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Avellino, lite tra due operaie per questioni sentimentali. Scatta la denuncia per i danni all’automobile

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Un’operaia della provincia di Avellino è stata scoperta mentre danneggiava l’automobile di una sua collega, probabilmente per gelosie legate a faccende sentimentali.

Le due donne sembrerebbero contendersi lo stesso uomo, per cui già la volta precedente l’operaia del Fca di Pratola Serra, ha tentato di graffiare la vettura della sua rivale.

Questa volta però è stata presa in fragrante dai carabinieri proprio nel pazziale della fabbrica ed è stata denunciata.

FOTO ViViCentro – Il Tuttocuoio sbanca Budrio 0-2 e porta a casa i 3 punti

FOTO ViViCentro – Il Tuttocuoio sbanca Budrio 0-2 e porta a casa i 3 punti

Un brutto Mezzolara cade in casa sotto i colpi del Tuttocuoio che in mezzora chiude la pratica con una doppietta di Crivario.
I Ragazzi di Passiatore non entrano mai in partita e l’espulsione, forse troppo severa, del Capitano subito dopo il goal del vantaggio del Tuttocuoio non permette al Mezzolara di rientrare in partita. Il Tuttocuoio amministra tutta la partita il doppio vantaggio e spesso va vicino al terzo goal aspettando il Mezzolara e ripartendo con Masini e Crivario.

MEZZOLARA: Celeste, Bagnai, Dongellini, Togni, Chmangui, Menarini (15´ st Saccà), Melli, Rigon, Tommasini (15´ st Tedesco), De Stefano (1´ st Karapici), Mezzetti. A disp. Giannelli, Menini, Pelliconi, Mutti, Tomatis, Fabbri. All. Passiatore.

TUTTOCUOIO: Fiaschi, Ferri, Anichini, Gregorio, Bartolucci, Gialdini, Forgione, Cortopassi (36´ st Chiti), Buongiorno (20´ st Costalli), Masini (45´ st Chella), Crivario (15´ st Paccagnini). A disp. Grossi, Bordini, Pisani, Ciabatti. All. Mezzanotti.
Arbitro: Bozzetto di Bergamo.
Assistenti: Marrazzo e Barcella di Bergamo.
Marcatori: 28´ pt e 48´ pt Crivario.
Espulsioni: 30´ pt Togni.
Ammoniti: Menarini, Buongiorno, Bagnai, Fiaschi, Karapici, Costalli, Tedesco, Saccà, Paccagnini.
Angoli: 3-6
Recupero: pt 3, st 5.
dal nostro inviato, Christian Mastalli

Sarri: “Ho sempre avuto questa idea di proporre calcio. Ora sono meno fondamentalista”

Il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano La Gazzetta dello Sport, parlando della sua avventura in terra partenopea. Il trainer toscano si è anche soffermato a parlare della sua idea di calcio. Ecco un estratto delle sue parole: “Non saprei, il calcio l’ho sempre pensato così, poi nel corso degli anni si possono anche cambiare certe idee. Il mio è stato un percorso è stato la somma di tante esperienze maturate, e ora sono anche meno fondamentalista di prima, adesso bado di più alle caratteristiche dei giocatori, rispetto a qualche anno fa. Il mio Napoli ha tecnica e fantasia, può esprimere questo tipo di calcio, che non è detto possa essere replicabile in altri contesti”.

Roma-Napoli: Il Casms potrebbe aprire la vendita al settore per i tifosi del Napoli provenienti dalle altre regioni

Se per la partita Lazio-Napoli  i tifosi del Napoli presenti all’Olimpico erano poco più di duemila, questa cifra potrebbe diminuire ulteriormente per  la sfida Roma-Napoli di sabato per via delle scelte di ordine pubblico e delle tensioni che negli ultimi anni accompagnano questa partita.

Come riporta l’edizione di oggi de Il Mattino, al momento non c’è ancora la chiusura del settore ospiti: “Questo vuol dire che, probabilmente, il Casms in settimana potrebbe aprire la vendita al settore permettendo così di riunire tutti i tifosi del Napoli provenienti dalle altre regioni che vogliono assistere alla partita nei Distinti accanto alla curva nord. E così la cifra di sostenitori azzurri potrebbe anche lievitare oltre le duemila unità“.

EAV, 24 ore di sciopero venerdì 13 ottobre. Gli orari delle corse garantite

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EAV – 24 ore di sciopero per venerdi 13 ottobre, annunciate dalle OO.SS. UIL, UGL, CISAL.
I disagi inizieranno alle ore 6:17 e termineranno solo a fine servizio.

