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Juve Stabia – Padova (3-3): Le foto dei protagonisiti in campo e del pubblico presente al Menti

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Guarda le foto di Juve Stabia – Padova realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così il pareggio delle Vespe con i veneti allenati da Matteo Andreoletti allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

IL TABELLINO

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Kassama, Giorgini, Bellich; Carissoni, Mosti (68′ Burnete), Leone, Correia (38′ Pierobon), Cacciamani (68′ Ricciardi); Maistro (45′ Zeroli); Gabrielloni (93′ Okoro).
A disp.: Boer, Signorini, Dalle Mura, Mannini, Torrasi, Ciammaglichella, Dos Santos.
All.: Ignazio Abate.
PADOVA (3-4-2-1): Sorrentino; Faedo (45′ Belli), Sgarbi, Perrotta (75′ Capelli); Di Mariano (62′ Bonaiuto), Fusi, Harder, Barreca; Di Maggio (45′ Lasagna), Silva (62 Varas); Bortolussi.
A disp.: Fortin, Belli, Crisetig, Seghetti, Ghiglione, Favale, Villa, Giunti.
All.: Matteo Andreoletti.

Direttore di gara: Sig. Andrea Zanotti della sezione AIA di Rimini

Primo Assistente: sig. Alessandro Cipressa della sezione AIA di Lecce

Secondo Assistente: sig. Simone Pistarelli della sezione AIA di Fermo

IV° ufficiale: sig. Ciro Aldi della sezione AIA di Lanciano

VAR: sig. Niccolò Baroni della sezione AIA di Firenze

AVAR: sig. Emanuele Prenna della sezione AIA di Molfetta

Marcatori: 28′ Gabrielloni (r) 50′ Zeroli 70′ Sgarbi 80′ Burnete 86′ Capelli 89′ Bortolussi

Angoli: 1 – 4

Ammoniti: 1′ Perrotta 19′ Leone 47′ Fusi 91′ Ricciardi 96′ Capelli

Espulsi: –

Recupero: 3 min pt – 6 min st

Note: Terreno in erba artificiale. Giornata fredda e umida.

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

LE FOTO DEL PUBBLICO PRESENTE AL MENTI

Juve Stabia – Padova (3-3): La beffa per le Vespe arriva ancora una volta nel finale

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Se il calcio fosse una scienza esatta, oggi al “Romeo Menti” i manuali sarebbero stati bruciati dopo pochi minuti. Juve Stabia e Padova dividono la posta in palio al termine di un 3-3 che somiglia più a una sceneggiatura hollywoodiana che a una partita di Serie B. Un’altalena di emozioni vietata ai deboli di cuore, dove la tattica ha presto lasciato spazio all’agonismo puro e agli episodi, regalando al pubblico una gara pirotecnica ma lasciando l’amaro in bocca alla squadra di casa.

Il Primo Tempo: Egemonia Gialloblù

L’avvio è un monologo della squadra di Ignazio Abate. Le Vespe scendono in campo con il sangue agli occhi e Mosti suona subito la carica: il suo destro da fuori area sibila sopra la traversa, un avvertimento che il Padova fatica a recepire. Il predominio territoriale si concretizza al minuto 27. Un’azione corale da manuale sull’asse Leone-Gabrielloni manda in tilt la retroguardia veneta, costringendo Faedo al fallo disperato in area su Mosti. Rigore solare. Dal dischetto si presenta lo stesso Gabrielloni, che con freddezza glaciale spiazza Sorrentino: 1-0.

Il Padova è alle corde e la sfortuna si accanisce con l’infortunio di Correia (dentro Pierobon). Ma è proprio nel momento di massima difficoltà che i veneti dimostrano di essere vivi.

La Ripresa: Fuochi d’Artificio e Illusioni

Se il primo tempo è stato intenso, il secondo è pura dinamite. Abate legge bene la stanchezza di Maistro e inserisce Zeroli. Mossa profetica: al 49’, su una sponda aerea magistrale di un generosissimo Gabrielloni, il neo-entrato si avventa sulla sfera e firma il 2-0. Il Menti è una bolgia, la partita sembra in discesa.

Ma il Padova di Andreoletti ha sette vite. Il tecnico ridisegna la squadra con Buonaiuto e Varas, e al 69’, dopo una fase confusa risolta da un salvataggio miracoloso del duo Kassama-Confente, gli ospiti accorciano. Corner perfetto, stacco di Sgarbi e partita riaperta: 2-1.

La Juve Stabia, però, non ci sta. Al 80’ il Menti si stropiccia gli occhi: Carissoni pennella un cross dalla fascia, Burnete si coordina in una frazione di secondo e lascia partire una volée meravigliosa che si insacca alle spalle di Sorrentino. È il 3-1, un “eurogol” che sembra mettere il sigillo sui tre punti e sulla prestazione.

La Doccia Fredda

Nel calcio, però, non è finita finché non fischia l’arbitro. Con due gol di vantaggio a dieci minuti dalla fine, le Vespe commettono l’errore di sentirsi al sicuro. Il Padova, mai domo, sfrutta ancora i calci piazzati: è Capelli a trovare la deviazione vincente in mischia, riaccendendo le speranze ospiti sul 3-2.

La pressione biancoscudata diventa asfissiante, la paura attanaglia i padroni di casa e, all’89’, si materializza l’incubo. Bortolussi trova lo spiraglio giusto in una difesa ormai in affanno e sigla il 3-3 definitivo. C’è tempo solo per un ultimo sussulto, una punizione dal limite di Burnete che si infrange sulla barriera, spegnendo le ultime speranze di vittoria.

Al triplice fischio, il verdetto è agrodolce: un punto che muove la classifica, ma che per la Juve Stabia, capace di andare avanti di due reti per due volte, sa terribilmente di occasione persa. Per il Padova, invece, è la conferma di un carattere d’acciaio.

Padova – Juve Stabia (3-3): Il podio e il contropodio gialloblù

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Ancora una rimonta subita per la Juve Stabia, che lascia per strada punti importanti anche col Padova. In vantaggio di due gol a pochi minuti dalla fine del match, la squadra di Abate si fa rimontare da un Padova mai domo.

PODIO

Medaglia d’oro: ad Alessandro Gabrielloni, nella versione che tutta la Juve Stabia attendeva da tempo di ammirare.

Il 9 ex Como guida il reparto offensivo da centravanti operaio che non dimentica come si fa gol quando ne ha l’occasione. Suo il filtrante che manda in area Mosti per il calcio di rigore, perfettamente insaccato dallo stesso attaccante gialloblu. Sempre Gabrielloni allunga poi la rimessa laterale di Bellich quanto basta per mandarla sui piedi di Zeroli per il raddoppio.

Sulla distanza cala vistosamente palesando probabilmente la necessità di un cambio che non arriva (da non dimenticare il cambio obbligo speso dalla Juve Stabia nel primo tempo per lo stop di Correia).

Medaglia d’argento: a Christian Pierobon, onnipresente dopo il suo ingresso in campo. La sfortuna dell’infortunio occorso a Correia diventa una variabile positiva grazie alla verve del 10 stabiese, per la prima volta in stagione visto sui livelli dello scorso campionato. Pierobon pressa all’impazzata, fa da elastico tra fase difensiva ed offensiva e offre il contributo che solo lui, per peculiarità, può garantire nell’intera rosa dei centrocampisti delle vespe. Se la condizione fisica glielo consentirà, sarà determinante nella seconda parte di stagione.

Medaglia di bronzo: a Rares Burnete, finalmente affamato e feroce ma non confusionario. Il giovane attaccante scuola Lecce entra in campo dopo aver spostato il proprio interruttore personale sulla versione bomber anziché quella da punta spaesata troppo spesso vista nei mesi scorsi.

Il gol è da centravanti vero, potente e con ottima tecnica individuale: controllo di destro e staffilata di sinistro. Nella sua prima volta ci può essere la svolta anche della stagione offensiva della Juve Stabia, ancora in attesa di un animale d’area capace di graffiare con continuità.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Sheriff Kassama, che butta via nel finale una prova che lo aveva visto protagonista in positivo. Anticipi, coraggio e sortite offensive nei primi sessanta minuti dell’ex Bari che, tuttavia, spegne i radar in fase di marcatura proprio nel finale. Prima si perde Sgarbi su calcio d’angolo e poi, al fotofinish, si fa anticipare da Bortolussi, che approfitta della pigrizia del suo avversario. Pare ancora acerbo per essere già elemento su cui puntare stabilmente.

Medaglia d’argento: ad Alessandro Confente, spaesato ed insicuro dopo l’errore di Reggio Emilia. A distanza di una settimana le scorie della frittata su Gondo non sono ancora state smaltire e la conferma arriva dalla prestazione del numero 1, incerto sia con i piedi che nelle uscite da “un po’ dentro e un po’ fuori”.

