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Carbonara day, domani festa social per i 70 anni del piatto più amato e imitato nel mondo

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(Adnkronos) – Guanciale, uovo, pecorino romano e pepe.La carbonara compie 70 anni e domani, 6 aprile, scatta il Carbonara day, celebrazione social del piatto più amato, imitato e modificato nel mondo che quest’anno verrà doppiamente festeggiato e omaggiato. Ad avere l’idea di dedicare una giornata alla carbonara, sono stati i pastai di Unione Italiana Food per onorare a colpi di battaglie culinarie tra puristi ed ‘eretici’ della ricetta, chef e appassionati di cucina o del buon cibo, questo piatto amato ovunque nel mondo tanto che l’anno scorso ne hanno parlato oltre 1 miliardo di appassionati.  “Abbiamo voluto organizzare questa ricorrenza per andare oltre l’idea di ricetta ideale.

La pasta ha così successo nel mondo – dice Margherita Mastromauro, presidente dei pastai di Unione Italiana Food – perché è buona e versatile ed esistono ottime carbonare che includono anche ingredienti ‘alternativi’.Così come il mondo, questa ricetta è bella perché è varia: l’importante è godersi il piatto, meglio se in compagnia”.

Una ricerca commissionata dai pastai di Unione Italiana Food all’Istituto Piepoli ha rivelato infatti che per 9 italiani su 10 (95%) la carbonara si mangia sempre in compagnia, soprattutto in famiglia. Per partecipare all’evento web le regole sono semplici: il 6 aprile, a partire dalle ore 12 basterà seguire gli hashtag #CarbonaraDay e #Carbonara70 e cimentarsi nella propria versione del piatto in diretta video, condividendo opinioni, foto e consigli su Instagram, Facebook e Twitter.Se poi si vuole passare dal virtuale al reale basta controllare i calendari degli eventi cittadini con Roma che la fa da padrona. Ma chi ha inventato davvero questo piatto ‘cult’ della cucina romana basato su cinque imprescindibili ingredienti?

E com’era fatto all’inizio?Una cosa è certa: la prima ricetta della carbonara pubblicata in Italia risale all’agosto del 1954 sulle pagine del periodico ‘La Cucina Italiana’ e oggi quella versione farebbe venire i capelli dritti a più di un purista.

Gli ingredienti prevedevano infatti pancetta, gruviera, uno spicchio d’aglio, uova, sale e pepe.  Quanto alle origini, una delle ipotesi è che la carbonara sia nata nel 1944 dall’incontro fra la pasta italiana e gli ingredienti della ‘Razione K’ dei soldati americani (tuorlo d’uovo in polvere e bacon).Risalendo la Penisola, i militari americani accompagnavano la ‘Razione K’ agli spaghetti per integrare la dose di carboidrati.

Altra ipotesi accreditata è che a inventare il piatto siano stati i carbonai appenninici (carbonari in romanesco), che lo preparavano usando ingredienti poveri e di facile reperibilità e conservazione.La carbonara in questo caso sarebbe l’evoluzione del piatto detto ‘cacio e ova’, di origini laziali e abruzzesi.

Un’altra ipotesi ricondurrebbe l’origine della ricetta alla cucina napoletana.Questa tesi individua in alcune ricette presenti nel trattato del 1837 Cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti una possibile origine della pietanza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente tra due autobus a Roma, almeno 8 feriti

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(Adnkronos) – Incidente tra due autobus in via Cesare Castiglioni all’altezza di via Sebastiano Vinci a Roma.Sul posto è intervenuta la polizia locale.

Almeno 8 persone sono rimaste ferite nello scontro avvenuto non lontano dalla stazione Monte Mario.Quattro persone sono state trasportate in ospedale, in codice rosso, dalle ambulanze dell’Ares 118.

Si tratta di una mamma di 31 anni con la figlia di due mesi, trasportate al Gemelli, una 49enne portata al Cristo Re e una 52enne al san Filippo Neri. Altre quattro persone, inoltre, sono state portate, in codice giallo, rispettivamente, al Cristo Re, al San Filippo Neri, all’Aurelia Hospital e al Gemelli.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gesualdo (UniBa): “E’ ora di cambiare legge su xenotrapianti in Italia”

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(Adnkronos) – “Se saranno apportate opportune modifiche alla legge 40/2004 sulla sperimentazione animale che attualmente vieta l’uso degli animali transgenici – e questo è il momento per farlo – cambierà il panorama dei trapianti.Gli xenotrapianti, l’innesto di organi animali negli esseri umani, potrebbero diventare una realtà anche in Italia entro i prossimi 5 anni.

Si potrebbe determinare un mutamento sostanziale nel campo dei trapianti, permettendo di eliminare la carenza di organi attraverso una combinazione di xenotrapianti, intelligenza artificiale, medicina rigenerativa e organi bioartificiali”.Ne è convinto Loreto Gesualdo, ordinario di Nefrologia presso l’Università di Bari e presidente della Fism, Federazione delle società medico-scientifiche italiane, che con l’Adnkronos Salute commenta la storia del primo paziente vivente al quale è stato da poco trapiantato un rene di maiale transgenico.  “Il ritorno a casa di Richard ‘Rick’ Slayman, il 62enne al quale è stato trapiantato con successo un rene di maiale geneticamente modificato lo scorso 16 marzo, rappresenta una svolta epocale – afferma Gesualdo – La notizia che il paziente sta bene è una fonte di grande gioia per tutti noi.

Questo successo rappresenta una vera rivoluzione nel campo dei trapianti, potrebbe permetterci anche in Italia di abbattere le liste di attesa e allontanare il ricorso alla dialisi”. Per questo motivo, l’Istituto di Nefrologia, Dialisi e Trapianto del Policlinico di Bari ha avviato una collaborazione con il gruppo dei chirurghi veterinari diretto da Antonio Crovace e afferente al DiMePre-J dell’Università di Bari-Aldo Moro. “Questa collaborazione – spiega il nefrologo – ha l’obiettivo di aprire nuove strutture in grado di produrre e mettere a disposizione organi di maiale per i pazienti.Tutto ciò – precisa – sarà possibile solo dopo che saranno state apportate opportune modifiche alla legge 40/2004 sulla sperimentazione animale che attualmente vieta l’uso degli animali transgenici” in Italia.  “Poiché lo xenotrapianto è una tecnica fortemente in fase di sviluppo e sperimentazione, è auspicabile – aggiunge Gesualdo – che in futuro possano essere modificate le normative vigenti per regolamentarne l’applicazione in Italia.

Pertanto, è nostro dovere investire in queste nuove applicazioni cliniche.D’altronde come possiamo progredire, arrivare alle applicazioni cliniche, senza ricerca di base?”.  Per l’esperto esiste attualmente “una zona d’ombra nella legislazione sui trapianti da animali all’uomo, dove le normative non forniscono una guida chiara e completa riguardo ai protocolli etici” e alle “responsabilità legali associate a questa pratica innovativa”. In Italia ad oggi – secondo i dati del Centro nazionale trapianti – sono in lista per un trapianto di rene circa 6mila pazienti, per un’attesa media di 3 anni e 2 mesi “durante i quali registriamo ogni anno una mortalità del 15% (pari a 900 pazienti deceduti ogni 12 mesi) in trattamento sostitutivo con dialisi.

Davvero troppi” conclude il nefrologo.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Musk fa marcia indietro, su X torna la spunta blu gratis per i vip

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(Adnkronos) –
X ripristina la spunta blu gratis per gli utenti più popolari e provoca non pochi ‘mal di pancia’ sul social tra polemiche e tentativi di eclissare il ‘bollino blu’ del web.Un anno dopo la controversa decisione di Elon Musk di rimuovere la verifica dagli account dell’allora Twitter, il social ha disposto a partire da ieri il ripristino delle verifiche blu a costo zero per gli utenti più influenti, che tuttavia in molti casi non hanno accolto con entusiasmo l’inziativa.  Una decisione che, scrive il Washingon Post, appare come un tentativo di attirare o mantenere gli account più popolari in una fase di crescente concorrenza, da Threads di Meta in primis, ma che potrebbe anche rappresentare uno sforzo per ridare lustro a un’icona che un tempo era riservata agli account di persone famose e che ora può essere acquistata da chiunque. Ma diversi utenti assegnatari del ‘bollino’ blu non hanno gradito. “Che cos’è questo contrassegno blu casuale che non ho chiesto o pagato?”, ha scritto la conduttrice di MSNBC Katie Phang. “Per essere chiari, anche se Elon mi ha imposto il marchio della bestia senza consenso o permesso, continuerò a prendere in giro le persone che hanno pagato per la spunta blu” twitta l’avvocato e commentatore politico Elie Mystal.

Alcuni utenti hanno addirittura suggerito come eclissare le spunte, tra questi c’era Timnit Gebru, un etico dell’intelligenza artificiale e fondatore e direttore esecutivo dell’istituto no-profit Distributed AI research institute. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pil Italia, Bankitalia: “Nel 2004 crescerà dello 0,6%”

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(Adnkronos) –
Il Pil dell’Italia dovrebbe aumentare dello 0,6 per cento nel 2024, dell’1,0 per cento nel 2025 e dell’1,2 nel 2026.E’ quanto prevede la Banca d’Italia nelle sue proiezioni macroeconomiche nel triennio 2024-26.

