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Girgenti: “E’ il miglior momento della Juve Stabia”

Giuseppe Girgenti, tifoso della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” per parlarci del momento della Juve Stabia.

Le dichiarazioni di Giuseppe Girgenti sul momento della Juve Stabia sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“E’ il miglior momento delle Vespe in quanto a prestazioni e risultati. La squadra sta seguendo le linee programmatiche della società e dello staff tecnico. E’ un lavoro iniziato in estate e consolidatosi nelle ultime settimane. Ieri si è visto un bellissimo calcio che non si vedeva dai tempi di Padalino. Ieri abbiamo visto gioco e risultati contemporaneamente.

Mi complimento con Colucci e con Di Bari che con un budget ridotto hanno messo su una buona squadra. La società ha fatto investimenti mirati e la maggior parte sono giovani di prospettiva. Tutto lascia ben sperare per il futuro. Si è formato un grande gruppo.

Spero che il girone di ritorno sia ancora più prolifico a livello di risultati. La famiglia Langella ha fatto tanti sacrifici per la Juve Stabia. Questa Serie C ha bisogno urgentemente di una riforma. Arrivati a questo punto, il gruppo si è creato, si è formato un giusto mix tra giovani ed esperti. Servirebbero 2-3 elementi di qualità e potremmo dire la nostra nei playoff in modo proficuo.

Togliendo quelle tre davanti siamo quella che sta più in forma. Dopo Crotone, Catanzaro e Pescara c’è un equilibrio pazzesco e noi stiamo venendo su bene facendo molto bene le due fasi. Sta migliorando anche la fase offensiva ora. Mi piacciono molto giovani come Maselli, Vimercati, Carbone ma anche Altobelli da difensore centrale sta facendo benissimo”.

Abdoulaye Diop di Treviglio arbitrerà Cerignola-Juve Stabia

Abdoulaye Diop, fischietto della sezione orobica, non ha alcun precedente con i gialloblù pugliesi e campani

Abdoulaye DIOP della sezione di Treviglio è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Cerignola e Juve Stabia valevole per la diciannovesima giornata d’andata del campionato di Serie C girone C che si disputerà a Cerignola lunedì 19 dicembre alle ore 20 e 30 allo stadio Domenico Monterisi.

Diop, al suo secondo campionato in serie C, non ha alcun precedente con i gialloblù pugliesi e campani.

Diop, sarà coadiuvato da:

Vittorio CONSONNI della sezione di Treviglio, assistente numero uno;

Michele DECORATO della sezione di Cosenza, assistente numero due;

Davide DI MARCO della sezione di Ciampino, quarto ufficiale.

Giovanni MATRONE

Dopo Argentina-Croazia è l’ora della favola di Francia-Marocco

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Calcio, Mondiali 2022. Dopo Argentina-Croazia è l’ora della favola di Francia-Marocco: Francia nettamente favorita per raggiungere la finale, ma questo Marocco fa sognare.

Dopo Argentina-Croazia è l’ora della favola di Francia-Marocco

Altro giro, altra corsa, altra semifinale dei Mondiali di calcio 2022 in Qatar: dopo la sfida tra Argentina e Croazia di ieri, resta da stabilire la seconda finalista della Coppa del Mondo (finale in programma domenica 18 dicembre), e solo una tra Francia e Marocco  potrà inseguire il sogno di sfidare Messi.

Da un lato, si insegue il bis, idealmente non solo di finale raggiunta bensì anche di titolo conquistato dopo quello nel 2018 in Russia; dall’altro, si punta a un’impresa impossibile, battere i Campioni del Mondo in carica, raggiungere la finale e chissà che la favola non possa concludersi con un lieto fine.

Definire favola ciò che sta accadendo al Marocco non è affatto sbagliato, avendo raggiunto inaspettatamente una semifinale di un Mondiale e con pieno merito:

la solidità difensiva della squadra di Walid Regragui, che sinora ha subito un solo goal (per giunta un’autorete) anche grazie a Yassine Bounou, l’aggressività portata in mezzo dal campo da Sofyan Amrabat e le due mezzali Azzedine Ounahi e Selim Amallah e la fantasia in attacco portata da Hakim Ziyech e Sofiane Boufal sono i fattori determinanti delle imprese che la selezione marocchina sta realizzando sul campo.

Senza molti giri di parole, saranno loro gli uomini chiave su cui Regragui punterà per inseguire la finale, cui va aggiunta la qualità di Achraf Hakimi e, in attacco, di Youssef En-Nesyri.

Per i transalpini, non si può non menzionare l’importanza tecnico-tattica dei due giocatori che, sinora, stanno facendo la differenza per Didier Deschamps, vale a dire Kylian Mbappé Olivier Giroud.

E non solo: Antoine Griezmann si sta riscoprendo abile trequartista, pronto ad aiutare i difensori, le discese sulla sinistra di Theo Hernandez possono fare la differenza (e avendo sulla stessa fascia anche Mbappé sarà un bellissimo scontro con Hakimi), così come la qualità in mezzo al campo di Aurélien Tchouaméni.

La Francia, inevitabilmente, parte favorita vista la qualità della rosa a disposizione di Deschamps, ma il Marocco non vuole di certo smettere di sognare, in grande, visto il percorso fatto sinora.

Quel che è certo è che stasera alle ore 20:00, presso l’Al Bayt Stadium, ci sarà da divertirsi.

CALCIO – CRONACA SPORTIVA / Qatar

Fonti: Oasport/Rai

Prepartita di Francia-Marocco, seconda semifinale: DIRETTA LIVE

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Prepartita di Francia-Marocco, Mondiali calcio 2022 in DIRETTA: Leoni dell’Atlante per il miracolo. Le probabili formazioni di un partita che tutti vorrebbero giocare una volta nella vita.

Prepartita di Francia-Marocco, seconda semifinale: DIRETTA LIVE

Francia-Marocco, seconda semifinale del Mondiale di calcio 2022! È Davide (Marocco) contro Golia (Francia), anche se Davide ha sconfitto già tre Golia (Belgio, Spagna e Portogallo)…

È la partita che tutti vorrebbero giocare una volta nella vita: i transalpini vanno alla ricerca del bis consecutivo, i marocchini vogliono riscrivere la storia.

In palio un posto nella partita che ogni bambino con un pallone tra i piedi sogna di giocare, in palio un posto nella Finale del Mondiale contro l’Argentina, che ieri sera ha dominato contro la Croazia (3-0). Stadio Al-Bayt di Al Khor, fischio d’inizio alle ore 20.00!

La Francia di Didier Deschampes va a caccia della seconda finale consecutiva, e del secondo titolo Mondiale di fila, impresa riuscita nel lontano passato solo a Brasile e Italia.

Blues sono usciti da un quarto molto complicato, in cui forse per la prima volta nel torneo sono stati realmente in difficoltà (la sconfitta con la Tunisia non è neanche da considerare). 

L’Inghilterra, soprattutto nel secondo tempo, è stata superiore ai transalpini e ha anche sbagliato il calcio di rigore del pareggio. 

La Francia però ne è venuta fuori (2-1) con i suoi campioni, con il suo carattere e con la sua profondità di rosa.

Dopo un girone archiviato con le prime due vittorie contro Australia e Danimarca, la Francia ha iniziato la fase ad eliminazione diretta agli ottavi contro la Polonia, giocando forse la miglior gara del torneo, e poi ai quarti ha battuto appunto l’Inghilterra.

Questa semifinale sembra a senso unico, logicamente pensando non ci dovrebbe essere partita, ma tutti siamo consci di quello che il Marocco ha fatto fino ad ora.

Il Marocco di Regragui è la favola di questo Mondiale, una favola che però ha basi realmente solide, idee e investimenti alle spalle.

Il Marocco è la prima africana nella storia a raggiungere la semifinale, e dopo aver eliminato la Spagna (ai rigori) agli ottavi e il Portogallo (1-0) di CR7 ai quarti, non si vuole fermare e sogna di portare a casa una Coppa del Mondo per un’impresa che forse non avrebbe paragoni passati.

