In campionato 24 gare su 24: cinque azzurri non sanno cosa sia il turn over e rappresentano i veri e propri pilastri di Maurizio Sarri. Sono Pepe Reina, Raul Albiol, Marek Hamsik, José Callejon e Gonzalo Higuain. Il Corriere dello Sport scrive: “c’è chi ha poteri forti, un fisico bestiale, uomini che sembrano non deambulino mai sull’orlo di una crisi di nervi (fisica, mica psicologica), gente come Reina e come Albiol che tante ne ha viste (e ne ha vinte) ed altrettante vuole scoprirne”, “Hamsik è diventato altro, s’è preso il Napoli, se l’è tenuto in spalla – per ciò che deve – ed ha rovistato quasi nell’intero campionato sin qui giocato“, su Callejon “ventiquattro su ventiquattro, restando a zonzo per i campi, ora a destra e ora in mezzo e ora a sinistra, ed «appena» («appena») 1753 minuti, però vissuti ad altissima velocità“, su Higuain “ha dovuto rinunciare soltanto a 150 minuti: è la bulimia degli attaccanti, dei bomber, di chi avverte che è in corso una magìa, un incantesimo e non vorrebbe spezzarlo mai, fosse anche un istante soltanto“.
Scontro fra treni in Baviera: otto morti, più di 100 feriti
L’incidente a 40 chilometri da Monaco. Più di cento i feriti. Molti vagoni sono usciti fuori dai binari e si sono capovolti
BERLINO – Scontro tra due treni in Baviera. Secondo le prime informazioni, ci sono diversi morti: probabilmente otto. Un centinaio di persone sarebbe rimasto ferito. Lo riferiscono i media locali, citando la polizia. L’incidente è avvenuto all’altezza di Bad Aibling, sulla linea tra Rosenheim e Holzkirchen, circa 60 chilometri a sud-est di Monaco.
Alcuni vagoni di uno dei due treni sono finiti fuori dai binari e, secondo alcuni media locali, sono finiti in un depuratore. L’incidente ha avuto conseguenze anche su alcune auto che si sono rovesciate e la situazione è ancora molto confusa. Elicotteri e ambulanze sono sul posto.
Tutti i collegamenti ferroviari della zona sono bloccati.
“Al momento stiamo parlando di circa 100 persone ferite, un certo numero in modo grave, e di numerosi morti”, ha confermato il portavoce della polizia Martin Winkler. L’emittente Br24, che conferma il bilancio, riferisce di almeno 10 persone in gravi condizioni.
Piazza Affari tenta il rimbalzo ma lo spread Btp/Bund sale a 150 punti
I mercati asiatici soffrono e il Nikkei crolla a -5,40%, soffrono tutti i titoli bancari
Avvio di seduta positivo per la Borsa di Milano. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib segna un rialzo dello 0,56% a 16.535 punti. In luce Bper (+1,46%) e Bpm (+1,92%), scivola Ferrari (-1,89%) mentre non fa prezzo Fca (-0,93% teorico). In territorio positivo anche le altre Borse europee ma con progressi modesti.
Spread apre ancora in rialzo – Lo spread tra Btp e Bund apre ancora in rialzo superando i 150 punti (154,2) portandosi sui livelli dell’estate 2015 con un rendimento all’1,74%. Il differenziale tra i Bonos spagnoli e il decennale tedesco si porta oltre 160 punti (161) con un tasso all’1,8%. Ieri lo spread aveva chiuso a 146 punti dopo un’apertura a 123.
Tokyo crolla a -5,40% – Mercati asiatici in caduta sulla scia dei nuovi timori sull’andamento dell’economia globale che provocano un’ondata di vendite dei titoli bancari. L’indice giapponese Nikkei chiude a -5,40% a 16.085 punti. Sono in discesa le Borse anche nelle Filippine, in Indonesia, Thailandia e Nuova Zelanda. Le Borse cinesi sono chiuse per la festa del nuovo anno lunare.
Wall Street: chiude in rosso ma in recupero – Alla fine in un tentativo di rally da parte dei titoli energetici, Wall Street è riuscita a recuperare un po’ di terreno, pur terminando la seduta in rosso dopo una giornata di forti cali. Il Dow Jones – che nel corso della seduta era arrivato a perdere fino a 401 punti – ha chiuso in ribasso di 177,92 punti, a -1,10% a quota 16027,05. Questo dopo una giornata molto difficile per Wall Street, una delle peggiori dal crollo di gennaio, a causa di tre motivi fondamentali: da un parte hanno pesato i timori sull’economia globale.
