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Maiorano (ex Juve Stabia): “Sono molto legato alla città di Castellammare”

Stefano Maiorano, ex centrocampista della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”: tutte le sue dichiarazioni

Maiorano (ex Juve Stabia): “Sono molto legato alla città di Castellammare”

 

Stefano Maiorano, ex centrocampista della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese “che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Quello che stiamo vivendo è un periodo particolare in cui è difficile fare calcio, il problema è che il virus ci sta, ancora deve andare via e quindi dobbiamo aspettare tempi migliori. Questo non è calcio, perché se fermi un atleta per 10 giorni gli togli tutto quello che ha.

La Juve Stabia è stata una delle squadre più forti in cui ho giocato, una squadra molto competitiva con un ottimo allenatore. Sono arrivato a Gennaio e nel mercato di riparazione come ben sappiamo non è mai facile operare sul mercato e trovare la persona giusta nel momento giusto ma questo è il bello del calcio.

Appena arrivato, ho subito un infortunio ed è stato un vero peccato perché ero nel momento migliore della mia carriera e non ho potuto dare il mio contributo.

A Bassano ritengo di aver subito una vera e propria rapina calcistica, io non ho giocato perché ero squalificato. Se ci avessero convalidato il goal di Gomez era l’anno giusto per ritornare in Serie B. L’unico problema di quell’anno che forse la squadra era un pochino inesperta, avendo in rosa ottimi calciatori ma nella fase iniziale della loro carriera.

Con Castellammare ho un rapporto speciale, ho fatto 6 anni a Sorrento e parecchi amici della mia squadra erano di Castellammare. Ho avuto modo di frequentare la città e quindi sono particolarmente legato alla città e alla piazza. Il mio unico rammarico è stato quello di non aver potuto dare una grossa mano alla Juve Stabia.

Ho visto la Ternana ed è veramente una squadra da Serie B, sono tre anni che cerca di vincere il campionato e sono vari anni che sta programmando la promozione. Per quanto riguarda la Juve Stabia attuale penso che sta soffrendo molto la mancanza del pubblico, che a Castellammare sappiamo benissimo che fa la differenza”. 

 

a cura di Giuseppe Rapesta

 

Dilettanti altro duro colpo: atleti colpiti da Covid-19 fermi per due mesi

Dal Ministero della Salute arriva un altro duro colpo per i calcio dilettantistico

Come recita il detto “dalla padella alla brace”. Arriva un altro colpo pesantissimo per lo sport dilettantistico e giovanile. Non si tratta ovviamente solo di calcio ma è una norma che riguarda tutte le discipline sportive praticate dai non professionisti. In un documento firmato dal Ministero della Salute in data 13 gennaio, viene specificata nei dettagli la nuova normativa che interessa l’idoneità all’attività sportiva agonistica per tutti gli atleti non professionisti che hanno contratto il Covid-19. Anzi, il documento va oltre e inserisce nell’elenco anche chi ha avuto sintomi specifici del coronavirus pur in assenza di diagnosi di Sars-Cov-2.

Tutti gli atleti che accuseranno il Covid-19 dovranno rimanere fermi per almeno due mesi. Una decisione che di fatto mina in modo consistente la possibilità di tante formazioni di partecipare ai rispettivi campionati. Nel dettaglio, il documento del Ministero della Salute, seguendo indicazioni “proposte dalla Federazione Medico Sportiva e condivise con il Dipartimento dello sport, con il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico e le altre società scientifiche” prevede che un atleta colpito da Covid-19 debba attendere trenta giorni dall’avvenuta guarigione e quindi effettuare nuovamente la visita medico-sportiva integrandola con ecocardiogramma color-Doppler.

I conti sono presto fatti: circa un paio di settimane per risultare negativi oppure “dall’avvenuta scomparsa dei sintomi”, un mese di attesa per la nuova visita e quindi “una graduale ripresa dell’attività sotto il controllo del Responsabile sanitario della società sportiva”. Dunque anche se la visita medica fosse prenotata il 31° giorno (operazione teorica, visto che in pratica sarebbe quasi impossibile) ecco che prima di rivedere in campo l’atleta trascorreranno almeno due mesi.

Controlli- Attenzione, perché fino a questo momento abbiamo parlato di atleti che hanno presentato “malattia lieve”. Per chi ha registrato sintomi più seri, dovendo ricorrere a terapie antibiotiche, cortisoniche o epariniche o a chi addirittura è stato ricoverato in ospedale, vengono richiesti controlli ulteriori, come esami ematochimici, holter per 24 ore e, a giudizio del medico, anche diagnostica per immagine polmonare e diffusione alveolo capillare. Molto probabile dunque prevedere che lo sport si dividerà in due: chi potrà permettersi le visite a pagamento avrà la possibilità di rientrare dopo due mesi, chi invece dovrà mettersi in fila con un servizio pubblico già in questo momento oberato rischia di veder prolungati notevolmente i tempi. Nel documento si prevede un modo per “accorciare” l’attesa, ma è riservato solamente a chi svolge attività di livello nazionale o internazionale. “Qualora l’atleta – recita la nota – necessiti, per motivi agonistici di livello nazionale o internazionale, di ridurre il periodo intercorrente tra l’avvenuta guarigione e la ripresa dell’attività, potrà essere adottato, su giudizio del medico valutatore, il protocollo di esami e test previsto dalla Federazione Medico Sportiva Italiana per la ripresa dell’attività sportiva degli atleti professionisti” che prevede, in base alla gravità dei sintomi riscontrati, ecocardiogramma color doppler, esami ematochimici, radiologia polmonare e nulla osta dell’infettivologo. Le istruzioni fornite dal Ministero della Salute, se rimarranno in vigore anche per il prossimo futuro, potrebbero davvero mettere in dubbio non solo la fine sempre più improbabile di questa stagione agonistica, visto che, senza considerare dall’Eccellenza in giù, anche anche in calciatori di Serie D sono considerati non professionisti. Ma anche il futuro dei dilettanti, mettendo in dubbio l’inizio dei prossimi campionati.

C.R. Campania. Zigarelli incontra in videocall i presidenti dei club

Zigarelli: “Necessario una Recovery Plan del calcio dilettantistico e giovanile”

Simone Vicidomini– Non c’è pace per il calcio dilettantistico. Dopo l’ultimo DPCM emanato il 16 gennaio, purtroppo possono essere disputate soltanto le partite dei campionati nazionali e quindi il calcio giocato fino alla Serie D. Il campionato di Eccellenza e Promozione e così via non ripartirà prima di marzo.

Proprio per questo, è intervenuto il presidente del comitato campano della Figc Carmine Zigarelli, giovedì ha fissato un incontro in videocall con i presidenti dei club di Eccellenza. Dopo aver ascoltato il parere dei presidenti delle squadre di Eccellenza, Zigarelli si collegherà con i rappresentati delle altre categorie di calcio a 11, calcio a 5 e calcio femminile.

