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Napoli: emesse ordinanze di misura cautelare vs 8 persone

I finanzieri della Compagnia Pronto Impiego di Aversa hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal G.I.P. nei confronti di 8 persone .

Napoli: emesse ordinanze di misura cautelare vs 8 persone

NAPOLI- Nella mattinata odierna, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i finanzieri della Compagnia Pronto Impiego di Aversa (Ce) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di 8 persone (di cui 2 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 2 destinatari del divieto di dimora nelle province di Napoli e Caserta) per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale.
Le attività investigative hanno consentito di ricostruire un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati che attraverso una struttura associativa con base operativa in Casal di Principe (Ce) e San Cipriano d’Aversa (Ce) e con collegamenti in diverse regioni italiane, si erano specializzati nella sistematica emissione di fatture per operazioni inesistenti, relative alla fornitura di materiali da costruzione, noleggio di attrezzature e prestazioni d’opera, utilizzando a tale scopo un gruppo di società “cartiere” intestate a prestanome compiacenti.
ln particolare, sono state individuate sei società con sede nelle province di Caserta e Benevento le quali, nel periodo dal settembre 2016 al giugno 2020 – secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP – hanno emesso fatture false per oltre 8 milioni di euro a favore di ben 142 imprese operanti nel settore edile e ubicate prevalentemente in Campania ma anche in altre regioni fra cui l’Emilia-Romagna, l’Umbria, il Lazio, la Toscana e la Lombardia.
Per simulare l’effettività delle operazioni commerciali oggetto delle false fatturazioni, le aziende destinatarie pagavano i relativi corrispettivi tramite bonifici bancari in favore delle predette società “cartiere” le quali, una volta ricevute le somme sui rispettivi conti correnti, procedevano a prelevarle in contanti tramite i loro titolari.
Il denaro prelevato veniva consegnato, successivamente – attraverso alcuni emissari (C.d. “capi squadra’) incaricati alla materiale riscossione nelle mani dei promotori dell’organizzazione i quali, dopo aver trattenuto una percentuale a titolo di compenso per il “servizio” reso (mediamente il 15% dell’imponibile delle fatture emesse), trasferivano la restante parte agli imprenditori che avevano disposto i bonifici iniziali.
Le condotte delittuose hanno consentito alle società di beneficiarie di notevoli riduzioni d’imposta derivanti dalla contabilizzazione di costi fittizi nonché della relativa Iva a credito assicurandosi, inoltre, grandi disponibilità di denaro contante “non tracciato”, per un totale complessivo di circa 3,2 milioni di euro (di cui 2 milioni per le imposte evase e 1 derivanti dai compensi percepiti dai promotori).
E’ stato, quindi, disposto il sequestro preventivo, anche in forma per equivalente, dei beni e delle disponibilità finanziare in capo agli indagati per un valore corrispondente ai predetti profitti.

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

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Castellammare di Stabia : Scala sullo sciacallaggio mediatico

Castellammare di Stabia: non ha tardato a farsi sentire la voce di Tonino Scala in merito allo ” sciacallaggio mediatico ” esploso in questi ultimi tempi.

Castellammare di Stabia : Scala sullo sciacallaggio mediatico

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- Tonino Scala ha espresso in poche righe, quelle che sono le sue considerazioni in merito allo ” sciacallaggio mediatico ” che ha preso piede a seguito degli episodi verificatesi negli ultimi tempi.

C’è chi continua a parlare di sciacallaggio mediatico: al peggio non c’è mai fine.

Un disco rotto, una narrazione violenta e insopportabile che non si ferma nemmeno davanti alle scene che dovrebbero rendere tutti un po’ più umani.

Nel frattempo i sindacati, i medici, gli operatori, vanno in Procura.
Quelli del San Leonardo. Di Castellammare. La mia città. Capitale di un disastro annunciato.

Quelli del 118, quelli che hanno contratto il covid nella prima fase, in Primavera quando mancava tutto, anche il buonsenso.
Trattati come carne da macello: ai piedi buste della spesa.

I medici erano in rivolta allora, lo sono ancor più oggi: La seconda ondata è di gran lunga peggiore.
Chi ha sbagliato paghi, dicono. A maggior ragione oggi che si volgono alla Procura della Repubblica presentando un voluminoso dossier su errori e inefficienze.

Eppure mi ricordo quel periodo. C’era chi mi attaccava gratuitamente dicendo che stavo facendo del male alla città: non potevo parlare male del San Leonardo. Come dire… i panni sporchi si lavano in famiglia. A me sta famiglia non è mai piaciuta!

Quegli operatori, in sette mesi hanno vissuto sulla loro pelle tutte le inefficienze del sistema sanitario regionale. Sono stati in prima linea senza i dispositivi adeguati. Avevano tute di carta comprate con i loro soldi dal ferramenta al posto dei calzari buste vuote della spesa e mascherine non a norma.
A loro mi sento di dire grazie.

A chi ha difeso l’indifendibile non dico nulla penso alla loro buona fede, quando si tifa, si venera, si ama, la lucidità viene sempre a mancare.

A Lui, il Magliaro chiedo un po’ di serietà, sobrietà e senso delle istituzioni: la sceneggiata è finita, qui c’è gente che muore, ci sono operatori sanitari che vanno ringraziati per aver lavorato in condizioni pessime per essere stati trattati come carne da macellare.
Bisognava e bisogna essere seri.
Ora, non domani. Ora.
Fate presto!
Tonino Scala

 

 

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania
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Terzo trimestre: diminuiscono i certificati ma aumentano i giorni di malattia

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Terzo trimestre. Osservatorio Polo Unico di Tutela della Malattia: diminuiscono i certificati ma aumentano i giorni di malattia.

Terzo trimestre: diminuiscono i certificati ma aumentano i giorni di malattia

Nel terzo trimestre 2020 sono pervenuti all’Inps 3.501.481 certificati di malattia, di cui l’81,5% dal settore privato. Nello stesso periodo del 2019 i certificati erano stati 3.948.078 e la componente privata pari all’80,3%.

La riduzione complessiva del terzo trimestre, dovuta sostanzialmente agli effetti di un ricorso generalizzato al lavoro in modalità agile a causa dell’epidemia di coronavirus, è pari al -16,9% per il settore pubblico e al -10% per il settore privato, con riduzione pressoché equivalente (-8,9%) in entrambi i settori nelle regioni del Nord, mentre si registra una differenza più marcata per le regioni del Centro (-22,6% per il pubblico e -13,9% per il privato) e del Sud (-21,3% il pubblico e -9,1% il privato).

Ad una diminuzione del numero di certificati corrisponde un aumento, seppur contenuto, dei giorni di malattia, in particolare nel settore privato (+2,4%). Il numero delle giornate medie di malattia per certificato passa da 5,9 a 6,7 per il settore privato e da 6,0 a 7,3 per il pubblico, un andamento che induce a pensare che i lavoratori si rivolgono al proprio medico soprattutto per patologie che richiedono più giorni di malattia evitando di farlo per malattie meno gravi.

L’emergenza sanitaria ha avuto, come prevedibile, notevoli ripercussioni anche sull’attività ispettiva. Gli accertamenti medico- fiscali sono ripresi su tutto il territorio nazionale il 10 agosto, dopo la sospensione iniziata il 9 marzo. Nel terzo trimestre 2020 sono state effettuate 92.448 visite mediche di controllo, il -59,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una drastica diminuzione di quelle datoriali rispetto a quelle d’ufficio.

Rispetto al terzo trimestre 2019, il tasso di riduzione della prognosi (che misura il numero di visite con riduzione della prognosi rispetto al numero delle visite effettuate) risulta in aumento sia nel settore privato che in quello pubblico, così come il numero medio dei giorni di riduzione prognosi.

Il tasso di idoneità (che misura il numero di visite con esito di idoneità al lavoro rispetto al numero di visite effettuate) è stabile per le visite d’ufficio di entrambi i settori, ma si riscontra una forte diminuzione per quelle datoriali.

Lorenza Sabatino

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Capua (CE): rinvenuta trappola artigianale per la cattura dei cinghiali

Capua (CE): i Carabinieri Forestale sequestrano una trappola artigianale per la cattura di cinghiali vivi sui colli Tifatini.

