Castellammare, meeting tra pregiudicati al bar: i Carabinieri scelgono il pugno duro e ordinano la chiusura del locale
Diversi pregiudicati di Castellammare di Stabia avrebbero scelto un bar di via Napoli come punto di ritrovo. I Carabinieri della stazione locale hanno dunque deciso di imporne la chiusura per tre giorni.
Il provvedimento sarebbe giunto a seguito dei controlli effettuati dai militari, che avevano permesso di monitorare diversi raduni da parte di persone con precedenti penali proprio in prossimità del bar del quartiere che negli ultimi mesi aveva “riaccolto” alcuni elementi di spicco dei clan camorristici stabiesi rimessi in libertà.
Secondo quanto riferisce laRepubblica, l’intensificazione del monitoraggio da parte delle forze dell’ordine all’interno del rione avrebbe indicato l’esistenza di un punto di ritrovo fisso, nel cortile antistante al bar, frequentato da diversi esponenti del clan che avrebbero adottato il locale come base per parlare dei propri affari.
Nella serata di sabato, tra l’altro, i carabinieri proprio nella stessa zona avrebbero anche fermato e denunciato uno stabiese in possesso di un coltello e di 15 grammi di marjuana. Durante gli stessi controlli sono state fermate 43 vetture. 82 persone sono state sottoposte a test specifici, 11 delle quali sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti.
Il nostro punto di vista dopo il pareggio tra la Juve Stabia e la Cavese
Vitiello, Mezavilla, Marzorati, Allievi: il nostro editoriale parte da questo poker difensivo della Juve Stabia. I calciatori appena nominati sono a tutti gli effetti quattro titolari della Juve Stabia, come lo sarebbero in qualsiasi compagine del girone, di cui le Vespe si sono viste improvvisamente e contemporaneamente sottratte. In queste condizioni non semplici è andato in scena ieri il derby tra Juve Stabia e Cavese, spettacolare per quanto visto in campo e sugli spalti, con due tifoserie passionali e numerose, che hanno citato le proprie squadre, onorando appieno la memoria di Catello Mari, sicuramente felice, ovunque abbia ammirato il match.
La Juve Stabia impatta quindi sulla Cavese, che si conferma mina vagante del campionato, capace di bloccare sullo stesso punteggio, in poche settimane, prima e seconda forza del campionato. Sorvolando sulle considerazioni tecnico tattiche, è il caso di analizzare alcuni promemoria che il match tra Vespe ed Aquilotti ha lasciato.
Partiamo innanzitutto dalla forza mentale della Juve Stabia
I ragazzi di Caserta si sono trovati sotto due volte ed in entrambi i casi c’è stata la reazione. Dopo il primo vantaggio di Pugliese, l’idea ovviamente era quella di trovare il pareggio prima del duplice fischio; il progetto non si è realizzato ma le Vespe non si sono lasciate abbattere dai primi 45 minuti finiti rincorrendo, anzi, la Juve Stabia ha ripreso il match in maniera furibonda, trovando immediatamente il pari di Paponi. Esattamente nel miglior momento dei gialloblù, dopo due minuti dalla rete del Papo, è arrivata quella che per molte squadre sarebbe stata una mazzata: secondo vantaggio Cavese con il lampo ancora di Pugliese e mezza papera di Branduani. Ancora una volta, però, la squadra ha incassato il colpo senza vacillare, nemmeno avanti alla miriade di palle gol sciupate ed al possibile 1 – 3 salvato da un Branduani immediatamente ripresosi dopo l’errore. Nuovo pareggio, stavolta di Carlini, e forcing finale con la rimonta per poco non completata. Una squadra che mostra questo carattere non è alla frutta, non è stanca né appagata: la Juve Stabia è viva, forse resa ancor più “cattiva” dai guai sportivi che hanno scelto il momento peggiore per abbattersi sul Menti.
Altro aspetto da cui ripartire
Il coraggio della squadra e del suo allenatore. Senza i fantastici quattro con cuoi abbiamo iniziato questa analisi, nella ripresa Fabio Caserta ha schierato una (non) difesa tre: Troest affiancato dai giovanissimi Schiavi e Germoni, che tutto sono tranne centrali difensivi, a prescindere dal modulo. Un assetto da “all in” per la Juve Stabia, che ha dato ragione al suo tecnico, che ha incassato gol solo con un tiro dalla distanza letto non bene da Branduani, creando cinque nitide occasioni da rete (oltre ai due gol). In questo delicatissimo momento della stagione, nonostante un cammino sfiancante e le avversarie che si avvicinano (a proposito, qualcuno ci spieghi perché non si gioca in contemporanea ed anzi la Juve Stabia scenda spesso in campo dopo le dirette rivali), il gruppo di Caserta non si è fatto minimamente trasportare dalla paura, tirando fuori il pungiglione (o altro) nel momento più difficile.
Ultimo fattore da non trascurare
Il ritorno al gol di due uomini chiave. La Juve Stabia nelle ultime gare le Vespe avevano segnato col contagocce; due reti invece ieri con Paponi e Carlini in grande spolvero più varie altre occasioni, con la squadra finalmente sbloccata. Il 10 ed il 29, dopo le rispettive reti, sembrano essersi definitivamente scrollati di dosso la poca brillantezza delle ultime settimane, arrivando a venti gol complessivi in coppia. Ripartire da loro, che anche nella sala stampa post gara sono apparsi carichi a mille, e dal loro spirito sarà fondamentale.
Infine una rapida analisi sul testa a testa con il Trapani. Al momento i siciliani sono staccati di due punti: 63 – 61, ma la squadra di Italiano ha già incamerato i tre punti a tavolino col Matera ed ancora non ha riposato. La Juve Stabia si vedrà accreditare i tre punti con i lucani solo alla penultima di campionato, mentre affronterà in casa il Rieti tra due settimane, con il Trapani spettatore per scontare il turno di stop. Potenzialmente, la Juve Stabia ha due partite in meno rispetto al Trapani.
Senza tante parole, ora, testa al Catania, andandosela a combattere al Massimino, consapevoli che la Juve Stabia può giocarsela ovunque contro chiunque, senza paura e sfoderando ancora…il pungiglione.
Pagani, entra in vigore l’obbligo vaccinale: tre bimbi rispediti a casa
“Abbiamo dovuto fermare tre alunni della scuola materna. Le famiglie erano state già avvertite venerdì e quindi oggi non hanno portato i bambini a scuola“. A riferirlo ai colleghi del Corriere Del Mezzogiorno è Attilio Trusio, preside del Terzo Circolo Scolastico di Pagani, in provincia di Salerno.
In Campania, così come nel resto del Paese, è in vigore da oggi lo stop ai bambini non vaccinati nella scuola materna.
A Pagani i primi tre casi: due dei bambini fermati hanno 5 anni ed uno 4.
