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Liotti: “Vogliamo vincere a Lecce per regalare una gioia ai tifosi” (VIDEO)

Per la consueta conferenza stampa infrasettimanale, si è presentato in sala stampa al comunale di Casola il difensore della Juve Stabia Daniele Liotti. Ecco le parole dell’ex Brindisi: “Siamo delusi come lo sono i tifosi per il pareggio interno contro il Melfi, noi vogliamo sempre vincere e tutti questi pareggi stanno scocciando anche noi, speriamo di tornare a vincere già a Lecce, sarà una battaglia ma noi vogliamo i tre punti. Loro sono forti ma iniziamo dallo 0-0 e vogliamo fare di tutto per regalare una gioia ai tifosi. Sono soddisfatto personalmente per il girone d’andata, sto giocando di più e la società ha puntato forte su di me, devo ripagare la fiducia. Sia come terzino sia come difensore nella difesa a tre mi sono messo a disposizione, poi con Contessa ho un ottimo rapporto e se gioco io o lui è lo stesso, quando giochiamo io terzino e lui esterno a centrocampo ci capiamo proprio alla luce del bel rapporto che abbiamo. Bisogna tornare a vincere presto per avere i tifosi dalla nostra parte, se riusciremo a non deluderli dal punto di vista dei risultati, torneranno al Menti e noi abbiamo bisogno di loro.”

https://www.youtube.com/watch?v=rdk9Pq3J3I0

VIDEO ViViCentro – Reina: “Bastava un gol per indirizzare la gara. Sarri-Mancini? Sono cose da campo”

Dopo la gara persa in casa contro l’Inter e valevole per i quarti di Coppa Italia, Pepe Reina ha parlato ai nostri microfoni in mixed zone: “Entrambe le squadre sono state in partita per 70 minuti, è stata una gara con due squadre che hanno difeso bene e che hanno subito poco. Dopo l’1-0 è stato difficile, oggi chi segnava per prima aveva un grande vantaggio proprio perché entrambe difendiamo bene. La sconfitta non pesa, finisce qui. Non è una bella serata però domani iniziamo a lavorare per un’altra finale a Genova domenica e sappiamo cosa c’è in gioco e nella nostra testa non c’è nessun dubbio di cosa siamo. Inter? Hanno una buona rosa, la società ha speso più di 100 milioni, cosa ti aspetti che devono vincere tutto. Sarri e Mancini? Non ho visto ero lontano per dare un’opinione. Sono cose che accadono in campo e finiscono lì”.

dai nostri inviati al San Paolo, Ciro Novellino e Vincenzo Pellegrino


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ISCHIA: ” IL 1 FEBBRAIO LA SQUADRA TORNA SULL’ISOLA, DOMANI AL “MAZZELLA” LA SOCIETA’ INCONTRA TIFOSI E STAMPA”

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A seguito della telefonata odierna intercorsa con il Presidente dell’Ischia Calcio, Luigi Rapullino, ho l’incarico di comunicare che è indetta una assemblea dei tifosi dell’Ischia, alla quale sono pregati di presenziare anche gli organi di stampa, per giovedì prossimo 21.01.2016 alle ore 16:00 presso la sala stampa dello stadio Vincenzo Mazzella, per dare corpo e sostanza alla voce degli sportivi sul tema del ritorno ad Ischia della squadra e della partecipazione del territorio e della comunità tutta alle vicende legate alla maglia gialloblè. 

Il Presidente Rapullino, in questo momento fuori dalla sua sede per impegni di lavoro, ha tenuto a ringraziare attraverso la voce di Ernesto Pilato, Enrico Scotti, Aldo Marena e la mia tutti i tifosi ischitani per la loro passata e futura disponibilità a sostenere i nostri colori. E nel contempo mi ha pregato di informare i tifosi che in data 1 febbraio 2016 ci sarà ad Ischia la presentazione, presso una struttura da decidere, del nuovo allenatore e di parte della squadra alla stampa ed alla tifoseria ischitana. Il presidente Rapullino ha ribadito che a partire dal 1° febbraio 2016 la squadra tornerà ad allenarsi ad Ischia ed a restare sull’isola in pianta stabile .

La data del 1° febbraio non è casuale, nè risulta essere un posticipo degli impegni presi . E’ semplicemente il primo giorno dopo la chiusura del mercato e il Presidente avrà piacere di presentare l’organico definitivo con il quale si tenterà l’impresa salvezza nei prossimi tre mesi. E’ stato ufficialmente conferito l’incarico al nostro Ernesto Pilato di reperire contratti di sponsorizzazione, attraverso la cartellonistica allo stadio, affinchè il territorio risponda in solido alla gestione della nostra squadra. Cari amici, sportivi e tifosi credo che il tempo delle polemiche sia da considerarsi definitivamente concluso. Ci vediamo giovedì allo stadio per poter dialogare e programmare tutte le iniziative che dovranno necessariamente dare corpo a quell’entusiasmo, unica vera richiesta fatta dal Presidente Rapullino,attraverso il quale tornare a sostenere i nostri colori e difenderela prestigiosa categoria conquistata, è bene ricordarlo,dopo 16 anni di martirio nelle serie minori. Questo il messaggio da parte del tifoso Leonardo Sasso,delegato per avere rapporti con la società isolana.