Un altro elemento che ha pesato sul cattivo andamento di Wall Street è stato il petrolio, che ieri ha chiuso in forte calo, a -3,9%, la performance peggiore dallo scorso 21 gennaio. Il terzo elemento di instabilità sono le attese del mercato per la testimonianza del numero uno della Fed Janet Yellen davanti al Congresso prevista per mercoledì e giovedì. Ma soprattutto si valuta anche la possibilità che la banca centrale americana alzi i tassi di interesse, dopo la storica decisione di dicembre.
tgcom24
Se i greci tirano la cinghia i nordici cercano sole e arte STEFANO STEFANINI*
Nell’epoca di Ryanair, dei villaggi turistici tropicali e delle frontiere aperte di Schengen, più della metà degli italiani non mette piede fuori dal Bel Paese. Con un Canale da traversare e con documenti da esibire, quasi tre quarti dei britannici si affacciano regolarmente fuori dalle loro isole.
Solo evasione dalla pioggia e dalle nebbie?
Schengen è importante, e non soltanto per quanto costerebbe rinunciarvi in rallentamento di crescita e perdita di competitività. È, come l’euro, una prova tangibile che l’Europa c’è, a beneficio dei cittadini. Scopriamo però forti discrepanze nazionali nell’approfittarne. Con un colpo di spugna il Trattato ha cancellato le frontiere fisiche non quelle psicologiche e sociali, radicate nella vita di ogni giorno e nei comportamenti della gente comune.
Cosa dicono queste cifre? Molte cose ovvie. I nordici (da sempre) viaggiano alla ricerca del sole. Ai lussemburghesi basta distrarsi per qualche decina di chilometri per ritrovarsi all’estero; sloveni, belgi, olandesi non stanno molto diversamente. Viaggiare costa. Con la consolazione di mare e isole in abbondanza, i greci hanno tirato drammaticamente la cinghia; portoghesi e spagnoli non molto meno. In Europa orientale il turismo all’estero è ancora un lusso che poco più di un terzo della popolazione può permettersi.
Clima, geografia, reddito spiegano molto. Non tutto. Il 90% degli olandesi, norvegesi, svedesi, danesi, l’80% dei tedeschi e il 70% dei britannici rivelano anche una propensione al viaggio e alla scoperta che evidentemente altri paesi non avvertono. Vi confluiscono abitudini, culture, inconsci ricordi coloniali. Gli italiani sono più attaccati al bel suol natio, spiegano «viviamo nel Paese più bello del mondo» (non a lungo se non lo conserviamo tale…). I francesi, non certo di meno quanto a vanto nazionale, sono a metà strada (con una Francia oltremare che non conta come estero Polinesia e Martinica).
Queste statistiche non colgono il fenomeno di chi, per affari, studio e lavoro, viaggia frequentemente: imprenditori, italiani in testa pronti a saltare in aereo dovunque si presentino opportunità, dal Pakistan al Paraguay; la generazione Erasmus; i giornalisti come quelli che scrivono su queste colonne, i militari in missione, i politici, i diplomatici, gli artisti, gli scienziati. Ma sono (siamo) una minoranza. Le medie nazionali di giorni all’estero (8,4 per l’Italia) sono rivelatrici.
Minoranza numerosa ma sempre elitaria. Mancano qui dei dati, ma si può osservare una certa uniformità nella somma fra chi non viaggia mai e chi viaggia solo una volta all’anno: il numero di chi viaggia almeno due volte all’anno si aggira per tutti i paesi, certo per i quattro maggiori (Francia, Germania, Italia, UK), intorno al 70%.
I comportamenti sono dunque significativamente più uniformi in queste minoranze che nelle intere popolazioni nazionali. E segnano la direzione di marcia, guardando alla generazione di Erasmus e dei social media. Il pericolo è però di sottovalutare le diversità che permangono nel restante 30% dei cittadini e di sottoporli ad un prematuro rullo compressore di uniformità regolamentari. Non meravigliamoci se rispondono con l’anti-europeismo.
L’Europa contemporanea è fatta di differenze nazionali e culturali che vanno rispettate. Come dimostrano queste cifre, i comportamenti non si unificano, se non nelle medie statistiche.
Ecco come Sarri ha festeggiato il successo contro il Carpi
Come riferisce La Gazzetta dello Sport, Maurizio Sarri ha festeggiato con una abbondante cena la vittoria contro il Carpi. L’allenatore azzurro è uno che non mangia mai prima delle partite. Sarri ha passato un normale lunedì di lavoro nonostante la squadra non avesse allenamento. Ieri ha visto e rivisto tutte le partite della Juve, soprattuttoquello allo Stadium. Il tecnico non vuole lasciare nulla al caso. Mercoledì è prevista una doppia seduta d’allenamento.