Capua (CE): rinvenuta trappola artigianale per la cattura dei cinghiali

Capua (CE): I militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di Caserta hanno rinvenuto sui colli Tifatini, alla frazione Sant’Angelo in Formis, loc. “Bosco San Vito”, più precisamente presso un terreno agricolo, una grossa e pesante trappola realizzata in elementi tubolari in ferro elettrosaldati e rete metallica, utilizzata per la cattura di cinghiali selvatici che popolano la circostante vasta area boscata.

La trappola è risultata posizionata in prossimità di un’abbeverata artificiale ove i cinghiali si portano durante la notte per rifocillarsi. La trappola artigianale, risultata efficace ed in funzione, aveva il portello a chiusura basculante aperto e pronto a scattare.

Prima di procedere al sequestro della trappola, a carico di autori da identificare, per il reato di caccia con mezzi non consentiti, si è provveduto a rendere la stessa inefficiente ed evidenziando lo stato del sequestro con cartello ammonitore e banda segnaletica bicolore.

Questa tipologia di trappola viene utilizzata dai bracconieri per catturare degli esemplari vivi di cinghiale di giovane età da poter poi allevare. Nel caso della cattura di capi adulti, essi vengono uccisi nella gabbia stessa per ricavare carni da destinare ad autoconsumo e/o da avviare ad illecita commercializzazione.

Sono in corso accertamenti per risalire agli autori della condotta illecita innanzi descritta.

Lorenza Sabatino

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Tutela degli anziani dal Covid e oltre: i controlli del NAS

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Tutela degli anziani dal Covid-19 e oltre: i controlli dei Carabinieri NAS rivelano una realtà di irregolarità che si svela grazie al virus.

Tutela degli anziani dal Covid e oltre: i controlli del NAS

Era marzo quando, con la prima avanzata del coronavirus in Italia, si iniziavano a svelare le falle che, fino a quel momento, non avevano impedito l’esercizio di case di riposo, comunità di alloggio ed RSA (Residenze Sanitarie Assistite).

Il contagio scoppiato nel Nord Italia (nella Lunigiana, principalmente) aveva messo a nudo la situazione precaria delle strutture per anziani, rappresentando, con la sua costituzione di luogo chiuso che accoglie operatori circolanti all’esterno di esso, il più prestante focolaio di contagio.

Che proprio le RSA, ospitanti i soggetti più fragili del tessuto sociale, non siano luoghi di vera e propria protezione è davvero grave: ce ne rendevamo conto prima della pandemia, ma ne abbiamo conferma soprattutto oggi. La diffusione del vaccino, infatti, subito dopo gli operatori sanitari, è destinata agli anziani.

In uno Stato che intende proteggere questa fascia della popolazione, la buona reputazione degli operatori che lavorano nel settore con dedizione e cura è minacciata dai comportamenti dei colleghi che, pur avendo avuto prova della pericolosità di diffusione del virus in queste strutture, continua ad operare in contesti non a norma.

È per questo che, con la diffusione a tappeto dell’epidemia da Covid-19, il Ministro della Salute, On. Roberto Speranza, ha richiesto il controllo specifico delle strutture e dei servizi devoluti all’ospitalità e alla cura delle persone anziane da parte del dispositivo dei Carabinieri del NAS.

In ragione dell’età e della sussistenza di patologie pregresse, infatti, gli ospiti di tali strutture sarebbero, secondo i dati finora raccolti e il tasso di mortalità del virus, i maggiormente esposti alla pericolosità dello stesso.

Pertanto, nell’ultima settimana è stata realizzata un’intensa campagna di verifiche che ha portato all’esecuzione di 232 ispezioni presso strutture sanitarie e socio-assistenziali, con la finalità di accertare la regolare attuazione delle misure di contenimento e prevenzione alla diffusione epidemica.

Nel contempo sono state individuate numerose situazioni di insufficiente erogazione di servizi assistenziali e di mancato possesso dei titoli abilitativi professionali da parte degli operatori, propedeutici a episodi di omessa custodia e maltrattamento. Situazioni che difficilmente a prescindere dall’emergenza sarebbero state evidenziate.

Le irregolarità sono state riscontrate in 37 strutture. Le violazioni complessive sono state 59 (di cui 9 penali e 43 amministrative). 11 persone sono state deferite all’autorità giudiziaria e ulteriori 42 sono state segnalate.

In tutta Italia, le violazioni in materia delle misure di prevenzione sono state pari al 40%: una percentuale importante, ma mai quanto la controparte, che segnala che le condizioni degli ospiti fossero inadatte già prima della pandemia.

In particolare, erano assenti: l’individuazione di percorsi e aree dedicati, le modalità di gestione dei casi e di comunicazione all’autorità sanitaria, la programmazione delle fasi di pulizia e sanificazione, le prescrizioni per l’accesso dei visitatori in condizioni di sicurezza.

In misura minore sono state rilevate anche infrazioni relative al possesso e uso di mascherine da parte degli operatori, sia assistenziali che impiegati in altre mansioni, e alla presenza di igienizzanti e disinfettanti.

Le verifiche hanno evidenziato anche 35 irregolarità inerenti al livello di assistenza fornita agli ospiti e l’adeguatezza strutturale dei locali. Infatti, sono stati individuati operatori privi di adeguata qualifica professionale, presenza di un numero superiore di anziani rispetto al limite previsto e carenze igieniche nella preparazione dei pasti.

In 4 situazioni sono emerse criticità particolarmente gravi tali da richiedere un immediato provvedimento di sospensione dell’attività assistenziale. Gli episodi più rilevanti si riferiscono principalmente a province del Sud Italia (Trapani, Campobasso, Catanzaro, Reggio Calabria, Catania). Ma è a Bologna che i NAS hanno eseguito 4 misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del titolare e di 3 collaboratrici di una casa di riposo. Questo per maltrattamenti, esercizio abusivo della professione sanitaria e omissione di soccorso.

L’attività investigativa tesa al contenimento della pandemia, infatti, ha messo in luce una sistematica e continuata modalità vessatoria, violenta, minacciosa e ingiuriosa nei confronti dei 9 ospiti ultraottantenni della struttura. Tra i comportamenti illeciti spicca l’abuso nella somministrazione di farmaci, oltre alla carenza di procedure organizzative e gestionali e assenza di regolari contratti di lavoro.

Le cliniche private sembrano non rispettare la visione di uno Stato che, attraverso un tentativo di pronta somministrazione del vaccino, ha intenzione di tutelare gli anziani del nostro Paese.

Tutto ciò sembra essere ben presente nelle coscienze del titolare e degli operatori: infatti, l’attività assistenziale era stata abusivamente trasferita presso un albergo al fine di eludere i controlli.

Nonostante la possibilità delle strutture di tutta Italia di procedere secondo una messa a norma dei piani, visto che la situazione epidemiologica parlava chiaramente di una messa nel mirino delle suddette strutture, moltissime RSA hanno continuato ad operare con ospiti in sovrannumero, lavorando talvolta con il doppio di degenti rispetto alla capienza della struttura e all’organizzazione del personale. Aumentando, in questo modo, le possibilità di contagio. E non concedendo le giuste attenzioni e cure agli ospiti.

Come interpretare questo fenomeno latente dell’abbandono degli anziani nelle RSA? Come sfruttare l’occasione della messa in evidenza di queste realtà grazie alla pandemia?

Nel periodo di ricostruzione che seguirà la fine dell’emergenza, è forse necessario augurarsi che anche la realtà dei centri di cura per anziani venga rimodulata da parte dello Stato. Assicurando maggiori controlli a servizio di chi, nonostante si sia affidato a strutture competenti, rischia tanto: ben oltre il contagio da Covid-19.

 

Lorenza Sabatino

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Apposti i sigilli ad una sala abusiva scommesse e sanzionato un Internet point (VIDEO)

In tempi di Covid, apposti i sigilli dalla GdF di Messina ad un sala a Francavilla di Sicilia e sanzionato a Roccalumera (ME) un Internet point.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione ad un decreto di chiusura dell’attività disposto dalla Questura di Messina nei confronti di un’associazione ricreativa culturale con sede in Francavilla di Sicilia (ME) che esercitava abusivamente l’attività di raccolta di scommesse.

