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Juve Stabia, la ricetta del D.S. Matteo Lovisa: Ingredienti freschi e decisi per continuare a stupire

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Arrivato alle falde del Faito nel 2023, il DS gode ormai della piena fiducia della piazza stabiese. Una fiducia guadagnata sul campo, specialmente dopo la coraggiosa rivoluzione tecnica attuata in estate. Non era facile cambiare pelle a una squadra reduce da un finale di stagione strepitoso, che aveva visto le “Vespe” sfiorare il sogno, raggiungendo una storica semifinale playoff per la massima serie.

Rivoluzionare gli assetti non è mai un lavoro semplice, eppure la Juve Stabia risponde presente. Costruisce gioco, ottiene risultati utili e muove la classifica, consolidando l’obiettivo primario: la salvezza. Ma con un occhio sempre attento a qualcosa di più.

GLI INGREDIENTI: I volti nuovi del mercato di riparazione

Per mantenere alto il livello, Lovisa ha attinto al mercato di riparazione portando in gialloblù una miscela di gioventù ed esperienza. Ecco gli innesti ufficiali:

  • Matheus Luz Priveato Dos Santos: Attaccante (2002)

  • Kevin Zeroli: Centrocampista (2005)

  • Christian Dalle Mura: Difensore (2002)

  • Emanuele Torrasi: Centrocampista (1999)

  • Manuel Ricciardi: Difensore (2000)

  • Sheriff Kassama: Difensore (2004)

  • Salim Diakité: Difensore (2000)

  • Daniel Perin: Centrocampista (2007)

  • Alvin Okoro: Attaccante (2005)

I SEGRETI DELLO CHEF: Perché la ricetta funziona

Il punto di forza di Lovisa? Saper guardare oltre la carta d’identità. Dietro la sua giovane età si celano passione, competenza e una fame di emergere che rispecchia quella della squadra.

A completare “la brigata” c’è un altro profilo giovane e ambizioso: Mister Ignazio Abate. L’allenatore ha sposato fin da subito il progetto Juve Stabia, unendo la sua esperienza di campo alla voglia di fare bene in panchina. La filosofia è chiara: il direttore prepara la ricetta, selezionando gli ingredienti migliori, e il mister, con il suo staff, cucina il piatto, servendo spesso un “ben servito” (con tanto di dolcetto finale) agli avversari di turno.

Il campo sta confermando la bontà del progetto: la Serie B è un campionato di equilibri sottili, dove due vittorie ti lanciano in orbita e due sconfitte rischiano di farti scivolare. La Juve Stabia, però, sembra aver trovato la stabilità necessaria.

IL VOTO AL MERCATO 8

Il Direttore conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che dietro al suo lavoro c’è un occhio clinico raro e una mano imprenditoriale ferma. Eccellente nella gestione delle plusvalenze (vedasi le operazioni Adorante in estate e Ruggero in inverno), che ha saputo reinvestire con scelte accurate (anche quella di Perin lasciato al Treviso). I nuovi arrivi hanno avuto un impatto immediato: basti pensare alle prestazioni esorbitanti di Zeroli o all’impatto di Dos Santos. Lovisa ha arricchito la rosa per continuare la scia positiva, dimostrando di essere a Castellammare non per fare presenza, ma per far emergere le sue competenze e, soprattutto, la Juve Stabia.

Chissà se questo campionato ci riserverà un’altra bella sorpresa. Per ora, piedi per terra: prima la salvezza. Ma sognare, con questo “chef” in cucina, non costa nulla.

Juve Stabia, Ufficiale: Alla corte di Abate arriva il talentuoso attaccante Alvin Okoro

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Il mercato della Juve Stabia batte un colpo importante da utilizzare per sopperire ad una mancanza in organico. La società ha infatti diramato un comunicato ufficiale per annunciare l’acquisizione, a titolo temporaneo, di Alvin Okoro. L’attaccante, di proprietà del Venezia F.C., ha firmato un contratto che lo legherà ai colori gialloblù fino al 30 giugno 2026.

Il profilo del giocatore

Nato a Vicenza il 26 marzo 2005, Okoro è una punta centrale dotata di fisicità e tecnica. Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Venezia, ha bruciato le tappe molto presto. Già nella stagione 2021/22, infatti, ha fatto il suo esordio nel campionato di Serie B vestendo la maglia del Pordenone, per poi rientrare alla base e continuare il suo percorso di crescita con la Primavera dei lagunari.

I numeri tra i professionisti

Nonostante la giovane età, Okoro vanta già una discreta esperienza in Serie C.

  • Stagione 2023/24: L’anno della consacrazione tra i “grandi” avviene con la maglia della Vis Pesaro. Qui colleziona ben 36 presenze, dimostrando continuità e fiuto del gol, mettendo a referto 6 reti e 4 assist.

  • Stagione in corso (2024/25): Nella prima parte di questa stagione ha militato tra le fila della Juventus Next Gen, dove ha disputato 18 partite siglando 2 reti.

La scelta del numero

Per la sua nuova avventura al “Romeo Menti”, Alvin Okoro ha scelto di indossare il numero 90.

La società e tutto l’ambiente stabiese accolgono il nuovo acquisto speranzosi che possa consacrarsi alla ribalta del calcio italiano nell’esperienza alle falde del Faito. I tifosi sono pronti a vederlo all’opera agli ordini dello staff tecnico per il prosieguo della stagione.

IL MORSO DELLA VESPA. Stabia cuore e carattere. A Reggio Emilia settimo risultato utile consecutivo

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Non si ferma la marcia della Juve Stabia di Ignazio Abate. Nonostante una settimana turbolenta, segnata dalle pesanti cessioni di Ruggero e Piscopo, e con il pesante silenzio di un settore ospiti vuoto per squalifica, le Vespe tornano da Reggio Emilia con un 1-1 prezioso. Un punto che consolida il quinto posto in classifica e allunga a sette la striscia di risultati utili consecutivi.

Lampo gialloblù e il blackout di Confente

L’avvio del match è un manifesto del calcio di Abate: aggressività e qualità. Bastano appena 120 secondi per sbloccare la gara: Maistro inventa una traccia geniale per Mosti, che davanti a Seculin non perdona e firma il vantaggio immediato.

La Juve Stabia sembra in controllo, ma al 30′ arriva l’episodio che cambia l’inerzia: un’indecisione fatale di Confente regala il pallone a Gondo. L’attaccante ivoriano non si fa pregare e deposita in rete il gol del pareggio. Il portiere stabiese, però, si riscatta prontamente poco dopo, murando lo svizzero Girma ed evitando il sorpasso prima dell’intervallo.

Ripresa di sofferenza e il brivido finale

Nel secondo tempo la pressione della Reggiana aumenta. Girma si conferma il pericolo numero uno, ma è intorno all’80′ che la Juve Stabia vede le streghe: in una mischia furibonda, gli emiliani colpiscono un palo e si vedono negare il gol da un salvataggio miracoloso sulla linea di porta.

Scampato il pericolo, le Vespe provano il colpaccio nel finale: l’ingresso di Burnete porta nuova linfa e all’87′ il giovane attaccante impegna severamente Seculin. È l’ultimo sussulto di una gara intensa che finisce in parità.

Analisi e Prospettive

In un momento in cui il mercato ha tolto pedine importanti e l’ambiente avrebbe potuto risentire della mancanza del pubblico, la Juve Stabia ha risposto con la forza del gruppo. Il quinto posto in coabitazione è il giusto premio per una squadra che ha imparato a soffrire senza perdere la propria identità.

Juve Stabia, sguardo al futuro: ecco Daniel Perin. Le Vespe inaugurano la “strategia dei grandi”

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C’è un vento nuovo che soffia a Castellammare. Non è solo quello dei risultati sul campo, ma quello di una maturazione societaria che inizia a ragionare con i crismi dei grandi club. La notizia dell’acquisto di Daniel Perin dal Treviso F.C. non è una semplice operazione di mercato minore, ma il manifesto di una nuova strategia: costruire una “rosa parallela”, un serbatoio di talenti di proprietà da far maturare altrove, pronti per essere inseriti in prima squadra al momento giusto o diventare asset preziosi per future plusvalenze.