I Leoni dell’Atlante dipendono anche da alcuni recuperi fondamentali per la difesa, su tutti il capitano Saiss, il suo compagno Aguerd e il terzino Mazraoui; giocatori non usciti al meglio dalle ultime sfide ma desiderosi di giocare la partita più importante della storia per la propria nazione.

Il Marocco in questo Mondiale è arrivato fino in semifinale subendo solo un gol, anzi un autogol, quello ininfluente ai gironi contro il Canada; e a questo punto si sprecano i paragoni con il percorso dell’Italia nel 2006 quando arrivò a giocarsi la semifinale a Dortmund contro la Germania avendo subito solo un gol, l’autogol di Zaccardo.

C’è tutto un popolo, forse un continente, che spinge le gesta di questi calciatori, guidati dalle stelle Ziyech e Hakimi.

Partita: Francia-Marocco
Evento: Semifinale dei Mondiali di Qatar 2022
Data: 14/12/2022
Ore: 20.00
Dove vederla: Rai 1 e in streaming su Rai Play
Stadio: Al-Bayt
Su OA Sport la diretta testuale

PROBABILI FORMAZIONI di Francia-Marocco

FRANCIA (4-2-3-1): Lloris, Koundé, Varane, Upamecano, Theo Hernandez; Tchouameni, Rabiot; Dembelé, Griezmann, Mbappé. CT Deschampes.

MAROCCO (4-3-3): Bounou; Hakimi, El Yamiq, Saiss, Attiat-Allah; Ounahi, Amrabat, Amallah; Ziyech, En-Nesyri, Boufal. CT Regragui.

FRANCIA-MAROCCO: I PRECEDENTI

Va ricordato che il Marocco è stato un protettorato francese tra il 1912 e il 1956, poi è arrivata l’indipendenza.

Da quel momento Francia e Marocco si sono incrociate undici volte a livello calcistico: 7 vittorie transalpine, 3 pareggi, 1 sola affermazione maghrebina (2-1 in amichevole nel 1963, in occasione del primo confronto).

L’ultimo testa a testa si è materializzato quindici anni fa (2-2 in amichevole). Gli incroci sono però stati tutti in amichevole, Giochi del Mediterraneo o nel Trofeo Hassan II: quello odierno sarà il primo scontro diretto con qualcosa di davvero concreto in palio.

Stadio Al-Bayt, calcio d’inizio alle ore 20.00, buon divertimento e buon calcio a tutti!

CALCIO – CRONACA SPORTIVA / Qatar

Fonti: Oasport/Rai

Manuel Ricci della Juve Stabia: la seconda voce di Colucci. Sotto La Lente

Manuel Ricci, centrocampista di piede destro, è un calciatore molto duttile che può ricoprire qualsiasi ruolo nella mediana abbinando quantità a qualità.

Classe 1990 nato ad Anzio, Ricci ha quasi sempre giocato in terza serie.

La carriera di Manuel Ricci

La sua carriera parte dal Monza nel 2010 in C1 dove colleziona 23 presenze e tre reti.

Dopo un passaggio al Pergocrema, seguono tre anni in cui gioca prima con l’Avellino e poi con la Salernitana.

Reggiana, Lupa Roma, prima di due anni giocati praticamente a casa all’Anzio in Serie D per poi passare al Matera e successivamente al Potenza dove a partire da gennaio 2019 diventa un calciatore imprescindibile per la squadra lucana e resta 3 anni e mezzo totalizzando complessivamente 99 presenze e realizzando 9 reti.

Nella sua carriera calcistica ha totalizzato 250 presenze e 28 goal.

Il primo in maglia gialloblù l’ha siglato domenica scorsa al Romeo Menti, contro il Messina.

Il carattere in campo

Dai suoi 178 cm, ciò che spicca in assoluto è la sua grande vocazione al gruppo.

Difatti, pur ricoprendo il ruolo di centrocampista, appare un grande difensore umano.

Non si risparmia mai di andare in aiuto ai suoi compagni o di dialogare con gli arbitri quando c’è qualche anomalia in campo.

Di piede destro, Ricci sa bene che il cuore si trova a sinistra e lo usa dal primo minuto del fischio di gara.

Scarpette gialle, barba curata ed occhi piccoli, non gli impediscono di guardare oltre il suo reparto di gioco.

Curiosità e caratteristiche personali di Manuel Ricci

Il numero undici, acquisito in questa stagione estiva, appare sempre molto tranquillo.

Pacato ai microfoni della stampa, è un calciatore che crea il giusto movimento in centrocampo.

Dal vizio del tiro, ieri ha dato dimostrazioni di gioco inaugurando la sua prima rete con le vespe.

Ricci, il primo calciatore presentato dalla Juve Stabia ai microfoni, dichiarò: “Le mie impressioni sono molto positive.

Abbiamo lavorato benissimo sia qui, che in ritiro. La squadra è unita e composta da bravissimi giocatori.

Siamo pronti per questo inizio di campionato. Il girone C è sempre un’incognita.”

Il centrocampista sempre a disposizione di Mister Colucci, ha stretto con lui un legame molto forte.

Durante la conferenza stampa ha detto di essere il più vecchietto, per cui è probabile che la sua possa essere una voce in più.

Di Ricci non si conosce tanto, oltre ciò che si vede tra lo spazio di gioco.

La sua vita privata è ben protetta non avendo profili social.

Sembra sia fidanzato con la figlia dell’allenatore, ex calciatore, Mario Somma.

Un legame forte che ha meritato non poche dediche per i suoi goal in carriera.

Di certo non è uno che reprime le sue opinioni.

Di poche ma buone parole, dopo un periodo buio della sua vita calcistica a causa di un infortunio, rientrato in campo segnò per la rimonta granata.

Le sue parole ironicamente amare furono: “Permettetemi di dedicare rete e vittoria a Manuela, mi è stata sempre vicino ed al momento del goal l’ho vista piangere ed alla società, alla squadra che mi hanno sempre fatto sentire uno del gruppo, un partecipe importante del progetto”.

Ricci concluse: “Vorrei ringraziare anche quanti, dopo l’infortunio hanno detto, mandato messaggi, scritto che ero un giocatore finito.”

Lunga vita in campo, dunque, a questo calciatore dalle spiccate doti umane!

Argentina-Croazia 3-0, show di Messi e Alvarez che vale la finale

Argentina-Croazia 3-0, show di Messi e Alvarez che vale la finale: un gol del fuoriclasse argentino e due di Alvarez e albiceleste che vola meritatamente in finale nel Mondiale di Qatar 2022. 

Nel primo tempo una buon approccio alla gara da parte degli uomini di Dalic che per 30 minuti hanno il predominio del possesso palla ma l’albiceleste è mortifera in attacco.

Al 34° errore grave della difesa croata con Gvardiol, impeccabile nelle gare precedenti, e Lovren che si fanno prendere di infilata e aprono un buco centrale che spiana la strada ad Alvarez, il cui tentativo a rete è fermato irregolarmente da Livakovic che commette fallo da rigore: Messi trasforma con un tiro imprendibile all’incrocio dei pali.

Cinque minuti dopo raddoppio in fotocopia. Di nuovo Alvarez concretizza un box to box in collaborazione con la difesa horror croata: doppio svarione, doppio rimpallo favorevole e gol facile facile per l’attaccante del City solo davanti a Livakovic.

Nel secondo tempo al 69° ancora show di Messi: dopo un’azione personale che manda in tilt tutta la difesa croata, confeziona un assist al bacio per la doppietta di Alvarez che chiude il match sul 3-0 per l’Argentina quando mancano ancora più di 20 minuti alla fine della semifinale.

Show di Messi e Alvarez ma è tutta l’Argentina che vola in finale con tante possibilità di aggiudicarsi il terzo titolo mondiale.

Di seguito il tabellino del match con le relative pagelle dei protagonisti di Argentina-Croazia con Messi grandissimo protagonista.

