Home Blog Pagina 3063

Trasferimento fraudolento di denaro. Tre arresti, sequestrati beni per 2 milioni di euro (VIDEO)

Arrestati dalla GdF di Gela (CL) per trasferimento fraudolento, con sequestro di beni mobili, immobili, partecipazioni e conti correnti.

La Procura della Repubblica di Gela ha chiesto ed ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari un’ordinanza che prevede la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di D.C. (gelese di 44 anni) e di due misure interdittive, il divieto temporaneo di esercitare l’attività d’impresa e gli uffici direttivi di imprese e persone giuridiche, nei confronti di D.S. (gelese di 22 anni) e M.G.F. (sempre gelese, di 43 anni), cui è contestato, in concorso, il reato di trasferimento fraudolento di valori.

L’esecuzione del provvedimento dell’Autorità giudiziaria gelese, demandato ai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Gela che ne hanno curato la relativa complessa attività investigativa, prevede anche il sequestro preventivo diretto del complesso di beni mobili, immobili, partecipazioni societarie e disponibilità finanziarie di due società gelesi, attive nel settore del commercio di prodotti ortofrutticoli, il cui valore complessivo si attesta sui 2 milioni di euro e che saranno poste in amministrazione giudiziaria.

L’indagine trae origine dall’attività di controllo del territorio e dall’approfondimento delle vicende societarie di alcune imprese gelesi che, pur non risultando formalmente intestate al principale indagato D.C., lo vedono figurare quale amministratore di fatto delle stesse imprese. Detto soggetto, già destinatario di misure di prevenzione personali e gravato da significativi precedenti giudiziari poiché coinvolto, in passato, in rilevanti operazioni di polizia giudiziaria (“Tagli Pregiati”, “Free Car” e Atlantide-Mercurio”), allo scopo di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali cui sarebbe potuto incorrere, si è avvalso di strutture societarie costituite da soggetti a lui vicini per continuare ad operare nel commercio di ortofrutta.

Plurime sono le risultanze investigative raccolte dai Finanzieri di Gela che hanno dimostrato come l’attività d’impresa delle società interessate dal provvedimento odierno sia da ricondurre esclusivamente a D.C., emerso chiaramente quale figura di riferimento per clienti e fornitori, nonché delegato ad operare sui rapporti bancari di una delle società di cui risulta essere solamente un dipendente.

La ricostruzione delle vicende societarie è partita dalla costituzione (nel 2010) di una prima azienda, intestata ad un familiare di D.C. e ora in fallimento, già interessata da un provvedimento di sequestro, ad opera della D.I.A. di Caltanissetta, emesso della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale nisseno nell’anno 2015.

Successivamente, al fine di proseguire la propria attività imprenditoriale, D.C. ha costituito due nuove compagini societarie, aventi la medesima sede ed operanti nello stesso settore commerciale dell’azienda fallita, attribuendone la titolarità a soggetti rivelativisi essere chiaramente delle “teste di legno”.

Infatti, tanto M.G.F. (già dipendente della società ora in fallimento) che D.S. (altro familiare di D.C.) non disponevano di capacità reddituali significative e non erano quindi nelle condizioni economico-finanziarie tali da poter apportare capitali nelle nuove società, tanto per la loro costituzione quanto per il successivo sviluppo imprenditoriale.

Le indagini delle Fiamme Gialle gelesi hanno dimostrato che entrambi detti soggetti non hanno mai rivestito, all’interno delle società, alcuna funzione gestionale e rappresentativa, avendo operato meramente quali prestanome del principale indagato, oggi sottoposto agli arresti domiciliari. La continuità gestionale delle società interessate dal provvedimento odierno è peraltro testimoniata, come detto in precedenza, dal mantenimento pressoché inalterato della platea di clienti e fornitori, che riconoscevano D.C. quale unico interlocutore.

Quest’ultimo non ha solo gestito operativamente e con continuità tutte le società oggetto d’indagine, ma ne ha anche utilizzato, a proprio piacimento, i beni loro formalmente intestati. Significativa, al riguardo, la circostanza che ha visto D.C. acquistare un’autovettura di lusso (una Porsche Macan S), subito ceduta ad una delle società oggetto d’indagine, peraltro ad un prezzo di molto inferiore rispetto al costo d’acquisto, così da non apparirne più formalmente proprietario ma continuando ad averne la piena disponibilità, come testimoniato dal fatto che è stato più volte individuato a bordo di detta autovettura, anche in compagnia di pregiudicati gelesi.

L’operazione sviluppata dalla Guardia di Finanza e diretta dell’Autorità Giudiziaria gelese, s’inquadra nelle rinnovate linee strategiche dell’azione del Corpo, volte a rafforzare l’azione di contrasto ai fenomeni illeciti più gravi e insidiosi, integrando le funzioni di polizia economico-finanziaria con le indagini di polizia giudiziaria e garantendo il perseguimento degli obiettivi di aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, al fine di assicurare l’effettivo recupero delle somme frutto, oggetto o provento delle condotte illecite.

Adduso Sebastiano

Ascione Mario, esponente del Clan Ascione-Papale, a r r e s t a t o

Esecuzione d’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il 33enne Ascione Mario, figlio del defunto Raffaele, detto “Rafael ò Luong”.

Ascione Mario, esponente del Clan Ascione-Papale, a r r e s t a t o

Nella serata del 3 febbraio 2021 i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Torre del Greco, con il supporto dell’Arma territoriale di Latina, hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, il trentatreenne Ascione Mario, figlio del defunto Ascione Raffaele, detto “Rafael ò Luong”, fondatore dell’omonimo clan, e di ADAMO Immacolata detta “Assunta” (già condannata in via definitiva per 416 bis).

Ascione Mario sin da giovanissimo raccoglie le redini del clan Ascione di Ercolano (NA) insieme al cognato, Giorgio Di Bartolomeo, e si allea con il clan “papale” partecipando alla quarta guerra di camorra contro il clan “birra-iacomino” che ha insanguinato il territorio Ercolanese nel 2007/2008. In quel biennio, la città degli scavi è stata teatro di numerosi agguati di camorra, con dodici vittime e numerosi feriti.