JUVE STABIA – Nicolas Izzillo: Orgoglioso di essere qui. Suderò la maglia… (VIDEO)

NicolasIzzilloPer la consueta conferenza stampa infrasettimanale, si è presentato in sala stampa al comunale di Casola il neo arrivato in casa Juve Stabia, il centrocampista classe ’94 Nicolas Izzillo.

Ecco le parole dell’ex Ischia e Messina:

“All’Ischia avevamo iniziato benissimo il campionato, poi la penalizzazione di 4 punti ci ha frenato e  da lì ci siamo un po’ persi.

Appena ho saputo della possibilità di venire alla Juve Stabia non ci ho pensato due volte, ho accettato Castellammare nonostante altre offerte, perché la Juve Stabia è una società blasonata e la piazza stabiese è importantissima per la categoria.

Io sono un centrocampista in grado di giocare sia a 3 che a 2. Posso fare il regista come la mezz’ala, in carriera mi sono sempre adattato e sicuramente sono venuto alla Juve Stabia per giocare, quindi mi metto a completa disposizione del mister e giocherò dove mi chiederà di farlo lui.

Fisicamente sto bene, mi sono allenato sempre con l’Ischia e quindi per domenica a Lecce sono a disposizione di mister Zavettieri.

Messaggio ai tifosi? Suderò la maglia fino alla fine. Devono starci vicini.”

 

STABIA – Gelo e termosifoni spenti al Severi

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Questa mattina al Liceo Severi sembrava essere al polo nord: termosifoni spenti e aule ghiacciate. Fuori dall’istituto il termometro segnalava 2 gradi e all’interno la situazione non cambiava di molto.

Gli studenti indossavano giubbini, cappelli e sciarpe e qualcuno ha perfino pensato di portarsi un plaid per riscaldarsi. Alunni e professori hanno avuto serie difficoltà nel concentrarsi e nel lavorare in questi modi così barbari. 

Più volte è stata diffusa la voce di una possibile interruzione delle lezioni, finché tutte le ipotesi sono state spente dall’arrivo di una squadra di tecnici pronti per riparare le caldaie. 

L’intera scuola ha provato sollievo all’idea di poter finalmente spogliarsi da cappotti e coperte e di poter sentire il calore dei termosifoni, però la situazione non è cambiata. Alcune aule sono rimaste nel gelo invernale, e altre sono state lievemente riscaldate da termosifoni funzionanti soltanto alle estremità. Insomma, un degrado da condannare!

Al corpo studentesco è stato così permesso di uscire alle ore 12:00, nella speranza che i giorni successivi saranno pieni di calore..

Episodi simili sono avvenuti allo Sturzo e al Vitruvio di Castellammare, ma con un impatto più violento, attraverso scioperi e manifestazioni.

MESSINA CALCIO, SILENZIO STAMPA FINO ALLA GARA CON L’ISCHIA

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Il Messina dopo la pesante sconfitta interna contro il Benevento, ha deciso di osservare il silenzio stampa da come si legge in una nota ufficiale:

” L’ACR Messina rende noto che, in vista del prossimo incontro di domenica 24 gennaio Ischia-Messina, la Società preferisce far osservare il silenzio stampa fino al termine della trasferta. Eventuali variazioni in merito saranno oggetto di apposite comunicazioni future”

de Guzman-Swansea, a breve l’ufficialità

Come riporta Sportmediaset, Jonathan de Guzman è sempre più vicino al ritorno allo Swansea. L’olandese si incontrerà a breve con Guidolin, appena nominato allenatore, mentre l’ufficialità dell’affare potrebbe arrivare già giovedì.

El Kaddouri felice di un ritorno al Torino, ma Petrachi vuole anche Valdifiori

Come si legge su Tuttosport, il Torino sarebbe interessato a due giocatori del Napoli: Valdifiori e El Kaddouri. Il Napoli non sembra disposto a trattare visto il muro alzato da Cairo per quanto riguarda Maksimovic. Solo in caso di un ammorbidimento delle pretese per il centrale serbo, De Laurentiis potrebbe lasciare la presa su Valdifiori e El Kaddouri. Il marocchino ha fatto già sapere, secondo il quotidiano, di accettare una seconda avventura in granata. L’incastro Maksimovic-ElKaddouri-Valdifiori potrebbe riuscire nelle ultime battute di mercato. Tuttavia come ha più volte dichiarato Mario Giuffredi, agente del regista ex Empoli, il calciatore non si muoverà da Napoli.

L’incoerenza di Mancini, ricordate quando disse…

Inmolti contestano la decisione di Roberto Mancini di presentarsi davanti ai microfoni del post gara Napoli-Inter e rivelare lo scambio di insulti avvenuto con il tecnico del Napoli Maurizio Sarri. Lascia qualche perplessità la logica che ha spinto il tecnico dell’Inter a fare questo passo, essendo stato in passato su posizioni opposte in merito a questioni altrettanto spinose. Un esempio, andando indietro nel tempo, furono le sue dichiarazioni, datate 2007, dopo alcuni striscioni a sfondo razzista esposti a San Siro durante un Inter-Napoli. “Napoli fogna d’Italia”, “partenopei tubercolosi” e “Ciao colerosi”. Le sue dichiarazioni furono diametralmente opposte anche se il terreno di discussione era a sfondo razzista: “Iniziate a non farli vedere, quegli striscioni. Voi fate cronaca? E io dico la mia… Siete dei falsi moralisti”.  Il giudice sportivo non seguì il suo consiglio e squalificò la curva nerazzurra proprio per razzismo territoriale. Pensieri che si incrociano a distanza di tempo e che mettono in evidenza una mancanza di incoerenza da parte del tecnico nerazzurro.

