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CdS – Napoli, De Laurentiis potrebbe ritirare la 17 di Hamsik

L’idea del CdS riceve l’assenso di ADL

L’idea nasce dal quotidiano del Corriere dello Sport; ritirare la diciassette che è stata la maglia di Marek Hamsik. Questa proposta è stata fatta anche al patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Il presidente ”ha gradito e ha offerto il suo assenso”. Difficilmente passerà all’ombra del vesuvio un altro ‘Marek’. Dodici anni in azzurro, da quando è arrivato al Napoli nell’estate del 2007, il centrocampista slovacco ha collezionato ben 520 presenze, strappando a Maradona il record di gol fissandolo a 121, ai quali vanno aggiunti anche 111 assist.

Ischia, Bilardi: “Col Poggiomarino ci è mancata la convinzione di vincere”

L’INTERVISTA – L’allenatore della squadra gialloblu parla della sconfitta, la seconda in questa stagione,subita a Poggiomarino e delle prospettive future della squadra

“Il Poggiomarino è davvero una squadra forte e forse ha dei valori molto più grandi di noi in campo e li ha dimostrati nelle due partite che abbiamo giocato contro di loro. Le prossime partite saranno tutte finali”

 Simone Vicidomini- L’Ischia torna a casa dalla trasferta sul campo del Sant’Antonio Abate con una sconfitta. I gialloblu infatti escono sconfitti nello scontro diretto contro il Poggiomarino per 2-1 e vedono svanire i sogni della possibile vittoria al campionato. La squadra isolana rimedia così la seconda sconfitta in questo campionato. In campo sono scese due squadre con: da una parte uno degli attacchi più prolifici del campionato e dall’altra la miglior difesa del campionato. Ad avere la meglio è stata la formazione di casa guidata da mister Teta che è stato capace di chiudere qualsiasi trama di gioco,per via del pressing asfissiante alto,costringendo gli isolani a lanci lunghi e poche idee di gioco. La seconda battuta d’arresto arrivata da parte di Mennella & Co è dovuto anche al primo tempo che hanno regalato alla seconda forza del campionato,come successe nella partita giocata all’andata al “Mazzella” un vero deja vù. La sconfitta lascia tante riflessioni da fare,ma soprattutto ora non bisognerà commettere più passi falsi se si vuole puntare ai play off,anche perché attualmente tra il Poggiomarino che è secondo e l’Ischia quinta in classifica ci sono 9 punti e il regolamento prevede che non ci debbano essere più di 10 lunghezze. La svolta in casa gialloblu dovrà arrivare già nella prossima partita,altra trasferta in casa del Ponticelli. Per capire meglio l’andamento dell’ultima gara giocata e della sconfitta subito,l’allenatore dell’Ischia,Ciro Bilardi è intervenuto ai nostri microfoni. Ecco le sue parole

Mister Bilardi,partiamo dall’ultima partita giocata,nel quale vi ha visto perdere lo scontro diretto contro il Poggiomarino per 2-1. (unica squadra che vi ha battuto sia all’andata che al ritorno) Cosa non le è piaciuto e forse si aspettava qualcosa in più?

“Sicuramente non è mi piaciuto l’approccio alla gara. Abbiamo lasciato troppa iniziativa agli avversari per giocare palla,soprattutto a tanti calciatori che hanno qualità. Proprio per questo avevo deciso di rinforzare il centrocampo perché la loro forza passa dal centrocampo fino ad arrivare all’attacco. Il Poggiomarino è davvero una squadra forte. Sono venuti meno dei giocatori che non ti aspetti come Vitagliano,Ferrari lo stesso Iacono che mi aspettavo da loro una partenza diversa. Ci è mancata la solita convinzione di poter fare risultato. Abbiamo giocato contro una squadra che ambisce alla prima posizione in classifica. Loro sono stati fin da subito bravi a mettere il risultato dalla loro parte. Abbiamo subito due gol che di solito non prendiamo”.

La sua squadra è vero è venuta meno proprio nel reparto di centrocampo con i giocatori che lei poca anzi ha nominato. Ma forse è stata più la bravura di mister Teta a chiudere qualsiasi tipo di giocata?

“ Al di là della bravura del tecnico avversario,non penso che abbia modificato la squadra perché gioca sempre allo stesso modo. Il Poggiomarino forse ha dei valori molto più grandi di noi in campo e li ha dimostrati nelle due partite che abbiamo giocato contro di loro. Abbiamo preparato la partita diversa con l’obiettivo di poterli contenere a centrocampo. Difesa da rivedere sui due gol? Fino adesso abbiamo preso pochi gol. E’vero abbiamo subito due gol che in quel modo non prendiamo mai. Sono quelle partite che nascono in quel modo ed arrivi a subire i gol in quel modo”.