Anche se solo uno di loro sarebbe figlio di genitori con convinzioni “no vax”: “Ho incontrato la famiglia – ha spiegato il preside al quotidiano – che mi ha detto di essere contraria ai vaccini e quindi il bambino non tornerà a scuola, perché al momento non intendono vaccinarlo. Le altre due famiglie, invece, non hanno dichiarato di essere no vax e infatti mi hanno preannunciato che nel giro di qualche giorno provvederanno alla vaccinazione“. “Ho dovuto fermare la frequenza – spiega Trusio – firmando una sospensione fino al perfezionamento dell’avvenuta vaccinazione. Già un mese fa avevo ho fatto una prima comunicazione alle famiglie ricordando la scadenza del 10 marzo e venerdì ho fatto una seconda comunicazione ufficiale invitando le famiglie a non venire a scuola“.
“Alcuni bambini sono stati fermati, ma nella maggior parte dei casi, mi dicono che le famiglie provvederanno presto alle vaccinazioni”. Ad affermarlo è l’assessore regionale all’istruzione Lucia Fortini, che spiega: “I dati che abbiamo a livello regionale dalle Asl parlano di circa 700 bambini non vaccinati, ma non tutti frequentano la scuola dell’infanzia. Siamo ovunque al di sopra della soglia del 93% di vaccinati, in molti casi con punte del 98%“.
Anche Castellammare nel discorso del premier Conte a Fincantieri: “Abbraccio del Paese ad una città ferita”
“I cantieri di Castellammare di Stabia, SestriPonente e Valeggiosaranno impegnati dalla ricostruzione del ponte di Genova. Questa sinergia e questa distribuzione territoriale tra Nord e Sud è bellissima, un segno eloquente del sistema Italia“. Queste le parole del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, all’inaugurazione dello stabilimento ‘Fincantieri Infrastructure’.
“Nella realizzazione del nuovo ponte ravviso anche l’abbraccio dell’intero Paese a una città ferita“.
“In quell’immagine del ponte spezzato di Genova è impressa nella nostra memoria la vulnerabilità delle nostre strutture. Sta a noi fare in modo che non rappresenti solo l’iconografia del dolore ma anche della rinascita“. Conte ha inoltre annunciato: “Ci adopereremo perché la ricostruzione sia rapida ed efficiente. Sappiamo di poter contare su una società capace, competitiva“.
“Dobbiamo avviare opere nuove ma che servano veramente al Paese e agli interessi dei cittadini: con Toninelli gireremo cantieri non per photo-opportunities ma per mappare il Paese e verificare le criticità“.
“Il 2019 – ha in fine annunciato il premier – sarà l’anno degli investimenti, noi siamo qui per far ripartire il paese. Dobbiamo completare le opere ferme da anni e avviare opere nuove ma che servano davvero al Paese, ne accrescano la competitività e facciano davvero l’interesse dei cittadini“.
Ieri, domenica, è stato l’ultimo giorno per mettersi in regola con i vaccini obbligatori. I genitori devono portare il certificato vaccinale a scuola, altrimenti da oggi, lunedì 11 marzo 2019, al suono della campanella, i bambini da 0 a 6 anni rischiano di rimanere fuori dall’aula.
Vaccini: da oggi, come previsto dalla legge Lorenzin che prevede dieci vaccini obbligatori, e dopo le proroghe ultima proprio quella del Milleproroghe che spostava la scadenza dal settembre 2018 al 10 marzo 2019 per evitare il caos alla riapertura delle scuole dopo le vacanze, si entra a scuola solo col certificato di vaccinazione. Dovrebbero quindi restare fuori da scuola i bambini non vaccinati dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia mentre i più grandi potranno entrare a scuola ma le famiglie incorrono in sanzioni pecuniarie.
A questo punto però è prevedibile anche che lo zoccolo duro ‘No-vax’, che intanto non manca di seguire gli spettacoli di Beppe Grillo in giro per l’Italia per prodursi in rumorose contestazioni, non cederà, e come già successo a settembre potremmo attenderci nuovi casi di Carabinieri chiamati dalle scuole, ma anche dagli stessi genitori i cui figli sono stati respinti ma….
Ma questa volta però, come scrive l’AGI, ormai il tempo è scaduto ed è esclusa l’ipotesi di una nuova dilazione, malgrado l’uscita a sorpresa del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che mercoledì scorso aveva lanciato un appello alla collega Giulia Grillo, titolare della Salute: sarebbe opportuno, scriveva il vicepremier, “evitare traumi ai più piccoli” e pertanto bisogna “prevedere il differimento degli obblighi in scadenza al 10 marzo contenuti nella legge Lorenzin”.
La risposta della ministra, seppure felpata, è stata di fatto un secco no: obiettivo comune è superare la legge Lorenzin, spiegava Grillo, ma non con un decreto urgente: se la vedrà il Parlamento, dove in Commissione Sanità del Senato giace da mesi la proposta di legge M5s-Lega che prevede l’obbligo “flessibile”, ossia stabilito vaccino per vaccino sulla scorta dei dati epidemiologici.
In attesa della nuova legge (la presentazione degli emendamenti scade in questi giorni, poi dovrà andare in aula e infine passare alla Camera: tempi non brevissimi insomma) vale la norma firmata dalla ministra Lorenzin, forte anche del sostegno della grandissima parte del mondo medico-scientifico, nonché dei presidi, che anche nel giorno dello scambio di battute Salvini-Grillo hanno ribadito chiaramente che “è vero che bisogna tener conto delle esigenze di tutti – afferma il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli – ma non ci si può dimenticare dei bambini più deboli e con problemi di salute che non si possono difendere e soprattutto non hanno scelta. Non ci possono essere bambini di serie A e di serie B. Le leggi devono essere rispettate. Quella sui vaccini è una legge e non può essere soggetta a continui differimenti”.
Questo lo stato dell’ennesima battaglia sull’incredibile che si porta avanti in Italia. Nella stessa Italia dove, ad esempio, sia pur dopo “quasi” analoghe proteste, si è accettato che NON si può entrare in luoghi pubblici, magari al cinema, se si ha una sigaretta accesa.
Il concetto è: vuoi fumare? Liberissimo di farlo ma a casa tua e, comunque, non entri a vedere il film.
Gli Italiani questo lo hanno accettato eppure, ecco che ora degli italioti ritengono di poter pretendere di entrare, ad esempio a scuola, con “i microbi accesi”.
Bah! Il mondo è bello perché è vario, ma qui stiamo arrivando all’avariato, e non è più bello!
Juve Stabia – Cavese le foto dei calciatori in campo
Guarda le foto di Juve Stabia – Cavese realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così il pareggio delle Vespe allenate da Caserta con i ragazzi di Giacomo Modica allo stadio Menti di Castellammare di Stabia.
Castellammare di Stabia – Si è giocato al Menti la 30° giornata del campionato di serie C tra la Juve Stabia e la Cavese. Tralasciando il dato sportivo, ieri è stata una bella giornata di festa in ricordo di Catello Mari, calciatore stabiese che perse la vita dopo aver vinto il campionato con la maglia della Cavese.
Oltre 750 spettatori provenienti dalla vicina Cava de’ Tirreni uniti ai 3000 circa di Castellammare di Stabia hanno assistito alla gara terminata in parità con un bellissimo e spettacolare 2-2 in cui i colpi di scena l’hanno fatta da padrone. Una Juve Stabia incerottata nel reparto difensivo (mancavano 3 elementi titolari su 4) e con un Troest non al meglio (problemi alla schiena) ha saputo reagire per ben due volte al vantaggio ospite. Una gara che le Vespe avrebbero anche meritato di vincere, ma che avrebbero anche potuto perdere. Il classico bicchiere mezzo pieno che fa ben sperare in vista della gara di Catania.
