Napoli: rimosse cataste di legna ed evitati assembramenti in occasione dei “cippi” di Sant’Antonio, agenti intervengono anche a S. Giovanni a Teduccio.
NAPOLI: interventi vs assembramenti per i “cippi” di Sant’Antonio
NAPOLI: Ieri sera gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in piazza Volturno hanno visto diverse pedane in legno accatastate pronte per essere incendiate per i “cippi” di Sant’Antonio e, con il supporto di personale dell’ASIA, le hanno rimosse.
Inoltre, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti in via Gian Battista Manso per una segnalazione di assembramenti e, giunti sul posto, hanno constatato la presenza di numerose persone che, alla loro vista, si sono dileguate nei vicoli adiacenti abbandonando una grossa catasta di pedane in legno ed arbusti che è stata rimossa dal personale ASIA.
Infine, gli agenti hanno notato in piazza Mercato un gruppo di giovani intenti a svuotare una bottiglia di benzina in un bidone in fiamme e che, alla loro vista, si sono dati alla fuga, mentre gli operatori hanno spento l’incendio.
San Giovanni a Teduccio: “cippo” di Sant’Antonio, denunciato un giovane
SAN GIOVANNI A TEDUCCIO: Ieri sera gli agenti del Commissariato San Giovanni, durante il servizio di controllo del territorio, sono intervenuti in via Nuova Villa dove vi era un centinaio di persone circa che stavano alimentando le fiamme di diversi pezzi di legno con delle taniche di benzina.
I poliziotti, dopo aver richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco per domare le fiamme, sono stati oggetto di un fitto lancio di sassi da parte dei presenti, che ha anche danneggiato la vettura di servizio; mentre molti si sono allontanati, gli agenti, dopo una colluttazione, sono riusciti a bloccare un 16enne che è stato denunciato per incendio doloso, getto pericoloso di cose, danneggiamento aggravato, violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale nonché sanzionato per inottemperanza alle misure anti Covid-19.
NAPOLI: Polizia interviene sul territorio, arresti a Capodichino e in zona Mercato nel corso della serata di ieri per rapine, aggressioni e minacce.
NAPOLI: Polizia interviene in zona Mercato e Capodichino
NAPOLI: Polizia interviene sul territorio, arresti a Capodichino e in zona Mercato nel corso della serata di ieri per rapine, aggressioni e minacce.
Mercato: rapina un cellulare, arrestato
NAPOLI- Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, hanno udito delle grida di aiuto in via Amerigo Vespucci ed hanno visto due persone che stavano inseguendo un giovane che, alla vista della volante, ha accelerato la corsa.
I poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato accertando che, poco prima, aveva aggredito e rapinato il telefono ad un uomo.
Salisu Iddrisu, 36enne dello Zimbabwe con precedenti di polizia e irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato per rapina nonché denunciato poiché inottemperante all’ordine di espulsione del Questore di Avellino emesso lo scorso 17 giugno; infine, il telefono è stato riconsegnato al proprietario.
Capodichino: aggrediscono e minacciano i vigili urbani, arrestati
NAPOLI-Ieri sera gli agenti del Commissariato Secondigliano, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in viale Umberto Maddalena hanno notato tre persone che inveivano contro una pattuglia della Polizia Locale.
I tre, che volevano forzare il blocco stradale predisposto dalla pattuglia, hanno minacciato e aggredito i vigili urbani fino a quando i poliziotti non sono intervenuti bloccando ed arrestando G.M., F.M. e E.M., fratelli napoletani di 45, 42 e 36 anni con precedenti di polizia, per resistenza, lesioni e minacce a Pubblico Ufficiale.
Juve Stabia vicinissima a Gennaro Borrelli: le ultime sulle trattativa. Entro 48 ore ci dovrebbe essere il passaggio in prestito alle Vespe
Juve Stabia vicinissima a Gennaro Borrelli: le ultime sulle trattativa
La Juve Stabia è vicina a concludere la trattativa per arrivare ad ottenere in prestito l’attaccante Gennaro Borrelli che lo scorso anno ha giocato in Serie B con il Pescara esordendo il 27 settembre 2019 in Pescara-Crotone 0-3. Borrelli, nato a Campobasso il 10/03/2000, alto m. 1,94 e peso 87 kg, ha giocato anche gli interi novanta minuti ad inizio ottobre 2019 in Juve Stabia-Pescara 2-1 risultando tra i migliori in campo nonostante la sconfitta della sua squadra. La settimana dopo arrivò il primo gol in B contro il Pisa e poi la convocazione nella nazionale italiana Under 20. Da ottobre il Pescara che ne detiene il cartellino, lo ha ceduto in prestito al Cosenza sempre in Serie B.
Tra le fila del Cosenza due le apparizioni nel campionato di Serie B 2020-2021. La prima subentrando col Chievo e la seconda dal primo minuto contro il Brescia. Una presenza anche in Coppa Italia contro il Monopoli.
La redazione di ViViCentro.it ha ascoltato nel pomeriggio l’agente FIFA, Costantino Parisi, che è impegnato nella trattativa.
Parisi ha riferito che in questi giorni stanno parlando con molte società che hanno richiesto Gennaro Borelli (tra cui Monopoli e Renate – ndr -). Tra queste anche la Juve Stabia che a loro fa molto piacere come destinazione. Al calciatore e ai suoi agenti fa piacere che una società così importante si sia interessata a Gennaro. E’ ovvio che la trattativa non è ancora definita perchè va condotta sia col Pescara che ne detiene il cartellino ma anche con il Cosenza perchè Borrelli è in prestito al Cosenza. Detto ciò, secondo il suo agente nelle prossime 48 ore al massimo si deciderà il destino di Borrelli che potrebbe tingersi di gialloblè. Il dato certo per ora è che Castellammare è una piazza molto gradita al calciatore. Seguiranno aggiornamenti sulla trattativa che stando alle parole dell’agente, Costantino Parisi, dovrebbe chiudersi nell’arco di 48 ore.
Napoli: Basilica di San Domenico Maggiore, sabato scorso gli agenti della Sezione Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile hanno ritrovato il dipinto “Salvator Mundi”.VIDEO
Napoli: ritrovato il dipinto “Salvator Mundi” del XV secolo
NAPOLI: Sabato scorso gli agenti della Sezione Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile, durante un’attività d’indagine, hanno rinvenuto, occultato in una camera di un appartamento di via Strada Provinciale delle Brecce, il “Salvator Mundi”, dipinto di scuola leonardesca risalente al XV secolo, che fa parte di una collezione custodita presso il museo “DOMA” della Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli e collocato nella cappella Muscettola da cui era stato trafugato.
Il proprietario dell’appartamento, P. G., napoletano di 36 anni senza precedenti di polizia, rintracciato poco distante dall’abitazione, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per ricettazione.
I particolari dell’operazione sono stati illustrati dal Procuratore della Repubblica di Napoli, dottor Giovanni Melillo, durante un incontro con la stampa che si è tenuta oggi, nel rispetto dei protocolli sicurezza Covid 19, presso l’Aula Vadalà del IV Reparto Mobile della Polizia di Stato sito in via Monte di Dio 31, Napoli.
Gli allenatori e i calciatori scrivono a Sibilia e Zigarelli contro la sospensione dei campionati
Il nuovo DPCM ufficializzato pochi giorni fa, sta già creando polemiche nel mondo dello sport dilettantistico regionale. La nuova proroga, che allunga la sospensione delle competizioni regionali di ogni categoria e livello fino a marzo, ha fatto registrare molte lamentele. Nonostante il non interesse a livello nazionale, infatti, lo sport dilettantistico, in particolare il calcio, è diventato a tutti gli effetti, specie al sud, un vero e proprio lavoro.
L’impegno che richiede l’allenamento quotidiano nel primo pomeriggio, il ritiro pre-partita, e il ritmo di preparazione non lasciano spazio a un altro lavoro, facendo diventare, così, il calcio un vero e proprio mestiere come per i militanti della Serie D.
Per questo motivo, capitani e allenatori delle squadre di Eccellenza e Promozione hanno deciso di unirsi e scendere in campo per far sentire la propria voce. Tramite un comunicato stampa i calciatori hanno deciso di rendere pubbliche le loro intenzioni.
“Uniti nello spogliatoio e nel momento del bisogno”
“Capitani ed allenatori dei club di Eccellenza e Promozione della Campania, hanno deciso di affrontare in prima persona la questione legata alla decisione emanata dal governo nell’ultimo DPCM del 16 gennaio, di sospendere ulteriormente tutte le competizioni e le gare dilettantistiche fino alla data del 5 marzo. La notizia naturalmente, ha generato preoccupazione e perplessità in tutto il bacino di operatori che gravitano intorno all’emisfero in questione (calciatori, allenatori, dirigenti, addetti ai lavori), ma soprattutto, ha sollevato fortissimi dubbi sulla motivazione di non equiparare il protocollo applicato alle squadre di serie D anche ai campionati di promozione ed eccellenza.
L’iniziativa, organizzata dai calciatori Borrelli dello Sporting Barra e Silvestro del Villa Literno, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica, ha già riscosso un notevole riscontro di adesioni e partecipazione”.
LA PROPOSTA: Raccolta di firme con la conseguente richiesta ai Presidenti Cosimo Sibilia e Carmine Zigarelli, rispettivamente numeri uno della LND e del Comitato regionale Campania, nonché unici rappresentanti e delegati dell’intero movimento dilettantistico, all’assunzione di responsabilità nella presentazione al ministro dello sport ed alla commissione tecnico – scientifica, di un protocollo analogo a quello presentato ed adottato dalle società di serie D, nonché, la possibilità di stabilire e stipulare eventuali convenzioni per l’analisi rapida e test molecolari da poter consentire lo svolgimento delle competizioni in totale sicurezza.
Stessa iniziativa anche per le squadre pugliesi in Eccellenza, che hanno prodotto un documento indirizzato ai vertici della Lega Dilettanti e del comitato pugliese.
“Speravamo che il nuovo DPCM portasse novità positive per noi calciatori militanti nel Campionato di Eccellenza. Invece, così non è stato. Ancora una volta siamo stati discriminati, considerati come l’ultima ruota del carro. Continuiamo a non capire come mai la serie D posso seguitare a giocare e noi no. Eppure, il nostro Campionato è del tutto simile a quello della D, è per questo, è necessario parificarlo, sotto tutti gli aspetti. E’ oltremondo ingiusta tale disparità. Non chiediamo la luna nel pozzo,ma solo che, come la serie D,anche noi si possa tornare a calcare l’erbetta nei rettangoli di gioco delle nostre città. Chiediamo rispetto e attenzione, come cittadini italiani rispettosi delle regole”.