Come mai ha deciso di rinunciare ad un giocatore come Gigio Trani dall’inizio e poi ha deciso di mandarlo in campo solo quando era sotto sul risultato di 2-0 ?

“Il valore di Gigio lo sappiamo tutti. Quando però tu pensi di poter affrontare un avversario in modo diverso devi fare dei sacrifici. Nel secondo tempo è vero che il pallino del gioco l’abbiamo avuto sempre noi,però loro sul 2-0 hanno badato più a gestire e controllare il risultato. E’ vero pure che se noi riuscivamo a rimetterci in partita con il colpo di testa di Rubino, la partita poteva anche essere ripresa. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Il risultato alla fine è stato negativo”.

Nel secondo tempo ha pensato di giocarsi il tutto per tutto mandando in campo prima Fondicelli che poi Conte. Ad un certo è passato con la difesa a 3 ?

“Si ,ho cercato di cambiare il modulo di gioco passando a tre dietro. Ho mandato in campo tutti i giocatori che hanno attitudini offensive. Il gol purtroppo è arrivato soltanto alla fine quando non c’erano più i tempi per rimediare”.

Nel prossimo impegno vi vedrà nuovamente giocare in trasferta,questa volta in casa del Ponticelli altra squadra ostica da affrontare. Serve una reazione immediata da parte della squadra…

“Sicuramente noi dobbiamo giocarci tutte le partite per arrivare nel migliore dei modi ai play-off. E’ logico che a Ponticelli sarà difficile,perché conosco bene in terraferma come funziona: se devono dare una mano alla squadra la danno più ad una a terraferma che a noi. Ci potrebbero essere dei movimenti che ci potranno dare fastidio ,come la Neapolis che si trova a 7 punti di distacco da noi. Da questo momento in poi per noi diventa difficile,siamo consapevoli che comunque ci andremo a giocare la nostra partita

Poggiomarino, mister Teta: “L’Ischia? Mi aspettavo una squadra più cattiva”

QUI POGGIOMARINO – Il commento del tecnico delle aquile

Al termine della gara che il Real Poggiomarino ha vinto contro l’Ischia per 2-1, l’allenatore della squadra napoletana,Angelo Teta, è intervenuto ai nostri microfoni. Ecco le sue parole:

“E’ stata una settimana dura dove i ragazzi ci hanno messo veramente l’anima. Sapevamo che era una partita difficile. Stiamo parlando di una squadra che per il tutto il campionato ha perso solo contro di noi tra andata e ritorno è la metà dei gol che ha subito è stata solo contro di noi. Ci abbiamo messo tanto impegno e determinazione per venire a capo per il  risultato pieno. Sembra di aver vissuto un deja vù come all’andata? E’ stata una partita davvero simile a quella giocata all’andata. Noi il primo tempo siamo partiti veramente forte dove abbiamo avuto il predominio del gioco. Il secondo tempo abbiamo pensato più alla gestione della partita e di diminuire il pressing. L’Ischia ha fatto qualcosa in più nel secondo tempo,però la paura di riaprire la partita non c’è mai stata,anche perché sono state tutte azioni di confusione. Se il calcio di rigore concesso mi ha portato ad un pizzico di nervosismo? Assolutamente si. Perché è stata l’unica leggerezza che abbiamo commesso. Al minimo errore gli avversari ti puniscono. Cosa è mancata all’Ischia ? La mia squadra ha fatto quel qualcosa in più che non hanno fatto loro. Mi aspettavo una squadra più cattiva. Con un po’ di carattere in più l’Ischia sia la squadra da battere nei play-off perché hanno qualità e giocatori importanti. Poggiomarino candidata alla vittoria? “Stiamo lavorando da due anni con questa squadra, abbiamo aggiunto soltanto qualche innesto in più. Nel calcio non c’è meritocrazia, non sempre vince chi gioca il miglior calcio. Noi ci crediamo e non possiamo tirarci indietro”-chiosa il tecnico.

A cura di Simone Vicidomini

All’AST, l’azienda di trasporto pubblico siciliana, si assumerebbe per simpatia dei dirigenti

Alcuni disoccupati che avrebbero voluto concorrere alle assunzioni all’AST hanno quindi presentato un esposto alla Procura.

L’AST, l’Azienda Siciliana Trasporti è una azienda pubblica della Regione Siciliana per il trasporto interurbano, che collega i principali centri della Sicilia svolgendo altresì servizio di trasporto urbano e noleggio in alcune città dell’isola.

