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Editoriale Napoli SSC Napoli - primo piano

Europa League o Serie A: Gattuso costretto a scegliere?

Europa League o Serie A: Gattuso costretto a scegliere?

Ci troviamo ancora all’inizio di una stagione che ci si aspettava essere  tosta per diversi motivi, ma l’interrogativo che comincia già a porsi l’ambiente azzurro è: la squadra di Gattuso è in grado di dare il massimo competendo al meglio entrambe le competizioni?

La rosa permette un turnover affidabile?

Lo avevamo detto già ad inizio stagione: Giuntoli è stato in grado di consegnare a Gattuso una rosa lunga e completa. Il Napoli è forse la squadra costruita meglio, dal punto di vista dell’organico, di tutta la Serie A insieme al Milan. Non è un caso che le due siano nei piani alti della classifica. Il mister ha a disposizione 2 giocatori di grande affidamento per ogni ruolo se facciamo riferimento al classico 4-3-3. Il Napoli delle ultime uscite è pero sceso in campo con il 4-2-3-1, modulo che alla lunga potrebbe causare problemi in vista dei tanti incontri ravvicinati. Se Gattuso prevede il costante utilizzo di 4 giocatori offensivi, è necessario che giocatori come Elmas, Zielinski e all’occorrenza Fabian Ruiz siano nelle condizioni di essere spostati nel reparto offensivo. Il ruolo che sembra maggiormente essere carente di alternative è sicuramente quello di regista offensivo alle spalle di Osimhen. Attualmente il mister sta impiegando Mertens in questa posizione, ma il belga sta riscontrando importanti difficoltà nelle ultime partite.

Sono realmente già tutti arruolabili?

La rosa a disposizione di Gattuso è lunga, ma ci sono ancora alcuni giocatori che sembrano essere in ritardo di condizione. In difesa Ghoulam e Malcuit sembrano non essere al livello per potersela giocare con gli altri elementi del reparto difensivo azzurro. I centrali sono già rodati e rappresentano attualmente il punto di forza dell’intera rosa. Rrahmani ancora deve esordire e nulla possiamo dire quindi a riguardo. A centrocampo il mister ha dovuto fronteggiare l’assenza causa covid di Elmas e Zielinski, rientrati solo per l’ultimo match casalingo con il Sassuolo. Bakayoko sembra essere già diventato un insostituibile della mediana azzurra e il partner di reparto è Fabian Ruiz. Il gigante francese non è ancora al 100%, ma il suo contributo è sempre importante e decisivo. Lo spagnolo sembra accusare l’assenza di ricambi e sta stringendo i denti, ma è evidente come non possa tenere questi ritmi per tutta una stagione. Lobotka e Demme appaiono fuori forma e spaesati nel nuovo modulo. In attacco stanno giocando tutti con continuità, forse troppa. Anche a causa dell’infortunio di Insigne, quei 4 giocano senza rifiatare ogni 3 giorni. I ritmi sono altissimi e la lucidità in alcune occasioni viene a mancare, errori che vengono pagati molto quando l’avversario è di livello. Il Napoli ha urgente bisogno che Osimhen cacci l’istinto da bomber di area di rigore che concretizza le poche occasioni che gli capitano in match chiusi e difficili da sbloccare.

E’ necessario fare già una scelta?

I ritmi di questo inizio di stagione, complici gli impegni con le nazionali, sono veramente frenetici. Le squadre si trovano a giocare ogni 3 giorni e gli infortuni sono sempre più frequenti, senza dimenticare le positività al covid che rendono il tutto più incerto. La sensazione è che il Napoli non sia forse in grado di lottare al meglio per entrambe le competizioni. L’Europa League è una competizione sottovalutata da molti, priva i giocatori di molte energie ed è veramente difficile arrivare fino alla finale e conquistare il trofeo. La fase a gironi comprende squadre abbordabili, alla portata anche delle seconde linee a disposizione di Gattuso, ma nella fase ad eliminazione diretta le compagini diventano di livello e richiedono una spesa energetica non indifferente. Il campionato di quest’anno dà l’impressione di essere il più equilibrato degli ultimi anni. Non ci sono squadre invincibili e non ci sono mai state così tante pretendenti al titolo. L’impressione è che il Napoli possa avere più speranze alla lunga per giocarsela in campionato piuttosto che in Europa League. Bisogna inoltre considerare che gli azzurri, dopo tanti anni, non partecipano quest’anno alla Champions League e sono stati privati di quegli introiti ad essa legata che sono fondamentali per la società. Puntare sull’Europa League, rischiando di uscire dalle prime 4 del campionato, potrebbe comportare difficoltà economiche e la cessione di diversi big. La domanda è quindi: sicuri che il gioco vale la candela? Spetta a Gattuso l’ardua scelta.

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Francesco Saverio Aprea

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