Castellammare di Stabia: Aggiornamenti numero contagiati da parte della Regione Campania e Asl Na 3 Sud, 90 sono i cittadini stabiesi positivi.
Castellammare di Stabia – Covid-19: 90 stabiesi positivi
CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- Il Sindaco Cimmino ha trasmesso via social, la nota di aggiornamento sul numero dei risultati positivi al Covid-19: La Regione Campania e l’Asl Na 3 Sud ci hanno comunicato che sono 90 i cittadini di Castellammare di Stabia risultati positivi al coronavirus (Covid-19) nel periodo dal 14 al 18 gennaio 2021. 42 di essi presentano sintomi lievi della malattia. Tra i nuovi contagiati ci sono un bimbo di 2 mesi, nove cittadini tra i 4 ed i 16 anni, sei persone tra gli 81 e gli 86 anni ed un 98enne. Sono stati lavorati complessivamente 878 tamponi. I guariti per lo stesso periodo sono 14. Tra di essi un 86enne.
La Campania resta in Area Gialla. Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato il 16 gennaio quattro nuove ordinanze sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia (Dm 30 aprile 2020), che si è riunita il 15 gennaio 2021.
Complessivamente, come da Dpcm del 14 gennaio 2021 e da ordinanze del ministero della Salute del 16 gennaio 2021, la ripartizione delle Regioni e Province Autonome nelle aree gialla, arancione e rossa è la seguente, a partire dal 17 gennaio:
? Area Gialla: Campania, Basilicata, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Toscana;
? Area Arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Veneto, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta;
? Area Rossa: Lombardia, Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia.
Ricordiamo che oltre al Dpcm del 14 gennaio 2021 contenente le misure per il contrasto e il contenimento dell’emergenza da Covid-19 in Campania è in vigore l’ordinanza regionale n. 2 del 16 gennaio 2021.
In particolare dal 16 gennaio 2021 e fino al 23 gennaio 2021, restano sospese le attività didattiche in presenza delle classi quarta e quinta della scuola primaria, della scuola secondaria di primo e secondo grado, dei laboratori scolastici e le attività in presenza di educazione e formazione, non scolastica, diversa da quella professionale. E’ consentita l’attività in presenza dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia, nonché delle classi prima, seconda e terza della scuola primaria.
Sottolineiamo, infine, che il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un’ulteriore ordinanza il 16 gennaio per contrastare la nuova variante di Sars-CoV-2 identificata in Brasile. In particolare sono bloccati i voli in partenza dal Brasile ed è vietato l’ingresso in Italia per chi negli ultimi 14 giorni vi è transitato. Chiunque si trovi già in Italia, in provenienza da quel territorio, è tenuto a sottoporsi a tampone contattando i Dipartimenti di prevenzione.
Troppa Ternana al Menti per la Juve Stabia, superata con un netto 0-3 dagli umbri, lanciati con poche preoccupazioni ormai verso la scontata ma meritata promozione in Serie B.
Dopo il pareggio molto più amaro che dolce di Foggia, la squadra di Padalino era chiamata al test più ostico per tutte le compagini del girone, il confronto con i rossoverdi tutt’ora imbattuti in campionato (14 vittorie e 4 pareggi). La sfida ha avuto storia solo per la prima parte del primo tempo: dopo il vantaggio, trovato anche grazie all’errore di Berardocco dopo i tanti tentativi respinti da Tomei, la Ternana non ha avuto problemi a sigillare la gara.
La capolista guidata da Lucarelli proprio al Menti di Castellammare ha confermato le similitudini con la Juve Stabia del 2018/19, il gruppo inarrestabile condotto da Caserta alla promozione. Nella sfidi quindi ad un avversario molto simile al proprio passato, le Vespe non sono riuscite a colmare l’evidente gap con gli umbri, complici anche defezioni annunciate e dell’ultima ora che certo ai campani non hanno fatto bene.
Non ha pagato la scelta di Padalino di aumentare il tasso tecnico della squadra arretrando Fantacci sulla mediana e schierando Golfo, che ha sprecato l’ennesima occasione della sua stagione. Va però ricordato che il tecnico, con Mastalli e Scaccabarozzi out, a centrocampo, oltre ai titolari, aveva a disposizione il solo Bovo, appena rientrato, a disposizione (senza considerare Volpicelli, magari da sostituire nel mercato con un calciatore sul quale ci sia fiducia anche solo come alternativa di emergenza). La sensazione è però che la sconfitta non sia frutto di un dato assetto tattico ma di una superiorità totale della Ternana.
Non era certo contro la capolista che la Juve Stabia era obbligata a fare punti ma la sconfitta potrà essere “positiva” se ben si sapranno cogliere le indicazioni che da essa arrivano. Non risponde ad un’analisi veritiera, lo dice il campo, il bilancio secondo cui questa squadra ha bisogno solo di un esterno offensivo, necessitando invece di essere puntellata in ogni reparto. Stride il rendimento del centrocampo, in cui non c’è una fonte di gioco efficace, un incursore in grado di creare imprevedibilità ed un mediano capace di offrire resistenza alla difesa.
Se lo schema con cui è stato costruito l’organico è quello delle “coppie”, come ricordato da Padalino, allora si valutino uscite di calciatori non utili al progetto e l’ingresso di più innesti, onde rispettare i limiti numerici della rosa.
Giusto è infatti ricordare che l’obiettivo stagionale dell’accesso ai playoff è a portata di mano ma altrettanto corretto è notare che, ad oggi, è una meta tutt’altro che consolidata e che può sfuggire da una giornata all’altra, perché acciuffata nell’ultima posizione utile disponibile.
Per guardare infatti ad un futuro vincente come è stato il passato, serve un presente di grande spessore.
Nella prima mezz’ora di gara è lui a tenere in partita la Juve Stabia con almeno due parate importanti e dando sempre l’impressione di dirigere con tranquillità un reparto messo seriamente in difficoltà dalle scelte scellerate del mister al confronto della capolista.
Luca Garattoni voto 5
Furlan e Salzano lo mettono frequentemente in difficoltà, Golfo non gli da una mano e Fantacci non ha nelle sue caratteristiche quella di interdire come mezz’ala in un 4-3-3. Le colpe della sua prestazione, non sono solo sue ma partono dalle scelte del mister.
Magnus Troest voto 5
Il goal decisivo non è quello di Vantaggiato, ma ancora una volta, come a Foggia, sia lui sia Allievi consentono alla prima punta avversaria di controllare palla in area e tirare senza essere contrastato. A certi livelli, anche in questa categoria, non te lo puoi permettere.
Nicholas Allievi voto 5
Basterebbe fare il copia e incolla della prestazione del compagno di reparto di cui sopra, con l’aggiunta che in alcune giocate sembra con la testa altrui, non per situazioni di mercato ma per la sbadataggine con cui interviene in alcune azioni del match.
Alberto Rizzo voto 6
Uno dei pochi a salvarsi pur soffrendo tantissimo in difesa, dove è spesso bucato da Peralta e Defendi ma anche qui le colpe sono più di chi ha deciso uno schieramento poco adatto alla partita più difficile dell’anno. Il goal dello 0-1 non arriva per colpa sua ma di chi sbaglia completamente l’uscita dalla difesa, ovvero Berardocco. Nel secondo tempo le sue discese mettono in difficoltà la Ternana e non si capisce il motivo per il quale esca dal campo, forse per preservarlo a partita persa? Già mezz’ora prima della fine del match? Scelte poco comprensibili.
Dal 21’ s.t. Francesco Ripa voto 6
Un voto per cercare di far capire a chi dirige la squadra che merita di giocare di più. Forse un tempo può giocarlo, allora bisogna farlo giocare! Perché se dopo due mesi non può giocare più di 25 minuti per tenere in piedi un modulo che produce ma non finalizza, allora bisogna cambiare, perché le altre si stanno attrezzando tutte e man mano che va avanti il campionato, si rischia che diventi difficile battere anche le squadre che sono dietro. Romero da solo non riesce a far reparto e goal e allora bisogna metterci Ripa vicino. Li regge 45 o 60 miunti? Pensiamo di si, allora va MESSO IN CAMPO!!!! Fino a quando non arriva qualche altro rinforzo o torna disponibile Cernigoi.
Tommaso Fantacci voto 5
Il voto non è per lui, ma deve ringraziare il suo mister per tale obbrobio tattico! Se già in tanti storcevano il naso che giocasse esterno d’attacco nel tridente, volendolo più nel centro del gioco in appoggio più diretto alla punta centrale del 4-3-3, figurarsi a vederlo addirittura mezz’ala contro l’arsenale a disposizione della Ternana. Mastalli aveva solo 20-30’ nelle gambe? Bovo poco di più? Allora perché non alternare loro o provare a cambiare modulo? Le scelte di Padalino lo hanno praticamente escluso dal match!
Luca Berardocco voto 4,5
I suoi continui errori in impostazione sono puniti dalla capolista. Imperdonabile l’uscita sbagliata con passaggio orizzontale che permette a Peralta di andare a segnare l’1-0 e sbaglia tanto altro, è un uomo in meno per la Juve Stabia. Dopo l’ottima prestazione di Foggia, un passo indietro per lui, ma anche in questo caso, forse, non solo per colpa del giocatore ma perché con Fantacci mezz’ala non ha filtro e quindi non può reggere contro un reparto come quello ternano.
Andrea Vallocchia voto 5,5
Meno bene di altre occasioni ma è l’unico che da muscoli e corsa in mezzo al campo e la catena di sinistra con lui Rizzo e Orlando sembra davvero poter garantire molto per il futuro delle vespe in questo campionato, chiaramente contro altri avversari si può far molto meglio.
Francesco Golfo voto 4,5
Il peggiore in assoluto della Juve Stabia, un vero fantasma che nonostante il mister gli dia una possibilità più unica che rara di giocare nel suo vero ruolo, probabilmente, riesce a fare tutto ciò che non si deve contro una Ternana che ti punisce quasi ad ogni errore. Impalpabile, non si capisce come mai sia stato in campo per addirittura 65 minuti! Andava sostituito molto prima, avesse la metà della voglia del volenteroso Guarracino, potrebbe far sfraceli in questa categoria, invece sembra svogliato e senza grinta.
Dal 21’ s.t. Roberto Codromaz voto 5,5
Anche nel finale, la difesa con lui più Troest e Allievi, è spesso in difficoltà contro Partipilo e Torromino che fanno ciò che vogliono e sono fermati solo da Tomei.