La nuova mentalità: costruire il patrimonio

Fino a poco tempo fa, l’obiettivo primario era spesso l’istantaneo, il “tutto e subito” dettato dalle esigenze di classifica. Oggi, la dirigenza gialloblù alza l’asticella. L’operazione Perin ricalca il modus operandi delle grandi realtà del calcio italiano (come Atalanta o Juventus per citarne due): individuare il talento prima che esploda definitivamente, assicurarsene il cartellino, e permettergli di crescere senza le pressioni immediate della cadetteria.

È la creazione di quella che potremmo definire una “rosa degli invisibili”: calciatori di proprietà delle Vespe che giocano, segnano e crescono in altri lidi, costantemente monitorati, che rappresentano un tesoretto tecnico ed economico per il futuro del club.

Chi è Daniel Perin

Il profilo scelto per inaugurare (o consolidare) questo percorso è quello di un centrocampista giovanissimo e di grande prospettiva. Daniel Perin, classe 2007, è un “millennial” calcistico che ha già dimostrato di saper stare tra i grandi. Nato a Vittorio Veneto, cresciuto nel settore giovanile del Sudtirol, Perin si sta imponendo in Serie D con la maglia del Treviso. I numeri parlano di una maturità precoce: 22 presenze e 2 reti nella stagione in corso. Un ruolino di marcia che ha convinto gli scout delle Vespe a non lasciarselo scappare.

I dettagli dell’operazione

La Juve Stabia ha giocato d’anticipo, blindando il ragazzo con un contratto lungo. Come recita il comunicato ufficiale:

“La S.S. Juve Stabia 1907 comunica di aver raggiunto un accordo con il Treviso F.C. per l’acquisizione, a titolo definitivo, del centrocampista Daniel Perin, che si lega al club gialloblù fino al 30 giugno 2028.”

Tuttavia, la parte più interessante dell’accordo risiede nella gestione tecnica immediata. Perin non arriverà subito al Menti. La società ha optato per la scelta più saggia per la crescita del ragazzo: lasciarlo giocare. Daniel resterà in prestito al Treviso fino alla fine della stagione sportiva 2025/2026.

Questa mossa garantisce al giocatore altri 5 mesi di titolarità e sviluppo in un ambiente che conosce, permettendo alla Juve Stabia di accogliere, nell’estate del 2026, un calciatore fatto e finito, con quasi tre stagioni di “calcio vero” sulle gambe, oppure di valutare nuove strategie di mercato.

La Juve Stabia guarda avanti. E il futuro, da oggi, ha un tassello in più.

Reggiana – Juve Stabia (1-1): Il podio e il contropodio gialloblù

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La Juve Stabia prosegue nella striscia positiva grazie al pareggio sul campo della Reggiana. Rammarico per gli uomini di Abate che, passati subito in vantaggio con Mosti, lasciano il pari agli emiliani a causa dell’errore in disimpegno di Confente.

PODIO

Medaglia d’oro: a Fabio Maistro, ancora in versione magic. Altra prova importante del fantasista gialloblu, che mette a referto il sesto assist del suo campionato; ad approfittarne è Mosti, che si fa trovare pronto col mancino chirurgico che mette in discesa la gara. Non solo il servizio vincente ma anche una presenza costante in gara mai vista nella scorsa stagione, con Maistro che appare profondamente cambiato anche nell’indole dal lavoro di Abate. La trattativa per il suo rinnovo di contratto è un’ottima notizia.

Medaglia d’argento: ad Andrea Giorgini, baluardo del pacchetto arretrato. Provvidenziali gli interventi difensivi del 33, che tiene a galla la Juve Stabia dopo il pari di Gondo. Fisicità e precisione difensiva per Giorgini. Con l’addio di Ruggero, il suo apporto e le sue responsabilità, non potranno che crescere.

Medaglia di bronzo: a Nicola Mosti, che timbra il cartellino dopo sessantacinque secondi. È la stagione del definitivo salto di qualità per il centrocampista ex Modena, notevolmente cresciuto soprattutto in termini di equilibrio tattico e quantità. Arrivato a gennaio 2024 come calciatore prettamente offensivo, il 98 è sulla strada per diventare un centrocampista completo, che riesce a mischiare le due fasi di gioco. Rete meritata ed importante per lui e per la squadra.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: ad Alessandro Confente, che offre il pari a Gondo quando la Juve Stabia è in pieno controllo del match. La costruzione dal basso, ventata che da anni ha travolto il calcio moderno, presenta rischi e benefici. A Reggio Emilia la Juve Stabia ne ha pagato i rischi, non ben calcolati.

Medaglia d’argento: ad Alessandro Gabrielloni, lontano dal cuore del gioco offensivo ed evitabilmente insofferente verso i compagni. Poco incisivo anche lontano dalla porta, comprensibilmente, l’ex Como si mostra però troppo spazientito verso alcune scelte di passaggio del resto della squadra.

Medaglia di bronzo: a Mattia Mannini, che non riesce a carburare come la scorsa settimana. Corsa ma poca incisività per il 76, che deve ancora, come normale che sia, trovare confidenza con la copertura dell’intera fascia.

Juve Stabia, UFFICIALE: Con l’arrivo di Salim Diakité dal Palermo il pacchetto difensivo è completato

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Il mercato della Juve Stabia batte un colpo importante per blindare il reparto arretrato. La società ha infatti ufficializzato l’arrivo di Salim Diakité, difensore di grande fisicità ed esperienza nella categoria, proveniente dal Palermo F.C.

I dettagli dell’accordo

Attraverso una nota ufficiale, la S.S. Juve Stabia 1907 ha comunicato di aver raggiunto l’intesa con il club rosanero per l’acquisizione, a titolo temporaneo, del diritto alle prestazioni sportive del calciatore. Diakité ha firmato un contratto che lo legherà ai colori gialloblù fino al 30 giugno 2026.

Il profilo: forza fisica e vizio del gol

Nato a Gonesse (Francia) il 3 giugno 2000, Diakité è un difensore moderno, capace di abbinare una grande esuberanza atletica a una spiccata propensione offensiva, come dimostrano i suoi numeri recenti.

Il suo percorso tra i professionisti inizia nella stagione 2020/2021 con la maglia del Teramo, dove colleziona subito 28 presenze e 2 assist, attirando le attenzioni delle categorie superiori. Il salto di qualità avviene con il passaggio alla Ternana: in Umbria resta due anni e mezzo, diventando un perno della difesa con 72 presenze, 2 reti e 4 assist.

Dal gennaio 2024, Diakité ha vestito la prestigiosa maglia del Palermo. In Sicilia il difensore ha vissuto un periodo da protagonista assoluto, scendendo in campo ben 66 volte e dimostrandosi un’arma letale anche in area avversaria, con 5 gol e 3 assist a referto.

Un rinforzo “pronto all’uso”

L’arrivo di Diakité consegna allo staff tecnico un giocatore già rodato per la categoria, capace di integrarsi velocemente nei meccanismi difensivi e di portare centimetri e cattiveria agonistica. Un innesto che conferma la volontà della Juve Stabia di non lasciare nulla al caso in questa seconda parte di stagione.

Benvenuto a Castellammare, Salim!

Juve Stabia: Reggio Emilia si conferma ancora una volta ostica. Le Vespe riescono a strappare un punto

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Reggio Emilia si conferma un campo ostico, soprattutto per la Juve Stabia, una piazza dove fare punti non è mai scontato per nessuno. Eppure, la Juve Stabia ne esce non solo indenne, ma con la testa altissima e un punto importante in ottica salvezza. Al termine di novanta minuti vibranti, terminati sull’1-1, le “Vespe” portano a casa un pareggio che è figlio del carattere, dell’organizzazione tattica e di una fase difensiva capace di soffrire e stringere i denti nel momento del bisogno.

