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Box office, ‘Back to Black’ si aggiudica il weekend

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(Adnkronos) – Il tempo incerto incide relativamente sul weekend cinematografico, che è stato migliore del precedente (dalle temperature estive) ma peggiore dello stesso periodo dell’anno scorso (c’era l’effetto Super Mario Bros.), con un incasso complessivo pari a 4.469.128 euro.Non solo nessun film varca la soglia del milione, ma per aggiudicarsi il box office a Back to Black bastano appena 789.096 euro (790.057 considerando alcune anteprime) per guadagnarsi il primo posto della classifica.

Il biopic su Amy Winehouse, disponibile in 438 sale, registra anche la miglior media copie (1.802). Al secondo posto si piazza l’altra new entry importante, Civil War di Alex Garland, con 642.899 euro (con le anteprime 647.491).Il film, molto controverso e discusso, sta funzionando al box office americano, con quasi 50 milioni di dollari raccolti nell’ultimo weekend.

Terzo posto per Ghostbusters – Minaccia glaciale con 632.923 euro per un totale di 1.698.131. Fuori dal podio Un mondo a parte, che grazie a 461.497 euro supera i 6 milioni (6.065.482), surclassa Succede anche nelle migliori famiglie e diventa il maggiore incasso italiano del 2024.Seguono titolo già in circolazione da tempo: Kung Fu Panda 4 è quinto con 398.781 euro (totale 10.701.032), Godzilla e Kong – Il nuovo impero è settimo con 188.417 (3.876.812), Omen – L’origine del presagio è ottavo con 136.999 (893.410), Gloria! è nono con 131.066 (341.852).

Due new entry in top ten: Cattiverie a domicilio si posiziona al sesto posto con 339.315 euro, Vita da gatto è fanalino di coda con 121.976 euro. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aspirina può contrastare cancro colon-retto, lo studio italiano

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(Adnkronos) – L’uso regolare dell’acido acetilsalicilico a basse dosi può contrastare il cancro del colon-retto.Aumentano le prove di quest’effetto preventivo della cosiddetta aspirinetta, assunta per limitare i rischi di malattie cardiovascolari.

Un gruppo di ricercatori coordinato dall’Università di Padova ha scoperto, infatti, un meccanismo d’azione con cui l’acido acetilsalicilico sembra attivare una risposta immunitaria contro il tumore del colon-retto.  Lo studio multicentrico “Immunoreact 7” coinvolge 14 gruppi di ricerca italiani, coordinati da Marco Scarpa, del Dipartimento di Scienze chirurgiche, oncologiche e gastroenterologiche dell’Azienda ospedale Università di Padova.Sostenuto da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, ha l’obiettivo di valutare l’effetto dell’acido acetilsalicilico sul microambiente tumorale, sull’immunità sistemica e sulla mucosa sana che circonda il cancro del colon-retto.  “Nella prima parte del lavoro abbiamo analizzato retrospettivamente campioni e dati di pazienti con diagnosi di cancro al colon-retto operati tra il 2015 e il 2019 nell’azienda ospedale università di Padova – spiega Scarpa – Abbiamo quindi studiato, sempre in campioni ottenuti dai pazienti, l’espressione dell’mRna dei geni associati alla sorveglianza immunitaria nelle cellule primarie di cancro del colon-retto di pazienti che assumevano acido acetilsalicilico.

Inoltre, abbiamo replicato queste misurazioni sperimentalmente, con animali di laboratorio, all’Università di Padova e all’Istituto oncologico veneto.Infine abbiamo ulteriormente studiato il microambiente immunitario della mucosa sana che circonda il cancro del colon-retto in campioni ottenuti da un ampio sottogruppo di pazienti che ha partecipato al progetto multicentrico Immunoreact in rapporto alla assunzione cronica di acido acetilsalicilico”.  Rispetto ai campioni di tessuto di pazienti che non prendevano il farmaco, quelli ottenuti da pazienti che lo assumevano hanno mostrato una minore diffusione del cancro ai linfonodi e una maggiore infiltrazione di cellule immunitarie nel tumore.

Nelle analisi sulle cellule tumorali di colon-retto in laboratorio, l’esposizione di tali cellule all’acido acetilsalicilico ha causato un aumento della proteina Cd80, un modulatore della funzione immunitaria.Tale incremento – evidenziano i ricercatori – sembra avere migliorato la capacità delle cellule di allertare altre cellule di difesa sulla presenza di proteine associate al tumore.

A sostegno di questa scoperta, l’equipe ha provato che nei pazienti con cancro del colon-retto, chi assumeva acido acetilsalicilico aveva livelli di proteina Cd80 più elevati nel tessuto rettale sano.Questo suggerisce che il farmaco induce un effetto di sorveglianza immunitaria. “I nostri dati – aggiunge Scarpa – mostrano che il trattamento con acido acetilsalicilico può far aumentare l’espressione di Cd80, migliorando la capacità delle cellule di cancro del colon-retto di presentare attivamente i propri antigeni tumorali ai linfociti T.

Questi ultimi sono le cellule delle nostre difese deputate, tra le altre cose, ad eliminare le cellule cancerose, una volta riconosciuti i loro specifici antigeni.Va anche aggiunto che, nei pazienti con cancro del retto, sia la concentrazione di proteina Cd80 nelle cellule epiteliali, sia il rapporto tra linfociti citotossici e linfociti T totali erano più alti tra coloro che assumevano acido acetilsalicilico.

Ciò suggerisce che l’acido acetilsalicilico preso a lungo termine eserciti un effetto di sorveglianza immunitaria già sulla mucosa normale e non solo all’interno del tumore”, chiosa. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Doodle di Google di oggi per la Giornata della Terra 2024

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(Adnkronos) – E’ dedicato alla Giornata della Terra 2024 il doodle di Google di oggi, 22 aprile 2024.Presenta foto aeree della bellezza naturale del nostro pianeta, sottolineando l’importanza della biodiversità e della protezione dell’ambiente.

Le lettere di Google mostrano alcuni dei luoghi del mondo in cui persone, comunità e governi lavorano ogni giorno per contribuire a proteggere la bellezza naturale, la biodiversità e le risorse.Questi esempi offrono una promessa di speranza e ottimismo, ma ci ricordano anche che c’è ancora molto da fare per affrontare la crisi climatica e la perdita di biodiversità. 
G: Isole Turks e Caicos.

Le isole ospitano importanti aree di biodiversità con sforzi di conservazione volti ad affrontare le sfide ambientali in corso, tra cui la protezione delle risorse naturali e delle barriere coralline e il ripristino di specie minacciate come l’iguana delle isole Turks e Caicos. 
O: Parco nazionale della Scorpion Reef, Messico.Conosciuta anche come Arrecife de Alacranes, questa è la più grande barriera corallina del Golfo del Messico meridionale e riserva della biosfera dell’UNESCO.

L’area marina protetta funge da rifugio per coralli complessi e per diverse specie di uccelli e tartarughe in via di estinzione. 
O: Parco nazionale di Vatnajökull, Islanda.Istituito come parco nazionale nel 2008 dopo decenni di battaglie, questo sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO protegge l’ecosistema all’interno e intorno al ghiacciaio più grande d’Europa.

Il mix di vulcani e ghiaccio glaciale producono paesaggi rari. 
G: Parco nazionale di Jaú, Brasile.Conosciuto anche come Parque Nacional do Jaú, è una delle più grandi riserve naturali del Sud America e un sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Situato nel cuore della foresta amazzonica, protegge una vasta gamma di specie, tra cui il margay, il giaguaro, la lontra gigante e il lamantino amazzonico. 
L : Grande Muraglia Verde, Nigeria.Avviata nel 2007, questa iniziativa guidata dall’Unione Africana sta ripristinando i terreni colpiti dalla desertificazione in tutta l’Africa, piantando alberi e altra vegetazione e attuando pratiche di gestione sostenibile del territorio.