Altro che divieto, i tifosi del Napoli saranno allo Juventus Stadium
La Repubblica scrive: “Questa è una partita speciale e non tutti i napoletani si sono arresi. Gli infiltrati (difficile quantificarli) non sono ultrà. I più sono residenti al nord, con parenti e amici (in prelazione ogni possessore delle card bianconere poteva comprare 4 tagliandi) disposti a dare asilo ai “nemici”. Altri si sono spinti oltre, arrivando in tempi non sospetti a sottoscrivere la tessera del tifoso della Juve. “Mi sono dato un pizzico sulla stomaco, però ne vale la pena”, si vantava ieri un anonimo, sui social. Su internet c’è però anche chi specula: offrendo a prezzi maggiorati i biglietti”
Attacco, difesa e ambiente: come arrivano Juventus e Napoli alla partita scudetto
Meno sei, poi si scenderà in campo e ogni statistica andrà in fumo. Intanto, però, ci affidiamo proprio ai numeri per comparare Juventus e Napoli: due compagini estremamente diverse, nella mentalità e gioco, che si vedranno l’uno contro l’altro, sabato, mentre Carlo Conti presenterà il suo nuovo Sanremo. Uno scontro nello scontro, tra chi vorrà vedersi il big match e chi la finale del festival. Ma questa è tutta una altra storia. Attacco, difesa e ambiente: ecco come arrivano Juve e Napoli alla partita scudetto.
L’ATTACCO- Il miglior attacco contro il secondo. Higuain, 24 gol in 24 partite, vs Paulo Dybala, a 13 gol, ma dal talento infinito. 53 gol, quelli azzurri; 45, quelli bianconeri. Eccezionali. Per entrambi i club. Con gli azzurri a 9 reti più in là, ma con un Pipita in stato di grazia, in grado di segnare e far vincere le partite da solo. Dicono, generalmente, che a vincere lo scudetto sia la miglior difesa, accaduto 23 volte, ma succede, quasi sempre, che a trionfare, in realtà, sia il miglior attacco(24 volte). Un messaggio chiaro ai partenopei, ma anche ai bianconeri che possono contare su un pacchetto offensivo di tutto rispetto, con Dybala, Zaza, Morata e Manduzkic, al momento out per infortunio.
LA DIFESA- Quella della Juventus non ha rivali: su 32 partite sono stati solamente 15 i gol subiti. Merito di uomini che si conoscono alla perfezioni e di un portiere, ancora il miglior al mondo, che non ha intenzione di abbassare la saracinesca. A tre o a 4 non importa: Allegri ha educato i propri ragazzi a scendere in campo in ogni modo e per ogni evenienza. Non spaventa quindi l’assenza di Chiellini. Dall’altra parte, il Napoli che, con l’inserimento di Pepe Reina, Hysaj, Chiriches e la rinascita di Albiol e Koulibaly, ha ripreso fiducia e consapevolezza dei propri mezzi. Sono solo 19, infatti, le reti subite dal portierone azzurro. Non male per una squadra che, soltanto l’anno scorso, ne ha subite 73.
FATTORI AMBIENTALI- Sarà un clima disteso, quello dello Stadium, almeno per i tifosi bianconeri, abituati a vincere e consapevoli che questa è solo una partita. Faranno sentire, però, la loro voce, come consuetudine, per spingere la loro squadra fino alla fine. Diversa sarà la vigilia per i tifosi azzurri, ad un passo dalla storia. Lo scudetto è lì, che si vede, allora questa partita non è come tutte le altre. Non ci saranno a Torino, ma si faranno comunque sentire, aspettando la squadra al ritorno e facendo gruppi di ascolti davvero consistenti.
Buona la prima dell’ “Amleto di Shakespeare”, il principe del dubbio
La prima dell’ “Amleto di Shakespeare”, opera messa in scena questa sera al Sociale di Brescia da Ninni Bruschetta, si è conclusa con un buon successo di pubblico che ha omaggiato, con un lungo applauso, la notevole prova recitativa di Angelo Campolo (e di tutta la compagnia) che, nel ruolo di Amleto, il principe del dubbio, riesce a far partecipe il pubblico del suo intimo dolore e sgomento per la perdita del padre acuita dal disgusto verso la madre che, a pochi mesi dalla sua morte, ne sposa il fratello.
Una scenografia minimale fa da cornice a tutta l’opera permeata dal dinamismo di Angelo Campolo che ben riesce a dar corpo e anima alla figura di Amleto rendendocelo come se fosse un principe strafottente e, nel contempo, dolorosamente romantico che decide di essere folle pur essendo sempre padrone della propria follia.
Con Angelo Campolo (Amleto), si presentano ed alternano sulla scena Antonio Alveario (Polonio), Celeste Gugliandolo (Ofelia), Maria Sole Mansutti (Gertrude), Emmanuele Aita (Claudio), Giovanni Boncoddo (il fantasma), Maurizio Puglisi (il becchino), Lelio Naccari (Valtemand – Fortebraccio), Simone Corso (Marcello), Francesco Natoli (Orazio), Dario Delfino (Rosencranzt), Diego Delfino (Guildestern), Fabrizia Salibra (attrice regina), Luca D’Arrigo ( 1° attore prete), Stefano Cutrupi (Bernardo), Ivan Bertolani (Laerte), Michele Falica (Francisco – Osric) e con Riccardo Organti e tutti contribuiscono al continuo sfaldarsi della scena che subito si ricompone nell’ordito della notevole trascrizione scenica voluta da Bruschetta che, per scelta, ha voluto portare sul palco una lettura fedele dell’opera di Shakespeare senza perdere d’occhio la necessità di renderlo leggibile al pubblico d’oggi, pubblico che, a quanto abbiamo potuto constatare questa sera al Teatro Sociale, era tanto numeroso da riempire il Teatro in ogni ordine con anche una notevole presenza di giovani, e tutti hanno mostrato, con un interminabile applauso che ha richiamato al proscenio la compagnia per ben tre volte, di aver gradito la rappresentazione.
