Tutti negativi i tamponi a cui è stata sottoposta la Juve Stabia. Per le Vespe una buona notizia in vista del nuovo start del campionato
Non si attendevano brutte notizie ma, ugualmente, la notizia della negatività di tutti i tamponi fa sorridere la Juve Stabia. Il club, dopo la ripresa degli allenamenti della scorsa settimana e il ritorno al Menti di lunedì, ha prima sottoposto i tesserati ai test sierologici, tutti risultati negativi. Per sicurezza anche il test del tampone è stato ultimato su tutti gli effettivi, risultati in blocco negativi. Ora l’attenzione passa tutta alle questioni di campo, con Fabio Caserta e la squadra che attendono di sapere se e quando ricomincerà il campionato. Ripresa della stagione che mette in guardia il diesse Ciro Polito, che venerdì ha parlato a Casola. “La scelta di ripartire si colloca solo in aspetti economici e relativi obiettivi della società perché quello che inizierà di nuovo non sarà calcio. Senza tifosi, passione, serenità non è calcio ma dobbiamo accettare le decisioni e iniziare un mini campionato di dieci partite che ancora non sappiamo con certezza come affrontare. Sono comunque fiducioso nelle qualità della squadra e del mister. La squadra mi sembra stia bene ma ovviamente un po’ di preoccupazione c’è perché quando ci siamo fermati eravamo in grande condizione. I nostri ragazzi però si sono confermati straordinari e hanno lavorato alla grande in situazioni non semplici” – questo un estratto delle parole del dirigente gialloblu.
Rendiamo noto che, dopo i test sierologici svolti nella giornata di sabato e che hanno dato tutti esito negativo, anche i tamponi a cui sono stati sottoposti, nella giornata di ieri, i calciatori della prima squadra, i componenti degli staff tecnico, sanitario e dirigenziale hanno dato tutti esito altrettanto negativo.
Operazione del Comando provinciale Carabinieri di Catania e Giarre contro il clan Brunetto legato a ‘cosa nostra’.
Il Comando provinciale Carabinieri di Catania, su ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Catania e richiesta della Direzione distrettuale antimafia della città etnea, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare e di sequestro preventivo nei confronti di complessive 46 persone (41 del catanese, 4 del messinese e una pugliese) appartenenti al clan Brunetto. Trentotto persone sono state portate nelle carceri di Catania, Messina, Siracusa e Caltanissetta, mentre 6 erano già detenute per altra causa e 2 sono state poste ai domiciliari.
Un gruppo criminale dominava tra Giarre, Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Castiglione di Sicilia e nel quartiere Picanello di Catania. La cosca era legata a ‘cosa nostra’ rappresentata dalla famiglia Santapaola-Ercolano.
I Carabinieri hanno ricostruito le turnazioni tra i pusher e le vedette, il loro compenso, il mantenimento delle famiglie dei detenuti, i canali di approvvigionamento e i luoghi dove veniva nascosta la droga, con un incasso giornaliero di diverse migliaia di euro, le eventuali vie di fuga, tutto confermato da alcuni collaboratori di giustizia.
Sequestrati 40 kg di marijuana, 2 kg e mezzo di cocaina, 200 grammi di eroina, 3.850 euro in contanti, un motorino rubato, un fucile, 4 pistole e 218 munizioni, usate per estorsioni e intimidazioni mafiose, un immobile a Mascali edificato con guadagni illeciti, un autocarro usato per trasportare droga.
Le accuse sono di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione aggravata dal metodo mafioso, lesioni aggravate dal metodo mafioso.
L’inchiesta è stata avviata dal 2017 al 2018. In due anni di indagini è stata definita la struttura, le posizioni di vertice e i ruoli degli indagati in un’associazione armata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti che gestiva una “piazza di spaccio” nel popolare rione “Jungo” di Giarre (Ct) che operava 24 ore al giorno.
Ricostruito il sistema mediante cui il gruppo criminale sottoponeva più esercenti ad estorsioni mediante intimidazioni mafiose, riscuoteva crediti legati agli stupefacenti mediante pestaggi e puniva coloro che si rifiutavano di spacciare o rapinare per conto del gruppo.
La direzione e gestione della piazza di spaccio era riconducibile alla famiglia Andò, capeggiata da Giuseppe, inteso “U cinisi” (il cinese), 59enne venditore ambulante nella frazione giarrese di Trepunti, il quale, insieme a figli e nipoti, si occupava di tutti gli aspetti del mercato illecito, anche di reclutare i pusher, spesso giovani residenti nel quartiere Jungo. La collocazione del suo camion non era casuale, poiché gli permetteva di controllare i movimenti delle pattuglie nel primo e più importante incrocio cittadino dopo l’uscita autostradale e fungeva da base per incontrare altri sodali, fornitori di stupefacenti, creditori, membri di altri clan o per convocare pusher “indisciplinati” nei turni e punirli con detrazioni dello stipendio, corrispondente a circa 250 euro a settimana.
Giuseppe Andò è inoltre emerso essere il referente pro tempore del clan “Brunetto-Santapaola” su Giarre, stante la detenzione di Pietro Oliveri, detto “Carmeluccio”, quest’ultimo considerato indiscusso erede del defunto boss Paolo Brunetto. “U cinisi”, secondo quanto evidenziato dalle indagini, risultava recepire da “Carmeluccio” le indicazioni sulla gestione degli affiliati e sul mantenimento dei detenuti e delle rispettive famiglie.
Le investigazioni portavano alla luce anche una serie di attività estorsive poste in essere dai sodali, in cui le parti offese, per paura, non intendevano denunciare nemmeno quando convocate dai Carabinieri. Il gruppo rivendicava il ruolo di “autorità mafiosa” di riferimento a cui chiedere il benestare per avviare attività imprenditoriali, in particolare il montaggio itinerante di giostre (“prima che entri il camion lì dentro, devi venire a parlare con me!”), ipotizzando ritorsioni in caso contrario: “Se monta gli brucio tutte cose!”.
Durante una delle perquisizioni nei covi, è stata trovata una schedatura dei votanti del popoloso quartiere “Jungo”, verosimilmente per controllare il voto nelle sezioni.
Le indagini, scrive la Procura di Catania, hanno permesso di <<individuare e colpire la frangia locale del sodalizio mafioso ‘Brunetto’, articolazione della famiglia mafiosa ‘Santapaola-Ercolano’, ed egemone nel territorio di Giarre, Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Castiglione di Sicilia”, e un elemento di spicco della stessa famiglia mafiosa del quartiere Picanello di Catania”. L’inchiesta ha permesso anche di “definire la struttura, le posizioni di vertice e i ruoli degli indagati in un’associazione armata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti che conduceva una ‘piazza di spaccio’ nel quartiere popolare Jungo di Giarre, attribuirne la gestione ad affiliati alla famiglia mafiosa Brunetto-Santapaola, ricostruire le modalità di turnazione fra vari pusher, il loro compenso, il mantenimento alle loro famiglie qualora detenuti, i canali di approvvigionamento di ingenti quantità delle varie sostanze e i relativi luoghi di occultamento”.
