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Re Carlo, oggi un anno di regno fra lotta al cancro e senso del dovere

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(Adnkronos) –
Oggi, 6 maggio, ricorre un anno dall’incoronazione di re Carlo.A mezzogiorno in punto (ora locale) in tutta Londra risuoneranno colpi di cannone: 41 colpi sparati dalla King’s Troop Royal Horse Artillery a mezzogiorno in punto.

Un’ora dopo altri 62 dalla Tower Wharf della Honorable Artillery Company.Colpi di cannone anche al Castello di Cardiff, al Castello di Edimburgo, al Castello di Hillsborough e ai Museum Gardens di York.

Sembra in ogni caso che Carlo voglia celebrare l’anniversario all’insegna della sobrietà, così come faceva per questa ricorrenza sua madre Elisabetta II. “Oggi ricorre il primo anniversario dell’incoronazione del re e della regina nell’Abbazia di Westminster”, ha scritto su X la famiglia reale, invitando i sudditi del Regno Unito a postare i loro ricordi più belli di quel giorno. L’arcivescovo di Canterbury Justin Welby ha elogiato il “senso del dovere” di Charles, tornato a partecipare la settimana scorsa a eventi pubblici dopo la sua diagnosi di cancro.Il re ha preso parte a tre eventi, dimostrando che la terapia a cui è sottoposto sta avendo effetti positivi.

Monsignor Welbu ha affermato inoltre che l’incoronazione del re durante la cerimonia dello scorso anno è stato il “privilegio di una vita” e ha plaudito all'”apertura del re nel condividere la sua condizione, un modo per aiutare e sostenere gli altri ammalati”.L’arcivescovo ha dichiarato in una nota: “Mentre celebriamo un anno dall’incoronazione del re Carlo III e della regina Camilla, celebriamo il loro servizio e ringraziamo per il loro contributo alla vita della nostra nazione”. “L’anno trascorso – prosegue Welby – ha presentato al re alcune grandi sfide personali.

Sono rimasto colpito dal suo continuo senso del dovere, essendo il sovrano recentemente tornato agli impegni reali dopo il trattamento”.L’incoronazione di Carlo e Camilla ha avuto luogo il 6 maggio 2023, con migliaia di persone che, sfidando il tempo piovoso, scesero in strada per assistere alla sfilata sul Gold State Coach.

La cerimonia religiosa nell’Abbazia di Westminster era stata seguita da un fine settimana di celebrazioni, incluso un concerto pop a Windsor, dove i reali, tra cui il principe George e la principessa Charlotte, avevano ballato tutta la notte. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arte, tripudio di colori nel nuovo volume della collezione Menarini dedicato a Veronese

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(Adnkronos) – Nella grande civiltà pittorica veneziana del XVI secolo, Paolo Veronese (Verona 1528 – Venezia 1588) si distinse per la peculiare armonia delle sue tinte limpide, brillanti, gioiose e per la trasparenza delle sue atmosfere: mezzi espressivi e libertà di atteggiamenti che ne faranno un punto di riferimento per la pittura veneziana del Settecento, la cui influenza in Europa si farà sentire ben oltre il periodo del Romanticismo.  L’ultimo volume della prestigiosa collana Volumi d’Arte del Gruppo Menarini è un invito alla riscoperta del Veronese, lo straordinario pittore ammirato dai contemporanei e imitato da una schiera eccelsa di artisti di epoche successive.L’autore della monografia è Giovanni Carlo Federico Villa, studioso di pittura veneta del Rinascimento e museologo, direttore di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino.

E proprio lo storico palazzo torinese ha ospitato, domenica 5 maggio, la presentazione del volume sull’opera di un maestro che riporta ai fasti della Serenissima Repubblica, nello splendore dei colori che solo la pittura veneziana può regalare. Paolo Caliari, più noto semplicemente come il Veronese, è colui che insieme a Tiziano e Tintoretto ha composto la triade capace di dominare la pittura europea del Cinquecento e divenire modello di riferimento per la modernità in pittura, l’esempio da cui prende avvio la stagione impressionista. “Veronese è l’artista che ha interpretato, narrato e inaugurato il Cinquecento come pittore di figure e architetture, disegnatore e colorista senza eguali – ha spiegato Villa – La sua lezione ha attraversato i secoli, apprezzata e compresa da tutti coloro che hanno cercato di colorare l’emozione del mondo, narrando l’agire umano sul palcoscenico del Teatro della vita.Fu il meno veneziano, il più ‘italiano’ fra i pittori che hanno lasciato il segno in laguna.

Perché ‘foresto’, nato, cresciuto e formato in una città che si appoggia ai colli e guarda la pianura, riceve umori e messaggi d’arte dalle terre lombarde ed emiliane, coltiva la classicità e sperimenta l’invenzione”. Carlo Ridolfi (1594-1658), pittore e scrittore veneto, sintetizzò in poche righe tutto quello che era il senso della pittura del Veronese: “Secondò la gioia, rese pomposa la bellezza, rese più festevole il riso”.  “Assieme a Tiziano e Tintoretto, Veronese è stato tra i protagonisti assoluti della pittura veneziana: è questa la triade del secolo d’oro, che utilizzò la luce, il colore, l’atmosfera per creare quella modernità che ha poi influenzato tutti gli artisti fino agli impressionisti.Veronese è il protagonista dell’ultima delle monografie Menarini, la cui collana da quasi 70 anni racconta la storia dell’arte italiana attraverso i più grandi protagonisti, quelli a volte dimenticati, a volte meno conosciuti, ma che hanno rappresentato lo straordinario ruolo dell’Italia per la storia dell’arte occidentale”. “Con Veronese prosegue il viaggio che Menarini ha cominciato nel 1956, quando è andato in stampa il primo dei suoi Volumi d’Arte – sottolineano Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del Board di Menarini – La ricerca di bellezza e la diffusione di cultura sono fondamenti di civiltà e di crescita collettiva e siamo convinti che arte e scienza siano un sodalizio inscindibile per il progresso e il futuro delle giovani generazioni”. Nel corso degli anni, la vocazione artistica del Gruppo Menarini si è evoluta con il progetto multimediale Menarini Pills of Art, brevi video con 30 milioni di visualizzazioni in cui esperti del settore raccontano aneddoti e curiosità delle opere protagoniste dei Volumi d’Arte Menarini.