In questo modo si offrono alle popolazioni e alle comunità dell’area maggiori opportunità economiche, sicurezza alimentare e resilienza al clima. 
E : Riserve naturali delle isole Pilbara, Australia.Situato presso una delle riserve naturali delle isole Pilbara, una delle 20 riserve naturali in Australia che aiutano a proteggere ecosistemi fragili, habitat naturali sempre più rari e numerose specie minacciate o in pericolo, tra cui diverse specie di tartarughe marine, uccelli costieri e uccelli marini. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv: duello a tre in prime time tra Makari, i Record e Fazio

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(Adnkronos) – Sfida a tre nel prime time della domenica, tra la replica di ‘Makari’ su Rai1 (2.382.000 spettatori, share 13.8%), ‘Lo Show dei Record’ su Canale 5 (2.014.000 spettatori, share 14.5%) e ‘Che Tempo Che Fa’ sul Nove (2.230.000 spettatori, share 11.4%, nella prima parte, e 1.473.000 spettatori, share 11.9%, nella seconda parte chiamata Il Tavolo).  A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: ‘Report’ su Rai3 (1.824.000 spettatori, share 9.9%), ‘The Lost City’ su Italia 1 (1.261.000 spettatori, share 7.3%), ‘Dritto e Rovescio’ su Rete4 (737.000 spettatori, share 5.5%), ‘9-1-1’ e ‘9-1-1: Lone Star’ su Rai2 (rispettivamente, 723.000 spettatori, share 3.6%, e 799.000 spettatori, share 4.3%), ‘Operation Fortune’ su Tv8 (321.000 spettatori, share 1.9%), ‘Il Giovane Hitler’ su La7 (266.000 spettatori, share 1.9%).  In access prime time, stravince ‘Affari Tuoi’ su Rai1 (con 5.252.000 spettatori, share 26.4%) contro ‘Paperissima Sprint’ su Canale 5 (2.783.000 spettatori, share 14%).  Vittoria di Rai1 anche nel preserale con ‘L’Eredità Weekend – La Sfida dei 7’ (2.791.000 spettatori, share 21.3%) e con ‘L’Eredità Weekend’ (4.041.000 spettatori, share 26.6%), che batte su Canale 5 ‘Avanti il Primo!Story’ (2.000.000 spettatori, share 16.1%) e ‘Avanti un Altro!

Story’ (2.701.000 spettatori, share 18.3%). —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Innovazione, Quartapelle: “Ordine ingegneri affronta il cambiamento con ottimismo”

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(Adnkronos) – “Nel momento in cui c’è un grande timore su come l’impatto delle nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale, possa avere sul lavoro, l’ordine degli Ingegneri ha accolto in modo intelligente la sfida di riflettere su come la tecnologia possa in realtà essere al servizio delle persone sfruttando le competenze dei professionisti.L’Ordine degli Ingegneri è riuscito nell’obiettivo di affrontare il cambiamento guardando positivamente al futuro, senza negare le difficoltà, ma ha affrontando di petto la situazione”.

Lo ha detto ad Adnkronos Lia Quartapelle, vicepresidente della 3ª Commissione Affari esteri e comunitari, nella giornata di chiusura degli ‘Stati generali delle ingegnerie digitali’, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Milano nel capoluogo lombardo. “Sono stati due giorni davvero intensi, più di 700 ingegneri e ingegnere di tutto l’ordine della Provincia di Milano collegati che, grazie al lavoro paziente e sapiente della presidente Carlotta Penati, hanno riflettuto, per la prima volta in Italia, sul tema del digitale”, ha indicato Quartapelle.La strada per rendere la digitalizzazione sostenibile, per la vicepresidente passa da una direttrice precisa che si snoda in due direzioni, accettare l’impatto del cambiamento e “Permettere, anche attraverso l’opera dell’ordine e il sostegno delle istituzioni, di fornire adeguata formazione ai professionisti per moltiplicare le loro capacità e competenze attraverso l’uso della tecnologia digitale”, ha concluso.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bimbo di 15 mesi ucciso da due pitbull a Eboli

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(Adnkronos) – Tragedia questa mattina in località Campolongo a Eboli, in provincia di Salerno.Un bimbo di 15 mesi è stato azzannato e ucciso da due pitbull.

L’episodio è avvenuto di primo mattino, mentre il bimbo era in braccio ad uno zio e in compagnia della madre.Secondo una prima ricostruzione, i cani sarebbero entrati all’interno del cortile privato, aggredendo immediatamente il piccolo e gli adulti.

Nonostante l’immediato arrivo dei soccorsi, per il bambino non c’è stato nulla da fare.Sul caso la Procura di Salerno ha aperto un’inchiesta.

Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Eboli.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Innovazione, assessore Conte: “Innovazione tecnologica in p.a per ridurre gap natura sociale”

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(Adnkronos) – “Il vantaggio della transizione all’innovazione tecnologica deve avere l’obiettivo di entrare nelle pubbliche amministrazioni per ridurre quelli che sono i gap di natura sociale.Bisogna rendere più efficace l’azione amministrativa rendendo accessibile questa transizione anche chi non ha facilità di accedere all’utilizzo dei servizi per la collettività”.

Così l’assessore al Bilancio e Patrimonio Immobiliare del Comune di Milano , Emmanuel Conte, agli ‘Stati generali delle ingegnerie digitali’ organizzati a Milano dall’Ordine degli ingegneri, “un momento di incontro e di condivisione di idee -contestualizza Conte – soprattutto perché Milano deve essere un punto di riflessione rigoroso su quelli che sono i nuovi modelli di sviluppo, sempre di più declinati sulla transizione ecologica e digitale, temi molto trattati durante questi due giorni degli Stati generali”. “C’è sempre più necessità di una collaborazione tra pubblico e privato e credo che tutto quello che è stato discusso in questi giorni vada proprio in questa direzione”, ha concluso l’assessore. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Più di 600 anestesisti a Torino per congresso Ace di Siaarti per l’emergenza

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(Adnkronos) – Oltre 600 specialisti in anestesia e rianimazione che si dedicano all’emergenza pre e intraospedaliera si incontrano dal 23 al 24 aprile a Torino, al Congresso nazionale dell’Area culturale emergenza (Ace) organizzato dalla Società italiana di anestesia analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), presieduta da Antonino Giarratano professore dell’Università di Palermo. “La medicina critica dell’emergenza è da sempre materia in cui gli anestesisti-rianimatori sono team leader – afferma Roberto Balagna, responsabile scientifico dell’evento e dell’Area culturale Siaarti Medicina critica e dell’emergenza e direttore Struttura complessa anestesia e rianimazione 2, Ospedale Molinette – Si sta finalmente prendendo atto che la gestione delle cronicità e delle fragilità sul territorio deve trovare la sua risposta nella medicina di prossimità e non nei percorsi dell’emergenza-urgenza.Una sessione del Congresso riguarderà proprio l’interazione tra il sistema emergenza sanitaria pre-ospedaliera e la medicina di base.

La gestione delle emergenze, quelle vere, devono invece necessariamente orientarsi verso percorsi tempo-dipendenti gestiti da medici specialisti dall’insorgenza dei primi sintomi nel preospedaliero, alla presa in carico intraospedaliera fino alle strutture di trattamento definitivo.In questo percorso l’anestesista-rianimatore è una figura strategica e indispensabile”.  Il programma “è stato costruito – osserva Giarratano, responsabile scientifico dell’evento insieme a Balagna – con l’idea di proporre una formula innovativa, caratterizzata dal confronto tra operatori” e tra questi con “relatori di indiscussa competenza, che possano restituire una chiave di lettura quanto più completa possibile su tutti i temi che caratterizzano la ‘Critical Emergency Medicine’.

Si parte dalle classiche patologie tempo-dipendenti – continua il presidente Siaarti – fino alla gestione delle ‘maxiemergenze’ e del paziente critico in contesti ostili/impervi, senza tralasciare, ovviamente, i problemi organizzativi e gestionali con cui siamo costretti a confrontarci giornalmente.Si affronteranno anche quelle che dovranno essere le nuove reti tempo-dipendenti, come quella della sepsi e delle infezioni gravi, che rientrano nella revisione del Dm70 e dei nuovi sistemi dell’emergenza.

Ogni argomento verrà affrontato, pertanto, attraverso il classico approccio longitudinale che idealmente parte dal soccorso extra-ospedaliero fino alla gestione delle prime ore in area d’emergenza”. Nel programma Ace – si legge in una nota – risaltano le sessioni su trauma maggiore, sepsi e shock settico, stroke, medicina in ambiente ostile, gestione del paziente ustionato, tossicologia clinica, emergenze in sala parto, come pure sulla gestione in emergenza dei pazienti pediatrici e di quelli psichiatrici.  Il Congresso propone anche sessioni più interattive, come il talk show sulle novità nella gestione dei disastri in materia di organizzazione e tecnologie o il confronto sul modello piemontese, con interventi dell’Azienda Zero Regione Piemonte.Il programma è arricchito da due workshop precongressuali previsti oggi.

