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Il Ministero boccia il piano rifiuti della Regione Siciliana. Il giallo della via libera agli inceneritori

Il Ministero dell’ambiente boccia il piano rifiuti della Regione, definito “incongruente”, “privo di dati” e persino “sgrammaticato”.

Il piano rifiuti della Regione non passa l’esame del ministero dell’Ambiente che quaranta pagine lo smonta definendolo incongruente, privo di dati e in alcuni casi anche sgrammaticato. Innanzitutto per il ministero mancano “le informazioni e le analisi tecniche fondamentali per valutare la sostenibilità del piano”. E, ancora “le conclusioni non sono mai supportate da analisi tecniche e la maggior parte dei contenuti riportati risultano inutili a tale scopo”. Il ministero bacchetta la Regione anche su “frasi di difficile comprensione, che utilizzano terminologie e definizioni che non trovano riscontro nel dettato normativo europeo e nazionale in materia di rifiuti”. I termini sotto accusa, sono “occhiutamente” o “coevamente” così come la punteggiatura “prima del verbo” che, sempre per il ministero, non consentirebbero di capire “a quale soggetto si riferisca” o, addirittura “frasi insignificanti”. Ma soprattutto il ministero contesta la mancata chiarezza su come la Regione vuole chiudere il ciclo dei rifiuti.

“A livello programmatico importanti decisioni sono rimandate a future valutazioni e non si comprende quale sia il percorso per raggiungere alti livelli di raccolta differenziata” si legge nel testo. Inoltre il ministero contesta le cifre sulla differenziata date dal governo Musumeci “I dati in possesso dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) indicano per le stesse città dati difformi”. Inoltre, sulle discariche, il ministero contesta il piano perché “non si evince quali siano i volumi autorizzativi degli impianti operativi al 2018 né di quelli previsti”.

“Nel documento di Piano –si legge nella relazione ministeriale– sovente si leggono frasi di difficile comprensione, che utilizzano terminologie e definizioni che non trovano riscontro nel dettato normativo europeo e nazionale in materia di rifiuti”.

E infine la nota del Ministero invita la Regione a prevedere la realizzazione di due inceneritori come previsto dal decreto Renzi, scatenando la reazione di Legambiente “E’ una vergogna. Blocchiamo subito questa scellerata ipotesi, forse non notata dal M5S, che ci farebbe tornare indietro e ricominciare un avvilente dibattito sulla gestione virtuosa dei rifiuti in Sicilia -afferma il presidente regionale Gianfranco Zanna- Il piano lo riteniamo molto carente, una mera dichiarazione d’intenti, dove si elencano degli obiettivi da raggiungere ma non come potere attuarli. E poi il vero nodo, quello degli impianti, che non vengono in alcun modo programmati. Quindi, non poteva non arrivare il duro giudizio del ministero dell’Ambiente”.

Claudio Fava, presidente della commissione regionale Antimafia, rincara la dose: “Il ministro Costa propone di azzerare l’unico elemento positivo contenuto nel piano regionale, e cioè il definitivo superamento dei termovalorizzatori, proposti per quindici anni da Cuffaro, Lombardo e Crocetta. Che ne pensano i cinque stelle siciliani?”.

Tra i favorevoli agli inceneritori c’è invece Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, che dichiara: “Non si può continuare a riempire le discariche, già quasi al collasso. Anche se la differenziata in Sicilia recuperasse l’abissale ritardo con il resto del Paese, resterebbe comunque una frazione che solo i termovalorizzatori potrebbero smaltire. La Regione deve, quindi, assumersi le proprie responsabilità e decidere come e dove costruire finalmente questi impianti con il minimo impatto ambientale. Sono necessari e meno inquinamenti delle discariche”.

Per il Movimento 5 stelle «il piano dei rifiuti presentato da Musumeci è irricevibile»: «In primis perché costruito su un disegno di legge che potrebbe essere stravolto in Aula o peggio ancora non essere mai approvato –dice il deputato regionale Giampiero Trizzino– non è mai accaduto che un piano si basasse su una mera proposta normativa e non su una legge in vigore. Già questo basterebbe per decretarne la bocciatura. Ma come se non bastasse, oggi arriva la scure del Ministero dell’ambiente che di fatto demolisce tutto il documento, con 40 impietose pagine nella quali ne dichiara l’inconsistenza e l’incapacità di risollevare la Sicilia dall’emergenza dei rifiuti. In una parola, Musumeci riesce a peggiore la situazione ereditata da Crocetta. Non era un obiettivo semplice, ma consegnando un documento come questo, ottiene addirittura le più imbarazzanti critiche che un Ministero possa rilasciare ad una amministrazione regionale”.

Nella polemica s’inserisce anche il sindaco Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia “La Regione la smetta di pensare di potere decidere cosa devono fare i sindaci senza neanche consultarli o poi si ritroverà un ministro dell’Ambiente che critica la Regione per avere approvato piani dei rifiuti farlocchi. A fare il gioco del primo della classe si scopre di restare fuori. È necessaria una collaborazione fra le istituzioni che si occupano di rifiuti”. Orlando scarica sulla Regione anche i ritardi “molto gravi” nella realizzazione della settima vasca di Bellolampo: “Si è assunta l’incarico di realizzare l’impianto, aspettiamo che lo faccia”. Così il sindaco, che nei giorni scorsi ha contestato alla Regione anche lo stop ai commissari delle Srr a partire dal primo aprile. Una posizione che però la maggior parte dei Comuni ha deciso di non sostenere, preferendo seguire le indicazioni della Regione per evitare il blocco della raccolta dell’immondizia.

L’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, il tecnico veneto Alberto Pierobon “Stiamo approfondendo le consuete osservazioni del ministero dell’Ambiente. Avevamo già avuto diverse interlocuzioni coi tecnici romani su alcuni passaggi che comunque non toccano l’impianto del piano. In commissione sono stati evidenziati altre osservazioni che interessano allegati del piano redatti dai tecnici del dipartimento. Anche su queste note, che toccano più lo stile espositivo che la sostanza, avrò modo di mettere mano personalmente al testo per chiarire i dubbi di Roma”.

“È la prima volta che la Sicilia decide di dotarsi di un piano rifiuti –conclude l’assessore Pierobon– è un lavoro storico, un documento importante di pulizia e trasparenza che il governo sta portando avanti. Anche altre amministrazioni ritenute virtuose hanno ricevuto osservazioni anche più dure, eppure oggi le prendiamo a modello. Le osservazioni del ministero fanno parte del normale iter seguito per migliorare il piano. Si tratta di centinaia di pagine e allegati che vanno integrati con i suggerimenti di tutti, dei territori, delle opposizioni, dei sindaci. Non ci sarà alcun allungamento dei tempi”.