Oggi sono disponibili oltre 700 contenuti sul canale YouTube di Menarini in otto lingue, come ricorda Valeria Speroni Cardi, direttore della Comunicazione di Menarini Group.  “La missione artistica di Menarini è quella di valorizzare i grandi pittori italiani facendoli riscoprire in maniera divulgativa – ha dichiarato Valeria Speroni Cardi – Con i volumi monografici facciamo conoscere le opere d’arte che impreziosiscono i nostri musei anche a chi non ha l’opportunità di visitarli.Realizziamo non solo i Volumi d’Arte, ma anche le cosiddette ‘Pills of Art’, che hanno raggiunto 30 milioni di visualizzazioni in ben otto lingue: si tratta di brevi videopillole, reperibili su YouTube, che raccontano aneddoti e piccole storie di questi meravigliosi pittori, in particolare del Rinascimento”. Il Gruppo farmaceutico Menarini, con sede a Firenze, è presente oggi in 140 paesi del mondo; con 4,375 miliardi di euro di fatturato, conta più di 17.000 dipendenti.

Con 9 centri di Ricerca e Sviluppo i suoi prodotti sono presenti nelle più importanti aree terapeutiche tra cui cardiologia, oncologia, gastroenterologia, pneumologia, malattie infettive, diabetologia, infiammazione e analgesia.La produzione farmaceutica, invece, è realizzata nei 18 stabilimenti produttivi del Gruppo, in Italia e all’estero, dove sono prodotte e distribuite nei cinque continenti 609 milioni di confezioni all’anno.

Con la sua produzione farmaceutica Menarini contribuisce, in modo continuo e con standard di qualità elevatissimi, alla salute dei pazienti di tutto il mondo. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Additivi alimentari e rischio diabete, 7 emulsionanti sotto accusa

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(Adnkronos) – Additivi alimentari sotto la lente dei ricercatori per i rischi legati allo sviluppo del diabete di tipo 2.In particolare 7 emulsionanti, contenuti in centinaia di prodotti ultra-processati, sono sospettati di favorire questa malattia metabolica.

Una nuova analisi dello studio prospettico di coorte NutriNet Santé li pone ‘alla sbarra’ come fattori in grado di aumentare il rischio di diabete di tipo 2.Lo studio, pubblicato su ‘The Lancet Diabete & Endocrinology’, ha analizzato i dati di oltre 104mila adulti arruolati dal 2009 al 2023 a cui è stato chiesto di compilare registri dietetici di 24 ore ogni 6 mesi, con lo scopo di valutare l’esposizione agli emulsionanti.

E’ la prima ricerca che mette in relazione la malattia e questi prodotti.  Gli emulsionanti sono una famiglia di additivi alimentari ampiamente utilizzata nell’industria perché permettono di migliorare la consistenza, il colore e il gusto dei cibi processati.Gli emulsionanti servono a miscelare liquidi come acqua e oli agendo sui loro legami polari e sono onnipresenti nei cibi ultra-processati: si trovano nel cioccolato, nei prodotti da forno, in biscotti, gelati, maionese, salse, oli.

Durante lo studio del campione, l’1% ha sviluppato diabete di tipo 2 durante il follow-up di 6-8 anni.Dei 61 additivi identificati, sono 7 gli emulsionanti ‘attenzionati’ associati all’aumento del rischio di diabete: E407 (carragenine totali), E340 (esteri di poliglicerolo di acido ricerolo), E472e (esteri di acidi grassi), E331 (citrato di sodio), E412 (gomma di guar), E414 (gomma arabica), E415 (gomma di xantano), oltre ad un gruppo chiamato ‘carragenine’.

Gli additivi sono stati assunti nel 5% dei casi da frutta e verdure ultra lavorate (come verdure in scatola e frutta sciroppata), nel 14,7% da torte e biscotti, nel 10% da prodotti lattiero-caseari.  “Come diabetologi, questo studio ha tre conseguenze importanti: la necessità di contenere il consumo di cibi ultra-processati, l’appello ad una maggiore attenzione alle etichette e la necessità di chiedere una regolamentazione più stringente allo scopo di proteggere i consumatori”, sottolinea Angelo Avogaro, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid).Sebbene siano necessari ulteriori studi a lungo termine, “le alterazioni del microbiota intestinale fanno ritenere che potrebbero essere necessario rivedere gli Ada (livelli giornalieri di assunzione).

Precedenti prove che legavano l’assunzione di carragenina all’infiammazione intestinale hanno portato l’Jecfa”, il comitato congiunto Fao-Oms sugli additivi alimentari, “a limitarne l’uso nelle formule e negli elementi per neonati.Stiamo assistendo ad un preoccupante aumento del diabete di tipo 2 anche tra bambini e adolescenti”, conclude Raffaella Buzzetti, presidente eletto Sid.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fedez-Codacons, l’ironia del rapper sui social prima dell’udienza in tribunale

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(Adnkronos) – Nuovo capitolo della lunga disputa tra Fedez e il Codacons.Il rapper, che verrà ascoltato dai giudici romani, come richiesto dai suoi legali, è accusato di calunnia dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

La denuncia è scaturita dopo che Fedez aveva accusato l’associazione di aver pubblicato un banner ingannevole durante la pandemia da coronavirus.Dopo le dichiarazione di oggi, il Tribunale deciderà l’eventuale rinvio a giudizio di Fedez, al secolo Leonardo Federico Lucia. Nel frattempo, il rapper non perde il suo spirito ironico e utilizza i social per commentare la situazione.

Su Instagram, con un post intitolato “un giorno in pretura, proteggimi”, annuncia il suo viaggio a Roma per “l’ennesimo processo inutile contro quella associazione inutile”. Fedez continua a giocare con i social e imita la famosa serie animata ‘Mignolo e Prof’.Nella storia il rapper mostra una collaboratrice che chiede: “Prof, che cosa facciamo questa sera?”.

La risposta è un chiaro riferimento alla battaglia legale in corso: “Quello che facciamo tutte le sere, Mignolo.Cercare di non farci condannare dal Codacons”.