Questo il comunicato postato nella giornata di ieri da Zigarelli sulla pagina “Facebook” del C.R. Campania:

Appena è stato pubblicato il nuovo Dpcm mi sono confrontato telefonicamente con i Presidenti dei club di Eccellenza e di tutte le altre categorie, ma anche con i miei colleghi Presidenti del Sud, perché tutti desideriamo ripartire e soprattutto farlo in totale sicurezza. L’ennesimo stop deciso dal Governo danneggia fortemente il nostro movimento. Il nostro calcio di base è la linfa vitale dell’intero sistema calcio, e per tal motivo chiediamo più attenzione e tutele da parte delle istituzioni.

Servono sostegni concreti per i Presidenti dei nostri club, e per questo chiediamo un “Recovery Plan Del Calcio Dilettantistico e Giovanile”: dobbiamo creare le condizioni oggettive per la sopravvivenza delle società. Ho accolto con fiducia il bonus a tutti i collaboratori sportivi, ma dovevano essere previsti anche contributi diretti per i Presidenti delle società, che sono il vero motore economico di ogni singolo club di calcio dilettantistico. La situazione è complessa, ma noi lavoreremo come sempre senza sosta e ci batteremo per trovare soluzioni condivise con i Presidenti dei club e per tornare più forti di prima”.

 

Izzo (Corriere dello Sport): Juve Stabia, nel girone di ritorno si può migliorare

Raffaele Izzo, corrispondente del Corriere dello Sport, è intervenuto nel corso della trasmissione sulla Juve Stabia “Il Pungiglione Stabiese”: le sue dichiarazioni 

Izzo (Corriere dello Sport): Juve Stabia, nel girone di ritorno si può migliorare

La sconfitta rimediata dalla Juve stabia contro la Ternana ci può stare. Le Vespe hanno affrontato la squadra che, salvo stravolgimenti, sarà meritatamente promossa in Serie B dopo un cammino quasi perfetto. Del resto la  marcia della Ternana ricorda quella della Juve Stabia del 2018/19, che chiuse un campionato impeccabile con sole due sconfitte, una all’ultima giornata con promozione già in tasca, al passivo. Per vincere una gara come quella con gli umbri sarebbe servita una giornata perfetta degli stabiesi e una storta degli ospiti, fattori che non si sono verificati.

Probabilmente l’assetto tattico scelto da Padalino, con Fantacci schierato a centrocampo, non ha pagato ed ha tolto equilibri alla squadra ma a mio avviso, anche con un modulo più “classico”, la Ternana alla lunga avrebbe avuto la meglio. Fa riflettere però che con due centrocampisti disponibili come Bovo e Volpicelli, il tecnico abbia preferito schierare Fantacci fuori ruolo; evidentemente alcuni calciatori non sono ritenuti in grado di essere efficaci e, se così fosse, sarebbe opportuna qualche uscita per far spazio a elementi su cui c’è maggiore fiducia per un apporto immediato.

Il cammino attuale della Juve Stabia rispecchia le aspettative della nuova proprietà, che è giustamente ambiziosa e spera in un’entrata nei playoff da protagonista. Ad oggi il piazzamento per gli spareggi promozione non è obiettivo certo e proprio per questo mi aspetto tanto dalla Juve Stabia del girone di ritorno. L’attuale decimo posto, seppur con accesso agli spareggi promozione, va migliorato; del resto molti di noi non si aspettavano di vedere i campani ai vertici della classifica ma nemmeno a metà della graduatoria. Certo, dipenderà anche dal recupero degli infortunati, dal definitivo raggiungimento dell’identità di squadra e da quello che porterà il mercato.

Credo che la proprietà abbia voglia di fare un mercato di spessore, che non sia limitato solo all’esterno offensivo preannunciato da Ghinassi, e non escludo, qualora ci fosse una buona opportunità, che si possa puntare su calciatori da acquistare a titolo definitivo che possano essere utili anche la prossima stagione. Ovviamente è giusto poi dare ai nuovi acquisti il tempo di ambientarsi: non dimentichiamo che Allievi e Paponi non brillarono nei primi sei mesi alla Juve Stabia, salvo poi diventare colonne delle stagioni successive.

Da Berardocco ci aspettiamo tutti di più. C’è da dire che il paragone con il suo predecessore non lo aiuta perché Calò ha fatto vedere cose eccezionali. Considerando però che è stato uno dei primi acquisti del club e che attorno a lui è stata costruita la squadra, il suo rendimento non rispecchia le aspettative. Mi pare verticalizzi poco, preferendo smistare il pallone per via orizzontali anziché provare la giocata verticale o rischiosa. È da suoi piedi che deriva il ritmo di gioco della Juve Stabia quindi è auspicabile un miglioramento. Padalino in lui ha molta fiducia e questo certamente lo aiuterà.

Rispetto alla Juve Stabia di Fabio Caserta, che ha segnato un’epoca e ha raggiunto risultati forse inarrivabili, quella di Padalino ha mostrato subito di voler imporre il proprio gioco, senza paura, sia in casa che in trasferta. Questo è un aspetto importante, che fa ben sperare, ed a cui va affiancato qualche punto in più nel girone di ritorno. Credo siano almeno sette i punti sprecati ingenuamente dalla Juve Stabia fin qui: errori da non ripetere nel prosieguo di stagione.

Queste le parole di Raffaele Izzo

Controlli a tappeto a Ercolano: controllati 70 veicoli, 3 arresti

Controlli a tappeto a Ercolano: controllati 70 veicoli, arrestate 3 persone, 2 di queste per “truffa dello specchietto” con simulazione di un incidente.

Controlli a tappeto a Ercolano: controllati 70 veicoli, 3 arresti

Senza sosta l’attività di controllo del territorio dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. Intensificati i servizi nell’area vesuviana ed in particolare ad Ercolano, dove i militari della locale tenenza insieme a quelli della sezione radiomobile di torre del greco hanno controllato 106 persone e oltre 70 veicoli.

Durante il servizio i carabinieri della Tenenza di Ercolano hanno arrestato un 33enne per spaccio di stupefacenti. E’ stato sorpreso nelle vie del centro cittadino mentre cedeva una dose di hashish ad un “cliente” in cambio di denaro. Nella sua abitazione ancora altre 2 dosi della stessa sostanza e 60 euro ritenuti provento illecito. E’ ora ai domiciliari in attesa di giudizio.

I militari della Sezione Radiomobile di Torre del Greco, invece, hanno tratto in arresto per truffa un 40enne e un 25enne, entrambi di Casalnuovo di Napoli e già noti alle ff.oo.

Simulando un incidente stradale lungo via Benedetto Cozzolino, hanno indotto un’automobilista a credere di essere stato responsabile del danneggiamento dello specchietto retrovisore della loro auto. Promettendo di non coinvolgere le assicurazioni hanno chiesto 70 euro per ripianare il danno subìto. La classica “truffa dello specchietto” costata ai due le manette e gli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

I militari, infatti, hanno facilmente individuato la loro vettura e durante una perquisizione veicolare hanno rinvenuto e sequestrato uno specchietto integro, il denaro sottratto con l’inganno poco prima alla vittima e un attrezzo utilizzato per simulare lo scontro tra auto.