Francesco Orlando voto 6,5
E’ lui il vero pericolo per la difesa avversaria, prova sempre a mettere in difficoltà gli avversari e quando sulla fascia lui e Rizzo spingono coadiuvati da Vallocchia mettono in seria difficoltà la Ternana nella prima mezz’ora, ma purtroppo Romero e Golfo non si fanno mai trovare pronti sui palloni che arrivano dalla sinistra.
Dal 34’ s.t. Mariano Guarracino voto 6
Merita la sufficienza un ragazzo che mostra a qualche titolare come bisognerebbe affrontare determinate gare, ovvero con grinta e voglia di fare. Con un arbitraggio normale, grazie al suo anticipo, Defendi sarebbe andato sotto la doccia dopo il fallo su di lui. Gioca pochi minuti ma merita una menzione particolare. Bravo Mariano può essere il futuro della Juve Stabia
Niccolò Romero voto 4,5
Suagher e Kontek non gli fanno toccare palla e stavolta la buona volontà non basta perché in almeno tre situazioni, create dalla corsia di sinistra, nella prima mezz’ora, si fa clamorosamente anticipare invece di travolgere tutti e tutto con la sua altezza. Se non ci si arriva con tecnica un po’ di volontà in più e sfrontatezza sarebbe il minimo da metterci in campo.
Pasquale Padalino voto 4
In questo girone di andata, spesso, gli abbiamo dato il voto più alto, stavolta, invece, il mister merita il voto più basso in pagella per ciò che fa prima, durante e ce lo consenta anche dopo il match. Qui a Castellammare da 30 anni vediamo calcio di un certo livello, con 5 campionati di B disputati dalla Juve Stabia, una miriade di campionati di C e tanti atleti, allenatori e dirigenti importanti passati dalle parti del Romeo Menti e della nostra città. Non ci venga lui ad insegnare il calcio, perché di maestri ne abbiamo avuti e ne avremo ancora tanti ed è ora di rispondere alle domande dei giornalisti senza la saccenza di chi voglia insegnare il gioco del calcio a noi. Gli abbiamo fatto spesso i complimenti per come la sua squadra cerchi di fare sempre la partita, ma poi arrivano anche i demeriti, perché ognuno deve fare il suo lavoro e il nostro è quello di fare delle domande che a volte possono essere anche un po’ scomode ma vanno risposte con rispetto dei ruoli come noi ne abbiamo nei suoi confronti.
Alla domanda ‘Perché non cambia mai modulo’, ci consenta, Caro Mister, che noi qui non vediamo le prime partite ma seguiamo il calcio a tutti i livelli da sempre e se risponde che non è vero perché lo avrebbe fatto a Vibo Valentia, ovvero il 4 di ottobre 2020, e contro la Cavese in casa, ovvero il 20 di ottobre 2020, allora ci sentiamo presi in giro, perché parliamo di 3 mesi, TRE, e di una miriade di partite fa e le ricordiamo che nelle conferenze stampa attuali, non essendo presenti, non possiamo avere confronto, altrimenti le avremmo tranquillamente fatto presente la cosa. Perché forse siamo stati abituati male da chi lo ha preceduto, un signor allenatore come Fabio Caserta, che non si intestardiva con lo stesso modulo per mesi, ma, a volte, anche nella stessa partita, spesso, lo cambiava più volte, senza aspettare che le squadre avversarie lo mettessero sotto. Ma il 4 in pagella non è una ripicca personale di chi scrive ma solo una costatazione attenta e riflessiva dei fatti, facendo tanta attenzione anche a tutte le attenuati del caso. La Ternana è una squadra fortissima? Verissimo ma raramente aveva vinto così facilmente una partita contro una squadra di medio alta classifica come valutiamo la Juve Stabia. La Ternana ha sempre o quasi vinto, ma contro le prime 10 ha vinto facilmente solo contro il Catanzaro per 5-1 e contro il Teramo 3-0, in casa, ma mai era stata sul 3-0 già al 51’! Mastalli poteva giocare solo 20 minuti o 30’? Bovo non ha il ritmo partita e poteva giocare un tempo? Benissimo, è vero che ha perso Scaccabarozzi, ma almeno far giocare un tempo a Bovo, mezzo a Mastalli e poi provare altre alternative poteva esser fatto? Perché, vista la potenza della Ternana, non partire con un 3-4-1-2 con un centrocampo più coperto e non concedendo tutte le superiorità numeriche ad avversari così forti e snaturando atleti come Fantacci che invece poteva darti molto di più giocando come ala? Questa partita è stata completamente sbagliata da mister Padalino che per una volta dovrebbe fare solo mea culpa e provare a sfruttare la rosa in base al match e non pensare che si possa giocare solo ed esclusivamente in un modo dovendo addirittura adattare i giocatori in funzione di quello, come quando a domanda sul poco utilizzo di Ripa, a due mesi dal suo ritorno, si pensi che il modulo possa portarlo a stancarsi prima e non il contrario che andrebbe fatto un modulo che sfrutti le tue forze al meglio. Questa squadra non segna, se c’è qualcuno che lo sa fare, bisogna fare in modo che lo faccia e non pensare ad altro.
Ultima cosa, essendo così distratti, vorremmo sapere come sono finite quelle partite dove c’è stato un cambio di modulo. Beh, quelle due che ci ha ben ricordato sono finite con due vittorie. Forse c’è da fare qualche valutazione?
“Un risultato straordinario, che va a premiare una perla del nostro Paese e che rende merito e inorgoglisce tutto il nostro territorio. Sono estremamente felice per questa vittoria, che è la vittoria di tutta la Campania. Quando ci siamo candidati un anno fa, abbiamo avviato un percorso che ci ha portato ad ottenere apprezzamenti importanti, da parte di artisti, scrittori, scienziati e personalità che hanno deciso di sposare la nostra causa con impegno e passione.
Ed ora siamo pronti a collaborare con Procida, per fare in modo che questa nomina generi un circuito virtuoso su cui innestare il percorso di promozione turistica dell’intero territorio.”
Ricordiamo che la Città di Castellammare di Stabia, candidata anch’essa insieme a Procida e ad altre 25 città italiane, non ha superato la prima selezione e ha dovuto abbandonare anzitempo il sogno di diventare Capitale della Cultura.
“Esprimiamo la nostra gioia e la grande soddisfazione per la scelta di Procida come Capitale italiana della Cultura 2022. L’isola di Procida è uno dei luoghi più suggestivi e caratteristici della Campania per le bellezze ambientali, per la sua storia e le sue storie, per i suoi borghi e le sue spiagge.” ha riferito De Luca.
“È un luogo assolutamente affascinante che sottolinea le molte bellezze della nostra terra. Ha vinto un progetto bellissimo, di valorizzazione dell’isola e della Campania, a cui Regione e Comune hanno creduto. È un’occasione straordinaria di proiezione della nostra Regione sul piano internazionale sulla scia del grande successo delle Universiadi 2019.”
Il Governatore campano ha spiegato che i contenuti del progetto saranno presentati nei prossimi giorni.
Come da programma alle ore 12:00 di oggi , lunedì 18 gennaio, nell’Aula della Camera ci sono state le comunicazioni del presidente del Consiglio Conte sulla situazione politica determinata dalle dimissioni dei ministri di Iv.
A seguire il testo, ed il video, del suo discorso.
all’inizio di questa esperienza di governo, il 9 settembre 2019, prefigurai in quest’Aula un chiaro progetto politico per il Paese.
Precisai subito che il programma sul quale mi accingevo a chiedere la fiducia al Parlamento non si risolveva, non poteva risolversi, in una mera elencazione di proposte eterogenee né tantomeno in una sterile sommatoria delle posizioni assunte da ciascuna delle forze politiche di maggioranza.
Già allora ero consapevole che un’alleanza tra formazioni politiche provenienti da storie, esperienze, culture di differente estrazione, che per giunta in passato si erano anche contrapposte delle volte anche in maniera aspra, poteva nascere solo sulla base di due discriminanti fondamentali: a) il convinto ancoraggio ai valori costituzionali (cito solo il primato della persona, lavoro, uguaglianza formale e sostanziale, tutela dell’ambiente); b) e poi la seconda discriminante fondamentale, la solida vocazione europeista del nostro Paese, in modo da consentire all’Italia di tornare protagonista nello scenario europeo e contribuire a fare recuperare alla medesima all’Unione europea il ruolo di la leadership che le spetta nel contesto geo-politico internazionale.
Sin dal momento dell’elaborazione del programma di governo, mi sono adoperato, insieme alle delegazioni delle forze politiche di maggioranza – lo ricorderanno i delegati – perché si delineasse la prospettiva di un disegno riformatore ampio e coraggioso.
Affermai allora che quel progetto politico avrebbe segnato l’inizio di una nuova – che speravamo e confidiamo ancora – risolutiva stagione riformatrice, orientata all’edificazione di una società più equa e più inclusiva, capace di coniugare l’obiettivo primario della crescita economica, del rilancio e della modernizzazione con le esigenze imprescindibili della sostenibilità, della coesione sociale e territoriale, sempre nell’orizzonte del pieno sviluppo della persona umana.
Ancora oggi, dopo più di un anno, a riguardare quei ventinove punti programmatici, ravviso che nel progetto di Paese che abbiamo condiviso e delineato insieme, seppure in circostanze e condizioni complesse, c’era visione.
C’era una forte spinta ideale.
C’era un chiaro investimento di fiducia.
Agli inizi del 2020 le condizioni per l’attuazione di quel progetto si sono complicate, si sono dovute misurare con l’uragano della pandemia, che ha sconvolto in profondità la nostra società, le nostre abitudini di vita, il nostro destino collettivo.
La pandemia ci ha costretto a ridefinire le priorità, a ripensare il nostro modello di sviluppo, la dinamica delle nostre relazioni.
Stiamo affrontando una sfida di portata epocale. Ci stiamo misurando con l’esigenza di definire le linee ricostruttive di una società segnata – di nuovo – da paure addirittura primordiali, più spesso conosciute da generazioni del passato, paure legate al rischio di perdere beni essenziali, come la vita e la salute, e di tornare a sentirci profondamente fragili. Alcune nostre pur radicate certezze sono state improvvisamente poste in discussione.
La “politica” è stata costretta a misurarsi pressochè quotidianamente – forse come mai prima aveva fatto – con la scienza e con la tecnica, nella difficoltà di offrire risposte efficaci e rapide nel corso di una travolgente emergenza sanitaria e di una severa recessione economica.
