Nocera in lutto, scomparsa la nipote dell’ex Sindaco D’Angelo: aveva solo 11 anni
Una vigilia di Capodanno segnata dal dolore per la scomparsa della nipote dell’ex sindaco di Nocera Inferiore, Franco D’Angelo. Si tratta della piccola A. D’Avino, aveva soltanto 11 anni. A darne notizia è l’Occhio di Salerno.
Non è mancato il cordoglio di cittadini e conoscenti, tra cui tanti esponenti della politica locale che hanno espresso la propria solidarietà e le proprie condoglianze alla famiglia dell’ex primo cittadino..
La tragedia ha sconvolto l’intera comunità nocerina che nelle stesse ore si stava preparando a salutare il 2018 e a dare il benvenuto al nuovo anno. Poi la terribile visione del manifesto funebre che annunciava la scomparsa di una figlia di Nocera ha spento la voglia di festeggiare.
Gli “auguri” vergognosi dei tifosi dell’Hellas Verona: “Io sono Koulibaly” su un’immagine di una scimmia
La pausa del campionato avrebbe dovuto servire anche per riflettere su quanto accaduto e sta accadendo da mesi negli stadi di Serie A. I cori razzisti nei confronti del difensore del NapoliKalidou Koulibaly non sono ancora stati dimenticati, ma c’è già qualcuno pronto a rincarare la dose. Gli ultras dell’Hellas Verona, su Internet, si sono resi protagonisti di un’odiosissima immagine che riguarda il centrale azzurro: il pretesto? Gli auguri per l’arrivo del 2019.
Nell’immagine si vede una scimmia su cui è stata posta la scritta “Io sono Koulibaly”, la stessa scritta che i tifosi avevano utilizzato per esprimere la propria solidarietà nei confronti del centrale difensivo del Napoli.
Paradossalmente l’inizio del nuovo anno ci riporta indietro, invece di andare avanti e progredire come società civile. Qualcuno, come il Ministro degli Interni, Matteo Salvini, continua a giustificare questi comportamenti come semplici sfottò tra tifosi. Ma in questo caso nessuna giustificazione sembra ammissibile. L’accanimento nei confronti del calciatore azzurro da parte di una tifoseria che già in passato si era resa protagonista di cori razzisti non va banalizzato. E’ il momento di intervenire seriamente per non rivedere più queste brutte immagini nel 2019 calcistico.
Provincia di Napoli, flop delle ordinanze anti botti: 37 feriti e centinaia di interventi dei vigili del fuoco
Doveva essere un Capodanno diverso quello di Napoli e provincia, ma purtroppo i numeri degli interventi dei vigili del fuoco e dei feriti a seguito dei botti di fine anno non solo hanno rispettato gli standard degli anni precedenti, ma li hanno anche leggermente superati. Nonostante le diverse ordinanze emanate dai sindaci campani, nella sola provincia di Napoli si sono contati 37 feriti per l’esplosione di fuochi d’artificio. Nel Capodanno 2018 i feriti tra capoluogo e provincia furono 35.
Dei 37 feriti, 20 sono nella città partenopea e 14 in provincia. Di questi, 5 sarebbero molto gravi. Un 12enne ha subito l’amputazione di un dito della mano destra, feriti anche si suoi due amici. All’ospedale Pellegrini, dove è ricoverato il 12enne, c’è anche un turista 44enne di Moccallieri con un trauma all’occhio sinistro riportato a seguito dell’esplosione di un petardo.
A Nola, un 43enne ha perso una falange. Al San Paolo un caso simile: un 41enne ha subito l’amputazione di una falange alla mano destra. A Ischia, al Rizzoli è stato assistito un polacco 21enne con lesioni alla mano destra.
Sempre a Napoli un’ambulanza del servizio 118 è stata colpita da alcuni petardi e botti lanciati contro il mezzo durante i festeggiamenti per la notte di San Silvestro. A denunciare l’accaduto è stata l’associazione ‘Nessuno tocchi Ippocrate‘, che si occupa delle violenze contro gli operatori sanitari.
Giugliano, colpo come nei film: svaligiata la banca tra il frastuono dei botti di Capodanno
Un colpo frutto di un piano così ben elaborato che quasi sembra essere uscito da qualche copione di un film: una banda di malviventi ha approfittato del frastuono dei botti di Capodanno e della confusione legata al clima di festa per compiere un assalto ai bancomat in provincia di Napoli. Un ordigno esplosivo molto potente è stato piazzato all’esterno del Banco di Napoli a Giugliano. L’esplosione ha devastato l’ingresso dell’istituto di credito e i malviventi sono riusciti ad introdursi all’interno della banca. In rapida successione sono riusciti a trascinare all’esterno – mediante un gancio – lo sportello del bancomat per poi, in un secondo momento, impossessarsi del denaro. Al momento non sarebbe stato ancora divulgata l’entità del bottino, ma si suppone essere abbastanza cospicuo da aver spinto la banda ad un colpo così elaborato. Purtroppo per loro molte variabili, come la reazione dei residenti o l’arrivo tempestivo delle forze dell’ordine, non erano state calcolate a dovere. I residenti del Corso Campano, riferiscono i colleghi de IlMeridianoNews, dopo aver notato quanto stava accadendo, avrebbero iniziato a lanciare petardi in direzione del gruppo di scassinatori. Un’azione che è servita a rallentarli quanto basta per permettere alle volanti dei carabinieri di arrivare sul posto e trarli in arresto.