Qui di seguito gli orari della corse garantite:

LINEE VESUVIANE

PRIME PARTENZE GARANTITE DOPO LO SCIOPERO – fascia sciopero da inizio servizio alle ore 6:17

da Napoli per:

Sorrento 06:40

Sarno 06:32

Baiano 06:18

Poggiomarino 06:24

S.Giorgio via CD 06:41

 

Per Napoli da:

Sorrento 06:25

Sarno 06:19

Baiano 06:32

Poggiomarino 06:27

S.Giorgio via CD 07:19

 

ULTIME PARTENZE GARANTITE PRIMA DELLO SCIOPERO – fascia operatività servizio dalle 6.17 alle 8.03

da Napoli per

Sorrento 07.39

Sarno 08.02

Baiano 07.48

Poggiomarino 07.54

S. Giorgio via CD 07.41

per Napoli da

Sorrento 07.55

Sarno 07.59

Baiano 08.02

Poggiomarino 07.57

S. Giorgio via CD 07.49

da Acerra per Pomigliano 07.16

 

PRIME PARTENZE GARANTITE DOPO LO SCIOPERO – fascia operatività servizio dalle 13.18 alle 17.32

da Napoli per

Sorrento 13.41

Sarno 14.02

Baiano 13.18

Poggiomarino 13.24

S. Giorgio via CD 13.41

Acerra 14.04

 

per Napoli da

Sorrento 13.25

Sarno 13.20 Via Scafati

Baiano 13.32

Poggiomarino 14.04

S. Giorgio via CD 13.19

Acerra 13.18

 

ULTIME PARTENZE GARANTITE PRIMA DELLO SCIOPERO

da Napoli per

Sorrento 17.09

Sarno 17.32

Baiano 17.18

Poggiomarino 17.24

S. Giorgio via CD 17.11

Acerra 17.04

 

per Napoli da

Sorrento 17.25

Sarno 16.49

Baiano 17.02

Poggiomarino 17.04

S. Giorgio via CD 17.19

Acerra 17.18

 

LINEA METROPOLITANA

ULTIME PARTENZE GARANTITE PRIMA DELLO SCIOPERO – fascia operatività servizio dalle 6.00 alle 8.30

da Aversa per Piscinola 08.15

da Piscinola per Aversa 08.15

PRIME PARTENZE GARANTITE DOPO LO SCIOPERO – fascia operatività servizio dalle 16.30 alle 20.00

da Aversa per Piscinola 16.30

da Piscinola per Aversa 16.45

ULTIME PARTENZE GARANTITE PRIMA DELLO SCIOPERO

da Aversa per Piscinola 19.45

da Piscinola per Aversa 19.45

LINEE FLEGREE

ULTIME PARTENZE GARANTITE PRIMA DELLO SCIOPERO –fascia operatività servizio dalle 5.00 alle 8.00

da Montesanto per
Torregaveta 07:41
Licola 07:43

per Montesanto da
Torregaveta 08:00
Licola 07:43

PRIME PARTENZE GARANTITE DOPO LO SCIOPERO – fascia operatività servizio dalle 14.30 alle 17.30

da Fuorigrotta per Montesanto 14:30

da Quarto per Montesanto 14.32

da Montesanto per
Torregaveta 14:41
Licola 14:43

per Montesanto da

Torregaveta 14:40
Licola 14:43

ULTIME PARTENZE GARANTITE PRIMA DELLO SCIOPERO

da Montesanto per
Torregaveta 17:21
Licola 17:23

per Montesanto da
Torregaveta 17:20
Licola 17:23

LINEE SUBURBANE

UNICHE CORSE GARANTITE:

da Napoli per

Benevento treno 3402 delle ore 07:22

Benevento treno 3404 delle ore 08:22

Benevento treno 3422 delle ore 20:20

Piedimonte treno 7860 delle ore 07:45

Piedimonte treno 7872 delle ore 17:59

Piedimonte treno 7876 delle ore 19:59

per Napoli da

Benevento treno 3405 delle ore 06:04

Benevento treno 3407 delle ore 07:01

Benevento treno 3423 delle ore 17:56

Piedimonte treno 7859 delle ore 05:24

Piedimonte treno 7861 delle ore 06:14

Piedimonte treno 7873 delle ore 17:28

Roma e Napoli si sfidano anche su un giocatore

L’edizione di oggi del quotidiano Leggo riporta una sfida tra Roma e Napoli per il giocatore del Bologna Simone Verdi: “Nelle ultime settimane Monchi ha chiesto informazioni anche per Verdi del Bologna che contro la Macedonia ha giocato la sua 1° gara ufficiale con la maglia azzurra. In questo caso, però, è il Napoli ad essere in vantaggio. Il ds Giuntoli lo ha individuato come perfetto vice di Insigne o Callejon e già a gennaio vorrebbe chiudere l’affare offrendo al Bologna il cartellino di Giaccherini e 10 milioni

Semplici: “In Italia contano i tre punti e basta. Napoli? Da noi non meritava di vincere”

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L’intervista di Leonardo Semplici

L’allenatore della Spal, Leonardo Semplici ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Mattino: “Allegri ha ragione: in Italia contano i tre punti e basta. Perché la gente si ricorda solo di quelli. Da noi, se vinci non importa come vinci. È una questione di cultura: tutti si ricordano di chi alza le coppe e di chi conquista il campionato, raramente di chi arriva in finale o si piazza secondo e terzo“.

