(Adnkronos) – “Ovunque, ma a maggior ragione nelle aree più fragili del paese, la scuola resta l’alternativa più concreta e democratica ad un destino scritto da altri.Pertanto si auspica che il lavoro fatto dagli insegnanti, soprattutto nei quartieri dove la criminalità esercita una pressione maggiore, sia difeso e sostenuto sempre e da tutti; difendere il loro ruolo del resto significa consentire a tutti i ragazzi di costruirsi un futuro da persone libere, a prescindere dal cognome che portano”.
Così all’Adnkronos la giornalista Francesca Fagnani, di cui è appena uscito il libro “Mala.Roma Criminale”, commenta il caso della maestra aggredita a Ostia da una mamma del clan Spada e la bufera sollevata dalle parole del presidente del Municipio che in consiglio ha invitato a non enfatizzare la vicenda perché “non siamo Caivano”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – Tre dei cinque operai morti lunedì a Casteldaccia nel palermitano sarebbero stati asfissiati dalle esalazioni dell’idrogeno solforato.E’ quanto emerge dall’autopsia dei primi tre eseguita questa mattina.
Gli altri due esami autoptici saranno eseguiti domani.L’idrogeno solforato è un gas altamente pericoloso per l’uomo, incolore, idrosolubile e con una densità maggiore dell’aria, per questo tende ad accumularsi in basso negli ambienti chiusi.
Come la vasca piena di liquami fognari.Le vittime avevano i polmoni ostruiti. L’operaio trentanovenne scampato alla tragedia di Casteldaccia e ricoverato presso l’unità operativa di Pneumologia del Policlinico diretta dal professore Nicola Scichilone, è stato dimesso questo pomeriggio.
Tutti i controlli e gli esami di radiodiagnostica hanno accertato le buone condizioni di salute del paziente. Sull’altro operaio, coinvolto nell’incidente sul lavoro di Casteldaccia e ricoverato nella terapia intensiva del Dipartimento di Emergenza del Policlinico, sono in corso test di ventilazione che mirano a verificare la capacità del paziente di respirare in modo non totalmente controllato dai ventilatori meccanici.Il quadro neurologico mostra segnali positivi.
Resta esposto ancora alle conseguenze dell’insulto polmonare inalatorio e da parte di liquidi infetti.Prosegue, pertanto, il trattamento di supporto intensivo respiratorio, circolatorio e antinfettivo con antibiotici di ultima generazione.
La prognosi resta ancora riservata. Accade tutto in pochi minuti.Lunedì 6 maggio a Casteldaccia i tre operai, che si trovano nella vasca interrata dell’impianto di sollevamento delle acque reflue dell’azienda municipale acquedotti (Amap) di Palermo, non riescono più a respirare.
Sono intossicati.Restano intrappolati dalle esalazioni di idrogeno di solforato mentre stanno eseguendo dei lavori di manutenzione.
Danno l’allarme.Altri due colleghi entrano nella vasca di acque reflue, ma restano intrappolati anche loro.
Un sesto scende nella vasca per dare una mano, ma perde i sensi anche lui.Il bilancio è tragico: cinque morti e il sesto operaio in coma profondo.
Le vittime erano Epifanio Assazia, 71 anni, il contitolare della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico, che stava eseguendo i lavori in appalto, Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri, di 50 anni, Ignazio Giordano, di 59 anni e Giuseppe La Barbera. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – “1988-2024, l’Italia a Francoforte: radici e futuro”.Questo è il titolo del panel organizzato oggi al SalTo da Italia Ospite d’Onore alla Fiera del Libro di Francoforte 2024.
Moderato da Carola Carulli, giornalista del Tg2, nella Sala Blu è andato in scena un dialogo tra Mauro Mazza, Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle attività connesse alla partecipazione dell’Italia alla manifestazione del prossimo ottobre e Stefano Rolando, ex capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e suo ‘omologo’ nel 1988.Un confronto tra passato e futuro sulla scia delle ‘Radici nel futuro’ scelte come motto della partecipazione italiana alla 76esima edizione della Buchmesse.
Così come 36 anni fa, le strade di Francoforte e Torino sono tornate ad incrociarsi: Il 2024, oltre a consacrare il ritorno della cultura italiana in primo piano a Francoforte, verrà ricordato anche per il tedesco scelto come lingua ospite d’onore al Salone di Torino. Mentre il 1988 non è stato solo l’anno dell’ultima partecipazione dell’Italia come Ospite d’Onore alla Buchmesse, ma anche quello della prima storica edizione del Salone.Il panel è stato anche l’occasione per una piccola anticipazione sul programma editoriale di ottobre, curato da Aie, che verrà annunciato nella città tedesca il prossimo 28 maggio: il Commissario Mazza, infatti, ha svelato che ne faranno parte Anna Giurickovic Dato, Maddalena Fingerle e Alice Urciuolo, tre giovani e talentuose autrici, tutte nate dopo il 1988. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – “Quello delle carni selvatiche è un cibo che, se gestito bene, può diventare un cibo di qualità.I modelli alimentari che si sono creati in questi anni non sono così puliti e giusti, oggi possiamo ricostruire una nuova consapevolezza alimentare.
Non si costruisce una filiera se non si affronta il problema in modo olistico: la nostra Università coordinando competenze diverse ha messo in contatto tutti gli attori per arrivare a dimostrare che le carni selvatiche, soprattutto quelle degli ungulati, rappresentano migliaia di tonnellate di cibo disponibile con valori nutrizionali, organolettici e ambientali molto alti.Tutti gli attori della filiera devono avere la consapevolezza del proprio ruolo, a partire dai cacciatori che devono diventare i primi attori della filiera.
Nel manuale ci sono anche delle schede per i ristoratori che indicano le proprietà organolettiche e nutrizionali”.Così Silvio Barbero, vicepresidente dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, a margine della presentazione della guida per la corretta gestione della filiera delle carni selvatiche tenutasi presso la Sala stampa della Camera dei Deputati. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – “Oggi inizia finalmente un dialogo con le istituzioni.Tre anni di lavoro hanno permesso di realizzare qualcosa che difficilmente viene riconosciuto nel nostro Paese, ovvero il Made in Italy.
Finora la filiera di carne di selvaggina era vista come un insieme di problemi, oggi questi problemi sono invece diventati una risorsa.Il manuale spiega in modo scientifico come creare economia.
E’ fondamentale il dialogo, e non contrapposizione, tra associazioni venatorie, agricole e mondo scientifico.Questo settore genera quasi l’1% del Pil nazionale.
