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Bridge-Uganda, Iannantuoni (UniMiB): “Con Africa migliora professionalità”

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(Adnkronos) – "Già da diversi anni i nostri medici e i nostri specializzandi scendono in Africa.Abbiamo però voluto istituzionalizzare questa partnership perché riteniamo, e abbiamo visto essere così, che quando i nostri medici hanno la possibilità di trascorrere alcuni mesi in contesti in cui non c'è niente, se non la salute e il rispetto verso il paziente, tornano a casa molto arricchiti.

Questo è, secondo me, ciò che conta per una professione vocazionale come quella del medico, dell'infermiere o dell'ostetrica".Lo ha detto la rettrice dell'università Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni, oggi alla presentazione di Bridge (Bicocca research and innovation for development and global health)-Uganda, il nuovo progetto dell'università milanese nel distretto di Gulu nel nord dell'Uganda.  "Quella di oggi – continua la rettrice – è una giornata molto speciale perché si parla di internazionalizzazione, di sistema sanitario nazionale e di medicina.

In un contesto in cui, nel nostro Paese, riflettiamo sul numero di medici e di infermieri e sulla qualità del Servizio sanitario nazionale, per noi è molto importante diffondere questa qualità non solo nel nostro Paese, ma anche in una delle zone più fragili a livello internazionale.E' questo il caso del nord dell'Uganda, una delle aree con le maggiori fragilità economiche e sociali a livello mondiale".

Si tratta del secondo avamposto all'estero dell'ateneo milanese, dopo il 'MaRhe Center' nell'arcipelago delle Maldive, centro di ricerca e formazione dedicato agli studi di biologia marina.Outpost fondamentali per Milano-Bicocca perché, spiega Iannantuoni, "pensiamo che le eccellenze di cui disponiamo, da un lato quella della sostenibilità e dell'ecologia e dall'altro quella della medicina, debbano trovare un loro significato laddove siano prioritarie nella quotidianità delle persone che lì vivono".  L'outpost Bridge-Uganda si inserisce nel progetto Bicocca Global Health Center, che coinvolge tutte le professionalità dell'ateneo nello sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per affrontare le sfide della salute globale attraverso un approccio multidisciplinare e per promuovere la salute e il benessere nei Paesi a basso e medio reddito.

La rete formativa dell'ateneo milanese, che già comprende ospedali di eccellenza come il San Gerardo, il Papa Giovanni, il Niguarda e molti altri, si allarga quindi anche al Lacor Hospital in Uganda, "un luogo in cui medici, ostetriche, infermieri, specializzandi e i nostri studenti di medicina degli ultimi 2 anni possono godere di un momento formativo fondamentale.E' importante anche sottolineare che formeremo medici specializzandi in loco, necessari – conclude la rettrice – su un territorio così difficile come quello ugandese". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harry e i 40 anni, foto auguri compleanno tagliata per escludere Meghan?

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(Adnkronos) – La foto pubblicata domenica su X dalla Famiglia Reale britannica per il 40esimo compleanno di Harry è stata tagliata, ma non per escludere Meghan.Lo ha chiarito Buckingham Palace, dopo che utenti online hanno notato che nell'immagine originale, scattata quando Harry era ancora un membro attivo della famiglia reale, era presente anche sua moglie, la duchessa del Sussex.

La foto di Harry, postata sul social con la scritta 'Auguri al duca di Sussex per un felicissimo 40esimo compleanno', è stata ricevuta dal Palazzo così come è stata pubblicata, già tagliata.  La foto originale, dalla quale è stato 'decontestualizzato' Harry e che mostra il secondogenito di Carlo sorridente, fu scattata durante il primo viaggio della coppia appena sposata all'estero, a Dublino nel 2018.Nell'immagine, sono presenti, assieme ai neosposi, altre tre persone.

Il fatto di aver lasciato soltanto Harry nella foto ha dato origine a speculazioni online, secondo cui la duchessa sarebbe stata deliberatamente rimossa dall'immagine dalla famiglia reale.  Tuttavia – sottolinea l'Independent – è emerso che la foto ritagliata di Harry, così come quella completa che ritrae anche sua moglie, sono state caricate dalla Press Association su Getty Images entrambe lo stesso giorno del 2018.Un portavoce di Buckingham Palace ha confermato che l'immagine utilizzata non è stata alterata ed è stata utilizzata nel formato in cui è stata ricevuta.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al via ‘Roma come stai?’, ciclo incontri I municipio e facoltà Architettura Sapienza

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(Adnkronos) – Sarà Alfonsina Russo ad inaugurare l’edizione 2024 di 'Roma come stai?', il ciclo di incontri, organizzato dal Municipio I Roma Centro e dalla facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza, pensato per aprire un confronto, una valorizzazione e momenti di approfondimento tra cittadini, architetti, rappresentanti del mondo della cultura, del mondo accademico e delle Istituzioni sulla città di Roma, le sue trasformazioni e il suo futuro.  “Roma come stai?” si aprirà sabato 21 settembre, nella Curia Julia del Parco Archeologico del Colosseo.Si parte con un dialogo sull’importanza della presenza del Colosseo e dei Colossi nella storia architettonica e storico artistica di Roma, alla presenza della Presidente del Municipio I Roma Centro, Lorenza Bonaccorsi e del Preside della Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza, Orazio Carpenzano.

Dopo la Russo sarà il turno di altri studiosi e professionisti di fama internazionale, da Giorgio de Finis, ad Andrea Augenti e Alessandro Viscogliosi che porteranno la riflessione su temi e diversi periodi storici della Capitali ogni volta in luoghi iconici della città, come i Giardini del Fontanone dell’Acqua Paola, piazza Santa Maria in Trastevere e Castel Sant’Angelo. “Il I Municipio – ha commentato Bonaccorsi – ha aperto un ragionamento serio su cosa deve diventare il centro storico di questa città.Noi vogliamo riportare i residenti ad abitare nei palazzi della città storica.

E questo passa per un ragionamento sul proliferare senza freni dei bnb, sul costo degli affitti, sui servizi che si offrono ai cittadini e sulle condizioni critiche che abbiamo ereditato, dalla moltiplicazione delle occupazioni di suolo pubblico ai troppi dehors, spesso abusivi.Il centro storico è sparito dal dibattito pubblico.