Tempismo e riflessi da ritrovare in fretta per l’ex Vicenza, la cui titolarità non può essere messa in discussione per 180 minuti non impeccabili, ma che deve ritornare quello freddo e gagliardo che ben conosciamo.

Medaglia di bronzo: a Fabio Maistro, che non si accende nei 45 minuti che gli concede Abate. Parte iniziale di gara in controluce per il 37 delle vespe, che non riesce a ritagliarsi la giusta posizione per fare male al Padova.

Poco dopo il vantaggio di Gabrielloni, gli stendono il tappeto rosso verso la porta del Padova ma mastica la conclusione di destro mandandola a lato. La ripresa di Zeroli dà ragione alla scelta di Abate di preservarlo in vista della gara di mercoledì.

L’AZZURRO PENSIERO. Napoli epico e folle. Vince a Marassi 3-2 in inferiorità numerica

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In una serata che profuma di calcio d’altri tempi, il Napoli di Antonio Conte strappa tre punti d’oro dal prato di Genova, vincendo 3-2 una partita che sembrava stregata. Non è stata solo una gara tattica, ma una prova di nervi, resistenza e carattere, dove gli azzurri hanno saputo risorgere più volte dalle proprie ceneri.

Botta e risposta: Hojlund e McTominay ribaltano Malinovskyi

Il match inizia in salita per i partenopei. Pronti, via, e il Genoa passa: un fallo ingenuo in area concede un rigore ai Grifoni, trasformato con freddezza da Malinovskyi. Sotto il diluvio del Ferraris, il Napoli non si scompone e reagisce con la ferocia chiesta dal suo allenatore.

È Rasmus Hojlund a firmare il pareggio, lesto a sfruttare un’indecisione difensiva, prima che Scott McTominay faccia esplodere il settore ospiti con un marchio di fabbrica: un destro secco dai 20 metri che si insacca alle spalle del portiere ligure. Il sorpasso è servito, ma è solo l’inizio del dramma sportivo.

Inferiorità e brividi: il muro azzurro

Nella ripresa, il Genoa torna in campo con un piglio diverso e trova il pari grazie a un diagonale chirurgico di Colombo. La situazione sembra precipitare a quindici minuti dalla fine, quando Juan Jesus rimedia un cartellino rosso lasciando i suoi in dieci uomini. Con un uomo in meno e la pressione dei padroni di casa, il Napoli sembra destinato a difendere il pareggio.

Il ruggito finale: Vergara si procura il rigore, Hojlund decide

Proprio quando il cronometro segna il tempo di recupero, accade l’impensabile. Il giovane Antonio Vergara, pur in una serata difficile, trova lo spunto giusto e viene steso in area di rigore. Dagli undici metri si presenta ancora lui, Hojlund: conclusione non perfetta, un pizzico di fortuna sulla deviazione, ma la palla gonfia la rete. È il 3-2 definitivo che vale un’intera stagione.


Le Voci dal Campo

Antonio Conte: “Orgoglioso dei miei ragazzi”

Il tecnico azzurro esalta la prova di forza del gruppo:

“Questa è una vittoria di coraggio e di cuore. Abbiamo dimostrato di non essere mai domi, neppure in emergenza e in inferiorità numerica. Sono orgoglioso, la vittoria è meritata.”

Conte ha poi rassicurato sulle condizioni di McTominay, uscito anzitempo: “Scott ha un problema al gluteo che si porta dietro da inizio stagione. Avrebbe voluto continuare, ma non volevo correre rischi: per noi è fondamentale.”

I protagonisti: Hojlund e Vergara

L’uomo del match, Rasmus Hojlund, mantiene i piedi per terra nonostante la doppietta: “Sul rigore sono stato anche fortunato, ma conta il successo. Ringrazio i compagni per l’appoggio.” Gli fa eco Vergara, decisivo nell’episodio finale: “Forse non è stata la mia miglior prestazione, ma il rigore era netto e sono felicissimo per questi tre punti pesanti.”

Spinazzola: “Segnale di carattere”

A chiudere il cerchio è Leonardo Spinazzola, che sottolinea l’importanza psicologica del risultato: “Vincere così fa bene al morale. Abbiamo l’ambizione e la qualità per risalire la classifica.”

IL MORSO DELLA VESPA. Stabia, il pari sa di beffa. Il Padova rimonta due gol nel finale

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L’ottavo risultato utile consecutivo, paradossalmente, è quello che fa più male. Al termine di una gara pirotecnica, la Juve Stabia impatta 3-3 contro il Padova, lasciandosi alle spalle una scia di rimpianti alta quanto il Vesuvio. I gialloblù restano saldi in zona playoff, ma per come si era messa la partita, i due punti lasciati per strada pesano come macigni.


Il film della partita: dominio e illusione

Il primo tempo è di marca prettamente stabiese. La pressione dei padroni di casa viene premiata quando Mosti si procura con astuzia un calcio di rigore. Sul dischetto si presenta il redivivo Gabrielloni: freddezza glaciale e palla in rete per l’1-0 che manda le squadre negli spogliatoi.

Nella ripresa, la mossa di inserire Zeroli sembra il colpo del KO. Il giovane centrocampista impiega pochi minuti per timbrare il cartellino: controllo orientato in area su sviluppo di rimessa laterale e fendente che vale il 2-0. Il Menti esplode, convinto di aver ormai archiviato la pratica.

Blackout e controrimonta

Il Padova però non è arrivato a Castellammare per fare la comparsa. Gli ospiti riaprono i giochi con un colpo di testa di Sgarbi, chirurgico nello sfruttare un corner di Buonaiuto. La Juve Stabia sembra però avere sette vite e all’80’ rimette le distanze: cross perfetto di Carissoni e girata d’autore di Burnete per il 3-1.

Sembra finita, ma il finale è un incubo ad occhi aperti per i tifosi gialloblù:

  • 85′: Capelli accorcia nuovamente le distanze sugli sviluppi di un altro calcio d’angolo, approfittando di una disattenzione difensiva.

  • 89′: Il blackout diventa totale quando Bortolussi si inserisce sul secondo palo e, di testa, firma il definitivo 3-3.

Cosa resta della sfida

La Juve Stabia mastica amaro. Se l’attacco ha dimostrato una verve invidiabile, la gestione dei calci piazzati e la tenuta mentale negli ultimi dieci minuti sono campanelli d’allarme che non possono essere ignorati. La striscia positiva continua, è vero, ma questa volta la sensazione è quella di aver buttato via una vittoria già scritta.

Genoa-Napoli 2-3! Gli Azzurri la ribaltano al 95′ con l’uomo in meno

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Il Napoli va a Marassi contro il Genoa e prova a mantenere il trend positivo iniziato contro la Fiorentina. Conte deve far a meno di capitan Di Lorenzo, ma recupera Rrahmani. Ad indossare la fascia sarà Lobotka, prima volta per lui in campionato.

Primo tempo

L’avvio è subito shock. Buongiorno sbaglia il retro-passaggio per Meret, Vitinha lo anticipa, l’estremo difensore lo tocca e l’attaccante va a terra in area. Massa inizialmente assegna la rimessa dal fondo, ma poi viene richiamato al VAR e corregge la decisione, calcio di rigore per il Genoa dopo 1 minuto.

Dal dischetto va Malinovskyi, che calcia centrale mentre Meret si tuffa alla sua destra, 1-0 Genoa.

Il Napoli reagisce e a salire in cattedra e McTominy che prende per mano la squadra. Al ventesimo, McTominay entra in area e calcia, Bijlow respinge, ma la palla rimane lì e ci si avventa Hojlund, che infila il più facili dei tap-in, 1-1!

Dopo un minuto il Napoli è già in vantaggio, ancora McTominay, dalla lunga distanza, lo scozzese lasciato solo calcia verso la porta e trova l’angolino con un gran gol, 1-2!

Sul finale di primo tempo, McTominay, migliore in campo, accusa un dolore al gluteo destro, stringe i denti fino all’intervallo, ma poi Conte decide di non rischiare e viene sostituito.

Secondo tempo

Il secondo tempo inizia come il primo, Buongiorno sbaglia come ultimo uomo a centrocampo, Colombo gli ruba palla e si invola verso la porta, a tu per tu con Meret non sbaglia e fa 2-2.

Buongiorno viene sostituito subito dopo, al suo posto entra Beukema.

Al sessantatreesimo, Gutierrez va vicino al 2-3. Spinazzola passa sulla sinistra, arriva sul fondo e serve a rimorchio per lo spagnolo, che calcia a porta vuota, con Bijlow per terra, ma colpisce un difensore.