Si vede poi il rapper conversare con un dipendente dell’albergo: “Una piccola domanda per un sondaggio Istat: nella diatriba Fedez-Codacons, lei per chi ti fa?”, chiede l’artista.La risposta è a favore di Fedez che, infine, a torso nudo ironizza sulla presunta invidia del presidente del Codacons per i suoi addominali. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atp Roma 2024, il tabellone degli Internazionali: Berrettini pesca Napolitano

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(Adnkronos) – Subito un doppio derby azzurro al primo turno degli Internazionali d’Italia di tennis, torneo Atp Roma 2024.Il sorteggio elettronico svoltosi oggi a Roma a Fontana di Trevi ha messo di fronte al primo turno Matteo Berrettini e Stefano Napolitano, e Matteo Gigante contro Giulio Zeppieri.

Per quanto riguarda gli altri azzurri Lorenzo Musetti entrerà direttamente al secondo turno, mentre Matteo Arnaldi sfiderà il ceco Machac.Lorenzo Sonego è stato sorteggiato contro il serbo Lajovic, mentre un qualificato è toccato in sorte a Flavio Cobolli, protagonista del sorteggio nel giorno del suo compleanno.

Dura sfida per Luciano Arderi contro il canadese Shapovalov, mentre Luca Nardi sfiderà il tedesco Altmaier, e Fabio Fognini il britannico Evans, mentre Andrea Vavassori se la vedrà con il tedesco Koepfer. Il tabellone femminile degli Internazionali d’Italia vede 11 azzurre al via al Foro Italico.Entra direttamente al secondo turno la numero uno d’Italia Jasmine Paolini, n.12 del ranking e 11 del seeding, che attende la vincente della sfida tra la croata Petra Martic, n.81 Wta, e l’egiziana Mayar Sherif, n.80 Wta.

Come al Masters di Madrid, Elna Rybakina, la campionessa in carica a Roma, è stata inserita nella parte di tabellone di Aryna Sabalenka.La numero 3 del seeding, la statunitense Coco Gauff, sarà nella parte del tabellone della numero uno, la polacca Iga Swiatek.  Mentre Martina Trevisan, n.87 del mondo, farà il suo debutto a Roma contro la kazaka Yulia Putintseva, ci sarà poi il derby tricolore tra Vittoria Paganetti, n.818 WTA, che si è assicurata la wild card attraverso le pre-qualificazioni, e Lucrezia Stefanini, n.179.

Poi Lisa Pigato, n.318 del ranking, è stata sorteggiata al primo turno contro la statunitense Shelby Rogers, n.398 WTA, in gara con il ranking protetto, mentre Federica Di Sarra, n.530 WTA, wild card dalle pre-quali, attende una giocatrice proveniente dalle qualificazioni, così come Elisabetta Cocciaretto, n.56 WTA.Mentre Nuria Brancaccio, n.292 WTA, wild card, dovrà affrontare la ceca Katerina Siniakova, e Lucia Bronzetti, n.48 del mondo la statunitense Sofia Kenin, n.58 del ranking.

Infine Giorgia Pedone, n.270 WTA, wild card, attende una qualificata, mentre la veterana azzurra Sara Errani, n.93, sfiderà la statunitense Amanda Anisimova, in gara con il ranking protetto. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fava (Inps): “Dobbiamo aumentare base occupazionale”

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(Adnkronos) – “Dobbiamo riuscire ad aumentare la base occupazionale, dando un futuro ai giovani e ai ‘diversamente giovani’.Questo vuol dire guardare contestualmente alle politiche passive e alle politiche attive, vuol dire ridisegnare il welfare in senso lato, dando una prospettiva stabile, strutturale e di crescita ai nostri giovani, oltre alla gratificazione professionale.

Al tempo stesso dobbiamo guardare al nostro tessuto di cittadini, come gli anziani e i disabili, per riuscire a soddisfare contemporaneamente tutte le esigenze di queste varie categorie”.Sono le parole del presidente dell’Inps, Gabriele Fava, intervenuto in occasione dell’evento “L’Italia, le pensioni e la previdenza complementare”, in svolgimento al Teatro Gerolamo di Milano ed organizzato da Affari&Finanza.  “Un altro aspetto su cui stiamo già lavorando, avendo preso contatto subito con il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, è quello della disabilità, con 250 milioni a tendere per gestire queste situazioni.

Stiamo lavorando ad un portale unico per la disabilità, che vada incontro non solo alla semplificazione ma a queste situazioni che vanno prese in carico” prosegue Fava. “Anche nella previdenza c’è una questione di genere da attribuire sicuramente al legislatore, che deve intervenire ed interverrà sulle politiche.L’Inps è un attuatore delle politiche del governo.

Aiuteremo per quanto possiamo, anche in termini propositivi laddove possibile, per migliorare il gender gap” conclude Fava. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pensioni, Fava (Inps): “Tecnologia aiuterà moltissimo in semplificazione”

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(Adnkronos) – “L’Inps è al servizio dei cittadini e dunque deve rendere dei servizi ai cittadini che siano fruibili e veloci, semplificando tutte le procedure in essere e rendendo l’Istituto molto affidabile agli occhi dei cittadini attraverso la massima trasparenza e il rapporto diretto.La tecnologia ci aiuterà moltissimo in questo, oggi è un’opportunità perché ci aiuta ad andare verso la massima semplificazione.

Faccio un esempio, tutti noi abbiamo l’app della banca”.Così Gabriele Fava, presidente Inps, rispondendo al direttore di Repubblica Maurizio Molinari in occasione dell’evento “L’Italia, le pensioni e la previdenza complementare”, in svolgimento al Teatro Gerolamo di Milano ed organizzato da Affari&Finanza.  “Faccio un esempio, tutti noi abbiamo l’app della banca – aggiunge il presidente Fava – e le banche gestiscono milioni di clienti e miliardi di euro.

L’Inps, mutatis mutandis, sta facendo più o meno stessa cosa.Come con grande semplicità e facilità di navigazione io entro la mia app della banca e vedo il mio conto corrente e i miei investimenti, così dovrò fare con l’app dell’Inps, che mi consentirà di vedere il mio stato pensionistico subito, facilmente e, con ulteriori gradi di affinamento di perfezionamento, anche simulazioni della mia posizione pensionistica.