La parabola giudiziaria di ASCIONE Mario inizia il 24 aprile 2008, con l’arresto per associazione di stampo mafioso e la successiva condanna in via definitiva. Durante la sua detenzione è stato anche colpito da numerose ulteriori misure cautelari, tra le quali quella per il reato di estorsione aggravata.

Il 30 aprile 2020, dopo la scarcerazione dal penitenziario di Milano Opera, dove era detenuto in regime di carcere duro 41 bis O.P., è stato condannato in primo grado dal Tribunale Collegiale di Napoli a 18 anni di reclusione per il reato di tentato omicidio aggravato, commesso il 23 aprile 2008 ai danni di un affiliato del clan rivale “Birra”, reato per il quale era imputato in stato di libertà. A seguito della condanna in primo grado, la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha richiesto una misura cautelare, definitivamente accolta dalla Suprema Corte di Cassazione nella serata di ieri.

Di recente, Ascione Mario è stato anche condannato in primo grado alla pena dell’ergastolo per l’omicidio commesso l’11 febbraio 2008 ai danni di Scarrone Giorgio, fratello di Scarrone Agostino, killer del clan rivale “Birra – Iacomino” oggi collaboratore di giustizia, reato per il quale a breve inizierà il processo dinanzi alla Corte di Assise di Appello di Napoli.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Duro colpo a una delle più agguerrite compagini della mafia nigeriana (VIDEO)

La Polizia di Stato di Palermo ha inflitto un duro colpo con 11 arresti per associazione mafiosa, lesioni, sfruttamento della prostituzione e spaccio.

Con l’operazione “Showdown”, questa mattina la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione di tipo mafioso, lesioni gravi, sfruttamento della prostituzione e spaccio di stupefacenti, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Palermo, su richiesta del gruppo di Magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo coordinati dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, nei confronti di 11 soggetti. Per tre di loro sono ancora in corso le ricerche.

Negli anni passati, a seguito delle operazioni “Black Axe” e “No Fly Zone”, gli investigatori della Squadra Mobile della Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione”, coordinati dal Procuratore Aggiunto Salvatore DE LUCA, avevano scoperto l’esistenza di altro secret cult denominato “Viking”, avente una cellula operativa anche a Palermo.

Di questo cult era membro Don Emeka, già destinatario del provvedimento di fermo d’indiziato di delitto del 9 luglio 2019 ed in passato vittima di tentato omicidio da parte di uno dei vertici del cultBlack Axe”, Johnbull Austine, tratto in arresto e condannato per tale delitto.

La successiva operazione denominata “Disconnection Zone del luglio 2019 aveva portato al fermo d’indiziato di delitto di 13 suoi componenti di vertice, così da scardinare la struttura dei Vikings o “Supreme Vikings Confraternity”, ai cui membri era stato contestato il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.

I Vikings costituiscono un sodalizio criminale nato in Nigeria, poi diffusosi in diversi stati europei ed extraeuropei. È caratterizzato dall’avere una struttura gerarchicamente organizzata e ramificata su tutto il territorio nazionale, con una forte capacità intimidatoria.

L’associazione criminale è prevalentemente dedita alla commissione di delitti contro la persona, soprattutto in occasione di scontri con i cult rivali per il controllo del territorio e la supremazia all’interno della comunità nigeriana, delitti in materia di stupefacenti e contro il patrimonio.

Scopo delle attività delittuose della compagine criminale è rendere più forte l’associazione, sia nei confronti degli associati che nei confronti della comunità nigeriana e degli altri gruppi criminali nigeriani.

Con le misure restrittive odierne, la Squadra Mobile di Palermo ha inflitto un altro  duro colpo ai Vikings del capoluogo siciliano, giungendo alla cattura  del loro capo, CHUKWUMA Parkinson, reo di compiti di direzione, promozione ed affiliazione al gruppo, con l’aggravante dell’essere un’associazione armata.

Al fianco dei membri dei Vikings palermitani si ponevano altri due destinatari di misura cautelare, OGUIKE OBINNA George, detto “Okwele”, reo di aver posto in essere condotte violente, e DURU Frankline, detto “ Skorò”, che svolgeva anche attività logistica, in specie mettendo a disposizione il proprio locale di ristorazione, sito nel cuore del quartiere rionale di “Ballarò”, per lo svolgimento di riunioni riservate ai soli appartenenti al sodalizio.

Ed è proprio all’interno di questo locale che si è consumata l’aggressione fisica da parte dei consoci DON Emeka, CHUKWU Evans Ifeanyi e CHINEDU Frank ai danni di un connazionale, colpevole di non essersi voluto affiliare al cult; l’aggressione perpetrata, anche tramite l’utilizzo di bottiglie di vetro, era stata talmente violenta da causargli l’avulsione degli incisivi superiori oltre che diverse ferite al volto.

Nel proseguo degli approfondimenti investigativi, arricchiti dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e da attività sul territorio, gli investigatori sono riusciti a dimostrare, oltre l’esistenza a Palermo dell’associazione mafiosa “Viking”, anche la presenza di numerose case di prostituzione nel centro storico di Palermo, cc.dd. “connection house” e di stranieri dediti allo spaccio “al dettaglio” sulla piazza del Capoluogo di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” ed “eroina”, tutti delitti per cui è stata eseguita l’odierna misura cautelare.

Questi ultimi arresti si pongono in continuità operativa con quelli effettuati con l’operazione “Sister White” del dicembre scorso, che aveva portato al fermo d’indiziato di delitto di n. 13 soggetti nigeriani ed italiani appartenenti ad un sodalizio criminoso, punto di rifornimento di una ramificata rete di spaccio locale e extra-provinciale.