Capodanno 2019, Castellammare balla fino all’alba: grande cornice di pubblico per gli eventi in Villa Comunale [FOTO ViViCentro]
Castellammare in piedi fino alle 5 per salutare l’arrivo del 2019: gli eventi organizzati in Villa Comunale dal Comune stabiese hanno ricevuto un’ottima risposta dal pubblico che ha ballato sui mix di due dj ingaggiati per animare fino all’alba questo giorno di Capodanno. Countdown per il nuovo anno sulle note di Sal Da Vinci che ha accompagnato i fan stabiesi verso il 2019. Poi disco music fino a notte fonda.
Ad inaugurare la giornata, come da programma, è stato lo spettacolo dei Batacoto, che si sono esibiti in villa comunale a partire dalle ore 11.00, con le strade già gremite di stabiesi in giro per il classico “struscio”.
Poi avanti fino alle 23, quando sul palco sale Sal Da Vinci per uno splendido concerto che ha dato il via ai balli in villa protratti fino all’alba con la musica dance grazie a dj Salex e Christian Apadula.
A fare da contorno agli eventi, una buona organizzazione anche per quanto concerne la sicurezza: tanti gli agenti delle Forze dell’Ordine e della Polizia Municipale impiegati in Villa Comunale per assicurare un pronto intervento in caso di emergenze. Nel pomeriggio qualche criticità tra petardi troppo potenti e qualche bicchiere di troppo, ma tutto sommato il Capodanno 2019 di Castellammare di Stabia è stato un successo.
Questi gli scatti del fotografo di ViViCentro.it, Antonio Gargiulo:
De Laurentiis: “Auguri di buon anno non solo ai tifosi del Napoli, ma anche ai simpatizzanti nel mondo”
“Un felice 2019 ricco di gioie e soddisfazioni a tutti i tifosi del Napoli in Italia e nel mondo Auguri a tutti quelli che lavorano nel Napoli e alle loro famiglie Auguri ai calciatori, allo staff tecnico, allo staff medico e a tutti i loro collaboratori, a mio figlio Edoardo nel suo ruolo di vice presidente, e naturalmente alle loro famiglie. E infine auguri non solo ai nostri tifosi, ma anche a tutti i nostri simpatizzanti, ovunque nel mondo” Questo il messaggio di auguri pubblicato dal presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis dedicato ai supporter azzurri.
Un felice 2019 ricco di gioie e soddisfazioni a tutti i tifosi del Napoli in Italia e nel mondo (continua)
Auguri ai calciatori, allo staff tecnico, allo staff medico e a tutti i loro collaboratori, a mio figlio Edoardo nel suo ruolo di vice presidente, e naturalmente alle loro famiglie (continua)
Il discorso di fine anno del Presidente Mattarella: ‘Debito pubblico pesante ipoteca per giovani’ ‘Non ammissibili zone franche di illegalità. Sicurezza efficace garantendo convivenza’
Care concittadine e cari concittadini,
siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ciò che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana.
Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento – nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi – non è un rito formale. Mi assegna il compito di rivolgere, a tutti voi, gli auguri per il nuovo anno: è un appuntamento tradizionale, sempre attuale e, per me, graditissimo.
Permette di formulare, certo non un bilancio, ma qualche considerazione sull’anno trascorso. Mi consente di trasmettere quel che ho sentito e ricevuto in molte occasioni nel corso dell’anno da parte di tanti nostri concittadini, quasi dando in questo modo loro voce. E di farlo da qui, dal Quirinale, casa di tutti gli italiani.
Quel che ho ascoltato esprime, soprattutto, l’esigenza di sentirsi e di riconoscersi come una comunità di vita. La vicinanza e l’affetto che avverto sovente, li interpreto come il bisogno di unità, raffigurata da chi rappresenta la Repubblica che è il nostro comune destino.
Proprio su questo vorrei riflettere brevemente, insieme, nel momento in cui entriamo in un nuovo anno.
Sentirsi “comunità” significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri.
Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese.
Vuol dire anche essere rispettosi gli uni degli altri. Vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e nel battersi, come è giusto, per le proprie idee rifiutare l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore.
So bene che alcuni diranno: questa è retorica dei buoni sentimenti, che la realtà è purtroppo un’altra; che vi sono tanti problemi e che bisogna pensare soprattutto alla sicurezza.
Certo, la sicurezza è condizione di un’esistenza serena.
Ma la sicurezza parte da qui: da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune.
La domanda di sicurezza è particolarmente forte in alcune aree del Paese, dove la prepotenza delle mafie si fa sentire più pesantemente. E in molte periferie urbane dove il degrado favorisce il diffondersi della criminalità.
Non sono ammissibili zone franche dove la legge non è osservata e si ha talvolta l’impressione di istituzioni inadeguate, con cittadini che si sentono soli e indifesi.
La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza.
Sicurezza è anche lavoro, istruzione, più equa distribuzione delle opportunità per i giovani, attenzione per gli anziani, serenità per i pensionati dopo una vita di lavoro: tutto questo si realizza più facilmente superando i conflitti e sostenendosi l’un l’altro.
Qualche settimana fa a Torino alcuni bambini mi hanno consegnato la cittadinanza onoraria di un luogo immaginario, da loro definito Felicizia, per indicare l’amicizia come strada per la felicità.
Un sogno, forse una favola. Ma dobbiamo guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia. Come se questi valori non fossero importanti nel mondo degli adulti.
In altre parole, non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società.
Sono i valori coltivati da chi svolge seriamente, giorno per giorno, il proprio dovere; quelli di chi si impegna volontariamente per aiutare gli altri in difficoltà.
Il nostro è un Paese ricco di solidarietà. Spesso la società civile è arrivata, con più efficacia e con più calore umano, in luoghi remoti non raggiunti dalle pubbliche istituzioni.