Di recente c’è stata una nuova grana all’Ast. L’Azienda siciliana trasporti, che è in crisi economica, avrebbe assunto 40 autisti e le selezioni sono state affidate ad un’agenzia interinale, giustificando che in questo momento l’Ast non potrebbe bandire concorsi. È quanto riporta stamani il quotidiano Giornale di Sicilia.

Nell’esposto inviato alla Procura di Palermo, ai Carabinieri della stazione Resuttana Colli e al comando regionale della Guardia di Finanza il gruppo di giovani escluso dalle selezioni rivela che “l’azienda ha proceduto per chiamata diretta selezionando amici, parenti e compari”.

Già a gennaio dell’anno passato c’erano state contestazioni analoghe contro l’AST per cinquanta autisti che sarebbero stati selezionati attraverso una società privata di lavoro interinale. Procedimento già in uso da tempo e fra mille polemiche nelle società siciliane a capitale pubblico.

Scriveva allora il sindacato Fit-Cisl “è evidente come questa procedura dai molteplici passaggi e con il coinvolgimento di un’agenzia di lavoro interinale si mostri debole rispetto alla trasparenza del concorso pubblico”.

L’opinione.

Più in generale, tutto ciò avviene notoriamente e da sempre, specialmente nelle partecipate pubbliche, regionali e comunali, grazie a decennali leggi deviate, nazionali e regionali, propugnate a favore del feudale sistema pubblico-politico, del clientelismo, voto di scambio e mercimonio sociale, pure “famiglie”, anche avvalorate da una certa Magistratura, di tutta evidenza nella fattispecie delle società pubbliche o miste, nel diritto penale, del lavoro e amministrativo, parallelamente miope.

Adduso Sebastiano

Lunerti: “Le vespe devono continuare a lottare per la maglia”

Durante la puntata de “Il Pungiglione Stabiese” programma a cura della nostra redazione, in onda sulla pagina Facebook “Stabiesi al 100%”, abbiamo avuto il piacere di sentire l’ex attaccante della Juve Stabia, Giorgio Lunerti. Ecco le sue parole:

“Ho passato due anni favolosi a Castellammare. Ricordo con piacere la piazza, i miei compagni e tutta l’atmosfera che si creò. Ho davvero ricordi fantastici dell’esperienza stabiese e cancellerei solo quella sciagurata finale con la Salernitana. È l’unica macchia di un’esperienza meravigliosa in una piazza accogliente e calorosa. Anche a distanza di tanti anni, i tifosi stabiesi si ricordano di me e mi omaggiano del loro calore e affetto.
Il calcio attuale, rispetto al mio, è molto diverso. Il tifo sta scemando a causa delle tv e del minore attaccamento alla maglia da parte dei giocatori. Ai miei tempi si scendeva in campo solo per onorare la maglia, ora è diventato troppo business.
La Juve Stabia attuale, che sta facendo benissimo, ha bisogno di più tifosi allo stadio. Lo stadio è troppo vuoto per una squadra che sta facendo così bene. Il presidente Manniello sta portando avanti il calcio a Castellammare e merita di essere ripagato dai tifosi.
La squadra sta facendo molto bene sia per le qualità dei giocatori sia per l’unione di intenti che c’è nel gruppo. Credo sia questo il segreto. Devono continuare a fare bene perché il campionato non è assolutamente finito e hanno ancora tante partite molto difficili. Ho visto il video del rientro da Rende e credo che l’entusiasmo possa fare bene ai giocatori, anche se bisogna restare sempre con i piedi per terra.
Musella? Con lui e Onorato formavamo un grande tridente che capitalizzava ciò che creava la squadra. Eravamo molto amici, in ritiro dormivamo sempre insieme. Mi dispiace davvero tanto che non ci sia più.
Il mio gol più bello? Non dico il più bello ma quello più importante: il gol alla Sambenedettese.”

Napoli, sgominato il clan dei cavalli di torno ad Afragola

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Napoli, sgominato il clan dei cavalli di torno ad Afragola
Una vasta organizzazione criminale che rubava auto e chiedeva poi il riscatto ai proprietari è stata sgominata dai carabinieri del comando provinciale di Napoli. La base era nel rione Salicelle ad Afragola, 31 le persone destinatarie della misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli Nord. Il sodalizio aveva al suo vertice una persona già sottoposta agli arresti domiciliari che organizzava e coordinava le attività illecite dalla finestra della propria abitazione. Attraverso una fitta rete di conoscenze riusciva a mettere in contatto estorsori e vittime che ricevevano indicazioni sulle modalità di pagamento e successivamente sul luogo della restituzione della vettura.