Questa l’opportunità che vorrei restituire a tutti i cittadini”.  “Da un Istituto che regge tutta la sua vita, il cittadino desidera certamente semplificazione, velocità nell’ottenere servizi e dati certi.Ecco che qui, ad esempio, ci aiuterà moltissimo l’intelligenza artificiale – sottolinea Fava – Si tratta di algoritmi, quindi quanto più lavorano, tanto più i dati che avremo saranno certi e li avremo più velocemente.

Questa sarà un’opportunità che non va a detrimento dell’occupazione, va ad aiutare l’occupazione e a migliorarla da questo punto di vista.Dobbiamo sicuramente abbracciare favorevolmente questa nuova tecnologia che aiuterà tutti”. “Dobbiamo passare da un welfare difensivo ad un welfare generativo, ovvero un welfare che, alla luce del nuovo mercato del lavoro e del tessuto occupazionale, ti segua durante tutto il ciclo di vita, tenendo conto delle diverse esigenze.

La mission del mandato che ho ricevuto è proprio quella di guardare a un nuovo welfare generativo, che sia proattivo nei confronti dei cittadini.Sarà un welfare misto, quindi previdenza e assistenza, customizzato secondo le varie esigenze delle società che si sono distinte, dal giovane all’anziano, dal disabile alla famiglia e via dicendo.

Attraverso la tecnologia avremo la possibilità accompagnare il cittadino in tutto il ciclo di vita”.  Infine, “sul tema degli anziani lavoreremo molto con il ministro del Lavoro.Sono molto consapevole della situazione, che è importante ed è da preservare, salvaguardare e governare in termini propositivi, proprio per prevenire situazioni di crisi.

Da questo punto di vista, ad esempio, stiamo lavorando ad una Smart Tv che permetta agli anziani di vedere il loro stato pensionistico e anche una simulazione del loro stato pensionistico, comodamente da casa. È una novità assoluta che aiuterà moltissimo proprio questi soggetti che hanno bisogno di strumenti facili e diretti che li raggiungano direttamente senza complicazioni” conclude Fava. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fava: “Attiveremo road show per educazione previdenziale”

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(Adnkronos) – “Quando ho iniziato a lavorare non pensavo alla pensione, oggi è importante farlo.Ho due figli e penso al loro futuro, così come al futuro di tutti i giovani.

Ecco perché attiveremo un road show presso il tessuto scolastico, a partire dalle università, che sarà una grande campagna non solo di ascolto, per ascoltare e intercettare criticità da risolvere e bisogni, ma anche per portare soluzioni.Il road show consisterà in un’educazione previdenziale proprio per far capire ai giovani quanto vale il loro futuro previdenziale e assistenziale e quanto sia importante avvicinarvisi da subito, maturando la consapevolezza che è importante per loro.

Se inizi subito riuscirai ad arrivare alla posizione pensionistica, se si inizia tardi è sempre più complicato arrivarci”.Così Gabriele Fava, presidente Inps, nel corso dell’intervista rilasciata al direttore di Repubblica Maurizio Molinari in occasione dell’evento “L’Italia, le pensioni e la previdenza complementare”, in svolgimento al Teatro Gerolamo di Milano ed organizzato da Affari&Finanza.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Putin e le armi nucleari della Russia, quante sono e chi le controlla

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(Adnkronos) – Il presidente russo Vladimir Putin ha incaricato lo Stato Maggiore Generale di avviare esercitazioni sull’uso di armi nucleari non strategiche.Le esercitazioni saranno dedicate “ai preparativi e al dispiegamento” di armi nucleari tattiche e hanno come obiettivo quello di “garantire l’integrità territoriale e la sovranità dello Stato russo”, in risposta a “dichiarazioni provocatorie e minacce contro la Russia da parte di certe personalità occidentali”.

Ma quante armi nucleari ha la Russia e chi le controlla?Ecco i fatti chiave sull’arsenale nucleare russo.  La Russia, che ha ereditato le armi nucleari dell’Unione Sovietica, possiede il più grande deposito di testate nucleari al mondo.

Secondo la Federation of American Scientists, Putin controlla circa 5.580 testate nucleari. Di queste, circa 1.200 sono state ritirate ma sono ancora in gran parte intatte attendono lo smantellamento, mentre sono circa 4.380 quelle immagazzinate per essere utilizzate da lanciatori strategici a lungo raggio e forze nucleari tattiche a corto raggio. Delle testate accumulate, 1.710 sono quelle strategiche schierate: circa 870 su missili balistici terrestri, circa 640 su missili balistici lanciati da sottomarini e forse 200 su basi di bombardieri pesanti.Circa altre 1.112 testate strategiche sono immagazzinate, insieme a circa 1.558 testate non strategiche. “In futuro, tuttavia, il numero di testate assegnate alle forze strategiche russe potrebbe aumentare man mano che i missili a testata singola verranno sostituiti con missili dotati di testate multiple”, ha affermato la Fas. I missili balistici intercontinentali (Icbm) in possesso della Russia hanno la capacità di raggiungere e distruggere le principali città del mondo come Londra o Washington.

Tale missili possono raggiungere il Regno Unito in solo 20 minuti una volta lanciati dalla Russia.  Con il decreto del 2 giugno 2020, Putin ha aggiornato le linee guida per l’impiego dell’arsenale atomico.Il documento, reso pubblico per la prima volta nella storia, stabilisce le condizioni per le quali un presidente russo prenderebbe in considerazione l’uso di un’arma nucleare: in generale come risposta a un attacco che utilizza armi nucleari o altre armi di distruzione di massa, o all’uso di armi convenzionali contro la Russia “quando l’esistenza dello Stato è messa in pericolo”.  Putin ha detto che la Russia prenderebbe in considerazione la possibilità di testare un’arma nucleare se lo facessero gli Stati Uniti.

L’anno scorso ha firmato una legge che revoca la ratifica da parte della Russia del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT). Dal crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, secondo l’Arms Control Association, solo pochi paesi hanno testato armi nucleari: gli Stati Uniti l’ultima volta hanno effettuato test nel 1992, Cina e Francia nel 1996, India e Pakistan nel 1998 e Corea del Nord nel 2017.L’Unione Sovietica ha effettuato l’ultimo test nel 1990.

