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Savoia calcio, vittoria a Palermo per 3-1, è vetta solitaria a 90′ dalla fine

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LA QUINTA VITTORIA CONSECUTIVA PER IL SAVOIA A PALERMO PORTA I BIANCHI IN VETTA SOLITARIA GRAZIE AL PAREGGIO DELLA NISSA

Grande vittoria del Savoia per 3 a 1 a Palermo e grazie al pareggio della Nissa per 1 a 1 con il Sambiase, i torresi sono soli al comando della classifica.

NOVANTA MINUTI PER IL SOGNO DELLA SERIE C

Adesso mancano solo 90′ al Savoia che ha il match point promozione. Domenica prossima il Giraud sarà una bolgia nell’ultima giornata quando i bianchi giocheranno contro la Sancataldese, che ha ancora poche speranze di playout.

La Nissa invece ospiterà il Paternò che è già retrocesso, ma adesso dipende solo dal Savoia.

IL TABELLINO

ATHLETIC CLUB PALERMO: Martinez; Panaro (dal 1’ st Faccetti), Vesprini, Crivello, Mazzotta; Varela, Maurino (dal 41’ st Matera), Rampulla (dal 41’ st Grammauta); Grillo (dal 41’ st Zaic); Micoli, Bonfiglio (dal 34’ st Devola). Allenatore: Ferraro. A disposizione: Cucinotta, Torres, Anzelmo, Rafele.

SAVOIA: Iuliano; Frasson, Checa, Cadili; Schiavi, Pisacane, Meola (dal 30’ st Vaccaro), Fiasco (dal 44’ st Tiveron); Umbaca (dal 26’ st Ledesma), Munoz (dal 10’ st Guida); Nussbaumer (dal 20’ st Favetta). Allenatore: Catalano. A disposizione: De Lorenzo, Bitonto, Reis, Forte.

Reti: al 12’ pt Umbaca (S), al 39’ pt Munoz (S), al 22’ st Micoli (A), al 39’ st Guida (S).

Ammonizioni: al 9’ pt Maurino (A), al 8’ st Pisacane (S), al 29’ st Cadili (S), al 35’ st Iuliano (S).

 

Juve Stabia, un punto che vale oro: all’Adriatico trionfano il cuore e la mentalità delle Vespe

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Ci sono pareggi che, nell’economia di una stagione, pesano esattamente quanto una vittoria. Quello ottenuto dalla Juve Stabia allo Stadio Adriatico rientra di diritto in questa ristretta categoria. In un clima infuocato e contro una delle formazioni più in forma del torneo, i ragazzi di Ignazio Abate hanno firmato un piccolo, grande capolavoro di resilienza, portando a casa un 1-1 che suona come un vero e proprio inno al carattere e al sacrificio.

L’emergenza come stimolo, non come alibi

La vigilia della trasferta abruzzese non era stata delle più semplici. La lista degli indisponibili era lunga, con assenze pesantissime in ogni reparto che avrebbero potuto facilmente scoraggiare chiunque. Ma è proprio nel momento di massima difficoltà che è emersa l’anima più pura di questa squadra.

Mister Abate ha saputo rimescolare le carte con maestria, chiedendo ai suoi uomini un extra-sforzo non solo fisico, ma soprattutto mentale. Questo 1-1 rappresenta la sintesi perfetta della filosofia impressa dal tecnico: una squadra che non cerca mai scuse nelle assenze, ma trova sempre soluzioni nel collettivo.

La reazione: il sigillo di Correia oltre l’ostacolo

Il Pescara, spinto dal pubblico di casa, ha provato a far valere la spietata legge di chi ha un disperato bisogno di punti salvezza. Passati in vantaggio, i padroni di casa hanno cercato di chiudere i giochi, ma non avevano fatto i conti con il cuore enorme delle Vespe.

Nonostante la rete subita, la Juve Stabia non si è minimamente disunita. La squadra ha continuato a lottare su ogni pallone, giocando con coraggio e credendo ciecamente nell’impresa. Alla fine il gol del pareggio a firma di Correia è stato il premio sacrosanto per una squadra che non ha mai smesso di proporre la propria idea di calcio, anche nuotando controcorrente.

Verso il Frosinone: la prova del Menti tra campo e scrivania

Le Vespe hanno dimostrato per l’ennesima volta che la direzione intrapresa è quella corretta. Se questo è lo spirito con cui si affrontano e si superano le gare in piena emergenza, nessun traguardo è realmente precluso. Il punto conquistato all’Adriatico è d’oro, ma l’anima mostrata sul rettangolo verde brilla di una luce ancora più intensa.

Ora, la prossima fermata è quella dello Stadio Romeo Menti. A Castellammare di Stabia arriverà un Frosinone agguerrito, pronto a cercare il bottino pieno con le orecchie tese alle notizie provenienti dagli altri campi per alimentare i propri sogni di promozione. Inutile sottolineare la difficoltà della sfida alle porte, ma del resto nemmeno la gara di Pescara era materia semplice sulla carta, considerando il girone di ritorno davvero importante che i ragazzi di mister Gorgone stanno disputando.

Al Menti serviranno, ancora una volta, non solo gambe, ma testa e cuore. Un mix bellissimo che i tifosi sperano possa essere accompagnato da buone notizie anche fuori dal rettangolo di gioco: l’attesa è tutta per quella benedetta risposta da “altre sedi”, fondamentale per allontanare in maniera ufficiale le tante ombre extra-calcistiche comparse all’orizzonte negli ultimi giorni e permettere a questa squadra di continuare a sognare in serenità.

Festa della Liberazione 2026. Castellammare, uniti nel ricordo: il sole illumina la memoria dei suoi martiri

Una splendida giornata di sole ha fatto da cornice alle celebrazioni per gli eroi della Resistenza stabiese. Una marea umana, di volti giovani e meno giovani, ha invaso le strade del centro per celebrare il sacrificio dei martiri della Resistenza. Tra lo sventolio delle bandiere e le note solenni delle marce militari, la città ha risposto “presente” alla chiamata della memoria, trasformando la ricorrenza in un potente messaggio di unità e libertà.

Il corteo ha preso il via dalla storica cornice di Piazza Matteotti. Al suono solenne degli inni, tra le bandiere che garrivano orgogliose al vento, il gruppo, guidato dalle massime autorità civili e militari, affiancate dai rappresentanti delle associazioni d’arma e dei partigiani, si è mosso in un’atmosfera di profondo rispetto.

Oltre all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e all’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, è stata massiccia la partecipazione di tutto il mondo dell’associazionismo locale: in prima linea l’Associazione Nazionale Carabinieri, l’Associazione Protezione Verde Pro Natura, l’ANGE (Guardie Zoofile Napoli distaccamento Monti Lattari), la Pro Loco di Castellammare di Stabia e numerose altre sigle del territorio, presenti con i loro volontari, a testimonianza di una rete civile sempre vigile e partecipe.

Di particolare rilievo è stata la presenza del comitato “Gioventù che Resiste”, intervenuto con un numero molto alto di ragazzi, portando una ventata di energia e impegno civile alla manifestazione.

Ma a colpire maggiormente è stata la grande partecipazione della gente comune: famiglie, bambini e anziani hanno camminato fianco a fianco, uniti dal desiderio di non disperdere il patrimonio morale lasciato dai propri martiri.

La sfilata si è snodata lungo Corso Vittorio Emanuele, in una lunga scia tricolore, fino a raggiungere il cuore della celebrazione in Piazza Principe Umberto. Qui, in un silenzio carico di emozione, interrotto solo dalle note del “Silenzio” d’ordinanza e dell’”Inno di Mameli”, è stata deposta una corona d’alloro davanti al Monumento ai Caduti.

Il gesto simbolico ha suggellato il legame indissolubile tra la città di Castellammare e coloro che, nel settembre del 1943, scelsero la via del coraggio per difendere il cantiere e la dignità di un intero popolo. Ricordare oggi, non è solo un atto formale, ma un dovere verso chi ha pagato con la vita la nostra libertà.

Dopo i saluti e i ringraziamenti alle associazioni e ai corpi militari presenti, nel discorso del sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza, il richiamo ai pericoli della guerra mondiale che incombono su tutti noi:

Qui in Europa, nel Mediterraneo, nel Vicino Oriente c’è una guerra violenta e inumana. Stiamo perdendo il senso dell’umanità. Non solo gli autocrati al potere in importanti paesi stanno disprezzando le regole della convivenza civile, ma persino le nostre democrazie occidentali, che hanno garantito per ottant’anni benessere, sicurezza, pace e sviluppo, si mostrano sfibrate, incerte, disorientate.

Un grande filosofo del Novecento, Benedetto Croce – ha continuato il sindaco – avrebbe detto: le forze oscure della storia stanno riemergendo improvvisamente. Castellammare si fregia sul suo Confalone della Medaglia d’oro al Merito Civile. Fu conferito dal Presidente Carlo Azelio Ciampi. Castellammare se l’è meritata questa medaglia d’oro, perché nel settembre di 83 anni fa, nel settembre del1943, Castellammare ha combattuto per difendere la sua dignità, la sua libertà. Kesselring aveva dato ordine di distruggere tutto e gli operai, i militari, i marinai di Castellammare difesero il Cantiere Navale.

