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Juve Stabia, la partita di Bari anticipata alle 15 di domenica 8 novembre

Bari-Juve Stabia, calcio d’inizio anticipato alle ore 15 . Il comunicato della società gialloblè con l’anticipo disposto dalla Lega Pro per le ore 15 di domenica 8 novembre 2020

Bari-Juve Stabia, calcio d’inizio anticipato alle ore 15

 

Nel pomeriggio diramato un comunicato della Lega Pro con il quale si impone l’anticipo della gara di campionato con il Bari allo stadio “S. Nicola”. Non si giocherà più quindi alle ore 17:30 come stabilito da calendario stilato dalla Lega Pro, ma bensì alle ore 15. La gara è valevole per la nona giornata del campionato di Serie C Girone C.

L’anticipo dell’orario della gara è probabilmente dettato dal nuovo DPCM che dovrebbe entrare in vigore a partire da domani giovedì 5 novembre e che impone su scala nazionale il cosiddetto “coprifuoco” per la pandemia da Coronavirus a partire dalle ore 22. Probabilmente è fatto anche per permettere ai calciatori di ritorno dalla trasferta di poter ritornare alle proprie abitazioni entro quella ora.

Di seguito il comunicato ufficiale della società stabiese con la variazione di orario per la gara Bari-Juve Stabia che si disputerà non più alle 17:30 ma bensì alle ore 15 di domenica 8 novembre 2020.

“La Lega dispone che la gara Bari-Juve Stabia, in programma domenica 8 novembre 2020, Stadio “San Nicola”, abbia inizio alle ore 15, anziché alle ore 17:30.

S.S. Juve Stabia”. 

 

a cura di Natale Giusti 

OrdiNataMente: Appello per le Elezioni Ordine dei Medici Chirurghi Napoli

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Nuovo Appello della Lista OrdiNataMente ‘’Far votare in presenza con questo numero così alto di contagi è un rischio e un’impudenza che non possiamo permetterci’’. Non replichiamo quanto accaduto a Caserta.

‘’È, anzi, nostro punto programmatico istituire,  una giornata che ricordi i medici caduti nel corso di questa pandemia e di tutte le emergenze sanitarie che si sono succedute nel corso degli anni, perché diventino sempre più modello e riferimento delle future generazioni di sanitari e cittadini coscienti, e si eviti di fare scelte così scellerate”

Ancora nessuna risposta all’appello lanciato dai medici che si riconoscono nell’associazione Ordinatamente, presente con una propria lista alle elezioni per il rinnovo delle cariche del consiglio dell’Ordine dei Medici di Napoli, di svolgere le elezioni in modalità On-Line

Una richiesta, quella avanzata dai medici dell’associazione, resa ancora più forte all’indomani delle affermazioni del dottor Bruno Zuccarelli, vice-presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli. Zuccarelli ha dichiarato “Siamo al collasso, in difficoltà sia per i ricoveri che nelle prima e seconda assistenza.  <<Se non abbiamo atteggiamento responsabile verremo travolti>> “Parole pesanti, ma giustissime, quelle pronunciate dal dottor Bruno Zuccarelli.

Ordinatamente condivide e sottoscrive il pensiero del collega, ma fa notare che stona, però, con le azioni messe in atto come vice-presidente dell’Ordine. 

Difatti,  più volte abbiamo richiesto di svolgere le prossime elezioni per il rinnovo del consiglio dell’ordine non in presenza ma per via telematica. 

Come è già avvenuto per le elezioni all’Enpam e come auspicato da tutte le istituzioni che tanto si stanno prodigando per combattere la diffusione della malattia da Covid.  

Purtroppo a tale richiesta di buon senso, che rientra nel comportamento assunto sino ad ora dai medici tutti, non c’è stata alcuna risposta positiva dai vertici ordinistici.

Anzi c’è stata la convocazione dei comizi elettorali in presenza! Tutto questo ha, nei fatti, provato l’unica cosa che non avremmo voluto: una spaccatura tra i medici! 

Siamo certi che esistano tutte le condizioni per ricucire una spiacevole situazione che lede la rappresentanza medica e mette in pericolo operatori e pazienti. Siamo altresì convinti che la decisione di non curarsi della tragica situazione sanitaria sia frutto di un momento di disattenzione che sarà e dovrà essere recuperato nel più breve tempo possibile.  

Per quanto riguarda la mancanza di << risorse umane e qualificate, almeno 400 anestesisti o pneuomologi – così come evidenziato da Zuccarelli che ha aggiunto – l’emergenza va affrontata con serietà e fermezza. Medici e infermieri non ce la fanno da soli>>. 

Altre sacrosante parole, che continuano ad essere contraddette da azioni e scelte che vanno in tutt’altra direzione vista la sua carica. 

Rabbrividiamo all’idea che anche un solo medico dovesse risultare positivo a seguito delle elezioni, l’intero comparto della sanità napoletana potrebbe costringere gli stessi a restare a casa, sguarnendo il campo in un momento che non è possibile lasciare i pazienti da soli. I medici, siamo certi, non possono, per nessun motivo, volere questo. Attendiamo fiduciosi gli atti consequenziali. 

La pandemia ha dato ai medici un ruolo fondamentale nella società ma anche un esposizione ai rischi più alti, come dimostra l’altissimo livello di perdita di vite umane tra gli operatori della sanità, siano essi medici, infermieri o odontoiatri. La nostra associazione è nata con lo spirito di fare comunità, con volti, professionalità ed esperienze  dalle idee chiare.

In questa cornice e nello spirito unitario che l’intera categoria medica deve ritrovare, che chiediamo, ancora una volta, di svolgere questa tornata elettorale in modalità on line. Per garantire la salute dei medici già troppo esposti a rischi insopportabili, per garantire alla popolazione una forza che ne protegge la salute, per rispettare e dare valori ai sacrifici che tutti siamo chiamati a fare.

Photo by Jonathan Borba on Unsplash

Napoli al bivio prima delle sosta per nazionali

Napoli al bivio prima delle sosta per le nazionali

L’Europa League pone il Napoli davanti al bivio della strada che da un lato porta a giocare per tutte le competizioni, senza infingimenti di Covid, di stanchezze da impegni ravvicinati, od altro; e quella, a volte impervia, ma unica da percorrere per andar lontano nella “rivoluzione calma” di Gattuso: la strada della costanza di ritmo, che non va mai abbassata in devianti cali di tensione, quella dell’intensità che non fa andare in isolamento Osimhen, quella volitiva, che non rende Mertens svogliato davanti porta, quella degli esterni d’attacco che si imbattono e vincono gli uno contro uno (avendone soprattutto in velocità tutte le capacità) per poi trovare il fondo cross o l’accentro dinamico con gli interpreti in mezzo al campo.

Quella di Rino Gattuso (per lui stretta di mano con De Laurentiis per il contratto) è una rivoluzione calma, come l’ho definita, proprio perché tutto questo l’aveva realizzato non a muso duro del noto ringhio. Ma con l’intelligenza tattica di chi ha cambiato modulo senza pensare di restar ancorato alla sua  nemesi, se il risultato resti quello delle due sconfitte casalinghe consecutive se si guarda appunto a Coppa e campionato. Il nuovo cambio di interpretazione deve già esser all’orizzonte se si vuol prendere le “mosse” alle contromisure avversarie.

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I centrocampisti e gli apripista dell’ultimo periodo, quali Lozano e Politano, non ultimo con il Sassuolo non hanno trovato campo da percorrere, per mirare la porta o per i compagni. Si fanno scelte tattiche, ma la posizione di Fabian, lo fa perdere in sortite offensive. E quando ci arriva partendo così dal basso, l’efficacia è vanificata dalla ricerca di una annacquata precisione in luogo di una sterile potenza.

E poi la coppia con Bakayoko, bene quando le altre non si chiudono, ma quando lo fanno l’alternativa apriscatola in maggiore dinamicità può esser Zielinski. Sempre che quest’ultimo si decida al definitivo salto che lo conduca alla qualità ultima. Perché bisogna ritrovare la via del goal, così facilmente percorsa ad inizio stagione se si pensa ai 10 tra genoa ed Atalanta, e smarrita troppo presto. In difesa poi non è bastato il 100 % di contrasti vinti di Koulibaly, ormai diventato centrocampista aggiunto. (Con classifica duelli vinti che vede il Napoli in testa, secondo Milan). Il singolo errore difensivo c’è stato a Benevento (Manolas), con l’Az Alkmaar; ed infine con il Sassuolo Di Lorenzo su Raspadori, per cui pur subendo poco gli azzurri perdono un pò di punti qua e là.