Ci siamo occupati in precedenza della mafia nigeriana con gli articoli “28 Gennaio 2019 19 indagati al Cara di Mineo per presunta appartenenza alla mafia nigeriana”, “30 Marzo 2019 Mafia nigeriana, arrestati 10 latitanti che erano al Cara di Mineo (CT)”, “23 Aprile 2019 Smaltellata dai Carabinieri banda di gambiani e nigeriani ad Agrigento“, “13 Maggio 2020 Rituali magici. Arrestati per associazione, truffa, violenza ed estorsione“, “11 Novembre 2020 Arrestato un nigeriano con 1 chilo e 426 grammi tra eroina e cocaina”, “17 Novembre 2020 Arrestato corriere nigeriano con 66 ovuli di eroina” e “20 Dicembre 2020 Trafficanti nigeriani di droga con il reddito di cittadinanzaLa Polizia di Stato di Palermo con l’Operazione “Sister White” ha smantellato una rete di corrieri della droga, stranieri ed italiani ed eseguito un provvedimento di fermo della Dda nei confronti di 13 persone accusate di gestire il traffico di droga nel capoluogo siciliano. I due capi dell’organizzazione beneficiavano del Reddito di Cittadinanza poiché ufficialmente nullatenenti mentre nel frattempo facevano affari d’oro con la cocaina ed eroina”.

Adduso Sebastiano

Controlli di Polizia nel territorio di Vicaria-Mercato e Decumani

Controlli di Polizia nel territorio di Vicaria- Mercato

Martedì mattina gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato in via Carriera Grande una persona che stava svolgendo l’attività di parcheggiatore abusivo e che, alla loro vista, ha tentato di nascondersi per eludere il controllo. I poliziotti hanno bloccato C.G., 47enne napoletano con precedenti di polizia, e lo hanno denunciato poiché sorpreso nuovamente a svolgere l’illecita attività.

Ieri mattina hanno denunciato G.B. e F.G., napoletani di 40 e 54 anni con precedenti di polizia, che in piazza G. Pepe e in piazza Duca degli Abruzzi sono stati nuovamente sorpresi a svolgere l’attività di parcheggiatore abusivo; i due sono stati denunciati e, contestualmente, gli è stato notificato un ordine di allontanamento.

Inoltre, in vico Mattonelle i poliziotti hanno notato un uomo che, alla loro vista, ha tentato di eludere il controllo ma lo hanno bloccato ed identificato per G.L., georgiano 41enne, che si era allontanato dalla sua abitazione in vico Longo dove è sottoposto agli arresti domiciliari per furto aggravato; l’uomo è stato denunciato per evasione.

Infine, in serata è stato rintracciato in via Di Lorenzo G.G., 36enne napoletano con precedenti di polizia, che è stato denunciato per furto aggravato poiché lo scorso 30 gennaio si era  introdotto all’interno della reception di un albergo in via Rossaroll  ed aveva asportato 60euro.

Controlli di Polizia nel territorio ai Decumani

Martedì e mercoledì gli agenti del Commissariato Decumani, con il supporto di personale della società ANM, hanno effettuato servizi di controllo del territorio tesi al contrasto del fenomeno dei parcheggiatori abusivi e della sosta selvaggia in piazza Matteotti, via Oberdan, via Scoppettieri, via C. Colombo, via Del Grande Archivio, via Miroballo al Pendino, via Sedile di Porto, piazzetta Scacchi e piazzetta Portanova.

Nel corso dell’attività sono state elevate 243 violazioni del Codice della Strada per sosta irregolare; inoltre, i poliziotti hanno sorpreso e sanzionato cinque persone poiché sorprese ad esercitare nuovamente l’attività di parcheggiatore abusivo ed è stato loro  notificato altresì un ordine di allontanamento.

Durante i controlli negli orari pomeridiani e serali, mirati alla prevenzione e al contrasto delle violazioni delle vigenti normative anti Covid-19, nelle zone della movida  di largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, piazzetta Nilo, piazza Bellini, piazza del Gesù  e largo Banchi Nuovi, i poliziotti hanno controllato 193 persone sanzionandone 26  poiché prive della mascherina di protezione .

Infine, in via Carrozzieri gli agenti hanno sanzionato il titolare di un bar aperto oltre l’orario consentito e tre persone all’interno intente a consumare cibo e bevande; inoltre, è stata disposta la chiusura del locale per 4 giorni elevando sanzioni per un totale di 9600 euro.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Ritrovamento cittadini afgani nell’area di servizio NA “San Nicola Sud”

Polizia Stradale di Napoli Nord: ritrovamento cittadini afgani internamente all’area di servizio “San Nicola Sud” dell’autostrada A/1.

Ritrovamento cittadini afgani nell’area di servizio NA “San Nicola Sud”

Nel corso di servizi istituzionali, predisposti dalla Sezione Polizia Stradale di Napoli, alle ore 00.55 del 03.02.2021, internamente all’area di servizio “San Nicola Sud” dell’autostrada A/1, personale operante della Sottosezione Polizia Stradale di Napoli Nord, rinveniva, ben occultati all’interno di un semirimorchio con targhe di nazionalità Macedone, nr. 5 cittadini stranieri, di cui, 4 minori degli anni 18 ed un giovane dell’età di anni 21 .-

Il personale operante, nel corso dei controlli all’interno della predetta area di servizio, dove sono stati registrati numerosi furti in danno di veicoli industriali fermi per la sosta notturna, nel transitare tra i citati veicoli, notava dei movimenti del  telone di chiusura di un semirimorchio, sebbene lo stesso fosse fermo in quel momento.

Avendo avuto il sospetto che all’interno del semirimorchio vi fossero persone intente ad asportare merce e constatata la presenza di un grosso taglio sulla parte superiore del telone, il personale della Polizia Stradale apriva i portelloni del semirimorchio. All’interno si appurava che la merce trasportata consistesse in pneumatici, e nascosti tra essi si scopriva la presenza di nr. 4 giovani, che successivamente si accertava essere minori di nazionalità’ Afgana.

Fatti scendere dal semirimorchio, veniva subito fornita loro dell’acqua ed assistenza.

Questi, esprimendosi esclusivamente nella loro lingua, facevano intendere che un quinto ragazzo poco prima si era lanciato dal mezzo.

Immediatamente gli agenti operanti si ponevano alla ricerca della quinta persona, ce dava esito positivo, infatti, permetteva di ritrovare un ragazzo in evidente stato di ipotermia.

Lo stesso veniva subito soccorso e con l’ausilio di una ambulanza veniva trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Caserta per le prime cure.-

Gli altri ragazzi, invece, sono stati poi accompagnati negli Uffici della Sottosezione Polizia Stradale di Napoli Nord, dove si provvedeva a rifocillarli, anche con cibo e bevande calde. Dopo le formalità di rito, i minori venivano affidati alla struttura “Comete“ di Casoria (NA), mentre il solo maggiorenne, richiedente asilo politico, veniva accompagnato, presso un centro di accoglienza della provincia di Caserta.