L’attività economica beneficerebbe della ripresa della domanda estera e del potere d’acquisto delle famiglie, ma condizioni di finanziamento ancora restrittive e il ridimensionamento degli incentivi all’edilizia residenziale peserebbero sugli investimenti.  Lo scenario, indica l’istituto di via Nazionale, presuppone che il contesto internazionale, seppure incerto, non comporti particolari tensioni sui mercati delle materie prime energetiche e su quelli finanziari.Si ipotizza che la domanda potenziale nei principali mercati di destinazione delle esportazioni italiane torni a espandersi nel triennio, di circa il 2,5% in media all’anno.

Sulla base dei contratti futures, i prezzi delle materie prime energetiche si ridurrebbero gradualmente nell’orizzonte previsivo.I costi di finanziamento per imprese e famiglie rimarrebbero elevati nell’anno in corso per ridursi gradualmente nel prossimo biennio.

Si stima che la crescita del prodotto, rimarca Bankitalia, rimanga contenuta nel corso di quest’anno e si rafforzi in seguito, grazie alla ripresa del reddito disponibile e della domanda estera.Rispetto alle proiezioni pubblicate in dicembre, la crescita del Pil è pressoché invariata: gli effetti positivi di ipotesi più favorevoli su prezzi delle materie prime e tassi d’interesse sarebbero in larga parte compensati dal più accentuato rallentamento dell’attività nel comparto edilizio conseguente alla progressiva rimodulazione degli incentivi alla riqualificazione energetica degli immobili. I consumi delle famiglie, indica poi l’istituto, dopo la forte diminuzione registrata alla fine del 2023, sarebbero tornati a crescere nel primo trimestre e continuerebbero ad aumentare in seguito a tassi lievemente superiori a quelli del Pil, beneficiando del recupero del potere d’acquisto.

Gli investimenti rallenterebbero marcatamente, frenati dal rialzo dei costi di finanziamento, da condizioni più rigide di accesso al credito e dal ridimensionamento degli incentivi alla riqualificazione delle abitazioni.L’effetto di questi fattori verrebbe in parte compensato dall’impulso delle misure del Pnrr.

Le esportazioni si espanderebbero in linea con l’andamento della domanda estera, mentre le importazioni crescerebbero in misura più contenuta, risentendo della debolezza della spesa per investimenti.Il saldo di conto corrente della bilancia dei pagamenti, tornato positivo già nello scorso anno, continuerebbe a migliorare, avvicinandosi al 2 per cento in rapporto al Pil nel 2026. L’inflazione in Italia diminuirebbe nettamente nel 2024, all’1,3 per cento, principalmente per via degli effetti della discesa dei prezzi dell’energia e dei prodotti intermedi.

Il venir meno di tale fattore e l’aumento delle retribuzioni ne comporterebbero una leggera risalita nel successivo biennio, all’1,7 per cento.E’ quanto prevede la Banca d’Italia nelle sue proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2024-26. Rispetto alle previsioni pubblicate in dicembre, l’inflazione al consumo è stata rivista al ribasso, soprattutto nel 2024, riflettendo principalmente una discesa dei prezzi dei beni energetici, in particolare del gas, più rapida del previsto.

Il forte ridimensionamento dell’inflazione nell’anno in corso, specifica Bankitalia, rifletterebbe principalmente il contributo negativo dei prezzi dei beni intermedi e dell’energia, solo in parte compensato dall’accelerazione delle retribuzioni (previste in aumento di circa il 3,5 per cento all’anno in media nel triennio 2024-26).L’inflazione di fondo scenderebbe al 2 per cento nella media di quest’anno e si ridurrebbe ulteriormente nel prossimo biennio. 
I rischi per l’inflazione sono bilanciati.

Secondo quanto stima la Banca d’Italia nelle sue proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2024-26, pressioni al rialzo potrebbero manifestarsi qualora un aggravarsi delle tensioni internazionali inducesse nuovi rincari delle materie prime e dei beni intermedi.Per contro, indicano da via Nazionale, la possibilità di un deterioramento dello scenario internazionale e di un impatto più marcato della restrizione monetaria potrebbero tradursi in un andamento meno favorevole della domanda con ripercussioni al ribasso su salari, margini di profitto e inflazione al consumo. L’occupazione in Italia, in forte aumento nel 2023, continuerebbe negli anni successivi a crescere, ma a ritmi inferiori a quelli del Pil.

Il tasso di disoccupazione scenderebbe lentamente portandosi al 7,4 per cento nel 2026, oltre 5 punti in meno rispetto ai picchi toccati successivamente alla crisi del debito un decennio fa. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fidenza palcoscenico urbano del Festival Via Francigena, dall’11 al 14 aprile

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(Adnkronos) – Dall’11 al 14 aprile, in occasione della 4ª edizione del ‘Francigena Fidenza Festival’ la città di Fidenza si trasformerà in un palcoscenico urbano per accogliere visitatori e turisti e per accompagnarli, attraverso un ricco programma di iniziative, verso la ‘meta sognata’, il claim di quest’anno.Organizzato dal Comune di Fidenza in collaborazione con l’Associazione Europea Vie Francigene (Aevf), con il patrocinio dell’Università di Parma, della Diocesi di Fidenza e con il contributo di Destinazione Turistica Emilia, il Festival celebra la bellezza e l’importanza della Via Francigena e dei Cammini che solcano l’Italia e l’Europa.  Fidenza, situata al centro dell’itinerario da Canterbury a Santa Maria di Leuca, è il luogo perfetto per valorizzare la Via Francigena.

Con questi presupposti è nato il ‘Francigena Fidenza Festival’ che da quattro anni anima il territorio.Molti gli appuntamenti previsti per l’edizione 2024.

La ‘matrice’ del Festival si ritrova nell’esperienza e nell’impronta dialogica declinata in ogni appuntamento, iniziativa, evento in programma: progetti per le scuole, camminate, mostre, visite guidate, convegni, degustazioni, spettacoli e musica.In quattro giorni, oltre 50 eventi per tutte le età.

Saperi e sapori: il Festival offre un’esperienza unica che unisce spiritualità, storia, cultura e natura.  “Quando abbiamo dato vita a un Festival sulla Via Francigena – dichiara Andrea Massari, sindaco di Fidenza – abbiamo fatto una scommessa puntando al massimo: fare di Fidenza un’ambasciatrice non solo dell’antica via Romea, ma di quel movimento che va sotto il nome di Turismo Slow e che rappresenta prima di tutto un modo di viaggiare incentrato sulla ricerca di un’esperienza immersiva e pienamente sostenibile.Era la seconda scommessa lanciata su questo tema – spiega il sindaco – la prima si chiama Candidatura Unesco della Via Francigena partita proprio da qui nel 2015 ed ora nel pieno del suo lungo cammino.

Giunti alla quarta edizione direi che il Festival vive grazie ad una formula vincente che abbiamo messo a punto e che ci consente di attrarre ogni anno un pubblico significativo.Al Francigena Fidenza Festival prima di tutto si cammina, si può incontrare chi cammina per passione o chi ha fatto del turismo lento la propria professione; poi si possono approfondire gli aspetti storici, religiosi, filosofici, ambientali, turistici e sociali legati alla prima grande ‘autostrada’ che collegava l’Europa, da Canterbury a Roma e poi giù fino alla Terra Santa.

Il tutto passando per…Fidenza!”  Fidenza ha un ruolo focale nella valorizzazione della Via Francigena, essendo collocata al centro dell’itinerario che parte da Canterbury e arriva a Santa Maria di Leuca. “Cercare di raggiungere la meta sognata – afferma Maria Pia Bariggi, assessore alla Cultura del Comune di Fidenza e al progetto ‘Via Francigena’ – è proprio di tutti coloro che camminano, pellegrini e turisti.

In ogni caso si tratta di persone che ricercano esperienze nuove e diverse dal quotidiano, allontanandosi da quanto è consueto e banale.In questo caso il cammino è opportunità di cambiamento”.  Il Festival ha ricevuto il riconoscimento della media partnership da Rai Cultura e Rai Radio Kids; dall’agenzia di stampa Adnkronos; dal quotidiano Corriere della Sera; dai magazine online Economy e Affari Italiani.

Inoltre, è sostenuto dagli sponsor: Confartigianato Imprese, Superborgo Conad, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Gas Sales Energia, Oasi del Gusto, Badia.  Francigena Fidenza Festival ospiterà per l’edizione 2024 numerose personalità del mondo della cultura, tra cui lo storico e scrittore Alessandro Barbero; lo storico dell’arte Arturo Carlo Quintavalle; lo storico della fotografia Paolo Barbaro; Aldo Colonetti, filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura; Marco Ferreri, noto architetto e designer, Compasso d’Oro alla Carriera; Marilena Sassi, artista contemporanea; la pittrice, ballerina e scrittrice Simona Atzori; il conduttore televisivo, nonché sceneggiatore, scrittore, regista, attore Pierfrancesco Diliberto in arte Pif; l’attore e drammaturgo Giovanni Scifoni e la giornalista Cecilia Sala.  Il Francigena Fidenza Festival avrà inizio giovedì 11 aprile, alle ore 17.00, presso il Teatro G.Magnani, a Fidenza, con i saluti istituzionali.

Sarà anche l’occasione per assegnare il ‘Francigena Fidenza Award’, il premio giornalistico conferito per il merito, la passione, la voglia di scoprire e di comunicare profusi nel lavoro, ideato da Rossana Tosto (ore 18.00).Seguirà la visita alla Cattedrale (18.30).

Alle ore 21.00 si terrà la conferenza ‘I pellegrinaggi armati’ con Alessandro Barbero.Un appuntamento da non perdere per gli appassionati di storia e tutti coloro che sono curiosi di scoprire le radici della nostra cultura, attraverso i racconti di uno dei più illustri storici italiani del Medioevo.  Sono tre le mostre in programma, tutte ispirate alla centralità delle cattedrali – sede di cattedra, pievi o santuari naturali.

