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Meret: “Adesso dobbiamo continuare così; è merito di tutta la squadra se abbiamo pareggiato”

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Meret: “Adesso dobbiamo continuare così; è merito di tutta la squadra se abbiamo pareggiato”

Alex Meret, portiere del Napoli, è intervenuto all’intervallo di Empoli-Napoli ai microfoni di DAZN. Ecco le sue parole:

“Siamo stati bravi all’inizio, poi abbiamo preso un gol su una deviazione sfortunata. Adesso dobbiamo continuare così perchè nel finale abbiamo fatto bene e abbiamo trovato il gol. E’ merito di tutta la squadra se abbiamo pareggiato, non solo della mia parata. Ma stiamo attenti all’Empoli.”

Empoli-Napoli, le statistiche del primo tempo [GRAFICO]

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Il grafico delle statistiche del primo tempo del match Empoli-Napoli

Termina il primo tempo allo Stadio Carlo Castellani. Il Napoli trova il gol del pareggio ad un minuto dal termine con un siluro di Zielinski dai 25 metri. L’Empoli era passato in vantaggio con un gol di Krunic, complice una deviazione che ha spiazzato Meret.

Dando uno sguardo alle statistiche il Napoli ha dominato sotto diversi aspetti come il possesso palla (56%) ed il numero di passaggi riusciti (332). Di seguito il grafico con i dati

statistiche primo tempo Empoli - Napoli 03-04-19

Zielinski: “Mi trovo bene a giocare sia centrale che esterno”

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Le parole di Zielinski ai microfoni di DAZN nel prepartita Empoli-Napoli

Il giocatore del Napoli, Piotr Zielinski è intervenuto  ai microfoni di DAZN nel prepartita del match contro Empoli:  “Mi trovo bene a giocare sia centrale che esterno”

Empoli-Napoli, le formazioni ufficiali

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Empoli-Napoli, la formazione degli azzurri: tante novità negli undici titolari schierati da Carlo Ancelotti

Manca poco di un’ora al fischio di inizio allo Stadio Carlo Castellani dove il Napoli affronterà l’Empoli nel match valido per la 30ima giornata di Serie A. Per gli azzurri tante novità i nelle scelte di Carlo Ancelotti, che dal primo minuto lancia Luperto al centro della difesa, Younes da esterno sinistro ed Ounas in avanti con Milik.

Questa la formazioni ufficiali

Empoli (3-5-2): Provedel; Maietta, Silvestre, Veseli; Di Lorenzo, Krunic, Bennacer, Traorè, Pajac; Farias, Caputo A disp. Perucchini, Saro; Brighi, Antonelli, Pasqual, Capezzi, Oberlin, Ricci, Nikolaou, Belardinelli. All. Andreazzoli.

Napoli (4-4-2): Meret, Malcuit, Luperto, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Zielinski, Younes; Ounas, Milik. A disp. Karnenzis, D’Andrea, Hysaj, Makisimovic, Zedadka, Fabian Ruiz, Verdi, Mertens, Gaetano

Furti reiterati alla scuola dell’infanzia di Colli Aniene. La rabbia dei genitori

Alla scuola materna “Mary Poppins” 4 furti in un mese. Genitori inermi, istituzioni assenti.

di Maria D’Auria

Roma- Siamo nel IV Municipio, versante Est di Roma. In via Cesare Massini c’è la scuola materna comunale Mary Poppins. Un tempo, insieme a tutte le scuole del territorio di Colli Aniene, era il fiore all’occhiello del Comune di Roma, ma oggi, come la maggior parte degli istituti scolastici, difetta di manutenzione e tanto altro. Un cancello fatiscente, la rete di recensione rotta, assenza di illuminazione esterna, un allarme inattivo da tempo. Una siffatta presentazione, ha reso vita facile ai ladri che, per la quarta volta in un mese, si sono introdotti all’interno dei locali scolastici per fare razzia di tutto ciò che hanno trovato.

A inizio marzo, nella notte tra il 7 e l’8,  e poi a fine mese, tra il 25 e il 26, le visite dei predoni che hanno portato via soldi e documenti contenenti dati sensibili dei piccoli ospiti della struttura.

A distanza di una settimana dall’ultimo furto, sono tornati.  Era  lunedì 1^ aprile. Liberi di agire, con la certezza di non essere controllati da nessuno, hanno pensato bene di tornare anche la notte tra il 2 e il 3 aprile. Così stamattina l’ennesima amara sorpresa per genitori e corpo docente. “Stavolta sono state rubate le apparecchiature fotografiche da tutte le classi, peraltro contenenti le foto dei nostri figli”, dichiara allarmata una mamma. Ed è proprio questa la preoccupazione principale dei genitori dei piccoli che frequentano la scuola Mary Poppins: ci sono malviventi in giro che sono in possesso di foto, di copie di documenti di identità e di altri documenti contenenti dati sensibili dei genitori e dei minori. E di questi malviventi non se ne ha alcuna traccia. Non un fotogramma o un’impronta digitale per poter risalire alla loro identità.

Di fronte all’ennesima vessazione ai danni della scuola, non c’è stata nessuna risposta da parte delle istituzioni. Assenti i servizi di controllo del territorio da parte delle Forze di Polizia, inerti gli uffici competenti.

Comprensibile la rabbia dei genitori che già per i precedenti furti si erano attivati allertando l’Ufficio tecnico e la Direzione Tecnica, la Direzione del IV Municipio, l’Ufficio Scuola e inviando perfino una lettera al Sindaco. Avevano chiesto la riattivazione dell’allarme, il rifacimento della rete, la messa in sicurezza del cancello e delle porte della scuola. Un’illuminazione esterna per scoraggiare i malintenzionati ad introdursi ancora e l’installazione di un circuito di videosorveglianza. Anche oggi hanno ripresentato le medesime richieste per provare a proteggere la “casa” dei loro bimbi da quest’ondata inspiegabile di furti reiterati. Ma la reazione degli organi interessati è sempre la stessa: il silenzio.

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La Zig Stabia inizia alla grande la seconda fase del campionato Under 20