L’improbabile teoria che fa felice qualche genio…

Sarà contento qualche genio che auspicava l’eliminazione del Napoli dalla Coppa Italia. Un’improbabile teoria vede gli azzurri favoriti dal dover fare una competizione in meno, e nel mandare avanti l’Inter si “distrae” la squadra di Mancini, che ha un altro torneo a cui dedicarsi. La verità è che è semplicemente sbagliato pensare che il Napoli è sceso in campo contro l’Inter predisponendosi ad essere eliminato. Una partita amara, con la prima sconfitta interna macchiata dalla furiosa polemica tra Sarri e Mancini, forse enfatizzata dai media e dallo stesso allenatore dell’Inter, che non ha accettato le scuse del tecnico azzurro che lo ha offeso. Una situazione che ha acceso la morbosità di alcuni media. Insomma, al di là del pepato post-partita, pensare che il Napoli voleva farsi mettere fuori, o che l’uscita dai quarti possa “fare comodo” è davvero assurdo.

Di certo Sarri ha visto questo impegno di Coppa Italia con un’ottica di turn over. Domenica c’è la Sampdoria e l’allenatore azzurro decide di cambiare. Si vociferava di sei cambi, e in effetti Sarri non ha smentito le aspettative. Niente da fare per Gabriel, visto che in porta c’è Reina. La difesa parte da Hysaj a destra, coppia di centrali formata da Chiriches e Koulibaly, mentre a sinistra c’è Strinic al posto di Ghoulam. Cambia anche il centrocampo: dei titolari c’è solo Allan, poi Valdifiori in cabina di regia e David Lopez a sinistra al posto di Hamsik. In avanti fa notizia l’esclusione di Higuaìn, che lascia il posto a Gabbiadini al centro dell’attacco. Callejon e Mertens sono i suoi due partner d’attacco. L’Inter pure cambia qualcosa: Mancini lascia in panchina Icardi, Murillo e Brozovic. Non c’è Guarin, ormai a un passo dal trasferimento in Cina. Meno cambi rispetto al Napoli, a dimostrazione di come l’Inter ci tiene a giocare la sola coppa alla quale è iscritto. La partita nel primo tempo non è bella: gioca bene il Napoli, mentre l’Inter si preoccupa più di rompere le trame azzurre che pensare a costruire. Al 14’ Destro a giro di Mertens, Handanovic in tuffo respinge lateralmente. Al 26’ Cross basso di Strinic, deviazione di piatto di Callejon: Handanovic c’è. Tre minuti dopo sinistro dalla distanza di Kondogbia murato, azione avviata da un numero di Jovetic (tunnel a Koulibaly). Succede poco altro nel primo tempo. Nella ripresa le cose cambiano: al 55’ conclusione da fuori area di Mertens, tiro centrale contenuto agevolmente da Handanovic. Ci prova anche Callejon, deviato. Al 74’ Jovetic in gol con un pregevole destro a giro da fuori area. Nulla da fare per Reina che resta immobile. All’83 Colpo di testa di Higuain su cross di Mertens, pallone non lontano dal bersaglio. A due minuti dalla fine Mertens chiede un rigore per un lieve contatto in area con Miranda, l’arbitro opta per la simulazione ed espelle il belga per seconda ammonizione. Il Napoli spinge e l’Inter firma il raddoppio: lancio di Jovetic, Ljajic si invola verso la porta, entra in area e batte Reina con freddezza. AL 93’ il litigio Mancini-Sarri che farà tanto discutere, ma c’è un’altra occasione nell’ultimo minuto di recupero: tiro da fuori area che impegna ancora un incredibile Handanovic. Ma il post partita è tutto sulla polemica tra i due allenatori. Mancini denuncia pubblicamente le offese ricevute (“Razzista, mi ha chiamato frocio e finocchio. Si vergogni, non può stare nel calcio”), e Sarri che sostanzialmente ammette l’episodio, facendo però le sue scuse a Mancini (rifiutate) e chiedendo perché un litigio in campo non sia rimasto in campo.

Il Roma

Lite Mancini-Sarri, decide Tosel

Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, dopo la querelle tra Mancini e Sarri nel post gara di Napoli-Inter di ieri sera, toccherà al Giudice Sportivo, Gianpaolo Tosel, prendere le relative decisioni. La squalifica di Maurizio Sarri, per aver offeso il suo collega interista Mancini con ‘frocio’ e finocchio’, sarà calibrata in base a quello che ci sarà scritto nel referto dell’arbitro Valeri. Sia Mancini che Sarri sono stati ascoltati dagli ispettori della Figc prima di lasciare il San Paolo. Se l’insulto sarà considerato di stampo razzista c’è il rischio che la squalifica di Sarri sia superiore a una sola giornata. 