La prima a essere inaugurata, giovedì 11 aprile, sarà “Le Cattedrali dell’anima”, di Marilena Sassi (Casa Cremonini ore 18.30), in cui si esprime la sensibilità sofferta del genere femminile e che trova spazio nelle navate delle cattedrali.Attraverso una serie di opere su carta, due grandi teleri e installazioni, l’artista cerca di definire un percorso ideale e immaginario nei luoghi e negli spazi delle cattedrali più importanti in Europa.

Per i visitatori, l’invito a partecipare a un’esperienza “mistica”, legata fortemente non solo ai simboli medioevali della natura nell’arte gotica, ma soprattutto al mondo cristiano, che ha espresso, nella concezione dell’homo viator, del viaggiatore, il simbolo della ricerca spirituale.Visitabile dall’11 al 28 aprile.  Venerdì 12 aprile con Aldo Colonetti, Marco Ferreri e Mons.

Sergio Massironi.Sarà presentato “Design_Viandante” (Chiesa S.

Michele alle ore 10.30), il prototipo di un albergo diffuso per i pellegrini di oggi, disegnato da Marco Ferreri, Compasso d’Oro alla Carriera, in grado di rendere razionale ed efficiente l’ospitalità, con arredi declinati con materiali naturali nel segno della sostenibilità e dell’economia circolare, realizzati da sei importanti designer: Lorenzo Damiani, David Dolcini, Giulio Iacchetti, Raffaella Mangiarotti, Donata Paruccini, Paolo Ulian.  Venerdì 12 aprile, alle ore 17.30, presso l’Oratorio della Chiesa di San Giorgio, sarà inaugurata la mostra “Il faro di Bruno Vaghi sul Duomo”.La mostra comprende una esposizione fotografica lungo la navata e riproduce particolari della narrazione scultorea della facciata del Duomo di Fidenza.

Nella stessa occasione, si svolgerà la conferenza “Fidenza 1964: il Duomo illuminato”, tenuta dal prof.Carlo Arturo Quintavalle, celebre critico d’arte, e dallo storico della fotografia, prof.

Paolo Barbaro dell’Università di Parma.Nel 1964 Bruno Vaghi, titolare del maggiore atelier di Parma, fotografa di notte, grazie alla luce artificiale, la facciata del Duomo di Fidenza: il totale, i dettagli scolpiti, pezzo per pezzo.Fotografo e cineasta, vicino al secondo futurismo, porta luci elettriche con cui inventa tagli nuovi, punta i fari, qualche volta li muove come a spennellare sulle superfici, anima le figure di pietra come in un montaggio da film espressionista.

Riprende anche con grandi lastre negative in bianco e nero, 18×24 centimetri, capaci di restituire ogni minimo dettaglio, una definizione che regge ingrandimenti straordinari.Da queste lastre, ora conservate presso la Sezione Fotografia del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, sono tratte le immagini in grande formato di questa esposizione, accompagnate da testi di Paolo Barbaro, Arturo Carlo Quintavalle, Vittorio Savi.

Visitabile dal 12 al 28 aprile.  Sabato 13 aprile (presso il Municipio, piazza Garibaldi, ore 16.30) inaugurazione della mostra fotografica collettiva “Dal Po a Luni”, che percorre i santuari, autentici templi della natura.Il progetto racconta un territorio, quello emiliano-lunense legato da migrazioni e commerci ancora vivi oggi lungo l’asse Po-Tirreno, un “viaggio fluttuante” che dal fiume arriva fino al mare.

Le fotografie esposte sono la sintesi di un’ampia ricerca fatta da diversi fotografi appartenenti ai gruppi: GF Color’s Light Colorno–APS, Circolo fotografico Ardola e Lunigiana World, che hanno cercato le luci migliori e gli angoli più affascinanti di questo territorio.All’inaugurazione sarà presente Gigi Montali, presidente di Color’s Light, che illustrerà le suggestioni che hanno guidato la scelta delle immagini.

Visitabile dall’11 al 14 aprile.  Come per la precedente edizione, anche quest’anno il Francigena Fidenza Festival dedica un’attenzione particolare alle scuole di ogni ordine e grado, con numerosi progetti.Laboratori teatrali per bambini (da 5 a 10 anni) sono in programma sabato e domenica: attraverso il “gioco” del teatro i partecipanti scoprono, divertendosi, l’emozione del viaggio e della scoperta.

Per la scuola primaria, “Siamo nati per camminare”, per favorire la conoscenza e la padronanza del territorio urbano.Gli alunni delle scuole medie illustrano luoghi e monumenti agli studenti della scuola primaria.

Per la scuola secondaria di primo grado il progetto “Ciceroni si diventa”: gli studenti, preparati in aula da esperti, illustrano durante le giornate del Festival, le significanze architettoniche e culturali di Fidenza.  Agli studenti del biennio della scuola secondaria di secondo grado è dedicato il progetto “Walking Learning” che prevede lo studio, da parte degli studenti, della storia e delle tradizioni della Francigena, la lettura delle mappe del territorio e la visita guidata nella località di Castione Marchesi.Infine, “Mercati di conoscenza”, per gli studenti del triennio della scuola secondaria di secondo grado, per favorire lo scambio culturale tra istituti scolastici sulla Via Francigena.

La testimonianza di Simona Atzori, nota pittrice e ballerina classica, costituisce l’appuntamento di punta: l’artista dialogherà con gli studenti sui temi della disabilità e dell’inclusione, raccontando la propria esperienza. Venerdì 12 aprile “Camminare in Emilia-Romagna 2024.Proposte ed esperienze lungo i Cammini e le Vie di Pellegrinaggio del circuito regionale”, organizzato in collaborazione con Apt Servizi Emilia-Romagna (ore 15.00 Ridotto Teatro G.

Magnani).Sabato 13 aprile “I trent’anni della certificazione della Via Francigena ad ‘Itinerario culturale del Consiglio d’Europa’ (1994 -2024).

Verso la certificazione Unesco” (ore 10.00 Teatro G.Magnani).

Il convegno è promosso da Comune di Fidenza e AEVF in collaborazione con l’Università di Parma.Intervengono autorevoli relatori: Carlo Mambriani (Università di Parma), Christian Schülé (Gruppo tecnico candidatura Unesco Via Francigena), Michael Jakob (Politecnico di Losanna), Simone Splendiani (Università di Perugia), Anna Trono (Università del Salento), Jacopo Caucci von Saucken (Università di Firenze).

Modera Rita Messori dell’Università di Parma.  Il Festival si articola nei diversi luoghi di aggregazione della città: Teatro G.Magnani, Casa Cremonini, Chiesa Oratorio di S.

Giorgio, il Cortile del Municipio e la tensostruttura “Met@”, allestita in piazza Garibaldi che sarà il fulcro per attività, conferenze, incontri, letture, musica, dialoghi e degustazioni.Banda “Città di Fidenza” (13 aprile ore 17.30 piazza Grandi) – “InCanti sulla Via Francigena”, corale di S.

Margherita (13 aprile ore 19.00 presso “Met@”, la tensostruttura in piazza Garibaldi) – “Fra, San Francesco la superstar del Medioevo”, con Giovanni Scifoni (13 aprile ore 21.00 presso il Teatro G.Magnani) – “Me, Pek Barba” (13 aprile ore 22.00 presso “Met@”, la tensostruttura in piazza Garibaldi) – “Clown in libertà” e Cantagiro a cura di Teatro Necessario (13 aprile ore 11.00 e ore 17.00, domenica 14 aprile ore 12.00 e ore 17.00 per le vie del centro).  Numerosi gli incontri in cartellone al Francigena Fidenza Festival: “Prenditi un libro” – Condivisione di libri e di cammini (11-14 aprile, ore 10.00-19.00 tensostruttura “Met@” in piazza Garibaldi); “Riflettere sul passato, agire nel presente” a cura di Anpi Fidenza (12 aprile ore 11.00 tensostruttura “Met@” in piazza Garibaldi.

Riservato alle scuole). “Un viaggio verso la consapevolezza e la gioia interiore” con Simona Atzori (12 aprile ore 11.00 Teatro G.Magnani, riservato alle scuole) – “L’erba di nessuno.

La poesia di Enrico Testa”, incontro con l’autore a cura di Loc – Libera Officina Culturale (12 aprile ore 21.00 presso MyCinema Fidenza). – “Il grido interiore: la consapevolezza di noi stessi attraverso la poesia.A partire da Chandra Livia Candiani”, con Enrico Testa e Anna Barilli a cura di Loc – Libera Officina culturale (13 aprile ore 11.00 presso ottica Angela). – “La Via di Francesco” con Gigi Bettin (13 aprile ore 16.00 tensostruttura “Met@” in piazza Garibaldi) – Incontro con Pif – Pierfrancesco Diliberto (13 aprile ore 17.00 tensostruttura “Met@” in piazza Garibaldi) – “Cammino sulla Francigena Emiliano Lunense” (14 aprile ore 16.00 tensostruttura “Met@” in piazza Garibaldi). – Incontro con la giornalista Cecilia Sala (14 aprile ore 18.00 tensostruttura Met@ in piazza Garibaldi).  Sono quattro le visite guidate alla Cattedrale, una per ciascuna giornata del Festival (11 aprile ore 18.30; 12 aprile ore 17.30; 13 aprile ore 17.30, 14 aprile ore 17.30), guidate da Alessandra Mordacci, direttrice del Museo diocesano di Fidenza.