Con l’ausilio di un interprete si veniva a conoscenza che tutti i clandestini erano saliti a bordo del semirimorchio in Serbia e che durante tutto il viaggio, durato 3 giorni, avevano avuto a disposizione solo una bottiglina d’acqua e una confezione di biscotti.-.

Ritrovamento cittadini afgani nell’area di servizio NA “San Nicola Sud” /  Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Operazioni della Polizia a Secondigliano e ad Afragola

In due distinte Operazioni di Polizia, a Secondigliano sanzionate 6 persone; ad Afragola effettuati due arresti di topi d’auto

Operazioni della Polizia a Secondigliano e ad Afragola

Operazioni della Polizia a Secondigliano: circolo ricreativo chiuso per 5 giorni e sanzioni  per 6 persone.

Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Secondigliano, durante il servizio di controllo del territorio, sono stati avvicinati da un uomo che ha segnalato la presenza di numerose persone all’interno di un locale in via Monte Nero.
I poliziotti, una volta sul posto, hanno notato la serranda di un circolo parzialmente abbassata ed hanno sorpreso all’interno 6 persone intente a giocare a carte, tutte prive della mascherina e inosservanti del distanziamento sociale.
Gli operatori hanno sanzionato il responsabile della struttura, un 43enne napoletano, e le 5 persone presenti per inottemperanza alle misure anti Covid-19; inoltre, è stata disposta la chiusura del locale per 5 giorni.

Operazioni della Polizia ad Afragola: liberi dal servizio arrestano due “topi d’auto”.

Ieri pomeriggio un agente del Commissariato Secondigliano e un carabiniere  della Stazione di Afragola, entrambi liberi dal servizio, nel percorrere via Dante Alighieri ad Afragola hanno notato due persone a bordo di un’auto dalla quale successivamente è sceso il passeggero che ha tentato di forzare la portiera di un  veicolo in sosta.

I due, dopo essersi qualificati, sono riusciti  a fermare il complice a bordo dell’auto mentre l’altro, dopo una breve fuga, è stato raggiunto e bloccato  dopo una colluttazione; inoltre, nel veicolo sono stati rinvenuti e sequestrati diversi attrezzi atti allo scasso.

Cosimo Di Domenico e Salvatore Amura, 53enni napoletani con precedenti di polizia, sono stati arrestati per tentato furto ed il secondo anche per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Sequestrate mascherine contraffatte e prodotti non sicuri

Sequestrate dalla Guardia di Finanza di Bagheria (PA) in un superstore di Bolognetta (PA) 279 mascherine di protezione.

I Finanzieri della Compagnia di Bagheria (PA), nell’ambito dell’intensificazione dei controlli volti a verificare il pieno rispetto delle misure adottate dal Governo per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, hanno posto sotto sequestro amministrativo 279 mascherine di protezione (non presidio medico), esposte per la vendita all’interno di un superstore gestito da cittadini di etnia cinese ubicato a Bolognetta comune della provincia di Palermo.

In particolare, le Fiamme Gialle hanno accertato che le mascherine, realizzate in TNT (Tessuto Non Tessuto) e in stoffa, erano prive dei dati identificativi del produttore e/o distributore, e in alcuni casi senza i requisiti generali di sicurezza, in violazione della normativa nazionale sulla sicurezza dei prodotti (art. 6, 7, 11 e 12 del Codice del Consumo).

Sequestrate mascherine contraffatte e prodotti non sicuri in un negozio cinese

Inoltre sulle medesime non era espressamente specificato che non erano Dispositivi di Protezione Individuale ovvero Dispositivi Medici, ciò in evidente contrasto rispetto a quanto indicato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Nel prosieguo dei controlli i finanzieri hanno, inoltre, rinvenuto e sequestrato ulteriori 52 mascherine facciali in tessuto, recanti marchi e segni distintivi contraffatti.

La titolare dell’esercizio commerciale ed il responsabile del punto vendita venivano deferiti all’A.G. in concorso tra loro per i reati di contraffazione e ricettazione. Tra i marchi riportati sulle mascherine vi erano quelli di note case di moda quali Chanel, Gucci, Nike, Adidas ed anche società calcistiche quali Palermo Calcio, Juventus ed Inter.

Adduso Sebastiano

Centro Direzionale Napoli: a r r e s t a t o parcheggiatore abusivo

Parcheggiatore abusivo  a r r e s t a t o, al Centro Direzionale Napoli, dai Falchi della Squadra Mobile e agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia.

Centro Direzionale Napoli: a r r e s t a t o parcheggiatore abusivo

Ieri sera i Falchi della Squadra Mobile e gli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti in viale Pietro Calamandrei per la segnalazione di una persona minacciata da un parcheggiatore abusivo.

Giunti sul posto, i poliziotti hanno udito le grida di aiuto di un anziano che ha indicato loro un uomo che, alla vista degli agenti, si è tolto una pettorina gialla nascondendola in un tombino ed ha tentato di darsi alla fuga; l’uomo è stato bloccato ed è stato accertato che, poco prima, stava svolgendo l’attività di parcheggiatore abusivo e, al rifiuto della vittima di corrispondergli  una somma di denaro per la sosta, l’aveva minacciata prendendo a calci l’auto.

Er Rady Said, 35enne marocchino con precedenti di polizia e irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato per tentata estorsione aggravata e sanzionato perché trovato a svolgere l’attività di parcheggiatore abusivo.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

“Truck & Bus”: Campagna Roadpol dall’8 al 14 febbraio 2021

Programmata dal 8 al 14 febbraio 2021 l’effettuazione della campagna europea congiunta denominata “TRUCK & BUS” (mezzi pesanti e bus).

“Truck & Bus”: Campagna Roadpol dall’8 al 14 febbraio 2021

Il Network Europeo delle Polizie Stradali “ROADPOL” ha programmato nel periodo dal 8 al 14 febbraio 2021 l’effettuazione della campagna europea congiunta denominata “TRUCK & BUS” (mezzi pesanti e bus).

