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Maltempo, auto travolte dall’acqua nel foggiano: disperso un vigile del fuoco

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(Adnkronos) – Un vigile del fuoco è disperso dopo che la vettura su cui viaggiavano è stata travolta dall'acqua durante l'ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Puglia.  L'incidente durante le operazioni di soccorso di una vettura in panne sulla SP30 tra i comuni di S.Severo e Torre Maggiore, in provincia di Foggia.Uno dei due Vigili del fuoco dispersi è stato recuperato vivo.

In atto le ricerche del secondo pompiere, un caporeparto ed eventuali altre persone coinvolte.  Bomba d'acqua si abbatte su gran parte della provincia di Salerno: paura in Costiera Amalfitana.Ad Atrani, piccolo Comune colpito dall'alluvione del 2010, il Centro operativo comunale ha attivato le sirene per far allontanare i turisti dal centro cittadino.

L'enorme mole di acqua ha trasformato la vallata in un torrente in piena, per fortuna senza particolari disagi.Lungo la Costiera, sono stati segnalati diversi casi di caduta massi, anche ad Amalfi e Positano, ma senza gravi conseguenze né feriti.

La statale è rimasta regolarmente aperta.Allagamenti sono stati segnalati in tutto l'Agro nocerino-sarnese.

Alcune strade tra Nocera Inferiore e Pagani sono state a lungo impraticabili, così come a Nocera Superiore.Diversi interventi dei vigili del fuoco per liberare cantine allagate, molti esercizi commerciali sono rimasti chiusi per ore a causa degli allagamenti.

La situazione sta lentamente tornando alla normalità.   Il maltempo ha colpito anche l'Abruzzo, dove è scattata l'allerta meteo gialla: la pioggia ha mandato in tilt Pescara con strade trasformate in fiumi e sottopassaggi allagati.Il sindaco Carlo Masci ha disposto, con un'ordinanza, l'apertura del Centro operativo comunale (Coc).

Da questa mattina, per arginare i disagi e far fronte alle emergenze, a Pescara sono al lavoro Protezione civile, polizia locale e squadre di ambiente. "Siamo all'opera – dicono in municipio – per arginare le situazioni più difficili".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Champions, Milan-Liverpool 1-3. Ibra: “Qui comando io”

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(Adnkronos) – Il Milan perde in casa per 3-1 contro il Liverpool nel match d'esordio nella Champions League 2024-2025.I rossoneri partono bene ma poi vanno sotto e nella ripresa non riescono a rimettere in piedi la sfida.  Fonseca per l'esordio opta per tre cambi rispetto alla formazione schierata dall'inizio contro il Venezia, con Calabria che viene preferito a Emerson Royal e Tomori che torna titolare al posto di Gabbia.

Poi Morata dal 1' invece di Abraham.Il tecnico del Liverpool, Arne Slot, conferma il suo 4-2-3-1, ma in difesa dà spazio a Tsimikas, e con il trio alle spalle di Diogo Jota, con Gakpo preferito a Luis Diaz.

Niente da fare anche per Federico Chiesa. Rossoneri subito in gol.Al 3' Pulišić si invola sulla destra e scambia con Morata tagliando fuori Tsimikas.

Arrivato all'interno dell'area, resiste al ritorno di Mac Allister e incrocia benissimo il destro battendo Alisson sul secondo palo per l'1-0.La gara sembra mettersi in discesa ma Maignan accusa un risentimento muscolare al quadricipite.

Il Liverpool sale di intensità e al 17' Jota imbuca per Salah che con il destro calcia fortissimo dall'interno dell'area, colpendo in pieno la traversa.Al 23' arriva il pari degli inglesi: Alexander-Arnold pennella un calcio di punizione perfetto per la testa di Konatè che anticipa sia Tomori che l'uscita non perfetta di Maignan e schiaccia in porta il colpo di testa del pareggio, 1-1.  I rossoneri arretrano e al 26' Diogo Jota calcia a botta sicura sull'uscita di Maignan, ma non trova la porta.

Il Milan traballa e al 30' altra doppia occasione per i Reds, prima Gakpo si fa respingere il tiro da Maignan e poi Salah che calcia fortissimo con il sinistro e colpisce la seconda traversa della sua partita.L'egiziano ci riprova di nuovo al 40' ma Maignan respinge ancora in corner.

Il Milan capitola al 41': Tsimikas su calcio d'angolo trova la testa di van Dijk, che con un grande stacco batte il portiere del Milan da distanza ravvicinata per il 2-1.Poi in pieno recupero ancora il portiere rossonero salva su Gakpo.  Ad inizio ripresa la musica non cambia e al 48' è ancora Maignan a salvare i rossoneri su Diogo Jota che colpisce a botta sicura, ma viene fermato dall'uscita bassa del portiere.

Il Milan prova a reagire e al 59' grandi proteste di Morata per un presunto fallo di Gravenberch nell'area del Liverpool ma per l'arbitro Eskaas non c'è nulla.La squadra di Slot quindi ricomincia a macinare gioco e al 64' arriva un'altra doppia occasione: Szoboszlai si gira e calcia, ma la sua conclusione viene respinta da Torriani, il giovanissimo portiere entrato al posto di Maignan costretto ad uscire per infortunio, poi sulla ribattuta il pallone finisce dalle parti di Tsimikas, che incrocia troppo il tiro.  Al 67' arriva il tris dei Reds: perfetto contropiede con Gakpo che scappa via a Pavlovic, entra in area e appoggia all'indietro per Szoboszlai che di prima deposita il pallone in rete per il 3-1.

Il Milan si sistema con il 4-4-2 con Reijnders che arretra la sua posizione vicino a Fofana, mentre Abraham entra per affiancarsi a Morata.Il Milan alza il baricentro e al 73' grande azione personale di Leao, ma Gravenberch respinge in corner.

I rossoneri non mollano e all'85' Theo Hernandez recupera un pallone sulla trequarti e calcia dai 20 metri a incrociare ma il pallone esce di poco.Al 97' ultimo squillo con Leao che va via sulla sinistra e calcia fortissimo, colpendo il palo, ma ormai è troppo tardi.   Il match viene preceduto dalle dichiarazioni di Zlatan Ibrahimovic.

Lo svedese, uomo forte in società per decisione della proprietà, ricompare dopo un breve periodo di assenza. "Quando il leone va via, i gatti si avvicinano.Quando il leone torna, i gatti spariscono.

