PAGELLE SEMIFINALE ANDATA COPPA ITALIA – Finisce 0-0 il derby di Coppa Italia tra Inter e Milan. Il migliore dei nerazzurri è Bastoni. Per i rossoneri spiccano Tomori e Kalulu.
Pagelle semifinale andata coppa Italia, Milan-Inter
Pagelle semifinale andata coppa Italia. È solo pareggio nella semifinale andata coppa Italia tra Milan e Inter. Le due squadre si annullano. Quindi, il ritorno sarà decisivo per capire quale sarà la prima finalista dell’edizione 2021/22 di Coppa Italia. Diamo i voti alle due squadre: ecco le pagelle semifinale andata Coppa Italia.
Milan
Maignan 6: nessun intervento particolare per il portiere rossonero, che nel finale rischia l’infortunio per un intervento killer di Lautaro.
Florenzi 6,5: sfida affascinante contro Perisic. Gioca con personalità e fa valere la sua esperienza. (dall’83’ Calabria SV).
Tomori 7: la partita perfetta del difensore ex Chelsea. Ingabbia un ottimo Dzeko con interventi precisi e puliti.
Romagnoli 6: inizia bene, poi però si infortuna dopo 25 minuti ed è costretto ad uscire. (dal 26’ Kalulu 7: entra a freddo, ma è un muro. L’Inter impatta continuamente tra lui e il suo compagno di reparto.)
Théo 6: più nervoso che preciso. Bisticcia con Dumfries a iniziò gara, e le buone incursioni che fa sono sprecate da realizzazioni poco efficaci. Può fare di più.
Bennacer 6: inizia male, con più di un errore tecnico. Nella ripresa alza il livello.
Kessie 6,5: certo, c’è ancora la questione rinnovo da sistemare. Nel frattempo però il buon Franck gioca una partita gagliarda e diligente.
Saelemaekers 6,5: uno dei più pericolosi del match. Sprinta e mette in difficoltà un Bastoni che, però, lotta e difende senza problemi. Pericolosissimo il suo tiro dopo l’errore in disimpegno di Brozovic. (Dal 66’ Messias 5,5: non entra molto bene in campo)
Krunic 5,5: non è mai veramente pericoloso, anzi in più di un’occasione si divora gol decisamente nelle sue corde. (dal 66’ Brahim5,5: si fa vedere poco)
Leao 6: tanto fumo e poco arrosto per il calciatore portoghese. Mette in seria difficoltà Skriniar, riuscendo sempre a superarlo. Poi però sbaglia sempre scelta, da un passaggio non fatto a un tiro che va altissimo. (dal 66’ Rebic 5,5: Skriniar lo mura)
Giroud 6: anche lui è molto bravo nel lavoro che fa da Pivot. Ma ha troppe poche occasioni per rendersi veramente pericoloso.
All. Pioli 6,5: il Milan gioca meglio, su questo non c’è dubbio. Anzi, certifica l’enorme crescita della sua squadra da quando siede sulla panchina rossonera. Manca ancora un passo per la finale, ma comunque vada, può essere fiero dei suoi.
Inter
Handanovic 6,5: questa volta non è colpa sua. Deve subito mettere una pezza sul tiro di Saelemaekers, poi anche su Leao a inizio ripresa.
Skriniar 5,5: Leao gli fa girare la testa. Non riesce mai ad arginare la velocità del portoghese. Quando entra Rebic la musica cambia e lui sale in cattedra.
De Vrij 6: Giroud è un osso duro, uno difficile da tenere a bada. L’olandese ci riesce solo a tratti.
Bastoni 7: il migliore della difesa, se non il migliore dei nerazzurri nel complesso. Sempre sicuro della mossa da fare, pochissimi errori. Partita perfetta per il centrale italiano.
Dumfries 6: super sfida sulla fascia con Théo H. Non si perde d’animo, nonostante i toni accesi di iniziò partita e spinge in continuazione sulla fascia destra, cercando spazi per fare male. (dall’88’ Darmian SV)
Barella 5: la brutta copia di quello cui siamo abituati a vedere solitamente. Stanco, impacciato, poca verve. Non regge il pressing del centrocampo nerazzurro. (dal 64’ Vidal 5: entra senza voglia, fa una cosa giusta ma cento cose sbagliate).
Brozovic 6: si prende sempre più rischi rispetto a quelli che dovrebbe. Ma alla fine è indispensabile per il possesso dell’Inter. E anche in questa partita ha fatto sentire l’incredibile importanza che ha.
Calhanoglu 6: affronta nuovamente la sua ex squadra, questa volta gioca con meno intensità, ma una buona qualità dal primo minuto. È uno dei più pericolosi a centrocampo.
Perisic 6,5: affamato di cross, ne fa una continuazione. Spazia dal basso all’alto, dalla difesa all’attacco. Sempre con grande personalità e qualità. (dall’88’ Gosens SV)
Lautaro 5: Più di 600 minuti senza gol. Una partita pessima dell’argentino che non fa nulla di buono. E rischia un rosso per un fallo brutto brutto su Maignan. (dal 64’ Sanchez 5,5: lui la voglia ce la mette, anche tanta, anzi forse troppa. E non paga).
Dzeko 6,5: Anche lui non segna. Questo è vero. Però, si sbatte, corre da una parte all’altra del campo. Dialoga con i compagni, prova qualche occasione. Un guerriero vero. (dal 79’ Correa SV)
Inzaghi 5,5: i cambi non pagano. L’ingresso di Gosens è molto ritardato, mentre Sanchez e Vidal entrano sempre, ma non convincono come un mese fa. Forse sarebbe giusto concedere più spazio agli altri per qualche partita.
I militari della Comando provinciale della Guardia di Finanza di Messina, nei giorni scorsi, hanno sottoposto a sequestro 131.700 giocattoli di carnevale ed altri articoli privi dei requisiti minimi di sicurezza prescritti dal “Codice del Consumo”, per un valore complessivo di oltre 35mila euro.
Complessivamente, sono stati eseguiti 14 interventi, nel corso dei quali sono state contestate violazioni amministrative nei confronti di altrettanti soggetti, titolari di esercizi commerciali ove sono stati rinvenuti gli articoli non conformi alle norme in materia di sicurezza prodotti, con conseguente segnalazione dei titolari alla Camera di Commercio di Messina per l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative.
Nel dettaglio, i finanzieri del Gruppo di Messina hanno sequestrato 125.000 articoli carnascialeschi (maschere, costumi, palloncini e gadget), non conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalla vigente normativa, in quanto privi della marcatura CE, ovvero privi di idonea etichettatura, nonché delle prescritte “Avvertenze” ed informazioni di sicurezza relative alle caratteristiche ed alle dimensioni delle componentistiche delle parti presenti, che, se ingerite, avrebbero potuto provocare soffocamento.
È stata anche rilevata la mancanza del pittogramma che indica l’inadeguatezza degli articoli per i bambini da 0 a 3 anni (simbolo del bambino con barra trasversale di colore rosso). Ancora, le confezioni risultavano prive delle prescritte informazioni in lingua italiana sulle caratteristiche, dimensioni e componentistiche delle parti presenti, nonché sulle modalità di utilizzo.
GUARDIA DI FINANZA TAORMINA
Le Fiamme Gialle della Compagnia di Taormina, guidate dal capitano Angelo Schillaci, nel corso di alcuni controlli nella Rivera jonica messinese hanno sequestrato 300 prodotti di Carnevale privi dei prescritti requisiti di sicurezza, ovvero privi della marcatura CE, come noto necessaria a dimostrare la rispondenza del prodotto a tutti i requisiti essenziali di sicurezza ed il rispetto di tutte le procedure di conformità, secondo quanto indicato dalle vigenti normative.
GUARDIA DI FINANZA DI MILAZZO, CAPO D’ORLANDO, BARCELLONA, PATTI, SANT’AGATA DI MILITELLO, LIPARI
Nella Rivera tirrenica messinese, i reparti dipendenti dal Gruppo di Milazzo, nel corso dei mirati controlli, hanno riscontrato analoghe irregolarità, sempre in ordine all’assenza della marcatura “CE” e delle prescritte informazioni minime, ovvero rinvenendo e sequestrando articoli carnevaleschi privi dei previsti requisiti di sicurezza. Più in particolare, complessivamente, i finanzieri della Compagnia di Milazzo, della Tenenza di Capo d’Orlando, della Tenenza di Barcellona, della Tenenza di Patti, della Tenenza di Sant’Agata di Militello e della Tenenza di Lipari, hanno sequestrato oltre 6.400 prodotti, tra articoli di Carnevale (costumi, mascherine, lacche colorate per cappelli, bombolette di schiuma a spray, coriandoli, cappelli et similia), prodotti per la cura della persona, nonché articoli di cancelleria e utensili per la cucina. Trattasi di prodotti non a norma e, pertanto, “dannosi” per la salute degli utilizzatori.
NOTA
L’operazione rientra nell’ambito di un incisivo piano di interventi eseguito dalle Fiamme Gialle dei Reparti dipendenti dal Comando provinciale di Messina.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno sequestrato 4,2 Kg di cocaina, occultata in un’autovettura sottoposta a controllo nei pressi dello svincolo autostradale di via Emiro Giafar in direzione Palermo.
In particolare, nella mattinata di lunedì scorso 21 febbraio, nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio effettuati lungo le rotabili che conducono al capoluogo, una pattuglia del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo sottoponeva a controllo un’autovettura ed all’identificazione del soggetto a bordo, il quale, nel corso delle operazioni, si mostrava da subito particolarmente agitato e insofferente.
Pertanto, i militari operanti effettuavano una più approfondita attività di ispezione del mezzo, rinvenendo, grazie al fiuto del cane antidroga F-MIA del Gruppo Pronto Impiego di Palermo, svariati involucri di plastica trasparente sottovuoto, cosiddetti “panetti”, abilmente nascosti in un doppiofondo, con apertura meccanica, ricavato all’interno del cruscotto dell’autovettura, contenenti complessivamente 4,2 kg di cocaina.