Ricordo gli incontri con chi, negli ospedali o nelle periferie e in tanti luoghi di solitudine e di sofferenza dona conforto e serenità.
I tanti volontari intervenuti nelle catastrofi naturali a fianco dei Corpi dello Stato.
È l’“Italia che ricuce” e che dà fiducia.
Così come fanno le realtà del Terzo Settore, del No profit che rappresentano una rete preziosa di solidarietà.
Si tratta di realtà che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto.
Anche per questo vanno evitate “tasse sulla bontà”.
È l’immagine dell’Italia positiva, che deve prevalere.
Il modello di vita dell’Italia non può essere – e non sarà mai – quello degli ultras violenti degli stadi di calcio, estremisti travestiti da tifosi.
Alimentano focolai di odio settario, di discriminazione, di teppismo.
Fenomeni che i pubblici poteri e le società di calcio hanno il dovere di contrastare e debellare.
Lo sport è un’altra cosa.
Esortare a una convivenza più serena non significa chiudere gli occhi davanti alle difficoltà che il nostro Paese ha di fronte.
Sappiamo di avere risorse importanti; e vi sono numerosi motivi che ci inducono ad affrontare con fiducia l’anno che verrà. Per essere all’altezza del compito dobbiamo andare incontro ai problemi con parole di verità, senza nasconderci carenze, condizionamenti, errori, approssimazioni.
Molte sono le questioni che dobbiamo risolvere. La mancanza di lavoro che si mantiene a livelli intollerabili. L’alto debito pubblico che penalizza lo Stato e i cittadini e pone una pesante ipoteca sul futuro dei giovani. La capacità competitiva del nostro sistema produttivo che si è ridotta, pur con risultati significativi di imprese e di settori avanzati. Le carenze e il deterioramento di infrastrutture. Le ferite del nostro territorio.
Dobbiamo aver fiducia in un cammino positivo. Ma non ci sono ricette miracolistiche.
Soltanto il lavoro tenace, coerente, lungimirante produce risultati concreti. Un lavoro approfondito, che richiede competenza e che costa fatica e impegno.
Traguardi consistenti sono stati raggiunti nel tempo. Frutto del lavoro e dell’ingegno di intere generazioni che ci hanno preceduto.
Abbiamo ad esempio da poco ricordato i quarant’anni del Servizio sanitario nazionale.
E’ stato – ed è – un grande motore di giustizia, un vanto del sistema Italia. Che ha consentito di aumentare le aspettative di vita degli
italiani, ai più alti livelli mondiali. Non mancano difetti e disparità da colmare. Ma si tratta di un patrimonio da preservare e da potenziare.
L’universalità e la effettiva realizzazione dei diritti di cittadinanza sono state grandi conquiste della Repubblica: il nostro Stato sociale, basato sui pilastri costituzionali della tutela della salute, della previdenza, dell’assistenza, della scuola rappresenta un modello positivo. Da tutelare.
Ieri sera ho promulgato la legge di bilancio nei termini utili a evitare l’esercizio provvisorio, pur se approvata in via definitiva dal Parlamento soltanto da poche ore.
Avere scongiurato la apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea per il mancato rispetto di norme liberamente sottoscritte è un elemento che rafforza la fiducia e conferisce stabilità.
La grande compressione dell’esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i corpi sociali richiedono adesso un’attenta verifica dei contenuti del provvedimento.
Mi auguro – vivamente – che il Parlamento, il Governo, i gruppi politici trovino il modo di discutere costruttivamente su quanto avvenuto; e assicurino per il futuro condizioni adeguate di esame e di confronto.
La dimensione europea è quella in cui l’Italia ha scelto di investire e di giocare il proprio futuro; e al suo interno dobbiamo essere voce autorevole.
Vorrei rinnovare un pensiero di grande solidarietà ai familiari di Antonio Megalizzi, vittima di un vile attentato terroristico insieme ad altri cittadini europei.
Come molti giovani si impegnava per un’Europa con meno confini e più giustizia. Comprendeva che le difficoltà possono essere superate rilanciando il progetto dell’Europa dei diritti, dei cittadini e dei popoli, della convivenza, della lotta all’odio, della pace.
Quest’anno saremo chiamati a rinnovare il Parlamento europeo, la istituzione che rappresenta nell’Unione i popoli europei, a quarant’anni dalla sua prima elezione diretta. È uno dei più grandi esercizi democratici al mondo: più di 400 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne.
Mi auguro che la campagna elettorale si svolga con serenità e sia l’occasione di un serio confronto sul futuro dell’Europa.
Sono rimasto colpito da un episodio di cronaca recente, riferito dai media. Una signora di novant’anni, sentendosi sola nella notte di Natale, ha telefonato ai Carabinieri. Ho bisogno soltanto di compagnia, ha detto ai militari. E loro sono andati a trovarla a casa portandole un po’ di serenità.
Alla signora Anna, e alle tante persone che si sentono in solitudine voglio rivolgere un saluto affettuoso.
Vorrei sottolineare quanto sia significativo che si sia rivolta ai Carabinieri. La loro divisa, come quella di tutte le Forze dell’ordine e quella dei Vigili del fuoco, è il simbolo di istituzioni al servizio della comunità. Si tratta di un patrimonio da salvaguardare perché appartiene a tutti i cittadini.
Insieme a loro rivolgo un augurio alle donne e agli uomini delle Forze armate, impegnate per garantire la nostra sicurezza e la pace in patria e all’estero. Svolgono un impegno che rende onore all’Italia.