Per rappresaglia i nazisti, spalleggiati dalla canaglia fascista, – ha ricordato il primo cittadino –fucilarono cinque persone innocenti, tra questi anche un bambino di appena 8 anni, Umberto Palatucci. Questo ricordo ci porta inevitabilmente alle parole che ha pronunciato in questi giorni nel suo viaggio in Africa, Papa Leone XIV, quando ha ricordato il bambino libanese che lo aveva accolto ed ora è stato assassinato. Come vedete, la storia, il suo flusso imponente, tumultuoso, a volte atroce, ritorna.

La vostra partecipazione così numerosa è il senso di uno spirito pubblico rinnovato. – ha concluso – Sono orgoglioso e vi ringrazio. Credo in questi mesi di aver indossato questa fascia tricolore con disciplina e onore. Mi considero un partigiano della mia città, insieme a tutti quanti voi per difenderla, per sostenerla, per farla crescere, perché ci sono in questa città forze neppure tanto oscure che vogliono ricacciarla nell’immobilismo. Viva la Resistenza, viva Castellammare, viva l’Italia antifascista!”

La manifestazione si è poi spostata nella suggestiva cornice della Villa Comunale. Qui, davanti al Monumento alla Resistenza, è stata deposta una seconda corona d’alloro, a sottolineare il legame profondo tra la cittadinanza e la lotta partigiana.

Un momento importante è stato anche il discorso di Giuseppe Di Massa, presidente della sezione locale dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). Di Massa ha preso la parola ricordando che la memoria non è solo un atto del passato, ma un impegno per il presente. Ha sottolineato l’importanza di trasmettere i valori di libertà e democrazia alle nuove generazioni, ricordando come Castellammare sia stata protagonista di una delle prime e più coraggiose rivolte contro l’occupazione nazifascista.

Altrettanto significativo è stato il passaggio davanti al Monumento al Marinaio, dove è stata deposta una terza corona d’alloro. In questa occasione, Vincenzo Amato, presidente dell’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia), sede di Castellammare, ha pronunciato parole toccanti, sottolineando il legame indissolubile tra Castellammare e il mare. Ricordandone i nomi, ha reso omaggio a quei marinai che difesero, con estremo coraggio, il Cantiere Navale e la dignità nazionale.

Proprio in Villa, una quarta corona d’alloro è stata deposta sotto la targa commemorativa dedicata a Domenico Baffigo, l’eroico comandante che guidò la difesa del Cantiere contro le truppe tedesche, pagando con la vita il suo coraggio.

Le corone d’alloro deposte sui monumenti ai caduti non sono un semplice decoro, ma un potente simbolo carico di storia e significato. L’alloro, infatti, rappresenta l’eternità e la fama che non appassisce mai, come il ricordo dei martiri che resta vivo nel tempo, nonostante il passare degli anni.

Un momento significativo anche nel finale. Davanti alle due lapidi sulla facciata di Palazzo Farnese, sede del municipio, che ricordano eventi tragici e significativi legati alla Seconda Guerra Mondiale, dopo l’omaggio dell’alloro, i rappresentanti di Gioventù che Resiste hanno ricordato i giovani stabiesi caduti per la lotta di liberazione.

Vedere così tanti ragazzi onorare i propri coetanei del passato ha segnato il passaggio del testimone dei valori di pace e libertà, chiudendo le celebrazioni con un forte messaggio di speranza per il futuro.

La giornata si è chiusa così, tra gli applausi e la commozione, con una certezza: il sacrificio di quei ragazzi non è stato vano e continua a vivere nel cuore pulsante di Castellammare, una comunità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Juve Stabia: Oltre al punto la trasferta di Pescara porta in dote la squalifica di Salim Diakitè

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Arriva una notizia dal sapore decisamente amaro per mister Ignazio Abate e per tutti i tifosi della Juve Stabia. In vista del cruciale match casalingo allo stadio Romeo Menti contro il Frosinone, valido per la giornata n.37 del campionato di Serie B, le “Vespe” dovranno rinunciare a uno dei pilastri difensivi: Salim Diakité.

La fatale ammonizione di Pescara

Il difensore è incappato in un’ammonizione tanto inevitabile quanto pesante durante l’ultimo turno di campionato. Sanzionato con il cartellino giallo al 50′ minuto della sfida contro il Pescara, Diakité ha fatto scattare la squalifica automatica, essendo già nell’elenco dei diffidati.

L’ufficialità dello stop da parte del Giudice Sportivo arriverà nei prossimi giorni, ma la matematica dei cartellini non lascia scampo. Il difensore potrà tornare a disposizione di mister Abate solamente per l’ultima giornata della regular season o per gli eventuali, caldissimi, playoff.

Un vuoto incolmabile al centro della difesa

Si tratta di un’assenza che pesa come un macigno nell’economia del gioco gialloblù. Arrivato alla corte delle Vespe in prestito dal Palermo durante il mercato di riparazione di gennaio 2026, Diakité ci ha messo pochissimo a conquistare la piazza campana.

Si è imposto fin dal primo minuto come un vero e proprio leader della retroguardia. Ha garantito al reparto fisicità e velocità, due caratteristiche che sarebbero state fondamentali per arginare il pericoloso attacco del Frosinone. Dal suo sbarco a Castellammare ha inanellato una serie di prestazioni di altissimo livello, diventando un punto fermo della stagione 2025/2026.

Il rebus tattico per Ignazio Abate

Il grattacapo per la panchina gialloblù è ora servito. Con la squalifica di Diakité, il tecnico perde non solo un titolare inamovibile, ma anche un elemento di grande duttilità tattica e carisma.

Lo staff tecnico sarà costretto a ridisegnare gli equilibri e le geometrie della difesa per la prossima, decisiva partita, prevista per venerdì 1 maggio 2026.

La decisione definitiva su chi prenderà il posto dell’ex Palermo arriverà verosimilmente solo dopo la decisiva seduta di rifinitura di giovedì. Una cosa, però, è certa: contro il Frosinone, il “fortino” del Menti dovrà ergersi a muro impenetrabile, chiedendo un sacrificio collettivo a tutta la squadra per sopperire alla mancanza del difensore di proprietà del Palermo.

Juve Stabia, Una maturità da grande squadra: Le Vespe strappano un punto d’oro all’Adriatico

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In un palcoscenico prestigioso e contro un avversario ferocissimo, le Vespe guidate da mister Ignazio Abate hanno dimostrato la dote più preziosa per chi vuole sognare in grande: la capacità di saper soffrire senza mai perdere la propria identità tattica e mentale.

Il Botta e Risposta: Insigne Illude, Correia Gela il Pescara

La partita si è rivelata fin dalle prime battute un raffinato gioco di scacchi, con le Vespe che hanno condotto in lungo e il largo la prima frazione di gioco. Nel secondo tempo l’equilibrio è stato rotto esclusivamente dalle fiammate di singoli campioni in campo:

  • 52′ – Lo Spauracchio Insigne: Quando Lorenzo Insigne ha disegnato la sua proverbiale traiettoria su punizione, portando avanti il Pescara, l’atmosfera si è fatta improvvisamente pesante. L’errore di posizionamento di Confente sembrava poter essere il preludio a un pomeriggio da dimenticare per i colori gialloblù.

  • 60′ – La Reazione Fulminea: Ma il calcio è fatto di reazioni. Ci ha pensato Omar Correia a rimettere le cose a posto, coronando una prestazione da leader vero. Il merito del gol va però diviso con un Okoro in versione assist-man di lusso: la fuga del giovane attaccante e il piattone sicuro di Correia hanno gelato l’Adriatico, ristabilendo un equilibrio che per quello fatto in tutti i 90 minuti lascia l’amaro in bocca alla Juve Stabia per le occasioni create.

La Muraglia Arretrata e la Redenzione di Confente

Se l’attacco ha messo la firma sul tabellino, è stato il pacchetto arretrato a garantire e blindare il risultato. Dalle Mura ha offerto l’ennesima prova di eleganza e pulizia tecnica, confermandosi un regista difensivo di categoria superiore, capace di impostare e distruggere il gioco avversario con la stessa efficacia.

Ma la “storia nella storia” di questo pomeriggio abruzzese è quella dell’estremo difensore: Dal buio della punizione subita alla luce dei miracoli su Di Nardo e Brugman, Alessandro Confente ha vissuto una partita dalle mille emozioni.

Il portiere stabiese ha saputo resettare la mente, abbassando la saracinesca proprio quando il Pescara premeva con più forza. Ha riscattato l’incertezza iniziale con interventi decisivi che, ai fini della classifica, valgono esattamente quanto un gol attaccante.

Un Manifesto Programmatico

Il pareggio di Pescara non è solo un semplice numero da aggiungere alla classifica, ma un vero e proprio manifesto programmatico. Nonostante l’assenza pesante che si profila per la prossima gara (il cartellino giallo rimediato da Diakitè comporterà una squalifica che peserà come un macigno), la Juve Stabia torna a casa con una certezza granitica: questa squadra ha un’anima.