In particolare, nel corso di un servizio finalizzato alla verifica della puntuale applicazione delle vigenti disposizioni in materia di giochi e scommesse, eseguito dai Finanzieri della Compagnia di Taormina, le Fiamme Gialle hanno scoperto come il titolare dell’attività, privo di qualsivoglia autorizzazione di pubblica sicurezza, non solo raccogliesse illecitamente scommesse, ma tale attività avvenisse attraverso allibratori esteri non autorizzati ad operare in Italia, concedendo, vieppiù, la possibilità di effettuare giochi d’azzardo su piattaforme estere clandestine.

Nel corso del controllo, infatti, gli operanti hanno individuato ben quattro postazioni telematiche, tramite le quali venivano raccolte scommesse in totale spregio alla normativa vigente, nonché concessa la possibilità di giocare d’azzardo su siti esteri, assolutamente non autorizzati, il tutto testimoniato dalle numerosissime ricevute rinvenute, attestanti le molteplici giocate effettuate dai clienti dell’associazione ricreativa.

Ma v’è di più: all’interno dei locali destinati all’attività abusiva, i Finanzieri rinvenivano il c.d. “pezzotto”, il noto apparato, collegato a server esteri clandestini, atto alla decodificazione illegale di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato, effettuate via satellite/cavo, come quelli delle note piattaforme SKY e DAZN.

L’attività in parola si è conclusa con il sequestro delle postazioni telematiche per la raccolta e del decoder set-top box, atto alla trasmissione illecita dei canali, nonché con la denuncia alla Procura della Repubblica di Messina del rappresentante legale dell’associazione, in quanto responsabile dell’esercizio abusivo di raccolta scommesse, in violazione del Testo Unico sulle Leggi di PS, e dell’utilizzo per uso pubblico di apparato atto alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato, effettuate via satellite/cavo, in maniera fraudolenta, in violazione alla normativa speciale di settore in materia di diritti d’autore.

Nell’ambito di tale operazione, il Questore di Messina ha emesso un decreto di cessazione dell’attività tramite la cui notifica le Fiamme Gialle hanno apposto definitivamente i sigilli alla sala scommesse abusiva.

Sempre i Finanzieri della Compagnia di Taormina, nel corso di due ulteriori controlli presso un internet point di Roccalumera, sottoponevano a sequestro amministrativo, complessivamente, n. 6 apparecchi da gioco illegali, in quanto non rispondenti alle caratteristiche previste dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, nonché, da ultimo, segnalando il titolare e due avventori per violazione dell’ultimo DPCM del 3 novembre 2020, in quanto sprovvisti dei Dispositivi di protezione Individuale e, in aggiunta, perché provenienti da altro comune senza giustificato motivo.

A riprova dell’impegno profuso nel delicato settore, nel biennio 2019-2020, con specifico riferimento alla provincia di Messina, sono stati eseguiti oltre 100 interventi ispettivi, nel corso dei quali sono state accertate 114 violazioni e deferiti all’Autorità giudiziaria 23 soggetti; le attività di controllo hanno altresì consentito di procedere al sequestro di 47 apparecchi da gioco irregolari e individuare 65 punti clandestini di raccolta scommesse.

In conclusione, l’attività odierna testimonia, ancora una volta, come le Fiamme Gialle, in un’ottica di trasversale valorizzazione delle funzioni di polizia economico – finanziaria ad esse conferite, la Procura della Repubblica di Messina e la locale Questura operino, sinergicamente, per la costante salvaguardia dei circuiti legali, anche e soprattutto in settori sensibili come quello dei giochi e delle scommesse.

Adduso Sebastiano

 

Convegno Consulta Regionale Permanente sull’Ambiente

Convegno sulla pianificazione regionale e la legge 19/2020: nuove prospettive e criticità per il governo del territorio in Sicilia.

Le organizzazioni aderenti alla Co.Re.P.A. (Consulta Regionale Permanente sull’Ambiente costituita con protocollo di intesa ratificato a Palermo il 9 novembre 2019) hanno promosso un incontro sul tema “LA PIANIFICAZIONE REGIONALE E LA LEGGE 19/2020: NUOVE PROSPETTIVE E CRITICITA’  PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO IN SICILIA“, che ha avuto luogo in webinar e che ha visto la partecipazione di oltre 500 professionisti e con un’ampia attenzione sui social attraverso la diretta facebook che è stata predisposta.

Questa iniziativa è stata finalizzata alla conoscenza di questa nuova piattaforma tecnica e associativa costituita un anno addietro e che adesso, dopo l’attivazione di tavoli di lavoro relativi a problematiche ambientali sensibili del territorio siciliano, si presenta con il primo evento pubblico su un argomento di particolare interesse per la tutela del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

Il Co.Re.P.A. è costituito da importanti associazioni ambientaliste regionali (Distretto Lions 108 Yb come soggetto promotore della Consulta, Amici della Terra, Club Alpino Italiano, CGIL, Compagnia delle Opere, I Borghi ad armonia Sociale, Istituto Nazionale di Bioarchitettura, Istituto Nazionale di Urbanistica, Italia Nostra, Marevivo, Ramarro Sicilia, Società Italiana di Geologia Ambientale, Slow Food, World Wide Fund) e dalle Consulte professionali Regionali (Dottori Agronomi e Forestali, Architetti, P., P. e C., Geologi, Geometri e Geometri Laureati, Ingegneri).

Tutte le associazioni e le Consulte Professionali regionali aderenti hanno proposto dei propri contributi rappresentando (questo è il criterio che è stato adottato) un aspetto positivo ed una criticità della norma approvata ad agosto dal parlamento siciliano.

Attraverso questo focus sono stati delineati i punti di vista dei soggetti aderenti (consulte ed associazioni)  in materia di riforma urbanistica e paesaggistica al fine di definire un documento condiviso comune che individui  l’ambito di approfondimento che sarà proseguito nei tavoli di lavoro già avviati da diversi mesi ma, soprattutto, per fornire un contributo fortemente rappresentativo ai tavoli istituzionali per la fase di rielaborazione resasi necessaria a seguito dell’impugnativa del Consiglio dei Ministri su numerosi articoli ed all’avvio della predisposizione dei decreti attuativi che struttureranno la Legge per consentirne una adeguata applicazione.

L’attenzione dei relatori si è concentrata soprattutto verso questo fronte immaginando che la tempistica scelta per il forum Co.Re.P.A. sia stata opportuna ed utile per fare chiarezza su punti controversi della norma.

Non secondario è stato il rilievo sulle discrasie già presenti in materia di competenza urbanistica, ambientale e paesistica e sull’analisi delle conseguenze che l’abolizione delle province comporterà sull’applicazione del testo.

Dopo i saluti dell’avv. Mariella Sciammetta Governatore del Distretto Lions 108 Yb (che l’anno scorso è stato il soggetto promotore della formazione del Co.Re.P.A.) ha preso la parola l’arch. Andrea Donsì che ha descritto un breve exursus sulle fasi che hanno condotto alla costituzione della Consulta, sugli obiettivi prefissati e sul percorso che ha portato all’organizzazione del convegno.

Sono poi intervenuti nell’ordine Toti Contraffatto per Compagnia delle Opere, Nunzio Santoro per la Consulta degli Ingegneri, Carlo Foderà per Amici della Terra, Francesco Lo Cascio per il C.A.I., Salvatore Lo Balbo per la C.G.I.L., Roberta Andaloro per la Federazione Agronomi e Forestali, Vito Mancuso per la Consulta degli Architetti, Marcel Pidalà per I.N.U., Carmelo Celona per I.B.a.s., Giuseppe Scannella per I.N.B.Ar., Fabio Galluzzo per Marevivo, Antonino Anastasi per il Distretto Lions, Francesco Cancellieri per Ramarro Sicilia, Gianni Fugà per Italia Nostra, Vito Trecarichi per l’Ordine Regionale dei Geologi, Sergio Di Marco per S.I.G.E.A., Giuseppe Mazzotta per il W.W.F., e Rosario Gugliotta per Slow Food.

In conclusione dell’incontro l’arch. Donsì ha fatto presente che tutti i contributi prodotti saranno messi a disposizione delle istituzioni regionali nelle sedi opportune in un report propositivo e articolato condiviso da tutti i soggetti aderenti al Co.Re.P.A.

Hanno partecipato all’incontro in webinar circa 600 tecnici da tutta la Sicilia e la diretta face book ha fatto registrare oltre 1200 visualizzazioni.

