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Iran: “Attacco a Israele via terra e cielo, possibile in ogni momento”. Raffica razzi Hezbollah

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(Adnkronos) – L'Iran potrebbe lanciare un attacco coordinato terra-aria contro Israele in risposta all'uccisione del leader di Hamas Ismail Haniyeh a Teheran.Lo ha detto la missione permanente dell'Iran presso le Nazioni Unite fornendo i dettagli sui tempi e i modi della rappresaglia.

Due gli obiettivi della risposta iraniana, come spiega l'agenzia di stampa Mehr: ''Punire l'aggressore per terrorismo e violazione della sovranità nazionale dell'Iran'' e ''rafforzare il potere di deterrenza dell'Iran per prevenire qualsiasi aggressione futura".Inoltre, affermano i diplomatici iraniani, ''la risposta dell'Iran dovrebbe evitare un possibile impatto negativo su un eventuale cessate il fuoco'' nella Striscia di Gaza. L'Iran, ha aggiunto, potrebbe colpire Israele in un momento e in un modo inaspettato. "Forse quando i loro occhi sono puntati al cielo e sullo schermo radar, vengono sorpresi da terra, o forse una combinazione delle due cose", ha affermato la missione all'Onu. Ieri l'Iran ha fatto sapere che darà a Israele una risposta "più severa" di quanto fatto in passato per l'omicidio a Teheran di Haniyeh.

Lo ha dichiarato il vice comandante dei Guardiani della Rivoluzione, il generale di brigata Ali Fadavi, citato dall'agenzia Mehr. "Il regime sionista fake e assassino di bambini continua con la sua stupidità e ha martirizzato Haniyeh sul suolo dell'Iran islamico.Noi risponderemo al momento e nel luogo appropriati", ha affermato. "Determineremo il momento e il modo della punizione", ha ribadito l'esponente dei pasdaran, aggiungendo che "il regime sionista usurpatore ha commesso un grave crimine assassinando il martire Haniyeh, e questa volta sarà punito più severamente di prima". Per il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione dell'Iran, Ali Mohammad Naeini, potrebbe essere "lunga" l'attesa da parte di Israele della risposta iraniana all'omicidio di Haniyeh. Secondo il portavoce, la reazione della Repubblica islamica all'uccisione del leader palestinese potrebbe non essere in linea con le sue operazioni precedenti. "Il tempo è dalla nostra parte e il periodo di attesa per questa risposta al regime criminale sionista potrebbe essere lungo", ha spiegato Naeini, aggiungendo che i comandanti iraniani hanno "l'esperienza e le capacità tattiche per punire efficacemente il nemico e non sono inclini ad azioni affrettate".  Hezbollah ha intanto rivendicato un lancio di razzi verso la città di Katzrin sulle Alture del Golan in Israele affermando di aver preso di mira una base dell'esercito israeliano.

Il gruppo libanese ha detto di aver lanciato diverse raffiche di razzi Katyusha non guidati contro la base militare sulle alture del Golan in risposta a un attacco delle Idf nel Libano orientale. Secondo le Idf, nell'attacco sono stati lanciati circa 50 razzi, diversi sono stati intercettati dal sistema Iron Dome e alcuni hanno colpito Katzrin, causando gravi danni e ferendo una persona. "Hezbollah ha lanciato circa 50 razzi e ha preso di mira i civili, agiremo di conseguenza", ha dichiarato il portavoce delle forze israeliane (Idf), Daniel Hagari, secondo quanto riporta il Jerusalem Post. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Spielberg ha denigrato gli squali”, l’accusa di James Cameron

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(Adnkronos) – Da anni conduce una doppia vita: James Cameron non è solo il regista di film epici come 'Terminator', 'Titanic' e 'Avatar', ma anche un sommozzatore.Si è già recato più volte sul relitto del Titanic, affondato nel 1912, con un sommergibile ed è stato anche nel punto più profondo della Terra; è un convinto sostenitore della protezione degli oceani e dei loro abitanti. L'esperienza di Cameron nelle profondità marine è probabilmente il motivo per cui il regista ha criticato un film del suo collega Steven Spielberg, 'Lo squalo', girato nel 1975, che racconta di uno squalo mangiatore di uomini che attacca i bagnanti su una spiaggia dell'isola di Amity.

Alla domanda del quotidiano britannico 'The Guardian' se all'epoca Spielberg avesse ritratto gli squali in modo ingiusto nel suo film, Cameron ha risposto bruscamente: "Steven ha fatto regredire la causa degli squali.In quanto cosiddetti predatori apicali, gli animali sono una parte importante della catena alimentare e questo viene riconosciuto poco dal pubblico.

Gli squali hanno una cattiva reputazione", ha continuato Cameron. "Eppure gli squali esistono da circa 300 milioni di anni", ha continuato Cameron. "Sono stati una delle prime forme di vita vertebrate superiori a comparire sul pianeta e sono incredibilmente adattati al loro ambiente.Non ci sono animali buoni e cattivi, ma solo una consapevolezza: gli oceani sono spietati".  Anche Spielberg oggi ha maturato una visione diversa del film del 1975.

In un'intervista rilasciata alla Bbc circa un anno e mezzo fa, Spielberg aveva dichiarato: "Mi rammarico ancora del declino della popolazione degli squali come risultato del libro e del film.Me ne rammarico davvero".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Entra in casa per rubare, ma si mette a leggere un libro

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(Adnkronos) –
Entra in un appartamento per rubare ma trova un libro e si siede per leggerlo.E' successo ieri nel quartiere Prati, in via Mirabello, intorno all'ora di pranzo il proprietario dell'appartamento ha sentito dei rumori dentro casa è quando andato a vedere di cosa si trattasse ha sorpreso il ladro, un 38enne italiano, seduto a sfogliare un libro.

L'uomo arrestato dai poliziotti del commissariato Prati aveva un borsone con dei vestiti firmati, probabilmente provento di furto.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas, “accordo su Gaza sull’orlo del collasso”

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(Adnkronos) –
Sarebbe ''sull'orlo del collasso'' l'accordo per il raggiungimento di un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e per il rilascio degli ostaggi ancora nell'enclave palestinese.Lo scrive Politico citando due funzionari americani e due israeliani a condizione di anonimato alla vigilia della ripresa al Cairo di nuovi negoziati.