“Il ministero dell’Ambiente pare intenzionato a non farci risolvere presto il problema dei rifiuti in Sicilia. Invece di agevolare e sostenere la nostra coraggiosa azione, cerca mille cavilli al Piano regionale dei rifiuti per allontanare la soluzione e riavvicinare l’emergenza. Replicheremo ai cavilli entro sessanta giorni!”, dichiara, in una nota, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. “Prendiamo atto che il governo grillino di Roma si è convertito ai termovalorizzatori e ci chiede di realizzarne almeno due. Per noi non è un problema, visto che non abbiamo mai avuto alcun pregiudizio su questo tipo di impianto. Qualcuno però avverta il ministro dell’Ambiente Costa, che invece ha sempre ripetuto di essere contrario agli inceneritori. Questa schizofrenia non agevola la celere soluzione del problema rifiuti nell’Isola, ma serve almeno a far capire ai siciliani con chi abbiamo a che fare, alla faccia della leale collaborazione tra istituzioni”.

Interviene infine direttamente il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Nessun via libera a nuovi termovalorizzatori così come emergeva dalle osservazioni fatte dal suo ministero Ho dato mandato immediato al capo di gabinetto e al segretario generale di aprire un’istruttoria amministrativa interna per conoscere chi abbia violato la mia direttiva politica: mai e poi mai avrei proposto quanto letto nelle deduzioni nell’ambito della Vas del piano regionale rifiuti”, precisa il ministro Costa “Mai e poi mai da questo ministero ci sarà un via libera a nuovi inceneritori. Nel documento tecnico, citando la normativa vigente e la impossibilità da parte della Regione di gestire in autosufficienza i rifiuti, i tecnici del ministero avevano indicato la possibilità di costruire nuovi inceneritori.

Adduso Sebastiano

La stampa incorona Meret: “L’unico a non mollare, è tornato l’enfant prodige

“Impotente sui gol, non ha colpe”

Alex Meret, portiere del Napoli, è stato il migliore in campo per quanto riguarda la squadra partenopea e questo la dice lunga sull’andamento della partita. L’estremo difensore, però, non ha mai mollato ed è rimasto concentrato fino alla fine compiendo almeno tre grandi interventi che hanno consentito agli azzurri di restare in partita fino al triplice fischio finale.

Ecco quanto scritto dai quotidiani:
Gazzetta dello Sport 6,5: “Sui gol non ha colpe particolari, in almeno tre occasioni esce bene e sventa altrettanti gol. Segnale positivo dopo l’insufficiente prova con la Roma”.
Corriere dello Sport 7: “L’enfant prodige è tornato: legge il cross di Farias come un veggente e va a chiudere su Caputo allungando il suo metro e novanta. Su Caputo quasi si rovina la giornata ma su Farias è spaziale”.
Il Mattino 6,5: “Sul gol di Farias e Di Lorenzo non ci sarebbe potuto arrivare nemmeno Superman. E allora i suoi poteri li utilizza per ipnotizzare Caputo che da due passi gli calcia addosso. Bravissimo anche nel deviare in angolo una conclusione ravvicinata di Pajac. Nella notte da incubo della difesa è l’unico a non mollare”.
Tuttosport 5,5: “Raggelato dalla deviazione di Zielinski sul gol di Farias, nega il 2-0 a Caputo ed il 3-1 a Farias con due uscite formidabili”.

Castellammare, bimba di 7 anni cade e muore: mistero sulle cause

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La piccola era stata trasferita all’ospedale Santobono di Napoli

Mistero sulla morte di una bambina di sette anni della comunità rom di Castellammare di Stabia. La piccola a seguito di una caduta si era ferita al ginocchio. Un banale incidente che invece è stato letale per la piccola che poco dopo ha cominciato ad avere febbre alta e lamentare forti dolori alla testa.

Presso l’ospedale San Leonardo i medici hanno escluso che avesse contratto malattie infettive o la meningite, ma intanto le condizioni della bambina continuavano a peggiorare. Il coma la piccola è stata trasportata d’urgenza presso l’ospedale pediatrico Santobono di Napoli dove dopo 24 ore il suo cuore ha smesso di battere. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime, le ultime grida di dolore la piccola le ha lanciate nell’ospedale napoletano, poi
il suo cervello ha smesso di funzionare fino al decesso avvenuto mercoledì sera. Sulle cause della morte si avanza l’ipotesi che possa essere un problema legato al sistema immunitario della bimba. La comunità rom stabiese è sotto choc, i genitori quando martedi mattina avevano capito che la figlia sarebbe stata trasferita a Napoli hanno chiesto aiuto in Comune. La famiglia che vive nel centro antico di Castellammare non aveva ne i soldi ne un’auto con cui seguire la loro bimba, e  il supporto economico di alcuni volontari ha permesso loro di raggiungere il Santobono e stare vicino alla loro bimba fino agli ultimi momenti di vita.

Gazzetta – Il Napoli stacca la spina, la testa era rivolta all’Arsenal

L’Empoli ha giocato con più motivazioni

Clamorosamente, il Napoli esce sconfitto dalla sfida contro l’Empoli. I toscani sono stati capaci di andare in vantaggio e di reagire al pareggio, momentaneo, di Zielinski trovato la rete della vittoria. Probabilmente, contrariamente a quanto dichiarato dai tesserati azzurri, la testa dei calciatori era già rivolta alla sfida di giovedì contro l’Arsenal.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Per una sera è l’Empoli a indossare i panni della squadra da scudetto. La squadra di Andreazzoli batte per 2- 1 il Napoli. E per fotografare l’andamento della gara basta ricordare che il migliore in campo tra i partenopei è stato il portiere Meret, autore di almeno tre grandi parate. L’Empoli ha avuto più cuore, più idee e anche più qualità. E il Napoli? Ha trotterellato fin dal primo minuto. Ha riequilibrato la gara nel finale di primo tempo grazie a un fantastico gol dell’ex Zielinski. Poi, nella ripresa ha staccato la spina. Inutile è stato il tentativo di Ancelotti di risvegliare un gruppo addormentato con gli inserimenti di Mertens e Fabian Ruiz prima e di Verdi strada facendo. Per non parlare dei continui cambiamenti di modulo. In certi momenti del campionato sono le motivazioni a fare la differenza. E stavolta il Napoli aveva molti meno stimoli rispetto all’Empoli, forse per la testa era all’Arsenal. Un episodio fotografa lo stato d’animo del Napoli: a metà ripresa Koulibaly ha sbagliato in maniera clamorosa un appoggio spedendo il pallone in angolo. E se salta a livello di concentrazione anche un leader come Kalidou…”.