Al settantaseiesimo il Napoli resta in 10, Juan Jesus, già ammonito, trattiene Ekuban in ripartenza, per Massa è doppio giallo e rosso.

Il Napoli si chiude e non concede nulla, ma l’occasione arriva al novantaquattresimo.

Vergara tiene palla in area, si gira e Cornet gli pesta il piede, l’attaccante Azzurro va giù in area e dopo O.F.R. Massa assegna calcio di rigore allo scadere.

Sul dischetto va Hojlund a prendersi la responsabilità di una palla che pesa un macigno. Il danese va e calcia male, Bijlow tocca, ma la palla gli passa sotto al fianco, palla in rete e gol vittoria del Napoli allo scadere. 2-3!

Juve Stabia – Padova (3-3): Le pagelle dei gialloblù

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Al termine di Juve Stabia – Padova finita con un pirotecnico 3-3 stiliamo le pagelle per i calciatori di casa che si fanno beffare in casa nei minuti finali della gara che a quattro minuti dalla fine conducevano per tre reti a una.

CONFENTE 5,5: Primo tempo quasi inoperoso, nella ripresa non ha colpe su i primi due goal dei bianco scudati, sul terzo indeciso sul cross avversario .

KASSAMA 5: il primo tempo svolge il compito con sufficienza, poco attento sul primo goal, si perde l’avversario sul terzo goal di rimonta dei veneti.

GIORGINI 6: non proprio la sua solita partita, poca tempestività sulle palle dall’alto , sbaglia ingenuamente il rinvio sul secondo goal degli avversari .

BELLICH 6: oggi non è stato il solito muro , sbaglia in alcuni frangenti , non legge bene lo sviluppo delle azioni .

CARISSONI 5,5: quando gioca nella sua posizione di competenza svolge il compito con attenzione, quando è stato dirottato a sinistra il Padova ne ha giovato.

MOSTI 6: il solito lavoro sporco di schermatura , ma anche ottimi inserimenti come quello dell’occasione che ha portato poi al rigore. (Dal 68’ BURNETE 6 : Entra con più voglia e si vede, va subito a contrastare gli avversari. Oggi trova anche la via del goal , di pregevole fattura, da vero centroavanti.)

CORREIA 6: La sua fisicità e i suoi strappi si vedono in mezzo al campo. Complice una botta nei minuti inziali prova a restare in campo, ma poi deve alzare bandiera bianca. (Dal 38′ PIEROBON 6: Entra in campo con il piglio giusto recuperando come al solito alcuni palloni interessanti. Il suo ritorno al 100% sarà fondamentale per la Juve Stabia che non ha usufruito finora appieno del suo dinamismo e grinta complice un problema al ginocchio, ora risolto)

LEONE 6: Oggi ha avuto una marcatura ad personam, è riuscito ad imporre le sue geometrie nonostante mancasse il supporto di Correia (uscito per infortunio). Alla distanza è venuto un po’ meno.

CACCIAMANI 6: sta svolgendo più compiti di copertura, svolti con attenzione . Con la sua uscita gli avversari hanno avuto la superiorità. (Dal 68’ RICCIARDI 5,5 : Bene quando si fa vedere in fase offensiva , poco lucido invece nella fase difensiva che non riesce a portare a termine con sufficienza.)

MAISTRO 6: anche oggi lavoro dì sciabola e di fioretto . Con i suoi spunti cerca di aprire la difesa avversaria per creare spazi per i compagni, utile anche il lavoro di interdizione . (Dal 46’ ZEROLI 6: prende la sufficienza solo per il goal, da lui ci si aspetta di più, soprattutto nel gioco offensivo .

GABRIELLONI 6,5: La condizione sta migliorando, lucido nel vedere l’inserimento di Mosti che ha portato al rigore, freddo nella realizzazione che porta la sua firma. Finisce in affanno, sostituzione tardiva . (Dal 92’ OKORO S.v.)

ABATE 5,5: Anche con la sfida di oggi il 3-5-1-1 che muta in 3-5-2 crea pochi pericoli al Padova, ma nonostante ciò si è sul 2-0. Non ha convinto con alcune sostituzioni effettuate per cambiare assetto di gioco (vedi ingresso RICCIARDI) per contrastare il cambiamento di schema effettuato dal Padova. Tardivo l’ingresso in campo di OKORO.
Come dice lo stesso Abate, la squadra non è pronta per lottare ai vertici, ma forse anche lui.

Juve Stabia – Padova, Capelli: Il mio primo gol in B ha riaperto la gara e ci ha dato la speranza per il pari

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Ci sono gol che valgono per le statistiche e gol che pesano come macigni sull’inerzia di una stagione. La prima rete in Serie B di Alessandro Capelli appartiene decisamente alla seconda categoria. È stato il suo acuto a riaccendere la luce in un pomeriggio che, dopo la rete del 3-1 di Burnete per la Juve Stabia, sembrava aver condannato il Padova.

Nel post-partita, il centrocampista analizza con lucidità i due volti della gara: un primo tempo di sofferenza e una ripresa di puro cuore.

Due tempi, due storie diverse

Capelli non cerca alibi e rende onore agli avversari per l’approccio iniziale, sottolineando però la reazione mentale dei biancoscudati.

“Sicuramente meglio noi nella ripresa. Devo dire che abbiamo incontrato una squadra veramente forte che personalmente mi ha anche impressionato. Sono stati bravi loro nel primo tempo, però penso che nel secondo abbiamo dato un segnale anche a noi stessi. Avevamo bisogno di una scintilla e portiamo a casa un punto prezioso, fondamentale per noi.”

La gioia personale e la scossa decisiva

Cercata, sfiorata (anche con una traversa in passato), e infine arrivata. La prima marcatura in cadetteria è una “piccola gioia personale” per Capelli, ma il valore collettivo supera quello individuale. È stato quel pallone in rete a cambiare la percezione della gara quando mancavano circa quindici minuti al termine.

“L’ho cercato, ci sono andato vicino tante volte,” racconta il numero 17. “Sono felice perché è stato un gol che ci ha dato speranza in quel momento e il 3-3 finale ha dato ancora più valore a questo. Sul 3-1 ci avevano un po’ tagliato le gambe, ma dopo il mio gol del 3-2 l’episodio ci ha dato qualcosa in più. Dal campo la percezione è cambiata: abbiamo capito che potevamo riprenderla”.

Il segreto dello spogliatoio: questione di “Grinta”

Cosa è scattato nell’intervallo per trasformare una squadra in difficoltà in una macchina da rimonta? Secondo Capelli, la tattica ha avuto il suo peso, ma è stato l’atteggiamento a fare la differenza.

“Abbiamo cambiato qualcosina tecnicamente e tatticamente, ma quello passa in secondo piano. Ci siamo detti di non mollare. Ritrovare il carattere, quell’atteggiamento che ci contraddistingue e che ci ha fatto fare i punti che abbiamo, è la base da cui dobbiamo partire. Prestazioni giuste magari non ti portano il risultato nell’immediato, ma alla lunga pagano”.

Il grazie ai 250 irriducibili

Nonostante il momento complesso delle ultime quattro giornate, il popolo padovano ha risposto presente anche in Campania. Capelli chiude con un ringraziamento sentito ai 250 tifosi giunti al “Menti”:

“Il loro supporto è fondamentale. Da quando sono qua, soprattutto fuori casa, i nostri non sono mai mancati. Questa cosa di non vederli mollare mai ci dà qualcosa in più. Oggi la partita era quasi andata, era difficilissima, ma grazie anche a loro siamo riusciti a riprenderla”.

Nessuna dedica pubblica specifica per il gol (“Lei sa”, si limita a dire con un sorriso riferendosi a una persona speciale), ma una certezza: questo Padova ha sette vite, e Capelli ha finalmente messo la sua firma indelebile in Serie B.

Juve Stabia – Padova, Andreoletti “La reazione di oggi vale quanto una vittoria in termini di consapevolezza”

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È una Serie B che non smette di stupire e il 3-3 andato in scena al “Romeo Menti” per la giornata n.23 ne è la prova lampante. Un Padova indomito riesce a risalire l’abisso del 3-1, strappando un pareggio preziosissimo contro la Juve Stabia di Ignazio Abate. Nel post-partita, mister Matteo Andreoletti non nasconde l’emozione per una gara che lui stesso definisce “pazza”, analizzando con lucidità una prestazione dai due volti: sofferenza tattica e cuore immenso.