Se l'ultima versione proposta dell'accordo dovesse fallire, però, i mediatori non hanno pronta un'alternativa immediata da proporre e il rischio sarebbe quello di una recrudescenza della violenza, scrive il giornale. L'attuale proposta, messa a punto da Stati Uniti, Israele, Egitto e Qatar a luglio, secondo i funzionari è la forma di accordo più forte elaborata finora perché si adatta alle richieste sia di Hamas sia di Israele.Israele ha firmato, ma Hamas ha detto pubblicamente che contraddice la prima proposta elaborata dal presidente americano Joe Biden e quindi non la accetterà.

Il timore dei funzionari Usa è che quindi quest'ultimo accordo possa naufragare come i precedenti. Solo poche settimane fa, i funzionari dell'Amministrazione Biden si dicevano ottimisti dopo che Hamas privatamente si era detto favorevole all'accordo proposto, ha affermato una delle fonti Usa a Politico.Ora alcuni alla Casa Bianca rimangano fiduciosi, ma molti sono frustrati dalla retorica pubblica di Hamas e non sono sicuri sia solo propaganda.  "Non sappiamo se Sinwar vuole questo accordo", ha detto uno dei funzionari a Politico. "Ma se non otteniamo l'accordo, c'è la possibilità che l'Iran attacchi e che si arrivi a un vero e proprio scontro", ha aggiunto la fonte. "Abbiamo visto Sinwar porre sostanzialmente il veto o affossare quanto concordato e abbiamo visto Netanyahu aggiungere ulteriori condizioni", ha detto Andrew Miller, fino a giugno sottosegretario di Stato per gli affari israelo-palestinesi. "Sembra che ci sia in una situazione di stallo, ma è una di quelle situazioni in cui, anche se la probabilità di raggiungere un accordo è bassa, è difficile pensare a una strategia migliore", ha ammesso. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Denise Pipitone, la rabbia della mamma “per ciò che non è stato fatto”

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(Adnkronos) – Un silenzio lungo vent’anni, ma per Piera Maggio la sua Denise non si può dimenticare. "I bambini non spariscono nel nulla, è innaturale che questo avvenga.Perché non è arrivato un estraneo da monti lontani a prendersi la mia bambina alla periferia di Mazara del Vallo", dice.

La mamma di Denise, scomparsa l'1 settembre del 2004 a Mazara del Vallo (Trapani) quando non aveva neppure quattro anni, sarà tra gli ospiti della prima giornata del 'PaceFest' che si apre domani, alle 19.30, alla Villa comunale di Caltabellotta, il borgo agrigentino conosciuto come 'città della pace'.  "Non farò appelli, ne ho fatti troppi – dice Piera Maggio -.La scia di dolore si è trasformata in rabbia, per quello che andava fatto e non si è fatto, di chi all’epoca lavorava sul campo e non si è mosso.

Attendiamo forse un magistrato che scavi a fondo.Ecco, il mio appello è di cercare nei faldoni".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Buchmesse, Pupi Avati: “Lusingato per l’invito a Francoforte, parlerò di Dante”

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(Adnkronos) – “Sono estremamente lusingato dalla possibilità di partecipare a questa iniziativa così culturalmente importante e cercherò di portare la mia esperienza in ambito cinematografico”.Con queste parole Pupi Avati, celebre regista nonché scrittore, ha ringraziato Mauro Mazza, commissario straordinario del governo per il coordinamento delle attività connesse alla partecipazione dell'Italia quale Paese d'onore alla Fiera del libro di Francoforte 2024, per l’invito in qualità di ospite alla prossima edizione della Buchmesse.  
Il regista – atteso all'81esima Mostra del Cinema di Venezia con ‘L'orto americano’, tratto da un suo romanzo – ha parlato del rapporto tra scrittura e cinema in un’intervista ad Ilaria Bianchi, anticipando il tema del suo incontro nel Padiglione Italia a Francoforte.

Inoltre, Avati ha annunciato che a Francoforte parlerà di Dante al quale nel 2022 ha dedicato l’omonimo film interpretato da Sergio Castellitto.  "La scuola italiana dei miei tempi – spiega il regista – ha fatto di tutto per rendere Dante inavvicinabile, ermetico, supponente.Così ho pensato: perché non gli vogliamo bene a questo ragazzo, invece di temerlo così tanto?

E mi sono deciso a fare questo film, impiegando vent'anni di studi, tant'è vero che adesso avrò una laurea ad honorem in italianistica da Roma Tre grazie a Dante”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente in Valle Gesso per cordata alpinisti, un morto

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(Adnkronos) –
Un morto in un incidente in Valle Gesso, nel cuneese, che ha coinvolto una cordata di alpinisti durante la scalata dello spigolo Vernet alla cima della Nasta.Per cause ancora da accertare durante la progressione l'uomo è precipitato mentre una donna è rimasta appesa alla sosta.

Sul posto i tecnici del Soccorso alpino e speleologico piemontese e il Servizio regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte. L'eliambulanza, in virtù della complessità del terreno, ha recuperato due tecnici aggiuntivi del Soccorso Alpino di valle a supporto dell'équipe.Il personale è stato sbarcato al verricello nel punto dell'incidente iniziando le manovre di rianimazione cardiopolmonare sull'uomo e stabilizzando la donna che è stata rapidamente trasferita in ospedale con un infortunio poco grave.  Nel frattempo le operazioni sull'uomo si sono dimostrate vane costringendo infine il medico a constatare il decesso.

L'operazione si è svolta interamente in aperta parete con i tecnici che hanno dovuto operare appesi alle corde con complesse manovre alpinistiche. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carcere Beccaria, detenuti incendiano materasso e aggrediscono agenti

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(Adnkronos) –
Notte di tensione al carcere minorile Beccaria di Milano, dove alcuni detenuti hanno incendiato un materasso e aggredito degli agenti.A denunciare i fatti Alfonso Greco, segretario per la Lombardia del sindacato autonomo polizia penitenziaria. "Tutto è successo perché un detenuto aveva la tosse – spiega Greco -.

A mezzanotte gli hanno procurato lo sciroppo ma lo ha rifiutato.Poi un gruppo di detenuti ha incendiato un materasso e quando il poliziotto ha aperto la cella per intervenire, i ristretti lo hanno accerchiato e picchiato".