CALCIOMERCATO, UFFICIALE ISCHIA: MEDURI CEDUTO AL MONOPOLI

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Il centrocampista Fabio Meduri classe’91 è un nuovo giocatore del Monopoli Calcio. La società isolana infatti ha diramato un comunicato ufficiale: La Società Sportiva Ischia Isolaverde comunica di aver trovato l’accordo con il Monopoli 1966 per la cessione a titolo definitivo di Fabio Meduri. La società ringrazia il centrocampista classe ’91 per l’operato svolto e gli augura le migliori fortune professionali. L’ex Lumezzane ha firmato un contratto con il club del gabbiano fino alla fine della stagione. Su di lui c’erano diversi club di Serie D,ma la formazione pugliese si è assicurata le prestazioni del giocatore.

Grassi al Napoli, affare chiuso

Grassi al Napoli è un affare fatto, almeno secondo quanto riporta l’edizione odierna di Tuttosport. Aurelio De Laurentiis avrebbe raggiunto l’accordo con l’Atalanta sulla base di 10 milioni (bonus compresi) per il classe 1995 che andrà a rinforzare il centrocampo di Maurizio Sarri. Grassi firmerà un contratto di quattro anni e mezzo a 800 mila euro netti a stagione. Percassi vorrebbe che Grassi restasse fino a giugno a Bergamo mentre Giuntoli vuole subito portarlo a Napoli. E’questa l’unica resistenza che divide i due club, ma il Napoli è pronto ad inserire dei bonus facilmente raggiungibili per compensare questa sortadi addio anticipato.

Auriemma: “Mancini è entrato nello spogliatoio del Napoli, voleva mettere le mani addosso a Sarri”

Raffaele Auriemma ai microfoni di Radio Crc: “Sarri ha sbagliato, lo sappiamo sia noi che lui tanto che dopo si è scusato. Questo già è un ravvedimento da parte dell’allenatore, penso possa bastare. Se invece non può bastare devo capire che c’è dell’altro. Ieri ascoltando Raisport mi sono venuti i brividi perché hanno messo in mezzo Sarri come un condannato a morte senza potersi difendere. Ha sbagliato Mancini per vari motivi: uscendo dal campo si è tolto il cappotto dicendo a Sarri ti aspetto giù. Cosa ancora più grave è che Mancini sia andato negli spogliatoi del Napoli e l’hanno dovuto dividerlo da Sarri visto che il Mancio voleva mettergli le mani addosso. Dallo spogliatoio del Napoli di quello che ha detto Mancini non è uscito niente. E’ un codice d’onore che piaccia o meno. Secondo me la sua apparizione davanti alle telecamere è stata studiata a tavolino per mettere in difficoltà Sarri. Si è gettato fango su Sarri e Napoli per nascondere una prestazione non eccelsa. Se Mancini ha deciso di fare ciò per moralizzare il calcio mi sta bene, ma se invece c’è dell’altro non ci sto. Al prossimo coro che ascoltiamo contro i napoletani, il capitano Hamsik dovrà uscire dal campo immediatamente così come prevede il regolamento. Vogliono screditare Sarri e infangare una realtà pulita come quella napoletana”.

JUVE STABIA – Antonio dell’Oglio: A Lecce sarà difficile ma non impossibile fare…

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AntonioDell OglioDurante l’ultima puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radio sulla Juve Stabia in onda ogni lunedi alle ore 20:15 su ViViRadioWEB, abbiamo avuto come ospite telefonico l’ex centrocampista gialloblè Antonio Dell’Oglio.

Ciao Antonio, la Juve Stabia è attesa dal match con il Lecce, tu che hai giocato allo stadio Via del Mare, ti chiediamo . come è possibile vincere in un stadio in cui il pubblico è il 12° uomo in campo?

Sicuramente quello di Lecce è un campo difficile con tanto pubblico che incita la propria squadra, ho visto però la Juve Stabia a Foggia, altro stadio difficile,  e mi è piaciuta molto. Zavettieri è un allenatore molto preparato che ha schierato la sua squadra con una formazione molto compatta. La gara secondo me non è scontata come dicono in tanti.

Che ricordo hai della “tua” Juve Stabia?

Era un bellissimo gruppo, fatto di ottimi calciatori. Ricordo con affetto Mattei, il compianto Musella, Amodio e Celestini. Anche il Lecce dell’epoca era uno squadrone, basta rileggere la rosa con nomi importanti.

Abbiamo avuto già modo di confrontarci con Raffaele Costantino, uno dei calciatori di quel gruppo, a lui come a te chiediamo un tuo giudizio sulla Lega pro attuale?

La Lega Pro attuale non ha nulla a che vedere con quella serie C1 in cui ho giocato. In quegli anni le società prendevano calciatori importanti e dal trascorso nobile per farli giocare nelle proprie rose, lo spettacolo era assicurato, Ora invece si cercano calciatori giovani da far crescere, senza esperienza e magari anche senza qualità al fine di ottenere i contributi messi in palio dalla Lega. Erano altri tempi.

Quale ricordo hai di Castellammare?