Il nostro grazie a 10 anni dal Terremoto dell’Aquila (Goffredo Palmerini)

L’AQUILA  «Immota manet. Così è scritto sul gonfalone della città. “L’Aquila resta ferma, immobile”. Almeno questo avviene nello spirito della sua gente, riservata e dignitosa anche di fronte al disastro che la colpisce. Da secoli questa la sua indole, aliena dall’ostentazione del dolore, intima nell’elaborazione dei propri lutti. Invece non sono rimasti fermi palazzi e monumenti, case e chiese, alle scosse del serpe che il 6 aprile si è agitato terribilmente nel suo ventre, che si agita ancora. Quella notte del 6 aprile, nel cuore d’una notte stellata e chiara di luna, L’Aquila ed i meravigliosi borghi del suo circondario sono stati squassati dal terremoto per lunghissimi, interminabili secondi, oltre venti. L’ho vissuta l’esperienza, meglio non descriverla. Mi resta nel profondo la sensazione dei primi minuti, delle prime ore della sopravvivenza. Mi si è impressa nella mente l’atmosfera irreale, sospesa, allucinata, che aleggiava sulle case distrutte nel centro storico della mia Paganica, un bel paese di oltre cinquemila abitanti a 9 km dall’Aquila. Lì sono nato e vivo. L’hanno indicato subito come l’epicentro del sisma. Abito in periferia. La mia casa è stata costruita trent’anni fa, in cemento armato. E’ davvero strano che la tua casa, per antonomasia rifugio che ti dà sicurezza, d’improvviso diventi una minaccia. Ti si sovverte il mondo, la vita. Dopo la scossa delle 3 e 32, la corrente elettrica mancata, guadagnata l’uscita calpestando oggetti e stoviglie rotte, con i miei di famiglia siamo andati subito via da casa, per luoghi più aperti. Abbiamo transitato accanto al centro antico di Paganica. La settecentesca chiesa della Concezione con la facciata in bilico, squarciata, in parte crollata, ha fatto il giro del mondo, in quello stato. Lì vicino la parrocchiale di Santa Maria Assunta, impianto duecentesco riadattato nel Seicento, dall’esterno non sembra aver avuto grossi traumi, ma sarà solo un’impressione. Contrastano con il cielo, d’un colore livido, il profilo delle case e la fuga scomposta dei tetti che s’inerpicano verso il Colle, quartiere alto dove imponente domina la chiesa di Santa Maria del Presepe costruita sul sito del castello distrutto nel 1424 nella guerra dell’Aquila che sconfisse Fortebraccio da Montone. […] »

Fu questo l’incipit del lungo racconto che scrissi all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009, una testimonianza raccolta da molte testate della stampa italiana all’estero. Dieci anni sono passati da allora. Oggi è il giorno del ricordo di quella notte sconvolgente, quando il terremoto squassò L’Aquila e 55 altri comuni, sconvolgendo le vite delle popolazioni del cratere sismico. La città capoluogo d’Abruzzo fu lacerata, paralizzata nei suoi servizi, mutilata e ferita nel suo straordinario patrimonio d’arte e d’architetture, uno dei centri storici più preziosi e vasti d’Italia. 309 le vittime.

Di loro faremo sempre memoria. A loro va il nostro raccoglimento, la nostra preghiera muta, rispettosa dei familiari rimasti con la lacerazione perenne del cuore.

In questo primo decennale molti saranno i bilanci, le analisi, i giudizi. Sulle condizioni dell’Aquila, sullo stato della ricostruzione materiale e sociale, sugli obiettivi raggiunti, su quelli ancora lontani, sui ritardi, sui problemi, sulle criticità. Com’è comprensibile, molte saranno le voci che giudicheranno questi 10 anni, tanti i servizi giornalistici e gli speciali televisivi, le testimonianze, gli approfondimenti scientifici sui terremoti e sulla prevenzione sismica. Le analisi certamente riferiranno sui risultati finora raggiunti nella ricostruzione dell’Aquila e degli altri centri, sulle  innovazioni ardite e sulle tecniche d’avanguardia che stanno restituendo una città sicura – caso di studio per molte università italiane e straniere -, tra le più sicure d’Europa. E tra le più belle città d’arte, diventata sin da quel 6 aprile di dieci anni fa città patrimonio del mondo, come universale è il messaggio di pace e di perdono che da otto secoli essa custodisce nel dono della Perdonanza, il primo giubileo della cristianità, e nell’eccezionale magistero di papa Celestino V. Ma l’attenzione dei media si concentrerà soprattutto sugli errori, sui ritardi e sulle occasioni mancate nei dieci anni trascorsi dal quel tragico 6 aprile del 2009. E’ giusto che sia così. Ho grande rispetto e gratitudine per questa attenzione scrupolosa verso la nostra città. Aiuta a tenere accesa sempre una luce su ogni aspetto della nostra rinascita. Molte le analisi già svolte in questi giorni che precedono il 6 aprile, alcune rigorose, altre meno per il retaggio di consumati stereotipi, sovente lontani dalla realtà. Mi asterrò, in questa circostanza, da valutazioni e da personali giudizi nei confronti dei governi che si sono succeduti e delle amministrazioni che hanno guidato la Regione, gli enti locali e in particolare la Città capoluogo. Ho avuto l’onore di servire L’Aquila per quasi un trentennio, nelle funzioni di consigliere, assessore e vicesindaco, fino al 2007. So quanto peso gravi sulle spalle di ogni amministratore civico che con serietà e coscienza si mette al servizio della propria comunità. Figurarsi quale sia la responsabilità e l’immane onere di doverlo fare in situazioni tragiche ed eccezionali, dopo un terremoto come quello del 2009, i cui precedenti similari per gravità, nella storia della città che tanti ne ha subìti, furono quelli del 1703, 1461 e 1349.

Vorrei invece tornare oggi con il pensiero, quantunque nella tristezza degli eventi di cui facciamo memoria – le cui immagini restano nitide come fossero di qualche giorno fa -, non solo al ricordo del dolore di quei giorni tremendi, ma anche dell’affetto immenso che ci circondò. Non possiamo non rammentare, con profonda gratitudine, l’abnegazione, la solidarietà, l’impegno straordinario e generoso dei Vigili del Fuoco e delle decine di migliaia di Volontari giunti da ogni parte d’Italia, organizzati nelle associazioni che resteranno per sempre nel nostro cuore (Alpini dell’ANA, Croce Rossa, Protezione Civile delle varie Regioni italiane, Misericordie, Caritas, e tante altre ancora), delle Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza), dell’Esercito. Una gara di affettuosa premura verso la popolazione dell’Aquila e dei borghi colpiti dal sisma.