All'agente è stato rotto il labbro, la testa e spruzzato l’estintore in faccia.Stando al racconto di Greco i detenuti sono quindi scesi, hanno colpito altri colleghi, hanno preso le chiavi e sono usciti all’aria aperta.  "Sicuramente volevano evadere – sottolinea Greco -. È arrivato supporto anche dai vigili del fuoco, polizia e carabinieri.

Tre detenuti sono stati inviati in ospedale, rientrati all’Ipm entro due ore mentre i poliziotti feriti sono sei, quello picchiato, uno con trauma cranico e gli altri intossicati.Ancora c’è chi si ostina a chiamare ‘poveri ragazzi’ questi delinquenti criminali?

La sfrontatezza, il menefreghismo, il mancato rispetto delle regole minime e il senso di impunità di cui sono convinti di godere taluni detenuti del carcere minorile di Milano sono tali che assistiamo ogni giorno a incredibili e gravi episodi di violenza tanto che ci chiediamo cosa ci stiamo a fare in carcere a prendere ogni giorno sputi, insulti, minacce e parolacce se il primo a non tutelarci è quello Stato che noi rappresentiamo nelle galere regionali e della nazione". Per Donato Capece, segretario generale del Sappe, "ormai, episodi come questi, in quasi tutti i penitenziari della nazione sono all’ordine del giorno tanto da non fare più né notizia sull’opinione pubblica e, cosa ancor peggio, da considerare il quanto non più fatti di una sbalorditiva gravità, ma quasi come ordinaria amministrazione. È seria preoccupazione, da parte del personale di polizia penitenziaria, che se l’andamento di violenza, che sta caratterizzando questo periodo storico, che non trova eguali negli ultimi 20 anni, a dover garantire la sicurezza e legalità all’interno degli istituti penitenziari, dovrà essere chiamato l’Esercito e ciò per la semplice conseguenza dell’alto numero di feriti che si registrano tra il personale del Corpo di polizia penitenziaria”. Quel che è avvenuto, ribadisce Capece, "decreta che il sistema della pena minorile è da rifondare perché è stato ed è gestito in maniera fallimentare.E avverte: "Non lasciate soli le donne e gli uomini del Corpo: il tracollo del sistema è dietro l’angolo.

Servono regole ferree per ristabilire ordine e sicurezza nelle carceri, attuando davvero quella tolleranza zero verso i detenuti violenti che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta.Qui serve, forte ed evidente, la presenza dello Stato, che non può tollerare questa diffusa impunità, e servono provvedimenti urgenti ed efficaci!”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Palermo, 19enne: “Violentata dopo serata in spiaggia”

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(Adnkronos) – Violentata dopo una serata in spiaggia.La denuncia è di una 19enne.

I carabinieri della Compagnia di Partinico (Palermo) hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un 27enne, accusato di violenza sessuale.Secondo una prima ricostruzione dei fatti, lo scorso 15 agosto, sul lungomare di Balestrate la vittima, la giovane sarebbe stata abusata dall’indagato, suo conoscente, con il quale, insieme ad altri amici aveva deciso di trascorrere la serata in spiaggia.

Le indagini sono scattate dopo il drammatico racconto della ragazza.Il 27enne avrebbe abusato della 19enne, dopo averla convinta, con una scusa, ad allontanarsi dal gruppo e, una volta soli, nonostante il suo rifiuto, l’avrebbe aggredita procurandole perfino delle lesioni.  La coraggiosa ricostruzione della vittima e le testimonianze dei presenti hanno consentito agli investigatori dell'Arma di identificare tempestivamente il 27enne, a carico del quale il gip di Palermo ha disposto la misura cautelare in carcere. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Chi gli dirà che presidenza è lavoro da neri?”, Michelle Obama punzecchia Trump

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(Adnkronos) – "Chi dirà a Donald Trump che il lavoro che vuole potrebbe essere un altro di quei 'lavori da neri'?".Con graffiante ironia Michelle Obama, durante il suo intervento alla convention dem, ha ricordato agli americani, in particolare agli elettori afroamericani, le dichiarazioni, da toni sia xenofobi che razzisti, dell'ex presidente riguardo al fatto che i migranti ruberebbero 'black jobs', posti di lavoro da neri.  E l'ex first lady non ha esitato ad accusare Trump di fatto razzismo ricordando il ruolo che ebbe il tycoon nell'attaccare e minare la legittimità della presidenza del marito, Barack, primo presidente afroamericano della storia: "per anni, Donald Trump ha fatto tutto quello che era in suo potere per spingere la gente a temerci – ha detto – la sua limitata e miope visione del mondo si sentiva minacciata da due grandi lavoratori, persone altamente istruite e di successo che erano afroamericane".  Proprio alla luce degli attacchi che lei e il marito hanno subito per otto anni, Michelle ha ricordato che questa macchina del fango potrà essere scatenata anche contro Kamala, che aspira a diventare la prima donna e la prima afroamericana presidente. "Sfortunatamente sappiamo quello che succedere, sappiamo che c'è chi cercherà di distorcere la sua verità" ha affermato esortando tutti a fare qualcosa per sostenere Kamala e la sua campagna. "Nessuno si può permettere di rimanere fermo ed aspettare che qualcuno vi chiami", ha detto.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, al Meeting di Rimini l’esperienza di Coca-Cola Hbc Italia

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(Adnkronos) – Si chiamano Aree Forestali di Infiltrazione, ovvero terreni agricoli situati in aree di alta pianura caratterizzati da suoli particolarmente permeabili, allestiti con una rete di canali disposti a pettine alternati a filari di alberi e arbusti, nell’ambito dei quali viene fatta defluire una portata continua di acqua prelevata da fonti esterne, con lo scopo di facilitarne l’infiltrazione nella falda freatica.  
Se ne è parlato al Meeting di Rimini al convegno “Come conservare, utilizzare e condividere una risorsa così preziosa come l’acqua?”, che ha visto la presenza del mondo istituzionale, accademico e delle imprese, su quello che è l'elemento essenziale della vita e che, a causa dei cambiamenti climatici, si trova in quantità sempre più scarsa. “L'acqua è una materia prima fondamentale per la nostra impresa – spiega Giangiacomo Pierini, direttore Corporate Affairs & Sostenibilità di Coca-Cola HBC Italia tra i relatori dell'incontro – questo ci ha portato negli anni a investire 500 milioni di euro in tecnologie e processi che ci consentissero di utilizzarne il meno possibile.Abbiamo pensato che si può fare qualcosa di più che risparmiare acqua a livello industriale e quindi abbiamo presentato la creazione di queste Aree Forestali di Infiltrazione che andremo a sviluppare insieme al consorzio di bonifica veronese, poco distante dal nostro stabilimento di Nogara , (il più grande in Europa) e che consentirà di ricaricare la falda con 800 mila metri cubi d'acqua che potranno diventare un milione e mezzo di metri cubi d'acqua.