Concentrazione forse mancante a volte da parte dei difensori, che non sentono umori del tifo assente, e di converso maggiore spregiudicatezza invece a dar spazio a quanti più attaccanti possibile per approfittarne, sta ponendo gli attaccanti in condizione di imprimere sempre maggior pressione. Dopo Rijeka ci sarà il Bologna prima della sosta. Marotta, dall’Inter, sui nazionali sfonda una porta aperta con De Laurentiis, che addirittura aveva chiesto indennizzi ai club in caso di infortuni derivanti dalle nazionali. Settimana prossima, con nuovi viaggi verso le nazionali in questa condizione di epidemia, sarà strascico di nuove polemiche. Appuntamento allora a mercoledì prossimo.

NAPOLI: tra parcheggi abusivi e chi in Italia proprio non può sostare

Napoli: Gli agenti di Polizia, nella giornata di ieri, sono intervenuti tra Forcella e Porta Capuana per denunciare un parcheggiatore abusivo e arrestare un uomo a cui era vietato sostare in Italia.

NAPOLI: tra parcheggi abusivi e chi in Italia proprio non può sostare

NAPOLI- Nella giornata di ieri, a Forcella è stato denunciato un parcheggiatore abusivo, e a Porta Capuana, la Polizia ha arrestato un uomo inottemperante al divieto di rientro nel territorio dello Stato Italiano per 5 anni.
Forcella: denunciato un parcheggiatore abusivo
Ieri sera gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in piazza Capuana hanno notato una persona che stava svolgendo l’attività di parcheggiatore abusivo e che, alla loro vista, ha tentato di nascondersi per eludere il controllo.
I poliziotti hanno raggiunto e bloccato l’uomo, P.D.D., 43enne napoletano con precedenti di polizia, e lo hanno denunciato poiché sorpreso a svolgere nuovamente l’attività e, contestualmente, gli hanno notificato un ordine di allontanamento.

Porta Capuana: un uomo arrestato per inottemperanza al divieto di rientro in Italia.
Inoltre, nella stessa serata gli agenti hanno notato in vico della Pace un uomo che, alla loro vista, si è allontanato velocemente; lo hanno raggiunto e bloccato accertando che era stato espulso dal territorio nazionale e riaccompagnato nel suo Paese d’origine nel dicembre 2019.
Selmani Safet, albanese di 27 anni con precedenti di polizia, è stato arrestato poiché inottemperante al divieto di rientro nel territorio dello Stato Italiano per 5 anni.

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

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Generazione 2020: tra dismorfismo e mascherine FFP2

Nell’attesa del nuovo DPCM e l’esito delle elezioni americane, quello che sembra certo è che le scuole, a differenza che negli altri paesi, resteranno chiuse per proseguire tramite “didattica a distanza”… Cosa ne sarà di questa generazione di studenti? Come verrà ricordato questo 2020?

Per molti genitori, in particolare le madri, dover lasciare i propri figli a casa sarà un problema non da poco, c’è poi chi sottolinea come queste “misure restrittive” danneggeranno moltissimo le loro capacità relazionali e di comunicazioni in futuro…

Bisogna dire che esistevano già problemi di comunicazione e di relazione, ancora prima della pandemia: in questo Paese, soltanto OGGI in Parlamento è stata finalmente votata una legge contro l’ omotransfobia, il che vuol dire che non sarà più passabile -per Legge-lo “sfottò” al compagno di banco solo perchè magari gli va di indossare una camicia rosa.

Considerando però il lockdown in cui ci troviamo, questo rischio per ora non c’è, piuttosto si “trasferisce” sui gruppi whatssapp, telegram , instagram, tik tok, facebook…

A differenza di queste nuove generazioni, noi italiane e italiani cresciuti durante gli anni novanta possiamo ritenerci di gran lunga più fortunati (più o meno).

Innanzitutto durante l’infanzia, non abbiamo avuto a che fare con Peppa Pig, semmai con la Pimpa e Dodò dell’Albero Azzurro, che tutto sommato ci hanno insegnato per lo meno i “rudimenti” del riciclo.

Dopo la beffa della Disney che ci ha rifilato storie di Principesse con i capelli lunghi e Principi Azzurri (spesso vestiti in maniera inguardabile e con capigliature indecenti come quelle gli omini della Lego), abbiamo avuto la fortuna di avere sulla TV generalista (e anche su altri canali) le versioni doppiate di celebri anime (rozzamente tradotte dai nostri genitori come “cartoni animati”).

Abbiamo salutato cordialmente Cenerentola con i topini, e felicemente accolto un nuovi personaggi : Sailor Moon e le Guerriere Sailor, Lady Oscar, Lamù, Terry e Meggy, e i Principi sono stati rimpiazzati da Robin Hood, Nadia e Jean de Il mistero della pietra azzurra, i Cavalieri dello Zodiaco e tanti altri…Su quest’ultimo “capolavoro” va sottolineato come la versione italiana sia davvero da considerarsi un’eccellenza dell’animazione: non soltanto le voci, ma la scrittura della versione italiana tocca vette di un livello di qualità letteraria che spiega il motivo per cui molti di noi, guardando le programmazioni odierne rabbrividiscono…

Un Ringraziamento doveroso va poi a Sailor Moon e tutte le Guerriere Sailor che già all’epoca ci aveva ispirato ad essere difenditrici della giustizia, sensibili e indipendenti… Peccato che per l’epoca questo ha fatto si che molte, perché ispiratesi a questo modello, si siano sentite dire di essere delle “femmine” indisponenti, prepotenti con la risposta sempre pronta…

C’è stata poi l’epoca d’oro di MTV e dell’MTV Anime Night, che ha senz’altro contribuito ancora per diversi anni a “formare” intere generazioni.

Tutto sommato si può dire, che noi della generazione precedente, “ce la siamo cavata”; anche se spesso lasciati soli, abbiamo coltivato l’immaginazione, la fantasia e imparato che “starsene per conto prorio” (magari ascoltando musica, leggendo, guardando la TV)non vuol dire “soffrire la solitudine”.

Per chi appartiene alla “generazione precedente”, esistevano “solo” la televisione e la Radio. Quest’ultima, tra l’altro ci ha insegnato l’Arte di Saper attendere il proprio pezzo preferito, facendoci sviluppare polpastrelli sensibilissimi per riuscire a sintonizzarci sulla frequenza giusta.

Oggi i “giovani” hanno molti più strumenti per conoscere, studiare, curiosare, comunicare e farsi conoscere… Eppure sembra che questo per una buona parte abbia costituito un problema che mina pericolosamente la propria fiducia in se stessi.

Come da anni spiega Lorella Zanardo, il problema è che molto spesso le ragazze e i ragazzi si lasciano fortemente condizionare dagli schermi “a cui sono incollati”, “semplicemente” perché non sanno come “leggerli” in maniera appropriata e non riescono a decodificare i messaggi che ricevono, senza lasciarsi condizionare al punto da sentirsi “sbagliati”.

Uno dei problemi più diffusi oggi è per esempio quello del Dismorfismo: stiamo andando nella direzione in cui i nostri volti si assomiglieranno tutti… Basta partire dalle App molto utilizzate ogni qual volta ci si fa un selfie: prima di pubblicare la foto così come è, “si sente l’esigenza” di doverla migliorare prima di condividerla con tutti.

Capita che molte coppie si formino conoscendosi sui social – magari si resta colpiti dalla foto profilo- non stupisce che una parte di queste coppie abbiano vita breve una volta che ci si conosce per davvero e di persona.

Bisogna ammettere – purtroppo- che anche quelli della generazione cresciuti a “pane e nutella” come merenda pomeridiana, sono rimasti “impigliati nella rete” delle FaceApp – magari perchè vittima della sindrome di Peter Pan o di quella della Strega di Biancaneve che vuole a tutti i costi essere la più bella del reame-.

Oggi la musica più che ascoltarla la si guarda persino molto di più che ai tempi di Mtv: sarà forse perché oggi spopola il K-Pop? – Vedi BTS e Blackpink.

Sembra infatti che oltre che dalla Cina, in futuro verremo conquistati anche dalla Corea, per ora sta avvenendo in maniera “soft” tramite i gruppi sud-coreani, a cui i Backstreetboys, Take That e Spice Girls non sono per nulla paragonabili.