Non potremo mai dimenticare questa che è stata una pagina splendida, l’immagine della più bella Italia, quella del Volontariato e della Solidarietà. Come pure non dimenticheremo mai l’amore e la solidarietà di tutti gli Italiani nel mondo – in particolare degli Abruzzesi e delle loro associazioni -, espresse con innumerevoli gesti di grande valore morale e di significativa generosità. In questi anni, visitando le nostre comunità all’estero nelle Americhe, in Australia, in Africa e in tutta Europa, il mio primo e preminente pensiero è stato sempre quello di ringraziare tutti i  nostri connazionali dal profondo del cuore, come semplice cittadino ma anche a nome dell’intera comunità aquilana (quando si è stati amministratori civici lo si rimane moralmente per sempre). Li ho ringraziati per l’affetto, la vicinanza, la tenerezza profonda dei gesti d’aiuto e di solidarietà nei giorni e nei mesi del dopo terremoto. Tantissimi italiani sono venuti a soccorrerci. Un numero impressionante a trovarci nei mesi e negli anni successivi al sisma. Tanti ci hanno poi accolti ed ospitati, per qualche giorno di serenità, dal Trentino alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia, dalla Lombardia alla Sardegna, dal Friuli alla Calabria. Un’Italia premurosa e materna, fortemente unita nei suoi abitanti dalle Alpi fino a Lampedusa. In ogni dove sempre con il cuore aperto, come aperto e generoso è sempre il cuore dell’Italia in occasione delle calamità che ci colpiscono, esaltando in ciascuno il senso della comunità nazionale e della fratellanza tra italiani. Serve ricordare queste fatti, sono davvero educativi per i tempi complicati che stiamo ora vivendo, quando sembrano affermarsi i messaggi più beceri, egoisti e lontani dalla nostra umanità.

Vorrei anche qui ricordare l’attenzione di tanti Paesi del mondo di fronte alla nostra tragedia, alcuni dei quali ebbero occasione di verificare direttamente le lacerazioni inferte dal sisma al patrimonio architettonico e artistico dell’Aquila nel luglio del 2009, quando la città ospitò i capi di Stato e di governo nelle riunioni del G8 e G20. Alcuni degli Stati più potenti al mondo s’impegnarono meritoriamente a restaurare dei monumenti, altri hanno generosamente  contribuito con donazioni a comuni, università e ospedali, per costruire opere di pubblica utilità o ricostruire importanti emergenze architettoniche. Qualche Stato non ha dato seguito alla promessa solennemente assunta. Orbene, grazie alle risorse assicurate dal governo nel 2013 con un impegno pluriennale, i centri colpiti dal terremoto stanno risorgendo dalle macerie, la ricostruzione sta andando avanti. L’Aquila tornerà più bella di prima.

In questi anni difficili la comunità aquilana ha dato un grande esempio di dignità e di resilienza.
Come nei secoli passati, dopo gli altri terremoti che sconvolsero L’Aquila, anche questa volta ce la faremo. Nella tragedia è emersa la parte migliore della nostra gente, l’indole forte e tenace. Ma non possiamo tuttavia nasconderci che ha messo in luce, in una ridotta minoranza, anche i lati peggiori del comportamento umano, piccole e grandi miserie morali. C’è pure da registrare che sul “cantiere più grande d’Europa”, come è stato definito, hanno girato e girano anche altri interessi poco chiari, che tuttavia Magistratura e reparti dedicati della polizia giudiziaria, con un assiduo efficace e penetrante controllo, vanno man mano scoprendo, inquisendo i sospettati, rinviando a giudizio e  condannando i responsabili dei reati. Fenomeni contenuti, tuttavia, rispetto alla dimensione economica della ricostruzione. Non aggiungo altre considerazioni su questa parte un po’ squallida delle vicende legate alla gestione dell’emergenza post sismica e alla ricostruzione.

Un pensiero ancora sento di esprimere sulla ricostruzione morale, sulla rinascita d’un nuovo senso della comunità degli aquilani. La ricostruzione materiale è in corso, andrà comunque avanti con tempi più o meno soddisfacenti. Ma la cura che più ci preme riguarda la ricostruzione morale delle lacerazioni interiori delle persone, poco o per nulla apparenti, conseguenti al terremoto.

Tralasciamo riferimenti più puntuali a studi scientifici e sociali, che pure in questi anni sono stati prodotti. Mi sembrano illuminanti al caso alcuni spunti che traggo dal messaggio per il decennale dell’arcivescovo dell’Aquila, Cardinale Giuseppe Petrocchi, ieri uscito sulla stampa.

Inizia con queste parole l’intenso messaggio agli aquilani del Cardinale Petrocchi: «Per la decima volta, quest’anno, sentiremo i rintocchi della campana che ricordano i 309 “martiri” del terremoto. Facciamo memoria di tutte le vittime di quella immane tragedia; le stringiamo a noi con un unico abbraccio e, al tempo stesso, le chiamiamo per nome: una ad una. La “notte crocifissa” del sisma ha suscitato lunghi giorni di dolore, ma anche ha acceso la luce di una graduale “risurrezione”, più forte della furia devastante del sisma. Le lacrime versate si sono rivelate feconde, ed hanno generato una abbondante fioritura di fraternità e solidarietà. La ricorrenza – che celebriamo con raccoglimento e volontà di ricostruzione “integrale” – ci obbliga a fare, insieme, una seria revisione. Per questo, non parlerei di “terremoto”, ma di “terremoti”, non solo perché abbiamo avuto nuove repliche telluriche (nel 2016 e 2017), ma anche perché il sisma è un evento complesso e multiforme, difficile da cogliere nella sua distruttiva “globalità”. Quando sono venuto a contatto con gli effetti demolitivi delle scosse, mi sono accorto che, accanto alle macerie “visibili” (materiali), c’erano pure quelle “invisibili” (spirituali); allora ho cominciato a parlare di “terremoto dell’anima”, che costituisce l’altra faccia (quella meno esplorata) della storia del sisma. […]».

Sarà questo l’impegno più arduo cui dover assolvere, pensando alla parte più fragile della nostra gente. E ancora l’altro rilevante impegno di pensare anzitutto al futuro delle nostre giovani generazioni, che nella città ricostruita e nel suo territorio debbono poter trovar modo d’esprimere il loro talento, in opportunità di lavoro e di costruzione di nuove famiglie. L’Aquila ricostruita nelle sue case, nei suoi palazzi, nei suoi monumenti, negli uffici e nelle fabbriche, dovrà riaccogliere la sua gente, che vi torna a vivere con la speranza di un futuro. Nel decimo anniversario del sisma,
quindi, oltre alla gratitudine per la vicinanza affettuosa che abbiamo avvertito, vogliamo essere aperti alla speranza di futuro per la nostra comunità. Certo augurandoci una più sollecita ricostruzione materiale, che sconta più d’un ritardo specie nella ricostruzione pubblica, ma soprattutto nella speranza operosa d’una forte ricostruzione sociale e morale della nostra comunità.