I nomi dei coinvolti nella max-operazione “Jungo” dei Carabinieri:
ANDÒ Alessandro, nato Giarre 21.01.1991;
ANDÒ Angelo nato Giarre il 21.01.1982 (già detenuto);
ANDÒ Emanuele, nato a Giarre il 06.09.1994;
ANDÒ Francesco, nato a Giarre il 06.08.1985 (già detenuto);
ANDÒ Giuseppe inteso “U Cinisi”,nato a Giarre (CT) il 14.07.1960;
BLANCO Fabio, nato a Acireale il 10.12.1993;
CAMINITI Carmelo, inteso “Melo Panettone”, nato a Taormina (ME) il 24.11.1973;
CASESA Mirko Pompeo nato Catania il 10.03.1983 (già detenuto);
CAVALLARO Leonardo, nato a Giarre (CT) il 13.05.1996;
CESARO’ Angelo nato a Giarre il 31.12.1992;
CONDORELLI Giovanni Marco, nato a Catania il 08.11.1991;
COSTANZO Michelangelo, nato a Aci Castello, il 15.02.1972;
DEL POPOLO Patrizia nata a Gravina in Puglia (BA) il 05.09.1980
ma di Fiumefreddo di Sicilia (CT);
DI STEFANO Valerio Sergio nato a Catania il 11.12.1988;
GIAMAGLIA Giuseppe nato a Catania il 27.12.1995;
GRASSO Antonino, nato a Acireale il 26.02.1988;
GRASSO Salvatore, nato a Catania il 16.01.1989 (già detenuto);
IAPICCA Antonello, nato Catania il 05.12.1997;
LEONARDI Andrea, nato a Catania il 28.11.1992;
LEOTTA Orazio, nato a Taormina (ME) il 25.06.1994;
LIOTTA Fabio nato a Catania il 06.11.1995;
LONGHITANO Alessandro nato a Giarre (CT) il 22.10.1986;
MAUGERI Luca nato Catania 21.01.1994;
MAZZAGLIA Giovanni nato a Catania il 09.03.1990 (già detenuto);
MIRAGLIA Marco, nato a Giarre (CT) il 29.11.1994;
MUSUMECI Cateno, nato a Taormina (ME) il 07.06.1977;
OLIVIERI Pietro, inteso “Carmeluccio”, nato a Acireale (CT) il 29.06.1967 (già detenuto);
PATANE’ Leonardo, nato a Giarre (CT) il 07.07.1995;
PATANÈ Piero nato a Giarre (CT) 28.07.1984;
RACITI Giovanni nato Giarre (CT) il 28.06.1987;
RAGUSA Giusy nata a Catania il 04.06.1996;
RUSSO Roberto, nato a Fiumefreddo di Sicilia (CT) il 01.12.1965;
SALEMI Carmelo, inteso “Melo”, nato a Catania il 01.01.1969;
SANTITTO Salvatore nato Giarre il 17.08.1962;
SAVOCA Jonathan Mattia, nato a Patti (ME) il 24.01.1996;
SORBELLO Concetto, nato a Giarre (CT) in data 25.09.1990;
TARDA Mario nato a Giarre il 18.10.1967;
TARDA Salvatore, nato a Acireale (CT) il 31.03.1958;
TIZZONE Adriano nato a Giarre (CT) il 14.12.1972;
TORRISI Alfio nato a Catania il 10.02.1986;
TORRISI Gaetano nato a Catania il 01.07.1999;
TURRISI Claudio, nato a Catania il 24.09.1987;
VITALE Giovanni nato a Catania il 14.05.1978;
ZAPPALA’ Fabio Leonardo nato a Catania il 21.01.1975;
Ai domiciliari
IMPELLIZZERI Aldo, nato a Catania il 31.03.1990;
TARDA Salvatore Sebastiano, nato a Catania il 20.01.1996.
Campania, stanziati altri 37 milioni per il bando #Conlefamiglie, De Luca: “Aiuti ad altre 100mila famiglie per l’accudimento dei figli sotto i 15 anni“. Assessore Fortini: “Non escludiamo ulteriori finanziamenti”
La Regione Campania ha approvato lo stanziamento di altri 37 milioni di euro per il bando “Con le famiglie”. “Puntiamo in questo modo ad estendere ulteriormente l’aiuto del bonus da 500 euro a 100mila nuclei familiari per l’accudimento dei figli sotto i 15 anni.” ha commentato il Presidente Vincenzo De Luca. “In questa drammatica crisi puntiamo a dare una mano in primo luogo ai soggetti maggiormente in difficoltà.”
“L’Isee – spiega Lucia Fortini, l’assessore regionale all’Istruzione, Politiche Sociali e Giovanili – è l’unica variabile che abbiamo preso in considerazione per fare arrivare questi soldi velocemente alle persone più bisognose che sono state colpite dagli effetti economici dell’epidemia. Si stanno effettuando i controlli sulle prime 28mila domande in graduatoria che verranno già liquidate a partire dalla prossima settimana: i soldi potranno essere ritirati negli uffici postali. Garantiremo tutte le persone che hanno un reddito fino a 5mila euro. Si procede per stato di avanzamento e non escludiamo ulteriori finanziamenti. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di stare vicino ai cittadini campani con misure concrete” conclude l’assessore regionale.
Abbiamo sentito l’ex giocatore della Juve Stabia, Vincenzo Feola, nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”:
“Ho ancora i brividi se penso all’esperienza alla Juve Stabia e se penso a quando scendevo in campo al Menti. É stata un’avventura pazzesca e dispiace tantissimo non aver vinto. Non riesco ancora a digerire quella finale, é un peccato. Sarebbe stato un sogno regalare la B alla Juve Stabia e al presidente Fiore che si meritava tanto. Il presidente era una persona squisita, un uomo di altri tempi. Ci sono tantissimi aneddoti su di lui, è l’emblema di un calcio che non c’è più. Manca tantissimo, era un appassionato delle vespe, non solo il presidente.
Mi fa piacere essere rimasto nel cuore dei tifosi stabiesi. Ho sempre dato il massimo per la Juve Stabia e penso che i tifosi se ne siano accorti. Castellammare é una piazza importante e averci giocato é un onore per me. Mi sono sempre sentito a casa li. Ho tanti ricordi del Menti che era sempre strapieno, ricordo che ci affacciavamo ogni volta per vedere la bolgia. Non so perché ma ora non vedo più la bolgia dei miei tempi, eppure parliamo di B. Sicuramente i tempi sono cambiati, prima lo stadio era sempre pieno. Chi ha vissuto il vero Menti può raccontare la spinta che fanno gli stabiesi.
Saró sempre tifoso della Juve Stabia, mi interesso sempre ai risultati delle vespe. Sono stato benissimo li ed é ovvio volere il bene della squadra. Ho lasciato tanti amici a Castellammare e mi interesserò sempre delle sorti dei gialloblù. Mi auguro che la squadra mantenga la B perché é una categoria vitale per la città.
Ripresa del campionato? Per me la A e la B devono tornare in campo perché sono categorie importanti e possono permettersi di giocare. In altre nazioni si gioca senza problemi, qui non capisco perché non si possa giocare. La sera c’è la movida ma poi non si può giocare a calcio. Io non lo capisco. I giocatori sono controllati e possono giocare benissimo, secondo me. Penso si tornerà in campo.
La riforma dei campionati sarebbe la salvezza del calcio. Facendo due gironi di B é modificando il format anche della C si potrebbe dare una grossa mano a tanti club.”
Napoli, il dottor Paolo Ascierto (Istituto Pascale) contro le bufale sulla mascherina: “Unica protezione per noi e per chi ci circonda”
Il dottor Paolo Ascierto, oncologo e ricercatore dell’Istituto Pascale di Napoli, ha voluto – nella giornata di oggi – ribadire con forza la necessità di indossare la mascherina anche in questa fase dell’emergenza epidemiologica, a dispetto delle tante bufale che ogni giorno vengono pubblicate sui social: “I dati dei contagi sono abbastanza rassicuranti per il momento, ma la mascherina non deve spaventare. Noi medici la indossiamo tutto il giorno e, se correttamente aderente su bocca e naso, purtroppo può causare mal di testa o spiacevoli irritazioni dovute agli elastici e allo sfregamento con la pelle ma di certo NON al respirare anidride carbonica. È vero, può essere scomoda e fastidiosa, ma è l’unica protezione per noi e per chi ci circonda. “
Nella giornata di ieri, Ascierto si era rivolto specialmente ai giovani chiedendo loro un ultimo sacrificio: “La scorsa settimana è stato un momento importante a 14 giorni dalla riapertura del 4 maggio. I numeri oggi sono rassicuranti e, possiamo dirlo, siamo stati bravi. Ma siamo adesso a 100 metri dal traguardo e manca un ultimo sforzo, quello finale. È vero, l’estate è alle porte e ormai le giornate sono calde e soleggiate, ma prego soprattutto i giovani di fare attenzione a rispettare le norme base di prevenzione: usate sempre la mascherina, rispettate il distanziamento sociale minimo e lavate spesso le mani. È un sacrificio in più ma ne vale la pena perché il momento che stiamo vivendo può davvero influenzare il nostro e il vostro futuro.”