Quindi andremo a più che compensare l'acqua che preleviamo dalla falda profonda”.Le AFI oltre alla ricostituzione del patrimonio idrico sotterraneo, consentono, attraverso le piante, la riduzione di CO2 in atmosfera, il miglioramento del paesaggio e l’incremento della biodiversità. La fabbrica Coca-Cola HBC Italia di Nogara estrae l’acqua necessaria alla produzione da 5 pozzi che attingono da falde acquifere profonde.

Con un’intensità idrica di 1,59 litri consumati per litro di bevanda prodotta, la fabbrica di Nogara usa per le bibite 2/3 dell’acqua estratta annualmente.La restante parte, una volta depurata, viene reimmessa nel fiume Tartaro, dove torna a disposizione della comunità che, quando necessario, può utilizzarla per l’irrigazione dei campi della zona.

Tutte queste attività sono svolte in piena ottemperanza alle autorizzazioni rilasciate dagli enti preposti.Lo stabilimento di Nogara è inoltre conforme ai requisiti Alliance for Water Stewardship (AWS) che attesta la gestione responsabile della risorsa idrica. "Noi preleviamo l'acqua dal sottosuolo, non utilizziamo l'acqua dell'acquedotto, la preleviamo in profondità, la utilizziamo per le nostre bevande e l'eccesso, viene rimesso subito in natura, in caso di Verona, nel fiume Tartaro che scorre vicino e che poi viene utilizzato ad uso agricolo.

L'area forestale di infiltrazione ci consente di aumentare la ricchezza della falda con 800 mila metri cubi, che diventeranno un milione e mezzo di metri cubi d'acqua, andando quindi a più che compensare l'acqua che preleviamo, questo ci consente quindi di poter dire che andremo ad azzerare l'utilizzo dell'acqua della falda” “La sostenibilità è la lente attraverso la quale vediamo lo sviluppo della nostra impresa, la sostenibilità deve sempre essere considerata nelle tre dimensioni di sostenibilità economica, ambientale e sociale.Gli investimenti nell'infrastruttura e nello stabilimento, ma ad esempio anche questo investimento nell'area forestale di infiltrazione, adottano la prospettiva di medio e lungo periodo.

Per cui crediamo che possiamo e dobbiamo fare impresa sempre tenendo presente le tre dimensioni della sostenibilità.Senza una di queste non parliamo di vera sostenibilità.”  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al Meeting di Rimini Coca-Cola Hbc Italia porta i compattatori per incentivare al riciclo

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(Adnkronos) – Quattro corner dislocati nelle aree di ristoro della Fiera di Rimini in occasione del Meeting per riciclare le bottiglie in PET e coinvolgere i visitatori sull’importanza del corretto riciclo e dei gesti quotidiani per essere più sostenibili attraverso quiz educativi sui temi dell’economia circolare. 
L’obiettivo di Coca-Cola HBC Italia è che le bottiglie in PET consumate in questi giorni in Fiera siano raccolte e avviate a un riciclo Bottle to Bottle per contribuire a preservare l’ambiente e dare l’opportunità alla plastica di essere riutilizzata un elevato numero di volte. “Abbiamo deciso di portare quattro compattatori in collaborazione con il Coripet – spiega Giangiacomo Pierini, direttore Corporate Affairs & Sostenibilità di Coca-Cola HBC Italia per raccogliere bottiglie post consumo e iniziare il percorso di riciclo che le porterà ad essere nuove bottiglie, perché il packaging non è un nemico dell'ambiente ma è quello che ci consente dei prodotti sicuri e di qualità.L'importante è non disperderlo ma conferirlo e quindi riciclarlo.” Le bottiglie in plastica distribuite durante la fiera verranno raccolte e avviate al riciclo da Coripet, il consorzio volontario senza fini di lucro riconosciuto dal Ministero dell'Ambiente.

Un’iniziativa che punta a coinvolgere in maniera ludica il pubblico, sensibilizzandolo sulle pratiche quotidiane capaci di fare la differenza nel costruire un futuro dove crescita economica e sociale vanno di pari passo con la tutela del Pianeta.Una visione che si concretizza nel percorso ambizioso intrapreso da Coca-Cola HBC Italia per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività e supportare le comunità locali e i dipendenti: negli ultimi 10 anni in Italia l’azienda ha fatto investimenti in progetti e iniziative volte a promuovere un processo di innovazione sempre attento alla sostenibilità e all’economia circolare. “Oggi utilizziamo il 100% di plastica riciclata nelle nostre bevande – ha concluso Pierini – abbiamo realizzato due anni fa in Piemonte vicino a Biella, a Gaglianico un impianto che lavora a 30 mila tonnellate di plastica riciclata rendendo la plastica riciclata ad uso alimentare e poi trasformandola nelle bottiglie che vanno poi a essere riempite in tutti i nostri stabilimenti italiani e servono il mercato italiano con packaging che è già al 100% riciclato.” —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina lancia droni verso Mosca. Russia: “Uno dei più grandi attacchi di sempre”

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(Adnkronos) – La Russia ha riferito di aver abbattuto 45 droni lanciati nella notte dall'Ucraina, compresi 11 che puntavano su Mosca.Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo confermando quello che è uno dei più grandi attacchi ucraini con droni verso la Russia dall'inizio del conflitto. Nel dettaglio, oltre ai droni diretti a Mosca, 23 droni sono stati distrutti sulla regione di Bryansk, sei sono stati abbattuti sul territorio della regione di Belgorod, tre sulla regione di Kaluga e due sulla regione di Kursk.