Una comunità che deve ritrovare il senso profondo del vivere insieme con i valori antichi del Bene comune, quello che nei secoli ha fatto e mantenuto grande L’Aquila. Fraternità sociale, rispetto, impegno civico, etica delle responsabilità, cultura, creatività, attaccamento alla propria terra, amore per la propria storia e gratuita dedizione al Bene comune sono i riferimenti per disegnare il nostro futuro, il futuro dell’Aquila nuova, non solo più bella di prima, ma anche migliore di prima.

Questo ricordo, con il forte senso di speranza e di futuro, è il modo migliore per ricordare le 309 vittime del terremoto dell’Aquila.

Luigi Fiammata, L'Aquila

TERZA PAGINA

L’Aquila, dieci anni dal terremoto del 2009 (Luigi Fiammata)

Riceviamo, da Goffredo Palmerini, un’ampia nota di Luigi Fiammata su L’Aquila, riassuntiva dei 10 anni dal terremoto del 6 aprile 2009, con…

Roma Fiorentina 2-2|La reazione c’è, ma per un pareggio inutile

La Roma reagisce e pareggia all’Olimpico contro i viola, ma è ancora lontana dalla zona Champions

 di Maria D’Auria

Roma- La Roma ancora protagonista all’Olimpico dopo la disfatta di domenica pomeriggio contro il Napoli. L’avversaria dell’incontro infrasettimanale nella 30esima giornata di Campionato, è la Fiorentina, quella che aveva castigato la Roma per 7 a 1 in Coppa Italia. Dopo una lunga inerzia, contestata ampiamente dai tifosi, i giallorossi stavolta reagiscono  dando vita ad una bella gara. Dopo i due vantaggi della Fiorentina, Zaniolo e Perotti rimontano Pezzella e Gerson. Le due squadre offrono una spettacolo dinamico e divertente. Ranieri fa la sua parte lasciando in panchina il criticatissimo Olsen e mettendo tra i pali Mirante. Zaniolo dal 1′ in campo fa la differenza mentre in attacco torna il tridente Dzeko-Perotti-Kluivert.

CRONACA- Una Roma combattiva contro una Fiorentina in forma smagliante. La gara si svolge per tutto il tempo sul filo dell’equilibrio. Il primo tentativo di sorpasso è di Muriel al 12’, ma Mirante si supera e nega il vantaggio. Poco dopo, su colpo di testa di Pezzella a due passi dal portiere, i viola conducono per 1 a 0. La rete, segnata al 13’, è dedicata a Davide Astori.

La Roma reagisce immediatamente e solo dopo 95  secondi, Nicolò Zaniolo, servito da Kluivert, ristabilisce l’equilibrio con un colpo di testa che indirizza la palla all’angolino battendo Lafont. È il suo quarto gol in campionato.

La gara si mantiene molto viva con belle giocate e qualche brivido da gol mancato come il gran tiro di Muriel da fuori area al 24’: l’attaccante viola colpisce in pieno il palo che gli nega il nuovo vantaggio. E al 32’, con l’occasionissima per la Roma, ma Dzeko dal limite fallisce il bersaglio.

Nella ripresa  al 6’ Gerson porta nuovamente in vantaggio i viola con un tiro dal limite che batte Mirante, ma galeotta fu la punta del piede di Juan Jesus nel vano tentativo di deviare il colpo. Anche stavolta la reazione dei padroni di casa non si fa attendere e cinque minuti dopo, la Roma rimonta la Fiorentina con Perotti che su assist del solito Kluivert, firma il 2-2.

Dopo un equilibrio perfetto in cui le squadre si affrontano a viso aperto,  la Roma domina il finale di gara.  Gli uomini di Ranieri costringono gli ospiti sulla difensiva, ma non riescono a sfondare. Inutili i tentativi di Dzeko e Pellegrini, la gara si chiude con  il risultato finale di 2 a 2.

 Un punto a testa che però non serve a nessuno, i giallorossi infatti pur interrompendo la striscia di due sconfitte consecutive, sono ancora lontani dalla zona Champions: mancano 4 punti per agguantare l’ambito quarto posto.

A fine gara, ecco le dichiarazioni di Claudio Ranieri ai microfoni di Sky Sport: “In questo momento non ce ne va bene una. Peccato per il gol preso su calcio d’angolo, abbiamo lasciato solo Pezzella. Ma mi è piaciuto l’orgoglio della squadra e la reazione, non è un momento facile ma i tifosi dovrebbero essere contenti. Abbiamo saputo reagire, avevo chiesto una dimostrazione per noi stessi e per far capire ai nostri tifosi che possiamo ancora entrare da qualche parte in Europa“.

Su Zaniolo afferma: “Può ancora migliorare, va benissimo quando prende palla in movimento ed è devastante”. Di Kluivert sostiene che pur essendo ancora un po’ acerbo, ripone in lui grande fiducia: “Ha velocità e fa ottimi cross”. Su Pastore spera in un recupero (dall’infortunio) nel finale di stagione ma “…a patto che entri con cattiveria”.

Curiosità sul match…

La Roma ha subito gol per la 12ª gara interna di fila in Serie A: la striscia casalinga più lunga per i giallorossi nella loro storia in questa competizione… ma è la squadra che ha segnato di più nel corso dei primi 15 minuti di gioco in questo campionato (11 reti).

Antonio Mirante ha disputato la prima partita con la maglia della Roma all’Olimpico in Serie A.

Justin Kluivert ha servito due assist in questo match: l’ultimo giocatore olandese a servire due passaggi vincenti nello stesso incontro di Serie A è stato Kevin Strootman con la Roma contro il Chievo a maggio 2017.

Sono passati esattamente 95 secondi fra la prima rete del match di Pezzella e il pareggio di Zaniolo.

IL TABELLINO

ROMA (4-3-3): Mirante 6,5; Santon 5,5 (22’st Karsdorp 6), Fazio 6,5, Juan Jesus 5,5, Kolarov 6; Cristante 5,5, Nzonzi 6,5, Zaniolo 7 (30’st Under 6); Kluivert 6,5 (13′ Pellegrini 6), Perotti 6,5, Dzeko 5. A disp.: Olsen, Fuzato, Marcano, Karsdorp, De Rossi, Pastore, Pellegrini, Coric, Riccardi, Schick, Under.

Allenatore: Ranieri 6.