Al minuto 20 sono gli ospiti ad andare vicinissimi al vantaggio con la staffilata dell’ex Rosafio che sfiora il palo con Branduani immobile. Dopo pochi minuti ci prova ancora la Cavese col sinistro di Tumbarello che non va lontano dalla porta stabiese.
Al 27esimo gli Aquilotti concretizzano la maggior mole di gioco passando in vantaggio con Pugliese che di piatto filmina Branduani dopo uno svarione della difesa stabiese: 0 – 1.
Al sesto minuto della ripresa arriva il pareggio della Juve Stabia: accelerazione di Elia sull’out destro con cross per l’incornata di Paponi che insacca.
Immediato il nuovo vantaggio della Cavese, tre minuti dopo, con la conclusione dalla distanza di Pugliese su cui Branduani pasticcia.
Al minuto 18 occasione enorme per la Juve Stabia sprecata da Mastalli, che da un metro a porta vuota calcia alto.
Sul capovolgimento di fronte Fella butta la palla del possibile 1 – 3 a tu per tu con Branduani.
Al 29° minuto della ripresa grande azione di Canotto a destra, atterrato dalla difesa della Cavese; l’arbitro decreta il calcio di rigore trasformato da Carlini: 2 – 2 Juve Stabia.
Dopo qualche altro tentativo e cinque minuti di recupero, finisce il match con il risultato di parità.
A cura di Giovanni Donnarumma
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Il sottosegretario Giorgetti fa il punto sull’opera e dice che a decidere sarà il Parlamento, ma non esclude un referendum tra gli italiani. Di Maio ora è di nuovo convinto che il governo durerà quattro anni.
Oggi consiglio di amministrazione di Tesla, società italo francese responsabile della realizzazione della gestione della TAV Torino Lione, dopo il rinvio di una decisione definitiva da parte del presidente del consiglio Conte. È il sottosegretario Giorgetti ad intervenire spiegando che, per fermare definitivamente la Tav, occorre un passaggio parlamentare e non basta una decisione del Consiglio dei Ministri.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giorgetti, nel corso dell’intervista con Lucia Annunziata, non usa mezzi termini e spiega che la lettera del premier ha ottenuto come primo effetto benefico quello di aprire una discussione con la Francia:
“Conte vuole ridiscutere il progetto, non semplicemente escluderlo, ma rivederlo con le autorità francesi. È una facoltà che ci siamo ripresi, il governo ha fatto bene […] L’analisi costi benefici va discussa con il governo francese che dovrà valutare come continuare questa opera”.
Dopodiché, il sottosegretario leghista chiama in causa anche l’Europa che, a suo dire, dovrebbe aiutare l’Italia che, a differenza di altri paesi, “per realizzare un’opera di questo genere deve scavare sotto le Alpi”.
Aiuto dovrebbero darlo anche al parlamento (e quindi a loro) perché, come finalmente riconosce Giorgetti, l’ultima parola a riguardo spetta alle Camere e non già solamente a Di Maio o Salvini o entrambi:
“Per fermare il Tav serve una ratifica da parte del Parlamento, non la decide né il governo né il presidente del Consiglio […] La procedura di gara prevede che per sei mesi non ci siano obblighi per le parti. Poi bisognerà vedere l’esito del negoziato che potrebbe produrre una modica di impatto economico. In questo caso si andrebbe in Parlamento”
afferma, dettagliando, Giorgetti, che però non cita apertamente l’opzione referendum che è sempre sul tavolo come traspare dalle sue parole quando afferma:
“La Tav risponde a una esigenza complessiva. Questo Paese deve crescere e deve avere la possibilità di essere moderno. Io ho ammirazione per gli svizzeri che questi problemi li hanno risolti in passato con i referendum”.
Intanto, il leader cinque stelle, Di Maio, dal palco della ‘sala Manzoni’ di Palazzo delle Stelline, dove da due giorni il suo popolo si interroga sui temi costitutivi dell’identità pentastellata, dal digitale alla democrazia diretta, afferma promettendo:
“L’ho detto ieri e d’ora in poi deve essere così, l’obbiettivo del Movimento è dare tranquillità a questo Paese, non deve essere più creare tensioni, perché se da una parte uno dice ‘vediamo chi va fino in fondo, chi ha la testa più dura’ io dico che questo è folclore'”.
Il nome non lo fa ma il riferimento è alle parole pronunciate due giorni fa da Salvini, nella fase più acuta della divergenza tra i due.
Poi, tornando con il pensiero a Salvini e alle parole da lui pronunciate due giorni e visto che non ci sta a passare per quello che non vuole innovare, pur senza nominarlo afferma:
“Veniamo da due giorni non semplici e mi sono ripromesso di non alimentare questo dibattito, ma deve essere chiaro che noi le infrastrutture le dobbiamo fare: grandi, medie e piccole, e sia digitali che fisiche. Con Toninelli dobbiamo incontrare tutti i Presidenti di Regione e vedere quali sono i punti critici per sbloccare le opere”.
Ma, a sua volta, Salvini, che voleva il via libera ai bandi Tav e non solo agli avvisi, non si zittisce – “ridiscutiamola ma va fatta”, afferma – e ora, dando l’impressione di volersi togliere qualche sassolino, vuole passare subito all’incasso sugli altri provvedimenti che gli stanno a cuore: in primo luogo l’autonomia differenziata per Lombardia e Veneto e, in secondo, il cosiddetto sblocca-cantieri e la riforma del codice degli appalti.
Entrambi sono provvedimenti sui quali sta lavorando Conte per cui, intervenendo alla scuola politica della Lega, Salvini fa riferimento proprio ai due provvedimenti dando al premier “giorni, non mesi. Questo Paese ha bisogno di gente che costruisca e non demolisca”, ha detto.
In conclusione poi, per quanto riguarda il governo, stando a quanto riferiscono le stesse fonti del M5s, nel Movimento si sarebbe aperta una “riflessione” su Toninelli. Nel Movimento sarebbe sempre maggiore la parte di coloro che, anche ai vertici, hanno una “percezione negativa” di come il ministro ha gestito il dossier Tav e diverse altre partite, dal caso Autostrade dopo il crollo del Ponte Morandi in poi.
Oggi inizia una nuova settimana di tensione e tensioni visto che, comunque, ad ora non è che sia già tutto chiarito e sistemato anche se, come d’abitudine, danno già tutto per fatto. Manca ancora il passaggio che ci dovrà essere alle camere e, prima ancora, il confronto con con la francia e con l’Europa; confronti che sono nell’agenda di Conte per cui siamo ancora fermi al: domani è un altro giorno e si vedrà!