Sa incassare i colpi di campioni assoluti come Insigne, sa rialzarsi facendo leva sulla forza del gruppo e sa colpire di rimessa con una lucidità spietata. Il punto prezioso strappato all’Adriatico non è un traguardo, ma un altro solido mattone per costruire un futuro ambizioso.

Se il buongiorno si vede dal mattino, questa stagione ha ancora moltissime pagine gloriose da scrivere per le Vespe.

Pescara – Juve Stabia (1-1): Il podio e il contropodio gialloblù

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La Juve Stabia fa un altro piccolo passo verso l’isola “playoff” portando a casa un punto da Pescara. La squadra di Abate avrebbe, forse, meritato qualcosa in più ma la punizione vincente di Insigne ad inizio ripresa complica i piani stabiesi, poi raddrizzati da Correia.

PODIO

Medaglia d’oro: ad Omar Correia, serbatoio di energie e gol pesanti della stagione della Juve Stabia. Nel momento più complesso, dopo lo svantaggio, il francese traina le vespe con l’incursione che segue il bel movimento di Okoro per pareggiare i conti. Suo, pure, nel primo tempo il tacco geniale che scatena la sgroppata di Cacciamani, con Ricciardi fermato sulla linea di porta. Esce nello stretto con l’abilità di conducente di bus in strade che lasciano poco spazio di manovra, trasformandosi in un bolide quando ha spazio.

Medaglia d’argento: ad Alvin Okoro che, pur non al meglio, tiene botta alla difesa del Pescara. Non è Candellone (che manca terribilmente) ma il giovane ex Venezia cerca di “travestirsi” da numero 27: fa a sportellate, scatta, rincula in ripiegamento e tenta di calcolare verso la porta. Fa, insomma, quello che si chiede ad un attaccante di una squadra operaia come la Juve Stabia. Ha il merito di accendersi proprio quando il rischio di spegnersi è alto, ossia dopo il gol di Insigne. Metà della rete di Correia è sua.

Medaglia di bronzo: a Christian Dalle Mura, una certezza da cui, schiarite le nubi sul futuro, ripartire anche nella prossima stagione. La piacevole intuizione di Lovisa continua a crescere, non facendo sentire la mancanza di Bellich e disimpegnandosi bene sul centro sinistra. Probabilmente, tra i tre difensori è quello che soffre meno, non perché poco impegnato ma perché attento e preciso. Lasciare andare un calciatore in prestito, scontento pur se impiegato con continuità, per prenderne uno di proprietà e più pronto alla Serie B è stato un vero colpo.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: ad Alessandro Confente, versione luci ed ombre. Prosegue la personale saga da Dr. Jekyll e Mr Hyde del portiere, che alterna ingenuità imperdonabili a parate di alto livello. Da applausi il riflesso con cui impedisce a Di Nardo di lanciare il Pescara nel nuovo vantaggio, ma non tanto da cancellare la “saponetta” con cui quasi accompagna in rete il calcio di punizione tutt’altro che impeccabile di Insigne.

Medaglia d’argento: a Fabio Maistro, che non accende la luce. Fiaccato anche dal gran caldo, il 37 non trova la giocata giusta, rallentando spesso il gioco anziché procedere con la soluzione più immediata. Anche quando ha la palla sul mancino al limite dell’area, non calcia accartocciandosi per provare vie di passaggio a dir poco forzate.

Medaglia di bronzo: a Manuel Ricciardi, preferito a Carissoni ma poco incisivo. Considerazioni simili a quelle fatte per Maistro, con Ricciardi un po’ ingolfato ed indeciso nel momento chiave di azioni comunque ben portate avanti. C’è da dire che la giornata opaca ha contraddistinto entrambe le fasce, con Cacciamani pure non brillante, ma autore di qualche lampo, sull’out mancino.

IL MORSO DELLA VESPA. Questo Stabia merita una società! 1-1 a Pescara, Playoff ad un passo

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In un clima sospeso tra l’entusiasmo del campo e le nebbie che avvolgono il futuro del club, la Juve Stabia strappa un pareggio prezioso all’Adriatico di Pescara. L’1-1 finale non è solo il terzo risultato utile consecutivo, ma rappresenta un mattone pesantissimo per la costruzione della casa “Playoff”, ormai quasi ultimata a soli 180 minuti dal termine della regular season.


La Cronaca: Tra scintille e riflessi

La partita si accende subito con le Vespe arrembanti. La prima fiammata porta la firma di Ricciardi, il cui tiro a botta sicura sembra destinato alla rete finché Cagnano non si immola con una spaccata miracolosa. Il Pescara, però, non resta a guardare: obbligati a far punti per evitare la zona retrocessione, gli abruzzesi si aggrappano al loro fuoriclasse, Lorenzo Insigne. L’ex capitano del Napoli scarica un destro di prima intenzione che costringe Confente a un colpo di reni per alzare la sfera sulla traversa.

Il finale di primo tempo è un monologo stabiese, ma la palla non vuole entrare:

  • Saio mura coraggiosamente Cacciamani in uscita.

  • Sulla respinta, Leone tenta il tap-in vincente, ma trova l’opposizione decisiva di Bettella.

Botta e Risposta: La firma dei campioni

La ripresa si apre con la doccia fredda per la Juve Stabia. Al minuto 50, su una punizione insidiosa del solito Insigne, Confente si fa sorprendere: vede il pallone solo all’ultimo e la sua incertezza regala il vantaggio ai padroni di casa. Per il talento di Frattamaggiore è il quinto centro in undici presenze, una media da trascinatore.

La reazione delle Vespe è però da grande squadra. Solo dieci minuti dopo, la Juve Stabia rimette le cose a posto:

  1. Okoro brucia sullo scatto Bettella.

  2. Serve un cross basso chirurgico per l’accorrente Correia.

  3. Il centrocampista francese non fallisce da centro area, siglando il suo quarto gol stagionale.

Nel finale sale in cattedra nuovamente Confente: il portiere si riscatta dall’errore sul gol blindando il pari con due interventi prodigiosi su Di Nardo e Brugman.


Il Futuro: Il campo corre, la società insegue

Mentre la squadra corre verso gli spareggi promozione, gli occhi dei tifosi sono rivolti fuori dal rettangolo verde. Il punto di Pescara dà serenità alla classifica, ma l’incognita resta legata a Francesco Agnello.

“Il nuovo proprietario, ancora mai visto in città, è atteso alla prova dei fatti: entro la settimana serviranno garanzie economiche concrete per l’iscrizione al prossimo campionato.”

La Juve Stabia ha dimostrato di essere una certezza sportiva; ora tocca alla nuova proprietà dimostrare di essere all’altezza della passione di Castellammare. I playoff sono a un passo, ma la partita più importante si gioca negli uffici.

Pescara – Juve Stabia (1-1): Le pagelle ai calciatori gialloblù

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Nella 36ª giornata del campionato di Serie BKT 2025/2026, la Juve Stabia esce indenne dalla complessa trasferta dello Stadio Adriatico, conquistando un 1-1 preziosissimo contro il Pescara in questo caldissimo finale di stagione.

È stata una partita tosta e combattuta, giocata a viso aperto da entrambe le formazioni. A cercare di spezzare l’equilibrio ci ha pensato Insigne, autore del gol che ha temporaneamente portato in vantaggio i padroni di casa. La reazione dei gialloblù, però, è stata da grande squadra: senza disunirsi, le Vespe hanno raddrizzato il match grazie alla rete di Correia, strappando un pareggio fondamentale che muove la classifica a soli due turni dalla fine del campionato.

Una prova corale fatta di sacrificio, tenuta mentale e voglia di non arrendersi di fronte alle difficoltà di un campo ostico. Ma chi si è distinto maggiormente sul rettangolo verde? E chi, invece, ha faticato a imporre il proprio gioco?

Di seguito, le nostre valutazioni sulle prestazioni individuali dei calciatori della Juve Stabia:

Confente 6: Oggi prestazione in chiaro scuro, alcune imprecisioni come quella grave su Insigne che poteva incidere in modo negativo sul risultato, poi ottimi interventi gli fanno guadagnare la sufficienza.

Diakite 6: Anche oggi partita tutta fisica per contenere i pescaresi, non va mai in affanno anche quando si trova davanti un certo Insigne , esce per non rischiare perché ammonito. Dal 60’Varnier 6:entra per dare più tranquillità al pacchetto difensivo e per aiutare la costruzione dal basso.

Giorgini 7: Si conferma ancor di più baluardo difensivo, concede poco o niente agli attaccanti adriatici.

Dalle Mura 7: Idem come il compagno di reparto, non concede quasi niente agli avversari.

Ricciardi 6: Oggi parte lui come quinto di destra per presidiare la fascia e aiutare il nei raddoppi, lavoro svolto con tranquilla sufficienza, forse sostituito perché ammonito. Dal 46′ Carissoni 6: entra per fare lo stesso lavoro del compagno, compito che viene portato a termine sufficientemente.

Mosti 6,5: Oggi in posizione più bassa per proteggere la difesa dalle incursioni di insigne, spezza le linee di passaggio dei pescaresi, lavoro che lo portano a limitare le sue azioni offensive. Dal 90’Pierobon:sv

Leone 7: Partita di spessore, detta i tempi di gioco con le sue geometrie, basta una mano per contare le scelte sbagliate. Vedendo dei giocatori di serie A non si spiega che ci fa un giocatore simile in serie B.