La reazione contro la “migliore della classe”

Il tecnico del Padova parte rendendo l’onore delle armi agli avversari, riconoscendo la superiorità tecnica delle “Vespe” per ampi tratti del match. “Una risposta bellissima in una partita molto particolare,” esordisce Andreoletti. “Sapevamo di affrontare quella che, secondo me, è la squadra che gioca il miglior calcio della Serie B. Sono ben organizzati, ben allenati e con individualità importanti”.

Il punto di svolta, secondo l’allenatore, risiede nella tenuta mentale del gruppo: “Trovarsi sotto 3-1 contro una squadra di questo livello e avere la forza di rimontare vuol dire che i ragazzi ci hanno messo tanto cuore e tanto spirito. Queste sono le basi su cui costruire la nostra salvezza. Tecnicamente possiamo e dobbiamo fare meglio, ma l’atteggiamento è quello giusto”.

L’assetto ibrido e la chiave tattica

Stuzzicato dai cronisti sull’assetto tattico – un 4-3-2-1 fluido che spesso cambiava pelle – Andreoletti spiega le difficoltà incontrate nel arginare il palleggio gialloblù. “La Juve Stabia ti obbliga a modificare qualcosa,” ammette il mister. “Se non porti parità numerica forte in costruzione, la loro qualità di gioco ti mette in mezzo. Abbiamo strutturato un assetto ibrido per togliere loro il fraseggio. Nel primo tempo, pur difendendo basso, non abbiamo concesso troppe occasioni nitide, mentre paradossalmente abbiamo rischiato di più sulle ripartenze nella ripresa”.

Decisivi, per la rimonta, sono stati i cambi, con gli ingressi di Varas e Bortolussi che hanno alzato il baricentro e la qualità tecnica: “In questa categoria bisogna stare attaccati alle partite. Oggi abbiamo vinto con il cuore e con i cambi, chi è subentrato ha alzato il livello”.

L’obiettivo Salvezza e il “Tabù Menti”

Nonostante l’entusiasmo per la rimonta, Andreoletti mantiene i piedi ben piantati a terra riguardo agli obiettivi stagionali, distanziandosi dal percorso “sorpresa” fatto proprio dalla Juve Stabia nella stagione precedente. “Noi siamo una neopromossa molto umile, ancorata al nostro obiettivo che è la salvezza. Dobbiamo costruirla su prestazioni del genere: umiltà e capacità di soffrire”.

Tuttavia, il valore specifico di questo punto è altissimo, considerando il ruolino di marcia delle big al Menti. “Mi piacerebbe dire che vale come una vittoria, ma purtroppo in classifica è solo un punto,” sorride amaramente il tecnico, per poi sottolineare: “Però è un punto ‘da Padova’, di una squadra che non molla mai da un anno e mezzo. Qui sono passati squadroni come Venezia e Monza e nessuno ha vinto. Uscire indenni da questo campo vale tantissimo in termini di consapevolezza”.

Nessun alibi sul sintetico

In chiusura, una battuta sulle condizioni del campo e sulla pioggia che ha reso viscido il sintetico di Castellammare. Andreoletti rifiuta ogni scusa: “Non mi piace cercare alibi. I sintetici sono tutti diversi e abbiamo avuto qualche problema di stabilità, scivolando parecchio. Ma la Juve Stabia è forte per la qualità del suo gioco, non per il campo. Se qui non si vince è perché sono una grande squadra, il che rende ancora più merito alla nostra impresa”.

Juve Stabia – Padova, Gabrielloni: “Il mio gol è stata una liberazione peccato per i due punti persi”

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È stata una partita da “montagne russe” quella andata in scena al Romeo Menti per la giornata n.23 del campionato di Serie BKT 2025-2026. Il 3-3 finale tra la Juve Stabia e il Padova di mister Andreoletti lascia in eredità spettacolo e emozioni, ma un pizzico di amaro in bocca per i padroni di casa. Protagonista indiscusso della giornata è stato Alessandro Gabrielloni, freddo dal dischetto per sbloccare il match e autore di una prestazione di grande sacrificio, che nel post-partita ha analizzato con lucidità luci e ombre della prestazione delle Vespe.

La fine di un incubo personale

Per Gabrielloni, il rigore trasformato non è stato solo un numero sul tabellino, ma un vero e proprio sfogo emotivo. L’attaccante non ha nascosto le difficoltà attraversate nell’ultimo periodo:

“Il gol è stata una liberazione perché vengo da mesi difficili. Sono arrivato con tante aspettative e mi sono dovuto fermare nel mio momento migliore, ma non voglio più pensare ai problemi passati. Voglio ripagare la fiducia che tutto il club ha ed ha avuto in me, quindi voglio continuare così.”

Il rammarico per i punti persi

Se dal punto di vista personale c’è il sorriso, l’analisi del risultato collettivo è severa. La Juve Stabia, avanti nel punteggio e capace di reagire al momentaneo ritorno del Padova siglando la terza rete, ha pagato dazio su alcune disattenzioni difensive.

“Oggi abbiamo perso due punti, come a Reggio Emilia, e non deve succedere ancora,” ha ammonito Gabrielloni, sottolineando la necessità di alzare l’asticella. “Non è mancato qualcosa nel chiuderla perché dopo aver subito il 2-1 abbiamo segnato la terza rete. Forse abbiamo concesso un calcio d’angolo un po’ stupido che ha portato il 3-2 e lì la partita si è riaperta. È un po’ quello che è successo con l’Entella, ma lì ci è andata bene. Dobbiamo migliorare nella gestione della partita e della palla.”

La forza del gruppo e l’abbondanza in attacco

Nonostante il pareggio, l’attaccante ha voluto ribadire qual è il vero motore di questa squadra: il collettivo. “Il segreto della Juve Stabia è il gruppo, posso dirlo con certezza,” ha affermato, elogiando anche la spinta del pubblico del Menti.

Un tasto importante toccato dal numero 9 riguarda il reparto avanzato, ora al completo e ricco di alternative con caratteristiche diverse: “Abbiamo tutti caratteristiche diverse e il mister le mescola bene,” ha spiegato Gabrielloni. “Saremo tutti importanti in una fase in cui si giocherà tantissimo. Mi trovo bene con tutti e cerco di adattarmi alle caratteristiche di chi ho a fianco.”

Obiettivi e Futuro

Guardando alla classifica, la Juve Stabia resta in una posizione interessante. Sebbene la salvezza rimanga il dogma, l’ambizione non manca: “Se dovessimo continuare a stare in queste posizioni di classifica ovviamente verrà la voglia di capire dove potremo arrivare. C’è tanto equilibrio, tante squadre forti e noi vogliamo dire la nostra.”

Per farlo, servirà mantenere alta l’intensità, vero marchio di fabbrica della squadra, soprattutto nelle prossime due trasferte consecutive. E sul futuro personale? Gabrielloni, il cui cartellino non è di proprietà delle Vespe, sceglie la via del pragmatismo e dell’affetto per la piazza:

“Non so cosa succederà in futuro… ma nemmeno ci sto pensando. Voglio fare il massimo in questi mesi e poi vedremo. Qui mi trovo bene, abito a 500 metri dallo stadio, ho legato con tutti, ma è presto per pensare al futuro.”

La Juve Stabia si tiene stretta il punto e, soprattutto, un Gabrielloni ritrovato, pronto a guidare l’attacco verso un finale di stagione che promette scintille.

Come costruire la rilevanza di un brand con l’affiliate marketing

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L’affiliate marketing è una strategia di marketing digitale in cui un brand collabora con partner esterni (detti affiliati), che promuovono i prodotti o servizi a un pubblico specifico, guadagnando una commissione sulle vendite o sulle azioni generate. Spesso viene visto solo come uno strumento per aumentare le vendite, ma il suo vero potenziale va ben oltre: se gestito con strategia, può diventare un potente mezzo per costruire la rilevanza e la reputazione di un brand.

Non si tratta solo di ottenere conversioni immediate: l’affiliate marketing consente di rafforzare fiducia, autorevolezza e riconoscibilità, facendo percepire il brand come utile, coerente e affidabile agli occhi del pubblico. In poche parole, rilevanza per il brand. Ogni collaborazione diventa un’opportunità per raccontare la storia del brand, trasmetterne i valori e consolidare una presenza positiva su canali diversificati. Ma quali sono le logiche da fare propri, in quanto marketer, per lavorare sulla rilevanza del brand?

Scegliere affiliati coerenti con il tuo brand

Il primo passo per costruire rilevanza è collaborare con affiliati che siano davvero coerenti con l’identità del brand e con il pubblico a cui ci si rivolge. Non si tratta di avere tanti partner, ma di scegliere quelli giusti. Per farlo, è fondamentale definire chiaramente chi è il proprio target: età, interessi, valori e bisogni.