Magari alla Spal è più complicato?

“Ma anche noi abbiamo la nostra organizzazione e una nostra idea che proviamo a imporre in ogni partita. Poi però non ci dimentichiamo che abbiamo l’ultimo budget della serie A e siamo tra gli ultimi nel monte-ingaggi…“.

Anche lei come Sarri dice che incidono sul risultato finale?

Non è un alibi. Se incassi di meno, prendi i giocatori che costano di meno. Questo non vuol dire che è già tutto scritto: per esempio, il Napoli è una delle favorite allo scudetto perché con le idee, le personalità, il consolidamento del gruppo fatto da Sarri giorno dopo giorno, è riuscito a colmare quel divario che c’è con la Juventus. E poi ha una società importante, guidata da un presidente straordinario“.

Sarà un duello solo tra Juve e Napoli?

C’è anche l’Inter però il Napoli mi pare che non abbia nulla in meno: per esempio è riuscito pure a sistemare quel difetto che aveva nel passato, ovvero di perdere punti con le piccole“.

Lo dice con un briciolo di amarezza?

Eh sì. Da noi non meritava di vincere. Ma ha punito ogni nostra ingenuità e tutte le nostre piccole disattenzioni. D’altronde, noi siamo una neopromossa e loro la squadra più spettacolare d’Italia e forse persino d’Europa“.

Caserta, inseguimento di un ricercato a Recale. Ferito un carabiniere

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Caserta – Pochi minuti fa c’è stato un inseguimento nel centro storico di Recale ad opera dei militari dell’Arma della stazione di Macerata, per trarre in arresto un ricercato della zona.

Gli agenti erano da tempo sulle sue tracce e stamattina hanno eseguito il sopralluogo dove l’uomo era nascosto.

Quest’ultimo, di cui non sono ancora note le generalità, ha cercato di fuggire, prima in automobile e poi a piedi. L’inseguimento è avvenuto tra via Roma e piazza Aldo Moro e ha provocato il ferimento di un carabiniere  che è inciampato durante la corsa. È stato necessario l’intervento del 118 per la ferita riportata ad una gamba.

L’inseguimento si è concluso nei pressi di un supermercato, lungo via Circumvallazione, con l’arresto del soggetto, su cui pendeva un mandato di cattura.

/Fonte il Mattino

Futuro del Napoli: se va via Sarri pronto già un nome

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Non è scontato che il futuro di Maurizio Sarri sia Napoli, e non solo a causa della clausola. Alla base di tutto, ci sarebbe un vecchio retroscena: quello che accadde la sera di Madrid, con le dichiarazioni inaspettate del presidente De Laurentiis dopo la sconfitta col Real Madrid nonostante un’ottima prestazione. Vi proponiamo di seguito l’editoriale di Antonio Corbo per l’edizione odierna de La Repubblica dove analizza l’argomento:

E’ stato proprio il presidente a sminare il terreno. Ha parlato del contratto di Sarri, portando alla luce la peggiore insidia nascosta tra il Napoli e lo scudetto. «Io ero innamorato di Sarri e lo sono ancora di più oggi. Ha un dono: non è un rompiscatole e con lui si può parlare di tutto. Io spero che rimanga con noi altri dieci anni. Se non sarà così, ne prenderemo un altro. Ce ne faremo una ragione». Leggendo, si può immaginare la sincerità di un sospiro. La dichiarazione di Aurelio De Laurentiis è corretta. Garbata. Ma incompleta. Non c’è la promessa di un ingaggio adeguato. Manca quindi la verità su un contratto ancora da definire.
Vanno ricordate le clausole per capire meglio la partita di poker che si è aperta in settimana. A Sarri il 27 maggio 2016, dopo il secondo posto, fu raddoppiato l’ingaggio: da 700mila a 1,4 milioni. Accordo biennale che può essere rinnovato per altre due stagioni nella primavera 2018, in piena bagarre scudetto. Se il Napoli lascia libero l’allenatore, gli dà una buonuscita: un milione. Se Sarri preferisce andar via, deve pagare una penale di 8. Oggi il Napoli è lanciato verso il primo scudetto dell’era De Laurentiis. E Sarri è l’unico allenatore italiano che possa rientrare nei programmi di altre società, non a caso il suo Napoli esprime il solo calcio concreto e vincente tra giorni difficili di altri club e sfacelo della più scombinata Nazionale. Su questo scenario felicemente cambiato De Laurentiis dà le carte del primo giro in questa complicata partita. Al suo fianco, c’è l’amministratore Andrea Chiavelli, che non appare ma è noto come un abile recordman delle clausole. Accanto all’allenatore, anche lui nell’ombra, c’è l’intransigente Alessandro Pellegrini: un amico, molto più di un agente, impaziente come tutta la famiglia Sarri di firmare un contratto con un altro club. La rottura risale alla notte di Madrid, quando moglie e figli imploravano l’allenatore sconfitto di salire sul primo aereo utile e tornare a casa. Fino all’alba lo avevano convinto, poi Sarri rimise in valigia anche l’amarezza per la polemica del presidente e si riunì alla squadra.
Il poker è un esercizio di tempismo, intelligenza e cinismo. In gioco orgoglio e soldi. A che punto siamo qui? La classifica e la maturità tattica del Napoli, capace oggi di vincere anche a ritmi bassi, rendono credibile quella che era un’utopia: che vi sia un club straniero disposto a pagare tanti, ma tanti soldi. Gli 8 milioni al Napoli e l’ingaggio di tre o quattro anni a Sarri, quindi altri 15 o 20 netti. In Italia il fisco raddoppia la cifra.
Oggi l’ipotesi di un’offerta voluminosa è fondata. Il Napoli fa notizia all’estero ancora più che in Italia, ma si capisce perché. De Laurentiis sa bene che non basta prendere un altro allenatore, magari Giampaolo, perché «ce ne faremo una ragione». È imprenditore di fine intuito, naviga bene negli affari: il presidente immagina quindi la reazione della squadra che si sfalda, la delusione del pubblico, lo smacco dell’abbandono.
Ma anche Sarri, se l’impaziente Pellegrini lo aiuta a riflettere, può valutare i rischi del cambio. Il bonifico di 8 milioni al Napoli comunque riduce i suoi guadagni. C’è poi la questione tempo: un club che si svena, concede a Sarri le solite false partenze e tutto il tempo perché la nuova squadra mandi a memoria il suo calcio? E troverà i giocatori di valore ereditati dalla gestione Benitez? Avrà anche uno staff di pari qualità fra funzionari, medici e fisioterapisti? Scorbutico e di scarsa comunicazione, se la caverà come a Napoli?
Più che un vincitore e un vinto, questo folle poker dovrebbe suggerire una soluzione diversa, nel reciproco buonsenso. Un ingaggio in linea con il mercato e i risultati di Sarri. La demolizione di un contratto cupo, ingabbiato da clausole come quei tubi Innocenti che soffocano i cantieri. Un nuovo patto di amicizia e lealtà che rispetti gli interessi di tutti, e non pregiudichi il futuro del Napoli. Le carte sul tavolo sono queste. Vediamo da oggi chi tra De Laurentiis e Sarri fa saltare l’operazione scudetto.

Salernitana, caccia al biglietto per il settore ospiti dello stadio Partenio-Lombardi

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Ad Avellino e Salerno si respira una febbre da derby. Questo fine settimana allo stadio Partenio-Lombardi andrà in scena la sfida tra Avellino e Salernitana. Tra le due città, separate soltanto da pochi chilometri, c’è da sempre una rivalità storica, ed è per questo che in questi giorni ci sarà una vera e propria caccia al biglietto. Dovrebbero essere soltanto 800 i tagliandi che saranno messi a disposizione alla tifoseria della Salernitana, ed è per questo che presumibilmente saranno polverizzati in un baleno. Del resto per le due tifoserie non è una sfida qualunque, ma una partita che sotto il punto di vista dell’onore e dell’orgoglio vale più di un campionato.

Roma-Napoli: pericolo cani sciolti, pronte le contromisure di sicurezza

L’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive si è già espresso su Roma-Napoli: nonostante alcuni segnali distensivi non ci sarà modo per i supporter azzurri provenienti dalla Campania di poter assistere alla partita allo stadio.

Come riportato dall’edizione di oggi de Il Mattino, durante questa settimana è prevista la riunione per l’ordine pubblico ed il sistema di sicurezza che sarà comunque ingente: “Il pericolo non è il contatto tra le opposte tifoserie ma quello dei cosiddetti cani sciolti. Prevista la consueta bonifica mentre artificieri e unità cinofile contribuiranno al monitoraggio della situazione pure per tutta la giornata. La zona che avrà maggiori attenzioni è quella a nord del Foro Italico, i luoghi dove si raduneranno i mezzi dei tifosi napoletani, auto e pullman vista la vendita dei biglietti per i tifosi del Napoli non residenti in Campania. La polizia scientifica installerà alcune telecamere fisse per monitorare i flussi di riempimento dello stadio“.

Arrestati a Napoli e Berlino i ladri di banche e porta valori. Sfasciata l’associazione criminale transnazionale

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Un’intervento per distruggere un’associazione criminale dedita alle rapine ai danni di furgoni porta valori e di Istituti di Credit, ad opera della Polizia di Stato italiana e dell’ L.K.A.(Landeskriminalamt) tedesco. È da questa notte che l’operazione ha preso l’avvio nelle province di Salerno, Foggia, Napoli e Verona, nonché in Germania nel lander della Ranania – Palatinato.

I poliziotti del Servizio Centrale Operativo e delle Squadre Mobili di Salerno e Foggia, stanno conducendo le indagini coordinati della Procura di Nocera Inferiore. La loro inchiesta ha individuato, come riferisce il Mattino, episodi di rilievo che verranno illustrati durante la conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso la Questura di Salerno, alla presenza anche dei rappresentanti della Polizia tedesca e, in videcollegamento, dall’Agenzia giudiziaria europea (EuroJust) .

