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Avellino, Laverone:”Contento di poter giocare il derby con la maglia biancoverde”

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Salerno e Avellino si preparano per quella che sarà la battaglia dell’anno. Il derby. Ad iniziare a scaldare la sfida è stato il calciatore dell’Avellino, Lorenzo Laverone con un passato granata alle spalle. L’ex Salernitana e Nocerina ha parlato ai microfoni dei colleghi di tuttoavellino, ecco un estratto delle sue dichiarazioni: “Sarà una partita a parte. La prepareremo nel migliore dei modi. Partite facili e scontate non ce ne sono. La sconfitta di oggi del Perugia ne è la dimostrazione. Partita particolare per me visto che lì ho avuto dei problemi, sono contento di essere all’Avellino e di giocarlo con la maglia biancoverde”.

Salerno, una donna cade dal terzo piano della sua abitazione in pieno centro cittadino

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Salerno – Una donna di 44 anni, M.L.R, è caduta dal terzo piano della sua abitazione in via Fieravecchia, il quartiere adiacente a corso Vittorio Emanuele. Ieri pomeriggio la tragedia.

Inizialmente si era pensato a un suicidio, ma non si esclude che signora salernitana sia precipitata per errore mentre puliva i vetri del suo balcone. Una probabile perdita di equilibrio sulla quale gli investigatori indagano.

Immediato l’intervento dell’ambulanza di tipo A della Croce Bianca e il Saut della Misericordia, che hanno potuto solo constatare il decesso. Sul posto anche la polizia e i vigili del fuoco che hanno chiuso la strada per bloccare il transito delle automobili.

Sul caso si indaga per ricostruire gli ultimi momenti di vita della 44enne.

Italia nel mirino dei falchi Ue

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Nei giorni in cui il governo mette a punto la manovra per il 2018, l’Ecofin (il Consiglio europeo dei ministri delle Finanze) mette in guardia la Commissione Ue: “ Sono stati fatti troppi sconti all’ Italia ”. Ora scatterà la richiesta di maggior rigore. Un monito per l’esecutivo che nel frattempo ha deciso di inserire nella finanziaria la “Web tax”: una quota dell’8% sui ricavi per i colossi della Rete. Franco Bruni ragiona sull’efficacia degli interventi economici a livello comunitario e sostiene che, “a conti fatti il localismo non paga”

I falchi contro la Commissione: “Fate troppi sconti all’Italia”

Domani all’Ecofin ci sarà la richiesta di più rigore sui conti pubblici. Scontro sulla successione di Dijsselbloem alla guida dei ministri Ue

BRUXELLES – La Commissione Europea finisce sul banco degli imputati dei ministri economici. E a pagarne le conseguenze potrebbe essere l’Italia, che con l’esecutivo Ue ha siglato un patto di ferro per blindare la prossima manovra. Il rischio è che l’accordo (informale) si indebolisca sotto i colpi dei ministri fedeli al rigore dei conti pubblici, che oggi e domani si riuniranno in Lussemburgo per l’Eurogruppo/Ecofin. Nel Granducato inizieranno anche le discussioni per la successione di Jeroen Dijsselbloem, oggi alla guida dei ministri dell’Eurozona.

All’inizio dell’estate Bruxelles aveva assicurato a Pier Carlo Padoan nuova flessibilità: in deroga ai parametri fissati dal Patto di Stabilità, l’aggiustamento strutturale richiesto non sarà dello 0,6% del Pil (poco più di 10 miliardi), ma circa la metà. Uno sconto giustificato dalla necessità di non ostacolare la crescita. Su questi numeri, il governo sta preparando la manovra per il 2018. C’è però un problema: non tutte le capitali sono d’accordo con l’«ccesso di autonomia decisionale» che la Commissione si è presa.

Il processo è fissato per domattina a colazione. Il capo d’accusa lo dettaglia un funzionario nordeuropeo: «La Commissione ha deciso di far saltare tutti i parametri del Patto prendendosi l’autonomia di deciderli di volta in volta, caso per caso». Aggiunge una fonte diplomatica belga: «Sappiamo bene che questa decisione serve per dare più flessibilità all’Italia. Ma non possiamo accettare disparità di trattamento, le regole devono essere uguali per tutti».

I falchi chiedono «maggiore trasparenza» alla Commissione. Nella sua raccomandazione di giugno destinata all’Italia, l’esecutivo aveva scritto che per valutare la prossima manovra – e stabilire l’aggiustamento strutturale richiesto – avrebbe usato un «margine di discrezionalità». Nel testo approvato dall’Ecofin, il «margine di discrezionalità» è stato sostituto da «valutazione complessiva». Sfumature lessicali che però secondo i falchi sono un chiaro segnale.

Resta da capire quanto questa discussione peserà sulla valutazione della manovra italiana, che sarà consegnata a Bruxelles entro il 15 ottobre. Secondo uno sherpa, i ministri non usciranno con una decisione: «Ognuno resterà sulle sue posizioni». Resterà la spaccatura Nord-Sud. Ma il dibattito servirà a mettere un po’ di fiato sul collo dei commissari, che a novembre dovranno valutare i progetti di bilancio: a dicembre il loro giudizio finirà sul tavolo dei ministri. Fonti italiane assicurano che «il patto con la Commissione reggerà». E anche se nella risposta a Padoan i commissari Moscovici e Dombrovskis non avevano indicato cifre, lo 0,3% viene ormai dato per assodato. «Sarà un problema loro giustificare ai ministri come si è arrivati a quella cifra» prosegue la fonte italiana.

Oggi ci sarà un antipasto con la discussione sul futuro dell’Esm, il Fondo Salva-Stati che si vuole trasformare in un Fondo Monetario Europeo. Il punto è: con quali compiti? Berlino vorrebbe affidargli il controllo dei bilanci statali, strappandolo alla Commissione. Oggi sarà l’ultimo Eurogruppo di Wolfgang Schaeuble, «che nei suoi interventi – spiega una fonte francese – ha sempre rifiutato il concetto di Commissione politica». Ma per l’Italia il rischio è che il suo successore sia ancora più inflessibile.