Under 20 – seconda fase Gold: ZIG Stabia – New Caserta Basket 70-46 Under 20 – seconda fase Gold. Girone G3. 2a giornata di andata. ZIG Stabia – New Caserta Basket 70-46 (22-10, 14-12, 19-15, 15-9)
La Zig Stabia inizia alla grande la seconda fase del campionato Under 20 battendo in casa senza appello la New Caserta Basket. Prima della cronaca gara, un profondo messaggio di cordoglio alla società casertana ospite, che proprio nella giornata di martedì è stata colpita dal lutto per la scomparsa del Presidente Garofalo.
Da parte di tutta la società Nuova Pol. Stabia e Basket Team Stabia, le più sentite condoglianze alla famiglia Garofalo e a tutta la New Caserta Basket.
Gara molto agonistica e dai ritmi alti e intensi, caratteristiche che hanno giovato alla Nps, capace di mantenere questo controllo per tutta la durata.
Inizio con polveri bagnate da entrambe le parti, si avverte un po’ la tensione ma la Zig Stabia si sblocca con una tripla di Francesco Chirico e da allora non si ferma più: Caserta viene travolta da un primo quarto brillante da parte degli stabiesi, con Liberato Chirico che fa la differenza in attacco con giocate efficaci e spettacolari.
Caserta rintuzza leggermente nel secondo periodo, quando i gialloblù iniziano a colpire da fuori con De Riso e Federico, ma ben presto gli ospiti si innervosiscono troppo iniziando ad essere sanzionati da falli tecnici. Ne approfitta la Zig che mantiene il +14 all’intervallo e dilaga nella ripresa raggiungendo anche il +30.
Caserta sembra alzare bandiera bianca con l’espulsione di Riccio e il quinto fallo di Mastroianni, ma riesce con la volontà della panchina e le buone giocate di Campanile a ridurre leggermente lo scarto. Stabia sul velluto con ampia rotazione dalla panchina, 4 giocatori in doppia cifra più la solita sostanza e prontezza dei vari Vitale, Di Martino, Morrone, Cacace e Dobrev.
Soddisfazione in casa Zig ma concentrazione da mantenere alta in vista del prossimo impegno, apparentemente più semplice, sul campo di Cava dei Tirreni giovedì 4 aprile alle 19.45. Tabellino Zig Stabia:
Di Martino (Cap.) 4, Dobrev 2, De Riso 16, Morrone, Chirico L. 16, Federico 11, Fontana, Chirico F. 15, Vitale 6, Cacace, Colaps, Scala. Coach: Zurolo, Ass. Coach: Cirillo, Dir. Acc.: Romeo. New Caserta Basket: Riccio 5, Mastroianni 11, Campanile 9, Bellofiore 3, D’Aiello 5, Zimbardi, Tramontano 2, Somma 6, Gazzillo, Monfardini 5.
Coach: Falcombello, Dir. Acc.: Puoti. Arbitri: De Riso e Giordano.
A CURA DI MARCO ANTONIO ROMEO (ufficio stampa BTS&NPS)

NON È MAI TROPPO TARDI – Manzi e Lucano, due Maestri di CULTURA (VIDEO)

OGGI Domenico Lucano comincia a risorgere e a scendere dalla croce dove era stato crocifisso nell’AD 2018 con il Comandante regnante.

Il mio personale auspicio è che, non avendo più mani e piedi “inchiodati” ne faccia buon uso con quanti lo hanno condannato al calvario di quest’anno quasi, e che si ricordi che magari perdonare è divino, ma dimenticare è pericoloso tant’è che, comunque, e a prescindere, al di là del perdono, il “peccato originale” è rimasto, eccome se è rimasto, e caramente continuiamo a pagarlo.

Parimenti, il peccato di un certo pensiero, quello, detto in chiaro, del COMANDANTE, non va ne dimenticato ne sottovalutato, e va combattuto con tutti i mezzi possibili (purchè ovviamente affini a persone civili quali gli altri sono e devono essere).

Ma ripercorriamo i fatti, quelli afferenti alla vicenda di Mimmo Lucano che, ricordiamo, era il Sindaco di Riace, e ricordiamo quanto accadde il 2 Ottobre 2018, quando l’allora Sindaco di Riace fu raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare.

Riporto a seguire un breve passaggio estratto da uno dei tanti articoli dell’epoca scritti sul caso e QUI rintracciabili dal nostro archivio, ma prima ancora inserisco un video a tema:

OGGI la Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

Nel comunicato diffuso dalla Procura in merito all’Operazione Xenia, a Lucano si contesta che, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, era uso ad organizzare, “con particolare spregiudicatezza”, veri e propri matrimoni di convenienza tra cittadini riacesi e donne straniere, al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano”.

A supporto dell’incriminazione di Lucano, nel comunicato firmato dal GIP di Locri Luigi D’Alessio, viene riportata una lunga intercettazione, che non coglie certo di sorpresa chi conosce il sindaco dei migranti. In essa il sindaco spiega quali potrebbero essere gli stratagemmi per evitare l’espulsione ad una donna che si è vista rifiutare il visto 3 volte. Metodi illegali per contrastare un decreto che Lucano ritiene ingiusto e disumano: “Ti spiego dal punto di vista dei documenti lei non può stare … mica dipende da… questo purtroppo, dico purtroppo perché io non sono d’accordo con questo decreto”.

Arresto a parte il sindaco è già da diverso tempo sotto i riflettori, lui è diventato la nemesi degli ultimi due ministri dell’Interno italiani. Gli scontri, anche mediatici sono iniziati con Minniti, il sindaco Lucano infatti ha più volte sostenuto di essere stato ostacolato nel suo progetto dall’allora Ministro dell’Interno al punto da affermare che “dal maggio 2016 non riceviamo un euro dalla Prefettura. Abbiamo un sistema che funziona, ma iniziamo a pensare che dia fastidio”.

Con Salvini la miccia si è infuocata subito. A giugno il ministro della Lega parlando di Riace e del suo primo cittadino aveva detto: “Al sindaco di Riace non dedico neanche mezzo pensiero. Zero, è zero”.

Ad agosto il circolo della Lega nella Locride ha diffuso una nota a firma del coordinatore Claudio Falchi in cui sottolineava:

«[…] il tanto decantato modello Riace, in questi giorni per l’ennesima volta agli onori della cronaca per il perenne vittimismo del sindaco Lucano che sta conducendo uno pseudo sciopero della fame, non è più credibile agli occhi dei cittadini».

E aggiungeva:

«Questo anche in virtù di una cattiva gestione amministrativa che ha portato il Comune al dissesto finanziario con un debito che ad oggi è stato certificato dal commissario liquidatore dottoressa Rosa Romeo in oltre 2 milioni e mezzo di euro”».

Salvini prezzemolinoLa notizia dei domiciliari del sindaco dei migranti è stata apostrofata dal ministro Salvini con una dichiarazione al vetriolo contro Lucano e i suoi sostenitori:

“Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati! Io vado avanti. #portichiusi #cuoriaperti”.

E questo è un minimo promemoria della fede del Comandante Salvini.

Hanno la faccia come il culo, CuoreInutile dire che molte delle accuse fatte dal Comandante Salvini, e delle parole di questo versus Lucano, erano solo sfiato da bocca sfuggita in dantesca analogia del «Ed elli avea del cul fatto trombetta» e se per questo, per affinità di “faccia” vi torna in mente anche quanto in sempre più dicono di certi politici, ricordandosi magari della famosa copertina della rivista Cuore accanto richiamata, ebbene: confesso che ci ho pensato anch’io.

Molte delle accuse, dicevo, erano solo parole lanciate a ruota libera per proprio tornaconto, ed oggi comincia ad arrivare il cancellino dell’analisi che pone l’indice sulla realtà e fa chiarezza sulle bufale del Comandante & Co.

Tanto per cominciare, ed in estrema sintesi, annoto subito che la Cassazione, per una delle calunnie sparse su Lucano, attesta che “non risultano ‘frodi’ negli appalti di Lucano” ne “favorì matrimoni di comodo”.

Mancano indizi di “comportamenti” fraudolenti, fa sapere la Cassazione, che Domenico Lucano, il sindaco sospeso di Riace, avrebbe “materialmente posto in essere” per assegnare alcuni servizi, come quello della raccolta di rifiuti, a due cooperative dato che le delibere e gli atti di affidamento sono stati adottati con “collegialità” e con i “prescritti pareri di regolarità tecnica e contabile da parte dei rispettivi responsabili del servizio interessato”.