A conti fatti il localismo non paga

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Franco Bruni, nel suo editoriale, ragiona sull’efficacia degli interventi economici a livello comunitario e sostiene che, “a conti fatti il localismo non paga”

Il localismo non paga dividendo

I desideri di autonomie locali e nazionali in Europa hanno giustificazioni storiche e culturali molto più serie delle grida di chi le strumentalizza per cercare spregiudicatamente voti a buon mercato sfruttando, come osserva Maurizio Molinari nell’editoriale di ieri, l’inettitudine delle leadership «incapaci di comprendere lo scontento dei propri cittadini». In qualche misura sono desideri che rispondono anche a esigenze di efficacia economica e amministrativa, perché auspicano decisioni decentrate, più adatte ai diversi contesti geo-socio-politici.

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Per questo i Trattati europei, pur mirando a «un’unione sempre più stretta», contengono un principio essenziale nelle democrazie moderne, il cosiddetto principio di sussidiarietà, secondo cui «le decisioni sono prese il più vicino possibile ai cittadini», accentrando – ai livelli nazionale o, ancor più in su, europeo – solo quelle «i cui obiettivi non possono essere sufficientemente realizzati» dalle autonomie politiche dei livelli decentrati.

Fatto sta però che l’evoluzione dell’economia degli ultimi decenni tende a ridurre i vantaggi del decentramento, a limitarli ad ambiti più ristretti, a renderne più difficile e controversa l’individuazione.

Ciò avviene per vari motivi: dalla crescente esigenza di infrastrutture per servire la mobilità interregionale e internazionale delle persone, delle merci e dei servizi, alle interazioni fra gli sviluppi globali della tecnologia e le dinamiche geografiche della concorrenza commerciale. L’unità dello spazio economico diviene più evidente e impone politiche economiche più accentrate. L’integrazione economica accelera e per guidarla vanno superati i poteri locali.

Ciò che traina di più l’accentramento delle politiche economiche è l’enorme aumento della mobilità dei capitali, della moneta, del credito. Essa punisce i localismi facendo scappare il denaro, le imprese, le banche da dove essi radicalizzano le loro rivendicazioni, anche se si tratta di luoghi tradizionalmente prosperi e favorevoli al «capitalismo». Lo stanno scoprendo in questi giorni sia Barcellona che Londra.

I circuiti finanziari, per loro natura, cercano ampi spazi omogenei. Dove condizioni e regole non sono uniformi, isolano spietatamente i luoghi che considerano meno favorevoli. I poteri locali sono allora indotti a trattenerli, muovendo norme e politiche a loro favore, con una gara a chi è più gradito ai mercati finanziari. Ed è questa gara che finisce per concedere eccessivo potere alla finanza, deludendo proprio il desiderio di primato della politica e dell’autonomia che ha dato il via alla gara. Perché la politica possa governare la finanza , molte delle sue decisioni (monetarie, fiscali, di regolazione dei mercati) debbono essere accentrate, per certi aspetti addirittura a livello mondiale. La politica chilometro-zero non può che soccombere servilmente alla finanza globalizzante.

Qualcuno potrebbe pensare all’alternativa di limitare la mobilità del denaro, delle imprese, della finanza, per difendere l’efficacia dell’autonomia politica. Ma chi si chiude suscita ancora più sfiducia, l’isolamento dei localismi si autoalimenta, diviene incontrollabile, emarginante, costringe a forme di autarchia che impoveriscono e finiscono per minare pericolosamente le basi del consenso democratico.

Ci sono dunque sorprendenti contraddizioni fra autonomia politica e società aperta. Sono contraddizioni delicate, da affrontare con pragmatismo e moderazione, senza radicalismi. Applicare il principio di sussidiarietà rimane essenziale ma difficile. E’ drammatico e foriero di delusioni il semplicismo con cui il Regno Unito sogna di uscire dall’Europa ma rimanere il campione mondiale dell’apertura economica. Così com’è impossibile una Catalogna che vuole essere una regione intimamente europeista mentre agita la sua autonomia in modo ostile contro Madrid.

Twitter @francobruni7

vivicentro.it/opinione
vivicentro/A conti fatti il localismo non paga
lastampa/Il localismo non paga dividendo FRANCO BRUNI

Boniek: “Roma e Napoli giocano meglio di tutte le altre, sarà una partita equilibrata”

Zibì Boniek, ex giocatore di Roma e Juventus, ha rilasciato un’intervista a Teleradiostereo in vista della prossima sfida di campionato tra Roma e Napoli: “La Roma sta andando bene, temevo il crollo dopo l’allontanamento di Spalletti, invece la squadra sta facendo bene. Giocano le due squadre con il miglior calcio in Italia, Roma e Napoli giocano meglio di tutte le altre, e hanno entrambe dei giocatori molto forti. Il Napoli ha un organico completo e forte, sarà una partita equilibrata“.

Albania – Italia, ecco le probabili formazioni del match. Bernardeschi al posto di Verdi?