A Lussemburgo si tornerà a parlare della presidenza dell’Eurogruppo. In Olanda entro fine mese ci sarà un nuovo governo. Jeroen Dijsselbloem non ne farà parte, ma vuole rimanere a capo dell’Eurogruppo fino alla fine del suo mandato, all’inizio del 2018. Alcuni governi sostengono che debba decadere dal momento in cui non sarà più ministro. È questa la linea di Pier Carlo Padoan, che una decina di giorni fa ha contattato i colleghi socialisti per cercare una strategia. Stasera si rivedranno a cena: il Pse vuole mantenere l’unica presidenza rimasta dopo che i popolari si sono presi Commissione, Consiglio ed Europarlamento.

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vivicentro/Italia nel mirino dei falchi Ue
lastampa/I falchi contro la Commissione: “Fate troppi sconti all’ Italia” MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES

Sarri: “Mi sento legatissimo alla città e a questo gruppo. Scudetto? Mipiacerebbe vincerlo fumando”.

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Maurizio Sarri ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo la Gazzetta dello Sport. Questi i passaggi più interessanti evidenziati: “Calma, la Juve attuale è la più forte degli ultimi 7-8 anni, ha un organico di grande qualità insieme ad un allenatore straordinario“.

E, dunque?

Per me, resta la favorita anche stavolta e sarebbe presuntuoso paragonarsi a loro. Non so ancora quale potrà essere il nostro 100 per cento, ma so che non siamo l’anti-Juve che, adesso, è di un altro livello“.

Il primo posto in classifica, però, non è casuale, da due anni il suo Napoli incanta per la spettacolarità del gioco e per la continuità nei risultati.

Parlare di primato dopo 7 partite è relativo, è un tratto di percorso talmente breve che non è da considerarsi indicativo. La sensazione è piacevole, ma il momento in cui si decide la stagione è ancora lontano“.

Secondo anno consecutivo in Champions, segno che il progetto da lei avviato va avanti e potrebbe completarsi vincendo lo scudetto: ci sarà ancora Napoli nel suo futuro?

A livello contrattuale si, ma c’è una clausola che permette soluzioni alternative a me e alla società. In questo momento, però, è l’ultimo dei miei pensieri. Mi sento legatissimo alla città e a questo gruppo, poi so che le cose a un certo punto finiscono in maniera naturale“.

De Laurentiis la vorrebbe in panchina per i prossimi dieci anni.

Al presidente devo qualcosa. È stato l’unico ad aver avuto gli attributi ingaggiandomi. Per me questo è importante, spero che lo stia ripagando. Ci sono tante valutazioni da fare sulla clausola, è bilaterale, non è solo dalla mia parte“.

Intanto sabato, alla ripresa, affronterete la Roma nel primo scontro diretto: sensazioni?

Di Francesco è molto bravo, la Roma è forte. Le insidie della trasferta sono palesi, la squadra forte ti mette in difficoltà sicuramente. Fin qui ne ha vinte 5 e persa 1 ed ha una partita da recuperare. È sicuramente competitiva, ma il mio Napoli è lanciato“.

Ha mai pensato che sarebbe potuto essere l’allenatore del Milan se Berlusconi avesse ascoltato i consigli di Arrigo Sacchi?

Non sarei durato troppo se è vero quello che ho letto sulle sue intercessioni nel lavoro dell’allenatore. Un presidente che si comporta così difficilmente vince. Invece, lui ha vinto tantissimo, è stato un grande dirigente e, dunque, credo che quello che si dica di lui sia più leggenda che grande verità“.

La critica l’accosta spesso a Sacchi, per questioni tattiche e per la qualità del gioco che sa imporre.

Per me, il paragone è un insulto ad Arrigo. Lui, ha vinto tanto, io niente. La mia è un’innovazione parziale, la sua è stata totale, quindi è un accostamento per me gratificante, ma non penso sia possibile, in generale. Lui ha scritto la storia del calcio in risultati ed innovazioni e se non ci fosse stato lui, io non sarei esistito: il mio interesse tattico è nato grazie a lui“.

Pep Guardiola ha dichiarato di apprezzare molto il suo calcio: ritiene improponibile anche questo paragone?

Diciamo che il mio calcio è simile al suo, anche se lui si è evoluto negli anni. Con Bayern Monaco e Manchester City qualcosa è cambiato rispetto a Barcellona. La filosofia è rimasta la stessa, ma i movimenti li ha modificati, difende e attacca con moduli diversi“.

Tra poco più di una settimana se lo ritroverà contro per il terzo turno di Champions: è già un dentro o fuori peril suo Napoli?

Trovarmelo di fronte sarà emozionante. Lui è un talento, un fenomeno in evoluzione, credo che il suo calcio segnerà quest’epoca. Fare punti nel doppio scontro col Manchester City potrebbe fare la differenza in questo girone“.

Anche Del Piero s’è detto innamorato del suo calcio, avrebbe lavorato volentieri con lei.

Anch’io l’avrei voluto. Certe cose dette da un fuoriclasse come lui mi riempiono d’orgoglio, il piacere sarebbe stato reciproco“.

Cosa pensa quando sente parlare di sarrismo, a proposito delle sue idee calcistiche? La sua è intesa come una nuova corrente di pensiero calcistico.

Non saprei, il calcio l’ho sempre pensato così, poi nel corso degli anni si possono anche cambiare certe idee. Il mio è stato un percorso è stato la somma di tante esperienze maturate, e ora sono anche meno fondamentalista di prima, adesso bado di più alle caratteristiche dei giocatori, rispetto a qualche anno fa. Il mio Napoli ha tecnica e fantasia, può esprimere questo tipo di calcio, che non è detto possa essere replicabile in altri contesti“.