Un brand di profumi di lusso, ad esempio, dovrà collaborare con blogger e influencer di fashion e lifestyle premium, mentre un portale di scommesse online punterà su community e influencer specializzati in affiliazione siti scommesse. Un marchio tech o di software, invece, sceglierà siti di recensioni, canali YouTube dedicati ai gadget o newsletter di appassionati.
La valutazione dell’affiliato deve basarsi sull’effettivo engagement e sulla qualità dei contenuti, non solo sul numero di follower.

Creare contenuti di valore

Il secondo elemento chiave è trasformare la collaborazione in contenuti di valore, e non limitarsi a fornire link o codici sconto. La differenza tra un affiliato efficace e uno passivo sta nella capacità di raccontare il brand in modo utile o emozionante. Per farlo, è necessario fornire agli affiliati un brief chiaro sul brand, con indicazioni sui valori, il tone of voice e la unique selling proposition. Un brand di gioielli, ad esempio, può sottolineare l’artigianalità e il design dei propri prodotti, mentre un bookmaker evidenzia sicurezza, trasparenza e attenzione al gioco responsabile. I contenuti più efficaci raccontano storie concrete: recensioni approfondite, tutorial passo passo o video emozionali. Nei settori moda e beauty, influencer e blogger mostrano outfit o routine di bellezza, integrando i prodotti del brand in modo naturale. Anche nel wellness e nel fitness, tutorial e guide su esercizi o attrezzature diventano contenuti di valore, trasformando i prodotti consigliati in strumenti utili per il pubblico.

Coerenza e identità del brand

Un altro elemento fondamentale per costruire rilevanza è la coerenza della comunicazione. Ogni menzione del brand deve riflettere gli stessi valori e lo stesso stile, indipendentemente dal canale o dall’affiliato. Per raggiungere questo obiettivo, è utile creare un brand kit da condividere con gli affiliati, contenente logo, colori, font e indicazioni sul tone of voice. Fornire esempi concreti di post, titoli o recensioni aiuta gli affiliati a raccontare il brand correttamente senza snaturarlo. Il monitoraggio dei contenuti pubblicati è altrettanto importante, per verificare che le informazioni siano accurate e che il messaggio sia coerente.

Monitoraggio e ottimizzazione continua

Ma costruire rilevanza non si esaurisce con la pubblicazione dei contenuti: è fondamentale analizzare i risultati e migliorare continuamente. Non basta guardare le vendite generate dai link affiliati; bisogna considerare click, interazioni, menzioni sui social e gradimento dei contenuti.

Individuare gli affiliati che producono contenuti più apprezzati e coerenti con il brand e consolidare con loro collaborazioni a lungo termine permette di creare una rete di partner affidabili. Ogni menzione diventa così un’opportunità concreta per rafforzare la reputazione del brand.

L’affiliate marketing può essere molto più di uno strumento di vendita: se gestito con cura, permette di costruire fiducia, riconoscibilità e autorevolezza. Scegliere affiliati coerenti, stimolare contenuti di valore, mantenere coerenza nella comunicazione e monitorare costantemente i risultati sono passaggi fondamentali per una strategia concreta di brand building duratura.

Juve Stabia-Padova, Abate: Buttati 2 punti per leggerezza. Nei minuti finali serviva il coltello tra i denti

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È una conferenza stampa dai toni agrodolci, tendenti decisamente all’amaro, quella di Ignazio Abate dopo il pirotecnico 3-3 tra la sua Juve Stabia e il Padova di Andreoletti. Nella 23esima giornata di Serie BKT, le Vespe assaporano a lungo la vittoria, forti di un doppio vantaggio gestito per buona parte della gara, per poi farsi riprendere nel finale a causa di disattenzioni fatali su palla inattiva.

Un pareggio che muove la classifica ma che lascia ferite aperte nell’orgoglio del tecnico stabiese, lucido ma severo nell’analisi del post-partita.

“Stanotte non si dorme”

Non usa mezzi termini Abate per descrivere lo stato d’animo dello spogliatoio e il suo personale: “Stanotte non si dorme, questa deve essere la mentalità. Quando butti punti così bisogna essere incazzati”. Il rammarico principale nasce dalla gestione del vantaggio: “Abbiamo fatto la partita che dovevamo, con un buon primo tempo e 70 minuti in cui non abbiamo subito un tiro in porta. Ma una squadra come la nostra, quando diventa leggera dal punto di vista mentale, fa fatica. Abbiamo difeso senza la bava alla bocca”.

Il campanello d’allarme in allenamento

Il tecnico svela un retroscena preoccupante legato alla rifinitura, identificando nei calci piazzati il vero tallone d’Achille della serata: “Ieri in allenamento avevamo preso tre o quattro gol su palle inattive. Questo ci deve far riflettere: le partite si vincono in settimana. Siamo stati leggeri ieri e ce lo siamo riportati in partita oggi”. Una profezia che si è purtroppo avverata nei minuti finali, dove la Juve Stabia non è riuscita a reggere l’urto del ritorno del Padova.

I singoli: le note liete

Nonostante la delusione per il risultato, Abate ci tiene a sottolineare gli aspetti positivi e la crescita dei singoli, fondamentali in un gruppo che ha cambiato tanto. “Mi tengo stretto i lati positivi: il ritorno al gol di Gabrielloni, la rete di Zeroli e il fatto che si sia sbloccato Burnete. Sono iniezioni di fiducia importanti”.

Parole di elogio anche per il debutto di Kassama: “Ha fatto una buonissima partita, anche se deve migliorare in alcune letture, così come Ricciardi”. Il tecnico ribadisce l’identità della squadra, capace di creare e dominare per larghi tratti, ma ancora fragile nella gestione dei momenti “sporchi” del match.

Testa a Empoli

Non c’è tempo per piangersi addosso. Con il turno infrasettimanale alle porte, la Juve Stabia deve trasformare la rabbia in energia agonistica. “Speriamo che questa giornata sia da grande insegnamento” conclude Abate. “Lavoreremo in questi giorni facendo sentire il mio fiato sul collo dei calciatori per andare a Empoli ad ottenere i tre punti. Dobbiamo crescere nel gestire la fatica nei minuti finali di una gara e nel portare a casa le vittorie sporche. La strada è lunga e 15 partite sono un’infinità per cui l’obiettivo deve restare sempre la salvezza. Ho troppa esperienza e ho visto troppe cose strane nel calcio”.

Un pareggio che brucia, dunque, ma che conferma la vitalità di una Juve Stabia che gioca bene, segna, ma deve ancora imparare l’arte cinica di chiudere le partite in Serie B.

Juve Stabia – Padova: 3-3 (28′ Gabrielloni 50′ Zeroli 70′ Sgarbi 80′ Burnete 86′ Capelli 89′ Bortolussi)

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Buon pomeriggio dallo stadio Romeo Menti. Il profumo di grande calcio torna a invadere le strade di Castellammare per un sabato che promette scintille. Alle ore 15:00, riflettori accesi su Juve Stabia-Padova, sfida valevole per il 23° turno del campionato di Serie BKT 2025-2026.

Le Vespe di Mister Abate, stabilmente nei piani alti della classifica, cercano di proseguire il loro volo magico contro un Padova ferito e in cerca di riscatto dopo tre stop consecutivi. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni, con un pubblico pronto a spingere i gialloblù verso l’ennesima impresa stagionale.

Qui Juve Stabia

Non è una vigilia semplice per la Juve Stabia, che deve fare i conti con un’infermeria affollata. Pesano come macigni le assenze di Battistella (infortunato dall’inizio della stagione) e Candellone che sarà ai box per almeno un altro mese a causa di uno stiramento, e non saranno della partita nemmeno Varnier e l’ultimo arrivato Diakite.

La buona notizia riguarda il centrocampo, dove Leone riprende il suo posto in cabina di regia dopo aver scontato la squalifica. In avanti, fiducia totale al modulo che ha convinto a Reggio Emilia: Maistro agirà tra le linee per innescare l’unico terminale offensivo, Gabrielloni.

Qui Padova: Andreoletti tra dubbi e stelle assenti

Il tecnico dei veneti deve rinunciare a pezzi da novanta del calibro di Papu Gomez e Caprari, rimasti a casa e neanche convocati. Andreoletti scioglierà le riserve solo all’ultimo: resta il ballottaggio tra Fusi e una partenza dalla panchina, mentre si valuta il ritorno dal 1′ di Varas. Chi invece sembra certo di una maglia da titolare è il giovane Di Maggio, reduce dalla prova maiuscola fornita contro il Monza.