Il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari è stato firmato dalla Russia nel 1996 e ratificato nel 2000.Gli Stati Uniti hanno firmato il trattato nel 1996 ma non lo hanno ancora ratificato.  Il presidente russo è l’ultimo a decidere sull’uso delle armi nucleari russe.

La cosiddetta valigetta nucleare, o “Cheget” (dal nome del monte Cheget nelle montagne del Caucaso), è sempre con il presidente.Si ritiene che anche il ministro della Difesa russo, attualmente Sergei Shoigu, e il capo di stato maggiore delle forze armate, attualmente Valery Gerasimov, abbiano tali valigette. Essenzialmente, la valigetta è uno strumento di comunicazione che collega il presidente ai suoi vertici militari e quindi alle forze missilistiche attraverso la segretissima rete elettronica di comando e controllo “Kazbek”.

Kazbek supporta un altro sistema noto come “Kavkaz”. Filmato mostrato dalla televisione russa Zvezda nel 2019, ha mostrato quella che si diceva fosse una delle valigette con una serie di pulsanti.In una sezione chiamata “comando” sono presenti due pulsanti: un pulsante bianco “avvia” e un pulsante rosso “annulla”.

La valigetta viene attivata da una flashcard speciale, secondo Zvezda. Se la Russia pensasse di dover affrontare un attacco nucleare strategico, il presidente, tramite le valigette, invierebbe un ordine di lancio diretto alle unità di comando e di riserva dello stato maggiore che detengono codici nucleari.Tali ordini si riversano rapidamente attraverso diversi sistemi di comunicazione alle unità missilistiche strategiche, che poi lancerebbero i missili contro gli Stati Uniti e l’Europa. Se fosse confermato un attacco nucleare, Putin potrebbe attivare la cosiddetta ‘Dead Hand’ o ‘Perimeter’, un sistema automatico per la rappresaglia termonucleare gestito da Intelligenza Artificiale di ultima istanza: essenzialmente i computer, dopo aver scansionato il territorio russo e valutato attraverso una moltitudine di fattori se è in corso un attacco nucleare, lancerebbero un missile di comando che ordinerebbe attacchi nucleari da tutto il vasto arsenale della Russia. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni posta sui social biglietto della figlia e scrive: “Mia forza e mio sostegno”

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(Adnkronos) – Un biglietto poggiato sulla scrivania di Palazzo Chigi con su scritto “mamma ti amo”, accompagnato da un cuoricino e una emoticon sorridente.A postarlo sui social è la premier Giorgia Meloni, che accompagna lo scatto – con un chiaro riferimento alla figlia Ginevra – scrivendo: “La mia forza e il mio sostegno.

Sempre”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nasce ‘Arena Europa’, serie di policy talk per confronto aperto tra candidati

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(Adnkronos) – Sabato 8 e domenica 9 giugno i cittadini europei saranno chiamati alle urne per eleggere i nuovi rappresentanti del Parlamento europeo.In vista della tornata elettorale, FB&Associati, la prima società di consulenza indipendente fondata in Italia specializzata in public affairs, advocacy e lobbying, ha ideato Arena Europa, una serie di policy talk che si terranno nel mese di maggio con l’obiettivo di mettere in connessione la politica e le istanze dei cittadini. FB&Associati, con la sua divisione FB Benefit attiva dal 2022, supporta attivamente Associazioni ed Organizzazioni di diversa natura, afferenti al Terzo Settore, in un’articolata attività di informazione, sensibilizzazione e rappresentazione dei propri interessi, aiutandoli a divenire protagonisti all’interno dell’arena politica. Il progetto Arena Europa, che si inserisce nell’ambito della attività FB Benefit, prevede cinque incontri realizzati in ogni circoscrizione nazionale, con l’obiettivo di offrire alle principali Associazioni del Terzo Settore la possibilità di un confronto diretto con i candidati su temi sociali di ampio respiro affinché possano elevare le loro istanze all’attenzione dei tavoli europei.

Agli incontri parteciperanno esponenti delle associazioni e un candidato per ciascun partito.  Arena Europa ha già riscosso un notevole successo, testimoniato dall’adesione di oltre 60 Associazioni del Terzo Settore, che rappresentano oltre la metà della popolazione italiana, appartenenti a molteplici settori: Cardio-metabolica, Dermatologia, Gastro-epatologia, Malattie rare, Medicina di base, Neurologia, Oncologia, Reumatologia, Salute mentale, Tutela della sicurezza, Tutela della donna ed Enti locali.  Gli appuntamenti prenderanno il via a Milano venerdì 10 maggio alle ore 16:30 presso il centro Copernico Milano Centrale per i candidati della Circoscrizione Nord-Occidentale.Proseguiranno venerdì 17 maggio alle ore 16 presso la Sala Rossini di Caffè Pedrocchi di Padova, per i candidati della Circoscrizione Nord-Orientale, mercoledì 22 maggio alle ore 12 a Palermo presso l’Hotel Best Western per quelli della Circoscrizione Insulare e giovedì 23 maggio alle ore 13 a Roma, presso l’Istituto Luigi Sturzo per quelli della Circoscrizione Centrale.

Gli appuntamenti si concluderanno presso la sede di Confapi a Bari, venerdì 24 maggio alle ore 17, per i candidati della Circoscrizione Meridionale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ieg rinnova il contratto integrativo aziendale, al centro sviluppo capitale umano

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(Adnkronos) – Le persone al centro, questo l’obiettivo del nuovo accordo integrativo aziendale firmato nei giorni scorsi da Ieg-Italian exhibition group con i rappresentanti dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, per le sedi di Rimini (fiera e palacongressi), Vicenza, Milano e Arezzo.Il nuovo contratto prevede, fra le altre cose, part-time fino ai tre anni del bambino e per accudire familiari, un mese di congedo paternità.