Corriere del Mezzogiorno – Domani la possibile ufficialità di Hamsik in Cina: è tutto pronto

Finisce un amore decennale

Si avvia verso la conclusione la storia di Marek Hamsik con la maglia del Napoli. Dopo più di dieci anni le strade si separano e domani potrebbe arrivare l’ufficialità del trasferimento dell’ancora, ma ormai ex, 17 azzurro.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno:
“Ieri il presidente Aurelio De Laurentiis ha spiegato i motivi della cessione: ‘A centrocampo siamo coperti, la sua partenza non ci creerebbe problemi, Ancelotti ha dato il benestare. Hamsik ha chiesto già quest’estate d’andare via, dopo essere stimolati dal suo agente Venglos abbiamo fatto delle richieste e nessuno si è presentato. Tra i cinesi e i napoletani c’è una bella differenza, pagare moneta vedere cammello’. Poi c’è l’apertura per il futuro: ‘A Marek ho detto che Napoli è casa sua, la città gli vuole bene, è un pezzo della storia del nostro Napoli, se volesse tornare sarei felice di riaccoglierlo’. Il centrocampista, intanto, nell’estremo Oriente guadagnerà circa 9 milioni a stagione sottoscrivendo un contratto triennale, mentre la società partenopea inasserà una cifra leggermente superiore ai 15 milioni di euro”.

Papa Francesco ha celebrato la prima messa pubblica in terra d’Arabia

Rito nello Zayed Sports City di Abu Dhabi, lo stadio che è il più grande degli Emirati, per il quale sono stati esauriti i 135.000 biglietti resi disponibili.

Papa Francesco ha celebrato la messa nello Zayed Sports City, il grande centro sportivo di Abu Dhabi. Si tratta della prima grande messa celebrata in pubblico nella penisola araba ed è stata celebrata con rito solenne per persone di 100 nazionalità e di riti diversi: caldei, copti, greco-cattolici, greco-melchiti, latini, maroniti, siro-cattolici, siro-malabaresi, siro-malancaresi. Il Papa li elenca e li ringrazia alla fine della messa, ultimo atto di un viaggio segnato dal dialogo interreligioso.

All’omelia della messa “Per la pace e la giustizia”, celebrata in inglese e latino, il Papa parla delle Beatitudini, modello ideale di vita cristiana “normale”. Ma in realtà sono un “capovolgimento del pensare comune”, secondo cui i beati sono i ricchi, i potenti, chi ha successo. Non così per Gesù, per il quale beati sono “i poveri, i miti, quanti restano giusti anche a costo di fare brutta figura, i perseguitati”.

“Beati: è la parola con cui Gesù comincia la sua predicazione nel Vangelo di Matteo. Ed è il ritornello che Egli ripete oggi, quasi a voler fissare nel nostro cuore, prima di tutto, un messaggio basilare: se stai con Gesù, se come i discepoli di allora ami ascoltare la sua parola, se cerchi di viverla ogni giorno, sei beato. Non sarai beato, ma sei beato: ecco la prima realtà della vita cristiana. Essa non si presenta come un elenco di prescrizioni esteriori da adempiere o come un complesso insieme di dottrine da conoscere. Anzitutto non è questo; è sapersi, in Gesù, figli amati del Padre. È vivere la gioia di questa beatitudine, è intendere la vita come una storia di amore, la storia dell’amore fedele di Dio che non ci abbandona mai e vuole fare comunione con noi sempre. Ecco il motivo della nostra gioia, di una gioia che nessuna persona al mondo e nessuna circostanza della vita possono toglierci. È una gioia che dà pace anche nel dolore, che già ora fa pregustare quella felicità che ci attende per sempre. Cari fratelli e sorelle, nella gioia di incontrarvi, questa è la parola che sono venuto a dirvi: beati!”.

Quella delle Beatitudini, aggiunge, è “una mappa di vita”, è “la santità del vivere quotidiano, che non ha bisogno di miracoli e di segni straordinari. Le Beatitudini non sono per superuomini, ma per chi affronta le sfide e le prove di ogni giorno. Chi le vive secondo Gesù rende pulito il mondo. È come un albero che, anche in terra arida, ogni giorno assorbe aria inquinata e restituisce ossigeno. Vi auguro di essere così, ben radicati in Gesù e pronti a fare del bene a chiunque vi sta vicino. Le vostre comunità siano oasi di pace”.

“Vivere da beati e seguire la via di Gesù – aggiunge – non significa tuttavia stare sempre allegri. Chi è afflitto, chi patisce ingiustizie, chi si prodiga per essere operatore di pace sa che cosa significa soffrire. Per voi non è certo facile vivere lontani da casa e sentire magari, oltre alla mancanza degli affetti più cari, l’incertezza del futuro. Ma il Signore è fedele e non abbandona i suoi”. “Il Signore è vicino. Può succedere, di fronte a una prova o ad un periodo difficile, di pensare di essere soli, anche dopo tanto tempo passato col Signore. Ma in quei momenti Egli, anche se non interviene subito, ci cammina a fianco e, se continuiamo ad andare avanti, aprirà una via nuova. Perché il Signore è specialista nel fare cose nuove, sa aprire vie anche nel deserto (cfr Is 43,19)”.

