli di Cola di Rienzo e Masaniello alla guida del Popolo per rovesciare il potere delle élite e portare la rivoluzione a Bruxelles, hanno recitato la parte di Meo Patacca e Pulcinella.
Dal dramma alla commedia all’italiana, con gag da cinepanettone come l’annuncio dal balcone della fine della povertà, o la lettera della Commissione europea scambiata per quella a Babbo Natale. Dovevano spezzare le reni all’Europa; è finita a tarallucci e vino. La Finanziaria del popolo si è rivelata la solita macchinetta acchiappavoti: un bel sussidio per il Sud; pensione anticipata e meno cartelle esattoriali per il Nord; una spruzzata di favori agli amici; tasse e gabelle per tutti gli altri. Voto: 3
I commissari europei
Grandi sacerdoti della Legge europea, rigorosi tutori di un imparziale rigore, disgustati dallo spettacolo blasfemo dei Dioscuri minacciano l’ira funesta. Ma sono anche uomini di mondo in scadenza di mandato: pure il presidente francese Emmanuel Macron ha problemi e allora ci vuole un occhio di riguardo. Così accettano il rinvio di clausole di salvaguardia che nessuno attiverà mai, promesse di privatizzazioni irrealizzabili e limiti ai deficit futuri che non verranno rispettati. Ma salvano la faccia. Tanto c’è il Mercato a fare il lavoro sporco. Voto: 4
Il Mercato
Deus ex machina, chiama il bluff della retorica sovranista facendo subito capire ai Dioscuri che, va bene lo spettacolo, ma coi risparmi degli altri non si scherza. Poi favorisce una soluzione che salva la faccia a tutti. Accusato di ogni male, denigrato e criticato: ma se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Voto: 9
Giuseppe Conte
Ricorda il miglior Alberto Sordi: quello de Il marchese del Grillo. Debutta con una grande interpretazione. Voto: 7
Giovanni Tria
Fa Crozza che imita Tria. Dunque, il voto è del comico: un’imitazione esilarante che, insieme alla scena del balcone di Luigi Di Maio, ha portato lo spettacolo ai vertici di ascolti e gradimento. Voto: 8
Paolo Savona
Leader dei teorici della Mad (Mutually assured destruction): il famoso Piano B che avrebbe costretto l’Europa e la Bce a finanziare illimitatamente il nostro debito pubblico, sotto la minaccia di far saltare l’euro e trascinare l’Eurozona nella polvere. Un misero bluff: non era un’atomica; era una scacciacani. Voto: 4
Sergio Mattarella
La classe (anche politica) non è acqua. Impeccabile, mantiene l’aplomb senza sbavature, anche quando lo spettacolo rasenta il pecoreccio. Meritata la standing ovation alla Scala. Voto: 8
I risparmiatori italiani
Babbei quando credono che il governo, senza un soldo in tasca, possa farli lavorare meno, ridurre le tasse, garantire un reddito minimo e abolire la povertà per decreto. Ma se si tratta dei loro risparmi tornano saggi e fuggono dai Btp a gambe elevate. Oro alla patria? No, grazie. Voto: 6
Mario Monti ed Elsa Fornero
In tv a rimpiangere il governo delle élite illuminate: che malinconia! Ricordarsi di leggere Quel che resta del giorno del premio Nobel Kazuo Ishiguro, e concludere come il maggiordomo Mr. Stevens: «Forse è giunto il momento che io cominci a considerare con maggiore entusiasmo l’intera faccenda dello scambio di battute scherzose». Voto: 5
I professoroni
Si impegnano in dotte analisi per dimostrare l’ovvio: non c’è una lira per le promesse elettorali. Con grande realismo spiegano poi al pubblico (che non li ascolta) la differenza tra Procedura per deficit eccessivo e Debito eccessivo, la rilevanza dello zero virgola per la sostenibilità del debito, le virtù del Fiscal compact. Ma non si accorgono che, senza nuove idee, il capitalismo liberale in Europa sta andando a pezzi. Voto: 5