ARGENTINA (4-4-2): E. Martinez 6.5; Molina 6.5 (41′ st Foyth sv), Romero 7, Otamendi 6.5, Tagliafico 6.5; De Paul 7 (29′ st Palacios 6), Fernandez 7, Paredes 6.5 (17′ st Lisandro Martinez 6), Mac Allister 7 (41′ st Correa sv); Messi 9, Alvarez 8 (29′ st Dybala 6). In panchina: Armani, Rulli, Pezzella, Di Maria, Rodriguez, Almada, Lautaro Martinez. Allenatore: Scaloni 7.5

CROAZIA (4-3-3): Livakovic 6.5; Juranovic 5, Lovren 5, Gvardiol 5, Sosa 5 (1′ st Vlasic 5.5); Modric 6.5 (36′ st Majer sv), Brozovic 5.5 (5′ st Petkovic 5.5), Kovacic 5.5; Pasalic 5 (1′ st Orsic 5), Kramaric 5 (27′ st Livaja sv), Perisic 5. In panchina: Grbic, Ivusic, Sutalo, Vida, Erlic, Barisic, Stanisic, Jakic, Sucic, Budimir. Allenatore: Dalic 5 ARBITRO: Orsato (Italia) 6.5

RETI: 34′ pt Messi (rig), 39′ pt Alvarez, 24′ st Alvarez.

CLICCA QUI PER VEDERE GLI HIGHLIGHTS DELLA SEMIFINALE ARGENTINA-CROAZIA.

Juve Stabia, incontro con gli studenti dell’Istituto “E. Ferrari”

Juve Stabia, incontro con gli studenti dell’Istituto Superiore “E. Ferrari” di Gragnano. Una delegazione della squadra con il responsabile della comunicazione, Ciro Novellino, ha incontrato gli studenti dell’istituto Superiore.

E’ stata l’occasione per inaugurare, alla presenza anche del sindaco di Gragnano, Aniello D’Auria, e della Preside dell’Istituto, un murales con tema la lotta contro la violenza sulle donne dal nome ‘La Libertà della donna’, realizzato da due studentesse, Fatima e Antonella. Poi tante domande degli studenti ai calciatori delle Vespe presenti in sala.

Di seguito il comunicato ufficiale della Juve Stabia sull’incontro con gli studenti dell’Istituto Superiore “E. Ferrari” di Gragnano.

“La S.S. Juve Stabia incontra gli studenti dell’Istituto Superiore “E. Ferrari” di Gragnano.

Questa mattina, una rappresentanza della S.S. Juve Stabia, con Denis Tonucci e Danilo Russo, accompagnati dal responsabile della comunicazione Ciro Novellino, ha incontrato gli studenti dell’istituto superiore. E’ stata l’occasione per inaugurare, alla presenza anche del sindaco di Gragnano, Aniello D’Auria, e della Preside dell’Istituto, un murales con tema la lotta contro la violenza sulle donne dal nome ‘La Libertà della donna’, realizzato da due studentesse, Fatima e Antonella. Successivamente, c’è stato un momento di confronto, con tante domande poste ai nostri tesserati.

La S.S. Juve Stabia, in tutte le sue componenti, ringrazia l’Istituto Superiore “E. Ferrari” dell’invito, accolto con grande entusiasmo.

S.S. Juve Stabia”. 

Juve Stabia, manca solo il pubblico delle grandi occasioni – La Bastonatura

Juve Stabia, è il miglior girone di andata delle Vespe dall’anno dell’ultima retrocessione in Serie C. Unico neo rappresentato dalla mancanza del grande pubblico che questa squadra meriterebbe in numero molto più cospicuo per i risultati che sta conseguendo sul campo e il gran lavoro svolto da mister Colucci e i suoi ragazzi.

Ha proprio ragione mister Colucci. A bocce ferme era impensabile nell’estate scorsa pensare ad una Juve Stabia che ad una sola giornata dalla fine del girone di andata fosse al quarto posto dietro le corazzate di questo campionato che stanno facendo un torneo a parte: Catanzaro, Crotone e Pescara.

Nel post gara di Andria il tecnico delle Vespe ha sottolineato a giusta ragione che questa squadra nel ritiro pre-campionato era partita con 6-7 ragazzi del settore giovanile aggregati alla prima squadra e che soprattutto si era partiti senza una sola punta centrale. E se a ciò si aggiunge che sia Zigoni che Santos, arrivati dal mercato degli svincolati, non hanno reso per ciò che ci si aspettava, il quadro di partenza della Juve Stabia in questa stagione diventa ancora più chiaro.

I numeri entusiasmanti della Juve Stabia soprattutto nella sua fase difensiva che meriterebbero un pubblico maggiore allo stadio al seguito delle Vespe.

I numeri della Juve Stabia parlano chiaro e sono emblematici dei grandi meriti del tecnico delle Vespe, Leonardo Colucci, che dopo qualche passaggio a vuoto fisiologico ora sta veramente compiendo una grande opera alla guida tecnica della squadra gialloblè.

7 clean-sheet consecutivi nelle ultime 7 gare che nel complesso diventano 11 su 18 gare (risultato mai raggiunto negli ultimi 20 anni di storia della Juve Stabia) fanno capire come la fase difensiva della Juve Stabia sia sicuramente una delle migliori dei tre gironi di Lega Pro. 

Se ci saranno altri due clean-sheet nelle prossime due gare sarà perfino eguagliato il record della Juve Stabia 2018-2019 (promozione in Serie B) con 9 clean-sheet consecutivi da Juve Stabia-Siracusa 1-0 a Casertana-Juve Stabia 0-0.

Juve Stabia seconda migliore difesa del campionato con il portiere Barosi che non subisce gol da 645 minuti e che attacca il record assoluto di Paolo Branduani che nel 2018-2019 fu di 914 minuti (dal gol di Partipilo al 13° di Virtus Francavilla-Juve Stabia 1-1 del 26/12/2018 al gol di Pugliese al 27° di Juve Stabia-Cavese 2-2).

Infine Vespe che non vincevano con almeno tre gol di scarto dallo scorso 24 aprile nel 4-0 rifilato all’ultima giornata alla Virtus Francavilla e che stanno invertendo ora anche il trend dei gol segnati arrivando ad essere per ora il quarto peggior attacco davanti a Messina e Gelbison (13) e Fidelis Andria (15).

Per tutti questi motivi e un girone di andata andato ben oltre le più rosee aspettative finora, ci si augurerebbe di vedere un maggior seguito di pubblico allo stadio “Menti” a sostenere i ragazzi di Colucci.

Oltre alla encomiabile Curva Sud presente non solo al “Menti” ma ovunque e in qualsiasi condizione climatica, ci si auspica di vedere un maggior afflusso di pubblico anche negli altri settori anche perchè questa Juve Stabia lo sta meritando con la controprova rappresentata dalle risultanze del terreno di gioco.

 

Ferrari, Vasseur è il nuovo team principal. È ufficiale

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È arrivato l’annuncio della scuderia di Maranello che ha ufficializzato l’arrivo di Frederico Vasseur come nuovo team principal e general manager a partire dal 9 gennaio 2023

Ferrari, Vasseur è il nuovo team principal. È ufficiale

La notizia era fortemente nell’aria, ma ora è diventata ufficiale. La Ferrari, anche prima di Natale, ha trovato il suo team principal e general manager. Parliamo di Frederic Vasseur che prenderà dunque ufficialmente il posto del dimissionario Mattia Binotto.

Ferrari, ecco Vasseur

I nomi che si sono fatti in casa Ferrari sono stati tanti, ma alla fine quello dell’ingegnere francese, ormai ex team principal di Alfa Romeo, è sempre stato il più insistente. A dare l’annuncio dell’accordo è la stessa scuderia di Maranello con questo comunicato.