Esposizione di prodotti d’eccellenza gastronomica della Lunigiana a cura della Comunità del Cibo del Crinale.Cortile del Municipio, Piazza Garibaldi (ore 12.00 sabato 13 e domenica 14 aprile). “Vanitas Market”: lo streetmarket dedicato al riciclo e all’autoproduzione artigianale nella moda e nel design, composto da espositori selezionati provenienti da tutta Italia.

Piazza Garibaldi (ore 10.00-19.00 sabato 13 e domenica 14 aprile).  Degustazioni di prodotti tipici (Tensostruttura “Met@, Piazza Garibaldi) (ore 12.00 sabato 13 e domenica 14 aprile).Camminate al Santuario di Montemanulo (12 aprile ore 7.30), dalla Pieve di Cusignano a Santa Maria del Gisolo con colazione all’Osteria delle Pieve.

Lenti alla meta (12 aprile 14.15), Staffetta, prima tappa, da Piacenza a Fiorenzuola d’Arda; escursione aperta al pubblico, da Roveleto di Cadeo.Siamo nati per camminare (12 aprile ore 9.00), camminata con gli studenti della scuola primaria.

Percorsi a piedi per raggiungere le rispettive sedi scolastiche.Walking Learning (12 aprile ore 9.00), lungo la Via Francigena a Castione Marchesi; ritrovo alla stazione FS di Fidenza.

C’era una volta un castello (12 aprile ore 15.00-19.00), ritrovo al Castello di Costamezzana fino a Cella e ritorno.Ristoro al rientro.

Peregrinando al Castello di Bargone (13 aprile ore 8.30), camminata nelle terre del Feudo Pallavicino con colazione al sacco.Ritrovo a Bargone presso il Bar Colombaia.

Lenti alla meta (13 aprile ore 7.30), Staffetta, seconda tappa: da Fiorenzuola d’Arda a Fidenza.Escursione aperta al pubblico sull’intera tratta (pranzo al sacco).

Per i boschi di Fornio (13 aprile ore 16.00), camminata lungo lo Stirone; ritrovo al parcheggio di fronte all’Osteria di Fornio.Lenti alla meta “Maratona” (14 aprile ore 7.30), da Fidenza a Fornovo, ritrovo in Piazza Garibaldi, Fidenza.

A piccoli passi (14 aprile ore 10.00), a piedi lungo la ciclabile Fidenza-Salsomaggiore; ritrovo nel parcheggio della Scuola Verde di Fidenza, Via Caduti di Cefalonia.Fidenza, capitale culturale della Via Francigena Fidenza si propone come la ‘capitale culturale’ della Via Francigena, fungendo da laboratorio per lo sviluppo e la crescita al servizio di tutti i Cammini italiani ed europei.

Questa missione mira alla valorizzazione dei siti della Via Francigena presenti a Fidenza e nei dintorni, con particolare attenzione all’asse regionale della Via, promuovendone la conoscenza e la diffusione lungo l’intero percorso millenario. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Premio Strega, dozzina a maggioranza rosa: in gara Di Pietrantonio e Valerio

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(Adnkronos) – Al via la gara della LXXVIII edizione del Premio Strega con la selezione ufficiale della dozzina a netta prevalenza femminile (le scrittrici sono, infatti, sette).  A sfidarsi per entrare nell’ambita cinquina dei finalisti che verrà proclamata mercoledì 5 giugno al Teatro Romano di Benevento, saranno: Sonia Aggio con “Nella stanza dell’imperatore” (Fazi), proposto da Simona Cives; Adrián N.Bravi con “Adelaida” (Nutrimenti), proposto da Romana Petri; Paolo Di Paolo con “Romanzo senza umani” (Feltrinelli), proposto da Gianni Amelio; Donatella Di Pietrantonio con “L’età fragile” (Einaudi), proposto da Vittorio Lingiardi; Tommaso Giartosio con “Autobiogrammatica” (minimum fax), proposto da Emanuele Trevi; Antonella Lattanzi con “Cose che non si raccontano” (Einaudi), proposto da Valeria Parrella; Valentina Mira con “Dalla stessa parte mi troverai” (Sem), proposto da Franco Di Mare; Melissa Panarello con “Storia dei miei soldi” (Bompiani), proposto da Nadia Terranova; Daniele Rielli con “Il fuoco invisibile.

Storia umana di un disastro naturale” (Rizzoli), proposto da Antonio Pascale; Raffaella Romagnolo con “Aggiustare l’universo” (Mondadori), proposto da Lia Levi; Chiara Valerio con “Chi dice e chi tace” (Sellerio), proposto da Matteo Motolese; Dario Voltolini con “Invernale” (La nave di Teseo), proposto da Sandro Veronesi. La selezione della dozzina, che è avvenuta tra le 82 opere proposte quest’anno dagli Amici della domenica, come si chiamano per tradizione i 400 votanti dello Strega, è stata annunciata oggi nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano a Roma.La scelta è stata compiuta dal Comitato direttivo del premio composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Dacia Maraini, Melania G.

Mazzucco, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine.  Nella serata finale, che si terrà giovedì 4 luglio, come di consueto nel giardino del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e in diretta televisiva su Rai 3, sarà ripristinato lo scrutinio dal vivo degli ultimi cento voti espressi dalla giuria. “Le opere presentate quest’anno al premio Strega dagli Amici della Domenica offrono un panorama frastagliato e contraddittorio, ma esaustivo, sulla narrativa contemporanea in lingua italiana – ha spiegato Melania G.Mazzucco, presidente del Comitato direttivo – Abbondano le narrazioni oblique e non finzionali, composite, di taglio saggistico, memoriale o confessionale.

Ma ritorna il romanzo d’impianto più classico, sia d’ambiente contemporaneo sia storico, con una lingua media, spesso intarsiata di dialetto, e un ritmo rapido, talvolta adattato alla serialità televisiva.All’opposto, svariate scritture sperimentali propongono impervie esperienze di lettura, in polemica e apprezzabile attitudine di resistenza alla prepotenza delle mode e del mercato”. Cambia il numero dei votanti del premio Strega che passano da 660 a 700.

Questa una delle novità annunciate oggi al Tempio di Adriano di Roma durante la presentazione della dozzina.I votanti cambiano per via dell’aumento dei voti collettivi dei circoli di lettura delle Biblioteche di Roma (che passano da 15 a 20) e degli Istituti italiani di Cultura nel mondo (da 30 a 35) che contribuiscono alla formazione della giuria esprimendo ciascuno 7 votanti, per un totale di 245 studiosi, traduttori e appassionati della nostra lingua e letteratura residenti all’estero.

Tra i nuovi Amici della Domenica, poi, ci sono Roberto Andò, Alessandro Baricco, Anna Bonaiuto, Giulia Caminito, Giordano Bruno Guerri, Mauro Mazza, Antonella Polimeni, Loretta Santini e Roberto Vecchioni. Gli aventi diritto di voto sono così suddivisi: 400 voti degli Amici della domenica, 245 voti dall’estero, 25 voti collettivi espressi da scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, 30 voti di lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria. I libri in gara concorreranno alla undicesima edizione del Premio Strega Giovani e saranno letti e votati da una giuria composta da oltre mille studentesse e studenti provenienti da 106 scuole secondarie superiori in Italia e all’estero.La proclamazione del libro vincitore si terrà in giugno. Anche quest’anno gli autori candidati e finalisti del Premio Strega parteciperanno allo Strega Tour: 26 tappe in tutta Italia e una all’estero, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, in cui potranno incontrare i lettori.

Nei mesi di aprile e maggio, inoltre, presso la Casa delle Letterature di Roma, presenteranno al pubblico i loro romanzi. L’illustrazione del Premio è di uno dei più noti artisti attivi nella moda e nell’editoria, Andrea Tarella, la cui Strega d’autore allestisce un immaginario composito di idee, storie e personaggi germoglianti da una testa immersa in un sogno notturno.  Il Premio Strega è il riconoscimento letterario promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento, con il sostegno di Roma Capitale e Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con Bper Banca, media partner Rai, sponsor tecnici Librerie Feltrinelli e Sygla.  Presentata oggi anche la dozzina del Premio Strega Poesia 2024.Alla seconda edizione sono stati 144 libri presentati.

Il Comitato scientifico del Premio Strega Poesia – composto da Maria Grazia Calandrone, Andrea Cortellessa, Mario Desiati, Elisa Donzelli, Roberto Galaverni, Vivian Lamarque, Valerio Magrelli, Melania G.Mazzucco, Stefano Petrocchi, Laura Pugno, Antonio Riccardi e Gian Mario Villalta – ha scelto le dodici opere che accedono alla selezione della cinquina, che verrà annunciata nel mese di maggio. Questa la dozzina selezionata: Alida Airaghi con “Quanto di storia” (Marco Saya), Alessandro Anil con “Terra dei ritorni” (PordenoneLegge-Samuele Editore), Gian Maria Annovi con “Discomparse” (Aragno), Daniela Attanasio con “Vivi al mondo” (Vallecchi Firenze), Alessandro Baldacci con “Il dio di Norimberga” (Pequod), Antonio Bux con “Mappe senza una terra” (RP libri), Roberto Cescon con “Natura” (Stampa 2009), Stefano Dal Bianco con “Paradiso” (Garzanti), Giovanna Frene con “Eredità ed Estinzione” (Donzelli), Rosaria Lo Russo con “Tande” (Vydia Editore), Tommaso Ottonieri con “Cinema di sortilegi” (La Vita Felice), Enrico Testa con “L’erba di nessuno” (Einaudi). —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formazione, Locatelli: “Sostenere inclusione e valorizzazione dei talenti”

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(Adnkronos) – “Vorrei salutare il rettore dell’Università degli studi di Torino e tutte le persone che hanno organizzato questo evento e che si stanno impegnando per portare avanti i temi dell’inclusione nei prossimi mesi, come il presidente di Angi – Associazione Nazionale Giovani Innovatori Gabriele Ferrieri e tutti voi per la collaborazione per questo importante segnale di voler tracciare un futuro migliore per ogni individuo”.Lo ha affermato il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, in un video-messaggio in occasione dell’evento di presentazione del master accademico ‘D-Esg e Responsabile d’Impatto’ che si sta svolgendo oggi a Torino.  “Stiamo andando esattamente in questa direzione.