E poi convenzioni con centri estivi e asili nido, summer camp, formazione e borse di studio per i figli dei dipendenti.Ma anche cessione di riposi e ferie solidali, diritti di informazione e consultazione.  “Ieg – annuncia l’amministratore delegato, Corrado Peraboni – ha potenziato o introdotto ex novo alcuni temi essenziali per il sostegno e lo sviluppo del capitale umano, a partire dal sistema di welfare, con il recupero del potere di acquisto di alcuni istituti.

Contribuiamo così al perseguimento degli obiettivi strategici dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile che trovano riscontro anche nel ‘Patto per il lavoro e per il clima’ sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna e poi dalla Provincia di Rimini con le parti sociali, dove troviamo le linee di intervento volte a generare lavoro di qualità e a contrastare le diseguaglianze”.  “Flessibilità e orientamento all’obiettivo sono un unicum in questo integrativo al contratto – aggiunge Silvia Fabbri, direttore hr organization di Ieg – Le parti hanno inteso valorizzare, anche in una logica sociale collegata agli esg, strumenti volti a conciliare i tempi della vita e del lavoro, la flessibilità organizzativa e il benessere dei collaboratori, con interventi sul fronte economico collegati a una premialità di merito.Come un premio variabile annuo collettivo pluriennale legato al piano industriale quinquennale”.  Oltre all’orario flessibile, banca ore e smart working, sono state introdotte importanti novità su: part-time post maternità e di assistenza: ampliamento della percentuale di part–time post maternità al 10%; introduzione del part-time per assistenza a familiari non autosufficienti fino al 3% della popolazione aziendale; Maternità facoltativa, l’indennità di congedo parentale per l’astensione facoltativa è stata incrementa fino al 40% della retribuzione; congedo di paternità: integrato fino alla durata massima di un mese continuativo (calendariale) fruibile dal 9° mese di gravidanza ed entro il primo anno di vita del bambino e retribuito al 100%; permessi di assistenza riconosciute 20 ore di permessi aggiuntivi a chi si trova a dover accudire i genitori; solidarietà tra colleghi: si potrà volontariamente scegliere di cedere le proprie ferie a colleghi che ne abbiano esigenza per motivi di assistenza familiare o di salute; summer camp, soggiorni estivi della durata di una settimana a quote agevolate per i figli dei dipendenti in età compresa tra i 6 e 12 anni.

Sono gli stessi dipendenti che organizzano il camp, i contenuti e le attività.  Formazione: formazione interna, rafforzato il sistema di analisi dei fabbisogni formativi dei dipendenti per un costante aggiornamento focalizzato sulle esigenze del business e dei singoli; formazione ai figli dei dipendenti: formazione dedicata ai ragazzi sulla redazione di un CV e/o come sostenere un colloquio di lavoro. Premialità: premio individuale e premio collettivo, in continuità con la centralità del performance management, sono stati previsti aumenti a tutti livelli delle componenti variabili.Borse di studio: in linea con la meritocrazia che guida l’azienda e per sostenere le famiglie, vengono previste borse di studio per i figli dei dipendenti particolarmente meritevoli.

Welfare previdenza complementare: previdenza complementare: a partire da gennaio 2024 il contributo di previdenza complementare a carico dell’azienda al fondo Fon.Te viene incrementato di uno 0,5% rispetto al ccnl per un totale di 2,55% con successivi incrementi negli anni 2025 e 2026; Cassa sanitaria, all’interno della piattaforma welfare è stato introdotto un ulteriore servizio di supporto alla famiglia, che permette all’assistito di rimborsare le spese sanitarie sostenute dal nucleo familiare. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ultima Generazione, vernice rossa su sede Fiocchi Munizioni a Lecco e striscione ‘Palestina libera’

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(Adnkronos) – Protesta di Ultima Generazione a Lecco, alla Fiocchi Munizioni.Questa mattina alle 11 due persone aderenti alle campagne di Palestina Libera e Ultima Generazione hanno macchiato di rosso l’azienda.

L’emblema dell’azienda è stato coperto di rosso.I due attivisti hanno poi esposto uno striscione con scritto ‘Palestina Libera’ e hanno acceso dei fumogeni all’ingresso dello stabile. ”La protesta – si sottolinea in una nota – mira ad esporre l’azienda che ha continuato a produrre e fabbricare materiale bellico per i militari israeliani ignorando il genocidio in corso in Palestina.

La campagna Palestina Libera chiede al governo di rispettare l’articolo 11 della costituzione italiana, che ripudia la guerra, fermando l’invio di armamenti ad Israele”. “Noi qui oggi prendiamo totale responsabilità delle conseguenze legali del nostro atto di protesta.E chiediamo che il nostro governo prenda le proprie responsabilità come complice di un genocidio, e per aver violato la nostra costituzione”, ha dichiarato Luca. Ultima Generazione ricorda che ”dal 7 ottobre ad oggi oltre 15 mila bambini sono stati sterminati ma l’invio di armi e armamenti Made in Italy non è mai cessato.

Secondo l’Istat la prima provincia italiana per invio di armamenti ad Israele nell’ultimo trimestre del 2023, in pieno genocidio, è Lecco, dove ha sede la fabbrica Fiocchi Munizioni, con 1.011.510 euro.Ad oggi, oltre 35 mila civili sono già stati uccisi.

La corte internazionale di giustizia sta indagando il governo Israeliano con l’accusa di genocidio.In tutto questo, compagnie italiane come la Leonardo e la Fiocchi non hanno mai cessato di inviare munizioni, armi e armamenti militari a Israele.

In totale violazione dell’articolo 11 della costituzione italiana, anziché ripudiare la guerra il nostro governo non solo la sta finanziando ma ha visto i propri profitti sull’invio di armamenti aumentare anche grazie ai rapporti con il governo Israeliano”. Secondo la legge 185 del 1990 ”l’export di armi – afferma Ultima Generazione – è tenuto ad una trasparenza che non abbiamo visto nel corso dei mesi scorsi, nel pieno di un genocidio.Il Senato ha approvato in aula il 21 febbraio 2024 un disegno di legge di iniziativa governativa che cancella i meccanismi di trasparenza e controllo parlamentare sul commercio e le esportazioni di armi e sulle banche che finanziano tali operazioni.