Adduso Sebastiano

 Convegno sulla pianificazione regionale

Convegno sulla pianificazione regionale

 

Arresti in carcere e ai domiciliari per 7 indagati per traffico di stupefacenti

I Carabinieri di Capaci li hanno arrestati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina, hashish e marijuana (VIDEO).

Nelle prime ore della mattinata, i Carabinieri di Capaci (PA) hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal GIP del Tribunale di Palermo su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia nell’ambito del procedimento penale nr. 17804/2018 R.G.N.R. Mod. 21 e 3974/2020 R.G.GIP., nei confronti di 7 indagati, destinatari delle misure cautelari della custodia in carcere (4) e degli arresti domiciliari (3), ritenuti tutti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio in concorso di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana (Artt. 81 cpv., 110 c.p. e 73 e 74 d.P.R. 309/1990).

L’indagine, coordinata da un gruppo di Sostituti e diretta dal Proc. Agg. Dott. Salvatore De Luca, è scaturita dall’arresto in flagranza di reato di uno degli indagati, operato in data 1° febbraio 2018, per detenzione ai fini di spaccio di 34 dosi di cocaina.

L’attività investigativa condotta, sviluppatasi tra febbraio 2018 e novembre 2019 attraverso intercettazioni telefoniche e numerosi servizi osservazione e pedinamento, è stata incentrata sull’individuazione delle persone coinvolte nell’illecita attività di spaccio nei Comuni di Capaci, Isola delle Femmine e Carini, ed ha consentito di:

–       arrestare in flagranza di reato nr. 2 soggetti e deferirne 4 in s.l., per i reati di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché contestare 6 illeciti amministrativi per uso personale, utilizzati come riscontro dell’attività intercettiva in atto;

–       accertare una continua fornitura ed attività di spaccio in capo agli indagati, i quali operavano nelle citate municipalità in maniera itinerante, con una fitta e abituale clientela di acquirenti, sintomatica dell’insistente attività illecita;

–       accertare uno stabile concorso degli indagati nell’attività di spaccio, con precisa divisione di compiti e ruoli tali da configurare specifiche responsabilità sotto il profilo associativo, con riferimenti espressi al “capo” della consorteria quale soggetto titolare di poteri decisionali.

Adduso Sebastiano

Il video con le dichiarazioni del Ten.Col. Angelo Pitocco, Comandante del Gruppo Carabinieri di Palermo.

Guardia di Finanza Napoli: sequestrate 2 tonnellate di sigarette VIDEO

Guardia di Finanza Napoli: sequestrate oltre 2 tonnellate di sigarette, arrestati 4 contrabbandieri, 1 denunciato.

Guardia di Finanza Napoli: sequestrate 2 tonnellate di sigarette VIDEO

Guardia di Finanza Napoli: quattro responsabili tratti in arresto, 1 denunciato a piede libero e 2 tonnellate di sigarette di contrabbando sequestrate. Questo il bilancio di una vasta operazione anticontrabbando portata a termine dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli.

In particolare, le Fiamme Gialle del Gruppo di Nola hanno effettuato un accesso presso un complesso di capannoni situati a Castel Volturno (CE), sorprendendo i contrabbandieri in flagranza di reato. L’ingente carico, 2 tonnellate di sigarette marchio “Winston”, aveva raggiunto il punto di stoccaggio a bordo di un autoarticolato di una nota ditta di trasporti.

Al fine di rendere maggiormente credibile l’ingegnosa “copertura” e destare il meno possibile l’attenzione delle Forze di Polizia, il soggetto che trasportava il prezioso carico si è preoccupato anche di indossare una tuta da operaio della stessa ditta. Quando i finanzieri sono penetrati all’interno della struttura, hanno sorpreso i contrabbandieri mentre caricavano le “bionde”, che erano giunte a bordo del camion su due furgoni.

Nella circostanza, sono stati tratti in arresto 4 contrabbandieri: un 59enne pluripregiudicato, due 31enni di Napoli incensurati, un 56enne di Napoli residente a Latina con precedenti per furto aggravato, sanzionati anche per aver violato le disposizioni nazionali e regionali anti-covid.

Un quinto uomo, 41enne napoletano, residente a Castelvolturno, con numerosi precedenti alle spalle, è stato denunciato a piede libero. L’operazione, frutto della costante attività di presidio economico del territorio, finalizzata, in questo particolare periodo storico, a contrastare l’illegalità diffusa e ad assicurare il rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2, conferma la redditività, spesso sottovalutata, del contrabbando di sigarette nell’economia illecita e la sua pericolosità per la salute causata dall’immissione sul mercato clandestino di prodotti oltremodo privi di ogni tipo di controllo.

Lorenza Sabatino

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Economia siciliana, indagine choc della Banca d’Italia

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Economia siciliana in ginocchio a causa della pandemia. Sono dati impietosi quelli diffusi dalla Banca d’Italia. Ma già prima era in crisi.

È stato pubblicato oggi da parte della Banca d’Italia l’aggiornamento congiunturale della Sicilia.

Nei primi nove mesi del 2020 l’economia regionale ha risentito delle conseguenze della crisi pandemica e delle misure di contenimento del contagio. In particolare, i ricavi delle imprese si sono ridotti, in misura molto intensa per una quota rilevante degli operatori, e i risultati reddituali attesi per l’esercizio corrente sono nettamente peggiori rispetto a quelli dell’anno scorso.

Dopo la drastica contrazione avvenuta in concomitanza con il lockdown, nei mesi estivi l’attività delle imprese ha registrato un recupero solo parziale: ad agosto i ricavi risultavano ancora inferiori rispetto a dodici mesi prima per quasi la metà delle aziende, erano superiori per circa un’impresa su cinque. Il clima di diffusa incertezza condiziona le aspettative a breve termine, con una prevalenza di attese di ulteriore riduzione del fatturato, in particolare nel settore dei servizi; anche le decisioni di investimento delle imprese prefigurano una spesa in calo rispetto al 2019.

Nei primi tre trimestri del 2020 il terziario privato non finanziario ha registrato un andamento peggiore rispetto all’industria; il settore agricolo e quello chimico hanno beneficiato nel primo semestre di un incremento delle vendite all’estero, in controtendenza rispetto al complesso dell’export regionale.

Sul mercato del lavoro siciliano le ripercussioni dell’emergenza sanitaria sono state rilevanti soprattutto nel secondo trimestre del 2020. La riduzione dell’occupazione ha interessato in particolare le donne, gli autonomi e chi lavorava con contratto a tempo determinato; il blocco dei licenziamenti e il ricorso alla Cassa integrazione guadagni hanno attenuato l’impatto sull’occupazione permanente. Nel corso del primo semestre la forte riduzione di assunzioni con contratto a termine ha pesato sulla marcata flessione delle attivazioni nette di posizioni di lavoro dipendente nel settore privato.

Dopo la riduzione registrata nei mesi primaverili, dalla fine di giugno i prestiti all’economia siciliana hanno ripreso a espandersi. La variazione dei finanziamenti alle imprese è tornata positiva, per effetto della maggiore domanda e di condizioni di offerta particolarmente distese; il credito alle famiglie, che negli ultimi anni era cresciuto a ritmi sostenuti, ha rallentato repentinamente. Gli effetti della crisi non si sono al momento riflessi sulla qualità del credito erogato alla clientela siciliana: il flusso dei nuovi crediti deteriorati in rapporto al totale dei prestiti è diminuito, ma l’indicatore rimane tra i più elevati nel confronto con le altre regioni italiane. I depositi bancari detenuti dalle famiglie e dalle imprese sono aumentati.

Tuttavia,

Già nel giugno del 2017 la Commissione di studio sul disavanzo regionale di quell’anno, nominata dall’allora assessore all’Economia Alessandro Baccei facente parte della Giunta di centrosinistra del Presidente Rosario Crocetta, aveva consegnato una relazione che confermava quanto fosse grave la situazione finanziaria: «Il tema dei disavanzi e della loro copertura assume estrema importanza in quanto sottrae risorse al finanziamento delle spese di sviluppo e di funzionamento di un ente pubblico – si leggeva nel documento – I disavanzi vanno esaminati non solo a consuntivo ma anche in una visione prospettica per le refluenze che avranno sulle future generazioni».