Qual è l’allenatore che è più vicino alle sue idee, al momento?

Uno che interpreta il calcio alla mia maniera e fa cose importanti è Marco Giampaolo, che stimo come allenatore e come persona“.

La fa arrabbiare l’etichetta di lamentoso?

“Io non mi lamento mai di me e della mia squadra, sono innamorato del calcio e mi piacerebbe vederlo giocato nella sua massima espressione. Non ho mai incolpato nessuno quando perdo, se mi lamento di qualcosa lo faccio dopo una vittoria“.

Accetterebbe di guidare la Nazionale?

In questo momento no. Poi, l’età avanza, magari tra 2-3 anni potrei cambiare idea come è successo in tante altre cose“.

L’attualità parla della Var e delle polemiche che sta scatenando: da che parte sta?

Io sono dubbioso, toglie spontaneità ed entusiasmo. Segni, ma l’esultanza è più contenuta, perché non sai se il gol viene convalidato. Qualche errore viene evitato, ma è in fase di sperimentazione. Comunque, sarei per un uso molto moderato“.

Darebbe la maglietta numero 10 del Napoli a Insigne?

Gli darei anche la 20, la 30, quella che gli piace di più. Sono contrario al ritiro delle maglie, la penso come Del Piero: non si possono togliere i sogni ai bambini e alla gente, il bambino che comincia a giocare e tifa Juve deve sognare di essere il nuovo Del Piero, quello della Roma il nuovo Totti. Per Maradona l’eccezione si può fare, sono d’accordo sul ritiro della maglia: Diego non è stato soltanto un calciatore per questa città“.

Higuain: manca più Sarri a lui o viceversa?

Affettivamente ci manchiamo a vicenda, abbiamo avuto un ottimo rapporto, è un ragazzo particolare ma di cuore, era sempre piacevole parlare e scherzare con lui. Il calcio è questo, le strade a volte si dividono per tanti motivi e se ti piangi addosso, perché hai perso un giocatore, sei morto. Bisogna guardare oltre“.

La vedremo in panchina, un giorno, senza la tuta?

In campo mi sentirei fuori luogo in giacca e cravatta e finora non ho cambiato idea“.

Baratterebbe il vizio del fumo con lo scudetto?

A me piacerebbe vincerlo fumando“.

Tunisia, barcone di immigrati speronato da una nave da guerra. Ci sono numerosi morti

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Nelle ultime ore nelle acque tunisine una nave da guerra avrebbe speronato un barcone con 70 profughi, in procinto di sbarcare sulle coste italiane. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dal paese magrebino ci sarebbero numerosi morti. Ancora una volta. Le autorità della Tunisia nelle ore che precedevano la tragedia avrebbero fermato a Sfax, secondo centro economico del paese dopo Tunisi, nel centro del paese,dodici  giovani pronti per salire sul barcone della speranza, sequestrando loro anche dodici mila dinari tunisini e sono stati fermati per emigrazione clandestina.  Non è la prima volta che succedono episodi del genere, infatti si ricorda quello del 2013 dove un barcone in viaggio per Lampedusa prese fuoco costando la vita a centinaia di persone.

Renzo Piano, nella sua casa di Parigi, parla dello Ius soli

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L’archistar e senatore a vita aderisce allo sciopero della fame. “Invito i miei colleghi di ogni partito a parlarne con figli e nipoti, a superare i calcoli elettorali”

Renzo Piano: “Ius soli, il no è crudele, quei bimbi sono italiani. Lo dicono i loro amici”

“L’ITALIA – comincia Renzo Piano come sanno tutti, è il Paese dove si amano i bambini. Più ancora che per la chitarra e per il sole, gli stranieri ci identificano perché siamo i cocchi di mamma, il paese dove i bimbi vengono accolti e festeggiati dovunque. Nei ristoranti, per strada, nelle case, nelle scuole, i bambini sono la nostra allegria e la nostra consolazione. E infatti li coccoliamo e li proteggiamo, e questo ci risarcisce anche perché addolcisce e compensa i tanti difetti che abbiamo. I bambini sono insomma una benedizione del cielo perché sono lo “ius” che in latino vuol dire anche il succo, lo ius soli dunque, il succo della terra, l’essenza della nostra terra, il fertilizzante del futuro”.

E invece? “La parola ‘invece’ non è (ancora) da pronunziare. Io ci credo davvero che i senatori, i miei colleghi, non butteranno via questa occasione di civiltà e troveranno il modo di approvare questa legge, per quanto imperfetta essa sia. Li invito tutti, di destra, di sinistra e di centro, di sotto e di sopra, a parlarne la sera, a casa, con i figli e con i nipoti. Basterà ascoltarli per capire che sarebbe un delitto contro di loro, contro i loro compagni di scuola, contro i loro simili e contro la tanto sbandierata italianità. Continuare a negare a dei bimbi, che sono italiani come i nostri figli, i diritti – lo ius appunto di ogni altro italiano, è tradire la nostra italianità, una crudeltà indegna dell’Italia “.

Renzo Piano, nella sua casa di Parigi, parla di getto, nel senso che “si getta” a capofitto dentro un argomento che lo tormenta sin da quando “insieme con Franco Lorenzoni sto progettando una scuola elementare da donare ad un piccolo comune del Lazio, in zona sismica”. Il luogo esatto lo dirà tra qualche giorno Paolo Gentiloni. “Sarà una scuola di legno, a due piani, attorno ad un cortile con un grande albero. Al piano terra si aprirà alla città: genitori, pensionati, la musica, l’arte … Al piano di sopra, sotto il tetto, dove c’è più aria e più luce, ci abbiamo messo i ragazzi – le otto classi dell’obbligo – che mentre studieranno vedranno l’albero e di fronte i bimbi delle altre classi. Useremo quattrocento metri cubi di legno che restituiremo alla natura piantando nel bosco più vicino 400 piccoli alberi: 5 euro ad albero”. E forse somiglierà alla scuola che nel 1988 Piano progettò per Pompei ma non fu mai realizzata: “Solo per quello – scrisse Umberto Eco che se ne era innamorato – avrebbe meritato di essere nominato già allora senatore a vita”.