Il primo, dedicato alla sicurezza in elisoccorso, si svolgerà a Cafasse (Torino) presso la sede Airgreen, una delle principali società elicotteristiche italiane impiegata in attività di elisoccorso anche in collaborazione con la Protezione civile, svolgendo regolare attività Hems in Piemonte e Valle d’Aosta.  Il secondo workshop ‘Mole 24’ si svolgerà invece in collaborazione con la Croce Rossa, presso la sua sede di Settimo Torinese, con l’obiettivo di far acquisire ai partecipanti competenze nella gestione di situazioni di emergenza con risorse limitate e di sperimentare tecniche, manovre e procedure per situazioni di emergenza-urgenza non convenzionali.Per una giornata e una notte gli operatori proveranno come si svolge la vita in un posto medico avanzato dislocato in una missione umanitaria.

Come spiega il colonnello medico Costantino Fontana, Ospedale militare Celio di Roma, responsabile della sezione Siaarti Maxiemergenze e ambiente ostile: “I partecipanti al workshop vivranno un’esperienza immersiva aderente alla realtà, che consentirà di avere contezza di situazioni particolari per le quali è necessaria una preparazione approfondita e mirata, oltre che una conoscenza anche degli autori che vi intervengono.Addestrarsi in un contesto real è il massimo nella formazione di qualsiasi corsista”, commenta Fontana, responsabile scientifico, insieme a Balagna e a Davide Colombo, del workshop. “La necessità di fornire cura e assistenza a pazienti critici in condizioni di emergenza-urgenza pone gli operatori sanitari di fronte a situazioni che richiedono interventi tempestivi e adeguati – rimarca Giarratano – Con il Congresso Ace, ancora una volta Siaarti promuove la centralità della figura dell’anestesista-rianimatore integrata in un approccio multidisciplinare e multiprofessionale nell’ambito della gestione del malato critico anche al di fuori dei tradizionali ambienti di terapia intensiva e sala operatoria.

Proprio in questi giorni, ad esempio – aggiunge – la nostra Società sta pubblicando la Buona pratica clinica su Gestione del paziente critico in ambiente ostile, che segue altri due importanti documenti Siaarti, in collaborazione con altre società scientifiche mediche e infermieristiche coinvolte nel settore, usciti negli ultimi mesi: le Linee guida sull’elisoccorso e le Buone pratiche cliniche sul Trasporto intra-ospedaliero ed inter-ospedaliero.L’attività scientifica svolta dalla nostra Società in questa direzione certifica l’obiettivo che la ‘buona sanità’ e la ‘buona politica’ – conclude il presidente Siaarti – dovrebbero e devono perseguire la tutela della salute pubblica mediante l’applicazione della buona pratica clinica”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Denatalità, la ricetta di Plasmon: “Pianificazione, azioni continue e monitoraggio dei risultati”

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(Adnkronos) – Per contrastare la denatalità serve una strategia di lungo periodo e il monitoraggio costante dei risultati.Parla da dirigente aziendale Luigi Cimmino Caserta, responsabile rapporti istituzionali di KraftHeinz Italia Plasmon, ma non è per deformazione professionale.

La sua è una vera e propria ricetta.Non solo perché l’azienda per cui lavora con i suoi biscotti – e non solo – ha accompagnato milioni di italiani durante l’infanzia (e talvolta anche nell’età adulta), ma anche perché la Plasmon da anni è impegnata a diffondere un cambiamento culturale ed economico affinché chi vuole avere figli ma non se la sente sia messo in condizione di farli. Si tratta di un problema con molte radici e che quindi va affrontato da diverse angolature.

Partendo da un assunto: la denatalità è un problema.Per capire perché, basta chiedersi, come ha fatto Cimmino Caserta rispondendo alle domande dell’Adnkronos, quale sia il modello che vogliamo avere nel nostro Paese: “Vogliamo avere un modello in cui l’assistenza sanitaria è garantita a tutti?

In cui sarà possibile pagare le pensioni o avere una crescita del mercato del lavoro?E ancora, avere una maggiore produttività”?

La denatalità, spiega il manager, “è solamente una spia rossa che sta aprendo, per fortuna, tutta una serie di considerazioni”. Obiettivi annuali, azioni continue e monitoraggio Ma a che punto siamo oggi e come ci siamo ritrovati nella situazione attuale, che vede l’Italia in pieno inverno demografico, con un tasso di natalità al 2023 pari a 1,2 figli per donna laddove il tasso di sostituzione, che consentirebbe a una popolazione di rimanere stabile, è di 2,1 figli per donna? “Purtroppo ci troviamo a gestire un momento che è frutto di qualcosa che è accaduto nel passato, cioè ragionare sempre per obiettivi di brevissimo periodo senza avere un disegno di medio o lungo periodo”.Che invece è proprio quello che serve: una visione nel tempo, in base a quella agire e poi andare “ogni anno a vedere quali sono le azioni che puoi fare per avvicinarti, e poi dopo un anno capisci se sei in linea o non sei in linea”. “Se ad esempio, come ha detto anche l’Istat, l’obiettivo potrebbe essere 500mila nuovi nati entro il 2030, va stabilito cosa facciamo ogni anno, cosa ci aspettiamo e come misuriamo i risultati anno su anno”, spiega Cimmino, sottolineando: “La Meloni ha ragione nel dire ‘noi stiamo facendo delle attività, abbiamo inserito nelle leggi di bilancio degli aiuti e dei sostegni’, però il vero punto è, cosa ci aspettiamo che accada”? Inoltre, evidenzia il manager, le azioni e l’impegno dovrebbero essere quotidiani: “Io sono d’accordo con Gigi De Palo quando dice che non dovrebbe organizzare gli Stati generali della Natalità perché dovrebbero essere un po’ tutti i giorni, perché non può essere che ci sia un momento all’anno in cui se ne parla ma poi alla fine si smette di ragionare.

Se non c’è una priorità, se non c’è una cultura di andare in questa direzione è palese che fai molta fatica, ci vuole molto tempo e invece bisognerebbe mettere su una piccola task force”. Abbiamo tutti gli ingredienti, ci manca la ricetta Insomma, precisa Cimmino con una metafora che tornerà più volte durante l’intervista: “In questo momento abbiamo sul tavolo tutta una serie di ingredienti per fare un’ottima pietanza, però non abbiamo gli elementi per capire come dobbiamo metterli insieme, in quanto tempo e che cosa ci dobbiamo aspettare per ogni fase”. Un approccio manageriale di cui Cimmino è consapevole, ma che ritiene indispensabile, perché sotto questo aspetto è un po’ come se fossimo all’anno se non zero, poco di più: “Noi siamo arrivati a un punto in cui ci siamo resi conto che c’è un problema senza che alla fine abbiamo messo le basi per cercare di contrastarlo questo problema.Il vero punto è chiedere il coinvolgimento di tutti e darsi degli obiettivi annuali.

E questo è decisamente il ruolo importante che le aziende possono dare perché sono abituate a ragionare in questo modo”. Eppure, il governo Meloni ha fatto una priorità della natalità e ha messo in campo diverse iniziative, come lei stessa ha ricordato durante un recente convegno romano dedicato proprio alla transizione demografica e al futuro.Un’occasione in cui ha anche sottolineato come ci siano sì ragioni economiche dietro i desolanti tassi di natalità italiani (ed europei, perché nel Vecchio Continente siamo in ‘buona compagnia’) ma soprattutto, a suo dire, culturali, ovvero una narrazione che negli ultimi decenni ha reso non fare figli una scelta di libertà e fare figli una cosa fuori moda. Ma è proprio così? Fare figli: un problema culturale ed economico A tal proposito Cimmino Caserta precisa: “Gli ambiti sono diversi perché c’è certamente un aspetto culturale, ma noi abbiamo fatto anche delle survey proprio sul target dei giovani ed emerge il punto che l’incertezza del futuro, oltre alla sostenibilità finanziaria, è vincolante e prioritaria rispetto alla scelta di fare o meno un figlio”.