Juve Stabia, il sindaco Cimmino chiede un incontro a Manniello e Langella. Il primo cittadino si fa da garante per cercare una riappacificazione tra i due soci
Juve Stabia, il sindaco Cimmino chiede un incontro a Manniello e Langella
Settimana piena di turbolenze quella appena trascorsa in casa Juve Stabia. Infatti dopo il contraddittorio dai toni molto aspri tra il patron Manniello e il presidente Langella nel corso della trasmissione Juve Stabia Live di giovedì 21 maggio, sono arrivate in rapida successione prima le dimissioni dell’amministratore unico nonché vicepresidente ing. Vincenzo D’Elia, e domenica pomeriggio anche le dimissioni del presidente Andrea Langella in un comunicato ufficiale con una serie di accuse nei confronti dell’altro socio al 50% della Juve Stabia.
Il presidente dimissionario Langella ha affermato nel comunicato che “non ha più senso proseguire in questa avventura, pur garantendo a mia cura e spese “in prorogatio” e fino alla nomina del nuovo Amministratore e del nuovo Presidente, la gestione sanitaria (test già eseguiti, tamponi da fare domani in avanti, per tutti) e organizzativa per la migliore e compiuta ripresa degli allenamenti dei nostri atleti”.
Il sindaco Gaetano Cimmino è sceso a questo punto in campo per cercare di attuare una strategia distensiva nei confronti dei due maggiori azionisti della società gialloblè (entrambi proprietari al 50% della società). L’obiettivo è quello di cercare una riappacificazione tra i due soci, vera e propria conditio sine qua non, secondo il primo cittadino di Castellammare, per il raggiungimento dell’obiettivo salvezza e per i successi futuri delle Vespe.
Di seguito la nota ufficiale pubblicata sulla pagina Facebook del sindaco Cimmino.
“Ho chiesto ai presidenti Manniello e Langella un incontro ufficiale al Comune. La Juve Stabia è un fiore all’occhiello per la mia città, un patrimonio straordinario per tutta Castellammare. E sono convinto che ci siano tutti i presupposti per gettare le basi per garantire un futuro importante alla Juve Stabia”.
Nasce #EnjoyErcolano, iniziativa promossa dal Parco Archeologico di Ercolano alla riscoperta del patrimonio culturale della comunità
In un momento in cui stiamo riscoprendo il valore di cosa e chi abbiamo intorno, e che ci ha fatto capire quanto i comportamenti individuali possano influire sul benessere della comunità, il Parco Archeologico di Ercolano si rivolge al suo territorio e lo coinvolge nella riappropriazione dell’identità del luogo e nella riscoperta del proprio patrimonio culturale.
Il fine è rendere accessibile il patrimonio culturale alla comunità e divenire promotore della crescita della stessa.
Nasce così #EnjoyErcolano il sondaggio rivolto alla comunità di Ercolano, ideato dall’Herculaneum Conservation Project (HCP) e promosso dal Parco Archeologico di Ercolano.
Tutte le persone che vivono o hanno vissuto a Ercolano, essendoci nate, chi ci lavora e/o ci ha lavorato per lungo tempo, e tutti quelli che si sentono parte di questa comunità sono chiamati a raccontare la propria Ercolano: una città fortemente caratterizzata dai propri attributi culturali che non si esauriscono solo con il sito archeologico ma comprendono tutto il patrimonio culturale, naturale, tangibile e intangibile che, nelle sue manifestazioni più diverse, crea legami forti e duraturi. La comunità è invitata a riflettere sulle risorse e i talenti che possono essere alla base di un nuovo modello di sviluppo incentrato sul benessere, sia della propria comunità sia di chi frequenta questo territorio o ne è appassionato, pur vivendo lontano.
Questo sondaggio deriva da uno studio pilota del team HCP effettuato un anno fa su un campione della popolazione di Ercolano, che ha permesso di identificare, in parte, alcune caratteristiche della comunità locale e di rilevare alcuni cambiamenti nel tempo di luoghi e delle modalità di fruizione degli stessi.
Pertanto, dopo questa prima fase, parte #EnjoyErcolano, al fine di rendere più complete le informazioni su questi luoghi per determinarne i tratti caratteristici, e capire come essi possano influenzare positivamente il benessere della comunità, anche e soprattutto dopo il tempo di pandemia.
“Sono due gli obiettivi ai quali il Parco si rivolge in questa nuova fase: qualcosa in più di turismo di prossimità, un percorso per arrivare ad una maggiore interazione tra la comunità locale e il suo patrimonio culturale; e restauri.” ha spiegato FrancescoSirano, Direttore del Parco Archeologico di Ercolano.
Per quanto riguarda il primo punto, i primi componenti della comunità allargata del Parco che potranno raggiungerci anche fisicamente saranno gli abitanti di Ercolano, quelli della provincia vesuviana, di Napoli, della Campania, e speriamo presto d’Italia e d’Europa.
Il secondo obiettivo consisterà nell’accelerazione delle attività di conservazione e manutenzione il cui svolgimento sarà facilitato dalla fase di contingentamento fisico dei visitatori. Ritengo infatti che sia opportuno volgere in positivo la circostanza che nei prossimi mesi il Parco sarà visitato con modalità più lente e da un numero contenuto di ospiti. Ci concentreremo a risolvere il maggior numero possibile di problemi di conservazione e sicurezza in tutte le zone del sito fuori dal circuito di visita e chiuse al pubblico da anni. Così la pausa forzata, che sta per finire, e il rallentamento del ritmo di visita saranno tradotti in tempi ragionevolmente brevi in un ulteriore ampliamento dell’offerta culturale e nel miglioramento dell’accoglienza secondo la strategia che abbiamo messo in campo negli ultimi 3 anni.”
“L’iniziativa #EnjoyErcolano posiziona il cittadino al centro di un processo fondamentale” ha dichiarato Jane Thompson, manager dell’HCP per le fondazioni Packard.
“E’ solo un capitolo di una bellissima serie di iniziative mirate a ripensare la gestione del patrimonio culturale partendo dal capitale sociale/umano. Un primo step per allontanarci dal modello di gestione del patrimonio culturale come una serie di nodi distinti individuati da esperti e soffocati da turisti, ma viverlo invece come una rete capillare con la capacità di fare da catalizzatore positivo in tanti altri settori.
Ho lavorato in diverse parti del mondo ma in nessun posto ho dedicato il tempo che ho dedicato a Ercolano. Ritengo questo territorio ai piedi di Vesuvio davvero speciale. Pioneristico in ogni fase di storia, e a volte pagando il prezzo (la ferrovia sul mare ecc. il boom incontrollato dopo guerra ecc.), il tempo che gli dedichi ti ripaga facendoti fare sempre nuove scoperte e non parlo solo di archeologia ma ogni altro tipo di bellezza, anche quella che non si vede! Mi auguro che l’iniziativa #EnjoyErcolano possa avere il più ampio respiro possibile, magari non solo raggiungendo chi oggi vive e frequenta questa città ma anche ercolanesi emigrati, lontani ma contenti di ristabilire connessioni con il loro territorio d’origine.”
Napoli, sgominato il Clan Polverino, arrestati i killer di Giancarlo Siani: “Vittoria dello Stato, non bisogna dare alla camorra la possibilità di avere manovalanza a disposizione“
Nelle prime ore della mattina del 26 maggio, i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli ha condotto un’operazione che ha assestato un duro colpo al clan Polverino con 16 arresti. Napoli Siani
Le indagini, coordinate dalla Procura antimafia della Repubblica di Napoli, hanno permesso di arrivare all’arresto degli affiliati al clan Polverino di Marano, già decimato da un’articolata operazione iniziata nel 2011.
Tra i soggetti che compaiono nelle ultime indagini vi sono Vincenzo Polverino, capoclan, MicheleMarchesano, tesoriere, CiroCappuccio e ArmandoDelCore, esecutori materiali dell’omicidio del giornalista Giancarlo Siani.
“Si tratta di un’importante vittoria dello Stato, della legalità sulla criminalità.” ha commentato il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli.
“Procedendo a passo deciso, con durezza e fermezza si possono decapitare tutti i clan camorristici del territorio ma non bisogna poi vanificare queste importanti operazioni andando, ad esempio, a scarcerare i boss per l’emergenza da coronavirus, sarebbe un paradosso e anche un‘offesa a chi si prodiga nel combattere la malavita organizzata. Oltre alle indagini e agli arresti serve, però’, contrastare il problema a monte, bisogna far ripartire l’economia del territorio e vi è bisogno che lo Stato sia più presente soprattutto nei quartieri più a rischio, non bisogna dare alla camorra la possibilità di avere manovalanza a disposizione e di avere l’appoggio della cittadinanza.”