Una partita di carattere, la Juve Stabia Under 15 Nazionale batte il Teramo sul proprio terreno di gioco e riprende la corsa verso i playoff. Finisce 0-2 grazie ad un gol per tempo di bomber Aldo Minasi. Sono 20 i leoncini in campo, i ragazzi di Franzese schiacciano gli avversari e portano a casa il bottino pieno. Partenza lenta, squadra avversaria molto aggressiva, al 5 minuto Di Sabatino, in contropiede, spedisce un pallonetto sopra la traversa. Con il passare dei minuti, le Vespette conquistano il campo e per 20 minuti dominano, sciupando tre limpide occasioni da reti (2 Di Serio, 1 Minasi) e qualche istante prima dell’intervallo, un diagonale di Di Serio si stampa sul palo. Nella ripresa si inizia a macinare gioco dal primo minuto, dopo 2 minuti arriva un miracolo di Turco su Carannante, a botta sicura. Tra il 12esimo ed il 17esimo, uno due micidiale dei nostri che chiudono nella loro area gli avversari e con una doppietta di Minasi fissano il punteggio. Dopo normale amministrazione con Del Sorbo a garantire la difesa gialloblù.
Rivivi il match nel racconto in scatti di Lino Minasi.
Gli scatti fotografici di Sassuolo – Napoli finita in parità
La più brutta prestazione dell’anno per il Napoli allenato da Mister Carlo Ancelotti che ha giocato contro il Sassuolo ieri sera a Reggio Emilia. Un’altra occasione sprecata da parte degli azzurri partenopei che riescono solo nel finale, grazie ad Insigne, a ristabilire il pari. Testa già a Salisburgo? Potrebbe essere, sta di fatto che la Juventus aumenta il gap (vittoria ad Udine) e le altre si avvicinano. Bene per il Sassuolo che riesce a bloccare e pressare gli azzurri per gran parte del match.
Oggi vi proponiamo le foto del match di ieri, a cura di Giovanni Somma per rivivere le emozioni del MAPEI STADIUM:
La Cina e l’Etiopia hanno deciso di mettere a terra tutti i velivoli Boeing 737 Max dopo il disastro aereo di Addis Abeba di ieri in cui hanno perso la vita tutte le 157 persone a bordo.
L’incidente aereo è avvenuto ieri mattina alle 8,44 locali: l’aereo era decollato alle 8,38 dall’aeroporto di Bole diretto a Nairobi, in Kenya, ed è precipitato 62 chilometri a sud-ovest dalla capitale etiopica
Quello di ieri è il secondo incidente per il boeing 737 Max ed è accaduto a 5 mesi da quello della Lion Air, verificatosi in Indonesia, in cui persero la vita 189 persone.
A bordo c’erano passeggeri di 32 nazionalità, molti dei quali diretti a Nairobi, dove domani si apre la quinta sessione dell’Assemblea dell’Onu dedicata al clima e tra questi 8 italiani.
Tra gli 8 italiani a bordo del volo si trovava anche Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, e assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia. Tusa – che è stato anche Sovrintendente del Mare della Regione – era diretto in Kenya, per un progetto dell’Unesco. Nel 2018 era stato chiamato a ricoprire l’incarico di assessore regionale ai Beni culturali, al posto del critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Altre quattro vittime italiane appartengono al mondo delle ong che piange, tra gli altri, la perdita di Paolo Dieci, leader nei fatti riconosciuto, presidente di Link 2007, associazione di coordinamento consortile che raggruppa alcune tra le più importanti Organizzazioni non governative italiane. Altre tre vittime appartenevano, invece, alla onlus Africa Tremila, associazione di Bergamo, e sono: Matteo Ravasio, commercialista e tesoriere della città lombarda, Carlo Spini e la moglie Gabriella Vigiani che risiedono ad Arezzo.
Africa Tremila è un’associazione di volontari che opera nei Paesi in via di Sviluppo realizzando programmi umanitari a breve e medio termine. Dieci risiedeva a Roma, da cui provengono altre due vittime, che lavoravano per il World Food Programme dell’Onu: la trentenne Maria Pilar Buzzetti, che si stava recando a Nairobi per la conferenza sul clima organizzato dalle Nazioni Unite e Virginia Chimenti, funzionaria consulente del Budget officer dell’organizzazione. Infine, sul volo viaggiava Rosemary Mumbi.
Il presidente Sergio Mattarella, ricordando le vittime, ha affermato:
“Il Paese guarda con riconoscenza al loro impegno professionale e di vita, speso sul terreno della cultura e dell’archeologia, della cooperazione, di organizzazioni internazionali a servizio dello sviluppo umano”.
Si fa sentire, ovviamente su Twitter, anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per dire:
“Oggi è un giorno di dolore. Nell’aereo della Ethiopian Airlines vi erano anche nostri connazionali. Ci stringiamo tutti ai familiari delle vittime rivolgendo loro i nostri partecipi, commossi pensieri”.
Il Boeing 737-800 MAX della Ethiopian Airlinesera nuovissimo ed era operativo da appena quattro mesi.
Secondo quanto riferito dal Ceo dell’Ethiopian Airlines, Tewolde Gebremariam, citato dal quotidiano keniano Daily Nation, l’ultimo controllo di manutenzione di routine sul velivolo era stato effettuato il 4 febbraio. Il capitano, Yared Getachew, aveva alle spalle più di 8.000 ore di volo, secondo quanto si legge in un tweet della compagnia aere etiope.
Il co-pilota Ahmed Nur Mohammod, aveva invece 200 ore di volo. Uno stesso modello Boeing 737-800 MAX della Lion Air era precipitato in mare cinque mesi fa con 190 persone a bordo al largo delle coste indonesiane. Il 6 novembre 2018 la Boeing aveva emesso un allarme su un software di controllo e con il quale si istruiva i piloti sulle procedure da adottare in caso di input errato da un sensore.
Al termine della gara che l’Ischia ha perso contro l’Oratorio Don Guanella per 2-1, l’allenatore della squadra gialloblu, Ciro Bilardi, è intervenuto ai nostri microfoni. Ecco le sue parole:
“Siamo alle solite,quando noi dobbiamo dimostrare il carattere per poter puntare a qualcosa di concreto un po’ di perdiamo. Oggi in pratica è successo proprio questo: abbiamo preso un gol che non dobbiamo mai prendere, ci siamo aperti su una ripartenza e hanno trovato il varco giusto per segnare il gol. Non abbiamo mai preso gol su un calcio d’angolo ed invece purtroppo è successo,poi sbagli anche il calcio di rigore e da lì ti viene tutto contro. Play-off a rischio ? I play-off sono partite particolari dove può succedere di tutto. Dopo questa partita ho perso un po’ le speranze,però fin quando la matematica non ci condanna venderemo cara la pelle. Episodi positivi e negativi ? Sono sempre episodi negativi comunque,sia nell’aver preso gol che aver sbagliato il calcio di rigore. Dopo che abbiamo sbagliato il rigore è diventato ancora più difficile rimontare. Loro poi si sono esaltati cercando di portare a casa il risultato,alla fine c’è l’anno fatta. Bravi a loro”- conclude Bilardi.