I giornaloni (e i giornaletti)
Nove mesi di analisi, retroscena, editoriali, sondaggi, commenti, indagini, scoop, gossip, veline, interviste sui Dioscuri e i loro comprimari, manco fossero Winston Churchill e Alcide De Gasperi. Ogni tweet, post, like, video, viene riferito, discusso, analizzato, commentato, facendo da cassa di risonanza a quei social che li stanno uccidendo. Alla ricerca della copia perduta, rischiano la morte per overdose. Voto: 5
I talk show
Più noiosi dell’ennesimo Grande fratello. Uno di qua, l’altro di là, si scambiano battute che vorrebbero mordaci, ma finiscono per urlarsi addosso. Le solite domande scontate. Ospiti in sala come tifosi da curva sud. Meglio il wrestling. Voto: 3
Le élite e i poteri forti
Sono i nemici dichiarati dei Dioscuri, ma non fiatano, convinti che convenga sempre essere filo-governativi, per poi negoziare sottobanco. Dopo lo sconquasso del sistema bancario, la fuga dei capitali, la penalizzazione di imprese e investimenti e le prime avvisaglie di recessione, si comincia a udire qualche timido pigolio. Se il Governo ha «le palle» (Matteo Salvini dixit) la solita vaselina non basta: tirare fuori gli attributi. Voto: 4
L’opposizione
Nel copione la parte c’era. Ma non l’ha recitata nessuno. Senza voto
Ti sei perso la prima stagione? Tranquillo! Nel 2019 andrà in onda il sequel, ancor più spettacolare. I Dioscuri tenteranno di cambiare la Costituzione, stravincere le elezioni europee, e finalmente issare la Bandiera del popolo a Bruxelles. Sarà l’anno primo dell’Era sovranista?
Come disse Stephen Hawking, «la vita sarebbe tragica se non fosse divertente».
Io, come sempre, molto più semplicemente e modestamente, mi limito a ripetere: “ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere”; ed il mio solito mantra: “io speriamo che me la cavo”
28 dicembre 2018 13:00
Conte: la manovra garantisce gli investimenti per la crescita. Il nostro è un governo populista perché rispetta gli impegni presi con gli elettori. Bagarre in…
27 dicembre 2018 19:33
Retromarcia del governo giallo-verde sulla tassa contro gli enti no profit. La denuncia dell’ufficio parlamentare di bilancio: “la Manovra è su un…
Il Napoli vince contro il Bologna al termine di un match difficile. Ad aprire le marcature è Arek Milik che al 15’ vince un rimpallo e nella mischia dell’area di rigore e trova la rete. Gli azzurri dopo aver sfiorato diverse occasioni per il raddoppio subiscono il gol del pareggio di Santander. Al rientro in campo, al 51’ nuovamente l’attaccante polacco a riportare il Napoli sul 2-1, segnando di testa, su assist di Malcuit. I felsinei non demordono ed all’81’ con Danilo trova il gol del 2-2. Gli azzurri reagiscono con Dries Mertens che con un tiro dal limite dell’area buca Skorupuski, regalando così tre punti importanti alla squadra.
Guarda le foto di Napoli-Bologna realizzate dal fotografo Giovanni Somma che ci racconta l’emozionante vittoria degli azzurri al San Paolo.
Il Napoli vince contro il Bologna al termine di un match difficile. Ad aprire le marcature è Arek Milik che al 15’ vince un rimpallo e nella mischia dell’area di rigore e trova la rete. Gli azzurri dopo aver sfiorato diverse occasioni per il raddoppio subiscono il gol del pareggio di Santander.
