Carlo Vanzini intervistato da Marco Palomba e Carlo Ametrano in esclusiva

Le parole del giornalista di  Sky, voce della Formula Uno, Carlo Vanzini a Passione Formula Uno

Le parole del giornalista di  Sky, voce della Formula Uno, Carlo Vanzini a Passione Formula Uno

Carlo Vanzini intervistato da Marco Palomba e Carlo Ametrano in esclusiva

Carlo Vanzini, giornalista e telecronista di Sky Sport F1, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Marco Palomba e Carlo Ametrano durante la trasmissione Passione Formula Uno. Ecco le sue dichiarazioni:

Ciao Carlo, ci dai un aggettivo per la lotta al titolo tra Hamilton e Verstappen?

“Infuocata. Finiscono le vacanze ma non il divertimento. Si va all’università della Formula Uno. C’è chi avrà in questo weekend degli esami da fare e da recuperare, e chi invece deve fare degli esami importanti in Belgio per l’ambizione mondiale come Lewis Hamilton ma soprattutto Verstappen che, secondo me, al di là di episodi sfortunati ha comunque perso delle buone occasioni per essere nettamente in vantaggio in questo mondiale considerando che la vettura è mediamente più forte. La Mercedes continua a inseguire e a evolvere per cercare di stare davanti alla Red Bull. Ed esame anche per gli altri come Leclerc, che non dimentichiamo è dietro Sainz, o per la McLaren per capire come reagirà Ricciardo. Insomma, i temi sono tanti, anche in ottica mercato: attendiamo infatti l’ufficialità di George Russell come nuovo pilota della Mercedes.”

Questo vuol dire che Bottas andrà in Alfa Romeo?
E’ una possibilità. Alfa Romeo, pur avendo rinnovato l’accordo con Sauber,  non avrà la partnership con Ferrari per il sedile Ferrari driver accademy occupato oggi da Giovinazzi. Questo non vuol dire che Giovinazzi non verrà confermato anzi, ma sta a significare che la Sauber si è messa in moto per verificare quelle che possono essere le opzioni migliori per avere la macchina migliore nel 2022. L’obiettivo magari sarebbe avere un pilota di esperienza e di sicura affidabilità. Loro hanno visto in Bottas queste potenzialità e, in teoria, non è neanche una mossa sbagliata perché credo che Bottas sia un ottimo pilota, anche come secondo: infatti non lo toglierei mai fin quando c’è Lewis Hamilton. Critichiamo tanto Bottas senza dimenticare che vale quanto Barrichello, con la differenza che nessuno si scandalizzava se Barrichello continuava a guidare insieme a Schumacher. Dopotutto è la storia della Formula Uno, meglio avere un ottimo primo e un ottimo secondo. Spero che sarà lui ad affiancare Giovianzzi anche se si fanno anche altri nomi come per esempio Hulkenberg.”

Parlando della nuova generazione di piloti: che ci dici di Tsunoda?

“Credo che questi ragazzi che giungono adesso in Formula Uno arrivano senza timore reverenziale. Arrivano belli carichi e convinti delle loro potenzialità, capacità e magari a volte anche presunzione. Di questo ce ne rendiamo conto ascoltando i team radio dello stesso Tsunoda. A un ragazzino così magari viene chiesto di stare calmo. Però Tsunoda è così: da fuori sembra un bambino da portare al parco giochi, ma appena tira giù la visiera diventa un animale molto affamato. Secondo me ha dimostrato ottime cose, gli manca senza dubbio l’esperienza e della qualità ma è molto giovane ed è tornato a far infiammare il Giappone per i suoi grandi risultati.  Quindi… l’innesto fatto da AlphaTauri è molto buono e positivo. Detto questo spero che il team di Faenza, e lo dico sia per Tsunoda che per Gasly, continui su questa strada: pensare più come squadra che vuole fare qualcosa di importante e non come team Red Bull junior.”

Con Russell in Mercedes, si libera un posto in Williams…si parla di Hulkenberg. Che ne pensi?

“Credo che Mercedes deve piazzare De Vries da qualche parte e credo lo metterà proprio in Williams.  Hulkenberg non è un rischio perché dall’anno prossimo parliamo di vetture nuove per tutti. Non lo so. E’ senza dubbi un buon pilota ma ha perso tante buone occasioni: ha perso i confronti con Perez per esempio. So che piace molto però. Forse ha perso il treno quando fece la pole con la Williams e, alla fine, se dopo tutti quei gran premi disputati non riesci a salire sul podio forse ti manca qualcosa.”

Parlando un po’ di te: quale Gran Premio ti sta particolarmente a cuore?