Mi sto concentrando sul lavoro, sono stato via per qualche giorno per motivi personali, però sono sempre presente.Si lavora, si pedala", dice a Sky. "Comando io, sono io il boss e tutti lavorano per me.

Si lavora in silenzio".   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il Campionato di Volley di Serie C è alle porte e la TYA Marigliano conferma lo schiacciatore Mario Guarino

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Il Campionato di Volley di Serie C, si avvicina, i motori sono caldi, come anche i protagonisti del Roster del Volley Campano.

Mario Guarino, schiacciatore classe ’07, anche durante la prossima stagione difenderà i colori della Tya Pallavolo Marigliano.Dopo la promozione conquistata sul campo durante la scorsa stagione da protagonista, arriva,  per lui anche l’esordio nel campionato di Serie C,  dove potrà mostrare ancora una volta le proprie potenzialità e migliorare sempre di più sotto la guida del duo Guerra-Mezzacapo, allenatori,  di grande esperienza e scopritori di giovani talenti e capaci sicuramente di  migliorare Guarino affinché,  il ragazzo possa avere, una possibilità futura, ed esordire in un campionato di alto livello come quello della B.

Il Giocatore dichiara espressamente: “la serie C è una grande responsabilità, ora dovrò dare me stesso, e spero di fare un buon campionato, forza ragazzi e forza TYA Marigliano Volley.

Queste le parole rilasciate dallo schiacciatore Guarino‼️

Guarino, rappresenta un profilo davvero giovane con i suoi 17 anni, ricoprire un ruolo così importante, è una grande responsabilità per un ragazzo come lui.

Vedremo di che pasta è fatto, ma considerando la promozione dell’anno scorso, è un giocatore con grande spirito e vivacità.Nella stagione passata ha ben ricoperto il suo ruolo, attaccando, schiacciando dalla seconda linea e nella difesa a muro.

La sua velocità e la sua capacità di adattarsi alle situazioni di gioco repentine e mutevoli, sono ben consolidate in lui.

Superluna ed eclissi parziale in Italia: il doppio spettacolo da non perdere

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(Adnkronos) – Si torna ad ammirare il cielo: la notte tra il 17 e il 18 settembre appuntamento anche in Italia per un raro evento astronomico.La Luna piena seconda di quattro consecutive 'superlune' (la prima è stata il 19 agosto), nota come 'Luna del raccolto' sarà accompagnata da un'eclissi parziale di Luna. "La concomitanza dell'eclissi con la 'Superluna' rende l'evento astronomico particolarmente raro e da non perdere, dal momento che il nostro satellite sarà più grande (fino al 10%) e luminoso (fino al 30%) di una normale Luna piena", spiega l'Istituto Nazionale di Astrofisica. Il termine 'Superluna', spiega il sito della Nasa, è stato coniato dall'astrologo Richard Nolle nel 1979 e indica una Luna piena che si verifica quando la Luna è al 90% vicina alla Terra.   In Italia l'eclissi parziale sarà visibile tra le 02:40 e le 06:40 del mattino del 18 settembre, ma avrà il suo massimo intorno alle 4:44 del mattino, quando circa il 9% del disco lunare sarà oscurato dall'ombra proiettata dalla Terra.

Sarà visibile a occhio nudo, sebbene la ridotta frazione di disco lunare oscurato porti a consigliare l'uso di un binocolo per apprezzare appieno l'evento. "Non è necessario spostarsi dai centri abitati data l'alta luminosità della Luna e data la sua posizione di circa 25 gradi di altitudine sull'orizzonte sud-ovest al momento del massimo dell'eclissi.La Luna non sarà sola in cielo, ma verrà accompagnata da Saturno che la scorterà per tutta la notte anticipandola nel suo percorso sulla volta celeste", si legge sul sito dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve-Psv 3-1, show bianconero in Champions League

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(Adnkronos) – La Juventus batte il Psv Eindhoven per 3-1 oggi nel match di esordio nella Champions League 2024-2025.I bianconeri di Thiago Motta superano gli olandesi con una prestazione eccellente e si impongono con i gol di Yildiz (21'), McKennie (27') e Gonzalez (52').

In pieno recupero gol olandese con Saibari (93').  Motta schiera Di Gregorio in porta e Mckennie a centrocampo, al posto di Perin e Douglas Luiz, rispetto alla formazione impiegata in campionato a Empoli.Avanti ancora Yildiz e Nico Gonzalez sulle fasce con Koopmeiners al centro con Locatelli.

Dall'altra parte Bosz, avendo out per infortunio Lozano, ha inserito Tillman in avanti con De Jong e Bakayoko.A centrocampo c'è Til, mentre solo panchina per l'ex giallorosso Karsdorp. La Juve parte bene e al 5' Kalulu prova l'imbucata per Nico Gonzalez, ma è decisivo l'intervento di Flamingo.

Dopo alcuni minuti di studio la Juve affonda.Al 21' i bianconeri passano con il gioiello del numero 10 bianconero che riceve palla, rientra sul destro e lascia partire una conclusione che si infila precisa all'incrocio dei pali per l'1-0 firmato Yildiz.  Il giovane turco mette a segno il primo gol della nuova Champions diventando inoltre il più giovane juventino ad andare in gol nella competizione all'età di 19 anni e 136 giorni.

Yildiz supera così il record detenuto da Alex Del Piero, a segno per la prima volta in Champions a 20 anni e 308 giorni contro il Borussia Dortmund. Al 24' spunto di Koopmeiners e cross per McKennie che, da posizione ravvicinata, non riesce a battere Drommel.L'americano però si rifà poco dopo: al 28' Nico Gonzalez serve in area ancora McKennie che conclude con precisione per il 2-0.

Poco prima Koopmeiners aveva sfiora il gol con una conclusione al volo da posizione ravvicinata. Gli olandesi non reagiscono e i bianconeri controllano la gara senza problemi fino all'intervallo.Ad inizio ripresa la Juve cala il tris: al 52' Vlahovic in ripartenza pesca Nico Gonzalez in area con l'argentino che tutto solo davanti al portiere, stoppa e batte Drommel per il 3-0.

La squadra bianconera non sembra volersi fermare con Vlahovic che prova a segnare e al 66' prova la conclusione di mancino dalla distanza senza fortuna.Thiago Motta cambia e inserisce in successione prima Danilo e Khéphren Thuram e poi Fagioli, Weah e Douglas Luiz. All'83' altra grande occasione per Vlahovic che da solo davanti al portiere non riesce a firmare il poker.