Sono stati i miei primi anni al Sud e posso dire che sono stato benissimo. Lo stadio ricordo che era sempre pieno o quasi, ho ancora tanti amici tra i tifosi con cui mi sento ancora, ricordo con piacere Carmine Guastafierro e Salvatore Previdera. Ovviamente anche con Tonino Ercolano degli Swarm ho avuto un ottimo rapporto.

Ultima domanda:Tu che sei stato nella Fiorentina per tanti anni, come vedi il campionato della viola?

Buono. Domenica a Milano ha fatto una signora partita. Sousa sta facendo bene. Mi auguro che i viola possano vincere l’Europea League.

Sarri rischia quattro mesi di squalifica, ecco la norma della Figc

Lo scenario peggiore per Maurizio Sarri dopo la pesante lite con Roberto Mancini avviata dai suoi insulti è una lunga squalifica. Le norme della Figc, infatti, puniscono un tesserato con almeno 4 mesi di stop “un comportamento discriminatorio e ogni condotta che comporti offesa per motivi di sesso”. La squalifica a tempo determinato andrebbe scontata anche in campionato e in Europa League perché l’Uefa recepisce le sanzioni. Domani ci sarà la sentenza.

LA NORMA — Ecco il testo dell’articolo 11 delle Noif (Norme Organizzative Interne Federali): “Costituisce comportamento discriminatorio, sanzionabile quale illecito disciplinare, ogni condotta che, direttamente o indirettamente, comporti offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine etnica, ovvero configuri propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori. I dirigenti, i tesserati di società, i soci e non soci di cui all’art. 1 bis, comma 5 che commettono una violazione del comma 1 sono puniti con l’inibizione o la squalifica non inferiore a quattro mesi o, nei casi più gravi, anche con la sanzione prevista dalla lettera g) dell’art. 19, comma 1 (cioè il Daspo, n.d.r.), nonché, per il settore professionistico, con l’ammenda da € 15.000,00 ad € 30.000,00”. I calciatori, per la stessa violazione, oltre alla squalifica a tempo possono essere sanzionati con uno stop di dieci giornate (che a quel punto andrebbe scontato solo nella competizione in cui è stata commessa e in questo caso la Coppa Italia), ma un allenatore è equiparato generalmente a un tesserato e non a un calciatore.

LO SCENARIO — Fondamentale sarà il referto arbitrale: il direttore di gara Valeri di Roma non era presente al momento della lite, ma il quarto uomo, come era evidente dalle immagini tv e come riportato dallo stesso Mancini, ha ascoltato tutto. Se dovesse riportare gli insulti di Sarri così come sono stati riferiti dall’allenatore dell’Inter (“Mi ha dato del frocio e del finocchio”), sta poi al giudice sportivo Tosel valutare se si tratta di condotta discriminatoria. Di certo si aprirà una battaglia legale:valutando l’attenuante della tensione per il finale di partita, il giudice potrebbe interpretare le frasi di Sarri senza la reale intenzione di insulto discriminatorio.

EUROPA — È poi possibile un supplemento d’indagine della Procura federale che ha già sentito Mancini e probabilmente avvierà un’inchiesta che potrebbe portare al deferimento di Palazzi e a una seconda squalifica se la prima non dovesse contenere tutti gli elementi raccolti. In ogni caso la Procura federale può direttamente scrivere a Tosel ampliando il referto dell’arbitro e quindi fare in modo che la squalifica a tempo sia immediata. Tra l’altro il Napoli gioca in Europa League e una situazione simile fa drizzare le antenne anche all’Uefa. Insomma, sarà di sicuro una vicenda che si trascinerà per un po’ tra sentenze e ricorsi. E in teoria Sarri potrebbe non tornare più in panchina fino al termine della stagione.

gazzetta dello sport

IL PICCOLO PRINCIPE. Un cartoon ma un grande film (Critica con trailer)

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Il Vecchio Aviatore è il vicino di casa di una bambina da poco trasferitasi con la terribile madre. Costui le parla, e le fa leggere una Fiaba di un Piccolo Principe, Re di un piccolo asteroide, e di una Rosa e di come, essendo solo, abbia voluto viaggiare… Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry, noto come Antoine de S.E., è una delle più note, affascinanti e non facilmente etichettabili figure di intellettuali e scrittori francesi dei primi 40 del 900.

Nato nel 1900 morì nel 1944 nel corso di una missione di ricognizione per l’Aeronautica Militare francese alleata (non pétainista) sul Tirreno in un incidente di volo, che rimase misterioso per tutti questi anni: si parlò anche di suicidio. Attualmente, grazie alle dichiarazioni di un pilota, allora della Luftwaffe, si è stabilmente ipotizzato che sia morto nel corso di un attacco aereo, rimasto ignoto, perché avendo saputo chi era, il pilota ne ebbe vergogna e non ne parlò. Ma siamo ancora nel regno delle ipotesi.