Questo è quanto si legge in quanto la Cassazione ha scritto nelle motivazioni depositate oggi e relative all’udienza che lo scorso 26 febbraio si è conclusa con l’annullamento con rinvio del divieto di dimora a Riace.

La misura cautelare era stata disposta dal Tribunale della libertà di Reggio Calabria lo scorso 16 ottobre nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Locri che ha rinviato a giudizio Lucano.

L’udienza è aggiornata a domani, 4 aprile.

Quanto dovrebbe far vergognare chi ha promosso l’azione contro Lucano è che la Cassazione attesta che non solo non sono provate le “opacità” che avrebbero caratterizzato l’azione di Lucano per l’affidamento dei servizi, tra cui quello della raccolta rifiuti, alle cooperative L’Aquilone e Ecoriace, ma che è proprio la legge che consente “l’affidamento diretto di appalti” in favore delle cooperative sociali “finalizzate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate” a condizione che gli importi del servizio siano “inferiori alla soglia comunitaria”.

Per quanto riguarda poi l’accusa rivoltagli in merito al suo essersi dato da fare, secondo le malelingue di salviniana fede, per favorire la permanenza in Italia della sua compagna Lemlem, anche questa è cosa di “gravità indiziaria” e, a questo riguardo, bisogna considerare “la relazione affettiva” che intercorre tra i due e lo stato di incensurato di Lucano prima di decidere nuovamente per il mantenimento del divieto di dimora.

In conclusione, per la Cassazione Lucano ha cercato di aiutare solo Lemlem “tenuto conto del fatto” che il richiamo a “presunti matrimoni di comodo” che sarebbero stati “favoriti” dal sindaco, tra immigrati e concittadini, “poggia sulle incerte basi di un quadro di riferimento fattuale non solo sfornito di significativi e precisi elementi di riscontro ma, addirittura, escluso da qualsiasi contestazione formalmente elevata in sede cautelare” (salvo che nella mente e nei desiderati di Salvini & Co.)

In base a queste considerazioni, la Cassazione annulla, quindi, il divieto di dimora per il sindaco (sospeso) di Riace per cui ora, Mimmo Lucano può, a pieno diritto, affermare: “Salvini ha temuto il processo” io l’ho affrontato, ed aggiungere: “Rifarei tutto” come, tra l’altro, ha fatto nell’intervista concessa a “Circo Massimo”, su Radio Capital dove ha detto:

“Il mio auspicio è che ci sia giustizia: spero con tutto il cuore che il divieto di dimora possa cadere. Io comunque rifarei tutto quello che ho fatto”

“Tutto il quadro accusatorio è ancora da definire e la richiesta di rinvio a giudizio andrà avanti: ora dobbiamo aspettare per capire se verremo rinviati a giudizio. Non ho mai detto ‘sono innocente’: lo deve dimostrare chi ha la competenza, noi ci difendiamo ‘nel’ processo e non ‘dal’ processo”.

”Penso che questa storia è diventata qualcosa che ha a che fare con la politica, con lo schierarsi da una parte o dall’altra contro chi ha in mano questo processo: sono l’ultimo anello”

e proseguendo, a domanda ha risposto:

“Salvini? C’erano due avvocati del Viminale presenti nel Tribunale di Locri: non mi interessa molto, forse la parte politica che rappresenta è abituata ad argomentazioni basate su denigrazioni e cattiverie.
Confermo che mi chiedo come faccia un cristiano a votare Salvini.
In questi mesi chi ha sopportato tutto quello che è successo a me e a Riace sono stati i missionari Comboniani: i valori del cristianesimo sono antitetici a quelli del ministro dell’Interno, sono più convinto di prima che un cristiano non può votare Salvini”.

Poi, con un chiaro riferimento al caso Diciotti, chiude dicendo:

“Io sono un ultimo, debole, non ho nessuno, mentre Salvini, così forte, ha avuto paura di farsi processare”, aiutato dal Movimento 5 Stelle che “rappresentano il potere, se lo possono permettere”.

E questo è!

Che dire! Niente! Posso solo tronare con il pensiero al quanto ho pensato accincendomi a scrivere di questo caso:

negli anni dal 1960 al 1968 un certo, benemerito e mai abbastanza ringraziato e premiato, MAESTRO Alberto Manzi, scelto nel 1960 per presentare il programma “Non è mai troppo tardi” che aveva l’ambizione – ampiamente raggiunta – di combattere l’analfabetismo (culturale) molto diffuso in Italia.

Il programma, curato insieme con Oreste Gasperini e Carlo Piantoni, ebbe grande successo e rese famoso il MAESTRO MANZI.

OGGI troviamo un certo Domenico Lucano che è, a sua volta, diventato famoso per aver provato, con le sue azioni, a dar lezione di cultura di civiltà ed umanità agli altrettanti analfabeti governativi e non che, di fatto, tali amano restare e provano a resistere anche con azioni giudiziarie campate in aria pur di restare nel loro dorato analfabetismo civico.

Resta, ad ora, il dispiacere del dover vedere che purtroppo, ad ora, Lucano ha fallito laddove invece Manzi ebbe successo: acculturare gli italiani. A sua scusante va però annotato che Lucano, più che con gli italiani, si è trovato a dover aver a che fare con gli italioti, sottoprodotto dei pimigenei, e, ancor peggio, con gli attuali politici che, a loro volta, sono espressione di questo sottoprodotto e quindi: sottoprodotti di un sottoprodotto!

Giro ciclistico di Sicilia con la prima tappa partita da Catania passando per Messina e finire a Milazzo (video)

Tra i due paesi turistico-balneari di Sant’Alessio Siculo e Santa Teresa di Riva (ME) abbiamo filmato il passaggio della prima tappa del Giro di Sicilia.

Il Giro di Sicilia 2019 riporta al mondo del ciclismo una delle sue corse storiche. Grazie all’accordo tra la Regione e RCS (RCS Sport è un’azienda specializzata nella organizzazione di eventi sportivi e nella commercializzazione di diritti sportivi) la corsa a tappe siciliana si svolgerà quest’anno dal 3 al 6 aprile, in un periodo generalmente dedicato ai cacciatori di classiche e intermedio tra corse a tappe World Tour come Volta a Catalunya e Giro dei Paesi Baschi.

La gara ha ripreso a far parte del calendario dopo 32 anni la sua ultima apparizione, quando a vincere fu un giovane Giuseppe Saronni. Il Giro di Sicilia è una corsa ciclistica che nasce nel 1907, due anni prima del giro d’Italia, e fu vinta da Carlo Galetti che, in quell’occasione batte Luigi Ganna il vincitore del primo Giro d’Italia nel 1909. La sua storia è ultracentenaria, un aggettivo che può essere associato a poche delle competizioni su più giorni di questo sport. Anche in questo risiede il fascino della sfida lanciata dall’isola, che vuole tornare protagonista del mondo delle due ruote dopo essere stata esclusa dal percorso del Giro d’Italia 2019. Una corsa ciclistica disegnata per passisti, velocisti e scalatori che si concluderà giorno 6 aprile sull’Etna dove, secondo gli esperti, verrà fuori il nome del vincitore.