FIORENTINA (4-3-3): Lafont 6; Milenkovic 5,5, Pezzella 7, Vitor Hugo 6,5, Biraghi 6; Veretout 6, Benassi 6 (18’st Chiesa 6), Dabo 6,6; Muriel 6,5, Gerson 7, Simeone 5 (23’st Mirallas 6). A disp.: Terracciano, Brancolini, Ceccherini, Laurini, Hancko, Norgaard, Montiel, Vlahovic, Chiesa, Mirallas.

Allenatore: Pioli 6.

Arbitro: Massa

Marcatori: 13’pt Pezzella, 14’pt Zaniolo, 6’st Gerson, 11’st Perotti

Ammoniti: Kolarov, Perotti, Karsdorp, Mirante (R), Simeone, Milenkovic, Veretout, Biraghi (F)

Sea Eye salva 64 migranti. Si teme per altri 50. Il COMANDANTE: vadano ad Amburgo (VIDEO)

Dopo l’allerta di ieri lanciata da Alarm Phone per un gommone alla deriva e del quale si era perso traccia e che, stando sempre almeno alle segnalazioni di Alarm Phone prima e della Guardia Costiera italiana dopo doveva essere al largo di Zuwarah con 50 persone a bordo, tra cui anche donne e bambini, oggi una nave della Ong tedesca Sea Eye ha soccorso un gommone al largo della Libia salvando, e qui c’è una differenza numerica, con 64 migranti  a bordo tra le quali ci sarebbero anche 10 donne e 6 bambini per cui Alarm Phone segnala ancora che non c’è notizia di quello che potrebbe sessere un altro gommone, quello segnalato ieri ma con 50 migranti a bordo.

Con riferimento ai 64 tratti in salvo, l’organizzazione umanitaria Alarm Phone, il servizio telefonico che fornisce ai migranti un numero da chiamare in caso di difficoltà e che per prima aveva ricevuto una telefonata dall’imbarcazione, poco fa ha twittato:

i migranti “Sono tutti al sicuro sulla nostra nave.
Alan Kurdi ha svolto con successo l’operazione di soccorso, salvando 64 persone.
Questo caso dimostra l’importanza dell’intervento della flotta civile”

Dopo la prima chiamata delle 10, il servizio telefonico ha ricevuto ancora una seconda telefonata dall’imbarcazione, nella quale i migranti dicevano di aver bisogno di cure mediche:

“Abbiamo ricevuto la loro posizione Gps” ma “le autorità che abbiamo chiamato sono irraggiungibili” dice ancora la Ong.

Le indicazioni sulla posizione del gommone – sostiene sempre Alarm Phone – sono state inviate via mail sia alla Guardia Costiera libica sia alla Alan Kurdi, che si trovava in zona alla ricerca del barcone con una cinquantina di persone che sarebbe scomparso due giorni fa e di cui non c’è ancora traccia. E proprio la nave di Sea Watch ha intercettato il barcone con i 64 a bordo e ha iniziato portato a termine l’operazione di soccorso.

La Ong ha postato su Facebook anche un breve video (vedi sul fondo) in cui si vedono i migranti prima su un gommone e poi a bordo della Alan Kurdi: alcuni si inginocchiano per ringraziare verso il cielo, altri sono avvolti nelle coperte. Ci sono anche diversi bambini, tra cui uno molto piccolo.

Il Comandante, alias, per il libro paga degli italiani ministro dell’Interno Matteo Salvini, secondo sua indole e copione auto-assegnatosi, non perde occasione per salire immediatamente in scena per portare avanti la sua solita sceneggiata forte e sicuro, oltretutto, di essere ben coperto, con l’avvallo del M5S, dallo scudo parlamentare e tuonare:

“Nave battente bandiera tedesca, Ong tedesca, armatore tedesco e capitano di Amburgo. È intervenuta in acque libiche e chiede un porto sicuro. Bene, vada ad Amburgo”

Alalà, Alalà, Alalà rispondono, plaudenti, i suoi afferenti.

Zielinski a KK: “Ci è mancata concentrazione e non deve ripetersi”

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Le parole di Piotr Zielinski ai microfoni di Radio Kiss Kiss al termine del matchi Empoli-Napoli

Il centrocampista del Napoli Piotr Zielinski è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss al termine del match contro l’Empoli: “Nel secondo tempo non siamo entrati bene ed abbiamo subito gol. L’Empoli si è difeso ben ed era difficile ribaltare il risultato. Non eravamo distratti dall’Arsenal, in campo ci è mancata la concentrazione e non può accadere. Non possiamo perdere le gare così. E’ mancato anche il gioco di squadra, dal campo facevamo di tutto per pareggiarla. A tratti abbiamo fatto bene ma non è bastato, dovevamo rimanere concreti per 90 minuti. Non bisogna preoccuparsi, contro la Roma stavamo bene oggi sono mancati delle cose. Lavoreremo duro per la sfida contro il Genoa e poi per l’Arsenal. Come ho detto sempre ho vissuto due anni bellissimi ad Empoli. Complimenti a loro perché hanno disputato una buona partita”.

Il commento della SSC Napoli: “Una gara molto combattuta fino alla fine”

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Il commento della SSC Napoli: “Una gara molto combattuta fino alla fine”

La SSC Napoli ha commentato sul proprio sito internet la sconfitta per 2-1 contro l’Empoli, la 5° di questo campionato:

“Il Napoli perde al Castellani per 2-1. Vince l’Empoli una gara non ricca di occasioni ma molto combattuta fino alla fine. Dopo il gol iniziale di Farias, gli azzurri la riprendono con la rete di Zielinski che celebra in questo modo le sue 100 presenze con il Napoli in Serie A. Poi nel secondo tempo il nuovo sorpasso toscano e gli azzurri che nonostante la pressione e la spinta non trovano la luce giusta per rimettere in equilibrio il match. Si riprende subito domenica contro il Genoa al San Paolo. Prima del giovedì stellare di Europa League a Londra. Schiena dritta, testa alta. L’emozione continua…”.

Ancelotti in Conferenza: “E’ mancata la concentrazione, pensiamo alla prossima e cancelliamo questa”

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Ancelotti in Conferenza: “E’ mancata la concentrazione, pensiamo alla prossima e cancelliamo questa”

Carlo Ancelotti in conferenza stampa, dopo  la settimana di Empoli-Napoli di Serie A. Ecco le sue parole

“E’ mancata la concentrazione, sotto anche il profilo mentale, soto tutti gli aaspetti. Pensiamo alla prossima e cancelliamo questa. Mi aspettavo questo Empoli, eravamo preparati ma non abbiamo giocato come dovevamo. “Non è stato rispettato ciò che avevamo preparato per la partita. Nel secondo tempo abbiamo pensato a risolverla a livello individuale e non da squadra”.