Al rientro in campo, al 51’ nuovamente l’attaccante polacco a riportare il Napoli sul 2-1, segnando di testa, su assist di Malcuit. I felsinei non demordono ed all’81’ con Danilo trova il gol del 2-2. Gli azzurri reagiscono con Dries Mertens che con un tiro dal limite dell’area buca Skorupuski, regalando così tre punti importanti alla squadra
Guarda le foto di Napoli-Bologna realizzate dal fotografo Antonio Toscano che ci racconta l’emozionante vittoria degli azzurri al San Paolo, nell’ultimo match del 2018
Napoli:Meret, Malcuit, Albiol, Maksimovic, Ghoulam (68′ Mario Rui), Callejon (83′ Ounas), Allan, Zielinski, Verdi (58′ Fabian Ruiz), Mertens, Milik. A disp. Ospina, Karnezis, Luperto, Hysaj, Diawara, Rog, Younes. All.Carlo Ancelotti
Bologna:Skorupski, Danilo, De Maio, Helander, Dijks, Pulgar, Svanberg (71′ Nagy), Poli (79′ Orsolini), Mattiello, Palacio, Santander (42′ Falcinelli). All. Filippo Inzaghi
Arbitro:Calvarese di Teramo Marcatori:16′ A. Milik, 37′ Santander, 52′ A. Milik, 80′ Danilo, 88′ D. Mertens Note:ammoniti Pulgar, De Maio, Malcuit, Allan
Nocera, “Un calcio al Bullismo!”: ex calciatori della Nocerina e alunni del Liceo insieme per dire No al bullismo
Il prossimo 26 gennaio la città di Nocera Inferiore darà un “Un calcio al bullismo”: questo il nome dato all’evento, in collaborazione con il Comune di Nocera Inferiore e l’Associazione AS.VEI.DE., che si svolgerà a partire dalle 10 all’interno della sala consiliare.
Ex calciatori della Nocerina e alunni del liceo scientifico sportivo insieme per dire il loro convinto “No al bullismo!”.
Durante l’evento saranno proiettati dei videomessaggi di Gianfranco Zona e Fabrizio Maiello. Prevista anche una Mostra Fotografica curata da Claudio Cricca. L’evento è aperto a tutti.
Dopo le polemiche e gli ululati razzisti nei confronti di Kalidou Koulibaly durante il match tra Inter e Napoli dello scorso 26 dicembre, lo stadio San Paolo ha voluto manifestare la propria vicinanza al difensore senegalese in occasione della gara tra gli azzurri e il Bologna.
Ecco quanto scritto dall’edizione odierna di TuttoSport: “L’abbraccio più forte, sentito e sincero è arrivato dalla sua gente. Dal suo popolo e dalla sua città, quella che ha accolto Koulibaly e che lui difende in campo e fuori dal campo. Ieri Napoli si è schierata al fianco del suo campione anche di umanità, vittima di cori razzisti a Milano nella gara con l’Inter. Una manifestazione di solidarietà che ha coinvolto tutto lo stadio San Paolo e in un Napoli-Bologna in cui Kalidou Koulibaly non ha giocato a causa della squalifica inflittagli dal giudice sportivo (di 2 giornate), è stato protagonista assoluto. Non era in campo, ma era dovunque, in ogni angolo del San Paolo che ha visto presentarsi migliaia tifosi con la maschera raffigurante l’effige del difensore franco-senegalese”.
E’ ancora fresca, e non potrebbe essere altrimenti, la morte di Belardinelli negli scontri tra tifoserie dello scorso 26 dicembre durante il match tra Inter e Napoli. Gli ultras partenopei, infatti, non hanno esposto la maschera di Kalidou Koulibaly in segno di solidarietà nei confronti di quest’ultimo (come successo in tutto il resto dello stadio) ma si sono astenuti.
Secondo l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, entrambe le curve dello stadio San Paolo si sarebbero astenute in omaggio a Belardinelli perchè, per loro, è “caduto in battaglia” (quanto basta per definire la logica aberrante delle frange più estreme del popolo ultras.
Il suo avvocato Hillary Sedu, negli scorsi giorni aveva presentato una denuncia alla Procura di Napoli: “La mancanza di cure – sostiene – ha provocato nella donna piaghe da decubito profondissime che le hanno leso la cute e la carne fino a quasi far intravedere le ossa. Il 21 dicembre era stata trasferita con urgenza nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale del Mare, dove purtroppo è deceduta”. Il legale, a seguito del decesso dell’anziana donna, ha poi presentato un’integrazione alla denuncia, chiedendo alla magistratura di sequestrare il corpo e disporre l’autopsia, dalla quale potrebbero emergere nuovi elementi per fare piena luce sulla drammatica vicenda, e accertare eventuali responsabilità.