La trasparenza sull’export di armi italiane è a rischio.Neanche due settimane fa a Khan Yunis, nel Nasser Medical Complex, l’ospedale più grande a essere rimasto aperto nella Striscia di Gaza, sono state trovate fosse comuni con più di 400 corpi, molti di questi avevano segni di tortura ed erano stati giustiziati.

Molte erano donne e bambine.I proiettili che sono stati usati in quelle esecuzioni potrebbero essere stati prodotti qui, alla Fiocchi Munizioni.

La legge che disciplina l’importazione, l’esportazione, il commercio e il transito di armi e munizioni in cui è coinvolta l’Italia è la legge 185 del 1990, e questa dice che è sempre il governo italiano ad autorizzare ogni contratto di compravendita nel settore.Ogni arma e proiettile usato a Gaza dall’esercito Israeliano sui civili è stato quindi autorizzato dal nostro governo”. Stefano Fiocchi, presidente del Cda della Fiocchi Munizioni, replica secco: ”Non abbiamo mai venduto proiettili all’esercito israeliano”. ”Noi ci siamo dal 1876 e certo non facciamo cioccolatini – dice all’Adnkronos – ma produciamo proiettili per il tiro, per la caccia e anche per le forze dell’ordine certo, ma nell’ambito della sicurezza.

Le proteste alla vernice ormai sono all’ordine del giorno, ma stanno facendo grande confusione a protestare in questo modo.Non so dove siano andati a prendere l’informazione, di noi fornitori dell’esercito israeliano.

Tra l’altro Israele per le munizioni ha una propria fabbrica.E se deve comprare, compra dagli Usa.

Prendersela con noi non ha senso, dato che lavoriamo per il civile”. I rapporti con Israele sono limitati ”a un nostro distributore che ci rappresenta, ma, ripeto sempre per scopi civili, per i privati”.Fiocchi ritiene che ”ognuno ha e deve avere il diritto a manifestare le proprie idee perché parto dal principio che la libertà delle idee sia incontestabile, ma finisce quando tu ledi la mia libertà e se protesti facendo confusione.

Se si confonde l’uso di una munizione e si generalizza, allora con questa premessa bisognerebbe vietare tutti i coltelli ogni volta che uno lo usa per ammazzare un’altra persona perché i coltelli sono veicolo di morte.Noi agiamo nella piena legalità e con tutti i permessi necessari.

Certo la nostra produzione può non piacere, ma c’è modo e modo di protestare”.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Auto, convegno finale a Courmayeur conclude la Coppa delle Alpi by 1000 Miglia 2024

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(Adnkronos) –
Si è concluso il Grande Viaggio Alpino della Coppa delle Alpi by 1000 Miglia 2024.Al termine di questo Grand Tour di 1600 chilometri lungo la dorsale alpina, che ha toccato tutte e 7 le nazioni della macroregione, lungo il quale i 30 equipaggi in gara si sono sfidati in 90 Prove Cronometrate e 18 Prove di Media, è arrivato il momento di tirare le fila. La mattinata si è aperta alle 9:30 con le premiazioni: vincenti Stefano Ginesi e Susanna Rohr con una Fiat 508 S Balilla del 1934; al secondo posto l’equipaggio belga Decremer-Mertens con la loro Aston Martin Db2 del 1951 e, sul terzo gradino del podio, sono saliti Carrara e Consoli con una Jaguar XK 120 Ots del 1953.

Dopodiché, ha avuto inizio il Convegno finale che ha restituito il senso dell’itinerario tematico delle tappe sede dei talk, in occasione delle quali, una squadra di esperti scelta da 1000 Miglia che ha viaggiato a bordo di 8 auto storiche a seguito del convoglio, ha incontrato le istituzioni e i rappresentanti di buone pratiche locali.Alberto Piantoni, CEO di 1000 Miglia Srl, ha presentato così il progetto: “Portare le macchine d’epoca sulle Alpi per parlare di sostenibilità di primo acchito sembrava da pazzi.

Ma l’audacia di 1000 Miglia oggi non riguarda più la velocità, è audacia di pensiero: con questo progetto abbiamo voluto creare una rete fra le comunità alpine, che hanno una riserva di valori importante che abbiamo voluto raccontare con l’aiuto di queste vetture, capolavori di tecnica e design.Le località hanno risposto con entusiasmo e ci hanno aperto anche le porte dei loro centri pedonali”.

Due le macroaree tematiche che sono state approfondite dai numerosi ospiti intervenuti sul palco: “Tracce di coscienza di luogo e buone pratiche nella piattaforma alpina” e a seguire “Gli scenari e le grandi sfide della piattaforma alpina”.  Questa edizione della Coppa delle Alpi resterà un unicum e nel 2025 la gara tornerà ad essere disputata in inverno.La parte di Think Tank prenderà una strada indipendente, memore di quello che questo viaggio ha lasciato.

Paesaggi, voci, valori, la coscienza di un cambiamento urgente racchiuso in un’immagine rimasta impressa negli occhi dei partecipanti: quella della mer de glace dal Rifugio Montenvers o, meglio, quello che ne resta. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rafah, città di confine rifugio per oltre 1,2 milioni di palestinesi sfollati

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(Adnkronos) – Rafah, che aveva una popolazione di circa 270.000 abitanti prima che la guerra a Gaza iniziasse il 7 ottobre, ora ospita la maggioranza dei 2,3 milioni di abitanti della Striscia.Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, oltre 1,2 milioni di persone si sono rifugiate nella città situata all’estremità meridionale di Gaza, al confine con l’Egitto.