ROADPOL è una rete di cooperazione tra le Polizie Stradali, nata sotto l’egida dell’Unione Europea, alla quale aderiscono tutti i Paesi Membri, tranne la Grecia e la Slovacchia, oltre alla Svizzera, la Serbia, la Turchia e in qualità di osservatore la Polizia di Dubai (Emirati Arabi Uniti).

L’Italia è rappresentata dal Servizio Polizia Stradale del Ministero dell’Interno.

L’Organizzazione sviluppa una cooperazione operativa tra le Polizie Stradali europee, con l’obiettivo di ridurre il numero di vittime della strada e degli incidenti stradali, in adesione al Piano d’Azione Europeo 2021-2030. Tale attività si sviluppa attraverso operazioni internazionali congiunte di contrasto delle violazioni e campagne “tematiche” in tutto il Continente, all’interno di specifiche aree strategiche.

L’obiettivo ultimo è quello di elevare gli standard di sicurezza stradale, armonizzando l’attività di prevenzione, informazione e controllo, anche attraverso campagne di comunicazione e operazioni congiunte i cui risultati vengono poi monitorati dal Gruppo Operativo ROADPOL.

Lo scopo della campagna “TRUCK & BUS” è di operare un’intensificazione  dei controlli, effettuati dalla Polizia Stradale di tutta Europa, dei mezzi pesanti adibiti al trasporto di merci, degli autobus e dei veicoli destinati al trasporto di merci pericolose, sia d’immatricolazione nazionale sia straniera. Durante le giornate di controlli, gli agenti della Polstrada procederanno alla verifica dello stato psicofisico dei conducenti, il rispetto dei limiti di velocità, il rispetto della normativa ADR sul trasporto delle merci pericolose e tutte le altre prescrizioni sull’autotrasporto previste dalla normativa nazionale e comunitaria.

Quest’azione combinata a livello europeo ha la finalità di sviluppare la coscienza e la consapevolezza da parte di tutti i conducenti e utenti della strada che nello stesso momento tutte le forze di Polizia Stradale dell’Unione Europea stanno operando con le medesime modalità, strumenti omogenei e un obiettivo comune.

A tal fine il Compartimento Polizia Stradale per la Campania e la Basilicata ha predisposto sull’intero territorio di propria competenza, in particolar modo sulle arterie autostradali e di grande comunicazione nazionale e per tutto il periodo in questione e sulle ventiquattrore, l’effettuazione di mirati controlli ai mezzi pesanti adibiti al trasporto di merci e agli autobus.

 Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Romena accoltella la vicina uccidendola poiché infastidita dai rumori

Una 42 enne di Catania è morta accoltellata da una romena, vicina di condominio 47enne, poiché infastidita dai rumori che provenivano dalla casa.

Romena accoltella la vicina uccidendola poiché infastidita dai bambini. Arrestata

Una 42enne è morta in ospedale a Catania per le coltellate subite durante una lite tra vicini di casa per rumori. La donna che ha sferrato il fendente mortale, una 47enne romena, è stata arrestata e condotta in carcere.

L’aggressione è avvenuta all’interno di un condominio del viale Rapisardi. La Polizia di Stato è intervenuta a seguito di alcune chiamate al numero unico 112 che riferivano di una lite molto animata tra vicini di casa, all’ultimo piano di un edificio del Viale dal quale si udivano chiaramente invocazioni di aiuto.

Entrati nell’edificio e giunti al piano gli Agenti si sono trovati innanzi una scena raccapricciante, all’interno dell’appartamento indicato, una donna giaceva in terra, in uno stato di semi incoscienza e lo sguardo fisso nel vuoto al fianco una vistosa e profonda ferita dalla quale perdeva molto sangue.

Uno dei poliziotti si è prodigato a tamponare con un canovaccio la ferita, cercando di interagire con la vittima per mantenerla vigile in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118 che ha trasportato in ospedale la vittima, dove però è morta.

La Polizia ha ricostruito l’accaduto dopo aver sentito il fratello della vittima, che abita nel palazzo. L’uomo ha raccontato che la sorella era arrivata in casa sua per trascorrere la serata insieme con alcuni amici.

Intorno alle 23.00, hanno udito come dei pugni battuti sul muro provenire dalla casa della vicina, la rumena C.G.G., con la quale c’erano stati pregressi battibecchi. A quel punto, lui e la sorella si sono presentati alla porta della vicina, bussando alla porta per chiedere di interrompere gli schiamazzi. Per tutta risposta, la vicina li ha aggrediti fisicamente e ha sferrato un fendente al basso ventre della vittima, utilizzando un’arma da taglio che aveva impugnato.

Il fratello della donna ferita ha anche fornito agli Agenti particolari sull’abbigliamento della donna romena e sul coltello utilizzato. E in effetti, i poliziotti, coadiuvati dal personale della Polizia Scientifica frattanto giunto sul posto, hanno rinvenuto e sequestrato l’abbigliamento descritto, indossato al momento dell’aggressione e del quale la donna si era già spogliata, e il coltello che “spiccava” nel lavabo della cucina, accuratamente lavato, accanto alle restanti stoviglie che invece erano accatastate ancora sporche.

Adduso Sebastiano

Di Noia e Minelli suonano la carica. Il portiere: “Voglio la B per la porta principale”

Settimana di turno infrasettimanale che vede concludersi con il posticipo di oggi della prossima avversaria del Perugia, il Mantova. Il Sudtirol ha staccato la vetta. Ma il Perugia, nonostante la gara in meno da recuperare probabilmente a marzo, è lì insieme al Modena. In attesa alle 17.30 del Padova contro il Mantova. L’altro posticipo sta vedendo in campo la compagine dai pareggi consecutivi, compreso quello con il Grifo: il Fano, contro gli emiliani del Carpi (la cui nuova panchina gli ha regalato la vittoria casalinga contro lo stesso Mantova); che questo pomeriggio risponde gol su gol.

La settimana può così esser intervallata dalla doppia presentazione dei due ultimi innesti in casa Biancorossa sul mercato di gennaio, la mezzala Giovanni Di Noia; nonché il portiere Stefano Minelli dalla Spal.