Quest’anno, a ottobre, si svolgerà il primo G7 mondiale della storia sul tema dell’inclusione e della disabilità.Uno dei punti fondamentali che andremo a trattare con le potenze economiche mondiali sarà proprio il tema dell’inclusione lavorativa, ma in un’ottica diversa da quella che si è sempre considerata negli ultimi anni.

Un passaggio da quello che era ‘assistenzialismo’ ad un sistema che valorizzi le competenze e i talenti di ogni singolo individuo”, ha continuato Locatelli. “Sono profondamente convinta che nel nostro paese, le nostre comunità abbiano bisogno di tutti.Nessuno escluso.

Dobbiamo quindi avere la capacità di saper investire sugli altri, dare occasioni e offrire davvero delle opportunità in base alle capacità di ogni persona.Un grande impegno che, se condiviso da tutti, istituzioni, enti del terzo settore e anche mondo privato e singoli cittadini, può davvero fare la differenza”, ha concluso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Pichetto: “Transizione green impossibile senza sviluppo”

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(Adnkronos) – “La transizione green non è possibile senza sviluppo economico.Se si supera la vecchia visione statica – con la contrapposizione fra ambiente e sviluppo – e si va verso una multidisciplinare, che unisce le sfere economiche, sociali e ambientali”, ci si muove in direzione di “un progetto pragmatico che rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale che guarda al comparto produttivo come motore trainante per un futuro green”.

Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’evento di presentazione del master accademico ‘D-Esg e Responsabile d’impatto’ che si sta svolgendo oggi a Torino, portando i propri saluti e ribadire l’impegno del governo sulla sostenibilità, la responsabilità d’impresa e il sostegno al comparto produttivo verso un futuro green. “Lo sviluppo consente anche ai cittadini di poter permettersi scelte green – continua il ministro – creare, ad esempio, le condizioni perché anche in Italia possa diffondersi la mobilità elettrica privata, oggi troppo costosa rispetto ai motori a combustione.Perciò il governo sostiene fortemente le imprese con bonus colonnine (40% spese ammissibili), voucher digitalizzazione e circa 40 miliardi del Pnrr dedicati alla digitalizzazione, etc.

Gli incentivi dello Stato e la promozione criteri Esg sostengono la competitività delle imprese italiane in Europa e nel mondo”. “La transizione – ricorda – è un’opportunità storica.Vince chi arriva primo e meglio adotta i criteri green”. Peraltro, rivendica il ministro, l’Italia “primeggia in economia circolare.

Tema che molto opportunamente fa parte di questo Master”. “Il rafforzamento del tessuto sociale e l’avvicinamento delle imprese a tutti gli stakeholder – conclude Pichetto Fratin – sono essenziali per lo sviluppo sostenibile.Competitività, competenze e innovazione pertanto sono elementi cardine per lo sviluppo e ci auguriamo lo siano anche per i tanti giovani che si apprestano a questo importante master”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Camilla e le ‘follie’ di Carlo: “Il pranzo? Grazie a lei non lo salta più”

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(Adnkronos) –
Camilla è riuscita a far cambiare a Carlo le sue abitudini alimentari.A trent’anni dal loro primo incontro, la regina ha convinto il re a non saltare più il pranzo, abitudine che il sovrano aveva assunto da alcuni decenni per dedicarsi con maggiore concentrazione al lavoro.

Secondo quanto scrive la biografa reale Sally Bedell Smith nel suo blog ‘Royals Extra’, Camilla ha incoraggiato il re a invertire la regola alimentare di una vita per aiutarlo a star meglio, ora che è in cura per il cancro.  E’ noto da tempo che Carlo salti il pranzo per non avere distrazioni dalla sua fitta agenda di impegni, tuttavia, l’Express, citando il blog dell’esperta reale americana, riferisce che Camilla lo ha incoraggiato a smettere di saltare completamente i pasti. “La regina – afferma la Bedell Smith – ha svolto il doppio ruolo di rappresentare il re negli impegni in Gran Bretagna e di occuparsi del benessere del marito a casa.Non diversamente dalla regina Mary, tiene d’occhio suo marito e sa come consigliarlo quando è necessario.

Dopo decenni passati a saltare il pasto di mezzogiorno per dedicare più lavoro alle sue giornate impegnative, mi è stato detto che re Carlo III sta pranzando”. Si dice che l’abitudine di saltare il pranzo derivi dalla natura maniacale con cui il monarca affronta il lavoro.Il suo ex addetto stampa Julian Payne aveva raccontato al Mirror che il suo staff doveva trovare soluzioni alternative al pranzo per garantire che il re avesse abbastanza energia per affrontare le sue lunghe giornate lavorative. “Il re non pranza – aveva detto -, quindi, una delle prime lezioni che ho imparato, quando ero in viaggio con lui, è stata quella di fare una colazione abbondante o portare qualche barretta”.  “La giornata lavorativa del re è piuttosto incessante.

Comincia con i titoli dei notiziari radiofonici e una colazione a base di macedonia di frutta di stagione e semi con tè”, ha raccontato l’ex collaboratore.Da ambientalista impegnato qual è, Carlo vuole ridurre al minimo l’impronta di carbonio della sua dieta e nel 2021 ha dichiarato alla Bbc che per la maggior parte della settimana opta per pasti a base vegetale. “Per anni – disse il re – non ho mangiato carne e pesce se non due volte alla settimana e mangio latticini soltanto una volta alla settimana”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il Ponte Musicale da Castellammare a Dublino – Terza Edizione del premio “Michele Esposito Musicista e Compositore”

L’evento è stato un omaggio al grande compositore e musicista stabiese Michele Esposito, e si è tenuto al teatro Supercinema di Castellammare di Stabia nella serata del 4 aprile 2024.L’ evento, alla sua terza edizione, è stato organizzato dall’Archeoclub di Castellammare di Stabia per omaggiare il grande musicista Michele Esposito, vanto della Città delle acque.

Scopo della manifestazione quello di far conoscere sempre più l’opera di un artista idolatrato in Irlanda, famoso nel mondo, ma ancora poco conosciuto in patria.Nonostante la città nel 1955, centenario della nascita dell’illustre stabiese, gli abbia dedicato una strada e collocato un busto in memoria sul lungomare.

A presentare le performance la prof.ssa Annamaria Farricelli del Direttivo dell’Archeoclub di Castellammare:

“Oggi in questo teatro si sta facendo la storia – ha affermato – perché è la prima volta che si tiene un concerto del Maestro Esposito nostro concittadino qui a Castellammare”

“E un giorno potrete dire: “Io c’ero”.La prof.ssa Farricelli ha narrato poi la vita avventurosa del musicista stabiese, una storia esemplare di perseveranza ed ingegno non comuni.

MICHELE ESPOSITO.

UN INNATO TALENTO

Nato a Castellammare in Via Marina (oggi Via Bonito) nel 1855, Michele Esposito non ebbe un’infanzia facile, perché apparteneva ad una modesta e numerosa famiglia.Nonostante ciò, grazie alla sua tenacia e al suo innato talento, riuscì a diplomarsi giovanissimo presso il Conservatorio di Napoli e ad ottenne significativi riconoscimenti.

Trasferitosi a Parigi poi a Dublino, fondò in Irlanda la “Dublin Orchestral Society”, e una casa editrice, componendo opere famose suonate in tutto il mondo.

GLI ALUNNI DEL LICEO SEVERI

Ad aprire il concerto gli allievi del Liceo ”F.Severi” Sezione Musicale di Castellammare, che si sono esibiti in uno spettacolo di alto livello, accompagnati dalla pianista Annalisa Monticelli.

Tante le esibizioni degli alunni, che si sono cimentati nel canto, suonando il pianoforte o il violino, evidenziando particolare bravura.In rappresentanza della dirigente Scolastica del Liceo Severi, prof.ssa Elena Cavaliere, erano presenti i docenti di strumento musicale Giuseppe D’Antuono e Ilario Ruopolo.

IL PRESIDENTE DELL’ARCHEOCLUB

Il Presidente dell’Archeoclub di Castellammare, Massimo Santaniello, ha poi ringraziato gli sponsor dell’iniziativa e i presenti all’evento, soprattutto le artiste irlandesi per l’omaggio al Maestro.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Ciro Massa, direttore artistico dello spettacolo, che con perizia e competenza ne ha curato l’allestimento.Ciro Massa è stato premiato con una targa dal Presidente dell’Archeoclub per il suo impegno a livello territoriale nel promuovere il teatro, gli spettacoli e gli eventi per preservare le attività del Teatro Supercinema.

Anche le due famose artiste irlandesi hanno ricevuto una targa in ricordo di questa terza edizione del premio Michele Esposito.Per i giovani musicisti del “Liceo Severi” di Castellammare Santaniello ha auspicato una crescita artistica esponenziale e un radioso futuro lavorativo nel nostro territorio.