Continua il manager: “Dove sono d’accordo certamente con la Meloni è che bisogna cambiare la narrazione che un figlio sia un problema quando il figlio è una ricchezza, non solo per i genitori ma anche per la collettività, perché avere una forza lavoro, avere un cittadino in più, significa creare futuro anche per il Paese in cui viviamo”. “Quindi – prosegue – è il motivo anche per cui noi siamo scesi in campo da una parte per le nostre persone, cercando di mettere delle azioni con una parental policy che andasse proprio nella flessibilità, sulla genitorialità condivisa con supporti economici e sulla formazione, perché appunto, è un tema certamente anche culturale”. E se la narrazione è importante, si parte cominciando a parlarne in maniera serena: “Noi stiamo cercando di proporci anche in ambienti pubblici, istituzionali in cui ne parliamo in termini estremamente positivi, con l’impegno di voler contribuire anche un po’ al sistema Paese”. 
Sempre rispettando le posizioni di chi la pensa diversamente e fa altre scelte ma, e questo è un punto su cui Cimmino insiste più volte, chi invece vuole fare figli deve essere messo in condizioni di poterlo fare: “E’ normale che ci siano persone che in autonomia decidono di non volere un figlio, però molti ci dicono ‘Vorrei ma non mi sento in condizione perché non ho fiducia nel futuro, non ho una possibilità finanziaria, non riesco a bilanciare vita privata e lavoro’, e noi quindi internamente stiamo intervenendo in questa direzione.Esternamente stiamo proponendo delle soluzioni al legislatore dicendo che le soluzioni già ci sono, occorre solo fare in modo di mettere in fila tutto”. Le aziende hanno già soluzioni da proporre Proprio dalle aziende infatti arrivano delle buone pratiche che andrebbero esportate “in modo tale che il legislatore possa catturarle come azioni per migliorare la traiettoria.

Già nella legge di bilancio 2024 alcune delle azioni che sono state promosse sono esattamente in linea con quello che noi stiamo facendo come azienda. È uno di quegli ambiti in cui copiare le cose fatte bene non è vietato, anzi è raccomandato”. Tra le buone pratiche messe in campo dalla Plasmon ci sono misure davvero incisive, disegnate secondo i pilastri emersi dall’ascolto dei dipendenti.In primis la flessibilità, quindi la possibilità di conciliare il lavoro con la vita personale: smart working, permessi retribuiti per le visite mediche, lavoro 4 giorni su 5 a stipendio pieno per la donna che rientra dalla maternità.

Poi la genitorialità condivisa: un’integrazione alla maternità al 100%, 60 giorni pagati al 100% per il secondo caregiver, integrazione di congedo parentale di 5 mesi al 60% per la donna.E ancora, asili nido pagati fino a tre anni di vita del bambino, e poi tutte le spese educative, sull’ordine di 4- 500 euro al mese, dai quattro ai dieci anni.

Infine, per i primi 1000 giorni dei bambini è prevista una dotazione di prodotti alimentari, ovviamente aziendali. Misure che hanno risvolti positivi anche sul lavoro, sottolinea il manager: “Se vuoi persone che siano ingaggiate rispetto a quello che fanno e che identifichino anche un valore nell’azienda nella quale lavorano, queste devono sentirsi bene, quindi è palese che se tu le metti in queste condizioni hai anche persone che decisamente producono molto di più rispetto alla media”. Ma aziende come la Plasmon possono fare qualcosa anche per cambiare la narrazione culturale: “Abbiamo ad esempio fatto fare un book dove le persone sanno esattamente cosa dice la legge e anche questo a livello culturale aiuta.Poi abbiamo attivato dei percorsi personalizzati di mentoring e coaching non solo legati alla donna o al compagno che sta per diventare papà o mamma, ma anche ai manager, perché non sempre si è preparati a gestire un proprio collaboratore che sta per avere un figlio o una donna che va in maternità”. “Ecco, questo cambia la narrazione, praticamente diventa una ricchezza avere un bambino on una bambina, perché predispone le persone ad avere una maggior armonia in campo sua personale e professionale, e questo non lo sta facendo solo Plasmon, lo stanno facendo tanti”. Tanti ma non tutti: l’Italia è un Paese di piccole e medie imprese, questo può comportare maggiori difficoltà, culturali o economiche, nell’introdurre misure di welfare? “Certamente sì – spiega Cimmino Caserta -.

Il punto dell’incentivo istituzionale è proprio quello”.Ovvero, arrivare a far sì che anche la piccola azienda che ha difficoltà lo faccia perché gli conviene ed è facilitato a farlo. Fare rete per incidere tutti insieme Un altro aspetto fondamentale della ricetta per contrastare la denatalità, secondo il manager Plasmon, è “evitare gli approcci a silos”, e invece fare rete, “mettendo in comune le esperienze e gli sforzi tra aziende, società civile e tutti gli stakeholder che in qualche modo possono fare qualche cosa”.

Fondamentale anche il ruolo delle Regioni, perché solo attraverso loro si scende nel concreto. Proprio con questi obiettivi, Plasmon ha creato la Rete Adamo, che a febbraio ha compiuto un anno e che mette insieme aziende (coinvolte anche Chicco ed Edenred), istituzioni, società civile, mondo scientifico.Spiega Cimmino Caserta: “Quello che indubbiamente sta accadendo è che c’è un grosso movimento con molte realtà che vogliono avere un ruolo da protagonista, scendere in capo, per cambiare la traiettoria di questo Paese.

Non a caso abbiamo fatto questo docufilm emozionale veramente forte, impattante, che ti dice ‘Guarda, un giorno ci sarà l’ultimo bambino, la vogliamo cambiare questa traiettoria o no?’.Per fare questo bisogna accelerare”. Il docufilm a cui fa riferimento Cimmino si intitola ‘Adamo 2050’, e immagina che nel 2050 nasca l’ultimo bambino, Adamo appunto, che si troverà nella più completa solitudine.

Un tema trattato dalla ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Roccella durante il convegno romano citato prima: la rete familiare si sta assottigliando e sta diventando sempre più scarna, e questa è una perdita di relazioni sociali primarie che impoverisce la vita delle persone.Cimmino concorda: “Sono ricchezze che non hanno prezzo”. E se la premier Meloni ha detto che vorrebbe “un mondo dove essere padre non sia fuori moda, e essere madri sia un valore socialmente riconosciuto e valorizzato”, qual è invece il mondo che vorrebbe la Plasmon? “Un mondo in armonia, dove la genitorialità è condivisa e c’è apertura e accettazione verso tutte le realtà multiculturali, perché ormai c’è una realtà internazionale e l’accettazione come base.

Quindi non mi sento di dire il modello debba essere uno solo”, conclude Cimmino Caserta. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carceri, dal 2023 a oggi 100 suicidi. 22 bambini dietro sbarre con madri

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(Adnkronos) – “Continua l’emergenza suicidi in carcere: il 2024 rischia di superare il tragico record del 2022”.E’ quanto evidenzia l’associazione Antigone, che oggi presenta il nuovo rapporto sulle condizioni di detenzione, dal titolo ‘Nodo alla gola’.

Dopo il 2022, l’anno da record con 85 suicidi accertati, il 2023 e il 2024 continuano a registrare “numeri impressionanti”.Nel 2023 sono state almeno 70 le persone che si sono tolte la vita all’interno di un Istituto di pena.

Tra inizio gennaio e metà aprile di quest’anno, sono stati 30 i suicidi accertati.Uno ogni 3 giorni e mezzo.

Sono quindi cento casi tra il 2023 e il 2024.E la maggior parte (88) sono avvenuti tramite impiccamento.

Seguono i casi di asfissia da gas (5) e le morti avvenute come esito di scioperi della fame (3). “Nel 2022 – l’anno record – a metà aprile se ne contavano 20.Se il ritmo dovesse continuare in questo modo – rileva Antigone – a fine anno rischieremmo di arrivare a livelli ancor più drammatici rispetto a quelli dell’ultimo biennio”.  “Oltre al numero in termini assoluti, un importante indicatore dell’ampiezza del fenomeno – spiega Antigone – è il cosiddetto tasso di suicidi, ossia la relazione tra il numero dei decessi e la media delle persone detenute nel corso dell’anno.

Nel 2023 con 70 suicidi tale tasso è pari a 12 casi ogni 10.000 persone, registrando – dopo il 2022 – il valore più alto dell’ultimo ventennio.Benché si debba attendere la fine dell’anno per scoprire il tasso del 2024, considerato il numero di suicidi già avvenuti, il valore sembrerebbe destinato a crescere rispetto a quello del 2023″.

Antigone inoltre snocciola dati a riprova che in carcere “ci si leva la vita ben 18 volte in più rispetto alla società esterna”. Fermo restando che “ogni caso di suicidio ha una storia a sé”, nell’insieme dalle biografie di queste persone “emergono in molti casi situazioni di grande marginalità.Molte le persone giovani e giovanissime, molte le persone di origine straniera.