“Il Piccolo Principe” fu pubblicato per la prima volta in USA e in inglese nel 43, in piena guerra: ma lo scrittore lionnese era già noto nell’ambiente per una serie di specifici brevetti tecnici sull’aereo: ma soprattutto per una serie di libri di narrativa sul mondo dell’aviazione. Alcuni , come “Volo di notte” (1931) e “Terra degli uomini” (1939), erano già stati tradotti e molto apprezzati anche in Italia. “Il Piccolo Principe”, da noi fu edito da Bompiani: ha avuto e sta avendo un lungo, duraturo, instancabile successo. E’ un testo, che si presenta nelle forme di una lirica, benché in prosa, elusiva, misteriosa favola per bambini, senza tempo e dimensione spaziale; sospesa in regno di fantasia e di complessità metaforiche.

“Non si vede che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (cap XXI), è una delle sue più famose e sintetiche frasi delle sue tematiche. Ma è affascinante anche per lettori scafati: uno dei libri più tradotti e letti al mondo. Ha avuto numerose trasposizioni cinematografiche. Una prettamente hollywoodiana (di Stanley Donen, USA-UK, 1974), di un certo impegno produttivo; ma che, in un certo senso, “diceva troppo” e troppo chiaramente, quasi snaturando e violentando la sottile trama stilistica e immaginaria della qualità onirico-reale della pagina. Ma già nel 44 il mitico Orson Welles ne elaborò una sceneggiatura. Ho tracciato queste righe di introduzione, per meglio indicare la complessità dello stato dell’arte che si presentava al regista Mark Osborne, statunitense, quindi lontano dall’immaginario europeo e francese, e di Saint-Exupéry in particolare, quando gli fu offerta la direzione del film (FRA, 15), proprio da un gruppo di produttori francesi.

Dopo una naturale e iniziale titubanza, ha accettato. E cosa ha fatto? Ebbene, ha genialmente “rovesciato il tavolo”. Invece di impegolarsi in una ulteriore, incerta e trita “hollywoodianizzazione”, peraltro già e infelicemente combinata, dell’apparentemente esile testo, ha preso spunto da un film, “Il ladro di orchidee” (USA, 02), del regista di culto Spike Jonze ( e dei suoi sceneggiatori, i fratelli Charlie e Donald Kaufman), film premiato ma di non grande successo, ma che si avvia a diventare, sotterraneamente, un classico. In quel film due storie, una delle quali un mistery, si muovevano in parallelo, come in una doppia spirale, per poi finalmente ricongiungersi. Osborne, che ha al suo attivo “Kung fu Panda” (USA, 08), ha “incastonato” la storia del “piccolo principe” all’interno della vicenda della deliziosa ragazzina che incontra l’aviatore. Come se fosse una “narrazione all’interno di un’altra”: una metanarrazione. Ma succede che il piccolo principe e i suoi personaggi siano “usciti”, perché rapiti e portati via da quell’interno originale: e la bambina deve farveli “ritornare”. Allora che abbiamo, rispetto alla sostanza drammaturgica del testo letterario di partenza? Che i motivi tematici, e soprattutto quelli, vengono esaltati, commentati e sviluppati dai personaggi(diciamo) bis; ma in una cornice di mossa narrazione e senza fare la minima violenza sui personaggi stessi. Del resto i contesti narrativi sono ben differenziati: le vicende direttamente del “piccolo Principe” (fonte letteraria) sono illustrate con un gradevole, pastellato, delicato stop motion, il cartone tradizionale; quelle della cornice in computer grafica (CGI). Questo dà all’insieme un aspetto di assoluta vivacità e originalità. Mantiene intatta la sostanza poetica: ma ne dà un generalizzazione figurativa metaforica che ne tende fino al diapason la sostanza tematica.

https://www.youtube.com/watch?v=pkj1QysO4Uc

Ivan Scalfarotto: “Il testo resti così com’è, chi chiede modifiche vuole affossare tutto”

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Il sottosegretario alle Riforme, sostenitore della legge Cirinnà: “Non si espelle nessuno, ma il Pd ha scelto una linea che è quella della uguaglianza tra i cittadini”.

ROMA. Secondo Ivan Scalfarotto parlare di nuove modifiche alla legge sulle unioni civili significa metterla in pericolo. “Chi lo sta facendo lo sa”, dice il sottosegretario alle Riforme. E aggiunge: “Sull’adozione del figlio del partner si è costruita una polemica ad arte: stiamo lottando per dare diritti ai bambini e doveri ai genitori”.

Perché il Pd non è unito su questa battaglia?
“Nel Pd c’è una dialettica molto ampia, com’è stato per tutte le grandi riforme. Non si espelle nessuno, ma il partito ha assunto una linea che è quella dell’uguaglianza tra i cittadini”.

Si parla di profili di incostituzionalità per le troppe somiglianze col matrimonio. Servono modifiche?
“No. La Corte Costituzionale ci ha chiesto due cose: di utilizzare un istituto diverso da quello del matrimonio, cosa che è stata fatta, e di garantire omogeneità di trattamento tra coppie gay e coppie etero. Un’omogeneità su cui la stessa Consulta vigilerà con il controllo di ragionevolezza, sanando eventuali discriminazioni”.

Eppure all’interno del suo partito c’è chi lavora a più di un cambiamento. Come mai?
“Non me lo spiego. Questa è una legge molto prudente e moderata che non ci pone all’avanguardia, ma nelle retrovie dell’Occidente. Il frutto di una faticosa mediazione che non si può rimettere in gioco”.