BeSports, Benevento al primo posto. Juve Stabia alla final eight. Per le Vespe due vittorie e due sconfitte nelle due ultime giornate andata e ritorno
BeSports, Benevento al primo posto. Juve Stabia alla final eight
Si chiude la regular season del torneo di calcio virtuale BeSports disputato su Pes 2020. Il Benevento proprio all’ultima giornata scavalca il Frosinone e guadagna il primo posto in classifica. Per la Juve Stabia invece due vittorie e due sconfitte nelle ultime due giornate di campionato andata e ritorno e la matematica partecipazione alla final eight che deciderà la squadra campione.
“La stagione regolare di BeSports, il primo campionato virtuale organizzato dalla Lega B, in collaborazione con MKERS e ACME, e col supporto di SMI Consulting e Dreams Team Travel, sponsor di un progetto, quello degli eSports, voluto fortemente dal presidente Mauro Balata, si è conclusa ieri dopo 380 partite ricche di gol e di emozioni, disputate su eFootball Pes 2020, il celebre gioco di calcio ideato da Konami.
Ad avere la meglio, un po’ come nella Serie BKT, il Benevento (con i gamers Gsimo90 e Teclis-88) che, dopo una cavalcata praticamente vissuta quasi sempre al primo posto, proprio nelle ultime giornate ha staccato il Frosinone (TonyGalliano9 e MARIO_JJ_DA), scavalcato nel rush finale anche da Pisa (PISA_N17x e SASINHO_DIGIAC) e Cosenza (CaStRoGm23 e lorenx990) che completano il podio.
Adesso spazio per i playoff che varranno il successo della prima edizione di BeSports. In lizza le prime 8 classificate, quindi oltre alle 4 già citate, ci sono, in ordine di graduatoria, Spezia (KRIS_DAM_DAMELLI e Super__ILO_), Pescara (Andreinho-92 e Vamos_Vincent_), Juve Stabia (Saigo_fcim e Belvone88) e Cremonese (Daark_simo e rudy92sale).
Il format della fase finale, al via il 6 e il 7 giugno, è ancora più emozionante e lascia aperto qualsiasi scenario: le compagini arrivate nei primi 4 posti si sfideranno tra di loro, secondo il seguente formato: – La prima squadra in classifica sceglierà contro chi giocare fra la terza o la quarta. – La seconda squadra in classifica giocherà contro la rimanente non scelta dalla prima squadra.
I Vincitori di questi due match, accederanno alle semifinali in cui si affronteranno per contendersi l’accesso alla finalissima. La perdente di questo match ha ancora un’ultima chance giocando contro la vincente del “Gauntlet” un mini torneo tra le perdenti della prima fase e le altre 4 squadre che si sono qualificate alla final eight (quindi le squadre che in regular season hanno chiuso dal quinto all’ottavo posto).
In palio 2 buoni acquisto viaggi, offerti da Dreamsteam Travel, del valore di Euro 2.500,00 (duemilacinquecento/00) + IVA ciascuno. Il via è arrivato lo scorso 24 febbraio con le selezioni dei gamers che si sono concluse il 5 aprile mentre il campionato è partito ufficialmente 4 giorni dopo. Tantissimi i tifosi, giovani e non solo, che anche in questo periodo difficile in cui il calcio giocato è in pausa, hanno comunque voluto onorare questo meraviglioso sport, anche in forma virtuale, senza far mancare alle proprie squadre del cuore il loro supporto”.
Era accaduto a Vittoria in provincia di Ragusa. Due cuginetti di 11 e 12 anni seduti sull’uscio di casa erano stati travolti da un’auto pirata lanciata a folle velocità nel centro del paese. Uno è morto sul colpo e l’altro è ricoverato in gravissime condizioni. La scena che si è presentata ai soccorritori è stata raccapricciante. Il Suv ha tranciato gli arti inferiori dei bimbi. Alla guida c’era un 34enne, appunto Rosario Greco, risultato anche positivo a droga e alcool, che è stato arrestato.
Adesso è arrivata la sentenza del rito abbreviato [il giudizio abbreviato è un procedimento penale speciale del sistema giudiziario italiano, previsto dagli articoli 438 e seguenti del codice di procedura penale, che si caratterizza per l’omissione del dibattimento: il giudice decide esclusivamente sulla base degli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, eventualmente contenente anche gli atti compiuti dal difensore nell’esercizio di investigazioni difensive, e salva, in ogni caso, la possibilità per l’imputato di chiedere e ottenere un’integrazione probatoria (giudizio abbreviato condizionato). Si instaura solo su espressa richiesta dell’imputato, personalmente o per mezzo del difensore munito di procura speciale. In caso di condanna, la pena è ridotta di un terzo (per i delitti) e della metà per le contravvenzioni; in caso di ergastolo senza isolamento diurno, si applica la riduzione ad anni trenta di reclusione].
Il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Ragusa, Ivano Infarinato, dopo una brevissima udienza, era uscito dall’aula alle 9.26 per ritirarsi in camera di consiglio, Durante il breve dibattimento, il Pm Fabio d’Anna ha rinunciato alle repliche, mentre il Comune di Vittoria costituitosi parte civile ha chiesto un risarcimento di danni per un milione di euro e che venisse contestato l’omicidio volontario con dolo. I genitori e i parenti dei due bambini hanno depositato memorie. La decisione è arrivata dopo tre ore di camera di consiglio ed è stata letta alle 12.20.
I legali di Rosario Greco non hanno al momento rilasciato dichiarazioni limitandosi ad un “no comment” in attesa di leggere le motivazioni della condanna del loro assistito.
Amareggiati i genitori dei due bambini uccisi.
“Hanno ammazzato i nostri figli per la seconda volta” Toni e Valentina D’Antonio, delusi dalla sentenza che ha condannato a 9 anni l’uomo che investì e uccise il figlio Simone e il cuginetto Alessio a Vittoria, non si rassegnano “E’ assurdo. Chi sale in macchina drogato e ubriaco un criminale e merita l’ergastolo. Si divertivano a gironzolare per la città in quello stato. Il ministro Bonafede ci aveva promesso che cambierà la legge. Deve cambiare la legge, ce lo aveva promesso; almeno varrà per gli altri, in futuro“.
“Il giudice non ha fatto il proprio lavoro” commentano Alessandro e Lucia, i genitori di Alessio “I ministri si sveglino, gli italiani si sveglino, non si può fare una legge così. Giorno 29 mio figlio avrebbe fatto 12 anni. Non si può accettare il ritto abbreviato, ieri ci lamentavamo del pm ma è stato il giudice a non fare il proprio lavoro. Così non gli ha dato la pena per quel che ha fatto, da 18 è stata abbassata a 9 anni”.
Uno dei due avvocati delle famiglie dei bambini ha dichiarato “Sotto il profilo processuale nulla da dire, non sono state concesse attenuanti generiche. Si può discutere della pena, sulla sua entità prevista dal legislatore perché non può essere equiparato a incidente stradale”.
Due palermitani se ne andavano in giro avendo nell’auto una pistola, fucile e cartucce. Sono stati arrestati dai Carabinieri.
I Carabinieri della Compagnia San Lorenzo, nel quartiere CEP di Palermo, hanno tratto in arresto per possesso di armi clandestine e ricettazione C.r. 62enne e Z.g. 25enne, entrambi palermitani e noti alle forze dell’ordine.
Durante un servizio di controllo del territorio e prevenzione, i militari hanno proceduto al controllo di una vettura che appariva in condizioni piuttosto vetuste. L’auto con la targa prova stavano percorrendo un tratto di strada nella zona di Borgo Nuovo a Palermo.
In auto, pistola, fucile e proiettili.
Insospettiti dall’atteggiamento nervoso degli occupanti, nonché dai loro precedenti di polizia, hanno effettuato un’accurata perquisizione rinvenendo ben occultate:
– un fucile semiautomatico Beretta CX4 storm cal. 45 acp;
– una pistola semiautomatica Smith & Wesson cal. 9×21;
– due serbatoi e 178 cartucce cal. 9×21.
Le armi e le munizioni sono state sequestrate e saranno inviate ai Carabinieri del R.I.S. di Messina per gli accertamenti tecnico-balistici e per verificare se le stesse siano state utilizzate in azioni delittuose; l’autovettura è stata sequestrata amministrativamente perché risultata mancante della prescritta copertura assicurativa.