E ora Piano racconta che li ha visti, nelle scuole che ha visitato, alcuni degli 800mila piccoli italiani senza Italia, “con i loro occhioni spalancati, che studiano la Costituzione che non li accoglie, parlano la lingua italiana che li chiama “diversi”, pensano e giocano “in italiano” ma non hanno il diritto di dire “sono italiano””. Gli sembra insomma un’ingiustizia che non capisce: “Anche perché, come è stato detto sino alla nausea, non ha nulla a che fare con il controllo dei flussi migratori, con la sicurezza, con l’orientamento politico, con i libri che abbiamo letto, con il partito per il quale abbiamo votato, con la corsa inarrestabile dell’umanità dai paesi dell’infelicità a quelli dell’abbondanza, con il Mediterraneo come campo di concentramento, e meno che mai con la criminalità e con gli stupri. Tutto questo materiale, che alimenta la paura, svanisce subito dinanzi alla fisicità e alla verità di quei bimbi. Ecco perché invito i miei colleghi ad andarli a cercare nelle nostre scuole come ho fatto io. E mi rivolgo anche alle mogli dei miei colleghi, mamme italiane che, quando vogliono, sanno come convincerli: riescono persino a “ingravidare” i loro mariti”.

Ovviamente Piano sa che la Boschi sostiene che “in Parlamento non ci sono i numeri”, che Alfano ha dichiarato che “la legge è giusta ma il momento è sbagliato “, e che dunque si rischia la crisi di governo. Ma gli pare molto importante che sia partita un’iniziativa trasversale, “un’alchimia di numeri, dove ci sarà pure il politichese, ma ne vale certamente la pena”. Perciò digiuna anche lui: “Sì, ma non mi pare un eroismo da esibire; è solo un piccolo segnale, un modo per dire a me stesso che ci sono anche io”. E sostiene di parlare da costruttore: “Quando cominci , prendi con le mani un pietra di 32 chili e sai che, se non la metti giù, ti cadrà sui piedi. Dunque la posi, la guardi e scopri che è imperfetta, e che forse non è messa nel modo migliore. Ma sai pure che hai cominciato, e allora ci posi accanto altre pietre. Io penso che costruire città e costruire civiltà sia la stessa cosa e non solo perché l’origine della parola è la stessa, ma perché, pietra su pietra, adatti le imperfezioni, e con una grande pazienza, nei limiti della legge di gravità. E non sto facendo l’elogio del compromesso, dell’inciucio e del pasticcio: le migliori leggi che abbiamo fatte erano imperfette e però hanno cambiato la nostra storia: il divorzio, la legge sui manicomi, l’aborto, il sistema sanitario nazionale, le unioni civili”. Dunque gli piacerebbe parlare con tutti i senatori uno per uno: “Siamo tutti cristiani, anche quelli laici come me. Siamo cresciuti, noi italiani, con un idea di Cristo che non è la Croce ma il Bambinello: la Madonna nella grotta, la natalità. Come può un cristiano buttare via questa occasione storica in nome di un calcolo elettorale, di una paura, di un voltastomaco, di un cattivo umore?”.

E poi ci sono i grillini: “Sento dire che si asterranno e mi dispiace per loro. Io non voglio sembrare ecumenico e non amo i tromboni, ma sono stato fatto senatore a vita e ho accettato. Non sono un eletto che ha il dovere di andare in aula per votare le leggi, ma frequento il Senato da architetto e provo, come sto facendo adesso, ad accendere qualche luce sui temi civili, appunto. Quelli che riguardano la costruzione della civiltà e della città. Ho ottant’anni e dunque anche per età so che è sempre molto saggio dubitare della saggezza dei saggi. E voglio dire che non sono qui a proporre accordi di scuola e mediazioni nella dottrina tra forze politiche con il pelo arruffato dalle nevrosi del paese e inseguite da plebeismi sempre più aggressivi. Dico però che mi fa paura tutto questo discutere di sangue e di terra, come nei libri che raccontano le guerre contro la Ragione. Molto più dolcemente si parla di bimbi e di ragazzi, di civiltà dei diritti, di una legge che non prevede che si diventi italiani, qualunque sia la nazionalità dei genitori, per il solo fatto di nascere in territorio italiano. I bambini sono segnali che mandiamo al mondo che non conosceremo, ad un futuro che non vedremo, ma che vorremmo aver contribuito a migliorare. Ecco, qui non si maneggia la politica, la casta, il sistema, siamo nel campo della libertà e della coscienza. Sarebbe davvero un peccato se nell’universo grillino non splendesse la sesta stella , quella dello ius soli”.

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larepubblica/Renzo Piano: “Ius soli, il no è crudele, quei bimbi sono italiani. Lo dicono i loro amici” di FRANCESCO MERLO

La Givova Scafati vince l’esordio casalingo stagionale con Cagliari

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Bene l’esordio casalingo stagionale della Givova Scafati che contro la Pasta Cellino Cagliari (101-70) ottiene una convincente vittoria.

(31-19/52-34/78-55)

Scafati: Miles 20 (5/10, 2/4), Spizzichini 7 (2/4, 1/3), Santiangeli 15 (1/3, 3/7), Crow 18 (1/1, 4/9), Sharrod 19 (7/15); Trapani 3 (1/1 da 3), Romeo (0/2, 0/2), Ranuzzi 12 (2/5, 3/5), Ammannato 3 (0/1, 1/2), Pipitone 2, Antonaci 2 (1/2). All. Giovanni Perdichizzi.