Avvio fulmineo: Maistro dipinge, Mosti colpisce

L’approccio della squadra di Ignazio Abate è stato ai limiti della perfezione. I tifosi non fanno nemmeno in tempo ad accomodarsi in tribuna che il tabellone cambia: corre il 2’ minuto quando Maistro decide di accendere la luce. Il fantasista estrae dal cilindro una giocata d’alta scuola, servendo a Mosti un pallone che gridava soltanto “spingimi in rete”. Il centrocampista stabiese non si fa pregare, batte l’ex Seculin e gela il pubblico granata. Per i primi trenta minuti, in campo c’è solo il gialloblù: dominio territoriale e gestione palla, con le Vespe che sfiorano addirittura il raddoppio grazie a un Maistro in stato di grazia.

La doccia fredda: il regalo di Gondo

Il calcio, si sa, vive di episodi e punisce le distrazioni. Al 30’, la partita cambia inerzia a causa di un’incomprensione difensiva fatale tra Varnier e Confente. Il portiere stabiese si attarda eccessivamente in un disimpegno nell’area piccola, permettendo a Gondo di scippargli il pallone con astuzia e depositare in rete l’1-1 più inaspettato. Un errore da “matita rossa” che avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque, ma non a questa Juve Stabia.

La muraglia stabiese: il riscatto di Confente e l’eroismo di Giorgini

È qui che si vede la forza mentale di un gruppo. Nonostante l’infortunio sul gol, Confente ha dimostrato una solidità psicologica fuori dal comune. Nella ripresa, il numero uno si è riscattato vincendo il duello a distanza con Girma e blindando la porta.

Ma se Confente ha chiuso la porta, Giorgini ha messo il lucchetto e gettato via la chiave. Il difensore ha disputato una gara da “top player” della categoria, coronata all’80’ da un intervento che vale quanto un gol: su un mischione furibondo in area, dopo un palo colpito da Rozzio, Giorgini si immola con un salvataggio miracoloso sulla linea di porta. Anche se su questa azione offensiva dei padroni di casa pesa un fuorigico, poi fischiato dall’arbitro, quell’intervento fa capire a tutti la prestazione attenta messa in campo dal centrale difensivo della Juve Stabia. Una prestazione da leader vero, coadiuvata dalla solita fisicità di Bellich, sempre pronto a usare il corpo come scudo in ogni duello aereo.

I nuovi danno linfa, ma l’identità è la vera vittoria

Il finale è un susseguirsi di emozioni. I nuovi innesti hanno dato nuova energia alle Vespe: un pimpante Burnete ha sfiorato il colpaccio con un siluro dalla distanza che ha fatto tremare la Reggiana e su cui Seculin ha usato tutta la sua esperienza, mentre c’è stato spazio per l’esordio di Ricciardi e minuti per Dalle Mura. Più faticoso il rientro di Gabrielloni, che dopo il lungo stop deve ancora ritrovare il ritmo partita ideale.

Al triplice fischio, la Juve Stabia torna in Campania con una certezza granitica: la squadra ha un’identità chiara. Nonostante il “regalo” del primo tempo, la reazione compatta del gruppo e la tenuta difensiva nel finale rappresentano le fondamenta solide su cui costruire l’obiettivo salvezza.

Reggiana – Juve Stabia 1-1: Mosti illude, un’incertezza nega il bottino pieno. Le Pagelle dei gialloblù

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Termina in parità la sfida della giornata n.23 del campionato di serie BKT 2025-2026 tra Reggiana e Juve Stabia. Al “Città del Tricolore” finisce 1-1, un risultato che, per quanto visto in campo, lascia l’amaro in bocca agli uomini di Abate. Dopo il vantaggio firmato da Mosti, servito splendidamente da Maistro, un’incomprensione difensiva ha permesso ai padroni di casa di rimettere in equilibrio il match con la rete di Gondo. Una Juve Stabia comunque viva, che porta a casa un punto prezioso in un campo difficile, nonostante una giornata non brillante per alcuni singoli.

Ecco i voti e i giudizi ai protagonisti del match:

Difesa e Portiere

CONFENTE 5 Giornata decisamente NO. Manca la sua solita sicurezza, apparendo incerto anche sulle poche conclusioni avversarie. L’errore pesa come un macigno anche se il Mister ha provato a scaricarlo della colpa della giocata dal basso: oggi, purtroppo, ha forse tolto due punti alla squadra.

GIORGINI 6,5 Si conferma una garanzia assoluta. Impiegato prima da laterale e poi da centrale, non perde mai la lucidità. Attento negli interventi, si prende anche la responsabilità di far salire la squadra con lanci precisi. Una sicurezza crescente.

VARNIER 6 Quando il fisico regge, dalle sue parti è notte fonda per gli attaccanti: è il vero leader del reparto. La sua prestazione solida è però macchiata dalla disattenzione nel retropassaggio al portiere che ha spianato la strada al pareggio emiliano. (Dall’82’ Dalle Mura S.V.)

BELLICH 6,5 Solita tempestività chirurgica. Legge in anticipo le situazioni pericolose e le gestisce con una tranquillità disarmante. Dalle sue parti non si passa: muro.

MANNINI 6 Il capitano dell’Under 20 offre una prova sufficiente, bilanciando fase difensiva e spinta offensiva senza strafare. Esce all’intervallo, probabilmente per noie fisiche. (Dal 46’ CARISSONI 5,5 Non riesce a fare meglio del compagno. Dirottato a sinistra finisce per uscire dal vivo del gioco, faticando a trovare la posizione e l’incisività giusta.)

CORREIA 6,5 Chiamato al difficile compito di sostituire Leone in cabina di regia. Non possiede le geometrie del compagno, ma compensa ampiamente con una prestanza fisica dominante che fa da schermo davanti alla difesa.

ZEROLI 5,5 Costretto a un lavoro oscuro che non si sposa con le sue qualità tecniche. Si sacrifica, ma finisce per vedersi troppo poco in fase offensiva, dove servirebbe la sua qualità.

CACCIAMANI 6 Partita di pura sostanza. In avanti non rappresenta più una sorpresa per gli avversari, che ormai ne conoscono le doti e prendono le dovute contromisure, limitandone l’estro. (Dal 56’ RICCIARDI 5,5 Entra per fare il quinto di destra. Svolge il compitino senza incertezze in fase di copertura, ma il suo apporto in fase offensiva è pressoché nullo. Non incide come tutti si sarebbero aspettati ma era al suo esordio per cui è giustificato.)

MOSTI 6 Il suo merito più grande è il tempismo nell’inserimento che vale il gol del vantaggio. Lotta con il solito ardore, ma il ruolo di fantasista affidatogli oggi non sembra calzargli a pennello.

MAISTRO 6,5 Il vero faro della Juve Stabia. Esce stremato dopo aver dato tutto. Lucido e geniale nell’assist per Mosti a centro area, oggi si sacrifica anche in un prezioso lavoro sporco in interdizione. Imprescindibile. (Dal 71’ PIEROBON 6: Entra con il solito dinamismo, utile nel gestire il possesso e raffreddare i ritmi nel finale).

GABRIELLONI 6 Da lui ci si aspetta sempre qualcosa in più sotto porta. Ottimi alcuni scambi nello stretto con i compagni, ma il sacrificio nel pressing forsennato sui difensori avversari non sembra essere nel suo DNA. (Dall’82’ Burnete S.V.)

L’Allenatore

ABATE 6 Ripropone il 3-5-1-1 che muta in 3-5-2, adattando Correia in una posizione non sua per l’assenza di Leone: la geometria ne risente. I cambi oggi non convincono: le sostituzioni non incidono sull’inerzia della gara e l’ingresso di Pierobon è apparso tardivo. Porta a casa un buon pareggio contro una squadra importante come la Reggiana, ma la gestione a gara in corso, complice anche le tante operazioni di calciomercato, lascia comunque qualche dubbio.