Non dobbiamo demordere dal parlarne, e per questo ringrazio molto la Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza e gli ospiti degli incontri.Perché questo è uno dei luoghi giusti per elaborare idee, analisi, e progetti su Roma”. “Abbiamo tutti bisogno di acquisire maggiore consapevolezza di cosa siano stati questi luoghi per evitare che vengano percepiti solo come quinte di eventi – aggiunge Giulia Silvia Ghia, assessore alla Cultura del Municipio I Roma Centro – Il lavoro che questa giunta sta mettendo in campo sin dai primi mesi del mandato è sempre stato nella direzione di far riappropriare dei luoghi i cittadini con sempre maggior consapevolezza, portando nelle piazze contenuti alti e di qualità”.  “In queste quattro serate sono previsti dialoghi con interlocutori appartenenti a differenti campi della cultura che proporranno uno sguardo trasversale sulla storia, la trasformazione e sui temi cogenti nella nostra città, per contribuire in modo sostanziale alla comprensione, al dibattito e suggerire anche preziose indicazioni sugli indirizzi futuri.

Questi eventi saranno occasioni per conoscere meglio la città, nella sua complessità stratificata e inclusiva, per comprenderne le architetture, i moti trasformativi, le ecologie, le figure, raccogliere i frammenti di un immaginario ricollocandoli in una possibile visione d’insieme, più ottimista e propositiva”, conclude Orazio Carpezano, Preside della Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Screening pediatrico di diabete e celiachia, presentate 16 nuove raccomandazioni

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(Adnkronos) – E' frutto della collaborazione tra esperti di sanità, endocrinologia pediatrica, diabetologia e rappresentanti delle associazioni di pazienti il White paper 'Screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia', presentato oggi presso la Sala Giacomo Matteotti della Camera dei deputati per iniziativa del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè.Il documento, promosso in conformità con la Legge n.130/2023, approvata proprio un anno fa all'unanimità dal Parlamento – si legge in una nota – contiene 16 raccomandazioni mirate a sviluppare un modello organizzativo efficace per la gestione dello screening a livello nazionale.

Tra queste, si evidenzia l'importanza del coinvolgimento attivo dei pediatri di famiglia e ospedalieri per il supporto continuo alle famiglie, la creazione di una rete di laboratori regionali qualificati per un'analisi uniforme dei campioni e l'istituzione di team specialistici nei centri regionali per un'assistenza integrata ai bambini diagnosticati.  Il White paper rientra nel progetto Diabetes Type 1 Vision of Screening (D1VE), realizzato da Sanofi in collaborazione con Utopia, che ha l'obiettivo di favorire un dialogo costruttivo tra tutti gli attori coinvolti nell'attuazione della legge approvata lo scorso autunno, che pone l'Italia come primo Paese al mondo a introdurre un programma di screening nazionale regolato da una legge statale, focalizzato sulla diagnosi precoce in età pediatrica. "I primi dati sul programma nazionale di screening per rilevare la predisposizione genetica al diabete di tipo uno e alla celiachia – afferma Mulè – confermano la straordinaria ed essenziale importanza della legge 130 approvata esattamente un anno fa dal Parlamento.Le indagini svolte a campione in 4 regioni, che saranno la base per avviare lo screening su base nazionale, dicono aldilà di ogni ragionevole dubbio come, grazie allo screening, siano stati intercettati numerosissimi casi destinati altrimenti ad essere sconosciuti, con conseguenze probabilmente gravi o gravissime per gli interessati.

Si tratta della conferma della bontà di un'iniziativa prima al mondo che pone il nostro Paese all'avanguardia nell'attività di prevenzione per due patologie sempre più diffuse nella popolazione pediatrica.Grazie all'operato dell'Istituto superiore di sanità, di concerto con il ministero della Salute, i medici pediatri e le associazioni di pazienti, si è raggiunta questa prima fondamentale tappa.

Siamo sulla strada giusta, adesso continueremo a lavorare con la stessa determinazione per raggiungere nuovi obiettivi". Con un investimento di 3,85 milioni di euro all'anno per il biennio 2024-2025 e di 2,85 milioni di euro annuali a partire dal 2026 – ricorda la nota – il programma pluriennale di screening in età pediatrica riveste un'importanza cruciale.Non solo previene malattie croniche ancora incurabili, come il diabete di tipo 1, ma consente anche una diagnosi tempestiva di patologie in crescita come la celiachia, prima che i sintomi clinici si manifestino.

L'obiettivo principale è evitare le complicanze legate a una diagnosi tardiva, migliorando significativamente la qualità della vita dei giovani pazienti e delle loro famiglie.Il programma ha come scopo quello di ridurre il rischio di chetoacidosi diabetica – spesso la prima manifestazione clinica del diabete di tipo 1 – e di diagnosticare la celiachia in fase precoce, garantendo un trattamento immediato per evitare complicanze come ritardi della crescita e pubertà ritardata. Prima dell'adozione su scala nazionale, è stato condotto uno studio preparatorio denominato D1Ce Screen, promosso dall'Iss in collaborazione con il ministero della Salute, che ha coinvolto 4 regioni italiane – Lombardia, Marche, Campania e Sardegna – per testare la fattibilità del programma, valutarne i costi e analizzare i benefici di uno screening sistematico su tutta la popolazione pediatrica.

Durante questa fase, i pediatri di libera scelta hanno giocato un ruolo fondamentale, reclutando su base volontaria bambini di età compresa tra 2, 6 e 10 anni per essere sottoposti a un prelievo di sangue capillare, destinato alla determinazione degli autoanticorpi specifici per il diabete di tipo 1 e la celiachia.Ad oggi sono state inserite a sistema 3.819 anagrafiche e i risultati ottenuti hanno evidenziato un'elevata partecipazione delle famiglie, segno di una forte consapevolezza dell'importanza di una diagnosi precoce. "Lo sviluppo di nuove terapie e la possibilità di screening precoce – osserva Raffaella Buzzetti, presidente eletto della Società italiana diabetologia (Sid) – stanno trasformando profondamente la gestione del diabete di tipo 1, e il teplizumab rappresenta una delle innovazioni più significative in questo contesto.

Tutto ciò apre scenari del tutto nuovi per la prevenzione, offrendo un'opportunità straordinaria per intervenire prima che il diabete si manifesti clinicamente.Accanto a terapie innovative come il teplizumab, anche lo screening precoce gioca un ruolo cruciale: identificare individui a rischio consente di personalizzare gli interventi terapeutici, anticipando le complicanze e migliorando la qualità di vita delle persone con diabete tipo 1.