Lo scopo del progetto ‘Selvatici e Buoni’ non è solamente quello di instaurare un circolo virtuoso tra i soggetti coinvolti, ma anche quello di delineare un processo che consenta la creazione di una filiera di carni selvatiche controllata, legale e sicura dal punto di vista igienico-sanitario, in grado di garantire uno sviluppo sostenibile e un ritorno sociale, economico e occupazionale per i piccoli borghi e le comunità alpine e appenniniche”.Così Maurizio Zipponi, presidente di Fondazione UNA, in occasione della presentazione ufficiale, presso la Camera dei Deputati, del Manuale operativo del progetto ‘Selvatici e Buoni’, frutto della collaborazione tra Fondazione UNA, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, SIMeVeP. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – Rafael Nadal al secondo turno degli Internazionali Bnl d’Italia in corso a al Foro Italico di Roma.Il 37enne spagnolo, vincitore in 10 edizioni del torneo capitolino, soffre contro il belga Zizou Bergs, numero 108 del ranking Atp, e si impone per 4-6, 6-3, 6-4. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – Nasce oggi un nuovo strumento utile alla corretta implementazione della filiera delle carni selvatiche: è il manuale operativo del progetto ‘Selvatici e buoni’, frutto della collaborazione tra Fondazione UNA, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, SIMeVeP, che hanno lavorato insieme nell’occasione per offrire, per la prima volta, una guida chiara a enti locali, istituzioni e decisori dei territori interessati a generare economia e occupazione. Il manuale Selvatici e buoni, infatti, permetterà a tutti gli attori coinvolti di attingere a una guida sintetica e competente, portandoli a un corretto utilizzo delle risorse faunistiche, educandoli sulle caratteristiche igienico-sanitarie da rispettare nel trattamento delle carni selvatiche e guidandoli verso la valorizzazione e la promozione del prodotto finale sul territorio. Il manuale operativo rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato nel 2017 con l’attivazione di ‘Selvatici e buoni’, il progetto attraverso cui Fondazione UNA si è impegnata a diffondere una nuova cultura sulla filiera delle carni selvatiche.Nel triennio 2017-2019, la fase pilota, che ha messo al centro il territorio di Bergamo, ha visto l’organizzazione di attività di ricerca e analisi delle carni condotte da veterinari specializzati, nonché incontri di formazione e workshop rivolti a cacciatori, operatori della filiera di lavorazione, esperti del settore e ristoratori, finalizzati ad espandere la conoscenza sulle migliori modalità di trattamento delle carni selvatiche. “Per la stesura del manuale – ha affermato Maurizio Zipponi, presidente di Fondazione Una – abbiamo riunito attori di mondi diversi al fine di far confluire in uno strumento univoco i risultati di un tavolo di lavoro iniziato già da tempo.
Lo scopo del progetto Selvatici e Buoni non è solamente quello di instaurare un circolo virtuoso tra i soggetti coinvolti, ma anche quello di delineare un processo che consenta la creazione di una filiera di carni selvatiche controllata, legale e sicura dal punto di vista igienico-sanitario, in grado di garantire uno sviluppo sostenibile e un ritorno sociale, economico e occupazionale per i piccoli borghi e le comunità alpine e appenniniche”.
Silvio Barbero, vicepresidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha aggiunto che “Le carni degli ungulati selvatici a vita libera sono un alimento biologico per eccellenza, caratterizzato da un basso apporto di grassi e un elevato tenore proteico.Per questo motivo, tra i principali obiettivi del progetto Selvatici e Buoni c’è quello di promuovere percorsi di formazione multidisciplinari volti ad accrescere le competenze degli attori coinvolti lungo la filiera delle carni selvatiche.
Infatti, una corretta gestione della filiera è fondamentale per garantire le proprietà organolettiche e nutrizionali che contraddistinguono questa materia prima”. Alla stesura del manuale, firmato da Fondazione UNA, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e SIMeVeP, hanno lavorato docenti esperti e professionisti del settore, e in particolare Paolo Lanfranchi, Professore dell’Università degli Studi di Milano, Luca Pellicioli, Medico veterinario dell’Agenzia Tutela della Salute di Bergamo.Il loro lavoro è stato funzionale a sottolineare come le carni selvatiche possono assumere oggi un ruolo strategico come risorsa sostenibile, in grado di rispondere ad una crescente domanda alimentare che pone sempre nuove sfide per il comparto agro-zootecnico. Durante la presentazione ufficiale del manuale, tenutasi presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, sono intervenuti, in rappresentanza della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera dei Deputati e Raffaele Nevi, segretario Commissione Agricoltura Camera dei Deputati. “Il manuale ‘Selvatici e buoni’ – ha dichiarato il deputato Vaccari – che è stato oggi presentato da Fondazione UNA, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, SIMeVeP non offre solo utili indicazioni per la valorizzazione di questo tipo di carni e dei territori di provenienza ma è anche l’indicazione di un metodo che andrebbe perseguito per tutte le carni ed in generale per tutta la filiera del cibo al fine di garantire salute, sicurezza e sostenibilità ambientale.
L’affermazione di questi percorsi gastronomici sarebbe la vera chiave di svolta per un Paese che detiene il primato delle eccellenze e della qualità delle produzioni”. “Questo manuale – ha affermato l’onorevole Nevi – rappresenta un grande contributo anche per aumentare la consapevolezza dei decisori politici sul tema della organizzazione della filiera dei selvatici.Potremmo risolvere dei problemi, far emergere del gettito, sviluppare economia, creare occupazione e aumentare la sicurezza sanitaria del cibo somministrato sia attraverso la ristorazione che attraverso altri canali.
Per questo ringraziamo la Fondazione Una che ancora una volta mette in campo una importante iniziativa culturale.” —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – “Leasing per la crescita economica” è il titolo dell’Assemblea annuale di Assilea che si è tenuta stamattina a Roma alle Scuderie di Palazzo Altieri.In apertura il Presidente Mescieri ha toccato gli aspetti legati alla attività associativa di Assilea nel 2023 in tutte le sue declinazioni.
Revisione dei criteri di Basilea3+, Esg, Pnrr e leasing pubblico, Transizione 5.0, crescita e futuro delle imprese, sono stati i punti affrontati dal Presidente di fronte a una platea gremita di rappresentanti istituzionali, delle Associazioni e del sistema associativo leasing provenienti da tutta Italia.E’ seguito quindi un momento dialogo su questi temi, con gli interventi di Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale Vicario Abi, Marco Calabrò, Capo della Segreteria Tecnica del Ministero per le Imprese e il Made in Italy, Claudia Pasquini, Responsabile Ufficio Rischi, controlli e sostenibilità, Servizio Studi e Regolamentazione, Abi e Joseph Brigandì, Managing Associate-Public&Administrative Law – Deloitte Legal. L’implementazione dei principi di Basilea3+ nella CRR3 (Capital Requirements Regulation) discussa a Bruxelles ha una portata storica per il mondo bancario e finanziario, e ovviamente anche per settore leasing, perché può causare maggiori difficoltà per l’accesso al credito di artigiani, micro imprese e pmi.