Reggiana – Juve Stabia, Mosti: “Grazie a Fabio per l’assist. Punto pesante, ma l’obiettivo resta la salvezza”

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La Juve Stabia esce indenne dalla trasferta contro la Reggiana, portando a casa un 1-1 che muove la classifica. Al vantaggio iniziale firmato da Nicola Mosti, abile a sfruttare un ottimo avvio dei gialloblù, ha risposto Gondo per i padroni di casa che approfitta dell’errore di Confente

Proprio il centrocampista delle Vespe, protagonista indiscusso del match, ha analizzato la prestazione in sala stampa, sottolineando l’importanza di un risultato positivo su un campo notoriamente ostico.

Un avvio bruciante e il “fiuto” del gol

Mosti ha raccontato con lucidità l’azione che ha sbloccato il match, evidenziando l’approccio aggressivo della squadra nei primi minuti.

“Sapevamo che dovevamo partire forte e l’abbiamo fatto bene, sicuramente per una buona mezz’ora” ha spiegato il numero 98. “Sul gol è stato molto bravo Fabio a darmi la palla, poi io a finalizzarla. Però questo è un campo ostico, sapevamo che era una partita dura e quindi secondo me è un buon punto che ci fa continuare il nostro cammino”.

La mentalità: nessun “braccino”, solo valori avversari

A chi chiedeva se alla squadra fosse mancato il colpo del KO per chiudere la gara sul 2-0, insinuando un pizzico di “paura di vincere” una volta in vantaggio, Mosti ha risposto con fermezza, difendendo la mentalità del gruppo: “Non la penso così, siamo un gruppo che è abituato a giocarsela sia in casa che in trasferta. Abbiamo provato anche dopo l’1-0 a cercare il gol per chiuderla. Dall’altro lato ci sono dei valori importanti, quindi è un gran punto su un campo difficile”.

Fiducia e duttilità tattica

Uno dei temi chiave della stagione di Mosti è il suo impiego costante e la fiducia riposta in lui dal mister, specialmente nel ruolo di interno di centrocampo dove abbina qualità a un prezioso “lavoro oscuro”.

“La fiducia da parte del mister per noi giocatori è importante” ha ammesso il centrocampista. “Quando uno gioca con continuità riesce a esprimersi al meglio. Sono contento, ma siamo un gruppo che cerca di lavorare sodo e quando uno viene chiamato in causa cerca di dare il proprio meglio”.

Obiettivi e futuro: piedi per terra

Nonostante una classifica che sorride (+13 sulla zona retrocessione e un quinto posto agganciato che profuma di playoff), Mosti tiene tutti con i piedi ben piantati a terra, rifiutando voli pindarici.

“Noi guardiamo partita per partita. Quando sarà archiviato l’obiettivo della salvezza, speriamo il primo possibile, allora penseremo ad altro”, ha tagliato corto, ribadendo la filosofia del club.

Il tour de force in arrivo

Con un calendario che si preannuncia fitto di impegni ravvicinati (Padova, Empoli, Monza all’orizzonte) la forza del collettivo sarà fondamentale.

“Sicuramente abbiamo avuto qualche acciacco” conclude Mosti, “ma anche chi ha giocato meno si deve far trovare pronto come è stato fino ad ora. Con queste partite ravvicinate ci sarà bisogno di tutti, ma sono tranquillo perché conosco i compagni e questo grande gruppo”.

La Juve Stabia guarda avanti: il punto di Reggio Emilia è un altro mattoncino verso la salvezza, con la consapevolezza di poter dare fastidio a chiunque.

Reggiana – Juve Stabia, Abate salva Confente: “L’errore? È colpa mia, non sua. Dobbiamo ancora crescere”

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Un pareggio che muove la classifica e consolida la crescita lontano dal “Menti”. La Juve Stabia torna dalla trasferta di Reggio Emilia con un 1-1, frutto di un primo tempo di alto livello condizionata dall’errore di Confente e di una ripresa di gestione. Se il campo ha raccontato il botta e risposta tra Mosti (autore del vantaggio) e Gondo (gol del pareggio), i riflettori nel post-partita si sono accesi sull’episodio chiave: l’errore in costruzione di Confente che ha propiziato la rete emiliana.

Su questo punto, però, Ignazio Abate non ha lasciato spazio a dubbi, ergendosi a scudo della sua squadra e, soprattutto, del suo portiere.

“Io chiedo di giocare dal basso, la responsabilità è mia”

La domanda sull’errore di Confente era inevitabile, ma la risposta del tecnico è stata da leader vero. Nessun processo al singolo, anzi, un’assunzione di responsabilità totale per proteggere l’identità di gioco delle Vespe.

“Credo che le analisi vadano fatte a 360 gradi. Abbiamo fatto una mezz’ora di buonissimo livello, padroni del campo” ha spiegato Abate. “Poi abbiamo subito la rete del pareggio dove il portiere non ha assolutamente colpe, le colpe sono le mie. Sono io che faccio le richieste di giocare da dietro e questo ci porta tanti vantaggi. Se sbaglia il portiere rischi di prendere gol, ma il ragazzo deve stare molto sereno. È la strada che abbiamo intrapreso”.

Tra “Killer Instinct” e condizione fisica

L’analisi del mister si è poi spostata sulla gestione del match. Alla Juve Stabia è mancato forse il colpo del KO nel momento migliore, quel killer instinct necessario per chiudere le partite quando si è superiori. Abate, tuttavia, invita al realismo, sottolineando le difficoltà legate alla condizione fisica di alcuni elementi chiave rientrati da poco.

“Avevamo Gabrielloni in campo dal primo minuto, che non avevamo mai avuto per 3-4 mesi, e Varnier che si è allenato due giorni in settimana”, ha precisato il tecnico. “Indubbiamente non riuscivamo a tenere l’intensità alta nel pressing e dovevamo abbassarci. Nonostante ciò, non abbiamo subito niente, rischiando solo su una palla inattiva nel secondo tempo”.

La crescita esterna e i nuovi innesti

Uno degli aspetti più positivi sottolineati in sala stampa è la maturità acquisita in trasferta. La squadra appare più corta, compatta (“in 30 metri”) e sicura dei propri mezzi, frutto di sei mesi di lavoro che iniziano a dare certezze granitiche.

Il mercato di gennaio ha portato cambiamenti che necessitano di tempo per essere assorbiti, ma Abate guarda al bicchiere mezzo pieno, citando gli esordi di Ricciardi e Dalle Mura, oltre alla prova di Mannini e al sacrificio di Carissoni. “Adesso non sarà facile amalgamare ancora di più il gruppo, dobbiamo tenere botta ancora per un po’ e poi vedremo tra un mesetto come procederà il nostro percorso”.

Obiettivo: ossessione 46 punti

In chiusura, Abate ha ribadito l’obiettivo primario, spegnendo facili entusiasmi ma sottolineando l’importanza del distacco dalla zona calda.

“Non siamo pronti per fare un campionato di vertice, ci manca ancora uno step” ha concluso onestamente l’allenatore. “Ma l’aspetto positivo è che siamo a +13 dai play-out. Dobbiamo avere l’ossessione di arrivare ai 46 punti il prima possibile. Non è il momento di alzare la testa, è il momento di seminare con grandissima umiltà”.

Reggiana – Juve Stabia: 1-1 (2′ Mosti 30′ Gondo)

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Amici sportivi e appassionati della Serie BKT 2025-2026, buon pomeriggio. Siamo pronti a raccontarvi le emozioni della giornata n.23 di campionato, in una sfida che si preannuncia delicatissima e ricca di significati opposti per le due formazioni in campo.

Oggi, sul prato del Mapei Stadium – Città del Tricolore, si incrociano due destini diametralmente opposti. È la classica sfida tra chi ha l’acqua alla gola e chi viaggia sulle ali dell’entusiasmo.