6 le sanzioni amministrative notificate per inosservanza delle violazioni alla normativa anti-contagio.

Lorenza Sabatino

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San Felice al Cancello (CE): arrestato in flagranza di reato per furto

San Felice al Cancello (CE): arrestato cittadino senza fissa dimora in flagranza di reato per furto. Bloccato, era in possesso dei monili rubati.

San Felice al Cancello (CE): arrestato in flagranza di reato per furto

I carabinieri della Stazione di Cancello, in via Polvica a San Felice a Cancello (CE), unitamente ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Maddaloni (CE) hanno proceduto all’arresto, in flagranza di reato per furto, del cittadino albanese C.A. cl. 2000, in Italia senza fissa dimora.

I militari dell’Arma sono intervenuti a seguito della segnalazione relativa ad un furto in appartamento in corso. Sul posto hanno intercettato il soggetto mentre stava cercando di scappare per le strade attigue. L’uomo, subito bloccato, a seguito di perquisizione personale è stato trovato in possesso di diversi monili in oro oggetto del furto.

L’uomo è stato trattenuto presso le camere di sicurezza dell’Arma, a disposizione della competente autorità giudiziaria. La refurtiva recuperata è stata riconsegnata all’avente diritto.

Lorenza Sabatino

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Caiazzo (CE): arrestato spacciatore in flagranza di reato

Caiazzo (CE): arrestato spacciatore del luogo in flagranza di reato. Il trentasettenne deteneva sostanze stupefacenti in casa ai fini di spaccio.

Caiazzo (CE): arrestato spacciatore in flagranza di reato

I carabinieri della Stazione di Ruviano (CE), in Caiazzo (CE), unitamente ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, di un trentasettenne del luogo.

I militari dell’Arma, a seguito di un controllo e della contestuale perquisizione personale e domiciliare lo hanno trovato in possesso di gr.105 circa di hashish, occultati nell’armadio della camera da letto. Nel corso della perquisizione è stato altresì rinvenuto materiale per il confezionamento delle dosi di stupefacente.

Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro. L’ arrestato è stato accompagnato ai domiciliari, a disposizione della competente autorità giudiziaria.

Lorenza Sabatino

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Santa Marina: proroga scadenza del bando per il Servizio Civile

Santa Marina: proroga al 15 febbraio 2021 della scadenza del bando per la selezione degli operatori volontari di Servizio Civile universale 2020.

Santa Marina: proroga scadenza del bando per il Servizio Civile

È stata prorogata al 15 febbraio 2021 la scadenza del bando per la selezione degli operatori volontari di Servizio Civile universale 2020. Le domande dovranno essere inviate entro le ore 14.00, oltre tale termine il sistema non consentirà la presentazione delle domande.

Per partecipare alla selezione, come previsto dall’art. 14 del decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, è richiesto il possesso dei seguenti requisiti:

  1. a) cittadinanza italiana, oppure di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea, oppure di un Paese extra Unione Europea purché il candidato sia regolarmente soggiornante in Italia;
  2. b) aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda;
  3. c) non aver riportato condanna, anche non definitiva, alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo oppure ad una pena, anche di entità inferiore, per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, oppure per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

Lorenza Sabatino

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Genzano, oltre 300 articoli contraffatti in vendita alla “boutique del falso”

Genzano, vendita di capi ed accessori di abbigliamento che riproducevano modelli firmati. Denunciato dalla GDF di Roma un uomo di nazionalità marocchina

GDF Roma: scoperto a Genzano uno “Show Room del falso”. Sequestrati oltre 300 articoli contraffatti, poi donati ad una comunità religiosa

Genzano (RM)- Utilizzava i social network per promuovere la vendita di capi ed accessori di abbigliamento che riproducevano modelli delle più affermate griffe di alta moda. Individuato e denunciato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, un uomo di nazionalità marocchina al quale hanno sequestrato oltre 300 articoli contraffatti.

Le Fiamme Gialle della Compagnia di Velletri, dopo alcuni approfondimenti, hanno deciso di perquisire l’appartamento del venditore, situato a Genzano, al cui interno era stata allestita una vera e propria “boutique del falso”, costituita da oltre 300 pezzi – borse, scarpe, giubbotti, t-shirt, cinture e portafogli – recanti i marchi Louis Vuitton, Gucci, Moncler, Giorgio Armani, Versace, Ralph Lauren, Colmar, Nike e Adidas.

GDF Roma- merce contraffatta

Oltre alla merce sono stati rinvenuti diversi campionari e un “brogliaccio” in cui erano annotati gli importi degli incassi, quantificati in circa 80 mila euro l’anno. 

Il “commerciante” è stato denunciato per i reati di detenzione di merce contraffatta e ricettazione alla Procura della Repubblica di Velletri, che ha disposto la donazione dei capi di abbigliamento al centro religioso Don Orione, dopo averli privati dei loghi distintivi.

L’operazione si inquadra nel più ampio dispositivo messo in campo dalla Guardia di Finanza di Roma per il contrasto alla “filiera del falso”.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

13^ GIORNATA, OROBICA CALCIO BERGAMO-PERUGIA 1-0

Si è conclusa 1-0 in favore della squadra di casa la gara disputata oggi alle ore 14:30 presso il Centro Sportivo Comunale “G. Facchetti” di Cologno al Serio (Bergamo). Sfuma nei minuti finali la possibilità per le biancorosse di riportare a casa un punto importantissimo ma l’Orobica Calcio ha la meglio dopo una gara intensa ed equilibrata.
Nonostante alcune assenze, le grifoncelle hanno dato seguito all’ottima prestazione di domenica scorsa contro il Cittadella. Un primo tempo dove si è visto dell’ottimo calcio da entrambi i lati e al 11′ il Perugia sfiora il vantaggio con tiro di Giulia Piselli che colpisce però la traversa. Nel secondo tempo sono le bergamasche ad accelerare ma è decisiva la grande prestazione del portiere Elena Urso che in quattro occasioni nega il gol ai locali.
All’86’ arriva la doccia fredda. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo il gol di Zigic che consegna la vittoria alle padrone di casa lasciando un po’ di rammarico nel team del tecnico Luciano Mancini. Quest’ultimo già nel pre gara aveva sottolineato i piccoli problemi muscolari e di natura traumatica che hanno costretto ad un momentaneo stop quattro giocatrici, oltre ad Arianna Franciosa che per motivi personali non ha preso parte alla trasferta bergamasca. “Situazione difficile – riferisce il tecnico Luciano Mancini – ma c’è grande voglia.”
POST GARA
“È stata una partita molto combattuta – riferisce Elena Urso – e la squadra ha reagito molto bene. Abbiamo sofferto un po’ il secondo tempo ma comunque è stata veramente una bella partita. Sono contenta per la mia prestazione ma anche dispiaciuta per il gol che abbiamo subito, perché forse avremmo meritato almeno un pareggio”.