Cagliari: Keene 5 (1/4, 1/5), Ebeling 6 (2/3, 0/3), Matrone 4 (2/2, 0/1), Bucarelli 11 (1/3, 1/1), Rovatti 4 (2/2, 0/2); Allegretti 4 (1/2, 0/2), Turel 9 (1/3, 2/2), Rullo 10 (2/5, 1/2), Stephens 11 (3/8), Bonfiglio 6 (2/3, 0/2). All. Riccardo Paolini.

ARBITRI: Giulio Pepponi di Perugia, Umberto Tallon di Bologna e Aydin Azami di Bologna

Note: Tiri Liberi: Sca: 19/25, Agr: 21/25. Spettatori: 2000 circa. Uscito per falli: Rovatti (90-67, 37’08’’).

SCAFATI – Givova Bella e vincente alla prima in casa contro la Pasta Cellino Cagliari. La compagine del patron Longobardi e del presidente Longobardi vendica la sfortunata sconfitta in terra laziale della prima di campionato e manda un chiaro segnale a tutte le pretendenti alla vittoria finale del girone ovest della serie A2 di basket nazionale.

Dopo la sconfitta al supplementare di Rieti, all’esordio, dopo aver condotto per quasi 39’ di gara, la Givova decide di partire con le marce altissime partendo con 5 triple nei primi 7 minuti di contesa firmate da Santiangeli, Crow e Spizzichini, ma è tutto il roster che si muove al meglio facendo grandi cose sui due versanti, ma soprattutto in attacco dove mette su 27 punti in 7’07’’ di gara firmando il primo massimo vantaggio sul 27-12 con capitan Crow in grande spolvero. Cagliari accenna appena una timida reazione con Rullo e Allegretti (27-17) ma il primo quarto si chiude sul 31-19 per il quintetto gialloblue in completo controllo del ritmo gara. Il match è un monologo scafatese e dopo un -9 di Cagliari con 3 liberi realizzati da Rullo (33-24  al 12’), Scafati dà un’altra “mazzata” notevole agli avversari con Ranuzzi e Crow da 3 (38-24 al 14’) e poi chiude il secondo periodo di gara con un 7-0 firmato dal trio Miles-Crow-Sherrod e al 20’ il 52-34 fa dormire sogni tranquilli ai ragazzi di Perdichizzi. Il basket è uno sport particolare, dove 18 punti di vantaggio non vogliono dire vittoria sicura, e quindi la Givova decide di chiudere il conto già nei primi 3’ del terzo periodo con un break impressionante di 13-0 firmato dal duo made in Usa, Miles-Sherrod che praticamente chiudono il discorso legato alla vittoria sul 65-34 al 23’, con quasi metà gara ancora da giocare si da spazio al “garbage time”, letteralmente “tempo della spazzatura”, un’espressione usata oltreoceano per le gare decise con ampio anticipo rispetto alla fine del match. Sherrod nel terzo periodo è già in doppia doppia (14 punti, 11 rimbalzi) come a Rieti, mentre Miles con 18 punti di cui 13 nel terzo quarto è l’mvp del periodo. L’ultimo periodo di gara è una semplice passerella per il team del neo gm Guastaferro al ritorno dopo l’esperienza casertana. Finisce con Scafati alla ricorsa del centello e con Cagliari che aggiusta un po’ le percentuali mentre i duemila del Palamangano esultano e salutano la prima vittoria stagionale di Crow e soci. Ora per la Givova doppietta esterna romana, prima contro la Virtus (domenica 15) e poi contro l’Eurobasket (domenica 22).

Mario Di Capua

Fonte foto: Basketinside.it

Rugby Campania: i risultati di domenica 8 ottobre

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Napoli – La palla ovale campana è scesa nuovamente in campo questo weekend, con la prima giornata di Serie C2 e l’ultimo spareggio per l’accesso al torneo Elite di Under 16.

Serie C1
Il secondo turno di campionato sancisce la vetta solitaria della Partenope che vincendo in trasferta contro l’Amatori Torre del Greco bissa il successo della prima giornata. Prime vittorie invece per il CLAN ed i Dragoni Sanniti che superano agevolmente tra le mura amiche rispettivamente Vesuvio e Due Principati.

Serie C2
Nella giornata d’esordio del torneo, partono subito forte il Napoli Afragola, il IV Circolo e gli Hammers. Vittoria anche per lo Spartacus che vince sul campo della debuttante Angri.

Altri campionati
Nei tornei non organizzati dal Comitato Campano si registra la sconfitta delle Leonesse di Torre del Greco al debutto casalingo in Serie A Femminile contro il Frascati. In Serie B il Napoli Afragola si aggiudica in casa il derby contro l’Arechi. Nell’ultimo turno degli spareggi Under 16 per l’accesso al girone Elite il Benevento supera i pari età del Napoli Afragola.

SERIE C 1 – Girone H – Poule Campania
CLAN SANTA MARIA CAPUA VETERE – VESUVIO = 43 – 14 (7-2) Arbitro ESPOSITO
AMATORI TORRE DEL GRECO – PARTENOPE = 23 – 34 (3-6) Arb. SALIERNO
DRAGONI SANNITI – DUE PRINCIPATI = 46 – 13 (7-2) Arb. CASCIELLO

SERIE C 2 – Girone Campania
NAPOLI AFRAGOLA CADETTA – ZONA ORIENTALE SALERNO = 48 – 5 (8-1) Arb. RUSSO
IV CIRCOLO BENEVENTO – NATO LIONS = 46 – 17 (8-3) Arb. SILVESTRO
BALIANO TILES ANGRI – SPARTACUS SOCIAL CLUB = 12 – 32 (2-5) Arb. DI MAIO
HAMMERS CAMPOBASSO – POLISPORTIVA SARNESE = 39 – 6 (6-0) Arb. PANARIELLO