“Infine, vorrei soffermarmi brevemente su due Beatitudini. La prima: «Beati i miti» (Mt 5,5). Non è beato chi aggredisce o sopraffà, ma chi mantiene il comportamento di Gesù che ci ha salvato: mite anche di fronte ai suoi accusatori”. Ai suoi che partivano per “recarsi presso i Saraceni e i non cristiani” san Francesco disse: “Né liti né dispute, e questo vale anche per i preti; né liti né dispute: in quel tempo, mentre tanti partivano rivestiti di pesanti armature, san Francesco ricordò che il cristiano parte armato solo della sua fede umile e del suo amore concreto. È importante la mitezza: se vivremo nel mondo al modo di Dio, diventeremo canali della sua presenza; altrimenti, non porteremo frutto”.

“La seconda Beatitudine: «Beati gli operatori di pace» (v. 9). Il cristiano promuove la pace, a cominciare dalla comunità in cui vive”. “Chiedo per voi la grazia di custodire la pace, l’unità, di prendervi cura gli uni degli altri, con quella bella fraternità per cui non ci sono cristiani di prima e di seconda classe”.

“Chiedo per voi la grazia – ha concluso – di custodire la pace, l’unità, di prendervi cura gli uni degli altri, con quella bella fraternità per cui non ci sono cristiani di prima e di seconda classe. Gesù, che vi chiama beati, vi dia la grazia di andare sempre avanti senza scoraggiarvi, crescendo nell’amore «fra voi e verso tutti»”.

angenzie/asianews

Castellammare, donna di Torre del Greco morta al San Leonardo per cause ancora incerte

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L’autopsia non ha ancora svelato il mistero: si è in attesa dell’esame istologico

Castellammare, incerte ancora le cause della morte di Lucia Balzano, la giovane mamma di Torre del Greco ricoverata giovedì 31 gennaio all’ospedale San Leonardo e morta durante la notte. Nonostante l’autopsia sul cadavere effettuata il 3 febbraio, non si sarebbe riusciti a fare luce sulle cause della morte, o almeno non ancora.

Prima di arrivare al San Leonardo, la donna 10 giorni prima aveva partorito presso una clinica della sua città, poi forti dolori l’avevano portata al ricovero al nosocomio stabiese fino al suo progressivo peggioramento delle sue condizioni e il decesso.  Fuori pericolo il figlio della donna, trasferito in un primo momento al Santo Bono di Napoli, poi tenuto sott’osservazione al nosocomio stabiese.

Non vi è stata nemmeno una conferma o meno sul sospetto caso di meningite, e la stessa Asl Napoli 3 Sud, tramite una nota, ha dichiarato che durante il ricovero sono stati svolti anche gli accertamenti per sospetta sepsi infettiva, ma “non esiste una situazione di allarme o emergenza”. Inoltre senza fondamento anche la notizia della garza lasciata dai medici nel ventre della donna al momento del parto. Ciò che dirà con certezza le cause della morte, potrebbe essere solo l’esame istologico. Post autopsia il corpo è stato riconsegnato ai familiari della vittima per la disposizione dei funerali, che si terranno oggi a Torre del Greco.

Sul caso la procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo d’inchiesta, affidato al sostituto procuratore Antonio Barba: omicidio colposo a carico di ignoti l’ipotesi di reato. (Il Gazzettino Vesuviano)

Il Mattino – Stadio vuoto e cori sullo scudetto: attacco di De Laurentiis ai tifosi

“Dispiace che pensino solo a vincere”

In occasione della presentazione dell’accordo con il Trentino per i prossimi tre anni per il ritiro pre-campionato del Napoli, il presidente Aurelio De Laurentiis si è soffermato a parlare anche dei suoi tifosi e, in particolare, dello stadio deserto in occasione della gara contro la Sampdoria e dei cori sullo scudetto.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Era convinto che la politica dei prezzi bassi avrebbe spinto i tifosi a non lasciare vuoti gli spazi del San Paolo in questa fase della stagione. Ed è per questo che il record al contrario della gara con la Sampdoria non gli è andato giù. Per nulla. Ma probabilmente a non andargli giù sono pure quei continui cori (‘noi vogliamo vincere’) che le due curve continuano a cantare, ogni volta, come una provocazione contro di lui. Aurelio De Laurentiis, dunque, alla presentazione del rinnovo dell’accordo con la Val di Sole per il ritiro estivo che si è svolto all’hotel Vesuvio, diventa un fiume in piena: ‘Mi dispiace che l’ambizione dei tifosi sia solo di vincere lo scudetto, non avere una squadra forte che rappresenta in modo entusiastico la città’, sbotta avendo già pronto lo sfogo. Meno di ventimila spettatori per la squadra seconda in classifica sono uno schiaffo per il patron. E non lo manda certo a dire. ‘Ci stiamo comportando come il Real Madrid e il Barcellona’, dice ancora”.