In qualità di presidente eletto Sid, sono convinta che la nostra comunità scientifica giocherà un ruolo di primo piano nel portare queste innovazioni nella pratica clinica quotidiana, integrando strumenti e terapie che fino a pochi anni fa erano solo ipotetiche e ampliando il ruolo del diabetologo che da semplice gestore della malattia diventerà promotore di strategie di prevenzione". Meno noto rispetto al tipo 2, il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune ancora incurabile, causata dalla distruzione delle cellule beta delle isole pancreatiche responsabili della produzione di insulina.In Italia questa patologia colpisce circa 300mila persone e nel 2021 si sono registrati 26,7 nuovi casi ogni 100mila bambini, di cui il 43,2% con esordio in chetoacidosi diabetica, una complicanza potenzialmente fatale se non diagnosticata tempestivamente.

Anche la celiachia, un'altra malattia autoimmune cronica, è molto comune in Italia, con oltre 200mila persone affette.Sebbene siano patologie distinte, il diabete di tipo 1 e la celiachia condividono molti elementi comuni, come i meccanismi autoimmuni e una predisposizione genetica associata ai polimorfismi del complesso Hla (Human Leukocyte Antigens).

Fino al 5% dei pazienti potrebbe soffrire di entrambe le condizioni, rendendo la gestione clinica più complessa e costosa. Questo quadro clinico a livello nazionale sottolinea ancora di più l'importanza nel procedere con un programma strutturato di prevenzione partendo proprio dai più piccoli.Lo screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia ha già attirato l'attenzione delle principali istituzioni scientifiche internazionali e delle riviste più prestigiose, come 'Tha Lancet' e' Science'.

L'introduzione di un programma così articolato e regolato per legge non ha precedenti e pone l'Italia in una posizione di assoluta avanguardia nella prevenzione sanitaria.I prossimi passi prevedono l'adozione del programma su tutto il territorio nazionale, con un impegno costante per garantire la massima adesione e per monitorare i risultati, al fine di apportare eventuali miglioramenti.  "La Legge n.130/2023 ha reso l'Italia Paese capofila nel dotarsi dello strumento dello screening e questo deve essere per noi motivo di grande orgoglio – dichiara Alessandro Crevani, General Manager Business Unit General Medicines Italy & Malta, Sanofi – Questo progetto ha favorito l'incontro e la collaborazione stretta e sinergica dei principali attori coinvolti nella fase di implementazione della legge, che hanno messo a sistema le loro grandi competenze per il raggiungimento di un obiettivo comune: quello di rendere il progresso scientifico, come lo screening del T1D e celiachia, alla portata di tutte le famiglie del nostro Paese.

E' anche un traguardo significativo per la nostra azienda, che ha messo l'immunologia al centro della propria strategia di ricerca e sviluppo, sfruttando la competenza e la vasta conoscenza del sistema immunitario per comprendere e trattare le malattie dove esso non risulta più in equilibrio, come per l'appunto nel diabete di tipo 1.Come Sanofi abbiamo una storia profondamente legata al diabete e lavoriamo ogni giorno per cambiare il corso di questa patologia.

Da luglio dell'anno scorso abbiamo infatti istituito un'area dedicata all'immuno-diabetologia, con l'ambizioso obiettivo di trasformare radicalmente in futuro il trattamento del diabete di tipo 1, ritardandone l'esordio e con l'ambizione dataci dalla nostra pipeline di arrivare un giorno ad impedirlo del tutto". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Ernesto Alicicco, storico medico della Roma

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(Adnkronos) – La Roma è in lutto per la morte di Ernesto Alicicco, storico medico sociale del club giallorosso dal 1978 al 2001, morto all'età di 89 anni.A dare la triste notizia lo stesso club capitolino su X: "L’ASRoma piange la scomparsa di Ernesto Alicicco.

Tra il 1978 e il 2001 ha curato i nostri campioni, resterà nel nostro cuore per sempre".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pasi (UniMiB): “Integrazione parola chiave progetto Bridge-Uganda”

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(Adnkronos) – "L'idea di questo nostro outpost in Uganda, chiamato Bridge, nasce un anno fa da un incontro con il professor Pietro Invernizzi", direttore del Dipartimento di Medicina e chirurgia dell'università Milano-Bicocca, "il quale mi ha raccontato delle iniziative del progetto Global Health che l'ateneo aveva già messo in piedi in Africa.Da lì l'idea di dare vita a qualcosa che potesse essere più stabile, una realtà di collaborazione e di integrazione in Uganda.

Integrazione credo sia, infatti, la parola chiave attorno a cui si sviluppa questa iniziativa".Così Gabriella Pasi, prorettrice per l'Internazionalizzazione dell'università Milano-Bicocca, spiega la nascita dell'avamposto per la salute globale dell'ateneo lombardo in Uganda, denominato Bridge (Bicocca research and innovation for development and global health)-Uganda, che è stato presentato oggi nel capoluogo lombardo. "Vedo in questo outpost l'opportunità per i nostri studenti e specializzandi di imparare e accrescere le proprie conoscenze in un ambiente sociale differente – aggiunge Pasi – Lo stesso vale per i colleghi che lavorano in Africa, che assieme ai nostri ragazzi potranno generare qualcosa di nuovo e di bellissimo.

Questa iniziativa ha un grande potenziale di crescita che ci permetterà di dare vita a tantissimi tipi di collaborazioni.Si tratta di un hub che darà poi l'opportunità di includere altre aree e di allargare la 'famiglia universitaria'.

Il lavoro fatto è stato enorme e ce ne sarà ancora tanto da fare, ma sono certa che questo sforzo porterà tantissimo indotto, sia in ambito formativo che di ricerca.Spero sia quindi un inizio proficuo di un percorso di crescita per tutti".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Invernizzi (UniMiB): “Con Bridge-Uganda la Bicocca in Paesi a basso reddito”

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(Adnkronos) – "L'outpost Bridge in Uganda, una sede dell'università Milano-Bicocca nel cuore del Lacor Hospital nel nord dell'Uganda, è parte di una serie di progetti che stanno portando l'università Bicocca e il suo Dipartimento di Medicina, ma anche tanti altri dipartimenti dell'ateneo, ad investire e lavorare in Paesi a basso reddito".Lo ha detto Pietro Invernizzi, direttore del Dipartimento di Medicina e chirurgia dell'università Milano-Bicocca e di Bridge (Bicocca research and innovation for development and global health)-Uganda, oggi alla presentazione del nuovo progetto dell'ateneo milanese, che parte dal capoluogo lombardo e arriva nel distretto di Gulu nel nord dell'Uganda.