Per questo Assilea si è battuta affinché la normativa prudenziale riconosca che i requisiti di assorbimento di capitale per il leasing riflettano la minore rischiosità delle operazioni di leasing rispetto alle forme di finanziamento tradizionale.Circa il Pnrr, Assilea è impegnata a far sì che il leasing sia ricompreso tra le forme eligibili per la realizzazione dei progetti Pnrr da parte dei ministeri competenti e possa dispiegare tutto il proprio potenziale anche nel settore pubblico per finanziare gli investimenti degli Enti del Territorio per l’ammodernamento delle infrastrutture del Paese. “Con il leasing l’Italia cresce di più.
Il leasing consente di realizzare gli investimenti e la crescita delle imprese, degli artigiani, micro imprese e pmi, cui vi fanno ricorso anche per la sua flessibilità e adattabilità al ciclo dei propri investimenti produttivi.Assilea lavora per continuare a proteggere l’accesso al credito leasing della ‘spina dorsale del Paese’ nell’ambito delle regole europee e sostiene l’utilizzo del leasing per la messa a terra del Pnrr e così contribuire a migliorare i livelli di sostenibilità, innovazione tecnologica ed efficientamento energetico del sistema produttivo”, ha spiegato il Presidente di Assilea, Carlo Mescieri. Presentato dal Direttore Generale Luca Ziero il Rapporto Annuale sul leasing a cura del Centro Studi e Statistiche di Assilea che ha fornito un’articolata rappresentazione del mercato italiano avuto riguardo ai prodotti, ai clienti, alla sostenibilità e alla composizione del portafoglio e qualità dei crediti leasing.
Nel 2023 i nuovi finanziamenti leasing hanno raggiunto il volume complessivo di 34,8 miliardi di euro, ai massimi dal 2008, con una crescita del +8,8% sull’anno precedente.Il 60,6% dei finanziamenti è relativo al comparto Auto (autoveicoli, veicoli commerciali e industriali), con un incremento del 28,8% rispetto al 2022.
Tiene il leasing del settore Immobiliare (+0,5%), mentre è In controtendenza il dato dei Beni strumentali (-16,8%) su cui incide l’effetto della stretta della politica monetaria della Bce. Un terzo delle autovetture “green” (elettriche a batteria, plug-in e ibride) di nuova immatricolazione in Italia è stato finanziato attraverso leasing o noleggio a lungo termine.Oltre due terzi dei veicoli commerciali elettrici di nuova immatricolazione sono stati finanziati in leasing o noleggio a lungo termine. In forte crescita il leasing di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
I clienti che hanno stipulato nuove operazioni di leasing nel 2023 sono per oltre il 95% micro e piccole/medie imprese.All’Assemblea hanno preso parte i rappresentanti del Dipartimento di Vigilanza bancaria e finanziaria di Banca d’Italia e della V Direzione Generale del Mef Ministero Economia e Finanze. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – Minimizzare sul caso della maestra aggredita da una donna della famiglia Spada perché aveva rimproverato il figlio’.L”invito’ è arrivato dal presidente del Municipio X di Roma, Mario Falconi, durante la seduta del Consiglio di oggi. “Adesso perché questa violenza l’ha fatto una persona che si chiama Spada…
ma vi posso raccontare di molte mamme che hanno fatto violenze ben più gravi sugli insegnanti da un punto di vista psicologico”, ha detto Falconi a maggioranza e opposizione chiedendo di rispettare la volontà della scuola di non creare troppo clamore e di non avere giornalisti sul posto. ”Mi ha chiamato adesso la vicepreside riferendo che tra ieri e oggi ci sono stati continuamente giornalisti eccetera – ha esordito – Mi ha detto: ‘non vogliamo vedere giornalisti, non vogliamo vedere nessuno’, sono piuttosto spaventati.Le ho detto che sono d’accordo con lei, che il Consiglio voleva sospendere i lavori e venire ma lei ha detto ‘per carità’.
Si sentono accerchiate e forse hanno anche paura.Ho detto che andrò da solo per capire la situazione.
Se poi c’è un giornalista ce ne andiamo insieme.Poi riferirò al Consiglio come atto di solidarietà”. ”E’ sbagliato immaginare di interrompere il Consiglio perché la stanno strumentalizzando in molti questa situazione - ha aggiunto – Vi prego di riflettere, mi rivolgo sia a maggioranza che opposizione.
Qualcuno ci vorrebbe utili idioti ma noi non lo siamo.Nel senso che lì il problema c’è, perché il nome è Spada, addirittura ho letto un articolo dove si citava la testata (il riferimento è alla testata data da Roberto Spada al giornalista Daniele Piervincenzi).
Noi per l’ennesima volta veniamo dipinti come Caivano e non siamo Caivano.Quindi la prima cosa da dire, la criminalità organizzata c’è, la dobbiamo combattere, mi rivolgo a tutti, maggioranza e opposizione, evitando strumentalizzazioni di ogni genere, soprattutto adesso che siamo vicini alla campagna elettorale.
Faccio appello alla vostra onestà intellettuale”. ”Mi ha chiamato la vicepreside e vanno rispettati, io voglio andare a sentirli, senza caciare, senza giornalisti – ha aggiunto ancora Falconi – Quindi voglio andare a sentire perché la prima cosa è rispettare il loro ruolo e anche le loro paure”. ”Molti si meravigliano del fatto che la maestra non sia voluta andare in pronto soccorso ma la sua scelta va rispettata, perché quell’insegnante può darsi che avesse paura”, ha concluso il presidente del Municipio, annunciando che sarebbe andato, da solo, alla scuola: “Dirò che il Consiglio del X Municipio di Roma è a totale disposizione”. ”Il presidente del municipio Mario Falconi, essendosi interfacciato con la maestra aggredita ieri da una donna della famiglia Spada, ci ha invitato a tacere sul fatto e a non fare propaganda elettorale sulla vicenda accaduta due giorni fa.In un municipio commissariato per mafia non si può dire di tacere di fronte a una cosa del genere, anche perché lo Stato deve essere presente stando vicino alle istituzioni scolastiche dicendo che a denunciare non si è soli.
E invece lui ci ha detto esattamente il contrario, noi dobbiamo stare vicino alla maestra e al preside, la maestra ha paura e quindi non dobbiamo fare marchette elettorali”.Così la consigliera municipale, capo gruppo della Lega Salvini, in X Municipio, Monica Picca, racconta all’Adnkronos quanto accaduto questa mattina durante il Consiglio convocato sull’aggressione alla maestra avvenuta martedì scorso. ”Al di là del fatto che in Consiglio municipale non c’è nessuno candidato alle europee, io mi sono molto risentita perché se si è silenti, si è omertosi, e se si è omertosi si è mafiosi – ha sottolineato – E in un territorio come il nostro quando uno Spada aggredisce una maestra non si può rimanere in silenzio.