“Senza dubbio due. Da tifosi quando sono andato a Monza la prima volta, parliamo del 1979, e di quello mi ricordo il sound on, la folla, l’atmosfera. Consiglio infatti a tanti genitori che ambiscono di portare i loro figli a vedere la Formula Uno che ci sono tanti weekend con meno caos che possono essere utili per far appassionare un bambino a questo sport. Non serve per forza dissanguarsi per andare a vedere la Formula Uno. Ricordo anche un altro a Monza, nel quale ho fatto servizio d’ordine con la polizia dove ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Ayrton Senna. Gli dissi chiaramente che ero tifoso di Piquet, lui mi chiese se ero lì per arrestarlo. E infine c’è il primo gran premio che ho fatto con la radio in Argentina nel 1998 e il primo da telecronista di Sky a Silverstone nel 2007. Lì le emozioni nel far qualcosa di particolare, nuovo, diverso ma soprattutto di così importante ma anche di grande responsabilità.”

Hai avuto modo di vedere tanti campioni: quanto è corretto eseguire dei confronti tra loro?

“Ha un senso relativo. Un esempio può essere la medaglia d’oro di Jacobs , tra l’altro grande appassionato di Formula Uno. Onoriamo questo grandissimo traguardo che nessun italiano aveva mai fatto nella storia dell’atletica. E allora però cosa facciamo: lo paragoniamo a Carl Lewis? O a Bolt? Secondo me bisogna guardare avanti, altrimenti starei qui a dire che McEnroe è meglio di Federer o che Nadal può solo pulire le scarpe a McEnroe. Nella Formula Uno però c’è anche un’altra grande concorrente che è la morte. Un esempio può essere Senna che non era così amato prima della tragedia di Imola. Ricordo ancora a Monza quando era fischiato e odiato. Però poi dopo arriva il rispetto perché ha perso la vita facendo quello che lui amava fare e allora lì subentra per tutti l’effetto della leggenda. Io dei confronti non li faccio, posso però vedere delle differenze o su cosa magari Hamilton e, per esempio, Schumacher hanno in comune nel preparare il weekend. Ma alla fine la loro grandezza è uguale indipendentemente dai titoli e gare vinte. C’è solo una cosa che non sopporto: il fatto che venga detto che Hamilton è sottovalutato perché guida la macchina più forte. Alcuni dicono mettetelo su una Williams. Ma se Schumacher l’avessimo messo sulla Minardi, avrebbe vinto il titolo?”

Parlando un po’ della sicurezza, come vedi la Formula Uno in questo momento, a livello di organizzazione?

“La sicurezza è ovviamente cresciuta tantissimo. Anche tutte le introduzioni fatte. Non dimentichiamo che le velocità di queste macchine sono impressionanti: sono dei missili. Le macchine di una volta a questa velocità si sarebbero disintegrate appena sarebbero andate a sbattere. E’ aumentato tutto, la qualità delle barriere anche se ci sono dei casi, rarissimi ovviamente, come il caso Grosjean. Certo, il prossimo passo per la sicurezza sarebbe togliere i piloti dalle vetture così non si fa male nessuno. E’ uno sport pericoloso, la sua componente di pericolosità la mantiene sempre molto alta. Alcune volte però sono stesso i piloti che se lo dimenticano eseguendo certe manovre davvero oltre ai limiti. Abbiamo visto dei voli come Alonso in Australia o lo stesso Verstappen a Silverstone che in passato sarebbero stati incidenti mortali.”

Un esempio può essere la scomparsa, proprio in Belgio, di Hubert

“Sono situazioni che fanno tornare i piloti esseri umani. Probabilmente si esagera sempre un po’ nelle categorie minori. Ricordo ancora una volta una gara che fu cancellata a Monza per il loro comportamento molto esuberante. Poi però quando arrivano in Formula Uno questi ragazzi vanno. Abbiamo visto Verstappen appena è arrivato nel paddock. Adesso dopo il contatto con Hamilton tutti a santificarlo quando in realtà l’olandese ha una lista di eventi pochi amichevoli, a cominciare da Grosjean. Perché? Perché è arrivato arrembante ma alla fine questi eventi sono stati motivo ovviamente di crescita.”

Pensando all’anno prossimo: cosa ne pensi della sprint race?