Disattenzione della difesa bianconera nel finale e rete al 93' del Psv con Saibari Ben El Basra che chiude la gara 3-1.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Azione perde pezzi: Gelmini, Versace e Carfagna lasciano Calenda

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(Adnkronos) – Prima Enrico Costa, ora Mariastella Gelmini e Giusy Versace.E in serata Mara Carfagna. 'Azione' continua a perdere pezzi.

Dopo le indiscrezioni di qualche giorno fa, è stata l'ex ministro del Berlusconi quater a ufficializzare nel pomeriggio l'addio al partito di Carlo Calenda con una nota: ''Il mio percorso in Azione si conclude oggi, resta un rapporto di stima con Calenda, ma le scelte politiche del movimento a cui ho aderito con entusiasmo due anni fa vanno in una direzione che non posso condividere perché significativamente diversa da quella originaria".  A stretto giro è arrivata un'altra 'defezione', quella dell'ex atleta paralimpica, Versace: ''Nell'incontro avvenuto oggi con Calenda gli ho confermato la stima e l'affetto che nutro nei suoi confronti e la gratitudine per la fiducia riposta in me, ma, al contempo, devo prendere atto che le scelte politiche, benché legittime, portano il partito in una direzione che non è quella che auspicavo". In serata Azione in un comunicato ha reso nota la decisione di Mara Carfagna di lasciare il partito. "Apprendo da una nota di agenzia di aver lasciato Azione" ha dichiarato l'ex ministra. "E' una decisione che stavo maturando, ma che sentivo il dovere di rendere pubblica in modi più seri e meno estemporanei". "Già nell'ultima riunione di gruppo avevo manifestato apertamente il mio dissenso per l'apertura di un dialogo 'esclusivo' con la sinistra.Ne ho parlato anche venerdì scorso con Carlo Calenda e un nuovo appuntamento era previsto per questa sera, poi, da me rinviato a domani.

La scelta di aderire alle candidature del campo largo in tutte e tre le Regioni, dove si vota è un diritto di Carlo Calenda: ha fondato Azione, l'ha portata avanti anche con grandi sacrifici personali, ne è il leader". "Ma la mia storia e le mie idee mi impediscono di seguirlo su quella strada, che come è ovvio a tutti prelude a intese più generali con la sinistra.Pensavo, inoltre, di affrontare questo discorso a viso aperto nel direttivo convocato per domani pomeriggio, davanti agli iscritti e ai dirigenti, che intendevo anche ringraziare per la collaborazione e l'amicizia che mi hanno sempre dimostrato.

La nota di Azione, in tutta evidenza, me lo impedisce e me ne dispiace: le mie scelte politiche – conclude Carfagna – le ho fatte sempre a viso aperto".  La causa che ha spinto i tre parlamentari a mollare Calenda è sempre la stessa: l'alleanza con M5S e Avs in vista delle prossime regionali in Emilia Romagna, Liguria e Umbria, ovvero il cosiddetto campo largo.Il deputato Costa è 'tornato' in Forza Italia, mentre la senatrice Gelmini (ormai ex portavoce e vicesegretaria di Az) e Versace si sono iscritte al gruppo Misto di palazzo Madama ma sarebbero pronte ad approdare in 'Noi Moderati', la formazione centrista guidata da Maurizio Lupi, che fa parte della maggioranza di centrodestra e sostiene il governo Meloni.  I 'movimenti' di queste ore confermano le grandi manovre al centro alimentate dal voto europeo, che ha sancito un 'vuoto' al centro appunto, tutto da colmare, e la conseguente corsa a occupare questo spazio politico, espressione del mondo moderato e civico a cui guardano da tempo Giorgia Meloni, Matteo Salvini e, in particolare, Antonio Tajani.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, Meloni: “A Fitto ruolo peso perché l’Italia vale, impariamo la lezione”

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(Adnkronos) – "L'Italia è una nazione che conta".E' quanto ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di 'Cinque minuti' su Rai1, commentando la squadra, resa nota oggi da Ursula von der Leyen, in cui Raffaele Fitto compare come vicepresidente esecutivo a Coesione e Riforme. "Nella definizione della Commissione europea vale il peso delle nazioni.

Credo che da questo risultato, molto importante e di cui sono molto soddisfatta, dobbiamo anche un po' imparare rispetto al dibattito che c'è in Italia".  "Sbaglia chi pensa che le dinamiche dei partiti in Europa debbano contare più della forza degli Stati membri – va avanti -.Sbaglia chi eventualmente in passato avesse preferito altre logiche rispetto a far valere la forza della nazione.

L'Italia è una nazione forte, vale la pena di imparare e sapere rivendicare con maggiore determinazione il peso dell'Italia, soprattutto se poi si ha un'Italia seria, affidabile, leale, pur non rinunciando a dire quello che pensa per il bene dell'Europa".   "Io penso che Fitto e l'Italia abbiano avuto una delega molto importante, una vicepresidenza esecutiva, che era la nostra grande ambizione, vuol dire chiaramente avere uno dei ruoli più influenti all'interno della Commissione europea, con una delega molto importante che è Riforme e fondi di coesione". "Nella lettera di incarico che Ursula von der Leyen scrive a Raffaele Fitto, quando si parla di riforme si dice 'garantire che l'Europa metta in campo gli adeguati investimenti e le adeguate riforme per la sua crescita', quindi va inteso come materia di competenza economica".  "Se io devo guardare alla competenza, alla serietà di Raffaele Fitto, che è una persona stimata a 360 gradi anche in Europa, non ho dubbi che superi l'esame" del Parlamento Ue, "poi le altre dinamiche sono politiche". "E lì chiaramente tutto diventa più complesso.Però, io dico questo, dipende da noi, dipende da quanto l'Italia riesce a muoversi compatta, perché noi dobbiamo ricordare che Raffaele Fitto non è il commissario di Fratelli d'Italia, il commissario del governo, è il commissario italiano.

E poiché le forze politiche tutte hanno una loro influenza in Europa, in Europa fa la differenza la nostra compattezza".  "Faccio l'esempio – va avanti la presidente del Consiglio – il gruppo dei socialisti è una forza molto influente nel Parlamento europeo.Ora però nel gruppo dei socialisti la delegazione di maggioranza relativa, cioè quella più numerosa, sono gli italiani.

Escludo che il Partito Socialista europeo possa prendere sul Commissario italiano una posizione diversa da quella che indica la delegazione italiana, che è anche la più rappresentativa.Quindi credo che se noi riusciamo a muoverci in maniera compatta, non ho dubbi.