Lo stupefacente, qualora immesso sul mercato, avrebbe fruttato al dettaglio ricavi per oltre 360.000 euro.
Il corriere di nazionalità italiana è stato condotto presso la casa circondariale “Pagliarelli” di Palermo, a disposizione della locale Procura della Repubblica. Il soggetto, inoltre, è risultato percettore del c.d. “reddito di cittadinanza”, beneficio che, per effetto del provvedimento cautelare, verrà immediatamente sospeso come previsto dalle vigenti disposizioni.
NOTA
Continua senza sosta l’attività della Guardia di Finanza a contrasto dei traffici illeciti, per la tutela della sicurezza economico – finanziaria dei cittadini, mantenendo costantemente alta la guardia rispetto al fenomeno del traffico di stupefacenti, primaria fonte di finanziamento della locale criminalità organizzata.
La replica del Presidente del Consiglio, Mario Draghi a seguito della discussione generale sulle Comunicazioni sugli sviluppi del conflitto Russia-Ucraina.
Questo il testo della replica:
Vorrei intanto ringraziare il Senato per la profondità, l’ampiezza e la sensibilità di tutti gli interventi. Ho ben poco da aggiungere se non rapide osservazioni.
Quando ci sono grossi cambiamenti, e quello che stiamo vivendo è più di un grosso cambiamento, la sensazione che tutti noi abbiamo è quella di entrare in un periodo completamente diverso da tutto ciò che abbiamo visto finora, un periodo esistenziale in cui il futuro cambierà radicalmente. Quando ci sono questi momenti la prima pulsione è quella di fare i conti con sé stessi e con gli altri, di dire ‘io avevo visto giusto’, ‘tu non avevi visto giusto’, ‘hai visto che io ho ragione’ oppure dire ‘io ho sbagliato, però c’erano dei buoni motivi’. Ho la sensazione che questo sia marginale.
Ora non è il momento di fare i conti con sé stessi e con gli altri. È il momento di fare i conti con la storia, non quella passata ma con quella di oggi e di domani.
E sono più chiaro. La nostra storia, tolti gli ultimi 80 anni, è una storia di massacri, di guerre, di tirannie, di dittatori, di guerra lunghissime, e questa è la storia secolare che ci ha accompagnato. Ed è questa storia quando mi riferivo alle liane della giungla che entrano nel nostro giardino di pace, è questa storia che sta entrando nel nostro presente e nel nostro futuro. E’ con questa storia che bisogna fare i conti. A questo punto il passato, quel che abbiamo fatto, gli errori, tutto questo è utile perché migliora la consapevolezza personale, ma è inutile se ci divide. Quello che abbiamo davanti è qualcosa che ci deve unire, è una battaglia perché il futuro, soprattutto il futuro dei figli, il futuro dei giovani, sia il più possibile conservato come è stato il nostro passato. Un passato di pace, di libertà. Quando succedono questi momenti di grandi cambiamenti, di grandissimi contrasti, la reazione è una reazione necessaria. Ma occorre essere attenti, occorre fare in modo che la reazione non cambi i nostri valori, altrimenti vince sempre l’avversario, vince quella storia che vogliamo tenere fuori dal nostro presente.
Tra questi valori, ho spesso parlato più volte di democrazia, di libertà, di pace, di desiderio di prosperità, ci sono anche le decisioni che avremmo preso recentemente per combattere il cambiamento climatico, c’è la transizione ecologica da difendere. Quindi quando noi parliamo di energia, dell’importanza di affrontare il presente, lo dobbiamo fare con la consapevolezza che è un momento, un momento che ci serve ad affrontare questa emergenza ma non cambia quello che abbiamo deciso circa l’importanza fondamentale di questa lotta al cambiamento climatico.
Secondo punto. Ho sentito prima dire che ci vuole più Europa, ci sono invocazioni e – in questo senso – sono invocazioni che poi lasciano il tempo che trovano perché nessuno le segue. In realtà quello che è cambiato oggi è che c’è più Europa, c’è più Europa. La risposta dell’Europa è stata pronta, ferma, rapida, forte e unità soprattutto. Questo è il gran cambiamento rispetto a quell’atteggiamento un po’ velleitario negli ultimi decenni, non anni, non mesi. Questa è una cosa importantissima. Ci vedevano impotenti, forse Putin ci vedeva impotenti, ci vedeva divisi, ci vedeva inebriati dalla nostra ricchezza: si è sbagliato. Siamo stati e saremo pronti a reagire, a ribattere. E non lo facciamo perché vogliamo difendere un nostro espansionismo aggressivo, sto pensando a quelli che dicevano che ‘noi vogliamo che la Nato vada dovunque’: no. Non lo facciamo per quello. Questo è quello che fa lui. Noi non lo facciamo. Noi lo facciamo per difendere i nostri valori.
Una terza considerazione riguarda la necessità della diplomazia, la necessità del dialogo. Ho sperato, come avete visto, che fino alla fine si potesse evitare questa mostruosità. Non ci siamo riusciti, in parte perché – secondo me – era tutto stato premeditato da tanto tempo.
Man mano che andiamo avanti, vediamo certe azioni: per esempio, le riserve della Banca centrale russa sono state aumentate sei volte dall’invasione della Crimea a oggi. Perché in quell’occasione effettivamente ci fu una grossa difficoltà. Come si fa di solito, alcune sono state lasciate in deposito presso altre banche centrali in giro per il mondo e altre depositate presso banche normali. Non c’è quasi più nulla, è stato portato via tutto. Queste cose non si fanno in un giorno, si fanno in molti mesi. Quindi non ho alcun dubbio che ci fosse molta premeditazione, molta preparazione.
Tornando al dialogo, bisogna pensare che alla fine da tutto ciò si uscirà con la pace e per arrivare alla pace ci vuole il dialogo. Ma ho l’impressione che questo non sia il momento.
Avete visto ieri il secondo e il terzo tentativo del presidente Macron di parlare, avete visto ogni volta che le dichiarazioni del presidente Macron sono smentite dalle dichiarazioni di fonte russa.
Quindi verrà un momento, e per questo occorre tenere sempre l’attenzione vigile, occorre afferrare quel momento quando si presenta. Ho l’impressione che ora non ci sia. Ma noi siamo pronti in ogni caso.
Oggi è un momento in cui il Senato ha discusso il fatto che i valori fondanti della nostra Repubblica sono minacciati. E in quest’occasione, di fronte a questa minaccia, il Senato ha voluto esprimere il suo sostegno al presidente Zelensky, agli Ucraini, all’azione di sostegno che l’Italia fa e farà sul piano umanitario e al governo.
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha reso le Comunicazioni, ieri mattina – 1 Marzo 2022 – al Senato della Repubblica e nel pomeriggio alla Camera dei Deputati, sugli sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina. Al termine della discussione generale ha tenuto la replica.
Questo il testo:
Signor Presidente,
Onorevoli Senatrici e Senatori,
L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia segna una svolta decisiva nella storia europea.
Negli ultimi decenni, molti si erano illusi che la guerra non avrebbe più trovato spazio in Europa.
Che gli orrori che avevano caratterizzato il Novecento fossero mostruosità irripetibili.
Che l’integrazione economica e politica che avevamo perseguito con la creazione dell’Unione europea ci mettesse a riparo dalla violenza.
Che le istituzioni multilaterali create dopo la Seconda Guerra Mondiale fossero destinate a proteggerci per sempre.
In altre parole, che potessimo dare per scontate le conquiste di pace, sicurezza, benessere che le generazioni che ci hanno preceduto avevano ottenuto con enormi sacrifici.
Le immagini che ci arrivano da Kiev, Kharkiv, Maripol e dalle altre città dell’Ucraina in lotta per la libertà dell’Europa segnano la fine di queste illusioni.
L’eroica resistenza del popolo ucraino, del suo presidente Zelensky, ci mettono davanti una nuova realtà e ci obbligano a compiere scelte fino a pochi mesi fa impensabili.
Voglio ribadire, ancora una volta, tutta la mia solidarietà, quella del Governo e degli italiani al Presidente Zelensky, al Governo ucraino e a tutte le cittadine e cittadini dell’Ucraina.
Voglio inoltre esprimere vicinanza alle 236mila persone di nazionalità ucraina presenti in Italia che vivono giorni drammatici per il destino dei propri cari.
L’Italia vi è riconoscente per il contributo che date ogni giorno alla vita del nostro Paese.
Siamo al vostro fianco – nel dolore che avvertiamo di fronte alla guerra, nell’attaccamento alla pace e nella determinazione comune ad aiutare l’Ucraina a difendersi.
L’aggressione – premeditata e immotivata – della Russia verso un Paese vicino ci riporta indietro di oltre ottant’anni.
Non si tratta soltanto di un attacco a un Paese libero e sovrano, ma di un attacco ai nostri valori di libertà e democrazia e all’ordine internazionale che abbiamo costruito insieme.
Come aveva osservato lo storico Robert Kagan, la giungla della storia è tornata, e le sue liane vogliono avvolgere il giardino di pace in cui eravamo convinti di abitare.
Ora tocca a noi tutti decidere come reagire.
L’Italia non intende voltarsi dall’altra parte.
Il disegno del Presidente Putin si rivela oggi con contorni nitidi, nelle sue parole e nei suoi atti.
Nel 2014, la Russia ha annesso la Crimea con un referendum illegale, e ha incominciato a sostenere dal punto di vista finanziario e militare le forze separatiste nel Donbass.
La settimana scorsa, ha riconosciuto le due cosiddette repubbliche di Donetsk e Lugansk.
Subito dopo, in seguito a settimane di disinformazione, ha invaso l’Ucraina con il pretesto di “un’operazione militare speciale”.