La loro funzione non può essere snaturata, destinandoli a compiti non compatibili con la loro elevata specializzazione.
In questa sera di festa desidero esprimere la mia vicinanza a quanti hanno sofferto e tuttora soffrono – malgrado il tempo trascorso – le conseguenze dolorose dei terremoti dell’Italia centrale, alle famiglie sfollate di Genova e della zona dell’Etna. Nell’augurare loro un anno sereno, ribadisco che la Repubblica assume la ricostruzione come un impegno inderogabile di solidarietà.
Auguri a tutti gli italiani, in patria o all’estero.
Auguro buon anno ai cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese.
Rivolgo un augurio, caloroso, a Papa Francesco; e lo ringrazio, ancora una volta, per il suo magistero volto costantemente a promuovere la pace, la coesione sociale, il dialogo, l’impegno per il bene comune.
Vorrei concludere da dove ho iniziato: dal nostro riconoscerci comunità.
Ho conosciuto in questi anni tante persone impegnate in attività di grande valore sociale; e molti luoghi straordinari dove il rapporto con gli altri non è avvertito come un limite, ma come quello che dà senso alla vita.
Ne cito uno fra i tanti ricordando e salutando i ragazzi e gli adulti del Centro di cura per l’autismo, di Verona, che ho di recente visitato.
Mi hanno regalato quadri e disegni da loro realizzati. Sono tutti molto belli: esprimono creatività e capacità di comunicare e partecipare. Ne ho voluto collocare uno questa sera accanto a me. Li ringrazio nuovamente e rivolgo a tutti loro l’augurio più affettuoso.
Il 2018 è finito, la Juve Stabia ha stabilito record su record, punti su punti e testa della classifica al sicuro, nonostante corazzate presenti nel girone. Vi proponiamo il pagellone di fine anno:
Paolo Branduani 6.5. Qualche indecisione si, ma tante parate salva risultato. Se la Juve Stabia è anche la miglior difesa del campionato e tra le prime in Europa dietro solo alle big del calcio mondiale, il merito è anche e soprattutto suo e delle sue parate.
Vincenzo Venditti 6. Sono solo 2 le presenze in questa stagione. Con Branduani tra i pali c’è solo da crescere ed imparare, ma l’occasione arriverà.
Antonio Cotticelli sv. In attesa dell’opportunità.
Matteo Esposito sv. Classe 2002, allenamenti quotidiani con la prima squadra e tanta voglia di imparare. Negli Under 17 fa la differenza, con i suoi in testa alla classifica. Così come la squadra di Caserta…
Nicholas Allievi 7.5. Insormontabile. Centrale o esterno sinistro basso? Non fa differenza, Nicholas sa essere sempre incisivo.
Magnus Troest 8. Categoria superiore. Calciatore indiscusso, indiscutibile, anima del pacchetto arretrato. Vichingo di mille battaglie. Letale in area di rigore andando a saltare di testa. Prezioso!
Fahd Aktaou 6. Devastante in pre campionato, da lui ci si aspettava tanto di più in campionato. Aspettiamo e vediamo, la sua forza fisica e il tocco di palla possono e devono fare la differenza nel girone di ritorno.
Roberto Vitiello 8.5. Se Paponi è il più decisivo, il buon Vitiello è la sorpresa per eccellenza. E chi se lo aspettava così. L’esperienza al servizio della Juve Stabia. Gare da voti alti su gare da voti alti. La corsia destra è terra di conquista, ma solo per lui che sia zona difensiva o offensiva. Il top!
Luka Dumancic 5.5. Ha un po’ deluso le aspettative. Arrivato con buoni propositi ha trovato qualche difficoltà nell’imporsi, ma è giustificato: davanti a se ha dei centrali come Marzorati, Allievi e Troest di altro livello e categoria.
Pio Schiavi sv. E’ tornato a casa. Mister Caserta lo tiene molto in considerazione. In allenamento è spesso protagonista, ma davanti ha Vitiello e allora il minutaggio è ridotto. Ma non deve mollare, arriverà anche per lui l’occasione. Intanto si gode la testa della classifica.
Lino Marzorati 7. Arrivato alla Juve Stabia come tassello importante, ha dimostrato di confermare le aspettative e al fianco di Troest è un balurado di categoria superiore.
Giacomo Ferrazzo sv. Il classe ’99, proveniente dalla Sampdoria, ha fin qui trovato soltanto due presenze in coppa Italia. Da rivedere.
Fabio Castellano 6. Due presenze in coppa Italia, quattro in campionato. Troppo poco per dargli un giudizio definito e preciso, ma la stima di Caserta è elevata.
Giacomo Calò 8.5. Giak! Giak! Giak! Un’altra scommessa vinta. Si è tanto puntato su di lui e la ragione ha avuto la meglio. Classe, ringhio, tocchi precisi e lanci millimetrici. Gol su punizione, gol da calcio d’angolo. Prezioso per il gioco di Caserta. Giak, che classe!
Alessandro Mastalli 7.5. Capitano, mio capitano: la sua esultanza sotto la curva Sud è diventata un qualcosa da ripetere all’infinito. La sua presenza è importante, la sua permanenza anche. La Juve Stabia ha il più giovane capitano della storia e, il classe ’96, ha tutta la voglia di entrare ancora di più nella stessa, portando in serie B le Vespe da capitano, da capitano più giovane. Avvio importante, sui suoi standard, poi un leggero calo condizionato da qualche problema fisico, ma ora la ripresa, netta e quella palla recuperata con il Siracusa che sono valsi i 3 punti. Capitano, mio capitano!