Anche le nostre – e lo dico da giurista – più consolidate cognizioni giuridiche sono state severamente interrogate. In virtù dello stato di emergenza siamo stati costretti a introdurre – lo ricordo per primi in Occidente, poi seguiti da tutti gli altri Paesi – misure restrittive dei diritti della persona, operando delicatissimi bilanciamenti dei princìpi e dei diritti costituzionali.
In questi mesi così drammatici, pur a fronte di una complessità senza precedenti, questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo – certamente anche con fatica – convergenza di vedute e risolutezza di azione, anche nei passaggi più critici.
Abbiamo coltivato un costante e serrato dialogo con tutti i livelli istituzionali, a partire dalle Autorità regionali sino a quelle comunali, nella consapevolezza che solo praticando indefessamente il principio di “leale collaborazione” sarebbe stato possibile perseguire strategie di intervento efficaci, considerato – a tacer d’altro – che le competenze in materia di gestione sanitaria sono rimesse primariamente alle Regioni.
Non solo.
L’esperienza della pandemia ha rafforzato, nelle forze politiche che con lealtà hanno sostenuto il Governo, la consapevolezza del valore del dialogo e del confronto dialettico tra posizioni anche distanti, presupposto ineludibile per compiere le scelte più giuste e per assumere le decisioni fondamentali, alle quali – per la gravità dell’ora – non potevamo certo sottrarci.
Abbiamo operato sempre le scelte migliori? Abbiamo assunto sempre le decisioni più giuste?
Ciascuno esprimerà le proprie valutazioni. Per parte mia posso dire che il Governo ha operato i delicati bilanciamenti degli interessi costituzionali di volta in volta coinvolti, con il massimo scrupolo e con la massima attenzione, nella consapevolezza delle conseguenze di immane portata che si sarebbero prodotte nella vita dei singoli e per il futuro della nostra comunità.
Vedete, se oggi, a Voi che siete in quest’aula e ai cittadini che ci seguono da casa, posso parlare a nome di tutto il governo a testa alta non è per l’arroganza di chi ritiene di non avere mai sbagliato, ma per la consapevolezza di chi, insieme a tutta la squadra di governo, ha impegnato tutte le proprie energie fisiche e intellettive per offrire la migliore protezione possibile alla comunità nazionale.
Nel dibattito pubblico che si è levato in questi mesi, vi è anche un altro elemento da chiarire.
Alcuni ritengono che la pandemia abbia oscurato la “politica”.
Ho già rilevato poco fa che il dialogo tra la politica e la scienza si è infittito particolarmente.
In realtà, mai come in questo periodo la “politica” è stata chiamata ad assolvere alla sua più nobile missione, di operare scelte per il bene comune, alcune delle quali di portata oserei dire “tragica”.
È stata “politica” la scelta di tutelare in via prioritaria la salute, non solo in quanto diritto fondamentale della persona e interesse primario della collettività, ma anche nella consapevolezza che solo – e questa è stata una intuizione che poi è diventata radicata convinzione – tutelando quel bene primario si potesse preservare il tessuto produttivo del Paese.
Tutta “politica” è stata la scelta di destinare – anche ricorrendo a ripetuti e progressivi scostamenti di bilancio – ingenti risorse (più di 100 miliardi di euro in termini di indebitamento netto) al sostegno di lavoratori, imprese, famiglie e categorie fragili, con ristori proporzionati alle perdite subite.
Questi interventi – attenzione – ci hanno permesso di erigere una cintura di protezione sociale ed economica che è stata apprezzata anche da illustri economisti, come il premio Nobel Paul Krugman.
Fortemente “politica” è stata la determinazione con la quale il Governo, primo fra tutti i governi europei, ha chiesto all’Unione di rispondere alla crisi in modo radicalmente diverso rispetto al passato e di farsi promotrice di politiche espansive, finanziate da strumenti di debito comune, orientate al raggiungimento di strategie condivise.
Lo storico accordo sul programma Next generation EU, per il raggiungimento del quale l’Italia ha avuto un ruolo propulsivo e decisivo, spendendosi in ogni sede, a ogni livello formale e informale, non solo ci consente di disporre di 209 miliardi di euro, ma ha impresso alla politica europea una svolta irreversibile, inaugurando un nuovo corso, suscettibile di mutare profondamente i paradigmi delle politiche economiche e il volto stesso dell’Unione europea.
Non è questo l’esito, anch’esso eminentemente politico, della scelta europeista che ha rappresentato una delle ragioni fondative dell’alleanza di Governo?
Ancora “politica” è stata la scelta di accompagnare le misure emergenziali con interventi strutturali, suscettibili – nel medio e lungo periodo – di generare effetti virtuosi.
Anche nei momenti più complessi dell’emergenza sanitaria ed economica non abbiamo mai rinunciato – pur scontando le note debolezze strutturali accumulate nell’ultimo ventennio – a porre le basi per il rilancio del Paese. Ricordo ad esempio che già con la legge di bilancio per il 2020, il Governo:
ha introdotto il taglio del cuneo fiscale a beneficio dei lavoratori (reso poi strutturale), il taglio del superticket sanitario e i bonus per gli asili nido, in particolare per i redditi medio-bassi;
a sostegno degli investimenti privati, abbiamo confermato i principali bonus edilizi, per dare respiro al settore delle costruzioni, in forte crisi da anni, e restituire un volto nuovo alle nostre città;
abbiamo stanziato importanti risorse per la sostenibilità ambientale e la rigenerazione urbana e trascuro tutti gli altri interventi.
Abbiamo da subito raccolto la sfida di trasformare le difficoltà in opportunità.
Consapevoli delle deficienze strutturali del nostro Paese abbiamo posto le basi per un deciso rilancio della crescita realizzando un ambiente più favorevole agli investimenti privati, più propenso alla ricerca e all’innovazione, più attento alla costruzione e al rafforzamento delle competenze.
La risposta del Governo a queste sfide è visibile sin dai decreti-legge emanati durante le prime fasi dell’emergenza sanitaria e giunge fino alle misure adottate con la legge di bilancio per il 2021, anch’esse di natura strutturale.
Mi riferisco, agli oltre 21 miliardi, ad esempio, da spalmare fra il 2020 e il 2026, di risorse disponibili, al fine di potenziare la rete di assistenza ospedaliera e territoriale, valorizzare il personale medico-infermieristico, assumere personale sanitario e investire nella formazione di medici e infermieri.
Per la scuola e l’università, abbiamo ulteriormente rafforzato gli interventi sugli organici e sulla digitalizzazione, gli investimenti nell’edilizia scolastica e universitaria e nella ricerca, oltre ad aver ampliato la no-tax area per gli studenti universitari e per il personale scolastico.
A partire dal prossimo luglio partirà una grande riforma: l’assegno unico mensile per ciascun figlio a carico fino a 21 anni di età, che coinvolgerà circa 12,5 milioni di bambini e ragazzi. Non è un intervento isolato, perché si si colloca in una cornice più ampia di interventi, volta ad alleggerire la pressione economica sulle famiglie e a ridurre il carico di cura che grava in particolare sulle donne, stimolando – in prospettiva – anche l’occupazione femminile.
Abbiamo promosso l’introduzione di robusti incentivi agli investimenti privati, privilegiando alcune direttrici fondamentali: la transizione verde e digitale, l’occupazione femminile e giovanile.
Ecco perché abbiamo ulteriormente potenziato il pacchetto “Transizione 4.0”, con una particolare attenzione al supporto agli investimenti in nuove tecnologie digitali, e abbiamo introdotto – a partire dal decreto “Rilancio” e poi con migliorie successive – il superbonus al 110% per l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico degli edifici.
Abbiamo azzerato per 3 anni i contributi per le assunzioni dei giovani sotto i 35 anni in tutta Italia e abbiamo introdotto una decontribuzione totale per l’assunzione di lavoratrici donne.
Abbiamo introdotto e portato a regime, fino al 2029, per la prima volta, la fiscalità di vantaggio per tutte le imprese che operano nel Mezzogiorno, con un taglio dei contributi previdenziali del 30% per i primi 3 anni e poi a calare.
Vorrei inoltre ricordare due misure molto significative che anche qui hanno espresso ed esprimono una chiara visione strategica per quanto riguarda il rilancio del nostro tessuto produttivo e la maggiore efficacia, produttività, competitività delle nostre imprese.
Mi riferisco al Fondo Patrimonio PMI, gestito da Invitalia, che favorisce la capitalizzazione delle piccole e medie imprese che investono sul proprio rilancio, e al Patrimonio Destinato, gestito da Cassa Depositi e Prestiti, che potrà contribuire non soltanto al sostegno, ma anche alla crescita delle imprese con fatturato superiore a 50 milioni di euro.
Anche in vista della grande sfida rappresentata dal Recovery Plan, abbiamo voluto ridefinire con chiarezza il quadro normativo a supporto degli investimenti pubblici, in particolare quelli infrastrutturali.
Abbiamo preparato il terreno con il decreto-legge “semplificazioni” abbiamo definito un percorso accelerato per realizzare le varie opere pubbliche e siamo intervenuti a ridefinire il regime di responsabilità della pubblica amministrazione. Sono due traguardi importanti, sia quello che riguarda la ridefinizione della responsabilità erariale, sia quello che riguarda una più puntuale delimitazione del reato di abuso d’ufficio.
Abbiamo così creato le premesse affinché i funzionari e gli incaricati di pubblici servizi possano operare in un quadro di maggiore certezza giuridica, secondo logiche di maggiore efficienza.
Non avremmo potuto realizzare tutto questo se non ci fosse stata condivisione, collaborazione e responsabilità in ciascuna forza politica.
Pur nella sua tragicità, l’esperienza della pandemia ci ha restituito un forte senso di unità, ha elevato il tenore della nostra alleanza e ha rafforzato le ragioni del nostro stare insieme. In questa prospettiva, è stato fondamentale il senso di responsabilità manifestato anche dalle forze politiche di opposizione, che – pur nella chiara differenziazione, nella dialettica politica delle differenti posizioni che hanno assunto – hanno contribuito, avete contribuito, ad affrontare alcuni passaggi critici. Bisogna darvene pubblicamente atto. In più occasioni avete votato lo scostamento di bilancio, avete avanzato proposte concrete e qualificanti, alcune delle quali sono state convintamente accolte dalle forze di maggioranza.
Anche grazie a questo dialogo con le opposizioni abbiamo potenziato, in occasione dell’ultima legge di bilancio, le misure di sostegno ad esempio per i lavoratori autonomi e le partite Iva.