Gare non organizzate dal C.R. Campano che si disputano in Regione

SERIE A FEMMNILE – GIRONE 2
AMATORI TORRE DEL GRECO – FRASCATI = 5 – 39 Arb. GIANNATTASIO
SERIE B – GIRONE 4
NAPOLI AFRAGOLA – ARECHI = 82 – 12 Arb. SCHIPANI
UNDER 16 – FINALI QUALIFICAZIONE CAMPIONATO ELITE
US BENEVENTO – NAPOLI AFRAGOLA = 19 – 12 Arb. LICCARDI

/Comunicato Stampa Comitato Campano FIR

Salerno – precipita dal terzo piano. Niente da fare per una donna di 40 anni

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Tragedia consumatasi poche ore fa nel pieno centro di Salerno. Una donna 40enne è precipitata dal terzo piano di un edificio in Via Fieravecchia. Sembra che la donna, probabilmente di origine straniera e badante ad alcuni anziani, sia caduta dalla finestra dello stabile.

Immediato l’arrivo dei sanitari del 118, che però hanno potuto solo constatare il decesso della donna.  Presenti sul posto anche gli agenti di Polizia per effettuare i rilievi del caso.

Ancora da accertare le dinamiche dell’accaduto.

Fonte: Salernonotizie

Il tabellino del pareggio di oggi allo “Squitieri” di Sarno tra Sarnese e Gragnano

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SSD Polisportiva Sarnese 1926 – ASD Città di Gragnano 1-1

Marcatori: 28′ pt. Gassama (G), 22′ st. Favetta (S) su rigore

SSD Polisportiva Sarnese 1926: Russo, Cioffi S., Gallo, Nasto (K) (dal 10′ st. Langella), Arpino, Pepe, Calemme (dal 43′ st. Saginario), Nappo (dal 19′ st. Salvato), Favetta, Talia, Auriemma. A disp.: Di Donato, Tortora, Ammendola, Di Palma, Iuliano, Sannia. All.: Valerio Gazzaneo

ASD Città di Gragnano: Giordano, Liccardi, Franco (dal 19′ st. La Monica), Baratto, Carfora (dal 31′ st. Mansour), Martone (K), Gatto (dal 43′ st. Chiariello), Formisano (dal 14′ st. Cascella), Esposito, Gassama, Cioffi M. A disp.: Cioce, Montuori, Cissè, Guidone, Napolitano. All.: Rosario Campana

Arbitro: Valentina Finzi (sez. di Foligno)

Assistenti: Francesco Valente (sez. Roma 2) e Alessandro Palmigiano (sez. Ostia Lido)

Ammoniti: Esposito (G), Calemme (S)

Note: Recupero: 0′; 5′. Corner: 5-6. Spettatori: 500 circa (60 circa da Gragnano)

/Ufficio Stampa ASD Città di Gragnano – Gennaro De Stefano

Venezuela, giornalista italiano arrestato insieme a due colleghi

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Fermati tre giornalisti in Venezuela, tra cui un italiano, mentre stavano conducendo un’inchiesta nel carcere di Tocoron, nello Stato di Aragua.

FERMATO UN GIORNALISTA ITALIANO

Il giornalista italiano si chiama Roberto Di Matteo che, a quanto si apprende, si trovava in Venezuela insieme a un collega venezuelano ed uno svizzero per condurre un’inchiesta giornalistica nel centro penitenziario di Aragua, nel nord del Paese, meglio conosciuto come il carcere di Tocoron. A rendere nota la vicenda dell’arresto, secondo quanto ha riferito il sito venezuelano El Nacional, sono state l’Unione Nazionale dei Lavoratori della Stampa (Sntp) e l’organizzazione Espacio Público.
Di Matteo, che si occupa di videoreportage da zone di conflitto o rivoluzione, è originario di Sannicandro, nella Murgia barese e collabora con il Giornale e il sito Gli occhi della guerra.

LA REPRESSIONE DELL’INFORMAZIONE IN VENEZUELA

Il carcere di Tocoron è noto in Venezuela per i suoi ripetuti episodi di violenza e diversi altri crimini. La Sociedad Interamericana de Prensa (SIP) ha stimato che l’anno scorso le intimidazioni e gli arresti arbitrari contro i giornalisti sono aumentati. In Venezuela, il Colegio Nacional de Periodistas (CNP) ha denunciato un’ondata di attacchi contro i giornalisti, in particolare per la loro partecipazione alla protesta anti-chavista, tra aprile e luglio.

Ischia, ferisce a colpi di casco un 17enne perchè gli rovescia addosso un drink

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Rovescia senza volerlo un cocktail addosso ad un ragazzo durante una serata in discoteca, e così si ritrova con lesioni multiple, frattura dell’osso cranio e una prognosi di 30 giorni. È successo ieri notte ad Ischia, fuori ad un locale dell’isola.

Un ragazzo di 25 anni della Repubblica dominicana ma residente a Ischia, si è scagliato contro un 17enne del luogo per avergli versato casualmente un drink sui vestiti. Lo ha colpito ripetutamente con un casco, rendendo necessario il trasporto in ospedale del minorenne.

Sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Ischia che hanno denunciato il domenicano per lesioni personali aggravate.

Giro del mondo in bicicletta, fatale la sosta in Campania: gli rubano la bici

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Incredibile quanto accaduto ad Etienne Godard, medico francese di 30 anni che, insieme alla moglie, si stava dedicando al coraggioso progetto del giro del mondo in bicicletta. Undici mesi e 15 mila kilometri di viaggio iniziati ad Hong Kong ma fermatisi in Campania, a Castel Volturno per l’esattezza.