TABELLINO

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Kassama, Giorgini, Bellich; Carissoni, Mosti (68′ Burnete), Leone, Correia (38′ Pierobon), Cacciamani (68′ Ricciardi); Maistro (45′ Zeroli); Gabrielloni (93′ Okoro).
A disp.: Boer, Signorini, Dalle Mura, Mannini, Torrasi, Ciammaglichella, Dos Santos.
All.: Ignazio Abate.
PADOVA (3-4-2-1): Sorrentino; Faedo (45′ Belli), Sgarbi, Perrotta (75′ Capelli); Di Mariano (62′ Bonaiuto), Fusi, Harder, Barreca; Di Maggio (45′ Lasagna), Silva (62 Varas); Bortolussi.
A disp.: Fortin, Belli, Crisetig, Seghetti, Ghiglione, Favale, Villa, Giunti.
All.: Matteo Andreoletti.

Direttore di gara: Sig. Andrea Zanotti della sezione AIA di Rimini

Primo Assistente: sig. Alessandro Cipressa della sezione AIA di Lecce

Secondo Assistente: sig. Simone Pistarelli della sezione AIA di Fermo

IV° ufficiale: sig. Ciro Aldi della sezione AIA di Lanciano

VAR: sig. Niccolò Baroni della sezione AIA di Firenze

AVAR: sig. Emanuele Prenna della sezione AIA di Molfetta

Marcatori: 28′ Gabrielloni (r) 50′ Zeroli 70′ Sgarbi 80′ Burnete 86′ Capelli 89′ Bortolussi

Angoli: 1 – 4

Ammoniti: 1′ Perrotta 19′ Leone 47′ Fusi 91′ Ricciardi 96′ Capelli

Espulsi: –

Recupero: 3 min pt – 6 min st

Note: Terreno in erba artificiale. Giornata fredda e umida.

PRIMO TEMPO

1′ Ammonito Perrotta per una brutta entrata su Gabrielloni a centrocampo

19′ Ammonito Leone per fallo a centrocampo su Harder

26′ Rigore per la Juve Stabia: Leone serve nel corridoio Gabrielloni che protegge palla al limite e vede l’inserimento di Mosti che viene atterrato da Faedo.

28′ JUVE STABIA IN VANTAGGIO: Sul dischetto va Gabrielloni che spiazza Sorrentino per la gioia del pubblico di casa

32′ Ancora Juve Stabia, errore del Padova in uscita con Maistro che recupera palla e dal limite dell’area calcia a rete con la palla che finisce a fil di palo alla destra di Sorrentino.

38′ Correia esce per infortunio e viene sostituito da Pierobon

Il direttore di gara concede 3 minuti di recupero

47′ Carissoni serve Maistro al centro dell’area che colpisce di testa ma non riesce ad indirizzare la palla in rete

SECONDO TEMPO

La Juve Stabia sostituisce Maistro con Zeroli. Il Padova sostituisce Faedo con Belli e Di Maggio con Lasagna

47′ ammonito Fusi per fallo su Pierobon

50′ LA JUVE STABIA RADDOPPIA: Rimessa laterale di Bellich per la testa di Gabrielloni che sulla linea di fondo serve Zeroli che controlla di ginocchio e calcia a rete anticipando tutti i difensore del Padova.

54′ Ancora Juve Stabia: Kassama recupera un gran palla a centrocampo avanza e serve Gabrielloni sulla destra che gli restituisce la palla, tiro di Kassama respinta della difesa, tiro di Leone ancora ribattuto, la palla arriva a Cacciamani che calcia di prima intenzione trovando Sorrentino pronto alla respinta.

62′ Il Padova sostituisce Silva con Varas e Di Mariano con Bonaiuto

65′ Padova pericoloso: Cross di Belli sul secondo palo con la difesa della Juve Stabia che è poco attenta, ma Confente si supera sul colpo di testa di Bonaiuto, sulla respinta Lasagna ci prova due volte ma trova prima Kassama sulla linea di porta e poi Confente che gli respinge il secondo tentativo.

68′ La Juve Stabia sostituisce Mosti con Burnete e Cacciamani con Ricciardi

70′ Il Padova accorcia con Sgarbi che sugli sviluppi di un calcio d’angolo, battuto da Bonaiuto, di testa anticipa Kassama e la mette alle spalle di Confente

76′ Il Padova sostituisce Perrotta con Capelli

80′ La Juve Stabia segna ancora: Discesa sulla fascia di sinistra da parte di Carissone che avanza come un treno e mette un cross rasoterra per Burnete che controlla di destro e di sinistro a volo realizza una rete meravigliosa

86′ Padova che accorcia le distanze: Calcio d’angolo regalato da Ricciardi, sulla battuta va Bonaiuto che effettua un tiro tagliente su cui Confente si deve impegnare ma la sua respinta viene raccolta da Capelli che calcia a botta sicura trovando il varco giusto.

89′ Il Padova pareggia i conti: Cross di Varas dalla destra per la testa di Bortolussi con Kassama che non legge bene la traiettora e non riesce a liberare l’area.

Il Direttore di gara concede 6 minuti di recupero

91′ Ammonito Ricciardi per fallo su Sorrentino

93′ La Juve Stabia sostituisce Gabrielloni con Okoro

96′ Ammonito Capelli per fallo su Okoro lanciato a rete

La gara finisce in parità con le Vespe che non sono state capaci di mantenere il doppio vantaggio a dieci minuti dalla fine. Grande rammarico per l’occasione sfumata di portare a casa 3 punti che sarebbero stati fondamentali in vista della doppia trasferta ad Empoli e a Monza.

Precedenti: Juve Stabia-Padova sono 3 in campionato a Castellammare

L’ultima volta fu pari al Menti, dopo dodici anni le vespe tornano a sfidare in campionato il Padova a Castellammare

I precedenti tra Juve Stabia e Padova sono tre in campionato disputati a Castellammare e tutti in serie cadetta.

Patavini mai con il risultato pieno alle falde del Faito, due sconfitte ed un pari per i biancoscudati.

Questi i dettagli dei tre precedenti

– 2011 / 2012 – Campionato Nazionale di Serie Bwin

13 aprile 2012 – 11° giornata di ritorno: JUVE STABIA – PADOVA 2 – 0 (arbitro Gennaro Palazzino di Ciampino) doppietta di Marco SAU.

– 2012 / 2013 – Campionato Nazionale di Serie Bwin

29 settembre 2012 – 7° giornata d’andata: JUVE STABIA – PADOVA 1 – 0 (arbitro Leonardo Baracani di Firenze) Jerry Uche MBAKOGU.

– 2013 / 2014 – Campionato Nazionale di Serie B EUROBET

25 marzo 2014 – 10° giornata di ritorno: JUVE STABIA – PADOVA 1 – 1 (arbitro Francesco Borriello di Mantova) Souleymane DOUKARA (JS) e Pasquato (P).

I precedenti a Padova

Coppa Italia, Atalanta-Juventus 3-0: Palladino in semifinale, Spalletti eliminato

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L’Atalanta ha la meglio sulla Juventus nei quarti di finale di Coppa Italia andati in scena al Gewiss Stadium di Bergamo la sera di giovedì 5 febbraio 2026. I bianconeri hanno dimostrato uno strapotere tecnico e fisico davvero notevole, ma la Dea ha saputo sfruttare al meglio le poche occasioni create.

Vince dunque mister Palladino, che si impone con un risultato netto su mister Spalletti: 3-0 per i padroni di casa e semifinale della coppa nazionale conquistata.

Continuerà il percorso dell’Atalanta fino alla finalissima di Roma in programma per mercoledì 13 maggio? Qui Betlabel tutti i pronostici e le statistiche più interessanti.

Coppa Italia, Atalanta-Juventus 3-0: il racconto del match

La Juventus inizia meglio e si rende pericolosa due volte con Conceiçao: prima è bravo Carnesecchi in uscita bassa, poi la traversa lo salva sul sinistro terrificante del portoghese. I bianconeri gestiscono bene palla e ritmo, ma la Dea riesce a difendersi abbastanza alta. Il primo tempo si sblocca solo con il calcio di rigore realizzato da Scamacca, che realizza dopo il fallo di mano di Bremer ravvisato dal Var.

Nella ripresa la Juve alza il baricentro e mette sotto i padroni di casa, che faticano anche ad uscire. Gli ospiti creano un pericolo dopo l’altro con i movimenti di David e McKennie, ma l’Atalanta regge in qualche modo. Grande azione di Kalulu che si butta dentro e serve il compagno al centro, fermato però all’ultimo. Nel momento migliore per i bianconeri, la squadra di Palladino raddoppia in contropiede con Sulemana. Nel finale c’è gioia anche per Pasalic, ma il risultato è estremamente bugiardo. È comunque l’Atalanta a vincere per 3-0 e a festeggiare il passaggio del turno.

