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Reggiana – Juve Stabia: 1-1 (2′ Mosti 30′ Gondo)

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Amici sportivi e appassionati della Serie BKT 2025-2026, buon pomeriggio. Siamo pronti a raccontarvi le emozioni della giornata n.23 di campionato, in una sfida che si preannuncia delicatissima e ricca di significati opposti per le due formazioni in campo.

Oggi, sul prato del Mapei Stadium – Città del Tricolore, si incrociano due destini diametralmente opposti. È la classica sfida tra chi ha l’acqua alla gola e chi viaggia sulle ali dell’entusiasmo.

Qui Reggiana: L’imperativo è rialzarsi

L’aria al Mapei è tesa. I padroni di casa della Reggiana arrivano a questo appuntamento nel momento più buio della loro stagione. I granata sono reduci da un filotto da incubo: 6 sconfitte consecutive che hanno fatto precipitare la classifica e minato le certezze del gruppo. Oggi non contano il bel gioco o la tattica, conta solo il risultato: serve una scossa immediata per interrompere l’emorragia di punti e scacciare i fantasmi della crisi. Il pubblico di casa chiede una reazione d’orgoglio.

Qui Juve Stabia: Le Vespe vogliono continuare a volare

Dall’altra parte della barricata troviamo una Juve Stabia in salute smagliante. Le “Vespe” arrivano in Emilia Romagna con il vento in poppa, forti di una striscia positiva che dura da 6 turni. Con un ruolino di marcia di 4 vittorie e 2 pareggi nelle ultime uscite, i gialloblù hanno dimostrato solidità e cinismo, candidandosi come una delle squadre più scomode da affrontare in questo momento del torneo. Non saranno della partita capitan Candellone alle prese con infortunio (circa un mese) e Leone appiedato dal giudice sportivo. Due assenze pesanti che dovranno essere gestite al meglio da Mister Abate.

Il tema del match: La disperata fame di punti della Reggiana riuscirà a fermare la corsa sfrenata della Juve Stabia? O l’entusiasmo degli ospiti darà il colpo di grazia ai granata?

Mettetevi comodi, le squadre stanno per fare il loro ingresso in campo. Tra pochissimo il calcio d’inizio!

TABELLINO PROVVISORIO

Reggiana (3-4-2-1): Seculin; Papetti, Rozzio, Libutti; Rover, Belardinelli (81′ Mendicino), Charlys, Bozzolan (70′ Bozzolan); Girma (70′ Bohzanaj), Portanova; Gondo (76′ Novakovich).

A disp.: Zwaan, Cardinali, Vallarelli, Quaranta, Suarez, Vicari, Tripaldelli, Bonetti, Lambourde.

All.: Sibilano (Dionigi squalificato)

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Giorgini, Varnier (83′ Dalle Mura), Bellich; Mannini (45′ Carissoni), Mosti, Correia, Zeroli, Cacciamani (57′ Ricciardi); Maistro (72′ Pierobon); Gabrielloni (83′ Burnete).
A disp.: Signorini, Boer,  Kassama, Torrasi, Ciammaglichella, Dos Santos.
All.: Abate

Direttore di gara: Sig. Ermanno Feliciani della sezione AIA di Teramo

1° Assistente Sig. Claudio  Barone della sezione di Roma 1

2° Assistente Sig. Francesco  Luciani della sezione di Milano

IV° uomo Sig. Claudio Giuseppe Allegretta della sezione di Molfetta

VAR  Sig. Marco Monaldi della sezione di Macerata

AVAR  Sig. Aleandro Di Paolo della sezione di Avezzano

Marcatori: 2′ Mosti 30′ Gondo

Angoli: 4 – 5

Ammoniti: 40′ Giorgini 63′ Portanova

Espulsi: –

Recupero: 3 min pt – 4 min st

Note: Terreno in erba naturale. Giornata fredda e umida.

PRIMO TEMPO

2′ JUVE STABIA IN VANTAGGIO: Maistro recupera la palla sulla tre quarti entra in area e mette un cross rasoterra su cui arriva Mosti a rimorchio che non deve far altro che spingere la palla in rete

15′ Juve Stabia ancora pericolosa: Garbielloni lavora un gran pallone e scarica di tacco per Mannini che serve al centro Maistro che controlla palla e calcia a rete sul palo lungo con la palla che esce di un soffio alla destra di Seculin

30′ Pareggio della Reggiana: Erroraccio di Confente che nel tentativo di servire Varnier si fa rubare palla da Gondo che si avvia verso la porta vuota e realizza la rete del pari

36′ Reggiana ancora pericolosa con Girma che ne approfitta di errori in sequenza della difesa stabiese e arriva al tiro su cui Confente risponde presente, la palla però arriva ancora a Girma che calcia ancora a rete con la palla deviata che termina di poco a lato alla destra di Confente

40′ Ammonito Giorgini per proteste

Il direttore di gara concede 3 minuti di recupero

Il primo tempo finisce in parità con tanto rammarico per la Juve Stabia che aveva fatto vedere un ottimo primo tempo con il controllo totale della partita fino all’errore di Confente che ha servito su un piatto d’oro a Gondo l’occasione per realizzare il pari con il minimo sforzo.

SECONDO TEMPO

45′ La Juve Stabia sostituisce Mannini con Carissoni

54′ Reggiana pericolosa: Contropiede di Girma a causa di Bellich che scivola, l’attaccante di casa arriva al limite e calcia con Confente e Giorgini che riescono a bloccare il tiro.

57′ La Juve Stabia sostituisce Cacciamani con Ricciardi

63′ Ammonito Portanova per fallo su Maistro

70′ La Reggiana sostituisce Bozzolan con Tripaldelli

72′ Ammonito Papetti. La Juve Stabia sostituisce Maistro con Pierobon

76′ La Reggiana sostituisce Gondo con Novakovich

80′ Reggiana vicinissima al gol: Sugli sviluppi di un calcio di punizione Rozzio colpisce di testa anticipando tutti ma centrando il palo alla sinistra di Confente

81′ La Reggiana sostiutuisce Belardinelli con Mendicino

83′ La Juve Stabia sostituisce Varnier con Dalle Mura e Gabrielloni con Burnete

88′ Burnete calcia verso Seculin che si deve impegnare per evitare che il pallone si insacchi sotto la traversa rifugiandosi in angolo

Il direttore di gara concedew 4 minuti di recupero

Finisce in parità una gara in cui la Juve Stabia ha mancato ancora una volta l’occasione di portare a casa l’intera posta in palio, con un atteggiamento di sufficienza sopratutto nel primo tempo dove poteva portarsi sul doppio vantaggio. L’errore di Confente ha condizionato il prosieguio della gara ma c’è di più nel secondo tempo il palo di Rozzio poteva realizzare la “beffa” per le Vespe, ma sarebbe stato davvero troppo per quello visto in campo. Un punto comunque che serve di più alla Juve Stabia che alla Reggiana che esce tra i fischi del proprio pubblico. Sabato al Menti arriva il Padova per continuare la corsa verso la salvezza.

L’AZZURRO PENSIERO. Ruggito Napoli al Maradona. Vergara e Gutierrez stendono la Viola

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Il Napoli torna a dettare legge tra le mura amiche del Maradona. Una vittoria sofferta nel finale, ma legittimata da una prestazione di carattere e qualità, firmata dai suoi volti nuovi e da una gestione della gara quasi totale. La Fiorentina cade sotto i colpi di Vergara e Gutierrez, riuscendo solo ad accorciare le distanze senza però mai dare l’impressione di poter scardinare il fortino azzurro.