I due arrestati sono stati tradotti presso la casa circondariale “Lorusso- Pagliarelli”, in attesa dell’udienza di convalida.
Altri articoli su attività di controllo dei Carabinieri:
A seguito dei fatti riportati stamattina, risulta esserci un’integrazione in merito all’operazione di contrasto al traffico di stupefacenti.
INTEGRAZIONE all’operazione vs traffico stupefacenti a Torre Annunziata
TORRE ANNUNZIATA- Dopo i fatti riportati nell’articolo di stamattina, riportiamo un’integrazione all’operazione contro il traffico di stupefacenti a Torre Annunziata.
I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno dato oggi esecuzione a Torre Annunziata (NA), Boscoreale (NA),Boscotrecase (NA) ed in altre parti della Regione Campania e del territorio nazionale, ad un’ordinanza cautelare emessa dal Gip di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, nei confronti di 21 soggetti per i reati di spaccio e detenzione illegale di sostanze stupefacenti. Più in particolare, è stata disposta: la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di 17 persone; la misura degli arresti domiciliari a carico di 2 soggetti; quella del divieto di dimora nel comune di residenza nei confronti di 2 indagati.
L’indagine, che era stata avviata sin dal novembre 2017, ha permesso di documentare una reiterata attività di spaccio di sostanze stupefacenti, con oltre 70 episodi di cessione e spaccio puntualmente ricostruiti.
Nel corso delle indagini, a riscontro delle attività di intercettazione poste in essere, sono stati rinvenuti e sequestrati in più occasioni quantitativi di droga per un volume complessivo di circa 25 kg di marijuana e gr. 420,00 di cocaina.
E’ stato accertato che la maggior parte degli indagati era solita eludere i controlli delle forze di polizia, nell’ambito delle attività illecite dagli stessi svolte, formando e facendo formare carte di identità e passaporti di soggetti stranieri contraffatti nella parte indicante i dati riferiti all’intestatario degli stessi ovvero nella parte relativa ai dati indicante la data e il luogo di rilascio del documento, utilizzando nel contesto delle attivazioni di sim card telefoniche.
Nella giornata di ieri, la Polizia del Commissariato di Bagnoli ha arrestato un 31enne per il reato di furto con strappo.
Arrestato 31enne per furto con strappo dalla Polizia
NAPOLI- Nell’area di Bagnoli, la Polizia del Commissariato di Bagnoli è intervenuta ieri pomeriggio per fermare un individuo macchiatosi di reato di furto.
Gli agenti, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Cerbone una persona che stava correndo con un oggetto tra le mani.
In quel frangente i poliziotti sono stati avvicinati da un passante che ha indicato l’uomo quale autore di un furto perpetrato poco prima ai danni di un’anziana donna.
Il malvivente è stato poi intercettato in viale della Liberazione e, alla vista della volante, ha lanciato in strada un portafogli; raggiunto e bloccato poco dopo è stato trovato in possesso di una busta contenente i documenti della vittima.
L’uomo, finalmente fermato, all’identificazione è risultato chiamarsi Dmytro Korotin, di età 31 anni, nazionalità tedesca, risultante con precedenti di polizia.
E’ stato dunque arrestato per furto con strappo.
Per quanto comune sia questo tipo di reato, ciò non toglie che sia sempre disdicevole riportare questi episodi: si metta in conto lo stato emotivo di chi è vittima degli autori di questo reato: lo spavento, la paura e lo stress che ne consegue anche dopo che il fatto è successo.
GDF Roma: 120 kg di cocaina nelle moto d’acqua. Sgominata organizzazione di narcotrafficanti dal Sud-America. Sette arresti
Operazione “PACIFIC FREESTYLE”. GDF Roma: 120 kg di cocaina nelle moto d’acqua. Sgominata organizzazione di narcotrafficanti dal Sud-America. Sette arresti
Roma- Richiesta di arresto da parte della D.D.A. per 7 persone al vertice di un’organizzazione di narcotrafficanti, dedita all’importazione di ingenti partite di cocaina dal Perù tramite il Cile.
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo in queste ore l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal locale Tribunale su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina.
Le indagini sono state avviate nel marzo 2018 a seguito dell’arresto di 5 connazionali al confine tra i due Paesi sudamericani, trovati in possesso di 120 chili di cocaina – con una percentuale di purezza di oltre l’80% – abilmente occultati nelle paratie di 2 acquascooter, appositamente scavate nella vetroresina.
Gli approfondimenti investigativi, eseguiti dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e, grazie al coordinamento internazionale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno, svolti in stretta collaborazione con i Carabineros de Chile, hanno consentito di individuare tutti i membri dello strutturato sodalizio, di cui gli arrestati rappresentavano il “braccio” esecutivo.
Al vertice dell’organizzazione, localizzata sul litorale capitolino, tra Ostia e Fiumicino, vi è Marco D’Arienzo, alias “Maracanà”, 37 anni, strettamente coadiuvato per la pianificazione delle attività, dal 55enne Rodolfo Pianosi, alias “Il Presidente”. Quest’ultimo aveva strumentalmente costituito un’associazione sportiva per dissimulare l’invio dei mezzi acquatici in Sud America per finalità agonistiche.
Grazie alla complicità di Fabio Niciarelli (classe 1972), dipendente della società di spedizioni che curava il trasporto, le moto d’acqua venivano inviate ricorrendo alla pratica doganale di “temporanea esportazione”, generalmente adottata in occasione di invii di materiali per competizioni sportive internazionali e, pertanto, considerata a basso di rischio di controllo. Tra l’altro, per evitare difformità sul peso, all’atto della spedizione all’estero i mezzi venivano riempiti di farina, sostituita con la droga prima del rientro in Italia.
Il sodalizio poteva contare su una base logistica in Cile per il noleggio di automezzi e l’acquisto di telefoni cellulari intestati a soggetti inesistenti da fornire ai “corrieri” e garantiva, tramite risorse reperite da Mauro Morra (classe 1961), denaro da destinare ai familiari degli arrestati per le spese legali e il loro sostentamento.
Nonostante l’operazione interrotta in Cile nel 2018, l’associazione ha continuato a operare, con capacità di reperire ingentissimi quantitativi di cocaina, mutando tuttavia le modalità di esportazione dello stupefacente.
Infatti, Marco D’Arienzo è stato arrestato nel luglio 2019 in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dalla Francia perché coinvolto nel trasporto di 435 chili di cocaina rinvenuta dalla polizia della Polinesia Francese a bordo di una barca a vela nell’atollo di Apataki e, nel maggio 2019, Mauro Morra è stato fermato in Perù poiché, insieme ad altri connazionali, stava occultando 390 chili di cocaina in doppi-fondi realizzati nel telaio di alcuni pick-up.
Sulla base degli elementi investigativi raccolti, il G.I.P. del Tribunale, su richiesta della D.D.A. capitolino ha disposto la custodia cautelare in carcere per D’Arienzo, Morra, Pianosi e un altro sodale e gli arresti domiciliari per Niciarelli e altri 2 “corrieri” di fiducia al servizio dell’organizzazione.
L’odierno provvedimento cautelare rappresenta l’ulteriore risultato delle attività poste in essere dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Roma a contrasto dei traffici illeciti, anche a livello internazionale.
Repubblica – Calciomercato Napoli, obiettivi: Osimhen, Barreca e Mandragora
Repubblica – Il Napoli punta vari calciatori per arricchire la sua rosa. Primi tra tutti Osimhen, Barreca e Mandragora; ecco quanto si legge sull’odierna edizione de la Repubblica:
L’obiettivo numero uno del club azzurro è diventato nelle ultime ore Victor Osimhen, 21 anni, centravanti nigeriano che sta esplodendo nel Lille: 13 gol in 27 presenze prima dello stop alla Ligue 1. I contatti con il giocatore sono fittissimi e il suo gradimento per l’avventura italiana è sicuro. Ma c’è da battere la concorrenza molto agguerrita dell’Arsenal. Gli altri nomi sul taccuino del ds Cristiano Giuntoli sono quelli del terzino mancino del Genoa Barreca e del centrocampista dell’Udinese Mandragora.