Atalanta in semifinale, Juventus eliminata

Grande vittoria dell’Atalanta, che tiene botta contro una Juventus a tratti largamente superiore e riesce ad esser più concreta nei momenti decisivi. Oltre alla qualificazione ai playoff di Champions League quindi, la squadra di Palladino riesce ad avanzare al turno successivo anche in Coppa Italia. La Dea raggiunge dunque la semifinale della coppa nazionale, la seconda negli ultimi 3 anni. Il club bergamasco attende ora la sua prossima avversaria che fuoriuscirà dalla sfida tra Bologna e Lazio in programma la prossima settimana.

Torna invece inaspettatamente a casa la Juventus, che fa la partita dall’inizio alla fine ma deve arrendersi agli episodi che la condannano. Mister Spalletti è amareggiato ma non deluso dai suoi giocatori, che sicuramente avrebbero meritato un finale diverso. Ora testa allo spareggio con il Galatasaray e al campionato.

Juve Stabia – Padova, Andreoletti: Le Vespe giocano il miglior calcio della B. Al Menti sarà una battaglia

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Mentre Castellammare attende il fischio d’inizio di sabato pomeriggio (ore 15:00), l’avversario di turno si presenta al “Romeo Menti” con l’acqua alla gola ma con grande rispetto per la rivelazione del campionato. Il Calcio Padova, ferito da tre sconfitte consecutive, cerca il riscatto in quella che Marco Andreoletti definisce senza mezzi termini una delle trasferte più insidiose della stagione.

L’elogio alle Vespe Dalla sala stampa dell’Euganeo, l’allenatore biancoscudato ha usato parole al miele per i gialloblù, riconoscendo il valore del lavoro svolto fin qui: «Andiamo ad affrontare quella che, per me, è la squadra che esprime il gioco più bello dell’intera Serie B». Andreoletti ha snocciolato i numeri impressionanti della Juve Stabia – sette risultati utili in fila e un bunker difensivo tra le mura amiche – avvisando i suoi sulle difficoltà ambientali: «Il sintetico del Menti impone ritmi furiosi. Se dovesse piovere, la palla viaggerà ancora più veloce. Loro sono aggressivi e sanno gestire il possesso, noi dovremo essere bravi a ribattere colpo su colpo».

Il momento del Padova «Le chiacchiere stanno a zero, contano solo i fatti», ha tuonato il tecnico dei veneti, riportando quanto chiesto dalla piazza dopo la delusione col Monza: grinta e sudore. Nonostante la crisi di risultati, Andreoletti vede un gruppo che non molla: «C’è amarezza, ma ci siamo allenati con la testa giusta. Dobbiamo allontanarci dalla zona playout e abbiamo le carte in regola per fare una prestazione gagliarda».

Le scelte di formazione Il Padova arriverà in Campania con qualche defezione pesante: restano ai box Papu (caviglia) e Caprari (ginocchio), mentre Pastina non figura tra i convocati per scelta tecnica. C’è però curiosità per il nuovo acquisto Giunti, arrivato dal Perugia: «Un giocatore di livello, mi ha sorpreso positivamente e sarà con noi», ha confermato il mister. Per l’undici titolare, Andreoletti ha blindato le carte ma ha garantito una maglia per Di Maggio, elogiandone l’entusiasmo, mentre l’esperto Buonaiuto dovrebbe partire dalla panchina come arma tattica a gara in corso.

Juve Stabia – Padova: Le scelte di Ignazio Abate per la sfida del “Menti”. Ecco i 23 convocati

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Tutto pronto in casa Juve Stabia per l’importante sfida casalinga contro il Padova. Al termine dell’allenamento di rifinitura odierno, il tecnico Ignazio Abate e il suo staff hanno sciolto le riserve, diramando la lista dei 23 calciatori convocati per il match valevole per la giornata n.23 del campionato di Serie BKT.

L’appuntamento è fissato per domani, sabato 7 febbraio 2025, con fischio d’inizio alle ore 15:00 nella cornice dello stadio ”Romeo Menti”.

La situazione della squadra

Non mancano le difficoltà per mister Abate, che dovrà gestire un’infermeria piuttosto affollata. All’appello mancano pedine fondamentali per lo scacchiere gialloblù: non saranno della partita Battistella, Candellone, Diakite e Varnier.

Desta attenzione anche la situazione disciplinare di Giorgini, unico diffidato tra le fila delle Vespe, che dovrà prestare particolare attenzione per non incappare in una squalifica nel prossimo turno. Nonostante le defezioni, Abate si affida al gruppo squadra che ha dimostrato finora di sapere andare oltre ogni difficoltà.

Di seguito l’elenco completo dei convocati per la sfida contro i biancoscudati:

I CONVOCATI

  • Portieri: 1 Confente, 16 Signorini, 23 Boer.

  • Difensori: 2 Ricciardi, 6 Bellich, 14 Dalle Mura, 21 Kassama, 24 Carissoni, 33 Giorgini, 76 Mannini.

  • Centrocampisti: 8 Zeroli, 10 Pierobon, 17 Ciammaglichella, 28 Torrasi, 29 Correia, 37 Maistro, 55 Leone, 77 Cacciamani, 98 Mosti.

  • Attaccanti: 7 Burnete, 9 Gabrielloni, 70 Luz Dos Santos, 90 Okoro.

Il punto sul match Si prospetta una gara vibrante al “Menti”, con la Juve Stabia chiamata a stringere i denti contro un Padova ostico. La palla passa ora al campo.

Cinque ricette regionali pasquali da preparare in casa

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Le ricette pasquali non sono semplici piatti stagionali, ma preparazioni che raccontano territori, abitudini familiari e gesti tramandati nel tempo. Ogni regione ha sviluppato piatti specifici per celebrare la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, spesso legati a simboli di rinascita e abbondanza.

In questo articolo esploriamo cinque ricette regionali pasquali molto amate, soffermandoci non solo sul risultato finale, ma anche sugli ingredienti fondamentali, sulla loro storia e su alcuni consigli pratici per realizzarle in casa con successo.

Gli ingredienti base della cucina pasquale

Molte ricette pasquali, sia dolci che salate, condividono una base di ingredienti semplici ma di qualità. Le farine, in particolare quella di grano tenero, sono centrali per impasti lievitati e frolle. La scelta della farina influisce sulla consistenza finale: una farina troppo debole rende l’impasto fragile, mentre una troppo forte può appesantirlo. Per questo è importante adattare la farina alla preparazione, soprattutto quando si lavora a mano.

Le uova sono un altro elemento chiave della cucina pasquale. Non solo sono fondamentali per gli impasti, ma spesso compaiono anche intere, come decorazione o come sorpresa all’interno delle preparazioni. Per ottenere un buon risultato, sia dal punto di vista del sapore sia della struttura dell’impasto, è imperativo che le uova siano fresche. Nei supermercati di qualità, come Bennet ad esempio, si trova un ampio assortimento di uova fresche in offerta. Questa è un’ottima soluzione quando bisogna acquistarne in grande quantità per preparare torte, lievitati e dolci pasquali.

Accanto a farine e uova troviamo formaggi, ricotta, grano cotto, zucchero, lievito e aromi naturali come agrumi e spezie leggere. Sono ingredienti comuni, ma la loro combinazione varia notevolmente da regione a regione, dando vita a preparazioni molto diverse tra loro.

Torta pasqualina ligure

La torta pasqualina è una delle preparazioni pasquali più antiche della Liguria. Si tratta di una torta salata composta da numerosi strati sottilissimi di pasta, tradizionalmente preparata senza lievito, e da un ripieno a base di bietole o spinaci, ricotta e uova intere. La versione più tradizionale prevede addirittura trentatré sfoglie, in riferimento agli anni di Cristo, anche se oggi in casa se ne preparano molte meno.

Per realizzarla con successo è importante lavorare bene la pasta, che deve risultare elastica e sottile senza rompersi. Il ripieno va ben asciugato per evitare che l’umidità comprometta la cottura. Le uova vengono inserite crude nel ripieno, creando delle cavità dove il tuorlo rimane morbido dopo la cottura. Una curiosità interessante è che la torta pasqualina veniva spesso preparata il Venerdì Santo e consumata il giorno di Pasqua, perché si conservava bene anche senza refrigerazione.

Casatiello napoletano

Il casatiello è un grande lievitato salato tipico della tradizione napoletana. Si prepara impastando strutto, farina, lievito e pepe, e farcendolo con salumi e formaggi saporiti come pecorino e provolone. La caratteristica più riconoscibile sono le uova intere incastonate sulla superficie, fermate con strisce di impasto a forma di croce.