Le minacce di far pagare con “conseguenze mai sperimentate prima nella storia” chi osa essere d’intralcio all’invasione dell’Ucraina, e il ricatto estremo del ricorso alle armi nucleari, ci impongono una reazione rapida, ferma e soprattutto unitaria.
Tollerare una guerra d’aggressione nei confronti di uno Stato sovrano europeo vorrebbe dire mettere a rischio, in maniera forse irreversibile, la pace e la sicurezza in Europa.
Non possiamo lasciare che questo accada.
Mentre condanniamo la posizione del presidente Putin, dobbiamo ricordarci che questo non è uno scontro contro la nazione e i suoi cittadini – molti dei quali non approvano le azioni del loro Governo.
Dall’inizio dell’invasione, sono circa 6.000 le persone arrestate per aver manifestato contro l’invasione dell’Ucraina – 2.700 solo nella giornata di domenica.
Ammiro il coraggio di chi vi prende parte.
Il Cremlino dovrebbe ascoltare queste voci e abbandonare i suoi piani di guerra.
Sinora, i piani di Mosca per un’invasione rapida e una conquista di ampie fasce del territorio ucraino in pochi giorni sembrano fallire, anche grazie all’opposizione coraggiosa dell’esercito e del popolo ucraino e all’unità dimostrata dall’Unione europea e dai suoi alleati.
Le truppe russe proseguono però la loro avanzata per prendere possesso delle principali città.
Una lunga colonna di mezzi militari è alle porte di Kiev, dove nella notte si sono registrati raid missilistici, anche a danno di quartieri residenziali, ed esplosioni.
Aumentano le vittime civili di questo conflitto ora che l’attacco, dopo aver preso di mira le installazioni militari, si è spostato nei centri urbani.
A fronte del rafforzamento delle misure difensive sul fianco est della NATO, il Presidente Putin ha messo in allerta le forze di deterrenza russe, incluso il dispositivo difensivo nucleare.
È un gesto grave che però dimostra quanto la resistenza degli ucraini e le sanzioni inflitte alla Russia siano efficaci.
Un altro segnale preoccupante proviene dalla vicina Bielorussia, i cui cittadini domenica hanno votato a favore di alcune rilevanti modifiche della Costituzione ed eliminato lo status di Paese “denuclearizzato”.
Questo potrebbe implicare la volontà di dispiegare sul proprio suolo armi nucleari provenienti da altri Paesi.
In Ucraina sono presenti circa 2.300 nostri connazionali, di cui oltre 1.600 residenti.
Dal 12 febbraio la Farnesina ha raccomandato agli italiani presenti nel Paese di lasciare l’Ucraina con i mezzi commerciali disponibili.
A partire dal 24 febbraio, in seguito agli attacchi da parte russa, l’avviso è stato modificato.
Ai connazionali ancora presenti nella capitale ucraina e dintorni abbiamo raccomandato di utilizzare i mezzi tuttora disponibili, inclusi i treni, per lasciare la città, negli orari in cui non c’è il coprifuoco.
In queste ore non vige il coprifuoco, ma la situazione potrebbe cambiare in conseguenza dell’andamento delle operazioni militari.
Raccomandiamo la massima cautela.
Il personale dell’Ambasciata a Kiev si è spostato dall’Ambasciata presso la Residenza dell’Ambasciatore insieme a un gruppo di connazionali, inclusi minori e neonati.
In Residenza si sono concentrate 87 persone, di cui 72 dovrebbero partire oggi.
A proposito, questa mattina la Farnesina e il ministro Di Maio hanno mandato un messaggio all’ambasciatore con cui queste persone, inclusi i neonati, dovrebbero trasferirsi a Leopoli.
Voglio ringraziare l’Ambasciatore in Ucraina, Pier Francesco Zazo, il personale dell’Ambasciata per lo spirito di servizio, la dedizione, il coraggio mostrati in questi giorni drammatici.
L’Unità di Crisi mantiene regolari contatti telefonici con i nostri connazionali in Ucraina e con i rispettivi familiari in Italia.
Voglio ringraziare anche il Ministro Di Maio e i diplomatici della Farnesina per l’incessante lavoro a sostegno dei nostri cittadini.
L’Italia è impegnata in prima linea per sostenere l’Ucraina dal punto di vista umanitario e migratorio, in stretto coordinamento con i partner europei e internazionali.
La situazione umanitaria nel Paese è sempre più grave.
L’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari ha stimato in 18 milioni il numero di persone che potrebbe necessitare di aiuti umanitari nei prossimi mesi.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) stima che gli sfollati interni potrebbero raggiungere cifre tra i 6 e i 7,5 milioni e i rifugiati fra i 3 e i 4 milioni.
Sono stimate in circa 400.000 le persone che hanno lasciato l’Ucraina, in direzione principalmente dei Paesi vicini.
Nella teleconferenza del G7, alla presenza anche di Polonia e Romania, ho detto che l’Italia farà di tutto per aiutare i paesi vicini nel dramma dell’impatto che questa gigantesca migrazione sta avendo su di loro e che possono contare sull’Italia.
L’Italia ha già contribuito in modo considerevole all’emergenza con un finanziamento di 110 milioni di euro a favore di Kiev come sostegno al bilancio generale dello Stato.
Abbiamo stanziato un primo contributo del valore di un milione di euro al Comitato Internazionale della Croce Rossa, donato oltre 4 tonnellate di materiale sanitario, e offerto tende familiari e brandine.
Abbiamo in programma l’invio di beni per l’assistenza alla popolazione, l’invio di farmaci e dispositivi sanitari e il dispiegamento di assetti sanitari da campo.
Voglio ringraziare la Croce Rossa Italiana, la Protezione Civile e tutti i volontari per il loro costante impegno a favore dei più deboli.
L’Italia è pronta a fare di più, sia attraverso le principali organizzazioni umanitarie attive sul luogo, sia con donazioni materiali.
Nel Consiglio dei Ministri di ieri abbiamo stanziato 10 milioni di euro, a carico del Fondo per le emergenze nazionali, per assicurare soccorso e assistenza alla popolazione.
Per farlo è stato dichiarato uno stato di emergenza umanitaria, che durerà fino al 31 dicembre e che ha esclusivamente lo scopo di assicurare il massimo aiuto dell’Italia all’Ucraina.
È un impegno di solidarietà, che non avrà conseguenze per gli italiani, e che non cambia la decisione di porre fine il 31 marzo allo stato di emergenza per il Covid-19.
Per quanto riguarda i rifugiati, come hanno preannunciato i Ministri Di Maio e Bonetti, siamo impegnati nell’attivazione di corridoi speciali per i minori orfani, perché possano raggiungere il nostro Paese al più presto e in sicurezza.
Domenica, nel Consiglio straordinario dei Ministri dell’Interno dell’Unione europea è stata valutata la possibilità, che l’Italia sostiene, di applicare per la prima volta la direttiva sulla protezione temporanea prevista in caso di afflusso massiccio di sfollati.
Questa Direttiva garantirebbe agli Ucraini in fuga di soggiornare nell’Unione europea per un periodo di un anno rinnovabile ed eviterebbe di dover attivare onerose procedure di asilo dopo i 90 giorni di soggiorno senza visto.
La Direttiva porterebbe inoltre gli Stati membri a indicare la propria capacità di accoglienza e a cooperare tra loro per il trasferimento della residenza delle persone da uno Stato all’altro.
Il Ministero dell’Interno sta lavorando alla predisposizione di apposite norme sull’accoglienza degli sfollati ucraini nelle strutture nazionali.
Faremo la nostra parte, senza riserve, per garantire la massima solidarietà.
Abbiamo già instaurato un dialogo con le Agenzie delle Nazioni Unite competenti per individuare le priorità di intervento e procedere con l’elaborazione di progetti d’ assistenza ai rifugiati nei Paesi vicini all’Ucraina
Intendiamo rendere più facile l’esame delle domande di protezione internazionale che verranno presentate.
In seguito all’intensificarsi dell’offensiva russa, abbiamo adottato una risposta sempre più dura e punitiva nei confronti di Mosca.
Sul piano militare, il Comandante Supremo Alleato in Europa ha emanato l’ordine di attivazione per tutti e 5 i piani di risposta graduale che ho illustrato la settimana scorsa.
Questo consente di mettere in atto direttamente la prima parte dei piani e incrementare la postura di deterrenza sul confine orientale dell’Alleanza con le forze già a disposizione.
Mi riferisco al passaggio dell’unità attualmente schierata in Lettonia, alla quale l’Italia contribuisce con 239 unità.
Per quanto riguarda le forze navali, sono già in navigazione sotto il comando NATO.
Le nostre forze aeree schierate in Romania saranno raddoppiate in modo da garantire copertura continuativa, assieme agli alleati.
Sono in stato di pre-allerta ulteriori forze già offerte dai singoli Paesi Membri all’Alleanza: l’Italia è pronta con un primo gruppo di 1.400 militari e un secondo di 2.000 unità.
Ringrazio il Ministro Guerini e tutte le forze armate per il loro impegno e la loro preparazione.
Dopo il ruolo centrale che avete avuto durante la pandemia, l’Italia vi è di nuovo riconoscente.
L’Italia ha risposto all’appello del Presidente Zelensky che aveva chiesto equipaggiamenti, armamenti e veicoli militari per proteggersi dall’aggressione russa.
È necessario che il Governo democraticamente eletto sia in grado di resistere all’invasione e difendere l’indipendenza del Paese.
A un popolo che si difende da un attacco militare e chiede aiuto alle nostre democrazie, non è possibile rispondere solo con incoraggiamenti e atti di deterrenza.
Questa è la posizione italiana, la posizione dell’Unione europea, la posizione di tutti i nostri alleati.
Questa convergenza è anche il frutto di un’intensissima attività diplomatica.