Teme che venga annacquata?
“Credo che resterà così com’è. Il governo ha detto che non presenterà nessun emendamento. Eventuali modifiche rischierebbero di far perdere voti da un lato senza farne guadagnare dall’altro”.

Chi lavora alla mediazione con i cattolici dice di voler compattare il più possibile il Pd, non è così?
“Anche se queste modifiche riuscissero a tenere dentro tutti, da Stefano Lepri a Sergio Lo Giudice, non garantirebbero il voto dei 5 stelle, dei loro fuoriusciti, di Sel”.

Dà per scontato che la maggioranza non basti?
“Parlamentari dell’Ncd come Maurizio Sacconi hanno detto che non la votano in nessun caso”.

Ed è invece certo dell’appoggio dei 5 stelle?
“Se anche pensassero di fare scherzi col voto segreto, i numeri li stanerebbero. Sappiamo che il fronte critico nel Pd è di 30 senatori: se i voti mancanti fossero molti di più sapremmo chi è stato”.

C’è il rischio che la stepchild adoption venga affossata dal voto segreto?
“Io penso che passerà. Molti tribunali stanno riconoscendo la stepchild alle coppie gay. Non intervenire su questo sarebbe un fallimento della politica. Stiamo pensando ai diritti dei bambini riconoscendo doveri ai loro genitori”.

Se il premier vuole il ddl così com’è perché affidarsi alla “coscienza” del Parlamento?
“Non è una questione di coscienza, ma questo punto non fa parte degli accordi di governo. Chi deve avere una posizione unitaria qui è il Pd. E al riguardo mi stupisce quel che dice Vannino Chiti: pensavo che l’uguaglianza fosse un patrimonio della sinistra, tanto più di chi accusa il Pd di non esserlo abbastanza”.

Perché i distinguo arrivano ora?
“Perché mai come adesso si è capito che siamo vicini all’obiettivo”

Crede che si miri a far saltare tutto?
“Chi chiede modifiche sa bene che su un testo diverso da questo non è detto che si arrivi a una conclusione. Com’è accaduto con la legge sull’omofobia: a forza di annacquarla, non l’ha voluta più nessuno”.

La riforma della Pa sul tavolo del Cdm: scure su “furbetti” e partecipate

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Il governo si riunisce in serata. Prendono corpo i decreti attuativi della riforma Madia. Riorganizzazione dei servizi pubblici locali, con la creazione dei ‘distretti’. La Forestale entra nei Carabinieri, in 7mila cambiano casacca. Archivi pubblici aperti ai cittadini, arriva il Pin unico digitale

MILANO – Il Consiglio dei Ministri, convocato in serata, si prepara ad affrontare i nodi caldi della riforma della Pubblica amministrazione, della quale si attendono undici decreti attuativi, che vanno dai licenziamenti lampo al taglio delle partecipate. E’ uno dei temi sul tavolo, per quanto vasto, insieme ad altri argomenti caldi, a partire dalla probabile nomina di Carlo Calenda come ambasciatore presso l’Ue. Per altro, la tranche di decreti di riforma della Pa non completa tutto il pacchetto-Madia, dei quali si attende nei prossimi mesi il testo sui poteri del premier o sull’ufficio unico di territorio, per finire poi con il testo unico sul pubblico impiego. Nel menu, anche il taglio delle Camere di Commercio.

Ecco allora le principali attese, alla vigilia, passibili – come accaduto recentemente – di aggiustamenti.

– FURBETTI VIA ENTRO 48 ORE, RESPONSABILITA’ PER DIRIGENTI. Il dipendente pubblico che viene colto in flagranza a falsificare la sua presenza in servizio,  come chi striscia il badge e poi esce, verrà punto entro 48 ore con la sospensione dall’incarico e dalla retribuzione. Se l’illecito non verrà denunciato il dirigente rischia pesanti sanzioni, fino al licenziamento (oggi al massimo c’è la sospensione). Tornando ai ‘furbetti’ il decreto prevede un’iter accelerato per l’espulsione: entro un mese il procedimento per il licenziamento dovrà chiudersi (ora può durare anche 120 giorni).

– SCURE SU PARTECIPATE, NUOVO ORGANO VIGILERA’ SU TAGLI. Le amministrazioni devono fare una ricognizione delle partecipazioni e, passato un anno e mezzo, devono eliminare quelle non strettamente necessarie o con più amministratori che dipendenti (la regola generale è quella dell’amministratore unico, laddove ci sia un cda non potrà essere composto da più di 5 membri). E ancora, si dovrà fare piazza pulita delle imprese con fatturato sotto il milione. La prima tornata di tagli dovrebbe portare alla chiusura di 2-3mila ‘scatole vuote’. Arriva anche una disciplina completa sulla crisi d’impresa. A vigilare sui tagli sarà posto un Organo ad hoc.

– STRETTA SU MANAGER, MOBILITA’ PER DIPENDENTI. Il testo unico sulle partecipate rinvia a un decreto ministeriale per fissare i nuovi massimi nelle retribuzioni dei dirigenti, escludendo comunque, a priori, buone uscite e premi in presenza di risultati economici negativi. Non solo, nelle società partecipate da enti locali potrebbe addirittura essere possibile la revoca. Regole più rigide anche per le nomine dei dirigenti delle Asl, con una riduzione del potere delle Regioni. Quanto ai dipendenti delle partecipate, se la scure dovesse comportare esuberi è prevista la stampella della mobilità.