Domani sera si replica, sempre con inizio alle 20.30, e siamo certi che sarà replicato anche il successo di questa piacevole ed interessante serata.
Cristina Adriana Botis
Sportitalia- Giuntoli lavora per Emanuel Mammana: le ultime
Il calciomercato è ufficialmente finito: Cristiano Giuntoli, però, pare non essere d’accordo. Il direttore sporitivo, infatti, starebbe ancora super attivo, tra Italia e Sudamerica, in ricerca di nuovi campioni di aggiungere alla rosa, già ricca di grandi nomi. Secondo Sportitalia, infatti, gli azzurri sarebbero seguendo attentamente Emanuel Mammana, difensore del River Plate, che tanto piace anche a Fiorentina e Milan. Con i viola che, tuttavia, avrebbero mollato un po’ la presa visto l’oneroso cartellino. Sarebbero, infatti, 9 i milioni di euro necessari per portare a casa il ragazzo.
Inter, Eder è sicuro: “Ci siamo anche noi per lo scudetto, Juve e Napoli avranno difficoltà”
C’è anche l’Inter nella lotta per lo scudetto. Eder, neo attaccante neroazzurro, ne è sicuro: “Juventus e Napoli sono scappate e il distacco ora è di tanti punti, ma come loro hanno passato momenti difficili all’inizio mentre l’Inter volava adesso sta accadendo a noi e chissà che non possa ricapitare anche a loro. Quando ci sono così tanti punti disponibili bisogna crederci sempre. Dobbiamo allenarci bene e così il risultato arriva“.
Il Napoli di Sarri è nella storia, superato il record di Bianchi. (Pasquale Ammora)
Di sicuro ieri contro il Carpi non è andato di scena il miglior Napoli della stagione, la squadra non ha concesso nulla eppure non ha avuto la solita precisione in fase offensiva, complice l’ atteggiamento tattico degli avversari e alcune clamorose sviste arbitrali. Un partita statica che si sblocca solo al 69’ del secondo tempo quando Gonzalo Higuain trasforma un calcio di rigore per un abbraccio in area di rigore ai danni di Koulibaly.
Tanto basta per portare a casa i tre punti e centrare l’ottava vittoria consecutiva in campionato, record assoluto nella storia del club. Con lo splendido filotto Sarri si è tolto la soddisfazione di superare la striscia vincente di un certo Ottavio Bianchi, l’ allenatore che portò il primo Scudetto a Napoli.
Una cavalcata straordinaria degli azzurri che dopo lo 0-0 contro la Roma in campionato hanno solo vinto. Dopo aver chiuso il 2015 con il sonoro 3-1 all’ Atalanta, il Napoli ha cominciato alla grande il 2016 battendo nell’ ordine Torino, Frosinone, Sassuolo, Sampdoria, Empoli ,Lazio e Carpi impostando il suo gioco straordinario in casa e in trasferta.
Un rendimento che risulta ancora più incredibile se si considerano i numeri spaventosi, primo fra tutti il dato relativo ai gol realizzati: 25 solo nelle ultime otto uscite. Sarri può essere soddisfato anche del reparto difensivo che col passare del tempo acquisisce sempre più compattezza, la porta di Reina è rimasta inviolata nelle ultime due partite.
Il Napoli della stagione 1987/88 invece riuscì a battere,tra gennaio e febbraio, in ordine Fiorentina, Sampdoria, Cesena, Ascoli, Pisa, Avellino e Pescara per poi fermarsi contro la Roma di Liedholm, altri tempi e altro calcio.
CAMPIONATO BERRETTI, ISCHIA: ”SOLO UN PAREGGIO CONTRO L’AQUILA, CHE PECCATO”
Si allunga la serie positiva dell’Ischia ma nelle fila gialloblù serpeggia il rammarico perché c’erano buone possibilità di fare bottino pieno. Nelle prime battute l’Ischia si fa sorprendere dagli abruzzesi che finalizzano un’azione di rimessa, finalizzata da Faal. La risposta ischitana non si fa attendere. Belmonte riceve da Pistola, controlla e insacca a fil di palo. I ragazzi di Porta potrebbero ribaltare il risultato con D’Angelo ma il tiro a botta sicura viene respinto da un difensore. Poco dopo Agrillo, da posizione invitantissima, al volo sfiora il montante. Gli abruzzesi chiudono la prima frazione sulla difensiva, puntando esclusivamente al contropiede.Nel secondo tempo un fallo in area di Agrillo causa un calco di rigore che Pirrò trasforma, spiazzando D’Errico. Entra Borrelli che piazza un assist per D’Angelo: l’attaccante da sottomisura fa 2-2. L’Aquila colpisce una traversa con Pommelli. L’Ischia continua ad attaccare e a sua volta centra la trasversale con una bordata di Borrelli al volo da trenta metri. I gialloblù si fanno preferire. Al 35’ Di Bello serve Vincenzi che sciupa l’occasione per conquistare i tre punti. Termina con rammarico una gara che si poteva sicuramente vincere. Prossimo turno sabato al “Kennedy” contro il Teramo.