“Maranello (Italia), 13 dicembre 2022 – Ferrari N.V. (NYSE/EXM: RACE) (“Ferrari” o la “Società”) ha annunciato oggi che Fred Vasseur entrerà a far parte della Scuderia Ferrari il 9 gennaio come Team Principal e General Manager. Vasseur ha un’esperienza di oltre 25 anni di successi nelle corse automobilistiche, a partire dalle formule junior e nell’ultimo decennio in Formula 1. Durante questo periodo, è stato ampiamente riconosciuto anche il suo successo nel promuovere piloti di talento, conquistando la serie GP2 sia nel 2005 (Nico Rosberg) che nel 2006 (Lewis Hamilton). Vasseur ha recentemente ricoperto la carica di CEO e Team Principal della Sauber Motorsport (attualmente Alfa Romeo F1 Team), che ha assunto dal 2017. In precedenza, nel 2016, è stato Team Principal della Renault F1 Team”.

FONTE FOTO: Scuderia Ferrari Twitter

“Per me è un grande onore”

Non sono mancate chiaramente anche le parole di Vasseur che ha dichiarato.

“Sono molto felice e onorato di assumere la guida della Scuderia Ferrari come Team Principal. Per me, un appassionato di motorsport da tutta la vita, la Ferrari ha da sempre rappresentato l’apice del mondo delle corse. Non vedo l’ora di lavorare con il team talentuoso e appassionato di Maranello, per onorare la storia e l’eredità della Scuderia e per conseguire dei risultati per i nostri tifosi in tutto il mondo”.

Vigna: “E’ ciò di cui abbiamo bisogno”

A dare il benvenuto a Vasseur è l’amministratore delegato della Ferrari Benedetto Vigna.

“Siamo felici di dare il benvenuto in Ferrari a Fred Vasseur come nostro Team Principal. Nel corso della sua carriera ha unito con successo i suoi punti di forza tecnici, grazie alla sua esperienza in qualità di ingegnere, a una costante capacità di stimolare il meglio nei suoi piloti e nei suoi team. Questo approccio e la sua leadership sono ciò di cui abbiamo bisogno per far crescere la Ferrari con rinnovata energia”.

Nuovo inizio

Dal 9 gennaio si aprirà dunque un nuovo ciclo in casa Ferrari che, si spera, possa vedere un team principal aprire un ciclo che i tifosi della Rossa aspettano di vedere da un bel po’ di tempo.

 

 

 

I precedenti tra Argentina e Croazia: bilancio in parità

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Calcio, i precedenti tra Argentina e Croazia: bilancio in parità, ma ultima sfida da dimenticare per l’Albiceleste…

I precedenti tra Argentina e Croazia: bilancio in parità

Tra le due semifinali dei Mondiali di calcio 2022 in Qatar, quella che si svolgerà domani tra Argentina e Croazia è senz’altro (almeno sulla carta) la più equilibrata, anche se le sorprese sinora non sono mancate e potrebbero verificarsi anche tra Francia e Marocco.

Sta di fatto, in ogni caso, che la sfida tra Lionel Messi e Luka Modric, tra due protagonisti ai quarti di finali per le rispettive Nazionali come Emiliano Martinez da un lato e Dominik Livakovic da un lato, è a dir poco affascinante, con un solo posto in palio per l’attesissima finale.

Sono cinque i precedenti tra le due squadre, con un bilancio in perfetta parità: 2 vittorie per parte e un pareggio, l’unica volta in cui non è stato siglato alcun goal (match terminato infatti a reti bianche, 0-0). Nel dettaglio, va sottolineato che solo due volte Argentina e Croazia si sono affrontate in Coppa del Mondo, in entrambi i casi ai gironi (sarà dunque un esordio, per così dire, nella fase a eliminazione diretta).

LIVE Argentina-Croazia: Orario, probabili formazioni, streaming

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LIVE Argentina-Croazia, Mondiali calcio 2022 in DIRETTA: semifinale da brividi. Orario, probabili formazioni, streaming

Chi la spunterà: i sudamericani guidati da Leo Messi o i vicecampioni del mondo del capitano Luka Modric? 
Di certo sarà una partita intensa e caratteriale, all’interno della quale saranno attese grande giocate ma anche momenti di altissima tensione. 

LIVE Argentina-Croazia: Orario, probabili formazioni, streaming

Benvenuti alla prima delle due semifinali dei Mondiali di calcio 2022 in Qatar: si affronteranno quest’oggi, alle ore 20:00 (ore italiane) Argentina e Croazia!

Semifinale da brividi, sulla carta a dir poco equilibrata vista la qualità delle rose a disposizione dei due Commissari Tecnici. Argentina a caccia della finale trascinata dalla sua stella, Lionel Messi, al suo ultimo Mondiale con l’obiettivo di coronare il sogno e laurearsi Campione del Mondo con la sua Albiceleste.

Dall’altro lato, una Croazia che ha saputo superare anche un ostacolo ostico come il Brasile e punta alla seconda finale consecutiva dopo quella di Russia 2018 (questa volta, idealmente, con la voglia di conquistare la Coppa del Mondo); di certo non manca la motivazione, né da un lato né dall’altro, per un match tutto da seguire, ma scopriamo come.

Evento: Argentina-Croazia
Data: 13/12/2022
Ore: 20:00
Dove vederla in tv: Rai1
Dove vederla in streaming: Raiplay
Stadio: Lusail Iconic Stadium

PROBABILI FORMAZIONI Argentina-Croazia

ARGENTINA (4-3-3): Martinez E.; Molina, Romero, Otamendi, Tagliafico; Mac Allister, Fernandez, De Paul; Di Maria, Alvarez, Messi. C.T. Lionel Scaloni

CROAZIA (4-3-3): Livakovic; Juranovic, Lovren, Gvardiol, Sosa; Modric, Brozovic, Kovacic; Kramaric, Petkovic, Perisic. C.T. Zlatko Dalic

Calcio d’inizio alle ore 20:00 visibile anche Cliccando QUI.
A più tardi, non mancate!

CALCIO – CRONACA SPORTIVA / Qatar

Fonti: Oasport/Rai

Juve Stabia, Picardi ennesimo prodotto del vivaio in prima squadra

Juve Stabia, ottenere risultati positivi in un settore giovanile di una società professionistica di calcio, soprattutto al sud Italia dove si deve continuamente fare i conti con una carenza cronica dal punto di vista delle strutture, non è cosa di tutti i giorni.

In questa ottica la Juve Stabia rappresenta un’oasi assolutamente felice. Lusinghieri infatti sono stati i risultati conseguiti nel corso degli ultimi anni sotto la sapiente guida del responsabile del settore giovanile delle Vespe, Saby Mainolfi, e del direttore Roberto Amodio, bandiera della Juve Stabia dell’epoca Fiore.

Fare un buon settore giovanile non è assolutamente uno scherzo. La Juve Stabia punta tantissimo sui propri giovani e da anni sta proseguendo nel portare avanti un proprio progetto che sta dando tante soddisfazioni.

Avere diversi giocatori del settore giovanile convocati in prima squadra, oltre a rappresentare linfa vitale per le ambizioni della società gialloblè, è sicuramente motivo di vanto per il responsabile Saby Mainolfi. In un territorio in cui molte famiglie preferiscono far emigrare i propri figli al centro-nord nella convinzione che lì ci siano indubbiamente più strutture per primeggiare.

I CALCIATORI DELLA JUVE STABIA PROVENIENTI DAL SETTORE GIOVANILE CHE HANNO GIOCATO IN PRIMA SQUADRA.

Elementi del calibro di Todisco, Matteo Esposito (portiere già convocato qualche anno fa nella nazionale Under 17 Lega Pro), Maresca, ma soprattutto Guarracino e Della Pietra, già convocati in prima squadra anche in Serie B e ora in pianta stabile e in alcuni casi anche titolari nella prima squadra delle Vespe, danno ancora più lustro al grandissimo lavoro di Mainolfi.

L’ultimo arrivato ad esordire tra i professionisti è Michele Picardi, difensore classe 2004, che ha esordito proprio ieri tra i professionisti nella gara con il Messina. Senza dimenticare anche Boccia, reduce da due campionati consecutivi vinti con Taranto e Giugliano in Serie D e ora in prestito al Catania. Così come anche Gianmarco Todisco in prestito al Sorrento,

Una delle peculiarità del settore giovanile delle Vespe è quello di utilizzare giocatori sotto età in particolare nelle categorie nazionali Under 15 e Under 17 nonchè in Primavera. L’idea alla base del settore giovanile diretto da anni da Saby Mainolfi, non è il risultato fine a se stesso, ma insegnare ai ragazzi cosa significa diventare atleta e calciatore.