Giovanni Di Noia: “La voglia è di portare il Perugia dove merita. Il gruppo è compatto con in testa un obiettivo da raggiungere. Il mister ci chiede propositività, ed a me piace. L’ho visto anche domenica scorsa contro l’Arezzo. Mi adatto a diversi ruoli, riesco a ricoprire anche l’esterno mancino così come il terzino. Le mie caratteristiche sono anche di inserimento, e spero di poter realizzare anche qualche gol utile. L’intento è quello di arrivare a breve al top della forma. Ai tempi dell’Inter, mi piaceva lo spirito di Cambiasso, oltre i suoi tempi di inserimento. Il Vidal della Juve un altro ‘modello’ cui ispirarsi”.

Stefano Minelli: “Mi ha colpito il gioco che chiede il mister: a me che sono portiere, vuol far sempre stare nel vivo insieme ai compagni. Trovo che sia bello potersi sentire parte integrante del progetto di gioco della squadra. – Ed a proposito anche delle gare svoltesi in queste ultime ore – le pretendenti al titolo sono tantissime: da Sudtirol a Padova non bisogna sottovalutare nessuno. In serie B, invece, alla Spal ero chiuso, davanti avevo Berisha. Non ho mai fatto il secondo e non sono abituato. Sono venuto qui per venirmela a giocare. In passato mi sono ispirato a Julio Cesar. Il mio scopo quando sono sceso in C, è stato quello di guadagnar conferma con la squadra per la quale sono andato a giocare, e quindi ora voglio arrivare con il Perugia in B per la porta principale. Per me non è certo un trampolino di lancio”.

Si chiude così con il dichiarato intento di Stefano Minelli: Fulignati, tra l’altro in odor di rinnovo, avvisato.

Credit Photo: Perugia Calcio

 

Carmine D’Argenio

Torre Annunziata, aggiornamento emergenza Covid: attualmente positivi superano quota 700

Torre Annunziata, aggiornamento emergenza Covid: attualmente positivi superano quota 700, 44 i nuovi casi nelle ultime 24 ore. 29 guarigioni

Sono 44 i nuovi casi di contagio da Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore a Torre Annunziata. Al contempo si registrano anche 29 guarigioni.
Sale a 719 il numero di cittadini attualmente positivi: 708 posti in isolamento domiciliare e 11 ricoverati.
Sale a 2.432 il numero delle persone che hanno contratto il Coronavirus a Torre Annunziata dall’inizio dell’emergenza sanitaria, di cui 1.677 guarite e 36 decedute.

COVID-19, IL BOLLETTINO ORDINARIO DELL’UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE CAMPANIA
Questo il bollettino di oggi:
Positivi del giorno: 1.539 (di cui 184 casi identificati da test antigenici rapidi)
di cui
Asintomatici: 1.274
Sintomatici: 81
* Sintomatici e Asintomatici si riferiscono ai soli positivi al tampone molecolare
Tamponi del giorno: 19.429 (di cui 4.442 antigenici)
Totale positivi: 225.637 (di cui 1.627 antigenici)
Totale tamponi: 2.471.140 (di cui 31.888 antigenici)
Deceduti: 17 (*)
Totale deceduti: 3.820
Guariti: 1.264
Totale guariti: 159.700
* 6 deceduti nelle ultime 48 ore e 11 deceduti in precedenza ma registrati ieri.

Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 100
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**)
Posti letto di degenza occupati: 1.475
** Posti letto Covid e Offerta privata.

Riproduzione Riservata – Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile comunque richiedere autorizzazione scritta alla nostra redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link al nostro articolo.

Due passeur arrestati dai CC di Trieste della Compagnia di via Hermet

Due passeur,  un 29enne moldavo ed un 25enne afghano residenti a Trieste, arrestati per ingresso di migranti nel territorio nazionale.

Due passeur arrestati dai CC di Trieste della Compagnia di via Hermet

Nel quadro dei servizi di contrasto al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di via Hermet hanno arrestato in flagranza di reato due passeur,  un 29enne cittadino moldavo ed un 25enne afghano, entrambi residenti a Trieste, per avere favorito l’ingresso di migranti nel territorio nazionale.

Nel corso dei servizi di controllo della fascia confinaria, una pattuglia in abiti civili della Sezione Operativa di via Hermet ha notato una Skoda Octavia con targa francese in ingresso in Italia, proveniente da un valico secondario nei pressi di Rabuiese.

Nel veicolo appariva stipato un numero eccessivo di persone e veniva quindi seguito sino in centro città, all’interno di un cortile condominiale.

Sul posto i passeggeri, chiaramente migranti appena giunti nel nostro Paese, sono stati accolti da un soggetto che evidentemente si sarebbe dovuto occupare della loro sistemazione.

A quel punto i militari sono intervenuti fermando i migranti clandestini, cinque maggiorenni di nazionalità irachena ed egiziana che, dopo le visite mediche previste dal protocollo di accoglienza, sono stati identificati e avviati presso una struttura di accoglienza.

Il conducente del veicolo e il basista sono stati arrestati e condotti al Coroneo, a disposizione della Procura della Repubblica di Trieste. Dovranno rispondere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Due passeur arrestati dai CC di Trieste della Compagnia di via Hermet /  Cristina Adriana Botis

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

 

Fermato Rumeno gravato da mandato di  a r r e s t o  europeo

CITTÀ SANT’ANGELO:  B.L.F., 43enne cittadino rumeno gravato da mandato di arresto europeo, è stato fermato dal Nucleo Investigativo dei CC

Fermato Rumeno gravato da mandato di  a r r e s t o  europeo 

Nella mattinata di ieri, a Città Sant’Angelo, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, a conclusione di intensa attività di indagine sviluppata avvalendosi del canale di cooperazione internazionale di polizia, hanno rintracciato e tratto in arresto B.L.F. 43enne cittadino rumeno, colpito da un Mandato di Arresto Europeo spiccato dall’Autorità Giudiziaria romena, dovendo scontare la pena detentiva di 5 anni di reclusione, poiché ritenuto responsabile dei reati di associazione a delinquere e sequestro di persona in relazione a fatti commessi nel paese di origine agli inizi degli anni 2000.

L’uomo, utilizzando false generalità, aveva tentato di rifarsi una vita trasferendosi già alcuni anni addietro in provincia insieme alla sua famiglia; qui gestiva una avviata carrozzeria meccanica.

