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Juve Stabia: I saluti di Mister Guido Pagliuca che confermano l’addio ufficiale a Castellammare e alle Vespe

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Quella che ieri era stata una nostra anticipazione oggi è diventata realtà: Guido Pagliuca non è più l’allenatore della Juve Stabia. La società gialloblù ha comunicato ufficialmente la risoluzione consensuale del contratto con il tecnico toscano, chiudendo un biennio che resterà scolpito nella storia del club e nel cuore dei tifosi. Per Pagliuca si aprono le porte di una nuova avventura, che sa di ritorno a casa: lo attende la panchina dell’Empoli, nella sua Toscana.

La S.S. Juve Stabia 1907 ha formalizzato l’addio con una nota ufficiale, ripercorrendo le tappe di un’avventura straordinaria. Arrivato a Castellammare nell’estate del 2023, Pagliuca ha guidato le Vespe per due stagioni memorabili. Il suo bilancio parla da solo: 85 presenze ufficiali, con 40 vittorie, 27 pareggi e 18 sconfitte, per una media di 1.72 punti a partita. Un percorso culminato con due imprese storiche: prima la trionfale promozione in Serie B con la vittoria del Girone C di Serie C nella stagione 2023/24, e poi, nell’anno del ritorno tra i cadetti, il raggiungimento della semifinale playoff, un traguardo mai toccato prima dal club stabiese.

La società ha voluto ringraziare il tecnico “per la professionalità e l’impegno dimostrati durante il biennio”, augurandogli le migliori fortune per il futuro.

La lettera d’addio di Pagliuca: “Castellammare, casa mia”

A suggellare l’addio, le toccanti parole dello stesso tecnico, affidate a una lunga e sentita lettera rivolta alla città, ai tifosi e a tutto l’ambiente:

“Alla città di Castellammare, ai miei giocatori , a voi cari tifosi,
Scrivo queste parole con grande emozione e gratitudine.
Dopo due anni intensi e ricchi di soddisfazioni, il mio percorso alla guida della Juve Stabia, in accordo con la società e con il Presidente Langella giunge al termine.
Questa decisione di intraprendere nuovi percorsi professionali è emersa dalla consapevolezza di aver dato tutto me stesso per una città, per una maglia, per una società e per un gruppo di ragazzi unico che, senza dubbio, mi ha dato tanto, tantissimo.
Una piazza che merita grande energia, vitalità e rinnovata ambizione che spero un nuovo progetto tecnico potrà offrire, grazie anche al lavoro attento di una società che desidera continuare a stupire.
Sono consapevole che qualcuno di voi resterà deluso e dispiaciuto. So anche che altri, invece, capiranno la mia scelta sul piano professionale ma anche e soprattutto su quello umano.
In questi due anni, Castellammare è diventata un po’ anche casa mia. Ho apprezzato il vostro calore, la vostra passione per il calcio e il vostro attaccamento alla maglia. Porterò con me ricordi indelebili e un affetto sincero per questa città calda, viva, meravigliosa.
Per i vostri cori, per i vostri colori.
Ricordo con grande gioia e soddisfazione il giorno della promozione dalla Serie C alla Serie B. Un traguardo che abbiamo conquistato tutti insieme con la vostra passione sugli spalti, in casa ed in trasferta, a spingerci oltre ogni limite. Quella festa, l’abbraccio di un’intera città, rimarranno per sempre impressi nel mio cuore.
E poi, quest’anno in Serie B. Abbiamo fatto la storia disputando un campionato che ci ha visto protagonisti, andando ben oltre gli obiettivi iniziali e dimostrando che con impegno, unità d’intenti e il vostro sostegno costante nessun obiettivo, anche quello più grande di poter competere per la Serie A, ci era precluso.

I risultati ottenuti sono frutto del lavoro di tutti: giocatori e ragazzi meravigliosi dai valori incredibili, staff, società, tutte le persone che con dedizione e amore lavorano in silenzio lontano dai riflettori e soprattutto, di voi tifosi e di Castellammare, una città splendida.
Ringrazio di cuore ogni singolo tifoso per il sostegno, nei momenti di gioia e in quelli più difficili. Grazie per aver creduto in me e nei miei ragazzi e per aver accolto la mia famiglia nel migliore dei modi. Niccolò e Laura si sono sempre sentiti a casa e qui, noi tutti, manterremo amicizie, affetti e ricordi indelebili.
Ringrazio i miei calciatori per tutto quello che mi hanno dato e mi hanno fatto provare ogni giorno dandomi l’opportunità di vederli allenare e giocare con puro amore per il calcio.
Ringrazio tutte quelle persone meno visibili che lavorano al Menti ma che ogni giorno danno tutto loro stesse per la Juve Stabia.
Ringrazio il mio staff: persone uniche che ogni giorno sono state sempre al mio fianco.
Ringrazio i giornalisti e la stampa per la collaborazione, il reciproco rispetto e l’empatia. Soprattutto nei momenti più delicati.
Ringrazio pubblicamente il Presidente Andrea Langella per il rispetto dimostratomi nell’accogliere la mia decisione e che ha provato a convincermi a restare a Castellammare, il direttore Matteo Lovisa per avermi accompagnato in questo splendido viaggio, l’amministratore Filippo Porcino, l’Avv. Maglione Francesco, il Team Menager Pino di Maio, amico e persona fantastica, Enzo, Mario, Sebastiano, zio Vincenzo e tutti coloro che hanno fatto splendidamente parte del nostro gruppo di lavoro in questi due anni.
Auguro alla Juve Stabia, a Castellammare ed a voi tutti un futuro ricco di successi.
Per Sempre Forza Vespe, Forza Juve Stabia!

Con affetto e riconoscenza,

Guido Pagliuca”.

Si chiude così un capitolo fondamentale della storia recente della Juve Stabia, con la consapevolezza di aver vissuto un sogno. Mentre le Vespe dovranno ora cercare una nuova guida tecnica per consolidare il progetto in Serie B, Guido Pagliuca si prepara a tornare nella sua terra, per raccogliere un’altra prestigiosa eredità sulla panchina dell’Empoli.

Juve Stabia, Marco Varnier: L’Impegno Silenzioso del Gladiatore Gialloblù continuerà fino al 2026

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La stagione appena trascorsa ha visto Marco Varnier, difensore della Juve Stabia, protagonista di un percorso fatto di luci e ombre, un’annata che ha messo in risalto non solo le sue qualità calcistiche, ma anche una notevole forza d’animo. Tra la gioia incontenibile di un gol che ha fatto esplodere il “Menti” e un ruolo in campo che ha subito significative trasformazioni, Varnier ha dimostrato un impegno incrollabile, cementando ulteriormente il suo legame con la maglia delle Vespe.

Il Gol Contro il Pisa: Un Momento Indelebile

Se c’è un’immagine che i tifosi della Juve Stabia porteranno a lungo nel cuore, è senza dubbio quella del gol segnato da Marco Varnier contro il Pisa. Quella rete, fondamentale per sbloccare una partita tesa e regalare punti preziosi alla squadra, ha rappresentato la perfetta sintesi delle sue doti: la capacità di rendersi pericoloso anche in fase offensiva e la determinazione nel cogliere l’attimo decisivo. Per un difensore, siglare un gol è sempre un evento speciale, e farlo in una gara così sentita ha ulteriormente rafforzato il suo rapporto con la tifoseria.

Una Stagione Tra Alti e Bassi: La Sfida della Concorrenza e degli Infortuni

Eppure, la stagione di Varnier non è stata priva di ostacoli. Dopo un inizio in cui si era affermato come titolare inamovibile al centro della difesa, un pilastro su cui la squadra faceva affidamento, il suo status è progressivamente mutato. L’arrivo di Patryk Peda nel mercato invernale ha rimescolato le carte in tavola. Peda, con le sue caratteristiche e la fiducia riposta in lui dal tecnico, ha scalato le gerarchie, trovando spesso spazio a scapito di Varnier. A ciò si sono aggiunti i soliti e ormai noti problemi fisici che hanno condizionato non solo la stagione 2024-2025 con la Juve Stabia, ma sostanzialmente l’intera carriera di un difensore di livello che, senza questi stop, avremmo probabilmente visto stabilmente nella massima serie.