Proprio nei momenti più critici della storia di un Paese dobbiamo ritrovare le ragioni nobili e alte della politica, quelle che ispirano le scelte più autentiche, le ragioni che muovono l’impegno di chi crede che la politica sia essenzialmente servizio per la comunità nazionale: non la politica come esercizio del potere, né la politica come mera gestione del contingente, ma la politica come pensiero e azione orientati all’uomo, ai suoi bisogni, alle sue aspettative.
Alla società che sta uscendo dal dramma collettivo della pandemia non possiamo offrire risposte mediocri, come se nulla fosse accaduto.
Dopo aver attraversato questo tornante della storia umana che alla nostra generazione è capitato di vivere, nulla sarà come prima.
Il Governo deve essere all’altezza di questo elevato compito. Purtroppo al culmine di alcune settimane di attacchi anche mediatici molto aspri, devo dirlo a volte anche scomposti, alcuni esponenti di Italia Viva hanno anticipato e poi confermato di volersi smarcare da questo percorso comune.
Ne è seguita un’astensione delle ministre di Italia Viva al momento dell’approvazione, in Consiglio dei Ministri, del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, nonostante ci sia stato un chiaro contributo, apprezzato contributo al miglioramento della bozza che era stata originariamente presentata, vi è stata questa astensione motivata sostanzialmente o comunque principalmente per il fatto che questa nuova bozza non contempla le risorse del Mes, che però come sapete è uno strumento di finanziamento che nulla ha a che vedere con il Recovery Fund.
Da ultimo, lo scorso 13 gennaio è stata indetta una conferenza stampa nel corso della quale sono state poi confermate le dimissioni delle ministre.
Si è aperta così una crisi che oggi deve trovare qui, in questa sede, il proprio chiarimento, secondo i princìpi di trasparenza del confronto e se mi permettete di linearità di azione che hanno sin qui caratterizzato il mio mandato e che peraltro sono canoni essenziali di una democrazia parlamentare.
E’ una crisi che avviene in una fase cruciale del nostro Paese, quando ancora la pandemia è in pieno corso e tante famiglie che ci stanno guardando in questo momento stanno soffrendo per la perdita dei propri cari.
Confesso di avvertire un certo disagio. Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno per i cittadini e le imprese, non per illustrare la bozza ultima, migliorata del Recovery Plan, ma per provare a spiegare una crisi di cui immagino i cittadini, ma, devo confessarlo, io stesso, non ravviso alcun plausibile fondamento.
Le nostre energie dovrebbero essere tutte e sempre concentrate sulle risposte urgenti alla crisi che attanaglia il Paese, mentre invece così, agli occhi di chi ci guarda, dei cittadini in particolare, appaiono dissipate in contrappunti polemici e spesso sterili, del tutto incomprensibili rispetto a chi ogni giorno si misura con la paura della malattia, con lo spettro dell’impoverimento, con il disagio sociale, con l’angoscia del futuro.
Rischiamo così tutti di perdere il contatto con la realtà.
C’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase?
No. E, infatti, i ministri e gli alleati di governo che hanno potuto seguire da vicino le vicende di queste ultime settimane sono testimoni del fatto che abbiamo compiuto ogni sforzo, con la massima disponibilità, per evitare che questa crisi, ormai latente, potesse esplodere.
Nonostante continue pretese, critiche sempre più incalzanti, continui rilanci concentrati peraltro non casualmente sui temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza.
Questa crisi di governo ha aperto una ferita profonda all’interno della compagine di governo e tra le forze di maggioranza, ma ha provocato – e questo è ancora più grave – anche profondo sgomento nel Paese.
Questa crisi rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha già fatto salire lo spread, ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere.
Arrivati a questo punto non si può cancellare quel che è accaduto o pensare di poter recuperare quel clima di fiducia e quel senso di affidamento che sono condizioni imprescindibili per poter lavorare, tutti insieme, nell’interesse del Paese.
Adesso si volta pagina. Questo Paese merita un governo coeso, dedito a tempo pieno a lavorare esclusivamente per il benessere dei cittadini e per favorire una pronta ripartenza della nostra vita sociale e una incisiva ripresa della nostra economia.
I compiti sono molteplici e sono tutti urgenti.
A) Innanzitutto dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme per mettere in sicurezza il Paese e portarlo fuori da questa pandemia. Il piano di distribuzione dei vaccini sta procedendo spedito. Siamo i primi nell’Unione europea, ma dobbiamo continuare a lavorare con la massima determinazione, in attesa che si rendano disponibili i nuovi vaccini e di potere sperimentare le nuove terapie monoclonali.
B) Dobbiamo completare il Recovery Plan. Abbiamo inviato in Parlamento il documento aggiornato e restiamo in attesa di ricevere le vostre preziose indicazioni contenute nelle risoluzioni. Contemporaneamente avvieremo il confronto con tutte le parti sociali per acquisire tutti i suggerimenti utili a migliorare il Piano. Voglio approfittare di questa occasione pubblica per rivolgere un pensiero di ringraziamento, a nome del governo, a tutte le associazioni che rappresentano le categorie produttive: con loro il dialogo è sempre continuo e serrato e sarà ancora più intenso adesso con questa nuova bozza migliorata del Recovery Plan. Ma voglio ringraziare anche il sindacato italiano per il grande sforzo che sta facendo: tutte le associazioni stanno offrendo un contributo indispensabile a rendere i nostri interventi più efficaci. Mi rivolgo direttamente a voi: state contribuendo a rafforzare la tenuta sociale del Paese. Con i protocolli di sicurezza, insieme al CTS e, da ultimo, con la disponibilità a collaborare per velocizzare la somministrazione dei vaccini, avete posto tutte le premesse perché tutela della salute, sicurezza sui luoghi di lavoro e ripresa economica possano marciare all’unisono. Quanto al cammino del Recovery Plan ricordo che, quando riceveremo le osservazioni del Parlamento e delle parti sociali saremo in condizione di procedere alla stesura finale, che peraltro restituiremo al Parlamento in vista dell’approvazione definitiva. Rilevo che siamo l’unico Paese che ha coinvolto il Parlamento così intensamente e costantemente. L’avevo anticipato sin dall’inizio: il nostro Piano di ripresa e resilienza sarà un programma ampiamente condiviso, sarà uno sforzo collettivo di cui dovremo andare fieri. Per ritrovarci nella condizione di essere fieri di questo sforzo dovremo però accompagnare il piano con un provvedimento normativo contenente percorsi procedurali in grado di superare ostacoli burocratici e di assicurare tempi celeri alla realizzazione degli investimenti e del piano di riforme. Insomma dovremo rinforzare quei presidi che ci consentono di rispettare i tempi e di monitorare attentamente l’esecuzione dei lavori.
C) Dobbiamo lavorare con la massima urgenza per varare il nuovo decreto ristori. Il Parlamento sarà chiamato a pronunciarsi sulla nuova richiesta di scostamento, che si è resa necessaria in ragione dell’attuale evoluzione della curva epidemiologica che comporta purtroppo nuove restrizioni per le attività economiche. La somma è molto consistente: pari a 32 miliardi di euro di indebitamento netto. Sono risorse che dovremo programmare con la massima oculatezza per offrire una ulteriore cintura di protezione sociale ed economica e per accantonare le riserve necessarie ad attivare gli ammortizzatori sociali per tutto il 2021.
D) L’Italia ha bisogno di una serie di interventi e di riforme in campo economico-sociale che prevedono un rinnovato impegno del Governo, da qui alla fine naturale della legislatura, sulla base di vari ambiti di intervento, che provo a riassumere: a) quanto al lavoro, occorre introdurre una riforma che valga a razionalizzare il sistema degli ammortizzatori sociali e solide proposte di politiche attive del lavoro; b) quanto alla salute: bisogna rafforzare la medicina territoriale e l’assistenza domiciliare; c) istruzione e ricerca: dobbiamo rafforzare gli investimenti in ricerca, promuovere la connessione tra ricerca e mondo produttivo, come prerequisito per l’innovazione e il trasferimento tecnologico; d) rivoluzione verde, sostenibilità ambientale e tutela del territorio: occorre accelerare la decarbonizzazione della produzione di energia elettrica; favorire gli incentivi all’ampia adozione di pratiche eco-compatibili da parte dell’industria; promuovere il rinnovo del parco rotabile pubblico e dei mezzi di trasporto privati e commerciali; potenziare gli interventi di tutela della rete idrica e di messa in sicurezza del territorio; il miglior coordinamento degli interventi di rigenerazione urbana; gli incentivi allo sviluppo di modelli di agricoltura e pesca sostenibili; introdurre appropriate condizionalità ambientali nella ripartizione dei fondi agli enti locali; e) politica industriale: dobbiamo proseguire nel proteggere e tutelare gli investimenti più strategici del Paese, soprattutto in questo periodo recessivo, e favorire una strategia industriale volta a rilanciare la competitività del sistema produttivo, finalizzata a generare un cambiamento strutturale verso attività economiche ad alto valore aggiunto; per evitare di concentrare gli interventi secondo una logica, certo molto alla portata degli incentivi, che rischiano però di essere distribuiti in modo indiscriminato, apportando scarso valore aggiunto; dobbiamo rafforzare politiche di intervento sulla base delle nostre filiere più salde e produttive: penso a quelle più strategiche per il nostro Paese come il turismo, l’automotive, l’agro-industriale e altro ancora; dovremo favorire senz’altro meccanismi più innovativi di partenariato pubblico-privato; f) welfare e Terzo settore: gli investimenti nel welfare, calibrati su bisogni sociali che restano ancora non pienamente soddisfatti – come i servizi abitativi, i servizi per l’infanzia e per la famiglia, i servizi di cura e a beneficio delle vulnerabilità e degli anziani – sono fondamentali per generare un elevato ritorno economico e occupazionale, con vantaggi diffusi per tutto il Paese; g) politiche di genere ed empowerment femminile: per contrastare i divari di genere è necessario promuovere azioni volte a incrementare l’occupazione femminile e a livellare i gap salariali, a liberare le donne dagli squilibri nei carichi di cura, a rafforzare il sostegno alle donne vittima di violenza, a imprimere un cambiamento culturale ed educativo nella questione di genere e a favorire, in generale, una più trasversale e integrata partecipazione delle donne all’interno della società anche nei posti più apicali; h) riforma fiscale: è stata già avviata una discussione, che deve quanto prima tradursi in un concreto progetto di riforma non più rinviabile, al fine di razionalizzare e semplificare il quadro normativo esistente, essenziale per ricostruire la fiducia dei cittadini e delle imprese, nonché per conseguire una migliore distribuzione della ricchezza; i) digitalizzazione: pilastro dell’azione del Governo, la necessità di digitalizzare il Paese, sia per quanto riguarda il sistema produttivo, sia per quanto attiene alla pubblica amministrazione, è quanto mai prioritaria, soprattutto in un momento storico nel quale è emerso con chiarezza che il digital divide è fonte di incremento delle diseguaglianze sociali, territoriali ed economiche; l) cultura e turismo: allo scopo di rilanciare la cultura e il turismo sono stati individuati i pilastri di una strategia nazionale, sono i settori in assoluto più colpiti da questa pandemia, dobbiamo valorizzazione dei principali asset culturali del Paese, la formazione del personale e il rafforzamento dell’offerta turistica, anche attraverso l’attrazione di nuovi investimenti.