Per prepararlo in casa è fondamentale rispettare i tempi di lievitazione, che devono essere lunghi e controllati. L’impasto deve risultare morbido ma sostenuto, in grado di reggere il peso del ripieno. Il casatiello nasce come pane della festa, pensato per durare diversi giorni, ed è tradizionalmente consumato a partire dal Sabato Santo. A differenza del tortano, una preparazione simile, le uova del casatiello cuociono con il guscio e hanno un forte valore simbolico legato alla rinascita.

Pizza al formaggio umbra

La pizza al formaggio, diffusa in Umbria ma anche nelle Marche, è un pane alto e soffice dal sapore deciso. Viene preparata con un impasto lievitato arricchito da formaggi grattugiati, in genere pecorino e parmigiano, e spesso anche cubetti di formaggio nell’impasto. La presenza delle uova contribuisce alla struttura e al colore dorato della mollica.

In casa è importante utilizzare stampi adeguati, perché l’impasto cresce molto in cottura. La lievitazione deve avvenire in un ambiente tiepido e senza correnti d’aria. Questa pizza salata viene servita tradizionalmente la mattina di Pasqua, accompagnata da salumi come coppa e salame. Una curiosità è che, nonostante il nome, non ha nulla a che vedere con la pizza classica, ma il termine indica semplicemente un prodotto da forno lievitato.

Scarcella pugliese

La scarcella è un dolce pasquale tipico della Puglia, soprattutto della zona barese. Si tratta di una pasta frolla semplice, modellata in forme simboliche come colombe, cestini o cuori, decorata con zuccherini colorati e un uovo sodo incastonato al centro. L’impasto è semplice ma profumato, spesso aromatizzato con scorza di limone o arancia.

Per prepararla in casa è importante non lavorare troppo la frolla, per evitare che diventi dura in cottura. Le uova utilizzate come decorazione vengono cotte insieme al dolce e diventano parte integrante della preparazione. Tradizionalmente la scarcella veniva regalata ai bambini come augurio di prosperità. Ogni famiglia aveva la propria forma e decorazione, rendendo questo dolce molto personale.

Pastiera napoletana

La pastiera è uno dei dolci pasquali più conosciuti della tradizione campana. È composta da un guscio di pasta frolla che racchiude un ripieno a base di ricotta, grano cotto, uova, zucchero e aromi come fiori d’arancio e agrumi. La preparazione richiede tempo e attenzione, ma il risultato ripaga ampiamente. Per ottenere una buona pastiera è fondamentale setacciare la ricotta e bilanciare bene gli aromi, che non devono coprire il gusto degli altri ingredienti. La pastiera migliora dopo qualche giorno di riposo, motivo per cui viene spesso preparata con anticipo rispetto alla Pasqua. La sua origine risale a tempi molto antichi e numerose leggende la collegano ai culti della fertilità e alla primavera.

Queste cinque ricette mostrano quanto la cucina pasquale italiana sia varia e profondamente legata al territorio. Prepararle in casa significa non solo cucinare, ma anche partecipare a una tradizione, fatta di ingredienti semplici, gesti ripetuti e sapori che tornano ogni anno.

Il flash mob anti-bullismo dell’IC San Marco Bonito Cosenza commuove e lancia un messaggio di speranza

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CASTELLAMMARE DI STABIA – L’Istituto Comprensivo San Marco Bonito Cosenza ribadisce il proprio impegno civile con un’iniziativa di forte impatto emotivo e alto valore pedagogico. La comunità scolastica si è stretta attorno a un unico, fondamentale imperativo: rompere il silenzio per costruire una cultura del rispetto.

L’evento: il corpo e la danza contro la prevaricazione
Il cuore della manifestazione è stato un intenso flash mob che ha visto protagoniste le alunne della classe 3ª E. Sotto la guida della professoressa Antonella Pignataro e con il supporto degli insegnanti di Scienze Motorie ed Arte ed Immagine, le studentesse hanno dato vita a una coreografia simbolica capace di parlare alle coscienze più di mille parole.

Il linguaggio del corpo ha scandito il messaggio centrale dell’iniziativa: “Stop al Bullismo”. Non una semplice esibizione, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti coreografata, dove ogni movimento ha rappresentato la forza della solidarietà contro l’isolamento della vittima.

Una sinergia di comunità
L’iniziativa si inserisce nel solco di una visione educativa lungimirante portata avanti dalla Dirigente Scolastica, Alessandra Savarese. Da anni, la presidenza dell’IC San Marco Bonito Cosenza promuove un modello di scuola inclusiva, intesa non solo come luogo di alfabetizzazione, ma come presidio di legalità e benessere psicofisico.

“La nostra missione è trasformare i valori del rispetto e dell’ascolto in esperienze concrete” è il principio che guida l’istituto, orientato a rendere ogni alunno protagonista attivo della propria crescita etica.

Particolarmente significativa è stata la partecipazione corale di tutto il personale. La colonna sonora che ha accompagnato l’evento è stata infatti ideata dal collaboratore Ciro Di Somma, a dimostrazione di come la lotta contro il bullismo non sia una responsabilità demandata ai soli docenti, ma un impegno che coinvolge l’intera filiera scolastica.

La prevenzione come impegno quotidiano
La giornata si è conclusa con un monito che l’istituto rivolge a tutto il territorio: la battaglia contro le prevaricazioni, fisiche o digitali che siano, si vince solo attraverso l’alleanza tra scuola, famiglie e istituzioni. Il flash mob dell’IC San Marco Bonito Cosenza non è stato un evento isolato, ma il culmine di un percorso didattico volto a fornire ai ragazzi gli strumenti per riconoscere, denunciare e contrastare ogni forma di violenza.

Perché, come sottolineato dai partecipanti al termine della manifestazione, contro il bullismo si vince solo insieme, ogni giorno.

L’ex De Francesco: “C’è margine rassicurante sulla zona playout. I tifosi devono tornare al Menti”

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Mariano De Francesco, storico ex calciatore gialloblù, è tornato a parlare del suo viscerale legame con Castellammare, offrendo un’analisi che intreccia i ricordi di un calcio d’altri tempi con l’attuale momento positivo della squadra in Serie B.

Il fascino del passato e il “peso” della maglia
De Francesco ha ricordato con emozione gli anni trascorsi sotto la presidenza Fiore, descrivendo una Castellammare dove è diventato prima “ometto” e poi uomo. Ha rievocato la tensione del prepartita, quando i calciatori potevano vedere lo stadio già pieno dalle vetrate degli spogliatoi prima ancora del riscaldamento. Tra i ricordi più vividi, ha citato compagni illustri come Nino Musella, Roberto, Celestini e De Simone, definendo quella Juve Stabia una delle più forti della storia per qualità tecnica. Ha inoltre ricordato l’incredibile passione dei tifosi, capace di portare 3.000 persone al campo anche solo per la partitella del giovedì.

L’analisi della Juve Stabia di oggi: +13 e identità tattica
Guardando al presente, l’ex centrocampista si è detto fiducioso sul percorso della squadra verso la salvezza, sottolineando come il margine di 13 punti sulla zona play-out sia rassicurante, pur avvertendo che la quota salvezza potrebbe abbassarsi verso i 41-42 punti. De Francesco ha lodato in particolare:
• Il DS Matteo Lovisa: Definito capace di costruire un “abito perfetto” per l’allenatore, gestendo con intelligenza sia il mercato estivo che quello invernale.
• Mister Abate: Apprezzato per aver cambiato il volto della squadra passando a una difesa a zona e valorizzando giocatori funzionali alle sue idee.
• La gestione societaria: Ha approvato la cessione di un difensore (Ruggero) per un milione di euro, definendola un’opportunità irrinunciabile per una società come la Juve Stabia.

Un appello alla città: “Tornate allo stadio”
Uno dei passaggi più sentiti dell’intervista è stato il disappunto per l’attuale media spettatori (circa 3.600-3.700), definita “inconcepibile” per una piazza come Castellammare in Serie B. De Francesco ha esortato i tifosi a non “imborghesirsi” e a tornare a riempire il Menti, che deve tornare a essere il 12° uomo fondamentale per spingere la squadra, specialmente in vista della fase decisiva del campionato che inizierà a marzo.

Curiosità e aneddoti
De Francesco ha infine regalato alcune perle della sua carriera:
• Si è definito un mediano “atipico”, un jolly di rottura che spesso doveva marcare avversari molto più alti di lui, come accaduto a Palermo.
• Ha ricordato la semifinale play-off a Reggio Calabria, citando la tensione nel tunnel e le minacce ricevute a fine partita.
• Ha rivelato di essere stato promosso in prima squadra dal Presidente Fiore in persona dopo una partita con la Berretti contro il Napoli.