La Vera Statura di Varnier: Professionalità e Adattabilità

È proprio in questi momenti di difficoltà che è emersa la vera statura di Marco Varnier. Nonostante il minor minutaggio e la concorrenza accresciuta, il difensore non ha mai mollato un centimetro. Ogni volta che è stato chiamato in causa, sia che si trattasse di una sostituzione a partita in corso, sia di una chance da titolare in occasioni specifiche, Varnier ha risposto con massimo impegno e dedizione. In campo, la sua professionalità è stata esemplare: tackle decisi, anticipi precisi e una costante comunicazione con i compagni. Anche dalla panchina, il suo atteggiamento è stato positivo, un vero e proprio esempio di spirito di squadra. Varnier ha dimostrato di essere una risorsa preziosa, pronta a dare il proprio contributo in qualsiasi momento e con qualsiasi ruolo. La sua stagione, quindi, è stata un inno all’adattabilità e alla forza mentale, un promemoria che anche nelle avversità, l’impegno ripaga sempre.

Rinnovo Automatico e Futuro Gialloblù

La S.S. Juve Stabia 1907 ha recentemente comunicato che, verificatasi la condizione contrattuale sulle presenze del calciatore, è scattato, nel corso della stagione sportiva appena conclusasi, il rinnovo automatico del contratto con il difensore Marco Varnier. Classe 1998, originario di Padova, Varnier è arrivato a Castellammare di Stabia nel corso della sessione estiva di calciomercato 2024/25. Nel corso della scorsa stagione ha collezionato 25 presenze ufficiali in campionato, 2 presenze nei Play Off e 1 in Coppa Italia, per un totale di 2.084 minuti giocati, impreziositi dalla rete messa a segno contro il Pisa. Il nuovo accordo legherà il calciatore al club gialloblù fino al 30 giugno 2026.

Il presidente Langella ha espresso la sua soddisfazione: “Varnier è stato uno degli acquisti della scorsa sessione di mercato e sono contento che sia stato un anno positivo per lui e per noi, augurandoci di fare ancora bene insieme nel nostro imminente futuro”.

Anche Varnier, dopo la firma, ha dichiarato: “Sono davvero felice per questo rinnovo, era ciò che desideravo dopo una stagione incredibile, in cui abbiamo scritto una pagina storica per questo club. Ho trovato un gruppo straordinario, mi trovo bene a Castellammare e il legame che si è creato con i tifosi è bellissimo. Sappiamo bene che sarà difficile ripeterci, ma daremo il massimo, per rivivere le emozioni della scorsa stagione.”

Il futuro di Marco Varnier è dunque ancora a Castellammare di Stabia, e i tifosi non vedono l’ora di rivederlo in campo, pronto a lottare con la stessa dedizione e professionalità che lo hanno contraddistinto finora.

Juve Stabia: Blindare Matteo Lovisa per non smantellare un sogno! Domani si spera nella fumata gialloblù

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Archiviata con successo la pratica di iscrizione al prossimo campionato di Serie BKT 2025-2026, in casa Juve Stabia sono giorni di riflessione e programmazione cruciale. Le Vespe, dopo una stagione stratosferica conclusasi al quinto posto e con il sogno della Serie A svanito solo nella semifinale playoff contro la Cremonese (poi promossa in A), devono riorganizzare le proprie fondamenta. La prima, dolorosa, novità è l’addio di mister Guido Pagliuca.

Sebbene manchi ancora il comunicato ufficiale dei club, la separazione dal tecnico che ha guidato la squadra dalla promozione dalla Serie C a un passo dalla massima serie è ormai certa. Una scelta, quella di Pagliuca, dettata dalla volontà di misurarsi in nuove sfide, che lascia l’amaro in bocca a una tifoseria che lo ha eletto a proprio idolo. I cori “Undici Pagliuca” e il più colorito “Pagliuca sessuali” sono la fotografia di un amore viscerale, nato dalla gratitudine per un calcio spettacolare e per risultati che, numeri alla mano, lo consacrano come uno dei migliori allenatori della storia recente della Juve Stabia.

Dall’intuizione alla plusvalenza: il capolavoro di Lovisa

Tuttavia, fermarsi al solo condottiero del campo sarebbe un’analisi parziale. Se Pagliuca è stato l’esaltatore, il vero architetto di questa squadra ha un nome e un cognome: Matteo Lovisa. Il giovane Direttore Sportivo, noto tanto per le sue intuizioni di mercato quanto per la sua passionalità che gli è costata tra l’altro anche qualche cartellino rosso di troppo sventolato dai Direttori di gara, è l’uomo che ha costruito dal nulla un piccolo miracolo sportivo ed economico.

All’inizio della stagione 2023-24, la rosa della Juve Stabia valeva, per usare un eufemismo, “la metà della metà”. Era un insieme di scommesse, di calciatori ai margini dei radar del grande calcio. Oggi, grazie al lavoro di scouting e valorizzazione, il patrimonio tecnico del club ha raggiunto un valore stimato intorno ai 20 milioni di euro, al netto di giocatori in prestito come Fortini, Peda e Mussolini. Giocatori come Bellich, Ruggero, Pierobon, Leone, Buglio e soprattutto il bomber Andrea Adorante (17 reti stagionali) sono oggi uomini mercato, pronti a generare plusvalenze per milioni di euro. Cifre da capogiro per una neopromossa, che in passato aveva capitalizzato solo su singoli exploit (Costantino, Baclet, D’Ambrosio, Cazzola, Forte e Canotto solo per citarne alcuni) in stagioni diverse.

L’asse Lovisa-Pagliuca: una sintonia da non sottovalutare

Il duo Lovisa-Pagliuca ha funzionato in una sintonia quasi perfetta. Le scelte del DS sono state esaltate dal lavoro sul campo del tecnico. Eppure, non sono mancati momenti di “gestione” che, a posteriori, dimostrano l’occhio lungo del Direttore riguardo alla scelte sui giovani. Si pensi a Fortini e Pierobon: giocatori su cui Lovisa aveva puntato forte ma che Pagliuca inizialmente ha utilizzato con parsimonia per poi essere quasi “costretto” dagli eventi a schierarli dal primo minuto diventando poi dei veri calciatori inamovibili. Pierobon utilizzato contro il Pisa in casa per le non perfette condizioni di Leone si guadagnò gara per gara il ruolo di titolare. Fortini, gettato nella mischia contro la Sampdoria, sfornò due assist decisivi per Adorante ma giocò la gara solo perchè sia Andreoni e poi anche Rocchetti nella notte pre partita diedero forfait. Questo non sminuisce il lavoro del tecnico, capace di tirare fuori il meglio da chiunque, ma rafforza l’idea di Lovisa come un talent scout di razza, capace di vedere il potenziale dove altri non osano.

D’altro canto, restano i dubbi su elementi di qualità come Morachioli, Dubickas e Zuccon, che non hanno trovato spazio in un meccanismo perfetto. Una rosa così competitiva non permetteva esperimenti, ma il loro mancato impiego resta un piccolo neo in una stagione altrimenti impeccabile. I risultati, d’altronde, parlano per Lovisa: promozione con il Pordenone, promozione con la Juve Stabia, e due playoff consecutivi negli anni successivi da protagonista.

Il futuro si decide ora: morto un Papa, non se ne facciano due

Ecco perché, ora più che mai, il futuro della Juve Stabia passa dalla scrivania di Matteo Lovisa. Il detto popolare recita “morto un Papa, se ne fa un altro”, e con tutto il rispetto per il grande lavoro di Pagliuca, la tifoseria stabiese sa che è possibile trovare una nuova guida tecnica. Ma perdere anche il DS sarebbe deleterio, significherebbe smantellare il progetto dalle fondamenta.

Domani è atteso l’incontro decisivo tra Lovisa e il Presidente Andrea Langella. Sul tavolo, due nodi cruciali: l’adeguamento economico del contratto del DS e, soprattutto, l’aumento del budget a disposizione. I miracoli, si sa, non si ripetono all’infinito. La Juve Stabia non è più la cenerentola del campionato; sarà attesa al varco da tutte le avversarie e serviranno investimenti mirati per puntare a una salvezza tranquilla e continuare a valorizzare calciatori.