Oggi salutiamo una bela notizia che è stata appena diffusa. Prepariamoci a visitare Procida. E’ la capitale italiana della cultura nel 2022.
Su questi temi è possibile ritrovare – tra le forze parlamentari – una convergenza di prospettive riformatrici e di proposte concrete, sulle quali orientare, per il rilancio del Paese, l’azione futura di governo.
Occorre poi dedicare un particolare impegno per proseguire convintamente il percorso delle riforme istituzionali, precondizione essenziale per la modernizzazione e la maggiore funzionalità delle sue istituzioni.
Tanto più poi, a seguito della storica riforma costituzionale che ha determinato una riduzione consistente del numero dei parlamentari approvata nel referendum confermativo dalla decisa maggioranza dei cittadini.
A tal fine, in materia di legge elettorale il Governo, nel rispetto delle determinazioni delle forze parlamentari, si impegnerà a promuovere una riforma di impianto proporzionale, quanto più possibile condivisa, trattandosi di una riforma di sistema, che possa coniugare efficacemente le ragioni del pluralismo della rappresentanza con l’esigenza, pur ineludibile, di assicurare una complessiva stabilità al sistema politico.
Alla modifica del sistema elettorale devono essere affiancate alcune innovazioni del sistema istituzionale, tanto più necessarie alla luce dell’avvenuta riduzione del numero dei parlamentari, in coerenza con gli indirizzi già condivisi dai gruppi parlamentari di maggioranza, nell’accordo raggiunto nell’ottobre 2019.
Occorre introdurre alcuni correttivi alla forma di Governo, ispirati al modello di un parlamentarismo razionalizzato, che garantisca una più sicura stabilità all’esecutivo e che, al contempo, restituisca al Parlamento un ruolo centrale nella definizione dell’indirizzo politico nazionale.
Per quanto attiene invece al procedimento legislativo, potranno essere introdotte alcune previsioni volte a razionalizzare l’iter di approvazione delle leggi e anche allo scopo di ridurre il ricorso a decretazione d’urgenza che ancor più nell’ultimo anno di questa pandemia ha sensibilmente condizionato l’attività parlamentare.
L’esperienza della pandemia impone anche un’attenta riflessione sulla revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione, con particolare riguardo all’assetto delle competenze legislative di Stato e Regioni, come pure alla individuazione di meccanismi e istituti che consentano di coordinare più efficacemente il rapporto tra i diversi livelli di governo.
In questo contesto, occorre garantire e tutelare, con la massima intensità, le autonomie speciali e le minoranze linguistiche. L’interesse nazionale è più che mai connesso, nel solco della nostra migliore tradizione storica e costituzionale, a un sistema che valorizzi, nel quadro dell’unità della Repubblica, le specifiche esigenze economiche e sociali delle diverse realtà territoriali, alcune delle quali – per ragioni geografiche, specificità linguistiche e culturali – indubbiamente meritano attenzione e cura.
Sul piano internazionale, l’Italia si è mossa in piena coerenza con i tradizionali pilastri della propria politica estera, a partire dall’appartenenza all’Unione Europea e all’Alleanza Atlantica, in seno alle quali abbiamo svolto un’azione di impulso e di mediazione all’altezza del nostro ruolo di Paese fondatore.
Quale autorevole membro dell’Unione Europea – funzione pienamente recuperata in questo tratto di legislatura – abbiamo la possibilità di offrire anche un importante contributo a un’utile azione di raccordo fra i principali attori internazionali, a partire naturalmente dagli Stati Uniti – nostro principale alleato e fondamentale partner strategico – e dalla Cina, il cui innegabile rilievo sul piano globale ed economico va associato a rapporti coerenti con un chiaro ancoraggio al nostro sistema di valori e principi.
È appena iniziata la Presidenza italiana del G20: avremo la possibilità di indirizzare l’agenda globale sulle priorità che abbiamo già anticipato e che ruotano sulla triade Persona, Pianeta, Prosperità. Come ho già ricordato in diverse occasioni, porremo al centro dell’attenzione dei leader del mondo, tra gli altri, i temi dell’empowerment femminile, dell’Africa e del digital divide.
Quest’anno avremo anche la responsabilità di condividere con il Regno Unito l’organizzazione della COP26. In Italia si svolgeranno due eventi di grande rilievo: la PreCop e la Youth4Climate. Arriveranno a Milano centinaia e centinaia di giovani. Sarà un evento importante e una svolta nell’ambito di questo formato.
Ugualmente forte e coerente è stata poi la nostra azione sul piano regionale, anch’essa in linea con il nostro interesse consolidato alla stabilizzazione e allo sviluppo del Mediterraneo – con particolare attenzione per una soluzione politica alla crisi della Libia, nel pieno rispetto della sua sovranità – e al processo di integrazione dei Balcani occidentali, nella convinzione di un destino legato alla loro appartenenza alla famiglia europea.
Specifico rilievo abbiamo infine riservato ad un’intensa azione di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e del nostro sistema economico generale, attraverso un impegno collettivo del governo ed in particolare della Farnesina.
Abbiamo inoltre il privilegio di ospitare quest’anno, il 21 maggio, il Global Health Summit, che ci consentirà di rimarcare, solennemente, la rilevanza di un coordinamento globale degli sforzi per affrontare malattie e pandemie e per garantire la più efficace tutela della salute.
E’ un calendario, lo vedete, che si caratterizza per la densità di eventi e per il rilievo anche politico degli appuntamenti.
Non possiamo farci trovare impreparati o distratti. Siamo tutti chiamati a compiere, ciascuno per il proprio ruolo, uno sforzo collettivo per essere all’altezza di queste sfide. Per questo, il Governo ha bisogno della massima coesione possibile e del più ampio consenso in Parlamento.
Per fare tutto questo servono un Governo, infatti, e forze parlamentari volenterose, consapevoli delle difficoltà che stiamo attraversando e della delicatezza dei compiti, servono donne e uomini capaci di rifuggire gli egoismi e di scacciare via la tentazione di guardare all’utile personale.
Servono persone disponibili a mantenere elevata la dignità della politica, la più nobile delle arti e dei saperi, se declinata nel giusto spirito che mira sempre ed esclusivamente al benessere dei cittadini e al miglioramento della loro qualità di vita.
Questo Governo intende perseguire un progetto politico ben preciso, che mira a modernizzare il Paese, migliorando le sue infrastrutture materiali e immateriali, compiendo la transizione energetica e digitale, potenziando l’inclusione sociale, il tutto nel segno dello sviluppo sostenibile.
Chi ha idee, progetti, volontà di farsi costruttore insieme a noi di questa alleanza votata a perseguire lo “sviluppo sostenibile”, sappia che questo è il momento giusto per contribuire a questa prospettiva.
Questa alleanza sarà chiamata a esprimere una imprescindibile vocazione europeista. Forze politiche, quindi, che sono chiamate a operare una chiara scelta di campo contro le derive nazionaliste e le logiche sovraniste.
Questa alleanza può già contare su una solida base di dialogo alimentata dal Movimento5stelle, da Pd e da Leu, che sta dimostrando la saldezza del suo ancoraggio e l’ampiezza del suo respiro proprio in occasione della temperie generata da questa crisi.
Sarebbe un arricchimento per questa alleanza, lo voglio affermare molto chiaramente, poter acquisire anche il contributo politico di formazioni che si collocano nel solco delle migliori e più nobili tradizioni europeiste: liberale, popolare, socialista.
Ma chiedo un appoggio limpido, un appoggio trasparente, che si fondi sulla convinta adesione a un progetto politico, che si basi sulla forza e la nitidezza della proposta.
A tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia, chiedo oggi: aiutateci. Aiutateci a ripartire con la massima celerità. Aiutateci a rimarginare al più presto la ferita che la crisi in atto ha prodotto nel “patto di fiducia” instaurato con i cittadini.
Cari cittadini avete pienamente ragione. La fiducia tra le istituzioni e voi cittadini deve essere reciproca. Deve essere un moto perpetuo che si alimenta in direzione biunivoca.
Vi abbiamo chiesto e vi stiamo chiedendo tanti sacrifici, grandi e anche piccoli, perché – vi abbiamo detto – sono necessari a superare la pandemia.
Avete offerto una risposta di grande responsabilità, che ha dimostrato la grandezza della nostra Nazione. Rispettando le regole, accettando di fare i sacrifici richiesti state dimostrando di riporre grande fiducia anche nelle istituzioni.
Ecco con il voto di oggi confido che anche le istituzioni sappiano ripagare la vostra fiducia, in modo da porci alle spalle il più rapidamente possibile il grave gesto di irresponsabilità che ci ha precipitato in questa condizione di incertezza.
Alle forze di maggioranza che sostengono questo Governo voglio preannunciare che nei prossimi giorni vi chiederò di completare il confronto già avviato per definire un patto di fine legislatura e concordare insieme, in un clima di piena lealtà e fiducia, le condizioni e le forme più utili anche a rafforzare la squadra di governo.
Per parte mia preannuncio che, viste le nuove sfide che mi attendono, anche gli impegni internazionali, quest’anno, lo avete visto, saranno particolarmente pesanti, non intendo mantenere la delega all’agricoltura se non lo stretto necessario e mi avvarrò anche della facoltà, che la legge mi accorda, di designare un’autorità delegata per l’intelligence di mia fiducia, come prescrive la legge, che possa seguire l’operato quotidiano delle donne e degli uomini del comparto di intelligence.
Vi faccio un invito collettivo a tutti. Vedete, sono stati giorni difficili e le polemiche politiche hanno coinvolto anche, purtroppo, il comparto di intelligence. Siete tutti parlamentari, se avete delle proposte di modifica della legge, seguite i tradizionali canali istituzionali. Se avete delle richieste di verifica e controllo, ci sono i vostri colleghi del Copasir, deputati a questa funzione, ma teniamo fuori il comparto di intelligence dalle polemiche.