E quale fosse il peso per le future generazioni lo spiegavano gli esperti e l’elenco delle cifre che mostravano una situazione più grave di quella nota «Non può non rappresentarsi l’elevato importo che dovrà essere coperto nei futuri esercizi fino al 2048, in base agli attuali piani di copertura pari a 8,368 miliardi. Aggiungendo a tale importo l’ammontare dei disavanzi generati negli esercizi precedenti al 2018, già iscritti in bilancio (4,092 miliardi), si perviene a un totale dei disavanzi a carico della Regione pari a 12,460 miliardi».  Poi gli esperti fanno un altro calcolo: «Ove all’importo di 8,368 miliardi per disavanzi a carico degli esercizi 2018 e seguenti, si volesse aggiungere l’ammontare del debito residuo per mutui e prestiti obbligazionari determinato alla fine dell’esercizio 2017, pari a 5,287 miliardi (al netto delle anticipazioni di liquidità), si perverrebbe a un totale complessivo di oneri a carico degli esercizi successivi al 2017, pari a 13,655 miliardi che graverebbe pesantemente sulle future generazioni».

Nel settembre 2019 risultava un decennale disavanzo complessivo della Regione siciliana – secondo quanto riferito dagli stessi esponenti del Governo di centrodestra del Presidente Nello Musumeci – di 7,3 miliardi, di cui 6,286 miliardi erano già stati spalmati in gran parte nei bilanci dei prossimi trent’anni. Il Presidente Musumeci individuava la causa nel precedente governo guidato da Rosario Crocetta: «Questa vicenda finanziaria non si può iscrivere al mio governo. Nessuno può dire io non c’entro, riguarda i governi degli ultimi trent’anni, centrodestra e centrosinistra. Se nel 2015 avesse fatto il proprio dovere spalmando l’intero disavanzo in trent’anni noi oggi non avremmo ulteriormente appesantito il bilancio della Regione». Va detto che anche la Maggioranza parlamentare del Governo Musumeci di centrodestra è anch’essa in politica da anni.

Cioè, non ci si lamentava che i precedenti Governi siciliani anche di centrodestra come pure di centrosinistra, avevano creato una voragine finanziaria nelle casse regionali, bensì che non avevano ancora scaricato questi debiti sulle generazioni dei prossimi trent’anni, costringendo adesso a farlo alla Giunta del Presidente Musumeci.

Alla fine del 2019 le casse della Regione Siciliana erano già vuote tanto che  la Corte dei conti sul rendiconto della Regione ha lanciato un allarme nella pre-adunanza.

All’inizio di quest’anno 2020, prima che scoppiasse la pandemia, un dossier “La finanza territoriale – Rapporto 2019”, diffuso da Sr-M (Studi e ricerche per il Mezzogiorno), indicava che la regione Sicilia nel 2018 soffriva di un debito nelle amministrazioni locali di circa 6 miliardi di euro (pari al 7% degli 85 miliardi di debito delle amministrazioni locali delle venti regioni italiane) e pesava su ogni siciliano per 1.190 euro.

L’opinione.

La Sicilia da decenni è, sotto gli occhi di chi può e vuole vedere, per Costituzione, Statuto speciale, Norme affastellate e Giurisprudenza evidentemente miope o compiacente, nelle mani di una trasversale classe: politico-istituzionale-giuridica-burocratica-professionale-sindacale-imprenditoriale e rispettive pletore di codazzi della cosiddetta società civile, che domina per legge incontrastata e incontrastabile. Guarda caso, parallelamente fa altrettanto la criminalità organizzata. Ora in questo 2020 la pandemia del nuovo coronavirus Sar-Cov-2 ha causato un aggravamento della situazione economica dell’Isola. Ma la Sicilia era notoriamente quanto dissimulato, malata da tanti anni, poiché ammorbata da legittimate varie consorterie: locali, metropolitane, regionali e nazionali. Come se ne esce ?

Nell’immagine di copertina la sede della Banca d’Italia a Palermo.

Adduso Sebastiano

Controlli tra Materdei e Quartieri Spagnoli: una denuncia e un arresto

Controlli tra Materdei e Quartieri Spagnoli: una denuncia per un furto aggravato e porto abusivo di arma e un arresto per evasione.

Controlli tra Materdei e Quartieri Spagnoli: una denuncia e un arresto

Ieri notte gli agenti dei Commissariati Montecalvario e Dante, su segnalazione della Centrale Operativa, stavano raggiungendo via Camillo Tutini per una segnalazione di furto in un garage quando hanno notato nella strada adiacente, via Amato di Montecassino, un giovane a bordo di uno scooter con una grossa busta sulla pedana che, alla loro vista, è sceso dal mezzo dandosi alla fuga.

I poliziotti hanno bloccato il ragazzo in via Salvator Rosa trovandolo in possesso di un coltello della lunghezza di 20 cm mentre nella busta hanno rinvenuto un seggiolino per bambini, rubato poco prima nel box.

Un 16enne napoletano è stato denunciato per furto aggravato e detenzione e porto abusivo di arma, e sanzionato per inottemperanza alle misure anti Covid-19 poiché non indossava la mascherina e perché circolava oltre l’orario consentito, ed altresì perché il veicolo era sottoposto a sequestro.

Nella mattinata successiva, inoltre, gli agenti del Commissariato Montecalvario, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in vico Caricatoio hanno notato un uomo che, alla loro vista, ha tentato di darsi alla fuga ma è stato raggiunto e bloccato in via Croci Santa Lucia al Monte.

Antonio Coppola, 48enne napoletano sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per tentata estorsione, è stato arrestato per evasione e sanzionato per inottemperanza alle misure anti Covid-19 poiché non indossava la mascherina.

Lorenza Sabatino

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FORMULA UNO, Turchia 2020 – Le pagelle di Carlo Ametrano

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FORMULA UNO: Hamilton vince anche il GP della Turchia. Dietro di lui il “disoccupato” Perez e un soprendente Vettel su Ferrari.

Il campionato di Formula Uno 2020 ha vissuto la quattordicesima tappa con il GP della Tuchia che si è corso sul circuito di Instabul.

Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica:

Buongiorno Carlo questo Gp di Turchia è stato avvincente e imprevedibile. Alla fine la spunta sempre Hamilton che diventa per la settima volta campione del mondo, ma finalmente possiamo dire una corsa che si tinge di rosso Ferrari, con Vettel e Leclerc che si contendono il secondo posto con Perez, alla fine la spuntano Perez e Vettel che lasciano a bocca asciutta Leclerc. Come diceva Ecclestone, bisogna bagnare la pista ad ogni GP?

Onestamente è stato davvero un gran bel GP. Come avevo detto ad inizio anno, Hamilton ha demolito tutti i record precedentemente fissati. E’ arrivato alla 94° vittoria e al settimo mondiale (eguagliando Schumacher). Un plauso alla Racing Point e alla Ferrari che oggi hanno fatto una bella corsa. La delusione è la Red Bull.

Ti chiediamo un voto per Hamilton.

Non possiamo che inchinarci alla sua bravura e voglia di vincere ogni gara. Semplicemente fantastico. Voto 10

Perez arriva secondo. Voto per lui?

Questo è un pilota che sa gestire molto bene le gomme. Sono sicuro che resterà fermo solo un anno, non è possibile pensare che stia fermo più di un anno. Voto 8

Finalmente si rivede Vettel?

Vettel ha gestito anche lui la corsa e le gomme in maniera eccellente. Si è avvantaggiato dell’errore di Leclerc per arrivare sul podio, ma lo ha meritato tutto. E’ stato una sorta di saluto alla Ferrari. Binotto con cui ha litigato non c’era e questo è stato un bene per lui, proporrei di lasciare a casa Binotto per i prossimi tre ultimi GP (ride n.d.a.). Ha espresso anche parole importanti per Leclerc che continuerà la sua carriera con la rossa. Voto 8, per il tedesco della Ferrari.

Fuori dal podio di questo primo GP di Formula Uno

Leclerc arriva fuori dal podio per un errore nel finale, bello il suo team radio nel quale confessava di essere stato ingenuo?

Partito male è arrivato a giocarsi il podio con Perez e Vettel. Questo errore gli potrà essere di insegnamento per il futuro quando magari lotterà per il mondiale. Voto 7,5

Sainz prossimo ferrarista chiude quinto.