Gazzetta – Il Napoli punta Orsolini: nessun problema per il costo. Scatta però un ostacolo alla trattativa
Gazzetta – Nessun problema per ADL spendere 20 mln per Riccardo Orsolini, esterno offensivo del Bologna. Il giocatore risulta essere tra i primi interessi dell’agenda del direttore sportivo del Napoli Cristiano Giuntoli. Ecco quanto riportato secondo l’odierna edizione de la Gazzetta dello Sport:
“Ci sono di mezzo garanzie tecniche che il ragazzo pretenderebbe per muoversi da dov’è. Il feeling con Mihajlovic è parecchio resistente. Tra gli obiettivi di Orsolini c’è l’Europeo, ma per arrivarci dovrà garantirsi la continuità. E questo potrebbe essere un ostacolo serio per la trattativa, perché né Giuntoli né Gattuso potrebbero garantirgliela. Il giocatore piace e il club non avrebbe difficoltà a investire i 20 milioni richiesti dal Bologna”
A seguito di una indagine complessa iniziata nel 2017 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Como il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Como ha proceduto a notificare a 19 indagati (18 persone fisiche, oltre alla società C.C., indagata quest’ultima ai sensi del d.lvo 231/2001) un avviso di conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell’art. 415 bis c.p.p.
I reati contestati coprono un arco temporale dal 2013 al 2018 e riguardano:
– la gestione del Comune di Campione d’Italia (per il quale è stato dichiarato il dissesto il 07/06/2018) e
– la gestione della società C.C. (dichiarata fallita, successivamente alla dichiarazione di dissesto del Comune-unico azionista della SPA, nel luglio 2018 con sentenza del Tribunale di Como, successivamente annullata dalla Corte di Appello di Milano).
Quanto alla gestione del Comune di Campione d’Italia, con riferimento a due distinte amministrazioni comunali si contestano:
– la rinuncia a crediti liquidi, certi ed esigibili vantati dal Comune di Campione d’Italia nei confronti della casa da gioco,
– la modifica, svantaggiosa per il Comune di Campione d’Italia, della convenzione siglata in data 29/12/2014 tra il Comune di Campione d’Italia e la società di gestione C.C.,
– l’ulteriore aggravamento del dissesto del Comune facendo ricorso ad anticipi di tesoreria.
In Particolare:
1) viene ascritto il delitto di cui all’art. 323 cp (abuso in atti di ufficio) al Sindaco del Comune di Campione d’Italia in carica dal 28/05/2007 al 16/06/2017, al Vicesindaco in carica dal 10/02/2014, al segretario del Comune di Campione d’Italia in carica dal 21/10/2009 al 30/09/2017, al Capo Area Economico Finanziaria del Comune di Campione d’Italia dal 29/12/1998 al 01/12/2018
ed in particolare:
– a) di aver rinunciato a crediti liquidi, certi ed esigibili vantati dal Comune di Campione d’Italia nei confronti della casa da gioco ai sensi dell’art. 31 co. 37 l. 448/98 per un importo pari a Chf. 23.484.318,65 (nel 2013) e Chf. 24.615.887,00 ( nel 2014);
– b) di avere modificato in termini svantaggiosi per il Comune di Campione d’Italia la convenzione siglata in data 29/12/2014 tra il Comune di Campione d’Italia e la società di gestione C.C., riducendo tra l’altro di Chf. 13.087.634,59 l’importo del contributo originariamente stabilito in Chf. 41.300.000 dalla convenzione stipulata in data 29/12/2014, approvando il bilancio di previsione 2015 (con Delibera del 17.8.2015) ed il conto del bilancio 2015 (con Delibera del 29.4.2016);
– c) di aver condizionato con la Delibera di G.C. n. 38 del 24/04/2015, il pagamento del credito di Chf. 30.516.392,00 alla previsione di introiti futuri da parte del C. superiori al limite dei 130 milioni di franchi;
– d) di aver fatto reiteratamente ricorso, per gli anni dal 2013 al 2017, all’anticipazione di tesoreria, non provvedendone alla sua restituzione quantificata al 31/12/2017 in Chf. 20.115.748,55, per fare fronte al mancato versamento da parte della casa da gioco del contributo annuale ed aggravando il dissesto dell’ente;
– d) di aver consentito alla C.C. la prosecuzione dell’attività, omettendo l’adozione delle misure previste dalla convenzione sulla gestione della casa da gioco stipulata in data 29/12/2014 (in materia di revoca e decadenza);
così procurando alla “C. M. di CAMPIONE d’ITALIA” in seguito incorporata in “C. C.” un ingiusto vantaggio patrimoniale, consistito nel mancato versamento delle somme di denaro oggetto di rinuncia, costituenti entrata tributaria per gli anni 2013 (Chf. 23.484.318,65), 2014 (Chf. 24.615.887,00), 2015 (Chf 13.087.634,59), per un importo non inferiore a Chf. 61.187.840,24;
contribuendo a cagionare al contempo il dissesto finanziario ed economico dell’ente comunale
2) viene ascritto il delitto di cui all’art. 323 cp (abuso in atti di ufficio) al
Sindaco di Campione d’Italia dal 16/06/2017 al18/09/2018
Segretario del Comune di Campione d’Italia in carica dal 29/12/2017
Capo Area Economico Finanziaria del Comune di Campione d’Italia in carica dal 29/12/1998 al 01/12/2018 ed in particolare di
a) avere ulteriormente modificato la convenzione siglata in data 29/12/2014 tra il Comune di Campione d’Italia e la società di gestione C. C. in termini lesivi degli interessi dell’ente comunale concedendo alla società di gestione della casa da gioco una dilazione di pagamento degli importi dovuti al Comune di Campione, stabilendo di determinare l’entità del contributo sulla base dell’accordo di ristrutturazione del 20/07/2018 che prevedeva:
– il pagamento dei crediti del Comune, a titolo di contributi arretrati dovuti dalla Società, nell’arco di dieci anni,
– il pagamento anno per anno, dal 2018 al 2022, del contributo sui proventi per una somma complessiva di circa Chf. 29.200.000, ridimensionata rispetto agli anni passati,
b) avere continuato, per gli anni compresi dal 2017 al mese di giugno 2018, l’anticipazione di tesoreria per complessivi Chf. 21.332.176,07 (al 13 giugno 2018), per fare fronte al mancato versamento da parte della casa da gioco del contributo annuale ed aggravando il dissesto dell’ente;
c) di avere omesso (come la amministrazione comunale precedente) di adottare le misure previste dal 2° comma dell’art. 22 – “Revoca e decadenza” previste dalla convenzione sulla gestione della casa da gioco stipulata in data 29/12/2014 ed agevolando in tal modo la prosecuzione dell’attività della C. C. e l’aggravamento del dissesto dell’Ente;
così procurando alla C.C. un ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nella dilazione dei pagamenti dovuti a titolo di crediti scaduti nei confronti del Comune e concorrevano a cagionare al contempo il dissesto finanziario ed economico dell’ente comunale dichiarato in data 07/06/2018 in presenza di una situazione debitoria al 30/09/2018 non inferiore complessivamente a CHF. 32.832.927,68 ed € 538.107,79 scaturita dal ricorso sistematico all’anticipazione di tesoreria;
3) viene ascritto il delitto di cui all’art. 479 cp (falsità ideologica in atti pubblici) al
– Sindaco del Comune di Campione d’Italia in carica dal 28/05/2007 al 16/06/2017;
– Sindaco p.t. del Comune di Campione d’Italia in carica dal 16.06.2017 al 18/09/2018;
– Segretario del Comune di Campione d’Italia in carica dal 21/10/2009 al 30/09/2017;
– Segretario del Comune di Campione d’Italia in carica dal 29/12/2017;
– Capo Area Economico Finanziaria del Comune di Campione d’Italia in carica dal 29/12/1998 al 01/12/2018;
– ai componenti dell’ organo di revisione del Comune di Campione d’Italia che si sono succeduti dal 01/04/2011 al 28/11/2017 e redattori delle relazioni al bilancio consuntivo per gli anni 2012, 2013, 2014, 2015, 2016
per avere proceduto all’approvazione di rendiconti di gestione per gli anni dal 2012 al 2017 che alteravano il risultato di amministrazione:
a) indicando falsamente maggiori spese di personale, allo scopo di giustificare i pagamenti di indennità integrative del trattamento retributivo non spettanti dichiarandone la compatibilità delle previsioni di spesa per complessivi CHF 4.718.120,81;