Tappa 1 (3 Aprile): Catania – Milazzo (165km)
Tappa 2 (4 Aprile): Capo d’Orlando – Palermo (236km)
Tappa 3 (5 Aprile): Caltanissetta – Ragusa (188km)
Tappa 4 (6 Aprile): Giardini Naxos – Etna (Rifugio Sapienza) (119km)
Totale: 708 chilometri

La prima tappa si è snodata da Catania intorno alle 12,15 per raggiungere Messina e finire a Milazzo, per un totale di 165km. Ha toccato tutta la costa ionica, verso Messina con una iniziale transito nel centro storico di Catania. La corsa è stata quasi sempre pianeggiante ad esclusione della scalata di Colle San Rizzo dopo Messina e nel breve tratto durante la salita a Taormina.

Sul litorale la gara si è svolta dapprima nella provincia di Catania attraversando i paesi di Acireale, Aci Castello, Giarre, Fiumefreddo, Mascali, per poi addentrarsi nel messinese con Giardini Naxos, Taormina, Letojanni, Sant’Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva, Furci Siculo, Roccalumera, Nizza di Sicilia, Alì Terme, Scaletta, quindi addentrandosi nel Comune di Messina con le frazioni di Giampilieri, Tremestieri e poi la città, superata la quale c’è stata l’ascesa al Colle San Rizzo, con annesso Gran premio della montagna per gli scalatori. A fare da sfondo per l’arrivo sarà invece la baia di Capo Milazzo, da qualche settimana ufficialmente divenuta Area Marina protetta. Ma prima raggiunge Villafranca Tirrena, Spadafora, Monforte Marina, Olivarella-Corriolo, dunque Barcellona Pozzo di Gotto dove la carovana ciclistica ha svoltato in direzione Milazzo per fermarsi sul rispettivo lungomare Giuseppe Garibaldi dove è posto il traguardo, con arrivo per le 16,15 circa.

La seconda tappa, domani, sarà CAPO D’ORLANDO – PALERMO, per 236 km. Tappa divisa in tre parti ben distinte: pianeggiante, montagna, pianeggiante. Prima parte lungo la costa senza segnalazioni di rilevo. Seconda parte nell’entroterra in montagna fino a Geraci Siculo (GPM) e poi a Petralia Soprana. Si ridiscende fino alla costa dove la tappa prosegue pianeggiante su strade ampie fino all’arrivo di Palermo.

La terza tappa CALTANISSETTA – RAGUSA per 188 km, si snoderà nell’interno della Sicilia con finale misto tra salita e discesa. É una tappa mossa altimetricamente e caratterizzata da un ininterrotto susseguirsi di curve per i primi 120 km. Si percorrono strade con carreggiata di larghezza variabile. Gli attraversamenti cittadini possono presentare tratti in pavé. Giunti a Vittoria, dove la strada spiana per alcune decine di km, si attraversano gli abitati di Vittoria e Comiso per affrontare la salita di Serra di Burgio che porta direttamente, dopo una veloce discesa, a Ragusa per il finale articolato nel centro cittadino.

La quarta tappa GIARDINI NAXOS – ETNA (Nicolosi) per 119 km, sarà divisa in due parti ben distinte: la prima che comporta il periplo dell’Etna con l’ascesa fino ai 1000 m di Maletto (GPM). Segue una lunga parte a scendere sempre attorno al vulcano fino alla base della salita finale che inizia a Nicolosi. Da segnalare che nel finale di corsa sono presenti diversi attraversamenti cittadini con carreggiata ristretta.

“Con grande orgoglio riportiamo, dopo 42 anni, una delle gare più belle che la nostra regione aveva, il Giro di Sicilia –dichiara l’Assessore regionale allo Sport, Sandro Pappalardo– 12 tappe, previste, in tre anni. Una grande occasione per far conoscere il nostro territorio grazie alle immagini dei ciclisti nei luoghi più belli della nostra terra”.

Il fascino dell’evento è stato percepito solo dall’UAE Team Emirates tra le squadre World Tour (L’UCI World Tour è il circuito mondiale di ciclismo su strada organizzato dall’Unione Ciclistica Internazionale dal 2011), complice un periodo denso di impegni. Sono tuttavia molte le formazioni Professional che hanno deciso di iscriversi, con la presenza di tutte le quattro italiane registrate nella seconda categoria ciclistica. Non mancheranno quindi gli interpreti di un certo spessore, sia italiani sia stranieri, anche se è inutile negare che i grandi nomi hanno scelto altri obiettivi per preparare gli appuntamenti clou della loro stagione. Nell’anno della rinascita, l’evento ha comunque ottenuto un buon riscontro da parte dei team, facendo ben sperare per le prossime annate.

Ecco la lista delle 18 squadre di 7 corridori ciascuna, con i principali iscritti:

UAE TEAM EMIRATES (UAE) –  Petilli, Polanc

AMORE & VITA – PRODIR (LAT) – Tizza, Ficara

ANDRONI GIOCATTOLI – SIDERMEC (ITA) – Masnada, Belletti

BARDIANI CSF (ITA) – Senni, Albanese

COLDEPORTES BICICLETAS STRONGMAN (COL) – Cañaveral, Estrada

D’AMICO UM TOOLS (ITA) – Mosca, Martinelli

DELKO MARSEILLE PROVENCE (FRA) – El Fares, Grosu

GAZPROM – RUSVELO (RUS) – Porsev, Rovny

GIOTTI VICTORIA (ROU) – Onesti, Zurlo

ISRAEL CYCLING ACADEMY (ISR) – Sbaragli, Badilatti

KOMETA CYCLING TEAM (ESP) – Lopez, Sevilla

NERI SOTTOLI SELLE ITALIA KTM (ITA) – Visconti, Velasco

NIPPO – VINI FANTINI – FAIZANÈ (ITA) – Moser, Zaccanti

RALLY UHC CYCLING (USA) – McNulty, Tuft

RIWAL READYNEZ CYCLING TEAM (DEN) – Eriksson, Quaade

SANGEMINI – TREVIGIANI – MG.K VIS (ITA) – Bonifazio, Zana

TEAM COLPACK (ITA) – Baccio, Bagioli

WANTY – GOBERT CYCLING TEAM (BEL) – Martin, Pasqualon

Adduso Sebastiano

Napoli, giovane morto di overdose scaricato all’ingresso del Loreto Mare

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Napoli, giovane morto di overdose scaricato all’ingresso del Loreto Mare

E’ stato lasciato abbandonato dinanzi all’ingresso dell’Ospedale Loreto Mare di Napoli, come un sacco di rifiuti, per paura di finire nei guai a causa del consumo di stupefacenti. Sembrerebbe questa la motivazione che ha spinto tre ragazzi avvistati nella tarda mattinata di oggi mentre lasciavano il corpo di un loro coetaneo nei pressi del nosocomio partenopeo. Dopo essersi assicurati dell’arrivo dei medici, i tre si sono dati alla fuga.