Quasi la metà della popolazione presente nella città è composta da minorenni. Medici Senza Frontiere ritiene che in totale oltre 1,5 milioni di persone si trovino attualmente nella città, dopo essere fuggite dalle aree settentrionali e centrali dell’enclave a causa delle operazioni di terra e degli attacchi aerei israeliani.  L’esercito israeliano ha chiesto alla popolazione di alcune zone orientali della città di spostarsi gradualmente nella ‘zona umanitaria’ designata, situata nel sud-ovest dell’enclave.L’Idf afferma che l’esercito “ha ampliato la zona umanitaria ad al-Mawasi per accogliere i crescenti livelli di aiuti che affluiscono a Gaza”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allarme a Verona, 3 neonati infettati in ospedale Borgo Trento

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(Adnkronos) – Sono attesi per oggi i risultati degli esami sul germe rintracciato su tre neonati prematuri risultati positivi agli screening nel reparto neonatale dell’ospedale Borgo Trento di Verona.I neonati non hanno sviluppato patologie potenzialmente mortali, ma l’episodio ricorda da vicino quanto accadde quattro anni fa quando la struttura rimase chiusa 4 mesi per la bonifica da citrobacter, batterio che portò alla morte di quattro bambini e ne rese disabili altri sei.  Il reparto di terapia intensiva neonatale è stato chiuso precauzionalmente con un provvedimento d’urgenza sabato sera, come riporta l’Arena di Verona. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Canonica d’Adda, cadavere di uomo trovato incastrato in cassonetto di raccolta vestiti

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(Adnkronos) – Il cadavere di un uomo è stato rinvenuto nel centro raccolta rifiuti di via dell’Artigianato a Canonica d’Adda, in provincia di Bergamo, poco prima delle 8 del mattino.Il corpo è stato trovato incastrato in un cassonetto di raccolta vestiti.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, auto contro semaforo a Torre Maura: morto 26enne

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(Adnkronos) – Un italiano di 26 anni è morto e due donne sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto, verso le 4.30, in viale di Torre Maura, all’altezza del civico 82, a Roma.Sul posto, per i rilievi, sono intervenute le pattuglie del VII Gruppo Tuscolano della polizia locale di Roma Capitale. Per cause in fase di accertamento, la Citroen C1, guidata dal 26enne, è finita contro un semaforo.

Inutili i soccorsi per il conducente, morto sul posto.A bordo c’erano due passeggere rimaste ferite e trasportate una al Policlinico Casilino, l’altra al Policlinico di Tor Vergata: non sarebbero in pericolo di vita.

Accertamenti sono in corso da parte della polizia locale per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, raffica di sbarchi a Lampedusa: 700 in due giorni

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(Adnkronos) –
Nuova ondata di sbarchi di migranti sull’isola di Lampedusa.Sono stati oltre 700 i migranti arrivati in poco meno di 48 ore.

Durante la notte sono arrivate altre 93 persone a bordo di tre imbarcazioni.Ieri sono stati 17 gli sbarchi complessivi, per un totale di 627 persone.

Sono provenienti soprattutto da Tunisia e Libia, Costa d’Avorio, Camerun, Ciad, Guinea Konakry, Sudan, Burkina Faso, Nigeria, Egitto, Siria e Senegal.Al momento sono 552 i migranti presenti all’hotspot dell’isola di Lampedusa.

Per oggi la prefettura di Agrigento ha disposto il trasferimento di 252 migranti con il traghetto di linea Sansovino che arriverà stasera a Porto Empedocle (Agrigento). “Le attuali misure in corso e le misure messe in atto nel breve e medio termine dal governo daranno frutti.Ci sono in atto politiche che dovrebbero ridurre il fenomeno”, ha affermato il capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, designato quale 34esimo presidente del Comitato militare della Nato dal gennaio 2025, alla riunione del Gruppo speciale Mediterraneo e Medioriente dell’Assemblea parlamentare Nato. “Premesso che la Marina nel suo dna salva chiunque stia annegando, io personalmente credo esistano due tipi di fenomeni: ci sono rifugiati che hanno il diritto di lasciare le terre da cui provengono e immigrati – ricorda – Noi italiani abbiamo scritto la storia con l’immigrazione, ma i nostri migranti avevano il visto.

Non credo che la nostra immigrazione non debba essere controllata”. “Il blocco navale è parte di un’azione di guerra nei confronti di una nazione contro cui c’è uno stato di guerra.Mi pare eccessivo parlarne, non è nel dna del nostro Paese ed elementi per risolvere il problema sono ben altri”, ha poi affermato rispondendo a una domanda sull’immigrazione. Cavo Dragone ha anche sottolineato, parlando a titolo personale, che “quando ci fu il picco dell’immigrazione in Italia, l’Italia è stata lasciata sola” ma “ora l’aria è cambiata”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Uccisi con un colpo di pistola alla testa, mistero sui surfisti scomparsi in Messico

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(Adnkronos) – Uccisi con un colpo di pistola alla testa.E’ mistero sulla morte di tre surfisti scomparsi il 29 aprile in Messico e ritrovati in un pozzo profondo circa 15 metri a circa 6 chilometri dal campeggio dove soggiornavano, nello stato della Bassa California, sulla costa del Pacifico.  Secondo l’ufficio del procuratore, i fratelli australiani Callum e Jake Robinson e il loro compagno di viaggio, Jack Carter Rhoad stavano facendo surf nel comune di Ensenada, circa 100 chilometri a sud di Tijuana.

I parenti delle vittime hanno identificato i corpi senza bisogno di test genetici, ha detto in una nota l’ufficio del procuratore generale dello stato. Secondo quanto si è appreso, Jake, un medico di 30 anni, aveva lasciato l’Australia circa due settimane fa per “un viaggio indimenticabile” con suo fratello Callum, che viveva a San Diego.Il programma era quello di una vacanza di surf programmata, con il loro amico Jack Carter Rhoad, un cittadino statunitense che viveva anche lui a San Diego.

I tre sono stati denunciati come dispersi quando non sono riusciti a effettuare il check-in nell’alloggio prestabilito a Rosarito, in Messico, lo scorso fine settimana. L’ipotesi preliminare delle indagini è che gli uomini scomparsi siano stati aggrediti da persone che volevano rubargli l’auto.Tre persone – due fratelli e una donna di 23 anni – sono stati arrestati e accusati.

La donna era in possesso, tra l’altro, del cellulare appartenuto a uno dei fratelli australiani. La Bassa California è stata tormentata dalla violenza dei cartelli negli ultimi anni, anche se raramente si verifica in zone turistiche come Ensenada.Decine di persone in lutto, surfisti e manifestanti si sono riuniti in una piazza principale della città per esprimere la loro rabbia. “Ensenada è una fossa comune”, si legge su un cartello portato dai manifestanti. “Australia, siamo con te”, ha scritto un uomo su una della mezza dozzina di tavole da surf presenti alla manifestazione.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)