La cronaca: Lampo Vergara e perla di Gutierrez

La partita si sblocca dopo appena 10 minuti grazie a un uomo in stato di grazia: Antonio Vergara. Il giovane talento azzurro, reduce dal gol in Champions League, si inventa una progressione palla al piede che semina la difesa viola e si conclude con un colpo preciso che fa esplodere lo stadio. È il suo secondo centro in una settimana, la conferma definitiva di un’esplosione tecnica sotto la cura Conte.

Il raddoppio arriva in apertura di ripresa. Al minuto 48, Miguel Gutierrez riceve sulla destra, rientra sul sinistro e lascia partire una traiettoria tagliata che si insacca chirurgicamente sul palo lungo. Un gol d’autore per lo spagnolo, il primo in maglia azzurra, che sembra chiudere i giochi. La Fiorentina ha un sussulto d’orgoglio e accorcia le distanze, ma il Napoli regge l’urto e porta a casa tre punti vitali per la risalita in classifica.


Le voci dal campo

Antonio Vergara: “Segnare due gol in pochi giorni al Maradona è una gioia indescrivibile. Conte mi chiede di sacrificarmi anche in copertura e stasera l’ho fatto con intensità. Siamo pronti a risalire.”

Miguel Gutierrez: “Felice per il mio primo gol, mi dà fiducia. Giochiamo in una piazza fantastica, ma il pensiero va a Di Lorenzo: daremo il massimo anche per lui.”


Il lato oscuro della vittoria: l’ira di Conte

Nonostante il successo, il post-partita è segnato dalle parole dure di Antonio Conte, preoccupato per le condizioni di Giovanni Di Lorenzo. Il capitano ha riportato quello che sembra essere un grave infortunio al ginocchio, un evento che ha scatenato lo sfogo del tecnico contro i ritmi del calcio moderno.

Le dichiarazioni del Mister:

  • Sulla gara: “Vittoria meritata, ma dobbiamo essere più cattivi. Abbiamo tenuto il risultato in bilico pur avendo il comando del gioco. Bisogna concretizzare di più.”

  • Sull’infortunio di Di Lorenzo: “Sono arrabbiato. Calendari simili non permettono prevenzione. Temo sia un infortunio grave, mi dispiace immensamente per Giovanni.”

  • Sulla squadra: “Ringrazio i ragazzi, stanno facendo qualcosa di straordinario in condizioni d’emergenza. C’è ancora mezza stagione per raggiungere i nostri traguardi.”

Analisi e Classifica

Il Napoli dimostra di aver ritrovato l’identità tattica, ma l’infermeria rischia di diventare il primo avversario della stagione. Con una “mezza stagione” ancora da giocare, la gestione delle rotazioni sarà la chiave per trasformare questa vittoria nel primo mattone di una vera scalata verso l’Europa.

Napoli-Fiorentina 2-1! Serata di prime volte

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Dopo un periodo terribile, culminato martedì con l’eliminazione dalla Champions League in casa contro il Chelsea, il Napoli ospita in casa la Fiorentina di Vanoli, che tenta di risalire la china ed uscire dalla zona retrocessione.

Primo tempo

Il Napoli parte subito benissimo. All’undicesimo, Meret lancia per Hojlund marcato stretto da Pongracic, il danese fa spazio e al centro spunta Vergara, che raccoglie palla e si auto-lancia e si invola verso De Gea, e a tu per tu con lo spagnolo non sbaglia, 1-0 Napoli e primo gol in Serie A per Vergara.

Al ventitreesimo, gli Azzurri vanno vicini al raddoppio, Di Lorenzo serve forte e teso sul primo palo, Hojlund gira in porta ma la difesa viola mura, la palla resta lì sulla linea, Elmas ed Hojlund provano a ribadire in rete ma niente da fare. Nel tentativo di spazzare, Comuzzo colpisce il palo e va molto vicino all’autogol.

La Fiorentina inizia a crescere, al venticinquesimo, Piccoli va vicino al pareggio, su punizione salta più in alto di tutti e schiaccia, Meret c’è e allunga sul palo. Sugli sviluppi della stessa azione, la palla arriva a Gudmusson che colpisce di testa ad un passo dalla porta, riflesso super di Meret che alza in angolo.

Sull’azione, Di Lorenzo poggia male il piede a terra ed il ginocchio fa un brutto movimento, ennesimo infortunio per il Napoli, con il capitano che esce in barella.

Secondo tempo

Al quarantanovesimo, il Napoli trova il gol del raddoppio, Gutierrez isolato con Gosens sull’esterno, lo sfida nell’uno contro uno, lo salta e calcia a giro sul secondo palo e primo gol in Serie A anche per lo spagnolo, 2-0 per il Napoli.

La Fiorentina la riapre, al cinquantasettesimo, Dodò trova il break, scatta in contropiede e serve Piccoli, che sfugge a Buongiorno e calcia, Meret respinge, ma sulla ribattuta si avventa Solomon che calcia a porta vuota, Juan Jesus prova il miracolo ma non riesce, 2-1.

Il Napoli ora contiene la Fiorentina, che prova ad agguantare il pareggio ma non riesce, gli Azzurri battono la Viola e tornano a vincere.

Reggiana – Juve Stabia, ora serve la sostanza. Dionigi avverte: “Basta chiacchiere, prendiamoci i tre punti”

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Stop alle analisi estetiche, spazio al cinismo. È questo il mantra che risuona a Reggio Emilia a poche ore dal match contro le Vespe. Dopo un tunnel buio fatto di sei stop consecutivi, Davide Dionigi suona la carica. Non ci sarà fisicamente a bordo campo, bloccato da una squalifica imprevista, ma il suo messaggio alla truppa è arrivato forte e chiaro: capitalizzare quanto di buono intravisto a Frosinone e trasformare la rabbia accumulata in classifica.

Dalle parole ai fatti

“Non è più tempo di accontentarsi delle belle figure,” esordisce l’allenatore. La squadra, secondo il mister, ha lavorato con un’intensità e una dedizione encomiabili durante la settimana, mostrando quella “cattiveria” agonistica necessaria per invertire la rotta. “L’atteggiamento è quello giusto, nessuno si è risparmiato, ma il giudice supremo resta il rettangolo verde. Dobbiamo concretizzare”.

Il bollettino medico e i dubbi di formazione

La conta degli assenti e dei rientranti è cruciale. Se l’infermeria trattiene ancora Sampirisi e Bertagnoli, c’è il semaforo verde per il ritorno di Bonetti, seppur con pochi allenamenti nelle gambe. Il vero rebus riguarda i nuovi innesti, Belardinelli e Bozhanaj: entrambi reduci da periodi di inattività, il loro impiego dal primo minuto è un rischio calcolato che lo staff valuterà fino all’ultimo istante. Discorso a parte per il nuovo portiere Micai: questioni burocratiche dovrebbero impedirne l’utilizzo immediato.

I singoli: Girma e le voci di mercato

Riflettori puntati su Natan Girma. Dionigi è netto: il ragazzo ha talento da vendere, ma serve continuità. Insieme a Portanova e Bozhanaj, è chiamato a essere l’ago della bilancia offensiva. Sul fronte mercato, il tecnico non nega le turbolenze: “Le trattative aperte non hanno aiutato l’ambiente, ma ora bisogna isolarsi”. C’è orgoglio per la cessione di Motta in Serie A – un successo per il vivaio e per le casse societarie – mentre per quanto riguarda le possibili uscite last-minute (vedi Gondo), le scelte di formazione dipenderanno dalla testa e dalla volontà che i singoli dimostreranno nelle ore pre-gara.