LE CONCERTISTE DI FAMA INTERNAZIONALE PRESENTI ALLA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO MICHELE ESPOSITO

Nella seconda parte, la pianista Annalisa Monticelli e la cantante Raphaela Mangan, concertiste di Dublino di fama internazionale, hanno commosso tutti con le loro intense interpretazioni.

Nella selezione di brani di Michele Esposito e del suo allievo J.

Larchet note struggenti e malinconiche, di una musica che parla al cuore, che coinvolge ed emoziona.La musica immortale del Maestro, che abbatte le barriere dello spazio e del tempo, ti proietta nei salotti aristocratici di fine Ottocento a Parigi o Dublino.

Ti riporta al presente, con le vibranti note di 3 Irish Melodies o di Roseen Dhu-Irish Vocal Suite del Maestro Esposito, in un’onda di emozioni.Il compositore stabiese, nelle sue opere, ha fuso il folklore della musica irlandese con l’armonia di quella napoletana: la verde Irlanda nell’azzurro mare di Napoli.

E nel teatro, mentre si libravano nell’aria le toccanti melodie del concerto, si ricreava una magica atmosfera: il ponte musicale che lega idealmente Castellammare a Dublino.Esperienza indimenticabile per il folto pubblico intervenuto all’evento, che ha lungamente applaudito i talentuosi artisti che si sono esibiti sul palco.

Ken Loach va in pensione, a 87 anni il regista dice “basta film”

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(Adnkronos) – ‘The Old Oak’ (2023), in uscita negli Stati Uniti, sarà l’ultimo film del regista britannico Ken Loach.Dopo una carriera di oltre 60 anni, il due volte vincitore della Palma d’Oro, del Pardo d’onore e del Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia ha deciso di dire basta, come ha dichiarato a ‘Variety’. L’87enne cineasta aveva già annunciato il suo ritiro in passato e in più di un’occasione.

Quindi, quando ha dichiarato che ‘The Old Oak’ sarebbe stato il suo ultimo film in vista del Festival di Cannes del 2023 – dove è stato presentato in concorso (il suo 15° film, un record) – molti osservatori lo hanno preso con un pizzico di scetticismo.Non c’era dubbio che il più importante regista di realismo politico sarebbe tornato a puntare il suo obiettivo su un’altra ingiustizia sociale.

A distanza di 10 mesi, tuttavia, nemmeno lo stato attuale del mondo è sufficiente a trascinare Loach di nuovo dietro la macchina da presa.  “Credo che, dal punto di vista della salute, l’idea di tornare a girare sul campo sia probabilmente un passo troppo lungo per me – ha detto Ken Loach a ‘Variety’ – Ci si ferma solo quando è assolutamente necessario, e io sono arrivato al capolinea”.Ma il regista di opere amate come ‘Terra e libertà’ e ‘La canzone di Carla’ insiste sul fatto che l’attuale serie di impegni con i media – interviste con la stampa che utilizza per ogni film per discutere le questioni sociali che mostra sullo schermo – non è un tour d’addio. “Cerco di pensare al futuro e di non essere nostalgico”, dichiara Loach. “Non fare film non significa affatto che il legame con i film, con gli studenti e con le persone che scrivono di cinema finisca.

Sono stato fortunato, ci sono molte possibilità di fare cose simili al lavoro, ma non allo stesso livello di concentrazione e di viaggio”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, a Pradamano nasce un nuovo bosco urbano di 1.000 piante

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(Adnkronos) – Un nuovo polmone verde per contribuire all’assorbimento delle emissioni di CO2 e arricchire la biodiversità locale.Arriva in Friuli-Venezia Giulia, e in particolare nel territorio di Pradamano, alle porte di Udine, il progetto ‘Le città che respirano’ di Nespresso, in collaborazione con Legambiente e AzzeroCO2, che ha l’obiettivo di sostenere e valorizzare il patrimonio ambientale e paesaggistico italiano, intervenendo in aree del territorio che necessitano di tutela tramite creazione di nuovo verde, ripristino naturale e sostegno alla biodiversità.  Un progetto che dal 2020 ha permesso di riqualificare diversi territori tra Piemonte, Lombardia, Lazio e oggi in Friuli-Venezia Giulia con interventi urbani e in Puglia, Sardegna e Sicilia per supportare aree colpite da gravi incendi.

Una iniziativa che negli anni è cresciuta sempre di più implementando interventi per oltre 72.000 mq di nuovo verde.  Il progetto coinvolge precisamente un’area situata tra il quartiere residenziale di Via Carducci e il fiume Torre con un’estensione complessiva di circa 5.000 mq.Il progetto ha portato alla messa a dimora di 1.000 nuove piante, che con il tempo daranno vita ad un polmone verde capace di potenziare la biodiversità del territorio e generare un rinnovamento ecologico dell’ecosistema locale.

Con l’introduzione di questi nuovi alberi e arbusti, si vuole infatti innestare un cambiamento positivo nel tessuto naturale della zona che possa offrire benefici di lungo termine alla comunità e all’ambiente circostante.Il nuovo bosco urbano, destinato a diventare un’oasi verde, è stato progettato per integrarsi ed estendere la fascia boscata lungo il fiume Torre.  Oltre a fornire un rifugio per la microfauna della zona, l’area naturalizzata, svolgerà un ruolo cruciale nella salvaguardia e nella promozione della biodiversità e agirà come barriera naturale, essenziale per il mantenimento e il rafforzamento dell’equilibrio ecologico di questi luoghi.

Le piante introdotte, grazie alla loro capacità di filtrare le emissioni nocive, avranno infatti un impatto positivo sulla qualità dell’aria e contemporaneamente contribuiranno alla regolazione del microclima, favorendo la resilienza del territorio agli eventi climatici estremi.La selezione delle specie arboree e arbustive, che include acero campestre, olmo, ontano nero, carpino bianco e frassino maggiore, è stata accuratamente studiata per rispettare le condizioni climatiche e naturalistiche della zona, garantendo così lo sviluppo di un ecosistema ricco e variegato.  L’iniziativa ‘Le città che respirano’, lanciata nel 2020 da Nespresso, rientra in ‘Mosaico Verde’ la campagna nazionale per la forestazione di aree verdi, il recupero degli ecosistemi terrestri e acquatici e la rigenerazione ambientale, promossa da AzzeroCO2 e Legambiente. “L’amministrazione comunale di Pradamano ha aderito su base volontaria al Patto dei Sindaci per Clima e Energia, finalizzato a dar vita a un percorso virtuoso con l’impegno di ridurre le proprie emissioni entro il 2030 e ha approvato il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima.

Ringraziamo Nespresso, AzzeroCO2 e Legambiente per aver aderito al nostro progetto di riforestazione urbana che rappresenta un esemplare atto di impegno per il nostro ecosistema e si armonizza pienamente con gli obiettivi definiti dall’amministrazione comunale – afferma Daiana Miani, assessore all’Ambiente, Urbanistica e Edilizia del Comune di Pradamano – Questo progetto non è solo un investimento nel futuro del nostro ambiente, ma segna anche un avanzamento decisivo verso la capacità di resilienza e adattamento del nostro territorio di fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico”.  Quello realizzato a Pradamano è un progetto che vuole contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio e al miglioramento della qualità della vita della comunità locale.Crescendo, infatti, gli alberi andranno a creare delle zone d’ombra che, oltre ad offrire sollievo durante i mesi caldi dell’estate, mitigheranno l’effetto delle isole di calore.

Questo porterà un ambiente più fresco e accogliente, che inviterà i residenti a fruire appieno degli spazi verdi rigenerati, a tutto vantaggio della socialità.Inoltre, le nuove piante andranno ad impreziosire il panorama, arricchendolo non solo in termini ambientali ma anche paesaggistici.  “L’intervento qui in Friuli insieme a Legambiente e AzzeroCO2, rappresenta un importante tassello del progetto ‘Le città che respirano’ iniziato 4 anni fa, e conferma il nostro impegno costante sul territorio italiano e verso le comunità che tutti i giorni lo abitano.

Nei paesi di origine del caffè, così come fin qui in Italia, portiamo avanti la volontà di continuare a investire in attività di tutela ambientale e sostenibilità, anche a favore delle persone.Il progetto ‘Le città che respirano’ è parte, infatti, del programma di iniziative ‘Nespresso per l’Italia’ con cui ci attiviamo concretamente sul territorio con azioni in grado di generare un impatto positivo e un approccio circolare, come ad esempio anche il riciclo delle nostre capsule di caffè in alluminio che possono essere recuperate riportandole nelle nostre Boutique e in isole ecologiche partner e avviate a riciclo”, osserva Silvia Totaro, Sustainability She Manager di Nespresso Italiana.  “Legambiente F-VG è particolarmente contenta per questa iniziativa di Nespresso assieme ad AzzeroCO2.