Proprio in provincia di Caserta sarebbe stata rubata la bicicletta di Etienne, che tra l’altro conteneva tutta la sua ingente e costosa attrezzatura da viaggio. Enorme la delusione del ragazzo, che ha denunciato il furto della sua bicicletta su Facebook, sperando nell’aiuto del web per ritrovarla:

 Sono stato derubato della mia bicicletta da viaggio sulla spiaggia di Castel Volturno (Lido Costazzurra).
Stavo viaggiando da 11 mesi per 15.000 km da Hong Kong al nord della Francia, dove vivo. Per me è stato un brutto colpo perché questa bicicletta e tutto l’ equipaggiamento nelle 4 borse verdi avevano un grande valore sentimentale oltre che finanziario.
Vi chiedo aiuto per trovarla con i suoi bagagli (fotocamera, Iphone, attrezzi da campeggio, vestiti, occhiali da vista e da sole …)
Offro una lauta ricompensa a chi mi aiuterà a trovare la mia bici e il mio materiale.
Pubblico alcune foto della bici carica per potervi aiutare nella ricerca.
Vi prego di inviare questo messaggio a chiunque sia interessato o sulla vostra bacheca di FB se lo desiderate.
Grazie di cuore !

C’è da sperare che il buon senso e l’onestà dei tanti utenti che stanno leggendo e condividendo il post di Etienne possa aiutare a recuperare la bicicletta, mettendo almeno una toppa alla disonestà che ancora una volta fa sfigurare la Campania agli occhi del mondo.

Fonte: Repubblica

Napoli – al volante sotto effetto di stupefacenti. Nei guai un tassista

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Questa mattina gli agenti del Nucleo Mobilità Turistica di Chiaia della Polizia Municipale di Napoli ha denunciato un tassista napoletano per guida sotto l’effetto di sostanze stupecanti. Le verifiche sul tassista avevano avuto ad oggetto, inizialmente, una ricevuta non emessa dall’uomo ad una turista.

Durante i controlli gli agenti hanno percepito gli sbalzi d’umore ed il nevosismo del tassista, comprendendone immeditamente la causa e richiedendo l’intervento di una ambulanza così da trasportare l’uomo all’ospedale Loreto Mare per i controlli tossicologici.

Nella struttura ospedaliera il tassina si è rifiutato di effettuare le analisi; sono così scattati ai suoi danni il ritiro della patente, il sequestro del taxi e la segnalazione alle Autorità Competenti.

Fonte: NapoliToday

Guidonia Montecelio: inaugurazione delle Terme del Cavaliere

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Guidonia Montecelio (RM)- Giovedì 12 ottobre saranno inaugurate le “Terme del Cavaliere”, risalenti al  II-III sec. d.C. e ricostruite all’interno del Centro Agroalimentare Roma, in via Tenuta del Cavaliere n. 1. Durante l’inaugurazione verranno presentate alcune iniziative tese a valorizzare i siti archeologici dell’area. L’evento si concluderà con visite pomeridiane al Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” di Montecelio ove sono esposti i reperti provenienti dalla villa.

Le “Terme del Cavaliere” appartengono ad una villa rustica di epoca romana scoperta nell’omonima tenuta alla fine degli anni Novanta, durante la costruzione del Centro Agroalimentare Roma (C.A.R.). Smontate per esigenze di tutela, sono state ora ricomposte a breve distanza davanti al Centro Direzionale. L’intervento, finanziato dal C.A.R. e diretto dalla Soprintendenza, ha previsto il riassemblaggio delle strutture murarie in opera laterizia e dei pavimenti a mosaico, la realizzazione di una copertura e di un percorso di visita. Un piccolo vano quadrato con pavimento musivo bianco/nero ornato da pelte immette in una stanza rettangolare con mosaico a nastri. Da qui si accede a una profonda vasca e a una stanza pavimentata con elementi marmorei. Infine si apre un ambiente quadrato con tubuli per il riscaldamento incastonati nella muratura. All’ingresso la metà capovolta di un dolio fu adattata a fontanina per le abluzioni. Il piccolo balneum, databile alla fine del II-III sec. d.C., testimonia come il costume termale, conformandosi al modello urbano, si mantenne in ambito privato fino in epoca tarda.

L’inaugurazione delle Terme del Cavaliere sarà preceduta da relazioni che illustreranno le iniziative di valorizzazione culturale, il contesto archeologico dell’area, gravitante sull’antica Via Tiburtina, e l’intervento di delocalizzazione e restauro. In particolare sarà posto l’accento sulla ripresa dello scavo della “Villa dell’Ercole fanciullo”, rinvenuta anch’essa (1998) all’interno del C.A.R.

Maria D’Auria

Juve Stabia, striscione per Paolo Foti: fratello siracusano scomparso prematuramente

Durante la gara Juve Stabia-Lecce, la Curva Sud di Castellammare ha mostrato uno striscione in onore di Paolo Foti, il tifoso siracusano recentemente scomparso a causa di un male incurabile che, in soli 13 mesi, l’ha strappato all’affetto dei suoi cari.

Paolo aveva 40 anni, una moglie e un bambino di 8 anni. Tifoso appassionato del Siracusa Calcio, era stato membro del vecchio gruppo Ultras South Landers, quello nato nel 1987 e scioltosi nel 2010. Per un decennio i SL sono stati la voce forte, coloro che hanno ritmato le gare dei Leoni sotto lo striscione Ultras Siracusa, che identificava vari gruppi.

Il 40enne era molto conosciuto in città non solo per la sua fede in azzurro, ma anche perché era uno dei tre figli del Presidente della Provincia Armando Foti. Al suo funerale una grande affluenza di persone, tra cui molti compagni del Nicola De Simone che con cori, striscioni e fumogeni hanno dato l’ultimo saluto al loro amico.

Così anche gli Ultras Stabiesi, ieri al Pinto di Caserta, hanno voluto omaggiare il fratello aretuseo con uno striscione: “Riposa in pace Paolo, vecchio South Landers”.