LA PRESIDENTE ROSCINI NUOVO RESPONSABILE REGIONALE CALCIO FEMMINILE

Intanto  Il Comitato Regionale Umbria della LND ha reso nota la nomina di Valentina Roscini come Responsabile Regionale Calcio Femminile. La nomina, fortemente voluta dal Presidente Luigi Repace, è arrivata nell’assemblea ordinaria elettiva per il rinnovo delle cariche elettive di competenza per il quadriennio olimpico 2021/2024, tenutasi lo scorso 11 gennaio presso la sede regionale della Figc di Perugia.

Valentina Roscini ha così commentato la significativa assegnazione:

“Sono onorata di essere stata nominata dal presidente e felicissima di far parte di questo gruppo che mi ha accolto a braccia aperte, persone qualificate e motivate con le quali collaborerò a stretto contatto per far sì che l’Umbria possa essere un’eccellenza anche nel calcio femminile. Sarò a disposizioni di ogni società allo scopo di far crescere il movimento, aumentare il numero delle atlete e coinvolgere più realtà possibili dando loro il massimo sostegno tecnico e organizzativo.

Far crescere le squadre che puntino nel calcio femminile per attribuire a questo sport la dignità che merita e dimostrarne le molteplici opportunità, questo è ciò che ho sempre voluto e che vorrei per il futuro.
Ringrazio dunque la FIGC Umbria, nella persona del presidente Repace, per questa opportunità, Giovanni Bonato che mi ha preceduto, per il lavoro svolto fino a oggi e per il supporto dimostratomi, e tutto il consiglio direttivo, la “squadra” del Comitato Regionale Umbria da cui sono certa avrò aiuto, collaborazione e sostegno incondizionato”.
Tutta la società AC Perugia Calcio, nel congratularsi con Valentina, le augura il meglio per questi importanti quattro anni, certi che riuscirà a portare tutta la sua passione e professionalità in questo nuovo incarico.
Area Comunicazione Perugia Calcio

Clan D’Ausilio, arrestate 15 persone dai Carabinieri (VIDEO)

Clan D’Ausilio, arrestate 15 persone dai Carabinieri: facevano pagare una tangente ai parcheggiatori abusivi, VIDEO.

Clan D’Ausilio, arrestate 15 persone dai Carabinieri (VIDEO)

Napoli, quartieri Cavalleggeri, Bagnoli, Coroglio ed Agnano. Camorra, Clan D’Ausilio. I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli arrestano 15 persone. I parcheggiatori abusivi dovevano pagare una tangente

Nella mattinata odierna, all’esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia – i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito una misura cautelare personale – emessa dal GIP del Tribunale partenopeo nei confronti di 15 indagati, tutti appartenenti al clan “D’AUSILIO”, operante nei quartieri di Cavalleggeri d’Aosta, Bagnoli, Coroglio ed Agnano del Capoluogo, ritenuti gravemente indiziati a vario titolo di “associazione di tipo mafioso”, “omicidio”, “lesioni personali”, “detenzione illegale di armi”, “estorsione”, “favoreggiamento”, “ricettazione” ed altro.

L’11 maggio 2016, il detenuto D’AUSILIO Felice, figlio dello storico capo clan D’AUSILIO Domenico, detto Mimì o’sfregiato, lasciava la Casa di Reclusione di Tempio Pausania (SS), ove stava scontando la pena dell’ergastolo per i reati omicidio e associazione di tipo mafioso, per godere di un permesso. Una volta uscito dal carcere, autorizzato a recarsi presso l’abitazione della sorella libero e senza scorta, di fatto D’AUSILIO si rendeva immediatamente irreperibile.

D’AUSILIO Felice, sebbene in clandestinità, imponeva il suo predominio per riconquistare il controllo delle attività criminali sui suddetti quartieri e fin da subito si registrava una escalation di violenze con “stese”, pestaggi, atti intimidatori e dimostrativi posti in essere da soggetti a lui riconducibili per la ripresa della gestione delle attività illecite sul territorio, in quel momento appannaggio del gruppo BITONTO-NAPPI.

Le investigazioni, coordinate dalla DDA partenopea, oltra a consentire la cattura il 19 dicembre 2016 del latitante D’AUSILIO Felice e l’individuazione della sua rete di fiancheggiatori, hanno fatto emergere l’inequivocabile contrapposizione armata in atto tra i suddetti gruppi criminali e la piena operatività del clan D’AUSILIO, rientrante nella sfera d’influenza e di controllo dei LICCIARDI, famiglia aderente allo storico cartello della criminalità organizzata denominato Alleanza di Secondigliano.

Inoltre, sono state documentate numerose estorsioni in danno di attività imprenditoriali e commerciali: imprese edili, bar, officine meccaniche, lidi balneari, parcheggiatori abusivi, prostitute ed ormeggi di barche, con il pagamento, con cadenza periodica o una tantum, di somme di denaro tra 100 euro e 50mila euro.

Le indagini hanno permesso, inoltre, di acquisire importanti elementi probatori in relazione ad una gestione “mafiosa” dei parcheggi abusivi in prossimità dei locali notturni insistenti sull’area Flegrea, che si concretizzava anche con azioni violente nei confronti degli stessi parcheggiatori per costringerli a sottostare al dominio criminale e a versare una parte degli introiti illeciti alle casse del sodalizio, con il pagamento di una “tangente” di almeno 200 euro a settimana.

Proprio nell’ambito di questa strategia criminale è avvenuto l’omicidio del parcheggiatore abusivo ARRIGO Gaetano, il 17 giugno 2016, per il quale sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico di due affiliati al clan.

Nel corso delle attività investigative sono stati già sottoposto a fermo di indiziato di delitto, emesso dalla DDA nel settembre 2016 e maggio 2017, sette appartenenti al gruppo camorristico per il reato di estorsioni in danno di imprenditori ed attività commerciali.

Persone colpite dalla misura cautelare della custodia cautelare in carcere:

  1. D’AUSILIO Felice, nato a Napoli il 15.12.1980
  2. D’AUSILIO Antonio, nato a Napoli il 20.11.1979
  3. MOSELLA Aniello, nato a Napoli il 09.05.1994
  4. ALBANO Vittorio, nato a Napoli il 01.04.1973
  5. DE FALCO Alessandro, nato a Napoli il 10.01.1991
  6. DE FALCO Giuseppe, nato a Napoli il 14.03.1955
  7. CICCARELLI Biagio, nato a Santa Maria Capua Vetere (CE) il 03.09.1983
  8. FIORENTINO Gaetano, nato a Napoli il 02.11.1966
  9. DIOMEDE Romualdo, nato a Giugliano in Campania (NA) il 01.04.1971
  10. D’ALTERIO Stefano, nato a Qualiano (NA) il 24.01.1946
  11. RAIANO Daniele, nato a Napoli il 20.05.1982

Persone colpite dalla misura cautelare degli arresti domiciliari:

  1. SARNELLI Grazia, nata a Napoli il 26.04.1981
  2. CIOTOLA Eugenio, nato a Napoli il 01.08.1983

Persone colpite dalla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla p.g.:

  1. D’ALTERIO Concetta, nata a Qualiano (NA) il 07.06.1961
  2. POERIO Maria, nata a Qualiano il 05.03.1957

Lorenza Sabatino

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Sequestrati articoli contraffatti da profumeria, VIDEO

Sequestrati 22.800 articoli, tra cosmetici e mascherine facciali, contraffatti e pericolosi per la salute dalla Guardia di Finanza. Denunciato il titolare di una profumeria.