Molte anche le situazioni di presunte o accertate patologie psichiatriche.Alcune provenivano da passati di tossicodipendenza, altre erano persone senza fissa dimora”, spiega Antigone. 
Delle 100 persone che si sono tolte la vita in carcere, 5 erano donne.

L’età media delle persone che si sono tolte la vita è di 40 anni.La fascia più rappresentata è quella tra i 30 e i 39 anni, con 33 casi di suicidi.

Ma vi è anche la fascia dei più giovani, con 17 suicidi commessi da ragazzi con età comprese tra i 20 e i 29 anni.Le persone di origine straniera erano 42.  Dai dati a disposizione, sembrerebbe, “che almeno 22 delle 100 persone decedute soffrissero di patologie psichiatriche.

Almeno 12 pare avessero già provato a togliersi la vita in altre occasioni.Emergono almeno 7 persone con un passato di tossicodipendenza.

Erano invece almeno 6 le persone senza fissa dimora”.Gli Istituti dove sono avvenuti il maggior numero di suicidi tra il 2023 e il 2024 sono le Case Circondariali di Roma Regina Coeli, di Terni, di Torino e di Verona.

In ognuno dei quattro Istituti si sono verificati 5 casi di suicidio.In tutti questi istituti si registra “una situazione più o meno grave di sovraffollamento: a Regina Coeli del 182%, a Verona del 173%.

Ma “il sovraffollamento non è solo mancanza di spazi, ma anche di risorse.In alcuni istituti si registra una significativa carenza di personale, come ad esempio a Verona dove vi è un funzionario giuridico pedagogico ogni 193 persone detenute.

Vi sono poi realtà dove i servizi di salute mentale sono praticamente inesistenti, come ad esempio a Santa Maria Capua Vetere”.   Al 31 marzo 2024 erano 61.049 le persone detenute, a fronte di una capienza ufficiale di 51.178 posti.Il tasso di affollamento ufficiale raggiunge a livello nazionale il 119,3%. “Nell’ultimo anno la crescita delle presenze è stata in media di 331 unità al mese, un tasso di crescita allarmante, che se dovesse venire confermato anche nel 2024 ci porterebbe oltre le 65.000 presenze entro la fine dell’anno”, spiega Antigone. I tassi di affollamento più alti a livello regionale si continuano a registrare in Puglia (152,1%), in Lombardia (143,9%) e in Veneto (134,4%).

Considerando i reparti provvisoriamente chiusi il tasso di affollamento medio nazionale sale al 125,6%, in Puglia al 160,1%, in Lombardia al 151,4% e in Veneto al 141,5%.A fine marzo i singoli istituti più affollati erano Brescia Canton Monbello (209,3%), Lodi (200%), Foggia (195,6%), Taranto (184,8%), Roma Regina Coeli (181,8%), Varese (179,2%), Udine (179%). Secondo l’analisi di Antigone, “i tassi di criminalità non giustificano l’affollamento carcerario”.

Dal 1 gennaio al 31 luglio 2023 sono stati commessi in Italia 1.228.454 delitti, il 5,5% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, “una proiezione di questi dati sull’intero anno ci consente di osservare che la decrescita del crimine è ripresa”.In realtà, le cause del sovraffollamento possono riassumersi in “una maggiore lunghezza delle pene comminate, minore predisposizione dei magistrati di sorveglianza a concedere misure alternative alla detenzione o liberazione anticipata, introduzione nuove norme penali e pratiche di Polizia che portano a un aumento degli ingressi”.  E a proposito di misure alternative, Antigone ricorda che “un detenuto in misura alternativa alla detenzione costa in media 50 euro al giorno.

Un detenuto in carcere costa invece circa 150 euro al giorno.Un detenuto che ha fruito di misure alternative ha un tasso di recidiva 3 volte inferiore a chi ha scontato per intero la pena dentro.

Se mandassimo in misura alternativa 12 mila persone risparmieremmo 438 milioni di euro l’anno.O comunque si potrebbe utilizzare per la prevenzione”.  Complessivamente, tra Icam e sezioni nido di carceri ordinarie, 19 donne vivono attualmente in carcere con i loro 22 bambini.

Erano 20 con 20 bambini al 31 dicembre 2023, quando le detenute incinte erano 12.Tra queste, la ventiseienne che all’inizio dello scorso marzo ha perso il proprio bambino nel carcere di Sollicciano a Firenze a causa di complicazioni della gravidanza.  Era già accaduto nel luglio 2022 che una donna perdesse il bimbo dopo essersi sentita male nell’istituto milanese di San Vittore, così come nel marzo 2019 a Pozzuoli.

A Rebibbia a Roma, invece, nell’agosto 2021 una donna ha partorito all’improvviso nella propria cella con il solo aiuto della compagna di stanza. “Nonostante tutto ciò – sottolinea Antigone -, il disegno di legge governativo recante ‘Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario’ (C. 1660) in discussione in Parlamento prevede l’abolizione del rinvio obbligatorio dell’esecuzione della pena per le donne incinte”.  “Cresce pericolosamente il numero dei detenuti negli Istituti Penali per Minorenni d’Italia.E’ l’effetto del dl Caivano”.

Alla fine del febbraio 2024 erano 532 i giovani reclusi nei 17 Ipm.Solo due mesi prima, alla fine del 2023, si attestava sulle 496 unità.

Alla fine del 2022 le carceri minorili italiane ospitavano 381 ragazzi.L’aumento, in un anno, è stato superiore al 30%.

Negli ultimi dieci anni non si era mai raggiunto il numero di ingressi in Ipm registrato nel 2023, pari a 1.143.  Il 12% delle persone detenute, quasi 6.000 persone, ha una diagnosi psichiatrica grave.La presenza di un diffuso disagio psichico in carcere rimane una delle problematiche più spesso segnalata all’Osservatorio di Antigone.

L’uso massiccio di psicofarmaci – si legge nel rapporto Antigone – è lo strumento principale con cui viene ‘gestita’ la salute mentale: il 20% persone detenute (oltre 15 mila) fanno regolarmente uso di stabilizzanti dell’umore, antipsicotici e antidepressivi, cioè di quella tipologia di psicofarmaci che possono avere importanti effetti collaterali; il 40% (30 mila persone) fa uso di sedativi o ipnotici.  Nel 2023, Antigone ha registrato 122 Trattamenti Sanitari Obbligatori (Tso) effettuati in carcere: “una pratica illegale se svolta all’interno delle sezioni detentive senza ricoverare la persona in un ospedale (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura – Spdc), come richiesto dalla legge”.  Nelle 31 Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems), a fine dicembre scorso erano ricoverati 577 pazienti incapaci o semi incapaci di intendere e volere, numero di poco inferiore alla capienza massima dei posti in Rems che si aggira intorno ai 600.Un ospite su 5, ovvero 157 persone prima di entrare in Rems ha trascorso un periodo in carcere: “si tratta di ‘percorsi’ poco in linea con il dettato normativo e potenzialmente dannosi per la salute della persona.

Piuttosto problematico rimane il numero di persone ricoverate in Rems che stanno scontando una misura di sicurezza ‘provvisoria’: sono il 44%, cioè 244 persone”.   Nel corso del 2023 l’Osservatorio di Antigone ha visitato 99 istituti penitenziari.L’istituto più grande visitato, che ospitava in quel momento 2.022 persone detenute, è stato Poggioreale a Napoli.

Il più piccolo l’Istituto a Custodia Attenuata per Madri (Icam) di Lauro, che ospitava 7 mamme con 7 bambini.La maggior parte degli istituti visitati, 51 su 99, si trova fuori dal contesto urbano, e sono di più recente costruzione, ma 21 sono stati costruiti prima del 1900.  In 28 istituti sui 99 visitati c’erano celle in cui non erano garantiti 3 mq calpestabili per ogni persona, in 9 c’erano celle senza riscaldamento e in 47 celle senza acqua calda.

In 48 c’erano celle senza doccia e in 6 (Fermo, Lucera, Pordenone, Rimini, Trani e Trieste) c’erano celle in cui il wc non era in un ambiente separato, bensì in un angolo della cella.In 86 istituti su 99 non era assicurata la separazione dei giovani adulti dagli adulti.

In 6 istituti, inoltre, non c’erano spazi esclusivamente dedicati alla scuola e in ben 30 non c’erano spazi per le lavorazioni.Praticamente in tutti gli istituti era presente una biblioteca, ma solo in 54 era utilizzabile anche come sala di lettura.