Intanto le criticità all’interno del San Giovanni Bosco continuano: appena pochi giorni fa, infatti, il pronto soccorso della struttura ospedaliera era stato interdetto per diverse ore a causa di una nuova “emergenza formiche”.
Scafati, incendiata la saracinesca di una pescheria: i Carabinieri indagano sul raid di questa notte
Non è stata una notte tranquilla quella da poco trascorsa a Scafati. Secondo quanto riferiscono i colleghi de ilMattino, un raid incendiario ha distrutto la saracinesca di una pescheria di via Santa Maria la Carità. Nessun dubbio sulla natura dolosa dell’incendio. Sarebbe stato, infatti, accertato dai primi rilevamenti effettuati dagli esperti dei Vigili del Fuoco che qualcuno avrebbe appiccato l’incendio mediante l’utilizzo di un liquido infiammabile. Diverse tracce sono state ritrovate su ciò che rimane della serranda esterna dell’attività commerciale. Fortunatamente ad essere stata danneggiata sarebbe stata solo la parte esterna, con le fiamme, quindi, che non sono riuscite a penetrare all’interno del locale. Le indagini per dare una spiegazione a quello che sembra a tutti gli effetti un atto intimidatorio sono state subito avviate. Sul posto i carabinieri della locale tenenza che stanno cercando di far luce sui fatti. I gestori della pescheria sarebbero stati già sentiti dagli uomini dell’Arma a cui avrebbero assicurato di non aver ricevuto minacce o richieste estorsive.
I militari, coordinati dal tenente Gennaro Vitolo, ipotizzano dunque un dispetto per questioni di natura personale, ma non è ancora escluso che il raid possa essere legato in qualche modo all’azione della criminalità organizzata.
E’ stato l’autore della doppietta che aveva indirizzato la partita dalla parte del Napoli con una prova maiuscola fatta di giocate utili alla squadra, condite da una rete da grande opportunista e da un colpo di testa che ha fulminato il portiere avversario. Grazie a questa grande prestazione, Arek Milik si è guadagnato gli elogi dei maggiori quotidiani.
Ecco cosa scrivono di lui: Gazzetta 7:Due gol, una traversa e un altro paio di occasioni. Il centravanti di sostanza c’è. Alla prima stagione senza infortuni è già in doppia cifra. Tuttosport 7,5:Una doppietta da attaccante vero, il decimo in questo campionato, con una media realizzativa come pochi in circolazione. Ancelotti non può fare a meno di lui. Corriere dello Sport 7,5:Un centravanti vero, autentico: vogliono i gol da lui e sono dieci, a modo suo, di potenza, di prepotenza (uno ogni 98 minuti). Poi ci mette anche la traversa. Il Mattino 7,5: Mischione in area, con un gol da opportunista che era pane per i denti del tecnico avversario. Poi, poiché, finalmente i cross gli arrivano fa valere il suo fisico e la sua altezza. E infatti il suo secondo gol è il manifesto dell’attaccante d’area. Ha indole da combattente e non si sottrae neppure quando c’è da correre all’indietro.
Torre del Greco, l’Ordine dei Giornalisti consegnerà il tesserino onorario a Giovanni Battiloro, vittima della tragedia di Ponte Morandi a Genova
Durante la consueta conferenza stampa di fine anno del premier Conte, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, ha espresso la sua intenzione di dedicare due tesserini onorari: uno a Govanni Battiloro, l’altro ad Antonio Megalizzi.
Entrambi scomparsi in tragiche circostanze poco prima di conseguire il tesserino e realizzare il proprio sogno. Giovanni Battiloro è uno dei quattro figli di Torre del Greco scomparsi nel crollo del Ponte Morandi di Genova, il 14 agosto scorso. Battiloro, che aveva seguito la squadra del Napoli in ritiro estivo come videoreporter, era insieme ad alcuni suoi amici (Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione) mentre attraversava il ponte per raggiungere la Francia, meta delle loro vacanze. Poi il crollo che ha spezzato 43 vite tra cui quella del giovane aspirante giornalista.