La vittima, secondo quanto riportato da LaVocediNapoli, sarebbe un ragazzo trai 20 e i 25 anni, già noto alle forze dell’ordine, residente nel rione Pazzigno a San Giovanni a Teduccio, nella periferia est di Napoli.
Da un primo accertamento dei medici, sembrerebbe che il ragazzo sia morto in seguito a una overdose. In ospedale è stato chiesto l’intervento dei carabinieri.
Poco dopo l’arrivo dei militari, sono giunti anche i familiari della vittima, forse avvertiti dagli amici che in precedenza lo avevano abbandonato in ospedale.
Sulla vicenda, molto probabilmente, sarà aperto un fascicolo per comprendere il ruolo dei tre ragazzi. Intanto la salma è stata sequestrata, con il magistrato di turno che ha disposto l’autopsia per confermare le cause del decesso e trovare eventualmente altri elementi di rilevanza investigativa.

Napoli, Amazon annuncia l’apertura di un centro di smistamento: assunzioni a tempo indeterminato

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Napoli, Amazon annuncia l’apertura di un centro di smistamento: assunzioni a tempo indeterminato

Amazon ha deciso di puntare forte su Napoli e sulla Campania annunciando l’apertura di un nuovo deposito di smistamento da 13.000 mq nel territorio di Arzano. Prossimamente verrà avviata una selezione per 30 persone per il reparto logistica e più di 120 autisti, con contratti a tempo indeterminato.

Mediante una nota pubblicata sul proprio sito, la società di Jeff Bezos ha spiegato che la nuova struttura “sarà operativa nei prossimi mesi e lavorerà con diversi fornitori locali di servizi di consegna, continuando a investire nella sua rete di trasporti e in altre innovative soluzioni per espandere la propria capacità di consegna e velocizzare le spedizioni per i clienti. Amazon sta aiutando i fornitori locali di servizi di consegna a far crescere il proprio giro di affari e aggiunge capacità e flessibilità alla sua rete di consegna per soddisfare la crescente domanda dei clienti”.

Gabriele Sigismondi, responsabile di Amazon logistics in Italia ha commentato l’annuncio con molta soddisfazione: “Siamo entusiasti di aprire un nuovo deposito di smistamento vicino Napoli, dove grazie agli oltre 20 anni di esperienza nel settore, ai progressi tecnologici e agli investimenti nelle infrastrutture saremo in grado di garantire ai nostri clienti servizi innovativi e consegne più veloci che mai”.

 

Cava de’ Tirreni, stalking su una minorenne: divieto di dimora per un uomo di 50 anni

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Cava de’ Tirreni, stalking su una minorenne: divieto di dimora per un uomo di 50 anni

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cava de’ Tirreni, ieri pomeriggio, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale che consiste nel “divieto di dimora nella provincia di Salerno”, emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Nocera Inferiore nei confronti di un 50enne cavese, responsabile di atti persecutori, minacce e tentata violenza sessuale. Reati perpetrati nei confronti di una ragazza minorenne.

Secondo quanto appurato dalle indagini, l’uomo avrebbe iniziato ad avere atteggiamenti morbosi nei confronti della ragazza a partire dall’agosto 2018 ed avrebbe continuato fino a qualche settimana fa. Il 50enne che abita a pochi passi dall’abitazione della ragazzina, la pedinava fino a scuola, le faceva “complimenti” a sfondo sessuale e in un’occasione arrivò anche a minacciare i suoi genitori che tentavano di porre fine al suo comportamento. Lo scorso 8 marzo, proprio in concomitanza con la festa delle donne, l’uomo, dopo aver pedinato per l’ennesima volta la minorenne per strada, le si era avvicinato e l’avrebbe palpeggiata.

La circostanza aveva convinto finalmente la giovane ad allertare la Polizia, attraverso il numero unico di emergenza, consentendo il tempestivo arrivo sul posto di un equipaggio della Volante del Commissariato di Cava de’ Tirreni.
L’Autorità Giudiziaria, ritenendo gravi gli elementi raccolti a carico del 50enne, ha deciso di emettere l’ordinanza di misura cautelare diffidandolo ad allontanarsi dalla provincia di Salerno.

Juve Stabia, è già sold out per la sfida con il Trapani!

Castellammare di Stabia- Sono già sold out i tagliandi per assistere al big match di domenica, al Menti alle 14.30, tra Juve Stabia e Trapani.

Erano poco più di 6500 i biglietti messi a disposizione dei tifosi stabiesi in vista della gara che può decidere una stagione. Sono stati tutti polverizzati in poco più di 24 ore. Presi d’assalto i rivenditori autorizzati, file di ore e ore per aggiudicarsi un ticket. Ora sono finiti, per la delusione di tanti stabiesi che non sono riusciti a procurarsi il lascia passare per la gara di domenica. Ai 6500 biglietti riservati agli stabiesi, vanno aggiunti gli oltre 1300 abbonati e gli 800 tickets riservati ai sostenitori del Trapani. Difficilmente verranno messi in vendita altri tagliandi… Castellammare ha risposto alla grande all’appello lanciato da patron Manniello che ha messo in vendita i biglietti a prezzi irrisori. La cornice del Menti ci sarà, ora tocca ai ragazzi di mister Caserta…

Circum, altra giornata di sciopero e migliaia di pendolari bloccati: le ragioni dei dipendenti Eav

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Circum, altra giornata di sciopero e migliaia di pendolari bloccati: le ragioni dei dipendenti Eav

Altra giornata di sciopero sulle stazioni della Circumvesuviana: l’accordo tra Eav e sindacati non è stato trovato e la mobilitazione dei dipendenti continua. A subirne le conseguenze sono anche i tanti pendolari che da questa mattina sono bloccati sulle stazioni delle 4 principali linee ferroviarie della provincia di Napoli.
Il servizio è sospeso sulle tratte Poggiomarino-Torre Annunziata, Poggiomarino-Sarno, Pomigliano d’Arco-Acerra e Napoli-Centro Direzionale-San Giorgio a Cremano. Tanti i disagi, soprattutto lungo le fermate dell’ultima linea per la quale non è previsto servizio sostitutivo.
Tutti i treni per Poggiomarino-via Scafati limitano la corsa a Torre Annunziata, mentre i treni per Sarno-via Ottaviano limitano la corsa a Poggiomarino e i treni per Acerra limitano la corsa a Pomigliano d’Arco. Sulla pagina facebook ufficiale, l’Eav si scusa con gli utenti per i disagi causati “dall’attuale carenza di personale e la contestuale mancata accettazione di prestazioni straordinarie da parte del personale di presenziamento degli impianti fissi dell’infrastruttura ferroviaria operante sulle linee vesuviane, nonostante un’ipotesi di accordo che prevedeva un aumento di 250 euro“.

Scuse che però non sono bastate. Sono stati in tanti a protestare per la mancanza di organizzazione e lo scarso preavviso con li quale è stato annunciato lo sciopero.

Castellammare, Cimmino: “Stiamo lavorando alle proposte per accedere ai fondi del Piano Strategico”

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Castellammare, Cimmino: “Stiamo lavorando alle proposte per accedere ai fondi del Piano Strategico”

La Città Metropolitana di Napoli ha avviato il processo di redazione del Piano Strategico Metropolitano, il documento che segnerà le linee di sviluppo dell’intera area metropolitana per i prossimi anni.” Così il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, che ha riferito di aver incontrato nei giorni scorsi il direttore generale Giuseppe Cozzolino.
“Il Comune di Castellammare – riferisce il primo cittadino stabiese – è già al lavoro per la predisposizione di progetti e proposte da presentare alla Città Metropolitana per accedere ai fondi a disposizione
.”
“Il primo obiettivo è quello di migliorare la vivibilità dei cittadini puntando su investimenti per la manutenzione delle strade e per la mobilità urbana.”