In 29 istituti non c’era un’area verde per colloqui nei mesi estivi.  Nel 2022, ultimo anno per il quale il dato è disponibile, sono arrivate agli uffici di sorveglianza italiani 7.643 reclami ex art. 35 ter, per condizioni di detenzione in violazione dell’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu), ossia per mancanza di spazio vitale (3 mq calpestabili a persona).Ne sono state decise 7.859 (che comprendono anche reclami presentati negli anni precedenti) e di queste 4.514, il 57,4%, sono state accolte.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, bus turistico in fiamme sul Gra: nube nera e traffico in tilt

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(Adnkronos) – Bus turistico in fiamme sulla corsia esterna del Grande Raccordo anulare di Roma (Gra), all’uscita tra Casilina e Prenestina, nessun ferito.Alle 8.30 di questa mattina i vigili del fuoco sono intervenuti con tre mezzi (12A, 10A, AB10) dopo che era giunto alla Sala Operativa la segnalazione di un pullman turistico in fiamme sull’A90.  Al momento dell’incendio nessuna persona si trovava all’interno.

L’autista, accortosi del fumo, è riuscito a mettersi sulla corsia di emergenza e a scendere in tempo prima che le fiamme prendessero forza.Inevitabili le ripercussioni al traffico, con lunge code che si sono formate tra Tuscolana e Prenestina. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Welfare aziendale, Ghilardi (A2A): “120 milioni per i genitori del Gruppo, ma il cambiamento deve essere culturale”

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(Adnkronos) – Dove non arriva il welfare statale è necessario quello aziendale.Questa è la linea supportata negli ultimi mesi da demografi, economisti, enti del terzo settore e politici, per quanto riguarda il tema della denatalità in Italia.

Nell’ultimo evento dedicato a ‘Demografia’ e ‘Sostenibilità’, dal titolo “Per un’Europa giovane: transizione demografica, ambiente, futuro” e promosso dalla ministra per le Pari opportunità
Eugenia Roccella
, si è ribadito l’impegno degli organi di governo e la necessità che ci sia anche un impegno da parte dei privati per invertire l’inverno demografico e “trasformarlo in una timida primavera”. A2A, in questo senso, è al fianco delle famiglie, con un progetto di Life Caring che si configura come un esempio rilevante nel panorama privato italiano. “Credo nella coerenza delle nostre azioni.Supportare i nostri dipendenti fa parte della nostra missione.

Per questo ci definiamo una Life Company, perché intendiamo guardare al futuro, anche delle nuove generazioni oltre che dell’ambiente”, queste le parole di Mauro Ghilardi, Direttore People and Transformation, in A2A. Quali sono i progetti attivi in azienda per il supporto alla genitorialità e in cosa consistono? “Life Caring è il progetto di supporto alla genitorialità presentato il 5 aprile e frutto dell’idea che la nostra azienda debba farsi carico di quello che c’è fuori dalla nostra realtà, non solo in termini di servizio ai cittadini, ma anche di servizio sostenibile e responsabile nei confronti dei dipendenti.Preso atto del tema della denatalità, abbiamo pensato dovessimo intervenire in prima persona per contribuire a supportare la pubblica amministrazione nel portare avanti politiche che garantiscano le migliori prospettive alle persone e sostenere lo shift: dal non avere figli a volerne.Riteniamo che il passaggio da 0 a 1 sia il vero tema di svolta di questa comunità.Il programma prevede un mese aggiuntivo di congedo di maternità alle mamme, e un mese per i papà.

Il tempo, se lo si ritiene opportuno, può essere convertito in denaro.Per tutti i dipendenti del Gruppo, circa 14mila persone, abbiamo previsto uniformità di questi permessi indipendentemente dal fatto che il contratto di lavoro sia più o meno generoso. Il secondo tema è il supporto economico alle famiglie, da quando il bimbo nasce a quando va all’università.

Nei primi tre anni di vita diamo un contributo di 3.250 euro l’anno per ciascun figlio per spese come asilo nido o babysitter.Poi investiamo in interventi che diminuiscono di importanza economica, ma che variano dagli 800 ai 600 euro, per spese di libri durante la scuola primaria, e secondaria.

Ultimo intervento è un supporto per i percorsi universitari, qualora la famiglia non possa farsene carico. Infine, quello forse più rilevante, è l’impegno verso un cambiamento culturale.Avviene attraverso dei seminari, sia rivolto ai neogenitori che ai manager.

Per i primi, ci assicuriamo che scelgano consapevolmente la genitorialità, coscienti che non verrà intaccata la loro crescita professionale, per i secondi che rispettino e supportino tale scelta senza discriminazioni.Abbiamo preso questo impegno: 120 milioni, 10 milioni l’anno per 12 anni, programma frutto di un accordo sindacale”. Quanto è importante per la società aziendale il tema della conciliabilità tra lavoro e vita privata dei vostri dipendenti? “Durante la pandemia abbiamo esteso un progetto pilota relativo allo smart working.

Per noi è diventato un punto di non ritorno.Grazie a politiche di flessibilità abbiamo ottenuto dei vantaggi: siamo andati a definire le “personas” e sulla base delle attività delle categorie andiamo a modulare il remote working a seconda delle esigenze.

Per chi può lavorare da remoto, lo può fare fino al 60%, su base bimensile.Il progetto è monitorato: con 3 milioni e mezzo di ore di smart working per 5 mila colleghi e colleghe che lo hanno utilizzato.

Così c’è stato un beneficio anche per l’azienda: nel dare flessibilità, si sono resi flessibili anche i dipendenti.Se la società consente di andare a prendere il figlio a scuola, in caso di un’emergenza il collega non avrebbe problemi a impegnarsi qualche minuto in più, è uno scambio reciproco. L’altra cosa che abbiamo fatto è un engagement survey per capire il grado di soddisfazione. È emerso che uno dei punti critici fosse la capacità di separare gli spazi e i tempi del lavoro.

A supporto ci sono stati i manager che hanno aiutato i dipendenti a capire come comportarsi.Per questo abbiamo ritenuto opportuno inserire il “wellbeing” tra le competenze e i criteri di valutazione delle prestazioni: cioè, quanto si è in grado di “aiutarsi” e quanto di aiutare”. Il futuro del Paese deve passare attraverso l’occupazione di giovani e donne.

Vedete anche questo come un investimento sul futuro? “In questo senso abbiamo avviato una collaborazione con Elis (ente no profit, ndr) che supporta realtà come la nostra a individuare nuovi talenti.Lo fa instaurando un dialogo con i giovani.

Per questo collaboriamo con le scuole.Raccontiamo i nostri programmi e avviciniamo ragazze e ragazzi al mondo del lavoro.

Con Elis abbiamo creato, inoltre, un network di donne manager che fanno da ambassador per eliminare l’idea che alcuni lavori siano solo maschili.Nelle scuole medie e superiori spieghiamo come questi ruoli possano essere ricoperti dalle donne. Come A2A, ci siamo dati l’obiettivo di copertura del 50% di donne in azienda.

Valutiamo, perciò, il numero di donne che si presentano ai colloqui e monitoriamo numericamente quante ne assumiamo.Il supporto delle scuole secondarie è fondamentale.Nella nostra azienda esistono una serie di lavori molto tecnici: quando ad esempio un ragazzo si occupa di attività legate alla distribuzione di energia elettrica deve sapere come si gestisce una rete e sono competenze di base che partono dagli istituti scolastici.

Noi li affianchiamo con corsi specifici e Academy, ma serve una formazione tecnica”. Economia circolare e transizione energetica sono i pilastri del vostro Piano Strategico 2024-2035 per la transizione ecologica del Paese.La crisi ambientale è considerata tra le principali cause della denatalità: in cosa consiste il vostro Piano e quanto è importante – secondo A2A – un  per favorire la natalità? “Secondo stime interne che prendono in esame alcuni cluster della nostra popolazione aziendale, il tasso di natalità dei dipendenti di A2A è superiore a quello medio del Paese, probabilmente perché l’ambiente di lavoro è accogliente.

Crediamo che il fatto di essere un’azienda affidabile e che supporta le proprie persone influisca su questa dinamica.Ci impegniamo inoltre a responsabilizzare le nostre persone, attraverso diverse iniziative come, ad esempio, eventi di comunicazione o webinar interni.