Il presidente Langella, che spesso si è ispirato all’amico Aurelio De Laurentiis, dovrebbe forse prendere spunto proprio dal patron del Napoli: dopo lo scudetto, la rivoluzione tecnica di due anni fa (via allenatore e DS) ha portato a una stagione fallimentare. Per la prossima stagione, per ripartire, De Laurentiis ha blindato Antonio Conte con un progetto ambizioso per puntare ad una stabilizzazione internazionale del club.

Langella speriamo percepisca che Lovisa è il suo “top player” dirigenziale. Blindarlo significherebbe aprire un ciclo virtuoso in stile Cittadella, dove le plusvalenze diventano il motore per un’autosufficienza economica e sportiva per le stagioni successive.

La palla passa alla società. I tifosi attendono con ansia una fumata non bianca, ma gialloblù. La conferma di Lovisa sarebbe il primo, fondamentale, tassello per continuare a sognare. Sciolto il nodo D.S. poi si penserà poi al nuovo allenatore con cui poi costruire la nuova rosa del prossimo anno.

Niccolò Fortini, un amore per la Juve Stabia impresso sulla pelle: “Per sempre grato”

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Nelle settimane in cui i social media si sono trasformati in una bacheca di ricordi e sentiti ringraziamenti da parte dei calciatori della Juve Stabia, un messaggio ha toccato il cuore dei tifosi in modo particolare. Tra i tanti eroi della meravigliosa stagione 2024/25, culminata con la semifinale playoff per la Serie A, spicca il saluto di Niccolò Fortini, la “mascotte” del gruppo di mister Pagliuca che ha saputo trasformarsi in un gigante sulla fascia sinistra.

Un’ondata di affetto ha travolto Castellammare, con giocatori di ogni ruolo e minutaggio che hanno voluto celebrare un’annata storica. Non ha fatto eccezione Fortini, il giovanissimo classe 2006 arrivato in prestito dalla Fiorentina. Da promessa è diventato certezza, conquistando tutti con prestazioni devastanti. La sua stagione ha avuto una svolta in una fredda serata di ottobre contro la Sampdoria, quando le scelte obbligate del momento costrinsero il tecnico Pagliuca a schierarlo come titolare. Da quel momento, Fortini non ha più lasciato la corsia mancina, diventando un pilastro insostituibile nello scacchiere tattico delle Vespe.

La sua crescita è stata esponenziale, segnata da traguardi indimenticabili. È stato il primo calciatore nato nel 2006 a trovare la via del gol nel campionato di Serie B, nella gara interna contro il Cosenza. Ha poi inciso il suo nome nella storia del derby, siglando la rete decisiva che ha fatto esplodere di gioia il “Romeo Menti” contro la Salernitana. Un’ascesa inarrestabile, fermata solo dalla sfortuna. Durante la sfida playoff con il Palermo, un guaio muscolare lo ha messo ko, costringendolo a saltare la doppia, sentitissima semifinale contro la Cremonese e a chiudere anzitempo una stagione da protagonista.

Ma il legame tra Fortini e la Juve Stabia va oltre il rettangolo verde. A gennaio, di fronte al concreto interesse della Fiorentina, che sembrava intenzionata a riportarlo alla base, il giovane terzino non ha avuto dubbi. Con il numero 29 sulle spalle, ha espresso la ferma volontà di concludere la stagione con i suoi compagni, per continuare a inseguire insieme il sogno della Serie A. Un gesto di attaccamento che la piazza non ha dimenticato.

Niccolò Fortini Juve StabiaIn questi ultimi giorni, è arrivato il suo commovente saluto via social. “Il ricordo indelebile di una famiglia meravigliosa che ha scritto la storia. Per sempre grato”, ha scritto Fortini, accompagnando le parole con una carrellata di fotografie della sua avventura in maglia gialloblù. Tra le tante immagini, una in particolare ha catturato l’attenzione dei più attenti: un piccolo tatuaggio, che pare essere collocato sulla caviglia, con le iniziali della Juve Stabia, “JS”.

Una scelta, questa, che testimonia un legame profondo. Fortini ha deciso di portare la Juve Stabia non solo nel cuore, ma anche sulla sua pelle, come un marchio indelebile di un’esperienza che lo ha lanciato nel grande calcio e lo ha fatto sentire a casa.

In bocca al lupo, Niccolò! Che questo sia solo l’inizio di una carriera sfavillante, con Castellammare sempre nel cuore e sulla pelle.

Juve Stabia, Stadio Romeo Menti: Teatro di Verdetti Emozionanti nella Serie B 2024-2025

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Lo Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia si è eretto a protagonista indiscusso del campionato di Serie B 2024-2025, trasformandosi in un’arena dove destini sportivi si sono incrociati, regalando verdetti tanto crudeli quanto esaltanti. Tra le sue mura sono andate in scena storie di gioie incontenibili e dolori cocenti, la vera essenza del calcio. Un palcoscenico che ha visto i padroni di casa della Juve Stabia vivere una stagione da protagonisti, ma che ha anche emesso sentenze decisive per le sorti di altre nobili decadute del calcio italiano.

La Salvezza delle Vespe e le Lacrime delle Rivali

Il cammino della Juve Stabia, guidata con maestria da Guido Pagliuca, ha trovato il suo primo, fondamentale, sigillo il 15 marzo. La vittoria casalinga contro il Modena ha consegnato alle Vespe un biglietto per la permanenza in cadetteria con un anticipo quasi disarmante. Un traguardo mai scontato e per questo da celebrare come un vero e proprio trionfo, frutto di programmazione e di un gruppo coeso capace di sovvertire i pronostici di inizio stagione.

Ma la gioia del “Menti” è stata spesso la disperazione degli avversari. Il 16 febbraio, il Cosenza cadeva sotto i colpi dei gialloblù, una sconfitta che ha segnato l’inizio di una crisi profonda, culminata con un amaro ritorno in Lega Pro. Un destino quasi identico è toccato alla Salernitana il 5 aprile. Il gol di Fortini, che fissò il risultato sull’1-0 per la Juve Stabia, non solo condannò i granata alla sconfitta ma costò la panchina a Roberto Breda. Nonostante l’arrivo di Pasquale Marino abbia successivamente rinvigorito la squadra, portandola a un’insperata qualificazione per gli spareggi play-out contro il Cittadella, quel pomeriggio di primavera al Menti rese evidente che per la salvezza diretta sarebbe servito un autentico miracolo sportivo alla società del patron Iervolino.

Il Miracolo della Reggiana Firmato Dionigi

A proposito di miracoli, quello compiuto dalla Reggiana ha avuto proprio nel catino di Castellammare di Stabia il suo epilogo più glorioso. In una serata che resterà impressa nella memoria dei tifosi emiliani, la squadra ha conquistato una salvezza che, prima dell’arrivo del tecnico Davide Dionigi, sembrava un’utopia. La vittoria ottenuta sul campo delle Vespe è stata la firma su una rimonta incredibile. Dionigi ha saputo rivitalizzare un gruppo allo sbando, infondendo compattezza, determinazione e una rinnovata fiducia nei propri mezzi. La Reggiana si è trasformata in una macchina da battaglia, solida e pronta a lottare su ogni pallone, incarnata dal carisma e dalle parate decisive del suo portiere, Francesco Bardi, simbolo di una ricetta vincente.

Una Storia Riscritto: Sampdoria, dal Baratro agli Spareggi

Il 13 maggio è andata in scena un’altra serata carica di tensione e storia. La battaglia calcistica contro la Sampdoria di Alberico Evani si è conclusa con un pareggio a reti bianche che, inizialmente, sembrava aver condannato i blucerchiati. L’episodio chiave porta la firma di M’Baye Niang: a tu per tu con il portiere, con la porta spalancata, l’attaccante ha incredibilmente sprecato il pallone che avrebbe potuto significare la gloria e, soprattutto, la salvezza. Lo zero a zero finale, unito agli altri risultati, aveva decretato la retrocessione della Sampdoria in Lega Pro. Tuttavia, un colpo di scena ha riscritto la storia del torneo: la penalizzazione inflitta al Brescia ha rimescolato la classifica, garantendo la salvezza diretta al Frosinone e spedendo una Sampdoria incredula ma rediviva agli spareggi contro la Salernitana.