Sui social sono stati condivisi vari filmati che mostrano le intercettazioni. 'A definirlo "uno dei più grandi attacchi contro Mosca'' è stato il sindaco della capitale russa, Sergei Sobyanin, su Telegram. "Questo è uno dei più grandi tentativi di attaccare Mosca con i droni di tutti i tempi", ha scritto Sobyanin, aggiungendo che non sono state segnalate vittime o danni materiali. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, oltre 100 ostaggi ancora in mano ad Hamas. Da domani nuovi negoziati al Cairo

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(Adnkronos) –
Sono "109 gli ostaggi tenuti prigionieri da Hamas" nella Striscia di Gaza dall'attacco del 7 ottobre in Israele.A confermarlo il portavoce delle forze israeliane (Idf), Daniel Hagari, aggiungendo che "non saremo in grado" di riportare tutti a casa con "operazioni di salvataggio".

Domenica l'esercito israeliano ha confermato di aver recuperato i corpi di 6 ostaggi nella Striscia di Gaza.Intanto domani, giovedì 22 agosto e venerdì 23, si terranno al Cairo in Egitto nuovi negoziati per cercare di giungere a un accordo sul cessate il fuoco e sul rilascio degli ostaggi, dichiarato il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty intervistato da Sky News Arabia.

Si ritiene, ha spiegato il portavoce del governo israeliano David Mencer, che dei 109 ostaggi a Gaza 36 siano morti e 73 ancora vivi. I corpi dei 6 ostaggi detenuti da Hamas sono stati recuperati da un “tunnel sotterraneo” all'interno della Striscia di Gaza.In un comunicato l'Idf ha affermato che i corpi di Yagev Buchshtab, Alexander Dancyg, Avraham Munder, Yoram Metzger, Chaim Peri e del britannico-israeliano Nadav Popplewell sono stati recuperati nella zona di Khan Younis.

La morte di cinque di loro era già stata annunciata da Israele, anche se si pensava che Avraham Munder potesse essere ancora vivo.  Centinaia di manifestanti si sono radunati lungo Begin Road a Tel Aviv per chiedere un accordo che porti alla liberazione degli ostaggi.Il figlio di Alexander Dancyg, Mati Dancyg, ha dichiarato ieri che il governo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha scelto di “abbandonare gli ostaggi per sopravvivere”. “Netanyahu ha scelto di sacrificare gli ostaggi.

Il karma lo giudicherà e la pagherà cara”, ha dichiarato all'emittente pubblica israeliana Kan. "Comprendiamo bene l'urgenza alla luce dei crescenti timori per la salute degli ostaggi e il loro stato psichico con il passare del tempo – ha detto ancora Hagari – Le Idf lavorano giorno e notte per ottenere ulteriori informazioni d'intelligence, per creare più opzioni operative per il salvataggio degli ostaggi ma non saremo in grado di riportare indietro tutti attraverso interventi di salvataggio". "Riportarli a casa è un nostro dovere morale, è un obiettivo della guerra", ha ripetuto dopo che nelle scorse ore i militari israeliani hanno recuperato nella Striscia di Gaza i corpi di sei persone che erano state rapite nell'attacco del 7 ottobre in Israele. Intanto domani, giovedì 22 agosto, e venerdì 23 si terranno al Cairo, in Egitto, nuovi negoziati per cercare di giungere a un accordo sul cessate il fuoco a Gaza e sul rilascio degli ostaggi.Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty intervistato da Sky News Arabia. "Non sono sicuro che ci sarà un accordo", ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante un incontro con una delegazione di familiari degli ostaggi.

Secondo la delegazione, riportano i media locali, Netanyahu ha chiarito che "Israele non lascerà in alcun caso i corridoi Philadelphi e Netzarim, nonostante le enormi pressioni per farlo", sostenendo che si tratti di "asset strategici, sia militari che politici".Il primo ministro ha quindi ribadito alle famiglie degli ostaggi che la guerra andrà avanti "finché Hamas non sarà distrutta e gli obiettivi della guerra saranno raggiunti". "Hamas ha ''mostrato flessibilità'' rispetto all'accordo sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi, è il primo ministro israeliano Benjamin ''Netanyahu responsabile della mancanza di progressi''.

E' quanto si legge in una nota diffusa da Hamas, sottolineando che ''il recente accordo sul cessate il fuoco presentato al gruppo è un'inversione di rotta rispetto a quanto è stato concordato il 2 luglio".Nella nota diffusa da Hamas si legge che ''i nostri fratelli e mediatori in Qatar ed Egitto sanno che il movimento ha affrontato ogni round di negoziati con positività e responsabilità e che Netanyahu è sempre stato quello che ha ostacolato il raggiungimento di un accordo imponendo nuove condizioni e richieste''. Hamas ha quindi ''ribadito il nostro impegno nei confronti di quanto concordato con i mediatori il 2 luglio, sulla base dell'accordo messo a punto da Biden e della risoluzione del Consiglio di sicurezza.

Invitiamo i mediatori ad assumersi la responsabilità e a obbligare l'occupazione ad accettarlo''. Dagli Usa è arrivato un ultimatum.Il segretario di Stato americano, Antony Blinken ha fatto sapere chiaramente che Washington vuole un accordo in tempi stretti, esortando le parti interessate a "concludere l'accordo ora".

Secondo 'Al Jazeera', Blinken ha spiegato di aver sentito direttamente il premier israeliano e che Israele ha accettato "la proposta ponte" degli Stati Uniti e spera che Hamas faccia lo stesso. "Una volta che Hamas accetterà la proposta di collegamento, tutte le parti dovranno raggiungere un accordo sui dettagli", ha aggiunto Blinken. Per il presidente degli Stati Uniti è Hamas che "si sta tirando indietro" dall'accordo, come ha affermato all'alba di ieri lasciando la convention democratica di Chicago. "È ancora in gioco, ma non si può prevedere…non parlo con il mio team da sei ore", aveva affermato il presidente americano, aggiungendo: "Israele dice di poter trovare una soluzione…

Hamas si sta tirando indietro". Parole che Hamas ha definito ''fuorvianti'', manifestando in un comunicato ''grande stupore e costernazione'' per la dichiarazione di Biden poche ore dopo che Blinken aveva invitato il movimento ad accettare l'ultima proposta. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Jennifer Lopez e Ben Affleck, matrimonio finito: lei ha chiesto il divorzio

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(Adnkronos) –
Jennifer Lopez ha chiesto il divorzio da Ben Affleck dopo due anni di matrimonio.I due, che erano già stati fidanzati nel 2004, si sono sposati a Las Vegas nel luglio 2022.