Scafati, bomba carta esplode davanti ad una macelleria

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Notte di terrore a Scafati

Scafati, notte di terrore in via Giovanni XXIII: una bomba carta è stata esplodere in aria davanti all’ingresso di una macelleria della zona, provocando danni alla saracinesca del negozio. Si tratta della stessa attività commerciale che già qualche anno fa, nel 2016, nel mese di ottobre, era stato vittima di alcuni colpi di pistola esplosi contro la serranda. Sono subito partite le indagini da parte dei carabinieri della locale tenenza agli ordini del comandante Gennaro Vitolo. (Il Mattino)

Gazzetta: “ADL in attesa del bonifico per Hamsik, poi la firma per la cessione”

Hamsik pronto a volare in Cina

Manca davvero pochissimo per l’ufficialità al trasferimento in Cina di Marek Hamsik. Il capitano, ormai ex, del Napoli deve soltanto sostenere le visite mediche, poi il presidente Aurelio De Laurentiis firmerà la cessione dopo l’arrivo del bonifico in suo favore da parte del Dalian Yifang.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Sullo slovacco il presidente ha prima fatto catenaccio, parlando sul contratto triennale per il ritiro a Dimaro, Val di Sole. Il punto riesce a tenerlo per quasi un’ora, poi cede: ‘In questo momento deve decidere lui. Ancelotti ha dato l’ok per la partenza. A centrocampo siamo ben coperti per sopperire alla sua cessione. Ma i cinesi non possono pensare di essere più furbi dei napoletani. Allora, dico: pagare moneta, vedere cammello’.
De Laurentiis è in attesa del bonifico di 15 milioni di euro per firmarne la cessione. A proposito del capitano il presidente ha aggiunto un particolare: ‘Nove anni fa me l’ha chiesto il Milan e ho detto no, 3-4 anni fa è accaduto lo stesso con la Juventus. Ora, conta la sua volontà. Se vuole andare non ci metteremo di traverso'”.

Corriere dello Sport – Ritirare la numero 17 di Hamsik: proposta fatta a De Laurentiis

ADL pronto ad accogliere la proposta

Oltre 10 anni conditi dal record di presenze e di gol potrebbero valere il ritiro della maglia del Napoli numero 17, quella di Marek Hamsik. A proporre il ritiro è stato il quotidiano Il Corriere dello Sport per riservare quell’onore concesso soltanto a Maradona con il ritiro della sua 10.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere dello Sport:
“Lasciatela lì, avvolta nella memoria, come si fa con i ricordi più teneri: è stata la maglia del vostro idolo, c’è cresciuta una generazione intera di fanciulli. Non la vedrete più in giro, non ci sarà un’altra ’17’ perché difficilmente potrà esserci un altro Hamsik.
E’ stata un’idea che è nata così, tra le mura della redazione del Corriere dello Sport-Stadio, lanciata sul tavolo e poi nell’aria, consegnata a De Laurentiis che ha gradito ed ha offerto il suo assenso, perché Hamsik ha rappresentato la sua era, l’ha caratterizzata come (anti) personaggio: dodici anni insieme e intrisi di umanità, di empatia, di affetto, d’amore che resta e s’impregnerà in quella maglia che riconoscerà la potenza di un atto di fedeltà avviato nel 2007 e rinsaldato dai tanti no del passato”.

Martina a Vico Equense: “Questo governo sta portando l’Italia in recessione”

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Martina a Vico Equense: “Questo governo sta portando l’Italia in recessione”

Vico Equense , l’ex ministro Martina ha così esordito ieri sera all’incontro organizzato dal coordinamento pd della costiera sorrentina, in vista delle primarie del 3 marzo.

«Questo governo sta portando l’Italia in recessione. Le scelte che hanno fatto sono pericolose in particolare per il Mezzogiorno. Hanno caricato tutti noi di 50 miliardi di euro di debito pubblico in più in due anni. Noi come partito dobbiamo riprendere in mano le battaglie per il lavoro e rappresentare una valida alternativa».