In questo caso stiamo parlando di vere e proprie macchine da guerra, anzi da soldi: sia BTS che Blackpink godono di un fandom potentissimo persino qui in Italia (rispettivamente si chiamano ARMY -per i BTS e Blink per le Blackpink), tanto che viene da chiedersi quanto tempo ancora bisognerà aspettare perché vengano invitati da Fazio o a Sanremo, o magari anche a Ballando con le Stelle, dato che la stessa Milly Carlucci a seguito della performance di Costantino della Gherardesca che ballava appunto su Dynamite dei BTS aveva espresso il suo apprezzamento per il gruppo coreano.

Fatto sta che oltre che per la musica, l’onda K-POP porta con sé anche modelli estetici “pesanti” e altamente condizionanti: pelle bianchissima, volto con mento sottile, lentine colorate per gli occhi e corpo senza età da eterni adolescenti.

Insomma “essere giovani” oggi non deve essere affatto semplice: non è tanto per il fatto che bisogna studiare in casa e che per uscire devi metterti la mascherina, oggi per crescere devi innanzitutto imparare a “scegliere”.

Questa è una generazione che grazie a internet, ai social, ha a disposizione una scelta di possibilità talmente ampia da rischiare di perdersi – sia la propria identità e la propria strada per il futuro-. La pressione sociale è decisamente più alta da sopportare, perché si rischia di essere derisi e giudicati sui social.

Il punto ora è questo: possiamo considerare questa nuova fase di lockdown come “occasione” per lavorare anche sul confronto/dialogo generazionale per conoscersi meglio?

La convivenza forzata in casa di certo non verrà vissuta al meglio per tutti, ma se è proprio necessaria perché non “sfruttarla” a proprio favore?

Seguendo i talk e la varie trasmissioni, sembra che ci sia sempre la gara a trovare chi sia, tra i giovani o gli anziani, il colpevole della nuova ondata di diffusione… Perché invece non ripartire almeno dal “contesto familiare” per creare una qualche sorta di dialogo che permetta la fortificazione – o costruzione- di un legame che sembra essersi affievolito a favore dello schermo di uno smartphone?

Stéphanie Esposito Perna

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FIGC-LND, due ipotesi per terminare la stagione nei dilettanti

Stagione conclusa col solo girone di andata? Decideranno i club

Una domanda che un po tutti quanti si stanno ponendo da quando sono stati sospesi i campionati dilettantistici nazionali e regionali, come si si concluderanno? Nell’ipotesi in cui dovessero realmente riprendere a metà gennaio o come già programmato dal comitato lombardo nella prima domenica di febbraio? Nella serata di martedì, il sito “Notiziariocalcio” che cura le notizie del calcio dilettante, ha pubblicato un’indiscrezione.

“Sarebbero due le ipotesi al vaglio della Figc, e naturalmente della Lega Nazionale Dilettanti, per concludere la stagione dei Dilettanti con la speranza che i campionati regionali (ed in caso di stop anche la Serie D) possano ripartire quanto prima.

La prima ipotesi prevede la chiusura della stagione regolare con il completamento del solo girone di andata. Al termine della regular season le prime sarebbero promosse nella categoria superiore mentre dal secondo al quinto posto al via i play-off che si svolgerebbero nella formula più classica. Discorso uguale per le retrocessioni, con le ultime condannate alla retrocessione diretta e le altre ai play-out. La seconda ipotesi prevede sempre il completamento del solo girone di andata ma è nel post season la novità. Anche per i dilettanti sarebbe adottata una formula play-off sullo stile della Serie C. E quindi, per i gironi a 18 squadre, play-off allargati alle prime 10, nei gironi a 16 squadre post season per giocarsi la promozione per le prime otto e che coinvolge, quindi, anche le prime classificate a meno che non abbiano almeno cinque punti di distacco dalle seconde.

Mentre per i play out tutte coinvolte dall’undicesima all’ultima in classifica a meno che il club fanalino di coda non abbia un distacco uguale o maggiore di quattro punti dalla penultima. Altra indiscrezione che trapela è che queste due ipotesi saranno sottoposte al voto dei club che potrebbero ritrovarsi, rigorosamente online, per votare una delle due ipotesi.  C’è da aggiungere che questo tipo di formula bisognerà vedere come verrà adattata per i gironi a 14 squadre del campionato di Eccellenza e Promozione in Campania.

Napoli: lotta allo spaccio tra Scampia e San Carlo Arena

Tra i quartieri di Napoli, come Scampia e San Carlo Arena,  gli agenti di Polizia sono sempre impegnati in operazioni di contrasto allo spaccio di droga.

Napoli: lotta allo spaccio tra Scampia e San Carlo Arena

NAPOLI- Indipendentemente dalle restrizioni in merito alla circolazione, per scoraggiare la diffusione del virus Covid-19, il traffico e lo spaccio di stupefacenti è un problema -quasi- quotidiano per gli agenti di Polizia del Napoletano, per cui sono costantemente allerta, e impegnati in numerose operazioni di contrasto alla detenzione e allo spaccio di droga.

Scampia: due uomini arrestati per droga
Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Scampia, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato, presso i portici di un complesso popolare di via Giuseppe Fava, due uomini che, dopo aver prelevato qualcosa dal retro di un pilastro, l’hanno consegnata ad alcune persone in cambio di denaro.
I poliziotti hanno raggiunto e bloccato i due trovandoli in possesso di 455 euro e, con il supporto dell’Unità Cinofila antidroga dell’Ufficio Prevenzione Generale, hanno rinvenuto, occultate dietro due piloni, 34 bustine contenenti 34 grammi circa di marijuana, 26 stecche di hashish del peso di circa 37 grammi e 15 involucri con 3 grammi di cocaina.
Antonio Russo ed Emanuele Ascolese, napoletani di 30 e 22 anni con precedenti di polizia, sono stati arrestati per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

San Carlo Arena: un giovane arrestato per droga
Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato San Carlo Arena, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Ludovico Astore un giovane a bordo di un’auto che ha consegnato qualcosa ad una persona in cambio di denaro.
I poliziotti li hanno raggiunti e bloccati rinvenendo indosso all’acquirente 3 stecche di hashish del peso complessivo di circa 5 grammi, mentre lo spacciatore è stato trovato in possesso di un pezzo di circa 29 grammi della stessa sostanza e di 725 euro.
Daniele Peluso, 24enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e il suo veicolo sottoposto a sequestro mentre l’acquirente è stato sanzionato.

 

Stéphanie Esposito Perna

 

Violentata la fidanzata spagnola da due amici del centro Africa dopo una festa Erasmus

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È accaduto a Palermo. Ora Il Gip ha disposto l’arresto per i due giovani per averla violentata. Uno è in manette, l’altro irreperibile.

Tutto è accaduto la notte del 2 giugno del 2019. Doveva essere la sera dei festeggiamenti per la fine dell’Erasmus, l’epilogo di una esperienza che doveva rimanere indimenticabile. È stata invece la sera degli abusi per una studentessa universitaria spagnola di 21 anni. Dopo la festa organizzata al locale “I Candelai”, la giovane è stata violentata da due uomini, in casa sua in un appartamento di via Sammartino

La studentessa, che è fidanzata con un giovane del centro Africa, aveva accettato di essere accompagnata a casa da un conoscente del fidanzato e da un suo amico. L’abitazione era non molto lontana dal centro, in via Sammartino. I tre sono andati a piedi e il loro percorso è stato poi ricostruito dalla Procura grazie alle immagini di videosorveglianza delle strade. I tre avevano bevuto ma non tanto da essere ubriachi e la vittima ha dichiarato che era lucida a fine serata. Arrivati in casa della studentessa, i tre hanno bevuto qualcosa insieme, e poi, come ha dichiarato la studentessa, i due giovani le si sono avventati addosso violentandola.

La giovane, dopo aver parlato con un’amica, il giorno dopo è andata in ospedale e ha raccontato tutto ai medici. Da qui la denuncia alle Forze dell’Ordine. Le indagini sono state coordinate dal Procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dal Sostituto Luisa Bettiol.

La vicenda ieri ha visto una prima conclusione con l’arresto di uno dei due uomini, un ventottenne del centro Africa e amico della ragazza spagnola, riconosciuto dalla vittima, mentre l’altro presunto responsabile, connazionale dell’arrestato, è riuscito a far perdere le sue tracce. La misura cautelare è stata firmata dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini.