Correa 6,5: Schierato da mezzala sinistra, sfruttando la sua fisicità vince molti duelli, più presente in fase offensiva tanto da portarlo a realizzare il gol del meritato pareggio e sfiorarne un altro per poteva portare alla vittoria.

Cacciamani 6: In questo finale di campionato ha perso la verve nello sprint di inizio campionato che lo rendono un po’ nervoso tanto da prendere una stupida ammonizione, tutto sommato il suo lavoro sulla fascia è sempre utile. Dal 60′ Mannini 5,5: entra per dare un apporto più conservativo, poche le occasioni per mettersi in luce, forse non ha recepito in pieno i compiti assegnati dal mister

Maistro 6: Fino a quando il fisico lo ha sorretto con la sua tecnica con palla a terra e la capacità di tracciare pericolose traiettorie su palle inattive per alimenta il gioco offensivo. Dal 64′ Gabrielloni 5: Entra ? Forse per dare più fisicità all’attacco, ma il suo contributo è stato impalpabile, presenza senza infamia e senza lode.

Okoro 7: Partita da vero centravanti, gli è mancato solo il gol, nelle sue azioni sfrutta il fisico e la velocità, mantiene sempre lunga la squadra, chiede ai compagni di servirlo in profondità, da un suo duello vinto in velocità nasce l’azione che porta al gol del pareggio.

Abate 7: Anche oggi le vicende societarie non hanno pesato sulla mente dei giocatori che ormai sono sempre più convinti di partecipare ai playoff, buon lavoro dello staff di Abate.
Abate alle prese ancora con molte assenze si affida al consueto 3-5-1-1 con Maistro alle spalle di Okoro, per limitare le incursioni di Insigne abbassa Mosti con compiti di schermatura, Leone centrale e Correia mezzala sinistra, questo schieramento portano al controllo del gioco e a sfiorare il vantaggio in alcune situazioni pericolose. Nel secondo tempo attua delle logiche sostituzioni dettate dalle ammonizioni ricevute, forse solo quella di Mannini è sembrata troppo conservativa, si poteva osare di più per chiudere definitivamente il capitolo playoff.

Pescara – Juve Stabia 1-1, Gorgone: “Gara difficile, finalmente fuori dalla zona retrocessione diretta”

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Termina in parità la sfida dello Stadio Adriatico tra Pescara e Juve Stabia, valida per la 36ª giornata del campionato di Serie BKT 2025/2026. Un 1-1 combattuto, aperto dal guizzo di Insigne per i padroni di casa e pareggiato dalla rete di Correia per le Vespe. Un punto dal peso specifico enorme per il Delfino, che muove la classifica in un momento cruciale della stagione.

Al termine dei 90 minuti, il tecnico biancazzurro Giorgio Gorgone ha analizzato la prestazione dei suoi in conferenza stampa, tracciando un bilancio tra la fatica spesa, il rammarico per la vittoria sfumata sull’occasione di Di Nardo e il sollievo per una classifica che dice che la salvezza è possibile.

Un punto che vale l’uscita dalle retrovie

Il mister del Pescara non ha nascosto le insidie di un match scorbutico contro un avversario ben messo in campo, ma ha sottolineato l’importanza vitale del risultato odierno in chiave salvezza.

“È stata una partita complicata, la Juve Stabia ci ha messo in difficoltà” – ha esordito Gorgone – “ma oggi, per la prima volta dopo un bel po’ di tempo, siamo fuori dalle ultime tre posizioni. Sono dispiaciuto per i tre punti mancati, ma c’è uno sforzo fisico e mentale enorme che è stato fatto. Continueremo a spingere, consapevoli che abbiamo davanti due partite impegnative”.

Il dispiacere per il pubblico e il peso dello stress

L’Adriatico ha risposto presente, regalando alla squadra una spinta importante. Gorgone ha voluto ringraziare i tifosi, analizzando lucidamente i motivi che hanno impedito al Pescara di conquistare l’intera posta in palio, evidenziando il forte impatto della stanchezza di fine stagione: “Dispiace per il pubblico, c’era una cornice importante che meritava qualcosa in più. La bravura da parte della Juve Stabia, unita al nostro dispendio fisico e a qualche calciatore meno brillante del solito, non ci ha permesso di vincere. Lo stress mentale incide tanto in questa fase. Non a caso, oggi anche tre calciatori della Juve Stabia hanno finito la partita con i crampi”.

La volata finale e l’ospite speciale

Sugli spalti dell’Adriatico non è passata inosservata la presenza di un tifoso d’eccezione, Marco Verratti, il cui legame con la piazza pescarese rimane indissolubile. Un supporto morale in più per una squadra che ora si prepara a 180 minuti di fuoco.

“Mi ha fatto molto piacere la presenza di Marco Verratti, anche se lui è sempre stato vicino alla squadra, anche da lontano. Ora l’obiettivo è ben presente: testa alla prossima. Arriviamo alle ultime due gare consapevoli di non poter sbagliare. Stiamo recuperando più giocatori possibili e cercheremo di ottenere il massimo dalla prossima sfida”.

Con la zona caldissima della classifica finalmente alle spalle, il Pescara di Gorgone si appresta a vivere gli ultimi due atti di questa Serie BKT con il destino saldamente nelle proprie mani.

Juve Stabia, Varnier dopo l’1-1 con il Pescara: “Bravi a reagire. Il sesto posto è il nostro obiettivo”

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Termina in parità, con il risultato di 1-1, la combattuta sfida dello Stadio Adriatico tra Pescara e Juve Stabia, valevole per la 36ª giornata del campionato di Serie BKT 2025/2026. Al vantaggio iniziale dei padroni di casa, firmato da Insigne, ha risposto la rete di Correia, che ha permesso alle Vespe di tornare in Campania con un punto prezioso.

Nel post-partita, a presentarsi in sala stampa per analizzare l’incontro è stato il difensore gialloblù Marco Varnier, che ha toccato i temi caldi del match, le ambizioni di classifica e le recenti voci fuori dal campo.

L’analisi del match e l’elogio al Pescara

Il centrale della Juve Stabia ha sottolineato l’importanza della tenuta mentale e fisica per l’intero arco della gara: “Le partite durano 90 minuti, non basta fare bene solo il primo tempo”, ha dichiarato Varnier. “Sapevamo che era una partita difficile in un campo complicato, ma siamo stati bravi a rimetterla in piedi e a reagire dopo il loro vantaggio”.

Non è mancato un attestato di stima per gli avversari, in piena lotta per non retrocedere: “Il Pescara è una bella squadra, avevamo fatto fatica contro di loro anche all’andata. A mio avviso hanno tutte le potenzialità per salvare la categoria”.

Il duello in campo e l’episodio dubbio

Durante la gara, Varnier è stato protagonista di un confronto molto fisico con il reparto offensivo abruzzese. Il difensore è tornato su un episodio specifico: “È stato un bel duello con l’attaccante del Pescara, Di Nardo. Sull’azione in cui si è liberato della mia marcatura a me sembrava fosse fallo, ma prima di dare un giudizio definitivo voglio rivedere le immagini”.

Scudo sulle voci societarie

Alla domanda sulle recenti indiscrezioni riguardanti le questioni societarie del club campano, Varnier ha voluto ribadire la totale dedizione del gruppo al campo: “Sul discorso societario, noi calciatori cerchiamo di non interessarci molto di quello che accade oltre il rettangolo verde. Sentiamo delle voci in giro, è inevitabile, ma restiamo concentrati esclusivamente sul nostro lavoro”.

Volata Playoff: nel mirino il Frosinone

La chiusura è tutta dedicata al rush finale di questo avvincente campionato. Per la Juve Stabia, la posizione nella griglia playoff è fondamentale: “Sappiamo benissimo quanto cambi chiudere la regular season al sesto o al settimo posto. Noi proviamo a fare più punti possibili, sperando ovviamente che il Modena rallenti la sua corsa”.

L’attenzione si sposta subito al prossimo, decisivo impegno: “Il Frosinone è una squadra forte, lo sappiamo, ma noi in casa non siamo da meno e ci giochiamo tutto”.

Napoli – Cremonese (4-0): Le foto dei protagonisti in campo

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Guarda le foto di Napoli – Cremonese realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma che ci raccontano così la vittoria degli Azzurri contro lombardi allenati da Marco Giampaolo allo stadio Maradona di Napoli.

Tabellino Ufficiale

Napoli-Cremonese 4-0 (3-0)

Napoli (4-3-3): Milinkovic-Savic; Olivera (53′ Mazzocchi), Rrahmani, Buongiorno; Politano (53′ Mazzocchi), McTominay, Lobotka (53′ Gimour), Gutierrez; De Bruyne (75′ Elmas), Hojlund (61′ Giovane), Santos.

A disp.: Meret, Contini, Juan Jesus, Spinazzola, Anguissa.

All. Antonio Conte.

Cremonese (4-4-1-1): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto (61′ Folino), Pezzella; Floriani Mussolini (46′ Grassi), Bondo (46′ Grassi), Maleh (78′ Barbieri), Okereke (46′ Vandeputte); Payero, Bonazzoli.