La settimana di allenamento, la disciplina (rispetto delle regole e delle decisioni dell’allenatore) e il saper stare in campo (ruoli, aiuto ai compagni, ecc.) sono gli insegnamenti che quotidianamente vengono impartiti ai ragazzi. Questi insegnamenti hanno permesso negli anni passati di ottenere risultati importanti per il settore giovanile.

E non bisogna dimenticare che la Juve Stabia ha investito nel settore giovanile sicuramente cifre inferiori a quelle delle tre dominatrici del campionato di Lega Pro Girone C, Catanzaro, Crotone e Pescara, che negli ultimi anni e nell’anno in corso di sicuro stanno ottenendo risultati inferiori a quelli del settore giovanile delle Vespette.

Il valore aggiunto della Juve Stabia è proprio questo: riuscire a formare dei giovani calciatori in casa propria facendoli anche esordire in prima squadra e valorizzandoli in questo modo.

Fattore molto importante perchè il regolamento del minutaggio prevede incentivi superiori per le squadre che fanno giocare tra gli Under prodotti del proprio settore giovanile. Ed è proprio questa la marcia in più della Juve Stabia: poter contare su un florido settore giovanile che diventa linfa vitale per il futuro della prima squadra.

Demme alla Salernitana ad una condizione  

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Diego Demme nel mese di gennaio potrebbe lasciare il club azzurro per aggregarsi alla Salernitana di Nicola.

Terminato il ritiro ad Antalya, in Turchia, per il Napoli di Luciano Spalletti è tempo di rituffarsi sul prosieguo del campionato.

Ai calciatori sono stati concessi due giorni di riposo, con gli allenamenti che riprenderanno a Castel Volturno mercoledì 14 dicembre, ma intanto la società continua ad essere presente nel calciomercato.

Uno dei nodi da scogliere è la possibile cessione di Diego Demme, sulle cui tracce c’è ormai da tempo la Salernitana di Nicola.

L’edizione odierna di Tuttosport svela quali sono le condizioni dettate dal club granata affinché l’affare vada in porto.

Demme Salernitana

Demme può andare alla Salernitana ma solo se…

Il d.s. De Sanctis nei giorni scorsi aveva avuto un colloquio con Giuntoli per capire la disponibilità del Napoli a cedere in prestito Demme.

Operazione fattibile, ma a una condizione: che il club azzurro si accolli una parte dell’ingaggio da 2,5 milioni netti a stagione.

Per ora appare improbabile che il Napoli decida di pagare una parte dello stipendio del centrocampista tedesco.

In quel caso la preferenza sarebbe tenersi il giocatore per sé.

Giuntoli acconsentirà alla cessione del centrocampista soltanto scaricando l’intero ingaggio che resta da pagare al club che beneficerà di un eventuale prestito.

Inoltre non è escluso che il Napoli chieda anche una somma per il pagamento del prestito di Demme per 6 mesi.

 

Simone Improta

 

La Givova Scafati espugna l’Emilia: cade la Virtus Bologna

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La Givova vince 77-84 in casa della capolista, ribaltando tutti i pronostici. Logan e Pinkins sono una certezza, brilla l’ultimo arrivato Okoye con 18 punti e 10 rimbalzi.

Veni, vidi, vici”. L’innesto di Okoye ha regalato uno straordinario successo alla Givova Scafati sul parquet dell’imbattuta capolista Virtus Segafredo Bologna, col punteggio finale di 77-84. La gara valevole per la decima giornata del campionato di serie A, in cui ha esordito in maglia gialloblu il giocatore nigeriano, è coincisa con una straordinaria vittoria in trasferta. Davide ha battuto Golia. Un risultato che ha il sapore dell’impresa da tramandare ai posteri e che ha scritto un’altra indimenticabile pagina sportiva del basket scafatese.

Una prestazione quasi perfetta, ma soprattutto una gara solida e di sostanza, che ha premiato il lavoro degli uomini agli ordini di coach Caja e l’ennesimo sforzo economico profuso dalla società. Avanti nel punteggio per circa tre quarti di gara, la compagine dell’Agro ha avuto il merito di non mollare mai la presa, di tenere sempre alta la concentrazione e non prestare mai il campo al più quotato avversario, senza mai disunirsi, nemmeno nei momenti più difficili.

Senza l’infortunato Butjankovs, capitan Rossato e compagni hanno tirato con superiori percentuali di realizzazione, hanno recuperato più rimbalzi e possessi e fatto circolare la palla in maniera esemplare, infliggendo una dura lezione alla blasonata formazione bolognese che, per l’occasione, era rientrata nella Virtus Segafredo Arena, dopo l’esilio forzato al PalaDozza. Esordio interno bagnato però da una sconfitta, la prima in campionato dall’inizio della stagione agonistica.

Virtus Segafredo Bologna vs Givova Scafati: la cronaca del match

1° QUARTO

Senza timori riverenziali, la Givova Scafati affronta l’avversario con il piglio giusto, di gran carriera, giocando bene di squadra e mettendo in mostra i centimetri e la qualità di Thompson sotto le plance, tenendo la sfida in equilibrio per i primi minuti (9-9 al 5’). È un buon momento per i campani che trovano in Okoye un prezioso terminale offensivo, capace di portare i suoi avanti 10-16 all’8’. Coach Scariolo ferma il cronometro: i suoi lo ascoltano e azzerano le distanze (18-18 al 9’), per poi mettere la freccia 22-18 con Shengelia e Hackett a fine primo quarto.

Virtus Segafredo Bologna vs Givova Scafati: Kruize Pinkins al tiro
Virtus Segafredo Bologna vs Givova Scafati: Kruize Pinkins al tiro (fonte: ufficio stampa Scafati Basket 1969)

2° QUARTO

La partita della Givova Scafati non termina affatto qui. Lamb ed Okoye, unitamente a Pinkins, fanno sentire la propria presenza in campo e, partendo da un buon atteggiamento difensivo, mettono la museruola all’attacco virtussino e portano addirittura gli ospiti avanti 27-41 al 18’ (parziale di 0-20), grazie al gioco in transizione e alla buona mano dalla lunga distanza. Solo negli ultimi minuti i padroni di casa rialzano la testa e riprendono la via del canestro, ma senza grossi sussulti, tant’è che all’intervallo i viaggianti sono avanti di 11 lunghezze (30-41).

3° QUARTO

Le V nere, con Shengelia sugli scudi, le tentano tutte per rientrare in partita. Ma gli scafatesi non ci stanno a dilapidare il vantaggio conquistato con così grande fatica e, nonostante le scorribande di Lundberg, riescono a conservare il vantaggio a metà frazione (42-53). Ci prova Hackett a rispondere alla mano calda di Logan e Lamb, ma le distanze restano invariate all’8’ (50-61). La difesa bianconera appare tutt’altro che impenetrabile, mentre l’attacco funziona solo a sprazzi, con errori in fase di impostazione più che in fase realizzativa. La buona circolazione di palla premia invece il lavoro dei gialloblu che, nonostante il buon momento di Mannion, chiudono avanti 56-64 la terza frazione.

Virtus Segafredo Bologna vs Givova Scafati: la schiacciata di Trevor Thompson
Virtus Segafredo Bologna vs Givova Scafati: la schiacciata di Trevor Thompson (fonte: ufficio stampa Scafati Basket 1969)

4° QUARTO

È Mannion l’uomo in più della compagine emiliana ad inizio ultimo quarto, unico a caricarsi sulle spalle il peso dell’intero attacco e a spingere i compagni verso una difficile ma non impossibile rimonta (62-66 al 33’). Ci pensano Pinkins e Imbrò a tenere a debita distanza i locali (67-73 al 36’). L’esperienza di Hackett, Shengelia e Mannion permette ai bolognesi di assottigliare sempre di più il divario (74-76 al 38’). Stone e Lamb riportano però avanti 75-81 la Givova ad un minuto dalla fine; vantaggio rimpinguato da Pinkins ai liberi a mezzo minuto dalla sirena (76-83). Il ricorso al fallo sistematico non muta l’andazzo della sfida che premia i salernitani, vittoriosi 77-84.