“A me non piace che la domenica si parta non con la griglia definita dalla qualifica. Il gran premio deve partire con la qualifica fatta tirando il giro secco fino all’ultimo istante. Con la sprint race la griglia cambia un po’. Però, siamo nel 2021, e qualcosa di nuovo si deve comunque introdurre. Quello di Silverstone è stato comunque un weekend molto intenso sotto questo aspetto, in particolare il venerdì che è stato molto più eccitante del solito. Io non chiuderei all’esperimento,  secondo me è stato molto positivo. Se penso a come stanno procedendo però rivedrei la situazione. L’idea della Formula  Uno è sempre stata quella di introdurre una gara sprint, ma la risposta dei team è stata assolutamente no. Allora hanno introdotto la qualifica sprint, facendo entrare dalla finestra qualcosa che volevano far entrare dal portone. Adesso che l’hanno fatta digerire ed entrare si ragionerà per fare qualcosa tipo: venerdì qualifica per la gara di domenica e  sabato gara sprint magari a griglia invertita, il che cambierebbe poco nella lotta al titolo mondiale. “

Venendo dunque al finale di stagione, risposta secca: chi vince il titolo tra Hamilton e Verstappen?

“Sicuramente Verstappen. Ha mediamente la macchina più forte. Poi ci sono tante cose che mi fanno anche pensare a Lewis: esperienza, testa, guerra psicologica, capacità di reazione. Poi la stagione è talmente lunga che può succedere di tutto, senza dimenticare anche l’affidabilità e quindi il motore in meno che ha Verstappen.”

Però in casa Mercedes hanno fatto degli aggiornamenti

“In Mercedes Toto Wolff aveva detto che non avrebbero più fatto sviluppi sulla macchina. Bisogna di certo rispettare il budget della prossima stagione. Però è chiaro che hanno reagito con forza, cercando di risparmiare nel farlo, ma utili aggiornamenti. Come fecero nel 2018 con i fori. Se un team alla fine investe dieci milioni a riguardo…di certo non lo fa per bellezza. In questo caso la Mercedes non può investire più di tanto in vista della prossima stagione però qualcosa ha fatto. Chi deve crederci ora è la Red Bull che deve e può puntare tutto su questo mondiale.”

Parlando un po’ del tuo lavoro e dell’occasione che hai vivendo il paddock: nasce un rapporto tra il giornalista e il pilota?

“Nasce, senza dubbio. E’ molto più difficile però rispetto agli altri anni per via del Covid. Nasce quando magari li  vai a seguire nelle categorie minori. Adesso per esempio c’è un sistema diverso rispetto agli anni passati. Ora se vuoi puoi farlo anche tramite i social: inizi a seguirli, a messaggiarli. Con gli altri invece è diventato un po’ più complicato perché appena ti fermi a far due chiacchiere con un pilota, che magari vuole parlare, arriva quello della comunicazione e te lo portano via. E quindi alla fine ci scambiamo un paio di messaggi. E’ cambiato anche molto il modo di comunicare, magari una volta c’era tanto retro box, oggi invece più social.”

Venendo al calcio, la tua passione per l’Inter, prima però mi confermi però che ti ha preso il PSG?

“E’ vero. Mi hanno preso per fare le telecronache di quando il pullman si sposta in direzione stadio. Scherzi a parte tutto questo mi fa arrabbiare. Questo non è sport. Ci sono sempre state squadre con più possibilità economiche. Non ci siamo mai scandalizzati per questo, però secondo me qui siamo andati oltre. Si è presa una squadra senza storie per costruirla con i soldi. Resto contento che alla fine non hanno vinto perché è la dimostrazione che non si vince solo con quello e un esempio può proprio essere l’Italia di Mancini agli Europei.”

 Sulla partenza di Lukaku?

“Sono rimasto deluso dall’atteggiamento del giocatore. Pensavo fosse un altro tipo di persona. Forse se avesse dichiarato già prima che stava bene all’Inter ma il Chelsea per amore pupteva portarlo via, la situazione sarebbe cambiata. Così va bene, altrimenti è un film già visto.  Questo fa male e non è bello.”

Chiudiamo con un giochino. Fondo una scuderia di Formula Uno e  assumo Carlo  Vanzini come team principal. Hai totale carta bianca e la vettura per lottare al titolo. Che coppia di piloti metti sotto contratto?

“Se ho Hamilton in Mercedes e Verstappen in Red Bull, mi tengo stretta la coppia Leclerc-Sainz. Perché in prospettiva mi sembra la coppia migliore: il talento puro e la foga di Charles unita alla costanza e la qualità del lavoro di Sainz. Perché Sainz è sempre lì a portare a casa i suoi punti. Come prima punta metto Leclerc che deve avere però una stagione in cui si gioca qualcosa di importante. Lo vorrei vedere sulla continuità di una stagione, con una vettura ovviamente uguale a quella di Hamilton e Verstappen.”

Se vuoi vedere l’intervista completa a Carlo Vanzini clicca sul link che segue: https://www.youtube.com/watch?v=poM7Ykw61DQ

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