Si tratta del secondo avamposto all'estero della Bicocca, dopo il 'MaRhe Center' nell'arcipelago delle Maldive, il centro di ricerca e formazione dedicato agli studi di biologia marina. L’avamposto ugandese, presentato durante l'evento 'Salute Globale: il ruolo dell'accademia', si inserisce all'interno del progetto 'Bicocca Global Health Center', che coinvolge tutte le professionalità dell'ateneo nello sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per affrontare le sfide della salute globale attraverso un approccio multidisciplinare e per promuovere la salute e il benessere nei Paesi a basso e medio reddito. "Crediamo che l'esposizione di studenti e specializzandi a contesti con basse risorse ci permetta di fare meglio il nostro mestiere, che è quello di formare e fare ricerca – spiega Invernizzi – Nel contesto della formazione abbiamo definito e battezzato un metodo formativo 'Progetto due pilastri'.Il primo è la formazione del professionista – sia questo medico, infermiere, ostetrico – che si dedicherà professionalmente alla salute degli esseri umani.

Il secondo è invece la formazione delle componenti umane di questi professionisti, in quanto, per essere buoni medici e buoni infermieri, è necessario avere un rapporto adeguato con la malattia e la morte". I risultati sono positivi. "Il feedback degli studenti – sottolinea Invernizzi – è molto buono, ma non è una novità: da anni vediamo giovani e meno giovani muoversi in contesti di questo tipo e, quando tornano, li vediamo trasformati, carichi, con empatia e con voglia di curare, non solo con l’intento di dare terapie al paziente, ma con la voglia di prendersene cura.Con Bridge-Uganda abbiamo organizzato e istituzionalizzato l'esposizione, che sapevamo già avrebbe dato tanto ai nostri giovani e, anche se indirettamente, anche a noi, al sistema e al mondo in cui viviamo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elisabetta Gregoraci, cure finite: “È stato un periodo pesante, ora si riparte”

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(Adnkronos) – Oggi Elisabetta Gregoraci ha finito le cure, che erano proseguite anche a casa dopo i due ricoveri in ospedale. "Da oggi – scrive in una storia Instagram, mostrando l'ultima flebo – sono sicura che sarà sempre meglio". Solo ieri aveva scritto: "Le mie vene urlano vendetta.Io sono un po' stanca ma sono in fase di ripresa".

Nel corso dei giorni la conduttrice ha sempre aggiornato i suoi follower sulle sue condizioni di salute, nonostante abbia preferito non scendere nel dettaglio. "Grazie per il vostro supporto – scrive ancora oggi – l'ho apprezzato tanto".  E poi uno sguardo al futuro. "Ho tanta voglia di ripartire – spiega – e di fare piano piano le mie cosine".   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, nuova lettera di Grillo a Conte: “Demolisci presidi democratici, segnalerò tue minacce”

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(Adnkronos) – Continuano a volare stracci tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte.Stavolta è il garante ad attaccare il presidente del M5S, sempre con una lettera, pubblicata da Il Foglio, in cui il fondatore del Movimento si rivolge con il consueto "Caro Giuseppe", ma che di caro ha ben poco.  "Mi scrivi accusandomi per l’ennesima volta – dopo averlo fatto più volte pubblicamente – di avere una visione padronale del movimento e contraria suoi valori democratici.

La verità è che, al contrario, ho sempre inteso tutelare i valori democratici su cui il movimento è stato fondato.Dunque, se proprio vogliamo parlare di atteggiamenti contrari ai valori democratici del movimento, questi sono da trovare nelle manovre striscianti con cui si sta tentando di demolirne i presidi, invocando ipocritamente un presunto processo democratico, che, come sai bene (ma fingi di non sapere) non può prescinderne", si legge nella missiva. "Le ragioni per cui è in corso un tentativo di demolire i presidi democratici del movimento sono peraltro ben note, e non rispondono certo ai suoi valori democratici, ma agli interessi di pochi.

Vorrei però tenermi alla larga dal girone in cui alcuni di voi sembrano essere sprofondati, per condurvi lungo la natural burella e farvi rivedere le nostre prime stelle, partendo dagli inizi del movimento, che nasce innanzitutto per realizzare una democrazia più autentica e vicina ai cittadini". "In un mio post recente ho ricordato che Gianroberto e io abbiamo voluto prevenire i rischi delle altre forze politiche, che tendevano a sclerotizzarsi e alienarsi dai cittadini.Il limite del doppio mandato nasce proprio dalla volontà di prevenire questi rischi.

Dunque, sostenere che l’insindacabilità di certe regole sia incompatibile con i valori democratici del movimento è non solo un ovvio controsenso, ma è addirittura un ribaltamento della realtà, che rivela, viceversa, le reali intenzioni di chi invece vorrebbe metterle in discussione", mette nero su bianco Grillo. "Sicché, accusarmi di una visione padronale del movimento non è altro che lo specchio delle intenzioni di altri.Al contrario, ribadire l’importanza di certe regole equivale a difenderne i suoi valori democratici.

Tant’è vero che nessun’altro fondatore di una forza politica ha mai avuto il coraggio, l’altruismo e la fantasia di non porsi al suo vertice, ma solo di ritagliarsi un ruolo di garanzia, come abbiamo fatto Gianroberto e io". "In questi giorni – prosegue Grillo – stiamo assistendo allo spettacolo delle tempeste ormonali di commentatori eccitati al pensiero di ciò che potrebbe accadere, che speculano su battaglie, scissioni, contese sul nome e sul simbolo, e così via.E’ uno spettacolo che francamente non m’interessa, e che trovo nauseante, perché il suo risultato sarebbe comunque dannoso per tutti.

Quindi mi auguro che non sia messo in scena.Ciò posto è ormai diventato irrinunciabile tornare ai veri valori democratici del movimento, senza operazioni funzionali all’interesse di pochi.

Il fatto che si cerchi di impedirlo con il metodo di legittimazione popolare tipico delle autocrazie non è certo un buon segno, ma quale che sia il suo risultato non potrà certo tradire i tratti distintivi e i valori del movimento, a prescindere dalla titolarità del nome e del simbolo, che peraltro è già stata accertata giudizialmente". "Concludo rispondendo alla tua minaccia di sospendere gli impegni assunti dal movimento nei miei confronti, questa sì indegnamente strumentale e indebita, essendo essi strettamente legati alle funzioni che ho svolto e continuo a svolgere per il movimento.Nella mia qualità di “elevato” mi astengo dal scendere così in basso rispondendo a tono, ma mi limito a osservare che gli impegni di manleva sarebbero comunque dovuti, a prescindere da un impegno contrattuale in tal senso, mentre i miei “compensi” – che in realtà, come sai, coprono anche i costi d’ufficio della funzione che svolgo per il movimento – sono non solo congrui per la mia funzione e i relativi costi, ma lo sono a maggior ragione nel momento in cui è in corso un tentativo di stravolgere l’identità e i valori del movimento". "Alla luce di quanto sopra – annuncia dunque Grillo – mi riservo di valutare il da farsi, eventualmente anche sottoponendo le tue minacce agli organi competenti del movimento.