Il tabellino

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA 77 – 84 GIVOVA SCAFATI

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA: Mannion 17, Belinelli, Pajola n. e., Bako, Jaiteh 2, Lundberg 9, Martini n. e., Shengelia 13, Hackett 18, Mickey 7, Camara, Weems 11. Allenatore: Scariolo Sergio. Assistenti Allenatori: Seravalli Alberto, Cassinerio Matteo, Squarcina Iacopo.

GIVOVA SCAFATI: Stone 5, Lamb 13, Thompson 8, Okoye 18, Caiazza n. e., Pinkins 16, De Laurentiis n. e., Rossato 4, Imbrò 3, Monaldi n. e., Tchintcharauli n. e., Logan 17. Allenatore: Caja Attilio. Assistenti Allenatori: Nanni Francesco, Ciarpella Marco.

ARBITRI: Begnis Roberto di Crema (Cr), Bartoli Mark di Trieste, Bartolomeo Antonio di Lecce.

NOTE: Parziali: 22-18; 8-23; 26-23; 21-20. Falli: Virtus Bologna 13; Scafati 15. Usciti per cinque falli: Okoye, Logan. Tiri dal campo: Virtus Bologna 23/57 (40%); Scafati 27/56 (48%). Tiri da due: Virtus Bologna 15/31 (48%); Scafati 14/30 (47%). Tiri da tre: Virtus Bologna 8/26 (31%); Scafati 13/26 (50%). Tiri liberi: Virtus Bologna 23/33 (70%); Virtus Bologna 17/21 (81%). Rimbalzi: Virtus Bologna 30 (10 off.; 20 dif.); Scafati 38 (9 off.; 29 dif.). Assist: Virtus Bologna 8; Scafati 22. Palle perse: Virtus Bologna 16; Scafati 16. Palle recuperate: Virtus Bologna 5; Scafati 10. Stoppate: Virtus Bologna 1; Scafati 1.

Juve Stabia – ACR Messina (3-0). Le foto dei calciatori e del pubblico presente al Menti.

Guarda le foto di Juve Stabia – ACR Messina realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così la vittoria delle Vespe allenate da Mister Leonardo Colucci con i ragazzi di Mister Gaetano Auteri allo stadio Menti di Castellammare di Stabia.

Finisce con la vittoria della Juve Stabua in una gara in cui le Vespe hanno dimostrato il loro buon momento di forma disputando una delle migliori gare in casa e liquidando gli avversari con un netto 3 a 0 dopo soli 37 minuti di gioco.

Queste sono le foto di Juve Stabia – ACR Messina

Il tabellino della gara:

JUVE STABIA (4-3-3): Barosi; Maggioni (Picardi dal 43° s.t.), Altobelli, Caldore, Mignanelli (Dell’Orfanello dal 39° s.t.); Scaccabarozzi (Carbone dal 1° s.t.), Berardocco, Ricci (Gerbo dal 33° s.t.); Silipo, Zigoni, Pandolfi (D’Agostino dal 33° s.t.).

A disposizione: Russo, Dell’Orfanello, Carbone, Gerbo, Maselli, Bentivegna, Guarracino, Della Pietra, Picardi, D’Agostino, Vimercati, Peluso, Santos.

Allenatore: sig. Leonardo Colucci.

ACR MESSINA (3-4-3): Lewandowski; Angileri (Konate dal 15° s.t.), Trasciani, Ferrini (Berto dal 15° s.t.); Napoletano (Marino dal 1° s.t.), Mallamo (Catania dal 15° s.t.), Fofana, Fiorini; Versienti, Ngombo, Balde.

A disposizione: Daga, Berto, Grillo, Zuppel, Konate, Catania, Marino, Curiale, Iannone.

Allenatore: sig. Gaetano Auteri.

Angoli: 4-3

Ammoniti: 24° Angileri (M), 38° Ferrini (M).

Spettatori: 1.500 circa

Le azioni da gol:

11° GGGGOOOLLLL DELLA JUVE STABIA: calcio d’angolo battuto da Silipo dalla destra e Maggioni, lasciato solo dalla difesa del Messina, insacca di testa il gol dell’1-0.

32° GGGGOOOLLLLL DELLA JUVE STABIA: Zigoni recupera una palla importantissima a metà campo e serve sulla sinistra Pandolfi che si invola e arrivato al limite mette palla al centro per l’accorrente Silipo che quasi a porta vuota mette nel sacco per il 2-0 delle Vespe.

37° TRIS DELLA JUVE STABIA: Maggioni recupera palla e mette un bel cross al centro dell’area di rigore. Sulla respinta recupera la sfera Berardocco che disegna calcio mettendo una palla deliziosa per Ricci che di suola anticipa Lewandowski in uscita e deposita la palla nel sacco per il 3-0 della Juve Stabia.

Le Vespe con questa vittoria conquistano il settimo risultato utile consecutivo (4 vittorie e 3 pareggi) e salgono in solitaria al quarto posto in classifica.
Lunedì sera la Juve Stabia sarà attesa dal Cerignola per l’ultima gara del girone d’andata.

Sorrento-Atletico Uri 4 a 1: i costieri passeggiano sul velluto

Conservata l’imbattibilità casalinga, i rossoneri hanno vita facile contro i sardi. In gol D’Ottavi e Cacace, doppietta per La Monica.

Il Sorrento si lascia alle spalle la sconfitta esterna contro il Cassino e asfalta con un perentorio 4 a 1 l’Atletico Uri. Dopo il vantaggio flash siglato dagli ospiti con il calcio di rigore di Scanu, i costieri sono riusciti a prendere le misure, per poi subissare gli avversari e fare propria la sfida della quindicesima giornata del girone G. Sono stati D’Ottavi, Cacace e la doppietta del rientrante La Monica a firmare la vittoria dei ragazzi di Maiuri.

Incerto in trasferta, sicuro in casa, il team costiero ha sfruttato ancora una volta il fattore campo in proprio favore. Lo stadio Italia resta così inespugnato, e dimostra ancora una volta di essere un punto di forza per il Sorrento. Un fortino che sta tornando a ribollire di passione per i colori rossoneri, che resteranno in vetta alla classifica del girone per almeno un’altra settimana.

SORRENTO-ATLETICO URI: la cronaca

1° TEMPO

Al netto del risultato finale, la partita sembra pendere immediatamente a favore degli ospiti. L’Atletico Uri batte il calcio d’inizio, la palla viene lanciata verso l’area di rigore sorrentina dove un calciatore giallorosso cade a seguito di un lieve tocco di Cacace. L’arbitro non ha dubbi nell’assegnare tempestivamente un calcio di rigore molto generoso, trasformato dallo stesso Scanu.

I rossoneri sono così costretti ad inseguire sin dal primo minuto, rischiando anche di subire il raddoppio a causa di un retropassaggio velenoso di Carotenuto verso Del Sorbo, che allontana la sfera e sventa il pericolo. Per i padroni di casa è il solito Petito a creare un paio di interessanti palle gol, colpevole però di aver temporeggiato eccessivamente nella seconda occasione, quando viene murato nonostante avesse ampi spazi per calciare a rete.

L’attaccante costiero si fa però perdonare confezionando l’assist per il gol del pareggio. Al 18’ Petito si avventa sul rinvio sbagliato da Gagliardi e serve D’Ottavi, l’esterno controlla magistralmente la sfera tra due avversari e col destro batte il portiere dei sardi in diagonale.

La partita si fa così più interessante. Gaetani tenta la conclusione da fuori area, debole e centrale, bloccata facilmente da Gagliardi. A questi risponde Samb, che sguscia tra Fusco e Selvaggio e lascia partire un bolide mancino che colpisce l’esterno della rete.