L’Inizio di un Sogno Chiamato Playoff

A coronamento di una stagione memorabile, il “Menti” ha spinto le Vespe verso un traguardo ancora più prestigioso. La vittoria del 1° maggio contro il Catanzaro di Fabio Caserta è valsa il pass per i playoff. Quel successo ha aperto le porte a notti magiche, a sfide contro Palermo e Cremonese che, indipendentemente dall’esito finale, resteranno per sempre incise nella storia del calcio a Castellammare di Stabia, a testimonianza di un’annata in cui lo stadio di casa è stato davvero il dodicesimo uomo in campo.

Guido Pagliuca lascia la Juve Stabia. Le Vespe ora cercano il nuovo allenatore per la prossima stagione

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Manca solo l’ufficialità ma si può girà dire che Guido Pagliuca non è più l’allenatore della Juve Stabia. Si chiude così, nel punto più alto della sua parabola in gialloblù, l’era del tecnico toscano che ha riportato le Vespe in Serie B e le ha guidate fino a un passo dalla finale playoff per la Serie A.

La notizia, nell’aria da giorni, ha trovato conferma definitiva dopo un incontro molto riservato avvenuto nei giorni scorsi tra lo stesso Pagliuca e la dirigenza stabiese. A dispetto di un contratto rinnovato dopo la promozione e valido fino a giugno 2026, l’allenatore originario di Cecina ha espresso al presidente Andrea Langella la volontà di intraprendere una nuova avventura professionale, chiedendo di essere liberato.

La clausola di 700mila euro sembrava un macigno importante per ogni società interessata alle sue prestazioni ma alla fine è stato trovato un accordo a cifre sconosciute ma di gran lunga inferiori per permettere la chiusura bonaria della vicenda.

La richiesta d’altronde è stata avanzata con grande cordialità e accolta con altrettanto rispetto dalla società. La stima e l’affetto tra le parti, come più volte sottolineato da entrambi, sono sempre stati reali e non di facciata. Proprio questo legame viscerale con la piazza di Castellammare ha spinto Pagliuca a considerare concluso il suo ciclo, lasciando un ricordo indelebile nel momento di massimo successo.

Nella stagione appena conclusa, la Juve Stabia, da neopromossa, ha stupito tutti, conquistando un posto nei playoff per la promozione in Serie A. Il sogno si è infranto in una combattuta semifinale, un traguardo che resta comunque storico e che porta in calce la firma del tecnico toscano, capace di valorizzare al massimo il gruppo a sua disposizione e di creare un’alchimia perfetta con l’ambiente.

Il futuro di Pagliuca ormai è certo che sarà sulla panchina dell’Empoli, a cui il tecnico aveva dato già la sua piena disponibilità ad intavolare una trattativa, dove ritroverebbe il direttore sportivo Roberto Gemmi. Per la Juve Stabia, invece, si apre ora il capitolo più delicato: individuare un successore in grado di raccogliere un’eredità tanto pesante e di guidare la squadra nel difficile campionato cadetto. La dirigenza è già al lavoro per scegliere il nuovo condottiero a cui affidare le ambizioni di un’intera città.

Incendio all’alba a Napoli, morto un 55enne: salvi il fratello e la madre

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(Adnkronos) – Un uomo di 55 anni è morto per un incendio scoppiato oggi all’alba a Saviano, in provincia di Napoli.Salvi l’anziana madre e il fratello.

Questa mattina i carabinieri della sezione Radiomobile di Nola sono intervenuti in un’abitazione di corso Europa per un incendio.Madre e figlio, di 77 e 58 anni, al piano terra, sono stati tratti in salvo.

Il secondo figlio di 55 anni, al piano superiore (dove si sarebbe verosimilmente innescato l’incendio), è stato trovato morto.Carabinieri sul posto per i rilievi.

Indagini in corso per ricostruire la dinamica.Fiamme in spegnimento a cura dei vigili del fuoco. 

Emozioni senza tempo: la V B dello Sturzo si ritrova 50 anni dopo il diploma!

Castellammare di Stabia, 7 giugno 2025 – Un’ondata di emozioni, ricordi e affetto ha inondato l’Istituto Tecnico Luigi Sturzo questa mattina, quando la classe V B, diplomatasi ben cinquanta anni fa, si è riunita per celebrare un traguardo così significativo.L’evento, fortemente voluto e organizzato da Gennaro Mari, uno degli ex-allievi, si è trasformato in un viaggio nel tempo, un’occasione preziosa per rivivere le emozioni e i legami forgiati tra i banchi di scuola.

L’Accoglienza e il Desiderio di Rivivere il Passato

La Dirigente Scolastica, Prof.ssa Cinzia Toricco, ha dimostrato una straordinaria sensibilità e disponibilità, accogliendo con entusiasmo la richiesta di Gennaro Mari grazie alla preziosa presenza del collaboratore Aldo Donnarumma e della collaboratrice Luisa Formisano che hanno garantito l’apertura dell’edificio (il sabato lo Sturzo è chiuso).Il desiderio di Gennaro era chiaro: regalare ai suoi compagni la gioia di tornare nel luogo che li aveva visti crescere, imparare e, soprattutto, stringere amicizie indissolubili.Non è la prima volta che questa classe speciale si ritrova; da circa 35 anni, infatti, questi “ragazzi” mantengono viva la tradizione delle reunion, seppur non sempre al completo.

Dei 29 studenti che nel lontano 1971 si apprestavano a iniziare il loro percorso di studi superiori, purtroppo 5 sono venuti a mancare, e alcuni vivono ora lontani da Castellammare.Ma la distanza e il tempo non hanno scalfito il loro legame: a testimonianza di ciò, durante la festa è stato effettuato un commovente collegamento in remoto con il Dottor Aniello di Nardo, uno degli “alunni” della VB, oggi impossibilitato a partecipare di persona.

La Scuola: Crocevia di Cammini e Relazioni Umane

L’incontro ha preso il via nell’atrio della scuola, con la tradizionale foto di gruppo insieme con Dirigente, un’istantanea che ha catturato la gioia e l’emozione sui volti dei presenti.Successivamente, i “ragazzi della V B”, alcuni accompagnati dalle proprie mogli, altri dalle figlie, hanno raggiunto l’Aula Magna.Qui, la Dirigente Toricco ha pronunciato un discorso profondamente toccante e ispiratore.

Ha sottolineato con forza quanto la scuola sia molto più di un luogo di apprendimento di discipline accademiche. È, infatti, un crocevia di cammini sempre nuovi, un ambiente in cui, oltre alla preparazione didattica, si costruiscono relazioni umane significative e durature.La scuola è il luogo dove si impara a collaborare, a condividere successi e difficoltà, a confrontarsi e a crescere insieme. È qui che si gettano le basi per la vita, si acquisiscono gli strumenti non solo per affrontare il mondo del lavoro, ma anche e soprattutto per sviluppare quella resilienza e quella consapevolezza necessarie per affrontare la vita, la più grande delle sfide.Le amicizie nate tra i banchi di scuola sono spesso quelle più autentiche, quelle che resistono alla prova del tempo e delle distanze, come dimostrato proprio da questa straordinaria reunion cinquant’anni dopo.

Il Filo dei Ricordi: Un Viaggio nel Tempo

Tra un dolcetto e un caffè, l’emozione ha raggiunto il culmine ripercorrendo i momenti salienti del quinquennio 1971-1975.Un video commovente, magistralmente realizzato dal Dott.

Mario Vollono, assistente tecnico dello Sturzo e giornalista pubblicista, ha proiettato i presenti indietro nel tempo.Lo scorrere delle foto d’epoca, evocando aneddoti e ricordi significativi, è stato accompagnato dalle parole scritte dalla Dirigente Scolastica.

Un testo dedicato a questi “giovani studenti” che, nonostante gli anni, conservano intatto il desiderio di rivedersi e di stare insieme, un’ulteriore testimonianza della forza dei legami creati tra le mura scolastiche.

L’Appello Speciale e il “Consiglio di Classe” Divertente

Dopo la proiezione, i “ragazzi della V B” si sono spostati nella loro vecchia aula, un momento carico di significato.Qui, la Dirigente ha effettuato un appello davvero speciale: a ogni nome chiamato, tutti hanno risposto “Presente!” a gran voce, urlando all’unisono anche a nome dei compagni non più in vita.Un gesto di profondo rispetto e commozione, che ha reso tangibile il legame indissolubile che li unisce.Prima dei ringraziamenti e dei saluti finali, la Dirigente Toricco ha riservato una sorpresa esilarante e inaspettata: ha riunito il “Consiglio di classe”, questa volta composto dalle mogli dei presenti.