Le indagini, durate poco più di un anno, hanno identificato i due presunti violentatori. Il giovane sfuggito all’arresto ha 28 anni e si troverebbe in Francia. La studentessa è rientrata in Spagna. 

Adduso Sebastiano

Perugia, la nostra rubrica: Il parere del Direttore sul campionato dei Grifoni

Rubrica in video sul Perugia calcio: ogni martedì chiediamo il parere al nostro Direttore Mario Vollono, da anni appassionato di calcio anche delle serie minori, sul campionato disputato dai Grifoni e non solo. Quest’oggi da non perdere, tra gli immancabili grandi aneddoti del nostro Direttore, quello su Caserta versione giocatore allenatore:

Caro Direttore ci ritroviamo come ormai ogni martedì per l’analisi della Serie C, con focus sul Perugia Calcio. Partiamo dal vertice del Girone B

I 4 risultati utili consecutivi pongono il Perugia in altissima classifica. Sentendo l’assistente di Caserta stanno lavorando alacremente per mantenere questi ritmi. Già a partire dalla prossima settimana quando torneranno i tre match in una settimana. I campionati sono equilibrati in tutti e tre i gironi di C. Ci sarà lo scontro al vertice con il Padova nell’infrasettimanale, che non dico determinerà la vetta definitivamente ma dirà molto. Di mezzo c’è domenica la Sambenedettese. È una squadra che ci sta provando da diverso tempo al salto alla B. Ha ottime strutture di campo che gli consentono una buona organizzazione del lavoro. Ha tra i membri dirigenziali l’ex allenatore Stefano Colantuono, chiamato a realizzare questi obiettivi dal tavolo della scrivania. Partita che non sarà noiosa. E poi tante altre inedite analisi e succulenti aneddoti.

 

Carmine D’Argenio

 

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USA: grande democrazia con forti lacerazioni interne

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USA: grande democrazia in crisi con forti lacerazioni interne con due fazioni che rischiano la violenza armata, in diversi stati dell’Unione

USA: grande democrazia con forti lacerazioni interne

Abbiamo tutti sempre guardato – ed idealizzato – l’America come un grande Paese ed una grande democrazia. Ma da qualche tempo non sta dando certo un grande esempio al mondo. Con un presidente che esterna in continuazione attraverso i social in maniera sconsiderata, soffiando sempre sulle polemiche che accendono gli animi. Con una gestione della pandemia da Covid, per lo meno sciagurata ed irresponsabile. Spavaldamente, lui ed i suoi, non indossano la mascherina. Basta vedere i suoi comizi.

Durante la recente campagna elettorale le lacerazioni si sono esasperate. Molti hanno fatto la corsa a comprare armi, diffidando del risultato elettorale. Il presidente, dimenticando di essere il presidente di tutti gli americani, ha sempre appoggiato smaccatamente chi si arma e chi vuole farsi giustizia da sè. Come i caw boy da cui discendono.

Trump ha usato in politica la semplificazione semplicistica. Bandita l’argomentazione razionale, tutto è andato avanti per slogan ad effetto. Prima l’America e prima gli americani. Se vincono gli altri vi disarmeranno. Il Covid non esiste. Prima l’economia e poi la salute (vedi gestione della pandemia).

Il mondo occidentale ed i salotti buoni americani hanno sempre arricciato il naso alle “sparate” di questo parvenu della politica. Ma il popolo è rimasto come stregato da questo abile affabulatore. Prova ne siano i sondaggi pre elettorali che lo vedevano sfavorito rispetto allo sfidante democratico. Tutti giuravano (o speravano) che stavolta il sorpasso ci sarebbe stato. Ed eccoci all’election day ed ai risultati che vedono Trump e Biden testa a testa. In una lotta all’ultimo voto ed all’ultimo grande elettore, per raggiungere la fatidica quota dei 270 che sbarra la via alla Casa Bianca.

I sondaggi sono falliti perchè la radicalizzazione della società americana ha prodotto una inusuale affluenza alle urne stimata intorno al 67%. Mentre normalmente gli americani si recano a votare con percentuali attorno al 50%. A causa della pandemia, molti hanno preferito non recarsi ai seggi, ed hanno votato per posta. Era questo,  uno strumento usato marginalmente, perchè destinato ai soldati di stanza all’estero, al personale delle ambasciate e a qualche americano in giro per il globo. Ma stavolta al voto postale hanno fatto ricorso milioni di americani. Cosa mai successa. Questo mette a dura prova il sistema dello spoglio, che richiederà tempi lunghi in attesa di conoscere il risultato definitivo. Mentre Trump, con la sua solita arroganza ed impazienza, pretende che siano conteggiati solo  i voti espressi personalmente e quelli postali scrutinati fino alla giornata elettorale. Per lui vale il voto di “oggi” non quello di “domani”. Ma si tratta di voti legittimamente espressi e devono essere conteggiati fino all’ultimo. A norma di diritto. Ma Trump il diritto vuole forgiarselo a suo uso e consumo. E non è certo un bello spettacolo che la più grande democrazia sta offrendo al mondo.

Trump adesso ha gioco facile a dire che gli vogliono rubare la vittoria e che egli non lo permetterà. È un mantra che ripete da qualche mese, per gasare i suoi e per esorcizzare i sondaggi che lo davano in svantaggio. E vuole ricorrere all’Alta Corte, che ha appena “sistemato”,  piazzandovi un giudice di aria repubblicana. Con una maggioranza di sei giudici repubblicani sul totale di nove. Questo ovviamente alla faccia dell’indipendenza della magistratura. Tanti nostri politici nostrani, che si stracciano le vesti per le condizioni della nostra magistratura contaminata dalla politica, potrebbero fare qualche paragone e qualche riflessione edificante.

Una tornata elettorale caratterizzata da grande affluenza, dal fallimento dei sondaggi, da annunciate battaglie legali per il mare di ricorsi che sicuramente pioveranno.

Ma soprattutto dall’incertezza. In Italia ci lamentiamo che la sera delle elezioni non si sa chi ci governerà, e additiamo sempre le altre democrazie occidentali. I fatti recenti dimostrano che tutto il mondo è paese. E che anche una grande democrazia come l’America, non se la passa meglio. Doloroso notarlo, perchè “mal comune” non è  certo un “gaudio” per le nostre democrazie.

Carmelo TOSCANO

COLLEGATA:

Elezioni USA, ad ora è un pari ma Trump non ci sta

 

 

Comune di Pompei, arrestato 52enne: aveva addosso crack e cocaina

Comune di Pompei, pusher stabiese di 52 anni è stato arrestato dai carabinieri per detenzione di droga. Aveva addosso sia crack che cocaina.

Comune di Pompei, pusher stabiese arrestato: aveva addosso crack e cocaina

I carabinieri della Stazione di Pompei hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio un 52enne di Castellammare di Stabia già noto alle ff.oo. I militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli, hanno notato l’uomo che in atteggiamento sospetto si aggirava a piedi tra le vie della cittadina. Notata la pattuglia, ha cambiato direzione. Tuttavia, il suo movimento è stato notato dalle forze dell’ordine.

Il 52enne è stato, quindi, perquisito: nelle sue tasche 4,30 grammi di crack, 2,65 grammi di cocaina. Il tutto era accompagnato da un bilancino di precisione. Le sostanze stupefacenti erano già suddivise in dosi pronte per la vendita al dettaglio. L’uomo è finito in manette. Ora si trova agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Non si tratta del primo episodio di possesso e spaccio di sostanze stupefacenti evidenziato sul territorio. Il fenomeno torna periodicamente alla ribalta delle testate, ma stenta ad abbandonare la cronaca campana. L’attività di spaccio, ormai da anni, coinvolge anche le fasce più giovani del tessuto sociale.

Il persistere dell’attività non può essere altro che sintomo della costante presenza di acquirenti. Questi ultimi, inoltre, sono preoccupantemente sempre più giovani. E la tipologia di sostanze stupefacenti è ormai mutata.

Roberto Saviano, pluripremiato autore di Gomorra, ha scritto dell’argomento già nel suo romanzo d’esordio. Tuttavia, con il romanzo ZeroZeroZero sottolinea che sostanze che un tempo si presentavano con prezzi proibitivi per le fasce sociali meno abbienti, sono ormai alla portata di tutti.

