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sabato, Maggio 21, 2022

Corona: “Prima del Flaminio Manniello mi disse: sei una grande persona. Io risposi che eravamo una grande famiglia. Fu bellissimo”

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Natale Giusti
Laureato in Economia e Commercio e giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2017. Redattore di Napolisoccer.NET dal 2015 al 2019 e conduttore a Radio No Frontiere dal 2017 al 2019 del programma sportivo "Sotto Porta Show". Passato da maggio 2019 alla redazione di Vivicentro.it. Uno smisurato amore per il calcio in generale ma soprattutto due grandi passioni: la Juve Stabia, e il giornalismo.... Così grandi per me, che diventa sempre più difficile tenerle nettamente separate…

Giorgio Corona, ex attaccante della Juve Stabia, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Eleven Sports in cui si è soffermato in particolare sulla finale del “Flaminio” in cui realizzò il gol del 2-0 con cui le Vespe batterono l’Atletico Roma approdando in Serie B nella storica data del 19 giugno 2011.

Le dichiarazioni di Giorgio Corona sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Il 19 giugno 2011 è una data ancora fresca per me. Siamo andati in Serie B al Flaminio col il 2-0 sull’Atletico Roma. Una partita speciale, una giornata straordinaria in un clima fantastico. Col presidente Manniello ci sentiamo spesso. Prima della partita ci siamo scambiati alcune parole importanti. Ci sono piazze come Castellammare, Catanzaro e Messina dove si è vinto e che ricordo con grandissimo piacere. Ma anche a Campobasso e a Taranto dove non ho fatto bene perchè si era fatta la squadra per andare in Serie B e non ci siamo riusciti. Anche le retrocessioni – prosegue Corona – fanno parte della mia carriera e aiutano a crescere. Mi piace ricordare le stagioni in cui ho giocato nelle mie varie squadre e le ricordo sempre con piacere. 

Braglia? Parlo sempre di lui perchè come faccio ai miei ragazzi dico non dovete pensare che avete solo un allenatore. Dovete pensare che cambierete sempre allenatore. Braglia se non lo sai prendere litighi dopo due secondi appena entri nello spogliatoio. Io sono stato bravo a capirlo. Bravo a litigare con lui per la squadra. Ma lui è stato bravissimo ad accettare tutto ciò che gli dicevo. Facendo così abbiamo vinto due campionati. Un allenatore che ha un carattere particolare, che vince i campionati, che arriva sempre ai playoff non gli possiamo dire che ha un carattere particolare. Lui è un vincente – aggiunge Corona – ma come passano gli anni per tutti passano anche per lui. Lui non scende mai a compromessi e ragiona sempre con la sua testa non facendosi mai mettere i piedi in testa da nessuno. Ed è una grande cosa questa per me. 

La sera prima della finale di Roma siamo andati a Fontana di trevi a Piazza di Spagna. Siamo arrivati a Roma due giorni prima. Abbiamo fatto l’allenamento – prosegue Corona – e il mister ha visto che che nessuno si reggeva in piedi per la tensione. Ci siamo andati a fare un giro a Roma, abbiamo scaricato la tensione degli alienamenti perchè non ci riusciva niente.

La cosa più bella è stata del presidente Manniello che, prima di salire sul pullman per andare alla partita del Flaminio, mi ha detto sei una grande persona. Io gli ho risposto che invece eravamo tutti una grande famiglia ed è stata una cosa bellissima. A Castellammare – conclude Corona – in quel periodo c’erano anche problemi con la Fincantieri e dare una gioia immensa a quella città è stata una cosa fantastica, una delle soddisfazioni più belle della mia carriera”. 

 

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