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Vaccini: da oggi possono entrare a nidi e materne solo i bambini in regola coi certificati

Ieri, domenica, è stato l’ultimo giorno per mettersi in regola con i vaccini obbligatori. I genitori devono portare il certificato vaccinale a scuola, altrimenti da oggi, lunedì 11 marzo 2019, al suono della campanella, i bambini da 0 a 6 anni rischiano di rimanere fuori dall’aula.

Vaccini: da oggi, come previsto dalla legge Lorenzin che prevede dieci vaccini obbligatori, e dopo le proroghe ultima proprio quella del Milleproroghe che spostava la scadenza dal settembre 2018 al 10 marzo 2019 per evitare il caos alla riapertura delle scuole dopo le vacanze, si entra a scuola solo col certificato di vaccinazione. Dovrebbero quindi restare fuori da scuola i bambini non vaccinati dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia mentre i più grandi potranno entrare a scuola ma le famiglie incorrono in sanzioni pecuniarie.

A questo punto però è prevedibile anche che lo zoccolo duro ‘No-vax’, che intanto non manca di seguire gli spettacoli di Beppe Grillo in giro per l’Italia per prodursi in rumorose contestazioni, non cederà, e come già successo a settembre potremmo attenderci nuovi casi di Carabinieri chiamati dalle scuole, ma anche dagli stessi genitori i cui figli sono stati respinti ma….

Ma questa volta però, come scrive l’AGI, ormai il tempo è scaduto ed è esclusa l’ipotesi di una nuova dilazione, malgrado l’uscita a sorpresa del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che mercoledì scorso aveva lanciato un appello alla collega Giulia Grillo, titolare della Salute: sarebbe opportuno, scriveva il vicepremier, “evitare traumi ai più piccoli” e pertanto bisogna “prevedere il differimento degli obblighi in scadenza al 10 marzo contenuti nella legge Lorenzin”.

La risposta della ministra, seppure felpata, è stata di fatto un secco no: obiettivo comune è superare la legge Lorenzin, spiegava Grillo, ma non con un decreto urgente: se la vedrà il Parlamento, dove in Commissione Sanità del Senato giace da mesi la proposta di legge M5s-Lega che prevede l’obbligo “flessibile”, ossia stabilito vaccino per vaccino sulla scorta dei dati epidemiologici.

In attesa della nuova legge (la presentazione degli emendamenti scade in questi giorni, poi dovrà andare in aula e infine passare alla Camera: tempi non brevissimi insomma) vale la norma firmata dalla ministra Lorenzin, forte anche del sostegno della grandissima parte del mondo medico-scientifico, nonché dei presidi, che anche nel giorno dello scambio di battute Salvini-Grillo hanno ribadito chiaramente che “è vero che bisogna tener conto delle esigenze di tutti – afferma il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli – ma non ci si può dimenticare dei bambini più deboli e con problemi di salute che non si possono difendere e soprattutto non hanno scelta. Non ci possono essere bambini di serie A e di serie B. Le leggi devono essere rispettate. Quella sui vaccini è una legge e non può essere soggetta a continui differimenti”.

Questo lo stato dell’ennesima battaglia sull’incredibile che si porta avanti in Italia. Nella stessa Italia dove, ad esempio, sia pur dopo “quasi” analoghe proteste, si è accettato che NON si può entrare in luoghi pubblici, magari al cinema, se si ha una sigaretta accesa.

Il concetto è: vuoi fumare? Liberissimo di farlo ma a casa tua e, comunque, non entri a vedere il film.

Gli Italiani questo lo hanno accettato eppure, ecco che ora degli italioti ritengono di poter pretendere di entrare, ad esempio a scuola, con “i microbi accesi”.

Bah! Il mondo è bello perché è vario, ma qui stiamo arrivando all’avariato, e non è più bello!

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