L’avversario: attenti al ritmo delle Vespe

Guai a sottovalutare la Juve Stabia. Dionigi descrive i campani come una compagine “elettrica”, capace di creare superiorità numerica e di aggredire alto. La ricetta per contrastarli? Rispondere colpo su colpo, vincere i duelli individuali e sfruttare quella mole di gioco che la Reggiana produce, ma che troppo spesso non finalizza.

Il patto con la piazza

Nonostante il momento nero, il legame tra Dionigi e la sua città regge. “Sento affetto perché la gente riconosce l’onestà del lavoro,” confida il mister. Un sentimento confermato dalla visita al campo degli ultras delle Teste Quadre: nessun processo, ma un incoraggiamento a non mollare fino al novantesimo.

Una spinta emotiva fondamentale per un gruppo giovane che, domani, dovrà fare a meno della voce del suo condottiero in panchina, fermato da una somma di ammonizioni comunicata colpevolmente in ritardo dalla Lega.

Reggiana – Juve Stabia: La lista dei convocati di Abate per la gara in Emilia

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La Juve Stabia ha sciolto le riserve in vista dell’impegno di domani. Al termine della seduta di rifinitura odierna, il tecnico Ignazio Abate ha diramato la lista dei calciatori che prenderanno parte alla trasferta in terra emiliana.

Le Vespe scenderanno in campo domani, domenica 1 febbraio 2026, al Mapei Stadium – Città del Tricolore per affrontare la Reggiana. Il match, valido per la giornata n.23 del campionato di Serie BKT 2025-2026, avrà inizio alle ore 15:00.

La situazione della squadra

Mister Abate dovrà fare i conti con alcune assenze pesanti, in particolare nel reparto nevralgico del campo e in attacco. Non sarà della partita Leone, fermato dal Giudice Sportivo per squalifica. A lui si aggiungono gli indisponibili Battistella, Candellone e Morachioli, che non hanno recuperato dai rispettivi problemi fisici e sono rimasti a Castellammare.

Sono 22 in totale i calciatori saliti sul pullman per Reggio Emilia. In attacco, fari puntati sul terzetto composto da Burnete, Gabrielloni e Dos Santos, chiamati a scardinare la difesa granata. A centrocampo, nonostante le assenze, Abate può contare sulla freschezza di Zeroli e Ciammaglichella e sull’esperienza di Maistro e Mosti.

La lista completa dei convocati

Di seguito l’elenco ufficiale dei convocati gialloblù divisi per ruolo:

Portieri: 1 Confente, 16 Signorini, 23 Boer.
Difensori: 2 Ricciardi, 6 Bellich, 13 Varnier, 14 Dalle Mura, 21 Kassama, 24 Carissoni, 33 Giorgini, 76 Mannini.
Centrocampisti: 8 Zeroli, 10 Pierobon, 17 Ciammaglichella, 28 Torrasi, 29 Correia, 37 Maistro, 77 Cacciamani, 98 Mosti.
Attaccanti: 7 Burnete, 9 Gabrielloni, 70 Dos Santos.

Il punto sugli assenti

  • Squalificati: Leone

  • Indisponibili: Battistella, Candellone, Morachioli

L’appuntamento per i tifosi stabiesi è fissato per domani pomeriggio, per una sfida che si preannuncia cruciale per il cammino delle Vespe in questo girone di ritorno.

Juve Stabia, a Reggio Emilia per provare a sfatare un tabù e riscrivere la storia gialloblù

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Il mese di febbraio della Juve Stabia si apre con uno degli scogli più ripidi che il calendario potesse offrire. Domenica 1° febbraio, le Vespe guidate da mister Abate varcheranno i cancelli del Mapei Stadium – Città del Tricolore per sfidare la Reggiana. Non è solo una partita di campionato: è un esame di maturità per le ambizioni di classifica dei gialloblù, chiamati a misurarsi non solo contro un avversario ostico, ma contro la storia stessa.

Mapei Stadium: terra di conquista vietata

Non è un segreto: il rettangolo verde di Reggio Emilia evoca ricordi amari per la piazza stabiese. I precedenti recenti raccontano di una trasferta storicamente stregata, dove le buone prestazioni raramente si sono tramutate in punti.

La ferita più fresca risale proprio alla scorsa stagione, quando il Mapei si rivelò fatale per la Juve Stabia. Nonostante la solita prova di carattere, le Vespe uscirono sconfitte per 2-1: le reti di Portanova e Vergara piegarono le gambe ai gialloblù, rendendo vano il gol della speranza firmato nel finale da Adorante. Un copione che sembra ripetersi ciclicamente, trasformando l’impianto emiliano in un vero e proprio tabù.

Ma non è solo la maglia granata della Reggiana a spaventare. La “maledizione del cemento” sembra aleggiare sullo stadio indipendentemente dall’avversario. Anche quando la Juve Stabia ha incrociato il Sassuolo (padrone di casa nell’impianto reggiano), il risultato è stato identico: amarezza e zero punti. Prestazioni generose, terminate regolarmente con sconfitte di misura o beffe nei minuti finali, hanno reso il Mapei il campo statisticamente meno fertile della categoria per la compagine di Castellammare.

Dai Playoff agli anni ’50: un incubo storico

Scavando negli archivi, la maledizione assume contorni ancora più definiti. Anche quando il manto erboso non ha decretato una sconfitta tecnica, ci ha pensato il regolamento a condannare le Vespe, come accaduto nelle sfide playoff contro la Reggiana, dove i pareggi maturati sul campo non bastarono a garantire il passaggio del turno, cancellando la Juve Stabia dal tabellone in virtù del miglior piazzamento degli emiliani.

La storia di questa “sofferenza emiliana” parte da lontano:

  • 2 dicembre 1951: In Serie B, la sorte avversa iniziò con una vittoria dei padroni di casa per 3-1.

  • Stagione 1952/53: L’anno successivo, in una Serie C “mista”, la musica non cambiò, con i padroni di casa capaci di imporsi addirittura con una goleada.

L’unico, parziale sorriso — seppur amaro — risale al 18 agosto 1999. In Coppa Italia, le Vespe del Presidente Fiore strapparono un pareggio su questo campo difficile. Tuttavia, inseriti in un girone di ferro con Pescara e Brescia, quel punto prezioso lontano dal “Romeo Menti” non fu sufficiente a evitare l’eliminazione.

Domenica, i ragazzi di Abate non avranno di fronte solo undici avversari, ma settant’anni di statistiche avverse. Sfatare il tabù Mapei significherebbe molto più di tre punti: sarebbe la prova definitiva che questa Juve Stabia può volare sopra ogni ostacolo.

Reggiana-Juve Stabia: tutti i precedenti in Emilia

Cinque sono le gare ufficiali disputate a Reggio Emilia tra granata e gialloblù, nessun successo delle vespe

Reggiana e Stabia, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio Comunale “Mirabello” di Reggio Emilia due volte, vespe sconfitte in entrambi gli incontri, uno in serie B ed uno in serie C.

Questi i dettagli dei cinque precedenti:

(anni cinquanta)

– 1951 / 1952 – Campionato Nazionale di Serie B

2 dicembre 1951 – 11° giornata d’andata: REGGIANA – STABIA 3 – 1 (arbitro Giulio Campanati di Milano) Mannocci (R), Tieghi (R), Evaristo MALAVASI (S) e Campari (R).

– 1952 / 1953 – Campionato Nazionale di Serie C

3 maggio 1953 – 14° giornata di ritorno: REGGIANA – STABIA 5 – 1 (arbitro Bombacigno di Bari) GATTI (S), doppietta di Zucchini (R), Sandukcic (R), Pelloni (R) e Benini (R).

Reggiana e Juve Stabia, si sono affrontate in due gare play off ed una in serie B, mai i gialloblù sono riusciti a sconfiggere gli emiliani, un pari intervallato da due sconfitte.