L’AQUILA-ISCHIA ISOLAVERDE 2-2
L’AQUILA: Funari, Cotturone, Sieno, Annesanti, Devonate Montel, Pommella, Nannini, Gubello, Faal, Pirrò, Ruggini. In panchina Lustrissimi, Di Crosta, Spatoloni, Pezzella, Fazzoli, Ciuffini, Donadio, Martinelli, Galeone. All. Laureti.
ISCHIA ISOLAVERDE: D’Errico, Petruccio (10’ s.t. Vorzillo), Pistola, De Palma, Todisco, Passariello (15’ s.t. Vincenzi), Di Bello G.M., Agrillo (5’ s.t. Borrelli), D’Angelo, Coppola, Belmonte. In panchina Cappa, Nocerino, Caracciolo, Gonzales. All. Porta.
ARBITRO: Di Giannantonio di Sulmona (ass. Rosso e Cortellessa di Sulmona).
MARCATORI: nel p.t. 2’ Faal, 20’ Belmonte; nel s.t. 2’ Pirrò(rig.), 7’ D’Angelo.
NOTE: ammoniti Pistola, Belmonte, Agrillo.
I risultati Girone C
- L’Aquila-Ischia Isolaverde 2-2
- Arezzo-Juve Stabia 3-0
- Lupa Castelli Romani-Paganese 1-1
- Pisa-Siena 2-1
- Salernitana-Teramo 2-4
- Pontedera-Tuttocuoio 4-2
- Lupa Roma-V.Lanciano 3-0
Ha riposto Avellino.
CLASSIFICA Gir. C:
- Arezzo 47;
- Tuttocuoio 35;
- Teramo 34;
- L’Aquila* 31;
- Lupa Roma 30;
- Paganese 28;
- Juve Stabia 27;
- Pisa 26;
- Ischia Isolaverde e R.Siena 23;
- Lupa Castelli Romani* 19;
- V.Lanciano* 17;
- Pontedera 14;
- Salernitana 12;
- Avellino 2.
(* una gara in meno)
F.C. Crotone: “Siamo tranquilli e sereni”. Ecco il comunicato stampa, dove si annunciano querele
Risveglio piuttosto turbolento in casa Crotone, dopo le notizie che erano state diffuse da alcuni giornali in mattinata, circa la richiesta presentata dalla Dda, al Tribunale di Catanzaro, inerenti il sequestro della squadra pitagorica, dal momento che la società calabrese, autentica rivelazione cadetta, rientrerebbe, sempre secondo queste fonti, nell’elenco dei beni sui quali l’antimafia calabrese vorrebbe apporre i sigilli.
Qualcuno, non ha perso tempo per strumentalizzare l’accaduto, ma ecco che è arrivata pronta e secca la risposta della società pitagorica, che, per bocca del suo addetto stampa da noi contattato telefonicamente, si è dichiarata “Assolutamente tranquilla e serena.”
Di seguito riportiamo il comunicato stampa comparso sul sito ufficiale della squadra rossoblù:
LE SENTENZE DANNO RAGIONE A RAFFAELE E GIOVANNI VRENNA, MA ALCUNI ARTICOLI INSISTONO NEL DIPINGERE TINTE FOSCHE.