Con il loro prezioso aiuto, sul registro di classe, sono stati assegnati voti in “Romanticismo”, “Praticità”, “Ironia” e “Simpatia”.Un’iniziativa divertente e originale che ha scatenato risate e applausi, rendendo ancora più unica e indimenticabile la mattinata.

Un Arrivederci Carico di Affetto

Tra bollicine di prosecco, abbracci sinceri, lacrime di gioia e sorrisi, i “giovani studenti della V B” hanno lasciato la scuola per recarsi a pranzo tutti insieme, proseguendo così i festeggiamenti. È stata una mattinata indubbiamente splendida, che ha riacceso la fiamma di un legame duraturo e ha dimostrato ancora una volta quanto la scuola sia non solo un luogo di istruzione, ma un vero e proprio laboratorio di vita, dove si creano amicizie che sfidano il tempo.E allora, alla prossima, ragazzi!Quale sarà il prossimo traguardo da festeggiare insieme?

IL FILM DELL’INCONTRO

L’INTERVISTA A GENNARO MARI – IL PROMOTORE DELLA RIUNIONE

L’INTERVISTA ALLA DS CINZIA TORICCO

LE FOTO

Juve Stabia, Marco Bellich: Più di un semplice difensore è un Gladiatore nel cuore della difesa gialloblù

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Ci sono giocatori che non guadagnano le copertine per le loro prodezze balistiche, ma che si imprimono a fuoco nel cuore della gente. Marco Bellich è uno di questi. Un difensore che interpreta il suo ruolo con l’anima del gladiatore, che non tira mai indietro la gamba e si lancia su ogni pallone come se fosse l’ultimo della sua vita. Quel tipo di calciatore che, anche dopo una scivolata imperfetta, si rialza con una grinta inesauribile per inseguire l’avversario. Questo è l’emblema di un calcio d’altri tempi, intriso di sudore e determinazione.

La stagione precedente, quella 2023-2024, ha visto Bellich riempire le pagine dei giornali non solo per la sua solidità difensiva, ma anche per un’inaspettata e travolgente capacità realizzativa. Con ben 8 reti in 39 presenze con la maglia della Juve Stabia in Serie C, ha acceso le fantasie dei tifosi, segnando con una frequenza sorprendente per un centrale, spesso superando in prolificità alcuni attaccanti di ruolo e senza l’ausilio di calci di rigore o punizioni dirette. Un bottino che, come descritto dalle cronache locali, lo ha reso “letale” e “uno dei simboli dell’impresa” della squadra.

In questa stagione, nel più competitivo campionato di Serie B, il suo contributo in zona offensiva si è “limitato” a 2 reti in 36 presenze, ma la sua importanza nello scacchiere tattico non è minimamente diminuita. Anzi, si è consolidata. Bellich ha focalizzato le sue energie sul suo compito primario: difendere. E lo ha fatto in modo magistrale. La sua capacità di leggere l’azione, di anticipare l’attaccante e di mettere il corpo dove altri esiterebbero, è diventata un marchio di fabbrica. Il suo tempismo negli stacchi aerei a sventare cross insidiosi e la sua tenacia lo porta a difendere con le unghie e con i denti ogni centimetro di campo.

I tifosi, veri intenditori di passione, riconoscono e amano questa lotta. Vedono in lui la stessa dedizione che mettono loro sugli spalti, la stessa rabbia agonistica nei momenti di difficoltà e la stessa incontenibile gioia per una vittoria sofferta. Quando Bellich si lancia a capofitto per murare un tiro avversario, lo stadio si alza in piedi con un boato che eguaglia l’esultanza per un gol. La sua maglia, costantemente sporca di terra e di fatica, è un vessillo di coraggio e attaccamento.

Definito dalla stampa come “reattivo come un gladiatore nell’arena”, Bellich non è solo un esecutore, ma un leader silenzioso che parla con i fatti e con l’esempio. Incarna l’anima più pura del calcio, quella fondata sullo spirito di sacrificio e sul senso di appartenenza. È l’ultimo a mollare, il primo a spronare i compagni, un faro che non si arrende mai. E questo, per un tifoso, ha un valore inestimabile, superiore a mille dribbling o gol spettacolari.

Perché un difensore che lotta con l’anima, che mette il cuore oltre l’ostacolo, non sta solo proteggendo una porta: sta difendendo un’identità, una città, una storia. Ed è così che un difensore, con la sua abnegazione e il suo amore incondizionato per la maglia, si trasforma in un vero e proprio idolo, scolpito per sempre nella memoria e nel cuore della sua gente.

Festival della Pizza a Pignataro Maggiore: Tre Giorni di Gusto e Solidarietà per i Bambini del Santobono

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L’Associazione L’Officina dell’Amore APS è orgogliosa di annunciare la terza edizione del “Festival della Pizza”, un evento che unisce il piacere della buona tavola con un nobile scopo benefico.Le serate del 13, 14 e 15 giugno 2025 vedranno animarsi Piazzetta Alcide De Gasperi (località Partignano) a Pignataro Maggiore (CE), pronta ad accogliere visitatori da ogni dove.

Il vero motore di questa iniziativa sono le trenta donne volontarie dell’associazione.Il loro impegno instancabile è interamente dedicato alla raccolta fondi per il reparto oncologico pediatrico dell’Ospedale Santobono Pausilipon di Napoli.

Un gesto concreto di speranza, un abbraccio forte per i bambini che ogni giorno affrontano la difficile battaglia contro la malattia.Le serate promettono un mix coinvolgente di musica live, spettacoli per bambini, intrattenimento e, naturalmente, pizza di altissima qualità.

Saranno presenti alcuni dei migliori Maestri Pizzaioli e pizzerie di fama, pronti a deliziare i palati con le loro creazioni:

  • Pizzeria La Spiga di Marco Attanucci
  • Pizzeria Olio & Basilico di Giacomo Garau
  • Pizzeria ‘O Sarracin di Angioletto Tramontano
  • Pizzeria I Quintili di Marco Quintili, noto anche per la sua partecipazione al programma televisivo “I Fatti Vostri” con Anna Falchi.

Una significativa novità del 2025 è l’introduzione dell’angolo del senza glutine.Per la prima volta, il Festival garantirà un’offerta dedicata a chi segue una dieta gluten-free, con prodotti artigianali di eccellenza, assicurando gusto e sicurezza per tutti i partecipanti.

Saranno presenti:

  • Amonoglù
  • Luisè – Laboratorio Artigianale Gluten Free

Per L’Officina dell’Amore, l’inclusione è un modus operandi e un impegno costante.Ma il Festival non è solo pizza!

Il programma è ricco di appuntamenti per tutta la famiglia:

  • Spettacoli di illusionismo
  • Musica popolare
  • DJ set
  • Cover band

FESTIVAL 2025E tanto divertimento!L’Officina dell’Amore è un’associazione di promozione sociale che si dedica con passione a progetti concreti a sostegno del reparto oncologico pediatrico del Pausilipon, uno dei centri di riferimento in Italia per la cura dei tumori pediatrici.

Tutte le attività nascono da una stretta collaborazione con la Direzione Sanitaria dell’ospedale.Il loro credo è profondo e commovente: “Tutti i bambini, in particolare quelli oncologici, vittime di una terra malata, sono figli di tutti noi.” E il loro motto è un invito alla partecipazione: “L’Officina dell’Amore siamo noi… ma non senza di VOI!”

Insieme al Maestro Marco Quintili, a tanti altri professionisti, volontari e amici, l’Officina dell’Amore vi aspetta per vivere tre serate indimenticabili all’insegna del gusto e della solidarietà, perché… “L’APPETITO VIEN… DONANDO!”

La Libertas Stabia rinasce e cerca giovani talenti: al via i raduni per il settore giovanile

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La storica società calcistica Libertas Stabia, dopo un periodo di inattività, torna a calcare le scene del calcio dilettantistico e annuncia l’apertura delle selezioni per la formazione delle sue squadre giovanili. In un’ottica di rilancio e valorizzazione dei giovani atleti del territorio, il club organizzerà nel corso di questo mese una serie di raduni mirati a scoprire i nuovi talenti del calcio stabiese.