(anni duemila)

– 2016 / 2017 – Lega Pro Play off seconda fase intergirone

20 maggio 2017 – gara d’andata: REGGIANA – JUVE STABIA 2 – 1 (arbitro Pierantonio Perotti di Legnano) Alessandro MASTALLI (JS), Cesarini (R) su calcio di rigore e Ghiringhelli (R).

– 2017 / 2018 – Lega Pro Play off ottavi di finale

23 maggio 2018 – gara di ritorno: REGGIANA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Manuel Volpi di Arezzo) Simone SIMERI (JS) e Bastrini (R).

– 2024 / 2025 – Campionato Nazionale di Serie BkT

26 dicembre 2024 – 19° giornata d’andata: REGGIANA – JUVE STABIA 2 – 1 (arbitro Paride Tremolada di Monza) Portanova (R), Vergara (R) e Andrea ADORANTE (JS).

Reggiana – Juve Stabia è anche Dionigi contro Abate, due allenatori con destini incrociati

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La sfida di domenica tra Reggiana e Juve Stabia non è solo un crocevia fondamentale per la lotta salvezza, ma rappresenta un suggestivo “sliding doors” tra due allenatori che hanno fatto la storia del calcio italiano in campo. Davide Dionigi e Ignazio Abate si ritrovano oggi l’uno di fronte all’altro, legati da un filo rosso (anzi, a volte rossonero o azzurro) che attraversa le piazze più prestigiose d’Italia.

Sebbene non abbiano mai condiviso lo spogliatoio nello stesso momento, i due tecnici sono stati protagonisti negli stessi stadi, vivendo epoche diverse ma lasciando tracce indelebili negli stessi cuori dei tifosi.

Il Cordone Ombelicale di Milanello

Tutto sembra riportare a Milanello. Per Ignazio Abate, il Milan è casa: una carriera da bandiera con la maglia rossonera cucita addosso e i primi passi da allenatore mossi proprio nel settore giovanile del Diavolo. Ma Milanello è un terreno che anche Davide Dionigi conosce bene: correva l’anno 1992 quando i rossoneri lo prelevarono dal Modena per aggregarlo a una Primavera che sognava in grande. Un battesimo di fuoco nel calcio che conta per entrambi.

Da Modena a Piacenza: Terre di Confine

Il viaggio parallelo continua in Emilia. Modena è stata la rampa di lancio per il Dionigi calciatore, ma ha visto protagonista anche un giovane Abate nella stagione 2006-2007. E se Modena è stata la culla, la vicina Piacenza è stata la conferma: entrambi hanno indossato la maglia dei “Lupi”, lottando in un’altra piazza storica che oggi li osserva con curiosità in questa nuova veste da strateghi della panchina.

L’Ombra del Vesuvio: Il Napoli di Naldi e quello di De Laurentiis

Il capitolo più romantico di questo incrocio riguarda però Napoli. Davide Dionigi fu il trascinatore di un Napoli difficile, quello della presidenza Naldi in Serie B; un attaccante di razza che gonfiava la rete del “San Paolo” nonostante le tempeste societarie.

Dopo il fallimento e la rinascita firmata Aurelio De Laurentiis, il destino ha voluto che nel primo Napoli Soccer della nuova era ci fosse proprio un giovanissimo Ignazio Abate. In Serie C si vedeva chiaramente che il terzino era un “lusso” per la categoria, il preludio di una carriera che lo avrebbe portato stabilmente nell’Olimpo del calcio e della Nazionale.

Una Sfida per il Futuro

Domenica i ricordi lasceranno spazio al presente. Se per Dionigi la Ternana è stata una tappa da calciatore (2005-2006), per Abate è stata la rampa di lancio in panchina prima di approdare alle “Vespe”.

Ora, al “Mapei Stadium – Città del Tricolore”, non ci sono più maglie storiche da onorare ma una corsia salvezza da imboccare in piena accelerazione. Iniziare il mese di febbraio con i tre punti significherebbe dare una sterzata decisiva alla stagione.

Juve Stabia, ufficiale l’arrivo di Manuel Ricciardi

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Adesso c’è anche il nero su bianco: Manuel Ricciardi è un nuovo calciatore della Juve Stabia. La notizia, che era nell’aria da giorni e che la nostra redazione aveva anticipato, ha trovato conferma nel comunicato ufficiale diramato poche ore fa dal club gialloblù.

La società di Castellammare di Stabia ha definito l’operazione con il Cosenza Calcio: il difensore arriva con la formula dell’acquisizione a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2026, ma con un obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni. Ricciardi arriva alle Vespe confermando la volontà della società di puntare su profili giovani ma già rodati per la categoria.

Il profilo: corsa e quantità per la difesa

Nato a Roma il 17 aprile 2000, Ricciardi è un esterno destro cresciuto nel vivaio dell’Ascoli. La sua carriera tra i professionisti è iniziata con il Fano (stagione 2019/2020), per poi proseguire con una tappa importante al Legnago, dove in due stagioni ha collezionato 69 presenze condite da 2 reti e 2 assist.

Il salto di qualità e la notorietà nella categoria arrivano con la maglia dell’Avellino: in Irpinia, Ricciardi diventa un punto fermo, totalizzando 63 presenze, 4 gol e 7 assist in due anni. Le sue prestazioni attirano l’attenzione del Cosenza, con cui approda in Serie B nella stagione 2023/2024, mettendo a referto 32 presenze e un contributo importante in zona gol (4 reti). Nella prima parte dell’attuale stagione ha continuato a mostrare ottimi numeri, che hanno convinto la dirigenza stabiese a puntare su di lui per rinforzare la batteria degli esterni.

Le prime parole e il numero di maglia

Subito dopo la firma, il neo-acquisto ha rilasciato le sue prime dichiarazioni ai canali ufficiali del club, mostrando grande entusiasmo:

“Sono contento di essere qui. È l’occasione che stavo aspettando, sono carico e motivato per questa nuova avventura e non vedo l’ora di iniziare, forza Juve Stabia!”

Per la sua nuova avventura al “Romeo Menti”, Manuel Ricciardi ha scelto di indossare la maglia numero 2.

Reggiana – Juve Stabia, Abate: “L’assenza di Candellone peserà, ma vogliamo sfatare il tabù Reggio”

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È una vigilia carica di tensione agonistica e consapevolezza quella che vive la Juve Stabia. Mister Ignazio Abate ha incontrato la stampa prima della partenza per Reggio Emilia, dove domenica le Vespe affronteranno una Reggiana ferita, reduce da sei sconfitte consecutive, in quello che il tecnico definisce senza mezzi termini “uno scontro salvezza”. Tra le insidie del mercato di gennaio, una “mini-rivoluzione” tecnica e l’assenza pesante del capitano Candellone, Abate traccia la rotta: servono rabbia, equilibrio e spirito di gruppo.

Il peso delle assenze e il tabù storico

Il primo pensiero del Mister va all’assenza più rumorosa, quella di Leonardo Candellone: “Un’assenza pesante sia per le qualità tecniche che per lo spessore umano e carismatico”, ammette Abate. Nonostante ciò, la squadra è rimasta concentrata, evitando le distrazioni del calciomercato. La sfida contro la Reggiana nasconde insidie storiche e tattiche. “È un avversario che non battiamo dal 1952, con tre sconfitte e un pareggio in 74 anni. I numeri nella storia contano, dobbiamo raddrizzare le antenne”, avverte l’allenatore. La Reggiana, pur in crisi di risultati, è una squadra che “ci affronterà col coltello tra i denti”. Abate sottolinea la pericolosità degli emiliani: “Sono primi in classifica per gol fatti in contropiede e secondi per contrasti vinti. Difendono bene in blocco basso e ripartono con qualità grazie a giocatori come Girma, Gondo e Portanova”.