Sequestrati articoli contraffatti da profumeria, VIDEO

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sottoposto a sequestro, in una profumeria di Portici (Napoli), oltre 22.800 tra articoli per la cosmesi e mascherine facciali contraffatti e pericolosi per la salute.

I finanzieri della Compagnia di Portici hanno scoperto che nel retro del negozio erano presenti anche attrezzature per il confezionamento e l’etichettatura dei prodotti.

In particolare, sono stati sequestrati, per violazioni penali, 11.600 articoli contraffatti, tra cosmetici e mascherine facciali del calcio Napoli e di vari personaggi di Walt Disney, etichette adesive Swarovski, nonché 65 litri di diluenti, additivi e prodotti industriali per la cosmetica.

Inoltre, sequestri amministrativi anche per 11.260 articoli tra mascherine facciali, guanti in lattice e prodotti di bellezza messi in commercio privi di etichettatura in lingua italiana e quindi delle informazioni per il consumatore.

Il titolare, un 36enne di Cercola (Napoli), è stato denunciato per ricettazione e contraffazione, oltre che segnalato alla Camera di Commercio per le violazioni amministrative previste dal Codice del Consumo.

Lorenza Sabatino

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Castellammare: manifestazione per il ricordo del Partito Comunista

Castellammare: manifestazione per il ricordo del Partito Comunista d’Italia il 21 gennaio alle 17.30 in piazza Municipio.

Castellammare: manifestazione per il ricordo del Partito Comunista

Si svolgerà il giorno 21 alle ore 17:30 in Piazza Municipio a Castellammare di Stabia, nel pieno rispetto delle norme anticovid la manifestazione per ricordare i cento anni del Partito Comunista d’Italia. Un momento di riflessione e di ricordo. Sarà, da subito, deposta una corona di alloro, in ricordo delle compagne e dei compagni venuti a mancare durante l’anno appena trascorso. Si susseguiranno gli interventi di Davide Bozza, organizzatore della manifestazione, del dottor Raffaele Scala,che traccerà un ricordo storico , sarà poi il momento dei lavoratori della exMeb‘’ Il centenario del Partito Comunista d’Italia – commenta Davide Bozza- non si ferma certo al giorno 21. Siamo già a lavoro per organizzare prima dell’estate un convegno”. Intanto si lavora alla raccolta firme per intitolare una strada o una piazza ad Antonio Gramsci. “Quello di giovedì- prosegue Bozza- è il primo di un calendario di iniziative che abbiamo in mente. Attraverso Facebook, tutti coloro che riconoscono questa storia, che hanno fatto dell’antifascismo ragione di vita, possono dare la propria adesione all’evento”.

Lorenza Sabatino

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Fiducia al Governo Conte, Provenza si conferma al fianco del premier

Fiducia al Governo Conte, il parlamentare Provenza si conferma al fianco del premier: “Stare con lui è un investimento di credibilità per l’Italia”

Fiducia al Governo Conte, Provenza si conferma al fianco del premier

Il parlamentare salernitano Nicola Provenza si schiera al fianco del premier Giuseppe Conte. Ieri, nel suo intervento in Aula, il deputato ha confermato la propria fiducia, e quella di tutto il Movimento 5 Stelle, per l’attuale esecutivo.

“Tutto ci saremmo aspettati, tranne che ragionare su una crisi di governo che, strumentalmente, prova a mettere in discussione il lavoro portato avanti in questi mesi – ha detto Provenza -. Di fronte a chi fugge dalle proprie responsabilità o vuole smarcarsi dal peso delle scelte difficili, talvolta anche per cinico calcolo elettorale o esclusivamente per logiche di consenso, noi vogliamo contrapporre la voglia di lavorare per cercare le migliori soluzioni possibili, anche per correggere la rotta ove necessario, che riescano a contemperare il sacrosanto diritto alla salute con le legittime esigenze di ogni cittadino”.

Per Provenza, il Governo Conte non si è risparmiato in questi mesi, agendo con equilibrio e serietà . “Il Presidente del Consiglio non ha mai perso la lucidità, anche di fronte a provocazioni di vario genere o a polemiche becere, restituendo finalmente all’Italia orgoglio e autorevolezza. E noi, in quest’Aula, abbiamo invocato serietà e senso delle istituzioni. Proprio noi del Movimento 5 Stelle, quelli dipinti come demagoghi e populisti. Siamo consapevoli che si gioca una partita che tiene dentro anche la credibilità di una intera classe politica. Abbiamo la necessità di ripensare il futuro con un ragionamento allargato ed una nuova filosofia europeista che comprenda tanti temi, dalla salute alle infrastrutture strategiche, dalla scuola al lavoro”.

Per Provenza, dunque, Conte e il suo Governo sono un investimento in termini di credibilità a cui l’Italia non può rinunciare.  “La pandemia ha determinato una frattura con il passato, spazzando via il modello preesistente, indicandoci che per uscire dalla crisi bisogna abbandonare quel modello di sviluppo che in fondo ha contribuito a crearla. Il Paese oggi ci chiede di andare avanti, di non perdere tempo, di non lasciarsi distrarre. In questa dinamica, la figura del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rappresenta una garanzia di ascolto e di sintesi che può andare anche oltre il perimetro dell’attuale maggioranza, considerata la capacità di mediazione ed i risultati ottenuti anche in campo europeo. Dunque, bisogna decidere in questo passaggio storico se schierarsi con chi vorrebbe ripristinare le logiche del passato che hanno prodotto ed incrementato le diseguaglianze, il disagio e lo smarrimento sociale oppure scegliere di sostenere chi con coerenza e tenacia vuole continuare a lavorare nell’esclusivo interesse del Paese. E’ il momento della politica alta che si ponga obiettivi ambiziosi, che sappia dare l’esempio al nostro Paese, all’Europa e al mondo, che tenga al centro la Salute, con un modello di sanità, di promozione della salute, che sia propedeutico a tutti gli altri sviluppi. Ecco perché confermare la guida di questo Governo nelle mani del Presidente Conte è un investimento di credibilità, di affidabilità e di sintesi politica” – ha concluso Provenza.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

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Omicidio del 2001 nel messinese, arrestato dopo vent’anni il presunto mandante

La Polizia di Stato di Messina ha eseguito l’arresto per omicidio di un 58enne del mandamento mafioso di San Mauro Castelverde-Gangi (PA). – VIDEO

La Polizia di Stato di Messina ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Domenico Virga, 58 anni, con l’accusa di omicidio. Virga, considerato uomo di spicco del mandamento mafioso di San Mauro Castelverde-Gangi, comuni del palermitano, è ritenuto il mandante dell’omicidio di Francesco Costanza, commesso tra San Fratello ed Acquedolci, nel Messinese, il 29 settembre del 2001.