Qui Reggiana: L’imperativo è rialzarsi

L’aria al Mapei è tesa. I padroni di casa della Reggiana arrivano a questo appuntamento nel momento più buio della loro stagione. I granata sono reduci da un filotto da incubo: 6 sconfitte consecutive che hanno fatto precipitare la classifica e minato le certezze del gruppo. Oggi non contano il bel gioco o la tattica, conta solo il risultato: serve una scossa immediata per interrompere l’emorragia di punti e scacciare i fantasmi della crisi. Il pubblico di casa chiede una reazione d’orgoglio.

Qui Juve Stabia: Le Vespe vogliono continuare a volare

Dall’altra parte della barricata troviamo una Juve Stabia in salute smagliante. Le “Vespe” arrivano in Emilia Romagna con il vento in poppa, forti di una striscia positiva che dura da 6 turni. Con un ruolino di marcia di 4 vittorie e 2 pareggi nelle ultime uscite, i gialloblù hanno dimostrato solidità e cinismo, candidandosi come una delle squadre più scomode da affrontare in questo momento del torneo. Non saranno della partita capitan Candellone alle prese con infortunio (circa un mese) e Leone appiedato dal giudice sportivo. Due assenze pesanti che dovranno essere gestite al meglio da Mister Abate.

Il tema del match: La disperata fame di punti della Reggiana riuscirà a fermare la corsa sfrenata della Juve Stabia? O l’entusiasmo degli ospiti darà il colpo di grazia ai granata?

Mettetevi comodi, le squadre stanno per fare il loro ingresso in campo. Tra pochissimo il calcio d’inizio!

TABELLINO PROVVISORIO

Reggiana (3-4-2-1): Seculin; Papetti, Rozzio, Libutti; Rover, Belardinelli (81′ Mendicino), Charlys, Bozzolan (70′ Bozzolan); Girma (70′ Bohzanaj), Portanova; Gondo (76′ Novakovich).

A disp.: Zwaan, Cardinali, Vallarelli, Quaranta, Suarez, Vicari, Tripaldelli, Bonetti, Lambourde.

All.: Sibilano (Dionigi squalificato)

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Giorgini, Varnier (83′ Dalle Mura), Bellich; Mannini (45′ Carissoni), Mosti, Correia, Zeroli, Cacciamani (57′ Ricciardi); Maistro (72′ Pierobon); Gabrielloni (83′ Burnete).
A disp.: Signorini, Boer,  Kassama, Torrasi, Ciammaglichella, Dos Santos.
All.: Abate

Direttore di gara: Sig. Ermanno Feliciani della sezione AIA di Teramo

1° Assistente Sig. Claudio  Barone della sezione di Roma 1

2° Assistente Sig. Francesco  Luciani della sezione di Milano

IV° uomo Sig. Claudio Giuseppe Allegretta della sezione di Molfetta

VAR  Sig. Marco Monaldi della sezione di Macerata

AVAR  Sig. Aleandro Di Paolo della sezione di Avezzano

Marcatori: 2′ Mosti 30′ Gondo

Angoli: 4 – 5

Ammoniti: 40′ Giorgini 63′ Portanova

Espulsi: –

Recupero: 3 min pt – 4 min st

Note: Terreno in erba naturale. Giornata fredda e umida.

PRIMO TEMPO

2′ JUVE STABIA IN VANTAGGIO: Maistro recupera la palla sulla tre quarti entra in area e mette un cross rasoterra su cui arriva Mosti a rimorchio che non deve far altro che spingere la palla in rete

15′ Juve Stabia ancora pericolosa: Garbielloni lavora un gran pallone e scarica di tacco per Mannini che serve al centro Maistro che controlla palla e calcia a rete sul palo lungo con la palla che esce di un soffio alla destra di Seculin

30′ Pareggio della Reggiana: Erroraccio di Confente che nel tentativo di servire Varnier si fa rubare palla da Gondo che si avvia verso la porta vuota e realizza la rete del pari

36′ Reggiana ancora pericolosa con Girma che ne approfitta di errori in sequenza della difesa stabiese e arriva al tiro su cui Confente risponde presente, la palla però arriva ancora a Girma che calcia ancora a rete con la palla deviata che termina di poco a lato alla destra di Confente

40′ Ammonito Giorgini per proteste

Il direttore di gara concede 3 minuti di recupero

Il primo tempo finisce in parità con tanto rammarico per la Juve Stabia che aveva fatto vedere un ottimo primo tempo con il controllo totale della partita fino all’errore di Confente che ha servito su un piatto d’oro a Gondo l’occasione per realizzare il pari con il minimo sforzo.

SECONDO TEMPO

45′ La Juve Stabia sostituisce Mannini con Carissoni

54′ Reggiana pericolosa: Contropiede di Girma a causa di Bellich che scivola, l’attaccante di casa arriva al limite e calcia con Confente e Giorgini che riescono a bloccare il tiro.

57′ La Juve Stabia sostituisce Cacciamani con Ricciardi

63′ Ammonito Portanova per fallo su Maistro

70′ La Reggiana sostituisce Bozzolan con Tripaldelli

72′ Ammonito Papetti. La Juve Stabia sostituisce Maistro con Pierobon

76′ La Reggiana sostituisce Gondo con Novakovich

80′ Reggiana vicinissima al gol: Sugli sviluppi di un calcio di punizione Rozzio colpisce di testa anticipando tutti ma centrando il palo alla sinistra di Confente

81′ La Reggiana sostiutuisce Belardinelli con Mendicino

83′ La Juve Stabia sostituisce Varnier con Dalle Mura e Gabrielloni con Burnete

88′ Burnete calcia verso Seculin che si deve impegnare per evitare che il pallone si insacchi sotto la traversa rifugiandosi in angolo

Il direttore di gara concedew 4 minuti di recupero

Finisce in parità una gara in cui la Juve Stabia ha mancato ancora una volta l’occasione di portare a casa l’intera posta in palio, con un atteggiamento di sufficienza sopratutto nel primo tempo dove poteva portarsi sul doppio vantaggio. L’errore di Confente ha condizionato il prosieguio della gara ma c’è di più nel secondo tempo il palo di Rozzio poteva realizzare la “beffa” per le Vespe, ma sarebbe stato davvero troppo per quello visto in campo. Un punto comunque che serve di più alla Juve Stabia che alla Reggiana che esce tra i fischi del proprio pubblico. Sabato al Menti arriva il Padova per continuare la corsa verso la salvezza.

L’AZZURRO PENSIERO. Ruggito Napoli al Maradona. Vergara e Gutierrez stendono la Viola

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Il Napoli torna a dettare legge tra le mura amiche del Maradona. Una vittoria sofferta nel finale, ma legittimata da una prestazione di carattere e qualità, firmata dai suoi volti nuovi e da una gestione della gara quasi totale. La Fiorentina cade sotto i colpi di Vergara e Gutierrez, riuscendo solo ad accorciare le distanze senza però mai dare l’impressione di poter scardinare il fortino azzurro.

La cronaca: Lampo Vergara e perla di Gutierrez

La partita si sblocca dopo appena 10 minuti grazie a un uomo in stato di grazia: Antonio Vergara. Il giovane talento azzurro, reduce dal gol in Champions League, si inventa una progressione palla al piede che semina la difesa viola e si conclude con un colpo preciso che fa esplodere lo stadio. È il suo secondo centro in una settimana, la conferma definitiva di un’esplosione tecnica sotto la cura Conte.

Il raddoppio arriva in apertura di ripresa. Al minuto 48, Miguel Gutierrez riceve sulla destra, rientra sul sinistro e lascia partire una traiettoria tagliata che si insacca chirurgicamente sul palo lungo. Un gol d’autore per lo spagnolo, il primo in maglia azzurra, che sembra chiudere i giochi. La Fiorentina ha un sussulto d’orgoglio e accorcia le distanze, ma il Napoli regge l’urto e porta a casa tre punti vitali per la risalita in classifica.


Le voci dal campo

Antonio Vergara: “Segnare due gol in pochi giorni al Maradona è una gioia indescrivibile. Conte mi chiede di sacrificarmi anche in copertura e stasera l’ho fatto con intensità. Siamo pronti a risalire.”