In riferimento a tutti gli articoli di stampa apparsi negli ultimi giorni, il presidente Raffaele Vrenna e l’amministratore delegato Giovanni Vrenna intendono precisare:
“Con inaudita pervicacia è in atto un’aggressione mediatica che enfatizza, unilateralmente, un ricorso che la Procura ha interposto avverso un decreto del Tribunale di Crotone che si è occupato di una richiesta avanzata dalla Procura di Catanzaro, rigettandola. Ebbene gli estensori di alcuni articoli di stampa, oltre a dare al patrimonio dei fratelli Vrenna fantasiose quantificazioni (addirittura 800 milioni!?) o ad affermare falsamente che il Presidente del Crotone sarebbe stato arrestato (circostanze queste ultime che, poiché false, saranno oggetto di valutazione in sede giudiziaria, visto che verranno perseguiti in sede civile e penale gli astiosi sprovveduti che si sono lasciati trascinare dall’impeto colpevolista che li ha travolti), continuano ad enfatizzare il ricorso della Procura e nel contempo banalizzare il doppio controllo giurisdizionale (da parte del Presidente del Tribunale -prima- e del Tribunale -dopo-) che, sulla richiesta della Procura, si è risolto in termini postivi, nel senso che è stato riconosciuto (si ribadisce) giurisdizionalmente che i fratelli Vrenna sono stati (e sono tutt’ora) vittime di angherie e vessazioni delinquenziali mafiose e non già conniventi. Parimenti, sempre in sede giudiziaria, è stata riconosciuta la legittimità del patrimonio (di gran lunga inferiore a quello surrettiziamente rappresentato). Ed allora ci si chiede perché un ricorso di parte (Procura della Repubblica) deve essere utilizzato per gettare deliberatamente discredito a livello nazionale su imprese sane, infangando anche la squadra di calcio che ha finora dimostrato di avere le carte in regola per uno storico approdo nella massima serie. Senza voler fare voli pindarici e pensare a contorte e perverse macchinazioni, magari ipotizzando strumentali manipolazioni dettate da interessi specifici e mirati, non si può fare a meno di rimanere sbigottiti di fronte a prese di posizione giornalistiche che non appaiono propriamente libere e scevre da condizionamenti. Non deve sfuggire che il diritto di cronaca soggiace al limite della contingenza che comporta moderazione, misura e proporzione nelle modalità espressive. Non bisogna, quindi, mai trascendere in attacchi personali diretti a colpire la dignità e professionalità altrui. All’uopo ha rilievo non solo il contenuto dell’articolo, ma l’intero contesto espressivo in cui lo stesso si è inserito, compresi titoli e sottotitoli. Questi sono tutti degli elementi che rendono esplicito il significato di un articolo che può esser idoneo a fuorviare e suggestionare i lettori più frettolosi. Ecco perché la percezione visiva concorre quindi in maniera determinante ad attribuire un significato diffamatorio alla pubblicazione a mezzo stampa. E’ bene evidente, quindi, che la veste grafica ed i titoli utilizzati negli articoli di cui si discute sono fuorvianti. Ma di ciò si occuperanno il Giudice Penale e quello Civile già investiti dalle domande e denunce in tal senso avanzate dai fratelli Vrenna contro gli estensori, i Direttori e gli Editori delle testate giornalistiche interessati. Verrà nello stesso tempo avanzata una richiesta alla Procura della Repubblica, alla Procura Generale della Corte Di Appello, ed alla Procura Generale della Corte di Cassazione, al fine di verificare la legittimità di un utilizzo esterno di atti di parte che riguardano un procedimento in corso di trattazione”.
Raffaele e Giovanni Vrenna
Un comunicato stampa incisivo e che non lascia spazio ad ulteriori commenti. I meriti della squadra pitagorica, che sul campo sta dimostrando tutto il suo valore, sono sotto gli occhi di tutti. Se qualcuno vorrà battere la concorrenza dei calabresi, lo dovrà fare sul campo. Senza aspettarsi altro.
CHRISTIAN BARISANI
Simoni: “Juve-Napoli sarà una grande partita: fin qui si è giocato un campionato stupendo…”
Luigi Simoni ha parlato a Radio Gol: Ceccarini? “Persi la pazienza in quel caso, ma ormai è acqua passata. Oggi c’è maggiore regolarità nelle partite e non siamo più prigionieri di questi errori. La soggezione resta sempre, ma è normale. Non rovianiamo questo campionato. Il Napoli non sarà chiuso, ma si giocherà la gara anche a Torino. Una bella gara aperta, tutte e due vorranno vincere. Il Napoli è nel mio cuore e spero che possa farcela. E’ stato fin qui un campionato stupendo: la Juve ha fatto una gran rimonta, ma il Napoli gioca bene ed è continuo”.
Escalation di Femminicidi (Lo Piano – Santarossa)
La mattanza sulle donne ha ripreso la sua triste escalation, in questi ultimi giorni 1 tentato omicidio e 2 portati a compimento, per non parlare di una decina di delitti gia’ consumati nel mese di Gennaio.
Sanremo, Laura Pausini apre le danze: “Devo badare all’emozione, può giocare brutti scherzi”. ERNESTO ASSANTE*
Con l’ospite Pausini, reduce dai successi mondiali, parte domani la nuova edizione del festival. “È un palco difficile, in passato non ho cantato bene”.
SANREMO sta per tirare su il sipario: domani sera inizia la sessantaseiesima edizione del Festival. E sul palco dell’Ariston, dopo dieci anni di assenza, tornerà Laura Pausini. È per lei un periodo intenso, segnato dall’uscita, prima di Natale, dell’album Simili, dal successo negli Usa come conduttrice del talent show La banda e tra breve dall’inizio di un grande tour mondiale, che sarà in Italia a giugno, il 4 e il 5 allo Stadio San Siro di Milano, l’11 all’Olimpico di Roma (dove la Pausini avrà come “special guest” Biagio Antonacci) e il 18 all’Arena della Vittoria di Bari. Maprima c’è Sanremo.