Carlos è un buon pilota, partito in fondo allo schieramento ha scalato posizioni e ha chiuso con un onorevole quinto posto. Voto 7,5

La coppia Red Bull formata da Verstappen e Albon chiude alla sesto e settimo posto?

Entrambi sono stati la delusione di questo week end. Verstappen è stato troppo irruento mentre Albon ha mancato l’opportunità di riscattarsi e rischia seriamente il posto. Voto ad entrambi 5,5

Norris chiude all’ottavo posto? 

Una gara in cui ha limitato i danni di una pessima qualifica. Voto 6

Stroll dal primo posto in qualifica confermato fino a metà gara scivola al nono posto?

Purtroppo le gomme dovevano essere cambiate, magari sarebbe stato meglio farlo prima, come tante altre scuderie. Un errore di inesperienza priva questo pilota di una vittoria che sembrava certa. Voto 6,5

Chiude la zona punti la Renault di Ricciardo?

Daniel ormai sta finendo la sua avventura alla Renault, l’anno prossimo lo vedremo in McLaren, ma ieri ha portato un altro punto alla sua scuderia.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo. Diamo appuntamento a tutti in nostri lettori per i voti del prossimo GP di Formula Uno che si correrà in Bahrein tra due settimane. Prima di chiudere ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti.

Carlo Ametrano MURETTO BOX Formula Uno

Filippo Gherardi che conduce “Professioni motori” mi ha confermato che mercoledì sera alle 22:30 mi chiamerà telefonicamente per essere ospite della sua trasmissione che va in onda sull’emittente Odeon Tv. Lo ringrazio ancora per lo spazio che mi ha concesso e per questo nuovo invito. Sintonizzatevi sul canale 65 per i residente fuori la regione Campania e 177 per i residenti in Campania.

Per le mie prossime ospitate e appuntamenti vi terrò aggiornati. Ci sentiremo tra due settimane per il  prossimo GP della Formula uno che si correrà in Bahrein.

Vi terrò aggiornati.

Se vuoi riascoltare tutta l’intervista telefonica di Carlo Ametrano, è possibile farlo semplicemente cliccando play sul lettore multimediale che segue:

Castellammare: 83 nuovi positivi e 82 guariti, 543 tamponi

Castellammare: il sindaco informa la presenza di nuovi 83 cittadini positivi e 82 guariti su 543 tamponi lavorati nelle ultime 24 ore.

Castellammare: 83 nuovi positivi e 82 guariti, 543 tamponi

Castellammare, il sindaco: “Come purtroppo di consueto, con l’inizio della settimana e l’alto numero di tamponi lavorati, torna a salire il numero dei nuovi contagiati al coronavirus (Covid-19) in città. Conforta però il gran numero di cittadini guariti. La strada per abbassare la curva dei contagi è tracciata, adesso bisogna remare tutti in un’unica direzione”.

Nello specifico, la Regione Campania e l’Asl hanno comunicato che nelle ultime 24 ore sono risultati positivi al coronavirus altri 83 cittadini di Castellammare di Stabia. Tra gli 83 stabiesi positivi solo in 19 presentano sintomi della malattia. La maggior parte sta accusando sintomi lievi ma purtroppo c’è una 55enne che presenta uno stato severo della malattia. “A lei e a tutti i contagiati vanno gli auguri da parte mia e di tutta la città di Castellammare” commenta Cimmino.

I tamponi lavorati nelle ultime 24 ore sono stati 543. Peggiorata nuovamente la percentuale di positivi rilevati rispetto al numero dei tamponi effettuati: 15,2%. “Fortunatamente, come già accennato, ben 82 stabiesi sono finalmente guariti. Sono certo che molto presto anche tutti gli altri contagiati dal virus riusciranno a vincere la propria battaglia” conclude il sindaco.

Lorenza Sabatino

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PERUGIA, QUALE ATTACCO TI ATTENDE? VISTA SULL’ ANTICIPO

Con lo 0 a 0 di Carpi, il Perugia resta con i suoi tre attaccanti (Melchiorri, Murano, Bianchimano) a tre reti ciascuno.

A nostra precisa domanda in Conferenza, mister Caserta, ha ribadito la non casualità di 9 marcature così spalmate. Preferisce arrivare in doppia cifra non con un unico attaccante. Punta sulla coralità, e quindi sull'”assortimento” lì davanti. Perché con l’apporto di tutti, si può arrivare a dei risultati. Se ci si affida alla somma prolificità del classico bomber, si rischia invece di non far gruppo, di dividere in corpi estranei i ruoli, che viceversa fuori e dentro il campo, devono esser tutt’uno (inteso come interscambiabilità). Questo in sintesi sembra esser il Caserta pensiero in merito. Corroborato da esempi vissuti, e vissuti da lui in prima persona, come dal Perugia stesso. Forte, con i suoi 17 centri, nulla ha potuto a Castellammare. Gli umbri sono retrocessi nonostante il classico goleador, trascinatore fino ad un certo punto del campionato, che una volta “perso” per qualsiasi tipo di motivazione, inaridisce completamente la fase avanzata. Forse per questo, riavvolgendo il nastro delle Conferenze stesse, ad inizio di campionato, ancora a nostra rimarcata esplicita domanda, riscontrammo il suo gradimento a completarne non tanto qualitativamente quanto quantitativamente, il reparto. Si potrebbe obiettare che, per restare ovviamente al Grifo, in alcune passate “edizioni”, ad equilibrare la mancanza di un capocannoniere, possa esser stato un trequartista od un centrocampista alto, verificatosi nel caso ad esempio di Verre nel recente passato. Allo stesso tempo in C risulta difficile, anche per una squadra come il Perugia, che ha avuto a disposizione tra i budget più alti della categoria, piazzare alla fonte del gioco un player, che come Burrai alzi esponenzialmente la qualità dell’impostazione; e che sappia anche rifinire, poi, di ritorno sotto rete. Kouan, ora che rientra, potrebbe esser uno di questi, che inneschi, per poi farsi trovare pronto, alla chiusura sotto porta dell’azione avviata. Con chiara predilezione della dinamicità sul pensiero di gioco ragionato.

Ed allora, ecco balzare alla nostra mente, in proporzione, esempi da serie A. L’Inter dipendenza dal tandem Lukaku-Lautaro, con evidente propensione di Lukaku a rappresentare mezza Inter, sta “fruttando” ai nerazzurri l’attuale distacco dai capolisti cugini rossoneri di 5 punti in classifica. Su 19 segnature tra Campionato e Coppe, ben 12 sono della coppia doppia L (Lukaku-Lautaro). Ebbene la Società (che ormai dall’avvento di Conte è tornata a spendere per accontentare il suo timoniere), memore del trend in rapporto ai risultati delle passate stagioni, aveva tentato i ripari da questo punto di vista, inserendo Vidal piuttosto che Hakimi, richiamando Nainggolan così come Perisic, per redistribuire la zona-gol; sortendo l’effetto inverso di accentuare l’ormai consolidata tendenza. Non sono bastate mosse del genere per garantire l’effetto sperato.

Tornando a conclusione sul pianeta “C”, il Perugia può contare su un tandem offensivo sul 3-5-2 preso sapientemente a prestito da Caserta, incardinato sull’esperienza di Melchiorri faro, per il Murano o Bianchimano che gli stia attorno. Ma anche su interpreti a venire per un ritorno di fiamma al modulo “figliol prodigo” del 4-3-3, qualora come il calcio ci insegna, ciò che possa sembrare acquisito e sfruttabile duraturamente, venga “decodificato” in lunghi tempi futuri, così come in quelli di attuali gare da zero a zero; quali Minesso o Elia.

 

Carmine D’Argenio

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MotoGP Valencia: trionfo Morbidelli ma Mir è campione del mondo

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Joan Mir – Foto AFP

Sul circuito Ricardo Tormo strepitoso trionfo di Morbidelli che vince alla grande su Miller, Mir con la settima posizione è aritmeticamente campione

All’inizio di quest’anno, probabilmente, nessuno di noi si sarebbe aspettato ciò che il 2020 ci ha riservato. Se a un tifoso medio, a un giornalista o ancora ad uno degli stessi piloti del motomondiale avessimo domandato il nome del campione del mondo 2020, la quasi totalità degli intervistati avrebbe risposto con un solo nome: Marc Marquez. E invece, purtroppo, il fuoriclasse iberico è stato messo fuori gioco da una brutta caduta a Jerez che gli ha impedito di correre per tutta la stagione.