Miguel Gutierrez: “Felice per il mio primo gol, mi dà fiducia. Giochiamo in una piazza fantastica, ma il pensiero va a Di Lorenzo: daremo il massimo anche per lui.”


Il lato oscuro della vittoria: l’ira di Conte

Nonostante il successo, il post-partita è segnato dalle parole dure di Antonio Conte, preoccupato per le condizioni di Giovanni Di Lorenzo. Il capitano ha riportato quello che sembra essere un grave infortunio al ginocchio, un evento che ha scatenato lo sfogo del tecnico contro i ritmi del calcio moderno.

Le dichiarazioni del Mister:

  • Sulla gara: “Vittoria meritata, ma dobbiamo essere più cattivi. Abbiamo tenuto il risultato in bilico pur avendo il comando del gioco. Bisogna concretizzare di più.”

  • Sull’infortunio di Di Lorenzo: “Sono arrabbiato. Calendari simili non permettono prevenzione. Temo sia un infortunio grave, mi dispiace immensamente per Giovanni.”

  • Sulla squadra: “Ringrazio i ragazzi, stanno facendo qualcosa di straordinario in condizioni d’emergenza. C’è ancora mezza stagione per raggiungere i nostri traguardi.”

Analisi e Classifica

Il Napoli dimostra di aver ritrovato l’identità tattica, ma l’infermeria rischia di diventare il primo avversario della stagione. Con una “mezza stagione” ancora da giocare, la gestione delle rotazioni sarà la chiave per trasformare questa vittoria nel primo mattone di una vera scalata verso l’Europa.

Napoli-Fiorentina 2-1! Serata di prime volte

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Dopo un periodo terribile, culminato martedì con l’eliminazione dalla Champions League in casa contro il Chelsea, il Napoli ospita in casa la Fiorentina di Vanoli, che tenta di risalire la china ed uscire dalla zona retrocessione.

Primo tempo

Il Napoli parte subito benissimo. All’undicesimo, Meret lancia per Hojlund marcato stretto da Pongracic, il danese fa spazio e al centro spunta Vergara, che raccoglie palla e si auto-lancia e si invola verso De Gea, e a tu per tu con lo spagnolo non sbaglia, 1-0 Napoli e primo gol in Serie A per Vergara.

Al ventitreesimo, gli Azzurri vanno vicini al raddoppio, Di Lorenzo serve forte e teso sul primo palo, Hojlund gira in porta ma la difesa viola mura, la palla resta lì sulla linea, Elmas ed Hojlund provano a ribadire in rete ma niente da fare. Nel tentativo di spazzare, Comuzzo colpisce il palo e va molto vicino all’autogol.

La Fiorentina inizia a crescere, al venticinquesimo, Piccoli va vicino al pareggio, su punizione salta più in alto di tutti e schiaccia, Meret c’è e allunga sul palo. Sugli sviluppi della stessa azione, la palla arriva a Gudmusson che colpisce di testa ad un passo dalla porta, riflesso super di Meret che alza in angolo.

Sull’azione, Di Lorenzo poggia male il piede a terra ed il ginocchio fa un brutto movimento, ennesimo infortunio per il Napoli, con il capitano che esce in barella.

Secondo tempo

Al quarantanovesimo, il Napoli trova il gol del raddoppio, Gutierrez isolato con Gosens sull’esterno, lo sfida nell’uno contro uno, lo salta e calcia a giro sul secondo palo e primo gol in Serie A anche per lo spagnolo, 2-0 per il Napoli.

La Fiorentina la riapre, al cinquantasettesimo, Dodò trova il break, scatta in contropiede e serve Piccoli, che sfugge a Buongiorno e calcia, Meret respinge, ma sulla ribattuta si avventa Solomon che calcia a porta vuota, Juan Jesus prova il miracolo ma non riesce, 2-1.

Il Napoli ora contiene la Fiorentina, che prova ad agguantare il pareggio ma non riesce, gli Azzurri battono la Viola e tornano a vincere.

Reggiana – Juve Stabia, ora serve la sostanza. Dionigi avverte: “Basta chiacchiere, prendiamoci i tre punti”

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Stop alle analisi estetiche, spazio al cinismo. È questo il mantra che risuona a Reggio Emilia a poche ore dal match contro le Vespe. Dopo un tunnel buio fatto di sei stop consecutivi, Davide Dionigi suona la carica. Non ci sarà fisicamente a bordo campo, bloccato da una squalifica imprevista, ma il suo messaggio alla truppa è arrivato forte e chiaro: capitalizzare quanto di buono intravisto a Frosinone e trasformare la rabbia accumulata in classifica.

Dalle parole ai fatti

“Non è più tempo di accontentarsi delle belle figure,” esordisce l’allenatore. La squadra, secondo il mister, ha lavorato con un’intensità e una dedizione encomiabili durante la settimana, mostrando quella “cattiveria” agonistica necessaria per invertire la rotta. “L’atteggiamento è quello giusto, nessuno si è risparmiato, ma il giudice supremo resta il rettangolo verde. Dobbiamo concretizzare”.

Il bollettino medico e i dubbi di formazione

La conta degli assenti e dei rientranti è cruciale. Se l’infermeria trattiene ancora Sampirisi e Bertagnoli, c’è il semaforo verde per il ritorno di Bonetti, seppur con pochi allenamenti nelle gambe. Il vero rebus riguarda i nuovi innesti, Belardinelli e Bozhanaj: entrambi reduci da periodi di inattività, il loro impiego dal primo minuto è un rischio calcolato che lo staff valuterà fino all’ultimo istante. Discorso a parte per il nuovo portiere Micai: questioni burocratiche dovrebbero impedirne l’utilizzo immediato.

I singoli: Girma e le voci di mercato

Riflettori puntati su Natan Girma. Dionigi è netto: il ragazzo ha talento da vendere, ma serve continuità. Insieme a Portanova e Bozhanaj, è chiamato a essere l’ago della bilancia offensiva. Sul fronte mercato, il tecnico non nega le turbolenze: “Le trattative aperte non hanno aiutato l’ambiente, ma ora bisogna isolarsi”. C’è orgoglio per la cessione di Motta in Serie A – un successo per il vivaio e per le casse societarie – mentre per quanto riguarda le possibili uscite last-minute (vedi Gondo), le scelte di formazione dipenderanno dalla testa e dalla volontà che i singoli dimostreranno nelle ore pre-gara.

L’avversario: attenti al ritmo delle Vespe

Guai a sottovalutare la Juve Stabia. Dionigi descrive i campani come una compagine “elettrica”, capace di creare superiorità numerica e di aggredire alto. La ricetta per contrastarli? Rispondere colpo su colpo, vincere i duelli individuali e sfruttare quella mole di gioco che la Reggiana produce, ma che troppo spesso non finalizza.

Il patto con la piazza

Nonostante il momento nero, il legame tra Dionigi e la sua città regge. “Sento affetto perché la gente riconosce l’onestà del lavoro,” confida il mister. Un sentimento confermato dalla visita al campo degli ultras delle Teste Quadre: nessun processo, ma un incoraggiamento a non mollare fino al novantesimo.

Una spinta emotiva fondamentale per un gruppo giovane che, domani, dovrà fare a meno della voce del suo condottiero in panchina, fermato da una somma di ammonizioni comunicata colpevolmente in ritardo dalla Lega.

Reggiana – Juve Stabia: La lista dei convocati di Abate per la gara in Emilia

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La Juve Stabia ha sciolto le riserve in vista dell’impegno di domani. Al termine della seduta di rifinitura odierna, il tecnico Ignazio Abate ha diramato la lista dei calciatori che prenderanno parte alla trasferta in terra emiliana.

Le Vespe scenderanno in campo domani, domenica 1 febbraio 2026, al Mapei Stadium – Città del Tricolore per affrontare la Reggiana. Il match, valido per la giornata n.23 del campionato di Serie BKT 2025-2026, avrà inizio alle ore 15:00.