A cura di Luisa Di Capua

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Donna perde la vita cadendo un pozzo. Tragedia nel salernitano

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Tragedia a San Gregorio Magno, Comune di circa 4000 abitanti sito nella provincia di Salerno. Una donna di 70 anni M. R. è infatti deceduta a seguito di una caduta nel proprio pozzo. A scoprire quanto accaduto è stato stamattina il figlio della donna.

L’uomo, recatosi a casa della anziana madre, non è riuscito a trovarla ed ha chiesto informazioni ai vicini di casa, che hanno riferito di non vederla dal giorno precedente. L’uomo si è così recato nel piccolo orto dove la madre quotidianamente trascorreva molte ore.

Immediata la macabra scoperta: il corpo della donna è stato trovato all’interno del pozzo. Il recupero è avvenuto grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco di Eboli; la donna sarebbe morta non per il trauma successivo alla caduta ma per annegamento. La salma è ora all’ospedale di Oliveto Citra, dove martedì sarà effettuata l’autopsia.

Fonte: La Città

Juve Stabia: “8-10 Magico Nino”, ovunque tu sarai tanti auguri

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“8-10 Magico Nino!”, sugli spalti del Pinto di Caserta in occasione del compleanno di Nicola Martinelli, il giovane Ultras stabiese scomparso nell’estate del 2011, in seguito ad un incidente stradale.

Era l’anno dell’impresa, l’anno in cui tutta Castellammare si tinse di giallo e di blu per la storica promozione in Serie B. Dopo poco più di un mese da quel 19 giugno, il 19enne Nino morì. L’intera Castellammare ne fu scossa.

Sono trascorsi sei anni da quella tragedia, ma Nino non è mai scomparso né dalla Sud né dalla città. “Ha giocato” di sabato per tre anni consecutivi, la sua immagine è apparsa negli stadi più prestigiosi d’Italia, dall’Olimpico di Torino al Marassi di Genova fino all’Artemio Franchi di Firenze, solo per citarne qualcuno. Il suo nome ha fatto il giro dello Stivale grazie ai suoi compagni di viaggio che a lui non ci rinunciano, perché  “Nino senza te è impossibile”, scrissero su uno striscione qualche anno fa.

Oggi Nino avrebbe compiuto 26 anni, e ieri alla vigilia del suo compleanno la famiglia Ultras l’ha omaggiato al Pinto di Caserta con la scritta “8-10 Magico Nino”, seguito da un coro in suo onore.

A cura di Luisa Di Capua

Ischia – la terra torna a tremare, lieve scossa avvertita sull’isola

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Questa mattina l’isola di Ischia si è svegliata con la paura di rivevere l’incubo terremoto. E’ stata infatti avvertita una lieve scossa di terremoto; l’intensitò dovrebbe essere pari ad un grado della scala Richter, ad una profondità di circa 1,5 kilometri.

L’epicentro dell’evento sismico, rilevato alle 8.17, è stato ancora una volta la zona di Casamicciola, quella più colpita dal terremoto di fine agosto (la foto si riferisce a quelle scosse). Nessun danno ad edifici e cose nè sembrano esserci feriti.

Le testimonianze del posto riportano “c’è stato un boato ma la terra non ha tremato”.

Fonte: Il Mattino

 

Vomero: calato di nuovo il silenzio sul parco agricolo-didattico

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Vomero: calato di nuovo il silenzio sul parco agricolo-didattico

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, torna ad occuparsi di una delle tante opere annunciate, ma non realizzate, in materia di verde pubblico nell’area collinare del capoluogo partenopeo, un parco agricolo-didattico che sarebbe dovuto sorgere, ma il condizionale a questo punto è d’obbligo, visto che sono passati circa vent’anni dall’inizio di questo tormentone, nell’area dell’ex gasometro, posta tra viale Raffaello e salita Cacciottoli.

Nel marzo del 2011, dopo varie traversie – ricorda Capodanno – il progetto del parco agricolo-didattico fu finalmente presentato in pompa magna alla stampa, nel mentre erano da poco iniziati i lavori che sarebbero dovuti durare sei mesi. Invece da allora è passato oltre un quinquennio e della realizzazione del parco non si è saputo più nulla“.

“Lustri d’attesa, oltre due milioni di euro a suo tempo finanziati ma a tutt’oggi siamo ancora  in attesa che veda la luce questo parco che doveva sorgere su di un’area acquisita dal Comune di Napoli, di circa 14mila metri quadrati, area che fino agli anni ’80 era stata occupata da una campana gassometrica e dalle relative attrezzature per il funzionamento – puntualizza Capodanno -. Pur conoscendo la lentezza della macchina comunale non si  riescono a comprendere né sono stati resi noti i motivi per i quali i lavori non sono stati portati avanti fino al completamento dell’opera“.

“Il parco era stato progettato su un’area vincolata, che precedentemente apparteneva ad un privato, e su una parte della quale si voleva realizzare un parcheggio interrato  – ricorda Capodanno -. Dopo una serie di battaglie sostenute dai residenti e dalle associazioni, il Comune di Napoli elaborò una variante per un progetto di riqualificazione, variante approvata con deliberazione consiliare n. 44/2001 e deliberazione di Giunta comunale n. 2365/2002. Successivamente con decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania n. 529 del 24 settembre 2004 la stessa variante fu approvata anche dalla Regione Campania“.

“Molti si chiedono perplessi, visto il silenzio calato da tempo sulla vicenda, se il progetto del parco agricolo-didattico, pubblicato all’epoca anche nelle cartografie del sito internet del Comune di Napoli, sarà mai realizzato – prosegue Capodanno -. Sarebbe opportuno che finalmente su questa annosa vicenda venissero promosse tutte le indagini del caso anche per chiarire i motivi dei ritardi accumulati“.

Con l’occasione Capodanno sollecita ancora una volta l’amministrazione comunale ad intraprendere tutte le azioni necessarie ed opportune per garantire una volta e per tutte la realizzazione del parco agricolo-didattico in viale Raffaello, atteso da tempo dai napoletani.