Il Sorrento riesce tuttavia ad avere la meglio, e in due minuti ribalta le sorti della gara. Al 35’ capitan Cacace mette a segno il gol del vantaggio rossonero con la specialità della casa: colpo di testa su calcio d’angolo ad anticipare tutti, palla che prima colpisce il palo e poi supera la linea di porta. Non c’è nemmeno il tempo di esultare che un minuto dopo La Monica cala il tris. Pescato tutto solo in area da Herrera, controlla la palla e batte ancora l’estremo difensore giallorosso con un tocco sotto. Al 36’ è 3 a 1 Sorrento.

2° TEMPO

Accade quasi tutto, dunque, nel primo tempo. La seconda frazione di gioco è però ancora molto combattuta. La squadra di Maiuri è in controllo, ma i sardi guidati da mister Paba provano comunque ad accorciare le distanze. Il maggior pericolo per il Sorrento è dovuto ad una punizione battuta dal limite e deviata dalla barriera, con la palla a sfiorare il palo alla sinistra di Del Sorbo. Il portierino rossonero fa poi il suo per mantenere inalterato il risultato.

Il neoentrato Gargiulo va molto vicino al poker costiero con un colpo di testa deviato in angolo da Gagliardi. Ci pensa La Monica a chiudere definitivamente i giochi siglando il 4 a 1 con l’incornata su calcio d’angolo dalla destra. La doppietta del centrocampista ammazza le speranze dell’Atletico Uri al 76’. C’è spazio per le ultime sortite offensive su entrambi i fronti, comunque inutili ai fini del risultato. I tre punti restano in Campania, il Sorrento resta capolista.

TABELLINO

SORRENTO-ATLETICO URI 4-1   

Marcatori: 1’ Scanu (A), 18’ D’Ottavi (S), 34’ Cacace(S), 35’ e 76’ La Monica (S)

SORRENTO (4-3-3): Del Sorbo; Todisco G., Cacace (90’ Bisceglia), Fusco, Carotenuto; La Monica (90’+4 Potenza), Herrera (87’ Chiricallo), Selvaggio; Gaetani (64’ Gargiulo), Petito (72’ Scala), D’Ottavi. A disposizione: Castellano, Tufano, Somma, Gargiulo L. Allenatore: Maiuri

ATLETICO URI (3-5-2): Gagliardi; Fancellu (65’ Brizzi), Fusco A (46’ Ghiani), Fadda; Ravot, Piga (11’st Masia), Scanu, Di Paolo (71’ Delizos), Melis; Samb (46’ Aloia), Demarcus. A disposizione: Atzeni, Vinci, Fiorelli, Scuderi. Allenatore: Paba

Arbitro: Alessio Marra di Mantova

Assistenti: Filippo Pignatelli di Viareggio e Lucio Magherini di Prato

Ammoniti: Cacace, Herrera (S); Fusco A., Ghiani, Aloia (A)

Recuperi: 2’ pt, 6’ st

Juve Stabia – Messina 3 – 0. Il Podio Gialloblu

La Juve Stabia strapazza il Messina conquistando il quarto posto solitario in classifica. Maggioni, Silipo e Ricci regalano il successo alle Vespe

PODIO

Medaglia d’oro: ad Andrea Silipo, tutto corsa e fantasia sull’out destro della Juve Stabia. Che a Colucci piaccia variare le soluzioni, soprattutto sulle corsie esterne, non è un mistero e stavolta a beneficiarne è l’ex Palermo, che rimette dal primo minuto la maglia da titolare dopo l’ottimo spezzone di gara di Andria. Il 20 gialloblu punta con decisione Versienti , che non lo ferma praticamente mai. Dopo aver spedito la palla dell’1-0 sulla testa di Maggioni, passa da assistman e finalizzatore appoggiando in rete il cioccolatino di Pandolfi. Contropiede bellissimo ma ancor più bella l’esultanza, commossa, della nonna in tribuna. Che sia il primo passo della crescita costante di Silipo.

Medaglia d’argento: a Tommaso Maggioni, volto di un reparto difensivo impenetrabile. Settima gara consecutiva senza subire gol grazie non soltanto ai difensori ed a un super Barosi, anche ieri performante nei pochi tentativi dei siciliani. In una retroguardia che esalta anche chi difensore non è (super Altobelli), ad esultare è soprattutto il terzino della Juve Stabia, che replica l’incursione in area vista alla prima di campionato con la Gelbison per spianare la strada verso il successo. Blitz offensivo a parte, Maggioni  si divide bene tra compiti di copertura e di spinta, dando la sensazione di divertirsi insieme al resto della squadra.

Medaglia di bronzo: a Luca Berardocco, che smista palloni e traffico come il più attento dei vigili. Palla al regista abruzzese e tutto gira per il verso giusto, qualunque siano i compagni di reparto o gli interpreti del tridente offensivo. Rispetto alla prima versione vista a Castellammare, il Berardocco 2.0 è più tranquillo, consapevole dell’importanza che ha in squadra, ed al contempo più pronto a rischiare la giocata non banale. Ne è esempio il pallone meravigliosamente scodellato per il 3-0 di Ricci. Se le cose semplici, apparentemente, gli sono sempre venute bene, ora anche quelle azzardate stanno trovando esiti vincenti. Un vero direttore d’orchestra.

Accanto ai tre premiati, ovviamente, ci sarebbe stato spazio per tutti gli effettivi scesi in campo col Messina, alla luce della prestazione di grandissimo livello, forse la migliore in stagione, offerta dai gialloblu. Meriti quindi a tutta la rosa ma soprattutto a Colucci che, con poche parole e molti fatti, sta costruendo una stagione ed una classifica di assoluto valore. Nessuno sul contropodio e complimenti, invece, per tutti.

Lorih Caradonna infermabile! Vinto anche il premio alla carriera

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Super risultato da parte di della modella italiana che porta a casa un premio molto illustre per la sua grande carriera

 

Lorih Caradonna infermabile! Vinto anche il premio alla carriera

ARTICOLO DI CARLO AMETRANO

Un’altra pagina di storia è stata scritta da Lorih Caradonna. La modella italiana non ha assolutamente intenzione di fermarsi e continua a volare spedita. E, si sa, quando spingi sempre sull’acceleratore senza sosta, il risultato non può che essere fantastico. Nella giornata di sabato sera, il 10 Dicembre 2022 Lorih Caradonna è stata premiata dal International Fashion al Christmas Fashion Show di Lucia Helena Ribeiro, premiata da Claudio David.

L’attrice aggiunge anche questo trofeo per concludere un anno assolutamente indimenticabile, ricco di grandi soddisfazioni personali e non solo. La modella e attrice è stata accompagnata dal fotografo Raffaele Sorrentino.

La modella, intervenuta tante volte ai nostri microfoni, ha posato per 280 editoriali anche durante il periodo di pandemia.

FONTE FOTO: Paolo Cavanna

FONTE FOTO: Paolo Cavanna

Rovato: la Scuola Ricchino è nel pieno svolgimento della sua didattica

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Alla scuola Ricchino di Rovato sono già in pieno svolgimento tutti i corsi professionali previsti dalla vasta offerta didattica già consolidata nei precedenti anni scolastici.

La scuola Francesco Ricchino è una benemerita istituzione del comune di Rovato, fondata nella seconda metà dell’800 nella ventata di entusiasmo solidaristico e filantropico che investì la Penisola, da nord a sud. Ovunque sorsero Società operaie cooperative di mutuo soccorso.  Per lo più fondarono banche locali per il credito agevolato.

A Rovato la Società operaia agricola fu più lungimirante e fondò una scuola di arti e mestieri che potesse avviare al lavoro tanti giovani provenienti dal mondo rurale.  Da generazioni, ormai, essa “rappresenta un punto di riferimento per la formazione di alcune delle più significative realtà artigianali della Franciacorta”.

La “Scuola d’Arte e Mestieri – Francesco Ricchino” ha già festeggiato i suoi 145 anni di esistenza ed a vele spiegate si prepara a festeggiare il secolo e mezzo tra pochi anni, sotto la guida del suo infaticabile presidente Giampietro Costa, che vi profonde impegno ed entusiasmo senza risparmio di fatica.