Ne approfitto per invitarti, piuttosto, a rispondere quanto prima alle mie richieste di chiarimenti sul processo che porterà alla assemblea “costituente” del prossimo ottobre". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un francobollo per celebrare l’Italia Ospite d’Onore alla Buchmesse di Francoforte

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(Adnkronos) – Un francobollo per celebrare l'Italia Ospite d’Onore alla Buchmesse 2024, la Fiera del Libro di Francoforte.La cerimonia di emissione del francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “Le eccellenze del sistema produttivo ed economico si è tenuta oggi nella sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), alla presenza, tra gli altri dei ministri della Cultura Alessandro Giuli e del Mimit Adolfo Urso.  Il francobollo, prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e distribuito da Poste Italiane, ripropone il logo della partecipazione con il motto “Radici nel futuro” e i colori del tricolore rappresentati in un libro aperto da cui nasce un germoglio, simbolo di crescita e in grado di proiettare verso il futuro.

Il foglietto ritrae Dante Alighieri e Alessandro Manzoni, due giganti della nostra letteratura nonché 'padri' – in epoche diverse – della lingua italiana, impegnati a sorreggere un libro in cui è incastonato il francobollo.L’immagine simboleggia idealmente il collegamento tra due mondi diversi ma non paralleli quando si parla di cultura: passato e futuro. "I francobolli storicamente viaggiano e fanno viaggiare.

Per questo sono grato al ministero delle Imprese e del Made in Italy, all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e a Poste Italiane per l’emissione, la produzione e la distribuzione di questo esemplare che conserverà e proietterà nel tempo lo straordinario viaggio dell’Italia Ospite d’Onore alla Buchmesse di Francoforte.Spero che il francobollo dedicato a questa storica partecipazione possa rappresentare un ulteriore invito a scoprire e condividere la bellezza della lettura", ha dichiarato il Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle attività connesse alla partecipazione dell'Italia, quale Paese d'onore, alla Fiera del Libro di Francoforte 2024, Mauro Mazza. Durante la cerimonia di presentazione, aperta dai saluti istituzionali del sottosegretario al Mimit Fausta Bergamotto, sono intervenuti, oltre ai ministri e al Commissario Mazza, il responsabile Marketing della Filatelia di Poste Italiane Giacomo Pacchioni e Flavia Scarpellini, componente del Cda dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Presente anche il Presidente della commissione Cultura del Senato Roberto Marti.  La 76esima edizione della Buchmesse di Francoforte si terrà dal 16 al 20 ottobre.Alla partecipazione dell’Italia come Ospite d’Onore stanno collaborando numerose istituzioni e partner, tra cui i ministeri della Cultura, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell'Agricoltura, l'Ambasciata d'Italia a Berlino, Ice – Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, il Centro per il libro e la lettura e l'Associazione Italiana Editori che ha curato il programma letterario e professionale. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Disabili, Calderone: “Costruire una società inclusiva in cui ognuno si senta al suo posto”

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(Adnkronos) – "Dobbiamo costruire una società inclusiva, giusta, in cui ognuno si senta al suo posto e soprattutto capisca qual è il suo posto".A dirlo oggi il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, intervenendo all’evento ‘Lavoro inclusivo: opportunità e sfide per le persone con disabilità’, organizzato dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro e dall’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo (Anffas). "La legge 68 del '99 – spiega – parla di inserimento mirato, parla di costruire dei progetti di integrazione lavorativa che abbiano al centro dell'analisi e della riflessione la persona, la sua capacità lavorativa e quelle che sono le sue sensibilità.

Per fortuna il mondo del lavoro sta cambiando, stanno cambiando le imprese, sta cambiando anche la sensibilità delle imprese ai temi come quelli della sostenibilità sociale e del loro agire.Si fanno avanti e soprattutto si consolidano anche figure professionali che si occupano di lavoro inclusivo e di temi come quello dell'inserimento lavorativo dei disabili e quindi di lavoro inclusivo.

Sappiamo che esistono i disability manager all'interno dei grandi gruppi industriali, esiste anche una figura professionale come quella dei consulenti del lavoro che ha una vocazione che è quella di occuparsi della promozione del lavoro.E quando si parla di promozione del lavoro la scelta di campo è solo una, quella di parlare di promozione di un lavoro etico".  "Nell'ambito delle società che si occupano di nuove tecnologie, di informatica, di telematica, di intelligenza artificiale – ricorda il ministro Calderone – oggi c'è una possibilità di inserimento.

In questo momento abbiamo sicuramente il Piano nazionale di ripresa e resilienza che dà la possibilità di migliorare anche la capacità di inserimento lavorativo, che vuol dire creare un percorso di autonomia.Questo non vuol dire che le persone che sono in condizione di disabilità debbano lavorare on line a distanza e non debbano essere inserite invece stabilmente all'interno delle organizzazioni, ma vuol dire tener conto di tutte quelle che sono le specialità, le specificità delle situazioni e costruire un bilancio della persona che abbia a cuore quello che è poi il suo ruolo nella società, un ruolo attivo".   —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Disabili, De Luca (consulenti del lavoro): “Inserire le persone giuste al posto giusto”

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(Adnkronos) – "Penso che il lavoro dei disabili debba avere dignità nel mondo del lavoro.Noi siamo abituati troppo spesso a ragionare di numeri.

Noi dimentichiamo forse troppo spesso che stiamo parlando di persone.E quando parliamo di persone il nostro obiettivo, che stiamo perseguendo con convinta adesione all'accordo con Affass, è quello di cercare non solo di inserire il maggior numero di persone con disabilità al lavoro, ma di inserire le persone giuste al posto giusto.

Perché il problema fondamentale è che quando si creano delle situazioni lavorative di disagio abitualmente un lavoratore sta male". A dirlo oggi il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca, intervenendo all’evento ‘Lavoro inclusivo: opportunità e sfide per le persone con disabilità’, organizzato dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro e dall’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo (Anffas). "Noi daremo il nostro apporto – assicura – e lo faremo insieme alla Fondazione consulenti per il lavoro, lo faremo con la solita professionalità ma principalmente con la sensibilità che ci ha portato a sottoscrivere analoghe convenzioni.Con Caritas per andare ad assistere gli emarginati, con l'Anmil per interessarci a chi rimane vittima di un infortunio sul lavoro, con l'Unicef per tutti quei fragili che hanno poi difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro.