A disp.: Silvestri, Nava, Thorsby, Djuric, Bianchetti, Collocolo, Ceccherini, Faye, Sanabria

All. Marco Giampaolo

Arbitro: Daniele Doveri di Roma 1

assistenti Matteo Passeri di Gubbio e Domenico Fontemurato di Roma 2

Quarto ufficiale Alberto Ruben Arena di Torre del Greco

Al Var Francesco Meraviglia di Prato

aVar Aleandro Di Paolo di Avezzano.

Ammoniti: 

Reti: 3′ McTominay (N), 45′ aut. Terracciano (N), 45+3′ De Bruyne (N), 52′ Santos (N)

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

Pescara – Juve Stabia 1-1, Abate elogia i suoi: Meritavamo di più, la squadra è viva e ha una grande identità

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Finisce in parità la sfida dello Stadio Adriatico tra Pescara e Juve Stabia, valida per la 36ª giornata del campionato di Serie BKT 2025/2026. L’1-1 finale porta le firme di Insigne, che ha sbloccato la gara per i padroni di casa, e di Correia, autore del prezioso gol del pareggio per le Vespe. Un punto che muove la classifica per entrambe, ma che lascia un pizzico di rammarico al tecnico gialloblù, Ignazio Abate, intervenuto in sala stampa nel post-partita per analizzare la prestazione dei suoi ragazzi.

L’orgoglio e la reazione alle avversità

Nonostante l’errore del portiere gialloblù Confente sul gol di Insigne, la Juve Stabia ha saputo reagire con grande carattere. Mister Abate non nasconde un pizzico di amarezza per il risultato pieno sfumato, ma esalta l’atteggiamento del gruppo:

“Oggettivamente oggi meritavamo di più. Sull’infortunio del nostro portiere Confente dico che gli imprevisti fanno parte del gioco, ma c’è stata una grandissima reazione della mia squadra, che meritava molto di più. Prendiamo questo punto che muove la classifica: mi aspettavo una risposta importante su un campo difficile e i ragazzi sono stati bravi. È una giornata positiva che mi dà la convinzione che possiamo dare filo da torcere a chiunque fino alla fine.”

L’analisi dell’avversario e le mosse tattiche

Il tecnico ha poi speso parole di grande rispetto per il Pescara, sottolineando come la sua squadra abbia dovuto mettere in campo tanto coraggio e una fase difensiva impeccabile per arginare il palleggio degli abruzzesi: Il Pescara è una squadra di valore, che non va assolutamente affrontata sotto ritmo. Sono grandi palleggiatori e riempiono bene l’area, ma la mia squadra ha fatto un’ottima fase difensiva. Impostiamo sempre con un centrocampo a tre. Oggi avevamo due mediani stretti e abbiamo abbassato Maistro in trequarti insieme a Correia. Ci è voluto tanto coraggio, sapendo che il Pescara ci avrebbe aggredito. Siamo stati bravi ad alternare le nostre idee; potevamo fare meglio in alcune situazioni, ma la squadra fino alla fine ha mantenuto una grande identità.”

L’allenatore ha anche riconosciuto i meriti dei padroni di casa: “Merito anche al Pescara, che è stato bravo a difendersi e a ripartire con qualità. Sono sicuro che fino alla fine se la giocherà per salvarsi.”

Turnover, classifica e sprint finale

Il campionato entra ora nella sua fase più rovente. La 36ª giornata ha delineato una classifica cortissima, dove ogni dettaglio può fare la differenza. Per affrontare i ritmi serrati, Abate ha optato per un ampio turnover, ricevendo risposte più che positive da chi è sceso in campo.

“Quando cambi 5 o 6 ragazzi fisiologicamente perdi qualche certezza, ma chi ha giocato oggi mi ha dimostrato che siamo tutti vivi. È ancora tutto in bilico.

Salvezza del Pescara? Con il pareggio della Reggiana cambiano tanti scenari e il calendario prevede ancora molti scontri diretti.

Sapevamo che il Pescara aveva la qualità per giocarsela e che avevamo un solo modo per fare la partita giusta: aggredirli alti. Questo dà ancora più valore alla prestazione e all’atteggiamento dei miei ragazzi.”

La Juve Stabia torna in Campania con una certezza: la squadra ha l’identità, il coraggio e le alternative giuste per lottare fino all’ultimo secondo di questo avvincente campionato.

Pescara – Juve Stabia: 1-1 (52′ Insigne, 61′ Correia)

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In diretta dallo Stadio Adriatico, siamo pronti a raccontarvi le emozioni di questa giornata numero 36 del campionato di Serie BKT. Il fischio d’inizio è fissato per oggi, 25 aprile 2026, alle ore 15:00. È una sfida crocevia per la stagione di entrambe le formazioni: punti disperati per la salvezza da una parte, sogni di gloria e consolidamento dall’altra.

Qui Pescara: L’ultima chiamata per la salvezza

I padroni di casa si trovano all’ultimo posto in classifica e lottano con le unghie e con i denti per evitare la retrocessione. Gli abruzzesi arrivano a questo scontro con l’amaro in bocca dopo il 2-2 contro la Carrarese, un match in cui tre punti d’oro sono sfumati solo all’84’ a causa del pareggio avversario.

  • Gli Assenti: Olzer, Desplanches e Pellacani.

  • I Rientri: Tornano a disposizione pedine fondamentali per dare l’assalto alla vittoria: Faraoni, Lamine Fanne, Merola e Tsadjout.

Qui Juve Stabia: Obiettivo miglioramento Playoff

Le “Vespe” arrivano in Abruzzo con la chiara intenzione di difendere e migliorare l’attuale settimo posto, un piazzamento preziosissimo per la post-season. Anche i campani sono reduci da una beffa atroce nei minuti finali: il pareggio casalingo contro il Catanzaro, subito all’88’, grida ancora vendetta e spinge la squadra a cercare un riscatto immediato.

  • Gli Assenti: Defezioni pesanti per gli ospiti che dovranno rinunciare a Burnete, Candellone, Kassama e Zeroli, ai quali si uniscono al lungodegente Morachioli in infermeria.

Il Tema del Match: Disperazione contro ambizione. Chi avrà la meglio tra il Delfino affamato di punti sopravvivenza e le Vespe a caccia di un posizionamento d’élite per la promozione?

Mettetevi comodi, le squadre stanno ultimando il riscaldamento e manca pochissimo al fischio d’inizio. Restate con noi per vivere azione dopo azione questo accesissimo match del sabato pomeriggio.

TABELLINO

PESCARA (4-3-2-1) Saio; Letizia (83′ Faraoni), Capellini, Bettella (71′ Altare), Cagnano; Valzania, Brugman, Caligara (69′ Berardi); Acampora (69′ Meazzi), Insigne; Di Nardo (83′ Tsadjout).

All. Giorgio Gorgone

A DISPOSIZIONE: Brondbo, Brandes, Gravillon, Oliveri, Corbo, Lamine Fanne, Russo.

ASSENTI: Desplanches, Pellacani.

JUVE STABIA (3-5-1-1) Confente; Diakitè (61′ Varnier), Giorgini, Dalle Mura; Ricciardi (45′ Carissoni), Leone, Mosti (90′ Pierobon), Correia, Cacciamani (61′ Mannini); Maistro (64′ Gabrielloni); Okoro

All. Ignazio Abate

A DISPOSIZIONE: Boer, Signorini, Bellich, Torrasi, Battistella, Ciammaglichella, Dos Santos

ARBITRO: Daniele PERENZONI (Rovereto)

ASSISTENTI: Marco BELSANTI (Bari) e Ivan CATALLO (Frosinone)

QUARTO UOMO: Andrea ZANOTTI (Rimini)

VAR: Alessandro PRONTERA (Bologna)

AVAR: Francesco FOURNEAU (Roma 1)

Marcatori: 52′ Insigne 61′ Correia

Angoli: 3 – 2

Ammoniti: 23′ Ricciardi 35′ Cacciamani 50′ Diakitè 57′ Correia 57′ Valzania

Espulsi: –

Recupero: 1 min p.t. – 5 min s.t.

Note: Terreno in erba naturale.

PRIMO TEMPO

15′ Primo tiro della partita verso la porta è della Juve Stabia: Okoro protegge palla e serve Leone che vede Maistro sulla destra e lo serve, tiro del centrocampista gialloblù che finisce debolmente tra le braccia di Sajo

20′ Juve Stabia pericolosa: Cross di Cacciamani dalla destra che attraversa tutta l’area con Okoro che non arriva di un soffio, dalla parte opposta arriva Ricciardi che calcia a botta sicura ma trova Cagnano sulla linea che ribatte, Correia prova a ribadire verso la porta ma la difesa del Pescara è un muro e libera l’area

23′ Ammonito Ricciardi per fallo su Cagnano

26′ Insigne riceve palla sulla trequarti e calcia a rete di prima intenzione trovando la risposta di Confente in angolo

35′ Ammonito Cacciamani per fallo su Letizia. Decisione molto severa

42′ La Juve Stabia recupera palla sulla trequarti con Cacciamani che serve Okoro ma l’attaccante invece di restituirgli palla prova una conclusione difficilissima e la palla infatti termina molto alta sulla trasversale

44′ Juve Stabia pericolosa: Leone recupera palla al limite in mezzo ad una selva di gambe e serve Cacciamani che si trova davanti a Sajo anche se in posizione defilata e trova sulla sua conclusione il portiere di casa che gli respinge il tiro, sulla palla si avventa Leone ma Brugman salva sulla linea.