Questa sera la Nazionale Italiana di Giampiero Ventura, sarà di scena a Scutari, per l’ultimo incontro delle qualificazioni ai mondiali 2018, prima dei playoff di novembre. Ecco quali dovrebbero essere le probabili formazioni di Albania e Italia:

Albania (4-3-3): Berisha; Hysaj, Ajeti, Veseli, Agolli; Kace, Memushaj, Latifi; Xhaka, Sadiku, Balliu. (A disp.: Kolici, Hoxha, Lila, Agolli, Lenjani, Djimsiti, Basha, Ahmedi, Ndoj, Latifi, Grezda). All. Panucci.
Italia (3-4-3): Buffon; Rugani, Bonucci, Chiellini; Zappacosta, Parolo, Gagliardini, Darmian; Bernardeschi, Insigne, Immobile. (A disp.: Donnarumma, Perin, Astori, D’Ambrosio, Spinazzola, Barella, Cristante, Candreva, Verdi, Eder, Gabbiadini). All. Ventura

Allarme fanatismo, cresce la tentazione di nuove intolleranze

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Secondo Amos Oz cresce la tentazione di nuove intolleranze, senza finestre e senza porte, senza aria e senza luce, nel «dogmatismo categorico», nella fine del valore della libera discussione

Allarme fanatismo, nessuno è immune

Il fanatismo non nasce con lo jihadismo stragista: lo precede, lo alimenta, si esalta con gli stessi veleni da secoli, anzi da millenni. Questa è la formula che Amos Oz, nel suo libro ora pubblicato da Feltrinelli con il titolo Cari fanatici , propone per riconoscere l’autentico fanatico: «Non discute. Se secondo lui qualcosa è male, se ritiene che qualcosa sia male agli occhi di Dio, è suo dovere mettere a ferro e fuoco la sede di tale nefandezza, anche se ciò comporta uccidere i suoi abitanti o chiunque passi per caso nei paraggi».
Il fanatico descritto così da Oz (guardiamoci attorno, chissà quanti ce ne sono vicino a noi, e chissà se il vento gelido del fanatismo qualche volta è arrivato a sfiorarci) è il contrario del nichilista: il nichilista non crede a niente, il fanatico invece crede troppo alla sua Idea, e ci crede così tanto da voler sterminare tutte le altre, cominciando a fare strage, materialmente, di chi le propone. Il fanatico ritiene che non ci sia mai prezzo troppo alto da pagare, troppo sangue da versare, per raggiungere il suo paradiso, in terra o in cielo. Per creare il suo mondo perfetto, deve annientare tutto ciò che è imperfetto o ostacola la strada che porta alla perfezione.
È fanatico chi crede a quella formula che George Orwell considerava cruciale perché gli utopisti comunisti si auto-assolvessero da tutti gli orrori di cui si stavano macchiando con Stalin: non c’è grande frittata che non contempli la rottura di un numero elevatissimo di incolpevoli uova.
Secondo Amos Oz non è fanatico chi si batte con passione e dedizione per un ideale, né chi è convinto di essere «dalla parte del giusto» ma è chi «si asserraglia dentro di sé, e non contempla né finestre né porte», chi da dentro una fortezza senza luce e senza aria prova solo «sprezzo e repulsione» per i diversi, per chi la pensa diversamente, per chi è tiepido e dunque non condivide il suo grado di fanatismo.
E allora guardiamoci dentro: cerchiamo di non pensare che i fanatici siano solo gli «altri», che noi siamo immuni da queste malattie. Anzi, sostiene Oz, oramai con il passare del tempo, smaltita per esempio la vergogna per l’apocalittico fanatismo hitleriano, cresce la tentazione di nuove intolleranze, senza finestre e senza porte, senza aria e senza luce, nel «dogmatismo categorico», nella fine del valore della libera discussione.

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Allarme fanatismo, nessuno è immune di Pierluigi Battista/corrieredellasera

Allegri: “Il Napoli, non ci spaventa. Le stagioni si decidono a marzo”

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Massimiliano Allegri ha rilasciato un’intervista all’edizione di oggi del quotidiano sportivo Tuttosport. Questi i passaggi evidenziati dalla nostra redazione: “E’ più facile essere belli che vincenti. L’albo d’oro è ciò che conta

Come vede il duello con Sarri: De Laurentiis sostiene che siate preoccupati…

Preoccupati? No, noi siamo rispettosi del Napoli, dell’Inter, della Roma. E anche del Milan che ha fatto una grande campagna acquisti per arrivare tra le prime quattro e adesso è solo un po’ staccata. Alla fine queste cinque squadre, a meno che non si inserisca la Lazio, si giocheranno i 4 posti. La forza della Juventus è quella di rispettare tutti perché altrimenti non riesci a vincere“.

E del Napoli, nello specifico, cosa pensa?