Ancelotti a Sky: “Prestazione sottotono.Troppi gol subiti? Non sono preoccupato”

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Le parole di Carlo Ancelotti ai microfoni di Sky al termine del matchi Empoli-Napoli

L’allenatore del Napoli Carlo Ancelotti è intervenuto ai microfoni di Sky al termine del match contro l’Empoli: “Questa di stasera contro l’Empoli è stato una prestazione sottotono, una tiratina d’orecchio e testa alla prossima sfida”.

“Troppi gol subiti nelle ultime partite? Non sono preoccupato, se vinci 4-1 non fa niente che prendi gol. Nessuna colpa alla difesa, prestazione sottotono dal punto di vista tecnico, tattico e mentale”.

“Per rimediare allo svantaggio, abbiamo smesso di giocare e tenere le posizioni. Abbiamo cercato di recuperare la partita individualmente”.

Ancelotti a DAZN: “Sconfitta meritata, in campo eravamo disorganizzati”

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Le parole di Carlo Ancelotti  ai microfoni di DAZN al termine del matchi Empoli-Napoli

L’allenatore del Napoli Carlo Ancelotti è intervenuto ai microfoni di DAZN al termine del match contro l’Empoli: “Mancate testa e gambe, partita sottotono dal primo all’ultimo minuto. Sconfitta meritata e prepararci alla prossima. Non è una sconfitta fisiologica, le sconfitte non sono mai fisiologiche. Siamo stati disorganizzati, non abbiamo seguito i piani partita e l’Empoli ci ha travolto. Difesa preoccupante in vista dell’Arsenal? Non è quello il problema, prestazione in generale sottotono. Formazione di oggi? Per le rotazioni dei giocatori. Non è cambiata la strategia né l’identità””

Traguardo presenze per Zielinski con la maglia del Napoli

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Traquardo presenze per Zielinski con la maglia del Napoli

Con la gara di oggi a Empoli,  il centrocampista polacco Piotr Zielinski ha tagliato il traguardo delle 100 partite con il Napoli in Serie A.

Traguardo personale celebrato con un gol al Castellani che permesso agli azzurri di portarsi momentaneamente in parità

Zielinski è alla sua terza stagione in azzurro ed ha segnato 19 gol complessivi (14 in campionato e 5 nelle coppe)

https://twitter.com/sscnapoli/status/1113488585297137664

Il Napoli perde contro l’Empoli: si posiziona a -18 dalla Juve

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Il Napoli perde contro l’Empoli: si posiziona a -18 dalla Juve

Il Napoli perde contro l’Empoli per 2-1, allungando la distanza dalla Juventus che ora è a 18 punti dagli azzurri. Inoltre la Juve può già vincere lo scudetto domenica 7 aprile in un caso: se il Napoli perde con il Genoa e i bianconeri portassero a casa una vittoria contro il Milan di gattuso. Ecco la classifica aggiornata:

Empoli-Napoli, le statistiche del match [GRAFICO]

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Il grafico delle statistiche del match Empoli-Napoli

Termina con una sconfitta la trasferta del Napoli allo Stadio Carlo Castellani contro l’Empoli. Una vittoria per i padroni di casa significa quasi salvezza. Nonostante il dominio nel possesso palla gli azzurri non riescono a trovare la rete del pareggio.

Dando uno sguardo alle statistiche il Napoli nel secondo tempo ha tirato solo due volte in porta contro le sei dell’Empoli. Questo il grafico con i dati

statistiche secondo tempo Empoli - Napoli 03-04-19

Empoli-Napoli, i voti di ViViCentro: troppi errori dei singoli!

Questi i voti di ViViCentro

Il Napoli ha affrontato al Castellani, l’Empoli, nel turno infrasettimanale. Questi i voti di ViViCentro.it:

Meret 6.5; Malcuit 6, Luperto 6, Koulibaly 5, Mario Rui 6; Callejon 6.5, Allan 6, Zielinski 6.5, Younes 5.5; Ounas 5, Milik 6. A disp. Karnezis, D’Andrea, Hysaj, Maksimovic, Zedadka, Fabian Ruiz 6, Verdi 5.5, Mertens 6, Gaetano. All. Ancelotti 5.5.

a cura di Ciro Novellino

Ercolano, fermata del bus immersa nei rifiuti: i cittadini protestano

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Ercolano, fermata del bus immersa nei rifiuti: i cittadini protestano

Ercolano, una delle fermate del bus di linea cittadino, è completamente invasa dai rifiuti, tra mobili vecchi abbandonati da incivili e sacchetti maleodoranti di spazzatura. La fermata in questione si trova in Benedetto Cozzolino, una delle arterie principali che attraversa Torre del Greco, Ercolano e Portici, e che collega le tre città.

La fermata in questione è anche priva di pensilina e in più, ad oggi, le persone si trovano a dover fare lo slalom tra l’immondizia, per poter salire e scendere dal bus. ovviamente i cittadini hanno protestato dinnanzi a questa condizione: «E’ una vergogna, quando scendiamo dal pullman dobbiamo letteralmente saltare i sacchetti della spazzatura». Una strada che non è vecchia a queste situazioni, dal momento che è spesso oggetto di sversamenti illegali:  «Ci sono tante mini discariche tra i pini, percorrere questa strada a piedi è impossibile», concludono i residenti della zona. (Il mattino)

Juve Stabia, a sostenere le Vespe anche un eroe del passato

Mancano ormai tre giorni al match tra Juve Stabia e Trapani. In città non si parla che della gara che potrebbe decidere la stagione; al bar, per strada a Castellammare l’argomento preferito dei tifosi è la sfida ai siciliani, da vivere come un’autentica battaglia sportiva. Il Menti è da ieri sold out: i primi biglietti a terminare solo stati quelli per le tribune, oggi invece sono esauriti i ticket per curva e distinti; stabiesi da tutta italiana rientreranno in città apposta, o quasi, per assistere al big match.

Un’atmosfera da brividi quella che offrirà il Menti, degna di quella che accompagnò le imprese del passato in particolar modo quelle del 2004. Di quelle gare vi abbiamo parlato ieri, ricordando come furono decise dal bomber dell’epoca, Checco Ingenito. Tripletta nella finale di Coppa Italia con la Massese, nella quale fu ribaltato il risultato dell’andata e rete decisiva nello scontro diretto in campionato col Potenza per la vittoria del campionato di Serie D per Ingenito. Proprio la partita col Potenza ebbe come cornice uno stadio Menti infuocato e popolato da oltre 10 mila spettatori; i video dell’ingresso in campo delle squadre è ancora oggi spesso condiviso sui profili social dei tifosi stabiesi.