Venerdì ho preso parte a un vertice dei Capi di Stato e di Governo della NATO in cui ho ribadito che l’Italia è pronta a fare la propria parte e a mettere a disposizione le forze necessarie.
Il giorno successivo, ho avuto un colloquio telefonico con il Presidente ucraino Zelensky, al quale ho confermato il pieno sostegno dell’Italia.
Gli ho anticipato la nostra intenzione di aiutare l’Ucraina a difendersi dalla Russia e gli ho ribadito il nostro convinto supporto alla posizione dell’Unione europea sulle sanzioni.
Lunedì pomeriggio, ho partecipato a una videoconferenza – di cui vi dicevo prima – con i leader del G7, della Polonia, della Romania i Presidenti della Commissione europea e del Consiglio europeo e con il Segretario Generale della NATO.
In questi incontri, l’Unione europea e gli alleati hanno dato costantemente prova di fermezza e di unità.
Abbiamo adottato tempestivamente sanzioni senza precedenti, che colpiscono moltissimi settori e un numero importante di entità e individui, inclusi il presidente Putin e il ministro Lavrov.
Sul piano finanziario le misure restrittive adottate impediranno alla Banca centrale russa di utilizzare le sue riserve internazionali per ridurre l’impatto delle nostre misure restrittive.
In ambito UE si sta lavorando a misure volte alla rimozione dal sistema SWIFT di alcune banche russe.
Questo pacchetto ha inflitto già costi molto elevati a Mosca.
Nella sola giornata di lunedì, il rublo ha perso circa il 30% del suo valore rispetto al dollaro.
La Borsa di Mosca si è chiusa ieri ed è rimasta chiusa e la Banca centrale russa ha più che raddoppiato i tassi di interesse, passati dal 9,5% al 20%, per provare a limitare il rischio di fughe di capitali.
Stiamo approvando forti misure restrittive anche nei confronti della Bielorussia, visto il suo crescente coinvolgimento nel conflitto.
La Russia ha subito anche un durissimo boicottaggio sportivo, con l’annullamento di tutte le competizioni con squadre russe in ogni disciplina.
L’Italia è pronta a ulteriori misure restrittive, ove fossero necessarie.
In particolare, ho proposto di prendere ulteriori misure mirate contro gli oligarchi.
L’ipotesi è quella di creare un registro internazionale pubblico di quegli oligarchi con un patrimonio superiore ai 10 milioni di euro.
Ho poi proposto di intensificare ulteriormente la pressione sulla Banca centrale russa e di chiedere alla Banca dei Regolamenti Internazionali, che ha sede in Svizzera, di partecipare alle sanzioni.
Allo stesso tempo, è essenziale mantenere aperta la via del dialogo con Mosca.
Ieri, delegazioni russe e ucraine si sono incontrate in Bielorussia, al confine con l’Ucraina.
Auspichiamo il successo di questo negoziato, anche se siamo realistici sulle sue prospettive.
Ai cittadini italiani, che sono preoccupati per le conseguenze di questo conflitto, voglio dire che il Governo è al lavoro incessantemente per contrastare le possibili ricadute per il Paese.
Il Ministero dell’Interno ha emanato le direttive in merito alle misure di vigilanza, a protezione degli obiettivi sensibili.
Per gli aspetti legati ai controlli di sicurezza dei rifugiati, il Governo ha attivato tutti i meccanismi nazionali e di coordinamento internazionale per monitorare le potenziali minacce.
Il deterioramento delle relazioni tra la Russia e l’Unione europea e la NATO ha reso ancora più aggressiva la postura di Mosca verso l’Occidente in ambito cibernetico e di disinformazione.
La Russia infatti ha accentuato le sue attività ostili nei confronti dei Paesi dell’Unione europea e della NATO, con l’intento di minare la nostra coesione e capacità di risposta.
È stato da noi attivato un apposito Nucleo per la Cybersicurezza per condividere le informazioni raccolte e al suo interno è stato istituito un tavolo permanente dedicato alla crisi in atto.
E voglio ringraziare il Ministro dell’Interno Lamorgese, il Sottosegretario Gabrielli e tutte le forze dell’ordine per il loro lavoro a difesa dei cittadini.
Il governo è inoltre al lavoro per mitigare l’impatto di eventuali problemi per quanto riguarda le forniture energetiche.
Al momento non ci sono segnali di un’interruzione delle forniture di gas.
Tuttavia è importante valutare ogni evenienza, visto il rischio di ritorsioni e di un possibile ulteriore inasprimento delle sanzioni.
L’Italia importa circa il 95% del gas che consuma e oltre il 40% proviene dalla Russia.
Nel breve termine, anche una completa interruzione dei flussi di gas dalla Russia a partire dalla prossima settimana non dovrebbe di per sé comportare seri problemi.
L’Italia ha ancora 2,5 miliardi di metri cubi di gas negli stoccaggi e l’arrivo di temperature più miti dovrebbe comportare una significativa riduzione dei consumi da parte delle famiglie.
La nostra previsione è che saremo in grado di assorbire eventuali picchi di domanda attraverso i volumi in stoccaggio e altre capacità di importazione.
Tuttavia, in assenza di forniture dalla Russia, la situazione per i prossimi inverni, ma anche nel prossimo futuro più immediato, rischia di essere più complicata.
Il Governo ha allo studio una serie di misure per ridurre la dipendenza italiana dalla Russia.
Voglio ringraziare il Ministro Cingolani per il grande lavoro che sta svolgendo su questo tema.
Le opzioni al vaglio, perfettamente compatibili con i nostri obiettivi climatici, riguardano prima di tutto l’incremento di importazioni di gas da altre fornitori – come l’Algeria o l’Azerbaijan; un maggiore utilizzo dei terminali di gas naturale liquido a disposizione; eventuali incrementi temporanei nella produzione termoelettrica a carbone o petrolio, che non prevedrebbero comunque l’apertura di nuovi impianti.
Se necessario, sarà opportuno adottare una maggiore flessibilità sui consumi di gas, in particolare nel settore industriale e quello termoelettrico.
La diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico è un obiettivo da perseguire indipendentemente da quello che accadrà alle forniture di gas russo nell’immediato.
Non possiamo essere così dipendenti dalle decisioni di un solo Paese.
Ne va anche della nostra libertà, non solo della nostra prosperità.
Per questo, dobbiamo prima di tutto puntare su un aumento deciso della produzione di energie rinnovabili – come facciamo nell’ambito del programma “Next Generation EU”.
Dobbiamo continuare a semplificare le procedure, l’ho detto l’altra volta, lo ripeto oggi, lo continuerò a dire perché effettivamente sono il maggior ostacolo, per i progetti onshore e offshore di rinnovabili, continuiamo a farlo, continueremo a spingere su questo punto. Dobbiamo anche investire sullo sviluppo del biometano.
Ma il gas rimane un utile mezzo per affrontare la transizione.
Dobbiamo ragionare su un aumento della nostra capacità di rigassificazione e su un possibile raddoppio della capacità del gasdotto TAP.
L’Europa ha dimostrato enorme determinazione nel sostenere il popolo ucraino.
Nel farlo, ha assunto decisioni senza precedenti nella sua storia – come quella di acquistare e rifornire armi a un Paese in guerra.
Come è accaduto altre volte nella storia europea, l’Unione ha accelerato nel suo percorso di integrazione di fronte a una crisi.
Ora è essenziale che le lezioni di questa emergenza non vadano sprecate.
In particolare, è necessario procedere spediti sul cammino della difesa comune, per acquisire una vera autonomia strategica, che sia complementare all’Alleanza Atlantica.
La minaccia portata oggi dalla Russia è una spinta a investire nella difesa più di quanto abbiamo mai fatto finora.
Possiamo scegliere se farlo a livello nazionale, oppure europeo.
Il mio auspicio è che tutti i Paesi scelgano di adottare sempre più un approccio comune.
Un investimento nella difesa europea è anche un impegno a essere alleati.
Lo straordinario afflusso di rifugiati che ha già incominciato ad arrivare dall’Ucraina, ci obbliga poi a rivedere le politiche d’immigrazione che ci siamo dati come Unione europea.
In passato, l’Unione si è dimostrata miope nell’applicare regolamenti datati. Oggi l’Italia è pronta a fare la sua parte per ospitare chi fugge dalla guerra, e per aiutarlo a integrarsi nella società.
I valori europei dell’accoglienza e della fratellanza devono valere oggi più che mai.
In caso di interruzioni nelle forniture di gas dalla Russia, l’Italia avrebbe più da perdere rispetto ad altri Paesi europei che fanno affidamento su fonti diverse.
Ma questo non diminuisce la nostra determinazione a sostenere sanzioni che riteniamo giustificate e necessarie.
È però importante muoverci nella direzione di un approccio comune per lo stoccaggio e l’approvvigionamento di gas.
Farlo permetterebbe di ottenere prezzi più bassi dai Paesi produttori e assicurarci vicendevolmente in caso di shock isolati.
La guerra avrà conseguenze sul prezzo dell’energia, che dovremo affrontare con nuove misure a sostegno delle imprese e delle famiglie.
È opportuno che l’Unione europea le agevoli, per evitare contraccolpi eccessivi sulla ripresa.
Nel lungo periodo, questa crisi ci ricorda l’importanza di avere una visione davvero strategica e di lungo periodo nella discussione sulle nuove regole di bilancio in Europa.
A dicembre, insieme al Presidente francese Macron, abbiamo proposto di favorire con le nuove regole gli investimenti nelle aree di maggiore importanza per il futuro dell’Europa, come la sicurezza e la difesa dell’ambiente.
Il disegno esatto di queste regole deve essere discusso con tutti gli Stati membri.
Tuttavia, questa crisi, come anche la transizione ecologica, come anche altri impegni successivi alla pandemia che ci siamo trovati a dover affrontare, rafforza la necessità di scrivere regole compatibili con le ambizioni che abbiamo per l’Europa.