Il Napoli è cresciuto, sono tre anni che gioca con la stessa squadra. La Juventus ha cambiato molto: noi abbiamo continuato a vincere e loro a crescere sul piano del gioco e quest’anno in questo momento che hanno 2 punti in più di noi e dell’Inter è normale che si sentano i favoriti insieme a noi per lo scudetto. Ma è presto. Perché alla fine le stagioni si decidono a marzo, come sempre. Bisogna avere un po’ di pazienza“.

Scusi se ci permettiamo, ma essere preoccupato non è proprio nella sua indole.

Non lo sono stato mai… Noi dobbiamo fare un percorso su noi stessi, noi dobbiamo fare un tot di punti. E’ come una cronometro: dobbiamo fare delle vittorie e dei punti. Per adesso la differenza di questi due punti è aver sbagliato un rigore e non averlo fatto, tra l’altro facendo una bella partita a Bergamo. Poi è normale che noi dobbiamo stare ancora più attenti perché abbiamo delle squadre che è diversi anni che non vincono e ogni anno gli monta la rabbia e te magari ogni tanto di addormenti un attimino: era successo anche col Sassuolo quando abbiamo preso il 2-1 e anche nei minuti finali col Torino dove abbiamo subito calci d’angolo e punizioni laterali. Ma siamo solo all’inizio. Il Napoli è una delle candidate, anche all’inizio e non solo ora“.

Perché la Juve a volte arretra, mentre il Napoli recupera palloni aggredendo alto l’avversario?

Perché noi siamo una squadra che se si mette a difendere seriamente non corre rischi nemmeno nella sua metà campo. Loro sono tutti piccoletti, sono diversi da noi per caratteristiche fisiche. Comunque anche noi rispetto allo scorso anno ci siamo alzati di 5-6 metri“.
A quanto si vince lo scudetto quest’anno?

Ne servono 86. Il Napoli e la Roma dovranno rifare i loro record“.

Chiudiamo con il Var.

Sono favorevole. Punto“.

‘Avvenire’ insolitamente duro con la destra clericale di Ap e populisti

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Il nuovo corso del quotidiano della Cei e l’insolita durezza contro la destra clericale di Ap e populisti

Contro Alfano, per lo ius culturae: è il sol dell’“Avvenire” dei vescovi

I titoli, a inizio agosto, modello il manifesto comunista contro il “reato umanitario” introdotto dal codice minnitiano sulle Ong e quelli recentissimi contro la posizione ottusa ed elettoralistica di Ap, il partitino ministeriale di Angelino Alfano, sullo ius soli, anzi lo ius culturae. Infine, il debutto di Staino, l’ex direttore-vignettista dell’Unità renziana. Hanno fatto maturare una sorprendente e coraggiosa posizione di Avvenire, il quotidiano della Cei, la conferenza dei vescovi italiani.
Ieri per esempio c’era il lungo resoconto di un forum proprio con il controverso ministtro dell’Interno, Marco Minniti, e che puntava tutto sul titolo principale: “Ius culturae da approvare subito”.
Ma a colpire è l’ineccepibile e intelligente durezza contro quanti si ostinano ancora oggi a voler interpretare l’ortodossia cattolica in politica, tipo appunto l’ultraminoritario partitino di Alfano e Maurizio Lupi. Così sembrano lontanissimi i cupi e mondani tempi della Chiesa italiana del cardinale Tarcisio Bertone, che da segretario di Stato avocò a sé i rapporti con il potere.
Accentuando lo schema ruiniano di destra, dopo la fine dellla Dc, Bertone arrivò persino a sponsorizzare, durante una cena a casa Vespa, un partito cattolico conservatore e dottrinario. A parlarne con lui anche Gianni Letta e Pier Ferdinando Casini.
Ecco invece cosa ha scritto il direttore Marco Tarquinio in risposta a Lupi sullo ius soli: “Dire che una legge è giusta ma il momento è sbagliato è una formula insostenibile, bisogna dimostrarsi liberi dalla cultura della paura”. Eppure fanno notare voci maliziose e scontente della destra cattolica, “Tarquinio fu nominato dalla Cei di Bagnasco”. Cioè dal vecchio corso ratzingeriano di Bertone.
Come che sia, il direttore di Avvenire sta facendo un giornale che non piace ai colleghi populisti di Libero e Il Giornale (per non parlare della galassia mediatica dei clericali sul web) e tenta ogni giorno di offrire una sintesi non scontata tra il realismo della linea Parolin-Bassetti, rispettivamente segretario di Stato e presidente della Cei, e le istanze più radicali di Francesco.

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vivicentro/’Avvenire’ insolitamente duro con la destra clericale di Ap e populisti
ilfattoquotidiano/Contro Alfano, per lo ius culturae: è il sol dell’“Avvenire” dei vescovi di Fabrizio d’Esposito

Due giocatori offerti al Napoli, i dettagli

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Due giocatori sono stati offerti al Napoli, e che potrebbero arrivare a gennaio

Gennaio è si sta avvicinando per chi si occupa degli affari del calcio. E quindi via con i nomi da accostare al Napoli come racconta l’edizione di oggi del Corriere dello Sport: due i nomi venuti fuori nelle ultime ore, perchè “Il portiere dell’Ajax André Onana e l’attaccante del Corinthians  detto Jo sono stati offerti alla società azzurra“.