Il direttore di gara concede 1 minuto di recupero.

Primo tempo che finisce in parità. La Juve Stabia ha fatto più gioco e creato più occasione, per il Pescara si segnala solo la conclusione di Insigne, ma come palesato in altre occasioni è mancata la zampata decisiva.

SECONDO TEMPO

La Juve Stabia sostituisce Ricciardi con Carissoni

46′ Maistro calcia a rete da fuori area, ma la sua conclusione è troppo debole e centrale, tra l’altro viene anche deviata e termina docile tra le braccia di Sajo

47′ Risponde il Pescara con Caligara che viene però anticipato di un soffio da Dalle Mura che libera l’area in rimessa laterale

50′ Ammonito Diakitè che salta la prossima gara contro il Frosinone perchè in diffida

52′ Pescara in vantaggio con Insigne che da punizione in posizione molto defilata beffa Confente che non è impeccabile e ha anche le sue responsabilità

57′ Ammoniti Correia e Valzania per reciproche scorrettezze

61′ Nella Juve Stabia entrano Mannini e Varnier per Cacciamani e Diakitè. LA JUVE STABIA PAREGGIA I CONTI: Okoro se ne va su Bettella che non riesce a fermarlo, l’attaccante gialloblù serve al centro Correia che al centro dell’area scaraventa la palla in rete.

64′ La Juve Stabia sostituisce Maistro con Gabrielloni

69′ Il Pescara sostituisce Acampora con Meazzi e Caligara con Berardi

71′ Il Pescara sostituisce Bettella con Altare

75′ Pescara pericoloso: Di Nardo si libera della marcatura di Varnier e si invola verso Confente che questa volta è bravissimo ad uscire e a chiudere lo specchio della porta bloccando la palla.

79′ Il Pescara si rende pericoloso con Brugman che dalla distanza calcia a fil di palo, Confente è attento e devia il tiro

83′ Il Pescara sostituisce Letizia con Faraoni e Di Nardo con Tsadjout

90′ Nella Juve Stabia Pierobon prende il posto di Mosti

Il direttore di gara concede 5 minuti di recupero

95′ Ammonito Altare per una trattenuta su Okoro.

Il Direttore di gara fischia la fine del match con il punteggio fissato quindi sul pareggio (1-1). Se con il Catanzaro il risultato di parità era oggettivamente giusto per quello visto in campo, oggi non possiamo dire lo stesso con la Juve Stabia che per larghi tratti della partita è stata padrona del campo e che ha creato più occasioni da rete. Un punto che muove la classifica e allontana l’Avellino che si sta facendo minaccioso alle spalle delle Vespe. Nel prossimo turno le Vespe ospiteranno venerdì 1 maggio il Frosinone di Alvini

L’AZZURRO PENSIERO. Valanga Napoli al Maradona: Cremonese travolta 4-0

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Il Napoli risponde presente. Dopo le scorie della sfida contro la Lazio, la squadra di Antonio Conte ritrova brillantezza, gioco e, soprattutto, i tre punti, schiantando una Cremonese mai realmente in partita. Una vittoria netta, firmata dalle stelle internazionali che ormai guidano il nuovo corso partenopeo.

Il Match: Un Primo Tempo da Incorniciare

La gara si mette subito in discesa per i padroni di casa. Bastano pochi giri di orologio perché l’asse dei “nuovi” si accenda: Kevin De Bruyne pennella per Scott McTominay, che con un diagonale chirurgico batte il portiere e firma l’1-0.

Il raddoppio arriva al tramonto della prima frazione (45′): Rasmus Hojlund si inserisce con i tempi giusti e calcia verso la porta, trovando la sfortunata deviazione di Terracciano che beffa il proprio portiere. Ma non è finita: prima del duplice fischio, c’è gloria personale per De Bruyne. Il belga sradica un pallone dai piedi degli avversari e scarica un fendente nell’angolo per il 3-0.

Nella ripresa, i ritmi calano ma c’è spazio per l’incursione spettacolare di Alisson, che con una penetrazione centrale fissa il risultato sul definitivo 4-0.


Le Voci dal Campo

Antonio Conte: “Orgoglioso di questo gruppo”

Nel post-partita, il tecnico leccese ha alternato soddisfazione a una vena polemica verso l’ambiente:

“Avevamo voglia di rivalsa. Sono arrivate troppe critiche eccessive in questa settimana per un gruppo che ha vinto tanto in due stagioni. Non cerco alibi, ma gestire un anno con così tanti infortunati richiede un lavoro immenso. Meritiamo di chiudere al meglio per dimostrare che non abbiamo mai perso la rotta.”

De Bruyne: 100 Volte Kevin

Il fuoriclasse belga, autore di un gol e un assist, ha festeggiato un traguardo storico:

“Non sapevo di aver segnato il gol numero 100, sono felice perché è servito alla vittoria. Il nostro obiettivo era riprendere il cammino e ci siamo riusciti con merito. Sono orgoglioso di dare tutto per questa maglia.”

McTominay: “Approccio Perfetto”

L’uomo che ha sbloccato la gara ha sottolineato l’importanza della mentalità:

“Era fondamentale vincere in qualsiasi modo. Siamo riusciti a sbloccarla subito e poi abbiamo gestito al meglio. Vogliamo continuare così fino al termine della stagione.”

Precedenti: Pescara-Juve Stabia sono 7 in campionato a Pescara

Dopo oltre tre anni gli abruzzesi tornano a sfidare le vespe all’Adriatico

L’ultima volta in serie C la gara terminò in parità

Pescara e Juve Stabia, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio Adriatico di Pescara sette volte, quattro in serie C e tre in serie B.

Cinque sono le vittorie dei delfini, due pari e nessuna vittoria per le vespe.

 

Il precedente risalente al campionato 1973 / 1974:

– 1973 / 1974 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

23 settembre 1973 – 2° giornata d’andata: PESCARA – JUVE STABIA 2 – 0 doppietta di Capogna.

Dagli anni duemila ai giorni nostri

– 2007 / 2008 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone B

23 settembre 2007 – 5° giornata d’andata: JUVE STABIA – PESCARA 0 – 0 (arbitro Andrea Grazioli di Maniago).

– 2008 / 2009 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone B

23 novembre 2008 – 13° giornata d’andata: PESCARA – JUVE STABIA 3 – 1 (la gara fu disputata allo stadio Aragona di Vasto) – (arbitro Gennaro Palazzino di Ciampino) doppietta di Zeytulaev (P), Cardinale (P) e Raffaele BIANCOLINO (JS) su calcio di rigore.

– 2011 / 2012 – Campionato Nazionale di Serie BWin

6 marzo 2012 – 6° giornata di ritorno: PESCARA – JUVE STABIA 2 – 0 (arbitro Leonardo Baracani di Firenze) Immobile su calcio di rigore e Koné.

– 2013 / 2014 – Campionato Nazionale di Serie B Eurobet

24 agosto 2013 – 1° giornata d’andata: PESCARA – JUVE STABIA 3 – 0 (arbitro Maurizio Mariani di Aprilia) doppietta di Maniero e Brugman.

– 2019 / 2020 – Campionato Nazionale di Serie BKT

20 giugno 2020 – 10° giornata di ritorno: PESCARA – JUVE STABIA 3 – 1 (arbitro Daniel Amabile di Vicenza) Pucciarelli (P), Zappa (P), Crecco (P) e Salvatore ELIA (JS).

– 2022 / 2023 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

4 marzo 2023 – 11° giornata di ritorno: PESCARA – JUVE STABIA 2 – 2 (arbitro Valerio Vogliacco di Bari) doppietta di Lescano (P), Andrea SILIPO (JS) e Gianmarco ZIGONI (JS).

I precedenti disputati a Castellammare

Poker Napoli alla Cremonese: allontanate le ombre emerse contro la Lazio

La Cremonese non è una squadra che arriva a Napoli così frequentemente: l’ultima volta risale al 12 febbraio 2023, quando Kvaratskhelia, Osimhen ed Elmas archiviavano la pratica grigiorossa; la volta precedente, non andò benissimo: era gennaio, faceva freddo, gli uomini di Spalletti indossavano una sobria maglia bianca con l’impronta di un bacio col rossetto, ed uscivano ai calci di rigore contro la squadra di Ballardini che esordiva al Maradona sulla panchina dei lombardi. Lo stadio risponde presente anche stasera, nonostante il giorno feriale. I tifosi sono accorsi al Maradona anche durante i primi minuti del primo tempo visto lo straordinario traffico in tangenziale a causa di un pullman fermo ed annesso carro attrezzi lungo la seconda galleria verso il Vomero.