QUI FRATTESE – Il commento del tecnico nero stellato
Al termine della gara che la Frattese ha vinto contro il Barano per 2-0, è intervenuto ai nostri microfoni l’allenatore in seconda dei nero stellati, Giovanni Iodice. Ecco le sue parole:
“ Siamo venuti a Barano a giocarci la partita contro una squadra di tutto rispetto che ha provato a fare la partita e a giocare. Noi siamo stati bravi ad impattare bene la gara. Abbiamo giocato un ottimo primo tempo, trovando anche il gol. Il secondo tempo si è giocato davvero poco, molto brutto direi dove si è creata qualche occasione. Una vittoria non con il minimo sforzo ma molto importante. Siete stati cinici sotto porta con le poche occasioni avute ? Il calcio è fatto di episodi. Siamo stati bravi a crearceli e soprattutto a sfruttarli al meglio. Il Giugliano ha vinto ad Afragola cosa cambia ? Io penso che cambia poco o nulla. Il campionato è nelle nostre mani e fortunatamente dipende tutto da noi. Abbiamo ancora queste altre quattro partite dove avremo lo scontro da giocare ad Afragola. Io penso che oggi non cambia nulla”- chiosa Iodice.
PROMOZIONE-ORATORIO DON GUANELLA-ISCHIA 2-1: Brutta prova dei gialloblu che vengono surclassati dai guanelliani, i play-off ora sono davvero un miraggio
Una bruttissima prestazione dell’Ischia consente all’Oratorio Don Guanella di strappare un importante vittoria. Una partita tra Davide contro Golia, a fare la differenza è stata la voglia di vincere e portare a casa il risultato per i guanellaini. Le reti tra fine primo tempo e inizio ripresa hanno incanalato la vittoria Vano il gol di Invernini nel finale di gara. Ischia quasi fuori dai play-off.
Simone Vicidomini– L’Ischia torna dalla trasferta di Scampia con una sconfitta e con un morale pari allo zero. Una prestazione davvero impietosa da parte dei gialloblu,che vengono sconfitti per 2-1 dall’Oratorio Don Guanella. Una partita che è stata viva nonostante entrambi i portieri non sono stati chiamati mai in causa. I guanelliani certamente scesi in campo con la fame e la voglia di portare a casa la vittoria,rispetto all’Ischia che forse non si aspettava un pressing asfissiante con un ritmo alto di gioco. Però c’è da dire che quando vai ad affrontare queste squadre che si devono salvare e soprattutto un eventuale vittoria per loro gli avrebbe garantito di allontanarsi definitivamente dalla zona rossa te lo dovresti aspettare. Alla fine così è stato. I gialloblu hanno cercato come sempre di imbastire qualche azione partendo dalla retroguardia ma senza creare nessun grattacapo alla difesa locale. Come più volte detto e accaduto nell’arco della stagione una mole di gioco senza idee da parte della formazione di Bilardi, ma soprattutto una squadra senza fame e senza la voglia di vincere le partite. Nell’ultimo match giocato,vinto in casa contro il fanalino di coda Pimonte, al di là della vittoria larga, è parso di vedere una squadra scarica sotto il profilo fisico ma soprattutto mentale. Oggi (ieri) una teoria che ha confermato al cento per cento quello che avevamo ipotizzato. Inoltre restando sul tema delle statistiche, possiamo dire che la squadra isolana nelle tre partite che ha giocato in terraferma di domenica alle 11:00 ha appena portato a casa un solo punto,dove tra l’altro sono arrivate due sconfitte: contro i guanelliani e lo scontro diretto con il Poggiomarino (compreso all’andata). Una sconfitta quella giunta al “Landieri” di Scampia che molto probabilmente mette fine o quasi a giochi di disputare i play-off. Le aspettative dopo il mercato di dicembre erano ben altre. Quando si prendono quattro rinforzi soprattutto che scendono dall’Eccellenza in Promozione,vuol dire che qualcosa bisogna provare a vincere o raggiungere come quel fatidico terzo o secondo posto. Ad oggi possiamo dire che l’Ischia ha conquistato più punti nelle prime 10 giornate di andate rispetto al ritorno. A sbloccare il match sono stati i padroni di casa dopo la mezz’ora di gioco con Orteca che a tu per tu con Mennella non sbaglia. ( un gol nato forse in posizione di fuorigioco) I gialloblu a pochi minuti dal termine della prima frazione di gioco, hanno avuto l’occasione di trovare il pareggio con un calcio di rigore. Dagli undici metri Vitagliano ha fallito il possibile 1-1 con Monteleone che ha respinto. Il primo tempo si è concluso sul risultato di 1-0 per l’Oratorio.
Nella ripresa i padroni di casa sembrava che erano scesi in campo con la voglia di controllare il risultato abbassando anche il baricentro. Su un calcio d’angolo invece dopo pochi minuti Giova di testa trova il 2-0 (forse c’èra un fallo su Calise). Dopo la seconda rete subita Bilardi ha mischiato le carte togliendo prima Trani per Fondicelli, Iacono per Ferrari ed infine Chiaiese e Conte passando ad un 3-4-3 . Le sorti però non hanno cambiato l’inerzia del match,anzi il cronometro scorreva in avanti. Gli unici tiri nello specchio della porta per i gialloblu sono state due conclusioni di Rubino una nel primo tempo dai 25 metri e poi nel secondo,ma senza creare grattacapi a Monteleone. A rendere meno amara la sconfitta, ci ha pensato Invernini a tempo ormai scaduto. Il classe 2001 ha saltato con un pallonetto morbido il portiere con il pallone che si è insaccato per il 2-1 finale. Una sconfitta che già detto sopra è arrivata per la poca fame e cattiveria messa in campo. Ma la domanda ora è un’altra,la retroguardia difensiva non è più una sicurezza ?
LE FORMAZIONI- L’Ischia è stata schierata in campo da Ciro Bilardi con il solito 4-3-3 che ha visto Mennella fra i pali, la linea difensiva con Calise,Del Deo,Monti e Accurso, il centrocampo composto da Esposito,Vitagliano e Iacono in avanti Rubino con a supporto Invernini e Trani.
Sul versante opposto l’Oratorio Don Guanella guidato da Massimo Di Sarra è sceso in campo con Monteleone fra i pali, più Belsito,Arianiello,Feniello,Giova,Buonanova,Peluso,Serrao,Orteca,Pellecchia e Cirillo.
LA PARTITA- I guanelliani di mister Di Sarra nei primi minuti lasciano il pallino del gioco agli ischitani, che non riescono però a superare l’attenta difesa dei padroni di casa. Sul versante opposto il trio Pellecchia-Peluso-Orteca tiene in costante apprensione la retroguardia isolana. Al 38′ azione personale di Feniello che dribbla due avversari e cede la palla a Pellecchia in velocità,quest’ultimo con un assist perfetto serve Orteca che dinanzi a Mennella non sbaglia. In un primo momento l’assistente dell’arbitro aveva alzato la bandierina per un presunto fuorigioco ma poi ha cambiato idea. Nel finale di frazione del primo tempo, gli isolani hanno una clamorosa occasione per pareggiare subito i conti, atterrato in area di rigore Rubino al 43′, dal dischetto si presenta Vitagliano ma Monteleone è reattivo e respinge. La prima frazione di gioco si chiude sul risultato di 1-0 per i locali.