Adriano Mezavilla 7.5. Lui si che la B l’ha già vissuta a Castellammare di Stabia. Tornato in punta di piedi, sa essere decisivo con gol pesanti, ma sa essere soprattutto uomo squadra. Al servizio dell’amico Caserta.
Giorgio Lionetti 6. Arrivato all’ultimo, si è calato da subito nella parte ed è al servizio dell’allenatore, nonostante il poco spazio trovato fin qui.
Bruno Leonardo Vicente 7. Inesauribile, moto perpetuo. Vicente è esperienza, Vicente è saggezza e quando serve anche cattiveria agonistica…quella non guasta mai!
Luigi Viola 6.5. L’infortunio l’ha tenuto a lungo fuori. La preparazione è arrivata soltanto dopo. Si è messo, nonostante le difficoltà fisiche iniziali, subito a disposizione e sono arrivate prestazioni importanti, quelle che lo stanno riportando ai suoi standard.
Kevin Stallone 6.5. Cuore Vespa, piccolo grande Trilly. Il debutto con la Paganese fu un sogno, le due gare consecutive in coppa Italia con la Casertana e al Menti col Rende un qualcosa di incredibile. Il buon Kevin mostra con intensità le proprie qualità. Benvenuto tra i grandi!
Massimiliano Carlini 8. Dategli una maglia da titolare e lui saprà che fare. Vola Max, con gol e giocate. Arrivato in punta di piedi, ha saputo scalare le gerarchie da subito e prendersi la maglia da titolare, diventando calciatore imprescindibile per il gioco della Vespe.
Badr Eddin El Ouazni 7. Che sia ingresso dalla panchina o partenza da titolare come in coppa Italia contro la Casertana, lui sa farsi trovare pronto. Gol, gol e ancora gol…sempre!
Nunzio Di Roberto 6.5. Tante critiche su di lui, forse troppe e ingenerose. Un avvio di stagione condizionato anche da diversi problemi fisici, ma in grado di essere decisivo quando la condizione è cresciuta.
Daniele Paponi 9. Sono 8 i gol in questo finale di 2018 che hanno portato la bellezza di 16 punti alle Vespe. Uomo incisivo, bomber che sa prendersi sulle spalle il gruppo e il peso dell’attacco. L’arma letale di Caserta.
Fabrizio Melara 6.5. L’esperienza al servizio della squadra. Quando c’è lui in campo si vede e tanto. Riesce a creare scompiglio nelle difese avversarie. Riesce a regalare assist al bacio per Paponi o chi per esso: e tutti ringraziano!
Salvatore Elia 7. La sorpresa. Arrivato con buoni propositi dall’Atalanta, è riuscito nell’intento di convincere tutti. Gare positive su gare positive. La crescita prosegue.
Luigi Canotto 7. L’avvio di stagione è stato incredibile. Il rinnovo del contratto l’ha esaltto ancora di più. Poi l’infortunio e lo stop, lungo. Ora è tornato, carico più di sempre e ha tanta voglia di ripartire da lì dove si era fermato. L’applauso del Menti al suo rientro contro il Matera è stato toccante!
Ismet Sinani sv. Ci si aspettava tanto, ma lo spazio non è arrivato se non in maniera parziale. Da rivedere.
Fabio Caserta 10. Come il numero che sempre l’ha accompagnato. Si perchè se la Juve Stabia è in testa alla classifica con un margine incredibile e con un record di imbattibilità nel girone di andata, beh il merito è soprattutto suo. Se Mastalli è il capitano, lui è la guida della nave stabiese.
Serie A, la miglior formazione del 2018 secondo OPTA: presenti due azzurri, ma manca un protagonista assoluto!
Il portale di statistiche sportive Opta ha stilato la migliore formazione del 2018 della Serie A.
Due i calciatori del Napoli “convocati” nella speciale formazione: Allan e Mertens.
Manca il difensore Kalidou Koulibaly, uno dei difensori migliori del campionato e uno dei principali protagonisti azzurri in questo 2018. OPTA (4-3-1-2): Handanovic; Cancelo, De Vrij, Acebi, Alex Sandro; Freuler, Pjanic, Allan; Ilicic; Mertens, Immobile.
Napoli, l’ass. Borriello: “Cittadinanza onoraria a Koulibaly? Sarebbe bello, immagino un 2019 colorato d’azzurro”
L’assessore allo sport del Comune di Napoli, Ciro Borriello, è intervenuto nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” in onda su Radio Marte. Queste le sue parole: “Cittadinanza onoraria a Koulibaly? Sì, è stata una proposta e credo sia bello dare questa possibilità. Volevamo farlo anche con Ancelotti e Sarri, ma poi quando ragioni con la società diventa tutto difficile”.
“Immagino un 2019 colorato, colorato d’azzurro come i sedioli del San Paolo. Scherzi a parte, il 2018 è stato un anno importante per la città, molte cose sono state fatte, altre se ne faranno e la città è piena di gente. Il 2019 sarà l’anno della svolta dello sport napoletano con una adeguata impiantistica sportiva. I lavori stanno andando avanti con velocità. Attendiamo poi l’evento sportivo dove il Napoli sarà al centro del mondo.”
“A Napoli non c’è odio, i cori verso gli avversari fanno parte dello sport ed è parte dello spettacolo del calcio, ma da napoletani dobbiamo essere orgogliosi dello spot del San Paolo.”
“Ho invece difficoltà a comprendere quell’articolo circa i bagni e la maleducazione: c’è stato un guasto causato da fattori esterni. Oltretutto, i distinti hanno diversi bagni, per cui c’è stata qualche forzatura in quelle immagini. Perché pure con 100 bagni, ci sono alcuni che hanno cattive abitudini che vanno corrette. Il pubblico napoletano è onesto, sostiene la squadra, poi i maleducati sono ovunque.”