Il nostro impegno è anche per il riconoscimento della fragilità le donne vittime di violenza che può sembrare un argomento che c'entri poco con oggi ma che rientra in quell'albero di difficoltà personale che impedisce di esprimersi anche dal punto di vista lavorativo".    —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7 Cultura, mamma di Giogiò: “Ricordo di mio figlio al concerto? Mi riempirebbe di gioia”

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(Adnkronos) – “Giogiò avrebbe sicuramente suonato a quel concerto”.Se lo ricordassero al G7 Cultura “mi riempirebbe il cuore di gioia”.

Lo afferma all’Adnkronos Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista ucciso a Napoli un anno fa, in merito all'esibizione della Nuova Orchestra Scarlatti – dove suonava anche il figlio – prevista per il 20 settembre al Parco archeologico di Pompei in occasione del summit dei ministri della Cultura dei 7 Paesi più industrializzati del mondo. “Mi piacerebbe tantissimo anche perché Giogiò ci sarebbe stato di default in questa occasione”, afferma Daniela sottolineando il profondo legame che univa Giovanbattista alla musica e all'orchestra.  Un ricordo che, secondo Daniela Di Maggio, è però "quasi dovuto perché è anche grazie a Giogiò che sono stati fatti tanti concerti dopo la sua morte.Credo quindi sia giusto ricordarlo anche in quest'occasione, proprio perché si tratta di cultura".

La madre ricorda poi come l'ex ministro Gennaro Sangiuliano, presente anche ai funerali del figlio, avesse fortemente voluto dei concerti in suo onore.  A dirigere il concerto del 20 settembre sarà il maestro Beatrice Venezi che – ricorda la mamma – diresse un giovanissimo Giogiò e, dopo la tragedia, un concerto in sua memoria al Politeama: "Era commossa e molto emozionata.Ha dedicato bellissime parole a mio figlio". "Posso quindi dire – conclude Daniela Di Maggio – che c’è un filo diretto tra la Nuova Orchestra Scarlatti, Beatrice Venezi e mio figlio Giogiò".

E infine un augurio: "Che la musica vinca sempre sulla brutalità delle coscienze". —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Disabili, Speziale (Anffass): “Primario il diritto all’inclusione nel mondo del lavoro”

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(Adnkronos) – "Oggi assume un ruolo primario il diritto all'inclusione nel mondo del lavoro per le persone con disabilità.Non c'è inclusione sociale, non c'è qualità di vita, non c'è dignità e diritti per le persone con disabilità se non dando loro le opportunità per essere cittadini attivi a tutti gli effetti e la vera cittadinanza avviene nella misura in cui una persona si può esprimere anche attraverso l'esperimento di un lavoro vero, di un lavoro che tenendo conto delle proprie peculiarità, venga messo in condizione appunto di poter essere protagonista alla base degli altri dello sviluppo, della crescita del Paese ma anche della vita dell'economia e questo noi facciamo quotidianamente".  A dirlo oggi il presidente Anffas, Roberto Speziale, intervenendo all’evento ‘Lavoro inclusivo: opportunità e sfide per le persone con disabilità’, organizzato dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro e dall’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo (Anffas). "Ancora oggi – ammette – nonostante le ottime leggi di utilità adottate non vi è dubbio che sussistano numerosi ostacoli, numerose barriere che impediscono il materiale concreto accesso nel mondo del lavoro.

Motivo in più per salutare oggi questa giornata che vede la firma di un protocollo con l'ordine dei consulenti del lavoro per creare quelle condizioni di sistema a favore dell'inserimento delle persone con disabilità.Il diritto all'inclusione del mondo del lavoro è un diritto umano, ancora prima che normativo; i diritti umani rappresentano un diritto fondamentale".  "Anffass – ricorda – nasce a Roma nel lontano 1958, quindi ha 66 anni di vita, oggi conta al proprio interno 267 enti del terzo settore fra associazioni, fondazioni, cooperative, imprese sociali.

Conta al proprio interno circa 30.000 persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo che quotidianamente vengono seguite nelle nostre strutture, sono circa 1000 dei centri in Italia all'interno del quale vengono garantiti supporti e sostegni quotidianamente per garantire a loro e alle loro famiglie la migliore qualità di vita.Questo viene realizzato anche grazie all'apporto di 5.000 operatori professionali.

Anffass è anche titolare di un contratto collettivo nazionale di lavoro e di circa 10.000 volontari che vengono dall'ambito familiare.Oggi la sfida che riguarda le disabilità, le disabilità più complesse, le disabilità di cui Anffass principalmente si occupa, è anche quella della qualità".  "Non è più – fa notare – un problema assistenziale, ma di riuscire a individuare per qualità, quantità e intensità quei sostegni necessari alle persone con disabilità affinché possano avere una vita di qualità e una qualità di vita che li metta in condizione di vivere". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università, nasce Bridge-Uganda, avamposto Milano Bicocca per salute globale

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(Adnkronos) – Offrire a studenti e specializzandi opportunità di tirocinio e un'esperienza unica di formazione.Nasce con questi obiettivi Bridge (Bicocca Research and Innovation for Development and Global hEalth)-Uganda, l'outpost dell'Università di Milano-Bicocca presso il Lacor Hospital, in Uganda.

Il modello di cooperazione internazionale, della durata di 5 anni, è stato presentato questa mattina a Milano durante l'evento 'Salute globale: il ruolo dell'accademia', e si inserisce all'interno del progetto 'Bicocca Global Health Center' che coinvolge tutte le professionalità dell'ateneo nello sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per affrontare le sfide della salute globale attraverso un approccio multidisciplinare, promuovere la salute e il benessere nei Paesi a basso e medio reddito e plasmare, anche grazie al coinvolgimento di altri settori disciplinari dell'ateneo, la prossima generazione di professionisti sanitari a tutto tondo.  Il Lacor Hospital, che si trova nel distretto di Gulu nel nord dell'Uganda – si legge in una nota – è tra i maggiori poli sanitari non profit dell'Africa equatoriale.Sostenuto in Italia dalla Fondazione Corti, riveste un ruolo fondamentale per la regione: fornisce assistenza medica a circa 200mila persone all'anno, con oltre 30mila ricoveri, ed è un fondamentale polo di formazione in diverse discipline sanitarie, sede di tirocinio per le università locali e internazionali.