Antonio Megalizzi, 28 anni di Trento, scomparso il 14 dicembre scorso, è stato colpito mortalmente durante l’attentato ai mercatini di Natale a Strasburgo avvenuto, pochi giorni prima, l’11 dicembre. Il ragazzo ha ceduto dopo diversi giorni passati in terapia intensiva.
Ad entrambi, l’ordine dei Giornalisti ha voluto tributare un tesserino onorario per i valori portati avanti spezzati troppo presto da due tragedie.
Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha inviato una lettera al quotidiano La Gazzetta dello Sport per commentare le vicende accadute lo scorso 26 dicembre in occasione di Inter-Napoli dove, durante gli scontri tra tifoserie, un tifoso ha perso la vita.
Ecco le parole di Salvini: “Lo ribadisco: tolleranza zero con i delinquenti, ma sono nettamente contrario alla chiusura degli stadi o di alcuni settori. E non mi convincono neppure i divieti alle trasferte. La responsabilità è sempre personale: non concepisco l’idea di punire tutti gli appassionati, senza distinzioni. Anche perché i violenti sono una sparuta minoranza. Il mio impegno è portare legalità e rispetto, con la speranza di riempire le tribune e non di svuotarle. Mi piace immaginare gli spalti zeppi di famiglie e bambini, magari già a partire dalle prossime partite che prevedono San Siro a porte chiuse: Regione Lombardia ne sta parlando con il presidente del Csi di Milano. Sarebbe un bel segnale. I problemi non si risolvono solo con la forza, quando è possibile: è meglio dialogare e inchiodare tutti alle proprie responsabilità. Mi metto in ascolto, come già fatto a novembre per affrontare l’allarme delle violenze contro gli arbitri nei campionati dilettantistici e giovanili. Sono ministro ma anche tifoso: ho girato per gli stadi di mezza Italia, per questo sono sorpreso da chi chiacchiera senza aver mai messo piede in una curva. Leggo con attenzione anche la posizione della Uefa, ovviamente, anche se non la condivido. Ha criticato la gestione dell’emergenza vissuta durante Inter-Napoli, per usare le parole della Gazzetta di ieri. Secondo Nyon, Inter-Napoli doveva essere sospesa per i cori razzisti a Koulibaly. Non sono convinto. Stoppare la partita, con gli scontri accaduti prima della sfida, avrebbe potuto provocare guai peggiori per l’ordine pubblico. In più, senza voler giustificare o tollerare volgarità e offese, mi chiedo: intendiamo difendere i giocatori beccati per il colore della pelle, ma non quelli a cui si insultano le madri? Inveire contro la famiglia di un Materazzi si può? E qual è il confine tra l’insulto razzista e l’insulto e basta? Nel 2018, chi disprezza un altro essere umano per il colore della pelle è un cretino. Ma proprio perché il problema razzismo è tremendamente serio, non va banalizzato. Benissimo le campagne di sensibilizzazione, i richiami, le multe. Ma il nocciolo è la mancanza di buonsenso e di rispetto. Peraltro, tanto per essere più chiari, vorrei un campione come Koulibaly nel mio Milan”.
Koulibaly commosso per la reazione dei tifosi del Napoli: “Queste emozioni resteranno nel mio cuore per sempre”
Migliaia di maschere con il suo volto, una reazione semplice quella dei supporter napoletani, forse quella più naturale dopo i brutti episodi di San Siro durante Inter-Napoli, ma che ha un significato intenso. Dopo gli ululati razzisti, Kalidou Koulibaly ritrova l’accogliente casa del San Paolo e la sua gente, la gente di Napoli che negli ultimi anni l’ ha prima accolto e poi trattato come un figlio.
Il calore tributatogli durante la partita di ieri contro il Bologna ha in qualche modo rinnovato questo legame, oltre ad aver dato una nuova dimostrazione del carattere accogliente e solidale tipico dei napoletani. Il franco-senegalese, molto commosso per tutti gli attestati di stima e affetto giunti in questi giorni, ha voluto ringraziare tutti sul suo account ufficiale Instagram.