Le voci di una crisi circolavano già da mesi e ora sono state confermate dai documenti del tribunale depositati da JLo presso la Corte Superiore della Contea di Los Angeles martedì scorso. Le voci hanno iniziato a circolare a maggio, quando è stato riferito che la coppia non viveva più insieme, prima che Affleck fosse assente dal Met Gala, di cui Lopez era co-presidente.Poi l'annuncio dell'artista di aver cancellato il suo tour estivo “con il cuore completamente spezzato e devastato”, assicurando ai fan che “non l'avrei fatto se non avessi sentito che era assolutamente necessario”.

All'epoca, Live Nation disse che la cantante “si stava prendendo una pausa per stare con i suoi figli, la sua famiglia e i suoi amici più cari”. Lopez e Affleck si erano fidanzati nel 2002: la coppia, ribattezzata i 'Bennifer', era costantemente sotto i riflettori.Dovevano sposarsi nel settembre 2003, ma hanno rinviato il matrimonio pochi giorni prima della cerimonia.

Alla fine la coppia ha annullato il fidanzamento nel gennaio 2004.Lopez aveva parlato del “più grande colpo di fulmine della mia vita”. L'attrice-musicista aveva poi confermato ufficialmente di essere tornata insieme ad Affleck in un post su Instagram in occasione del suo 52esimo compleanno, condividendo una foto che li ritraeva mentre si baciavano su uno yacht privato.

Nell'aprile del 2022, Lopez aveva annunciato di essere nuovamente fidanzata con Affleck. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Usa, Obama lancia Kamala Harris: “Usa pronti per nuovo capitolo”

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(Adnkronos) – "Yes, she can", "Sì, lei può".Entusiasmante endorsement da parte dell'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama nei confronti della candidata democratica alla presidenza Kamala Harris durante il discorso di chiusura del secondo giorno della convention nazionale del partito.

partito. ''Sta tornando la speranza'', gli ha fatto eco l'ex first lady Michelle. “L'America è pronta per un nuovo capitolo.L'America è pronta per una storia migliore.

Siamo pronti per una presidente, Kamala Harris”, ha detto Barack Obama a una folla acclamante nella sua città d'adozione, Chicago.  “Kamala Harris è pronta per questo incarico", ha detto ancora l'ex presidente sottolineando: "Ha passato la vita a lottare per le persone che hanno bisogno di una voce". "Abbiamo la possibilità di eleggere una persona che ha passato tutta la vita a cercare di dare alla gente le stesse possibilità che l'America ha dato a lei – ha proseguito – Qualcuno che vi vede e vi ascolta e che si alzerà ogni singolo giorno e combatterà per voi: il prossimo presidente degli Stati Uniti d'America, Kamala Harris”. Obama ha attaccato il suo successore repubblicano Donald Trump, che dovrà vedersela con Harris nella corsa alla Casa Bianca. “Ecco un miliardario di 78 anni che non ha mai smesso di lamentarsi dei suoi problemi da quando è sceso dalla sua scala mobile dorata nove anni fa. È stato un flusso costante di lamentele e rimostranze che è peggiorato ora che teme di perdere contro Kamala”, ha detto Obama. “Non abbiamo bisogno di altri quattro anni di spacconate, di confusione e di caos.Abbiamo visto quel film e sappiamo tutti che il seguito di solito è peggiore”.  È stata l'ex first lady Michelle Obama a dare la parola al marito sul palco, da dove ha detto che lei e Harris hanno costruito le loro vite sugli stessi valori fondanti, nonostante le loro madri siano nate dall'altra parte dell'oceano, facendo un velato riferimento alle dichiarazioni di Trump sulle origini della vicepresidente, dal momento che ha messo in dubbio che fosse nera e ha suggerito che si tratta di una strategia per ottenere voti, dal momento che sua madre è indiana e suo padre giamaicano. “Harris è più che pronta per questo momento. È una delle persone più qualificate che si siano mai candidate alla presidenza.

Ed è una delle più meritevoli”, ha detto.In questo senso, ha aggiunto che la storia della vicepresidente “è quella della maggioranza degli americani che stanno cercando di costruire una vita migliore”, perché “nessuno ha il monopolio di ciò che significa essere un americano”. Martedì scorso, i Democratici statunitensi hanno ufficialmente confermato Harris come candidato alla presidenza per le elezioni del 5 novembre, con un voto puramente cerimoniale.

Harris terrà il discorso di apertura della convention giovedì sera, segnando il gran finale di un evento di quattro giorni destinato a celebrare la Harris e il suo candidato alla vicepresidenza, Tim Walz, e a dare slancio al resto della campagna. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Naufragio Palermo, riprese le ricerche dei dispersi. Ieri sub nello scafo del Bayesian

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(Adnkronos) – Sono riprese oggi, 21 agosto, intorno alle sette del mattino le ricerche dei sommozzatori dei Vigili del fuoco sul luogo del naufragio del veliero britannico a Porticello (Palermo).  Ieri sera gli speleosub sono entrati nello scafo del Bayesian da una vetrata raggiungendo, "passo dopo passo", gli spazi comuni della barca incontrando decine di oggetti galleggianti ma non hanno raggiunto le cabine.Quello che si sono trovati davanti i sommozzatori sembra "uno scenario da Costa Concordia ma in piccolo" dove è complicato "avanzare a causa di ostacoli e spazi molto ridotti".

I sub scendono due per volta e possono restare in profondità, a 50 metri circa, dove si trova lo scafo, per non più di 12 minuti.Poi devono risalire.  Sono sei i dispersi del naufragio: l'imprenditore milionario britannico Mike Lynch e la figlia Hannah di 18 anni, il presidente della Morgan Stanley International, Jonathan Bloomer, con la moglie, e il legale di Lynch, Chris Morvillo con la moglie Neda.  Il corpo dell'unica vittima del naufragio ritrovata fino a questo momento è del cuoco di bordo.

Si tratta di un canadese ma con passaporto dell'Antigua.A riconoscerlo sono stati lunedì gli altri membri dell'equipaggio superstiti.

A recuperare il corpo sono stati i sommozzatori dei vigili del fuoco. I sopravvissuti Quindici in tutto i sopravvissuti.A trarli in salvo sono stati alcuni diportisti di un'imbarcazione vicina che li hanno poi affidati ai militari della Guardia costiera.