b) indicando falsamente (riducendole) per gli anni 2013, 2014 – la quota di competenza del Comune relativa ai proventi casa da gioco nonché – la determinazione dei residui attivi relativi ai predetti proventi, omettendo di indicare i valori reali, così occultando la rinuncia alle predette entrate tributarie
c) mantenendo nei rendiconti della gestione degli anni 2013 e 2014 residui attivi risalenti rispettivamente agli anni 2012 e 2013 in assenza di idoneo titolo giuridico ed in violazione dell’art. 189 Testo Unico Enti Locali;
d) mantenendo nei rendiconti della gestione 2014 e 2015 nella Parte I Entrata – Titolo IV conto 4.01.0620 “Alienazione beni immobili e diritti reali su beni immobili” e nei rendiconti 2016 e 2017 tipologia 400 ”Entrate da alienazione beni materiali ed immateriali” il residuo attivo relativo alla cessione dell’area T4 per Chf. 4.740.000,00 in assenza di idoneo titolo giuridicamente valido ed in violazione dell’art.189 del Testo Unico Enti Locali e occultando il conseguente disavanzo di amministrazione;
4) viene ascritto il delitto di cui all’art. 479 cp (falsità ideologica in atti pubblici) al
Sindaco in carica dal 16.06.2017 al 18/09/2018;
Segretario del Comune di Campione d’Italia in carica dal 29/12/2017;
Capo Area Economico Finanziaria del Comune di Campione d’Italia in carica dal 29/12/1998 al 01/12/2018 per avere attestato falsamente nella Delibera di C.C. 29 del 12/12/2017 (Conferimento alla C. C. dell’Immobile Villa Mimosa) e nei pareri favorevoli resi ex artt. 49 e 151 del Testo Unico Enti Locali dal capo area economico finanziaria, che il conferimento dell’immobile comunale “Villa Mimosa” alla partecipata C. C. era avvenuto a titolo gratuito omettendo di indicare che l’immobile comunale era destinato a garanzia del mutuo ipotecario per € 5.000.000 già deliberato dalla Banca Popolare di Sondrio in data 05/10/2017 necessario per ottenere somme liquide per il Comune di Campione d’Italia in violazione ed elusione dei vincoli normativi in materia di destinazione delle somme derivanti da alienazione del patrimonio immobiliare di cui all’art. 56/bis, comma 11, del D.L. 69/2013 convertito con modificazioni con la Legge 98/2013 e dell’art.1, comma 443, della Legge 228/2012 (Legge di stabilità 2013) che imponevano agli enti la destinazione per spese d’investimento delle somme riscosse dall’alienazione del patrimonio pubblico.
Nella richiesta di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica nei confronti della SPA C. C. si era rimarcato che tale conferimento aggravava l’indebitamento societario e contestualmente depauperava ulteriormente l’ente locale, spogliandolo di un bene di sua proprietà.
Quanto alla gestione della SPA C.C.,
5) si procede nei confronti della società ai sensi dell’art. 25 ter lett. a) d.lvo 231/2001
per non aver adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire il reato di falso in bilancio negli anni dal 2015 al 2017
6) Si procede per art. 2621 cc – falso in bilancio e comunicazioni sociali (con riferimento ai bilanci di esercizio al 31.12.2014, 31.12.2015, 31.12.2016) nei confronti
Dell’amministratore delegato, dei componenti del consiglio di amministrazione della SPA C.C., nonché dei componenti del collegio sindacale in carica al 20.07.2017
– Nonché del professionista incaricato dalla SPA di redigere la “Relazione peritale di stima ex art. 2343 – ter c.c. del conferimento di azienda da parte del Comune di Campione d’Italia nella società C.C.” del 16/12/2014 nella quale veniva omessa qualsiasi attività di valutazione ed assunte acriticamente le conclusioni di altro professionista autore di “Parere valutativo sul valore recuperabile della UGC detenuta da C.C. ai fini dell’Impairment test (procedimento di verifica delle perdite di valore delle attività iscritte in bilancio previsto dai principi contabili internazionali) per la formazione del bilancio al 31/12/2014”.
Quanto al bilancio al 31.12.2014
Per avere indicato fittiziamente (riducendolo) nello Stato Patrimoniale, voce “A) Patrimonio Netto” il valore negativo di € -27.272.389,64 in luogo dell’effettivo valore negativo di € -78.424.912,28.
Quanto al bilancio al 31.12.2015
Per avere indicato fittiziamente nello Stato Patrimoniale, voce “A) Patrimonio Netto” il valore di € 78.109.924,90 in luogo dell’effettivo valore negativo di € -34.963.691,66.
Quanto al bilancio al 31.12.2016
Per avere indicato fittiziamente nello Stato Patrimoniale, voce “A) Patrimonio Netto” il valore di € 73.773.896,56 in luogo dell’effettivo valore negativo di € -39.299.720.
Valori tutti determinati dall’utilizzo, nei bilanci al 31.12.2011, 31.12.2012 e 31.12.2013 (per i quali non si esercita l’azione penale per intervenuta prescrizione), di false valutazioni riferite ad operazioni di:
• conferimento di “marchi” per un valore di € 22,7 milioni in luogo del valore effettivo pari ad € 0;
• “usufrutto decennale sull’immobile municipale” conferito al valore di € 67.225.116 (bilancio al 31.12.2014) in luogo del valore effettivo pari ad € 38.772.594 e quindi sopravvalutato di € 28.452.522,64
• “usufrutto ventennale sull’immobile municipale” conferito al valore di € 137,114.336 in luogo del valore effettivo pari ad € 75.193.242 e sopravvalutato di € 61.921.093 (bilanci al 31.12.2015 e 31.12.2016).
Così facendo protraevano l’attività sociale della casa da gioco senza adottare le decisioni di cui all’art. 2447 c.c. (convocazione dell’assemblea per deliberare la riduzione del capitale(2) ed il contemporaneo aumento del medesimo ovvero la trasformazione della SPA)
Vengono infine ascritti
6) ipotesi di abuso in atti di ufficio (art. 323 cp) al
Sindaco in carica dal 16.06.2017 al 18/09/2018 del Comune di Campione d’Italia;
Vicesindaco in carica dal 16.06.2017 al 18/09/2018;
Segretario del Comune di Campione d’Italia in carica dal 29/12/2017;
per avere abusato dei propri poteri consentendo a parenti del sindaco e vice sindaco la conservazione del rapporto di pubblico impiego con l’ente comunale, utilizzando criteri mirati a preservare le posizioni lavorative degli stessi in contrasto con il reale fabbisogno dell’ente locale
7) ipotesi di scambio di favori ad altre figure della Amministrazione (falsa attestazione della residenza nel Comune di Campione e in Svizzera a fronte della archiviazione di un procedimento disciplinare).
Per tutte le persone coinvolte nella presente indagine vale, in questa fase procedimentale, il principio di presunzione di innocenza, ai sensi dell’art. 27 della Costituzione.
Il Procuratore della Repubblica, Cons. Nicola Piacente, ha sottolineato l’aspetto multidisciplinare della presente indagine (riguardante nozioni in materia di contabilità pubblica e societaria) vanno rimarcati l’imponente sforzo investigativo della Guardia di Finanza, il prezioso contributo fornito dall’esperto designato dal Ministero dell’ Economia e delle Finanze nonché l’utilità dei dati emersi dalla procedura fallimentare (non ancora definitivamente conclusa in quanto si attende che la Corte di Cassazione si pronunci definitivamente sulla fallibilità della società Casinò di Campione SPA e sulla sentenza di fallimento della citata SPA, pronunciata dal Tribunale di Como ed annullata dalla Corte di Appello di Milano).
Torre Annunziata – Marano: operazione contro il traffico di stupefacenti
Vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli contro la criminalità organizzata e il traffico di stupefacenti. 39 le misure in corso di esecuzione
Torre Annunziata – Marano, dalle prime luci dell’alba i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli stanno eseguendo due provvedimenti emessi dai GIP dei Tribunali di Napoli e Torre Annunziata.
Il primo, eseguito a Marano sotto il coordinamento della DDA di Napoli, ha portato all’arresto di 16 persone contigue al Clan “Polverino”, gravemente indiziate dei delitti di associazione per delinquere finalizzata al traffico di Stupefacenti e all’intestazione fittizia di beni, aggravati dal metodo mafioso.