Mercato e addii: “Scelte incontrollabili”

Inevitabile un passaggio sul mercato, che ha visto le partenze di Ruggero ed Piscopo. Abate mostra pragmatismo: “È un mercato di riparazione strano, non puoi scegliere profili perfetti come a luglio. La cessione di Ruggero? Ci sono dinamiche incontrollabili, la società ha fatto la sua scelta e la capisco. Non dobbiamo piangerci addosso, ma fare di necessità virtù e lavorare ancora più duramente”. Sui nuovi arrivi, il tecnico chiede tempo per Torrasi, definito “un ragazzo intelligente e molto valido tecnicamente, ma ancora un po’ indietro fisicamente”, mentre elogia l’impatto immediato di Dalle Mura.

Tattica e Mentalità

Con Candellone out, Leone squalificato e Varnier da valutare, Abate ha studiato diverse soluzioni in settimana. “Ho dei dubbi, abbiamo provato due assetti diversi. Potremmo cambiare qualcosa, ma i principi non cambiano: equilibrio e pulizia tecnica saranno fondamentali”. L’allenatore apre anche alla possibilità futura di una difesa a quattro, ma ribadisce che in questa fase delicata la continuità è un valore aggiunto per l’integrazione dei nuovi.

Al di là della tattica, però, per Abate la chiave per il girone di ritorno sarà mentale: “Sono malato di tattica, ma credo molto di più nell’unione del gruppo e nell’empatia. Nei momenti di difficoltà è il gruppo che ti tiene in piedi. Ci aspettano battaglie calcistiche vere, partite sporche, e l’aspetto mentale sarà determinante”.

L’obiettivo è chiaro: andare a Reggio Emilia con l’ambizione di fare punti, sapendo di dover soffrire, ma pronti a cogliere una grande occasione per la classifica.

Candellone: “Mister Abate è ambizioso. Mi piace il nuovo ruolo di finalizzatore”

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Leonardo Candellone, leader indiscusso delle “Vespe”, ha condiviso le sue riflessioni sul suo stato fisico e sulla crescita del gruppo sotto la guida di Mister Abate, confermando il suo legame viscerale con la piazza di Castellammare.

L’Infortunio: il Percorso verso il Rientro
Il capitano ha fatto chiarezza sulle sue condizioni fisiche dopo lo stop forzato. Candellone ha spiegato di essersi accorto immediatamente della gravità del problema durante la gara, decidendo di chiedere subito il cambio. La tempistica stimata per il suo recupero è di circa un mese; l’obiettivo del calciatore è tornare a disposizione per il derby contro l’Avellino o, se possibile, per la sfida immediatamente precedente.

La Fascia di Capitano e il Gruppo
Interpellato sul peso della fascia, Candellone ha dichiarato di non sentirlo come un fardello, grazie alla stima reciproca con l’ambiente e alla sua permanenza triennale a Castellammare. Ha sottolineato come il suo compito sia facilitato dalla compattezza dello spogliatoio:
• Unità: Il gruppo è definito come una “famiglia” dove i veterani aiutano i nuovi e i giovani a esprimersi al meglio.
• Integrazione: Il capitano ha lodato la serietà dei nuovi acquisti, citando in particolare Zeroli, descritto come un ragazzo forte che si è adattato subito ai meccanismi del mister.

L’Evoluzione Tattica e il Rapporto con Lovisa
Sotto la gestione di Abate, Candellone sta vivendo una trasformazione nel suo modo di giocare. Sebbene si definisca un attaccante che ama svariare e mettersi al servizio della squadra, quest’anno si sta abituando a stare più dentro l’area di rigore e a ricoprire un ruolo da finalizzatore.
Un pilastro fondamentale della sua carriera è il rapporto con il DS Matteo Lovisa, con cui lavora da ormai sei anni (tra Pordenone e Castellammare). Candellone ha espresso orgoglio per il fatto che Lovisa lo abbia voluto come primo nome per la ricostruzione della Juve Stabia, sottolineando la totale fiducia umana e professionale che li lega.

Gli Obiettivi e Mister Abate
Il capitano ha definito Mister Abate con un solo aggettivo: “Ambizioso”. Secondo Candellone, la squadra ha acquisito un’identità precisa che consiste nel voler imporre il proprio gioco su ogni campo, senza snaturarsi. Nonostante l’obiettivo primario rimanga la salvezza (con un margine attuale di +13 sulla zona play-out), il capitano ha evidenziato come la squadra stia dando risposte importanti a tutto il campionato.
Infine, Candellone ha indicato nel gol contro l’Entella il momento più significativo del suo percorso recente, poiché ha permesso alla squadra di ottenere la seconda vittoria consecutiva, un traguardo psicologico fondamentale per consolidare gli obiettivi stagionali.

Tegoni (Radio Reggio): “La rivoluzione di mercato della Reggiana è rischiosa. Stabia vera sorpresa della B”

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Il giornalista reggiano Roberto Tegoni è intervenuto nel talk show per analizzare il momento critico della Reggiana in vista della sfida contro la Juve Stabia, definendo la situazione attuale come un mix di preoccupazione ambientale e cambiamenti radicali all’interno della rosa.

La difesa di Dionigi e lo stato della squadra
Nonostante le sei sconfitte consecutive, Tegoni ha espresso parere contrario all’esonero del tecnico Davide Dionigi, definendolo un errore grossolano in questo momento. Secondo il giornalista, la squadra è ancora “viva” e non alla deriva, come dimostrato dalle prestazioni contro Frosinone e Cesena; i risultati negativi sarebbero frutto di errori individuali grossolani dei difensori e imprecisioni sotto porta degli attaccanti, piuttosto che di una cattiva gestione tecnica. Tuttavia, Tegoni individua il “tallone d’Achille” dell’allenatore nella sua rigidità tattica, specialmente nella tendenza a effettuare solo cambi ruolo su ruolo, senza stravolgere gli equilibri nelle partite da rimontare.

Una rivoluzione di mercato rischiosa
Tegoni ha descritto con scetticismo l’operato del Direttore Sportivo durante la sessione invernale, parlando di una vera e propria “rivoluzione” che ha visto la partenza di alcuni titolari (Marras, Magnani e Motta). Il giornalista ha criticato lo sconvolgimento dell’organico a metà stagione, osservando che amalgamare nuovi innesti richiederà tempo, un lusso che la classifica attuale non sembra concedere. Al momento, il suo giudizio sull’operato societario resta “sospeso”, in attesa che il campo stabilisca se si tratti di colpi azzeccati o di flop.

Assenze pesanti e analisi dell’avversario
In vista del match al “Città del Tricolore” (nome che Tegoni difende con orgoglio rispetto alla denominazione commerciale dello stadio), il giornalista ha evidenziato due assenze fondamentali:
• Reinhart: Definito l’unico centrocampista con “strappo” e vivacità, la cui assenza peserà quanto quella di Candellone per le Vespe.
• Leone: Un’altra assenza che, a suo avviso, indebolisce significativamente la Juve Stabia.

Nonostante l’assenza del bomber Candellone, Tegoni ha ammesso di essere rimasto sorpreso dalla solidità della Juve Stabia, definendola, insieme alla Carrarese, la più grande sorpresa del campionato. Ha inoltre speso parole di grande elogio per Correia, definendo il suo impatto con la Serie B “strepitoso”.