Da parte mia, assicuro la massima disponibilità e l’impegno a guidare, con il contributo di tutti, questa fase così decisiva per il rinnovamento del Paese. Come ha affermato il Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno, “la fiducia di cui abbiamo bisogno si costruisce così: tenendo connesse le responsabilità delle Istituzioni con i sentimenti delle persone”.
Se il Parlamento vorrà accordare al Governo la fiducia, garantisco a tutti i cittadini che non solo continueremo a impiegare tutte le nostre energie, fisiche e intellettive, per assolvere al nostro compito. Ma ci aggiungeremo anche, come sempre, il nostro cuore, perché la politica senza la “sympatheia”, quel sentimento di reale condivisione, è una disciplina senz’anima.
Costruiamo questo nuovo vincolo politico, rivolto alle forze parlamentari che hanno sostenuto con lealtà il Governo e aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia. Io sono disposto a fare la mia parte.
Viva l’Italia.
Grazie.
Comunicazioni del presidente del Consiglio Conte alla Camera – VIDEO/ Cristina Adriana Botis
Misure cautelari per 24 soggetti residenti tra Napoli e Caserta per associazione per delinquere finalizzata al falso in atto pubblico.
Misure cautelari per 24 soggetti per associazione per delinquere
Questa mattina, nell’ambito di un’ articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, personale della Sezione Polizia Stradale di Napoli – Distaccamento di Nola, ha dato esecuzione ad un’ ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di 24 persone (di cui 20 agli arresti domiciliari, 3 destinatari dell’obbligo di dimora e 1 sottoposto all’obbligo di presentazione alla pg), tutte residenti tra le province di Napoli e Caserta, per associazione per delinquere finalizzata al falso in atto pubblico.
Le attività investigative – svolte con il supporto delle attività tecniche di intercettazione e correlate da servizi di osservazione, controllo e pedinamento – hanno consentito di delineare un grave quadro indiziario a carico degli indagati e di ricostruire il modus operandi in relazione ai fatti contestati.
Secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP, gli indagati – un medico e i suoi familiari, faccendieri, titolari e collaboratori di autoscuole ed agenzie presenti nelle province di Napoli e Caserta – hanno posto in essere un’organizzazione ben strutturata e organizzata, con una precisa ripartizione di ruoli, compiti e responsabilità, finalizzata al rinnovo e al conseguimento delle patenti di guida attraverso false certificazioni mediche.
Le indagini hanno consentito di individuare oltre 50.000 false certificazioni mediche emesse per una sola annualità, molte delle quali munite anche di valori bollati contraffatti. In taluni casi, le certificazioni mediche attestanti la necessaria idoneità psicofisica dei candidati sono state rilasciate da un professionista abilitato durante il periodo in cui era invece ricoverato presso una clinica; è emerso infatti che gli autori materiali delle suddette certificazioni mediche erano i figli del professionista i quali, utilizzando le credenziali informatiche del genitore compiacente, avevano trasmesso telematicamente le risultanze delle visite, mai sostenute, alla Motorizzazione Generale di Roma.
Molti dei documenti rinnovati erano stati rilasciati a persone anziane, ultranovantenni, allettate da anni, affette da gravi patologie invalidanti e, dunque, non compatibili con i requisiti richiesti per il rilascio della necessaria idoneità psicofisica.
Durante le indagini è emerso che alcune autoscuole organizzavano, eludendo i controlli della Motorizzazione Civile di Napoli, falsi Corsi di Formazione Periodica per conducenti professionali ovvero lezioni di teoria e pratica alla guida ad allievi da parte di soggetti non qualificati.
Il volume delle attività illecite, per le quali risultano indagate altre 40 persone, è stato stimato in circa 1.600.000 euro.
Gianni Lepre, “instabilità e approssimazione ammazzano l’economia, abbiamo un Paese alla frutta”. Impasse sul Recovery Fund.
Gianni Lepre, “instabilità e approssimazione ammazzano l’economia”
“Condivido la preoccupazione del presidente Bonomi, abbiamo un Paese alla frutta”. Questa le prime parole del prof. Gianni Lepre, opinionista economico del Tg2 e presidente del Club delle Eccellenze di Confesercenti Campania e Molise, in merito all’intervista rilasciata dal numero uno di Confindustria al Corriere della Sera. Il leader degli industriali italiani ha bocciato senza mezzi termini il piano messo in campo per il Recovery Fund, un ‘plan’ che, nell’accezione del termine, non tiene conto di tante, troppe criticità, e soprattutto è stato maldestramente sottratto al confronto con le parti. “In effetti, come sottolinea Bonomi, il piano, se così vogliamo definirlo, manca di una strategia, di una visione d’insieme del Paese Italia – ha proseguito Lepre – segno inequivocabile di una imperdonabile mancanza di sensibilità istituzionale oltre che garanzia democratica del bene nazionale”. Lepre ha poi concluso: “L’amarezza più grande riguarda proprio l’assenza di una visione strategica per il Sistema Paese; le elementari garanzie di promozione del Made In Italy; l’assenza del Mezzogiorno, che sembra acuire una postmoderna questione meridionale che non fa bene a nessuno; mancano le risposte sul fisco, sulle attese in relazione ai possibili investimenti; manca in pratica la visione d’insieme che ogni governo dovrebbe avere in vista di una sostanziosa pioggia di miliardi che potrebbe, in un modo o nell’altro, mettere una pezza al periodo buio della pandemia che ha fatto molti più danni di quelli che la gente comune immagina”.
Sequestrati 5000 capi di abbigliamento in un outlet dalla Guardia di Finanza di Napoli poiché contraffatti. Denunciato un responsabile. VIDEO
Sequestrati 5000 capi di abbigliamento dalla Guardia di Finanza VIDEO
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato in un outlet di Casoria (Napoli) 5.000 tra jeans, etichette e materiale di confezionamento di note aziende di moda con griffe contraffatte.
I “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego hanno anche individuato un deposito nella disponibilità della stessa società utilizzato per stoccare altre decine di scatoloni contenenti ulteriori indumenti contraffatti.
Denunciato per contraffazione e ricettazione il rappresentante legale della società, un 41enne di Napoli.
L’operazione si inquadra nell’ambito dei quotidiani servizi di controllo economico del territorio, a tutela dell’economia sana e delle imprese oneste, oltre che della salute e dei diritti dei consumatori, e conferma che l’emergenza nazionale causata dal Covid-19 non ferma la piaga della contraffazione.
Meteo Castellammare di Stabia: oggi sereno con temperatura massima di 8° e venti moderati, nubi sparse martedì 19 e mercoledì 20 gennaio. Meteo Castellammare:…
Quartieri Spagnoli: aggredisce i poliziotti, arrestato per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale un diciottenne con precedenti di polizia. Quartieri…
Napoli: truffano millantando parentele in Questura, denunciati per truffa aggravata due soggetti di 41 e 29 anni con precedenti di polizia. Napoli: truffano…
Meteo Castellammare di Stabia: oggi sereno con temperatura massima di 8° e venti moderati, nubi sparse martedì 19 e mercoledì 20 gennaio.
Meteo Castellammare: oggi sereno, nubi nei prossimi giorni
Castellammare di Stabia, Lunedì 18 Gennaio: si prevede una giornata caratterizzata da bel tempo. Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 8°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 23 sarà di 2°C. I venti saranno al mattino moderati provenienti da Nord-Est con intensità tra 20km/h e 26km/h, al pomeriggio moderati da Nord-Nord-Est con intensità tra 17km/h e 26km/h, deboli da Nord-Est alla sera con intensità tra 8km/h e 15km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 2.8, corrispondente a 551W/mq.
Martedì 19 Gennaio: giornata caratterizzata da nuvolosità di passaggio, temperatura minima 1°C, massima 10°C. Nel dettaglio: nuvolosità innocua al mattino, nuvolosità compatta durante il resto della giornata. Durante la giornata di domani la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 10°C, la minima di 1°C alle ore 4. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Sud con intensità di circa 8km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità di circa 14km/h, alla sera moderati da Sud con intensità tra 10km/h e 17km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 11 con un valore UV di 1.1, corrispondente a 348W/mq.
Mercoledì 20 Gennaio: giornata caratterizzata da nuvolosità sparsa, min 8°C, max 13°C. Entrando nel dettaglio, avremo cielo in prevalenza coperto al mattino e al pomeriggio, cielo poco nuvoloso o velato alla sera. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 13°C alle ore 13, mentre la minima alle ore 23 sarà di 8°C. I venti saranno sia al mattino che al pomeriggio moderati provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità compresa tra 16 e 23km/h, alla sera moderati da Sud-Sud-Est con intensità tra 19km/h e 27km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 7 e sarà di 3500m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 11 con un valore UV di 0.6, corrispondente a 248W/mq.
Giovedì 21 Gennaio: giornata caratterizzata da qualche nube sparsa, minima 8°C, massima 15°C. Entrando nel dettaglio, avremo cielo coperto al mattino, nubi sparse al pomeriggio, piovaschi intermittenti alla sera. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 15°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 4 sarà di 8°C. I venti saranno al mattino moderati provenienti da Sud-Sud-Est con intensità compresa tra 21 e 27km/h, per il resto della giornata moderati provenienti da Sud con intensità compresa tra 26 e 36km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 1.9, corrispondente a 452W/mq.
La violenza ha avuto origine dopo un incontro che la giovane donna aveva con lo straniero sul lungomare di Catanzaro Lido, luogo in cui i due stavano contrattando l’acquisto di sostanze stupefacenti. La trattativa si rivelava però un tranello teso dal marocchino, che, condotta la ragazza nei pressi della scogliera, la bloccava, non consentendole di divincolarsi, usando violenza sessuale nei suoi confronti.
Dopo la consumazione dell’atto violento, l’uomo si riprometteva di accompagnare la ragazza presso la sua abitazione, traendola nuovamente in inganno: condotta nella pineta di Simeri Mare, abusava ancora della vittima, dileguandosi poi nelle campagne adiacenti.
La giovane donna, in piena notte, chiedeva aiuto ad una famiglia del posto, suonando al campanello della prima abitazione trovata: è qui che sono intervenuti i Carabinieri di Sellia Marina, prestandole le prime cure e ricostruendo gli accadimenti al fine di identificare l’autore delle violenze.
Dopo una intensa attività di ricerca, autore della violenza veniva individuato in un’abitazione di Simeri Crichi (CZ) e sottoposto dai Carabinieri a fermo di indiziato di delitto per essere poi tradotto presso la Casa Circondariale di Catanzaro Siano. Ad esito dell’udienza di convalida del fermo, richiesta al GIP di Catanzaro dalla locale Procura della Repubblica, è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti del marocchino.