Nella ripresa inizia benissimo il Don Guanella che al 55′ raddoppia, su azione di calcio d’angolo: Giova svetta più in alto di tutti e batte per la seconda volta Mennella. Nonostante la giovanissima età la difesa guanelliana riesce ad arginare al meglio il forcing offensivo dell’Ischia, che prova a riaprirla senza fortuna e incisività. Mister Bilardi prova a mischiare le carte effettuando alcune sostituzioni e passando ad un 3-4-3. Ma senza nessun esito positivo. Al 96′ gli isolani accorciano le distanze, dinanzi al portiere guanelliano Invernini con un pallonetto morbido con freddezza non sbaglia e trova il 2-1. E’ l’ultimo sussulto visto che pochi istanti più tardi l’arbitro decreta la fine della partita. Successo prezioso in ottica salvezza dei ragazzi di mister Di Sarra, imbottiti di giovanissimi, brusco stop per l’Ischia che vede dire quasi addio ai play-off.
Vendeva armi bianche al mercatino dell’usato di Castellammare di Stabia, denunciato uno stabiese di 63 anni
Scatta la denuncia per un 63enne originario di Castellammare di Stabia, pizzicato a vendere su una bancarella del mercatino dell’usato una mannaia e un coltello a serramanico.
Nella giornata di ieri i Carabinieri, coadiuvati dalla Polizia Municipale stabiese, hanno effettuato dei controlli al mercatino dell’usato di via Napoli. Le forze dell’ordine durante le verifiche hanno notato la presenza di armi bianche sulla bancarella del 63enne. L’uomo, incensurato è risultato senza alcuna autorizzazione, aveva messo in vendita armi bianche quali una mannaia ed un coltello. La merce è stata posta sotto sequestro, mentre il venditore abusivo è stato denunciato a piede libero.
Al termine della gara che il Barano ha perso contro la Frattese per 2-0, l’allenatore della squadra bianconera, Gianni Di Meglio, è intervenuto ai nostri microfoni. Ecco le sue parole:
“ Abbiamo giocato contro una squadra forte. Sicuramente il ritmo del gioco è stato buono, però gli episodi sono stati sfavorevoli ed abbiamo perso. Sapevamo che loro concedevano poco. Il gol c’è lo siamo fatti noi e poi da lì tutto è più difficile. Venivamo anche da una partita dove abbiamo giocato mercoledì e devo essere sincero i ragazzi hanno messo anima e cuore. Sul cambio Guidone per Cuomo forse non si aspettava di prendere il secondo gol? Anche lì è stata una disattenzione nostra. Purtroppo sappiamo che noi non dobbiamo regalare niente a nessuno per fare gol noi, dobbiamo sudare. Quando riusciremo a capire questo allora saremo sulla buona strada. Se ho pensato di superare il Forio in classifica? Sapevamo che noi giocavamo contro una squadra forte che sta vincendo il campionato e inutile pensare e fare salti più grandi. Ci credevo in una buona prova e su questo sono contento. Le partite che dobbiamo vincere non sono queste ma le prossime. Le due trasferte contro Ottaviano e San Giorgio ? Vediamo in queste due partite quanti punti facciamo poi dopo vedremo dove arriveremo. Un eventuale vittoria della Puteolana oggi potrebbe complicarvi il cammino ? Non complica nulla perché mancano ancora quattro partite alla fine. Oggi hanno questo vantaggio è vero, però vedremo nei prossimi impegni di recuperare quello che abbiamo perso oggi”- conclude il tecnico.
ECCELLENZA – BARANO – FRATTAMAGGIORE 0-2: Gli aquilotti si scontrano con la sostanza della prima della classe e devono cedere i 3 punti
Il Frattamaggiore passa verso la metà del primo tempo con Allegretta sugli sviluppi di un calcio di punizione e raddoppia a 20 minuti dal termine con Simonetti, che sfrutta una serie di errori bianconeri. Un palo di Conte nel finale su punizione è forse l’unico vero sussulto del Barano in tutta la partita
Simone Vicidomini– Esce sconfitto il Barano dalla sfida alla capolista. Un Frattamaggiore (come al solito) molto più concreto che bello, porta a casa 3 importantissimi punti dal Don Luigi Di Iorio restando con 4 lunghezze di vantaggio sul Giugliano (vittorioso ad Afragola)e lasciando il Barano di nuovo al terz’ultimo posto della classifica. Gli aquilotti, giunti all’appuntamento con la possibilità teorica di (addirittura) superare il Real Forio in classifica, sono riusciti a crere davvero poco per impensierire l’arcigna organizzazione della squadra di Andrea Ciaramella.
Eppure la compagine di Gianni Di Meglio ha provato a sorprendere gli ospiti con una grande aggressività iniziale, ma Grezio & co hanno preso quasi subito il comando delle operazioni. Poco da segnalare però anche nella metà campo aquilotta fino alla rete del vantaggio frattese, siglata da Allegretta sugli sviluppi di un calcio di punizione. Sul 10 nerostellato è parsa troppo blanda la marcatura di Angelo Arcamone. Il Barano si scuote un pò e reagisce creando qualche situazione interessante (Kikko Arcamone ha stoppato un palone che andava calciato di prima nel cuore dell’area) che non dà troppi grattacapi a Maisto. La ripresa è stata brutta e quasi priva di azioni da rete. I padroni di casa, eccezion fatta per qualche calcio piazzato si fanno vedere ancora poco in zona gol e regalano la rete del raddoppio ospite. Un liscio di Conte sulla tre quarti, consente a Catavere di servire Simonetti in area, ma il pallone passa perchè Di Chiara esce praticamente a vuoto. Solo nel finale – palo prima e bella parata poi di Maisto su due calci di punizione di Conte – il Barano riesce a calciare in porta, ed è troppo poco.
Rimasti a 22 punti, a 3 lunghezze dalla Puteolana che ha superato l’Aversa Normanna, gli aquilotti sono davanti a due isidiose trasferte, che potrebbero condannarli alla disputa del play out, speriamo non esterno. La vena esterna di Chiariello (gagliada la prova in marcatura su Grezio) & co durante la stagione sono stati più che balbettanti lontano dalle chianole. Oggi, però, se la vogliono, la salvezza devono andare a prendersela lontano.
LE FORMAZIONI – Il Barano deve rinunciare a Christian Cuomo e dal 1’ a Di Costanzo (mezzo influenzato) e viene mandato in campo da Gianni Di Meglio con un 4-3-3 che ha visto Di Chiara a difesa della porta, la linea difensiva formata da Errichiello, Chiariello, Conte e Pistola, il centrocampo composto da Montanino, Pistone e Arcamone G. G., con in avanti Guidone, Arcamone A. e Cirelli.
Il Frattamaggiore viene schierato da Andrea Ciaramella (che è squalificato, in panchina ci va Giovanni Iodice) con un 4-3-3 che ha visto Maisto fra i pali, la difesa composta da Sparano, Capogrosso, Oliva e Balzano, il centrocampo formato da Leone, Costanzo C. e Catavere, con Simonetti, Grezio e Allegretta in attacco.
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ALLEGRETTA SALTA IN ALTO – Il Barano parte bene, dopo 16’’ già ci prova Angelo Arcamone, ma Maisto para la conclusione. 7’, il Frattamaggiore va vicino alla rete con Simonetti, che conclude in maniera sporca da pochi passi e Errichiello ha salvato la sfera sulla linea. Prima del quarto d’ora, vivace battibecco fra Kikko Arcamone e Costanzo, ammoniti entrambi. Al minuto 20, la squadra nerostellata va in vantaggio: Costanzo batte una punizione dalla tre quarti e serve in area Allegretta che vince il contrasto aereo con Angelo Arcamone e batte Di Chiara.