Un clima di depressione ambientale
Il giornalista non ha nascosto che l’ambiente a Reggio Emilia sia attualmente “piuttosto depresso”, con un entusiasmo smorzato dai recenti risultati e da un mercato che non ha convinto la piazza. Tegoni ha sottolineato come la Reggiana sia passata dall’essere una difesa discreta a diventare la quarta peggiore del campionato, subendo gol in modo troppo banale.
Infine, Tegoni ha tenuto a ribadire il profondo rispetto e l’amicizia che lo lega ai colleghi e alla piazza di Castellammare, sottolineando come la rivalità sportiva debba sempre essere accompagnata dalla correttezza e dall’obiettività nell’analisi dei fatti

Juve Stabia, febbraio di fuoco: il tour de force che vale una stagione

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Il calendario non mente e non fa sconti: il mese di febbraio si preannuncia come un vero e proprio spartiacque per il cammino della Juve Stabia. Un mese corto nei giorni, ma lunghissimo per intensità ed emozioni, attende gli uomini di Ignazio Abate, chiamati a dimostrare la propria maturità tra trasferte storicamente ostiche e big match che profumano di alta classifica.

Sarà un esame di maturità continuo, un banco di prova fisico e mentale per capire quali sogni le Vespe potranno cullare fino a primavera.

Tabù emiliano: inizio in salita al “Mapei”

Il sipario sul mese si alza con una missione complessa: la trasferta a Reggio Emilia contro la Reggiana. Il “Mapei Stadium” non è un campo qualunque per i colori gialloblù; evoca ricordi spesso amari e statistiche che descrivono un terreno decisamente poco fertile. Che sia contro i granata o contro il Sassuolo, quello stadio è stato spesso teatro di delusioni. Ad Abate il compito di invertire il trend: servono coraggio e personalità per sfatare il tabù e iniziare il mese con il piede giusto.

Il fortino del Menti: arriva il Padova

Archiviata la trasferta, si torna a respirare l’aria di casa. Al “Romeo Menti” arriva il Padova per una sfida d’alta quota da vivere con il fiato sospeso. Non sarà una partita per deboli di cuore: i veneti sono avversari costruiti per vincere, ma a Castellammare il fattore campo dovrà essere determinante. Il calore del pubblico stabiese sarà fondamentale per spingere la squadra oltre l’ostacolo in novanta minuti che promettono scintille.

Il doppio scoglio: Empoli e Monza in quattro giorni

È nella parte centrale del mese, però, che il coefficiente di difficoltà si impenna vertiginosamente. Il calendario mette la squadra di fronte a due test di altissimo livello lontano da casa nel giro di pochissimi giorni:

  • 11 Febbraio – Stadio “Carlo Castellani”: Si vola in Toscana per affrontare l’Empoli, una trasferta su un campo di categoria superiore per blasone e storia recente.

  • 15 Febbraio – “U-Power Stadium”: Nemmeno il tempo di rifiatare che le Vespe saranno di scena in Brianza contro il Monza. Parliamo di una corazzata che solo pochi mesi fa calcava i campi della Serie A. Sarà il test definitivo per misurare le ambizioni della Juve Stabia contro una big ferita che cerca il riscatto.

La trappola Modena e l’epilogo al Partenio

Tornati dalla doppia trasferta, ci sarà da lottare al Menti contro il Modena. Guai a sottovalutarli: i “canarini” sono una formazione quadrata, organizzata, capace di imbrigliare tatticamente chiunque. Sarà una partita a scacchi dove la tenuta mentale degli uomini di Abate sarà messa a dura prova.

Ma il destino ha voluto che questo tour de force si chiudesse con la partita più sentita, quella cerchiata in rosso sul calendario da ogni tifoso. Il mese si conclude con il Derby contro l’Avellino allo “Stadio Partenio”. Una sfida classica del calcio campano che non ha bisogno di spot pubblicitari, motivazioni extra o calcoli di classifica. Lì conterà solo il cuore. Chiudere un mese così estenuante con una gioia nel derby potrebbe lanciare la Juve Stabia verso un finale di stagione da protagonista assoluta.

Ignazio Abate e le sue Vespe sono avvisati: febbraio non perdona, ma può regalare la gloria.

Juve Stabia, ufficiale: Marco Ruggero è un nuovo difensore dello Spezia

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Adesso non ci sono più dubbi: le strade della Juve Stabia e di Marco Ruggero si separano. Come avevamo annunciato in esclusiva nei giorni scorsi, l’interesse dello Spezia si è trasformato rapidamente in una trattativa concreta, chiusa nel giro di poche ore.

Il difensore centrale lascia Castellammare di Stabia a titolo definitivo per intraprendere una nuova avventura in Liguria. A suggellare l’operazione è arrivata la nota ufficiale del club di via Cosenza.

Il Comunicato Ufficiale

Di seguito la nota diramata dalla società gialloblù:

“La S.S. Juve Stabia 1907 comunica di aver raggiunto un accordo con lo Spezia Calcio per la cessione, a titolo definitivo, del difensore Marco Ruggero.

Arrivato a Castellammare nella scorsa stagione, Marco ha collezionato 55 presenze, realizzando 1 rete e 4 assist. Nel corso della sua esperienza in maglia gialloblù ha contribuito al raggiungimento della semifinale dei Play Off di Serie BKT nella scorsa stagione.

La società desidera ringraziare Marco per la professionalità, la dedizione e l’attaccamento alla maglia dimostrati durante il suo periodo in gialloblù, augurandogli le migliori fortune per il prosieguo della carriera.”

Il nostro saluto: grazie per la storia scritta insieme

Ruggero lascia Castellammare di Stabia non come una semplice comparsa, ma come uno dei protagonisti di una stagione che resterà negli annali del calcio stabiese.

Anche noi, come redazione, ci uniamo ai ringraziamenti della società e ai saluti dei tifosi. Salutiamo un calciatore che, con professionalità e impegno, ha contribuito a scrivere una pagina indelebile della storia della Juve Stabia: il record del quinto posto in classifica e quella semifinale play-off che ci ha fatto sognare la Serie A fino all’ultimo istante.

A Marco va il nostro più sincero “in bocca al lupo” per questa nuova sfida professionale.

Depositi Minimi Bassi nei Casinò Online

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Juve Stabia, una freccia sulla destra per Abate: Blitz di Matteo Lovisa per Manuel Ricciardi del Cosenza

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La Juve Stabia non perde tempo e risponde al mercato in uscita con un colpo di assoluto spessore. Con Kevin Piscopo ormai destinato a vestire la maglia del Bari, il direttore sportivo Matteo Lovisa ha messo a segno un vero e proprio blitz, assicurandosi le prestazioni di Manuel Ricciardi.

L’accordo con il Cosenza, proprietario del cartellino, è stato chiuso sulla base di un prestito con obbligo di riscatto. Una formula intelligente che permette al club campano di assicurarsi subito il giocatore, differendo però l’esborso economico per l’acquisto definitivo al prossimo giugno.

L’Asse con il Cosenza e il rinnovo strategico

L’arrivo di Ricciardi consolida i rapporti di mercato tra le Vespe e i Lupi della Sila: l’esterno romano è infatti il secondo calciatore a percorrere la tratta Cosenza-Castellammare in questa sessione, seguendo le orme del difensore Christian Dalle Mura.

Curioso il retroscena contrattuale: proprio prima della sosta invernale (il 30 dicembre 2025), il Cosenza aveva esercitato l’opzione per il rinnovo del contratto di Ricciardi fino al 30 giugno 2027. Una mossa che ha blindato il valore del calciatore, permettendo ora ai calabresi di monetizzare la cessione (seppur differita) e alla Juve Stabia di assicurarsi un profilo futuribile.