E continua:

«Invece della complicata costruzione del reddito di cittadinanza, avrebbero potuto agire sul già esistente reddito di inclusione e sulla naspi, indennità mensile di disoccupazione».

Non è mancato il commento sul caso Diciotti e Salvini:

«Il ministro si deve difendere nel processo e non dal processo. Salvini sta scappando, ma questo è profondamento ingiusto perchè segna la distanza tra i potenti e i cittadini normali». (Il Mattino)

Sorrento, convegno sull’alimentazione presso la sala consiliare del Comune

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“La nostra alimentazione: angelo o demone?”, convegno a Sorrento

Mercoledì 6 febbraio, alle ore 17, nella sala consiliare del Palazzo Municipale di Sorrento, si terrà il convegno dal titolo “La nostra alimentazione: angelo o demone?”, promossa dalla Consulta Sanità del Comune di Sorrento.

All’incontro, dopo i saluti del sindaco Giuseppe Cuomo e dell’assessore Massimo Coppola, prenderanno parte Costantino Astarita, coordinatore della Consulta, che relazionerà sul tema della prevenzione delle malattie cardiovascolari, Salvatore Ercolano, sulle diverse funzioni del cibo, Carlo Alfaro, sull’importanza dell’educazione alimentare, Angela Crimi su come prevenire il cancro a tavola, Francesco Gambardella, sul tema dello sport, Giancarlo Arienzo sui rapporti tra occhio e alimentazione, Tuttlio Tartaglia su alimentazione e tiroide e Michele De Cecco su cibo e malattie.

A seguire, dibattito con la partecipazione dei dottori in scienze infermieristiche Carla Apreda, Luigi La Rocca e Maria Tramontano sui problemi sanitari legati al territorio.
La Consulta Comunale della Sanità, è un organismo istituito nell’ambito della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, ed opera nei seguenti ambiti: tutela della salute, diritti del malato, servizi sanitari ed ospedalieri, edilizia sanitaria, campagne di sensibilizzazione e di prevenzione, igiene del lavoro e degli alimenti, assistenza farmaceutica, tossicodipendenze, servizi sociali e sanitari per famiglie, donne, maternità, infanzia, età evolutiva, adulti, anziani, persone portatrici di handicap, strutture di assistenza ai minori, vigilanza sugli enti di assistenza, volontariato, sanità veterinaria e diritti degli animali.

Il Mattino – Hamsik saluta i compagni, poi effettuerà le visite mediche a Madrid

Dopo le visite potrà iniziare la nuova avventura cinese

La nuova avventura in Cina per Marek Hamsik è pronta a partire. Il capitano del Napoli ha già salutato i compagni di squadra in quel di Castel Volturno prima di recarsi a Madrid per sostenere le visite mediche e ufficializzare il cambio di maglia.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Eccolo, Marek. Torna probabilmente per l’ultima volta al centro tecnico di Castel Volturno per quello che è solo un leggero riscaldamento con il resto della squadra. Appena arriverà il bonifico del Dalian, il Napoli darà il nulla osta per la sua partenza. La prima tappa sarà a Madrid, dove il capitano (quasi ex) è atteso per le visite mediche. Poi dalla capitale spagnola, con un volo privato partirà per la Cina dove è atteso da un triennale da quasi 10 milioni di euro a stagione. Il club sta organizzando una presentazione spettacolare: lo scorso anno si è piazzato all’undicesimo posto e sogna almeno un piazzamento per la Champions asiatica. Hamsik sarà una delle stelle del prossimo campionato cinese. Se non ci saranno colpi di scena, l’esordio dello slovacco è previsto il 3 marzo, contro l’Henan Jianje.
De Laurentiis ha fatto uno sconto notevole ai cinesi pur di accontentare Hamsik. Molto meno dei 25 milioni di euro chiesti l’estate scorsa: alla fine, ha detto di sì per circa 16 milioni di euro. Una trattativa lampo, perché gli emissari del Dalian hanno prima tentato l’assalto a Belotti e poi ad Immobile prima di andare alla carica per Hamsik. Trovando l’intesa con Venglos in un baleno. La sua giornata al centro tecnico è stata caratterizzata dalla visita dello scienziato Antonio Giordano, Direttore dello Sbarro Health Research Organization a Philadelphia, con cui lo slovacco si è intrattenuto a lungo a colloquio.
Hamsik ha anche parlato con Ancelotti, nella stanza del tecnico: parole riservate, prima di scendere in campo e svolgere la parte iniziale dell’allenamento. Esercizi di riscaldamento e poco altro. Nella mente di Marekiaro, ormai, c’è solo la Cina. Non è un mistero che, pur se sofferta, la decisione ormai è presa. Non sono ore semplici per l’uomo che ha battuto ogni primato con la maglia del Napoli. È una bandiera che si ammaina e, vista l’età, non era così scontato il suo addio adesso.
Il vero dilemma di Marek è stato se far terminare l’anno scolastico ai ragazzi oppure no. La decisione è stata quella di far rientrare Martina e i figli nella sua Banska Bystrica. Nel suo viaggio cinese ci saranno il suo agente Venglos e papà Richard. Gli amici di Pinetamare lo raggiungeranno tra qualche settimana: lì in Cina lo attende Bernd Schuster, il tecnico tedesco finalista con la Germania Ovest al Mondiale del 1982, quello vinto dall’Italia a Madrid”.