La sua assenza ci ha però regalato un mondiale combattutissimo e dall’esito inaspettato. E ci ha regalato anche un nuovo campione del mondo: Joan Mir. Nato a Palma di Maiorca, come Jorge Lorenzo, già campione mondiale moto3 nel 2017, Mir aveva debuttato l’anno scorso sulla Suzuki dopo un solo anno di Moto2. La stagione di debutto non brillantissima, senza acuti, è forse il segreto del suo successo. Senza le pressioni e le aspettative dei media il giovane maiorchino è riuscito a raccogliere punti con costanza, dimostrando spesso anche un’ottima velocità. E così, da outsider che era a inizio stagione, si è piano piano dimostrato degno del titolo che ha portato a casa.

Menzione d’onore per Suzuki: la GSX-RR quest’anno è migliorata enormemente rispetto alla scorsa stagione, si è dimostrata una moto sempre veloce ed affidabile, senza alti e bassi in stile Yamaha o Ducati ma con un rendimento costante lungo tutta la stagione. In un campionato equilibrato come questo, la chiave per vincere l’hanno trovata gli uomini del contentissimo Davide Brivio coadiuvati dagli ingegneri della casa di Hamamatsu. E ora c’è curiosità per scoprire se saranno capaci di riconfermarsi il prossimo anno.

La gara

La vittoria del mondiale per Mir arriva con un settimo posto da ragioniere, ottenuto senza prendersi rischi, pensando ad ottenere la matematica certezza del titolo. A vincere è Franco Morbidelli, dopo una gara strepitosa e un duello da annali con Jack Miller (2°). La prestazione del Morbido è da campione, tanto che vien da pensare che in Yamaha siano matti ad avergli preferito Quartararo (caduto pure ieri, ndr) nel team ufficiale. E vien anche da pensare che senza il motore andato in fumo a Jerez e l’entrata kamikaze di Zarco in Austria,  il nostro Franco avrebbe potuto almeno giocarsi il titolo fino alla fine con il 36 della Suzuki.

Al terzo posto giunge Pol Espargaro, con KTM che chiude un altro ottimo weekend piazzando anche Binder in quinta posizione e Oliveira in sesta. Quarto Rins sull’altra Suzuki. Ottavo Dovizioso con una Ducati ufficiale sempre in crisi. Nono Aleix Espargaro su una buona Aprilia che fa ben sperare per il 2021 (e che cerca un secondo pilota). Disastrose le tre Yamaha 2020 con Vinales decimo, Rossi 12° e Quartararo per terra nei primi giri. Bagnaia 11°, chiudono i punti Crutchlow (13°); Bradl (14°) e Petrucci (15°).

 

Appuntamento a Venerdì in Portogallo, con i team che arriveranno a Portimao per l’ultima gara della stagione.

Juve Stabia, con la Turris il derby è agrodolce – EDITORIALE

Il pareggio tra Turris e Juve Stabia nell’attesissimo derby dello stadio Liguori avvia la settimana di lavoro piena che condurrà la squadra di Padalino al match interno con a Viterbese. Con l’attenzione già focalizzata sul prossimo impegno diverse sono le chiavi di lettura del derby di domenica pomeriggio.

I derby sfuggono sempre, o quasi, ai consueti pronostici ed anche quello tra Turris e Juve Stabia non ha fatto eccezione. Non è arrivata la vittoria per i padroni di casa, i cui tifosi alla vigilia della gara hanno caricato in modo esponenziale la partita; ugualmente anche gli ospiti hanno mancato il successo che avrebbe in parte cancellato le due sconfitte consecutive.

Ne è uscito un pareggio che, dal punto di vista stabiese, ha un sapore agrodolce. La dolcezza la si rinviene nella classifica che torna a muoversi. Registrare la terza battuta d’arresto consecutiva avrebbe sferrato un colpo notevole alla Juve Stabia in termini di morale. Se contro Bari e Palermo la sconfitta è arrivata contro avversari di una certa caratura, non raccogliere punti a Torre del Greco sarebbe stato doppiamente amaro.

L’amarezza invece si accentua nelle pieghe della prestazione dei gialloblu, al solito caparbi e generosi ma che paiono aver smarrito la brillantezza delle prime uscite stagionali. Contro la Turris Mastalli e compagni non hanno messo in campo la prestazione più brillante della stagione, arrivando poche volte dalle parti di Abagnale. Una gara che ha accentuato il problema del gol per la squadra di Padalino, che nelle ultime gare si è scoperta un po’ più fragile in difesa, dove si sente la mancanza di Troest, senza però compensare con una maggiore fame nei pressi della porta avversaria.

Penalizza la capacità realizzativa della Juve Stabia l’assenza contemporanea di Golfo e Cernigoi. Il secondo, centravanti designato a ricoprire il ruolo di bomber, è guarito dal covid ma è ancora indisponibile a causa di problemi fisici la cui entità non è stata ancora comunicata e su cui non ci sbilanciamo nell’attesa di ricevere notizie ufficiali. Nota positiva è invece il recupero di Lia, che potrebbe offrire a Padalino una nuova soluzione con lo spostamento di Garattoni qualche metro più avanti. Vista la verve in fase di spinta dell’ex Crotone, avvantaggiarlo avanzandolo di qualche metro, con Lia a ricoprire il ruolo di terzino, potrebbe aiutare la Juve Stabia a pungere di più. Non vogliamo ovviamente addentrarci in valutazioni tattiche di cui giustamente e con capacità si occuperà Padalino; trattasi soltanto di considerazioni circa l’importante recupero di Lia.

Con la speranza che la settimana “tipo” di lavoro possa aiutare a ritrovare la brillantezza passata, non resta che preparare al meglio la gara con la Viterbese per ritrovare il sapore dolce della vittoria.

Torre del Greco: arrestato per tentata rapina aggravata

Nel pomeriggio di ieri, un uomo è stato arrestato per tentata rapina aggravata, nei confronti di un agente libero dal servizio fermo in auto in via Calastro.

Torre del Greco: arrestato per tentata rapina aggravata

TORRE DEL GRECO– Ieri pomeriggio un agente del Nucleo Scorte della Questura di Napoli e la sua fidanzata, mentre erano fermi in auto in via Calastro a Torre del Greco, sono stati affrontati e minacciati da due uomini, uno dei quali armato, che hanno tentato di rapinarli: l’episodio si è concluso con l’arresto dell’uomo per tentata rapina aggravata.

Il poliziotto si è qualificato estraendo l’arma d’ordinanza e, dopo aver intimato l’alt, ha esploso un colpo che ha raggiunto uno dei due malviventi alla gamba, mentre l’altro si è dato alla fuga.

L’agente, con l’aiuto di una Volante del Commissariato di Torre del Greco, ha subito soccorso l’uomo che, condotto in ospedale, è stato medicato e dimesso.
Carlo Autiero, 44enne napoletano con precedenti di polizia per rapina, minaccia, ricettazione e altri reati contro il patrimonio, è stato arrestato per tentata rapina aggravata.