La situazione della squadra

Mister Abate dovrà fare i conti con alcune assenze pesanti, in particolare nel reparto nevralgico del campo e in attacco. Non sarà della partita Leone, fermato dal Giudice Sportivo per squalifica. A lui si aggiungono gli indisponibili Battistella, Candellone e Morachioli, che non hanno recuperato dai rispettivi problemi fisici e sono rimasti a Castellammare.

Sono 22 in totale i calciatori saliti sul pullman per Reggio Emilia. In attacco, fari puntati sul terzetto composto da Burnete, Gabrielloni e Dos Santos, chiamati a scardinare la difesa granata. A centrocampo, nonostante le assenze, Abate può contare sulla freschezza di Zeroli e Ciammaglichella e sull’esperienza di Maistro e Mosti.

La lista completa dei convocati

Di seguito l’elenco ufficiale dei convocati gialloblù divisi per ruolo:

Portieri: 1 Confente, 16 Signorini, 23 Boer.
Difensori: 2 Ricciardi, 6 Bellich, 13 Varnier, 14 Dalle Mura, 21 Kassama, 24 Carissoni, 33 Giorgini, 76 Mannini.
Centrocampisti: 8 Zeroli, 10 Pierobon, 17 Ciammaglichella, 28 Torrasi, 29 Correia, 37 Maistro, 77 Cacciamani, 98 Mosti.
Attaccanti: 7 Burnete, 9 Gabrielloni, 70 Dos Santos.

Il punto sugli assenti

  • Squalificati: Leone

  • Indisponibili: Battistella, Candellone, Morachioli

L’appuntamento per i tifosi stabiesi è fissato per domani pomeriggio, per una sfida che si preannuncia cruciale per il cammino delle Vespe in questo girone di ritorno.

Juve Stabia, a Reggio Emilia per provare a sfatare un tabù e riscrivere la storia gialloblù

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Il mese di febbraio della Juve Stabia si apre con uno degli scogli più ripidi che il calendario potesse offrire. Domenica 1° febbraio, le Vespe guidate da mister Abate varcheranno i cancelli del Mapei Stadium – Città del Tricolore per sfidare la Reggiana. Non è solo una partita di campionato: è un esame di maturità per le ambizioni di classifica dei gialloblù, chiamati a misurarsi non solo contro un avversario ostico, ma contro la storia stessa.

Mapei Stadium: terra di conquista vietata

Non è un segreto: il rettangolo verde di Reggio Emilia evoca ricordi amari per la piazza stabiese. I precedenti recenti raccontano di una trasferta storicamente stregata, dove le buone prestazioni raramente si sono tramutate in punti.

La ferita più fresca risale proprio alla scorsa stagione, quando il Mapei si rivelò fatale per la Juve Stabia. Nonostante la solita prova di carattere, le Vespe uscirono sconfitte per 2-1: le reti di Portanova e Vergara piegarono le gambe ai gialloblù, rendendo vano il gol della speranza firmato nel finale da Adorante. Un copione che sembra ripetersi ciclicamente, trasformando l’impianto emiliano in un vero e proprio tabù.

Ma non è solo la maglia granata della Reggiana a spaventare. La “maledizione del cemento” sembra aleggiare sullo stadio indipendentemente dall’avversario. Anche quando la Juve Stabia ha incrociato il Sassuolo (padrone di casa nell’impianto reggiano), il risultato è stato identico: amarezza e zero punti. Prestazioni generose, terminate regolarmente con sconfitte di misura o beffe nei minuti finali, hanno reso il Mapei il campo statisticamente meno fertile della categoria per la compagine di Castellammare.

Dai Playoff agli anni ’50: un incubo storico

Scavando negli archivi, la maledizione assume contorni ancora più definiti. Anche quando il manto erboso non ha decretato una sconfitta tecnica, ci ha pensato il regolamento a condannare le Vespe, come accaduto nelle sfide playoff contro la Reggiana, dove i pareggi maturati sul campo non bastarono a garantire il passaggio del turno, cancellando la Juve Stabia dal tabellone in virtù del miglior piazzamento degli emiliani.

La storia di questa “sofferenza emiliana” parte da lontano:

  • 2 dicembre 1951: In Serie B, la sorte avversa iniziò con una vittoria dei padroni di casa per 3-1.

  • Stagione 1952/53: L’anno successivo, in una Serie C “mista”, la musica non cambiò, con i padroni di casa capaci di imporsi addirittura con una goleada.

L’unico, parziale sorriso — seppur amaro — risale al 18 agosto 1999. In Coppa Italia, le Vespe del Presidente Fiore strapparono un pareggio su questo campo difficile. Tuttavia, inseriti in un girone di ferro con Pescara e Brescia, quel punto prezioso lontano dal “Romeo Menti” non fu sufficiente a evitare l’eliminazione.

Domenica, i ragazzi di Abate non avranno di fronte solo undici avversari, ma settant’anni di statistiche avverse. Sfatare il tabù Mapei significherebbe molto più di tre punti: sarebbe la prova definitiva che questa Juve Stabia può volare sopra ogni ostacolo.

Reggiana-Juve Stabia: tutti i precedenti in Emilia

Cinque sono le gare ufficiali disputate a Reggio Emilia tra granata e gialloblù, nessun successo delle vespe

Reggiana e Stabia, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio Comunale “Mirabello” di Reggio Emilia due volte, vespe sconfitte in entrambi gli incontri, uno in serie B ed uno in serie C.

Questi i dettagli dei cinque precedenti:

(anni cinquanta)

– 1951 / 1952 – Campionato Nazionale di Serie B

2 dicembre 1951 – 11° giornata d’andata: REGGIANA – STABIA 3 – 1 (arbitro Giulio Campanati di Milano) Mannocci (R), Tieghi (R), Evaristo MALAVASI (S) e Campari (R).

– 1952 / 1953 – Campionato Nazionale di Serie C

3 maggio 1953 – 14° giornata di ritorno: REGGIANA – STABIA 5 – 1 (arbitro Bombacigno di Bari) GATTI (S), doppietta di Zucchini (R), Sandukcic (R), Pelloni (R) e Benini (R).

Reggiana e Juve Stabia, si sono affrontate in due gare play off ed una in serie B, mai i gialloblù sono riusciti a sconfiggere gli emiliani, un pari intervallato da due sconfitte.

(anni duemila)

– 2016 / 2017 – Lega Pro Play off seconda fase intergirone

20 maggio 2017 – gara d’andata: REGGIANA – JUVE STABIA 2 – 1 (arbitro Pierantonio Perotti di Legnano) Alessandro MASTALLI (JS), Cesarini (R) su calcio di rigore e Ghiringhelli (R).

– 2017 / 2018 – Lega Pro Play off ottavi di finale

23 maggio 2018 – gara di ritorno: REGGIANA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Manuel Volpi di Arezzo) Simone SIMERI (JS) e Bastrini (R).

– 2024 / 2025 – Campionato Nazionale di Serie BkT

26 dicembre 2024 – 19° giornata d’andata: REGGIANA – JUVE STABIA 2 – 1 (arbitro Paride Tremolada di Monza) Portanova (R), Vergara (R) e Andrea ADORANTE (JS).

Reggiana – Juve Stabia è anche Dionigi contro Abate, due allenatori con destini incrociati

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La sfida di domenica tra Reggiana e Juve Stabia non è solo un crocevia fondamentale per la lotta salvezza, ma rappresenta un suggestivo “sliding doors” tra due allenatori che hanno fatto la storia del calcio italiano in campo. Davide Dionigi e Ignazio Abate si ritrovano oggi l’uno di fronte all’altro, legati da un filo rosso (anzi, a volte rossonero o azzurro) che attraversa le piazze più prestigiose d’Italia.

Sebbene non abbiano mai condiviso lo spogliatoio nello stesso momento, i due tecnici sono stati protagonisti negli stessi stadi, vivendo epoche diverse ma lasciando tracce indelebili negli stessi cuori dei tifosi.