“Le emozioni di questa giornata e questa vittoria resteranno per sempre nel mio cuore. Grazie e Forza Napoli Sempre” ha scritto Koulibaly ringraziando i tifosi. Il calciatore azzurro, anche se non è potuto scendere in campo ieri contro il Bologna a causa della squalifica, ha assistito alla gara dalla tribuna soffrendo e lottando per i compagni fino alla vittoria finale.
Dopo gli scontri di Milano tra ultras del Napoli e dell’Inter, il Questore della città partenopea è intervenuto per fare il punto sui lavori allo stadio San Paolo in vista delle prossime Universiadi.
Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de La Repubblica: “Grazie alle Universiadi ci sarà un nuovo modello di sorveglianza: telecamere ai tornelli che trasmetteranno immagini digitali e altamente tecnologiche per rendere ancora più sicuro il San Paolo. Riuscire a inquadrare faccia per faccia ogni tifoso, riuscire a stabilire la geografia dei gruppi ultrà all’interno delle curve significa anche ricostruire i rapporti di forza in tutto lo stadio. Rispetto i tifosi delle curve che per la stragrande maggioranza sono persone per bene, ma c’è uno zoccolo duro e non sono pochi”.
Scossa di terremoto nel Lazio, avvertita anche a Napoli: centralino del 118 tempestato di chiamate, ma nessun danno a cose o persone
Notte in bianco per i cittadini della regione Lazio. Una forte scossa di terremoto ha fatto tremare Roma questa notte poco dopo l’una. Un sisma di 3,5 gradi di magnitudo è stato registrato a pochi chilometri dalla capitale: l’epicentro è stato registrato nel comune di Gallicano nel Lazio, a 10 chilometri di profondità e a soli 24 km dalla capitale d’Italia. Al momento non si registrerebbero danni a cose o persone. Tante le chiamate ai numeri per le emergenze di cittadini preoccupati alla ricerca di informazioni. La scossa è stata abbastanza potente da essere avvertita anche a Napoli. Anche qui centralini del 118 tempestati di chiamate, ma nessuna richiesta di intervento.
Pochi minuti prima, un’altra scossa, di magnitudo 2.9, facente parte dello sciame sismico che sta interessando la provincia di Catania ha messo in agitazione la popolazione siciliana.
Al termine del girone di andata di Serie A, il Napoli si ritrova secondo a nove punti dalla prima in classifica e a cinque dalla terza. Un bilancio positivo per gli uomini di Carlo Ancelotti che, senza la schiacciasassi Juventus, sarebbe in lotta per il primo posto.
Ecco quanto scritto dall’edizione odierna di TuttoSport: “‘Abbiamo vinto questa partita perché abbiamo avuto carattere, contro il Bologna che ha giocato bene e ci ha creato molti più problemi di altre squadre che sono venute al San Paolo’, la sintesi di Carlo Ancelotti è quella più corretta immediatamente dopo il 3-2 col quale il Napoli ha battuto un Bologna coriaceo, generoso e capace di rimontare due volte lo svantaggio. Poi, la zampata di Mertens agli sgoccioli del match, ha consegnato ad un San Paolo vestito a festa (46mila spettatori) il sofferto successo nell’ultima gara del girone d’andata. Azzurri che contano 44 punti al giro di boa, 9 in meno rispetto alla Juventus dei record e con una distanza di garanzia (5 punti) sull’Inter che insegue. Bilancio positivo. Ora c’è la sosta ed il 20 gennaio, sempre al San Paolo ma contro la Lazio, Ancelotti vuole ritrovare una formazione che abbia ritrovato le energie venute meno nelle ultime prestazioni”.
Laboriosa gestazione, per il maestro Puccini, quella della nascita di Bohème. Egli stava lavorando alla “Lupa” di Verga ed addirittura aveva appena compiuto un viaggio in Sicilia, per sondare le emozioni che l’Isola poteva suscitargli. Quando si imbatté, invece, nell’opera di Henry Murger: le “Scenes de la vie bohème”, che tanto gli ricordano – e gli fanno quasi rivivere – i suoi anni giovanili a Milano, vissuti in piena “Scapigliatura”. Ne resta letteralmente catturato, mette a dura prova la pazienza e la resistenza dei suoi due librettisti – Luigi Illica e Giuseppe Giacosa – ed in pochi mesi produce un capolavoro che tutte le volte che lo vivi – o lo ascolti solamente – ti suscita una di quelle emozioni che ti investono e ti attraversano l’animo, facendoti (spesso!) versare anche qualche lacrimuccia di autentica emozione, non solo spirituale.