L’invito è rivolto ai giovani calciatori nati negli anni 2006, 2007, 2008 e 2009. Durante gli incontri, che si terranno presso strutture sportive locali, i ragazzi avranno l’opportunità di mostrare le proprie capacità tecniche e la loro passione per il gioco del calcio. A valutarli ci sarà lo staff di allenatori e tecnici qualificati della Libertas Stabia, pronti a individuare i profili più promettenti da inserire nel nuovo settore giovanile.

Questa iniziativa rappresenta un’importante opportunità per tutti i giovani che sognano di crescere come calciatori in un ambiente sano e stimolante. La società, che si iscriverà al prossimo campionato di Prima Categoria, punta a costruire un solido vivaio che possa diventare un punto di riferimento per l’intera area stabiese, coniugando l’attività agonistica con i valori di lealtà e spirito di squadra.

Le famiglie e i ragazzi interessati a partecipare ai raduni di selezione possono ricevere informazioni più dettagliate e conoscere le date e gli orari degli appuntamenti contattando il seguente numero di cellulare: 375 855 4420.

La Libertas Stabia attende con entusiasmo le future promesse del calcio per iniziare insieme un nuovo capitolo di sport e passione.

VII Memorial Nino Musella: Un ponte tra memoria e futuro nel cuore di Castellammare di Stabia

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Sotto il sole tiepido di Castellammare, lo Stadio Romeo Menti si è trasformato, ancora una volta, in un teatro di emozioni profonde e, sorprendentemente, di gioia incontenibile. Il Memorial Nino Musella, più che un semplice evento sportivo, è stato un viaggio attraverso la memoria di un uomo, Gaetano “Nino” Musella, il cui spirito continua a vivere in ogni angolo di questo storico impianto.

Non solo ex glorie e volti noti del calcio stabiese si sono riuniti sul prato che fu il regno di Nino. Ad animare la giornata, con una vitalità contagiosa, sono stati piccoli campioni del futuro. I giovani atleti sono stati selezionati grazie all’opera della scuola calcio “ASD San Paolo 1970” di Madonna delle Grazie a Gragnano diretta dal presidente Salvatore D’Antuono, dal direttore Giovanni Malafronte, dal segretario Edgardo Esposito e dai consiglieri Enrico Varone, Raffaele Ammendola e Giovanni D’Antuono.

Citiamo in particolare il Direttore Giovanni Malafronte che è da sempre in prima linea in materia di eventi per ricordare Musella, la grande Juve Stabia di Roberto Fiore ed anche per far appassionare le nuove generazioni ai colori gialloblu che oggi continuano a calcare i campi della serie B grazie all’impegno del Presidente Andrea Langella

I piccoli atleti con le loro magliette colorate e i sogni stampati negli occhi hanno invaso il campo, trasformando l’erba verde in un tappeto di pura felicità. Ogni tocco di palla, ogni dribbling incerto, ogni gol segnato con esultanza smodata, risuonava come un inno alla vita, un contrappunto perfetto alla malinconia che a volte accompagna il ricordo.

È stato commovente vedere i volti dei veterani illuminarsi alla vista di tanta spensieratezza. Il Memorial Musella, in questa sua nuova veste, è diventato un ponte ideale tra il passato glorioso e un futuro promettente. La memoria di Nino non è più solo un omaggio al “fuoriclasse” che fu, ma si trasforma in ispirazione, in un invito a correre, a giocare e a sognare, proprio come lui faceva.

La giornata al “Menti” non è stata solo un evento, ma una celebrazione della vita stessa, un promemoria che il ricordo più bello è quello che genera nuova energia e gioia. E così, tra un abbraccio e una risata, Castellammare ha dimostrato ancora una volta come il cuore pulsante della sua comunità sappia onorare il passato, guardando al futuro con il sorriso contagioso dei suoi piccoli grandi protagonisti.

Napoli, Osimhen ha l’accordo con l’Al-Hilal: i dettagli

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Victor Osimhen si avvicina all’Al-Hilal.Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, l’attaccante nigeriano ha l’accordo con il club arabo per quel che riguarda le condizioni economiche.

Manca ancora, però, l’intesa tra i due club: la squadra araba, che ha tra le altre cose da poco ufficializzato anche l’arrivo di Simone Inzaghi (che ha appena salutato l’Inter) in panchina, al momento offre circa 70 milioni di euro.Il Napoli, invece, ne chiede 75 (ovvero il valore della clausola rescissoria del nigeriano).

Napoli, il calendario ufficiale della stagione 2025/26: si parte col Sassuolo

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Dopo lo scudetto conquistato questa stagione, per il Napoli è tempo di pensare alla prossima annata.Nella giornata di venerdì 6 giugno, a Parma è stato presentato il nuovo calendario della stagione 2025/26.

Gli azzurri di Conte, nonché campioni d’Italia, affronteranno al debutto il Sassuolo neopromosso di Fabio Grosso.Un big match è già in programma alla quinta giornata, contro il nuovo Milan di Massimiliano Allegri.

Particolarmente infuocato, invece, il periodo che va dall’11^ alla 14^ giornata: gli azzurri affronteranno, nell’ordine, Bologna, Atalanta, Roma e Juventus.L’ultima giornata di campionato, invece, sarà contro l’Udinese al Maradona.

  • 1^ giornata: Sassuolo-Napoli
  • 2^ giornata: Napoli-Cagliari
  • 3^ giornata: Fiorentina-Napoli
  • 4^ giornata: Napoli-Pisa
  • 5^ giornata: Milan-Napoli
  • 6^ giornata: Napoli-Genoa
  • 7^ giornata: Torino-Napoli
  • 8^ giornata: Napoli-Inter
  • 9^ giornata: Lecce-Napoli
  • 10^ giornata: Napoli-Como
  • 11^ giornata: Bologna-Napoli
  • 12^ giornata: Napoli-Atalanta
  • 13^ giornata: Roma-Napoli
  • 14^ giornata: Napoli-Juventus
  • 15^ giornata: Udinese-Napoli
  • 16^ giornata: Napoli-Parma
  • 17^ giornata: Cremonese-Napoli
  • 18^ giornata: Lazio-Napoli
  • 19^ giornata: Napoli-Verona
  • 20^ giornata: Inter-Napoli
  • 21^ giornata: Napoli-Sassuolo
  • 22^ giornata: Juventus-Napoli
  • 23^ giornata: Napoli-Fiorentina
  • 24^ giornata: Genoa-Napoli
  • 25^ giornata: Napoli-Roma
  • 26^ giornata: Atalanta-Napoli
  • 27^ giornata: Verona-Napoli
  • 28^ giornata: Napoli-Torino
  • 29^ giornata: Napoli-Lecce
  • 30^ giornata: Cagliari-Napoli
  • 31^ giornata: Napoli-Milan
  • 32^ giornata: Parma-Napoli
  • 33^ giornata: Napoli-Lazio
  • 34^ giornata: Napoli-Cremonese
  • 35^ giornata: Como-Napoli
  • 36^ giornata: Napoli-Bologna
  • 37^ giornata: Pisa-Napoli
  • 38^ giornata: Napoli-Udinese

Ufficiale: Sebastiano Donnarumma è il nuovo allenatore dello Scafati S. Maria C5

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Lo Scafati S. Maria C5 ha ufficializzato la nomina di Sebastiano Donnarumma come nuovo allenatore della prima squadra. Un nome che risuona con familiarità e prestigio negli ambienti del futsal campano, quello di Donnarumma, un autentico “Gragnanese D.O.C.” che porta con sé un bagaglio di esperienze di prim’ordine, sia da giocatore che da allenatore.

La carriera di Donnarumma nel mondo del calcio a 5 inizia prestissimo. A soli 17 anni, esordisce nel competitivo campionato di Serie B con la maglia del Città di Gragnano, mettendo subito in mostra il suo talento. La stagione 2005/2006 lo vede tra i protagonisti della rosa gragnanese nel girone F del campionato cadetto.

Il suo percorso giovanile è segnato da un prestigioso trionfo: la vittoria del campionato Under 21 sotto la guida esperta di mister Stefano Salviati. Un successo che lo proietta sui palcoscenici più importanti del futsal nazionale. La sua carriera da giocatore lo vedrà infatti calcare i campi della massima serie, la Serie A, con il Napoli Leghe Leggere, per poi militare in Serie A2 con il Vico Equense. Queste esperienze ai vertici del movimento ne hanno forgiato il carattere e la profonda conoscenza della disciplina.