Tra l'altro ricordo, ma giusto per storia, Raffaele Fitto, esponente al Parlamento Europeo di Fratelli d'Italia all'opposizione dell'allora governo di centrosinistra, votò Paolo Gentiloni". "Silvio Berlusconi, al tempo – ricorda ancora Meloni -, che era al Parlamento Europeo e stava in un'altra commissione, si fece cambiare di commissione per andare a fare la dichiarazione di voto a favore di Paolo Gentiloni.E non eravamo esponenti di quel partito.

Mi aspetto che ci si sappia muovere come fanno le nazioni serie e quindi diciamo al di là di quelli che sono le nostre giuste contrapposizioni interne, quando ci si muove fuori dai confini nazionali ci si muove diciamo facendo prevalere l'interesse nazionale all'interesse dei partiti". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve-Psv, gol di Yildiz: “Come Del Piero”

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(Adnkronos) – Kenan Yildiz a segno nel match di Champions League oggi tra Juventus e Psv Eindhoven.Il talento turco sblocca la gara al 21’ con una prodezza che ricorda i gol realizzati in serie da Alex Del Piero con la maglia bianconera.  Controllo, destro a giro dal vertice sinistro dell’area e palla in rete con bacio al palo.

Un gol alla Del Piero, sentenziano i tifosi su X, con Yildiz che onora la maglia numero 10 indossata per 2 decenni da Pinturicchio.  Il gol di Yildiz, all’esordio assoluto in Champions, ricorda da vicino quello che Del Piero, anche lui alla prima avventura nel torneo più prestigioso, realizzó nel 1995-1996 contro Borussia Dortmund e Steaua.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esplosioni cercapersone Hezbollah, microcariche dietro lo scoppio: l’ipotesi dell’esperto

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(Adnkronos) –
Mirocariche dietro l'esplosione dei cercapersone di Hezbollah in Libano e Siria.E' l'ipotesi di Marco Camisani Calzolari, esperto di IA, docente Universitario e divulgatore scientifico, che all'Adnkronos spiega: ''Premesso che ancora non sappiamo nel dettaglio cosa sia accaduto veramente, dal punto di vista tecnico ritengo che fare esplodere una batteria a distanza sia molto improbabile.

Per almeno due ragioni.Le batterie hanno tre poli, uno serve proprio per un circuito interno anti riscaldamento, che è praticamente impossibile da hackerare dall'esterno perché non è connesso a nulla.

Altra ragione.E' vero che le batterie possono esplodere per surriscaldamento, se la carica è improvvisamente alterata, ma non tutte insieme contemporaneamente". "La probabilità -afferma dunque – è che sia stata intercettata la filiera di fornitura di quei cercapersone, che siano stati inseriti dei micro esplosivi e grazie alla modifica del software, da remoto, siano stati fatti esplodere''. ''Se fosse la batteria le persone comuni, giustamente, potrebbero iniziare a preoccuparsi del fatto di avere in tasca un cellulare, visto che nella vita tutto può succedere.

Ma per la situazione attuale della tecnologia è altamente improbabile che accada, soprattutto su numeri alti.Aggiungo, però, che sicuramente la batteria dentro il cercapersone ha contribuito ad aumentare l'effetto dell'esplosione perché prende fuoco''.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia in grande spolvero anche col Palermo, ma con qualche errore da matita blu – La Bastonatura

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La Juve Stabia ha confermato anche nella gara di campionato col Palermo di essere in grande condizione sciorinando l’ennesima ottima prestazione e confermando quanto di buono il collettivo di mister Guido Pagliuca aveva mostrato anche nelle precedenti 4 gare di campionato con un calcio sempre propositivo e mai remissivo anche al cospetto di una squadra che sembra essere tra le principali candidate al salto di categoria.Alla vigilia sembrava non doverci essere partita tra il Palermo, probabilmente la rosa meglio attrezzata di tutto il torneo di Serie B, e la Juve Stabia, matricola terribile di questo avvio di campionato.

Anche perché la classifica che tiene conto del valore di mercato delle due rose elaborata da transfermarkt.it parlava molto chiaro a favore dei rosanero: 51,53 milioni di euro per il Palermo, alle cui spalle c’è la proprietà del Manchester City, e la Juve Stabia con solo 8,63 milioni di euro.In realtà però il campo ha detto tutt’altro.

La vittoria è andata sì ai rosanero per 1-3 ma a capo di una gara in cui la Juve Stabia si è resa molto più pericolosa del Palermo (5 palle gol nitide più il gol di Adorante al quarto d’ora della ripresa) che ha vinto alla fine sfruttando qualche ingenuità di troppo delle vespe e qualche errore da matita blu che purtroppo non ci si può permettere al cospetto di squadre come il Palermo che basano la loro forza sulle qualità individuali dei propri calciatori di livello molto più elevato della media di Serie B.

Gli errori da matita blu della Juve Stabia che hanno servito su un piatto d’argento la vittoria ai rosanero.

Mister Pagliuca alla vigilia, in sede di presentazione della gara, aveva ammonito i propri calciatori ed era stato facile profeta: “Importante non perdere palla in zone dove può essere pericoloso considerando che il Palermo ha giocatori molto veloci e dotati di grande tecnica di base”. 

E così non è bastato alla Juve Stabia costruire cinque palle gol clamorose (le due occasioni di Floriani Mussolini a tu per tu con il portiere Desplanches, la traversa di Rocchetti, il diagonale a fil di palo di Adorante e il colpo di testa di Candellone con miracolo di Desplanches) per portare a casa un pareggio che già sarebbe stato stretto alle Vespe per la mole di gioco prodotta che nei primi venti minuti del secondo tempo ha assunto addirittura le sembianze di un assedio della metà campo dei rosanero.Due errori, forse anche tre, da non ripetersi, hanno vanificato tutto a conferma che la Serie B è un torneo in cui non ci si può permettere il minimo errore.

La palla persa a centrocampo da Piscopo che ha dato il via all’azione del primo gol di Segre, Baldi che si fa saltare troppo facilmente da Di Francesco nell’occasione del secondo gol, ma soprattutto l’erroraccio ancora di Piscopo che ad un quarto d’ora scarso dalla fine con la squadra protesa alla ricerca del pareggio si produce in un tentativo di dribbling nella propria area di rigore fino ad allungarsi la sfera e ad atterrare Brunori determinando in tal modo il rigore che chiude definitivamente la contesa con i rosanero.Questi peccati di ingenuità nella fase difensiva uniti alla poca concretezza sotto rete (la Juve Stabia figura dopo la quinta giornata all’ultimo posto nella classifica degli XG Expected Goals per la Serie B con un coefficiente di 1,00) hanno determinato la sconfitta assolutamente immeritata contro il Palermo.