La vittima, che gravitava negli ambienti della criminalità organizzata di Mistretta, comune sui monti Nebrodi della provincia di Messina, fu prima raggiunta da alcuni colpi di arma da fuoco e, successivamente l’uomo fu finito a colpi di pietra.

A dare un contributo rilevante alle indagini sono state le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Carmelo Barbagiovanni, detto “U muzzuni”, attualmente detenuto, esponente della famiglia mafiosa dei “batanesi” che prende il nome dalla contrada Batana di Tortorici altro comune messinese sui Nebrodi.

Barbagiovanni ha ammesso di essere stato, assieme a un complice, Sergio Costanzo – assassinato poi in provincia di Enna nel 2010, l’autore dell’omicidio. Francesco Costanza sarebbe stato ucciso in quanto aveva commesso uno sgarbo: aveva chiesto il pizzo senza autorizzazione ad alcune ditte impegnate in lavori nel comprensorio territoriale ai confini tra le province palermitana e messinese in particolare all’imprenditore di Bagheria (PA) Michele Aiello, vicinissimo al boss di ‘Cosa nostra’ Bernardo Provenzano.

La Polizia di Stato di Messina ha verificato le dichiarazioni di Barbagiovani, confrontandole con quelle di altri pentiti che hanno confermato la vicenda.

Francesco Costanza fu trovato cadavere la mattina del 29 settembre 2001, vent’anni fa. Il corpo del 68enne di Tusa, comune della provincia tirrenica messinese vicino al confine con la provincia di Palermo, venne trovato crivellato dai proiettili di una 7,65. La vittima risultò poi presa a pietrate, un particolare quest’ultimo che in un primo tempo aveva fatto ipotizzare un movente diverso da quello mafioso. Ma era un depistaggio.

Il Francesco Costanza gravitava negli ambienti della criminalità organizzata di Mistretta. Di lui aveva parlato di recente un pentito, Carmelo Barbagiovanni, esponente del ‘clan dei batanesi’, di cui sopra, che aveva deciso di collaborare con la Procura di Messina.

Adduso Sebastiano

Corsa Ad Ostacoli al Senato, oggi l’ordine d’arrivo (Lo Piano – Saint Red)

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Nel tardo pomeriggio di oggi, sapremo se Conte resterà incollato in sella al proprio Governo, o cadrà nella corsa ad ostacoli. 

Corsa Ad Ostacoli, oggi l’ordine d’arrivo. Lo Piano – Saint Red.

Il Governo lo si potrebbe paragonare ad un fantino che si accinge a misurarsi in un concorso ippico, in questo caso non vi è in palio una coppa, ma il Governo di un intero Paese.

La posta in palio è molto alta, più di quanto si possa pensare: per il Governo Conte, aver vinto alla Camera dove i voti hanno superato abbondantemente il quorum, non significa che al Senato possa avvenire la stessa cosa.

In questa seconda sede, le “coppe” sono più risicate che mai, raggiungerne 161, necessarie per non ruzzolare nella polvere, non sembrano facili da “vincere”.

Nei concorsi ippici ad ostacoli, nella quasi totalità dei casi, gareggiano cavalli che posseggono una certa levatura atletica, nel caso in questione, la gara verrà aperta a brocchi e pony.

I primi non sono in grado di superare ostacoli per la difficoltà del percorso, i secondi sono talmente piccoli, che potrebbero aggirare gli ostacoli passandoci sotto, in quest’ultimo caso non verrebbero squalificati.

Ciò sta a significare che, oggi al Senato voteranno anche cavalli che da tempo hanno chiuso le loro “carriere agonistiche”, ma anche in vecchiaia sono sempre validi per trasportare in “carrozzella” i cavalli di razza ancora in gara.

Oggi sarà per il Governo ‘il giorno della civetta’, se per Conte la conta, scusate la cacofonia, dovesse andar male, l’unica via da seguire sarebbe quella di salire per le scale del Campidoglio;

solo che per tanti fantini, con a seguito i propri cavalli, l’impresa sarebbe più ardua di una corsa ad ostacoli.

Lo Piano SaintRed /  Redazione Sicilia

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GdF Brescia: Scoperto un laboratorio di “ingegneria” fiscale – VIDEO

GdF Brescia, operazione “nuova evasione continua”. Scoperto un laboratorio di “ingegneria” fiscale a servizio degli evasori. Individuate frodi in danno all’erario per centinaia di milioni di euro, i cui proventi illeciti venivano riciclati all’estero