La sede di Bridge-Uganda è nella palazzina delle suore missionarie comboniane, una delle strutture storiche originarie dell'ospedale, che verrà ristrutturata per offrire a docenti, ricercatori e studenti uno spazio attrezzato per le attività di studio e di ricerca scientifica previste dall'accordo quinquennale sottoscritto dalle due istituzioni.Si tratta del secondo avamposto all'estero dell'ateneo milanese, dopo il MaRhe Center nell'arcipelago delle Maldive, il centro di ricerca e formazione dedicato agli studi di biologia marina. "Siamo orgogliosi di avviare questa cooperazione con il Lacor Hospital – ha dichiarato Giovanna Iannantuoni, rettrice dell'Università Milano-Bicocca – in un progetto destinato a formare la prossima generazione di professionisti sanitari.

Un aspetto chiave di questa partnership è il 'Progetto 2 Pilastri', che prevede tirocini per studenti e specializzandi dell'ateneo, offrendo loro l'opportunità di acquisire esperienza e immergersi in un contesto clinico complesso, sviluppando competenze pratiche e qualità umane essenziali.I due pilastri rappresentano i nostri obiettivi di formazione professionale (un pilastro) e di formazione umana (secondo pilastro), quest'ultimo fondamentale soprattutto per i professionisti della salute.

Obiettivo principale dell'accordo è comprendere a fondo le esigenze sanitarie locali, individuare le aree in cui fornire supporto e gettare le basi per iniziative congiunte volte a potenziare la formazione e la ricerca". Il direttore scientifico del Lacor Hospital, Emmanuel Ochola, "molto emozionato" per la nascita del "nuovo avamposto dell'Università di Milano-Bicocca", ha ricordato che "per continuare a servire una popolazione poverissima e afflitta da numerose malattie il Lacor lotta quotidianamente per rendere i costi accessibili e ci riesce anche grazie ai partner che ci sostengono.In questa sfida dobbiamo ottimizzare i servizi scegliendo interventi efficaci e basati sull'evidenza.

La collaborazione con Milano-Bicocca sarà centrata sul paziente, sia in ospedale che sul territorio, e speriamo possa aiutarci a fornire servizi migliori e formazione di qualità, in linea con la nostra missione".  Aggiunge Dominique Corti, Presidente di Fondazione Corti: "Quella con Milano-Bicocca è una collaborazione che nasce da reciproca stima e dal rispetto per l'identità del Lacor e delle esigenze della popolazione che serve.Che si tratti di formazione, ricerca, o capital development, ogni passo effettuato insieme risponde alle 'local ownership' delle priorità.

Un modo di operare oggi riconosciuto come essenziale per lo sviluppo locale e che Fondazione Corti porta avanti da oltre trent'anni.A 65 anni dalla sua nascita – rimarca – il Lacor lotta quotidianamente per fornire assistenza sanitaria di qualità a pazienti che non possono permettersi il costo delle cure.

E questo è possibile soprattutto grazie al contributo dei donatori dei Paesi ad alto reddito che riconoscono l'importanza di sostenere una realtà attiva ed efficace come il Lacor". Già da 2 anni l'ospedale era sede di tirocinio per alcuni studenti del quinto e sesto anno di Medicina, del terzo anno di Infermieristica e Ostetrica, e per gli specializzandi di Milano-Bicocca.Si prevede d'ora in poi un coinvolgimento di circa 30 tirocinanti l'anno.

La realizzazione di Bridge-Uganda offrirà un centro di coordinamento per tutte le attività dell'ateneo in loco e in altri ospedali ugandesi o nei Paesi confinanti, spazi e postazioni Internet per gli utenti.Vi si svolgeranno iniziative di ricerca, alcune delle quali già in corso nei settori della pediatria e della ginecologia, dell'anatomia patologica e delle malattie infettive.

Saranno interessati non solo ambiti clinici diversi, ma anche altri campi scientifici dell'università, come l'economia, la psicologia e l'informatica.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, morta turista colpita da vaso ai Quartieri Spagnoli

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(Adnkronos) – E' morta la 30enne turista padovana colpita due giorni fa alla testa da un vaso caduto da un balcone ai Quartieri Spagnoli, al centro storico di Napoli.Lo si apprende da fonti dell'Asl Napoli 1.

Chiara Jaconis era ricoverata all'Ospedale del Mare.Altri esami effettuati ieri avevano confermato la gravità del caso.

Su quanto accaduto sono in corso indagini da parte della Procura di Napoli.  La giovane turista, 30 anni, era a passeggio domenica per le vie di Napoli quando è stata colpita alla testa dall'oggetto caduto da un balcone in via Sant'Anna di Palazzo.E' deceduta dopo meno di due giorni di ricovero a causa dei traumi riportati alla testa.

La sua salma resta a disposizione del pm per l'autopsia.   La Procura di Napoli ipotizza il reato di omicidio colposo, al momento contro ignoti, per la morte della 30enne.Il fascicolo d'inchiesta era stato inizialmente aperto subito dopo i fatti con l'ipotesi di lesioni colpose gravissime.

Sul caso, la Procura ha delegato le indagini ai poliziotti della Squadra mobile, insieme ai commissariato San Ferdinando e Montecalvario, che avevano già effettuato i primi rilievi sul posto.L'ipotesi ruota attorno a una mancata vigilanza dell'oggetto.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ambiente: Operazione Paladini del Territorio 2024, coinvolte più di 4.500 persone

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(Adnkronos) – Dalla manutenzione delle aree verdi alla raccolta di rifiuti dispersi nell’ambiente naturale, dalle attività di divulgazione in collaborazione con scuole ed enti locali alle iniziative di supporto a progetti scientifici, come i censimenti, o di supporto ad eventi sociali come le iniziative dedicate ai ragazzi disabili: oltre 4.500 persone sono state impegnate, da gennaio a settembre, nelle diverse iniziate organizzate dalle oltre 130 sezioni territoriali delle associazioni venatorie italiane che hanno risposto positivamente all’invito a partecipare di Fondazione Una – Uomo, Natura, Ambiente nell'ambito dell’Operazione Paladini del Territorio. Nel corso dell’anno, i cacciatori di tutta Italia si sono mobilitati organizzando iniziative di volontariato di diverso genere.A fare da fil rouge per tutte le azioni intraprese dai Paladini del Territorio è stata, ancora una volta, la tutela dell’ambiente e della biodiversità e l’impegno del mondo venatorio di custodire la natura ed i suoi equilibri.  “Il successo che Operazione Paladini del Territorio sta riscontrando anche quest’anno, per il terzo di fila e con risultati sempre più positivi, è la conferma della volontà da parte dei cacciatori di essere un punto di riferimento per le comunità locali entro le quali sono inseriti – commenta Maurizio Zipponi, presidente di Fondazione Una – Operare per il bene del territorio e dell’ambiente è lodevole, ma non è abbastanza, se non si inserisce questa volontà di azione entro una riflessione più completa, che comprenda anche il benessere delle comunità che, questo territorio e questo ambiente, li vivono.