L’invasione da parte della Russia non riguarda soltanto l’Ucraina.
È un attacco alla nostra concezione dei rapporti tra Stati basata sulle regole e sui diritti.
Non possiamo lasciare che in Europa si torni a un sistema dove i confini sono disegnati con la forza.
E dove la guerra è un modo accettabile per espandere la propria area di influenza.
Il rispetto della sovranità democratica è una condizione alla base di una pace duratura.
Ed è al cuore del popolo italiano che, come disse Alcide De Gasperi, è pronto ad associare la propria opera a quella di altri Paesi, “per costruire un mondo più giusto e più umano”.
La lotta che appoggiamo oggi, i sacrifici che compiremo domani sono una difesa dei nostri principi e del nostro futuro.
Ed è per questo che chiedo al Parlamento il suo sostegno oggi.
Le dichiarazioni di Alvini dal sito ufficiale del Perugia Calcio:
“RIGORE CLAMOROSO ALL’ULTIMO MINUTO. ESPULSIONE DI FERRARINI UN PÒ AFFRETTATA. SIAMO PARTITI NON BENE, POI SIAMO USCITI ALLA GRANDE MA L’ESPULSIONE HA CAMBIATO TUTTO”
SEMIFINALE ANDATA COPPA ITALIA – A San Siro vince la parità nel Derby di Milano valido per le semifinali di Coppa Italia. Il ritorno, in cui vigerà ancora la regola del gol fuori casa, si giocherà il 20 aprile. In palio un posto in finale contro la vincente di Fiorentina-Juventus.
Semifinale andata Coppa Italia, Milan 0-0 Inter
Finisce 0-0 il match d’andata della semifinale di Coppa Italia. Il Milan ha più occasioni ma non riesce a sfruttarle, l’Inter tiene bene, ma il gol manca da più di 400 minuti. Tutto rimandato al ritorno, previsto per il 20 aprile, dove le due squadre si giocheranno l’accesso alla finale della coppa nazionale.
Formazioni ufficiali
Milan (4-2-3-1): Maignan; Florenzi, Tomori, Romagnoli, Théo H.; Bennacer, Kessié; Saelemaekers, Krunic, Leao; Giroud. All. Pioli.
Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Lautaro, Dzeko. All. Inzaghi.
Primo tempo
Primo tempo di grande intensità a San Siro. Il primo tiro verso la porta è dell’Inter, con il tiro di Calhanoglu che termina nelle braccia di Maignan. Ma è il Milan a fare la voce grossa da subito. Al 9’, un erroraccio difensivo nerazzurro consente a Saelemaekers di tirare. Handanovic rientra in porta e respinge. Un minuto dopo, è un inserimento di Théo a causare qualche grattacapo alla difesa interista, ma il suo tiro termina a lato. Al 21’, Dzeko parte largo per poi accentrarsi e tentare il tiro. Tomori mura.
Ancora il Milan al 27’, con un’azione solitaria di Leao. Il tiro del portoghese, però, termina lontano dalla porta di Handanovic. Al 38’, punizione laterale di Calhanoglu, deviata in angolo. Stesso esito per un tiro di Krunic nell’area nerazzurra. Il primo tempo del Derby di Milano si conclude 0-0.
Secondo tempo
Meno intenso, invece, la ripresa. Pochi secondi e Dzeko ha subito un’occasione, ma il colpo di testa è alto sopra la traversa. Un minuto più tardi arriva la risposta del Milan: Leao riceve palla, la sposta e calcia, Handanovic para, poi Perisic spazza lontano. Al 57’, con un buon controllo, Krunic arriva in area, ma tira male con il sinistro. Poco dopo, un tiro di Florenzi dalla distanza è forte ma centrale, Handanovic blocca. L’ultima occasione è rossonera: un sinistro di Messias che si spegne a lato. Tutto rimandato al 20 aprile, quando si giocherà il ritorno. Il derby, che vale la semifinale andata Coppa Italia, finisce 0-0.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, coadiuvati dai colleghi dell’Arma di Palermo, nonché dallo Squadrone Eliportato “Cacciatori Sicilia” hanno dato esecuzione, in diversi Comuni, all’ordinanza cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Trapani, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di venti persone (di età compresa tra i 22 e i 56 anni) per cui si è ritenuto sussistano gravi indizi di colpevolezza in relazione a reati in materia di sostanze stupefacenti. Per uno degli indagati si è ritenuto, altresì, sussistente un quadro probatorio grave in relazione al reato di estorsione commesso in danno di un cittadino castellammarese.
LE INDAGINI
Il provvedimento trae origine dalle indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Castellammare del Golfo, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trapani, da marzo a giugno 2020, in pieno lockdown, e scaturite dalle dichiarazioni della moglie di un consumatore di droga.
La donna, allarmata per le frequentazioni del marito, si era resa conto che lo stesso aveva iniziato a consumare cocaina con frequenza periodica, indicando i nomi dei presunti pusher.
Le successive attività di indagine, svolte anche con mezzi tecnici, hanno messo in luce che, nel comune di Castellammare del Golfo, tre soggetti, con l’ausilio di complici e parenti, avrebbero organizzato un sistema di “delivery” di marijuana e cocaina, sostanze che sarebbero state acquistate rispettivamente a Partinico e nel quartiere Zen di Palermo.
Gli scambi dello stupefacente sarebbero avvenuti vicino le abitazioni dei presunti spacciatori, presso gli unici esercizi commerciali aperti nel periodo delle più stringenti misure di contenimento della pandemia (ad es. farmacie), nonché nel corso di riservati festini, organizzati in abitazioni private.
Uno dei presunti pusher è, altresì, indagato per estorsione in quanto si sarebbe fatto consegnare la somma di 500 euro da un suo conoscente con la minaccia di divulgare un video dal contenuto sessuale che lo ritraeva.
Nel corso delle indagini 8 persone sono state segnalate alla Prefettura di Trapani quali assuntori di stupefacenti, nonché sono stati sequestrati 1.400 euro in contanti, 80 grammi di cocaina e 28 di marijuana.
8 ARRESTI IN CARCERE, 7 AI DOMICILIARI, 5 ALL’OBBLIGO DI DIMORA
All’esito delle formalità di rito, 8 soggetti – tra cui i figli di un noto esponente della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, in atto detenuto per 416 bis – sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere, 7 agli arresti domiciliari e 5 all’obbligo di dimora nel Comune di Castellammare del Golfo.
In porto una delle azioni più importanti per la zona
La notizia
Questa mattina sono state presentate presso l’aula consiliare del Comune di San Valentino Torio le linee guida del progetto di bonifica del fiume Sarno, il cui termine è stato posto entro il 2025.
L’incontro è stato presenziato dal presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca, l’Ente Idrico Campano, la Gori e alcuni rappresentanti della Regione Campania e si è articolato attraverso l’esposizione del progetto da parte della Gori, il quale dovrebbe partire ufficialmente nelle prossime settimane e terminare presumibilmente nel 2023.
Il progetto
Il piano si suddivide in due diverse operazioni, di cui la prima riguarda il completamento del sistema di collettori del comprensorio depurativo Medio Sarno Sub 2; l’operazione è stata finanziata dalla Regione Campania per un totale di più di 4 milioni di euro e servirà per il riallacciamento delle reti fognarie dei comuni di Ottaviano, San Valentino Torio, Sarno e Striano all’impianto di depurazione situato ad Angri.
Il secondo intervento riguarda l’attivazione del sistema di collettori del comprensorio depurativo Foce Sarno; il completamento di tale operazione passerà attraverso il completamento del collettore di Gragnano, grazie al quale sarà possibile raggiungere le reti fognarie dei comuni di Casola di Napoli, Lettere, Gragnano e Santa Maria la Carità.
Anche la seconda operazione verrà diretta da Gori, grazie al finanziamento della Regione Campania di più di 5 milioni di euro; si tratta di due pezzi importanti che si vanno ad aggiungere ad un puzzle molto più vasto del valore complessivo di 80 milioni di euro, frutto dell’intesa tra le varie parti che si stanno adoperando per questa importante iniziativa ambientale.
Bonifica del fiume Sarno; collaborazione vincente tra gli enti/Antonio Cascone/redazionecampania
La Polizia di Stato di Canicattì (AG), in un’operazione congiunta con la Guardia di Finanza, ha assestato un altro colpo allo spaccio di sostanze stupefacenti. Gli Agenti del Commissariato di P.S. unitamente ai Finanzieri della Tenenza di Canicattì, nel corso di controlli effettuati nelle principali zone di spaccio della città di Canicattì, eseguivano una perquisizione domiciliare nei confronti di una 30enne canicattinese, già nota agli operanti e gravata da diversi precedenti, presso l’abitazione nella quale sconta i domiciliari.
La stessa, al termine della perquisizione, veniva trovata in possesso di circa 15 grammi di crack, già suddiviso in una trentina di dosi, pronto per lo spaccio.
L’operazione congiunta ha permesso di individuare, oltre le dosi già confezionate, anche una parte di stupefacenti che era stata occultata all’interno di un divano posto nello stesso appartamento. Insieme agli stupefacenti, infine, è stato rinvenuto anche tutto il necessario per l’attività di spaccio, come bilancini di precisione e involucri per la suddivisione delle singole dosi.
L’ arrestata, dopo la convalida dell’arresto, è stata sottoposta alla misura cautelare della custodia cautelare in carcere e tradotta in un istituto di pena.
NOTA
L’attività della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza si inquadra nel costante presidio di legalità garantito dalle Forze dell’Ordine di Canicattì, a contrasto allo spaccio di droga e a tutela della salute dei cittadini.
Costante e rafforzata la presenza in città delle Volanti impegnate nel controllo del territorio. Nell’ultima settimana sono state 851 le persone sottoposte a verifica e 371 i veicoli controllati nei servizi diurni e notturni predisposti dalla Questura di Messina.