Conte opta per qualche modifica rispetto all’ultima in casa contro la LazioAnguissa, Beukema Juan Jesus sono in panchina, ed al loro posto ci sono Alisson Santos, Gutierrez RrahmaniOlivera è il braccetto destro della difesa a tre con Rrahmani che ritorna titolare dopo un lungo infortunio, e BuongiornoDe Bruyne fa coppia col brasiliano col 27 alle spalle di HojlundMcTominay in mediana con Lobotka, e sulle fasce c’è Gutierrez al posto di Spinazzola. Questi cambi sono stati più che efficaci: il gioco mostrato dal Napoli ha regalato una serata più che piacevole ai tifosi napoletani. Il poker rifilato alla Cremonese, inerme, mai pericolosa, scaccia via le polemiche e le ombre derivate dalla partita persa in casa contro la Lazio. Indubbiamente il migliore del Napoli è Alisson Santos che ha tanto spazio per offendere. Degne di nota le prestazioni di De Bruyne – finalmente – e di Gutierrez. Il triplice fischio arriva fra gli applausi, meritati, per i padroni di casa che, alla prossima, andrà a giocare a Como sabato 2 maggio alle ore 18.

Napoli-Cremonese, la sintesi del match

Comincia bene la squadra padrona di casa. Dopo un minuto, Hojlund serve bene McTominay, ma Audero esce basso e respinge; sulla ribattuta, lo scozzese serve De Bruyne ma quest’ultimo tira alto. Solo il preludio al gol, dopo quaranta secondi: funziona meglio l’asse De Bruyne per McTominay che con un diagonale basso segna la rete dell’1-0. Ancora lo scozzese vicino al raddoppio: Lobotka trova un corridoio per il filtrante verso McTominay che non riesce a controllare in modo preciso, ed il suo tiro finisce alto sopra la traversa. Al settimo minuto, avanza Gutierrez, serve Alisson che ubriaca di finte Terracciano, passaggio a McTominay che fuori area prova un gran destro, deviato in corner; dalla seguente battuta, De Bruyne trova Rrahmani nell’area piccola, ma il colpo di testa è alto. Ogni azione che il Napoli produce, è pericolosa e favorevole per segnare.

Nella seconda parte del primo tempo, la squadra ospite si fa spazio, approfittando di un’importante cambio di ritmo dei campioni d’Italia. Però, gli uomini di Giampaolo, non riescono ad andare al tiro, piuttosto sono gli azzurri a complicare le cose facili. Spezza il canovaccio ospite, un tiro di Gutierrez dalla distanza, che finisce lontano per far impensierire Audero. Fa meglio, al 31°, McTominay, che riesce a tirare preciso nonostante il muro nero eretto da Giampaolo: la conclusione è preda del portiere. Ci riprova nuovamente Gutierrez, poco dopo, dopo un’avvolgente ed ostinata azione del Napoli: il tiro finisce alto, ma è una squadra molto più concentrata e convinta dei propri mezzi. Un calcio di punizione alla Cremonese regalato a Milinkovic, permette al Napoli di fare contropiede: McTominay riceve palla, prosegue centralmente saltando un avversario a centrocampo; va al tiro, ma il rasoterra finisce a lato. Ai suoi lati c’era Politano che forse avrebbe potuto inquadrare meglio la porta. Al 43°, Hojlund si allarga sulla destra, riceve palla, si incunea in area tenuto da Baschirotto, però il danese riesce a tirare, peccato, di poco a lato. Ci riprova un minuto dopo ancora Hojlund che resiste ad una carica di un avversario, va al tiro, viene deviato da un avversario ed il pallone pian piano scivola verso la linea di porta con Audero che si butta a destra, ingannato dalla deviazione: Napoli 2 Cremonese 0. Nei minuti di recupero, c’è spazio per il terzo gol: cross dal fondo di Alisson Santos verso McTominay, lo scozzese la rimette al centro con un’acrobazia per De Bruyne che nell’area piccola evita un avversario ed infila il pallone in rete: Napoli 3 Cremonese 0. Il belga segna il primo gol su azione dopo la rete su punizione all’esordio alla prima di campionato, ed i calci di rigore trasformati.

Comincia il secondo tempo con tre sostituzioni per la Cremonese: escono Okereke, Bondo e Floriani Mussolini, ed entrano Vandeputte e gli ex Zerbin e Grassi; proprio la Cremonese va al tiro dopo due minuti con Pajero ma è parata facile di Milinkovic. Al 51° minuto, una parata facile di Milinkovic consente ad un altro contropiede stavolta concluso con il quarto gol degli azzurri: il portiere serve lungo Alisson Santos, fa tutto da solo, si accentra dalla sinistra verso il centro con Hojlund che fa movimento opposto, ed il brasiliano batte Audero con un missile terra aria. Al quarto gol, cambia anche Conte: fiato per Politano, Lobotka ed Olivera, ed entrano Gilmour, Beukema Mazzocchi. La fascia di capitano finisce a Rrahmani. Al 56°, traversone di McTominay verso sinistra, troppo lungo per Hojlund, ci arriva Alisson Santos che si accentra e tenta il tiro a giro che finisce alto. Quattro minuti dopo, De Bruyne in area di rigore tira debolmente dopo aver fatto un ottimo lavoro. Dopodiché, entra Giovane ed esce Hojlund, mentre fra le fila della Cremonese, esce l’ex Luperto ed entra Folino.

Il Napoli gioca libero, fra i cori esultanti delle due curve. Questo di stasera, è il modo migliore per spazzare via la settimana pesante dopo la partita con la Lazio, e le relative polemiche. Gli azzurri palleggiano in serenità, facendo maturare minuti a chi non ne ha trovati. Fra gli applausi scroscianti, esce De Bruyne per l’ultima sostituzione; al suo posto, Elmas. Ultima sostituzione anche per gli ospiti: entra Barbieri che rileva Maleh. Al 78°, gran tiro di Gilmour che viene deviato da Audero in corner; dalla relativa battuta, Rrahmani svetta di testa ma il pallone si stampa sulla traversa. Sul tiro di Giovane al minuto 81°, c’è un tocco di braccio di BaschirottoDoveri chiama il rigore, confermato dopo check audio. Sul dischetto c’è McTominay, che tira molto male ed è facile la deviazione di Audero che risulta essere, al netto del risultato più che negativo, il migliore per i lombardi.

Naclerio: “C’è un possibile intento speculativo sulla vendita della società. Servono garanzie”

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L’intervento di Naclerio ha toccato i nervi scoperti della tifoseria stabiese, oscillando tra il timore per il futuro del titolo sportivo e la fiducia nelle doti della squadra sul campo.
Il “Giallo” societario e il sospetto di un disegno preordinato
Il punto più critico affrontato riguarda l’acquisizione del club da parte di Francesco Agnello. Naclerio ha definito un “paradosso” il fatto che oggi l’unica garanzia per i tifosi sia rappresentata dagli amministratori giudiziari, lodandone la competenza e la passione nel salvaguardare il patrimonio della città.
Sulla compravendita a cifra simbolica di 1 euro, l’esperto non ha nascosto i suoi dubbi, ipotizzando l’esistenza di un possibile “disegno preordinato”. Secondo questa ipotesi, il passaggio di proprietà potrebbe mirare a “svilire il patrimonio”, garantendo un’iscrizione formale al campionato solo per beneficiare di contributi della Lega, minutaggio e, in caso di retrocessione, del paracadute finanziario, per poi liquidare la società. Ha inoltre sottolineato come la legge italiana consenta purtroppo queste operazioni con capitali minimi, lasciando i creditori e la piazza in balia degli eventi.
Garanzie finanziarie e responsabilità del passato
Entrando nel merito tecnico-bancario, Naclerio ha chiarito la differenza cruciale tra le garanzie: la fideiussione deve essere bancaria, poiché quella assicurativa non offre lo stesso grado di solvibilità e credibilità. Ha inoltre lanciato un monito all’ex presidente Andrea Langella, chiedendo chiarezza su come si sia passati da una “società modello” con bilanci in ordine a questa situazione d’incertezza in soli sei mesi.
Per uscire dall’impasse, Naclerio ha proposto una conferenza pubblica in cui il dottor Agnello mostri la faccia e illustri programmi e garanzie, sfidando eventuali cordate di imprenditori locali a fare lo stesso per il bene della Juve Stabia.
Il campo: verso Pescara con orgoglio
Nonostante il clima “rovente” in città, Naclerio si aspetta che la squadra sappia isolarsi, mostrando la consueta grinta che la contraddistingue nei momenti difficili.
  • La Formazione: Pur con le assenze pesanti di Candellone e Burnete, ha indicato come imprescindibili i tre difensori Varnier (se recuperato), Giorgini e Bellich, oltre a Leone e Carissoni.
  • La Strategia: Ha analizzato la difesa del Pescara come “ballerina”, suggerendo che la Juve Stabia possa far male sfruttando gli inserimenti dei centrocampisti e la velocità di giocatori come Okoro, approfittando degli spazi che una squadra che gioca “a viso aperto” come quella di Pescara inevitabilmente concederà.
In conclusione, Naclerio ha ribadito che la Juve Stabia non è solo un’azienda ma un patrimonio sociale che non “può e non deve morire”, auspicando che il lavoro “sotto traccia” degli amministratori porti a una soluzione positiva con l’ingresso di una compagine societaria solida.