Napoli, sputi su una turista per distrarla e poi rapinarla: arrestate due persone
Rapina nella Galleria Umberto I di Napoli, arrestate due persone di 22 e 44 anni. Dopo aver preso di mira una giovane turista, uno di loro le avrebbe improvvisamente sputato su una spalla. Approfittando della distrazione della ragazza, l’ altro le ha strappato il cellulare dalle mani. La turista ha quindi cercato di impedire il furto, ingaggiando una colluttazione con i malviventi, che alla fine sono riusciti a darsi alla fuga con il bottino.
I poliziotti presenti in zona, che hanno assistito a tutta la scena, si sono lasciati subito all’inseguimento dei malviventi: nella fuga, uno dei due ha lasciato cadere il cellulare rubato per terra, dove è stato poi recuperato e restituito alla sua legittima proprietaria. I poliziotti sono riusciti a raggiungere i due ladri e, dopo una breve colluttazione, a bloccarli. I due, un cittadino italiano ed un algerino, sono stati arrestati con le accuse di rapina impropria, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale in concorso tra loro. Dagli accertamenti sarebbe poi risultato che entrambi avevano precedenti per reati affini.
Per loro si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale dove resteranno fino a nuove disposizioni del giudice di turno.
Napoli, l’allarme dei Verdi: “Durante la notte di Capodanno diossina nell’aria pari a quella prodotta da 100 inceneritori”
Sebbene lo spettacolo pirotecnico di fine anno possa affascinare con i suoi colori, ci sono alcuni aspetti che non sempre vengono considerati che potrebbero comportare rischi considerevoli per la salute.
“Nel corso della notte di Capodanno a Napoliin conseguenza degli spari dei bottiillegali si registra in poche ore la stessa quantità di diossina prodotta da oltre cento inceneritori. In pratica la nostra città diventa un’enorme camera a gas. Invitiamo tutte le famiglie a non esporre i bambini piccoli e gli anziani a questo avvelenamento. Meglio restare in casa” Questo l’allarme lanciato dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Sanità e dal presidente della commissione Ambiente del comune di Napoli, Marco Gaudini. “Bisogna impedire che anche questo Capodanno a festeggiare sia solo la camorra con i proventi della vendita dei botti illegali – proseguono Borrelli e Gaudini – sulla pelle dei cittadini napoletani e sulla loro salute. Non acquistiamo i fuochi pirotecnici illegali. Salvaguardiamo la nostra integrità e fisica e quella di chi ci è vicino. Non ha senso perdere la vista o le dita di una mano per un’insana passione. I nostri cari, i bambini, gli anziani, i nostri amici a quattro zampe, molti dei quali muoiono per infarto o per i traumi subiti dallo sparo dei botti, siano messi al sicuro”.
Napoli, il Sindaco Luigi De Magistris augura un buon 2019 alla città
Il sindaco della città partenopea, Luigi De Magistris ha augurato un buon 2019 ai napoletani:
“Buon anno 2019 a tutte e tutti ! Buon Anno a Napoli, la mia Città. Che possa Napoli, con il sostegno del suo popolo, consolidare gli straordinari risultati raggiunti; diventare sempre più capitale globale dell’umanità, dell’energia di vita, della solarità, della solidarietà, della cultura, dei talenti giovanili, di un turismo sostenibile; che possa crescere sempre di più l’economia reale e diffusa ed il lavoro. Che possano migliorare sempre di più i servizi tutti per garantire più qualità della vita ad ogni persona. Che possano diminuire fragilità umane e materiali, a cominciare dai luoghi più sofferenti della Città. Io sarò, come sempre, in prima linea, per la mia amata Napoli. Senza sosta, con la forza, la passione e l’entusiasmo di sempre. Buon Anno a tutti quelli che nel 2018 hanno fatto prevalere sentimenti cattivi affinché possiate trovare nell’anno che verrà le motivazioni per redimervi, convertirvi, riabilitarvi, insomma cambiare modo di vivere. Con rancore, odio, violenza, razzismo non si va lontano nel cammino. Per chi vive di corruzioni e mafie che sia per voi un anno di sonore sconfitte. Buon Anno soprattutto a chi non ha smesso di sognare in un mondo migliore. Buon Anno ai costruttori di pace, coesione, fraternità, uguaglianza, giustizia perché realizzano ponti per un cammino lungo dell’umanità. Buon Anno a chi lotta per i diritti, per l’ambiente, per i beni comuni, insomma per la difesa del creato. Buon Anno a tutti quelli che cercano una bussola interiore per una vita migliore. Buon Anno a chi oltre che alla propria vita ed ai legami personali si impegnerà per la costruzione dell’alternativa ad un mondo troppo diseguale ed ingiusto. Buon Anno a chi nella propria vita si impegna per il benessere collettivo perché solo in un mondo coeso ed umano si potrà costruire un futuro per il pianeta. Buon Anno a chi soffre. Buon Anno a chi pensa al nostro prima che al suo. Buon Anno, allora, di pace e felicità nel cuore a tutte e tutti. Buon Anno di Amore e di Vita!!”
Sorrento, il vento soffia troppo forte: il Sindaco Giuseppe Cuomo è costretto ad annullare lo spettacolo pirotecnico
Questo Capodanno “non s’ha da fare”. In Penisola Sorrentina molti Comuni avevano deciso di dire NO ai botti di Capodanno attraverso una serie di iniziative, come la campagna di sensibilizzazione portata avanti dal Comune Castellammare di Stabia. Tante le ordinanze contro i fuochi illegali in tutta la provincia di Napoli. Ora, però, il vento che sta imperversando da questa mattina sulla Campania rischia di rovinare i programmi per Capodanno anche a Sorrento, che a causa di “ragioni turistiche” aveva deciso di non rinunciare ai botti di fine anno.