Il Profilo: Un esterno moderno a tutta fascia

Nato a Roma il 17 aprile 2000, alto 1,84 m e di piede destro, Ricciardi è l’identikit dell’esterno moderno. Sebbene nasca tatticamente come terzino destro, la sua evoluzione lo ha portato a diventare un’arma letale in fase offensiva. Può agire da terzino puro, da quinto di centrocampo o da esterno alto. Grande gamba, capacità di coprire tutta la corsia (“box to box”) e una spiccata propensione all’inserimento e all’ampiezza. Arriva per raccogliere l’eredità di Piscopo, garantendo quella “libertà di interpretazione offensiva” fondamentale per il gioco delle Vespe.

I Numeri: Una stagione da protagonista

Se le caratteristiche tecniche convincono, sono i numeri di questa stagione a impressionare e a giustificare il blitz di Lovisa. Ricciardi arriva a Castellammare nel momento migliore della sua carriera.

Ecco il suo rendimento con la maglia del Cosenza nella stagione in corso (2025/2026): ha totalizzato 20 presenze (1476 minuti) realizzando 7 gol e 3 assist per i compagni. Nella scorsa stagione 2024/2025 in Serie B sempre con la maglia dei lupi ha totalizzato 32 presenze 4 reti e 2 assist.

La Carriera

Il percorso di Ricciardi parte dalle giovanili dell’Ascoli, passando per la gavetta in Serie C che lo ha forgiato. Prima dell’approdo in cadetteria con il Cosenza nell’agosto 2024, ha maturato esperienza con le maglie di Fano, Legnago Salus e soprattutto Avellino, dove ha collezionato 60 presenze e 4 gol, dimostrando già allora di essere pronto per il salto di categoria.

Ora per Manuel Ricciardi inizia una nuova sfida al “Menti”: la Juve Stabia ha la sua nuova freccia per continuare a volare.

Capodimonte, San Francesco di Colantonio rientra dopo restauro

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Il rientro dopo il restauro del ‘San Francesco che consegna la regola agli ordini francescani’ (1444 – 1450) di Colantonio, apre simbolicamente le iniziative che il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli nel 2026 dedica agli 800 anni dalla morte del Santo Patrono d’Italia la cui iconografia è presente in molte opere delle collezioni.

“La domenica ad ingresso gratuito del 1 febbraio potrà essere quindi l’occasione per i visitatori di ammirare nel rinnovato splendore la tavola del pittore napoletano protagonista del Rinascimento meridionale ma anche il nuovo allestimento di dipinti e sculture delle collezioni settecentesca, a lungo non visibili”, invita il direttore di Capodimonte Eike Schmidt. Al secondo piano in sala 61 (in dialogo con la sala 62 detta dei Capolavori, da Caravaggio a Parmigianino a Warhol) esposte opere di Francesco Solimena (Enea e Didone), Francesco De Mura (‘Imeneo che toglie il velo alla Pudicizia’), Giuseppe Sanmartino (‘Lotta di amorini’) e Sebastiano Ricci (‘Assunzione della Maddalena’).

Capodimonte riunisce così nella sala 67 del secondo piano, tutta dedicata a Colantonio, le opere del polittico della Chiesa di San Lorenzo Maggiore di Napoli, il più antico luogo francescano della città. L’imponente pala (probabilmente commissionata da Alfonso il Magnanimo e originariamente posta nella tribuna centrale) era infatti composta dal ‘San Girolamo nel suo studio’ (al quale era intitolato l’altare) e dal San Francesco, (150×185 cm, restaurato nell’ambito del programma Restituzioni di Intesa San Paolo) circondati da dieci ‘beatini francescani’ di cui due, Morico e Leone, sono entrati recentemente nelle collezioni di Capodimonte grazie ad un acquisto del Mic – Direzione generale architettura, belle arti e paesaggio. Al loro arrivo nel dicembre del 2024 il San Francesco non era nelle sale espositive ma nei laboratori del Museo di Capodimonte per restauro. Colantonio (attivo in città dal 1440 al 1460 circa), maestro di Antonello da Messina, si formò al gusto della pittura fiamminga grazie al re Renato d’Angiò, che aveva forse conosciuto i grandi nordici van Eyck e van der Weyden anche loro provenienti dalle Fiandre o dalla Provenza. I dipinti del grande retablo a due livelli per San Lorenzo impegnarono a lungo Colantonio.

Con lo smembramento del polittico intorno al 1639, il dipinto di San Girolamo venne trasferito nella sacrestia di San Lorenzo mentre il San Francesco fu utilizzato come pala d’altare per il barocco Cappellone, nel transetto destro della chiesa. Nel periodo napoleonico, con la soppressione degli ordini monastici, il San Girolamo fu musealizzato (1808), raggiunto solo nel 1922 dal San Francesco, inventariato nel 1930 nelle collezioni dell’allora Museo Nazionale, poi entrambi trasferiti a Capodimonte nel 1957. Le piccole tavole con i beati francescani avevano preso intanto la via del collezionismo. Le restanti otto identificate dagli studiosi sono infatti oggi proprietà di privati in Italia e Usa.

San Francesco 800 a Capodimonte – In occasione delle celebrazioni 2026 per gli 800 anni dalla morte di San Francesco con il ripristino della festività nazionale del 4 ottobre, il Museo e Real Bosco di Capodimonte attiverà dal prossimo autunno visite guidate tematiche e inclusive all’interno di percorsi nelle sue collezioni comprendenti opere di Colantonio, Battistello Caracciolo, Nicolò di Tommaso, Mazzola Bedoli, Rodriguez e molti altri. Non mancherà il racconto, attraverso celebri dipinti, di personaggi storici come il frate e matematico Luca Paciolli (Jacopo De Barbari) e Ludovico di Tolosa (Simone Martini) che rinunciò al regno angioino divenendo Santo.

Fonte AdnKronos

L’AZZURRO PENSIERO. ​L’onore non lenisce il dolore: Napoli fuori, il sogno europeo s’infrange

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Si spegne con il Chelsea il sogno europeo del Napoli. Nell’ultima giornata della fase a gironi di Champions League, gli azzurri escono sconfitti per 3-2 contro il Chelsea al termine di una gara vibrante, che lascia in dote tanto rammarico ma anche la consapevolezza di aver giocato alla pari contro una corazzata internazionale.

Il Film della Partita: Ribaltone e Contro-sorpasso

La serata non era iniziata sotto i migliori auspici: i Blues passano in vantaggio grazie a un rigore trasformato con freddezza da Enzo Fernandez. Tuttavia, la reazione del Napoli è da grande squadra. In meno di mezz’ora gli uomini di Conte ribaltano il match:

  1. La magia di Vergara: Un numero d’alta scuola in area di rigore concluso con un fendente chirurgico nell’angolo.

  2. Il bolide di Hojlund: Sorpasso completato grazie a un sinistro potente e preciso che fulmina il portiere avversario.

Nella ripresa, però, sale in cattedra la qualità individuale del Chelsea. È Joao Pedro l’uomo del destino per gli inglesi: con una doppietta d’autore ribalta nuovamente il punteggio, fissando il risultato sul definitivo 3-2 e condannando gli azzurri all’eliminazione.


Le Voci dal Campo

Antonio Conte: “Orgoglioso dei ragazzi, paghiamo gli errori di Copenaghen”

Nonostante l’amarezza, il tecnico salentino difende a spada tratta il percorso della sua squadra, puntando il dito contro la sfortuna e gli episodi:

“Dispiace perché stasera meritavamo un risultato positivo. La differenza l’ha fatta l’exploit di Joao Pedro, ma prima del pareggio abbiamo giocato meglio del Chelsea. Non usate toni disastrosi: in un anno e mezzo abbiamo vinto Scudetto e Supercoppa. La qualificazione? L’abbiamo compromessa a Copenaghen.”

