La Juve Stabia fa un altro piccolo passo verso l’isola “playoff” portando a casa un punto da Pescara. La squadra di Abate avrebbe, forse, meritato qualcosa in più ma la punizione vincente di Insigne ad inizio ripresa complica i piani stabiesi, poi raddrizzati da Correia.
PODIO
Punti Chiave Articolo
Medaglia d’oro: ad Omar Correia, serbatoio di energie e gol pesanti della stagione della Juve Stabia. Nel momento più complesso, dopo lo svantaggio, il francese traina le vespe con l’incursione che segue il bel movimento di Okoro per pareggiare i conti. Suo, pure, nel primo tempo il tacco geniale che scatena la sgroppata di Cacciamani, con Ricciardi fermato sulla linea di porta. Esce nello stretto con l’abilità di conducente di bus in strade che lasciano poco spazio di manovra, trasformandosi in un bolide quando ha spazio.
Medaglia d’argento: ad Alvin Okoro che, pur non al meglio, tiene botta alla difesa del Pescara. Non è Candellone (che manca terribilmente) ma il giovane ex Venezia cerca di “travestirsi” da numero 27: fa a sportellate, scatta, rincula in ripiegamento e tenta di calcolare verso la porta. Fa, insomma, quello che si chiede ad un attaccante di una squadra operaia come la Juve Stabia. Ha il merito di accendersi proprio quando il rischio di spegnersi è alto, ossia dopo il gol di Insigne. Metà della rete di Correia è sua.
Medaglia di bronzo: a Christian Dalle Mura, una certezza da cui, schiarite le nubi sul futuro, ripartire anche nella prossima stagione. La piacevole intuizione di Lovisa continua a crescere, non facendo sentire la mancanza di Bellich e disimpegnandosi bene sul centro sinistra. Probabilmente, tra i tre difensori è quello che soffre meno, non perché poco impegnato ma perché attento e preciso. Lasciare andare un calciatore in prestito, scontento pur se impiegato con continuità, per prenderne uno di proprietà e più pronto alla Serie B è stato un vero colpo.
CONTROPODIO
Medaglia d’oro: ad Alessandro Confente, versione luci ed ombre. Prosegue la personale saga da Dr. Jekyll e Mr Hyde del portiere, che alterna ingenuità imperdonabili a parate di alto livello. Da applausi il riflesso con cui impedisce a Di Nardo di lanciare il Pescara nel nuovo vantaggio, ma non tanto da cancellare la “saponetta” con cui quasi accompagna in rete il calcio di punizione tutt’altro che impeccabile di Insigne.
Medaglia d’argento: a Fabio Maistro, che non accende la luce. Fiaccato anche dal gran caldo, il 37 non trova la giocata giusta, rallentando spesso il gioco anziché procedere con la soluzione più immediata. Anche quando ha la palla sul mancino al limite dell’area, non calcia accartocciandosi per provare vie di passaggio a dir poco forzate.
Medaglia di bronzo: a Manuel Ricciardi, preferito a Carissoni ma poco incisivo. Considerazioni simili a quelle fatte per Maistro, con Ricciardi un po’ ingolfato ed indeciso nel momento chiave di azioni comunque ben portate avanti. C’è da dire che la giornata opaca ha contraddistinto entrambe le fasce, con Cacciamani pure non brillante, ma autore di qualche lampo, sull’out mancino.