A Torre Annunziata, invece, sotto il coordinamento della Procura oplontina, sono 19 le persone arrestate e 2 colpite dalla misura dell’obbligo di dimora per i reati di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, sostituzione di persona, estorsione, porto abusivo di armi e falsità ideologica commessa dal privato.
Questa mattina i Carabinieri del gruppo partenopeo sono stati largamente impegnati in una serie di operazioni, tra cui “Polvere 3”, dove diversi esponenti del clan Polverino sono stati tratti in arresto per “per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanza stupefacenti, intestazione fittizia di beni ed altro, in quanto ritenuti appartenenti al clan Polverino, da oltre un trentennio operante nella zona di Marano di Napoli, Quarto e comuni limitrofi.”
Ancora si legge: “L’operazione si inquadra in una più ampia strategia di contrasto posta in essere dalla Procura della Repubblica di Napoli e dal Comando Provinciale dei Carabinieri che ha portato all’esecuzione di un provvedimento cautelare, il 2 maggio 2011, nei confronti di 57 persone ed all’arresto, il 4 giugno 2013, di altri 69 affiliati.”
Napoli, operazione “Polvere 3”, arrestati in 16: i nomi
Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo metto in atto l’ Operazione “Polvere 3”
Napoli, nelle prime ore della mattinata odierna, all’esito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica partenopea – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, nei confronti di 16 soggetti per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanza stupefacenti, intestazione fittizia di beni ed altro, in quanto ritenuti appartenenti al clan Polverino, da oltre un trentennio operante nella zona di Marano di Napoli, Quarto e comuni limitrofi.
L’operazione si inquadra in una più ampia strategia di contrasto posta in essere dalla Procura della Repubblica di Napoli e dal Comando Provinciale dei Carabinieri che ha portato all’esecuzione di un provvedimento cautelare, il 2 maggio 2011, nei confronti di 57 persone ed all’arresto, il 4 giugno 2013, di altri 69 affiliati.
I relativi dibattimenti instaurati si sono conclusi con pesantissime condanne, divenute ormai definitive, comminate a capi e gregari del clan. Ulteriori provvedimenti cautelari notificati medio tempore ai vertici del clan, per eventi omicidiari, hanno determinato la condanna all’ergastolo dell’indiscusso capo clan POLVERINO Giuseppe (classe 1958), e degli affiliati apicali SIMIOLI Giuseppe (classe 1966), CAMMAROTA Salvatore (classe 1967), DE BIASE Claudio (classe 1968), LICCARDI Salvatore (classe 1974) e SIMIOLI Salvatore (classe 1967).
Il provvedimento cautelare odierno è stato notificato alla “frangia” rimasta fedele a POLVERINO Giuseppe che, dopo la decimazione del clan, si è trovata in contrapposizione armata contro gli ORLANDO. Le indagini, svolte dal 2014 al 2017, hanno consentito di raccogliere – a carico degli odierni arrestati – indizi di reità in ordine alla loro partecipazione alle dinamiche criminali nell’area maranese.
Tra gli indagati figurano POLVERINO Vincenzo, reggente dell’organizzazione, e MARCHESANO Michele, con compiti di gestione dell’immenso patrimonio immobiliare del clan, rispettivamente cugino e cognato del boss POLVERINO Giuseppe, figure apicali attorno alle quali si sono aggregati i fedelissimi del barone.
Ed ancora, tra i soggetti indagati figurano CAPPUCCIO Ciro e DEL CORE Armando, entrambi condannati in via definitiva all’ergastolo in qualità di esecutori materiali dell’omicidio di Giancarlo SIANI, il cronista de IL MATTINO trucidato la sera del 23 settembre 1985. In considerazione dello status detentivo, CAPPUCCIO e DEL CORE non figurano tra i destinatari dell’odierno provvedimento cautelare, benché a loro carico siano stati raccolti idonei elementi d’accusa in ordine alla trentennale affiliazione al clan NUVOLETTA. Al riguardo è stato accertato che i NUVOLETTA prima, e ad oggi i POLVERINO e gli ORLANDO, hanno provveduto al sostentamento economico delle famiglie dei due killers che non hanno mai rescisso il loro vincolo criminale.
Nel corso dell’operazione è stata data esecuzione al sequestro preventivo di due attività commerciali, un bar ed centro scommesse a Marano di Napoli, del valore complessivo di 500.000 euro, intestati ad un prestanome ma di fatto riconducibili ad un affiliato del clan.
NOMI DEGLI ARRESTATI
– CANDELA Cristofaro, classe 1960 – art. 416 bis c.p.;
– CERULLO Luigi, classe 1972 – art. 416 bis c.p.;
– DE LUCA Alessandro, classe 1987 – art. 416 bis c.p.;
– DI MARO Raffaele, classe 1970 – art. 416 bis c.p.;
– ESPOSITO Luigi, classe 1982 – art. 416 bis c.p.;
– GIARRA Diego, classe 1988 – art. 416 bis c.p.;
– LANGELLA Nicola, classe 1965 – art. 416 bis c.p.;
– MARCHESANO Michele, classe 1960 – art. 74 T.U. D.P.R. 309/90 e 416 bis 1 c.p.;
– MORACA Felice, classe 1984 – art. 416 bis c.p.;
– NUVOLETTO Antonio, classe 1985 – art. 416 bis c.p.;
– POLVERINO Vincenzo, classe1958 – art. 110 c.p., 512 c.p. e art. 416 bis 1 c.p.;
– RAIMONDO Nicola, classe 1973 – art. 416 bis c.p.;
– RANIELLO Giovanni, classe 1982 – art. 416 bis c.p.;
– RUGGIERO Raffaele, classe 1987 – art. 74 T.U. D.P.R. 309/90 e 416 bis 1 c.p.;
– RUGGIERO Salvatore, classe 1986 – art. 416 bis c.p.;
– VISCONTI Claudio, classe 1981 – art. 110 c.p., 512 c.p. e art. 416 bis 1 c.p.;
Nola, blitz della GdF: sequestrata una fabbrica clandestina di mascherine
Nola, la Guardia di Finanza di Napoli continua ad effettuare controlli in questa Fase 2 dell’emergenza Covid – 19. Nel nolano sequestrata una fabbrica clandestina di mascherine e tolti dal commercio oltre 106000 dispositivi di protezione individuali no a norma con loghi contraffatti.
Nola , il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato nel nolano, nel corso di due distinti interventi, un opificio destinato alla produzione e al confezionamento di pseudo mascherine e oltre 106000 dispositivi di protezione individuali non a norma e con loghi contraffatti.
Le operazioni di servizio traggono origine da attività d’iniziativa condotte dai finanzieri del Gruppo di Nola e della Compagnia di Ottaviano che hanno individuato un supermercato dismesso, della superficie di oltre 300 mq, all’interno del quale era stata allestita una vera e propria “fabbrica del falso”.
Il titolare della ditta individuale aveva infatti allestito i locali mediante strumentazioni e macchinari ad alto tasso tecnologico, funzionali alla produzione di mascherine e articoli per bambini raffiguranti famosi personaggi di serie televisive, cartoni animati e stemmi di squadre di calcio di serie “A”.
Sono stati sequestrati l’opificio, i materiali, le attrezzature e 100000 tra mascherine già assemblate e in corso di lavorazione.
Denunciato il responsabile, un 45enne di San Giuseppe Vesuviano (NA) per contraffazione, ricettazione e frode in commercio.
Le stesse Fiamme Gialle, inoltre, nel corso di un secondo intervento, hanno scoperto presso una ditta di abbigliamento all’ingrosso 6.600 mascherine non a norma, di cui 130 per bambini.
I dispositivi erano privi dei requisiti di sicurezza sanitaria e delle informazioni previste dal Codice del Consumo, quali l’indicazione della provenienza, i materiali utilizzati e le istruzioni per l’uso.
Il titolare, un 71 enne di Napoli, è stato denunciato per contraffazione e segnalato alla Camera di Commercio per violazione delle norme in materia di sicurezza prodotti.
Le operazioni s’inquadrano nell’ambito della costante attività di controllo economico del territorio assicurata dai Reparti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli e testimoniano come anche il “mercato del falso” si sia riconvertito per sfruttare l’attuale contesto emergenziale.