Spieghiamo a clienti e dipendenti come sostenere l’ambiente, come tutelare le future generazioni, come ci richiede l’art.9 della nostra Costituzione.Pensiamo sia fondamentale aumentare la consapevolezza sia internamente sia esternamente, con attività di formazione e dialogo costanti”. Nonostante queste iniziative, c’è un soffitto di cristallo anche nella vostra azienda? “Siamo un’azienda che ha nella prima linea manageriale il 40% di donne.

Più in generale il 26% dei nostri manager sono donne.Continueremo a lavorare per raggiungere la parità di genere anche se non è semplice in business come i nostri: tanti ruoli sono tecnici e paghiamo lo scotto di avere in azienda chi si laureava negli anni ‘90 in queste materie, cioè gli uomini.

Ma stiamo accelerando per le donne meritevoli, con affirmative action. Un dato di cui andiamo fieri è emerso da uno studio sulla popolazione aziendale e abbiamo scoperto che abbiamo un gender pay gap non giustificato solo dello 0,87%.Stiamo lavorando per ridurlo ulteriormente.

La seconda fase sarà capire e lavorare per una rappresentatività dirigenziale paritaria nel genere per evitare che le donne dipendenti abbandonino il lavoro nel percorso di ascesa.E in questo senso la responsabilità è anche degli uomini: devono capire che la cura della famiglia e della casa spetta anche a loro”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fiorello e il caso Scurati: “Bortone? Sarà punita con il prime time di Rai1”

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(Adnkronos) –
Fiorello entra a modo suo sul caso Scurati.E lo fa proprio in apertura della puntata di questa mattina di ‘Viva Rai2’, subito dopo la sigla. “Abbiamo fatto fatica a lasciare questo testo – dice riferendosi con ironia alla sigla -.

C’era un messaggio politico intrinseco e volevano bloccarcelo”, ironizza lo showman riferendosi al monologo che lo scrittore aveva scritto sul 25 aprile per la trasmissione ‘Chesarà’ di Serena Bortone, bloccato dall’azienda e poi letto della stessa conduttrice.Parlando di Antonio Scurati, Fiorello aggiunge: “Ha scritto un libro su Mussolini, una trilogia.

Questo è il record dei record: il monologo censurato più visto dei monologhi censurati.Ieri siamo andati festeggiare il compleanno di Susanna: sul menù del ristorante c’erano i primi, i secondi ed il monologo di Scurati.

Cosa leggerà il Papa all’Angelus?Il monologo ovviamente! – continua poi facendo ironia sul caso, agganciandosi all’uscita del nuovo album di Taylor Swift – Taylor Swift batte un altro record: in The Tortured Poets Department, alla traccia quattro, c’è il monologo di Scurati, in italiano!

In Rai c’è gelo tra i corridoi questi giorni, nessuno si parla… la mattina si gioca a curling”. 
L’ironia poi si sposta sulla conduttrice di ‘Chesarà’: “Salutiamo Serena Bortone, adesso ti becchi la punizione… A me Roberto Sergio già me l’ha comunicata.Lo sai che c’è un Decalogo di cose che in Rai non puoi fare.

A quanto pare le affideranno un varietà di prima serata su Rai Uno, una punizione che non si merita”.Fiorello, scherzando con il pubblico presente al Foro Italico, aggiunge: “Oggi la Rai non ha censurato alcun cartello del pubblico!

Ricordate che la Rai ha fatto anche delle cose buone.Qui Roberto Sergio si è ribaltato, satira sulla satira nella satira.

A me non hanno mai censurato, significa che non sono nessuno.Vorrei essere censurato in diretta, anche perché fa aumentare gli ascolti.

La Bortone ha fatto un punto in più di share.Ti tocca fare il varietà: Bortonissima”.  
Non può mancare poi un accenno alla politica del nostro Paese: “Prodi dice ‘Chi si candida deve andare a Bruxelles.

La Schlein, che uno quando va a votare non sa neanche come scriverlo, risponde ‘Decido io dove fare le mie vacanze’ – scherza il conduttore – PD diviso non è un titolo, non è notizia.Una notizia sarebbe stata ‘Pd unito’”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Francia, cantante Kendji Girac in pericolo di vita: gli hanno sparato nella notte

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(Adnkronos) – E’ in pericolo di vita il cantante francese Kendji Girac, ricoverato all’ospedale di Bordeaux dopo che è stato colpito da un proiettile nella notte.Lo riporta l’emittente Bfmtv spiegando che a Girac, 27 anni di origini gitane, è stato sparato a Biscarosse. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elly Schlein: La Decisione Cruciale per le Elezioni Europee del Pd

Elly Schlein, tra i volti principali del Pd per le Elezioni Europee, si trova al centro di una controversia interna al partito riguardo alla sua candidatura, evidenziando tensioni e fratture interne.

Schlein al centro dell’attenzione, frattura nel Pd.Prodi critica Schlein: “La democrazia ferita dai capilista leader”

Elly Schlein emerge come figura di spicco nelle Elezioni Europee, rappresentando il Pd in Centro e nelle Isole.

Al Nord-Est, è Stefano Bonaccini a guidare, al Nord-Ovest è Cecilia Strada, mentre al Sud è Lucia Annunziata.La segretaria del partito, dopo un lungo periodo di riflessione, finalmente annuncia il proprio impegno: “Sono pronta ad offrire il mio contributo con spirito di servizio, candidandomi per dare slancio a questo eccezionale team e al progetto di rinnovamento del Pd e del Paese”.

Elezioni Europee: La decisione è stata presa.

Schlein, come anticipato, rinuncia a candidarsi in tutte e cinque le circoscrizioni, preferendo guidare la lista dove è in campo.

Elezioni Europee: Ora, il destino è nelle mani della segretaria.

Dopo lo stupore iniziale e la discussione interna, con tre voti contrari alla sua proposta, la Direzione del partito si schiera contro di lei.

In risposta, Schlein, delusa dall’esito della riunione, deve decidere se inserire il suo nome nel simbolo del Pd per le Elezioni Europee.Il tempo stringe, con la scadenza fissata alle 16 per presentare la candidatura al Viminale.

Dopo una riunione ristretta ieri sera e un’altra prevista per stamattina, con i suoi più stretti collaboratori, Schlein valuterà il da farsi.

Israele, auto contro pedoni a Gerusalemme: il video dell’attacco

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(Adnkronos) – Un’auto ha investito tre pedoni in due luoghi diversi di Gerusalemme, lasciandoli lievemente feriti.Secondo la polizia israeliana si è trattato di un attacco terroristico.

I terroristi che erano alla guida dell’auto si sono dati alla fuga abbandonando la mitragliatrice perché si era inceppata, riferiscono gli agenti citati dal Times of Israel.Qualche ore dopodue persone sospettate di aver effettuato lo speronamento sono state arrestate dalle forze di sicurezza israeliane.     —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Paul Raccon: Il Rapper di Castellammare di Stabia svela il suo nuovo singolo ‘Centro’

Paul Raccon, il promettente rapper stabiese, irrompe sulla scena musicale con il suo nuovo singolo ‘Centro’, un inno alla determinazione e all’ambizione giovanile.

Da Castellammare di Stabia a Roma e Milano, Raccon trasmette un messaggio di speranza e comunicazione attraverso le sue parole incisive e la sua musica coinvolgente, avvicinando non solo i giovani, ma anche gli adulti, a una forma d’arte contemporanea che emoziona e ispira.

Paul Raccon, il giovane rapper originario di Castellammare di Stabia, Napoli, presenta con entusiasmo il suo ultimo singolo, “Centro”.

Conosciuto anche come Paolo Ingenito, ha scelto l’alias Paul Raccon per esprimere la sua identità artistica e la passione travolgente per la musica attraverso giochi di parole e una narrazione coinvolgente.Il suo interesse per il rap è sbocciato a soli 5 anni, quando si avvicinò alle sonorità di artisti come Co’Sang, Rocco Hunt e Clementino, rappresentanti della vecchia scuola campana.

Già a 12 anni iniziò a comporre le sue prime rime, culminando con la pubblicazione del suo primo album intitolato “Raccoon”.Il nuovo singolo, “Centro”, riflette la sua determinazione e ambizione, accompagnate da una variegata gamma di emozioni, su una base musicale ricca di suoni imperiali.

L’obiettivo è ispirare l’ascoltatore a raggiungere il proprio “centro”, incoraggiando i giovani della periferia a perseguire i propri sogni attraverso la passione e la costanza, che sia nella palestra, sul campo da calcio o attraverso la musica.Il rap è stato un rifugio terapeutico per Raccon durante i momenti difficili dell’adolescenza, una forza trainante che lo ha spinto a continuare e a comunicare attraverso le sue creazioni.