Il Cordone Ombelicale di Milanello

Tutto sembra riportare a Milanello. Per Ignazio Abate, il Milan è casa: una carriera da bandiera con la maglia rossonera cucita addosso e i primi passi da allenatore mossi proprio nel settore giovanile del Diavolo. Ma Milanello è un terreno che anche Davide Dionigi conosce bene: correva l’anno 1992 quando i rossoneri lo prelevarono dal Modena per aggregarlo a una Primavera che sognava in grande. Un battesimo di fuoco nel calcio che conta per entrambi.

Da Modena a Piacenza: Terre di Confine

Il viaggio parallelo continua in Emilia. Modena è stata la rampa di lancio per il Dionigi calciatore, ma ha visto protagonista anche un giovane Abate nella stagione 2006-2007. E se Modena è stata la culla, la vicina Piacenza è stata la conferma: entrambi hanno indossato la maglia dei “Lupi”, lottando in un’altra piazza storica che oggi li osserva con curiosità in questa nuova veste da strateghi della panchina.

L’Ombra del Vesuvio: Il Napoli di Naldi e quello di De Laurentiis

Il capitolo più romantico di questo incrocio riguarda però Napoli. Davide Dionigi fu il trascinatore di un Napoli difficile, quello della presidenza Naldi in Serie B; un attaccante di razza che gonfiava la rete del “San Paolo” nonostante le tempeste societarie.

Dopo il fallimento e la rinascita firmata Aurelio De Laurentiis, il destino ha voluto che nel primo Napoli Soccer della nuova era ci fosse proprio un giovanissimo Ignazio Abate. In Serie C si vedeva chiaramente che il terzino era un “lusso” per la categoria, il preludio di una carriera che lo avrebbe portato stabilmente nell’Olimpo del calcio e della Nazionale.

Una Sfida per il Futuro

Domenica i ricordi lasceranno spazio al presente. Se per Dionigi la Ternana è stata una tappa da calciatore (2005-2006), per Abate è stata la rampa di lancio in panchina prima di approdare alle “Vespe”.

Ora, al “Mapei Stadium – Città del Tricolore”, non ci sono più maglie storiche da onorare ma una corsia salvezza da imboccare in piena accelerazione. Iniziare il mese di febbraio con i tre punti significherebbe dare una sterzata decisiva alla stagione.

Juve Stabia, ufficiale l’arrivo di Manuel Ricciardi

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Adesso c’è anche il nero su bianco: Manuel Ricciardi è un nuovo calciatore della Juve Stabia. La notizia, che era nell’aria da giorni e che la nostra redazione aveva anticipato, ha trovato conferma nel comunicato ufficiale diramato poche ore fa dal club gialloblù.

La società di Castellammare di Stabia ha definito l’operazione con il Cosenza Calcio: il difensore arriva con la formula dell’acquisizione a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2026, ma con un obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni. Ricciardi arriva alle Vespe confermando la volontà della società di puntare su profili giovani ma già rodati per la categoria.

Il profilo: corsa e quantità per la difesa

Nato a Roma il 17 aprile 2000, Ricciardi è un esterno destro cresciuto nel vivaio dell’Ascoli. La sua carriera tra i professionisti è iniziata con il Fano (stagione 2019/2020), per poi proseguire con una tappa importante al Legnago, dove in due stagioni ha collezionato 69 presenze condite da 2 reti e 2 assist.

Il salto di qualità e la notorietà nella categoria arrivano con la maglia dell’Avellino: in Irpinia, Ricciardi diventa un punto fermo, totalizzando 63 presenze, 4 gol e 7 assist in due anni. Le sue prestazioni attirano l’attenzione del Cosenza, con cui approda in Serie B nella stagione 2023/2024, mettendo a referto 32 presenze e un contributo importante in zona gol (4 reti). Nella prima parte dell’attuale stagione ha continuato a mostrare ottimi numeri, che hanno convinto la dirigenza stabiese a puntare su di lui per rinforzare la batteria degli esterni.

Le prime parole e il numero di maglia

Subito dopo la firma, il neo-acquisto ha rilasciato le sue prime dichiarazioni ai canali ufficiali del club, mostrando grande entusiasmo:

“Sono contento di essere qui. È l’occasione che stavo aspettando, sono carico e motivato per questa nuova avventura e non vedo l’ora di iniziare, forza Juve Stabia!”

Per la sua nuova avventura al “Romeo Menti”, Manuel Ricciardi ha scelto di indossare la maglia numero 2.

Reggiana – Juve Stabia, Abate: “L’assenza di Candellone peserà, ma vogliamo sfatare il tabù Reggio”

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È una vigilia carica di tensione agonistica e consapevolezza quella che vive la Juve Stabia. Mister Ignazio Abate ha incontrato la stampa prima della partenza per Reggio Emilia, dove domenica le Vespe affronteranno una Reggiana ferita, reduce da sei sconfitte consecutive, in quello che il tecnico definisce senza mezzi termini “uno scontro salvezza”. Tra le insidie del mercato di gennaio, una “mini-rivoluzione” tecnica e l’assenza pesante del capitano Candellone, Abate traccia la rotta: servono rabbia, equilibrio e spirito di gruppo.

Il peso delle assenze e il tabù storico

Il primo pensiero del Mister va all’assenza più rumorosa, quella di Leonardo Candellone: “Un’assenza pesante sia per le qualità tecniche che per lo spessore umano e carismatico”, ammette Abate. Nonostante ciò, la squadra è rimasta concentrata, evitando le distrazioni del calciomercato. La sfida contro la Reggiana nasconde insidie storiche e tattiche. “È un avversario che non battiamo dal 1952, con tre sconfitte e un pareggio in 74 anni. I numeri nella storia contano, dobbiamo raddrizzare le antenne”, avverte l’allenatore. La Reggiana, pur in crisi di risultati, è una squadra che “ci affronterà col coltello tra i denti”. Abate sottolinea la pericolosità degli emiliani: “Sono primi in classifica per gol fatti in contropiede e secondi per contrasti vinti. Difendono bene in blocco basso e ripartono con qualità grazie a giocatori come Girma, Gondo e Portanova”.

Mercato e addii: “Scelte incontrollabili”

Inevitabile un passaggio sul mercato, che ha visto le partenze di Ruggero ed Piscopo. Abate mostra pragmatismo: “È un mercato di riparazione strano, non puoi scegliere profili perfetti come a luglio. La cessione di Ruggero? Ci sono dinamiche incontrollabili, la società ha fatto la sua scelta e la capisco. Non dobbiamo piangerci addosso, ma fare di necessità virtù e lavorare ancora più duramente”. Sui nuovi arrivi, il tecnico chiede tempo per Torrasi, definito “un ragazzo intelligente e molto valido tecnicamente, ma ancora un po’ indietro fisicamente”, mentre elogia l’impatto immediato di Dalle Mura.

Tattica e Mentalità

Con Candellone out, Leone squalificato e Varnier da valutare, Abate ha studiato diverse soluzioni in settimana. “Ho dei dubbi, abbiamo provato due assetti diversi. Potremmo cambiare qualcosa, ma i principi non cambiano: equilibrio e pulizia tecnica saranno fondamentali”. L’allenatore apre anche alla possibilità futura di una difesa a quattro, ma ribadisce che in questa fase delicata la continuità è un valore aggiunto per l’integrazione dei nuovi.

Al di là della tattica, però, per Abate la chiave per il girone di ritorno sarà mentale: “Sono malato di tattica, ma credo molto di più nell’unione del gruppo e nell’empatia. Nei momenti di difficoltà è il gruppo che ti tiene in piedi. Ci aspettano battaglie calcistiche vere, partite sporche, e l’aspetto mentale sarà determinante”.

L’obiettivo è chiaro: andare a Reggio Emilia con l’ambizione di fare punti, sapendo di dover soffrire, ma pronti a cogliere una grande occasione per la classifica.