E’ molto pericoloso.Quello che ha detto il presidente del Municipio è molto grave, ci ha chiesto di essere omertosi e a questo punto dovrebbe dimettersi”. “Pensavo di non aver capito bene quanto da lui detto, ma purtroppo è quello che ha chiesto, io dico invece che la risposta alla paura non può essere l’omertà”, dice all’AdnKronos, Paolo Trancassini, deputato e coordinatore regionale del Lazio di Fratelli d’Italia. “Il presidente del municipio non smentisce la gravità dei fatti e sottolinea che c’è paura” proprio per questo “le istituzioni si devono far sentire”. “Io – ribatte il meloniano – dico invece che vanno accesi i riflettori dello Stato, serve sicurezza, e le persone minacciate non si devono sentire isolate”. “Falconi – conclude – dimostra tutta la sua inadeguatezza”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – “Piena vicinanza a Laura Chimenti e a tutte le colleghe della Rai che in queste ore hanno subito gravi minacce e attacchi indegni per non aver aderito allo sciopero.A loro la solidarietà di Giornaliste italiane”.
Così l’associazione commenta, su X, le “aggressioni violentissime e di minacce di morte persino sui social” arrivate ad “alcune giornaliste della Rai, del tg1 in particolare, che non hanno aderito allo sciopero, tra cui la giornalista Laura Chimenti che ha letto le edizioni del tg1”, come riferito dal dg Rai, Giampaolo Rossi, nel corso dell’audizione, ieri sera, in Commissione di Vigilanza. “In queste ore ci sono state alcune giornaliste della Rai, del tg1 in particolare, che non hanno aderito allo sciopero, tra cui la giornalista Laura Chimenti che ha letto le edizioni del tg1, che sono state oggetto di aggressioni violentissime e di minacce di morte persino sui social.Mi piacerebbe che la Commissione esprimesse la sua solidarietà nei confronti delle giornaliste che hanno deciso di lavorare e che invece stanno subendo un’aggressione per il clima che si è venuto a creare per questo sciopero esagerato”.
Lo ha detto il dg Rai Giampaolo Rossi nel corso dell’audizione in Vigilanza, a proposito dello sciopero di lunedì 6 maggio. “Auspico -ha aggiunto Rossi- che la Commissione esprima solidarietà alle colleghe che il giorno hanno deciso di lavorare”. “Lo sciopero è un diritto, quanto quello di poter scegliere di lavorare.Questo è un principio che non può essere messo in discussione soprattutto quando si fa del concetto di ‘libertà e pluralismo’ una vera e propria crociata.
Quanto denunciato ieri sera dal direttore generale della Rai, Giampaolo Rossi, in audizione davanti alla Vigilanza, è sconcertante.Esprimendo la mia piena solidarietà alle giornaliste sotto attacco, confido che tutte le parti politiche facciano lo stesso per garantire a tutti la facoltà di poter esprimere le proprie idee senza dover essere vessate”, ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia e componente della Vigilanza Rai, Gianluca Caramanna. “In Rai si respira un clima inquietante.
Apprendo infatti che alcune giornaliste del servizio pubblico, in particolare del Tg1, sarebbero state aggredite violentemente a mezzo social, anche con minacce di morte, per non aver aderito allo sciopero organizzato dal sindacato di sinistra di viale Mazzini. È un fatto gravissimo, che rimanda la mente agli anni di piombo, quando i cosiddetti ‘crumiri’ venivano aggrediti dai comunisti scioperanti”, ha dichiarato in una nota Raffaele Speranzon, senatore vicecapogruppo vicario di Fratelli d’Italia e componente della commissione Vigilanza Rai. “Alle giornaliste Rai va tutta la mia solidarietà, mentre ai livorosi che non accettano la pluralità di idee all’interno della Rai gli italiani rivolgono un messaggio chiaro: il vento è cambiato, il servizio pubblico non può più essere ostaggio di gruppuscoli di potere discriminatori imbevuti di ideologia”, ha aggiunto Speranzon. “Le minacce e gli insulti ricevuti dalle giornaliste della Rai meritano una ferma condanna da parte delle istituzioni.Sono la dimostrazione di un clima pericoloso, alimentato da chi in questi giorni continua a soffiare sul fuoco della polemica.
Non possiamo accettare che il sacrosanto diritto di decidere se aderire o meno ad uno sciopero venga messo in discussione da chi evidentemente non ama le regole della democrazia e tenta di imporre una visione di pensiero unico.Rivolgo per questo a tutti l’appello a moderare i toni e a riportare le legittime diversità di vedute all’interno di un confronto democratico”.
Così il senatore di Forza Italia, Roberto Rosso, capogruppo di Forza Italia in commissione Vigilanza. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – Una ricerca congiunta, condotta da Sapienza università di Roma in collaborazione con Irccs Neuromed di Pozzilli, Università Lum Giuseppe Degennaro e Mediterranea Cardiocentro di Napoli, ha messo in luce un’associazione significativa tra ipoalbuminemia (bassi livelli di albumina nel sangue) e un aumento del rischio di mortalità per malattie vascolari e cancro in individui anziani.La ricerca, condotta sulla base dei dati raccolti dallo studio epidemiologico Moli-sani (dal marzo 2005 su 25.000 residenti in Molise, per conoscere i fattori ambientali e genetici alla base delle malattie cardiovascolari e dei tumori) e pubblicata sulla rivista scientifica eClinical Medicine-Lancet – riporta una nota – ha analizzato un vasto gruppo di persone (circa 18.000 soggetti, dei quali 3.299 di età pari o superiore ai 65 anni), dimostrando che livelli di albumina inferiori a 35 g/L sono collegati a un rischio maggiore di morte negli anziani.
Questa relazione è stata osservata anche dopo aver escluso fattori come malattie renali o epatiche e stati infiammatori acuti, che possono influenzare i livelli di albumina. “Oltre a fornirci lo spunto per approfondire con ulteriori ricerche il rapporto tra albumina nel sangue e salute – afferma Licia Iacoviello, direttore del Dipartimento di Epidemiologia e prevenzione dell’Irccs Neuromed e professore ordinario di Igiene dell’Università Lum – questo studio può avere implicazioni dirette sulla pratica clinica e sulla prevenzione.La misura dell’albumina nel sangue è infatti un test semplice e poco costoso. È quindi da considerare un’analisi di primo livello, che permetterebbe di porre una maggiore attenzione clinico-diagnostica verso gli individui anziani potenzialmente a rischio.