– SERVIZI PUBBLICI LOCALI, ARRIVANO I DISTRETTI. Un altro decreto disciplinerà la fusione delle spa locali che si occupano di servizi pubblici, dall’acqua ai rifiuti. Si prevede l’aggregazione, incentivata, su base territoriale,con la creazione di ‘distretti’. A disegnare gli ‘hub’ saranno le Regioni e se non provvederanno sarà il Cdm a intervenire. Giro di vite sul regime delle esclusive. D’altra parte l’obiettivo del Governo è passare da 8 mila a mille società pubbliche.

– ADDIO FORESTALE, IN 7 MILA PASSANO A CARABINIERI. Il Corpo forestale dello Stato verrà assorbito nell’Arma dei carabinieri. Il passaggio riguarda funzioni e personale, ad eccezione delle competenze anti-incendio, da attribuire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Si darebbe così vita a una nuova organizzazione, all’interno dei carabinieri. I forestali chiamati al passaggio sono circa 7mila, con piccoli contingenti riservati ai Vigili del fuoco, alla Polizia e alla Guardia di finanza. Ci vorrà potrà anche fare richiesta passare alla Pubblica Amministrazione in senso lato.

– RIORDINO FUNZIONI POLIZIA. 112 NUMERO UNICO EMERGENZE.All’ultimo nel decreto sulla forestale è stata inserita anche la razionalizzazione delle funzioni di tutte le forze di polizia, con l’assegnazione a ciascuna di aree di specializzazione. Anche dal punto di vista territoriale, c’è una divisione delle competenze: per cui la polizia vigilerà sulle grandi aree mentre ai carabinieri è affidato il resto del territorio. Un articolo è poi riservato al numero unico per le emergenze, il 112. Il pacchetto Madia include un decreto sul riordino delle autorità portuali (scenderanno da 24 a 15).

– SBLOCCA-BUROCRAZIA, TEMPI DIMEZZATI PER GRANDI OPERE.Arriva il restyling della Conferenza dei servizi: le riunioni diventano telematiche, scatta il silenzio-assenso, massimo 60 giorni per le decisioni, ci sarà un rappresentante unico per ogni livello di governo. Contro la burocrazia c’è anche il regolamento che taglia i tempi delle procedure amministrative: 50% in meno per opere pubbliche, insediamenti produttivi e attività imprenditoriali rilevanti. Il dimezzamento diverse pratiche che oggi hanno termini fissati tra i 30 e i 180 Giorni (si dovrebbe passare a 15-90). In rampa di lancio anche la riforma delle camere di commercio, che vengono ridotte a 60 dalle attuali 105.

– CITTADINANZA DIGITALE, LANCIO PIN UNICO. Ogni cittadino avrà il proprio ‘domicilio digitale’, ovvero un recapito elettronico, come la mail. E’ una delle principali novità del nuovo Codice dell’amministrazione digitale. Tra i punti salienti il rafforzamento del ricorso ai pagamenti elettronici (si potranno anche usare le prepagate telefoniche) e il lancio del Pin unico, ovvero dell’identità digitale. C’è poi il potenziamento dei sistemi di sicurezza sul digitale.

– TRASPARENZA, AL VIA ‘FREEDOM OF INFORMATION ACT’ ITALIANO.Internet avrà un ruolo anche nel decreto che riscrive il provvedimento Severino sulla trasparenza. Ecco che sui siti istituzionali le amministrazioni, a seconda del loro core-business, dovranno pubblicare il tempo medio di attesa delle prestazioni sanitarie o i debiti accumulati. Ci sarà una semplificazione degli oneri burocratici, ad esempio il piano anticorruzione sarà più snello. Soprattutto sarà ‘liberalizzato’ il diritto di accesso agli archivi pubblici (il Freedom of information act), con il cittadino che avrà diritto a ricevere i dati richiesti senza obbligo di motivazione entro 30 giorni, altrimenti per l’amministrazione scattano le sanzioni dell’Anac.

 

Luciano di Lamezia fischia al ‘Via del Mare’ Lecce-Juve Stabia

Per la seconda giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà domenica 24 alle ore 17 e 30 allo stadio comunale “Via del Mare” di Lecce è stato designato Giovanni LUCIANO della sezione di Lamezia Terme a dirigere il match tra Lecce e Juve Stabia.

Luciano, nato a Lamezia Terme in provincia di Catanzaro il 30 settembre 1985, è al suo terzo campionato in Lega Pro, negli anni precedenti non ha mai diretto una gara delle vespe, ma vanta un precedente nella corrente stagione sempre fuori casa e sempre con una squadra pugliese, ovvero alla sesta giornata d’andata, era l’11 ottobre 2015 al “Tursi” di Martina Franca la gara terminò con la vittoria dei pugliesi per due a zero (con conseguente esonero di mister Ciullo) con le reti di Baclet e Cristea.

L’assistente numero uno sarà: Valerio VECCHI della sezione di Lamezia Terme;

l’assistente numero due Luigi LANOTTE della sezione di Barletta.

Giovanni MATRONE