Ieri davanti ai militari ha posto in essere un estremo tentativo di eludere il controllo esibendo una patente di guida romena recante false generalità. Durante la successiva perquisizione è stato poi rinvenuto un ulteriore documento romeno, una carta d’identità, anch’essa contraffatta e recante generalità ancora diverse rispetto alle precedenti. La certezza definitiva sulla reale identità dell’uomo si è infine avuta tramite l’effettuazione dei rilievi foto-dattiloscopici che hanno rivelato la corrispondenza con l’inserimento in banca dati delle autorità romene.

L’arrestato, che è stato deferito anche per il possesso e l’utilizzazione di documenti identificativi contraffatti nonché per aver dichiarato false generalità in occasione del controllo, è stato al termine delle formalità posto a disposizione della Corte d’Appello di L’Aquila per l’avvio delle procedure finalizzate all’estradizione.

Fermato Rumeno gravato da mandato di a r r e s t o europeo / Cristina Adriana Botis

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

A r r e s t a t o  A.F.,  40enne di San Giuseppe Vesuviano: domiciliari

San Giuseppe Vesuviano,  a r r e s t a t o  A.F., di anni 40, in quanto gravemente indiziato di una pluralità di reati di furto aggravato.

A r r e s t a t o  A.F.,  40enne di San Giuseppe Vesuviano: domiciliari

In data odierna gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Torre del Greco, in San Giuseppe Vesuviano, in esecuzione di un’ordinanza cautelare applicativa della misura degli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica, hanno proceduto all’arresto di A.F. di anni 40 di San Giuseppe Vesuviano, in quanto gravemente indiziato di una pluralità di reati di furto aggravato.

Le indagini della squadra investigativa del Commissariato Pubblica Sicurezza di Torre del Greco, coordinate da questa Procura della Repubblica, avviate a seguito delle denunce presentate da alcune vittime, hanno consentito di accertare che Podiemo arrestato, nel periodo settembre-ottobre 2020, dopo aver forzato i distributori automatici di bevande e gli apparecchi automatici utilizzati per gonfiare gli pneumatici ubicati presso diversi distributori di carburante, si era impossessato del denaro ivi contenuto.

La visione delle immagini dei sistemi di video-sorveglianza e la successiva perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’attuale indagato hanno consentito di identificare quest’ultimo come l’autore dei furti per cui si procede.

A r r e s t a t o  A.F.,  40enne di San Giuseppe Vesuviano: domiciliari / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Juve Stabia | Langella: “Il nostro è un progetto triennale per il ritorno in B”

Andrea Langella, presidente della Juve Stabia, è intervenuto ai microfoni di Rai Sport nell’intervallo del match col Catania di ieri sera

Juve Stabia | Langella: “Il nostro è un progetto triennale per il ritorno in B”

 

Andrea Langella, presidente della Juve Stabia, è intervenuto ai microfoni di Rai Sport nell’intervallo del match col Catania di ieri sera terminato sul punteggio di 1-1 per effetto delle reti siglate da Scaccabarozzi per le Vespe e da Maldonado con deviazione decisiva di Borrelli in barriera per il Catania.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“A Castellammare abbiamo una differenza: quando siamo a porte chiuse abbiamo i balconi aperti. Quella del pubblico sui balconi è una goliardata che ci accompagna in questo calcio ai tempi del Covid. La Juve Stabia ha avuto un approccio bellissimo nel primo tempo col Catania con un bel possesso palla. Poi la differenza l’ha fatta Marotta, questo grande acquisto del nostro calciomercato di riparazione. Già prima del gol di Scaccabarozzi la Juve Stabia poteva andare in gol proprio con Marotta.

In questo mese abbiamo avuto il mercato che io definisco delle vacche magre. Solo prestiti grazie ai rapporti con le altre società senza acquisti nè cessioni. In questa crisi che ha attanagliato il mondo del calcio a causa del Covid, sono arrivato nel mondo del calcio per la prima volta, partecipando anche per la prima volta al Consiglio federale della Figc. Spero di dare un grande contributo fattivo. E’ subito da fare una riforma del calcio perchè per la Lega Pro è un disastro annunciato. Ci sono tante uscite ed entrate zero senza pubblico. C’è una grande differenza tra la Serie A e la Serie B rispetto alla Serie C. Noi siamo all’asciutto senza botteghino. Stiamo cercando di portare avanti questo spettacolo anche senza introiti in un contesto che non fa gridare all’ottimismo. 

Il nostro è un progetto molto semplice. Siamo retrocessi e stiamo portando avanti un grande rinnovamento cercando di portare avanti un progetto triennale per il ritorno in Serie B”. 

 

a cura di Natale Giusti 

La Gdf di Milano ha sequestrato, per bancarotta, 3 immobili di pregio

Le attività svolte dai militari del Nucleo de la GdF di Milano hanno riguardato la bancarotta fraudolenta di una società di persone milanese.

La Gdf di Milano ha sequestrato, per bancarotta, 3 immobili di pregio

I Finanzieri del Comando Provinciale di Milano hanno sequestrato tre immobili di pregio, situati nel centro cittadino del valore complessivo di circa 12 milioni di euro e un credito bancario del valore di oltre 3 milioni di euro, in esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura della Repubblica di Milano – Sost. Proc. Dott.ssa Donata Patricia COSTA e successivamente convalidato dal G.I.P. presso il Tribunale di Milano.

Le attività svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano hanno riguardato la bancarotta fraudolenta di una società di persone milanese, operante nel settore immobiliare, che è stata dichiarata fallita, unitamente alla sua socia accomandataria, nel mese di gennaio 2019 e che, a partire dal 2010, aveva accumulato, complessivamente, un ingente passivo fallimentare, anche nei confronti dell’Erario.

Dalle investigazioni è emerso che, poco prima del fallimento, la socia accomandataria dell’impresa fallita aveva prelevato dai conti correnti societari oltre 1,2 milioni di euro; inoltre, era ricorsa alla formale intestazione di diversi immobili di pregio ubicati a Milano, nella zona del c.d. “Quadrilatero della Moda”, in favore di una società anonima di diritto lussemburghese, poi risultata alla medesima riconducibile, per il tramite di un trust.