È il caso, in particolare, della cocaina: un tempo, la droga dei ricchi. Mentre era l’eroina la sostanza che circolava con maggiore facilità tra il popolino, persino testata dalle associazioni criminali su disperati volontari che neanche potevano più permettersela.

Da anni, sono alla ribalta anche argomenti come la legalizzazione della marijuana: una questione controversa che appassiona e coinvolge soprattutto i più giovani, che ne sono anche i maggiori sostenitori. Tuttavia, l’argomento sembra restare sempre latente e il territorio sembra aver passivamente accettato la presenza di fenomeni di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti come se si trattasse di un elemento culturale e folkloristico di un territorio che, a differenza degli altri, stenta a nascondere le sue ferite, così come il suo volto più ridente.

Ma con l’avvento del fenomeno-cocaina sarebbe, forse, il caso di ragionare in modo più approfondito su questa ferita, che coinvolge molto più della sola compravendita illegale al dettaglio?

Lorenza Sabatino

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Ischia Calcio, ingaggiato il difensore Alfredo Capuano

L’Ischia ufficializza l’acquisto del difensore Alfredo Capuano, ex Real Forio e Barano

Continua la campagna di rafforzamento dell’Ischia Calcio. Dopo il tesseramento dell’isolano Gianluca Saurino, a poche ore di distanza giunge il comunicato dell’ingaggio del difensore Capuano, nato il 27 giugno 1996 a Pozzuoli. Si tratta di un giocatore, seppur non under, ancora giovane e di grandi prospettive, che nel campionato di Eccellenza vanta una buona esperienza.

Ecco il comunicato dell’Ischia in merito all’ingaggio di Capuano.

L’Ischia Calcio comunica di aver formalizzato l’ingaggio di Alfredo Capuano. Difensore classe ‘96, si è messo in mostra nelle ultime stagioni sulla nostra isola con le maglie di Forio e Barano. In precedenza tante esperienze importanti: cresciuto nelle giovanili del Catania, ha poi giocato con Palestrina, Serpentara, Noto e Tuttocuoio in Serie D e Paternó in Eccellenza.

Dal presidente d’Abundo e da tutta la società un caloroso benvenuto nella famiglia gialloblè.

Osimhen, quando il talento ha bisogno di tempo

Osimhen, quando il talento ha bisogno di tempo. I tifosi vogliono tutto e subito ma spesso ci sono dei “tempi tecnici” da rispettare.

Da Mister 70 milioni a brocco, il passo è breve. Quando vieni pagato tanto è convinzione diffusa che tu debba essere decisivo in tutte le gare. Ma non sempre è così, soprattutto se non hai ancora compiuto 22 anni ed è la prima vera esperienza in un top club. La strana parabola di Osimhen osannato fino a poco tempo fa ed ora già nell’occhio del ciclone criticato aspramente. Un gol in 7 partite non è sicuramente uno score invidiabile, ma dietro ai freddi numeri c’è molto altro.

Il lavoro oscuro

L’attaccante nigeriano non è il classico ariete che staziona nell’aria avversaria attendendo il pallone da buttare dentro. Lui è tutt’altro. Svaria molto su tutto il rettangolo di gioco, dialoga con i compagni, allarga le maglie della difesa avversaria. Un lavoro oscuro ma estremamente utile che porta gli avversari allo sfinimento grazie anche alla sua vivacità e freschezza. Detto ciò un attaccante ha il compito principale di siglare più reti possibili ed è proprio questo aspetto sul quale Vic deve migliorare. Una tecnica individuale da affinare così come deve da migliorare la freddezza sotto porta. È nella mente di tutti i tifosi il gol divorato contro il Sassuolo dopo la palla persa da Consigli. Lì un bomber non dovrebbe farsi pregare, pallone nel sacco e tutti ad abbracciarlo. Inevitabilmente il risultato finale nella sfida di domenica sera non fa altro che marcare queste carenze che agli addetti ai lavori erano ben note.

Il periodo particolare

Il momento è delicato e le diverse critiche che gli sono piovute addosso potrebbero non far altro che ricoprirlo ulteriormente di pressioni. Ma a dispetto della sua giovane età ha dimostrato di essere un ragazzo tutto d’un pezzo. Un ragazzo che, a causa della situazione particolare vissuta dalla sua famiglia nella periferia di Lagos, è dovuto crescere in fretta. Sono da ricordare anche le varie defezioni alle quali ha dovuto porre rimedio Gattuso. Prima lo stop di Insigne che rientrato si fa di nuovo male, poi anche le assenze causa Covid di Zielinski ed Elmas. Soprattutto il polacco è stato e sicuramente sarà una delle pedine decisive nel centrocampo azzurro. Mette a disposizione qualità e corsa al servizio della squadra, oltre al suo senso del gol.

Gli schemi di Gattuso

Una delle critiche che Gattuso ha fatto ai suoi al termine delle ultime sfide è proprio quella di servire poco e male l’attaccante ex Lille. Nel 4-2-3-1 varato quest’anno dall’allenatore calabrese, Osimhen è il terminale d’attacco ma dietro ha davvero tanta qualità. Basti pensare che Dries Mertens ha abbassato il proprio raggio d’azione proprio per non rinunciare alla sua qualità. C’è Insigne ad intermittenza mentre Politano è in grande spolvero, Lozano invece in fase calante. L’attenzione ricade proprio su coloro che dovrebbero innescare il talento nigeriano. Il Napoli spesso finisce per condurre un possesso di palla sterile che non riesce a sfociare in vere e proprie occasioni da gol. Poche volte si rilancia in avanti per permettere agli esterni di mettere in mostra la propria velocità. Le difficoltà riscontrate nelle ultime uscite derivano anche dall’atteggiamento assunto dalle avversarie. Uno degli esempi più lampanti è la gara di Europa League contro l’AZ, nella quale l’attenta difesa olandese ha concesso poco o nulla agli Azzurri costretti ad incassare addirittura la sconfitta interna.

L’inizio sprint

E pensare che fu proprio Osimhen a cambiare volto al Napoli nella prima giornata di campionato. Quando subentrò a Demme al minuto 61 e contribuì al cambio di passo degli Azzurri fino ad arrivare alla vittoria finale. Riuscì a richiamare le attenzioni degli avversari su di sé favorendo le incursioni dei compagni. Tuttavia con gli incontri ravvicinati e la lucidità che scarseggia non è facile rendere sempre al massimo.

Un periodo difficile che contribuirà alla crescita di un diamante che al momento è ancora un po’ grezzo ma che potrebbe iniziare a brillare molto presto.

Tutto chiuso per davvero: chiude anche l’ospedale di Sorrento

Tutto chiuso per davvero. Dopo il P.S. di Castellammare, quello di Gragnano e di Vico Equense, chiude anche l’ospedale di Sorrento.

Tutto chiuso per davvero: chiude anche l’ospedale di Sorrento

Tutto chiuso per davvero: chiude anche il P.S. di Sorrento. Che Paese è se in tempo di pandemia chiudono anche gli ospedali? Ma in tempi di dibattiti a livello mondiale sulla gestione del virus e sulle caratteristiche di quest’ultimo, pensiamo per un attimo al nostro territorio.

Gli ospedali stanno chiudendo. Il P.S. di Castellammare di Stabia, quello di Gragnano, di Vico Equense: ora chiude anche l’ospedale di Sorrento. Il bacino di utenza di una delle zone più densamente popolate d’Italia si ritrova a corto di possibilità e la situazione crea ansia e scontento generalizzato. Perché, si sa, non ci si ammala solo di Covid.

È dall’arrivo del virus in Italia (prima un evento episodico, poi una granata lanciata sui piccoli paesi del Nord) che il governo ci ripete di stare a casa per limitare la circolazione del virus. Guardando indietro, allo scorso marzo, sembra quasi un idillio.

Il problema da gestire era la paura, la necessità di confrontarsi con un nuovo ordine mondiale. Certo, non è stato facile abituarsi ad un nuovo scandire del tempo: i discorsi del premier Conte alla nazione, gli appuntamenti sui social col governatore De Luca (i cui spezzoni erano prontamente riproposti sui canali nazionali, come per i più divertenti tra gli sketch comici), ma soprattutto i canti dai balconi e gli omaggi ai nuovi eroi del Paese. Medici e infermieri sono stati per mesi elogiati per il loro lavoro, pianti quando caduti, i nomi e i cognomi scritti in testa ai quotidiani locali e nazionali.