Juve Stabia a Pescara per inseguire un sogno. Un solo campo di battaglia ma stili diversi per Abate e Gorgone

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Sotto il cielo dell’Adriatico, il calcio non è mai solo una partita. È un gioco di nervi, di destini incrociati e di caratteri agli antipodi. La sfida tra Pescara e Juve Stabia mette di fronte non solo due piazze caldissime e appassionate, ma soprattutto due uomini che hanno fatto della perseveranza il loro marchio di fabbrica, seppur con stili che sembrano provenire da galassie diverse.

I Due Condottieri: Fuoco e Ghiaccio

A bordo campo, la partita nella partita si gioca tra le due aree tecniche, dove si scontrano due visioni del calcio e della vita.

Giorgio Gorgone, il cuore del Delfino

Romano verace, ex centrocampista di pura sostanza che ha calcato i campi di Serie A e B con la grinta di chi non molla un millimetro.

Gorgone è il volto sanguigno e passionale di questo Pescara. È un allenatore che vive la gara con un’intensità quasi fisica, cercando di trasmettere alla squadra quella “fame” necessaria per tirarsi fuori dalle sabbie mobili della bassa classifica. Per lui, ogni singolo pallone conteso è una battaglia per la sopravvivenza.

Ignazio Abate, la mente delle Vespe

Dall’altra parte della linea bianca siede l’ex freccia del Milan e della Nazionale. Abate porta con sé l’eleganza e la compostezza tipiche dei grandi palcoscenici internazionali.

Più pacato, metodico, quasi “freddo” nella sua spietata analisi tattica a partita in corso. Ha saputo plasmare una Juve Stabia coraggiosa e perfettamente organizzata. Il suo è un calcio di pensiero e velocità – un riflesso della sua carriera da terzino d’élite – volto a sognare in grande senza mai perdere l’equilibrio tra i reparti.

La Posta in Palio: Punti che Pesano il Doppio

L’aria che si respira allo stadio è elettrica. I punti in palio oggi pesano il doppio, perché definiscono i contorni di due stagioni vissute su binari paralleli ma con destinazioni diverse:

Il Pescara di Gorgone vive una stagione travagliata. I biancazzurri lottano con le unghie per evitare il baratro della retrocessione. Gorgone sa perfettamente che, per restare nella categoria, la tattica da sola non basta: serve il cuore. Quel carattere “dinamico” che ha sempre contraddistinto la sua carriera da calciatore tra Cagliari, Chievo e lo stesso Pescara oggi deve essere incarnato dai suoi undici in campo.

La Juve Stabia di Abate, al contrario, viaggia sulle ali dell’entusiasmo. Il tecnico ha compiuto un autentico miracolo sportivo, trasformando l’obiettivo della salvezza in una corsa a perdifiato verso i playoff promozione. La possibilità di giocarsi l’accesso al paradiso della Serie A è un sogno che l’allenatore coltiva con la meticolosità di chi è abituato, da sempre, a sollevare trofei pesanti.

Il Duello Tattico: Foga contro Lucidità

I novanta minuti dell’Adriatico si preannunciano come un estenuante duello di nervi. Da un lato l’urto agonistico dei ragazzi di Gorgone, dall’altro la lucidità geometrica della manovra di Abate.

Se il Pescara riuscirà a sporcare le linee di passaggio, mettendo la partita sul piano fisico e alzando vertiginosamente il ritmo, la Juve Stabia potrebbe soffrire la pressione ambientale dell’Adriatico.

Viceversa, se Abate riuscirà a imporre il proprio palleggio anestetizzando l’impeto avversario, per i padroni di casa la gara rischia di diventare lunghissima e logorante.

Il fischio d’inizio è imminente. La parola passa al campo, l’unico vero giudice supremo.

Juve Stabia: I convocati di mister Ignazio Abate per la trasferta all’Adriatico contro il Pescara

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La Juve Stabia scalda i motori in vista dell’imminente e delicata sfida esterna. Al termine della seduta di allenamento odierna, il tecnico Ignazio Abate, di concerto con il suo staff, ha diramato la lista ufficiale dei 23 calciatori convocati per la trasferta contro il Pescara.

Il match, valevole per la 36esima giornata dell’avvincente campionato di Serie BKT, andrà in scena domani, sabato 25 aprile 2026, con fischio d’inizio fissato alle ore 15:00 nella storica cornice dello Stadio Adriatico.

La situazione dell’infermeria e i diffidati

In vista del rush finale della stagione, le Vespe dovranno fare i conti con alcune assenze pesanti. Non prenderanno parte alla spedizione in terra abruzzese cinque pedine: il tecnico dovrà infatti rinunciare agli indisponibili Burnete, Candellone, Kassama e Zeroli, oltre al lungodegente Morachioli.

Massima attenzione in campo, inoltre, per il difensore Diakitè, che scenderà sul rettangolo verde in regime di diffida e a rischio squalifica per il prossimo turno in caso di cartellino giallo.

L’elenco completo dei convocati gialloblù

Ecco la lista diramata da mister Abate, suddivisa per ruoli, con i relativi numeri di maglia:

  • Portieri: 1 Confente 16 Signorini 23 Boer

  • Difensori: 2 Ricciardi 6 Bellich 13 Varnier 14 Dalle Mura 24 Carissoni 33 Giorgini 46 Diakitè 76 Mannini

  • Centrocampisti: 5 Battistella 10 Pierobon 17 Ciammaglichella 28 Torrasi 29 Correia 37 Maistro 55 Leone 77 Cacciamani 98 Mosti

  • Attaccanti: 9 Gabrielloni 70 Dos Santos 90 Okoro

Tutto pronto, dunque, per una sfida che si preannuncia fondamentale per gli equilibri di classifica. Le Vespe sono chiamate a una prova di grande carattere per portare a casa punti preziosi dall’Adriatico.

Pescara – Juve Stabia: Le Vespe lotteranno all’Adriatico per riprendersi i punti persi nella gara d’andata

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Era il 10 gennaio 2026. Il calendario solare aveva già inaugurato il nuovo anno, ma la Serie B aveva ancora un conto in sospeso da regolare per chiudere il suo girone d’andata. Sotto i riflettori del “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, andò in scena una sfida vibrante, un vero e proprio concentrato di adrenalina tra la Juve Stabia di Ignazio Abate e il Pescara di Giorgio Gorgone. Non fu una semplice partita, ma una montagna russa di emozioni che lasciò il pubblico senza fiato fino all’ultimo secondo di gioco.

Il Ribaltone e la Zampata dell’Ex

Il Pescara arrivò in Campania con l’acqua alla gola, ma armato del carattere indomito del suo allenatore. Il piano tattico di Gorgone sembrò inizialmente perfetto: imbrigliare la manovra fluida e ragionata costruita da Abate durante la prima parte della stagione e colpire al momento giusto. Fu Olzer a sbloccare l’incontro, gelando i tifosi delle Vespe e portando in vantaggio i Delfini.

Ma la Juve Stabia di quest’anno ha sempre avuto un’anima profondamente resiliente. Nella ripresa, spinta dal calore di un “Menti” trasformatosi in una vera e propria fornace, la squadra di casa ribaltò l’inerzia del match: Prima una giocata d’autore di Correia ristabilì la parità, ridando fiato alle speranze gialloblù, poi, il bomber Candellone completò la rimonta, facendo esplodere le gradinate dello stadio stabiese.

Sembrava l’epilogo perfetto, il trionfo della calma metodica di Abate sulla grinta sanguigna di Gorgone. Eppure, il calcio sa sempre come scrivere sceneggiature imprevedibili e crudeli. In pieno recupero, con i tre punti che sembravano ormai chiusi in cassaforte per i padroni di casa, ecco apparire l’uomo del destino: Lorenzo Sgarbi. Proprio lui, il grande ex della partita. Con la freddezza chirurgica di chi conosce a memoria ogni zolla di quel campo, Sgarbi trovò la zampata del clamoroso 2-2 finale. Un pareggio al cardiopalma, ma universalmente riconosciuto come il verdetto più equo per una sfida giocata a viso aperto e senza esclusione di colpi.

Verso l’Adriatico: Scenari Nuovi, Stessa Adrenalina

Oggi, il copione si sposta. Il teatro del secondo atto sarà lo “Stadio Adriatico”, dove Delfini e Vespe sono pronti a incrociare nuovamente i tacchetti per regalare al pubblico un altro pomeriggio di puro spettacolo calcistico.

Le premesse per un sequel all’altezza del primo film ci sono tutte, arricchite da nuovi stimoli: Gli scenari di graduatoria sono mutati rispetto a quel freddo gennaio, aggiungendo ulteriore peso specifico e urgenza ai tre punti in palio. Il duello tattico tra il calcio ragionato di Abate e l’intensità feroce di Gorgone promette nuove scintille a centrocampo. In definitiva siamo sicuri che entrambe le squadre scenderanno in campo con il dente avvelenato, cercando quella vittoria piena sfuggita per un soffio all’andata.

Preparatevi a un nuovo grande spettacolo. Se il primo atto al “Menti” è stato un thriller mozzafiato, la sfida dell’Adriatico ha tutte le carte in regola per essere la partita copertina di questa giornata di Serie B. Per gli amanti di questo sport, l’appuntamento è di quelli da non perdere.