La Fondazione Arena in questo scorcio 2018, nonostante le note e travagliate vicende gestionali (e le comprensibili conseguenze sindacali!), è riuscita ad allestire uno spettacolo dignitosissimo ed elegante, andando a ripescare la fortunata regia che Giuseppe Patroni Griffi approntò per il Regio di Torino, in occasione del centenario di Bohème (1996) e ottimamente ripresa da Stefano Trespidi dopo un ventennio.
Scenografie di Aldo Terlizzi Patroni Griffi, realizzate tradizionalmente in modo realistico, senza i voli pindarici dell’innovazione a tutti i costi, ma riuscitissime e suggestive. Nel quadro della “Barrière d’Enfer”, efficacissima ed emozionante è stata la scena della nevicata, che la veniva giù a fiocchi candidi e soffici, tale da suscitare nel pubblico un discreto brusio di plauso indirizzato alle maestranze per la loro perizia realizzativa, che noi estendiamo al loro direttore Michele Olcese. Un po’ troppo stipata, invece, risultava la presenza scenica all’apertura del II quadro.
Di buon livello anche il cast fatto di giovani che, anche se non era quello della “prima”, è riuscito lo stesso a regalare al pubblico tre ore di canto godibilissimo. Il cast femminile è stato un omaggio all’Oriente estremo. infatti una era coreana – Eunhee Kim – che ha fatto rivivere una Mimì aggraziata, padrona della scena e dal canto versatile (perdonabile qualche errore di pronuncia); mentre l’altra cinese – Yao Bo Hui – che ha interpretato una Musetta fiera e passionale, con una linea di canto godibile, soprattutto nel IV quadro.
Il pugliese Francesco Pio Galasso ha incarnato un aitante Rodolfo, spigliato sul palcoscenico e robusto nel registro vocale. Giocava in casa il veronese Gianfranco Montresor ed ha dato vita ad un esuberante Marcello, cantando in modo più che convincente. Anche del cast dei comprimari hanno tutti ben meritato: Francesco Leone, un Colline compassato e sempre ben misurato, anche nel canto; Nicolò Ceriani, uno Schaunard estroverso ed esuberante, sia nel canto che in scena; Roberto Accurso, molto rigoroso nel doppio ruolo di Benoît/ Alcindoro; Gregory Bonfatti in Perpignol; Massimo Pantò nel sergente dei doganieri e Valentino Perera, doganiere.
Sempre puntuali i coristi areniani diretti da Vito Lombardi ed i piccoli cantori del coro di voci bianche – A.LI.VE. – diretti da Paolo Facincani. Alla fine del II quadro i due cori ed i due Direttori vengono chiamati sul palco ed applauditi a lungo; meritatamente.
Il giovane maestro Francesco Ivan Ciampa ha diretto con padronanza l’orchestra veronese, talvolta con esuberanza, tale da coprire anche il canto. Ma nel complesso la resa melodica è sempre stata buona.
Costumi : Casa d’arte Fiore. Nel complesso ne è risultato un “fuori abbonamento” di buon livello, con interpreti credibili sia nel canto che nella recitazione.
Teatro non pienissimo al completo: pubblico caloroso e talvolta impaziente di applaudire, mortificando così le conclusioni orchestrali; ma nel complesso attento e composto: non uno squillo di cellulare! Trattandosi di un pubblico di non-abbonati, il dato è più che lodevole. E viene a sfatare tanti luoghi comuni sulle varie “tipologie” di spettatori, che tendono a privilegiare la genìa deglia abbonati. A Cesare quel che è di Cesare!
Carmelo Toscano
ndr: ” Recensione riferita allo spettacolo pomeridiano di sabato 29 dicembre 2018 “