Ultimamente, d’intesa col Comune di Rovato, nella “nostra” Scuola si sta lavorando per istituire un Museo dove possano confluire i manufatti meritevoli prodotti dagli allievi dei vari corsi e dove conservare e valorizzare opere d’ingegno donate o acquisite a vario titolo.

Inoltre, anche sul territorio della Franciacorta è possibile ammirare una sorta di “museo diffuso” offerto dalle opere degli allievi stabilmente collocate in vari monumenti cittadini, nelle scuole, in qualche rotatoria stradale, ecc.

La  mission della scuola Ricchino

La nostra mission – ci dice il presidente Costa – è la formazione al lavoro. Cercando di contribuire a mantenere viva la pratica di antichi mestieri che nel loro aspetto artigianale stanno rischiando di spegnersi. Come la lavorazione del ferro battuto e del legno. Noi miriamo alla formazione della persona attraverso il “saper fare”.

Chi già pratica una attività artigianale qui viene ad arricchire ed ampliare la propria formazione professionale.  Insomma una fase di completamento e di perfezionamento nel proprio lavoro.Rovato: la Scuola Ricchino è nel pieno svolgimento della sua didattica

Esempio: un semplice imbianchino qui può imparare la tecnica e l’arte della decorazione grafica e cromatica. Il fabbro è capace di saldare ma qui viene ad imparare la lavorazione artistica e creativa del ferro battuto, come da tradizione secolare nella comunità rovatese per merito della stirpe dei “bruzafer”,  con patriarca indiscusso Aldo Caratti.

Ma l’approccio alla scuola spesso è dovuto alla passione verso alcuni materiali (legno, vetro, ferro, colori…) da cui nasce la voglia e la volontà di imparare a conoscere e “maneggiare”. E qui l’appassionato può esprimersi sviluppando ingegno e manualità, creatività ed abilità tecnica”. 

La società moderna produce prodotti industriali seriali, anonimi. La scuola va controcorrente e diffonde l’unicità del prodotto artigianale, frutto di creatività ed inventiva personale ed originale del singolo artigiano. Attraverso l’artigianato il singolo si riscatta dalla globalizzazione, oggi tanto in voga.  Potendo egli spaziare, a seconda del suo estro, nel produrre sia un dignitoso manufatto – pur sempre unico! – sia un capolavoro di valore artistico.

Il bello della scuola Ricchino è che qui si trovano allievi di tutte le età. Ci sono i ragazzi e gli adolescenti che sono attratti dalla scuola dei colori e dei fumetti. Gli adulti che si accostano per esigenze di lavoro o per passione. Ci sono i pensionati, che finito il loro obbligo lavorativo, danno libero sfogo alla loro manualità e creatività, facendo diventare piena ed operosa la loro vita.

Una scuola che ha una vasta gamma didattica per venire incontro al desiderio di “imparare a fare” che molti noi abbiamo sempre in agguato dentro noi stessi e che aspetta di essere assecondato e valorizzato.

I Corsi a tutt’oggi attivi sono:

FERRO BATTUTO, FALEGNAMERIA (propedeutico e progettazione), INTAGLIO LIGNEO, TORNITURA LIGNEA ARTISTICA, RESTAURO LIGNEO, STORIA DEL MOBILE, DECORAMOBILE e complementi di arredo, DECORAZIONE MURALE, STORIA DEL DESIGN INDUSTRIALE, DISEGNO E PITTUTA (bambini, ragazzi, adulti), SCULTURA ARGILLA, SBALZO SU RAME, LIUTERIA.

La “Scuola d’Arte e Mestieri – Francesco Ricchino” si finanzia con le iscrizioni degli allievi e con i contributi di vari Enti che ne riconoscono il valore civico e didattico verso la comunità di Franciacorta e circondario.

Anche il singolo cittadino che crede nell’importanza del ruolo formativo può aiutare la “Francesco Ricchino” donando il suo 5 per mille a questa benemerita istituzione.  Basta riportare il codice fiscale della Scuola 91003960175 nella casella apposita del modello della propria Dichiarazione dei redditi.

Sito: scuolaricchino.org

Rovato: la Scuola Ricchino è nel pieno svolgimento della sua didattica // Carmelo TOSCANO/ Redazione Lombardia

Juve Stabia-ACR Messina 3-0, le pagelle delle Vespe

Juve Stabia, diciottesima di campionato che ha visto scendere in campo allo Stadio Romeo Menti le Vespe contro l’ACR Messina. Unica parola per descrivere gli uomini messi in campo da mister Colucci: coesione. Gioco di squadra che ha permesso al pubblico stabiese di vedere la forza di un gruppo finalmente amalgamato con ingredienti di spessore.

Questi le pagelle dei calciatori gialloblè dopo Juve Stabia- ACR Messina.

Barosi 7,5: Intramontabile la forza delle sue mani e della sua mente che permette di vantare una porta ancora immacolata. Siamo arrivati a 645 minuti di imbattibilità (recupero escluso).

Maggioni 7,5: all’11° va al tiro su assist di Silipo e trova il primo goal del match. Non si risparmia in nulla dimostrando tecnica e tattica.

Altobelli 6,5: Il camaleonte gialloblù è strategicamente tattico. Esserci quando serve con la sua solita fisicità ed intuizione a difesa della squadra.

Caldore 7: Rinforzo di esperienza concreta. Batte ed abbatte ogni azione avversaria presentatasi dinanzi al suo muro corporeo.

Mignanelli 7,5: A sinistra il posto di blocco è oramai assicurato. Soliti chilometri per assistere i compagni, il suo ruolo da difensore è oramai poliedrico: c’è anche quando non dovrebbe esserci a favore della maglia che onora a pieno titolo. Assist a firma da campione! Spicca quello al 24’. Il “matto” continua a lasciare il segno.

Berardocco 7: Autore dell’assist spettacolare per il goal di Ricci, regista di impegno costante, riesce sempre a dare il suo contributo di qualità.

Scaccabarozzi 6: dona consistenza al suo reparto permettendo duttilità e velocità di azioni all’attacco. Prestazione nella media.

Ricci 7,5: I valori difensivi per la squadra lo rendono un centrocampista di azione, creando il movimento giusto. Al 10° va al tiro perfetto di suola su assist spettacolare di Berardocco.

Pandolfi 7: Va premiata la sua voglia di fare e strafare. Va al tiro per ben due volte. Parte bene e prosegue bene. Con le sue accelerazioni e spunti mette in agitazione gli avversari. Non trova la rete, ma per dirla alla Colucci, è la prestazione che conta!

Zigoni 7: Giocata spigolosa con tante azioni dalle buone intenzioni che hanno dimostrato un miglioramento notevole della sua forma fisica e della sua partecipazione in campo. Grande il possesso palla a favore dell’assist di Pandolfi per il goal di Silipo. Tante le volte che ha cercato la rete. Intorno al 65° del match ancora torna indietro a centrocampo a conquistare palle importanti con cui far risalire la propria squadra. Bravo Gianmarco, continua così!

Silipo 7: Si nota la sua fantasia, scatti, possesso ed assist, molto bersagliato dagli avversari, si svincola sempre bene. Al 31’ su assist di Pandolfi trova la rete. All’11° del s.t. riprova il tiro, troppo debole.

Carbone 1’ s.t. 6: entra a gara in corso e lo fa dando segni di prontezza attraverso i quali continua a condurre il gioco dei compagni di esperienza.

Colucci 8: un voto tutto tondo per il tecnico Stabiese che con la sua perseveranza sta dando dimostrazione di giocatori finalmente cotti a puntino per far restare a digiuno la fame di punti degli avversari. Gli ingredienti messi in campo dal mister stasera bollivano abbastanza da farci gustare un grande match ricco di azioni, movimento, verticalizzazioni e voglia di continuare a mangiare!

 

D’Agostino: 33’ s.t. S.V.
Gerbo: 33’ s.t. S. V.
Dell’Orfanello: 39’ s.t. S. V.
Picardi: 42’ s.t. S.V.