Laura, ancora una volta si torna sul “luogo del delitto”: il Teatro Ariston…
«Lo so che può sembrare incredibile dopo tutto quello che ho fatto, ma Sanremo è ancora il palco che mi emoziona di più. Ancora oggi, quando passo in macchina da quelle parti e vedo il cartello con la scritta “Sanremo” mi batte il cuore più forte. Il Festival ha segnato il cambiamento più grande della mia vita, l’inizio di tutto con La solitudine. E l’emozione gioca brutti scherzi: sono andata due volte come ospite, una con la Carrà e una con Panariello, e non ho cantato bene. Quest’anno vado a festeggiare i 23 anni dalla prima volta, quella ragazzina lì la voglio salutare su quel palco e spero di poterlo fare in maniera speciale».
Di “speciale” c’è molto nel suo lavoro.
«Non riesco ad annoiarmi, perché ogni volta scopro qualcosa di nuovo. È sempre stato così: la musica è la mia prima passione e attraverso la musica ho scoperto libri, film, ma anche la televisione, o i social network, che amo seguire personalmente ».
È davvero lei che li segue?
«Si, mi dicono che dovrei farmi aiutare, che dovrei curare la parte marketing dei social, che per arrivare a un numero più grande di persone ci sono strategie che io ovviamente non conosco. Ma a me i social piacciono per il rapporto diretto con chi mi ascolta, mi piace sapere cosa pensa di me la gente, come mi vedono. Quindi lo faccio da me».
Com’è arrivata, invece, a fare la conduttrice televisiva?
«Il mondo della tv ho cominciato a prenderlo in considerazione a causa dei miei fan. Per tanti anni ho fatto le feste del mio fan club che erano una sorta di piccoli programmi televisivi in cui conducevo una specie di spettacolo, con premi, interviste con i ragazzi, anche con quelli che arrivavano dall’estero. Mi è piaciuto, serve anche quello a tenermi viva e a non rendere monotono il lavoro della musica, che non è monotona in sé, ma quello che c’è attorno, la promozione…».
E le interviste…
«Le interviste no, non sono tutte uguali, ci sono momenti in cui le domande ti costringono a ragionare su cose alle quali non hai pensato, o ti permettono di ascoltare punti di vista differenti. O di conoscere persone nuove».
Nel suo ultimo album ci sono canzoni che segnano un forte cambiamento nello stile…
«Si, soprattutto i pezzi scritti da Biagio Antonacci e da Giuliano Sangiorgi. Dopo Troppo tempo composta per me da Ivano Fossati molte cose sono cambiate. È stato lui a farmi capire che in quella canzone non dovevo modificare niente, non dovevo “adattarla” al mio stile».
Il cambiamento si rifletterà anche nel tour?
«Ho preparato due scalette diverse al computer, ma in entrambe la canzone di Giuliano, Sono solo nuvole, sarà uno dei punti focali. Quello chemi interessa è mettere insieme le mie due anime, quella matura e quella ragazzina, mettere in sintonia Beyoncé con Fossati. Non voglio un concerto che sia solo un “Best of”».
La sua crescita è anche sociale e politica. Si è spesa molto in favore delle unioni civili.
«Abbiamo un paese moderno che però fa fatica a trasformare in legge cose come questa. I nostri parlamentari dovrebbero rappresentare i cittadini e non le loro scelte sessuali, e tutti loro, seguendo la costituzione, dovrebbero rappresentare l’uguaglianza e la democrazia nel modo di vivere. E non è un fatto di moda, sono venti anni che ne parlo anche nei concerti. Credo che nessuno abbia spiegato bene di cosa stiamo parlando, non di religione, ma di diritti umani. E mi fa vergognare pensare che siano passate leggi certamente meno importanti di questa».