Il nostro studio fornisce anche un valore di riferimento (35 g/L) che può guidare il medico nell’interpretazione della misura di albumina”. La “possibilità di ottenere indicazioni predittive su malattie con alta incidenza ed elevato rischio di morte, come quelle cardiovascolari o i tumori, attraverso un esame semplice e ampiamente disponibile, anche a basso costo, rappresenta una importante conquista per la medicina moderna – commenta la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni – Questo studio, che conferma e consolida l’eccellenza delle attività scientifica delle università e degli enti di ricerca italiani in campo medico, ha anche un importante valore sociale attribuibile alle possibili ricadute nell’ambito della prevenzione”. “La nostra analisi – sostiene Francesco Violi, professore emerito della Sapienza Università di Roma e ideatore dello studio – origina dal fatto che nel sangue l’albumina è una proteina che svolge attività antiossidante, antinfiammatoria e anticoagulante.La sua diminuzione, pertanto, accentua lo stato infiammatorio sistemico, facilitando l’iperattività delle cellule predisposte alla cancerogenesi o alla trombosi. È importante, in questo contesto, sottolineare che cancro e infarto cardiaco condividono una base comune proprio nella presenza di uno stato infiammatorio cronico, e che pazienti a rischio di malattie cardiovascolari, come i diabetici e gli obesi, sono anche a rischio di cancro”. Un dato interessante – riferisce la nota – della ricerca è che l’ipoalbuminemia è correlata a un livello socioeconomico più basso.
Questo solleva un’importante questione sociale, poiché per motivi economici, gli anziani optano spesso per una dieta meno salutare, scegliendo alimenti con proteine meno nobili. “I risultati del nostro studio – sottolinea Augusto Di Castelnuovo, epidemiologo della Mediterranea Cardiocentro e dell’Irccs Neuromed – mostrano che un livello basso di albumina, oltre a fornire indicazioni sullo stato nutrizionale e sulla salute del fegato, segnala anche una aumentata suscettibilità verso altre gravi patologie.L’ipoalbuminemia potrebbe riflettere quel processo infiammatorio cronico, tipico dell’invecchiamento, noto come ‘inflammaging’, che potrebbe aver contribuito al rischio elevato di mortalità che abbiamo osservato.” —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – “Agire è una grande opportunità: la trasformazione energetica arricchirà il paese”.Così, Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza, in occasione dell’evento “La Transizione Efficiente: nuove soluzioni per l’energia del futuro”, che si è tenuto oggi a Roma. “Siamo – ha sottolineato – di fronte a un cambiamento davanti al quale non possiamo restare indifferenti”. “In primo luogo – ha aggiunto Pichetto Fratin- c’è il cambiamento climatico, che necessita di una presa d’atto e di azioni mirate, tradotte in scelte internazionale, europee e nazionali”.
Per questo ha continuato “dobbiamo cavalcare tutte le opportunità per rendere il paese migliore”. “La tecnologia – ha osservato il ministro – e il cambiamento sul fronte energetico sono in questo caso fondamentali”.E ha precisato: “Abbiamo fatto dei passi, come la riduzione emissioni del 30% dal 2005, ma c’è ancora molto da fare in vista degli obiettivi fissati al 2030”. “La decarbonizzazione – ha proseguito Pichetto Fratin – assieme al cambio della fonte energetica, con il passaggio dal fossile alle energie pulite, è un impegno che ho portato nel corso dell’ultimo G7”. “Il piano – ha osservato – è quello di chiudere con il carbone, poi con il petrolio e, infine, ridurre gradualmente il gas, favorendo la crescita delle altre energie, che hanno bisogno della migliore tecnologia”. “Le nuove tecnologie – ha evidenziato il ministro – hanno bisogno di minerali”.
E ha aggiunto: “Il settore geotermico, molto sviluppato in Toscana, è in questo caso una tecnologia promettente e può essere utile anche per la produzione litio, combinando così il settore dell’elettrico con quello delle batterie”. “In merito all’eolico – ha sottolineato Pichetto Fratin – che necessita di idrogeno, si stima che una produzione di idrogeno di 20 milioni, di cui 10 proveniente dall’Unione Europea e 10 di importazione. “Inoltre – ha specificato – a fine decennio sarà disponibile anche il nucleare energia che favorirà il processo di decarbonizzazione”.Il ministro si è poi espresso ai veicoli elettrici: “Il passaggio ai veicoli elettrici è fondamentale ma è necessario favorire economia attraverso incentivi che ne redano maggiormente accessibile l’acquisto da parte dei cittadini.
E ha concluso: “Le tecnologie moderne e la ricerca sono la chiave per regalare un futuro migliore per prossime generazioni”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – Il palestinese ‘infiltrato’ nelle proteste anti Israele – poi degenerate in violenti scontri – all’Università La Sapienza non era stato “solo” arrestato per il tentato omicidio di un dirigente dell’ambasciata degli Emirati arabi e per la morte di una ragazza iraniana.Nei suoi confronti, nel 1986, c’era infatti anche un mandato di cattura per costituzione e organizzazione di banda armata “a conclusione delle indagini relative all’attentato del 27 dicembre 1985 all’aeroporto di Fiumicino”.
Almeno stando alle carte dell’inchiesta della magistratura italiana sul terrorismo palestinese di cui l’Adnkronos è entrata in possesso e che hanno ad oggetto la fazione di Abu Nidal che ha agito, secondo i giudici, sotto le sigle ‘Settembre Nero’, ‘Brigate Rivoluzionarie Arabe’, ‘Libano Nero’, ‘Organizzazione Rivoluzionaria dei Socialisti Musulmani’, ‘Cellule Arabe Rivoluzionarie’ e ‘Cellule della guerriglia urbana’.Nell’attentato all’aeroporto romano, messo a segno dal gruppo di Abu Nidal contemporaneamente a quello di Vienna, morirono 13 persone e ne rimasero ferite 76. Othman Jihad Mohamd Issa Mahmood Abid El Hali, questo il nome dell”infiltrato’, invitato dai collettivi della Sapienza a parlare della guerra a Gaza il 16 aprile scorso, è stato identificato dai poliziotti della Digos e della Scientifica (insieme pure a cinque esponenti storici dell’anarchia romana) impegnati nelle indagini per ricostruire le responsabilità dei tafferugli scoppiati prima sotto al Rettorato poi davanti al commissariato di San Lorenzo.
Ed è in quell’occasione che è emerso che il 62enne, oggi impegnato anche in campagne anti-razziste e rappresentante dell’Unione democratica arabo palestinese, venne arrestato il 26 ottobre 1984 per il tentato omicidio del secondo segretario dell’Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti Mohamed Al Suweidi e l’omicidio della ragazza iraniana che era con lui, Noushine Montasseri.Due anni più tardi – come ha scoperto l’Adnkronos – il suo nome finì nelle carte sull’inchiesta della magistratura italiana sul terrorismo palestinese. Con lui furono destinatari di altrettanti mandati di cattura altri 13 appartenenti alla fazione di Abu Nidal, ritenuti responsabili di atti terroristici in Italia e in altri Paesi europei.