Appese le scarpe al chiodo, Donnarumma non abbandona il parquet, ma passa alla panchina, intraprendendo con la stessa passione la carriera da allenatore. La sua prima esperienza significativa è quella di allenatore-giocatore con il Vamos Gragnano in Serie C2, dove si distingue per aver guidato la squadra a un impressionante filotto di otto vittorie consecutive, dimostrando da subito le sue qualità tattiche e di gestione del gruppo.

Ottenuto il patentino da allenatore, prosegue il suo percorso di crescita guidando squadre in Serie D, tra cui lo Sporting Stabia e, più recentemente, il Città di Gragnano, squadra con cui ha concluso il suo rapporto professionale proprio agli inizi di giugno, prima di accettare la nuova sfida a Scafati.

L’arrivo di Sebastiano Donnarumma sulla panchina dello Scafati S. Maria C5 è stato accolto con grande entusiasmo dalla dirigenza e dalla tifoseria, che vedono in lui il profilo ideale per guidare la squadra verso traguardi ambiziosi. La sua profonda conoscenza del calcio a 5, maturata attraverso anni di militanza ai massimi livelli, unita alla sua passione e alle sue competenze tecniche, rappresentano una solida garanzia per il futuro del club.

Juve Stabia, arriva l’ufficialità: l’iscrizione alla Serie B è completata come avevamo già annunciato

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Quella che per i nostri lettori era ormai una certezza, oggi ha ricevuto il sigillo dell’ufficialità. La S.S. Juve Stabia 1907 ha comunicato di aver formalizzato l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B 2025/2026, adempiendo a tutte le richieste previste dalle licenze nazionali entro il termine perentorio.

Una notizia che, come avevamo sottolineato in un nostro precedente approfondimento, era nell’aria e rappresentava un passaggio puramente formale, ma necessario, per dare il via alla seconda stagione consecutiva delle Vespe nel campionato cadetto. Il comunicato odierno della società non fa altro che confermare la solidità di un progetto che poggia su basi ben definite.

Nel dettaglio, la nota del club evidenzia il “lavoro certosino svolto in questo periodo dal presidente Andrea Langella, dall’amministratore Filippo Polcino e dal segretario generale Alfonso Manzo“. Un trio dirigenziale che ha operato con la consueta meticolosità per garantire il rispetto di ogni scadenza e parametro, assicurando così alla piazza di Castellammare un futuro tranquillo dal punto di vista amministrativo.

L’ufficialità odierna, dunque, non è una sorpresa, ma una gradita conferma che mette un punto fermo sulla programmazione della stagione che verrà. “La stagione 2025/2026 vedrà le Vespe, per il secondo anno consecutivo, protagoniste del campionato di Serie BKT, pronte a lottare per raggiungere nuovi traguardi”, conclude il comunicato.

Mentre l’ambiente attendeva solo questo timbro ufficiale, che la nostra testata aveva già dato per acquisito, ora l’attenzione si sposta con ancora maggior vigore sul mercato e sulla costruzione della squadra che dovrà affrontare un campionato che si preannuncia sempre più competitivo. La conferma è arrivata: la Juve Stabia c’è, e come avevamo anticipato, è pronta a consolidare la sua presenza in Serie B.

Incontro con l’autrice: Ida Amlesù presso la libreria Mondadori Bookstore di Castellammare di Stabia

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Una serata speciale per i bibliofili stabiesi riuniti presso la libreria Mondadori Bookstore, mercoledì 3 giugno, per la presentazione del romanzo “Io, Casanova” di Ida Amlesù, un romanzo dalla trama avvincente e ricca di suspense.A presentare l’autrice e il suo libro la Prof.

Carmen Matarazzo, Presidente dell’Associazione “Achille Basile – Le ali della lettura” e promotrice di eventi culturali di notevole interesse.Protagonista del romanzo è Giacomo Casanova, un personaggio complesso e dal grande fascino, conosciuto soprattutto per le sue avventure galanti, ma che è stato anche letterato, agente segreto, massone, musicista e alchimista, un uomo del Settecento con una vita più che movimentata.

Una vita che Casanova stesso nel libro autobiografico “Mémoires de J.Casanova de Seingalt, écrits par lui-même”, in lingua francese, descrive con dovizia di particolari, non senza una punta di narcisismo.

“Io, Casanova” non è una biografia, ma un thriller calato in un realistico contesto storico descritto con cura e passione, come la società e la cultura in cui si sviluppa la trama e in cui vivono i personaggi.

Una particolarità del romanzo è il dualismo con cui l’autrice decide di presentarci il protagonista, anzi i protagonisti: Casanova e Anna:

“Sono due persone che si guardano allo specchio, cercando di capire quello che gli altri vedono di loro, se quella è la loro vera identità oppure se la loro vera identità è qualcosa di diverso.”

L’alter ego femminile di Casanova, Anna – il suo doppio – incarna il lato oscuro della sua vita, ma anche lo spirito libero, la seduzione, la capacità di trasformarsi, la ricerca di nuove esperienze e conoscenze, mentre Casanova è un personaggio positivo, che vuole aiutare il prossimo: è un ciarlatano, ma cerca di far del bene.L’autrice lo definisce un “ciarlatano buono”.

“Anna è un personaggio distinto, ma profondamente legato al protagonista, che riflette i lati nascosti della sua personalità. – spiega la scrittrice – I due si incontrano e si rincorrono per tutto il romanzo e verso la fine del libro la sovrapponibilità delle due figure di Casanova e Anna diventa quasi perfetta.”

“Io, Casanova” è un romanzo ricco di colpi di scena, dove l’intrigo, il crimine, il mistero creano per il lettore un’atmosfera immersiva, come se si trovasse all’interno della storia, accanto ai protagonisti e agli affascinanti personaggi secondari, tipici dell’ambiente aristocratico e musicale del Settecento.

Sullo sfondo una società d’Ancien Regime, dominata dall’aristocrazia e dal clero, con i suoi vizi e le sue chiusure, che attraversa, tuttavia, importanti cambiamenti sociali e culturali, come l’ascesa della borghesia e la diffusione delle nuove idee illuministe.Le vicissitudini di Casanova lo costringono a continui spostamenti in città esoteriche come Parigi e Lione, Venezia con la sua rete di canali, palazzi storici e calli tortuosi, Costantinopoli con la sua ricca storia, le chiese maestose, i palazzi imperiali, Ancona con una vasta rete di cunicoli e cisterne, Rimini con il suo teatro arcadico.

Queste città sono la cornice perfetta per l’ambientazione, che aggiunge un tocco di mistero alla già arcana atmosfera.Poi, su tutto, c’è il buio: il buio della notte e degli interni con le sue ombre, che si allungano intorno e rendono le scene ancora più misteriose e affascinanti.

“Io Casanova” è scritto con un linguaggio sofisticato, ricco e descrittivo, caratterizzato da un’attenzione particolare per i dettagli e la creazione di un’atmosfera vivida attraverso la parola, rendendo la lettura ancora più coinvolgente ed emotiva.

L’autrice, come ha rilevato la prof.ssa Carmen Matarazzo, usa “un linguaggio colto, che descrive attraverso la sensazione tattile, che parla attraverso i sensi oltre che attraverso il cuore.”

Nel romanzo un’accurata ricostruzione storica dei luoghi e dei costumi, ma anche della lingua e dei dialetti in uso nel Settecento, con termini e detti che variano a seconda dell’estrazione sociale dei personaggi.Ida Amlesù, insegnante, traduttrice, Cantante lirica, giornalista, con questo suo quarto romanzo Io, Casanova (Sonzogno, 2025), ci propone un appassionante viaggio nel Settecento alla scoperta di un personaggio carismatico e sfuggente di cui non sapremo mai la verità perché “La verità è un manto troppo corto per coprire una vita intera.”

Un personaggio sempre alla ricerca di nuove avventure, spinto da un bisogno interiore di crescita, scoperta e trasformazione, la cui storia romanzata riesce a regalarci momenti di pura evasione, facendoci riscoprire il piacere della lettura.