KIKKO STOPPA E SBAGLIA – Poco dopo, qualche protesta baranese per un contrasto in area proprio fra Angelo e Leone in area frattese, ma l’arbitro lascia correre. Alla mezz’ora, cross di Pistola su cui un liberissimo Kikko Arcamone tenta di stoppare quando potrebbe battere a rete da ottima posizione in area e sbaglia. Al 33’, Cirelli ci porva da fuori, ma Maisto para troppo facilmente. Il Frattamaggiore replica al 37’ con un colpo di testa di Simonetti, che raccoglie un cross di Sparano ma manda fuori. Al 39’ è Kikko Arcamone a provarci, con un sinistro dal limite che termina di pochissimo alto sulla traversa di Maisto. Al 42’, Errichiello si fa ammonire e salterà la gara di Ottaviano (come Pistola) perchè diffidato. Sul successivo calcio di punizione, Costanzo impegna severamente Di Chiara, poi sulla respinta Grezio è in fuorigioco.
SIMONETTI RADDOPPIA – La ripresa si apre senza cambi. Al 50’, sugli sviluppi di un angolo, colpo di testa di Chiariello da ottima posizione, ma la sfera va alta. Il Frattamaggiore avrebbe raddoppiato al 54’, ma Allegretta (che poco dopo uscirà per Costanzo G.) è in fuorigioco. Al 64’, calcio di punizione di Costanzo C. dai 22 metri, palla che scheggia la traversa. Al 65’, Conte buca clamorosamente sulla tre quarti, Catevere si invola verso l’area baranese e serve Simonetti che sfrutta una errata uscita a terra di Di Chiara per segnare a porta vuota. Gianni Di Meglio toglie un evanescente Guidone per inserire Raffaele Cuomo, ma forse è troppo tardi.
CONTE PALO – Al 75’, Oratore entra al posto di Cirelli e quello del Barano sembra più un 4-4-2. Al minuto 81, punzione dai 25 metri di Conte e palla che coglie il palo. Poco dopo un insidioso tiro cross di Kikko viene smanacciato in angolo da Maisto. Conte ci riprova da identica posizione a 4’ dalla fine, ma stavolta Maisto devia in corner. Non accade più nulla e la capolista si prende i 3 punti.
BARANO 0
FRATTAMAGGIORE 2
BARANO (4-3-3): Di Chiara, Errichiello (90’ SCritturale), Pistola, Pistone, Chiariello, Conte, Cirelli (75’ Oratore), Montanino, Arcamone A., Arcamone G. G., Guidone (68’ Cuomo R.). A disposizione: Punzo, Di Meglio V., Manieri, Mattera, D’Antonio, Di Costanzo, Di Meglio G. G.. All.: Giovan Giuseppe Di Meglio
FRATTAMAGGIORE (4-3-3): Maisto, Sparano, Balzano, Costanzo C. (90’+3 Posillipo), Capogrosso, Oliva (87’ Arcella), Simonetti, Leone, Grezio, Allegretta (58’ Costanzo G.), Catavere (87’ Ciampi). A disposizione: D’Auria, Posillipo, Pezzella, Pappagoda, Aracri, Ciccone. All.: GIovanni Iodice (Andrea Ciaramella squalificato)
Arbitro: Ciro Aldi della sezione di Finale (Ass.: Gianluca Caianiello di Napoli e Raffaele Cecere di Caserta)
Si interrompe la serie positiva della Givova Scafati che al PalaMoncada esce sconfitta contro la M Rinnovabili Agrigento, le parole di coach Lardo
Dopo cinque successi di fila, si è interrotta ad Agrigento la striscia di vittorie della Givova Scafati. Nella ventiquattresima giornata del campionato di serie A2 (girone ovest), al PalaMoncada di Porto Empedocle (Ag), la truppa di coach Lino Lardo si è arresa all’avversario negli ultimi minuti della sfida, subendo però un passivo pesante (91-72) rispetto a quanto visto in campo in circa 35’ di gara. L’assenza dello statunitense Goodwin, infortunatosi nel corso dell’ultima partita contro l’Edinol Biella al PalaMangano, ha oltremodo pesato nell’economia di un incontro, che i gialloblù sono riusciti a controllare per oltre tre quarti, prima di mollare la presa e lasciarsi sopraffare e surclassare dall’avversario, che ha comunque vinto con pieno merito, chiudendo il match con una percentuale di tiro da tre nettamente superiore (45% contro 17%).
Queste le parole di coach Lino Lardo al termine del match: «Ci dispiace aver perso in questo modo, perché l’avevamo preparata bene. Il nostro obiettivo era quello di rimanere aggrappati alla partita fino alla fine, per poi contenderci l’eventuale vittoria nel finale. Nei primi tre quarti siamo stati bravi a non subire dentro l’area, nonostante la mancanza di un giocatore importante come Goodwin. I ragazzi hanno giocato bene, anche in attacco, muovendo bene la palla. Volevamo limitare le penetrazioni di Bell e ci siamo riusciti. Siamo però purtroppo crollati nel quarto periodo e ci dispiace per quello che era stato l’andamento della partita. Sapevamo che sarebbe stata una gara difficile, non volevamo l’alibi dell’assenza di Goodwin, ma nel finale non abbiamo retto l’urto e siamo andati sotto anche oltre i nostri demeriti. Visto l’andamento iniziale del campionato, volevamo salvarci quanto prima, ma i risultati ottenuti negli ultimi due mesi ci hanno rilanciato in classifica e messo in piena corsa per un piazzamento nei playoff, anche se la doppia sconfitta contro Agrigento, in un eventuale arrivo a pari punti al termine della stagione regolare, ci penalizza non poco. Ci restano sei partite di regular season e ce la vogliamo giocare fino in fondo. Siamo in tante le squadre che, strette in pochi punti, vivremo questa parte finale di stagione regolare con l’ambizione di entrare nella post season. Siamo motivati moltissimo ed il passivo subito nella gara odierna, proprio in tal senso, non deve demoralizzarci. Speriamo di recuperare quanto prima Goodwin, i cui tempi di recupero sono ancora tutti da definire, ma sarebbe bello poterlo avere a disposizione già domenica prossima contro Capo D’Orlando».
La Sicilia e’ famosa per i suoi venti, in politica, quelli di burrasca, quando iniziano a soffiare, non si sa quale direzione possano prendere.
Senza troppi giri di parole, andiamo al nocciolo della questione. Il Governo, con la Finanziaria (Dicembre 2018), aveva varato una norma, quella di ridurre i vitalizi a tutti quei deputati, che nel corso degli anni non fossero stati in regola con i contributi versati.
Tutte le Regioni devono ottemperare a questa Legge, anche quelle a Statuto speciale: fra queste vi e’ la Sicilia.
Il nocciolo:
Gianfranco Micciché, Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, nonché Commissario di Forza Italia nell’Isola, ha annunciato pubblicamente che non e’ disponibile alla riduzione degli emolumenti degli ex deputati regionali, perché il taglio sarebbe talmente forte da non permettere a molti parlamentari una “vita dignitosa”.