Una cosa era certa: meglio non esser contagiati. Ma se fosse successo, saremmo stati in buone mani. E lo siamo ancora, se solo ai medici e agli infermieri non fossero sottratti gli strumenti per continuare a difenderci.

La cosiddetta seconda ondata si propone, epidemiologicamente e socialmente, come un’onda più alta della prima. Una composizione di lamentele e scontento diretti ai piani alti dell’amministrazione pubblica. Sui social impazzano le accuse verso il governo, verso gli amministratori di regione, verso i sindaci. Opposizioni e consiglieri comunali cercano di rispondere, ma non propongono soluzioni: pongono solo altre domande.

Guardando alla nostra storia umana e culturale possiamo evincere che mai il mondo è stato più lacerato da contrasti e divisioni: interne, esterne, tra diverse culture e all’interno delle stesse. Il virus, forse, non ha fatto altro che mettere in luce i punti deboli di tutti i Paesi del mondo.

Torniamo, quindi, al testo che ha sancito per secoli la dignità e il valore professionale di chi per mesi abbiamo chiamato eroe:

“Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:

  • di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, […] nel rispetto della dignità e libertà della persona cui con costante impegno scientifico, culturale e sociale ispirerò ogni mio atto professionale;
  • di ispirare la soluzione di ogni divergenza di opinioni al reciproco rispetto;
  • di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della professione”.

Coloro che abbiamo chiamato eroi non pongono domande, danno risposte e lo fanno coi fatti. Ispirandoci al giuramento a cui ognuno di loro è sottoposto potremo, forse, trovare anche risposta alle nostre domande.

Sicuramente, non saranno i cittadini a decretare di chi sia la colpa di tutto questo.

Lorenza Sabatino

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Elezioni USA: ad ora è pari, ma Trump si dichiara falsamente vincitore VIDEO

Elezioni USA: ad ora è un pari ma Trump non ci sta, alle 14:20 ora USA dichiara falsamente la vittoria, afferma sempre con enorme falsità ed improntitudine che i democratici vogliono rubare comunque il voto per cui vogliono ricorrere ai tribunali (nulla di più falso) e quindi, di conseguenza, annuncia già che allora anche lui ricorrerà alla Corte Suprema (ndr: Corte che lui si è acconciata a suo favore) e, nel frattempo, chiede che si stoppi il conteggio dei voti postali.

AGGIORNAMENTO ore 16:20 USA – 22:20 Italia:
la corsa verso i 270 grandi voti necessari per vincere quando mancano ancora 71 voti da assegnare.
Joseph R. Biden Jr. 253
Donald J. Trump 214 
AGGIORNAMENTO ore 14:27 USA – 20:27 Italia:
la corsa verso i 270 grandi voti necessari per vincere quando mancano ancora 87 voti da assegnare.
Joseph R. Biden Jr. 237
Donald J. Trump 214
AGGIORNAMENTO ore 12:15 USA – 18:15 Italia:
la corsa verso i 270 grandi voti necessari per vincere quando mancano ancora 98 voti da assegnare.
Joseph R. Biden Jr. 227
Donald J. Trump 213

Elezioni USA: ad ora è pari, ma Trump si dichiara falsamente vincitore

L’esito ad ora uscito dalle urne, e quindi dal conteggio dei voti in persona, da un sostanziale pari e lascia tutto ancora nel NI visto che sono da contare ancora decine di milioni di voti espressi per via postale, voto indigesto a Trump che continua a non volerlo avvalorare tanto che, alle 14:20 a.m. ora locale, si è presentato in pompa magna, con tanto di scorta e fanfara con inno, ai suoi sostenitori dichiarandosi falsamente vincitore, e non basta: ha anche tornato ad accusare gli avversari di volergli rubare il voto lasciando così intendere che, se non sarà rieletto, sarà praticamente una guerra. Guerra che si spera sia solo verbale e giudiziaria con il “solo” danno di immagine per la democrazia americana ed il protrarsi ancora per settimane dell’incertezza sull’esito reale del voto. Si spera perché, a questo punto, la porta dietro la quale Trump aveva “chiuso” la parte violenta dei suoi sostenitori invitandoli però allo “stare attenti; stare all’erta”, comincia a stridere e ad aprirsi con le temute conseguenze che hanno portato banche, uffici, negozi e finanche la stessa Casa Bianca, a barricare vetrine e ingressi dando così un segno evidente del timore di azioni inconsulte e violenti che, chiaramente, potrebbero arrivare (e al caso arriveranno) da un sola parte: dai repubblicani spalleggiatori di Trump.

https://youtu.be/fbe7PjnJfKY

 Trump si è presentato nella East Room della Casa Bianca dove ad attenderlo c’erano circa 250 invitati dicendo:

Ringrazio gli americani, abbiamo vinto ovunque, risultati fenomenali

Andremo alla Corte Suprema, questa è una frode per gli americani e un imbarazzo per il Paese”.

Questa è una frode, è un imbarazzo per gli Usa. Eravamo pronti a vincere questa elezione e sinceramente ritengo che l’abbiamo vinta. Andremo alla Corte Suprema. Non vogliamo che vengano trovate delle urne e siano aggiunte alla lista…. eravamo pronti a celebrare un grande successo, ma la nostra vittoria è stata improvvisamente sospesa” 

Sull’altro versante, Biden che aveva parlato prima di Trump, ore 02:20 a.m. ora locale, dal canto suo ha correttamente dichiarato che nulla si può ancora dire visto che, alla situazione data, i voti giunti per posta, e che sono ancora da contare per decine di milioni, saranno decisivi per cui, anche se si dice certo di poter vincere, invita ad attendere.

Biden, ci vorrà tempo ma vinceremo in Pennsylvania

Il risultato delle elezioni presidenziali, ha detto Joe Biden parlando a Wilmington, Delaware: “potrebbe non essere noto sino a mercoledì mattina (stasera in Italia) o più tardi”

“Ci vorrà tempo per contare i voti ma vinceremo in Pennsylvania – ha aggiunto -. Naturalmente ci sono stati dei voti anticipati e quindi bisognerà essere pazienti e aspettare lo spoglio completo. Ogni singola scheda va conteggiata. Non spetta a me o a Trump decidere chi ha vinto queste elezioni. Spetta a voi, spetta al popolo”. 

“Mia nonna mi diceva sempre “Forza, mantieni la fede”. E io lo dico a voi: mantenete la fede”.

Due diversi modi di parlare e di saper pesare le parole: consapevoli e compassate quelle di Biden, irresponsabili e da bullo quelle di Trump che, ancor prima di vedere come si chiuderà realmente il conteggio alla urne, e poi quello postale, fa conteggio dei voti a modo suo e annuncia sin da ora il ricorso alla Corte Suprema per contestare qualsiasi eventuale risultato che non dia a lui la vittoria.
Insomma. la lunga notte del post voto in America mi ha riportato alla memoria la seconda e, soprattutto, la terza legge di Murphy che poi è quella che si temeva di più:

2. Tutto richiede più tempo di quanto si pensi.
3. Se c’è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo,

ed è in questo scenario che prendono corpo le peggiori aspettative temute da prima delle elezioni per cui, anche per questa situazione non resta che sperare che tutto vada bene. Ma si teme che sarà difficile!

Elezioni USA ad ora, mercoledì mattina 041120 data italiana

Elezioni USA: ad ora è pari, ma Trump si dichiara falsamente vincitore / Stanislao Barretta

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Sequestro e misure cautelari a seguito del fallimento della Palermo calcio (VIDEO)

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La GdF di Palermo e di Roma hanno dato esecuzione a 5 misure cautelari con 2 arresti. Sequestro di beni per oltre un 1.300.000 euro.

Su delega della locale Procura della Repubblica, i finanzieri del Comando Provinciale di Palermo e del Nucleo Speciale Polizia Valutaria di Roma con l’operazione “Tempi supplementari” hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo nei confronti di cinque persone: due destinatari di custodia cautelare in carcere e sono i fratelli Tuttolomondo, Salvatore e Walter.

In tre sottoposti alla misura dell’obbligo giornaliero di presentazione alla polizia giudiziaria e alla misura interdittiva del divieto di esercitare imprese, uffici direttivi di persone giuridiche o professioni per la durata di un anno: Roberto Bergamo, Tiziano Gabriele e Antonio Atria. Sequestrati beni per oltre un milione trecentomila euro.