*larepubblica
ISCHIA, MORACCI: ”DEDICO QUESTO GOL A MIO PADRE CHE NON C’E PIU’”. (Simone Vicidomini)
ISCHIA. Una vera impresa dell’Ischia Isolaverde ,che ha sconfitto la corazzata Catania per 2-0, e torna alla vittoria dopo 97 giorni,l’ultima risale in quel di Andria sul risultato di 1-2. La squadra gialloblu ha dato prova di una grande prestazione in campo. Il migliore su tutti è stato il difensore Moracci. Giornata da incorniciare per lui,non solo guida la linea difensiva con ordine,ma realizza la rete del vantaggio con uno splendido calcio di punizione dalla lunga distanza che ha messo in discesa la partita. “La decisa la squadra. Tutti quanti la volevamo questa vittoria,perché c’è la meritavamo da tempo ed è arrivata. Il gol lì per lì non lo nemmeno visto,pensavo che il portiere l’avesse accompagnata fuori. Ci tenevo a dedicare questo gol a mio padre,che purtroppo è scomparso due anni fa. E il primo gol che realizzo da quando lui non c’è più”. Una vittoria meritata l’Ischia è scesa in campo con l’approccio giusto ,ha concesso davvero poco contro una squadra blasonata come il Catania. Una nota da evidenziare questa squadra nel secondo tempo non ha avuto lo stesso calo delle scorse partite,anzi ha mantenuto il campo trovando anche il gol del raddoppio. “Con l’arrivo di mister Di Costanzo e del prof. Argano il lavoro è cambiato. L’avevo fatto notare in passato,che c’èrano dei deficit. Non per colpa nostra,perché abbiamo sempre dato tutto in campo ma arrivati al 60’ eravamo stremati. Stiamo lavorando,la squadra ha gamba,riparte, è riusciamo a fare 70-80 minuti in campo ad un ottimo livello”. E’ un Ischia dalle due facce in difesa. Contro il Catania si è vista un ottima prestazione,difesa attenta e concentrata altre volte come a Martina Franca invece ci sono state delle piccole distrazioni. “Credo che siano dovuti agli episodi. La squadra anche a Martina ha fatto un’ottima partita. Il risultato contro il Catania è questo di non aver preso gol. Ripeto anche a Martina avevamo fatto un’ottima partita,però gli episodi sono quelli che ci hanno condannato un po’”. Un’Ischia che ha effettuato un ridimensionamento sul piano dei costi, in questa sessione di calciomercato. Sono andati via giocatori importanti,però sembra che mister Di Costanzo insieme al D.S Femiano sono stati bravi a costruire questa nuova Ischia,che non sembra a fatto essersi indebolita. “Quando si fanno tanti cambiamenti a gennaio,si può andare più su o più giù nel senso i può peggiorare o migliorare. La bravura è stata della società nel prendere mister Di Costanzo,che poi a sua volta ha preso giocatori che si sono integrati subito nel progetto come Gomes,Di Vicino,a breve avremo anche Blasi a disposizione. Sono tasselli che vanno a far parte del nostro progetto,di una squadra che da tutto in campo. Si può vincere o perdere,però quando dai una prova di carattere così è dura per gli altri avversari venire a vincere qui contro di noi,ma lo stesso vale in trasferta”.
Le foto di Paganese 4 – Juve Stabia 3
Guarda le foto realizzate dal nostro fotografo Emilio D’Averio, che ci racconta così la sconfitta della Juve Stabia con la Paganese.
Davanti a circa 500 spettatori presenti allo stadio “Marcello Torre” di Pagani,la Juve Stabia viene sconfitta dalla Paganese in una gara vietata ai deboli di cuore. Il risultato d 4-3 con le Vespe che falliscono due rigori nel secondo tempo e colpiscono un palo sono la fotocopia di quello che clamorosamente è successo in campo. Primo tempo regalato alla Paganese finito 4-1 per i padroni di casa, secondo tempo arrembante ma non sufficiente ad evitare la sconfitta. La classifica per la Juve Stabia ora diventa complicata con la zona Play Out distante soltanto un punto.
Oltre alle azioni del match abbiamo fotografato il pubblico sugli spalti, cerca la tua foto e richiedici l’originale per e-mail:redazione.sportiva@vivicentro.it
Il Pungiglione Stabiese: La Juve Stabia è sull’orlo del baratro!
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Sui cellulari e dispositivi mobili è possibile installare l’applicazione TUNEIN e cercare ViViRadioWEB
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“Il Pungiglione Stabiese” programma webradio condotto da Mario Vollono andrà in onda oggi 08 febbraio alle ore 20:15.
In studio ci saranno Gianluca Apicella (Magazine Pragma) e Mario Miccio (ViViCentro.)
Parleremo della pesante sconfitta della Juve Stabia a Pagani, pesante non per il punteggio ma per la classifica e per quello che è accaduto in campo.
Interverrà telefonicamente alla puntata il D.S. della Juve Stabia Pasquale Logiudice.
Avremo come ospite telefonico Gianni Di Meglio e Morris Molinari ex difensori centrali della Juve Stabia.
Parleremo del prossimo derby con la Casertana con la nostra collega e amica di GoldwebTV e Ottochannel Serena Li Calzi.
Chiuderemo la puntata come di conseutudine parlando del settore giovanile della Juve Stabia.
Ci collegheremo telefonicamente con Alberico Turi direttore responsabile delle giovanili della Juve Stabia.
Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.048.73.45 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.
Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.
“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!
Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.
Corbo: “Impreciso come i bontemponi nella sagra dell’uva…”
Antonio Corbo, editorialista di Repubblica, scrive sull’arbitro Doveri: “Verboso come sa essere un toscano di Volterra, impreciso come si immaginano i bontemponi laziali nella sagra dell’uva a Marino, quelli che sbagliano bevono e se ne infischiano. C’è un rigore su Callejon e fa cenno di continuare, segna un gol regolare ancora Callejon e lui guarda altrove, c’è un fallo e Doveri punisce Bianco, non Zaccardo che l’ha commesso, gli dicono che Bianco è già ammonito e lui persevera, lo espelle per doppio giallo, il Carpi subisce e mostra l’altra guancia, 10 contro 11, perché un arbitro così lo incontri una sola volta, due se sei proprio sfortunato, ma su Facebook conta 1693 “mi piace”, che voglia di conoscere i suoi 1693 ammiratori”.