Nella lista figura anche uno degli attentatori di Fiumicino, arrestato lo stesso giorno della strage all’aeroporto e un giordano “implicato – secondo quanto si legge nel documento – nell’attentato alla Sinagoga di Roma avvenuto il 9 ottobre 1982” costato la vita a un bimbo di 2 anni, Stefano Gay Tachè. (di Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – In occasione della Milano Civil Week, la festa-evento della cittadinanza attiva e solidale che quest’anno ha per tema ‘La Costituzione siamo noi’, domani alle ore 18.30 nelle Sala Colonne del Palazzo Giureconsulti in Piazza Mercanti 2, a Milano, Corriere della Sera-Buone Notizie insieme a L’Oréal Italia inaugureranno una mostra fotografica dedicata a 23 donne con diagnosi oncologica.
Un progetto che nasce dalla precedente esperienza delle sfilate de ‘La Bellezza Ritrovata’, ma che quest’anno cambia format e si trasforma in mostra fotografica, coinvolgendo Silvia Amodio, giornalista, fotografa e documentarista che ha operato scelte espressive che coniugano etica ed estetica affrontando temi complessi come la diffusione dell’Aids in Sudafrica, i bambini lavoratori in Perù e la malnutrizione in Burkina Faso. Per le 23 donne, seguite dalle associazioni Acto Lombardia, La Forza e il Sorriso e Lilt Milano, protagoniste dei ritratti è stato organizzato nel mese di aprile scorso un vero e proprio shooting fotografico.Una giornata interamente dedicata alla bellezza di queste donne, che nasce dal desiderio e dall’opportunità di far vivere loro un’esperienza straordinaria che le aiuti a riacquisire autostima e fiducia in sé stesse. A prepararle per gli scatti sono stati i make-up artist di La Roche-Posay e gli hairstylist di L’Oréal Professionnel Paris che, con sensibilità e delicatezza, hanno coccolato e donato un sorriso a queste donne, facendole sentire veramente belle.
La preparazione della pelle e il trucco sono stati realizzati utilizzando la linea skincare e make-up Toleriane di La Roche-Posay, una linea di prodotti ad alta tollerabilità adatti alle pelli sensibili, per fare risaltare la forza e la bellezza delle protagoniste.La parte hairstyling è stata coordinata dalla Fashion Squad di L’Oréal Professionnel Paris, che ne ha curato gli hairlook utilizzando i prodotti Tecniart e la piastra a vapore Steam Pod 4. “Abbiamo voluto essere partner del Corriere della Sera-Buone Notizie sul tema delle donne in terapia oncologica da subito -ha detto Ninell Sobiecka, presidente e amministratore delegato di L’Oréal Italia-.
E dopo due anni e quattro edizioni diverse per format siamo sempre qui, insieme, con i nostri brand La Roche-Posay e L’Oréal Professionnel Paris a fianco di queste donne coraggiose e bellissime.Per L’Oréal, la bellezza non è solo cura e valorizzazione di sé, ma anche fiducia in sé stessi ed espressione della propria personalità e della propria cultura.
Questa mostra rappresenta un momento significativo a sostegno delle donne e vorrei ringraziarle per essersi fatte fotografare mostrando coraggio e determinazione”. Ninell Sobiecka ha preso parte all’iniziativa per testimoniare la sua vicinanza al tema ed è stata ritratta da Silvia Amodio in uno scatto incluso nella mostra.Insieme a lei, hanno partecipato anche Anna Scavuzzo, vicesindaca del Comune di Milano e assessora all’istruzione, Elena Lucchini, assessore alla Famiglia e alla Solidarietà sociale della Regione Lombardia, Alessandra Locatelli ministro per la Disabilità.
L’inaugurazione della mostra, a cui si può partecipare gratuitamente fino a esaurimento posti, potrà essere seguita anche in streaming su corriere.it e anche sui canali Facebook, Instagram e Twitter @corrierebuonenotizie con gli hashtag ufficiali: #CivilWeek2024 e #civilweek La mostra sarà visitabile a Palazzo Giureconsulti per l’intera giornata di sabato 11 maggio. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – Dopo Milano, Roma, Genova e Pescara, riparte da Potenza, l’11 maggio, per proseguire lungo il Sud, la campagna nazionale a tappe ‘Il tuo punto di vista conta – non lasciare che le maculopatie ti fermino’ per sensibilizzare sulle maculopatie, in particolare la degenerazione maculare umida legata all’età (nAmd) e l’edema maculare diabetico (Dme) per far emergere i bisogni non soddisfatti di pazienti e caregiver, tra cui il mantenimento di una vita sociale e lavorativa attiva, per migliorare la qualità di vita di chi convive con la patologia. Presentata a Milano nel 2023 e promossa da Roche Italia con il patrocinio di Associazione pazienti malattie oculari (Apmo), Comitato macula, retina Italia Odv e Società italiana di scienze oftalmologiche (Siso), la campagna inaugurata oggi a Potenza – si legge in una nota – prevede per il 2024, oltre a momenti di informazione attraverso conferenze stampa, lo screening della vista gratuiti per over 50.Nelle precedenti tappe, grazie alle visite oculistiche di primo livello che includono una scansione precisa della retina attraverso la tomografia a coerenza ottica (Oct), sono state raggiunte circa 1.200 persone, individuando, nel 28%, la necessità di ulteriori visite di approfondimento. Le maculopatie sono patologie oculari che interessano l’area che si trova al centro della retina, ovvero la maculasi e si caratterizzano per la crescita di nuovi vasi sanguigni anomali sotto la retina e l’accumulo di liquidi.
Le più diffuse sono la degenerazione maculare legata all’età e l’edema maculare diabetico, che colpiscono principalmente persone con più di 50 anni, la fascia di età più rappresentativa della popolazione italiana con una piena vita sociale e spesso anche lavorativa. “Le maculopatie tracciano un percorso sfidante nella vita di chi le affronta – spiega Francesco Bandello, direttore dell’unità di Oculistica dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano e presidente Apmo – Sono patologie che influenzano profondamente il benessere psicologico non solo del paziente, ma anche di coloro che gli stanno vicino: familiari, amici e caregiver.La nAmd colpisce prevalentemente le persone over 60 e compromette la loro autonomia nella quotidianità, sia nel continuare a mantenere una vita attiva che nella gestione della terapia, imponendo la necessità di un supporto costante.
Contestualmente il Dme, associato al diabete e non all’età, può colpire anche i più giovani che spesso si trovano improvvisamente di fronte all’impossibilità di lavorare.Davanti a ciò, una presa in carico del paziente tempestiva e adeguata diventa fondamentale”. Oggi, il trattamento principale per le maculopatie prevede l’utilizzo di inibitori del Vegf (fattore di crescita dell’endotelio vascolare), una proteina che stimola la crescita di nuovi vasi sanguigni.
Nella maggior parte dei pazienti, somministrati attraverso iniezioni intravitreali, possono migliorare la visione se la diagnosi è stata precoce, il trattamento tempestivo ed eseguito a cicli regolari nel tempo.Malgrado l’impatto positivo della terapia, permangono ancora diversi problemi legati alle somministrazioni frequenti di questi trattamenti e, in definitiva, all’efficacia a lungo termine dopo la loro sospensione. “Attualmente la ricerca scientifica ha reso disponibili trattamenti innovativi con nuovi meccanismi d’azione che durano più a lungo nel tempo e sono efficaci, ma che necessitano costanza nella somministrazione – sottolinea Teresio Avitabile, presidente Siso – Al fine di garantire una miglior qualità di vita, è necessario sostenere il paziente nel seguire correttamente il piano terapeutico.