Non è un caso che Checco Ingenito abbia commentato proprio quel video, anticipando che domenica sarà prima a pranzo in noto ristorante cittadino, per poi fiondarsi allo stadio per sostenere la Juve Stabia. Inevitabili i saluti e le reazioni dei tifosi stabiesi per il loro ex bomber e numero 10. Una presenza di buon augurio di un grandissimo attaccante del passato, la cui vicinanza magari aiuterà la Juve Stabia a trovare la via del gol, troppo spesso smarrita nelle ultime settimane.

De Laurentiis: “Sono al Gemelli di Roma per i consueti controlli di routine a cui mi sottopongo due volte l’anno”

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De Laurentiis: ““Sono al Gemelli di Roma per i consueti controlli di routine a cui mi sottopongo due volte l’anno”

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, scrive su Twitter:

“Sono al Gemelli di Roma per i consueti controlli di routine a cui mi sottopongo due volte l’anno. Non essendo andato a Los Angeles, per impegni di lavoro, ho deciso di fare questi controlli a Roma”

Rileggi LIVE – Empoli-Napoli 2-1 (28′ Farias; 43′ Zielinski; 52′ Di Lorenzo)

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La diretta testuale di Empoli-Napoli a cura di ViViCentro.it

95′ Finisce il match allo Stadio Carlo Castellani, il Napoli esce sconfitto contro l’Empoli

91′ Cambio per l’Empoli esce Pajac, entra Antonelli

90′ Concessi 4 minuti di recupero

89′ Punizione per il Napoli, ma gli azzurri non la sfruttano al meglio

84′ Il Napoli tenta il tutto per tutto, Allan prova la conclusione personale dalla distanza. Palla ampiamente lontanta dalla porta di Provedel

83′ Milik serve Fabian Ruiz in area che crossa al volo, ma Provedel si tuffa e blocca tutto

76′ Cambio per il Napoli, fuori Malcuit dentro Verdi. Ancelotti schiera una squadra a trazione anteriore

75′ Meret tiene ancora una volta il Napoli vivo. Il portiere blocca Farias lanciato in contropiede

70′ Gioco fermo per consentire l’ingresso dello staff medico dell’Empoli per soccorrere Traorè

68′ Milik prova a sorprendere Provedel, ma il portiere si fa trovare pronto e respinge il calcio d’angolo

65′ Occasione Napoli Cross dalla destra e tiro al volo da posizione defilata di Zielinski che conclude di un pelo fuori

60′ Giallo per Pajac

57′ Doppio cambio per il Napoli fuori Ounas  e Younes dentro Mertens e Fabian Ruiz

52′ L’Empoli passa nuovamente in vantaggio. Di Lorenzo di testa supera Meret regalando il vantaggio alla propria squadra

49′ Giallo per Traorè per un brutto fallo su Allan

48′ L’Empoli sta mettendo in difficoltà gli azzurri

47′ Meret ancora una volta salva la porta del Napoli

46′ Giallo per Milik. Il polacco ammonito per simulazione

45′ Ripartiti

SECONDO TEMPO

48′ Ounas prova la conclusione su un rimpallo, palla fuori

45′ Concessi 3 minuti di recupero

43′ GOOOOOOOOOOOL Zielinski buca Provedel! Il polacco insacca la palla con un tiro dai 25 metri

40′ Cambio per l’Empoli esce Krunic enza Brighi

38′ Grande parata di Meret che respinge la conclusione di Caputo salvando così il risultato

37′ Ci prova il Napoli con Ounas dal limite dell’area, palla fuori

34′ Gioco fermo per consentire l’ingresso dello staff medico dell’Empoli per soccorrere Krunic che accusa un dolore all’adduttore

33′ Giallo per Koulibaly

28′ L’Empoli passa in vantaggio grazie alla rete di Farias

21′ Ancora un’occasione per il Napoli con Mario Rui che crossa dalla sinistra cercando Milik in area. Sul polacco tre difensori dell’Empoli che lo disturbano, Provedel blocca tutto

18′ Occasione per il Napoli con Younes che prova una conclusione a giro, palla di poco fuori

17′ Partita molto accessa con continui ribaltamenti del fronte d’attacco, ma poche occasioni da rete

12′ Zielinski prova una giocata all’Insigne, cross all’interno dell’area di rigore a cercare Callejon. Provedel si fa trovare pronto e blocca senza prolemi

5′ Zielinski prova la conclusione personale da fuori area, palla fuori

4′ Occasione Napoli con Callejon che prova a servire Milik al centro dell’area, ma Provedel para senza problemi

3′ Entrambe le squadre partono aggressive

1′ Partiti, il primo pallone è dell’Empoli

PRIMO TEMPO

18:58 Le squadre fanno il loro ingresso in campo

18:48 Squadre rientrate negli spogliatoi

18:25 Il Napoli in campo per effettuare il riscaldamento

La formazione ufficiale dell’Empoli

Empoli (3-5-2): Provedel; Maietta, Silvestre, Veseli; Di Lorenzo, Krunic, Bennacer, Traorè, Pajac; Farias, Caputo A disp. Perucchini, Saro; Brighi, Antonelli, Pasqual, Capezzi, Oberlin, Ricci, Nikolaou, Belardinelli. All. Andreazzoli.

Questa la formazione ufficiale azzurra:

Napoli (4-4-2): Meret, Malcuit, Luperto, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Zielinski, Younes; Ounas, Milik. A disp. Karnenzis, D’Andrea, Hysaj, Makisimovic, Zedadka, Fabian Ruiz, Verdi, Mertens, Gaetano

Benvenuti alla diretta testuale di ViViCentro.it che vi terrà aggiornati in tempo reale sulla sfida che vede scendere in campo allo Stadio Carlo Castellani il Napoli contro l’Empoli per il match valido per la trentesima giornata di campionato di Serie A

La lista dei convocati di Carlo Ancelotti:

Portieri: Meret, Karnezis, D’Andrea;

Difensori: Malcuit, Koulibaly, Hysaj, Luperto, Maksimovic, Mario Rui, Zedadka;

Centrocampisti: Allan, Zielinski, Fabian Ruiz, Verdi;

Attaccanti: Callejon, Ounas, Mertens, Younes, Milik, Gaetano.

Le possibili formazioni

Empoli (3-5-2): Dragowski; Veseli, Silvestre, Dell’Orco; Di Lorenzo, Traorè, Bennacer, Krunic, Pasqual; Caputo, Farias. All: Andreazzoli.

Napoli (4-4-2): Meret; Malcuit, Koulibaly, Luperto, Mario Rui; Callejon, Allan, Zielinski, Verdi; Milik, Ounas. All: Ancelotti.

a cura di Antonio Gargiulo