L’AQUILA – Quella notte del 6 aprile 2019: sentii urlare “Il Mostro” (Giuseppe Lalli)

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L’AQUILA – Ho serbato, come tanti aquilani, un vivido ricordo dei giorni che precedettero la tragedia di quel 6 aprile di dieci anni fa. L’idea che la catastrofe fosse imminente mi accompagnava da qualche giorno. Verso la fine di marzo, una mattina, mentre mi recavo al lavoro, mi ero intrattenuto a parlare con un amico, professore di storia all’Università dell’Aquila. Si era aggiunto un conoscente che aveva rievocato come nel terremoto di Avezzano, circa un secolo prima, la terribile scossa finale che avrebbe raso al suolo la città marsicana, e causato migliaia di vittime, era stata preceduta da uno sciame sismico simile a quello che si stava verificando in quei giorni nel nostro territorio. Verità storica o suggestione della memoria? Sta di fatto che l’eco di quella conversazione me la sono portata dietro come un piccolo fardello, che sarebbe diventata una piccola ossessione dopo la scossa del pomeriggio del 30 marzo.

La sera del 5 aprile, l’avvisaglia delle 22,45 mi trova a guardare un film su Suor Giuseppina Bakita, la suora canossiana ex schiava canonizzata da Papa Wojtyla. Penso che sia il caso di uscire, ma la figura della santa un po’ mi rassicura. Eppure l’idea della catastrofe imminente mi perseguita. Dopo la scossa successiva, quella dopo la mezzanotte, penso che sì, si debba proprio uscire, e lo dico a mia moglie. Ma poi desisto, per non allarmare i miei. Indosso però una tuta e delle scarpe da ginnastica: così, per scaramanzia, e per trovarmi pronto alla fuga. Decido di dormire sul divano, sotto una pesante libreria che di lì a poco sarebbe venuta giù con tutti i libri e la cristalleria. Mi decido alla fine ad andare a letto solo mezz’ora prima della tragedia (chissà, un suggerimento di Suor Bakita…).

Alle 3,32, da poco assopito, sono svegliato da quelle che sulle prime mi paiono cento mandrie di bisonti che per interminabili secondi passano al galoppo sotto la camera da letto, che mi aspetto debba schiantarsi da un momento all’altro insieme a tutto il palazzo. «Oddio!!! Il terremoto!!!», grida mia moglie. Appena prendo coscienza di quello che sta succedendo, mi pare di udire la voce di un gigantesco mostro che urla: «Mi avete provocato? Ecco la mia risposta!!!». Confesso che per un’eternità di attimi tutto il mio universo mentale ha tremato molto più della casa. In quegli istanti, non ho sentito Dio nel quale credo, ma solo il mostro che urlava, e io che desideravo… – terribile! – di non essere nato.

Mi precipito nella stanza di mio figlio: entro, non lo vedo…ho un tonfo al cuore, poi guardo meglio: sta sotto una scrivania, faccio un respiro di sollievo. La figlia invece, nella sua stanza, subito la scorgo: è sotto una scrivania, anche lei. «I ragazzi hanno eseguito alla lettera – ho pensato – quello che hanno raccomandato a scuola».  Cerchiamo di guadagnare in fretta l’uscita, con le mani e con i piedi, attraversando, come in un fiume in piena, i vetri di quella che fino a pochi minuti prima era la grossa libreria che arrivava fino al soffitto. «L’ho scampata bella», mi viene da pensare.

Una volta sul pianerottolo, è tutto un urlo, un grido, un precipitarsi sulla rampa delle scale. Giusto il tempo di guardarsi nei volti terrorizzati e mia moglie, lucida nonostante tutto, mi mette tra le braccia il bambino di circa due anni di una vicina del piano di sopra. Vorrei fare le scale due a due, ma c’è il piccolo fardello che me lo impedisce. «Oddio – penso – e se lo faccio cadere?». Quando poi, dopo qualche minuto, una volta giù nella strada, lo restituisco alla madre, mi scopro, per qualche istante, di serrare ancora le braccia al petto…

Aspettiamo l’alba insieme a tanti vicini del quartiere, riscaldati da un fuocherello acceso sotto una baracca nell’orto di una signora, a sorbire un caffè che sa di tristezza e di speranza. Sotto quella fiamma che ci accomuna le piccole beghe condominiali sembrano lontane anni luce e i sorrisi dei visi appena appena rilassati si lasciano alle spalle il ricordo di piccoli screzi. Attorno a noi, mentre i primi elicotteri solcano il cielo, si comincia ad intravedere, tra i primi bagliori di sole, rossi come il fuoco che ci riscalda, tutta una geometria nuova, come in un quadro di pittura astratta: palazzi sfregiati da linee regolari come se una lama gigantesca vi fosse passata (mi torna alla mente il… mostro), altri che sembrano parallelepipedi inclinati pronti a cadere alla minima spinta. «Tutti i sudori di una vita…», sussurra una vicina di casa. «Ma no, vedrai – le dico – le case ce le rifaranno in pochi mesi»: cosa non s’inventa il cuore per sbarrare la strada alla ragione….

Passa una pattuglia della polizia. Dalla macchina ci chiedono come stiamo. Si farfuglia qualcosa, ci informano che al centro storico è un disastro: si prevedono molti morti. «Là il mostro è stato davvero impietoso», mi viene di pensare ancora. Ci fanno raccomandazioni. Quei ragazzi in divisa sembrano più assistenti sociali che forze dell’ordine. Insieme ad un altro vicino andiamo a fare una passeggiata attorno per capire le dimensioni del disastro e mentre torniamo, con le macerie negli occhi e nel cuore, con spontaneo e reciproco gesto, ci mettiamo sotto braccio, come due fratelli: «Ecco – ho pensato – forse Dio a volte lascia libero il mostro per ricordare agli uomini che devono tenersi per mano».

Nei giorni che vennero subito dopo, lontano dalla mia città, credetti di comprendere due verità elementari, ma che non si imparano sui libri. «Alle cose bisogna passarci», diceva mia nonna. Insieme alla casa, è tutto un mondo che ti crolla. Capii che la casa non è solo mura di calce e mattoni, dove si abita: è un universo, una strada, un vicolo, sono i colori delle persiane, è la luce riflessa nelle pietre, è la vicina che ti dice «Buon giorno», è il raggio del sole che trapela attraverso le tapparelle.

Per esprimere il nostro benessere, non troviamo espressione migliore che dire che ci sentiamo a casa nostra.             Nella quiete forzata di quel piccolo esilio, sentii risuonare, come per la prima volta, nomi come PaganicaOnnaVilla Sant’AngeloCastelnuovo di San Pio: tutta una geografia dell’anima che quella notte la gigantesca lama del mostro aveva squarciato. Il senso comune ci ripete che siamo figli dei tempi. Il buon senso ci ricorda che siamo, forse ancor più, figli dei luoghi.