La campagna ha l’obiettivo di far luce su due importanti aspetti: in primo luogo il ruolo fondamentale della prevenzione nel preservare la capacità visiva delle persone; in secondo luogo, dissipare il timore legato alle maculopatie, queste patologie non devono più spaventare”, I sintomi delle maculopatie possono manifestarsi dopo molto tempo, a volte quando ormai la patologia è in stadio avanzato. È per questo che la prevenzione e la diagnosi precoce diventano un tassello fondamentale, così come l’informazione. “Oggi il livello di informazione e conoscenza delle maculopatie è ancora inadeguato, nonostante la loro diffusione – commenta Massimo Ligustro, presidente di Comitato macula – Ciò che emerge è una forte mancanza di informazione sui percorsi terapeutici e sulle difficoltà quotidiane che impediscono ai pazienti di prendersi cura di loro stessi.Coinvolgere la popolazione e diffondere una consapevolezza più ampia su questi temi e sulle implicazioni che possono presentare nel lungo periodo, rappresentano gli strumenti necessari a garantire una prevenzione efficace e duratura”.
Aggiunge Assia Andrao, presidente Retina Italia OdV: “Da anni le nostre associazioni operano su tutto il territorio nazionale dedicandosi con impegno a promuovere una corretta informazione e all’incoraggiamento di pratiche preventive più diffuse.Riteniamo importante promuovere una sinergica collaborazione che coinvolga non solo i clinici professionisti, ma anche le associazioni di pazienti e le istituzioni competenti per migliorare il percorso del paziente offrendo al contempo – conclude – un sostegno adeguato anche ai loro familiari” . —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Scopri le ultime operazioni anti-truffa al reddito di cittadinanza a Torre Annunziata e gli sforzi per contrastare gli indebiti nell’assegno di sostegno sociale.
Frodi Reddito di Cittadinanza: Indagini a Torre Annunziata e Sequestro di 100 Milioni di Euro
Questa mattina, i Carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno condotto un’operazione giudiziaria significativa, su disposizione del GIP del Tribunale locale.Sette individui sono stati sottoposti a sequestro preventivo, accusati di truffa aggravata e omessa comunicazione di informazioni rilevanti per il beneficio del reddito di cittadinanza.
Indagini della Procura di Torre Annunziata
Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, hanno rivelato che i coinvolti, presunti affiliati a famiglie criminali locali, hanno indebitamente percepito il reddito di cittadinanza.
Le somme incassate illecitamente tra gennaio 2021 e settembre 2022 ammontano a circa 16.000 euro.
Frodi: Dettagli e Omessi Segnali all’INPS
Gli indagati hanno omesso di segnalare all’INPS situazioni personali o familiari che avrebbero impedito l’accesso al sussidio o ne avrebbero ridotto l’importo, come misure cautelari o condanne definitive per reati associativi.
Beni e Denaro Sequestrato
Durante l’operazione sono stati confiscati diversi beni, tra cui 7 carte relative al reddito di cittadinanza, 9 rapporti finanziari e una polizza assicurativa. È stato inoltre rinvenuto e sequestrato un totale di circa 500 euro in contanti, attualmente sotto verifica.
Implicazioni e Riflessioni sull’Integrità Sociale e Finanziaria
Questo caso solleva interrogativi sulla gestione e il controllo delle erogazioni pubbliche in Italia, evidenziando la necessità di verifiche più incisive per prevenire abusi e frodi.La stretta correlazione tra criminalità organizzata e sfruttamento dei sussidi pubblici evidenzia un problema più ampio di integrità sociale e finanziaria che richiede un intervento deciso e continuativo.
Sequestro di oltre 100 Milioni di Euro per Indebiti al Reddito di Cittadinanza
La lotta contro gli abusi al reddito di cittadinanza continua, con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione che ha sequestrato oltre 100 milioni di euro a chi ha percepito il sussidio in modo indebito.
Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia, ha reso noto questi dati durante un’audizione in Senato.
Controlli Incrociati e Cause degli Indebiti
L’Agenzia effettua controlli incrociati sui dati forniti dai richiedenti con quelli presenti nelle banche dati dell’INPS, dell’anagrafe, del catasto e dell’Agenzia delle dogane.Le principali cause degli indebiti includono falsa dichiarazione dei requisiti, convivenza non dichiarata e lavoro nero.
Sanzioni per Indebiti al Reddito di Cittadinanza
Chi percepisce il reddito di cittadinanza in modo improprio rischia il recupero delle somme, la revoca del beneficio e sanzioni penali.
In caso di indebita percezione del reddito di cittadinanza, è fondamentale contattare l’INPS per regolarizzare la situazione.Questi due casi, insieme ad altri simili, mettono in evidenza la necessità di un controllo più rigoroso e di misure anti-frode per garantire che il sostegno pubblico raggiunga chi ne ha effettivamente bisogno, proteggendo così l’integrità del sistema e gli interessi dei cittadini onesti.
(Adnkronos) – Il Jackpot del SuperEnalotto ha raggiunto i 100 milioni di euro.Dal 1997 – anno di nascita del gioco, oggi gestito in concessione da Sisal – a oggi quasi tutte le regioni italiane sono state teatro di almeno una vincita fatta eccezione per il Trentino-Alto Adige, la Valle d’Aosta e il Molise.
Tutte godono infatti del ‘primato’ di non essere ancora state baciate dalla fortuna.Un altro primato, però, si è registrato sul canale online dove il SuperEnalotto, rimasto da sempre fedele a sé stesso, continua ad appassionare sempre più generazioni e utenti.
Ed è così che il 25 marzo 2023 è stato vinto, per la prima volta online sul sito Sisal.it, un Jackpot dal valore di oltre 73,8 milioni di euro.
La Campania è, invece, detentrice del record di Jackpot vinti: ben 19 di cui 14 tutti concentrati nella provincia di Napoli.Segue il Lazio con 16 vittorie, di cui 13 registrate nella sola provincia di Roma: l’ultima risale però al 2012.
Chiude invece la Top 3 delle regioni più fortunate d’Italia l’Emilia-Romagna con 13 Jackpot vinti e ripartiti in quasi tutte le province con un primato sulla zona di Bologna: ben 5. Ben posizionate la Puglia e il Veneto con 10 Jackpot vinti, dove tra l’altro proprio a Rovigo è stato vinto l’ultimo Jackpot, il 16 novembre 2023 per un valore di 85,1 milioni di euro, la Toscana con 9, il Piemonte, la Lombardia e le Isole con 7 e la Calabria con 6.Basilicata e Liguria sono, invece, le uniche due regioni dove, in questi 26 anni di storia, è stato vinto un solo Jackpot, rispettivamente: 1.786.402,98 € l’11 novembre 2000 a Marsicovetere (PT) e 67.218.272,1 €, il 28 gennaio 2020 ad Arcola (SP).