Pagliuca ha evidenziato nella conferenza stampa post-gara anche la poca reattività dei propri attaccanti soprattutto in occasione della traversa colpita da Rocchetti con nessuno dei propri attaccanti che ha avuto l’intuizione di andare verso il pallone per un tap-in vincente che poteva subito portare le Vespe sull’1-1.

Conclusioni.

L’insegnamento che la Juve Stabia deve trarre da questa sconfitta immeritata col Palermo è che in questo campionato si deve ridurre al minimo il margine di errore perché il livello qualitativo è molto più alto di quello della Serie C e si paga dazio immediatamente come accaduto coi rosanero di mister Dionisi.Soprattutto quando si è al cospetto di corazzate come il Palermo, bisogna fare la cosiddetta “gara perfetta” e augurarsi che gli avversari non siano nella loro giornata migliore ma soprattutto ridurre al minimo i propri possibili errori.

Detto ciò, occorre evidenziare che non sempre la Juve Stabia affronterà squadre come il Palermo al top dal punto di vista delle individualità.Il campionato delle Vespe è come se iniziasse ora e, pur nella consapevolezza che in Serie B non esistono gare facili e ogni partita ha sempre un livello di difficoltà molto elevato, bisogna costruirsi mattoncino dopo mattoncino quello che è l’unico obiettivo stagionale delle Vespe che è la salvezza a partire dalla trasferta insidiosissima di Modena di sabato prossimo contro una squadra che, dopo un avvio difficile, si sta riprendendo molto bene a suon di prestazioni e di risultati.

 

Influenza, medici Roma: “Con ministero Salute invitiamo camici bianchi a vaccinarsi”

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(Adnkronos) – E' in arrivo l'influenza stagionale e "anche i medici dovranno vaccinarsi.Su questo tema c'è l'invito del ministero della Salute, oltre che dell'Ordine, affinché tutti i professionisti sanitari si sottopongano a vaccinazione proprio per cercare di non sguarnire il già scarso personale nel Ssn, e quindi le attività di assistenza all'interno di ospedali, pronto soccorso e ambulatori".

Così all'Adnkronos Salute il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.  "Se il medico si ammala in condizioni di carenza di personale, anche il paziente per avere una prestazione sanitaria si troverà in difficoltà – fa notare Magi – Quindi l'invito alla vaccinazione è rivolto a tutti i medici e professionisti sanitari". "Purtroppo – osserva – alcuni camici bianchi sono contrari alla vaccinazione.Ma il medico deve sempre dare il buon esempio, condividendo con i pazienti le informazioni corrette sulla vaccinazione al fine di tutelare la salute di tutti.

Se non lo fa perde la fiducia del paziente", conclude Magi.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, medici Roma: “Carenza personale e insicurezza, in 1.500 l’anno lasciano”

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(Adnkronos) – "Carenza cronica di personale, insicurezza, ricorso alla medicina difensiva per evitare contenziosi con i pazienti.Questi i principali problemi che assillano i medici italiani tanto da voler abbandonare il Servizio sanitario nazionale.

Solo a Roma, dove lavora circa il 10% di tutti medici italiani, ogni anno gettano la spugna in 1.500.Il che vuol dire che in Italia ogni 12 mesi sono 15mila i camici bianchi che per le stesse ragioni fanno richiesta per andare a lavorare all'estero.

Tra le mete preferite Gran Bretagna, Stati Uniti e Israele".Lo afferma il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, che con l'Adnkronos Salute fa il punto sullo stato di salute del Ssn.  I nostri medici lavorano sempre peggio, "si ritrovano in una situazione molto difficile in questo periodo.

Chiaramente molto è dovuto alla carenza cronica di personale, di struttura, di sicurezza sul posto di lavoro – spiega Magi – e direi anche poca serenità per il clima nel quale devono lavorare tra violenze, pressioni quotidiane e denunce.Quindi operano in condizioni non favorevoli e questo purtroppo si ripercuote sui pazienti.

Per tale motivo noi cerchiamo di far capire a tutti quanti che il medico sta sul posto di lavoro, in pronto soccorso, nei reparti, nei laboratori, solo per curare i pazienti". La spia di questo malessere "è la scelta di abbandonare il Ssn per andare all'estero, per motivi economici e di possibilità di carriera".Quello di Roma, con 48mila medici, "è l'Ordine più grande d'Europa – sottolinea Magi – Ogni anno registriamo un dato: circa 1.500 tra medici giovani e più anziani chiedono di poter andare a lavorare all'estero.

La maggioranza dei giovani sceglie Paesi quali Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele.I colleghi più avanti con gli anni e ai quali manca poco per la pensione, invece, optano per i Paesi arabi.

Per i medici giovani un altro motivo a spingerli a lasciare l'Italia è che in questi Paesi non esiste il reato penale per l'atto medico". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“L’Italia ha ottenuto quello che voleva”. Il parere degli esperti su Fitto

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(Adnkronos) –
La nomina di Raffaele Fitto a vice-presidente esecutivo con delega alla Coesione, al Pnrr e alle riforme arriva dopo settimane di ricostruzioni per lo più sbagliate sul rapporto tra Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen, e sul portafoglio che l’Italia avrebbe potuto conquistare in ragione dell’opposizione del gruppo Ecr alla conferma della presidente della Commissione.Adnkronos ha chiesto di commentare la nomina a tre esperti di Europa, economia e relazioni internazionali. Secondo Stefano da Empoli, presidente di I-Com e in questi giorni impegnato con il lancio di “Cantiere Europa” tra Roma e Bruxelles, sono stati “smentiti i pronostici negativi, non c’è affatto l’umiliazione paventata da qualcuno quest’estate dopo l’apparente scontro tra Meloni e von der Leyen.

Sotto il profilo formale, siamo al livello di Francia, Germania e Spagna.Sotto il profilo sostanziale, è tutto da vedere: sicuramente i pesi massimi sembrano il francese Stephane Séjourné e la spagnola Teresa Ribera, insieme alla finlandese Henna Virkkunen.