Il sindaco Giuseppe Cuomo si è visto costretto ad annullare il tradizionale spettacolo pirotecnico previsto per la notte di San Silvestro. Niente fuochi d’ artificio, quindi, nel suggestivo specchio d’acqua del golfo sorrentino: l’ evento è stato rinviato a data da destinarsi, anche se in molti a questo punto preferirebbero annullarlo definitivamente. Il primo cittadino, dopo aver fatto le sue valutazioni sui fenomeni meteorologici attesi ed essersi consultato con i vertici della Capitaneria di Porto e con i responsabili dell’azienda che avrebbe dovuto occuparsi dello spettacolo, ha deciso di non mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini.
Il difensore che lavora all’ombra dei riflettori, il meno chiacchierato ma uno dei più efficaci: questo è il profilo di Raul Albiol. Lui che, arrivato dal Real Madrid, è riuscito subito a dare stabilità al reparto difensivo del Napoli, è stato capace di rendere al meglio con chiunque altro difensore, da Koulibaly a Maksimovic, da Tonelli a Chiriches.
Nell’estate 2013 arriva a Napoli, voluto fortemente da Rafa Benitez (già suo allenatore ai tempi del Valencia). Esordisce in maglia azzurra nel match di Serie A vinto contro il Bologna e va in gol nel pareggio per 1-1 contro il Chievo nel gennaio 2014.
Nel campionato 2017/18 si rende protagonista della cavalcata che ha portato la squadra partenopea, allenata da Sarri, a sfiorare lo scudetto dopo la vittoria allo Juventus Stadium. Durante la gara contro la SPAL del campionato in corso è lui il marcatore che regala i tre punti agli azzurri e restare in scia della capolista Juventus. Certo la prestazione di Raul Albiol non si limita al solo gol ma si estende a tutta la fase difensiva che, insieme al compagno di reparto Koulibaly, è stata praticamente perfetta riuscendo a difendere quel gol preziosissimo, poi Meret ha fatto il resto con due supermiracoli.
Il Napoli si ritrova in casa un difensore di spessore che lavora come un operaio con un rendimento da primo della classe, regalando sicurezza a tutto il reparto, portiere compreso.
La sospensione conduce sempre a un atto di fede. In tutti i casi, che si parli di levitazione o della perdita di una funzione. Nella gerarchia semantica si colloca tra quelle parole capaci di offrire una vasta gamma di accezioni solo in apparenza distanti tra loro, che abbracciano differenti contesti dell’umanità.
Eppure i suoi significati sono legati da un unico leitmotiv: l’attesa. Del ripristino, o del prosieguo, dopo la sorpresa nel vedere qualcosa librarsi nell’aria. Il piacere dell’aspettativa è anche il nutrimento di un’abitudine solidale incubata nei sobborghi di Napoli: la donazione di un caffè, negli anni diventato appunto «sospeso», in attesa di chi ne abbia bisogno. Ai tempi d’oggi il caffè o la pizza sospesi resistono. E a Napoli c’è anche il giocattolo sospeso, organizzato dal Comune, alla sua terza edizione (negli anni scorsi donati oltre duemila giocattoli). Ma esportare la tradizione è forse il naturale destino di questa terra che si trova a faticare continuamente per trovare un posto legittimo al tavolo dell’Occidente, pur rimanendo Oriente. Così, oggi quel semplice gesto del caffè pagato per il prossimo (ma anche del giocattolo) è volato via, in espansione nelle diverse località del mondo.
Migranti “tenuti in ostaggio” in mare, l’appello delle Ong
Le due Ong tedesche, Sea Watch e Sea Eye, hanno tratto in salvo 49 migranti dalla morsa del mare. Un’operazione che potrebbe risultare inutile per il rifiuto dei paesi europei di accoglierli.
Le due Ong hanno fatto un appello per far sbarcare entro oggi i migranti: “Con il cattivo tempo in arrivo per stanotte, serve una soluzione entro il 2018 per evitare ulteriori rischi per la salute di quanti sono stati salvati”, si legge in un comunicato congiunto delle due organizzazioni.
La soluzione proposta è quella di far approdare i migranti a Malta e poi lasciare, successivamente, agli altri paesi europei la possibilità di accoglierli.
Ma per il momento tutti hanno negato lo sbarco. Lo scorso 22 dicembre una nave della Sea Watch ha salvato nel Mediterraneo 32 persone, mentre sabato scorso una della Sea Eye ne ha salvate 17.
Philip Hahn, capo della missione Sea-Watch 3, parla di migranti “tenuti in ostaggio” sulle navi per la mancata accoglienza. “Solo in Germania – ha detto – più di 30 città hanno accettato di accogliere alcuni migranti. Il fatto che si trovino tutti ancora in mare è una confessione di fallimento per tutti i paesi membri dell’Ue”.
“Dirigenti e tifosi non considerano gravi questi episodi”
Lilian Thuram, ex difensore di Parma e Juventus, ha rilasciato un’intervista ai microfoni del Corriere dello Sport per parlare dell’ultimo caso di razzismo che ha colpito Kalidou Koulibaly durante il match dello scorso 26 dicembre tra Inter e Napoli.