Castellammare, riapre il viadotto San Marco

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La data

Castellammare, riaprirà a breve il viadotto San marco. Dopo i vari disagi che ha comportato la chiusura della Statale Sorrentina a causa dei lavori al viadotto, in maniera particolare ai commercianti della città, finalmente è stato dato il via libera nel giorno 15 febbraio.  Per un breve periodo, l’amministrazione comunale aveva optato per l’apertura dell’unica carreggiata a senso di marcia alternato, in base agli orari, un esperimento rivelatosi dannoso e quindi un completo fallimento.

Nel momento in cui vi è stato il ripristino dell’unico senso di marcia, i lavori sono stati molto veloci, fino ad indicare una data di apertura. Per la città di Castellammare e i suoi commercianti si tratta della fine di un incubo.

De Laurentiis: “Siamo in Europa da 9 anni. Teniamo i campioni? Siamo come Real e Barcellona”

“Si doveva investire e l’abbiamo fatto”

Nella giornata di ieri Aurelio De Laurentiis ha tenuto la conferenza stampa di presentazione dell’accordo con il Trentino per i prossimi tre anni per il ritiro pre-campionato del Napoli. In alcune dichiarazioni, il presidente azzurro si è mostrato soddisfatto della scelta di affidare il progetto al tecnico Carlo Ancelotti.

Ecco quanto sottolineato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Si doveva investire e l’abbiamo fatto. Da quanti anni ci teniamo campioni come Insigne, Mertens, Koulibaly, Albiol, Hamsik? Noi non viviamo di acquisizioni e rivendite immediate come fanno altri. Non è facile arrivare secondi. Il lavoro fatto fin qui deve essere rispettato, siamo in Europa da 9 anni consecutivi. Ci siamo inventati un allenatore come Sarri, che oggi è in Inghilterra. Prima c’era stato Benitez, ora Ancelotti: sono state scelte importanti, di cosa stiamo parlando? Ci stiamo comportando come Real e Barcellona. Purtroppo lo sport è così, si vince e non si vince”.

Tav, Salvini risponde a Di Battista

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Tav, Salvini risponde a Di Battista

Il vicepremier Matteo Salvini torna a parlare della Tav durante la registrazione di ‘Quarta Repubblica’, e risponde a Di Battista che qualche giorno fa gli aveva consigliato di tornare “da Berlusconi” e di “non rompere i coglioni” con le grandi opere.

“Non ho bisogno di essere ripulito da Di Battista, la pulizia me la danno gli italiani. Se resisto alle provocazioni di Fazio e Saviano, figuriamoci se mi danno del coglione…”, ha detto riferendosi alle parole Di Battista e ha aggiunto: “Io per trovare un accordo ci sono, su Tav e Venezuela sono convinto che l’accordo si trova, ma invece se qualcuno preferisce darmi del rompicoglioni, le cose si fanno complicate”.

“Se ripartono i lavori il primo treno passa nel 2030, ma non sono al governo da solo, non dipende solo da me”. Sulla Tav, continua “non siamo d’accordo, ma ci mettiamo a un tavolo e trovi una soluzione, mi dicono che si può tagliare un ulteriore miliardo, soldi che possono servire per la metro di Torino, ad esempio”.

Venezuela, l’Italia chiede elezioni libere e trasparenti

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Venezuela, l’Italia chiede elezioni libere e trasparenti

“L’Italia appoggia il desiderio del popolo venezuelano di giungere nei tempi più rapidi a nuove elezioni presidenziali libere e trasparenti, attraverso un percorso pacifico e democratico, nel rispetto del principio di autodeterminazione”. Questa la nota di Palazzo Chigi, che interviene in modo ufficiale sulla crisi in Venezuela.

“È urgente intervenire subito per alleviare le sofferenze materiali della popolazione e per consentire l’immediato accesso agli aiuti umanitari. Va inoltre – continua la nota – garantita la sicurezza dei cittadini astenendosi da ogni forma di violenza e va garantita la libera e pacifica manifestazione del dissenso e della protesta, senza alcuna forma di coercizione”.