Settore giovanile Juve Stabia, il programma gare del fine settimana

Il programma gare del fine settimana

Si torna in campo, anche se tra riposi e campionati finiti, si giocheranno solo due partite in questo fine settimana. Questo il programma gare:

Berretti: Paganese – Juve Stabia, lunedì 8 aprile ore 15.30 comunale di Volla

Under 15 regionali: Emanuele belardi – Juve Stabia (in attesa di comunicazione)

Ciro Novellino, ufficio stampa settore giovanile Juve Stabia

IL PUNTO: Decreto crescita. Def. Revengeporn. Tria . Junker. Caso ROM

L’annuncio di Conte: domani in consiglio dei ministri ci sarà il via al Decreto crescita. Approvato ieri all’unanimità dalla camera il Revengeporn, ritirato invece quello sulla castrazione chimica. Tiro al bersaglio su Tria. Junker: sorrisi e abbracci sotto i riflettori ma poi…. E a Roma scoppia la rivolta contro i Rom.

Alle 18:00 di domani, giovedì 4 aprile 2019, il Consiglio dei Ministri sarà chiamato a dare il via libera al tanto atteso Decreto Crescita nel quale spunta anche un allargamento della rottamazione agli enti locali che non hanno utilizzato per la riscossione la ex Equitalia nell’ultima bozza del decreto crescita che l’ANSA ha potuto visionare.

Si prevede infatti che Comuni, le Province e le Regioni possano deliberare la “definizione agevolata”, scontando le sanzioni, sulle “entrate, anche tributarie” che non sono state riscosse “a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale” notificati tra il 2000 e il 2017. Gli enti avranno 60 giorni di tempo per decidere.

Intanto, dal suo viaggio in Qatar, Conte ha dichiarato: il nostro obiettivo politico molto forte è procedere con i risarcimenti ai risparmiatori nel modo più rapido possibile e, per quanto riguarda il Def, le stime arrivate in questi giorni sul PIL italiano non hanno alternato la nostra pianificazione.

Intanto è passato l’emendamento sulla revengeporn che è stato approvato ieri all’unanimità dalla camera: Carcere fino a 6 anni e multa fino a €15000 per chi diffonde, senza il consenso delle persone rappresentate, immagini a contenuto sessuale destinate a rimanere invece private. Ritirato invece quello sulla castrazione chimica.

Caso Tria: spazzatura contro di me.

Tra i “responsabili” da additare per le difficoltà del geverno è partito il tiro a segno del M5S contro Tria ormai additato, anche dalla Lega, come “l’untore” della pestilenza che sta decimando la situazione economica italiana.

Ma quali sono stati gli ultini attacchi a Tria? Il M5s gli ha lanciato accuse di favoritismo nei confronti della sua collaboratrice il ministro dice di aver “subito un attacco spazzatura sul piano personale. Le cose possono apparire molto diverse a seconda di come si presentano”, e lamenta “violazioni della privacy. Mi chiedo – osserva – chi è che passa ai giornalisti queste cose”.

Tria respinge comunque qualunque ipotesi di dimissioni e, in un colloquio con il Corriere della sera, dichiara:

“Sciocchezze. Spazzatura contro di me, ma l’intimidazione non passa. Se andassi via dovremmo vedere quale sarebbe la reazione dei mercati”.

Ecco, Tria passa al contrattacco, parla di intimidazione e si difende. Come? Ma intimidendo il governo con l’evocazione del quanto potrebbe accadere nei mercati, che lo vedono come “garante”, nel caso che lui abbandonasse.

Semplice e chiaro no? Fuoco batte fuoco. E questa è!

Intanto, visto che siamo abituati a non farci mancare nemmeno il di più, ieri c’è stata anche la commedia con Junker fatta di sorrisi, abbracci, strette di mano e dichiarazioni d’amore a favore di telecamere e fotografi ma poi?

Poi, spenti i riflettori, sono ripartite le baruffe con anche coltellate e colpi bassi fino all’epilogo di un Juncker che è lì a dare del bugiardi ad alcuni ministri italiani, e spiegare:

“Mentono ai cittadini dicendo che li abbiamo lasciati da soli mentre abbiamo dato 130 miliardi all’Italia.
Il piano Juncker ha creato investimenti nell’ordine di 63,3 miliardi. I fondi strutturali, il sostegno europeo per rinvigorire l’economia, sono più di 44 miliardi. Complessivamente il sostegno europeo all’Italia ammonta a 130 miliardi. C’è un italiano, uno solo, che lo sa?”

Ad ora, sostanzialmente, i governativi – stranamente – hanno risposto con un sostanziale silenzio demandando, forse, la risposta ai collaterali sia politici che editoriali.

Apre il rintuzzamento, con un’intervista al Corriere della Sera, il 33enne vicepresidente M5S del Parlamento Europeo, Massimo Castaldo, che comincia con il ricordare passate vicende rimanrcando quindi che quelle parole vengono

“da chi per anni ha difeso le misure di austerity in Grecia e nel Sud Europa, per poi limitarsi a un tardivo quanto ipocrita “forse abbiamo sbagliato qualcosa”

Poi, proseguendo nel suo pensiero, dice che, partendo da quell’azione

“dopo questi 5 anni, la decenza dovrebbe suggerire a Juncker di analizzare, piuttosto, i propri errori. E di portare rispetto al governo italiano” e puntualizza:

“L’economia italiana è fanalino di coda in Europa da troppi anni: la vera notizia è che Juncker faccia finta di accorgersene solo adesso. È un problema strutturale accentuato, oggi, dal calo della crescita su scala globale”

Il Fatto Quotidiano spalleggia le parole di Castaldo e, come si può leggere in un titolo a pag. 3, scrive: “Juncker non conta più nulla: attacca, ma nessuno replica”.

Secondo i calcoli del quotidiano diretto da Marco Travaglio, poi, come riporta l’Agenzia Ansa, le tabelle della stessa commissione Ue dicono infatti

“che dal 2000 al 2017 l’Italia ha versato a Bruxelles circa 234 miliardi di euro ricevendone indietro 189 con uno sbilancio di 45 miliardi, peraltro in peggioramento negli anni (oltre 34 miliardi sono stati accumulati dal 2008). Anche il mitologico piano Juncker è un po’ meno rilevante di come sembra: i soldi veri sono 9,68 miliardi spalmati su diversi anni che dovrebbero (ma è una stima) innescare investimenti per 63 miliardi. Si potrebbe dire che è campagna elettorale, ma la novità vera è che a sera ancora non risultavano risposte ufficiali del governo italiano o di singoli ministri: Juncker è un quasi ex tutto, a questo silenzio dovrà abituarsi a breve”.

E anche per Libero, sempre come riportato da ANSA, il giudizio è che “la Ue ci prende in giro” e “Juncker vaneggia ancora: ‘L’Europa ama l’Italia’”, come a dire: ma quando mai? La riprova? dal presidente della Commissione è infatti l’intero stanziamento promesso, del quale, a dicembre, risultava essere stato consegnato al nostro Paese appena un terzo: 360 milioni di euro, su un totale di 950. Soprattutto, quel “sostegno” si riferisce ai sette anni del periodo 2014-2020 ed equivale dunque a 136 milioni ogni dodici mesi. Mentre l’Italia ha speso, solo nel 2018, ben 5 miliardi per tutte le voci riguardanti gli immigrati, dal soccorso in mare e l’accoglienza sino alle spese per l’istruzione e la sanità. La solidarietà della Ue, insomma, non copre nemmeno il 3% dei costi economici dell’immigrazione (lasciando da parte quelli sociali, la sicurezza e tutto il resto)”. Bel coraggio, dunque, “a venire qui a dirci che non ci dovremmo lamentare,accusando «alcuni ministri italiani» -il riferimento è innanzitutto a Matteo Salvini – di essere ‘bugiardi’, perché ‘non rivelano le somme destinate all’Italia dall’Unione’”.