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania
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Guardia di Finanza di Napoli: aumento controlli nella fase Rossa

Guardia di Finanza di Napoli: nel fine settimana di passaggio da “zona gialla” a “zona Rossa”763 controlli a persone ed esercizi commerciali, 26 sanzioni tra violazioni anticovid, denunce all’autorità giudiziaria e segnalazione al Prefetto. SEGUE VIDEO

Guardia di Finanza di Napoli: aumento controlli nella fase Rossa

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha rafforzato anche in questo fine settimana, nel delicato passaggio della Campania da “zona gialla” a “zona rossa”, il dispositivo dei controlli volti a verificare il rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2.
In totale, tra venerdì e domenica, sono state controllate su tutta la provincia 639 persone e 124 attività commerciali, 26 le sanzioni complessive.
In particolare, il Gruppo Pronto Impiego di Napoli ha sanzionato i titolari di due caffetterie nel quartiere Soccavo poiché non esponevano all’esterno il cartello indicante il numero massimo dei clienti ammessi nel locale e cinque persone, fra i quartieri di Posillipo, Chiaia e la zona Porto, che non hanno fornito alcuna giustificazione per la loro sortita.
Gli stessi “Baschi Verdi” hanno sanzionato nel rione Traiano due soggetti a bordo di un’auto per violazioni al codice della strada e poiché erano sprovvisti dei dispositivi di protezione individuale.
Il 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Napoli ha sequestrato in un negozio di San Giovanni a Teduccio gestito da un cittadino di origine cinese oltre diecimila mascherine, 1200 occhiali protettivi, 920 visiere, 135 termoscanner, 2454 accessori di ortopedia e 804 colle stick; tutta la merce era priva della marcatura CE di conformità e delle indicazioni in lingua italiana.
Lo stesso Reparto nel quartiere San Ferdinando e nella zona Porto ha sanzionato, rispettivamente, il titolare di un pub e un dipendente in “nero” di un bar poiché non indossavano la mascherina.
La Compagnia di Torre Annunziata ha sorpreso e sanzionato a Boscoreale (Napoli) 2 persone, un 61enne di Sant’Anastasia, che si trovava senza giustificato motivo in un Comune diverso da quello di residenza/domicilio, e un giovane in possesso di marijuana per uso personale.
La Compagnia di Torre del Greco ha sanzionato il gestore di una pizzeria poiché aveva permesso ad alcuni clienti di consumare in gruppo nelle pertinenze del locale, fuori dall’orario consentito.
La Compagnia di Pozzuoli, tra la medesima cittadina flegrea e Quarto, ha sanzionato i gestori di due bar per l’omessa istituzione del registro sul quale annotare la temperatura corporea dei dipendenti.
La Tenenza di Massa Lubrense a Meta di Sorrento ha sanzionato un esercizio commerciale per inosservanza dell’orario obbligatorio di chiusura e una persona poiché sorpresa in strada senza un valido motivo.
Inoltre, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza ha messo in campo anche un dispositivo di ordine pubblico di circa 90 “Baschi Verdi” che hanno presidiato, unitamente all’Esercito e alle altre Forze di Polizia, sia in forma dinamica che statica, i punti più “sensibili” della città: il centro storico, via Toledo, piazza Trieste e Trento, il Lungomare, i quartieri Sanità, Posillipo e Vomero.
Infine, come spesso succede, dai controlli anti Covid sono emerse anche situazioni illecite tipicamente d’interesse delle Fiamme Gialle:
Il 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Napoli ha sequestrato a Piscinola presso una caffetteria quasi 2 kg. di tabacchi lavorati nazionali messi in vendita senza patentino.
La Compagnia di Giugliano in Campania ha sequestrato tra Mugnano Melito di Napoli oltre 4 kg. di sigarette di contrabbando denunciando 2 responsabili.
La Compagnia di Torre Annunziata ha sequestrato tra Pompei e Boscoreale alcuni grammi di marijuana nei confronti di due cittadini italiani, che sono stati segnalati al Prefetto.

 

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

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IL PUNGIGLIONE STABIESE: Almeno l’onore è salvo!

Al Pungiglione Stabiese parleremo del pareggio della Juve Stabia nel derby con la Turris.

Questa sera ritorna il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla della Juve Stabia.

Anche per questa puntata la conduzione sarà affidata a Mario Vollono che insieme agli ospiti e a voi telespettatori commenterà il campionato della Juve Stabia in particolare con un occhio di riguardo al prossimo turno.

Collegatevi oggi 16 novembre 2020 dalle ore 20:30 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè.

Per seguire questa puntata del Pungiglione Stabiese basta collegarsi su facebook, questi i link:

  • La diretta facebook sarà trasmessa sulla pagina Juve Stabia Live  e condivisa sul profilo personale di Mario Vollono e sulle pagine Juve Stabia Unica Fede e ViViRadioWEB
  • La puntata sarà poi inserita il giorno dopo nella galleria video della pagina ViViCentro.it (https://www.facebook.com/vivicentro.it/) dove potrete trovare l’archivio di tutte le puntate andate in onda questa stagione sportiva.
  • In replica la puntata sarà anche caricata nel canale Youtube di ViViCentro Network (https://www.youtube.com/user/vivicentronetwork) dove troverete tanti video sulla Juve Stabia.

In questa puntata del Pungiglione Stabiese saranno presenti i giornalisti: Mario Di Capua, Giovanni Donnarumma e Natale Giusti.

Questa sera parleremo del pareggio nel derby con la Turris con le Vespe passate in vantaggio con Codromaz ma raggiunte dai corallini con il gol di Rainone.

Le Vespe dimostrano ancora una volta di peccare di scarsa precisione sotto porta a cui si aggiunge qualche errore in difesa, soprattutto da quando non c’è Troest. Ci saranno sei giorni di tempo per preparare la prossima sfida con la Viterbese.

Come da programma durante le puntate ci collegheremo con alcuni ospiti in modalità Skype o telefonica:

Questa sera avremo in collegamento  Pasquale Logiudice ex D.S. della Juve Stabia per discutere sul campionato della Juve Stabia e in generale sul Girone C della Serie C.

Chiuderemo i collegamenti con Gaetano D’Onofrio corrispondente del Mattino di Napoli per continuare la serie di considerazioni sul campionato delle Vespe.

Avvisiamo i telespettatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sulla pagina facebook Juve Stabia Live per lasciare messaggi e domande.

“Il Pungiglione Stabiese” è la vostra casa. Ci raccomandiamo, intervenite in tanti sulla chat facebook!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nei precedenti campionati.

Ci adoperiamo per offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

Scoperti un pregiudicato e un lavoratore in nero quali illeciti percettori del RdC

Scoperti dalla Guardia di Finanza di Carini (PA) due illeciti percettori del reddito di cittadinanza, rispettivamente a Terrasini e Carini.

I Finanzieri della Tenenza di Carini, in esito ad attività di intelligence economico-finanziaria, hanno individuato rispettivamente a Terrasini e Carini, comuni della provincia di Palermo, due distinti soggetti percettori illecitamente del Reddito di Cittadinanza.

Nel primo caso F.S. (cl.91), risultata residente a Terrasini, sin dal mese di aprile del 2020 ha omesso di indicare nella prescritta richiesta inviata all’INPS che il proprio coniuge C.D.L.D. (cl.85), gravato da innumerevoli precedenti penali, tra cui omicidio doloso, spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, rapina aggravata, rissa e svariati altri reati, è detenuto presso la casa circondariale di Palermo “Pagliarelli”.

Tenuto conto che tale circostanza costituisce causa ostativa alla concessione del beneficio i Finanzieri hanno proceduto a denunciare F.S. alla Procura della Repubblica di Palermo per le violazioni previste dagli artt. 3 e 7 del D.L. 4/2019 e, contestualmente, hanno sottoposto a sequestro preventivo la “Card reddito di cittadinanza” nonché a segnalare l’indebita percettrice al locale Ufficio I.N.P.S. per l’irrogazione delle sanzioni amministrative di revoca/decadenza del beneficio e per il recupero coattivo della somma già indebitamente percepita, pari ad € 11.897,22.

Nel secondo caso i militari della Tenenza di Carini, dopo una mirata attività info-investigativa che ha riguardato mirati appostamenti e pedinamenti svolti tra Carini e Palermo, hanno accertato che l’indebito percettore di R.d.C., C.M. (cl.73) svolgeva, già dal mese di febbraio del c.a., l’attività di autotrasportatore in qualità di dipendente in “nero per conto della ditta risultata intestata al fratello C.S.(cl.72).

Anche in questo caso tale circostanza costituisce causa ostativa alla concessione del beneficio e per tale motivo si è proceduto alla denuncia a piede libero di C.M. per le violazioni previste dagli artt. 3 e 7 del D.L. 4/2019 ed al contestuale sequestro preventivo della “Card reddito di cittadinanza” nonché a segnalare l’indebito percettore al locale ufficio I.N.P.S. per l’irrogazione delle sanzioni amministrative di revoca/decadenza del beneficio e per il recupero coattivo della somma indebitamente percepita, pari ad € 16.640,00.

L’attività di servizio conferma il ruolo di polizia economico-finanziaria affidato al Corpo della Guardia di Finanza, a contrasto di coloro i quali, accedendo indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraggono importanti risorse economiche destinate a favore di persone e famiglie che si trovano effettivamente in condizioni di disagio.

Adduso Sebastiano