Ecco le sue parole: Koulibaly, Muntari, Boateng, Eto’o, Zoro, Omolade: la lista dei giocatori vittime del razzismo in Italia si allunga. “Un caso per me è già troppo, ma se questi episodi aumentano e soprattutto si ripetono a distanza di anni, vuol dire che i dirigenti e i tifosi italiani non li considerano molto gravi. Se pensassero che sono gravissimi, farebbero di tutto affinché non accadessero di nuovo e invece ci sono tante persone che negli stadi se ne fregano dei buu razzisti e di altri cori altrettanto sgradevoli”.
San Siro dopo i buu a Koulibaly è stato squalificato per le prossime due gare dell’Inter, ma il ministro dell’Interno Salvini non ritiene giusto chiudere un intero stadio. Lei da che parte sta? “Sarà perché sono una persona nera o… marrone scuro, se preferite, ma mi sono stancato di questi dibattiti. In presenza di episodi del genere, io chiuderei tutti gli stadi della Serie A per un week end. Non solo quello dell’Inter. Se gli sportivi italiani fossero costretti a stare un sabato e una domenica senza partite sarebbero obbligati a riflettere, a capire quanto sia ingiusto che un persona venga aggredita sul campo per il colore della sua pelle. Se ci fosse un bianco in un campionato con tutte formazioni composte da neri non succederebbe”.
Perché ne è convinto? “Perché i calciatori neri reagirebbero nei confronti dei tifosi, li zittirebbero e si inc… con loro. Lo farebbero non perché sono più bravi o più buoni, ma perché quando sei nero impari in fretta cosa vuol dire essere aggredito o discriminato. E se vedi che un’altra persona è vittima della stessa cosa, ti ribelli, ti viene automatico di difenderla”.
Sta dicendo che non c’è abbastanza solidarietà da parte dei giocatori bianchi nei confronti dei neri? “Non è una mia idea, ma la realtà. E sapete perché i bianchi non si ribellano? Perché non considerano troppo gravi questi buu. Se non hai mai provato certe cose sulla tua pelle, non puoi capire quanto sia terribile subirle”.
Che messaggio vuole inviare a Koulibaly, l’ultimo in ordine di tempo a essere vittima dei razzisti? “Il messaggio non è per Koulibaly, ma per le persone che leggono questa intervista e per quelli che vanno negli stadi a fare buu ai calciatori di colore. Guardatevi in faccia e chiedetevi perché accettate o fate queste cose. Se la situazione non cambia è perché tanti di voi non vogliono che succeda, perché ve ne fregate. Forse pensate di essere meglio dei neri, ma non è così”.
In Italia il problema razzismo è più grave che in altre nazioni europee? “E’ sbagliato fare classifiche perché ogni Paese ha le sue problematiche. Ogni classe dirigente dovrebbe scattare una fotografia della propria nazione e intervenire. A me sembra impossibile che a inizio 2019 così tanta gente pensi che i buu siano una cosa di scarsa importanza, che questa cosa sia accettata in uno stadio di calcio. Dopo quello che è successo a Koulibaly quante persone hanno preso la parola dicendo che bisogna trovare una soluzione, anche a costo di fermare il campionato? Nessuno. Davvero incredibile… Magari adesso tanti si agitano, ma tra 15 giorni penseranno ad altro e si saranno già dimenticati dei buu a Koulibaly e agli altri calciatori neri che lo hanno preceduto”.
Venezia, stabilito il ticket d’ingresso per i turisti
Per entrare a Venezia sarà necessario il ticket d’ingresso. A stabilirlo il maxi emendamento alla legge di Bilancio approvato alla Camera ieri sera.
Questa soluzione è già stata adottata per le isole Eolie per l’isola d’Elba. Il contributo di sbarco sarà compreso tra 2,50 e 10 euro e destinato a tutti i turisti che giornalmente raggiungeranno Venezia tramite pullman, aerei e navi da crociera.
Nel testo del provvedimento si legge: “La disposizione autorizza il comune di Venezia ad adottare nelle proprie politiche di bilancio, in alternativa all’imposta di soggiorno, l’applicazione del contributo di sbarco previsto per le isole minori. Inoltre, l’importo massimo consentito per entrambe tali misure è elevato a 10 euro”.
Uno degli obiettivi della nuova misura è il blocco del turismo di massa. Il contributo infatti viene definito “uno strumento dalla duplice finalità: per un verso, potrebbe portare all’incremento del gettito dagli accessi alla città, poiché il contributo di sbarco sarà versato a prescindere dal pernottamento in strutture ricettive; per altro verso, la misura fiscale potrebbe conseguire un effetto selettivo e moderare l’accesso delle c.d. grandi navi alla zona lagunare”.
“Ci aiuterà a gestire meglio la Città, a tenerla pulita, a offrire servizi d’avanguardia agli ospiti e a far vivere i veneziani più decorosamente”, ha invece twittato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, assicurando che verrà studiato “un regolamento equilibrato e partecipato che tuteli chi vive, studia e lavora nel nostro territorio”.
L’esplosione è avvenuta insieme allo scoppio di petardi
Paura nella notte per l’esplosione di una bomba carta davanti ad uno stabile di corso Protopisani, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, a Napoli.
I residenti hanno udito un’auto che si allontanava a forte velocità e successivamente il boato provocato dall’esplosione. Sul posto anche il 118, ma per fortuna non ci sono persone coinvolte. I vigili del fuoco hanno avviato le verifiche, dando il via libera all’agibilità dello stabile. L’esplosione ha comunque divelto il portone in ferro, fatto saltare in aria l’intonaco dalle mura e spaccato il marmo del pavimento. La polizia sta indagando su quanto accaduto e sta verificando se nello stabile di quattro piani vi fossero eventuali obiettivi degli autori del raid.