Tra loro anche la piccola Sophie, la bimba di un anno messa in salvo con la madre Charlotte Golunsky e il padre James Emsilie entrambi di 35 anni.  "Il gommone di emergenza del veliero è stato aperto in tempo e appena gettato in acqua siamo riusciti a salire in 11, gli altri lo hanno raggiunto a nuoto", ha raccontato Charlotte ai medici e agli psicologi. "L'equipaggio ha gettato in acqua il gommone e nel frattempo abbiamo visto avvicinarsi anche il tender della barca Sir Robert che era a poca distanza da noi".  La piccola, strappata alle onde dalla mamma, è stata ricoverata, in via precauzionale all'ospedale dei bambini di Palermo. "Ha dormito tutta la notte", ha spiegato ieri all'Adnkronos il dottor Domenico Cipolla, che dirige il reparto.  Tutti i superstiti sono ospiti presso l'hotel Domina Zagarella di Santa Flavia (Palermo).A fargli visita ieri, l’ambasciatore inglese in Italia Ed Llewellyn. La Procura di Termini Imerese ha aperto un'inchiesta per accertare l’esatta dinamica del naufragio.

Le indagini sono condotte dalla Guardia costiera di Porticello.I sopravvissuti, tutti in buone condizioni fisiche fatta eccezione per alcune escoriazioni o ferite, saranno ascoltati al più presto dai magistrati guidati dal procuratore Ambrogio Cartosio.

Già lunedì sono stati ascoltati dalla Guardia costiera di Porticello che ha verbalizzato le loro dichiarazioni. I sub hanno potuto constatare, come confermano fonti qualificate all'Adnkronos, che lo scafo è integro e che l'albero maestro non ha lesioni, almeno per i primi 50 metri.Sembra, inoltre, che l'albero maestro sia attaccato allo scafo e che la barca lunga 56 metri è inclinata di 90 gradi sulla parte destra. Intanto i pm hanno acquisito alcuni video delle telecamere di sorveglianza di alcune abitazioni ma anche ville e hotel, affacciati proprio sul luogo del naufragio, a poche miglia dal porto.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Placido Domingo in Noche Espanola: Arena di Verona serata evento dedicata alla Spagna 21 Agosto ore 21

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“Placido Domingo si esibirà mercoledì 21 agosto alle ore 21:00 all’Arena di Verona in un evento straordinario dedicato alla musica spagnola.Questa serata speciale, denominata ‘Noche Española’, celebra il 55º anniversario del suo debutto italiano avvenuto proprio all’Arena di Verona.

Domingo condurrà un grande omaggio all’anfiteatro e alla musica spagnola che lo ha ispirato e che ha contribuito a diffondere in tutto il mondo.Accanto a lui, i rinomati soprano madrileno Saioa Hernández e il tenore messicano Arturo Chacon Cruz saranno le voci principali di questo evento straordinario, entrambi celebri artisti amati dal pubblico dell’Arena.”

“Lo spettacolo si terrà mercoledì 21 agosto alle ore 21:00 e includerà autentiche danze spagnole eseguite dalla compagnia Antonio Gades, oltre alle più celebri e significative opere della Zarzuela, l’opera lirica spagnola.

L’orchestra della Fondazione Arena, diretta dal maestro Valenciano  Bernacer, eseguirà 20 brani iconici che abbracciano oltre tre secoli di storia della Zarzuela, un patrimonio culturale candidato per l’inclusione nella lista UNESCO.

Placido Domingo“Placido Domingo, noto ambasciatore della Zarzuela, ha sempre dimostrato il suo amore per questa forma d’arte che scorre nelle sue vene, grazie alla sua eredità familiare.I suoi genitori, celebri interpreti della Zarzuela, hanno contribuito a diffondere questa musica in Messico e in America Latina.

Domingo torna all’Arena di Verona, dove ha iniziato la sua carriera nel 1969, per riaffermare il suo legame speciale con questo storico anfiteatro, dove si è esibito per oltre mezzo secolo come cantante solista e direttore d’orchestra.”

“Lo spettacolo avrà una durata di circa due ore e i biglietti sono disponibili su arena.it per un’occasione imperdibile.”

Israele-Hamas, Blinken: “L’accordo va concluso entro pochi giorni”

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(Adnkronos) – Ultimato Usa per un accordo per la tregua tra Israele e Hamas entro pochi giorni.Il Segretario di Stato americano, Antony Blinken che è arrivato ieri in Qatar dall'Egitto e che ha incontrato l'emiro Sheikh Tamim, ha fatto sapere chiaramente che Washington vuole un accordo in tempi stretti, esortando le parti interessate a "concludere l'accordo ora".

Lo riferisce 'Al Jazeera', sottolineando che Blinken ha spiegato di aver sentito direttamente il premier israeliano Benjamin Netanyahu e che Israele ha accettato "la proposta ponte" degli Stati Uniti e spera che Hamas faccia lo stesso. "Una volta che Hamas accetterà la proposta di collegamento, tutte le parti dovranno raggiungere un accordo sui dettagli", ha aggiunto Blinken. Un nuovo round di negoziati è fissato per giovedì e venerdì al Cairo, in Egitto, ha dichiarato il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty intervistato da Sky News Arabia. Ma se Israele ha già detto sì alla proposta Usa, al momento Hamas la sta ancora esaminando.Il testo è stato recapitato al leader di Hamas, Yahya Sinwar, riferisce l'israeliano Channel 12. "Non sono sicuro che ci sarà un accordo", ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante un incontro con una delegazione di familiari degli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza.

Secondo la delegazione, riportano i media locali, Netanyahu ha chiarito che "Israele non lascerà in alcun caso i corridoi Philadelphi e Netzarim, nonostante le enormi pressioni per farlo", sostenendo che si tratti di "asset strategici, sia militari che politici".Il primo ministro ha quindi ribadito alle famiglie degli ostaggi che la guerra andrà avanti "finché Hamas non sarà distrutta e gli obiettivi della guerra saranno raggiunti". Una posizione sgradita agli Usa come ribadito dallo stesso Blinken che ieri ha ribadito che Stati Uniti si sono sempre opposti all'occupazione militare a lungo termine dell'enclave. Accuse al premier israeliano Netanyahu arriverebbero intanto da fonti coinvolte nei negoziati.