Ma era difficile ottenere di più – sottolinea – perché i tre che ho citato rappresentano rispettivamente Liberali, Socialisti e Popolari, ovvero i gruppi che compongono la maggioranza che ha sostenuto von der Leyen.Resta il fatto che il portafoglio di Fitto è molto importante per l’Italia”. L’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, presidente dello Iai, Istituto affari internazionali, parla di una premier che ha ottenuto “quello che voleva”, ovvero la vicepresidenza esecutiva, e che per capire meglio il significato dei portafogli assegnati, “non solo quelle di Fitto, ma anche degli altri commissari – bisognerà comunque attendere le audizioni davanti alle commissioni competenti del Parlamento europeo.

Sulla carta le deleghe ottenute non lo coinvolgono direttamente nelle strategie di punta della Commissione”. Nelle scorse settimane era circolata l’indiscrezione che Raffaele Fitto, oltre ai portafogli sulla Coesione e il Pnrr, avrebbe avuto la delega all’Economia, e dunque oggi si potrebbe pensare che sia andata peggio del previsto. “Io non ho mai creduto che all’Italia sarebbe stata data una delega importante sull’economia”, spiega all’Adnkronos Arturo Varvelli, direttore dell’ufficio di Roma e senior fellow dello European council on foreign relations. “La vicepresidenza esecutiva è un’ottima notizia”, prosegue Varvelli, “e mi sembra che Ursula von der Leyen stia sostenendo con grande vigore il fatto che l'Italia debba essere molto ben rappresentata, sorvolando sul fatto che Fitto non appartiene alla maggioranza che l'ha sostenuta in Parlamento.L’Italia avrebbe potuto evitare frizioni con gli altri gruppi (socialisti e liberali) proponendo qualcuno di Forza Italia, che fa parte del Ppe come la presidente, ma Fitto sarà comunque nella posizione di costruire un ruolo importante in questa commissione.

Non per forza guardando alle deleghe, ma perché il governo italiano è uno dei pochi stabili, uno dei pochi a non avere grossi problemi interni in questo momento, al di là delle piccole beghe che ci sono e che continuano a esserci tra il mondo moderato-berlusconiano e l’ala più sovranista dei leghisti.Francia e Germania sono in grossa difficoltà e l’Italia dovrebbe farsi paladina delle proposte di Draghi, ne avrebbe tutto l’interesse”, conclude. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fedez, Tony Effe e la frecciatina sul cane: scintille social tra i rapper

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(Adnkronos) – Sembra essere scoppiato un piccolo litigio a distanza tra Fedez e Tony Effe.Non è passato inosservato infatti lo scambio di frasi tra i due rapper, a distanza di sicurezza, ognuno sul proprio profilo Instagram. Nelle ultime ore Tony Effe ha pubblicato tra le sue Stories una frase scritta in bianco su sfondo nero, correlata da tre emoticon che rappresentano un diavoletto: "Non svegliare mai il cane che dorme".

Difficile possa essere una coincidenza che qualche ora dopo Fedez abbia fatto una storia sul proprio profilo Instagram con la frase: "Non svegliate il cane che dorme che è un casino poi".Lo sfondo in questo caso è la foto di un cagnolino pitturato in strada, mentre il testo è accompagnato da un'emoticon ironica.

Tutto fa pensare a una frecciatina indirizzata proprio al collega romano. Il presunto scambio di attacchi conferma, secondo i fan, che i due rapper – che un tempo condividevano scatti insieme e sembravano amici – avrebbero litigato.Le ipotesi sono molte: tra chi dice che Fedez avrebbe fatto degli apprezzamenti all'ex fidanzata di Tony Effe, Taylor Mega, a chi ritiene vero il contrario, ossia che il rapper romano abbia avvicinato Chiara Ferragni.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hezbollah, perché tutti usano i cercapersone: “Smartphone armi di Israele”

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(Adnkronos) – Pochi mesi fa, il 13 di febbraio, il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, aveva chiesto a tutti i membri del partito di smettere di usare telefonini, di distruggerli, seppellirli o chiuderli in una scatola di ferro. "In questa fase, sbarazzatevi di tutti i cellulari, sono agenti di morte", aveva dichiarato dopo l'uccisione di comandanti in raid mirati di Israele (dallo scorso sette ottobre più di 20 operativi sono morti in raid mirati lontani dalla linea del fronte, fra cui tre comandanti delle forze speciali Radwan).  
Il low tech è stata quindi la scelta obbligata di Hezbollah per evadere le sofisticate tecnologie di sorveglianza israeliane anche se il 'partito di Dio' basato in Libano ha anche lanciato operazioni per "accecare" Israele, le sue telecamere di sicurezza, i sistemi di telerilevamento, droni e la sua capacità di effettuare intrusioni nei cellulari e nei computer.  Sul campo di battaglia quindi, i cellulari hanno lasciato il posto ai pager, che oggi sono esplosi in tutto il paese forse dopo una nuova fornitura difettosa o un atto di sabotaggio ai server, con l'installazione di uno script che ha surriscaldato la batteria al litio che è quindi esplosa.Hezbollah ricorre anche a messaggeri o una rete di linea fissa che risale all'inizio degli anni duemila.

E' stato anche introdotto un codice per parlare di a armi e luoghi di incontro che viene aggiornato quasi ogni giorno e trasmesso agli utenti da corrieri.  Lo scorso 28 dicembre Hezbollah aveva chiesto a tutti i residenti del sud di disconnettere le telecamere di sicurezza da internet, uno dei mezzi usati da Israele per riconoscere possibili bersagli.E a febbraio aveva chiesto a chi si trovava al fronte di non portarsi dietro un cellulare.

Con controlli a sorpresa dei comandanti.Ma anche a Beirut i vertici del partito evitano di portarsi dietro alle riunioni un cellulare.  Erano state prese anche misure per mettere in sicurezza la rete locale private di telefonia mobile, finanziata dall'Iran una ventina di anni fa con cavi di fibra ottica dalle basi del partito a Beirut agli insediamenti del sud del Paese, alla valle della Bekaa a est, dopo una sospetta intrusione di Israele.