Agli indagati vengono contestati a vario titolo i reati di bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di imposte con crediti inesistenti, autoriciclaggio e reimpiego, reati di falso e di ostacolo alle funzioni di vigilanza della Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistico della Federazione Italiana Giuoco Calcio (COVISOC).

Le indagini condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo – Gruppo Tutela Mercato Capitali – e dal III Gruppo del Nucleo Speciale Polizia Valutaria, coordinate da un pool di Sostituti coordinati dal Procuratore Aggiunto Salvatore de Luca, prendono le mosse dalla cessione delle quote della US Città di Palermo effettuata nel corso del 2019 al prezzo di soli 10 euro a favore della SPORTING NETWORK s.r.l., società controllata dalla ARKUS NETWORK s.r.l., riconducibile ai fratelli Tuttolomondo.

Questi ultimi – come ricostruito grazie a intercettazioni telefoniche, accertamenti bancari e analisi di documenti – si sono resi responsabili di gravi reati nel corso dell’acquisizione e della successiva gestione della predetta società calcistica.

Le indagini hanno consentito di appurare come i principali indagati – avvalendosi della collaborazione di professionisti e di ulteriori soggetti di fiducia – abbiano:

saldato debiti fiscali mediante utilizzo in compensazione di crediti fiscali inesistenti, per 1,4 milioni di euro;

effettuato false comunicazioni alla COVISOC in relazione all’assolvimento degli adempimenti relativi al pagamento degli stipendi ai dipendenti e al versamento delle imposte;

in pendenza di richiesta di concordato preventivo, effettuato pagamenti non autorizzati dal Tribunale di Palermo, per oltre 200.000 euro a favore di professionisti di riferimento in danno degli altri creditori;

distratto la somma di 341.600 euro dal conto corrente della società calcistica a favore di una società a loro riconducibile priva di reale operatività, giustificando l’operazione quale anticipo del compenso previsto per l’affidamento di un incarico di consulenza in realtà simulato;

provveduto successivamente a impiegare la predetta somma in ulteriori attività economiche, in modo da celarne la provenienza delittuosa.

A giugno del 2019 la US Città di Palermo, non avendo dunque regolato entro i termini previsti, gli adempimenti richiesti sia in materia di pagamento delle imposte sia in merito alla corresponsione degli stipendi e degli emolumenti spettanti a calciatori e dipendenti, non otteneva l’iscrizione al campionato di Serie B, in quanto la Lega Calcio e la COVISOC non ritenevano sussistenti i requisiti minimi previsti dalla normativa in materia.

Il fallimento della Palermo calcio era stato dichiarato il 18 ottobre dal Tribunale di Palermo, accogliendo la richiesta della Procura. Il fallimento riguardava la vecchia società Rosanero Us Città di Palermo Spa per cui la Procura aveva già chiesto lo stato di insolvenza, istanza che in un primo tempo era stata respinta.

Una nuova istanza di fallimento era stata quindi presentata dai Pm e dai giocatori della squadra e secondo i Giudici questa “risultava acclarata la sussistenza dello stato di insolvenza tenuto conto delle ingentissime esposizioni debitorie gravanti sulla società”.

L’odierna operazione eseguita dalla Guardia di Finanza, sotto la direzione della Procura di Palermo, si inserisce nel quadro delle linee strategiche dell’azione del Corpo volte a rafforzare l’azione di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria connotati da maggiore gravità, nonché all’aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, al fine di tutelare le imprese oneste che operano nel rispetto della legge.

Adduso Sebastiano

(VIDEO IN ELABORAZIONE)

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Carlo Ametrano santo per un giorno? Cinque anni fa diventava scrittore!

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Oggi, nel giorno del suo onomastico, abbiamo avuto il piacere di sentire Carlo Ametrano, lo scrittore stabiese che cinque anni fa decise di scrivere il suo primo libro dedicato ad Ayrton Senna

Sono passati altri cinque anni da quando vi raccontavamo del primo anniversario della pubblicazione del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” di Carlo Ametrano che vide la luce il 4 novembre 2015.

Come ogni anno intervistiamo lo stabiese Ametrano che nonostante il grande successo ottenuto dal suo libro risulta ancora emozionato; segno di una persona dall’animo pulito.

La scelta di pubblicare il libro il 4 novembre di cinque anni fa non è stata casuale, ma dettata dalla volontà di Carlo di ricordarsi per bene questa data importante della sua carriera professionale. Grazie all’aiuto dei suoi amici Gaetano Maresca, titolare del ristorante Sedil Dominova, e Giovanni Petagna dell’omonima tipografia è riuscito a coronare il suo sogno, cioè quello di realizzare anche lui un’opera editoriale dedicata all’asso brasiliano di Formula Uno.

Da quel giorno il 4 novembre non è più per lui solo il giorno del suo onomastico ma una sorta di compleanno (nascendo come scrittore) che ha un significato in più: il suo impegno per mantenere viva la memoria del campione di Formula Uno Ayrton Senna.

In quest’anno tante sono state le tappe percorse dallo scrittore stabiese, tappe in cui ha sempre ottenuto grandi riconoscimenti per la sua opera editoriale. Oggi come allora Carlo ricorda quel giorno con immensa emozione e non si sarebbe mai aspettato un successo mondiale di tale portata.

Purtroppo come ha sottolineato anche lui, questo COVID 19 sta creando problemi seri a tutti e anche a lui con tante limitazioni negli spostamenti. Il suo augurio è che questa epidemia passi in fretta. Oggi ci ha confidato che nonostante sia il suo onomastico, se ne starà in casa per limitare i contatti con altre persone.

Restate collegati su ViViCentro per conoscere cosa avrà in mente Carlo nei prossimi mesi.

Se lo volete, potete ascoltare la nostra telefonata di questa mattina allo scrittore stabiese:

Real Madrid-Inter pagelle: Hakimi il peggiore in campo, Benzema il migliore

Finisce 3-2 per il Real Madrid contro l’Inter nella partita valida per la 3a giornata di Champions League. I blancos sul 2-0 ma poi la rimonta dei nerazzurri. Nel finale la decide Rodrygo. Chi sono i migliori e i peggiori della sfida di Madrid? Lautaro e Perisic i migliori dell’Inter; Rodrygo entra e decide il match.

Real Madrid

Courtois 6,5: non può nulla sui due gol subiti, ma fa due ottime parate nel primo tempo, in particolare una su Lautaro, dove salva la sua squadra.
Vazquez 6: viene schierato terzino destro, ma lui di ruolo è un’ala offensiva. Difende bene dagli attacchi dell’Inter e in avanti dà una mano in più ai suoi.
Varane 5,5: il più in difficoltà della difesa dei blancos; arriva prima in ritardo su Lautaro in occasione del primo gol, poi nel secondo non copre bene Perisic, quando i nerazzurri riacciuffano la partita.
Ramos 7: in difficoltà nei primi minuti, cresce tantissimo con il trascorrere della partita. L’incornata è perfetta per il momentaneo 2-0 per il Real. Sono 103 gol in carriera, per un difensore centrale.
Mendy 6,5: fa una partita di grande sacrificio su Hakimi, riuscendo a contenerlo senza problemi.
Valverde 6,5: grande partita per il giovane centrocampista del Real. Gioca con personalità e mette in difficoltà il centrocampo avversaio.
Casemiro 5,5: si limita al compitino lungo tutta la partita, calando negli ultimi minuti.
Kroos 6: solita gestione perfetta del palleggio. Smista in modo pulito ogni pallone che passa per il centrocampo.(dal 78′ Modric SV)
Asensio 6: subito pericoloso a inizio partita, cala con il passare dei minuti. Decisamente meglio chi gli subentra a inizio ripresa. (dal 63′ Rodrygo 7: alla fine la risolve il classe 2001 brasiliano. Entra dalla panchina e trova il gol che tiene in vita il Real Madrid.)
Benzema 7: partita splendida dell’attaccante francese. Fa salire la squadra, combatte con i difensori e trova il gol del 1-0 superando agilmente Handanovic.
Hazard 6: ha qualità, ma non riesce a imporsi. E’ coperto bene da D’Ambrosio ed esce dopo un’ora di gioco. (dal 63′ Vinicius jr. 6,5: anche lui giovanissimo come Rodrygo e anche lui decisivo come il connazionale, servendo l’assist per il gol del 3-2.)
All.Zidane 6: il suo Real soffre il gioco dell’Inter. Spreca il doppio vantaggio del primo tempo, ma lo salvano i cambi.