Infine, per sottrarre parte del patrimonio all’attivo fallimentare, in prossimità del fallimento l’indagata ha riconosciuto l’esistenza di un credito privilegiato di rilevante importo nei confronti di una banca elvetica, con ipoteca volontaria sui predetti immobili, recentemente azionato davanti al Tribunale di Milano, dove erano stati conseguentemente messi all’asta, al termine di un’operazione che rischiava di causare la loro definitiva fuoriuscita dal patrimonio dell’indagata e che ha, pertanto, richiesto l’intervento dell’Autorità Giudiziaria.

Tali condotte hanno avuto come finalità l’occultamento di parte del patrimonio della fallita, che ha determinato una ingiustificata e rilevante diminuzione del suo patrimonio, in danno dei creditori della società e personali della sua socia accomandataria.

La Gdf di Milano ha sequestrato, per bancarotta, 3 immobili di pregio / Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Napoli, avvocato di origine nigeriana discriminato dal giudice mentre difendeva un cliente

Napoli, avvocato di origine nigeriana discriminato dal giudice mentre difendeva un cliente: Europa Verde chiede sanzioni e scuse pubbliche

“Credo si tratti di idiozia più che razzismo”. Così Hillary Sedu, avvocato del foro di Napoli, ha commentato l’incredibile discriminazione subita questa mattina durante una discussione in aula.

L’avvocato 34enne, di origine nigeriana, si è sentito chiedere da un giudice onorario se fosse laureato, evidentemente sorpresa di vedere una persona di colore rappresentare la difesa in aula.

Sedu ha raccontato la vicenda sui social: “Giunto il mio turno per la discussione di una causa il neo magistrato onorario mi chiede di esibire il tesserino di avvocato, lo faccio. Stupita o stupida, mi chiede se sono avvocato, poi ancora, mi chiede se sono laureato. Vi giuro che non è una barzelletta”.

Il 34enne ha ammesso di essere rimasto così turbato da temere di poterla istintivamente insultarla: “Ma ho voluto mettere avanti il bene della causa da trattare, perché ne vale della vita della mia assistita e della sua bambina.” 

“Voglio esprimere la piena solidarietà all’avv. Sedu che conosco da anni, persona seria e competente.” ha commentato il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli.
“Sono d’accordo con lui quando dice che si tratta di idiozia e che il giudice onorario in questione andrebbe sanzionato. Che gli venga chiesto scusa pubblicamente.”

Milano Malpensa: sequestro valuta in pacchi di pasta

Rinvenuti, durante i controlli dei passeggeri a Milano Malpensa, € 70.240 nascosti nei bagagli da stiva di una passeggera in partenza per Istanbul

Milano Malpensa: sequestro valuta in pacchi di pasta

Malpensa, 4 febbraio 2021 – I funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza in servizio presso l’aeroporto di Malpensa hanno rinvenuto nei bagagli da stiva di una passeggera in partenza per Istanbul, con destinazione finale Lagos (Nigeria), somme complessive pari € 70.240 occultate in pacchi di pasta.

Durante i normali controlli ai passeggeri, è stata individuata una donna di nazionalità nigeriana residente nel torinese, diretta a Istanbul. Al momento del controllo la passeggera, alla domanda di rito se trasportasse al seguito denaro, titoli o valori mobiliari, ha dichiarato di avere con sé una cifra inferiore a quella consentita dalla vigente normativa (10.000 €).

Non convinti della veridicità dell’affermazione, il controllo veniva esteso sui bagagli da stiva già imbarcati, all’interno dei quali venivano rinvenuti oltre 60.000 € nascosti in svariati pacchi di pasta, abilmente chiusi ed atti a dissimulare una apparente e normale confezione.

La passeggera, non sapendo come giustificare tali somme, ha dichiarato che erano soldi di alcuni suoi amici, non fornendo nessun ulteriore dettaglio. Al termine delle operazioni si è proceduto nei suoi confronti con il sequestro amministrativo del 50% dell’eccedenza della valuta trasportata e non dichiarata pari  complessivamente a 30.120 euro, come previsto dal D.lgs 195/08.

Milano Malpensa: sequestro valuta in pacchi di pasta / Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Evade dai domiciliari e tenta di fuggire anche dalla caserma

Evade dai domiciliari e tenta di fuggire anche dalla caserma: arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro.

Evade dai domiciliari e tenta di fuggire anche dalla caserma

CORIGLIANO CALABRO (CS) – I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro e della Compagnia d’Intervento Operativo del 14° battaglione di Vibo Valentia durante i controlli straordinari notturni a Corigliano Calabro hanno arrestato un 19enne del posto per le ipotesi di reato di evasione e resistenza a pubblico ufficiale.
I fatti raccontano che nella notte di ieri i militari fermassero il ragazzo presso un distributore automatico di sigarette, sito nella frazione marinara di Schiavonea. Ma lo stesso, oltre a violare le misure restrittive di divieto di circolazione dalle ore 22 alle ore 5, stava trasgredendo palesemente l’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal GIP di Castrovillari, a cui è sottoposto dal dicembre scorso, dopo che i Carabinieri ausonici avevano ricostruito dettagliatamente le sue responsabilità per una rapina aggravata dall’uso di una pistola, perpetrata a novembre presso un tabaccaio del posto e che aveva destato molta allarme fra i residenti.
Portato in caserma, durante le attività di rito, lo stesso tentava nuovamente la fuga, questa volta per scappare dalla caserma, spintonando i militari, ma veniva prontamente bloccato.
Sulla base di quanto accertato e d’intesa con la Procura della Repubblica di Castrovillari, il 19enne veniva arrestato per resistenza a pubblico ufficiale ed evasione dal regime degli arresti domiciliari.
I Carabinieri traducevano il ragazzo presso la Casa Circondariale di Castrovillari, in attesa di essere giudicato con rito direttissimo. Nei suoi confronti, inoltre, veniva anche comminata la sanzione pecuniaria prevista dal DPCM in vigore per la violazione del lockdown notturno. Arrestata

Evade dai domiciliari e tenta di fuggire anche dalla caserma / Cristina Adriana Botis

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.