Vi abbiamo contribuito con entusiasmo fin da subito consci del fatto che piantare alberi è un’attività sempre utile per l’ambiente ed educativa per rafforzare i legami della popolazione locale, ed in particolare dei bambini, con il proprio territorio – dice Emilio Gottardo, Legambiente Friuli-Venezia Giulia – Speriamo che altri comuni ed altre iniziative analoghe a questa possano realizzarsi nel prossimo futuro perché la pianura friulana ha molto bisogno di alberi, di verde e di ambienti ove la natura possa ricostituirsi almeno in parte dando il suo contributo di vivibilità e bellezza”.  “In un momento storico in cui siamo chiamati a fronteggiare gli effetti sempre più tangibili dei cambiamenti climatici, il nostro impegno è incentrato sul rafforzare il tessuto verde dei territori con l’obiettivo di renderli più resilienti e promuoverne uno sviluppo sostenibile e integrato con il contesto naturale – sottolinea Elena Piazza, responsabile progetti forestazione di AzzeroCO2 – L’iniziativa rientra nel progetto europeo ‘Life Terra’ che vede Legambiente come unico partner italiano e del quale noi siamo sostenitori, un esempio concreto di come il lavoro sinergico tra diverse realtà consenta di restituire pregio ai nostri territori e consegnare ai cittadini luoghi fruibili a contatto con la natura”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Minacce dall’Iran, chiusa anche ambasciata israeliana a Roma

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(Adnkronos) – A quanto si apprende è stata chiusa anche la sede dell’ambasciata di Israele a Roma per il timore di una possibile rappresaglia da parte dell’Iran dopo il raid in cui hanno perso la vita sette ufficiali dei Guardiani della Rivoluzione.La sede diplomatica della Capitale è una delle 28 ambasciate israeliane che oggi, ha riferito il Times of Israel, sono state chiuse.

Il quotidiano ha poi precisato che la misura arriva in una giornata particolarmente delicata in quanto è l’ultimo venerdì del mese di Ramadan e in Iran si celebra la Giornata per al-Quds (Gerusalemme). Il capo della Guardia rivoluzionaria iraniana Hossein Salami ha avvertito che “nessun atto” contro la Repubblica islamica rimarrà senza risposta, dopo il raid attribuito a Israele contro il consolato iraniano a Damasco, in Siria, che ha provocato almeno quindici morti. “Nessun atto di alcun nemico contro il nostro sacro sistema rimarrà senza risposta.L’arte della nazione iraniana è spezzare il potere degli imperi e dimostrare la vittoria della verità e della fede”, ha detto in un discorso pronunciato in occasione della giornata di al-Quds, in solidarietà al popolo palestinese. “I nostri uomini coraggiosi puniranno il regime sionista”, ha avvertito Salami, in un discorso dedicato in gran parte a lodare la resistenza del popolo palestinese e ad attaccare Israele e Stati Uniti.

Salami ha sottolineato che il sostegno americano ai “crimini sionisti” li ha posti al “centro dell’odio”, non solo del mondo islamico, ma di gran parte della popolazione mondiale, secondo l’agenzia di stampa Tasnim. “I sionisti e i loro sostenitori americani pensano che più musulmani uccidono, assediano e sfollano, meglio potranno continuare a vivere, ma questo è in realtà l’opposto del loro sogno – ha denunciato ancora -.La geografia di Gaza è piccola sulla mappa, ma la sua geografia politica è molto ampia, e nel mondo è stato creato un ampio livello di sostegno spirituale per il popolo palestinese, che ha mostrato una resistenza leggendaria”. Salami ha espresso fiducia che i palestinesi andranno avanti e riconquisteranno i beni di cui sono stati privati: “I sionisti non possono scegliere tra la guerra e la vita; la loro strada è arrendersi, devono rendersi conto che non raggiungeranno la sicurezza nella regione espandendo la guerra”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roberto Corrado: il Benevento ha bisogno di una vittoria per ritrovare serenità

Roberto Corrado, giornalista di Benevento della testata Cronache del Sannio, è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle ore 20:30 sui canali social ViViCentro.

Queste le dichiarazioni di Roberto Corrado sul prossimo match Benevento – Juve Stabia, rilasciate durante la ventisettesima puntata del nostro talk show:

Il momento non è dei migliori in casa Benevento perché gli ultimi due risultati hanno fatto smarrire quelle certezze acquisite dal momento in cui è subentrato Auteri.Purtroppo dalla partita con il Monopoli, anche se dei segnali c’erano stati in alcune partite precedenti, la stessa partita con il Foggia, perdendo la striscia di imbattibilità.

Quella lunga striscia positiva ha fatto sì che il Benevento provasse a tenere il passo alla Juve Stabia che dall’inizio della stagione ha fatto un Campionato strepitoso.Spero che la promozione in B non si concretizzi lunedì sera.

Il Benevento avrebbe bisogno di una vittoria per ritrovare quella serenità smarrita.

Il Benevento questa stagione si trova a vivere quella situazione in cui si trovano tutte le squadre che retrocedono dalla serie B.

La stagione deficitaria del Benevento

Purtroppo è una stagione in cui il Benevento è stato chiamato a ricostruire dopo i disastri della passata stagione e non era affatto semplice.

In estate, nella costruzione di quella che è la rosa beneventana, sono stati commessi degli errori.Ci sono degli equivoci tecnici.

Ferrante non è una vera prima punta.Agazzi invece non è un trequartista ma una mezzala.

Questi errori uniti a qualche altro, come qualche scoria della passata stagione, ha fatto sì che il Benevento avesse delle difficoltà.

A questa squadra, senza sminuire ciò che è stato fatto dalla Juve Stabia, sono mancati i goal della Juve Stabia.A Benevento ci sono diversi elementi offensivi.

Tutto il parco attaccante del Benevento ha fatto 24 goal, pochi rispetto a chi vuole tenere il passo della Juve Stabia.Questo dettaglio fa tanto.

La grandissima intuizione di Adorante preso a gennaio ha influito molto nel campionato che sta terminando.Si è messa anche la sfortuna degli acquisti fatti a gennaio, con infortuni e assenze. “

Corrado conclude:

“La scorsa stagione è partita da subito con il piede sbagliato confermando subito Caserta, che poi si voleva esonerare sin da subito.

Facendo un ulteriore passo indietro, nella stagione di due anni fa, quel Benevento di Fabio Caserta non ha mai entusiasmato.Diverse partite si sono concluse con la bravura del singolo.

Ci sono state altre divergenze.Probabilmente le strade con Caserta dovevano interrompersi alla fine della prima stagione.

C’erano delle scorie e sarebbe stato opportuno dividersi.Riguardo alla probabile formazione, Auteri ha provato anche il 4-3-3.

Lunedì sera confermerà il suo classico 3-4-3.”

Giorgio Corona: Pagliuca ha grandi meriti per la promozione della Juve Stabia

Giorgio Corona, ex attaccante della Juve Stabia, è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle ore 20:30 sui canali social ViViCentro.

Le dichiarazioni di Giorgio Corona rilasciate durante la ventisettesima puntata di Juve Stabia Live Talk show sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

Il Presidente non è mai stato cattivo.E’ un piacere ricordare, commentare i momenti e sapere che la Juve Stabia sta per andare in serie B.

C’è piacere in tutto.

Ripeto sempre la stessa cosa che ci siamo detti con il Presidente davanti al pullman: siamo una bella famiglia e ci meritiamo di vincere.Questa frase ce la porteremo fino alla tomba.

Quell’anno è stata premiata la famiglia, il nostro essere uomini, ci aiutavamo tutti.Non solo tra giocatori, ma tutti erano uniti alla squadra.

Abbiamo fatto piangere tante persone ma abbiamo pianto anche noi.

Cerco di trasmettere, anche a mio figlio, i veri valori anche nel campo.

Sono all’antica e i valori di una volta non esistono più nel dal punto di vista mentale che comportamentale.I ragazzi sanno calciare tutti in porta ma non sanno come arrivarci, come comportarsi.

Ora sono tutti omologati, con le cuffie.Quando vedevo loro in campo con le cuffie, li prendevo a schiaffi.

Avevamo degli under fortissimi.

Mezavilla gli potevi rompere anche la testa, lui correva e giocava sempre!”

Corona prosegue:

“Molinari è una grande persona che in campo si trasformava.Lo chiamavamo il gigante buono.

Con il suo linguaggio trascinava tutti.Eravamo dei vecchietti che poi alla fine sono stati forti.

Braglia metteva le “pezze” e Scognamiglio ne sa qualcosa.

Specialmente quando arrivava la mattina e salutava.Lui ha sempre avuto un carattere particolare, testardo, che ti faceva capire che il rendimento doveva essere massimo.

Io ho sempre cercato di farlo ragionare.Anche in sala stampa ci trovavamo sempre in contraddizione.

Si è molto incavolato dopo la partita contro la Nocerina perché i tifosi ci hanno festeggiato.Ma lui non c’era.

Dopo due sconfitte come facevo ad andare da lui?Aveva ragione.

Io l’ho conosciuto a Catanzaro.E’ uno che rompe, rompe, ma ottiene sempre il risultato arrivando ai playoff.

Ognuno di noi ha un carattere particolare e i difetti vanno accettati!

Anche Pagliuca potrebbe fare molto di più ne vale della sua carriera.Lui ha tanti meriti, creando il gruppo e facendolo giocare bene!

Auguro ogni bene a Castellammare e alla Juve Stabia.

Ciò che ho vissuto con le Vespe lo porterò dentro tutta la vita!”

Alain Delon, tribunale nomina gestore per il suo patrimonio

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(Adnkronos) – La magistratura francese ha ordinato di rafforzare la tutela giuridica dell’attore Alain Delon in seguito al deterioramento delle sue condizioni di salute all’età di 88 anni e per questo ha deciso di nominate un tutore per gestire il suo patrimonio.Delon era sotto tutela giudiziaria dal 25 gennaio scorso, ma questa nuova decisione gli permetterà di compiere alcuni atti legali che ora dovranno essere approvati dal tutore.

Il Tribunale di Montargis, nel centro della Francia, vicino alla casa dell’attore sulle rive della Loira, ha accolto la richiesta dei tre figli del divo francese di rafforzare la tutela a causa della sua incapacità di affrontare alcune attività nel campo degli affari personali.I giudici hanno così stabilito di innalzare il livello di tutela imposto all’attore, che ora può appellarsi contro la decisione se lo riterrà opportuno. Nello scorso gennaio l’avvocato di Alain Delon aveva chiesto al Tribunale di proteggere la leggenda del cinema francese coinvolto suo malgrado in una tempesta mediatica per le dispute tra i suoi tre figli, nati da due mogli diverse.