GdF Como – Nei giorni scorsi, al termine dei necessari approfondimenti, Funzionari ADM della Sezione Operativa Territoriale (SOT) di Ponte Chiasso e militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Ponte Chiasso hanno sottoposto a sequestro cautelare, ai fini della successiva distruzione, una partita di merce costituita da 272 confezioni di integratori e complementi alimentari, del valore di oltre 23.000 dollari americani, al termine di una articolata attività di indagine amministrativa.
La merce era stata intercettata nel mese di maggio scorso, quando una cittadina di nazionalità italiana ne aveva tentato l’irregolare introduzione nel territorio UE al valico di Brogeda Autostradale senza procedere a dichiararla e senza documentazione di scorta.
Gli accertamenti successivi, che hanno coinvolto sia l’USMAF-SASN di Lombardia-Piemonte-Valle d’Aosta sia l’Ufficio delle Dogane di Milano 3, ciascuno per gli ambiti di rispettiva competenza, hanno consentito di chiarire che:
– la quantità rinvenuta non era compatibile con l’uso personale;
– per l’eventuale uso commerciale la merce non era a norma né per registrazione presso il Ministero della Salute né per etichettatura;
– la merce aveva compiuto un tortuoso giro (dagli USA alla Svizzera, quindi in transito verso l’Italia per la successiva rispedizione in Svizzera) prima del definitivo tentativo di introdurla, irregolarmente, in Italia.
In relazione all’ammontare dei diritti doganali dovuti (oltre 5.000 euro a titolo di dazio e IVA), all’autore dell’illecito è stata inflitta la sanzione di 30.000 Euro.
L’attività di servizio in argomento si inquadra in un più ampio e costante dispositivo di prevenzione posto in essere dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dalla Guardia di Finanza ai valichi di confine italo-svizzeri, a presidio della legalità e per garantire il rispetto della normativa doganale.
La Polizia di Stato indaga un prete e insegnante di religione per abusi sessuali dopo un esposto inviato anche alla Curia.
La Squadra Mobile di Enna indaga un prete e insegnante di religione per abusi sessuali dopo che è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Enna nei confronti di un parroco, dopo un esposto ed alcune segnalazioni da parte di adolescenti che hanno denunciato presunti abusi sessuali da parte del sacerdote.
Sulla vicenda sono in corso indagini da parte degli investigatori della Polizia di Stato che avrebbero già raccolto alcune testimonianze.
Il parroco, che è anche insegnante di religione, avrebbe abusato dei ragazzi, quasi tutti minorenni, che erano impegnati nelle attività dell’oratorio.
Altri religiosi sarebbero venuti a conoscenza dei presunti abusi, ma avrebbero taciuto.
Episodi analoghi erano stati segnalati anche alla Curia di Piazza Armerina comune in provincia di Enna, senza ottenere alcun provvedimento se non l’allontanamento momentaneo del sacerdote dalla parrocchia.
La Squadra Mobile di Enna indaga un prete e insegnante di religione per abusi sessuali dopo che è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Enna nei confronti di un parroco, dopo un esposto ed alcune segnalazioni da parte di adolescenti che hanno denunciato presunti abusi sessuali da parte del sacerdote. Sulla vicenda sono in corso indagini da parte degli investigatori della Polizia di Stato che avrebbero già raccolto alcune testimonianze. Il parroco, che è anche insegnante di religione, avrebbe abusato dei ragazzi, quasi tutti minorenni, che erano impegnati nelle attività dell’oratorio. Altri religiosi sarebbero venuti a conoscenza dei presunti abusi, ma avrebbero taciuto. Episodi analoghi erano stati segnalati anche alla Curia di Piazza Armerina comune in provincia di Enna, senza ottenere alcun provvedimento se non l’allontanamento momentaneo del sacerdote dalla parrocchia.
Chi sono i migliori e i peggiori della sfida di San Siro? Per l’Inter, giocano tutti benissimo, ma spicca la partita di Barella; per la Juventus, Ronaldo e Morata non pervenuti.
inter
Handanovic 6,5: il capitano dell’Inter è praticamente inoperoso fino all’87’, quando è costretto da Chiesa ad un super intervento.
Skriniar 7: blocca il tandem Ronaldo-Morata con una facilità impressionante. Quando è in forma, non ce n’è per nessuno.
De Vrij 7: vale lo stesso discorso fatto per Skriniar. Annulla Morata e s’impone a leader della difesa. Ma ormai non ci stupisce più.
Bastoni 7: il lancio di 60 metri a trovare Barella è da restare senza fiato. Corona la partita con una prestazione di livello altissimo.
Hakimi 7,5: altra prestazione da capogiro per il marocchino. Surclassa Frabotta sulla fascia destra, è la spina nel fianco per tutti, anche per i Campioni d’Italia in carica.
Vidal 7: prestazione da gladiatore per il cileno. Segna il primo gol in Serie A con la maglia nerazzurra proprio contro la sua ex squadra. In più, morde le caviglie a tutti i centrocampisti bianconeri. (dal 76′ Gagliardini SV)
Brozovic 6,5: è il metronomo della squadra. Detta i tempi di passaggio e fa partire le azioni. In interdizione si dimostra il migliore in Serie A.
Barella 8: Prestazione monstre per il centrocampista italiano. Corre e pressa tutti e per tutta la gara. Domina il centrocampo e si veste da assist-man nel primo tempo. Nel secondo trova il gol che chiude la partita.
Young 6: buona partita, anche se si gioca prevalentemente dal lato opposto. Il giallo lo condiziona, Conte decide di farlo uscire. (dal 72′ Darmian 6: si applica per difendere il doppio vantaggio nerazzurro)
Lautaro 6: corre tanto e pressa tanto, come sempre, ma è impreciso sotto porta in almeno due occasioni. (dall’85’ Sanchez SV)
Lukaku 6,5: che duello contro Chiellini! Il belga s’impone più di una volta, anche se costretto alle maniere forti. Non trova il gol, ma dedica tanta corsa alla squadra.
All. Conte 7: la partita perfetta di un’Inter (finalmente) perfetta. I nerazzurri annichiliscono la sua ex squadra in una partita tatticamente impeccabile.
juventus
Szczesny 6: incolpevole sui due gol, non viene impegnato molto.
Danilo 5,5: dalla sua parte l’Inter non spinge molto, ma lui non si fa vedere mai avanti quando può.
Bonucci 5: nessuno va su Vidal nel gol dell’1-0 e forse qualche colpa ce l’ha. Va in difficoltà sul pressing energico di Lautaro.
Chiellini 5,5: al rientro dopo una lunga assenza, tiene botta su Lukaku, cercando di arginarlo. È molto colpevole sul gol del 2-0 interista, lasciando aperto un buco gigantesco nella difesa bianconera.
Frabotta 5: perde completamente il duello con Hakimi, che lo supera sempre. Si perde Barella nel gol del 2-0. (dal 56′ Bernardeschi 5: non fa meglio del compagno di squadra. Su Hakimi non può nulla, davanti pasticcia.)
Chiesa 5,5: uno dei più in difficoltà nel primo tempo, s’impone con il passare dei minuti. Alla fine si rende pericoloso, ma Handanovic gli nega la gioia del gol.
Bentancur 5,5: viene eclissato da Barella e Brozovic. Mai una verticalizzazione, mai uno spunto.
Rabiot 5: vaga smarrito a centrocampo. Vidal lo sovrasta. (dal 56′ McKennie 6: sicuramente meglio del francese, ma non può caricarsi sulle spalle tutta la squadra)
Ramsey 5,5: fuori posizione, non trova mai il tempo giusto. Non riesce a incidere. (dal 56′ Kulusevski 6: l’unico che garantisce qualche spunto in più, ma viene contenuto bene da Darmian.)
Morata 5: annichilito da De Vrij. Poco servito, in pratica non ha neanche un’occasione per tirare in porta.
C. Ronaldo 4,5: partita decisamente non da CR7. Prova un paio di volte il tiro, ma non è pericoloso. Sbaglia tanto, anche in situazioni banali.
All. Pirlo 5: prestazione non all’altezza del blasone della Juventus. Tra i tantissimi meriti dell’Inter, ci sono anche molti demeriti dei bianconeri.
Grande vittoria per l’Inter di Conte: 2-0 contro la Juventus in una partita dominata. Il gol di Vidal, ex di giornata, apre le danze. Barella chiude i giochi, a coronamento di una prestazione superlativa.
Un vero e proprio monologo, quello dell’Inter, contro la Juventus nel 175esimo derby d’Italia. La versione migliore della “macchina” creata da Conte s’impone tatticamente sugli avversari. Prima Vidal, poi Barella firmano il 2-0 e stendono i Campioni d’Italia, fin troppo passivi e in difficoltà per tutta la gara. I bianconeri scivolano a -7 dall’Inter, che, invece, aggancia in vetta il Milan, impegnato domani in casa del Cagliari.
primo tempo
Va avanti l’Inter dopo i primi 45 minuti. Si accende subito la partita, ma la prima occasione è bianconera: Rabiot calcia al limite dell’area e trova l’opposizione di Handanovic. All’11’ arriva il vantaggio interista: Barella crossa, Vidal stacca di testa per il gol dell’1-0, il primo in maglia nerazzurra, proprio contro la sua ex squadra. Dal gol, la Juventus scompare, perdendosi in un macchinoso possesso palla. La squadra di Conte, invece, approfitta delle ripartenze: al 23, Lukaku calcia da fuori, Szczesny para e Lautaro, sulla respinta, spara alto sopra la traversa. Al 37′, ancora Barella sulla destra serve Lukaku, che però strozza il pallone.
secondo tempo
Secondo tempo fotocopia del primo, con l’Inter a gestire la partita. Al 52′, Bastoni avanza e lancia perfettamente verso Barella, che trova un buco enorme nella difesa bianconera. Il centrocampista ex Cagliari arriva sotto porta e segna la rete del 2-0 per i nerazzurri. Colpita dal raddoppio, la Juventus non riesce a dare una risposta al doppio svantaggio, mentre la squadra di Conte approfitta del primo errore per partire in contropiede. Al 71′ ci prova così Lautaro, ma il suo tiro esce di poco. All’87’ arriva l’unica vera occasione juventina sui piedi di Chiesa, ma Handanovic è eccezionale e dice di no. Doveri fischia la fine, l’Inter vince 2-0 e aggancia il Milan in vetta, in attesa della gara dei rossoneri.