In testa rispetto alla Basilicata e alla Liguria, c’è l’Abruzzo con 4 vittorie, il Friuli-Venezia Giulia con 3 e Umbria e Marche con solo 2 Jackpot assegnati per ciascuna regione.Come cambierà la mappa della fortuna dei Jackpot SuperEnalotto con il raggiungimento dei 100 milioni di euro?
Per saperne di più: https://www.superenalotto.it/ —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – La nuova variante KP.2 è già stata rilevata in Italia, in Usa corre ed è la causa di 1 caso di Covid su 4. “Gli americani si stanno preoccupando per questa ultima variante che deriva da Jn.1.La KP.2 ha tre mutazioni interessanti ma in Usa si stanno preoccupando un po’ troppo”, afferma all’Adnkronos Salute l’epidemiologo Massimo Ciccozzi, tra gli autori di uno studio tutto italiano – Università Campus Bio-Medico di Roma (Francesco Branda, Chiara Romano) e Università di Sassari (Fabio Scarpa e Alessandra Ciccozzi) – dedicato alla variante KP.2 e inviato alla rivista ‘The Journal of Infectious Diseases’. “E’ vero che una di queste mutazioni è nel sito 455, una ‘flip mutation’, cambia l’aminoacido e destabilizza la struttura della proteina.
Ma non significa che sia più immunoevasiva – non elude i vaccini anti-Covid – delle altre varianti o più pericolosa.Ricorda la variante Delta, ma manca una mutazione sul sito successivo e non è così aggressiva come lo è stata la Delta.
Dal nostro studio emerge che non ci sono rischi di maggior virulenza ed evasione del sistema immunitario, tenderà a sostituire le varianti precedenti”, sottolinea l’sperto. “Al solito si tende a confondere la fitness evolutiva con la fitness di contagiosità – continua Ciccozzi – Ad esempio, Ebola non si è evoluto poiché, pur con una grande contagiosità e virulenza, uccideva quasi tutti gli ospiti.E non è questo il caso per Sars-Cov-2: insomma, una cosa è la fitness evolutiva e la capacità di adattamento, una cosa è la fitness di contagiosità e gravità.
Se aumenta la capacità di adattarsi, diminuisce la gravità di malattia.Comunque è bene monitorare il virus, senza creare inutili allarmismi”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) –
La malattia non ha attenuato il rancore di Carlo verso Harry, che il re non ha voluto incontrare durante la visita di quest’ultimo a Londra, per il decimo anniversario degli Invictus Games.Troppi gli impegni nell’agenda del sovrano per vedere anche il figlio, e così i due si sono ritrovati a partecipare, nello stesso giorno e a pochi chilometri di distanza, ciascuno a due eventi distinti, senza nemmeno incrociarsi.
Carlo alla prima festa dell’anno nei giardini di Bukingham Palace, Harry agli Invictus, alla Cattedrale di St Paul con i soli parenti di sua madre Diana, la famiglia reale, com’era noto, non ha partecipato. Semplicemente ‘razionale’, se non addirittura freddo, il commento del portavoce del duca di Sussex al mancato incontro: “In risposta alle numerose domande e alle continue speculazioni sull’opportunità o meno di un incontro del duca con suo padre mentre si trova nel Regno Unito questa settimana, sfortunatamente non sarà possibile a causa dell’agenda completa di Sua Maestà.Il duca ovviamente si rende conto degli impegni di suo padre e delle varie altre priorità e spera di vederlo presto”. Ma non finisce qui – scrive l’Intelligencer -.
Dopo aver snobbato Harry, Charles ha trovato il tempo nella sua agenda “piuttosto impegnata” per affidare formalmente al principe William il comando del vecchio reggimento di Harry, l’Army Air Corp. “Sua Maestà il re cederà ufficialmente il ruolo di colonnello in capo dell’aeronautica militare a Sua Altezza Reale il principe di Galles”, si legge in una nota del Palazzo.Non si tratta di una sorpresa assoluta – sottolinea il quotidiano americano – dato che già più di un anno fa Buckingham Palace aveva affermato che William sarebbe stato il prossimo colonnello in capo dell’Aeronautica Militare.
Ma era davvero necessario che l’ufficializzazione avvenisse subito dopo la dichiarazione di Harry sul mancato incontro?Probabilmente no, ma la tempestività di certe scelte è spesso attribuibile all’istituzione e non al re, il quale di certo non preme il tasto ‘invia’ per i comunicati reali. Ma c’è ancora un altro smacco che Harry ha dovuto sopportare nel suo viaggio nel Regno Unito: come commenta l’esperto reale Tom Bower a Gb News, il mancato incontro fra padre e figlio ha fatto sì che non venisse scattata una foto-famiglia-viatico per il prossimo viaggio di Harry in Nigeria, che avrebbe potuto utilizzare quell’immagine per ‘spacciarsi’ in qualche modo in qualità di rappresentante della famiglia reale in visita.
Il duca di Sussex, secondo il biografo, avrebbe perso l’opportunità di affermare nel Paese africano “vengo qui come membro della famiglia reale”. “Il re glielo ha negato, ed è giusto che sia così – ha aggiunto – Buckingham Palace ha deciso ‘non faremo il loro gioco’ in questa occasione”. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – Il North Miami Beach Police Department per il momento non rilascia dichiarazioni sul caso di Matteo Falcinelli, lo studente italiano sottoposto a violenze dopo l’arresto lo scorso febbraio, ma assicura che rilascerà in settimana una “dichiarazione dettagliata”.E’ quanto scrive il Miami Herald, il principale quotidiano della città della Florida, che ha pubblicato un lungo articolo sulla vicenda, sottolineando come le immagini dell’arresto violento, e dell’incaprettamento, stiano sollevando “polemiche in Italia” e attirando l’attenzione “di leader italiani”. Il quotidiano intervista anche Chad Piotrowski, avvocato che rappresenta Falcinelli negli Stati Uniti, che denuncia “un uso eccessivo della forza” da parte della polizia “in risposta alla situazione”. “La cosa inquietante è stato vedere i poliziotti che lo legavano con l’hog-tie mentre era solo in una cella chiusa”, ha aggiunto riferendosi alla pratica, vietata da decine di dipartimenti di polizia e sconsigliata come potenzialmente letale dal dipartimento di Giustizia sin dal 1995, di collegare le manette strette alle mani con una cintura ai piedi, anche questi legati. “Non c’e’ assolutamente ragione di legare in quel modo quel povero ragazzo, non dovevano farlo, è una cosa difficile da guardare”, ha aggiunto il legale. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)