Solo Anouska, la seconda dei tre figli, si è presentata in tribunale, mentre il maggiore, Anthony, e il minore, Alain-Fabien, hanno inviato i loro avvocati a rappresentarli.Questa presenza in tribunale ha marcato le differenze tra i discendenti dell’attore, divisi tra la figlia, che vuole trasferire il padre in Svizzera, dove ha stabilito la sua residenza, e i due figli maschi, che vogliono che rimanga nella villa che si è fatto costruire nella zona di Montargis Secondo Anthony, la sorellastra intenderebbe pagare meno tasse sulla futura eredità a causa della differenza fiscale tra la Francia e la Svizzera.

I figli sostengono che non ci sarebbero differenze tra loro per quanto riguarda l’eredità, dopo che Alain Delon ha fatto il testamento anni fa, anche se con una distribuzione diseguale, metà alla figlia e il resto in parti uguali per i due figli. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni: “Serve alleanza tra scienziati e mondo politico o si rischia la tecnocrazia”

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(Adnkronos) – “Se da una parte la politica, priva del supporto e della competenza degli scienziati, rischia di scadere nella demagogia, dall’altra l’apparato tecnico scientifico privo di ordine politico e principi etici rischia di scadere nella tecnocrazia.Scienza e politica devono essere alleate nel perseguire il bene comune”.

Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’evento ‘La scienza al centro dello Stato’, organizzato dall’Italian Scientists Association (ISA) presso Palazzo Wedekind. L’intelligenza artificiale “sta cambiando tutto” e alla luce degli sviluppi di queste nuove tecnologie “l’uomo rischia di non essere più al centro”, osserva la premier.La presidente del Consiglio cita i deepfake come “l’esempio con cui il grande pubblico ha imparato a familiarizzare con i rischi dell’intelligenza artificiale generativa.

Senza rendercene conto – mette in guardia Meloni – stiamo barattando la nostra libertà con la comodità e potrebbe essere troppo tardi quando ce ne accorgeremo”. “Sono convinta che sia necessario rimettere al centro il dialogo tra uomini e donne di scienza da una parte e istituzioni dall’altra” soprattutto in un tempo “fatto di copiose sfide, estremamente complesse”.Bisogna compiere “ogni sforzo per perseguire l’obiettivo che ci unisce” ovvero quello di “garantire un futuro migliore ai nostri figli e alla nostra nazione”, ha rimarcato la premier. “Non tutto ciò che è tecnicamente possibile è eticamente lecito”, ha scandito Meloni citando il film Oppenheimer, incentrato sulla figura dello scienziato ‘padre’ della bomba atomica: “Ci sono molti dei temi dei quali discutiamo oggi: l’ambizione della conoscenza ma anche interrogativi sull’uso del potere che da quella conoscenza può derivare, l’angoscia della conoscenza.

Problemi che lo scienziato non può affrontare da solo”. “Una grande prospettiva e una grande visione”, ha sottolineato Meloni, derivano dalla possibilità di produrre, “in un futuro non così lontano, energia pulita e illimitata dal nucleare da fusione.L’Italia è la patria di Enrico Fermi e su questo – ha proseguito la premier – non è seconda a nessuno grazie al know how, all’attività di ricerca e sviluppo e al nostro sistema produttivo.

Possiamo continuare a crescere e a regalare al mondo un futuro migliore e diverso”. L’Italia “deve avere il coraggio di credere nei grandi progetti scientifici e tecnologici.Penso alla grande sfida che l’Italia ha davanti con la candidatura a ospitare l’Einstein Telescope”, un progetto “unico che ci permetterebbe di rivoluzionare il modo di osservare l’universo e che avrebbe anche un enorme ritorno in termini occupazionali e di sviluppo del territorio”.

Per la presidente del Consiglio si tratta di “un’opportunità che non vogliamo perdere, l’Italia – ha spiegato – ha tutte le carte in regole per centrare questo obiettivo, se il sistema Italia decide di lavorarci compatto insieme”. Ristabilire un nuovo dialogo tra scienza e politica.E’ l’obiettivo del ‘Manifesto per la scienza’, supportato da oltre 500 scienziati, presentato e consegnato oggi dall’Italian Scientists Association (Isa) alla premier Giorgia Meloni e ai ministri della Salute, Orazio Schillaci, e e dell’Università e ricerca, Anna Maria Bernini.

Il manifesto è una sintesi di contributi presentati, a seguito di una raccolta di idee, da un gruppo di soci di Isa.Sono sei i punti del documento che Isa propone alla politica per “avviare non solo un dibattito su questioni di interesse comune ma anche la creazione di tavoli tematici dedicati all’approfondimento di argomenti specifici, attraverso un dialogo diretto tra scienziati e decisori politici”. “Considero questo manifesto della scienza”, promosso dall’Associazione degli scienziati italiani, “un documento estremamente prezioso.

E’ un documento che dal mio punto di vista contiene moltissimi spunti fondamentali per il lavoro che la politica deve fare” e di questo manifesto “il governo intende fare tesoro”.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sclerosi multipla, neurologo Gasperini: “Cladribina riduce attività infiammatoria”

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(Adnkronos) – Recenti dati “riguardanti il trattamento con cladribina dimostrano tre aspetti importanti.Il primo è relativo all’efficacia.

Abbiamo visto, infatti, che la terapia ha un’efficacia sulla riduzione dell’attività infiammatoria, ma anche sulla progressione della disabilità a lungo termine.Il secondo aspetto, altrettanto importante, è legato alla safety.

Quella con cladribina è una terapia che sostanzialmente non presenta sorprese dal punto di vista della sicurezza.Il terzo aspetto riguarda la qualità della vita: il paziente, se in trattamento orale, con poche compresse, come in questo caso, per un periodo di tempo limitato, quasi può dimenticarsi di essere trattato”.

Così Claudio Gasperini, dirigente medico del Dipartimento di Neuroscienze dell’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma, a margine della prima delle due giornate ‘Space of care: as one for patients’, evento organizzato a Milano dall’azienda farmaceutica globale Merck e dedicato alle nuove frontiere terapeutiche per il trattamento della sclerosi multipla recidivante altamente attiva, tra le quali spicca cladribina in compresse.  “Il tema che ci si deve porre – sottolinea l’esperto – è per quanto tempo si può utilizzare questa terapia, perché noi sappiamo che le linee guida ci permettono di trattare il paziente per 2 anni.La Società italiana di neurologia, ad esempio, si sta esprimendo su questo aspetto in quanto si sta andando sempre più verso un trattamento personalizzato – precisa Gasperini – Dagli studi real world, condotti anche in altri Paesi, stanno emergendo dati che ci dimostrano come cladribina, utilizzata anche con un terzo ciclo, possa portare giovamenti da un punto di vista di efficacia, senza aumentare il problema della safety, per un lungo periodo di tempo”.  “Auspichiamo che, nell’ambito della terapia personalizzata – conclude il neurologo – ci sarà la possibilità, per noi neurologi, di potere utilizzare il farmaco anche oltre i 2 anni, che è il periodo di tempo per cui oggi viene somministrata nella pratica clinica”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Patti (UniCt): “Italia leader in organizzazione cura sclerosi multipla”

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(Adnkronos) – Dal punto di vista clinico, la valutazione terapeutica e, quindi, la capacità di offrire ai pazienti terapie in grado di rispondere ai loro bisogni a 360 gradi è un “punto cruciale, soprattutto nel momento in cui viviamo in un Paese evoluto per la cura della sclerosi multipla come l’Italia, che può offrire ai propri pazienti almeno 20 farmaci già utilizzati per il trattamento di questa malattia, e dispone di centri all’avanguardia per la diagnosi e la cura della sclerosi multipla.E’ infatti importante sottolineare che l’Italia è leader nel mondo per quanto riguarda l’organizzazione della cura dei pazienti con questa patologia”.

Lo ha detto Francesco Patti, professore di Neurologia all’università di Catania, a margine dell’evento ‘Space of care: as one for patients’, organizzato a Milano da Merck e dedicato alle nuove frontiere terapeutiche per il trattamento della sclerosi multipla recidivante altamente attiva. “In uno scenario così importante, avendo a disposizione molte soluzioni terapeutiche – sottolinea Patti – scegliere il farmaco più adatto al paziente, costituisce una grande opportunità.Soprattutto in relazione a quello che può essere il progetto e stile di vita del paziente, ad esempio il desiderio di creare una famiglia.

Il farmaco cladribina ha un alto profilo di efficacia e un altissimo profilo di sicurezza”. Nel trattamento con cladribina, evidenzia lo specialista, “non vi è un aumentato rischio di infezioni e l’immuno-sorveglianza è alta perché l’effetto specifico sui sottotipi di cellule immunitarie è peculiare e non determina una riduzione delle immunoglobuline, come invece osserviamo quando esponiamo il paziente a terapie efficaci immuno-soppressive, ma con immunosoppressione continua”.Cladribina, conclude Patti, offre un notevole vantaggio anche nella gestione della terapia, migliorando la qualità di vita del paziente “grazie alla sua somministrazione orale per pochi giorni a settimana in un arco totale di 2 anni, periodo in cui il paziente avrà eseguito esami diagnostici ed ematici.

Avere a disposizione un farmaco con queste caratteristiche significa dare rilievo alla personalizzazione della cura e alla partecipazione del paziente”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)