Alle consuete attività di verifica, dalle quali sono scaturiti 8 verbali al Codice della Strada, i poliziotti delle Volanti hanno segnalato 8 persone all’Autorità Amministrativa quali assuntori di sostanza stupefacente con relativo sequestro di marijuana e cocaina.
Due le persone denunciate, la prima per furto aggravato all’interno di un supermercato, la seconda per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto a fornire le proprie generalità.
Sono 2 le attività commerciali cittadine, invece, sanzionate a seguito di controlli in materia di prevenzione e contenimento dei contagi da Covid-19, rispettivamente un bar ed un circolo privato. In entrambi i casi la sanzione è scattata poiché gli avventori sono stati trovati sprovvisti di GreenPass.
Giovanni Esposito, allenatore della USD Valentino Mazzola e dell’Accademia 10 e Lode, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”.
Le dichiarazioni di Giovanni Esposito sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViVicentro.it.
“Era nell’aria il ritorno di Novellino anche se personalmente non lo avrei immaginato un suo ritorno. Ormai andare e venire è una moda in Italia dove non si programma. La società ci ha messo tanta buona volontà. Forse qualche problema – prosegue Esposito – è arrivato anche a causa dell’inesperienza della società, però Castellammare è una piazza importante e si deve programmare per vincere non dico ogni anno ma competere per le zone alte della classifica.
Ringrazio la Juve Stabia per averci permesso di partecipare ad un torneo con i nostri 2012 dove ci siamo potuti confrontare con squadre del calibro di Parma, Perugia e tante altre. Ringrazio il direttore Saby Mainolfi per aver organizzato un Torneo di Carnevale strutturato molto bene. Abbiamo iniziato 4 anni e mezzo fa il super corso. Per scelta – aggiunge Esposito – abbiamo optato per una fascia di età piccola dai 2009 ai 2016. Ci inorgoglisce molto il nostro lavoro.
E’ brutto trovarsi nel mezzo della classifica dove non sei né carne né pesce. Spesso ti ritrovi che non puoi né retrocedere né ambire ad una classifica importante. Per la Juve Stabia non vedo un pericolo di retrocessione. Non vedo le Vespe invischiate in una lotta per no retrocedere. Entrare nei playoff da nono o decimo posto credo che non dia chance di essere promossi. Mi auguro che si possa programmare da aprile per il prossimo campionato. In quei mesi – continua Esposito – una società di solito ha già le idee chiare su cosa fare.
Ci siamo trovati in un girone con Bari, Palermo, Catania, Avellino, Catanzaro, società meglio organizzate rispetto a noi e questo rende tutto più difficile. Sicuramente Novellino è una garanzia e saprà come intervenire nelle gerarchie dello spogliatoio. Chi meglio di lui potrà tranquillizzare i ragazzi e l’ambiente. Interverrà poco o nulla, basterà la sua figura perché è un signor allenatore per la categoria. E’ un allenatore navigato ed esperto. Novellino – aggiunge Esposito – è come Mourinho per la Roma. Si metterà la Juve Stabia sulle spalle e la porterà ad una salvezza tranquilla. Novellino per accettare il nuovo incarico sarà sicuramente motivato e avrà voglia di fare le cose per bene nella Juve Stabia. Massima fiducia nel mister.
Dopo l’esonero di Novellino avrei visto bene Sasà Campilongo a Castellammare. Ma io avrei confermato la fiducia a Novellino senza cambiare. E’ stata fatta un po’ di confusione all’inizio. Mi auguro che ad aprile saremo salvi – conclude Esposito – così da sedersi per programmare il futuro. Prendo l’esempio del Sudtirol che quest’anno andrà in B dopo una grande programmazione. Bisogna capire cosa vuole la società da Castellammare e cosa vuole da sé stessa”.
Gianfranco Piccirillo, presidente dell’associazione StabiAmore, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” per parlare del momento delle Vespe e in particolare del cambio di guida tecnica.
Le dichiarazioni di Piccirillo sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.
“Da quando seguo lo Stabia e da quando su Radio Boomerang seguivamo le gare e parlavamo delle Vespe ogni settimana, non mi ritengo uno che vuole contestare gli allenatori e chiederne la testa. L’ho fatto solo Con Guida. Auspicavo – prosegue Piccirillo – un ritorno di Braglia quando c’era Pea e in passato non mi entusiasmava Pancaro.
Sottili ha dimostrato di essere una persona perbene come ha evidenziato per esempio con le sue belle parole sul Catania. I numeri di Sottili non sono drammatici ma preoccupano. Ne abbiamo viste tantissime che anche se siamo in una situazione di classifica non drammatica con Sottili, eravamo preoccupati di non raggiungere la quota di 43-44 punti. L’esperienza di Novellino ci consente di stare un po’ più tranquilli. Con Novellino – aggiunge Piccirillo – la squadra ha subito pochi gol e la squadra era sistemata meglio in difesa. Mi sembra che tutta la squadra non difenda bene.
Quello che non piace ai tifosi è l’atteggiamento della squadra in alcune gare come i derby ma anche col Catania. Noi vediamo una squadra che non ha voglia di lottare e c’è da preoccuparsi. Anche con la Vibonese non è stata una buona Juve Stabia. Anche il Foggia non meritava di perdere. Sono diverse partite che la squadra gioca male e non lotta e anche con Foggia e Vibonese è stata dura. Battere il Bariper esempio – continua Piccirillo – è stata una grande soddisfazione nella gestione Sottili. Stoppa era un elemento fondamentale nel gioco di Sottili, ora bisognerà vedere con Novellino dove lui non trovava spazio. Bisognerà capire anche con i nuovi cosa accadrà. Sicuramente cambierà modulo e passerà alla difesa a tre.
Penso che Scaccabarozzi possa anche giocare esterno a destra. Potrei pensare ad un utilizzo anche di Caldore a sinistra e Scaccabarozzi a destra. La cosa che imputavo grave a Sottili era il fatto che Bentivegna venina lasciato fuori dal gioco. Bentivegna – aggiunge Piccirillo – per me deve stare più al centro del gioco. Schiavi potrà fare il regista o il trequartista. A Sottili credo abbia dato fastidio la cessione di Rizzo a sinistra.
Novellino ha sempre detto che la salvezza era l’obiettivo da raggiungere e parliamoci chiaro era questo l’unico risultato possibile perché la squadra non mi sembrava fatta per i primissimi posti. C’è stata una grande delusione dalla politica per il riconoscimento dello scudetto del 1945. Speriamo che il commissario prefettizio – conclude Piccirillo – non sia disinteressato del tutto a questa problematica come è stato per esempio l’Assessore allo Sport”.
Sono in arrivo nelle casse di 102 comuni siciliani (ELENCO AL DDG N. 49 DEL 01/03/2022) oltre venti milioni di euro del riparto Fondo Investimenti dei comuni per l’anno 2020 per recuperare i deficit legati all’emergenza sanitaria Covid-19.
Si tratta delle somme a saldo dei fondi a valere sul Piano di Sviluppo e Coesione 2014-2020 destinati ai comuni che ne avevano fatto richiesta. Per effetto del decreto di oggi a firma del dirigente generale del Dipartimento delle Autonomie locali, la Regione Siciliana sta provvedendo alla liquidazione delle risorse relative al Fondo investimenti (per un importo di 20.848.240 mln di euro). Il provvedimento si aggiunge alla precedente liquidazione effettuata lo scorso agosto 2021 per un importo di circa 83 milioni di euro.
“Le risorse liquidate con il precedente decreto e con quello odierno andranno a colmare quel deficit di investimenti a finalità sociale accusato dai Comuni a seguito della gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19 – dice l’assessore regionale alle Autonomie locali, Marco Zambuto – Il governo regionale continua a sostenere i Comuni in maniera particolare a seguito del lungo periodo che ha determinato gravi difficoltà finanziarie a tutti gli enti locali“.
Ad essere interessati sono i tutto 102 comuni, di cui 26 comuni ricadenti rispettivamente nel Catanesee nel Messinese, 17 comuni dell’Agrigentino, 15 del Palermitano, 7 della provincia di Enna, 4 comuni rispettivamente situati nel territorio di Ragusa e Siracusa e 3 del Trapanese.
L’OPINIONE
E chi controlla questo come tanto altro ? Non c’è neanche una norma che permetta al cittadino di farlo, di partecipare in modo efficace alla gestione della Cosa pubblica del proprio Ente locale (e figurarsi per il resto) come invece dovrebbe essere in una Nazione che si farcisce di essere Repubblicana, Democratica, Europea, Civile e Occidentale. Ma certi aspetti i nostri trasversali politici non li guardano: loro volano alto. Fino a che dura.
Francesco Rocca, Presidente CRI-IFRC, informa che sono partiti stamattina, da Avezzano, i primi aiuti Croce Rossa: “al via prima missione Cri” a supporto della popolazione. “Come sempre, ci saremo finché ce ne sarà bisogno”.
1 marzo 2022 – Sono partiti questa mattina dal Centro Operativo Emergenze della CRI di Avezzano i primi aiuti umanitari della Croce Rossa Italiana per la popolazione ucraina.
Si tratta di un convoglio con quattro autoarticolati e due macchine leggere con dieci volontari e operatori a bordo. Il carico è composto da medicinali, generi alimentari, coperte e kit di primo soccorso.
“Questa è la prima missione della Croce Rossa Italiana – spiega Francesco Rocca, Presidente CRI-IFRC – a supporto della popolazione e dell’attività della Consorella ucraina. Ce ne saranno altre, strutturate in base alle esigenze che via via si presenteranno. Come sempre, saremo attivi finché ce ne sarà bisogno. Parallelamente, come struttura operativa della Protezione Civile, stiamo supportando la missione di invio aiuti umanitari diretti in Polonia, partita sempre stamane da Avezzano”.