Inter

Handanovic 6: non può nulla sui tre gol subiti. A iniizo partita fa un grande intervento su Asensio, mentre nel recupero fa salva dopo l’incursione di Benzema.
Bastoni 5,5: partita difficile per il difensore nerazzurro. Nel primo tempo regge su Asensio, ma nella ripresa, con l’ingresso di Rodrygo, va in tilt.
De Vrij 5:serata no per il centrale olandese. In ritardo in copertura sul gol di Ramos e, a fine partita, scende a centrocampo lasciando la difesa scoperta in occasione del gol del 3-2.
D’Ambrosio 5: gioca una buona partita nel primo tempo, quando deve coprire Hazard. Nel secondo tempo, invece, va in seria difficoltà quando entra Vinicius.
Hakimi 4: prestazione sciagurata dell’esterno marocchino. Il retropassaggio sbagliato è imperdonabile e, in più, non garantisce la solita qualità di sempre nella spinta offensiva.
Barella 6,5: gioca un’altra partita di spesso: lotta sempre su ogni pallone, anche se qualche volta eccede di foga; fa un assist eccezionale con il tacco per il gol di Lautaro. (dal 77′ Gagliardini SV)
Brozovic 6: partita di qualità per il centrocampista croato. Gestisce bene il possesso, è bravo in interdizione e nel verticalizzare.
Vidal 5: nel primo tempo perde tantissimi palloni; è aggressivo fin troppo e viene ammonito dopo un fallaccio su Vazquez. Tenta anche un tiro dalla distanza, ma è impreciso. (dal 87′ Nainggolan SV).
Young 6: nel primo tempo si limita alla copertura, mentre nel secondo tempo sale in cattedra, con qualche buona incursione.
Perisic 7: secondo gol di fila per il croato dell’Inter. Come seconda punta riesce a dare una mano a Lautaro. Il gol del momentaneo pareggio non basta ad ottenere punti. (dal 77′ Sanchez SV)
Lautaro 7,5: dopo qualche prestazione sottotono, ritorna il Toro. E’ subito pericolo, ma Courtois fa una gran parata. Segna il gol del 2-1 dopo una bellissima combinazione con Barella e serve l’assist a Perisic per il pareggio nerazzurro.
All.Conte 5,5: l’Inter gioca una grande partita. La rimonta compiuta vuol dire tenacia e qualità. I cambi però sarebbero dovuti arrivare prima e molti giocatori sono arrivati stanchi nel momento chiave della partita.

A cura di Claudio Savino

 

Real Madrid – Inter 3-2: nerazzurri sconfitti a Madrid e ultimi nel girone

Partita stupenda allo stadio Alfredo di Stefano: al doppio vantaggio dei padroni di casa, l’Inter risponde con Lautaro e Perisic. Il gol di Rodrygo fa sorridere Zidane. Adesso per i nerazzurri si complica la strada per gli ottavi di finale.

Finisce 3-2 la sfida tra Real Madrid e Inter. I galacticos, con il doppio vantaggio targato Benzema-Ramos, subiscono la rimonta nerazzurra prima con Lautaro nel primo tempo, poi il pareggio di Perisic nel secondo. A dieci minuti dalla fine, il gol di Rodrygo fissa il punteggio finale sul 3-2 per il Real Madrid. La squadra di Conte ultima nel girone con due punti in tre partite.

Primo tempo molto divertente tra Real Madrid e Inter nella sfida di Valdedebas. I blancos spingono subito e trovano la prima occasione con Asensio, che, però, trova la risposta di Handanovic. Dopo poco sono i nerazzurri a farsi sentire con Barella che colpisce la traversa. Al 25′, Hakimi sbaglia clamorosamente la misura del retropassaggio e serve Benzema che, prima supera agilmente Handanovic, e poi spinge in rete per il gol del 1-0. Gli uomini di Conte subiscono il colpo e al 33′ il Real Madrid trova il raddoppio con Sergio Ramos su azione da calcio d’angolo. Ma l’Inter riesce subito a rialzare la testa ed accorciare le distanze: solo 2′ minuti più tardi, Barella, con il tacco al volo, chiude il triangolo con Lautaro, che spara in rete per il 2-1.

Il secondo tempo comincia con un’Inter più aggressiva e in pieno possesso del gioco. Il palleggio dei primi minuti, però, non riesce a concretizzarsi in un’occasione, ma la reazione era evidente. I nerazzurri s’impongono fino al 68′: Lautaro riesce a servire Perisic in area di rigore; il croato difende bene il pallone e trova il gol del 2-2. La squadra di Milano allora aumenta il ritmo e approfitta degli spazi concessi dagli avversari, ma le occasioni di Lautaro e Perisic in contropiede vanno di poco fuori. Al 79′ la prima vera occasione del Real Madrid nel secondo tempo: su azione di contropiede, Vinicius serve Rodrygo, entrato al posto di Asensio, che scarica il pallone in porta che porta di nuovo in vantaggio i blancos

A cura di Claudio Savino

Lega Pro, definiti 3 scenari in caso di stop al campionato per Covid

Lega Pro, definiti 3 scenari in caso di stop al campionato per Covid. Le ipotesi verranno sottoposte all’Assemblea di Lega e poi al Consiglio federale

Lega Pro, definiti 3 scenari in caso di stop al campionato per Covid

 

Nel corso del consiglio direttivo odierno di Lega Pro, sono stati delineati i tre possibili scenari in caso di stop al campionato per un aggravamento della pandemia da Covid-19.

Le tre soluzioni verranno sottoposte prima all’approvazione dell’assemblea di Lega e poi verranno presentate al prossimo consiglio federale che prenderà la decisione definitiva.

Di seguito le tre soluzioni possibili e la nota pubblicata sul sito ufficiale di Lega Pro.

1) slittamento calendario senza playoff;
2) solo girone d’andata con playoff e playout;
3) playoff allargati per determinare tutte le promosse.

“3 novembre 2020. Alla vigilia di un nuovo Dpcm, il consiglio direttivo della Lega Pro si è riunito in video conferenza per confrontarsi sull’attuale situazione in cui versano le squadre di Serie C e sui possibili scenari che dovessero aprirsi nel caso in cui il campionato non potesse essere portato regolarmente a termine a causa della pandemia.

Ampio spazio della riunione è stato dedicato al budget di Lega Pro per la stagione 20-21, che è stato formulato con l’obiettivo di ricercare un equilibrio dei conti, considerando le difficoltà dello scenario contingente legate al Covid-19. In particolare, il budget prevede precisi risparmi di spesa, che tuttavia mantengono alto il livello dei servizi ai club, i cui standard devono essere mantenuti tali, soprattutto nel difficile passaggio di crisi legato all’emergenza pandemica.

Il Direttivo ha posto in rilievo il grande senso di responsabilità dei club in questa delicata fase del Campionato ed ha ringraziato gli uffici di Lega per il lavoro svolto per consentire la disputa delle gare. Ferma la volontà di continuare a giocare e di portare a termine regolarmente la stagione, il Direttivo ha poi analizzato i possibili scenari che si potrebbero verificare nel caso in cui dovesse esserci un peggioramento della situazione epidemiologica del paese tale da portare alla sospensione del Campionato di Serie C.

“Vogliamo giocare, ma la pandemia ci obbliga a giocare d’anticipo, in questa situazione così complessa dobbiamo essere ancora più pronti e reattivi nel pianificare e gestire tutte le eventuali emergenze che dovessero sopraggiungere. Stiamo lavorando su varie ipotesi da sottoporre all’Assemblea di Lega e quindi al Consiglio Federale” dichiara Francesco Ghirelli, presidente Lega Pro.

Infine, durante il Direttivo è stata rimarcata la necessità di un intervento del governo, perché tenga in considerazione anche le società d calcio di Serie C tra le destinatarie delle prossime misure di ristoro. “Siamo in contatto con il governo e con i decisori pubblici ai quali rappresentiamo non gli interessi, bensì i bisogni di un comparto come il nostro che sul territorio ha un ruolo chiave, sociale prima ancora che economico. La situazione è davvero difficile, confidiamo in misure concrete e strutturali” conclude Ghirelli”. 

 

a cura di Natale Giusti