I tecnici di Hezbollah avevano suddiviso la rete in sotto reti.  Il pager riceve notifiche o messaggi senza essere allacciato a una rete internet.Anche se sono usati molto di meno del loro periodo di gloria, negli anni novanta, sono ancora usati in alcuni settori specializzati, tipicamente negli ospedali.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, Fitto: “Incarico mi onora, grande riconoscimento per l’Italia”

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(Adnkronos) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato oggi a Strasburgo la squadra per i prossimi 5 anni.Raffaele Fitto sarà vicepresidente esecutivo a Coesione e Riforme. "Sono onorato dell'incarico, ricevuto oggi da Ursula von der Leyen" ha detto il ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnnr "e la ringrazio per la stima e la fiducia che mi ha voluto dimostrare con questa scelta, giunta a seguito della mia designazione da parte del presidente Meloni e del Governo italiano". "Questa decisione rappresenta un grande riconoscimento per l'Italia, Paese fondatore da sempre in prima fila nel processo d'integrazione europea".  "Intendo esercitare il ruolo affidatomi, una volta concluso l'iter di approvazione della nuova Commissione, con il massimo impegno e nel pieno rispetto dei Trattati e del loro spirito, nella consapevolezza che i prossimi cinque anni saranno fondamentali per il futuro dell'Unione europea e dei suoi cittadini", conclude Fitto. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, medici Roma: “Grande malessere Ssn, fondamentale investire”

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(Adnkronos) – "C'è grande malessere da parte dei medici, quindi la Manovra diventa fondamentale perché oggi abbiamo un Servizio sanitario nazionale che deve comunque investire.Rispetto a qualche anno fa il Ssn deve fare i conti con una carenza di personale, quindi la prima cosa che deve fare è investire sul personale sanitario, trovare le risorse economiche che servono per le Case comunità e Ospedali di comunità previsti dal Pnrr e dal Dm77".

Così all'Adnkronos Salute il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, guardando alla prossima legge di Bilancio.  "Curiosamente – spiega Magi – oggi abbiamo strutture, attrezzature, apparecchiature e digitalizzazione, dunque un sistema che è già finanziato chiaramente in conto capitale, per cui dobbiamo prevedere innanzitutto di riempire queste strutture e mettere professionisti, medici, infermieri che possano operare dietro ad apparecchiature, strutture e anche strumenti sanitari.Ma nello stesso momento dobbiamo essere anche preparati nel momento in cui si passerà da conto capitale a spesa corrente, perché purtroppo poi bisognerà pensare alla manutenzione per la quale bisogna chiaramente investire dei soldi".  Magi non ha dubbi: "Noi pensiamo che un investimento reale dovrebbe essere almeno in questa fase di circa 10 miliardi di euro da aggiungere al Servizio sanitario nazionale, rispetto a quei 6 miliardi che sono stati aggiunti, una buona dei quali ovviamente sarà destinata per i rinnovi contrattuali".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medici Roma: “Contro aggressioni creare percorsi separati e sicuri”

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(Adnkronos) – "Quello delle aggressioni ai medici e in generale agli operatori sanitari è un tema caldo.Contro l'escalation di tanta violenza occorre fare di tutto per evitare che il paziente o i suoi stessi familiari malintenzionati abbiano un contatto diretto con chi invece li ha in cura.

Quindi per prima cosa occorre creare dei percorsi che siano separati e quindi garantiscono la sicurezza di chi lavora nel nostro Ssn".Lo sottolinea all'Adnkronos Salute il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, dopo il susseguirsi di episodi di violenza ai danni di operatori in diverse città d'Italia. "Chiaramente – evidenzia – occorre dover educare le persone al fatto che il medico sta sul posto di lavoro per aiutarle e curarle e non per creare dei problemi.

E' curioso che un paziente vada al pronto soccorso per un problema di salute e poi finisce che va a picchiare direttamente il sanitario che lo deve in qualche modo assistere.Questo è anche un fatto che va superato.

Ma per farlo dobbiamo sensibilizzare l'opinione pubblica".  Se non si ferma questa violenza, "tra poco potremmo non avere più professionisti che vogliono lavorare nel Servizio sanitario nazionale – avverte Magi – e quindi non ci saranno più medici pronti ad assisterci e curarci nel momento di massimo bisogno". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Cecchettin, processo al via lunedì: Turetta non sarà in aula

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(Adnkronos) – Filippo Turetta, in carcere con l'accusa di aver ucciso l'ex fidanzata Giulia Cecchettin, non sarà in aula nella prima udienza del processo, fissata per lunedì 23 settembre, davanti ai giudici della corte d'Assise di Venezia.Lo rende noto il suo legale, l'avvocato Giovanni Caruso che ribadisce l'intenzione della difesa di non chiedere la perizia psichiatrica per lo studente di 22 anni che rischia l'ergastolo.

La perizia potrebbe tuttavia essere imposta direttamente dai giudici. Il giovane di Torreglia è accusato di omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà, efferatezza, stalking ed occultamento di cadavere.  Nel lungo verbale dell'interrogatorio davanti al pubblico ministero di Venezia Andrea Petroni, Turetta ha ricostruito la relazione con la compagna di università, le liti finite in due occasioni con degli strattoni "per scaricare la rabbia", i rapporti di Giulia con gli amici da cui "non volevo sentirmi escluso", i ricatti emotivi ("sto troppo male perché ci siamo lasciati, non riesco a fare niente, mi farebbe stare meglio, mi aiuterebbe vederci", le diceva), la protettiva sorella Elena a cui "sentivo fin dall'inizio di non essere piaciuto".A lungo si mostra incapace di accettare la fine di una relazione, "la cosa che contava di più di tutte era sentirla e scrivere con lei o vederla e quindi il fatto che lei scrivesse meno o volesse un po' cancellare i rapporti mi faceva stare molto male, cioè, molto triste".

Una rivelazione che fa anche a uno psicologo. Il racconto dell'11 novembre del 2023 è quello di una giornata normale, quando prima di affondare il coltello – ben 75 volte dirà l'autopsia – "non è successo niente".Il giro al centro commerciale di Marghera, la cena insieme, poi la prima aggressione nel parcheggio a 150 metri da casa di Giulia.

La laureanda ha le idee chiare sul suo futuro senza Filippo.Rifiuta i suoi ultimi regali, tra cui un peluche e un libro illustrato. "Le urlavo che non era giusto, che non doveva essere cosi, che io avevo bisogno vitale di lei, del nostro rapporto, che non dovesse voler cancellarmi o altro, non dovesse voler eliminare il nostro rapporto perché mi sarei…pensavo anche di…

stavo male, pensavo di suicidarmi e che lei, insomma, invece doveva…doveva continuare col nostro rapporto…mi aveva promesso che non sarebbe mai più tornata insieme a me in qualsiasi caso".

Lei ha risposto decisa che non sarebbe tornata con me. È scesa dalla macchina, gridando 'Sei matto, vaffanculo, lasciami in pace'" racconta il ventiduenne al pm. "Ero molto arrabbiato.Prima di uscire anch'io, ho preso un coltello dalla tasca posteriore del sedile del guidatore.