Lo riferisce l'emittente Kan, secondo cui le fonti accusano Netanyahu di sabotare deliberatamente i negoziati dopo la notizia secondo cui il premier avrebbe detto ai parenti degli ostaggi che "Israele non lascerà la 'Philadelphi Route' e il 'Corridoio di Netzarim' in nessun caso". Per una fonte citata dall'emittente, "le parole di Netanyahu sono volte a far saltare i negoziati". "Il premier sa che siamo in un periodo cruciale durante il quale lavoriamo a soluzioni per la 'Philadelphi Route' e il 'Corridoio di Netzarim' prima della prossima riunione – ha aggiunto – Sa che ci sono progressi e fa dichiarazioni che sono all'opposto di quello che è stato concordato con i mediatori".  Ma per il presidente degli Stati Uniti è Hamas che "si sta tirando indietro" dall'accordo, come ha affermato all'alba di ieri lasciando la convention democratica di Chicago. "È ancora in gioco, ma non si può prevedere…non parlo con il mio team da sei ore", aveva affermato il presidente americano, aggiungendo: "Israele dice di poter trovare una soluzione…

Hamas si sta tirando indietro". Parole che Hamas definisce ''fuorvianti'', manifestando in un comunicato ''grande stupore e costernazione'' per la dichiarazione di Biden poche ore dopo che il segretario di Stato Usa Antony Blinken aveva invitato il movimento ad accettare l'ultima proposta. ''Le parole di Biden e Blinken sono fuorvianti e non riflettono la vera posizione del movimento, che è impegnato a raggiungere la fine dell'aggressione'', afferma Hamas nella nota. ''Queste dichiarazioni riflettono la posizione americana rispetto all'occupazione sionista e la loro piena collaborazione nell'aggressione e nella guerra genocida contro i civili disarmati nella Striscia di Gaza, nonché i tentativi di eliminare la nostra causa nazionale'', aggiunge. ''Consideriamo queste dichiarazioni come un rinnovato via libera da parte degli Stati Uniti al governo sionista estremista per commettere più crimini contro i civili disarmati e per portare avanti i loro obiettivi di genocidio e sfollamento del nostro popolo'', prosegue la nota.Hamas rivolge quindi un ''invito all'amministrazione statunitense a invertire la sua politica di cieco sostegno ai criminali di guerra sionisti, a rimuovere la copertura politica e militare per la guerra genocida condotta dall'esercito di occupazione fascista contro il nostro popolo disarmato nella Striscia di Gaza e a lavorare seriamente per fermarla''.  Intanto le famiglie degli ostaggi israeliani rapiti il 7 ottobre da Hamas avrebbero ricevuto delle telefonate e dei messaggi minacciosi.

A rivelarlo è il canale israeliano 'Channel 12'.I messaggi minacciosi, a volte provenivano dai numeri di telefono dei loro parenti detenuti a Gaza.

I messaggi includevano avvertimenti del tipo: "Se non combatti il governo non vedrai tornare i tuoi cari".Secondo 'Channel 12' alcuni messaggi erano richieste di riscatto che sostenevano che senza pagamento le famiglie degli ostaggi non avrebbero ricevuto informazioni sui loro cari.

Molte famiglie di rapiti hanno contattato le autorità e hanno trasmesso le minacce ricevute. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Putin ‘paralizzato’ dopo Kursk: strategia o crisi?

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(Adnkronos) –
I vertici militari dell'Ucraina si aspettavano una reazione su vasta scala e feroce da Vladimir Putin dopo l'incursione a sorpresa nella regione russa di Kursk.Kiev aveva messo in preventivo un massiccio bombardamento con missili e droni, senza escludere l'utilizzo di un'arma nucleare tattica.

Ma tutto questo ancora non si è verificato. I motivi, secondo l'editorialista di Politico Ue, Jamie Dettmer, possono essere diversi.Incompetenza militare dei russi – di cui si sono avute ampie prove dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina – decisioni tattiche o un tentativo di accumulare le forze necessarie per evitare di sguarnire il fronte intorno a Donetsk sono le ipotesi indicate dall'editorialista, che parla anche di una possibile "paralisi" decisionale che avrebbe colpito Vladimir Putin analogamente ad altri episodi critici che si sono verificati in passato. Secondo Dettmer, c'è anche la possibilità che l'uomo scelto da Putin per occuparsi della risposta all''affronto' di Kursk, Alexei Dyumin, stia prendendo tempo per elaborare un piano.

Soprannominato "la guardia del corpo di Putin" dai media occidentali, Dyumin è nato a Kursk e quindi conosce bene la regione.Non è uno sprovveduto.

Diventato vice capo delle forze speciali della direzione dell'intelligence militare (Gru) ai tempi dell'annessione della Crimea, si dice che abbia orchestrato la fuga dell'ex presidente filo-russo dell'Ucraina Viktor Yanukovych.  Inoltre ha ricoperto il ruolo di capo di Stato maggiore delle Forze di terra russe e di vice ministro della Difesa prima di diventare il governatore di Tula nel 2016.Trasferitosi al Cremlino all'inizio di quest'anno, è ritenuto tra i possibili successori di Putin. È considerato capace, spietato e freddo, come il suo capo.

Ed è noto per essere metodico, una possibile spiegazione questa della lentezza della controffensiva russa. Tuttavia, secondo Dettmer, un'altra possibile spiegazione è che Putin sia ancora una volta rimasto paralizzato davanti a una crisi, scomparendo dalla scena pubblica.Una caratteristica che in precedenza gli ha attirato paragoni con Joseph Stalin, che si ritirò nella sua dacia quando le forze tedesche si fecero strada in Unione Sovietica nel 1941. Il parallelo è stato tracciato per la prima volta dai critici del presidente durante il Covid-19.

Barricato nella sua tenuta di Novo-Ogaryovo alla periferia di Mosca, Putin è stato a lungo assente mentre la capitale lottava per frenare la diffusione del virus.Mark Galeotti, analista del Royal United Services Institute, ha notato la sua caratteristica di lasciare che "certe sfide serie diventino un problema di qualcun altro". Il 'modello' di risposta è stato replicato da Putin quando disastri naturali o provocati dall'uomo hanno colpito il Paese.

Nel 2000, era in vacanza nella sua residenza a Sochi quando il sottomarino nucleare Kursk affondò nel mare di Barents.Alla fine – sotto forti pressioni mediatiche – incontrò i parenti delle 118 vittime ma la riunione non andò bene.

Nel 2018 fu di nuovo criticato per la sua lenta risposta a un enorme incendio in un centro commerciale nella città siberiana di Kemerovo, che causò almeno 64 morti, di cui 41 bambini.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)