GdF Brescia: Scoperto un laboratorio di “ingegneria” fiscale – VIDEO

AGGIORNAMENTO ORE 11:40

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e la Tenenza di Pisogne della Guardia di Finanza di Brescia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Brescia, hanno scoperto, presso uno studio contabile di Sirmione (BS), il centro di un complesso e articolato sistema volto alla creazione di falsi crediti tributari per diversi milioni di euro, che venivano ceduti ai clienti dietro il pagamento di un corrispettivo, al fine di  compensare i debiti da loro maturati verso l’erario.
Le investigazioni dirette dalla locale Autorità Giudiziaria fanno seguito ad un’altra operazione di polizia giudiziaria, denominata “Evasione continua”, che, nel febbraio 2020, aveva portato all’arresto di 22 soggetti, disarticolando un similare sodalizio criminale volto alla perpetrazione di frodi fiscali.
L’attività investigativa, che ha visto il coinvolgimento di 104 persone fisiche e 126 società (tra “cartiere” e imprese realmente operanti) con sede in diverse province italiane (Brescia, Bergamo, Milano, Monza-Brianza, Torino, Pavia, Alessandria, Parma, Genova, Firenze, Roma, Latina, Salerno, Bari, Trapani), ha consentito di ricostruire il meccanismo illecito ideato e realizzato da professionisti bresciani, incentrato su un sistema di emissione di false fatture, ricorrendo a numerose società “cartiere” italiane e straniere, che ha permesso di creare crediti IVA e di ricerca e sviluppo, poi utilizzati da clienti consapevoli per compensare i propri debiti tributari.
In particolare, i professionisti coinvolti, con la preziosa collaborazione di sodali con precedenti specifici e disponendo di svariate società “cartiere” legalmente rappresentate da loro prestanome, fornivano alla clientela veri e propri “pacchetti fiscali”
relativi:
 all’emissione di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti;
 alla vendita di crediti fiscali fittizi da utilizzare in compensazione mediante il meccanismo dell’accollo tributario (fino al 2017, ovvero fino a quando, con la risoluzione n. 140, l’Agenzia delle Entrate ha negato la possibilità che il debito oggetto di accollo possa essere estinto utilizzando in compensazione crediti vantati dall’accollante verso l’Erario);
 alla compensazione di crediti fiscali fittizi con debiti tributari, ricorrendo a sofisticate operazioni di cessione di rami d’azienda di società “cartiere” ovvero di fusioni per incorporazione con le imprese interessate a ridurre la propria esposizione debitoria.
La capacità dei professionisti di ideare sempre nuove ed evolute forme di frode fiscale, tese ad aggirare le disposizioni introdotte di volta in volta per contrastare le pratiche evasive, ha consentito di fornire “servizi fiscali” in grado di celare il meccanismo fraudolento posto in essere e di renderne più difficile l’emersione a favore di clienti disposti – pur di abbattere le imposte dovute – a versare un corrispettivo pari al 50% – 70% del valore nominale dei crediti tributari inesistenti.
Oltre a questi “servizi fiscali”, il sodalizio criminale si occupava anche di “ripulire” i proventi illeciti delle frodi tributarie, attraverso il trasferimento di somme di denaro su conti correnti aperti presso istituti di credito maltesi, slovacchi, ungheresi e croati, a loro riconducibili, che poi venivano “monetizzati” da “spalloni”, per essere infine restituiti agli evasori fiscali, come è stato dimostrato in occasione del sequestro della somma di 230.000 euro eseguita dai militari della Guardia di Finanza nei confronti di due sodali di rientro dalla Slovacchia dove si erano recati per prelevare il denaro.
Un ruolo centrale nella ricostruzione delle movimentazioni finanziarie è stato fornito grazie alla stretta sinergia con le Autorità Giudiziarie straniere con cui è stata attivata un’efficace cooperazione giudiziaria, anche attraverso l’utilizzo dell’Ordine Europeo di Indagine che ha consentito alla Procura della Repubblica di Brescia ed ai militari della Guardia di Finanza di delineare l’estensione dell’attività riciclatoria realizzata dai sodali e la destinazione finale dei proventi illeciti.
All’esito dell’indagine condotta è emerso che sono state emesse dagli indagati fatture per operazioni inesistenti per circa 270 milioni di euro, che hanno consentito di abbattere, complessivamente, un debito IVA per circa 47 milioni di euro ed evadere l’IRES per oltre 58 milioni di euro, oltre che di cedere crediti fittizi per 21 milioni di euro.
L’indagine ha permesso di ricostruire minuziosamente tutte le fasi di trasferimento e di passaggio del denaro, nonché i ruoli dei vari indagati, così da consentire di smantellare il sistema criminale operante.
Al momento, più di 350 unità operative delle Fiamme Gialle stanno procedendo, in ambito nazionale, a dare esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Brescia, nei confronti di 26 indagati per i reati di associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale (indebite compensazioni), al riciclaggio ed autoriciclaggio, di cui 8 indagati sono sottoposti a misura cautelare di custodia in carcere, 16 indagati sono sottoposti agli arresti domiciliari e due a misure interdittive. Contemporaneamente, sono in corso sequestri di proventi illeciti per oltre 21 milioni di euro.
Attività illecite della specie, oltre a recare un grave danno all’erario, soprattutto in un periodo come quello attuale, ove le risorse pubbliche vengono destinate, in particolare, alla tutela della salute dei cittadini e alla ripresa economica del Paese, generano ripercussioni negative sul funzionamento dei mercati e dannosi effetti di concorrenza sleale.

PRIMO LANCIO

BRESCIA, È in corso di esecuzione l’operazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e la Tenenza di Pisogne della Guardia di Finanza di Brescia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, finalizzata al sequestro di beni per circa 21 milioni di euro e all’esecuzione di 24 misure di custodia cautelare e all’applicazione di 2 misure interdittive dalla professione, nei confronti di altrettanti soggetti accusati di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale.

L’attività investigativa, che ha visto il coinvolgimento di 104 persone fisiche e 126 società (tra “cartiere” e imprese realmente operanti) con sede in diverse province italiane, ha consentito di ricostruire un’imponente frode fiscale, ideata da professionisti bresciani e incentrata su un sistema di emissione di false fatture

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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Un arrestato per furto in abitazione e tre denunciati con attrezzi da scasso

I CC di Vittoria e Comiso (RG) durante i controlli hanno denunciato tre rumeni con attrezzi da scasso e arrestato un algerino in flagranza di reato.

Nel corso della settimana appena trascorsa, i Carabinieri della Compagnia di Vittoria hanno svolto incessanti servizi volti al contrasto dei reati predatori, con particolare attenzione ai furti in abitazione. Su tutto il territorio della Compagnia di Vittoria sono state molteplici le pattuglie dei Carabinieri impiegate, con grande attenzione alle problematiche segnalate dai residenti delle aree maggiormente colpite dai furti in abitazione. L’intensificazione dei controlli del territorio è avvenuta maggiormente durante le ore notturne e nelle zone periferiche dei maggiori centri cittadini del territorio.

All’esito di tale attività:

  • nella notte di domenica 17 gennaio u.s., i Carabinieri della Stazione di Comiso hanno deferito in stato di libertà per possesso ingiustificato di attrezzi atti allo scasso tre uomini di origine rumena, rispettivamente di 23, 29 e 39 anni, braccianti agricoli. In particolare, una pattuglia dei Carabinieri, mentre transitava nella Contrada Monacazza di Comiso, ha incrociato in piena notte un furgone che percorreva una strada interpoderale. Insospettiti delle circostanze di luogo e di tempo, tenendo in considerazione che nell’arco notturno è in vigore il coprifuoco dovuto alle norme restrittive legate all’emergenza sanitaria da Covid-19, i Carabinieri hanno sottoposto a controllo il veicolo rinvenendo, occultati nel bagagliaio:
  • tre cesoie in ferro per potare metalli, tutte di lunghezza complessiva compresa tra i 64 e 70 cm;
  • un martello in ferro, una chiave giratubi e una chiave tipo roncola;
  • tre taglierini e quattro forbici, di lunghezza complessiva compresa tra i 18 e i 21 cm;
  • una torcia e altro materiale utile allo scasso.

Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e i tre occupanti del veicolo sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa.

  • nella giornata di venerdì 15 gennaio u.s., a Vittoria, i Carabinieri della locale Compagnia hanno tratto in arresto in flagranza del reato di tentato furto aggravato BENTARZI RABAH67, algerino, disoccupato, senza fissa dimora.

In particolare, durante la notte, i Carabinieri hanno ricevuto una richiesta di intervento tramite N.U.E. “112”, in cui il segnalante riferiva di aver visto un uomo mentre tentava di forzare la porta d’ingresso di un’abitazione limitrofa.

La pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Vittoria, giunta immediatamente sul posto – nei pressi dell’Istituto Comprensivo “G. Mazzini” – ha sorpreso il ladro all’interno dell’abitazione, nella quale si era introdotto previo danneggiamento della porta d’ingresso.

Il tempestivo intervento dei militari non ha consentito al citato malvivente di portare a termine il suo intento criminoso. I Carabinieri, sulla base degli elementi raccolti fino a quel momento, hanno tratto in arresto il BENTARZI, associandolo alla Casa Circondariale di Ragusa su disposizione dell’A.G. di Ragusa.

Adduso Sebastiano

23.000 giocattoli sequestrati, erano privi dei requisiti minimi di sicurezza (VIDEO)

I giocattoli del valore di circa 55 mila euro sono stati sequestrati dalla GdF di Messina e di Milazzo. Sette i soggetti sanzionati.

I militari della Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, nei giorni scorsi, hanno sottoposto a sequestro circa 23.000 giocattoli per bambini, privi dei requisiti minimi di sicurezza prescritti dal “Codice del Consumo”, del valore di circa 55 mila euro.

L’operazione rientra nell’ambito di un incisivo piano di interventi, eseguito dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Messina e dai Reparti dipendenti dal Gruppo di Milazzo.

Complessivamente, sono stati eseguiti 13 interventi, nel corso dei quali sono state contestate violazioni amministrative nei confronti di 7 soggetti, titolari di esercizi commerciali ove sono stati rinvenuti i giocattoli non conformi alle norme in materia di sicurezza prodotti.

Nel dettaglio, con riferimento ai sequestri eseguiti dai finanzieri del Gruppo di Messina, è stato riscontrato come tutte le confezioni dei giocattoli risultassero mancanti delle prescritte “Avvertenze” e delle informazioni di sicurezza, elementi necessari a consentire agli utenti finali una valutazione circa gli eventuali effetti dannosi.

Le confezioni risultavano prive, in particolare, di informazioni sulle caratteristiche, dimensioni e componentistiche delle parti presenti che, tra l’altro, se ingerite, avrebbero potuto provocare soffocamento, nonché la mancanza sia del pittogramma con la simbologia tipica per l’indicazione della fascia di età a cui destinare il giocattolo sia delle indicazioni dell’importatore.

La merce, sequestrata presso vari noti esercizi commerciali del capoluogo Peloritano, era destinata ad una delicata platea di consumatori, quali i bambini di età compresa tra 0 (zero) e 3 (tre) anni.

Ulteriore aspetto di particolare rilevanza riguarda l’alta pericolosità dei prodotti che, una volta immessi sul mercato, avrebbero potuto arrecare seri danni alla salute, qualora ingeriti.

Nell’ambito di tali attività, venivano inoltre individuati n°6 lavoratori “in nero”, privi di qualsivoglia regolare contratto di lavoro previsto dalla vigente normativa giuslavoristica, di cui uno perfino percettore, illegittimamente, del Reddito di Cittadinanza, per il quale saranno effettuate le opportune comunicazioni all’INPS.

Con riferimento agli interventi eseguiti dai Reparti dipendenti dal Gruppo di Milazzo, nel corso dei controlli, sui giocattoli è stata rilevata l’assenza della marcatura “CE”, che dimostra la rispondenza del prodotto ludico a tutti i requisiti essenziali di sicurezza ed il rispetto di tutte le procedure di conformità, secondo quanto indicato dalle vigenti normative.

Dalla scrupolosa analisi della merce è stata riscontrata, inoltre, l’assenza delle informazioni minime che devono essere fornite al fine di consentire all’acquirente di accertarne la provenienza o il materiale impiegato.

Sono stati sequestrati, quindi, pupazzi in peluche ed altri oggetti quali YoYo, pupazzetti in gomma e mini costruzioni in plastica.

L’operazione testimonia, ancora una volta, il costante impegno profuso dal Corpo a presidio della sicurezza e salvaguardia della salute pubblica, non disgiunta da una sempre maggiore ed incisiva azione di legalità nel più ampio contesto dell’ordine e della sicurezza economico-finanziaria, con particolare riguardo alla tutela dei diritti dei consumatori finali e della libertà di concorrenza del mercato.

Adduso Sebastiano

3 arresti, sequestri di 2 società e di un negozio di abbigliamento (VIDEO)

Gli arresti e i sequestri sono stati eseguiti dalla GdF di Palermo per i reati di bancarotta fraudolenta a carico di imprenditori dell’abbigliamento.

Su delega della locale Procura della Repubblica, i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo nei confronti di 3 soggetti, destinatari della misura degli arresti domiciliari e della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercizio di attività d’impresa per la durata di dodici mesi, procedendo, contestualmente, al sequestro preventivo delle quote societarie di due società e di un negozio di abbigliamento ancora attivo a Palermo.

I destinatari del provvedimento cautelare sono MAZZARA Vito (cl. 55), MAZZARA Vincenzo (cl. 62), MAZZARA Marco (cl. 94), imprenditori storicamente attivi nel settore della vendita di abbigliamento, ai quali vengono contestati a vario titolo i reati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e reimpiego di capitali illeciti.

Le indagini condotte dagli investigatori del Gruppo Tutela Mercato Capitali del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo hanno permesso di disvelare un complesso ed articolato “sistema di società”, pensato e realizzato da un’unica regia riconducibile agli indagati, nell’ambito del quale le persone giuridiche coinvolte, alle quali hanno fatto capo nel tempo 7 punti vendita ubicati in zona Resuttana – San Lorenzo e in zona Politeama erano una la continuazione aziendale dell’altra, con analogo oggetto sociale, soci e coincidenza di sedi operative ed asset aziendali.

Gli indagati, secondo uno schema illecito reiterato nel tempo, svuotavano ciclicamente le società mediante cessione ed affitti di rami d’azienda. Una volta lasciate in grave stato di decozione, le società fallivano ma l’attività di vendita al dettaglio di abbigliamento continuava con una nuova compagine appositamente costituita.

Sono tre le società fallite nel breve arco temporale dal 2015 al 2018 che hanno accumulato un passivo fallimentare per circa 4,5 milioni di euro a danno dei fornitori e dell’Erario (nei cui confronti il debito è pari ad oltre 2 milioni di euro).

Il collaudato schema fraudolento è stato da ultimo replicato con due ulteriori società di recente costituzione, che hanno già accumulato altri cospicui debiti pari a oltre 400.000 euro, oggetto dell’attuale provvedimento di sequestro unitamente all’unico punto vendita ancora attivo nel centro di Palermo.

L’odierna operazione eseguita dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Palermo, si inserisce nel quadro delle linee strategiche dell’azione del Corpo volte a rafforzare l’azione di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria connotati da maggiore gravità, nonché all’aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, al fine di tutelare le imprese oneste che operano nel rispetto della legge.

Adduso Sebastiano

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