In questo senso, si concretizza il ruolo sociale del cacciatore moderno in cui, come Fondazione, crediamo”.  Il nuovo format dell’Operazione Paladini del Territorio inaugurato quest’anno, infatti, rende il progetto una vera e propria piattaforma utile ad accogliere tutte le iniziative di volontariato: non solo prevede l’ampliamento del periodo utile fino ad abbracciare l’intero anno, eliminando per la prima volta ogni limite temporale, ma persegue l’obiettivo di amplificare l’impatto dell’attività di volontariato della comunità venatoria, mettendo a sistema tutte le iniziative organizzate, non limitandosi, dunque, alle attività di manutenzione delle aree verdi, ma considerando tutte le azioni ad impatto positivo compiute dai cacciatori per la propria comunità e il proprio territorio.  Anche per questa terza edizione, la Fondazione può contare sul supporto delle associazioni venatorie socie, Federcaccia, Enalcaccia e Arcicaccia, che hanno coinvolto attivamente nelle iniziative i loro circoli su tutto il territorio nazionale. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lutto per Pino Insegno, è morto il padre Armando

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(Adnkronos) – Lutto per l'attore, doppiatore e conduttore di 'Reazione a catena' Pino Insegno e per il fratello Claudio, regista e attore.E' morto lunedì a Roma, all'età di 92 anni, il padre Armando.

Le esequie si terranno domani, mercoledì 18 settembre, alle 11, presso la Chiesa parrocchiale di Regina Pacis nel quartiere romano di Monteverde.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Disabili, Vittimberga (Inps): “Il mondo è ancora poco inclusivo, proficua la sinergia tra consulenti del lavoro e Anfass”

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(Adnkronos) – "Il mondo è ancora molto poco inclusivo, taglia fuori o lascia indietro chi ha delle fragilità, chi potrebbe avere delle opportunità importanti.La sinergia tra chi come i consulenti del lavoro ha il polso dell'oggettività del processo produttivo delle aziende e chi come Anfass ha il polso dei bisogni della soggettività delle persone con disabilità può portare ad un incontro molto proficuo fra questi due mondi, creando le condizioni per un inserimento ottimale attraverso una valutazione delle potenzialità, un inserimento e un accompagnamento anche dopo l'avvio dell'attività lavorativa".

A dirlo oggi il direttore generale dell’Inps, Valeria Vittimberga, intervenendo all’evento ‘Lavoro inclusivo: opportunità e sfide per le persone con disabilità’, organizzato dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro e dall’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo (Anffas). "I dati sulla disoccupazione delle persone con disabilità sono ancora preoccupanti – avverte – eppure il lavoro è essenziale come tassello di un progetto.Dare la giusta opportunità è alla base di tutto, stimolare quella grinta e quella capacità di resilienza di cui le persone con disabilità sono maestre di vita".  "E' ancora forte – sottolinea – l'emozione e l'ammirazione suscitata in noi dalle Paralimpiadi dove gli atleti hanno manifestato non soltanto resilienza, ma preparazione, volontà, forza di carattere, talento.

La sfida per noi è quella di far cogliere appieno le grandi risorse che ognuno di noi ha dentro di sé, attraverso il sistema di welfare che immaginiamo e che quotidianamente siamo impegnati a realizzare.A me sembra che le misure di inclusione volute dal Governo Meloni vadano in questa direzione.

Tutti dobbiamo giocare la nostra parte, le istituzioni, il mondo delle professioni, il Terzo settore, per costruire un mondo dove tutti possano esprimere pienamente il proprio potenziale.Mi sembra una delle sfide più motivanti che possano esserci". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, Netanyahu ha un nuovo obiettivo nella guerra contro Hamas

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(Adnkronos) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha aggiunto un nuovo obiettivo nella guerra in corso contro Hamas, ovvero permettere ai cittadini sfollati dal nord a causa degli attacchi di Hezbollah di rientrare nelle loro case al confine con il Libano.Lo rende noto l'ufficio di Netanyahu.

Finora i tre obiettivi che si era posto il premier israeliano erano sconfiggere Hamas militarmente e politicamente, far sì che la Striscia di Gaza non rappresentasse più una minaccia per Israele e riportare a casa gli ostaggi ancora trattenuti nell'enclave palestinese. "Il ritorno sicuro dei residenti del nord alle loro case" è stato ora aggiunto come quarto obiettivo della guerra, ha affermato l'ufficio del Primo Ministro in una nota. "Israele continuerà ad agire per raggiungere questo obiettivo", si legge nella nota rilasciata dopo una riunione a tarda notte del gabinetto di sicurezza a Tel Aviv.Gli sfollati del nord sono in gran parte ospitati in hotel pagati dallo stato ebraico.  Intanto visita oggi in Egitto per il segretario di Stato americano Antony Blinken, che nel suo nuovo tour nella regione questa volta non farà tappa in Israele.

E' la prima volta che evita di recarsi nello Stato ebraico dal massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre dello scorso anno, l'ultima volta che visitò Israele fu ad agosto per fare pressione su Benjamin Netanyahu perché accettasse i termini dell'accordo.Obiettivo nella missione è sempre quello di cercare di arrivare a un accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi, obiettivo che sembra sempre più difficile prima della scadenza dell'Amministrazione Biden. Il Dipartimento di Stato ha affermato in una nota che Blinken "incontrerà i funzionari egiziani per discutere degli sforzi in corso per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza che garantisca il rilascio di tutti gli ostaggi, allevi le sofferenze del popolo palestinese e aiuti a stabilire una più ampia sicurezza regionale".

Sarà anche "co-presidente dell'apertura del dialogo strategico Usa-Egitto con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty", ha affermato la nota, sottolineando che il "dialogo strategico mira a rafforzare le relazioni bilaterali e ad approfondire lo sviluppo economico, nonché ad aumentare i legami tra le persone attraverso la cultura e l'istruzione". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)