Juve Stabia, Peda: La parabola del difensore riscoperto a Castellammare, da ombra a Palermo a idolo gialloblù

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Nel calcio, le storie di riscatto sono il sale che alimenta la passione dei tifosi, ma poche sono così immediate e lampanti come quella di Patrik Peda. Il giovane difensore polacco, dopo un periodo da separato in casa a Palermo, ha trovato la sua dimensione alla Juve Stabia, trasformandosi in pochi mesi da promessa accantonata a pilastro inamovibile e idolo della tifoseria gialloblù.

Arrivato in Sicilia nell’estate del 2024 con le stimmate del talento di prospettiva, nazionale polacco e con esperienze già maturate in Italia con la SPAL, Peda si è ritrovato a vivere una stagione ai margini del progetto tecnico rosanero. Le opportunità, infatti, sono state quasi nulle: la panchina è diventata una costante per il promettente difensore, con appena una manciata di minuti accumulati in campionato. Un periodo difficile, dove la crescita calcistica sembrava essersi arrestata e le speranze di affermarsi in un club ambizioso come quello palermitano si affievolivano giorno dopo giorno. La forte concorrenza nel reparto difensivo e le scelte tecniche hanno relegato Peda a un ruolo di comparsa.

Il trasferimento alla Juve Stabia nel mercato di gennaio 2025 ha rappresentato la svolta. Un cambio di maglia, un nuovo ambiente e, soprattutto, la fiducia incondizionata di un allenatore, Guido Pagliuca, che ha saputo da subito valorizzarne le qualità. Con le “Vespe”, Peda ha trovato immediatamente ciò che a Palermo gli era mancato: spazio e fiducia. Schierato al centro della difesa a tre, ha conquistato un posto da titolare che non ha più lasciato.

La sua determinazione, la grinta e una notevole capacità di lettura del gioco hanno subito impressionato, rendendolo un pilastro della squadra stabiese. In poco tempo, Peda è diventato un punto di riferimento, un difensore roccioso e affidabile, abile nell’annullare gli attaccanti avversari e preciso nell’impostare l’azione. Le sue prestazioni eccellenti hanno contribuito in modo significativo al sorprendente percorso della Juve Stabia, culminato con la partecipazione ai playoff di Serie B.

La consacrazione definitiva è arrivata, quasi come in un romanzo, proprio di fronte al suo passato. Nella gara secca dei playoff del 17 maggio 2025, la Juve Stabia ha affrontato e battuto il Palermo. In quella partita, Peda ha offerto una prestazione maiuscola, annullando l’attacco rosanero e dimostrando tutto il suo valore. “A Palermo ho giocato poco, qui è diverso. Con il Mister è un piacere, conosce tanto di gioco. Mi ha dato fiducia, quello è ciò che mi mancava,” ha dichiarato Peda dopo quella vittoria, sottolineando il rapporto speciale con l’ambiente stabiese: “Qui sto da Dio. Sono stato allo Stadio Barbera, più grande sì, ma qui si sentono i tifosi, le persone che ci spingono.”

E proprio il legame con la tifoseria rende speciale la sua avventura a Castellammare. I supporter gialloblù hanno riconosciuto in lui non solo un ottimo calciatore, ma anche un ragazzo umile, dedito alla causa e con un grande attaccamento alla maglia. Ogni sua giocata, ogni intervento decisivo, è stato accompagnato da un boato di entusiasmo dal pubblico del “Romeo Menti”.

La storia di Patrik Peda è un esempio lampante di come nel calcio la fiducia e le opportunità possano ridefinire una carriera. Da riserva silenziosa a Palermo a eroe acclamato a Castellammare, la sua parabola dimostra che il talento, quando trova il giusto contesto per esprimersi, è destinato a brillare.

Il futuro, però, presenta delle incertezze. Il prestito alla Juve Stabia è terminato a giugno e Peda è contrattualmente legato al Palermo fino al 2028. Le sue prestazioni non sono passate inosservate e difficilmente il club siciliano se ne priverà a cuor leggero. I tifosi della Juve Stabia sognano di rivederlo in gialloblù, ma la realtà del calciomercato rende questo desiderio complicato. Nel calcio, però, nulla è scontato e la speranza di rinnovare un matrimonio così ben riuscito, magari in un futuro non troppo remoto, resta viva nel cuore della tifoseria stabiese.

Salerno, bimbo di 9 mesi ricoverato con fratture gravi: indagini

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(Adnkronos) – È stato trasferito d’urgenza all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, un bimbo 9 mesi di Vibonati (Salerno) che ha riportato fratture gravi ed è ora ricoverato in gravi condizioni.Secondo quanto si apprende, il piccolo è stato inizialmente ricoverato all’ospedale di Sapri, prima del trasferimento d’urgenza per lesioni serie al cranio, al collo e a un femore.

Il piccolo è già stato sottoposto a un primo intervento chirurgico dai medici napoletani.Ad accompagnarlo in ospedale sono stati la madre e il compagno della donna.

Al momento, dopo una segnalazione ai carabinieri, sono in corso accertamenti per ricostruire cosa possa essere accaduto e il contesto familiare in cui i fatti possono essere maturati.  

Premio Giornalistico Nazionale Gran Galà Città di Scafati

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Si è tenuto l’altro ieri sera (4 giugno 2025) al Teatro San Francesco di Scafati la seconda edizione del Premio Giornalistico Nazionale dal titolo Gran Galà Città di Scafati, sport è passione. 

L’evento, organizzato dal Club Napoli Scafati, è stato condotto da due famosissimi volti del giornalismo sportivo, Mimmo Malfitano e Ilaria Mennozzo.

Il Gran Galà, sport è passione, titolo con la è (verbo) come puntualmente ha precisato Mimmo Malfitano all’apertura dei lavori, ha rappresentato occasione per riconoscere protagonisti dello sport italiano che hanno segnato la storia recente con successi e soprattutto con passione. Ma passiamo ai premi:

La commissione del Club Napoli, rappresentato all’evento nella persona del Presidente Salvatore Acanfora, ha scelto di assegnare il Premio Giornalistico Nazionale al Giornalista e conduttore, Massimo De Luca.

Con una carriera professionale di alto profilo, avendo lavorato per la Gazzetta dello Sport, la Rai e Mediaset, e avendo condotto programmi televisivi come Tutto il calcio minuto per minuto, la Domenica Sportiva e Pressing Champions League, a De Luca è stato consegnato il premio, raffigurante una ‘’scafa’’ (antica imbarcazione di Scafati), dal Prof. Guido Trombetti, ex Rettore della Federico II.

Il prof. Guido Trombetti premia De Luca.

I Premi alla carriera sono stati assegnati a due grandi sportivi di altrettante due epoche storiche del Calcio Napoli, Andrea Carnevale e Edoardo Reja.

Il premio ad Andrea Carnevale, ex attaccante del Napoli e vincitore di due scudetti e una Coppa UEFA, è stato consegnato dal presidente del Club Napoli Scafati, Salvatore Acanfora.

Commovente è stato il momento in cui l’ex calciatore ha ricordato di aver voluto raccontare, in un libro, di sua madre uccisa dal padre quando lui aveva 14 anni.

Premiato subito dopo Edoardo Reja, allenatore artefice della rinascita del Napoli con l’epoca De Laurentiis. Bellissimo e divertente il dibattito sul palco con l’ex Capitano del Napoli, Francesco Montervino.

Premio Rosa, riconoscimento dedicato alle donne nel giornalismo sportivo, consegnato alla bravissima Titti Improta, volto noto di Canale 21.

All’evento hanno partecipato anche protagonisti dello sport locale come l’Amministratore delegato della Scafatese Calcio, che quest’anno ha sfiorato la promozione in serie C e Alfonso Scisciola, famoso maestro di judo, per il suo impegno nella formazione dei giovani.

Non poteva mancare la parentesi musicale affidata a Mario Maglione, allievo del grande Roberto Murolo.

Il maestro ha deliziato i presenti e i telespettatori in diretta da casa con  canzoni storiche della musica classica napoletana, da  ‘’Indifferentemente’’  del 1963, di Salvatore Mazzocco a ‘’Malafemmina’’ di Totò.

All’ingresso del teatro, suggestivo è stato il Museo Itinerante dedicato a Diego Armando Maradona, a cura di Massimo Vignati, figlio dello storico custode dello Stadio San Paolo, Saverio.

Tutti i presenti in teatro hanno potuto ammirare cimeli unici del grande Diego, come rare magliette e scarpette.

GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA (foto di Antonio Toscano)