Finito qui? Ma manco per idea.

Per chiudere in bellezza, come si sà, servono i fuochi d’artificio ed allora ecco che ci hanno pensato, a Roma, “cittadini” arrabbiati e l’immancabile premiata ditta “Casa Pound” aprendo una battaglia contro i Rom.

Alla fine della rivolta il Comune ha trasferito i rom in altra zona, ma intanto ci sono stati cassonetti incendiati e auto date alle fiamme senza, per altro, che ci fosse un qualche arresto anzi, a quanto sembra, senza nemmeno un fermo il che apre, legittimamente, un inquietante interrogativo:

il tutto sarà interpretato come un via libera alla ribellione e al fare come il pensiero imperante detta?

Infatti, a ben vedere, la rivolta e la guerriglia urbana posta sul campo a Torre Maura, periferia Est di Roma a ridosso del Grande Raccordo Anulare, contro l’arrivo di circa 75 rom che il Comune aveva destinato al centro “Savi” in via dei Codirossoni, proveniva da un altro traferimento, da un altrove che è via G. Toraldo a Torre Nova.

Il trasferimento di ieri è iniziato ieri verso le 15.50, quando diversi residenti del quartiere di Torre Maura hanno iniziato a manifestare in strada chiedendo alla Polizia municipale di sospendere le operazioni.

Inizialmente i protestanti erano una trentina poi, con il passare delle ore, sono diventati circa 300, guardate a vista dal Reparto mobile della polizia.

Poi la protesta è svoltata ed è degenerata nella violenza.

Violenza che ha visto alcuni dei manifestanti darsi da fare nel rovesciare a terra, e calpestare, le vettovaglie che si sarebbero dovute dare ai nuovi arrivati:

“devono  morire di fame”, questo il grido che ha punteggiato l’impresa.

Poi sono passati anche a rovesciare a terra dei cassonetti della spazzatura incendiandone tre e dando così di che fare ai vigili del fuoco presenti in loco. Incendiate anche una Skoda Fabia e parzialmente incendiato un camper che sostava vicino all’auto.

Alla fine, verso le 20, è arrivato anche un gruppo di manifestanti di CasaPound ed i fuochi d’artificio hanno raggiunto l’apice atteso.

La situazione si è tranquillizzata nella notte, quando in un vertice notturno nella sede del Municipio VI (con il capo di gabinetto della sindaca Raggi Stefano Castiglione e il presidente del Municipio Roberto Romanella) si è deciso di sospendere il trasferimento dei rom.

Il tutto senza alcun intervento delle forze dell’ordine visto che, a quanto sembra, non risultano al momento persone ne fermate ne identificate dalla polizia, ed è questa “inerzia – tolleranza” che porta al pensiero già su espresso:

il tutto sarà interpretato come un via libera alla ribellione e al fare come il pensiero imperante detta?

Si spera di no anche perché non è che questi Rom siano spariti. Sono ancora in vita e in movimento verso?

Ecco! Ieri non sono stati allocati a Torre Mura come previsto ma altrove, comunque andranno per cui, quando arriveranno alla (ri)nuova destinazione, cosa accadrà? Ci sarà un bis magari anche più violento visto che l’inerzia vista sul campo a Torre Maura potrebbe essere visto come un qualcosa derivante da un tacito placet e dall’aria che tira con il Comandante alla guida.

Il tempo sicuramente ci darà una risposta. Intanto, però, è con questo che è iniziata la giornata nell’AD 3 aprile 2019 con i gialloverde al comando.

Juve Stabia, l’Under 17 Esposito nuovamente in Nazionale: il programma

Un Under 17 convocati in Nazionale

Arriva una nuova chiamata della Nazionale italiana Under 17 Lega Pro per le Vespette. Chi dovrà rispondere alla chiamata del selezionatore è Matteo Esposito. 

Il calciatore giocherà una gara amichevole mercoleì 10 aprile 2019 allo stadio ‘Bruno Recchioni’ di Fermo, tra la selezione Under 17 Lega Pro e la Fermana F.C. Under 17. Dopo la gara ci sarà il rientro a Castellammare di Stabia del calciatore.

Ciro Novellino, ufficio stampa settore giovanile Juve Stabia

Juve Stabia, le decisioni del giudice sportivo post Bisceglie

La Juve Stabia perde varie pedine, tra staff e calciatori, in vista della delicata sfida di domenica contro il Trapani

Il giudice sportivo, infatti, in seguito al referto presentato dall’arbitro della gara di Bisceglie ha comminato le seguenti sanzioni alla Juve Stabia:

SQUALIFICA PER DUE GARE EFFETTIVE E AMMENDA € 500,00
PETRAZZUOLO AMEDEO per comportamento gravemente scorretto e aggressivo verso un giovane raccattapalle (espulso, r.A.A., panchina aggiuntiva).
SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA E AMMENDA € 500,00
D’ INVERNO PASQUALE per atteggiamento irriguardoso verso un assistente arbitrale durante la gara (espulso,r.A.A.,panchina aggiuntiva).
AMMONIZIONE
CASERTA FABIO  per comportamento non regolamentare in campo durante la gara (espulso).
SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA
MEZAVILLA SARTORIO ADRIANO per comportamento gravemente scorretto verso un avversario durante la gara (r.A.A.).
VITIELLO ROBERTO 243/598 per comportamento gravemente scorretto verso un avversario durante la gara.
Per domenica mister Fabio Caserta dovrà reinventarsi nuove mosse per equilibrare la sua squadra in vista della gara con il Trapani (secondo in classifica e ad un solo punto dai gialloblè) che potrebbe rappresentare uno spartiacque del campionato che fino a fine gennaio aveva visto come assolute protagoniste le Vespe di Castellammare di Stabia. La distanza si è assottigliata e le Vespe non sanno più vincere.

Chiusi sette parchi su tredici chiusi: la triste primavera dei napoletani

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Parchi transennati o malridotti

La primavera a Napoli non è mai arrivata: parchi chiusi, transennati per larghi tratti o malridotti. E non parliamo solo dei 13 giardini comunali, ma anche di quelli municipali e storici.

Sono sette i polmoni verdi del tutto off limits. Problemi ovunque, quindi, e anche nelle aree aperte: dalla carenza di personale al rischio sicurezza che si trascina dalle tempeste dell’autunno scorso e di febbraio.
Nel 2019 napoletano molti aspettano invano di passeggiare nel verde accarezzati dai raggi del sole. Dopo l’inchiesta della Procura in Villa Comunale, scatta l’allarme anche in Floridiana, “chiusa per il 50 percento spiega Luisa Ambrosio, direttore del parco vomerese e del Museo Duca di Martina – E con zero custodi e zero giardinieri. Per rimetterla in sicurezza serviranno 2 milioni di euro. Nella tempesta di ottobre sono caduti 50 alberi”.