Intanto la Croce Rossa prosegue nella raccolta fondi lanciata proprio a sostegno dell’Emergenza Ucraina a cui è possibile contribuire attraverso il sito CRI https://cri.it/emergenzaucraina/
Tra i tanti snack che hanno invaso il mercato negli ultimi anni, nel tentativo di attirare i consumatori più attenti alla salute, ci sono i ceci arrostiti speziati e croccanti per cui vediamo ora come poter preparare, in casa, dei ceci arrostiti che possono rivaleggiare o superare i marchi acquistati in negozio in termini di sapore e croccantezza.
La ricetta è tratta dal libro dell’editore alimentare Joe Yonan del 2020, «Cool Beans», che condivido di seguito.
Questa ricetta è stata sperimentata sia con ceci in scatola che con quelli preparati in casa , ed entrambi hanno funzionato molto bene per cui starà a te scegliere ciò che è meglio per te ma, anche se li acquisterai in scatola, assicurati che non siano salati .
Un altro vantaggio di fare i ceci arrostiti in casa è la possibilità di inventare più sapori di quelli che troverai al negozio. Se vuoi provare più gusti, è facile aumentare questa ricetta per riempire due teglie bordate o semplicemente dividere il lotto normale in vari modi, particolarmente facile con le pratiche teglie da un quarto di foglio .
I ceci possono essere gustati subito o conservati in un contenitore ermetico per un massimo di una settimana a temperatura ambiente, anche se francamente dubito che dureranno così a lungo.
Ingredienti
1 3/4 tazze di ceci cotti o in scatola senza sale aggiunto (da una lattina da 500g), scolati e sciacquati
2 cucchiaini di olio extravergine di oliva
1/2 cucchiaino di sale fino (o a piacere)
1 cucchiaino di za’atar, o sommacco, o polvere di cinque spezie cinesi, o polvere di curry di Madras, o condimento Tajin, o paprika affumicata o altra spezia o miscela preferita
PREPARAZIONE
Posizionare una griglia al centro del forno e preriscaldare a 300 gradi.
Mentre si scalda metti una teglia grande e bordata nel forno.
Mettere i ceci in una centrifuga per insalata e farli asciugare.
Trasferiscili su uno strato di strofinacci da cucina puliti o di carta assorbente e metti un altro strato di asciugamani sopra, strofinandoli delicatamente per farli asciugare ulteriormente.
Lasciateli asciugare all’aria per almeno 30 minuti.
Trasferite i ceci in una ciotola media e conditeli con 1 cucchiaino di olio, 1/4 di cucchiaino di sale e le spezie.
Trasferite i ceci sulla teglia preriscaldata e fate cuocere per 1 ora, fino a quando i ceci non si saranno leggermente scuriti e cominciano a diventare croccanti sui bordi.
Spegnere il fuoco ma lasciare i ceci in forno a raffreddare (resistere alla tentazione di aprire lo sportello), circa 2 ore.
Trasferite la teglia sul piano della cucina e lasciate raffreddare completamente.
Condite con il restante olio d’oliva e cospargere con il restante sale.
Assaggiate e condite con altro sale e/o spezie, se necessario.
Servite o trasferite in un contenitore ermetico e conservate a temperatura ambiente fino al momento del bisogno.
Informazioni nutrizionali per porzione (1/4 di tazza), usando il sommacco
Calorie: 80;
Grassi totali: 2 g;
Grassi Saturi: 0 g;
Colesterolo: 0 mg;
Sodio: 171 mg;
Carboidrati: 11 g;
Fibra dietetica: 3 g;
Zucchero: 2 g;
Proteine: 4 g
Questa analisi è una stima basata sugli ingredienti disponibili e su questa preparazione ma non vuole sostituire il consiglio di un dietista o nutrizionista.
Operazione della Polizia di Stato eseguita a Palermo e nelle province di Novara, Torino, Vercelli, Milano e Varese, nei confronti di 31 persone per frodi, di cui 8 risultate destinatarie del Decreto di Fermo e Decreto di Sequestro Preventivo, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, 23 destinatarie dell’Informazione di Garanzia e contestuale informazione sul diritto di difesa della persona sottoposta ad indagini.
Gli otto destinatari del provvedimento di fermo sono sottoposti ad indagine perchè si ipotizza a loro carico il coinvolgimento a vario titolo in una associazione criminale che, tra il 2017 e il 2020, si sarebbe resa responsabile di una serie di reati afferenti le frodi in danno di numerose compagnie di assicurazione.
Tali frodi, consistite nel denunciare falsi incidenti stradali, sono state quasi tutte commesse con metodi cruenti, ovvero mediante la frattura degli arti di diversi soggetti coinvolti in qualità di “vittime”. In altri casi, l’associazione ha “acquisito”, mediante raggiri o attraverso metodi estorsivi, pratiche riguardanti altri sinistri stradali, sempre aventi vittime, soggetti polifratturati.
Per quasi tutti gli incidenti stradali individuati, le cui relative pratiche amministrative sono state seguite dal gruppo criminale identificato, è stato rilevato che quasi tutte le “vittime” hanno denunciato di essere state investite mentre percorrevano vie cittadine in sella a biciclette.
È stato possibile comprendere attraverso i falsi sinistri stradali individuati e quelli fortemente sospettati di essere falsi, oggetto di indagine, che il “giro d’affari” economico gestito dal gruppo criminale è stato superiore ad alcuni milioni di euro che le compagnie assicurative hanno corrisposto, a titolo di risarcimento, per le gravi lesioni patite dai denuncianti.
Grazie all’attività d’indagine espletata dai poliziotti del Commissariato di P.S. “Brancaccio”, è stato altresì possibile bloccare la liquidazione di alcuni indennizzi riguardanti altri incidenti stradali che si assumono falsi, i cui importi richiesti alle compagnie risultavano superiori ad alcune centinaia di migliaia di euro.
Soltanto per le pratiche risarcitorie individuate per i falsi sinistri stradali, che rappresentano una esigua parte dei numerosi sinistri organizzati e “gestiti” dall’associazione criminale (i cui capi sono i pregiudicati MACCARRONE Vincenzo, ZIZZA Giuseppe e CORRAO Matteo), il volume d’affari è stato molto rilevante, quasi due milioni di euro, in quanto sono stati liquidati dalle compagnie indennizzi pari a €704.068, riuscendo a bloccarne altri, nel frattempo richiesti, per un importo totale di €1.025.000.
Inoltre, uno degli indagati (G.F.) avrebbe occultato i proventi illeciti, concorrendo alla intestazione fittizia di beni mobili ad un familiare(G.F.), anch’egli indagato, che in realtà di fatto erano di proprietà di uno dei capi dell’organizzazione criminale.
Le indagini hanno riguardato diversi sinistri stradali, denunciati a Palermo, in Piemonte e in Lombardia, da palermitani recatisi in quei luoghi, ufficialmente “per cercare lavoro” oppure “in vacanza” (G.P., G.B., L.C., L.P., S.C., A.M. F.G., M.S., R.S., G.A., E.P., A.G., P.H., F.L. V.A.).
Le indagini venivano avviate dal Commissariato di P.S. “BRANCACCIO” nell’ Aprile del 2020, quando presso l’Ufficio Postale “Acqua dei Corsari” di Palermo, sito in via Galletti, veniva indagato in stato di libertà, per i reati di cui agli artt.477 e 482 c.p., un soggetto (S.P.) trovato in possesso di una carta d’identità palesemente contraffatta appena utilizzata nel tentativo di aprire un conto corrente. In quel contesto si scopriva che altra analoga operazione di apertura di un conto corrente veniva portata a compimento da un altro degli indagati, che aveva però presentato un documento autentico.
Da quel momento le investigazioni sono proseguite con acquisizioni di documentazioni varie, ma soprattutto con attività tecniche d’intercettazione.
Sono state acquisite anche le dichiarazioni confessorie rese da due c.d. “vittime” di incidenti stradali, le quali hanno raccontato dell’organizzazione dei rispettivi falsi incidenti, delle fratture subite e degli importi liquidati dalle compagnie assicuratrici, che sono stati acquisiti quasi interamente dai promotori del sodalizio criminale.
Tra gli indagati figurano tre soggetti (G.M., R.N. e A.Z.) che avrebbero assunto il ruolo di prestanome per l’apertura di conti correnti, gestiti di fatto dai capi dell’organizzazione, sui quali sono confluiti cospicui indennizzi concessi alle “vittime” ma rimasti nell’esclusiva disponibilità dell’associazione criminale. Al riguardo sono stati effettuati vari servizi di osservazione e pedinamento che hanno consentito di cogliere gli attimi in cui i riciclatori o alle volte le stesse “vittime” prelevavano il denaro e lo consegnavano nelle mani dei capi.
Il sodalizio si sarebbe avvalso dell’aiuto di alcuni pregiudicati presenti nel nord Italia (M.V., D.M., C.S., L.P., S.S., D.M.) i quali hanno fornito appoggio logistico e hanno partecipato ad alcuni dei falsi sinistri denunciati.
Durante le indagini e specialmente durante l’attività d’intercettazione dei telefoni è stato rilevato che i tre capi dell’associazione criminale godevano di un tenore di vita estremamente dispendioso, dimostrando di avere notevoli disponibilità finanziarie.
Sono stati così effettuati gli accertamenti patrimoniali individuando beni mobili e immobili, ritenuti di provenienza illecita, di cui gli indagati hanno avuto la disponibilità, disponendone la destinazione ad altri soggetti, mediante interposizione fittizia nella titolarità, che sono risultati essere alcuni familiari ma anche soggetti estranei ai loro nuclei.
I patrimoni riconducibili agli indagati sono risultati, in valore, sproporzionati ai redditi dichiarati e alle attività lavorative svolte, ritenendo, sulla scorta degli elementi indiziari raccolti, che siano stati acquistati con i proventi o con il reimpiego del denaro frutto delle loro illecite attività.