Attraverso le sue esibizioni live a Roma e Milano, Paolo trasmette un messaggio di comunicazione e condivisione non solo ai suoi coetanei, ma anche agli adulti che potrebbero avere difficoltà nell’approcciarsi a questa forma artistica contemporanea.La sua missione è emozionare e ispirare attraverso le sue parole, portando conforto e speranza anche al più smarrito tra i suoi ascoltatori.

Borrell: “Israele non attacchi Rafah, sarebbe massacro per un milione di civili”

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(Adnkronos) – “Stiamo chiedendo in ogni modo possibile a Israele” di non attaccare Rafah, dove si rifugiano “oltre un milione” di civili che verrebbero “massacrati, se ci fosse un attacco.Posso solo insistere perché non venga fatto, ma non sono al comando dell’esercito israeliano”.

Così sottolinea l’Alto Rappresentante Ue Josep Borrell, a margine del Consiglio Esteri e Difesa a Lussemburgo.  “A quanto ne so, la Commissione non ha ancora risposto” agli Stati che hanno chiesto all’esecutivo Ue di analizzare se Israele rispetti i diritti umani, requisito previsto nell’accordo di associazione Ue-Israele.Da parte della Commissione “a quanto ne so, non è successo nulla.

Da parte mia ho proposto un dibattito di orientamento politico, ma questa proposta è stata respinta.Abbiamo un inviato speciale per i diritti umani e le Nazioni Unite ci stanno lavorando”, ha detto ancora.

Irlanda e Spagna hanno chiesto a metà febbraio alla Commissione di analizzare se Israele osservi l’obbligo di rispettare i diritti umani, previsto dall’accordo di associazione Ue-Israele.  Sul tavolo del Consiglio c’è “un grande pacchetto di sanzioni contro l’Iran.Spero che tutti gli Stati membri concordino, perché serve l’unanimità”, ha detto ancora Borrell. Un’auto ha intanto investito due pedoni in due luoghi diversi di Gerusalemme, lasciandoli lievemente feriti.

Lo riportano i media israeliani spiegando che l’autista e l’altra persona che era in auto con lui sono fuggiti.La polizia ha riferito che accanto all’auto è stata trovata un’arma.

Gli agenti stanno perlustrando la zona in cerca dei sospetti. La polizia israeliana ha poi confermato che si è trattato di un attacco terroristico.I due alla guida dell’auto hanno abbandonando una mitragliatrice perché si era inceppata, riferiscono gli agenti di polizia citati dal Times of Israel.

Le forze di sicurezza israeliane hanno poi arrestato due persone sospettate di aver effettuato lo speronamento, riferisce Haaretz. Un drone israeliano è stato abbattuto mentre sorvolava il Libano nella notte da un missile terra-aria.Lo hanno riferito le Forze di difesa israeliane (Idf) su Telegram spiegando di aver aperto un indagine.

Aerei da combattimento dell’aeronautica israeliana hanno attaccato il sito di lancio del missile dopo che il drone è stato abbattuto, ha aggiunto l’Idf. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Virtus Francavilla – Juve Stabia (1-1): Il podio e il contropodio delle Vespe

L’analisi espressa nel nostro podio e contropodio su Virtus Francavilla – Juve Stabia racconta del pareggio conquistato dalle Vespe contro i pugliesi.Ultima trasferta in campionato per la Juve Stabia, che a Francavilla chiude con un pareggio positivo per modalità di risultato e prestazione.

Tante le rotazioni ed i cambi di Pagliuca, che non sottovaluta l’impegno, consentendo a chi ha giocato meno di mostrare il proprio valore.

PODIO DI VIRTUS FRANCAVILLA – JUVE STABIA (1-1)

Medaglia d’oro:

a Matteo Esposito, che riscatta subito l’errore arrivato col Crotone.Il giovane portiere della Juve Stabia risponde da giocatore vero all’ingenuitá in cui era incappato coi calabresi, mettendola da parte con una super prestazione.

Interventi importanti per lui, soprattutto su Neglia, fermato con un riflesso felino, e nel finale su Dutu.In aggiunta, tanta sicurezza per il numero 1, che invia al suo tecnico indicazioni positive.

Medaglia d’argento:

Mariano Guarracino, altro baby che si prende la scena.

Per lo storico capitano delle vespette, ingresso in campo da spacca partita, rimessa in piedi con il bolide destro che toglie la ragnatela dall’incrocio dei pali.Riconoscimento meritato per il 17, filo conduttore tra settore giovanile e prima squadra, sempre pronto a farsi trovare all’altezza quando Pagliuca lo ha mandato in campo.

Medaglia di bronzo:

a Francesco D’Amore, che nella ripresa brilla per continuità ed intensità.

Anche lui ha inevitabilmente faticato a trovare spazio, complice il Mignanelli versione galattico che ha imperversato sulla fascia nell’arco del campionato.Per il 26, però, scampolo finale di stagione ben sfruttato a suon di prestazioni convincenti e propositive.

Pure a Francavilla, D’Amore gioca con personalità, regalando alla Juve Stabia una ripresa di assoluto valore, fatta tutta di strappo, progressioni e cross.

CONTROPODIO

Al netto di qualche perdonabile disattenzione in fase difensiva, gara solida per la Juve Stabia, che ha onorato l’impegno pur gestendo, giustamente, le energie fisiche e mentali in vista della Supercoppa di categoria.

Aria artica e ciclone, in Italia è ancora inverno: previsioni meteo oggi

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(Adnkronos) – Primavera, in teoria.Ma tra aria artica che ha abbassato drasticamente le temperature e un ciclone che ha portato piogge su tutto il territorio nazionale, l’Italia nei fatti si trova ancora nella morsa dell’inverno con neve che arriverà quasi in pianura.

E’ questo il quadro meteo delineato dagli esperti nelle previsioni per oggi, 22 aprile 2024, e per i giorni a venire. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it ci spiega cosa sta accadendo.Aria artica dalla Scandinavia è riuscita a raggiungere il Mar Mediterraneo generando un ciclone che si è posizionato sul Mar Ligure.

In queste ore il ciclone sta pilotando una perturbazione che provoca precipitazioni diffuse su tutte le regioni settentrionali.I fenomeni potranno presentarsi anche sotto forma di temporale con probabile grandine.

A causa del continuo afflusso di aria fredda le temperature subiranno una drastica diminuzione al Nord, specie a ovest dove non supereranno di giorno i 6°C.La neve quindi scenderà diffusa sulle Alpi fino a quote collinari se non anche su alcuni tratti di pianura del Piemonte, specie sul cuneese e sull’astigiano.

La fredda perturbazione riuscirà a interessare pure la Toscana, le Marche localmente l’Umbria con neve sopra i 1300 metri.Da Martedì il vortice inizierà a muoversi lentamente verso il Centro, pioverà e nevicherà a bassa quota al Nord e stavolta pure su gran parte delle regioni centrali con nevicate sugli Appennini mediamente a 1000 metri.

Il Sud rimarrà in attesa e godrà di giornate soleggiate con un clima anche mite. Sarà da mercoledì che il vortice inizierà a muoversi verso il Meridione coinvolgendo quindi il Sud, ancora il Centro, parzialmente il Nordest e liberando, invece, dal maltempo il Nordovest dove tornerà il sole e un clima più mite.Brusco calo termico anche al Centro-Sud con quasi 10°C in meno rispetto a inizio settimana. La situazione subirà un ulteriore miglioramento in concomitanza con il ponte del 25 aprile.

Da giovedì 25 la pressione comincerà ad aumentare e l’anticiclone africano a risalire dall’Africa verso le nostre regioni.Rimarrà attiva una certa instabilità pomeridiana con temporali soprattutto sui rilievi e zone vicine ad esse, mentre per il weekend del 27-28 il bel tempo sarà prevalente e il clima piuttosto mite su gran parte delle regioni.  Lunedì 22.

Al nord: maltempo invernale, neve in collina.Al centro: instabile in Toscana, alta Umbria e Marche.

Al sud: soleggiato e mite. Martedì 23.Al nord: pioggia e neve a 800 metri.

Al centro: rovesci e neve a 1200 metri.Al sud: nubi irregolari, clima mite. Mercoledì 24.

Al nord: instabile al Nordest, sole altrove.Al centro: instabile con temporali e neve a 900 metri.

Al sud: via via più instabile e fresco. Tendenza: pressione in graduale aumento, ma con temporali pomeridiani. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)