L'ho rincorsa, l'ho afferrata per un braccio tenendo il coltello nella destra.Nel parcheggio a Vigonovo, la studentessa scende all'auto e lui la blocca, le sferra "alla cieca" una prima coltellata.

Lei urlava 'aiuto' ed è caduta.Allora l'ho presa per le spalle mentre era per terra.

Lei resisteva.Ha sbattuto la testa". Stordita per la caduta lui la carica in auto, sul sedile posteriore, lontano dalla borsa con il cellulare che resta davanti. "Non sapevo dove andare" poi si dirige verso la zona industriale di Fossò, mentre Giulia prova a reagire ma il secondo tentativo di fuga diventa mortale. "Mentre eravamo in macchina lei ha iniziato a dirmi 'cosa stai facendo?

sei pazzo?Lasciami andare'.

Era sdraiata sul sedile, poi si è messa seduta.Si toccava la testa.

All'inizio pensavo solo a guidare.Poi ho iniziato a strattonarla e tenerla ferma con un braccio.

C'eravamo fermati in mezzo alla strada, ho provato a metterle lo scotch sulla bocca, non mi ricordo se se l'è tolto o è caduto da solo perché non l'avevo messo bene.Si dimenava. È scesa e ha iniziato a correre.

Anch'io sono sceso".Un tentativo di mettersi in salvo ripreso, in parte, da una telecamera di una ditta (inquadra Giulia alle 23.40) che prelude l'atto finale. "Avevo due coltelli nella tasca in auto dietro al sedile del guidatore.

Le ho dato, non so, una decina, dodici, tredici colpi con il coltello.Ho colpito un po' tutto, le braccia, il collo, la faccia, il torace, la nuca" dice mimando davanti al pubblico ministero il gesto con le mani". L'ultima coltellata è sull'occhio: "Ho smesso subito, non avrei voluto colpirla in certi punti" e aggiunge: "Un po' perché non reggevo più tanto, un po' perché mi ero accorto di averle dato una coltellata sull’occhio e la cosa mi faceva troppo senso e quindi ho smesso".

L’autopsia restituisce 75 coltellate e una morte per shock emorragico provocato dal colpo alla testa e dalle coltellate. 
Turetta non parla di raptus o blackout, ma alcuni dettagli non li ricorda e confessa di non aver avuto un piano di fuga.Racconta di essersi liberato lungo la strada degli abiti sporchi di sangue, del coltello e del cellulare della ventiduenne per guadagnare tempo, e di essersi diretto verso le montagne con due obiettivi: nascondere Giulia e suicidarsi.

Un tentativo che va a vuoto almeno un paio di volte perché "non ho avuto mai il coraggio" poi la visione dell'appello dei genitori in tv e quindi la 'resa' con l'arresto vicino Lipsia, in Germania, dopo sette giorni dall'omicidio di Giulia Cecchettin.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Intelligenza artificiale, studio Minsait: 71% settore media l’adotta per gestione contenuti

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(Adnkronos) – Dalla produzione di contenuti, alla traduzione di testi, fino alla gestione dei documenti, l'intelligenza artificiale ha contribuito a ottimizzare i processi e a trasformare le operazioni dei media tradizionali.Tanto che il 71% delle aziende del settore media ha già implementato l'intelligenza artificiale per la gestione dei contenuti, evidenziando l'importanza di queste soluzioni per migliorare l'efficienza, e l'85% di esse la utilizza per l'evoluzione dei prodotti e lo sviluppo di nuove funzionalità.

Lo rivela l'analisi settoriale contenuta nel rapporto Ascendant di Minsait (Indra) che, con il titolo Ai: radiografia di una rivoluzione in corso, analizza il suo grado di adozione nelle aziende private e nelle istituzioni pubbliche. L'uso dell'intelligenza artificiale nei media si è concentrato sulla raccomandazione e sull'iper-personalizzazione perché fornisce una maggiore precisione, migliora l'esperienza dell'utente e incoraggia il consumo di nuovi contenuti.Pertanto, il settore si è rivolto all'intelligenza artificiale per due compiti principali: la gestione dei contenuti per la distribuzione personalizzata o l'ottimizzazione dei titoli (sette su dieci) e la gestione della pubblicità per personalizzare le campagne e analizzarne le prestazioni (57%). In termini di casi d'uso specifici, il rapporto rileva che il 43% delle aziende del settore utilizza l'Ia per progettare nuovi servizi e il 29% per migliorare la conoscenza e la gestione dei clienti, stabilire strategie di pricing e identificare opportunità e minacce del mercato.

Inoltre, l'aumento dell'efficienza operativa è una delle principali motivazioni per l'integrazione dell'Ia per il 54% delle aziende del settore dei media, mentre il 46% del settore ritiene che migliori l'offerta di servizi e la conoscenza dei clienti, ottimizzando così i risultati aziendali.Il rapporto evidenzia anche che il 40% di queste aziende ha capitoli legati all'Ia nei propri piani strategici e più della metà (60%) è in grado di acquisire informazioni in tempo reale. "Il settore dei media è nel mezzo di un processo di trasformazione dovuto alla necessità di affrontare problemi economici e tecnologici.

In questo contesto, l'intelligenza artificiale è emersa come strumento chiave per affrontare queste sfide e cogliere nuove opportunità", spiega Elena Pablos, Direttore Telco e Media di Minsait. "Nel breve termine -aggiunge- si prevede che le soluzioni basate sull'intelligenza artificiale saranno in grado di rilevare contenuti manipolati o fabbricati sulla base dell'uso improprio dell'intelligenza artificiale.In Minsait stiamo già lavorando su casi d'uso che ci permettano di prevenire la diffusione di fake news e di garantire la veridicità delle informazioni". D'altra parte, secondo il rapporto di Minsait, la tendenza del settore a orientarsi verso una maggiore sostenibilità e responsabilità sociale d'impresa attribuisce un ruolo di primo piano all'IA, responsabile di ridurre al minimo l'impatto ambientale dei media con soluzioni che riducono l'impronta di carbonio e il consumo energetico.

Il documento prevede inoltre che, nei prossimi anni, le aziende del settore dei media porranno maggiore enfasi sull'etica e sulla sicurezza dei dati per garantirne la privacy ed evitare pregiudizi. La quinta edizione del Rapporto di Minsait sulla maturità digitale 2024 affronta il contesto e il grado di adozione dell'intelligenza artificiale da parte di aziende e pubbliche amministrazioni.A tal fine, sono state analizzate le informazioni fornite da oltre 900 organizzazioni in Spagna e in altri Paesi, appartenenti a 15 diversi settori di attività. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)