Conte ha poi sottolineato come la squadra abbia onorato la maglia nonostante le continue emergenze e gli infortuni che hanno falcidiato la rosa in questa prima parte di stagione.

Il Capitano Di Lorenzo: “Dato tutto, ora ripartiamo”

Sulla stessa lunghezza d’onda il capitano Giovanni Di Lorenzo, che guarda già al futuro con pragmatismo:

“Abbiamo lasciato troppi punti per strada durante il cammino. Stasera abbiamo dato tutto e il risultato è bugiardo, ma dobbiamo ripartire da questa intensità. Con il rientro degli infortunati possiamo ancora puntare a traguardi importanti in questa stagione.”


Analisi: Cosa resta della Champions?

Il Napoli esce dalla competizione non per la prova contro i campioni del Mondo, ma per una gestione del girone che ha visto troppi passi falsi esterni. Resta però la prestazione di Vergara e la fame di Hojlund, segnali incoraggianti per una squadra che ora dovrà riversare tutta la sua rabbia agonistica sul campionato per risalire la china.

Juve Stabia, Vespa Rosa: Il grido d’amore di Ketty Chirco per la sua squadra del cuore

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Benvenuti nel nuovo appuntamento con Vespa Rosa, l’angolo dedicato al cuore pulsante femminile della Juve Stabia. Qui non si parla solo di tattica, ma di passione, identità e amore viscerale per la maglia. Oggi raccogliamo lo sfogo e l’appello di una tifosa storica, Ketty Chirco, che lancia un grido d’amore e di dolore per la squadra della sua città.

Il grido di Ketty: “I veri tifosi non possono pagare per pochi incivili”

C’è amarezza nelle parole di Ketty Chirco. Un’amarezza che nasce dall’amore profondo per quei colori che rappresentano Castellammare di Stabia, ma che oggi si scontra con una realtà difficile: la chiusura dello stadio o le limitazioni che colpiscono la tifoseria sana.

“Sono molto dispiaciuta per quanto sta accadendo attorno alla nostra squadra cittadina,” esordisce Ketty, facendosi portavoce di un sentimento comune. “Non è accettabile che il comportamento di un paio di ragazzi facinorosi possa condizionare lo svolgimento di una partita, arrivando a penalizzare l’intera collettività.”

Orgoglio di provincia e bel gioco

Secondo la tifosa, la Juve Stabia paga spesso un prezzo troppo alto, forse anche a causa di pregiudizi geografici: “Spesso non siamo ben visti dalle altre squadre o dalle istituzioni, forse perché non siamo un capoluogo di provincia. Eppure, i nostri ragazzi in campo si fanno rispettare. Anche se manca una vera punta di ruolo, la squadra esprime un bel gioco, mette cuore e grinta.”

È proprio questo contrasto a fare più male: vedere una squadra che lotta in campo, “superiore” nel gioco a molte avversarie più blasonate, ma lasciata sola sugli spalti. “Non è bello vedere uno stadio senza pubblico. È un’immagine triste per lo sport e per la città.”

Tutelare gli abbonati: un atto dovuto

Ketty pone l’accento su una categoria in particolare: gli abbonati. Coloro che, con fiducia cieca, hanno sostenuto economicamente la società a inizio stagione.

“Penso che almeno gli abbonati, che hanno sottoscritto le tessere con tanto anticipo, debbano avere il diritto di entrare,” sottolinea con forza. “Sono veri tifosi, penalizzati ingiustamente nonostante abbiano dimostrato fedeltà assoluta. Bisogna fare qualcosa affinché la squadra abbia, almeno in casa, il tifo che si merita. I giocatori hanno bisogno di essere incitati per dare il massimo.”

La proposta: un corteo pacifico per riprenderci il Menti

Dalle parole si passa alla proposta concreta. Ketty non ci sta a subire passivamente le decisioni che tengono i tifosi fuori dal “Romeo Menti” e lancia un’idea per scuotere le coscienze:

“Si potrebbe organizzare un corteo pacifico,” propone la tifosa. “Dobbiamo convincere chi di dovere a riaprire le porte del Menti. I veri tifosi non possono subire l’ottusaggine di quattro stupidi che non capiscono il danno che arrecano. Facendo così peggiorano solo la situazione della squadra, che invece vuole solo farsi onore e fare bella figura.”

L’appello di Ketty è chiaro: isolare i violenti, ma permettere alla Castellammare sana e appassionata di tornare a ruggire sugli spalti. Perché la Juve Stabia non è solo una squadra, è l’orgoglio di una città intera.

Juve Stabia, Calciomercato: Sheriff Kassama saluta Bari e riparte dalle Vespe di Ignazio Abate

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Nuova avventura in arrivo per Sheriff Kassama. Il giovane difensore centrale, dopo una prima metà di stagione trascorsa tra le fila del Bari senza riuscire a lasciare il segno, è pronto a rimettersi in gioco alla corte di Ignazio Abate alla Juve Stabia.

I dettagli dell’operazione

Il trasferimento si è concretizzato attraverso un complesso giro di carte federali. Il Bari, che in estate aveva prelevato il giocatore in prestito oneroso con diritto di riscatto, ha deciso di interrompere anticipatamente il rapporto. Kassama ha quindi risolto il contratto di prestito con i “Galletti”, facendo momentaneamente ritorno al Trento, club proprietario del cartellino.

La società trentina, con cui il difensore ha un contratto in essere fino al 30 giugno 2028, ha immediatamente girato il calciatore alla Juve Stabia. La formula concordata è quella del prestito con diritto di riscatto, offrendo così al ragazzo una nuova chance in Serie B in una piazza ambiziosa e sotto la guida di un tecnico che lavora molto bene con i giovani.

La parentesi a Bari

Arrivato in Puglia con buone aspettative, l’esperienza di Kassama in biancorosso non è decollata come sperato. Nonostante le qualità fisiche, il difensore non ha convinto pienamente l’ambiente barese. Il suo score semestrale si chiude con 6 presenze totali e 346 minuti giocati, un bottino troppo esiguo per giustificare la permanenza e il successivo riscatto.

L’identikit: fisico e duttilità per Abate

Nato il 16 settembre 2004 a Feltre (BL), Sheriff Kassama è un profilo che porta fisicità e versatilità alla difesa delle Vespe. 186 cm di altezza il suo ruolo è difensore centrale di piede destro. Le caratteristiche sono: Grande duttilità tattica. Può essere schierato sia come centrale di destra che di sinistra e, all’occorrenza, adattarsi al ruolo di terzino destro.

Di origini gambiane ma nativo del bellunese, Kassama rappresenta il prototipo del difensore moderno, capace di coprire più zone del reparto arretrato.

Dalla Serie D alla Youth League: la storia di Kassama

La carriera di Sheriff parte dai dilettanti della Union Feltre, la squadra del suo paese in Serie D. Qui viene notato dagli scout del Monza, che lo portano in Brianza inserendolo nel proprio settore giovanile.

Il percorso di crescita prosegue con una prestigiosa parentesi all’Inter nella stagione 2022-23. Con la maglia nerazzurra della Primavera colleziona 18 presenze tra campionato, Coppa Italia di categoria e la vetrina europea della Youth League. Dopo un ritorno al Monza Primavera nel 2023-24, il salto tra i professionisti avviene lo scorso anno con il Trento, dove si mette in luce totalizzando 21 presenze e guadagnandosi la chiamata dalla Serie B.

Ora per Kassama si aprono le porte del “Romeo Menti”: una sfida fondamentale per dimostrare il proprio valore e conquistare la fiducia di mister Abate.