Per tali motivi è stato anche eseguito il contestuale DECRETO DI SEQUESTRO PREVENTIVO di alcuni beni mobili e immobili nella disponibilità dei capi del sodalizio criminale.
Nel corso dell’operazione di polizia eseguita da parte degli investigatori del Commissariato di P.S. Brancaccio, coadiuvati a Palermo dal personale del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale, e nelle province di Novara, Torino e Varese da personale in servizio presso gli Uffici di Polizia di quelle province, sono state effettuate varie perquisizioni, a conclusione delle quali è stato sequestrato materiale utile per le indagini, ma soprattutto sono stati sequestrati i seguenti beni:
1 appartamento di centocinquanta metri quadrati;
n.2 magazzini;
n.1 autovettura Range Rover modello Evoque del 2019
n.1 autovettura BMW X4 del 2019
n.1 Fiat 500 del 2018
n.1 Smart del 2017
n.1 Moticiclo Honda SH del 2019
n.1 Motociclo Honda 125 del 2020
n.1 Piaggio Vespa 150 del 2016
n.1 Mercedes GLC del 2018
n.1 Audi del 2017
Inoltre, n.15 soggetti tra i 31 indagati sono stati segnalati al competente Giudice in quanto percettori, direttamente o attraverso i loro familiari, del sussidio statale meglio noto come “REDDITO DI CITTADINANZA”, al fine di valutare la sospensione immediata di tale beneficio.
Al termine delle attività i soggetti sottoposti a fermo sono stati condotti presso le strutture carcerarie più vicine, e all’esito delle successive convalide i vari Gip hanno assunto i seguenti provvedimenti:
per gli indagati MACCARRONE Vincenzo e ZIZZA Giuseppe è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere, per l’indagato CORRAO Matteo la misura cautelare degli arresti domiciliari, per gli indagati G.B. e S.C. la misura cautelare dell’obbligo della presentazione all p.g., mentre gli altri tre indagati sono stati rimessi in libertà.
NOTA
Giova precisare che gli odierni destinatari di misura restrittiva, sono, allo stato, indiziati in merito ai reati contestati e che la loro posizione sarà definitiva solo dopo l’emissione di una, eventuale, sentenza passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.
Simone Vicidomini | L’Ischia domenica ha superato con un netto 3-0 il Neapolis al termine di una prestazione molto convincente. Oltre ai gol, si sono registrati due salvataggi sulla linea dei difensori napoletani, un palo e altre occasioni che potevano essere meglio sfruttate dai gialloblù che ritornano a fare punti davanti ai propri tifosi.
Tre punti importanti dopo l’ultima sconfitta casalinga contro la capolista Puteolana (1-0) ma soprattutto dopo ben tre trasferte dove Trofa e compagni hanno raccolto ben sette punti. E c’è ancora un rammarico enorme per aver buttato due punti ad Ercolano per il gol subito al novantesimo. Proprio al “Solaro” il Savoia ha fermato la sua corsa e quei due punti avrebbero potuto significare l’aggancio proprio ai biancoscudati di Carannante.
Alla vigilia della gara contro il Neapolis, Iervolino aveva dichiarato che “squadra che vince non si cambia” ed infatti così è stato. Nonostante l’emergenza in mediana con l’assenza di Arcamone e Cibelli (partito dalla panchina), gli isolani hanno giocato una partita davvero ottima, sfociando in un’altra grande prestazione.
Inutile dire che da quando Iervolino ha arretrato nuovamente Sogliuzzo nel suo vero ruolo a centrocampo, proponendo De Luise al centro dell’attacco, si è vista un’altra squadra. Proprio Massimo De Luise, nel match giocato contro la formazione napoletana, ha sbloccato il risultato, trovando la prima rete stagionale con un colpo di testa in tuffo su suggerimento di Sogliuzzo. «Oggi erano importanti i tre punti – dichiara l’ariete gialloblù al termine della gara –soprattutto per i risultati delle nostre concorrenti. Sono contento per la prestazione ma anche per la vittoria ottenuta. Finalmente è arrivato il gol che aspettavo da tanto tempo».
Da quando è entrato nello scacchiere dei titolari in campo, l’Ischia ha cambiato il suo volto. Il merito sicuramente è anche dell’attaccante, visto che Castagna riesce ad avere molto più spazio sulla fascia. «Cerco di dare sempre il massimo. All’inizio ho giocato qualche partita sottotono, ma dipendeva da una questione mentale». L’attaccante tiene a precisare che «adesso sto venendo fuori pian piano e spero di continuare su questa strada».
Bella l’esecuzione del gol che ha indirizzato la partita. «Ho visto la palla che arrivava nell’area di rigore e mi sono buttato: fortunatamente è entrata. Il portiere nel primo tempo ha fatto un ottimo intervento. Nel secondo tempo potevo fare di più su quella palla che mi ha servito Trofa».
Questo gruppo squadra isolano fin dove può arrivare? «Noi ci proveremo fino alla fine. Ormai il secondo posto è a due punti. Ci dobbiamo provare per forza, dipende tutto da noi. Vincere tutte le partite significa matematicamente arrivare lì. Ripeto, ci proveremo facendo il possibile».
Cosa è avvenuto: Raid e bombardamenti hanno avuto luogo nella notte, con oltre 70 soldati ucraini uccisi in un attacco dell’artiglieria russa contro una base militare a Okhtyrka.
Di seguito una sintesi degli eventi delle ultime ore:
– L’esercito russo continua la sua costante avanzata su Kiev, con immagini satellitari che individuano un convoglio corazzato che sembra essere lungo circa 65 chilometri.
– Le truppe russe hanno iniziato un assalto di terra alla città meridionale di Kherson, affermano numerosi testimoni. Altre esplosioni sono state udite durante la notte nelle città di tutto il paese.
– Mentre erano in corso i colloqui di pace, i russi hanno continuato a bombardare città e paesi tra cui Kharkiv, Kiev e Chernihiv, secondo il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky.
– Il presidente Zelensky ha chiesto una no fly zone sul suo paese e la rimozione della Russia dalla carica di membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
– L’Ucraina ha presentato una richiesta formale di adesione all’Unione europea e almeno altri otto paesi dell’Ue hanno già segnalato il loro sostegno.
Come riportato da askanews, anche all’alba di questa mattina, le sirene di allarme aereo hanno suonato ripetutamente in numerose località dell’Ucraina.
Oltre a Kiev, sono state udite nelle città occidentali di Ternopil, Vinnytsia, Rivne, così come nelle città centrali di Cherkasy e Kropyvnytskyi, mentre continua l’offensiva delle forze russe.
A quanto sembra, anche oggi, nell’attacco a Kharkiv che ha provocato decine di morti, i russi non hanno esitato a commettere un Crimine di Guerra ricorrendo alle bombe a grappolo.
Mentre era ancora in corso l’incontro tra una delegazione russa e quella ucraina nella regione di Gomel, al confine con la Bielorussia, a Kharkiv, la seconda città ucraina per popolazione, i russi hanno cominciato un pesantissimo bombardamento facendo uso, ancora una volta e a quanto sembra, di razzi tipo Uragan e quindi con un carico di bombe a grappoli che stanno facendo numerose vittime anche sulla popolazione civile come segnalato dal consigliere del ministero dell’Interno, Anton Herashchenko che afferma: “Decine di civili sono stati uccisi e centinaia di altri feriti durante i pesanti bombardamenti russi della città di Kharkiv, nell’Ucraina orientale. Il mondo intero deve vedere questo orrore”.
L’uso delle bombe a grappolo anche in questa occasione sembra testimoniato da un video che mostra il bombardamento su Kharkiv e dalla cui osservazione da parte di esperti sembra mostrare, appunto, l’uso da parte della Russia di questo tipo di bombe come già testimoniato e certificato in precedenti attacchi come, ad esempio, quello del 25 febbraio su una scuola materna nell’Ucraina nord-orientale che, come dichiarato Amnesty International il 27 febbraio 2022, fu colpita con bombe a grappolo proibite dalla comunità internazionale ma che anche in quell’occasione furono usate mietendo vittime tra i civili uccidendone tre, tra i quali un bambino, mentre un secondo bambino fu ferito.
L’attacco odierno arriva dopo che le truppe ucraine erano riuscite a riprendere il controllo della città dall’esercito russo. Ieri i residenti avevano descritto violenti scontri nelle strade di Kharkiv, in migliaia si erano rifugiati negli scantinati
Anche questa volta, vittime e detriti sul posto, sono sotto analisi degli esperti per confermare o meno che, anche in questo caso, i russi sono ricorsi all’uso di razzi Uragan da 220 mm, 9M27K o 9M27K1, che trasportano 30 munizioni a grappolo 9N210 o 9N235, che sono quasi identiche e differiscono solo per la lunghezza del ritardo della loro autodistruzione.
Nel caso del bombardamento della scuola è ormai confermato l’uso incivile di bombe a grappolo come riportato, per la prima volta, dall’organizzazione investigativa open source Bellingcat, che ha potuto analizzare i resti del cono dell’ogiva e del vano di carico del razzo 9M27K che furono scoperti 200 metri più a est.
C’è da annotare anche che i Multiple Launch Rocket Systems (MLRS), come i razzi Uragan da 220 mm usati nell’attacco alla scuola (e quindi probabilmente ancora oggi), sono privi di guida e notoriamente imprecisi, e non dovrebbero mai essere usati in aree civili popolate.
Inoltre, poiché spargono le munizioni su una vasta area e hanno un tasso di scarto estremamente alto, fino al 20% – e a causa della conseguente minaccia che rappresentano per i civili – le munizioni a grappolo sono armi intrinsecamente indiscriminate che sono internazionalmente vietate da un trattato sostenuto da più di 100 stati. L’uso di queste armi viola il divieto di attacchi indiscriminati e rientra tra i Crimini di Guerra