Micciche’ ha fatto un solo esempio, senza farne il nome, quello di un ex deputato comunista, che oggi prende un vitalizio di 6 mila euro al mese. Dal mese di Aprile prossimo, in ottemperanza alla nuova Finanziaria, la sua “piccola pensioncina”, sarebbe decurtata a 600 euro, un gradino piu’ in basso di quella sociale.
In analogia con quanto fatto da Camera e Senato, Nello Musumeci non ha opposto alcuna resistenza politica alla riduzione degli stipendi dei consiglieri ed ex consiglieri, cio’ ha mandato su tutte le furie il Micciche’.
Ragion per cui, si potrebbe presto aprire una diatriba tra Musumeci e Micciche’, dalle conseguenze politiche imprevedibili.
Quest’ultimo ha annunciato che se la norma dovesse essere messa in atto, lui andrebbe sfiduciato dal Presidente Musumeci. Cosi’ oltre ai venti di burrasca politica, se ne aggiungerebbero altri, molto piu’ forti ed impetuosi.
I vitalizi, sono stati per decenni uno schiaffo morale per milioni di Italiani, bastava aver fatto “panza e presenza” anche per un solo giorno nei Palazzi parlamentari, per avere vita natural-durante una pensione magnum.
In politica, i venti cambiano sempre direzione, quello che prima era un diritto e una certezza, che si tramandava da parlamentare in parlamentare, ora non lo e’ piu’.
Se la Regione Sicilia, non ottemperasse a quella norma, le verrebbero decurtati 70 milioni di euro di trasferimenti statali, una bella sommetta a cui sarebbe difficile rinunziare, considerate le condizioni economiche in cui versa l’Isola, Musumeci non fara’ certo karakiri.
A questo punto cosa avverra’? Micciche’ ha affermato che, se questa norma verra’ messa in atto, sarebbe giusto che il Presidente della Regione lo sfiduciasse. In dialetto siciliano si userebbe l’espressione “bbuddellu supa bbuddellu”, inutile la traduzione.
Come e’ attuale un vecchio proverbio siciliano che dice : “a li burraschi, nun si mancia pani senza muschi”: traduzione, durante una burrasca e’ impossibile mangiare pane senza ingoiare mosche.
Pioggia di 5 per Simone Verdi, il peggiore in campo contro il Sassuolo al Mapei Stadium
Al Mapei Stadium contro il Sassuolo si è vista una delle peggiori prestazioni stagionali del Napoli. Una serata negativa anche per Simone Verdi che in campo è apparso spaesato, che non riusciva a trovare la giusta posizione tattica. I principali quotidiani lo bocciano definendolo:
Gazzetta 5: Troppo timido. Le sue qualità restano nascoste
Tuttosport 5: Una buona chance nel primo tempo e poco più. Milik (20’ st) 6 Un paio di colpi di testa che non spaventano troppo il Sassuolo.
Il Mattino 5: in linea di principio dovrebbe fare l’esterno. In pratica gioca un po’ trequartista e un po’ seconda punta. Il fatto è che non gli riesce bene né l’una né l’altra cosa e resta un ibrido di non facile lettura per i compagni. Sbaglia anche qualche passaggio di troppo. In una buona occasione inciampa e in un’altra in area tira alto.
Si interrompe la serie positiva della Givova Scafati che al PalaMoncada esce sconfitta contro la M Rinnovabili Agrigento
Dopo cinque successi di fila, si è interrotta ad Agrigento la striscia di vittorie della Givova Scafati. Nella ventiquattresima giornata del campionato di serie A2 (girone ovest), al PalaMoncada di Porto Empedocle (Ag), la truppa di coach Lino Lardo si è arresa all’avversario negli ultimi minuti della sfida, subendo però un passivo pesante (91-72) rispetto a quanto visto in campo in circa 35’ di gara. L’assenza dello statunitense Goodwin, infortunatosi nel corso dell’ultima partita contro l’Edinol Biella al PalaMangano, ha oltremodo pesato nell’economia di un incontro, che i gialloblù sono riusciti a controllare per oltre tre quarti, prima di mollare la presa e lasciarsi sopraffare e surclassare dall’avversario, che ha comunque vinto con pieno merito, chiudendo il match con una percentuale di tiro da tre nettamente superiore (45% contro 17%).
Parte bene la compagine dell’Agro, che, con Rossato e Thomas, trova subito il vantaggio (0-4 al 1’), ma la M Rinnovabili impiega pochissimo a ristabilire le distanze e a mettere il naso avanti (6-4 al 4’), con Sousa subito in palla. Si gioca a campo aperto, con le iniziative personali dei singoli a prevalere sul gioco di squadra, anche se non mancano errori in fase conclusiva su entrambi i lati del campo. Nella seconda parte del periodo, sono i locali a crescere di intensità difensiva e a recuperare possessi preziosi, poi trasformati in punti di vantaggio, con Evangelisti e Pepe sugli scudi (23-15 al 9’), chiudendo così avanti 23-19 la prima frazione, nonostante le scorribande degli scafatesi Contento e Thomas nei minuti conclusivi.
Parte molto più a rilento invece il secondo quarto, nel quale il ritmo rallenta, si gioca a difese schierate ed il primo canestro arriva solo dopo 4’, firmato da Cannon (25-19). Mentre i padroni di casa approfittano della velocità di gioco più compassata per conservare un discreto vantaggio sull’avversario (30-24 al 17’), i viaggianti trovano in Contento il principale terminale offensivo, ben coadiuvato da Pavicevic prima e Ammannato poi, riducendo di fatto le distanze (30-28 al 18’). All’intervallo, però, il punteggio sorride ancora ai biancoazzurri (34-32).
Il canestro in sottomano in penetrazione di Contento in avvio di ripresa ristabilisce subito le distanze (34-34). La sfida stenta a trovare un padrone, con il punteggio che resta pressappoco equilibrato (40-39 al 25’). Sousa ed Evangelisti provano allora a cambiare marcia pigiano il piede sull’acceleratore, consentendo ai locali di ampliare il vantaggio (47-41 al 24’). Rossato e compagni rispondono con orgoglio, provano ad aumentare l’intensità e l’aggressività, recuperano qualche possesso e si tengono aggrappati all’avversario (54-52 al 29’), chiudendo in perfetta parità 55-55 la terza frazione, grazie ad una tripla allo scadere di Contento.
I due statunitensi di casa, con l’ausilio di Ambrosin, piazzano un break di 10-0 in avvio di quarto periodo, che regala alla Fortitudo il primo vantaggio superiore alla doppia cifra (65-55 al 33’). E’ un buon momento per i siciliani, che allungano sull’avversario (72-59 al 34’) e accendono una seria ipoteca sulla posta in palio. La M Rinnovabili mette entrambe le mani sulla contesa, ma la Givova non ci sta, tiene duro e prova a tenere viva la sfida (72-64 al 36’). Ma è un fuoco di paglia, perché gli agrigentini mostrano di avere maggiore determinazione e, sospinti dal calore del pubblico amico nonché agevolati dalla bandiera bianca issata anzitempo dagli avversari, annichiliscono i campani e, negli ultimi minuti, conquistano un vantaggio importante, forse superiore anche ai propri meriti, aggiudicandosi i due punti con il risultato finale di 91-72.