Oltre a questi due nomi, rimane sempre vicinissimo Roberto Inglese del Chievo Verona: il Napoli lo ha già acquistato per dodici milioni di euro in totale, e può farlo arrivare già tra tre mesi.

L’Italia inserisce già parte dei ricavi della Web Tax in finanziaria 2018

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Un monito dell’Ecofin all’esecutivo che ha deciso di inserire nella finanziaria la “ Web tax ”: una quota dell’8% sui ricavi per i colossi della Rete.

Manovra, la web tax è pronta. I colossi pagheranno l’8% sui ricavi

Il precedente di Google che ha deciso di patteggiare non permette dietrofront In Europa ci sono dieci Paesi ormai favorevoli e il Parlamento è a caccia di soldi

ROMA – Pier Carlo Padoan lo ammetteva pochi giorni fa in audizione in Parlamento: «Sulla web tax il clima è cambiato». È accaduto all’ultimo vertice dei ministri finanziari in Estonia, accadrà di nuovo martedì a Lussemburgo. C’è il sì di almeno dieci Paesi europei e l’appoggio di altri nove, ma soprattutto di Italia, Francia, Germania e Spagna. Paolo Gentiloni dice di voler andare avanti con chi ci starà, Padoan considera «estremamente utile pensare a strumenti come questo a livello nazionale». Ambienti del governo e della maggioranza confermano che è deciso: dopo anni di annunci a vuoto, la Finanziaria per il 2018 introdurrà una tassa per i giganti del web. Non sarà nel decreto fiscale che verrà approvato la prossima settimana, né nel disegno di legge del governo: la norma arriverà solo durante l’esame parlamentare. Resta da decidere fra un paio di opzioni tecniche.

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A conti fatti il localismo non paga

L’accordo di Tallinn è solo una tappa della lunga marcia verso la tassa ai riluttanti giganti di Internet. Lo scorso giugno c’era stata la maximulta da 2,4 miliardi della Commissione europea a Google, ma il fatto più concretamente significativo risale a maggio ed accade a Milano: la firma da parte della stessa Google di un accordo con l’allora numero uno dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi.

A spingere Google a transare era stata una approfondita indagine della Guardia di Finanza che aveva accertato centinaia di milioni di imposte non versate tra il 2002 e il 2015. Nel solo periodo 2009-2013 le Fiamme Gialle avevano calcolato 227 milioni di tasse evase grazie a triangolazioni tra Irlanda, Olanda e Bermuda. Quello è il precedente che cambia la storia: accettando di pagare 306 milioni, Mountain View ha ammesso di avere una stabile organizzazione in Italia e un fatturato molto più alto di quello denunciato. Basti dire che l’accordo firmato con Orlandi attribuisce 303 milioni di tasse evase a Google Italy e solo 3 milioni alla casa madre irlandese. La forza del web è nella sua capacità di sfuggire ai confini doganali, ed è per questo che una soluzione può essere efficace solo a livello europeo. Basti qui ricordare il balletto attorno ad Airbnb: nel 2016 il Parlamento tentò di introdurre una cedolare secca, Renzi la bocciò, da luglio è in vigore una contestatissima ritenuta sugli affitti brevi.

Le ipotesi sul tavolo ora sono due. Quella più soft prevede di imporre un’aliquota pari a circa l’8 per cento a tutti i big della rete senza stabile organizzazione in Italia. «È la strada tecnicamente più semplice ma – spiega una fonte impegnata nel dossier – senza controlli adeguati avrebbe l’effetto di una carezza». Per dirla più chiaramente: l’obiettivo del governo non è quello di obbligare Booking o Facebook a pagare qualcosa, ma a far emergere i ricavi effettivamente prodotti in Italia. D’altra parte l’idea di tassare i fatturati prodotti a livello nazionale è quella avanzata dall’ultima riunione dei ministri finanziari europei.

Sul tavolo c’è comunque una seconda opzione più elaborata: se l’azienda ammette volontariamente di avere una stabile organizzazione nel Belpaese (e dunque un fatturato più alto di quello denunciato) il governo si limiterebbe a imporre il pagamento dell’Iva dovuta. Questa soluzione corre però il rischio di violare i principi di equità e secondo alcuni sarebbe perfino incostituzionale. L’obiezione emersa a livello tecnico è che se Google, unico fra i grandi «over the top», nel frattempo ha accettato di pagare le imposte non versate – dirette e indirette – che senso avrebbe ora ammettere l’eccezione per tutti gli altri?

Di tutto questo maggioranza e governo e maggioranza discutono da giorni. Al tavolo fra gli altri ci sono il professor Mauro Marè e il presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia. La pressione nazionale e internazionale è forte e il precedente di Google non permette più passi indietro. Ma, cosa più importante, il governo è a caccia di risorse e in Parlamento sono tutti favorevoli.

Twitter @alexbarbera

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